Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

martedì 28 febbraio 2017

Forse le multinazionali cominciano a sgonfiarsi



Dopo decenni di crescita continua,le imprese che investono in tutto il mondo cominciano a ridimensionarsi.Non solo perché i profitti diminuiscono,ma anche perché i governi stanno tornando a proteggere le aziende nazionali.
Negli ultimi 5 anni né McDonald né Fried Chicken sono riuscite a tenere il passo della crescita della borsa statunitense.Nel 2012 la Yum,la proprietaria di Kentucky Fried Chicken,ha registrato il record di profitti all'estero,che però in seguito sono scesi del 20%.Negli ultimi tre anni i ricavi all'estero del McDonald's sono diminuiti del 29%.C'è una tendenza generale:il mondo non ha piu fame di multinazionali.
Molti settori che hanno provato a internazionalizzarsi in realtà sembrano funzionare meglio quando operano al livello nazionale o regionale.Molte aziende hanno aperto gli occhi.
Questa nuova era delle multinazionali,piu prudente,avrà dei costi.I paesi abituati a veder spadroneggiare le aziende globali si accorgeranno che la concorrenza diminuisce e che i prezzi salgono.Gli investitori,che  a conti fatti hanno almeno un terzo dei loro portafogli azionari investiti nelle grandi multinazionali,potrebbero andare incontro a turbolenze poco piacevoli.Le economie che dipendono dagli investimenti esteri saranno in.difficoltà.Il crollo dei profitti delle multinazionali britanniche è il motivo del pessimo stato della bilancia dei pagamenti del Regno Unito.Ma con la Brexit cambiera' tutto.

lunedì 27 febbraio 2017

GIULIO TREMONTI:"Come dobbiamo riprenderci la sovranità..."



"Se la Costituzione della Germania prevede un controllo di compatibilità delle leggi dell'Unione con quelle tedesche,perché per l'Italia ci dovrebbe essere l'importazione automatica dei materiali giuridici europei? Se è compatibile con i trattati  europei la Costituzione tedesca,perché non dovrebbe esserlo anche quella italiana se allineata sul modello tedesco? L'Europa non può essere come la fattoria degli animali,nella quale tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono piu uguali degli altri".

"Il Trattato di Roma,un trattato  tra Stati sovrani e che restavano sovrani,si basava di fatto sulla formula della "confederazione".E questo,ora come allora,è il futuro dell'Europa.L'idea di allineare la Costituzione italiana a quella tedesca è la base necessaria per entrare in questa logica.Le ipotesi in alternativa sono tante.Fra queste anche la dissoluzione della Ue,il "viene giu tutto",come si dice.Del resto,la parola unione non è tra le piu fortunate nella storia visto com'è andata a finire altrove.Quello che è certo oggi è che si è attivata una cascata di fenomeni tra di loro diversi.La dissoluzione può essere causata da singoli Stati nella dialettica con la Ue,e quindi seguendo una dinamica dalla periferia verso il centro.Ma può anche essere che all'oppsto sia il centro che taglia la fune alla quale sono aggrappate alcune scialuppe".

"L'uscita di un Paese non può essere voluta ma anche fatta accadere o semplicemente accettata attivamente da fuori.Se non come tragedia (speriamo) la storia  può ripetersi.spostandosi dalla Germania anni Trenta all'Italia di oggi: uno scenario tipo Weimar può diventare la prospettiva del nostro Paese".

"Se manca,o se mancherà,la capacità di governo del Paese,il tracollo sarà inevitabile.Mi preoccupa,ed è sintomatico,lo scambio che sembra in atto tra la data in cui si faranno le elezioni e la data in cui si farà il bilancio pubblico.C'è chi,dopo aver governato come una cicala per tre lunghissimi anni con tutti gli astri in positivo,oggi pianifica elezioni anticipate per non pagare il conto,girando l'onere di bilancio a chi viene dopo.Ma rimandare porterà a un grado maggiore d'ingovernabilita' e le tensioni finanziarie saranno ancora piu decisive.E quello della tensione finanziaria è l'habitat naturale per la crescita del populismo,che non sarà causato  dai "sovranisti" ma sarà responsabilità di chi fa ruotare le regole in modo irresponsabile.E dico questo a futura memoria.Anche a prescindere dall'Europa abbiamo da finanziare rifinanziare il terzo debito pubblico del mondo senza avere la terza economia del mondo".

Da Libero del 27 Febbraio 2017-Pietro Senaldi

domenica 26 febbraio 2017

USA.La prima potenza mondiale ma con la minore uguaglianza di opportunità...



Le varie forme di disuguaglianza sono collegate:le deprivazioni infantili,l'accesso disuguale all'istruzione e alle cure mediche ,fanno si che fondamentalmente non si avrà un'uguaglianza di opportunità.I dati sempre piu numerosi che mostrano come i paesi  (o le aree) dove esiste una maggiore disparità di reddito siano luoghi nei quali l'uguaglianza di opportunità è inferiore ci aiutano a capire perché gli Usa,che tra i paesi avanzati hanno la disuguaglianza peggiore a livello di risultati,siano diventati uno dei paesi piu avanzati con la minore uguaglianza di opportunità.Ormai le prospettive di vita di un giovane americano dipendono dal reddito e dall'istruzione dei suoi genitori piu di quelle dei giovani degli altri paesi avanzati.
I circa 8 milioni di lavoratori irregolari nell'economia statunitense sono particolarmente penalizzati dalle violazioni delle norme di lavoro.Creando un percorso di accesso alla cittadinanza per gli 11 milioni di immigrati irregolari degli Stati Uniti si potrebbe far uscire queste persone dal sommerso e inserirle in un contesto lavorativo debitamente tutelato ,innalzandone i salari di pari passo con quello dei cittadini naturalizzati che competono con loro sul mercato del lavoro.
Forse,un centinaio di anni fa,l'America poteva dichiarare con ragione di essere la terra delle opportunità,o perlomeno una terra dove esistevano piu opportunità che altrove.Ma non può piu farlo da almeno un quarto di secolo.
Secondo una ricerca della  Brookings Instituion,soltanto il 58% degli americani nati nell'ultimo quinto dei percettori di reddito esce dalla sua categoria di provenienza e soltanto il 6% di coloro che sono nati nello stesso ultimo quinto raggiunge altre sfere.La mobilità economica negli Stati Uniti è inferiore a quella  della maggior parte dei paesi europei e a quella di tutti i paesi scandinavi.
GIUSTIZIA.Aspetto particolarmente sgradevole della disuguaglianza negli Usa:la mancanza di un accesso pari alla giustizia.
L'America manda dietro alle sbarre una percentuale dei suoi cittadini superiore a quella di qualunque altro paese,compresa la Cina:con meno del 5% della popolazione mondiale,detiene il 25% dei prigionieri del mondo.Ma sono i poveri,e gli afroamericani,che hanno piu probabilità di trascorrere la fine della loro adolescenza e l'inizio della giovinezza in carcere invece che a scuola.

venerdì 24 febbraio 2017

Jeremy Corbyn e la sua battaglia contro la Brexit...



Come dice giustamente il professor Paolo Becchi è inutile fare destra contro sinistra.Ormai è una sfida globalisti vs sovranisti.Le sinistre stanno dalla parte dei globalisti nonostante quelle estremiste continuano a dichiararsi anti globalizzazione.
Perché hanno votato per la Brexit e per Trump? I ceti medio-bassi lottano per le briciole,spaventati dagli immigrati fatti entrare per accontentare la dittatura neoliberista,votando in quel modo sperano che quel poco che resta vada a loro.Purtroppo però non sanno che sia Trump  che Farage sono degli ultraliberisti...Trump sta gia facendo favori agli speculatori finanziari.

Da La Repubblica del 24 febbraio 2017-Enrico Franceschini

"Lotteremo per i diritti dei residenti europei di restare qui,per buone relazioni commerciali con la Ue,per mantenere le leggi per l'ambiente e impedire quello che minaccia la May in caso di mancato accordo con Bruxelles,la trasformazione di questo paese in un paradiso fiscale".

"Appoggeremo la Camera dei Lord su due punti:un voto parlamentare autentico sull'accordo finale di uscita dalla Ue,e la garanzia ai 3 milioni di europei residenti in Gran Bretagna del diritto incondizionato a restarci".

"Il nostro messaggio è che l'Ukip,il partito populista che piu attacca gli immigrati stranieri,sa  soltanto scaricare la colpa su capri espiatori che non c'entrano niente.Gli americani che hanno votato Trump si renderanno conto dell'ipocrisia delle sue promesse di aiutare i poveri.Certo,bisogna allarmarsi per l'ascesa della destra in Europa.Ma in Occidente c'è anche l'ascesa di una nuova sinistra che lotta contro la soluzione data alla grande recessione del 2008,consistita nel salvare le banche facendo pagare il prezzo della crisi alla gente".

giovedì 23 febbraio 2017

Il regalo di Trump agli speculatori




Si continua a dire che Donald Trump è un populista,ma non credo che questa parola significa la stessa cosa per tutti.E' vero,il presidente sta cavalcando il razzismo e il fanatismo di alcuni statunitensi, e questo sta irritando le èlite schizzinose che prendono alla lettera la costituzione.Ma finora le sue politiche economiche consistono sopratutto nel dare ad aziende eticamente discutibili la possibilità di truffare e sfruttare la gente comune.
In particolare,Trump e i suoi alleati al congresso hanno preso di mira la riforma finanziaria introdotta da Barack Obama,e sopratutto le parti di quella riforma che proteggono i consumatori dagli speculatori.Nei giorni scorsi Trump ha pubblicato un memorandum in cui invita il dipartimento del lavoro a riesaminare la regola del "ruolo fiduciario",che richiede ai consulenti finanziari di agire nell'interesse dei clienti (evitando ,per esempio,di spingerli verso investimenti per cui i consulenti stessi ricevono generose commissioni).Inoltre ha emanato un ordine di esecutivo per indebolire la legge Dodd-Franck,adottata nel 2010 dopo la crisi finanziaria per evitare nuove bolle speculative e tutelare i risparmiatori.
Entrambe le mosse sono perfettamente in linea con le priorità della maggioranza repubblicana al congresso,e naturalmente con quelle dell'industria finanziaria.Queste due categorie,infatti, detestano la regolamentazione della finanza,sopratutto quando contribuisce a proteggere le famiglie dalle truffe.
Perchè era stata introdotta la regola del ruolo fiduciario? Il motivo principale sono i piani di risparmio che rappresentano la principale fonte di reddito per i pensionati statunitensi oltre alla previdenza sociale.Per investire in questi fondi ci si rivolge ai professionisti della finanza,ma in passato quasi nessuno sapeva che in base alla legge i consulenti non erano obbligati a privilegiare il guadagno dei clienti.
E' un aspetto importante.Nel 2005 uno studio commissionato dall'amministrazione Obama ha stabilito che "i consigli finanziari in conflitto d'interessi" avevano ridotto i ricavi dell'investimento nei fondi pensione di un punto percentuale,con un costo per gli statunitensi di circa 17 miliardi all'anno.Dove sono finiti questi 17 miliardi? In gran parte nelle tasche di vari esponenti dell'industria finanziaria.E ora la Casa Bianca sta cercando di fare in modo che le cose continuino cosi.
A proposito di Dodd-Frank:i repubblicani vorrebberlo cancellarla del tutto,ma probabilmente non hanno i voti necessari per farlo.Quello che possono fare è impedire che sia applicata,sopratutto indebolendo l'ufficio per la tutela finanziaria dei consumatori,che ha il compito di proteggere le famiglie  dalle truffe.
Trump ha offerto una spiegazione diversa della sua ostilità verso la riforma finanziaria:riduce la disponibilità del credito"Conosco moltissime persone che hanno belle attività imprenditoriali e non riescono a ottenere un prestito",ha detto Donald Trump.Sarebbe bello scoprire quali sono queste "belle attività imprenditoriali".Quello che sappiamo è che le banche statunitensi hanno rifiutato di finanziare le attività di Trump,probabilmente a causa delle sue molte bancarotte.
Chi vuole chiedere un prestito in generale non sembra avere grossi problemi.Solo il  4% delle piccole aziende prese in esame dalla Federazione nazionale delle aziende  indipendenti ha espresso insoddisfazione per la disponibilità di prestiti,un minimo storico.In generale i prestiti bancari negli Stati Uniti sono stati abbandonati dopo l'introduzione della Dodd-Frank.

PAUL KRUGMAN

mercoledì 22 febbraio 2017

Quando Berlinguer criticava la politica della crescita per uscire dalla crisi...



Il rifiuto  della ripresa della crescita produttivista e l'uscita della religione della crescita sono posizioni molto piu difficili da difendere del semplice rifiuto dell' austerità.In teoria essa è proposta solo dagli "obiettori di crescita", e in pratica  è ammessa solo da alcuni ecologisti per quanto riguarda il lungo termine,ma stranamente è dimenticata per il breve termine dalla maggior parte di quelli che preferiscono,come Daniel Cohn-Bendt,salvare L'Europa dei mercati piuttosto che il pianeta,e la Banca piuttosto che la banchisa.
In passato troviamo un alleato nella persona di Enrico Berlinguer.In nome dell' austerità egli contestava,nel 1977,la politica di crescita per uscire dalla crisi."Per noi l' austerità è il mezzo per opporsi alle ragioni di un sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero,l'esaltazione dei particolarismi e dell'individualismo sfrenati,dal consumismo insensato,sistema che è entrato in una crisi strutturale e fondamentale  e non congiunturale , e di porre le basi del suo superamento".
Joseph Stiglitz e altri raccomandano le vecchie ricette keynesiane del rilancio dei consumi e degli investimenti per fare ripartire la crescita,"verde" se possibile.Tuttavia,questo programma socialdemocratico che costituisce il corredo dei partiti della sinistra classica,addirittura dell'estrema sinistra,non è piu credibile dell'austerita'.Innanzitutto,perché questi partiti non sono piu in condizioni di rimettere in discussione la disciplina di ferro della cornice neoliberista  che loro stessi hanno contribuito a costruire nel corso degli ultimi trent'anni e che,per l'Europa,si è incarnata nella moneta unica.Al massimo si può sperare il rilancio provvisorio dell'economia dei casinò e quella della speculazione borsista ed immobiliare.La cornice dell'economia mondializzata  e,piu ancora,quello dell'Eurolandia,suppongono una sottomissione senza sosta ai dogmi monetaristici.L'esempio della Grecia è qui abbastanza eloquente.
Il rilancio della crescita non è possibile di fatto a causa dell'esaurimento delle risorse naturali ,e dei guadagni di produttività scontabili.Fin dagli anni 70', i costi della crescita (quando a luogo) sono superiori ai suoi benefici.
Si tratta di uscire dall'imperativo della crescita che non costituisce piu nemmeno un mezzo per eliminare la disoccupazione.

"Il sistema dominante è una società che salta su un piede solo,ossia che si regge su un simbolico a misura di una parte dell'umanità,quella che ha prodotto valori e favorito priorità qu ali la proprietà privata,uno spiccato senso di individualismo,lo sviluppo abnorme l'aggressività e dell'ego dei maschi della specie ,destinati a esercitare il dominio o a mettersi al servizio del signore/padrone di turno,scaricando l'aggressività accumulata sul nemico,all'interno di un orizzonte economico e sociale basato sulla competizione e sullo sfruttamento,della terra come delle persone"

Luciana Percovich

Non tutto quello che diceva Enrico Berlinguer era sacrosanto,ma sulla crescita aveva ragione e quello che ho pubblicato sopra bisognerebbe ricordarlo a quei tanti comunisti venduti del Pd ....sua figlia compresa

martedì 21 febbraio 2017

L'OFCE":L'uscita dall'euro non creerebbe nessun danno all'Italia"



La lira anti-default. Per l’Ofce, prestigioso istituto di ricerca francese, in caso di uscita dall’euro l’Italia sarebbe il Paese che sopporterebbe meglio il trauma. La nuova moneta si rivaluterebbe dell’1% e la gestione del debito pubblico non sarebbe a rischio!
Se l’Italia uscisse dall’euro, la nuova lira si svaluterebbe del 30 per cento, avverte Mediobanca . Una disgrazia per l’inflazione, che salirebbe alle stelle, l’unanime commento. Ma qualcuno pensa che invece la valuta italica rimarrebbe stabile. Più precisamente, si rivaluterebbe dell’1%. Nemmeno Matteo Salvini avrebbe il coraggio di spararla così grossa. Eppure questo è il risultato di uno studio autorevolissimo prodotto dall’Ofce, l’Osservatorio francese della congiuntura economica. Per chi non lo sapesse, l’Ofce è stato fondato nel 1981 dall’allora premier Raymonde Barre, finanziato dallo Stato francese e affiliato alla mitologica università di Sciences Po, dove si forma una parte consistente dell’élite transalpina. Per vent’anni ne è stato presidente l’economista Jean-Paul Fitoussi, che attualmente è direttore della ricerca. Insomma, quanto di più lontano da Marine Le Pen. E dal punto di vista accademico tutte le carte sono più che in regola.
Stranamente in Italia lo studio condotto da Cédric Durand dell’università Paris 13 insieme a Sébastien Villemot di Sciences Po, non ha avuto nessuna eco. Forse perché, contrariamente alla vulgata corrente, dimostra che il Paese non ha niente da temere dall’uscita dall’euro. Addirittura l’Italia è lo Stato che uscirebbe meglio dal trauma del cambio di moneta. Il cosiddetto rischio di ridenominazione è pari a zero sui tre fronti analizzati dal report intitolato Balance sheets after the EMU: an assessment of the redomination risk: governo e banca centrale; società finanziarie; società non finanziarie e famiglie. Una tripletta che nessun altro può vantare. La Germania corre infatti un rischio (comunque basso) per ogni categoria di società e per le famiglie. Come se non bastasse, il marco si rivaluterebbe del 14%, mettendo inevitabilmente un freno alle sue esportazioni.

www.scenarieconomici.it

lunedì 20 febbraio 2017

Il Giappone se ne frega della crescita modesta...



La crescita del Giappone è modesta (1%), ma da  tempo esiste una contro-narrazione,nella chiave della decrescita felice.Il Giappone è stato il primo a sperimentare la denatalità,ha una popolazione in calo,il suo pil nazionale è un indicatore ingannevole,invece il Pil pro capite ci restituisce l'immagine di un paese i cui abitanti stanno meglio di quanto crediamo.A dispetto del "politically correct" va ricordato anche un'altra anomalia giapponese:potrebbero crescere di piu se accettassero di rimpinguare la forza lavoro con piu immigrati coreani,cinesi o filippini,ma se ne guardano bene.Anche a Tokyo i pericoli in agguato sono politici soprattutto l'incognita protezionista,e le tensioni con la Cina nell'era Trump.

FEDERICO RAMPINI-La Repubblica del 14 febbraio 2017

Il Giappone è la risposta migliore a tutti quei mondialisti che sostengono che ci vuole piu crescita, piu immigrati per certi lavori o perché si fanno pochi figli.Davvero un paese da prendere come esempio ,altro che Usa!

domenica 19 febbraio 2017

Enrica Perucchietti e Marcello Foa a Bologna.False flag e fake news




Nelle settimane scorse si è parlato tanto di fake news e di nuovo ddl che punisce con 5.000 euro e in alcuni casi anche con la reclusione coloro che metteranno in circolazione con i loro blog, notizie false,allarmanti ecc ecc.
Io mi sbilancio e dico con convinzione che questo decreto di legge non passerà, i tribunali sono già intasati per altre cose ,figuriamoci per queste sciocchezze.Certo ,stanno facendo di tutto per zittire le persone indipendenti.

Per quanto riguarda l'evento di ieri, è stato interessante ,con due giornalisti che stimo moltissimo.Non voglio aggiungere altro..buona visione.

I VIDEO


ENRICA PERUCCHIETTI 1 

 ENRICA PERUCCHIETTI 2 

 MARCELLO FOA

venerdì 17 febbraio 2017

WALTER VELTRONI: "La storia di Weimar assomiglia alla fase che ci è data in sorte"



"Temo che la sinistra italiana stia facendo due errori in cui è incorsa piu volte nella sua storia.Il primo:non.capire l'apertura di una fase storica del tutto inedita per le conseguenze che ha sugli assetti sociali,sugli stati d'animo,sulle forme di sapere e di comunicare".

"La destra è stata capace di interpretare questo cambiamento,in un modo che a me pare pericolosissimo.Non abbiamo davanti Major e Chirac,ma Le Pen e Trump.La destra ha assunto questo taglio populista,sovranista,protezionista ; una cosa non di poco.conto per il futuro dell'umanità.Vedo le stesse movenze degli anni 30': una sinistra che si spacca e non capisce quello che sta accadendo ,e una destra che interpreta in maniera semplificata e destabilizzante il senso della storia.Non voglio mettere sullo stesso piano i soggetti degli anni 30'  con quelli di oggi.Ma la storia di Weimar assomiglia terribilmente alla fase che ci è data in sorte.La richiesta dell'uomo forte è evidente anche in Italia.Nel luglio 2015 scrissi dell'Unità,giornale che spero non muoia,che avrebbe vinto Trump.Oggi le dico che non.sono affatto certo che non.vinca Marine Le Pen;non è detto che si ripeta in Francia l'unione repubblicana contro l'estremismo.C'è il pericolo che nei prossimi anni l'Europa finisca".

Da Il Corriere della Sera del 15 Febbraio 2017-Aldo Cazzullo

Si risente Walter Veltroni.Posso anche essere d'accordo con quello che ha detto ad Aldo Cazzullo,peccato che quando era in.politica era come la sinistra che oggi critica.

giovedì 16 febbraio 2017

BREXIT.L'analisi patetica di Davide Giacalone



David Cameron veniva da una legislatura in cui,quale Primo Ministro inglese,aveva governato in coalizione con i liberaldemocratici  di Nick Clegg.Una situazione molto anomala ,per la storia politica inglese,dato che il sistema elettorale di quel Paese solitamente assicura  maggioranze parlamentari monocolori.Alla campagna elettorale del 2005 Cameron arrivo' in.condizioni di debolezza,e a qualche settimana dal voto i sondaggi lo davano ben lontano dalla possibilità di una vittoria autonoma (neanche in Uk si elegge il Capo del governo,è la Regina a incaricare il leader del vincitore).Ebbe una trovata,visto che una parte dell'elettorato  (e del suo partito) sembrava gradire le sirene dell'antieuropeismo: se sarà eletto ,promise, convochero', fra due anni,un referendum,per stabilire se restare o uscire dall'Unione europea.Che sia per quello o che sia per altro (credo che un peso lo ebbe,quella promessa),vinse le elezioni e rimase dove si trovava.Siccome le cose andavano abbastanza bene e l'azione della BCE (che aveva operato in modo.coordinato con Bank of England) aveva sterilizzato alcune infezioni speculative,decise successivamente di anticipare il referendum,fissandolo al 23 giugno del 2016.
La campagna referendaria,come al solito e come abbiamo già visto in altri Paesi,prese spunto dal tema europeo,ma s'infiammo' sulle questioni interne.È vero che il Partito laburista,gli avversari di Cameron,conservatore,appoggiava la permanenza nell'Ue ,quindi gli dava una mano,ma è anche vero che i conservatori non solo si spaccarono,ma fu assai piu chiassosa ed efficace la campagna dei leave,quelli che sostenevano le ragioni dell'uscita dall'Unione.Il meccanismo del loro vantaggio era, anche qui come al solito,semplice:bastava sostenere che tutte le cose che andavano male erano responsabilità dell'Europa.E siccome le cose non vanno bene non mancano mai,ecco che il gioco si fa semplice.
Quelli che hanno votato per uscire sono rimasti affascinati dalle parole di Farage sulla riconquistabile sovranità del loro Paese.Ma il possibile defluire dei capitali occidentali,l'indebolirsi della piazza finanziaria,che non è piu una piattaforma interna all'Ue ,potrebbe lasciare un vuoto che se non verrà colmato genererà povertà,mentre se sarà riempito è probabile che ciò avvenga a cura di capitali russi e cinesi.E questo sarebbe la strada per riconquistare sovranità? Senza contare i problemi di trasparenza,che già esistevano e così potrebbero ingigantirsi.

VIVA L'EUROPA VIVA- Davide Giacalone (Rubettino)

Un altro che nega l'evidenza per paura di essere definito fascista.Come si fa nascondere il fatto che il  medio-basso sia stato distrutto dalle politiche neoliberiste europee? L'importante è che non torni il fascismo,il resto va tutto bene...

mercoledì 15 febbraio 2017

I danni della globalizzazione che il Pd fa finta di non capire...



La globalizzazione è stata in specie voluta,per compressione e accellerazione della storia,da un'elite di potere determinata e illuminata.Poi ,direttamente a causa sua e di riflesso,nella sfera politica si è prodotto un diffuso effetto di vuoto.Come se,presa allora una cosi grande e storica,pur se discutibile ,decisione,la politica avesse prima trattenuto e poi perso quasi del tutto il suo respiro.Perché? Principalmente perché,con la globalizzazione,il carattere nazionale e particolare,tipico per secoli della politica,è stato prima risucchiato e poi disperso in un mondo nuovo disegnato e dominato dal mercato globale.In che modo,con quale dinamica sono andate le cose?
Il potere politico è stato per secoli concentrato nella macchina dello Stato-nazione.Una macchina storicamente costruita per funzionare a dominio territoriale chiuso.Lo Stato controllava il territorio e il territorio era il naturale contenitore della ricchezza,agraria,industriale.È cosi che il controllo della ricchezza faceva dello Stato-nazione l'erede e la sintesi delle antiche secolari funzioni del forum,ciò che gli dava titolo per esercitare il suo monopolio politico:battere la moneta,riscuotere le tasse,fare giustizia.La globalizzazione,spezzando la catena storica Stato-territorio-ricchezza,aprendo gli spazi,depotenziando confini e frontiere,ha di riflesso eroso i vecchi meccanismi di controllo e di disciplina,ha di riflesso ridotto,fino a uno storico il potere statale.All'opposto ,rimossi gli antichi confini,la ricchezza finanziaria ,la parte strategica e sempre piu importante della ricchezza,è divenuta sempre piu forte e irresponsabile,finalmente capace di volare sopra i territori e volare fuori dall'antica gabbia Stato-nazione,nei nuovi cieli della repubblica internazionale del denaro.Con la globalizzazione e per suo effetto ha preso forma e forza l'altro eccesso,l'eccesso simmettrico opposto:il crescente e dominante potere esercitato sulla politica dalla finanza,forte,questa,per la sua capacità di mobilitare e concentrare interessi colossali,forte per la sua vincente ideologia.

martedì 14 febbraio 2017

Con Trump la Grecia può uscire dall'euro?



Tra le durissime condizioni chieste dall'Ue alla Grecia ,c'è quella di perseguire un avanzo primario del 3,5 % del Pil.Nell'estate del 2015 Tsipras firmò l'accordo per la terza tranche di aiuti pari a 86 miliardi di euro,dopo aver ignorato  il referendum da lui stesso indetto.Berlino era disposta  a espellere la Grecia dall'eurozona perché non in grado di adempiere alle condizioni del piano di salvataggio,mentre Washington voleva a tutti i costi mantenere in piedi l'impalcatura per impedire un.effetto  dominio che portasse alla disgregazione di tutta l'eurozona con rischi anche per l'Ue.
Il FMI ha iniziato a virare solo recentemente verso posizioni piu accomodanti e ragionevoli,sia per ragioni di buonsenso economico  sia per ragioni di opportunità geopolitiche.Gli Stati Uniti infatti sapevano che la Germania con la sua irreprensibilita' stava e sta tuttora mettendo a rischio la tenuta dell'eurozona.Ora la situazione rispetto a due anni fa  è completamente cambiata ,perché gli Usa di Trump non hanno alcun interesse a mantenere in vita l'eurozona  e si opporranno con ogni probabilità al programma di aiuti dell'Ue e della Germania.
Quando Trump manderà i suoi rappresentanti al Fmi ,c'è da aspettarsi  un aggravamento dello scontro ,dal momento che è stato proprio il consigliere economico del Presidente americano ad accusare la Germania di sfruttare un euro fortemente sottovalutato per la Germania.Tsipras ha una grande finestra di opportunità davanti a sé per uscire dall'euro ma anche oggi sembra incredibilmente prendere le parti della Germania e dell'Ue che hanno imposto alla Grecia condizioni pesantissime per restare dentro la moneta unica.

CESARE SACCHETTI.Da Libero del 14 Febbraio 2017

E' piu facile uscire dall'euro con Trump che con un bugiardo come Alexis Tsipras...

lunedì 13 febbraio 2017

Ero un bambino timido e fragile e il prete ne approfittò...






Daniel Pittet,57 anni di Friburgo.Una delle tante storie che tutti i giorni saltano fuori non solo sui giornali ma anche da persone normali.Prima o poi qualcuna la racconterò...

Da La Repubblica del 13 febbraio 2017-Caterina Pasolini

"Nel 1968 avevo solo otto anni.Il prete con una scusa mi ha portato in una stanza.Ho chiuso la porta.Non potevo scappare ero impietrito.Quando ha finito di usarmi mi ha detto:questo rimane tra noi.A chi avrei potuto dirlo,chi mi avrebbe creduto? A casa ereno tutti religiosi ,credevano dell'autorità della chiesa,non mi avrebbero mai dato retto.Ho passato anni a pensare che ero l,unico a subire quei pomeriggi da incubo,a cercare di dimenticare il suo corpo addosso al mio".

"Per anni mi sono domandato se gli adulti sapessero e facessero finta di non capire.Mi sembrava impossibile che mia madre non intuisse.Solo la mia maestra notando che andavo male a scuola,che ero sempre piu solo,chiuso e timido mi ha mandato da un medico ma non so se era un cattivo dottore o si è spaventato ,so solo che non non ha fatto le domande giuste per aiutarmi a trovare il coraggio di parlare.Cosi il segreto è rimasto fino a quando la mia prozia ha capito e sono uscito dall'inferno.Avevo 12 anni".

"Dopo anni di terapia ho trovato le parole per dirlo nel 1990,da allora continuo ad incontrare giovani che hanno subito gli stessi abusi.Li riconosco,vedo in loro la stessa fragilità,la fatica di vivere che mi porto dietro quotidianamente e mi spinge a fare per dare un senso alla mia esistenza.Perché chi viene abusato resta segnato per sempre,rischia il suicidio,la pazzia,spesso viene rifiutato dalla famiglia ,visto che il 90% degli abusi li avviene,e dal gruppo sociale.Escluso,trattato come una paria perché ha detto la verità.Senza contare che,se non aiutato,rischia di ripetere su altri le violenze subite:l'80% dei pedofili è stato un.bambino stuprato".

"La chiesa ha mentito.Mi hanno detto che lo avrebbero allontanato,che non avrebbe piu potuto fare del male.Dieci anni dopo ho scoperto che lo avevano mandato in Francia,dove ha continuato ad abusare ragazzini.Lo scorso anno l'ho incontrato.Era vecchio,ho faticato a riconoscere l'orco della mia infanzia.Mi ha guardato ,ho visto la sua paura.Ma non mi ha chiesto scusa,non mi è sembrato pentito di tutto il male che ha fatto"

"Due anni fa mi sono incontrato con il Papa.Mi ha chiesto dove trovi la forza,il tuo spirito missionario? Non era mai soddisfatto della risposta.Alla fine gli ho detto:Padre sono stato violentato da un sacerdote.Mi ha guardato in silenzio con le lacrime agli occhi e mi ha abbracciato.Ora queste le sue parole cosi forti e coraggiose di condanna alla pedofilia,al segreto che uccide".

domenica 12 febbraio 2017

30-40 milioni di persone rovinate dalle multinazionali dei farmaci



Nella società industrializzata,persino i bambini non ancora nati sono attualmente considerati ed etichettati come pazienti e non appena sono nati il sistema sanitario li prende immediatamente in carico.Oggi,negli Usa,ad ogni neonato ,al momento di lasciare l'ospedale in cui è stato partorito,viene somministrato il vaccino contro l'epatite B,le cui controindicazioni di tossicità sono elevate,a meno che i genitori nn neghino esplicitamente il proprio consenso.
L'obiettivo piu generale della lobby delle aziende farmaceutiche  rientra nel programma di controllo della popolazione.In altre parole,è quello di minare la capacità degli individui di pensare,sentire,avere esperienze di vita libere da condizionamenti esterni e soprattutto di comprendere  quanto sta avvenendo nel mondo e chi ne è responsabile di comprendere quanto sta avvenendo nel mondo e chi ne è responsabile.Se pianificate di prendere possesso del mondo,questa è la ricetta perfetta.La somministrazione di farmaci pesantissimi dalla culla fino alla tomba distrugge l'individuo nella sua personalità.
Se aggiungiamo al triste elenco delle vittime tutti coloro che sono interessati e colpiti dai gravi effetti collaterali di determinati farmaci ,abbiamo una quota che oscilla tra i trenta e i quaranta milioni di individui:persone che non sono piu in grado né di pensare né di agire autonomamente e che possono essere facilmente convinte a seguire degli ordini.

venerdì 10 febbraio 2017

Cecchi Paone informati bene sulle condizioni dei lavoratori tedeschi...




Seguo moltissimo Diego Fusaro e tutti i santi giorni visito il suo canale Youtube.Ieri ho visto questo video dove interviene nella trasmissione "Dalla vostra parte" condotta da Maurizio Belpietro su Retequattro.C'è il solito montiano Gianfranco Librandi che fa la fortuna delle trasmissioni politiche per via delle scemenze che spara e poi Cecchi Paone che rispondedo a Fusaro si è permesso di dire che in Germania tutti lavorano e stanno bene.Balle.Aatre volte ho scritto post su questo argomento e ne scrivo un altro...

Uno studio pubblicato dal DIW,il Deutsches Institut fur Wirtschaftsforschung, evidenzia il pesante arretramento sociale imposto ai salariati tedeschi da 10 anni a questa parte:il primo decile (il 10% che sta in fondo alla scala) guadagna solamente 259 euro al mese.I redditi da lavoro possono essere integrati da assegni familiari o sussidi per l'alloggio,ma questo reddito medio di 259 euro mensili è comunque un dato scioccante.E il decile successivo non va oltre i 614 euro al mese.Contrariamente a questo si sente dire, l'arrettramento non riguarda soltanto le fasce "piu povere",sulle quali si versa qualche lacrima di coccodrillo per poi dimenticarle prontamente,ma la grandissima maggioranza della popolazione:il DIW mostra che l'80% della popolazione attiva ha perso potere d'acquisto,tra il 2000 e il 2010.
Bisogna far parte del decile piu alto per aver beneficiato di un aumento del reddito da lavoro.E in ogni caso,si tratta di un.aumento modesto,un +0,2% annuo in media.Solo i redditi da capitale sono cresciuti fortemente.
Il salario medio è sceso dal 4,2% in dieci anni.Non occorre né demonizzare  né idealizzare il modello tedesco."Abbiamo fatto di tutto per proteggere gli operai delle industrie," spiega un sindacalista "ma contemporaneamente è dilagata la precarietà,come negli Usa." In realtà,non.c'è piu un modello tedesco": ai primi di gennaio,la Germania ha annunciato una crescita negativa per il quarto trimestre 2016.Come tutti gli altri cittadini europei,i tedeschi cercano soluzioni alla crisi.
L'accordo Hartz ha avuto un costo sociale terribile (la speranza di vita dei piu poveri è scesa da 77 a 75 anni in un decennio:un dato spaventoso,in un paese cosi ricco) e quanto all'economia precipiteremmo tutti in una recessione senza fine,se una riforma di questo tipo venisse estesa a tutti i paesi d'Europa.

giovedì 9 febbraio 2017

Il ministro Calenda trova ridicoli i manuali di Claudio Borghi Aquilini



"Uscire dall'euro vorrebbe dire un gigantesco e istantaneo impoverimento dell'Italia in una misura ben superiore a quella sperimentata nei sette anni della crisi.Fuori dell'euro il debito pubblico,oggi detenuto dalle istituzioni finanziarie e dai cittadini italiani per oltre il 70% ,rischierebbe di diventare insostenibile,con effetti devastanti su famiglie,banche e imprese.Mi pare uno scenario da incubo per fortuna molto lontano.I manuali della Lega Nord "su come uscire dall'euro in dieci facili passi sarebbero comici se non fossero il sintomo del livello raggiunto da un pezzo della nostra classe politica".

Da La Repubblica del 7 Febbraio 2017

mercoledì 8 febbraio 2017

ISIS,una risorsa strategica degli Stati Uniti



Judicial Watch, che si definisce essa  stessa come una fondazione di stampo conservatore che si batte per la responsabilità e l'integrità del diritto,della politica e del governo,allo scopo che nessuno si possa trovare al di sopra delle leggi,il 18 maggio 2015 ha pubblicato una selezione di documenti,declassificati in seguito a un processo federale intentato contro il dipartimento della Difesa e il Dipartimento di Stato,processo che la fondazione suddetta ha vinto.I documenti,quindi sono stati desecretati e aperti al pubblico.
Tra questi ,uno è di particolare interesse.Si tratta di un rapporto della Dia ,datato 12 agosto 2012, il quale è stato largamente diffuso da organi governativi,compresi CENTCOM,CIA,FBI,DHS,NGA,Dipartimento di Stato e molti altri ancora.Esso illustra come già dal 2012 i Servizi segreti americani avessero previsto l'ascesa dello Stato islamico dell'Iraq e del  Levante (Isis,Is,Isil o Daesh),ma, invece di designare chiaramente questo gruppo terrorista  come un nemico il rapporto lo descrive come "una risorsa strategica degli Stati Uniti".
Le 7 pagine del documento della DIA  indicano che al-Qaida in Iraq è stato il precursore dello Stato Islamico dell'Iraq,trasformandosi in seguito nello  Stato islamico dell'Iraq e del Levante che sosteneva l'opposizione siriana fin dall'inizio,sia ideologicamente che attraverso i media.
Un portavoce del Foreign Office  ha dichiarato:

"Al-Qaida e lo Stato islamico sono delle organizzazioni terroristiche vietate.Il Regno Unito si oppone ad ogni forma di terrorismo.Al -Qaida ,Isis e le loro bande affiliate costituiscono una minaccia diretta per la sicurezza nazionale del Regno Unito.Noi facciamo parte di una coalizione militare e politica che si pone lo scopo di vincere l'Isis in Iraq e in Siria,e noi lavoriamo con dei partner internazionali per contrastare la minaccia di al-Qaida e di ogni altro gruppo terrorista di questa regione.In Siria abbiamo da sempre sostenuto i gruppi di opposizione moderata che si oppongono alla tirannia di Assad e alla brutalità degli estremisti".

"Oppositori moderati a Bashar al-Assad", gli stessi che gli americani  si sono vantati di formare e addestrare in gran numero nei campi in Turchia,Giordania ecc,reclutando "cittadini di tutti i Paesi",secondo le dichiarazioni dell'ambasciatore della Georgia negli Stati Uniti".

martedì 7 febbraio 2017

DOMINIQUE MOISI:"Il Front National come il vecchio Partito Comunista"



Sono d'accordo: in questa società capitalista,i comunisti si sono schierati con il  capitalista e la classe operaia l'hanno lasciata alla destra .E si meritano Le Pen e Trump.

"Bisogna capire che sui temi della globalizzazione il Front National oggi è un po l'equivalente di quel che un tempo era il partito comunista.Ha un'ideologia anti-capitalista molto vicina all'estrema sinistra.I discorsi di Jean-Luc Melenchon e di Marine Le Pen ,sul piano dell'economia e dell'avversione nei confronti del mondo globalizzato ,sono abbastanza vicini".

DOMINIQUE MOISI è uno dei massimi scienziati francesi della politica.Da Il corriere della Sera del 6 Febbraio 2017

lunedì 6 febbraio 2017

Romano Prodi terrorizzato da Trump e Le Pen e crede nell'Europa a doppia velocità



"Trump fa la rivoluzione,annuncia scompigli,attacca la Germania e cerca di dividerla dal resto d'Europa,mina la difesa europea.Le Pen predica la morte della Ue e perfino della Nato.Siamo di fronte ad un doppio attacco coordinato:dall'estero e dall'interno.Trump e Le Pen sono i due volti dello stesso pericolo:non capisco come mai non si siano ancora sposati.E finora non era arrivata nessuna reazione.Questa è la risposta che aspettavo ,anche se avrei preferito che nascesse da un piu ampio dibattito politico.Finalmente la Germania sembra cominciare ad assumersi quel ruolo di leadership che non.aveva mai voluto esercitare. Va bene cosi".

"L'Europa a due velocità non è e non deve di diventare un'Europa di prima e di seconda classe.Soprattutto non un'Europa in cui i passeggeri della prima classe decidono chi deve stare in seconda.Sarà il caso che il governo italiano si prepari bene,perché il vertice di Roma ,a marzo,escluda questa eventualità.C'è chi è piu pronto a mettere in comune la difesa,chi lo spazio unico di sicurezza e chi L'Europa sociale.È tuttavia essenziale che tutti però abbiano l'obiettivo di una integrazione sempre piu forte".

"Lo scossone dato da Trump sta diventando un acceleratore della politica mondiale.Prima ,l'America era il fratello maggiore e la Germania era il piu grande dei fratelli minori che ubbidivano al primogenito.Con l'arrivo di Trump,l'America non è piu un fratello maggiore,ma un cugino dispettoso.E i fratelli europei adesso si trovano a dover reagire".

Alcune delle risposte date da Romano Prodi ad Andrea Bonanni nell'intervista apparsa su La Repubblica del 6 Febbraio 2017

domenica 5 febbraio 2017

GIOVANNI DOSI: "La Germania deve essere punita"




"La Germania ormai ha un surplus commerciale che sfiora il 9% e invece dovrebbe stare al di sotto del 6%.Si tratta di una violazione che danneggia l'economia degli altri Paesi europei,ma non viene sanzionata,mentre l'Italia rischia una procedura d'infrazione sul suo bilancio 2017.E'  una vecchia storia,lo diceva anche Keynes:c'è sempre un'asimmetria tra i Paesi che hanno troppo deficit e quelli che hanno troppo surplus.I primi vengono sanzionati e i secondi no".

"Per ridurre il surplus la Germania dovrebbe stimolare l'aumento della domanda interna e quindi delle importazioni.Un'ottima misura sarebbe lasciar crescere i salari,che negli ultimi anni sono stati mantenuti molto bassi. In  questo modo saremmo tutti contenti:i lavoratori tedeschi potrebbero guadagnare di piu e quindi spendere di piu,le industrie italiane potrebbero esportare di piu in Germania e tutta la crescita economica del continente si rimetterebbe in moto".

"Bisognerebbe fare pressione su Berlino aprendo una procedura d'infrazione.Ma  in questa congiuntura politica è molto improbabile che a Bruxelles qualcuno decida di prendere il toro per le corna.Con l'Italia,invece,non ci pensano due volte".

"E' chiaro che l'euro debole favorisce anche il nostro export.Ma l'Italia non è abbastanza competitiva sui mercati internazionali.Il nostro sistema produttivo è composto da una miriade di piccole imprese che non investono nell'innovazione,mentre la Germania ha una grande quantità di multinazionali molto innovative.Ecco perchè l'euro debole favorisce molto di piu la Germania rispetto all'Italia".

GIOVANNI DOSI -Il Resto Del Carlino (Elena Comelli) 

venerdì 3 febbraio 2017

Quel monetarismo che i giornalai di regime non ti dicono..



Oggi il mondo è dominato dai sistemi monetari ,non da quelli del credito nazionale.Il credito deve essere emanato dallo Stato,agganciato alla produzione reale e non a rischio di inflazione.Eppure,questa stessa linea (capace di creare un credito che non sia per forza a vantaggio della sola finanza) risulta attualmente esclusa dal Trattato di Maastricht,tanto che l'Europa non può nemmeno lontanamente prenderla in.considerazione come criterio economico e finanziario.
Il monetarismo nasce per volontà esplicita dell'oligarchia finanziaria,la quale sostanzialmente considera tutti gli esseri umani alla stregua di bestie da sfruttare.
È in questo modo che l'elite ha operato per decenni:per mettere al sicuro la sua stessa esistenza,essa doveva assolutamente controllare "la moneta di Stato",decidendone il valore e le quantità di emissione,al fine di controllare il popolo stesso.Gli appartenenti all'oligarchia finanziaria utilizzano cinicamente il loro dominio sulla valuta per modellare a loro piacimento il nostro mondo.
Pensiamo soltanto al funzionamento interno della Bce.Questa opera come banca centrale indipendente continentale,senza però avere alcun potere esecutivo con cui relazionarsi ,perché non esiste attualmente alcuna unità politica europea vera e propria.La teorica "indipendenza" della Bce cela in realtà un evidente meccanismo di controllo che va a tutto vantaggio di interessi finanziari privati; questi ultimi,a loro.volta,sono stati veicolati in Europa da forze estreme e vengono impiegati come strumento di influenza contro le politiche economiche di governi liberi,tradizionalmente sensibili alla tutela dei diritti sociali dei propri popoli.

Cari Floris,Gruber,Formigli,Del Debbio,Mentana.Perché alla gente non spiegate queste cose?

giovedì 2 febbraio 2017

L'Altra Grecia con Tsipras... Cosa dice Paolo Ferrero?



Cosa ne pensano gli amici dell'Altra Europa con Tsipras? Quelli che pensano che  l'Europa non bisogna affrontarla a muso duro e usando le buone maniere ci sarebbe stato qualche? Bene leggete questo articolo...

L’austerità portata avanti da Alexis Tsipras ha trasformato gli ospedali in “zone a rischio”, dicono i medici, e molti temono che il peggio debba ancora arrivare.
La crescita dei tassi di mortalità, l’aumento delle infezioni potenzialmente letali e la scarsità di personale e di apparecchiature mediche stanno paralizzando il sistema sanitario greco, mentre l’ostinato perseguimento dell’austerità colpisce la fasce più deboli della popolazione del paese.
I dati e gli aneddoti, riportati da medici e sindacati, suggeriscono che il paese più problematico della Ue  si trovi al collasso della sanità pubblica. “In nome di obiettivi fiscali molto duri, stanno morendo persone che altrimenti potrebbero sopravvivere”, ha detto Michalis Giannakos, capo della Federazione Panellenica dei Lavoratori degli Ospedali Pubblici. “I nostri ospedali stanno diventando zone a rischio“.
I dati recentemente pubblicati dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie rivelano che circa il 10 percento dei pazienti ospedalizzati in Grecia sono a rischio di contrarre infezioni potenzialmente letali, e ci sono già 3.000 morti attribuiti a questo problema.
Il tasso di incidenza è drammaticamente alto soprattutto nelle unità di terapia intensiva e nei reparti neonatali. Sebbene i dati si riferiscano ad epidemie avvenute tra il 2011 e il 2012 – essendo i dati disponibili più recenti – Giannakos dice che da allora il problema si è solo aggravato.
Come anche altri medici che hanno lavorato nel sistema sanitario nazionale greco da quando è stato istituito, nel 1983, il capo del sindacato attribuisce la responsabilità di questa situazione alla mancanza di personale, all’inadeguatezza delle misure igieniche e all’assenza di prodotti per la pulizia. I tagli sono stati aggravati da un uso eccessivo di antibiotici, ha detto.
“Abbiamo un solo infermiere per ogni 40 pazienti“, ha detto, menzionando il caso di una donna senza particolari problemi di salute che il mese scorsa è morta dopo un’operazione di routine alla gamba in un ospedale pubblico a Zacinto. “I tagli sono tali che perfino nelle unità di terapia intensiva abbiamo perso 150 posti letto“.
“Succede spesso che i pazienti siano messi su letti che non sono stati preventivamente disinfettati. Il personale è talmente oberato di lavoro da non avere tempo di lavarsi le mani e, anche se fosse, spesso manca il sapone antisettico“.

Non c’è altro settore dell’economia greca che sia stato colpito in modo così duro. Sovradimensionato, spendaccione e corrotto, secondo molte persone il sistema sanitario era indicativo di tutto ciò che non funzionava nel paese e, di conseguenza, si riteneva che avesse assoluto bisogno di riforme.

Riconoscendo le carenze, lo scorso mese il governo ha annunciato di avere un piano per assumere 8.000 tra medici e infermieri nel 2017.

In base ai dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), dal 2009 a oggi la spesa pro capite per la sanità pubblica è stata tagliata di circa un terzo – cioè per un totale di oltre 5 miliardi di euro. Dal 2014  è scesa al 4,7 percento del PIL, dal 9,9 percento che era prima della crisi. I tagli hanno causato 25.000 licenziamenti di personale, e le forniture sono diventate così scarse che gli ospedali si trovano spesso senza medicine, guanti, garze e lenzuola.

All’inizio di dicembre Giannakos, che è infermiere, ha guidato una marcia di protesta, che è partita dal sudicio edificio che ospita il ministero della sanità, ed è arrivata a destinazione davanti all’ufficio in stile neoclassico del primo ministro Alexis Tsipras. Di fronte al ministero i tecnici ospedalieri hanno posto dei blocchi di cemento a cui hanno appeso un cartellone con la scritta “Il ministero si è trasferito a Bruxelles“.

Poche altre economie occidentali avanzate hanno messo in atto aggiustamenti fiscali pesanti come quelli greci. Nei sei anni da quando ha ricevuto il primo dei tre bailout (per evitare la bancarotta) a oggi, il paese ha attuato misure draconiane per stringere la cinghia in cambio di oltre 300 miliardi di euro di prestiti di emergenza. La perdita di oltre il 25 percento del prodotto nazionale – e una recessione che ha spinto sempre più persone a ricorrere all’assistenza sanitaria di base – ha aggravato gli effetti corrosivi dei tagli che, nel caso degli ospedali pubblici, sono stati spesso tanto profondi quanto indiscriminati.

Le pressioni per soddisfare gli obiettivi di bilancio imposti dai creditori hanno fatto sì che nel solo 2016 la spesa in questo settore sia diminuita di 350 milioni di euro, e questo sotto l’amministrazione di Syriza, il partito di sinistra che un tempo si batteva contro l’austerità; così ha detto Giannakos citando i dati del governo.

Più di 2,5 milioni di greci non hanno più alcuna copertura sanitaria. La carenza di pezzi di ricambio è tale che macchinari e altre complesse apparecchiature diagnostiche risultano sempre più difettosi.  Nella maggior parte degli ospedali non vengono più fatti nemmeno i più basilari esami del sangue, perché i fondi per i laboratori sono ormai esauriti. I tagli agli stipendi hanno abbattuto ulteriormente il morale, già basso.

“Il problema più grosso è la carenza di personale, perché i lavoratori vanno in pensione e non c’è nessuno a sostituirli“, ha detto Yiannis Papadatos, che gestisce l’unità di terapia intensiva in uno dei tre ospedali pediatrici di Atene. “Poi c’è il problema delle attrezzature e, periodicamente, il problema della mancanza di guanti, cateteri e salviette per la pulizia“.

Piccoli atti di eroismo hanno contribuito a mantenere il piedi il sistema: medici e infermieri che lavorano fuori orario,  donatori e filantropi che contribuiscono.

Papadatos ha detto: “Sono cresciuto per una parte della mia vita in Kenya, tirato su da genitori che enfatizzavano la virtù dell’aiuto reciproco. In questi giorni sto passando molto tempo a chiedere agli amici e al settore privato di aiutarci, dato che l’ospedale sta esaurendo le forniture di materiali. Alla gente piace donare. Li fa sentire bene“.

I sindacalisti sostengono che il sistema sanitario è un bersaglio facile perché un governo dopo l’altro si è rifiutato di affrontare seriamente l’evasione fiscale, che causa la maggiore perdita per le casse dello stato. In una rara ammissione pubblica, il Fondo Monetario Internazionale ha ammesso che i tagli sono stati così brutali che “i servizi pubblici fondamentali, come i trasporti e l’assistenza sanitaria, sono stati compromessi“.

Ma in un momento in cui la crisi del debito greco è riesplosa, dopo che Tsipras ha fatto un controverso annuncio su una serie di sostegni assistenziali, molti temono che il peggio debba ancora venire.

Uno di questi è Michalis Samarakos, che ha studiato in Gran Bretagna, e ritiene che nonostante il sistema sanitario abbia effettivamente bisogno di ulteriori riforme, le cliniche corrono il rischio di rimanere prive di specialisti e di tirocinanti. C’è già stata una fuga massiccia di medici verso l’estero, per lo più verso Germania e Gran Bretagna, in conseguenza della mancanza di opportunità.

“I migliori se ne stanno andando perché qui il loro potenziale non si può sviluppare“, ha detto. “Lo vedo io stesso insegnando agli studenti del sesto anno nell’Università di Atene, sono tutti in cerca di qualche aggancio, tutti vogliono andarsene“.

“È un problema in costante crescita. Non abbiamo nefrologi, per esempio, perché non viene data alcuna prospettiva agli specialisti, né dentro né fuori dal sistema pubblico [cioè nel sistema privato]“.

“I tirocinanti di medicina sono la spina dorsale di tutti gli ospedali – senza di loro nessun ospedale potrebbe funzionare. A meno che non ci sia un grosso cambiamento in vista, temo seriamente che le cose possano solo peggiorare“.

di Helena Smith – Atene, 01 gennaio 2017

mercoledì 1 febbraio 2017

ALBERTO BAGNAI:"I poveri non si arricchiscono comprando prodotti meno cari"



Se fosse vero che i poveri si arricchiscono comprando beni meno cari (cioè con la globalizzazione) ,anziché guadagnando di piu (cioè tutelando  i propri diritti,magari assistiti da un sindacato) ,dal 1989 al.2016,mentre la quota di importazioni cinesi sul totale passava dal 3% al 21% ,la quota salari negli Usa sarebbe dovuta aumentare e invece è scesa (dal 61% al 58%).Veniamo a noi: articolare il modello di crescita sulle esportazioni (cioè su un ammontare insostenibile di importazioni altrui) anziché su una espansione sostenibile dei consumi interni,come fa la Germania,significa negare i benefici  del commercio.Creare un regime monetario nel quale la propria valuuta è artificialmente sottovalutata significa infatti rendere piu cari per i propri cittadini i prodotti altrui,cioè equivale a mettere un dazio.Per capirci:se avessero un marco forte come il loro Paese,i tedeschi in estate popolerebbero ancora l'Adriatico.
 Allora,prima di stracciarci le vesti  sui dazi Trump forse metterà,dovremmo interrogarci seriamente sul dazio che "locomotiva" tedesca ci sta nei fatti imponendo da quasi venti anni.I prodotti esteri hanno tanti pregi,fra cui quello di costare poco,ma hanno un amico grosso difetto:creano lavoro all'estero.Riflettiamoci.

ALBERTO BAGNAI -Il Fatto Quotidiano del 1 Febbraio 2017