Anglotedesco

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venerdì 17 novembre 2017

I senzatetto in Germania sono in aumento del 150%.Infatti è un modello da seguire



La società neoliberista in cui viviamo, crescita si...ma non del benessere della gente...

dal Corriere della Sera del 17 novembre 2017

I senzatetto in Germania sono aumentati del 150% negli ultimi due anni,passando dai 335.000 del 2014 agli 860.000 dell'anno passato.Sono questi i dati diffuso dall'ufficio federale del lavoro e delle politiche abitative per i senza casa (Bagw).Secondo le stime i senzatetto saranno 1,2 milioni entro il 2018.Tra questi si contano sia le persone senza casa,sia i migranti legali che non vivono nei centri di accoglienza.Secondo  l'analisi dell'ufficio federale la ragione dell'aggravarsi della situazione abitativa deriva dal fatto che gli affitti sono aumentati mentre sono diminuite le opportunità per chi non ha disponiblità economica.In Germania gli indigenti vengono sostenuti dallo Stato con un sussidio mensile minimo di disoccupazione.Questo sussidio dovrebbe garantire uno standart di vita minimo e un'abitazione.

giovedì 16 novembre 2017

Le operazioni offshore spesso sono necessarie?



Dopo i Panama papers ,la stessa cerchia giornalistica riunita nella poco trasparente sigla Internazional consortium of investigative journalists (Ici) è tornata con i Paradise papers.Il messaggio trasmesso con queste nuove rivelazioni è molto chiaro:le operazioni offshore sono una cosa sporca che serve al riciclaggio di denaro,alla corruzione e all'evasione fiscale.
Per evitare ogni fraintendimento è bene chiarire che le operazioni offshore possono essere usate effettivamente per il riciclaggio del denaro e la corruzione.Se il fondo sovrano di un paese africano è gestito in Svizzera in modo da avvantaggiare l'elite politica di quello stato,è giusto sollevare dubbi sulla legalità di certe operazioni.Ma è bene tener presente una cosa: operazioni che tradizionalmente appartengono al campo dei segreti aziendali possono diventare accidentalmente di pubblico dominio ad essere considerate illegittime  dall'opinione pubblica anche se perfettamente legali.Per questo chi realizza operazioni offshore fa bene a sottoporsi al "test dei giornalisti" : in caso di necessità sarei in grado di spiegare in modo comprensibile il senso di un'operazione a un giornalista a difenderla? Dal momento che la maggior parte delle aziende si pone questa domanda e teme rischi per la sua immagine,l'uso delle operazioni offshore è diminuito drasticamente negli ultimi dieci anni.Il realtà,il fatto che certi strumenti siano impiegati per scopi illegali non vuol dire che siano in sé una cosa cattiva.I giornalisti che scrivono di alcuni casi sospetti finiscono per demonizzare pubblicamente tutte le operazioni offshore è diminuito drasticamente negli ultimi dieci anni.In realtà,il fatto che certi strumenti siano impiegati per scopi illegali non vuol dire che siano in sé una cosa cattiva.I giornalisti che scrivono di alcuni casi sospetti finiscono per demonizzare pubblicamente tutte le operazioni offshore,anche se queste trovano la loro giustificazione in un mondo sempre piu globalizzato e spesso sono perfino obbligatorie.Dei milioni di documenti pubblicati in questi anni,finora pochissimi hanno portato all'accertamento di un'operazione offshore sono la semplice espressione della natura internazionale di un affare o la conseguenza di alcuni problemi nei paesi coinvolti.Per esempio,dato che in Svizzera le regole attuali rendono poco conveniente e complicato concedere prestiti a investitori internazionali,i gruppi svizzeri si rivolgono altrove.Oppure:visto che dovrebbero pagare tasse molto alte sugli utili,le aziende statunitensi non riportano nel loro paese i profitti.O ancora:se diversi  partner internazionali che collaborano a un progetto hanno dei dubbi sullo stato di diritto di un paese,le operazioni fatte attraverso un territorio soggetto al diritto britannico possono essere una saggia misura precauzionale.Infine ,nei posti in cui ci sono spesso estorsioni la protezione della sfera privata è un interesse legittimo,che può essere limitato solo se diventa uno strumento per commettere dei reati.
Il furto di milioni di dati riguardanti affari privati e segreti aziendali,e il loro uso da parte dei giornalisti,non è affatto una situazione ideale.In un mondo globalizzato le operazioni offshore sono a volte necessarie e altre volte la conseguenza di comportamenti sbagliati,ma quasi mai sono la causa di questi comportamenti.Perciò è sbagliato demonizzare a priori chi cerca protezione dall'arbitrio delle autorità,dalla burocrazia invadente,da una tassazione eccessiva o semplicemente vuole difendere la sfera privata.È sbagliato criminalizzare i posti che cercano di attirare investitori attraverso agevolazioni fiscali,appigliandosi solo ad alcuni esempi di evidente abuso.Non bisogna farsi ingannare dagli autonominati difensori della trasparenza,che sostengono argomenti nei migliore dei casi ingenui.Nel mondo c'è ancora bisogno di una concorrenza basata sul fisco,della protezione della sfera privata e,si,anche delle operazioni offshore.

PETER A.FISCHER della rivista svizzera NEUE ZURCHER ZEITUNG

mercoledì 15 novembre 2017

La Brexit potrebbe portare vantaggi sia all'Italia che alla Gran Bretagna



Interessanti,solo che nessuna televisione o quotidiano ha il coraggio di pubblicare o di ospitare chi considera la Brexit una grande opportunità per tutti.La Repubblica affari e finanza lo potete tranquillamente trovare sui treni di tutta Italia ogni lunedi perché a pochi interessa.

"La partita piu grande è quella che si gioca intorno all'Euroclearing,che semplificando  al massimo è la cassa di compensazione di tutti gli scambi in strumenti finanziari derivati definiti nella valuta unica europea.Oggi la gestione è in mano alla London Stock Exchange ,che è proprietaria  della Borsa Italiana.Dunque sarebbe anche interesse degli inglesi,nel momento in cui perdono la sede,che la stessa finisca a Milano e non in un altro paese.Il piano seguirebbe una logica economica:Londra mercato finanziario globale ,Milano regionale,in una logica di complementarita' in contrapposizione all'ottica che sembra piu predatoria di Parigi e Francoforte.Le condizioni per battere la concorrenza ci sono tutte,ma dobbiamo anche considerare che gli altri Paesi non stanno a guardare.In Germania ci contano e come italiani dobbiamo essere bravi ad agire sul piano diplomatico,ad esempio ricordando che l'Eurozona è già alle prese con l'enorme surplus commerciale tedesco,che si aggira intorno al 9% del Pil nazionale,tre punti sopra il tetto fissato dai trattati europei.Conquistare questa piattaforma aggraverebbe gli squilibri".

"Euroclearing aggiungerebbe all'Italia ,visto che le ricadute non possono essere limitate solo alla città ospitante ,circa 20 miliardi di nuova ricchezza all'anno (l'1,25% del Pil) ,porterebbe 11.000 nuovi posti di lavoro e un gettito fiscale aggiuntivo per 9 miliardi di euro".

"L'attrattivita' di un Paese si gioca a piu livelli: c'è la diplomazia dei governi e c'è l'immagine che viene proiettata all'esterno.L'azione di Select Milano è stato fondamentale per approvare la flat tax sui grandi percettori di redditi che spostano la residenza in Italia sulla nuova legge per l'attrazione dei cervelli e per altre riforme in corso.Ora siamo impegnati nel chiedere l'abolizione della Tobin Tax,imposta sugli scambi finanziari che genera pochi spiccioli per le casse dello Stato,ma sta affossando gli scambi sui listini italiani".

Da La Repubblica Affari e finanza del 13 novembre 2017.Le risposte del fondatore SELECT MILANO Bepi Pezzulli alle domande di Luigi dell'Olio

martedì 14 novembre 2017

La secolare alleanza sauditi-wahhabiti.Quello che i grandi esperti di guerre non ti dicono...




Negli ultimi 50 anni ,l'Arabia Saudita è stata elemento chiave nella propagazione del radicalismo in Medio Oriente.I sauditi hanno finanziato ogni organizzazione terroristica paesi  del pianeta,nonchè la creazione di migliaia di moschee,madrase ed enti religiosi in molti Paesi non islamici per penetrare a fondo negli Stati del benessere dell'Europa occidentale.
Una delle sette piu rigide e reazionarie dell'islam è wahhabita ,nata dagli insegnamenti di Muhammad ibn Abd al-Wahhah,un fondamentalista vissuto nel Settecento e proveniente dalle regioni interne all'Arabia Saudita.E' la setta sunnita che domina ufficialmente quel Paese,che ha per unica costituzione il Corano.Predica una forma arcaica di puritanesimo che propugna il rifiuto della ragione e di qualsiasi  interpretazione nazionale del significato del libro sacro dell'islam e della predicazione del profeta Maometto.
Come afferma l'ex ambasciatore degli Stati Uniti in Costarica,Curtin Winsor Jr, "il proselitismo wahhabita non si limita al mondo islamico" e la sua penetrazione "è piu profonda nei Paesi del welfare dell'Europa occidentale,dove un tasso di disoccupazione cronicamente elevato ha determinato la formazione di vasti gruppi di giovani musulmani abili al lavoro che vivono perennemente a spese dello Stato,rinunciando alla propria dignità.
Gli autori degli attentati alla metropolitana  di Londra del 2005 erano pachistani nati in Gran Bretagna,arruolati in loco e addestrati all'uso di esplosivi durante i soggiorni in Pakistan.L'olandese di origine marocchine che nel 2004 uccise il cineasta olandese Theo Van Gogh era a sua volta frutto dell'indrottinamento wahhabita.
"Il progetto di diffusione delle madrase è in fase avanzata  anche in Asia meridionale.Come indicano rapporti del 2004,l'ambasciata saudita di Nuova Delhi ha fatto pressioni sul ministero per lo Sviluppo delle risorse umane e sulla Commissione per le minoranze dell'India per la creazione di nuove scuole coraniche nel Paese ,mentre la famiglia reale saudita ha approvato finanziamenti per la costruzione di 4.500 madrase in Bangladesh,Nepal,India e Sri Lanka,per un totale di 35 miliardi di dollari,allo scopo di promuovere un'istruzione moderna e liberale fondata sui valori islamici.
Si tratta di un progetto macchiato di sangue e con tutti i requisiti per poter scatenare una guerra."Non è finanziato interamente dai petrodollari sauditi;gran parte del denaro arriva dalla produzione di oppio ed eroina,i cui proventi sono riciclati con la complicità di banche offshore"E non stupisce che il 90% di queste banche si trovi in ex colonie britanniche.
Naturalmente gli Stati Uniti sanno da sempre che i sauditi,pur con tutte le loro pose da casa regnante filoccidentale,sono al potere grazie a una secolare alleanza con i fanatici wahhabiti.Ce lo conferma Stuart Levey,ex sottosegretario al Tesoro,in un'intervista rilasciata a ABC News l'11 settembre 2007;"Se con uno schioccar di dita potessi tagliare i fondi a un Paese,sceglierei l'Arabia Saudita".
Molti pensano che quando Obama ha stretto la mano al nuovo re saudita Salman in occasione della sua ascesa al trono,"gli Stati Uniti hanno formalizzato la loro quiescenza verso le politiche dell'Arabia Saudita,che finanzia Al Qaida ,e gli stessi terroristi dell'11 settembre,concorre a diffondere in tutto il mondo una religione intollerante e sostiene l'escalation di violenza globale in nome di Dio"


lunedì 13 novembre 2017

La NATO vuole che ci prepariamo alla guerra.I giornalai però parlano di Italia-Svezia e Spada



Prima o poi mi auguro che salti fuori un Julian Assange (e altri di  Wikileaks) italiano che riesca a penetrare nella casella di posta elettronica di questi cosidetti giornalisti per scoprire con esattezza chi c'è dietro di loro,chi gli ordina di fare questa informazione di merda , 24 ore su 24 parlando sempre delle solite cose cioè Spada e di Italia-Svezia e mettendo da parte l'economia, la finanza e quello che ci chiede la NATO.

di Massimo Mazzucco
La NATO ci chiede di rinforzare i ponti e le strade, per permettere il passaggio di carri armati e mezzi pesanti in caso di una guerra contro la Russia.
Già due settimane fa la portavoce della NATO, Oana Lungescu, aveva dichiarato che la Nato intende creare due nuove centrali di comando in Europa, perché “la capacità di dispiegare velocemente le forze dell’alleanza è importante per la difesa collettiva della Nato”.
Ieri è stato lo stesso segretario della NATO, Stoltemberg, nell’incontro con i ministri della difesa alleati, a chiarire meglio questo concetto: “Una centrale di comando – ha dichiarato – riguarderà l’Atlantico, e servirà a rinforzare le nostre capacità di proteggere le vie del mare, che sono di fondamentale importanza per l’alleanza transatlantica. Dobbiamo essere in grado di spostare eserciti e truppe attraverso l’Atlantico, dal Nord America verso l’Europa. Ci sarà poi una seconda centrale di comando, responsabile degli spostamenti delle truppe all’interno dell’Europa, cosa che è ovviamente altrettanto importante”.
“Dobbiamo anche assicurarci – ha aggiunto Stoltemberg – che le strade e i ponti siano abbastanza robusti da reggere il passaggio dei nostri veicoli più grossi, e che le reti ferroviarie possano supportare un rapido spostamento dei carri armati e dei mezzi pesanti. La NATO ha dei requisiti militari rispetto alle infrastrutture civili, e queste vanno aggiornate per essere sicuri che le attuali necessità militari siano garantite. Ma questo non è un lavoro che la NATO può svolgere da sola.
Si richiede uno stretto coordinamento con i governi nazionali e con l’industria privata. Anche l’unione europea gioca in questo caso un ruolo importante. Quindi la NATO e l’unione europea devono continuare a lavorare spalla a spalla su questo argomento di vitale importanza.”
E sempre due settimane fa, la portavoce NATO aveva dichiarato: “Gli alleati stanno modificando le leggi nazionali per permettere agli equipaggiamenti militari di transitare più rapidamente attraverso le frontiere, e stanno lavorando per rafforzare le infrastrutture nazionali.”
A noi però nessuno ha detto niente. Come mai?
Fonte: Luogo Comune

domenica 12 novembre 2017

CHI NON VUOLE AMMETTERE CHE LA GERMANIA E' PREPOTENTE.Veronica De Romanis




Basta leggere il  suo curriculum che trovate sul motore di ricerca online e capisci perchè Veronica De Romanis scrive queste falsità.
Il problema è che la stragrande maggioranza crede alla storia che noi ma anche la Grecia, e gli altri Piigs, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità.In realtà i debiti pubblici sono aumentati per colpa delle banche e non dei cittadini o stati. E poi che problema c'è? Il Giappone ha il debito al 235% e di tagli non ne fanno e non c'è il livello di povertà che c'è qui.


"L' austerità è imposta dalla Germania", questa la conclusione quasi unanime dopo cinque anni di una crisi,la piu grave dal dopoguerra,che stenta a volgere verso una soluzione.La maggioranza degli esponenti politici accusano il governo di Berlino di aver costretto l'Europa al rigore,ossia ,a politiche di bilancio restrittive volte unicamente a rispettare vincoli anacronistici ed inutili.Nell'accusare la Germania,c'è chi si è spinto  oltre.Per l'ex ministro dell'Economia greco,Yannis Varoufakis,ad esempio,non c'è stata solo imposizione,ma anche accanimento.In particolare verso il suo paese."La Germania",sostiene, "ha messo la Grecia sotto l'acqua",come in un "Waterboarding finanziario", che ha obbligato i cittadini a vivere nel "terrore permanente di essere asfissiati".Secondo Varoufakis i tedeschi avrebbero imposto l'austerita ai paesi debitori con l'unico scopo di umiliarli,agli altri ,invece,con quello di affossarli per continuare a primeggiare all'interno dell'unione.
Ma perché mai la Germania,il primo paese esportatore d'Europa,dovrebbe trarre vantaggio da partner commerciali indeboliti? E perché dovrebbe avere interesse a far parte di un'area monetaria  in cui gli Stati in difficoltà non sono messi nelle condizioni di poter risolvere i loro problemi? In effetti,non è facile trovare una spiegazione razionale a questi interrogativi.C'è,quindi, da chiedersi se l' austerità imposta dalla Germania" non sia piuttosto uno slogan usato dai populisti europei per guadagnare consenso,e,nel caso di chi ha governato,per nascondere la propria incapacità a risolvere problemi interni.
Quando un paese ha vissuto per molto tempo al di sopra dei propri mezzi,ad imporre l'austerità,ossia la correzzione di politiche fiscali  squilibrate,ci pensano, inanzitutto,i mercati.Continuare con altro debito non è una strada percorribile.

da IL PREGIUDIZIO UNIVERSALE (Laterza editori)

venerdì 10 novembre 2017

La Russia e le Ong straniere



Molte ong russe ricevono finanziamenti dall'estero.Gli interessati dalla normativa,però, si dichiarano indignati.Finora nessuna organizzazione si è registrata come agente estero, ma nel frattempo le autorità hanno iniziato a svolgere i controlli e il procuratore ha fatto visita,oltre che alle ong russe,anche alla fondazione Konrad Adenauer a San Pietroburgo,vicina  alla CDU (il partito di Angela Merkel) e alla fondazione Friedrich Elbert di Mosca ,il suo corrispettivo socialdemocratico.
L'acceso dibattito sul ruolo delle organizzazioni umanitarie straniere in Russia non è certo una novità.La visione dell'Occidente ricorda in realtà i tentativi missionari della Chiesa  cattolica in Africa nel secondo scorso.Le organizzazioni umanitarie non farebbero altro che il bene,si preoccuperebbero dei bambini in difficoltà,porterebbero avanti la battaglia contro l'Aids e salvaguarderebbero la natura.Sono una sorta di missionari.Allo stesso tempo,illustrano l'economia sociale di mercato,si battono per la libertà di stampa e aiutano a trasformare la democrazia guidata di Putin in una società civile di stampo occidentale.L'Occidente come progetto universale,da realizzare ovunque o comunque.Una battaglia per vincere la quale vengono stanziate ogni anno cifre nell'ordine di miliardi di dollari.
Gli Stati Uniti finanziano da tempo,con chiari fini strategici,ong russe come Golos ,che nel corso delle elezioni del 2011 e del 2012 ha mobilitato osservatori elettorali e diffuso una serie di notizie fasulle.Golos non agisce da sola.Centinaia di ong organizzano seminari sulla disobbedienza civile o le tecniche di comunicazione alternativa per gli oppositori.Washington sostiene azioni legali contro ingiustizie reali o presunte.Sono queste le ragioni che hanno spinto il governo russo ad approvare la legge sulla registrazione delle organizzazioni umanitarie sponsorizzate dai paesi esteri.
La normativa interessa anche Memorial,la piu importante ong russa,che riceve gran parte delle donazioni dall'estero,dalla fondazione Heinrich Boll per esempio, o da quella del miliardario americano George Soros.L'associazione fu fondata nel 1989 dal dissidente e premio Nobel per la pace Andrej Sacharov,allo scopo di restaurare la memoria delle  vittime della repressione sovietica.Da allora,però,sotto questa insegna imperversano diversi gruppi che agiscono in nome dei diritti umani,circostanza che ha spinto il ministro della Giustizia a cercare di sciogliere del tutto l'organizzazione.Le autorità persero la causa davanti alla corte costituzionale russa,e adesso Memorial cerca di trovare piu finanziamenti in patria.
A partire dal 1992 ,l'USAID ha investito 2,7 miliardi di dollari in progetti in Russia.Negli anni passati quel denaro è servito a rimpinguare,ben piu che le casse della sanità pubblica,quelle di oltre cinquanta ong "che si impegnano a favore della democrazia,dei diritti umani e di una piu stabile società civile" afferma Victoria Nuland,portavoce del Dipartimento di stato americano,il 18 settembre 2012, nel corso di una conferenza stampa dell'USAID."Certo,l'USAID non è piu fisicamente presente in Russia ,ma continueremo a promuovere la democrazia,i diritti umani e lo sviluppo della società civile russa".Infine il  Dipartimento di stato comunica i nomi degli eredi dell'agenzia:il National Democratic Institute(NDI) ,l'International Republican Institute (IRI) e il National Endowment for Democrazy (NED).

giovedì 9 novembre 2017

Caro Travaglio,nessun responsabile del crac Lehman Brothers è in galera



Caro Marco Travaglio, quando devi mettere in croce i politici italiani sei il numero uno, quando parli d altre cose, sei patetico sopratutto quando difendi gli Usa.
Ma tu sai chi sono i responsabili del crollo della Lehman Brothers? Joseph Cassano, Jamie Dimon, Dick Fuld,Henry Paulson...nessuno di questi è in galera.Qualche mese fa il Corriere della Sera  fece un articolo su come se la passano...stanno tutti alla grande

Vincenzo Imperatore è un fuoriuscito.Un manager che ha vissuto in prima persona gli anni della grande abbuffata bancaria.Allora ,l'unica cosa che contava era vendere qualsiasi prodotto finanziario.Per accumulare profitti,ricevere incentivi,scatti di carriera e buonuscite record.Purchessia.È stato il prologo del sacco bancario che oggi tutti abbiamo sotto gli occhi e di cui tutti paghiamo un conto salatissimo.Un'immensa truffa impunita che ha lasciato  sul lastrico tanti risparmiatori onesti,mentre i responsabili,almeno finora,se la sono cavata con lievissime conseguenze :qualche indagine ,qualche multa,qualche buffetto sulle guance.
L'esatto contrario è accaduto negli Stati Uniti.Li,nei dieci anni successivi al crollo di Lehman Brothers che divenne il simbolo della crisi finanziaria mondiale piu grave dal 1929,sono state inasprite le sanzioni (penali e non ) per i reati finanziari,fior di manager sono finiti in galera con pesanti pene da scontare,tutti gli istituiti di credito piu importanti hanno pagato il conto e si è voltato pagina per davvero.

Introduzione di Marco Travaglio  del libro SACCO BANCARIO (Chiarelettere)

mercoledì 8 novembre 2017

AVVOCATO FULVIO SARZANA"La nuova legge sulla sicurezza e privacy è inutile e dannosa



E il problema dove sta? Accetto qualsiasi cosa, l'importante è non vedere piu marciare le camicie nere.Anche di fronte a questa legge criminale che nessuno in Europa ha, al massimo in alcuni paesi arriva a 12 mesi.Questa legge ovviamente è stata dettata dall'alto, dalla CIA, e siccome noi siamo il Paese piu schiavo del mondo, obbediamo.
Hanno fatto diventare "terroristi" gli arabi e adesso si lamentano che ogni tanto qualcuno gridi Allah Akbar.

"Nella migliore delle ipotesi è inutile,nella peggiore è dannosa per la privacy.Come ha riferito il Garante europeo Giovanni Buttarelli,per perseguire i reati sono utili solo le tracce telefoniche e internet vicine ai fatti:massimo  6 o 12 mesi.Quindi dopo un anno le mole di dati che gli operatori dovranno conservare sarà inutile.E persino dannoso inoltre,per due motivi:perché saranno dati sempre esposti al furto da parte di cyber criminali:perché i costi per gestirli spingeranno gli operatori ad alzare le tariffe telefoniche...o a sfruttare commercialmente quesri dati,con altri danni per la privacy".

"I cittadini saranno nudi davanti agli operatori.Perché finiranno in archivio ben sei anni della loro attività telefonica e internet.Un giornalista scomodo ,un politico,un imprenditore dovranno sempre temere che i propri dati possono finire in mani sbagliate,magari cybercriminali al soldo di concorrenti o avversari.Saremo tutti piu esposti a minacce ,ricatti o possibili perdite economiche
.Le privacy si regge sui principi di pertinenza e necessità.Piu ci si allontana  da questi,piu si mettono a rischio gli utenti.E conservare per sei anni va ben oltre le esigenze di polizia".

Da LA REPUBBLICA dell'8 novembre 2017. Alessandro Longo

martedì 7 novembre 2017

I principali problemi del paese in 8 punti






Gianluigi Paragone non è nella lista dei miei giornalisti preferiti,ma bisogna ammettere che questo è un libro interessante e lo consiglio a tutti coloro che vogliono capire perché il mondo sta andando nella direzione sbagliata.Quelli che continuano ad informarsi col Fatto Quotidiano o Libero.Una sintesi di quello che sta accadendo anche se il 90% del popolo-gregge non gli interesserà di sicuro.

1.Il debito sale e si autoalimenta in un circolo vizioso al rialzo.

2.Il Pil crolla e non si riprende (hanno poco da arrampicarsi sugli specchi i presidenti del Consiglio di turno riguardo ai presunti aumenti a colpi di zero virgola).

3.La domanda interna viene distrutta."We destroyed internal demand" disse testuale Monti in un'intervista rilasciata negli Usa quando era presidente del Consiglio.

4.La produzione industriale crolla,con il settore delle costruzioni che va a picco.E crolla anche perché lo Stato non paga i lavori pubblici: c'è il pareggio di bilancio che perimetra l'azione della politica.

5.Insieme al mercato delle costruzioni,si sfascia anche il mercato immobiliare (-25% circa).Che però il governo centrale in buona parte regala alle banche e alle assicurazioni.

6.Lo Stato ha sempre meno soldi e quindi si indebita ancora,taglia i trasferimenti agli enti locali e quindi i servizi,aumenta le tasse,incluse quelle indirette e quelle occulte.

7. I cittadini hanno sempre meno soldi e si indebitano per tutto:credito al consumo,casa,pensione (anticipo di pensione,cessione del quinto),cure mediche (assicurazioni,prestiti).

8.Con lo Stato e i cittadini alla canna del gas,i finanzieri fanno progressivamente incetta di pezzi d'Italia,come del resto facevano già da prima.Vuoi comprando i nostri asset per un tozzo di pane.Vuoi con concessioni  obbligatorie (direttiva Bolkestein) ma che si traducono in fonti di entrate irrisorie per lo Stato.Vuoi con partecipazioni azionarie acquisite a prezzi artificiosamente bassi che non tengono conto del valore intrinseco dei beni (esempio gasdotti/Snam; torri di trasmissione/Rai Way; uffici postali/Poste Italiane; cantieristica/Fincantieri;acquedotti/Acea).Vuoi con spezzatini comandati dall'alto (i decreti sulla concorrenza) che obbligano  Eni,società integrata quasi unica al mondo ,a disintegrarsi e a svendere i suoi pezzi pregiati.Spezzatini che rendono monca anche STMicroeletronics,regalando know-how all'estero e licenziando centinaia di lavoratori.Spezzatini che spolpano Finmeccanica (oggi Leonardo), sempre a beneficio degli stranieri.

da GANG BANK.Gianluigi Paragone (Piemme)

lunedì 6 novembre 2017

Come i Paesi Bassi hanno dimezzato la popolazione carceraria



Bisogna dire che l'Olanda non è la Germania,Francia,Italia e Gran Bretagna, è un piccolo paese che non ha gli stessi problemi.
Chi crede nel recupero dei carcerati è un bugiardo , pensano solo a fare business i con le mele marce.Sono stufo di leggere tutti i giorni di ragazzi perbene che vengono aggrediti dai bulli, con l'intellettuale sessantottino sempre pronto a giustificarli..


Negli ultimi dieci anni il numero dei detenuti olandesi si è quasi dimezzato.Nel 2005 nei Paesi Bassi c'erano 125 detenuti ogni centomila abitanti,una delle percentuali piu alte della Ue.Per fare un paragone,in Svezia ce n'erano 78 ogni centomila abitanti Oggi nei Paesi Bassi il dato è sceso a 59 ogni centomila abitanti.Molti meno di Inghilterra e Galles (146),della Francia (103) o degli Usa (666) e anche della Germania (77).Mentre in Germania,Francia e Inghilterra le carceri sono piene,nei Paesi Bassi si sono svuotate:perciò negli ultimi anni sono state chiuse 19 prigioni su 85.Se in Germania se n'erano costruite troppo poche,nei Paesi Bassi ce n'erano troppe.Con il loro tipico pragmatismo ,gli olandesi hanno trasformato le prigioni in alberghi,uffici per start up,parchi avventura e centri d'accoglienza.Il paese affitta due degli immobili alla Norvegia e al Belgio,che hanno molti detenuti e poche prigioni.Peter van  der Laan,insegnante all'istituto olandese per lo studio della criminalità e delle misure di polizia  (Nscr) di Amsterdam e consulente del governo olandese ,è stato uno degli artefici di questa trasformazione.Alla fine degli anni Novanta lavorava presso il centro di ricerca e documentazione del ministero della Giustizia ,che rispetto alle dimensioni del paese dispone  di risorse eccezionali.I collaboratori del Wodc si misero all'opera per progettare un sistema  carcerario totalmente nuovo.Tra le altre cose,presero in esame i risultati di una ricerca condotta dallo psicologo britannico James McGuire dal titolo molto semplice:What works (cosa funziona).Nel 1995 McGuire aveva analizzato centinaia di studi,arrivando alla conclusione che la repressione è inefficace e che le pene detentive servono solo ad aumentare la probabilità di reiterazione del reato dopo il rilascio.Si tratta quindi di una strategia controproducente ,a meno che non sia a accompagnata  da altre misure.
Nella sua ricerca McGuire sostiene che siano piu utili misure come la sospensione condizionale della pena,nonché la presenza di agenti di custodia con atteggiamenti da assistenti sociali.Meno pene  e piu incentivi insomma.

domenica 5 novembre 2017

J.ASSANGE:"La Cia pensa piu ad addestrare i terroristi che ad investigare su di loro"


Se la CIA avesse impiegato più tempo ad investigare i gruppi terroristi piuttosto che ad addestrarli ed armarli, allora può essere che non avremmo assistito ad attentati come quello avvenuto ieri a New York”, questo quanto dichiarato da Julian Assange, il fondatore del portale Wikileaks ed ex tecnico della CIA.
Assange ha responsabilizzato l’agenzia Centrale di Intelligence  degli Stati Uniti per l’attacco avvenuto il Martedì a New York, nella zona di Mahnattan, quando un furgone guidato da un terrorista si è scagliato contro una corsia di ciclisti e pedoni provocando almeno otto morti e vari feriti.
Assange ha sottolineato il fatto che i programmi di addestramento e di appoggio forniti dalla CIA ai terroristi islamisti, per destinare questi alle attività di sobillazione in paesi come Siria, Iraq, Libano e Iran, sono quelli che hanno creato “mostri” che di frequente sfuggono al controllo dell’Agenzia stessa e vagano come cellule impazzite colpendo obiettivi civili nei paesi occidentali, come quello registato a New York.
Se la CIA avesse destinato le sue risorse di più a controllare ed investigare i potenziali terroristi, questi atacchi avrebbero potuto essere bloccati dall’inizio e si sarebbero risparmiate molte vittime negli USA come in Europa; è quanto sostiene Assange che conosce bene, per averne fatto parte, le attività dell’Agenzia.
Secondo i media statunitensi il responsabile dell’attacco sarebbe un tal Sayfullo Habibullaevic Saipov, cittadino Uzbeko residente negli USA che è rimasto ferito nella sparatoria successiva all’attacco e si trova adesso vigilato in ospedale, in attesa di essere interrogato.
Fonti della CNN informano che  Saipov avrebbe realizzato l’attacco per conto dell’ISIS e gli investigatori stanno effettuando riscontri per capire se si tratti di un individuo isolato o se questi disponeva di complici.
Fonti: Hispan Tv   CBS News
TRADUZIONE:Luciano Lago www.controinformazione.info

venerdì 3 novembre 2017

La crisi è colpa delle politiche liberiste.Floris e Mentana però non te lo dicono...



La crisi è figlia di un quarto di secolo di politiche liberiste.Tutto cominciò con Reagan e Thatcher,e con loro idea che per crescere occorresse scatenare gli "spiriti animali" del capitalismo,liberandolo da lacci e lacciuoli; che lo stato sociale fosse la zavorra che aveva arrestato la crescita; che il motore del sistema fosse la zavorra che aveva arrestato la crescita; che il motore del sistema fossero i profitti privati,e le tasse troppo alte fossero il freno.Di qui un'epoca  di "liberismo selvaggio",in cui il capitalismo mostra la sua faccia piu spietata:smantellamento dello stato sociale,alleggerimenti fiscali,deregolamentazioni,privatizzazioni,liberalizzazioni del mercato del lavoro.E,con esse,un drammatico arretramento della condizione dei lavoratori,a favore delle rendite,dei profitti,della classe dei nuovi ricchi,fatta di manager,finanzieri,speculatori.E,infine,ultimo ma decisivo anello della catena di qualsiasi ragionamento keynesiano ,una carenza di domanda effettiva,provocata da uno spostamento della distribuzione del reddito a favore dei "ricchi",la cui propensione al consumo è troppo bassa.Una carenza di domanda che,anziché essere combattuta con misure espansive ,di sostegno agli investimenti pubblici e di redistribuzione  del reddito,sarebbe stata aggravata dalle scelte delle autorità monetarie,spesso inclini a combattere inflazione e deficit con misure restrittive: strette creditizie nei paesi avanzati,piani di risanamento lacrime e sangue nei paesi emergenti andati in default (Stiglitz 2010).
Una diagnosi chiara,da cui discende una terapia altrettanto chiara:riavvolgere il film all'indietro,restituendo reddito a chi ne è stato privato ,e ricostituendo l'apparato di regole e di tutele smantellato in venticinque anni di turbo-capitalismo.Insomma l'errore è stato abbandonare Keynes,il rimedio è tornare a Keynes.

Da Sinistra e Popolo.Luca Ricolfi (Longanesi)

giovedì 2 novembre 2017

Come mai i medici che vaccinano non si assumono alcuna responsabilità?



Da qualche tempo c'è chi ha cominciato a proporre un atteggiamento quasi di sfida nei riguardi di chi incentiva la pratica vaccinale,di chi,forse non proprio legittimamente,la impone come obbligatoria e di chi materialmente esegue l'atto della vaccinazione.Da piu parti arriva la proposta di chiedere che chi vaccina sottoscriva un documento con cui si assume tutte le responsabilità civili e penali del caso e la reazione non poteva che essere un rifiuto.Non poteva che esserlo perché,malgrado tutte le assicurazioni trasmesse dal Ministro della Salute giù fino all'ultimo addetto sanitario,le vaccinazioni sono notoriamente tutt'altro che prive di rischi e fino a che c'è da fare chiacchiere sono tutti pronti; quando invece si tratta di diventare responsabili di quelle chiacchiere le cose cambiano drasticamente aspetto.
Continuando con i rischi di cui si tiene poco o nessun conto, è un fatto che i virus attenuati come,ad esempio l'antipolio Sabin provochino effetti deleteri a chi sta vicino al vaccinato.Anni fa il Comune  di Milano fu costretto a risarcire la famiglia Oprandi a causa della morte del padre che si era ammalato di poliomielite a causa del contatto con le feci del figlio che con il vaccino era stato vaccinato.È noto che quel tipo di virus è eliminato con le feci e, per attenuato che sia,può infettare le persone che ne vengono a contatto.Purtroppo nessuno il pubblico di questo rischio

STEFANO MONTANARI E ANTONIETTA GATTI

mercoledì 1 novembre 2017

Il premio Nobel Jody Williams:"Bergoglio è uno dei piu grandi attivisti del mondo"




Si, è molto attivo quando deve difendere i grandi interessi della grande finanza internazionale, delle multinazionali e degli Usa.E' una marionetta del potere.

WILLIAMS,PERCHE' HA ACCETTATO L'INVITO?

Come ho detto di persona al Papa quando l'ho incontrato,è uno dei piu grandi attivisti del mondo.Il fatto che abbia deciso di impegnarsi sulla questione nucleare manda un messaggio potente al mondo in un momento molto delicato.

SI RIFERISCE ALLA CRISI NORD-COREANA IMMAGINO...

La tempistica di questo incontro e la lista dei Paesi invitati a partecipare dice molto.Non sappiamo quanto questo potrà influenzare direttamente Kim Jong-Un e Donald Trump,ma da una cittadina americana sono molto contenta che qualcuno prenda la storia nel momento in cui la situazione è così spaventosa.

C'E' LA POSSIBILITA' CHE UNA MEDIAZIONE DEL VATICANO SORTISCA EFFETTI POSITIVI SECONDO LEI?

Papa Francesco è senza dubbio un potenziale negoziatore.Ma vista la natura dei due leader coinvolti è difficile dire se sarebbe un negoziatore perfetto:chi potrebbe esserlo? Però non ho dubbi nel dire che visto il carattere di questo Papa e le sue prese di posizione pubbliche il fatto che abbia deciso di dedicare le sue energie e questo tema mi sembra già un significativo passo avanti.

MA C'E' SPERANZA DI RISULTATI CONCRETI?

E' un messaggio molto importante quello che il Vaticano manda al mondo con questo incontro:è già un impegno concreto.Se poi il Papa riuscisse anche a fare qualcosa per il dialogo credo che diventerebbe ancora piu amato di quanto lo è ora.Che è già moltissimo.

TRUMP SAREBBE DISPOSTO AD ASCOLTARE IL PAPA?

Non si può dire.Trump cambia atteggiamento di minuto in minuto, e questo non aiuta.Io non appoggio di certo le scelte politiche della Corea del Nord ma c'è una certa logica nelle loro scelte militari:diciamo che la politica di Trump non aiuta.

SE AVESSE UN DESIDERIO SU QUESTA CONFERENZA QUALE SAREBBE?

Un mondo libero dall'oscenità delle armi nucleari.Chiediamoci chi guadagna con le armi nucleari:i commercianti di morte,come nel caso delle mine.Non certo le persone normali.

da LA REPUBBLICA del 31 ottobre 2017-Intervista di Francesca Caferri


martedì 31 ottobre 2017

In Germania aumentano i plurioccupati...




Articolo che dovrebbero leggere quelli che si informano solo con quotidiani e tv...

della redazione del FAZ, 17 ottobre 2017

Donna, lavoratrice a tempo parziale, impiegata in ruoli amministrativi, lavori d’ufficio, nei servizi sociali o nella sanità: secondo l’Istituto di ricerca per il mercato del lavoro di Norimberga (IAB) questo è l’identikit del tipico lavoratore tedesco che, oltre all’occupazione principale, svolge un secondo lavoro. Gli individui presi in esame dalla ricerca sono spesso di nazionalità estera, di mezza età e dal loro impiego principale guadagnano in media di meno rispetto a chi può contare su una professione a tempo pieno.

È interessante notare come il numero di persone presenti in questa categoria aumenti di giorno in giorno. Proprio questo venerdì, a seguito di un’interrogazione parlamentare promossa da Die Linke all’Agenzia Federale per il lavoro, è emerso che in Germania la cifra dei lavoratori con più di un’occupazione è aumentata di circa un milione nell’ultimo decennio, fino ad arrivare a 3,2 milioni di persone. Guardando alla dinamica degli ultimi 15 anni, lo IAB restituisce un quadro ancora più preoccupante, con il numero di chi deve far ricorso a due o tre impieghi che si è addirittura raddoppiato dal 2003.

Tendenzialmente, a ritrovarsi in una condizione lavorativa come quella appena descritta sono coloro che percepiscono salari estremamente ridotti dalle loro professioni principali. Secondo lo IAB i pluri-impiegati guadagnerebbero in media 570 euro in meno dalla loro primaria fonte di reddito rispetto a chi ha solo un impiego.  In parte, questa differenza può essere spiegata dal fatto che i dipendenti multipli dedicano meno ore lavorative alla professione principale. Ma questa non è l’unica ragione. A detta di Sabrine Klingler e Enzo Weber, i due autori dello studio, si tratta spesso di lavori mal retribuiti.

Secondo l’istituto l’incremento delle persone costrette a cercarsi un secondo mestiere è stato in parte favorito dall’ottima capacità di assorbimento del mercato del lavoro, alla quale vanno però aggiunti fattori come la scarsa crescita salariale che si protrae da molti anni e il forte aumento dei lavori a tempo parziale.  Tuttavia non si può tralasciare l’impulso significativo dato da “cambiamenti normativi che introducono l’esenzione da imposte e contributi sociali per i dipendenti con occupazioni marginali”.

A detta degli autori dello studio IAB questa esenzione è decisamente critica.

È certamente rimarchevole che l’espansione dell’occupazione venga ricompensata con degli incentivi, se si guarda alla capacità di sostentamento dei lavoratori e all’impasse nelle professioni specializzate questa norma può sembrare in principio efficace. Tuttavia, ad approfittare di questa legge sono anche molti lavoratori ad alto reddito; allo stesso tempo gli autori si mostrano preoccupati per  lo “sviluppo professionale sostenibile” di coloro che sono interessati da questa dinamica, oltre che per la loro pensione. La loro proposta alternativa è quindi quella di incentivare gli impieghi principali, per esempio attraverso minori oneri previdenziali per i lavoratori a basso reddito.



lunedì 30 ottobre 2017

La risposta di Matteo Renzi a Ferruccio De Bortoli




Non mi schiero ne con l'uno ne con l'altro ,sono entrambi a favore dell'Europa e di questa società neoliberista.Quello che mi sento di dire è che è stato uno scontro (via libri) patetico.

Dispiace che la grande stampa italiana,o parte di essa,abbia preferito adottare la politica dello struzzo,nascondendo la testa sotto la sabbia anziché aprire una discussione vera sulla complicata vicenda del  bancario.Si è preferito evitare una riflessione critica sugli ultimi quindici anni,forse perché molti dei gruppi editoriali hanno avuto rapporti decisamente stretti con gli istituti di credito protagonisti di queste vicende.Questa è un'altra delle questioni che potranno agevolmente essere chiarite nei prossimi mesi grazie alla Commissione d inchiesta parlamentare sulle banche.E si è scelto in alcuni casi di guardare il dito mentre il saggio indicava la luna.Questo è stato il caso,emblematico,dell'ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore,Ferruccio de  Bortoli.
Prima di conoscerlo personalmente,consideravo De Bortoli uno straordinario giornalista british style.Lo seguivo elegante in tv,ne divoravo gli editoriali,mi sembrava un modello per quei giovani cronisti che amano il giornalismo d'inchiesta.Mi sono presto reso conto,tuttavia,che non era oro tutto quel che luccicava.E proprio uno come De Bortoli,che dovrebbe essere affezionato a quella straordinaria massima scolpita nel frontespizio del " Guardian" dal 1821 ("Il commento è libero ma i fatti sono sacri"),a volte sceglie invece di anteporre il proprio giudizio alla realtà dei fatti.
In particolar modo capisco di essere finito sul libro nero del direttore quando mi commina l'accusa piu infamante che possa esistere per un ragazzo nato e cresciuto in parrocchia: quella di essere legato ad ambienti segreti,portando con me "uno stantio odore di massoneria".Nella mia famiglia Tina Anselmi e Benigno Zaccagnini erano i modelli politici presentati ai figli,ti immagini parlare di massoneria in casa nostra? Neanche all'asilo mi sono messo mai il grambiulino.
Sentirmi accusato di questo da uno che ha fatto per quasi vent'anni il direttore del  "Sole" e del "Corriere" mi lascia senza parole.Mi sembra difficile negare che storicamente la massoneria abbia avuto maggiore influenza nelle sedi di quei giornali che nelle parrocchie valdarnesi.
Eppure De Bortoli è capace di mettere in prima pagina i presunti finanziamenti di  Banca Etruria al mio birrificio di fiducia (ignorando che io non bevo birra e non conosco l'azienda di cui si parla) e di definirmi  caudillo (che è l'equivalente spagnolo di duce o Fuhrer) ,espressione condita con "maleducato di talento".Che,detto da uno che ti ha appena dato del dittatore,va inteso probabilmente come un complimento.Solo che io,cresciuto leggendo Chesterton ,sono affezionato alla sua frase in cui definisce la democrazia come il governo dei maleducati e l'aristocrazia come il governo degli educati male.Mai stato aristocratico,io.Mi domando come la legittima e doverosa critica possa degenerare nell'ossessione personale ,dalle birre al caudillo,dalla massoneria alla maleducazione.
Nel maggio 2017,per lanciare il suo libro fresco di stampa,il giornalista svela un suo presunto scoop,poi derubricato a "fatto normale" per ammissione stessa dell'autore,secondo cui il ministro Boschi avrebbe richiesto un non meglio precisato impegno all'allora amministratore delegato di Unicredit Ghizzoni per studiare il salvataggio di Banca Etruria e delle altre banche a rischio liquidazione.
Come se non fosse evidente agli addetti ai lavori che tutti gli amministratori delegati delle banche italiane conoscevano perfettamente la difficile situazione di alcune banche popolari su cui da tempo Banca d'Italia e il ministero avevano acceso un particolare riflettore.Chiedere a Ghizzoni di studiare il dossier Banca Etruria sarebbe stato come minimo ridondante visto che era un dossier che stavano studiando tutti,a cominciare da chi in Banca d'Italia ancora nel 2014 immaginava senza troppa lungimeramza  di poter convincere Arezzo ad affidarsi a Banca popolare di Vicenza (che già allora versava in difficoltà molto serie,che oggi sono sotto gli occhi di tutti e a cui si è risposto con un salvataggio da parte dello stato).
Ma il dossier popolari ,il dossier Etruria erano sotto gli occhi di tutti:non c'era certo bisogno che lo dicessero Ghizzoni o Boschi.Eppure De Bortoli, in passato dimostratosi prudente su molte operazioni bancarie dei primi anni duemila,decide che l'incontro tra un ministro e l'amministratore delegato di una delle principali banche del paese,peraltro molto esposta sull'aumento di capitale di Vicenza,sia la notizia intorno alla quale lanciare il proprio libro su quarant'anni di poteri forti.Nessun giornalista osa entrare in contraddittorio con il proprio collega "megadirettore galattico".


da AVANTI-Matteo Renzi (Serie Bianca Feltrinelli)

QUI INVECE C'E IL PEZZO DEL LIBRO DI FERRUCCIO DE BORTOLI

domenica 29 ottobre 2017

Non violare le regole ma cambiare le regole.Magari con l'aiuto del Club Bilderberg.Vero Cappato?



Lo ripeto per l'ennesima volta:il Partito Radicale è pericoloso ed è troppo sottovalutato.Emma Bonino come sappiamo è da sempre legata al potere, amica di George Soros , ha partecipato al club Bilderberg.
Sotto, dopo il pezzo del libro di Marco Cappato, leggete la verità sulle droghe e il perchè in tanti vogliono legalizzarle.
Caro Cappato, vuoi aumentare i posti di lavoro? Bisogna sconfiggere la società neoliberista, staccarsi dalla dittatura di Bruxelles e ritornare alla sovranità monetaria.Ma a queste cose voi radicali siete allergici.


Proporre la legalizzazione di tutte le droghe non vuol dire solo de-criminalizzare un comportamento massicciamente diffuso nella società, ma anche operare un'enorme conversione di investimenti pubblici:tagliare le spese per l'apparato repressivo e reinvestirle nell'affermazione dello Stato di diritto,nel contenimento dei crimini veri, nello smaltimento dei carichi pendenti della giustizia,nel rientro dal carcere nella legalità costituzionale,nella bonifica del mondo della finanza e di ogni settore economico dal riciclaggio di narcodenaro.
La marijuana per uso ricreativo in California vale cinque miliardi di dollari.Questa la cifra che, secondo uno studio sponsorizzato dal governo e citato dal "Los Angeles Times",verrà generata ogni anno grazie all'erosione del sommerso,ai nuovi posti di lavoro al turismo legato al consumo di cannabis ,dopo che l'uso ricreativo della sostanza è stato legalizzato da un referendum lo scorso novembre.
Una nota informativa diffusa dall'Istat nell'autunno 2014 evidenzia come "la componente piu rilevante tra le tre attività illegali ora misurate dai conti nazionali riguarda la commercializzazione di droga,la quale, in termini di valore aggiunto,è valutata bel 2011 in 10,5 miliardi di euro", cioè lo 0,6% del pil 2011.
Il piccolo Uruguay ,primo Paese al mondo a legalizzarla davvero la cannabis (in Olanda è tollerata la vendita da decenni,ma la produzione è ancora clandestina) il governo calcola di sottrarre ai narcotrafficanti 30 milioni di dollari l'anno.
Poter ricondurre al mercato tali attività significa dunque disporre di risorse pubbliche e private ingenti per investire in altro.Il Colorado ha deciso di reinvestre ne sistema educativo.
Lo si può fare nella ricerca scientifica,nell'informazione,nella prevenzione contro i rischi dell'abisso,nella regolazione di un mercato che consenta di sapere almeno cosa si sta consumando,perchè per qualsiasi prodotto legale esistono le differenze di prezzo e qualità,ma esistono anche delle soglie qualitative sotto le quali non si deve poter andare.
Se non esiste un diritto a vendere prodotti alimentari che intossicano chi ha pochi soldi,non deve esistere nemmeno un diritto a intossicare i poveri con droghe di scarsa qualità.Per quanto non sia politicamente corretto  rivendicarlo,anche per droghe deve esistere un diritto del consumatore alla qualità.

da CREDERE DISOBBEDIRE COMBATTERE -Marco Cappato (Rizzoli)

da anglotedesco.blogspot.com 

Il capitalismo è sempre stato intimamente legato alla droga,perché aveva bisogno di capitali veloci e in nero per finanziare lo sfruttamento e la difesa ,nascondendosi dietro la maschera del "libero scambio"."La relazione tra attività bancarie,trasporti e assicurazioni che si formarono attorno al commercio dell'oppio fu una delle caratteristiche  principali dell'epoca.Non solo contribuirono al traffico della droga ,ma diventarono la base di un'infrastruttura commerciale che,in ultima istanza,sostentava una vasta gamma di commerci".
Col passare del tempo,gli stupefacenti resero necessarie altre merci.A partire dal XV secolo fino ad arrivare al XX secolo inoltrato,la terra,il lavoro ,le relazioni fiscali e perfino lo Stato stesso erano tutti finanziati dall'oppio.Tutto questo a partire da una sostanza che per millenni era stata utilizzata quasi esclusivamente a fine medico e che era conosciuta dai medici stessi per le sue proprietà di assuefazione,oltre che venefiche.Quando oggi ci riferiamo ai "narco-Stati",come la Colombia o l'Afghanistan,forse dovremmo ricordarci che il primo "narco-Stato" in assoluto fu gestito e governato da Londra.
Il denaro della droga fa parte dell'economia nordamericana e mondiale.Seguendo il flusso dei capitali mondiali,è stupefacente scoprire la quantità di  guadagni generati annualmente dal commercio della droga è intorno ai 700 miliardi di dollari.Questa cifra comprende eroina,oppio,morfina,marijuana,cocaina,crack e allucinogeni,e costruisce una parte molto importante del sistema bancario attuale,permettendo i "pagamenti mensili" di diverse operazioni finanziarie.
I 700 miliardi di dollari provenienti dalla droga che vengono riciclati e usati in lungo e in largo  nell'economia nordamericana e mondiale vanno a vantaggio di nuovo,dei mercati finanziari ,in particolare di Wall Street.


venerdì 27 ottobre 2017

OLIVER STONE vs PUTIN. Arabia Saudita



VLADIMIR PUTIN:

"Per quanto riguarda,la questione petrolifera,è molto complicata,ma penso che un accordo si possa trovare​ are.E la Russia deve giocare il suo ruolo.Invece per quanto  riguarda le controversie che esistono a livello regionale,per i rapporti tra gruppi di religione diversa,possiamo solo creare le condizioni di contatto tra i paesi di quella regione.Preferiamo astenerci dall'interferire in queste difficili problematiche.Credo stia ai paesi coinvolti trovare una giusta soluzione.Ma ci interessa molto che queste controversie siano superate,perché in questa regione cosi vicina a noi vorremmo vedere stabilità e sviluppo sostenibile.Sono nostri partner e a noi piace avere partner stabili per lavorare agevolmente.E quando lavoriamo con un paese,non vorremmo avere problemi nelle relazioni con gli altri.Abbiamo comunque la libertà di scegliere e,in genere,abbiamo sempre avuto buoni rapporti con tutti questi Stati,rapporti che apprezziamo molto.In pratica,prendiamo atto delle loro controversie ma cerchiamo di mantenerci alle debite distanze.
Noi cerchiamo di mantenere le distanze dalle relazioni esistenti tra gli altri paesi.Gli Stati Uniti,invece, provano sempre a democratizzare gli altri.E non credo che alle monarchie del Golfo Persico la cosa vada a genio.A essere sinceri ,se fossi in loro valuterei bene le prossime mosse degli Stati Uniti.Credo lo stiano già facendo.Una cosa è certa:se sei coerente con il tuo percorso verso la democratizzazione ,è facile capire quale sarà il prossimo passo dopo la Siria,la Libia e l'Egitto.Credo che sarebbe meglio considerare le tradizioni,la storia,le particolarità religiose di questi paesi.È molto difficile prendere delle strutture di governo che funzionano in un luogo e trasferirle in un altro:penso sia meglio trattare con grande rispetto quello che esiste.E anche se desideri sostenere un certo tipo di cambiamento,devi farlo molto delicatamente,senza mai forzare o imporre cose dall'esterno".

È VERO CHE IL PETROLIO È LA CAUSA PRIMARIA DI TUTTO IL CAOS CUI STIAMO ASSISTENDO?

È assolutamente vero che il petrolio è uno degli elementi piu importanti,non solo in questa regione,ma in tutto il mondo.Credo che il mondo passerà a una nuova struttura tecnologica e che le fonti di energia alternative si stiano espandendo.Quando avverrà questo passaggio,il petrolio perderà la sua importanza.Se ricordo bene,uno dei ministri del petrolio saudita una volta ha detto una cosa che mi trova d'accordo,ha detto che l'età della pietra non è finita per mancanza di pietre,ma perché il genere umano è passato a un nuovo livello tecnologico ,a nuovi strumenti produttivi.La stessa cosa succederà con il petrolio.

MARSIGLIO ANCORA

giovedì 26 ottobre 2017

MONSANTO:"Chiudere la bocca a chi dice che il glisofato provoca il cancro"



Il 19 settembre 2012 Gilles-Eric-Seralini,professore di biologia dell'Università di Caen,in Francia,diventò un incubo per la Monsanto.Lo confermano i Monsanto papers,le migliaia di documenti interni della multinazionale statunitense resi pubblici nel corso di un'azione legale avviata contro l'azienda negli Stati Uniti.Queste carte mostrano che alcuni dirigenti della Montsanto s'impegnarono per far sconfessare una ricerca del biologo francese.E ci riuscirono.
Quel giorno Seralini aveva pubblicato sulla rivista Food and Chemical Toxicology uno studio che avrebbe fatto scalpore.Alcuni topi nutriti con un mais transgenico e Roundup (il pesticida della Monsanto a base di glifosato) o solo con Roundup avevano sviluppato dei  tumori enormi.La grande risonanza di questi risultati sui mezzi d'informazione era stata un disastro per l'immagine della Montsanto e dei suoi prodotti ,anche se la ricerca era stata giudicata non concludente dagli ambienti scientifici,compresa l'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (Iarc) ,legata all'Organizzazione mondiale della sanità.Poi nel novembre del 2013 successe un fatto inedito nella storia dell'editoria scientifica:Food and Chemical Toxicology si scuso' per la pubblicazione della ricerca di Seralini.In altre parole ,la sconfesso'  a posteriori e senza fornire nessuna delle ragioni di solito avanzate per giustificare un provvedimento simile.
Molti studiosi rimasero sconcertati: il lavoro non era stato sconfessato per una frode o un errore involontario,di solito le uniche ragioni che impongono di ritirare una pubblicazione dalla letteratura scientifica.In un editoriale pubblicato nel gennaio del 2014 Wallace Hayes,all'epoca direttore del comitato editoriale di Food and Chemical Toxicology,giustifico' la decisione con il fatto che "nessuna conclusione significativa ha potuto essere tratta da questi dati non convincenti".Lo studio di Seralini è quindi il primo,e finora l'unico, a essere stato eliminato dagli archivi di una rivista scientifica per la sua mancanza di "conclusioni significative"'
Ma Hayes si guardò bene dal dire che era legato alla Montsanto da un contratto di consulenza.Molto noto nel mondo della tossicologia,questo ricercatore dell'Università di Harvard ha trascorso gran parte della sua carriera nell'industria chimica o lavorando per il produttore di sigarette R.J. Reynolds,di cui è anche stato uno dei vicepresidenti.I Monsanto papers rivelano che Hayes era consulente della Montsanto dall'agosto del 2012.La sua missione era costruire una rete di scienziati sudamericani per partecipare a un convegno sul glifosato.La retribuzione era di "400 dollari all'ora",con un limite di 3200 dollari al giorno e 16.000 dollari in totale"'Questo conflitto d'interessi tra la Montsanto e Hayes non è mai stato reso noto."Se fosse vero,sarebbe una vergogna",ha dichiarato a Le Monde José Luis Domingo,professore dell'universita' Rovira i Virgili di Tarragona,in Spagna.Questo tossicologo ha sostituito Hayes alla direzione del comitato editoriale di Food and Chemical Toxicology nel 2016.Nel 2012 fu lui a suggerire di pubblicare lo studio di Serafini.

LE MONDE

martedì 24 ottobre 2017

Il Mossad richiede ottimismo e humour.Alla David Parenzo...



Io non ho le prove, ma non escludo che David Parenzo abbia a che fare con il Mossad.Basta guardare il cambiamento che ha fatto questo uomo nel giro di una decina di anni.Una volta scriveva libri contro le banche e contro l'Europa con Eugenio Benetazzo, adesso, guai a chi gli tocca la finanza e chi mette in discussione la globalizzazione. Prima o poi la verità verrà a galla...

Non basta possedere freddezza e autocontrollo,saper dominare lo stress,essere disponibili al lavoro di gruppo,parlare le lingue e conoscere alla perfezione le nuove tecnologie militari e della comunicazione.alle nuove reclute del Mossad,i dirigenti dell'Istituto addetti alla gestione dellerisorse umane richiedono adesso "ottimismo,senso dell'umorismo e spontaneità",qualità che finora è stato facile riscontrare nelle trasposizioni cinematografiche della figura dell'agente segreto, a partire dal piu famoso e piace di tutti, James Bond,ma meno rari squarci di realtà che di tanto in tanto sono offerti alla pubblica opinione.A rivelare questo ulteriore e per certi versi singolare ampliamento dei requisiti indicati dal Mossad per la formazione del perfetto 007 del terzo Millenio è stato Yedioth Aaronoth,il giornale israeliano di piu ampia circolazione che è andato a spulciare nei bandi di concorso di cui,al pari della Cia e dei srvizi occidentali,si serve anche il servizio di controspionaggio israeliano per infoltire i ranghi.
Ma certo non si può dire che ottimismo ,senso dell'umorismo e spontaneità,qualità che potremmo osare di riassumere in una sola parola, simpatica,siano le caratteristiche umane che ci vengon subito in mente le rare volte in cui le vicende del Mossad raggiunto le prime pagine dei giornali.Efficienza ,ardimento,spietatezza,semmai,hanno contribuito a creare il mito che tuttora circonda l'Istituto per l'Intelligence e le Operazioni Speciali,questo la dizione completa e corretta dal servizio creato da David Ben Gurion,nel 1949 ,cui è stata affidata la sicurezza d'Israele.
Dalla sistematica eliminazionre dei terroristi palestinesi che compirono la strage di Monaco alle Olimpiadi del 1972 (incluso il tragico scambio di persona che l'anno dopo costò la vita a un innocente cameriere marocchino a Lillehammer,in Norvegia) ai continui tentativi di sabotaggio del programma nucleare iraniano (inclusa l'uccisione di alcuni scienziati) ;dalla raccolta di informazioni segrete sul reattore nucleare iracheno di Osirak,poi distrutto da un raid dell'Aviazione israeliana ,alla eliminazione del dirigente di Hamas,Mahmud al Mohbuh, ucciso con iniezione letale nella sua stanza d'albergo a Dubai,operazione alla cui preparazione hanno partecipato nei mesi precedenti decine di agenti,la storia del Mossad parla attraverso le sue piu eclatanti missioni destinate non soltanto a centrare l'obbiettivo assegnato ma anche a suscitare stupore e timore.Ma forse proprio per rendere la sorpresa ancora piu efficace non basta che i nuovi agenti sappiano usare la pistola,o il veleno,ma devono saper strappare il sorriso,essere di battuta facile,comunicare ottimismo.Qualità che è impossibile rintracciare negli identikit di alcuni "operativi" recentemente arrestato in Libano,personaggi libanesi pagati a cottimo per raccogliere e fornire notizie sulle strutture militari del Partito di Dio,Hezbollah.
Difficile dire quale sarà l'esito di questa innovazione introdotta nei criteri di selezione.Di sicuro il Mossad è un'organizzazione capace di rinnovarsi.All'inizio del mese di Ottobre,ben due donne ,Y. e S, sono state promosse capo divisione e ammesse a far parte della cosidetta Rasha,il forum dei Capi Divisione,in poche parole l'alto comando del servizio di controspionaggio.Cosa che non era mai successo prima.

da LA REPUBBLICA di Alberto Stabile

Parlano della crescita ma non della riduzione del potere d'acquisto



Questo è il modello economico in cui viviamo cioè quello neoliberista.Crescit sfruttamento e salari bassi.Potete votare chi volete ma le cose non cambieranno mai.

Il potere d'acquisto delle famiglie,dice l'Istat ,si è ridotto dell'8%.Dietro questo calo ,tuttavia,scopriamo andamenti molto  diversi tra loro:un vero e proprio tonfo per il reddito da lavoro autonomo (meno 15%),e una risicata tenuta per salari e stipendi (meno 1,1).Ma anche quest'ultimo dato,come vedremo,nasconde tragitti assai differenti,persino opposti.Al netto dell'inflazione,ci dice l'Istat ,la retribuzione media dei dipendenti è scesa dai 29.738 euro del 2007 ai 29.419 del 2016.E le cose non sono cambiate un gran che quest'anno.In sostanza,rispetto a dieci anni fa,il dipendente medio italiano con la sua paga si trova a dover rinunciare a beni e servizi per 319 euro.
Anni terribili quelli tra il 2008 e il 2014 per i lavoratori dell'industria e delle costruzioni:900.000 occupati in meno,dice l'Istat ,con una perdita del 13% ,che arriva al 20% se il calcolo si fa suo dipendenti tra il 2007 e il 2016.
Tra il 2007 e il 2016,ci dice l'ultimo rapporto annuale dell'Istat ,il già basso stipendio reale dei dipendenti di alberghi  e ristoranti (25.046 euro lordi) si è ridotto a 24.402 euro: il 2,6% in meno.E cali anche maggiori hanno riguardato il potere di acquisto di chi lavora,nella sanità e nell'assistenza (-8%),nell'istruzione (-10,4%),nel pubblico impiego (-7,9%),nelle attività finanziarie e assicurative (-9,5%),tra facchini,imballatori e addetti alle consegne  (-4,5%).Insomma,piu occupazione povera in cambio di minori salari.
Da una parte abbiamo un'industria manifatturiera che per restare sui mercati esteri ,non potendo piu contare sulla svalutazione monetaria ,contiene i propri salari.Dall'altra abbiamo un terziario povero che giocando sulla precarietà e sul serbatoio ancora forte di disoccupazione,offre retribuzioni ancora piu basse.È ovvio che in queste condizioni,i margini per appesantire le buste paga  delle famiglie siano quasi nulli.

Marco Ruffolo - Repubblica Affari e finanza del 23 ottobre 2017

lunedì 23 ottobre 2017

Troppa importanza al Pil



D'accordissimo con questo pezzo di articolo scritto da Andrea Zhok.Ma purtroppo questo è uno degli strumenti della dittatura neoliberista per tenerci in pugno.

Che il Prodotto Interno lordo (Pil) non sia un affidabile misuratore del benessere è tesi tutt'altro che nuova.Ne troviamo un'eloquente espressione gia nel celebre discorso di Robet Kennedy all'Università del Kansas (1968).E tuttavia,nonostante l'equivalenza tra Pil e benessere sia stata reiteratamente screditata ,la sua influenza sul discorso pubblico e sull'elaborazione di politiche economiche rimane enorme.Non c'è   variabile economica piu compulsivamente invocata per trarne conseguenza politiche.
Il Pil è il  valore totale di mercato di tutti i servizi e beni finali prodotti dall'economia di un paese in un certo lasso di tempo.Concretamente il Pil finisce per essere la misurazione del monte reddituale totale in un'economia.
L'Italia è stato il primo paese ad aver introdotto ufficialmente,dal 2016,un tale indice,il che sarebbe  motivo d'orgoglio,se la sua implementazione non fosse stata imbarazzante.L'indice attuale è determinato da soli quattro parametri (reddito medio,indice di disuguaglianza,tasso di inoccupazione  ed emissioni di CO2) che sono palesemente arbitrari ,non rappresentativi ,e in parte sovrapponibili a quelli già conteggiati dal Pil.Questa scelta lascia presagire l'ennesima ammuina gattopardesca:difficile non pensare che si tratti di parametri scelti per dar intendere che il tema sta a cuore,ma con la garanzia di non disturbare il conducente.

Pezzo di articolo di Andrea Zhok (L'Espressso del 22 ottobre 2017)

domenica 22 ottobre 2017

42enne informatico ucciso dalla nuova droga Pink...pagata in Bitcoin

Risultati immagini per droga pink


I sessantottini saranno contenti,volevano questo: droga libera ,gente rincoglionita ,tutto in favore di quel capitalismo che  non hanno mai combattuto, ma sono sempre stati servi.Hanno molte responsabilità in  questo mondo di zombi e prima o poi spero che paghino.Non serve la violenza ma gente ragionevole che non ha voglia di farsi ingannare da questi falsi rivoluzionari.
Il problema è che ho sentito molte volte dire che le droghe vanno legalizzate per toglierle alle mafie. In questo modo la gente si sentirebbe piu libera... di rovinarsi.
Per quanto riguarda la storia di Mario, c'è da far notare che non aveva problemi economici ,rispondendo a tutti coloro che usano sempre la scusa della crisi.E' uno dei tanti 40-50 enni rincoglioniti negli ultimi 30-35 anni ,apatici, incapaci di reagire e con la testa di pecora.


"Mario aveva dichiarato di aver provato tutte le droghe possibili,anche quelle sperimentali.Gli hanno fatto esami,non veniva trattato col metadone,ma non c'erano tracce di sostanze stupefacenti:a quel punto ci hanno consigliato di rivolgerci a uno psicologo.Il Sert doveva fare test piu approfonditi e avviare un percorso di disintossicazione in clinica.Le istituzioni ci hanno abbandonato,dopo aver sottovalutato il caso e dopo aver commesso negligenze,a mio parere"

"Quello che è successo a Mario non deve accadere piu a nessuno.Lo Stato deve subito classificare questa droga (PINK) ,facile da reperire sul web per chi ha un minimo di competenze.E' anche molto economica come sostanza stupefacente.La Sanità deve aggiornare il proprio protocollo in situazioni del genere:le persone come Mario possono guidare,vedere i figli fare una vita normale; ma in realtà hanno gravi crisi improvvise e la loro personalità è stravolta.E' un terreno grigio sul quale bisogna subito fare luce".

"Mario non era piu amorevole come prima ,era euforico ,parlava molto,era diventato strafottente,faceva discorsi da demente e lavorava moltissimo.Prima invece era molto intelligente ,lo cercavano spesso dall'estero per le sue capacità informatiche.La sua vita si era bruciata.Una volta,non ero in casa,i miei figli (10 e 12 anni) hanno visto mettere le chiavi nella bocca del cane come se fosse una serratura: i ragazzi si sono spaventati,non sono saliti in macchina con lui e hanno fatto chiamare il 118 da un vicino.Ma anche quel giorno gli operatori all'ospedale si sono rifiutati di intervenire:avevo chiesto un Tso.Non è previsto in questi casi,mi hanno risposto".

"Nel giorno del suo quarantesimo compleanno mi ha confessato di essere entrato in contatto con siti psiconauti (domini e forum Internet specializzati nelle droghe chimiche dove un frequentatore descrive così la Pink:continuano  le sensazioni di rilassamento muscolare e mentale ma non l'euforia iniziale che devo dire è durata pochissimo).Mario  aveva scoperto come farsi una canna con la sigaretta elettronica,fumando un deodorante spagnolo.Poi a casa arrivavano per posta moltissime buste  strane e io le nascondevo:ho incominciato a cercarle ovunque,così l'ho messo alle strette e ha ammesso tutto.Gli ho fatto capire che non poteva essere un padre e un marito in quelle condizioni"

"Non mi spiego il perchè Mario avesse iniziato a drogarsi,eravamo una famiglia felice,io e lui  ci amavamo.Ho chiesto aiuto anche alla sua famiglia,perchè da sola non ce la facevo piu.Lui mi diceva: "Io faccio a scopo ricreativo poi la dipendenza  è diventata troppo forte e non riusciva a uscirne.Credo che si drogasse da solo e ne usasse una quantità esagerata: quella sostanza è troppo pesante,pochi la possono reggere.Mario si addormentava all'improvviso a tavola,in piedi per strada,ovunque.Mi sono affidata alle istituzioni ma sono stata tradita"

Queste sono le risposte date dalla moglie di Mario al giornalista del Quotidiano Nazionale Alessandro Belardetti. 20 ottobre 2017

venerdì 20 ottobre 2017

Cambiamento climatico.L'Italia in prima linea...




Con i rischi climatici attuali e potenziali,non possiamo permetterci di attendere inerti un'incertezza che potrebbe rivelarsi come minimo molto problematica.Si tratta quindi,ora, di fare le scelte piu sensate.
Il cambiamento climatico di origine antropica ha un ruolo sull'instabilità di tante regioni del globo e contribuisce all'insorgere di conflitti e al verificarsi di tanti fenomeni migratori.Il sistema mondo in cui viviamo è estremamente complesso e non ci consente di identificare una causa univoca,una sorta di Motore immobile  aristotelico ,per ciò che sta avvenendo.Tuttavia,come abbiamo mostrato,il mutamento del clima globale,con le sue manifestazioni e impatti regionali,appare spesso una causa fondamentale per l'innesco dei problemi,altre volte funge solo da acceleratore o catalizzatore di instabilità gia presenti,altre volte ancora funge da amplificatore che può far deflagrare conflitti e indurre a migrazioni.
In generale,davanti al problema dei cambiamenti climatici,si dice che su ogni nazione incombano fondamentalmente due responsabilità,due fronti d'azione,che ciascun a dovrebbe affrontare secondo le proprie capacità:

-mitigare le proprie emissioni,ovvero contribuire allo sforzo globale che è stato lanciato per risolvere il problema alla radice,e quindi varare una decarbonizzazione dell'economia e un uso piu intelligente del proprio territorio;

-adattarsi,cioè preparare lo stesso territorio interno,e la propria società ed economia,agli impatti dei cambiamenti climatici che comunque,anche nello scenario piu ottimistico ,cresceranno nel medi periodo.

Con l'adattamento del territorio delle città,delle colture eccetera dobbiamo gestire la situazione che già adesso presenta dei danni climatici: nel contempo,con la mitigazione,si deve evitare di giungere a una situazione tale di impatti e danni che non sarebbe piu gestibile efficacemente,in cui potrebbe risultare impossibile adattarsi e da cui dovremmo sicuramente "scappare",piu di quanto non lo facciano i migranti di oggi.
L'Italia non è sola ,e anzi fa parte della cerchia di paesi piu fortunati:avanzati ,socialmente stabili,capaci di gestire il cambiamento al proprio interno,e per molti aspetti solidali nella ricerca di soluzioni che si tenta di condividere entro alcuni "club di responsabilità",come l'Unione europea,l'Ocse-Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico,il G7 e il G20.Un gruppo piu solido,ma non un Eden risparmiato dagli eventi,che avrà le proprie "gatte da pelare" anche sui primi due fronti:mitigare e adattarsi.
Sul fronte della mitigazione,limitiamoci a constatare che,sia pur con sussulti ed esitazioni,la macchina degli stati industrializzati si sta mettendo in moto.Una spinta a questa mobilitazione che induce un po' di ottimismo , a prescindere dai corsi e ricorsi elettorali nei diversi paesi,è che la comunità imprenditoriale ha cambiato opinione: se fino a un po' di tempo fa temeva che decarbonizzare le proprie attività avrebbe iniettato costi aggiuntivi,eroso i profitti,intaccato la competitività,e magari depresso il ciclo economico nel suo complesso,oggi è invece dell'idea che la transizione a un'economia verde rappresenti un'opportunità di espansione e un'ancora di salvezza per un'economia altrimenti votata alla paralisi.
L'Europa rischia di essere divisa in due:a nord zone che diventano sempre piu umide,a sud aree che saranno sempre più secche.Quali problemi all'agricoltura dei paesi mediterranei della costa nord? Sono difficilmente quantificabili,ma sicuramente l'agricoltura non sarà piu così sicura come oggi.Inoltre,le poche precipitazioni dovrebbero cadere in maniera piu violenta,e ciò non è benefico per il nostro territorio italiano,notoriamente franoso.E ancora,le alluvioni.Il Mediterraneo sempre piu caldo già oggi sta fornendo energia e vapore acqueo in eccesso ai sistemi perturbati atmosferici che poi non possono far altro che scaricare questa energia violentemente sul territorio

da EFFETTO SERRA EFFETTO GUERRA ,Grammenos Mastrojeni e Antonello Pasini (Chiarelettere)