Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

venerdì 26 maggio 2017

Il mercato unico digitale vale la Danimarca



Lo  scenario della difesa può essere replicato per innumerevoli settori,innumerevoli volte: la non-Europa rappresenta pertanto uno spreco.La frenata nel processo unitario incide pesantemente,oltre che sulle strategie del Vecchio Continente,sulle attività comuni e in definitiva sul grado di benessere dei cittadini,anche sui conti.Meno integrazione equivale a meno sinergie,meno efficienza,meno risparmi.
Nulla di nuovo sotto il cielo d'Europa.È il 1983,quando l'economista francese Michel Albert e il britannico James Ball presentano al Parlamento europeo una relazione con la quale sviluppano il concetto e le conseguenze della non-Europa.Stimano che il sovrapprezzo è pari a una settimana di lavoro all'anno in.media per famiglia,ovvero il 2% del Pil.
È il 1988 quando,su richiesta del presidente della Commissione Jacques Delors,l'economista italiano Paolo Cecchini (ex direttore generale aggiunto della Commissione) produce i risultati del lavoro di un gruppo di esperti sui benefici persi senza una piena integrazione:in base a questo studio,da un minimo del 4,5% del pil a un massimo del 6,5%.
Ed è il 2014 quando i Servizi di ricerca del Parlamento Europeo realizzano la "Mappatura del costo della non-Europa 2014-2019".Il tedesco Klaus Welle,segretario generale del Parlamento Europeo,e l'inglese Anthony Teasdale,direttore generale,spiegano che il potenziale effetto moltiplicatore dell'approfondimento dell'azione europeo esistente o della realizzazione di nuove azioni in determinati ambiti resta forte ancora oggi".
I numeri sono da capogiro,come l'irlandese Joseph Dunne,direttore facente funzione della Valutazione d'impatto e del valore aggiunto europeo,fa notare:"Per definizione,i miglioramenti potenziali per l'economia europea identificati in questo documento si potrebbero raggiungere solo nel corso del tempo.Se le politiche indicate fossero perseguite efficacemente,il vantaggio economico si accumulerebbe anno dopo anno fino a un punto in cui,sulla base di questa stima iniziale,si potrebbero aggiungere circa 800 miliardi di euro,ovvero circa il 6% del pil corrente dell'Ue,all'economia europea".
Per alcuni settori le cifre,rilevano Welle e Teasdale,sono particolarmente "significative,come i 260 miliardi di euro di pil aggiuntivo che il mercato unico digitale potrebbe portare,una somma equivalente al pil della Danimarca.

Da  EUROSPRECHI-Roberto Ippolito (Chiarelettere).

giovedì 25 maggio 2017

Ma guarda un po, Salman Abadi Labidi era vicino ai servizi segreti...




Prima dell'articolo sull'attentatore di Manchester ,leggete questo:

"Judicial Watch, che si definisce essa  stessa come una fondazione di stampo conservatore che si batte per la responsabilità e l'integrità del diritto,della politica e del governo,allo scopo che nessuno si possa trovare al di sopra delle leggi,il 18 maggio 2015 ha pubblicato una selezione di documenti,declassificati in seguito a un processo federale intentato contro il dipartimento della Difesa e il Dipartimento di Stato,processo che la fondazione suddetta ha vinto.I documenti,quindi sono stati desecretati e aperti al pubblico.
Tra questi ,uno è di particolare interesse.Si tratta di un rapporto della Dia ,datato 12 agosto 2012, il quale è stato largamente diffuso da organi governativi,compresi CENTCOM,CIA,FBI,DHS,NGA,Dipartimento di Stato e molti altri ancora.Esso illustra come già dal 2012 i Servizi segreti americani avessero previsto l'ascesa dello Stato islamico dell'Iraq e del  Levante (Isis,Is,Isil o Daesh),ma, invece di designare chiaramente questo gruppo terrorista  come un nemico il rapporto lo descrive come "una risorsa strategica degli Stati Uniti".
Le 7 pagine del documento della DIA  indicano che al-Qaida in Iraq è stato il precursore dello Stato Islamico dell'Iraq,trasformandosi in seguito nello  Stato islamico dell'Iraq e del Levante che sosteneva l'opposizione siriana fin dall'inizio,sia ideologicamente che attraverso i media.
Un portavoce del Foreign Office  ha dichiarato:

"Al-Qaida e lo Stato islamico sono delle organizzazioni terroristiche vietate.Il Regno Unito si oppone ad ogni forma di terrorismo.Al -Qaida ,Isis e le loro bande affiliate costituiscono una minaccia diretta per la sicurezza nazionale del Regno Unito.Noi facciamo parte di una coalizione militare e politica che si pone lo scopo di vincere l'Isis in Iraq e in Siria,e noi lavoriamo con dei partner internazionali per contrastare la minaccia di al-Qaida e di ogni altro gruppo terrorista di questa regione.In Siria abbiamo da sempre sostenuto i gruppi di opposizione moderata che si oppongono alla tirannia di Assad e alla brutalità degli estremisti".

SONO TUTTI VICINI AI SERVIZI SEGRETI.CHI HA PROVATO A FAR TUTTO DA SOLO,E' STATO BECCATO SUBITO

Contrariamente alla stampa o ai genitori, Salman Abadi Labidi, presunto attentatore suicida di Manchester, non era un profugo, ma aveva beneficiato di uno dei tanti programmi speciali di protezione dei servizi segreti inglesi.
Salman era nato da genitori libici a Manchester nel 1994. Suo padre, Ramadan Abadi, era un ufficiale dei servizi segreti libici, prima di essere reclutato dagli inglesi. La sua copertura fu bruciata accidentalmente da un parente della moglie, Samia Tabal, poco dopo il fallimento di una vasta cospirazione dell’esercito libico per uccidere Muammar Gaddafi.
Quest’ennesima congiura contro Gheddafi innescò non solo una delle più grandi purghe nei servizi di sicurezza, ma la dissoluzione delle Forze Armate libiche, sostituite da ciò che Gheddafi chiamò “popolo in armi”, concetto vagamente ispirato ai sistemi svizzeri e svedesi di difesa logistica e che si rivelerà fatale nel 2011, quando la Libia fu attaccata dalla NATO. Fu il servizio segreto inglese che si occupò dell’esfiltrazione o fuga della famiglia Abadi dalla Libia. Ufficialmente, Abadi fuggì dalla dittatura di Gheddafi rifugiandosi nel Regno Unito.
Gli Abadi risiedettero prima a Londra, prima di trasferirsi nel sobborgo di Manchester dove risiedette per oltre un decennio. Come molti giovani delle periferie delle città europee, Salman crebbe senza riferimenti e mostrò particolare entusiasmo verso la cosiddetta “primavera araba” al punto di voler unirsi ai ribelli libici. Ciò naturalmente attirò subito l’attenzione dei servizi segreti inglesi responsabili della perlustrazione della periferia cercando candidati disposti a sacrificarsi in battaglia contro i nemici di Sua Maestà, in nome di Allah.
L’attentatore suicida che ha colpito il concerto pop di Manchester ha causato 22 morti e 50 feriti, secondo un rapporto delle ultime ore.
La polizia inglese rivelava rapidamente l’identità del presunto terrorista, suggerendo che non fosse solo conosciuto, ma supervisionato dagli agenti che seguivano l’ambiente da cui proveniva.
Questi dettagli non sono stati trasmessi dai media europei e probabilmente non lo saranno mai. La ragione di Stato lo chiede.
da:STRATEGIKA51

mercoledì 24 maggio 2017

GLI ULTRA' DEI VACCINI.Gino Strada





VIDEO GINO STRADA VACCINI

Come si permette questo mondialista-buonista di dare del cretino a chi la pensa diversamente da lui sui vaccini?
Sull'Africa dice delle  falsità perchè la percentuale di vaccinazione ,grazie al contributo di quel farabutto di Bill Gates, è elevatissima e nonostante tutto muoiono moltissimi bambini lo stesso.
A Gino Strada rispondo con questo video...persone molto piu competenti e libere di lui...


martedì 23 maggio 2017

IL PARTITO RADICALE? Un partito mondialista,pericoloso e troppo sottovalutato



Nel 1989,i radicali colsero da subito l'importanza dell'evento relativo alla cosiddetta svolta della Bolognina e si inserirono attivamente nel dibattito in corso nel Partito comunista, ravvisando con maggiore "lungimiranza",rispetto a tutti gli altri partiti,la vera portata nonché l'approdo politico-ideologico della citata svolta.
Il 15 novembre 1989,ad appena tre giorni dall'improvvisata  della Bolognina da parte di Occhetto,Marco Pannella intervenne sul tema con una lettera aperta al segretario del Pci,pubblicata dal quotidiano del partito,nella quale esortava i comunisti italiani a dar vita da subito a una "Federazione democratica",primo nucleo  di un grande Partito democratico sul modello anglosassone.Scrive il leader radicale:

"Caro Occhetto,una grande,vera federazione democratica va ormai concepita,creata,di essa il Partito comunista,in quanto tale,sia inizialmente una componente essenziale e promotrice.Questa federazione democratica dovrebbe,in un giro di pochi anni prestabiliti (...) dar vita al Partito Democratico,di stampo anglosassone,e per una riforma  istituzionale di stesso segno".

Dopo aver rimarcato le distanze tra gli ideali e i reali,degli attori del "regime partitocratico italiano",in particolare della Dc,animata da valori cristiani (e) partito di potere da quasi mezzo secolo al tempo stesso,e del Psi,Pannella affermò:

"Un grande partito che si formi oggi non può iniziare il suo cammino che a partire dall'unica terraferma di democrazia reale che non abbia prodotto in questo secolo mostri e tragedie "inumane": che è la terraferma liberaldemocratica,anglosassone,e non quella continentale,spesso socialdemocratica,del mondo del proporzionalismo,del partitismo,della parastatalizzazoone e nazionalizzazione della società civile,dell'ideologismo,dei giacobinismi piu o meno machiavellici,eticizzanti,e quasi sempre antiliberali,romanticamente fiduciosi nella violenza,nelle guerre civili,colonizzatrici o liberatrici che fossero".



Assai interessante rilevare come Pannella,ancora una volta,si fosse prodigato nell'apologia  diretta del regime democratico-liberale di derivazione anglosassone,affermando,del tutto inopinatamente e in maniera infondata,che il sistema di gestione delle dinamiche capitalistiche basato sul primato della "democrazia del libero mercato" era stato ,nel corso della storia,l'unico che non abbia prodotto in questo secolo mostri e tragedie "inumane"'Pannella stigmatizzava di seguito ogni ipotesi di nazionalizzazione della società civile", ossia ogni tentativo ,da parte di qualsiasivoglia ceto politico dotato di velleità egemoniche nei confronti dei ceti medi autoctoni,alla costituzione di una borghesia "nazionale" come motore del processo di sviluppo di un moderno "capitalismo di Stato",prologo per una successiva transizione verso piu avanzate forme di "universalismo dell'emancipazione" a egemonia e direzione popolare.

Pannella rivendico',inoltre, il proprio diritto dovere d'esser col Partito comunista italiano per questa comune,generale transizione.Il leader radicale chiese dunque ,nemmeno troppo provocatoriamente ,la tessera del Pci,esattamente come qualche mese prima il deputato comunista Bordon aveva domandato e ottenuto l'iscrizione al Partito radicale transnazionale.E fu proprio lo stesso Bordon,dalle colonne del principale bollettino d'informazione del Partito radicale,a tratteggiare con perspicacia l'approdo politico verso il quale stava marciando il Pci in trasformazione:

"Una nuova forza in cui concorrano alla pari diverse sensibilità per la grande formazione democratica di sinistra di cui l'Italia ha assoluto bisogno.Capace di raccogliere le forze,laiche e cattoliche ,ambientaliste,radicali.Che abbia caratteristiche di nonviolenza,democrazia,rispetti i grandi fondamenti ideali del sistema democratico.C'è necessità di scelte laiche e liberaldemocratiche,una sintesi che ricongiunga le grandi idee di giustizia "

lunedì 22 maggio 2017

GLI ULTRÀ DELLA GLOBALIZZAZIONE.Sabino Cassese



Tutto questo certamente minaccia la democrazia,sia nel senso che decisioni prese in ciascuna nazione da organi rappresentativi dovranno arrestarsi dinanzi a misure adottate in sede superiore,sia nel senso che tali misure non rispondono a canoni democratici,perché non adottate da organi rappresentativi,questa preoccupazione è attenuata da quattro considerazioni:

1) la globalizzazione non comporta crisi e superamento dello Stato,ma convivenza e collaborazione dei diversi tipi di governo,nazioni e globali.Anzi,gli organismi globali spingono la democrazia nazionale,promuovendola e incentivandola.L'assemblea generale delle Nazioni unite,il 6-8 settembre 2000,.nella Millenium Declaration ha dichiarato che l'ONU promuove la democrazia e appoggia il suo consolidamento.A questo fine ha creato e finanziato un apposito fondo.

2) Per quanto sia difficile che,in un mondo tanto popolato,si possano sviluppare forme di democrazia indiretta come quelle statali, vi sono alcuni organismi rappresentativi,diretti o indiretti:oltre al Parlamento europeo,le assemblee e gli organi rappresentativi sovranazionali per Consiglio d'Europa,del Mercosur (il mercato comune dell'America del Sud) dell'Asean (l'associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico),dell'Ocse,della NATO.

3) Gli organismi globali si sono dotati sia di procedure con la partecipazione degli interessati,per ascoltarli,sia di giudici o altri organi quasi giudiziari,che decidono dopo un contraddittorio.Tutti gli organismi globali sono alla ricerca di metodi per ascoltare,discutere,far partecipare stakeholders nei diversi settori nei quali operano.Si pensi soltanto alla partecipazione di migliaia di organizzazioni non governative (Ong) alle  riunioni degli organismi internazionali che si interessano della tutela ambientale.Oppure alla grandissima diffusione che,in.un breve arco di anni,hanno avuto le procedure di democrazia detta deliberativa nello spazio ultrastatale.
Infine,con lo sviluppo di questo ideale alle Montesqieu,si sono sviluppate comunità epistemiche,reti internazionali di Elite,che hanno agito come "Institution Buolders " utilizzando spesso le istituzioni americane come "arsenale della democrazia",secondo l'espressione usata da Jean Monnet con riferimento a Felix Frankfurter.

Da LA DEMOCRAZIA HA I SUOI LIMITI -Sabino Cassese (Mondadori)

Continuo la pubblicazione di chi è  favorevole  a questo mondo globalizzato che ha aumentato le disuguaglianze e ha messo l'uno contro l'altro.Nonostante tutto in molti lo negano.Come si fa a dire che la globalizzazione non comporta  crisi e superamento dello Stato?Gli  Stati dipendono  dall'oligarchia finanziaria e i popoli servono solo da schiavi per far fare enormi profitti alle grandi multinazionali.

domenica 21 maggio 2017

Ecco cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni



1) Le megalopoli,destinate a crescere di dimensione,diventando fonti di pressione sociale.

2) La convergenza culturale:tanti immigrati,un'offerta commerciale potenzialmente  all'altezza del melting pot culturale,ma dall'altra parte un aggravarsi degli estremismi.

3) Una popolazione dinamica,che cresce moltissimo (nel 2030 saremmo piu di 10 miliardi) ,vive piu a lungo e la cui classe media si fa portatrice di un relativo benessere.

4) La salute:anziani sempre piu longevi grazie a stili di vita piu corretti,ma anche malattie come l'obesità,che colpisce tutti.Le malattie che dipendono dalle condizioni ambientali sono trasversali,riguardavano tutte le fasce della popolazione.

5) Piu connessione e meno privacy per tutti:piu siamo connessi,piu i governi e le aziende possono entrare nel merito delle informazioni che riguardavano noi e le nostre abitudini di vita.

6) Scelte individuali vs masi market:i grandi brand non sono solo americani,e nel mercato di massa emergono sempre di piu le scelte delle piccole realtà.

7) Il declino della coesione sociale:l'individualismo è qui per restare.La "famiglia media" non esiste piu e tutti si sentono poco rappresentati dalla politica.La buona notizia è che i crimini contro la persona e contro i beni stanno drasticamente diminuendo.

8) Al crescere delle opportunità crescono anche le diseguaglianze.I ricchi diventano piu ricchi e i poveri piu poveri.Il 60% della popolazione mondiale non ha accesso a internet,ma un uso di internet per almeno il 50% delle persone potrebbe avere un reale impatto sull'economia.

9) Gli ambienti di lavoro diventano sempre piu flessibili.Le aziende che garantiscono un buon equilibrio tra vita e lavoro sono percepite come socialmente evolute.

venerdì 19 maggio 2017

Vladimir Putin nel 2007...



"Quello a cui stiamo assistendo oggi  un uso sproporzionato  della forza quasi senza freni (intendendo  con ciò la forza militare)  nel campo delle relazioni internazionali,forza che sta trascinando il mondo intero nell'abisso di una serie di conflitti senza via d'uscita.Come conseguenza non disponiamo dell'incisività necessaria per trovare una soluzione ad ampio respiro per uno solo di questi conflitti.Anche trovare un compromesso diplomatico diviene impossibile.Siamo testimoni di un disprezzo via via sempre maggiore nei confronti del diritto internazionale.Inoltre,le norme legali indipendenti stanno invece,come dato di fatto, uniformandosi sempre di piu al sistema legislativo di un solo Stato.Uno Stato solo,e ovviamente ci si riferisce come primo e piu di ogni altro agli Stati Uniti,è debordato oltre i propri confini nazionali in diversi ambiti".

Il presidente russo Vladimir Putin nel 2007

giovedì 18 maggio 2017

Il capitolo del libro di Ferruccio De Bortoli che ha fatto molto discutere (2/2)




Se ti sei perso la prima parte CLICCA QUI

Il 24 settembre 2014 uscì sul "Corriere" il mio editoriale dal titolo U  NEMICO ALLO SPECCHIO nel quale criticavo la gestione del potere renziano.Non le idee del premier, molte delle quali erano e sono assolutamente condivisibili.Era un articolo costruttivo,non liquidatorio.E' rimasto nella memoria collettiva piu per la sua parte critica.L'assenza di rapporti ,la granuola di messaggi abrasivi hanno certamente calcato la mia mano.Nella sostanza lo riscriverei così, però.E i fatti mi hanno dato,ahinoi,ragione.Renzi doveva guardare il suo nemico allo specchio:se stesso.La sua bramosia di potere,il suo protagonismo esasperato che aveva ridotto alcuni ministri a deboli comparse.La sua tendenza a circondarsi di amici,piu fedeli che leali.Nel libro I POTENTI AL TEMPO DI RENZI (Chiarelettere, 2015) di Paolo Madron e Luigi Bisignani si legge, a proposito di colui che gli autori chiamano il "Napoleone di Rignano":"Se baderà agli altri e non solo a se stesso,durerà a lungo,altrimenti soccomberà.Il libro individua tra i "nemici" dell'ex premier la burocrazia ministeriale.Un potere forte,indubbiamente.
Dopo il mio editoriale del 24 settembre,accadde un fatto curioso del quale si è persa memoria.Sul "Corriere" del 9 ottobre apparve una pagina a pagamento dal titolo NOI SOSTENIAMO MATTEO RENZI.Si leggeva nell'appello sostenuto da numerose personalità  milanesi,alcune delle quali a me familiari:"Noi, semplici cittadini,con questo piccolo gesto intendiamo rompere il muro di silenzio che ha avvolto il presidente del consiglio dopo i duri attacchi di questi giorni."Alcuni dei firmatari oggi sono tra i critici piu feroci del renzismo.Vizi italiani.
Mi capitò in seguito di partecipare,insieme con lui,a una puntata di Porta a Porta,ospiti di Bruno Vespa.Renzi replicò alla critica sul fatto che si fosse circondato di amici toscani,dicendo che anche lo staff di Obama era pieno di gente venuta da Chicago.C'era comunque una differenza.
Il passaggio del mio articolo che ha fatto piu discutere è quello sull'odore stantio di massoneria.Preciso: non ho mai scritto e nemmeno pensato che Renzi sia un in una regione nella quale un po tutta la classe dirigente lo è.Mi chiedevo soltanto,parlando del patto del Nazareno che teoricamente avrebbe dovuto riscrivere le nuove norme della Costituzione ed eleggere il nuovo presidente della Repubblica se le vicinanze tra esponenti dai due schieramenti ,in terra toscana,fossero spiegabili anche quell'appartenenza. Una domanda legittima.Una richiesta di trasparenza nel momento in cui si metteva mano addirittura alla Costituzione.
Non c'è nulla di male nell'essere iscritti.Non nego i meriti storici della massoneria ,anche se ho visto le sue deviazioni.Al Corriere ,purtroppo,negli anni 80'.Lo scrive molto bene Raffaele Fiengo nel suo libro IL CUORE DEL POTERE (Chiarelettere,2016).In altri paesi la massoneria è un soggetto pubblico.Trasparente.Da noi pare non esistere.Misteriosa.Sembrava addirittura scomparsa,dopo il caso P2 di Licio Gelli,al di là delle apparizioni pubbliche dei vari riti che hanno spesso una valenza un pò caricaturale e folcloristica.Da noi è un tabù.Si sussurra non si dice,si sospetta non si dichiara,si allude.Ho esagerato, forse,ma nulla mi toglie dalla testa che nel duello di rapporti di quella che Ernesto Galli della Loggia sul "Corriere" ha chiamato "consorteria toscana",le apparenze massoniche un ruolo lo abbiam giocato a continuamo a giocarlo.Del resto,poche settimane dopo il mio articolo su "LIBERO" ,diretto allora da Maurizio Belpietro,svelò le frequentazioni di Flavio Carboni e il suo interessamento per i vertici di Banca Etruria.Il vicepresidente della banca aretina Pierluigi Boschi,padre di Maria Elena,aveva incontrato il faccendiere sardo in un paio di occasioni durante le quali gli avrebbe chiesto consigli su chi mettere alla direzione generale dell'istituto.L'allora ministra delle Riforme,nel 2015,non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all'amministratore delegato di Unicredit.Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria.La domanda era inusuale da parte di un membro del governo dell'amministratore delegato di una banca quotata.Ghizzoni ,comunque, incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali,poi decise di lasciar perdere.L'industriale delle scarpe Rossano Soldini mi ha raccontato di aver avuto molti sospetti sul ruolo della massoneria locale nella gestione dell'Istituto.Elio Faralli,che ne fu padre-padrone per circa trent'anni,fino al momento in cui fu costretto a lasciare il timone a Giuseppe Fornasari,era notoriamente un massone.Soldini fece molte domande scomode,in particolare sul ruolo del consigliere Alberto Rigotti,il cui voto,probabilmente invalido,fu decisivo per eleggere Fornasari.Rigotti ebbe prestiti dalla banca,mai rientrati,e finì in bancarotta  con il suo gruppo editoriale.I consiglieri dell'Etruria godettero di affidamenti per un totale di 220 milioni.Gli  organi statuari erano del tutto ornamentali.Non sarebbe il caso di chiedersi se anche legami massonici odi altra natura non trasparente siano stati l'origine della concessione di troppi crediti facili e della distruzione di molti piccoli risparmi? A maggior ragione ora che alcuni istituti di credito vengono salvati con i soldi dei contribuenti? Alessandro Profumo ,ex presidente del Monte dei Paschi,il 15 giugno 2016,durante la presentazione del libro di Fabio Innocenzi SABBIE MOBILI.ESISTE UN BANCHIERE PER BENE? (Codice, 2016) rispondendo a una domanda  sul tracollo del Monte dei Paschi se ne uscì con questa frase:"La colpa è tutta della massoneria".Se ne parlò poco.Profumo mi spiegherà poi di avere avuto sempre la sensazione che ci fossero fili sotterranei,strane appartenenze.
E che il sospetto dei legami massonici emergesse sopratutto quando si emergesse sopratutto quando si trattava di assumere qualcuno,constatando i diffusi malumori per un no inaspettato .E ha usato un esempio dalla "Settimana Enigmistica".Unisci i puntini e scopri il disegno.Ma quanti sono i puntini? E qual'è il disegno?

mercoledì 17 maggio 2017

Il capitolo del libro di Ferruccio De Bortoli che ha fatto molto discutere (1/2)




Matteo Renzi è un grande comunicatore.E' una delle sue tante qualità.Ma forse lo è persino troppo.Il brillante ex sindaco di Firenze ed ex premier si pè sviluppato,in una bulimica bramosia di presenzialismo e di gestione del potere,nel dedalo infinito dei propri messaggi,SMS ,Whatsapp,Facebook,Twitter.Ha creato egli stesso un gigantesco groviglio del quale alla fine è rimasto prigioniero.In ogni singolo messaggio,in ogni singola apparizione è stato diretto ed efficace.qualche volta anche simpatico.L'insieme della sua comunicazione,studiata in occasione del referendum del 4 dicembre 2016 con l'inutile e costosa consulenza del guru Jim Messina è risultato invece eccessivo,sovratono,insincero.Un torrenziale discorso pubblico che ha prodotto una cacofonia indigesta.Dopo tre anni di governo,l'immagine del rottamatore sbiadisce inevitabilmente.Si è un pò meno giovani ,non è piu outsider.E da palazzo Chigi si è poco credibili nell'usare con disinvoltura il linguaggio dell'antipolitica.
Renzi ha la leadership nel sangue, la alimenta sin da giovane, ma dà l'impressione costante di non riconoscere radici nè da preparare eredità.Nella sua simbologia politica non c'è una storia cui ispirarsi,nemmeno la DC di La Pira, non c'è un'eredità da lasciare,di cui farsi carico.C'è lui e basta.Quello che c'era in precedenza è tutto da buttare,la prima repubblica,i partiti, il consaciativismo,e in parte non si può che dargli ragione,ma nel dopoguerra il paese è diventato,pur con un governo ogni anno,la settima potenza industriale al mondo.Per fortuna,dunque,c'è stato prima.Qualche merito andrebbe riconosciuto.E, parallelamente,quello che verrò dopo di lui non gli interessa piu di tanto.

Il governo Gentiloni è espressione della sua maggioranza,una costola del renzismo.Lo si potrebbe definire un esecutivo su procura renziana.Ma fin dal momento della sua formazione,la preoccupazione di Renzi è stata solo quella di garantirsi una quota di potere personale,esercitabile con i suoi piu fidati collaboratori,Maria Elena Boschi e Luca Lotti,non di far si che il governo retto dal suo ministro degli Esteri, espressione del partito di cui è segretario,sia messo nella condizione di fare il meglio possibile.E' un atteggiamento da statista? Non mi sembra.E' quello che ci si aspetta dal segretario del partito di cui è espressione diretta e quasi esclusiva il governo? No, di certo.Del resto nel febbraio 2014,appena vinte le primarie contro Cuperlo e Civati per la guida del PD,il neosegretario mandò all'aria il gabinetto retta da un esponente del suo partito.Enrico Letta.E, non pago,poco dopo bloccherà la nomina dello stessa  Letta a presidente del consiglio europeo.Quella carica poteva andare a un socialista,ma pur di favorire l'ascesa di Federica Mogherini al ruolo,prestigioso m secondario,di Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.Renzi ha rinunciato,favorendo così il popolare  polacco Donald Trusk.Letta ai vertici dell'Unione europea sarebbe stato piu utile all'Italia,per esempio nella complessa partita bancaria, e prezioso per la stessa famiglia socialista europea.senza con questo nulla togliere all'impegno e alla serietà della Mogherini.
L'ossessione dell'istante,la concentrazione sul presente e la visione tolemaica del potere,sono tratti significativi anche della comunicazione di Renzi.Non solo del suo modo di far politica. Nell'era della post verità mostra di essere particolarmente a suo agio.La coerenza non è una virtù della politica contemporanea.Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump,massimo twittatore al mondo,ne è ormai un profeta.Ma Renzi non è da meno.L'Italicum (ma tutti quelli che l'hanno votato non hanno nulla da dire?) era una legge perfetta:"Sarà copiata da mezza Europa" (marzo 2015).I titoli del Monte dei Paschi,ormai risanato ,erano assolutamente da comprare nel gennaio del 2016.
Un premier che dà consigli di borsa non c'era mai visto.Per non parlare della catastrofe economica di cui sarebbe stato vittima il paese se avesse vinto il no al referendum.In questo Renzi è stato aiutato da qualche esempio di post verità distillato da Confindustria e, persino dalla Banca d'Italia.
Con Renzi i rapporti personali sono stati sempre difficili,quando non inesistenti e conflittuali.La stilista Chiara Boni,che è tata per un breve tempo assessore per le comunicazioni e l'informazioni della Regione Toscana,fu la prima a parlarmi,con entusiasmo   e trasporto,del talento politico e della simpatia umana di Renzi,allora presidente della Provincia di Firenze.E,in effetti l'iniziativa promozionale del Genio Fiorentino fu certamente originale e di successo.I primi passi della carriera politica di Renzi sono stati seguiti con attenzione e con una costante apertura di credito dal Corriere Fiorentino,diretto da Paolo Ermini.L'edizione locale del Corriere sostenne la necessità di un cambiamento radicale della politica cittadina,in occasione delle primarie,vinte a sorpresa da Renzi,il 15 febbraio 2009.Un po come tutti, anche contro i suoi compagni di partito.Il sindaco uscente Leonardo Domenici aveva invitato il giovane collega ad "aspettare il turno".Un'intervista dello stesso Ermini a Renzi fu certamente un passaggio importante.Il candidato assicurava che si sarebbe dato come obiettivo principale la costruzione della nuova pista dell'aereoporto di Perentola (che non c'è ancora).Successivamente il giornale lo incalzerà sulla scarsa trasparenza che finanziamenti privati,sul degrado,sulla degenerazione della movida e sulla debolezza della sua squadra,difetto poi ripetuto su piu larga scala.Insomma,il "Corriere Fiorentino" concesse in un rapporto franco e dialettico ,un'importante apurtura di credito al candidato sindaco,mantenendola,seppur criticamente ,dopo la conquista di Palazzo Vecchio.E anche il Corriere ha sempre visto con una certa simpatia, e con l'adesione di alcuni suoi commentatori e giornalisti,l'ascesa di Renzi alla segretaria del partito,sia nelle primarie perse,nel novembre-dicembre 2012,sua in quelle poi vinte l'8 dicembre 2013.Se ne lamentano i bersaniani.
Renzi appariva l'espressione della modernità,il coraggio della rottura,seppure già allora con qualche uscita remeraria e un solipsistico complesso del potere personale.Perchè allora i rapporti si sono poi così irrimediabilmente deteriorati? Non escludo di aver avuto qualche colpa personale.Avrei dovuto chiamarlo,chiedergli un incontro (cosa che feci in seguito,quando era già segretario del Pd,ma non fu mai possibile).Avendolo definito un "maleducato di talento" ,devo ammettere che un pò maleducato con lui sono stato anch'io.Un giorno arrivò in via Soflerino,era il 22 novembre 2012,per essere intervistato dal "Corriere.it".C'erano le primarie che avrebbe perso al ballottaggio con Bersani.Io non sapevo che sarebbe arrivato.Mi avvisarono solo all'ultimo momento.E, nella preoccupazione di non far tardi al mio appuntamento,parlai con lui solo qualche minuto nel corridoio.Un po in fretta,lo riconosco.Avrei dovuto invitarlo nella mia stanza e trattarlo con maggior riguardo.Con Renzi c'era Maria Elena Boschi.Sono stato cortese anche con lei.
Renzi è piuttosto disinvolto nell'uso dei social network e predilige la comunicazione rap degli SMS.Da lui, segretario del PD, ne ho ricevuti alcuni sinceramente insulsi.In uno se la prendeva perchè iil giornale aveva ripreso una fotografia di "Chi" che non credo, viste le successive apparizioni,gli sia stata rubata,carpita con l'inganno.In un altro si lamentava per un servizio nel quale si parlava dei suoi trascorsi sportivi alla Rignanese,con relativa foto.E poi altri,sugli articoli che non gli garbavano,per usare un verbo toscano,con giudizi sprezzanti sul giornale e su chi lo dirigeva.Io non ho mai risposto.;ma ho capito in seguito che l'attacco al "Corriere" faceva parte di una sorta di strategia contro i cosidetti poteri forti.Una continuazione naturale della rottamazione renziana.Il 27 maggio 2013,dopo la commemorazione notturna dell'attentato di via dei Georgofili ,attaccò pubblicamente in piazza della Signoria me e i miei azionisti,sopratutto le banche.Ermini gli rispose a tono.Nella strategia di potere di Renzi era piu funzionale avvicinarsi alla "Repubblica" (ospiterà a Firenze in gran pompa,un'edizione di Repidee) che,peraltro con la sua edizione locale aveva avuto piu simpatie per Enrico Rossi che per lui.Il "Corriere" dunque era un nemico,pare di quell'establishment che, nella narrazione renziana,andava colpito.Distinguere il giornale dai suoi tanti, troppi, proprietari di allora,no? Troppa fatica?
Il rosario di SMS poco piacevoli continuò con Renzi al governo.E i toni si fecero piu duri. L'episoìdio che mi lasciò di stucco accadde in occasione delle sue brevi vacanze,siamo nell'agosto del 2014, in un albergo di Forte dei Marmi di proprietà di un suo amico.Il collega Marco Galluzzo,che lo seguiva con professionalità e rispetto, prese una stanza nello stesso albergo.Niente di male.L'albergo era aperto a tutti.Non riservato solo a lui.Il messaggio del presidente,particolarmente piccato,lamentava una violazione inaccettabile della sua privacy.Aveva incontrato Galluzzo nella hall e il collega lo aveva salutato.Tutto qui.Io stavo al mare,in Liguria,non sapevo assolutamente nulla.Al telefono,Galluzzo mi spiegò di essere stato avvicinato  dalla scorta del premier che gli aveva intimato di lasciare subito l'albergo con la moglie e i figli.Mi fu possibile solo salutarlo e per un attimo stringergli la mano,poi cominciò a gridare,lasciando di stucco i tavoli degli altri ospiti,gruppi francesi,tedeschi e russi.E anche Agnese,che mi rivolse uno sguardo di comprensione,quasi di vergogna.Gridava talmente forte,inveendo contro il "Corriere" che invadeva la sua privacy,che la scorta accorse come se lui fosse in pericolo.Venni anche strattonato.Dovetti alzare la voce per dire al caposcorta di non permettersi.Lui reagì minacciandomi.Mi disse che tutta la mia giornata era stata monitorata  dal momento in cui avevo prenotato una camera nello stesso albergo,e che di me sapevano tutto,anche con sgradevoli riferimenti,millantanti o meno conta poco ,alla mia vita privata.Insomma intollerabile.Se Berlusconi avesse fatto una cosa simile saremmo tutti insorti.Quella fu l'unica volta nella quale risposi a un SMS di Renzi,dicendogli in sostanza che non volevamo assolutamente attentare alla privacy della sua famiglia ,era sempre in un luogo aperto al pubblico, non era accettabile che il collega venisse minacciato dalla scorta.E con quella frase sibillina sul giornalista spiato,poi.Seguì SMS di risposta. Piu morbido.Per tagliar corto.

da POTERI FORTI (O QUASI)-Ferruccio De Bortoli  (La nave di Tesco)

martedì 16 maggio 2017

EFFETTO THERESA MAY:.disabili costretti a vivere con 100 sterline al mese"



La premier britannica si è avventurata ieri in un mercato dell'Oxfordshire ma è stata affrontata da una lettrice disabile che gli ha rinfacciato i tagli ai suoi sussidi:"Non posso  vivere con 100 sterline al mese,mi hanno portato via tutto",ha inveito Cathy Mohan,mentre Theresa May tentava con difficoltà di interloquire.
Un incidente imbarazzante che si verifica al primo tentativo della pre
mier di uscire dalla "bolla" nella quale il suo staff la teneva rinchiusa.L'imprevisto contrattempo,se cosi lo si vuole definire,è avvenuto proprio nel giorno del disvelamento di un programma definito "il manifesto rosso" dei conservatori:una serie di iniziative con.cui Theresa May punta a togliere il terreno sotto i piedi a una sinistra laburista già agonizzante.

Corriere della Sera del 16 maggio 2017

lunedì 15 maggio 2017

Pillole di EUROSCHIFEZZE



Nel 2008 grazie alla crisi mondiale l'Europa ha avuto l'opportunità di dimostrare quello che vale veramente.Risultati? Zero.Sono state salvate le banche e massacrate le piccole-medie imprese, famiglie ed è aumentato il lavoro precario.Questa Europa va azzerata.

"La Corte dei conti europea calcola errori nei pagamenti pari al 4,4% di tutte le uscite,per 6,3 miliardi di euro.Questi però rappresentano solo parte del denaro utilizzato male:"il livello di errore non misura la frode,l'inefficienza o gli sprechi."

"Autostrade spacciate per urgenti.Ma dopo gli investimenti il traffico effettivo è pari alla metà delle previsioni."

"Per il tonno del Mozambico la Ue non bada a spese,mostrando un'impareggiabile bontà d'animo.Lo compra a un prezzo superiore di circa sei volte a quello negoziato."

"I funzionari dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno ricevono la speciale indennità di disponibilità,anche se in congedo malattia,in missione all'estero o in ferie."

"Con i fondi europei tre corsi di formazione vengono pagati a una società a un prezzo che meriterebbe un riconoscimento internazionale per quanto è gonfiato:13,8 volte piu elevato dell'importo corrisposto ai suoi subappaltatori."

"Errori in quasi il 40% degli appalti pubblici.E in 172 operazioni della direzione generale agricoltura su 345."

"Un immobile su cinque del Servizio europeo per l'azione esterna non viene adoperato ma nemmeno venduto.Con tutti i costi superflui che ne derivano."

"Aiuti a pascoli inesistenti:le aree interessate sono coperte dalla vegetazione,sono piene di cespugli,arbusti e alberi e in qualche caso sono rocciose.Le pecore non ci pensano proprio a calpestarle."

"Rettificato sette volte il bilancio 2014.I pagamenti passano da 135,9 miliardi di euro a 142,5.Il balzo è da primato."

"La Commissione europea,attivissima nel richiamare gli stati per il rispetto delle regole dell'euro,presenta un deficit eccessivo:4,8% ,molto superiore al tetto del 3% del trattato di Maastricht."

da EUROSPRECHI-Roberto Ippolito (Chiarelettere)

domenica 14 maggio 2017

JOSEPH STIGLITZ:"Questo euro giova soltanto ai paesi ricchi"




L’unione monetaria non è un processo irreversibile, «l’euro può finire, niente è per sempre». Nulla è intangibile e immutabile, «almeno per ciò che attiene all’uomo», è convinto Joseph Stiglitz. Arriva al Sant’Anna di Pisa alle 15. L’ateneo d’eccellenza, insieme allo Iuss di Pavia, gli conferisce un dottoratohonoris causa. «Euro. Perché sta fallendo e come salvarlo» è il titolo della lectio magistralis. Agli allievi si rivolge con le slide, ogni tanto una battuta. Poi affondi. Contro la Troika, l’Ue, i politici. Si prova sempre una sorta di raggelante imbarazzo di fronte a un premio Nobel, l’inconfessato timore di essere condannati a scontare il peccato d’omissione al cospetto del genio, per non aver studiato, riflettuto, letto abbastanza per riuscire anche solo a sfiorarlo, a orbitargli intorno e sfruttare così il magnetismo della sua grandezza. Eppure la grandezza è semplice, diretta, un campo gravitazionale capace di abbracciare tutto e tutti, di riconoscere la verità elementare laddove fino a poco prima a noi sembrava imperscrutabile. E così l’economista americano non ha difficoltà a dire che «l’austerity è una sciocchezza» o che per la crisi di Monte dei Paschi di Siena «dovevano essere i manager e i politici a pagare, non i risparmiatori».

Professor Stiglitz, per il ministro delle Finanze tedesco Schäuble l’euro è irreversibile.

«Schäuble obbedisce alle regole europee come fossero irreversibili, ma standard come quelli fissati per deficit/Pil non hanno alcun fondamento in economia. L’euro deve cambiare e non è vero che le istituzioni non possono farlo. In Europa le nazioni ricche si stanno arricchendo, quelle più povere non si sviluppano. Stanno aumentando le diseguaglianze».

Questo è un motivo di instabilità per l’Ue?

«L’unione monetaria può finire. Niente è per sempre. I ministri delle finanze e i politici europei devono sostenere che l’euro non finirà mai per non generare panico sui mercati e quindi, sì, processi irreversibili, ma il ministro tedesco stesso sostenne che la Grecia sarebbe potuta uscire. Molti Paesi potrebbero farlo e se succedesse avremmo semplicemente una Ue con meno membri».

Alcuni paesi, come Spagna e Germania, crescono. Perché l’Italia no?

«La Germania, dall’entrata nell’euro, ha beneficiato di un tasso di cambio sottovalutato nelle esportazioni. E produce alta tecnologia, non subisce la concorrenza della Cina. La Spagna, con la depressione ha toccato il fondo, non poteva che risalire. Per l’Italia è diverso. Con l’entrata nell’euro, il tasso di cambio del vostro paese è stato sopravvalutato, penalizzando l’export. Fuori dall’euro l’Italia potrebbe attivare manovre di svalutazione e politiche per la crescita. Ma investite poco sull’educazione e i vostri ricercatori fuggono all’estero per rimanerci, anche se i costi dell’istruzione sono stati sostenuti dallo Stato. L’Italia ha perso 20 anni con Berlusconi: in quel periodo non ha investito né stimolato la produttività».

Cosa pensa di Renzi?

«Non ho elementi per giudicare».

all’Italia suggerirebbe di uscire dall’euro?

«Confido in Macron & friends, Francia e Italia possono convincere la Germania e i Paesi nordici a cambiare le regole dell’euro. Con quelle giuste può funzionare. Non è una questione di politiche economiche, ma di politica».

Schäuble è un paladino dell’austerity e si professa campione della crescita.

«L’idea che l’austerity porti alla crescita si basa sulle teorie della contrazione espansiva. Un non sense. Non sono supportate da alcuna evidenza scientifica e pratica, sciocchezze. Sorprende che Schäuble non abbia imparato uno dei principi base dell’economia. Per la crescita serve un piano di investimenti europeo con fondi provenienti dagli Stati e dalla Bei (la Banca Europea degli Investimenti, ndr). E Italia e Grecia sono i paesi che dovrebbero aumentarli di più».

Trump ha annunciato politiche protezioniste. Tasse per chi delocalizza e dazi sull’import. Per l’Italia un pericolo?

«Fortunatamente non ha avuto successo, nessuna delle sue proposte è stata realizzata. C’è molta retorica nelle sua politica. Ma è molto improbabile che il Congresso americano faccia passare misure del genere. Se succedesse sarebbero molto dannose per l’economia mondiale».

In Italia e in Toscana abbiamo sperimentato il bail-in, la norma che consente il salvataggio delle banche ma al prezzo di bruciare risparmi dei cittadini. Da cambiare?

«Le regole del bail in possono essere molto pericolose. Investitori e azionisti potrebbero 
essere indotti a ritirare investimenti ingenerando così una nuova crisi. Meglio un meccanismo di supervisione comune e una assicurazione sui risparmi».

Giusto salvare Mps con i soldi dello Stato? 

«Quando siamo in una situazione di crisi, come con Mps o come è avvenuto negli Usa nel 2008, penso che le banche e i risparmi debbano essere salvati, ma si devono salvaguardare i correntisti e i risparmiatori e serve un principio di responsabilità, etico. I manager, e nel caso di Mps anche i politici, dovrebbero essere chiamati a rispondere dei disastri che hanno generato».

Siamo al Sant’Anna, qui si studiano tecnologie avanzate. Sono la promessa di un baratro per il lavoro o una speranza?

«Sono fiducioso per il futuro. Le tecnologie possono aumentare la produttività e ridurre le diseguaglianze. Ma i benefici di questa rivoluzione non devono cadere nelle mani di pochi»

da IL TIRRENO (Livorno) del 13 maggio 2017



venerdì 12 maggio 2017

Dagli Usa:"La colonizzazione dell'Europa non è ancora finita..."



Si sa che l'America e gli inglesi  hanno sempre mirato alla egemonia del Mediterraneo su cui domina la posizione geografica dell'Italia,e sulla quale gli stessi inglesi hanno sempre voluto mettere le mani.Oggi questo progetto è sempre piu  realistico poichè la strategia usata nei confronti dell'Italia  e dell'Europa è quella di indebolire la struttura politica,economia e finanziaria oltre che l'anima stessa affinchè si pieghi piu docilmente a divenire una colonia Usa a tutti gli effetti,permettendo loro l'ingresso di diritto nell'area appetibile del Mediterraneo su cui si affacciano i paesi del Mediterraneo su cui si affacciano i paesi mediorientali che verrebbero dominati da sunniti turchi ,sauditi ed ebrei.Gli ebrei d'Oriente e d'Occidente avrebbero finalmente la loro terra promessa sufficiente per la crescita demografica che il lembo di terra a suo tempo ad essi assegnato,non avrebbe potuto contenere.

PAUL  CRAIG ROBERTS

giovedì 11 maggio 2017

GLI ULTRÀ DELL'EURO.Marcello Esposito (Repubblica Affari e Finanza)



L'euro ha consentito all'Italia di liberare spazi immensi nel proprio bilancio pubblico,prima con il processo di convergenza dei tassi d'interesse italiani al livello tedesco e poi con la politica monetaria ultra-espansiva che ha caratterizzato il mandato di Mario Draghi.Bisognerebbe ricordare a tale proposito che i tassi a zero sono possibili solo se un paese come la Germania presta la propria credibilità ad un paese come l'Italia.Sta a noi italiani,non all'Europa decidere come orientare il flusso di risorse reso disponibile dall'euro.
Piu che sulla moneta unica in se,un paese maturo dovrebbe quindi domandarsi se è stato corretto usare il dividendo dell'euro per aumentare la scena pubblica corrente,eliminare la tassa sulla prima casa o infittire la selva di bonus alla nostra manifattura incentivando investimenti dalla produttività così bassa da richiedere il sovvenzionamento statale.Il crollo della spesa pubblica dalla adozione delle "stupide" regole di Maastricht e dalla credibilità anti-inflazionistica che la Bundesbank ha portato in dote alla Bce,ha protetto per 20 anni l'Italia dal rischio di default e ha consentito al nostro paese di mantenere un sistema di welfare "occidentale" pur in presenza di un invecchiamento progressivo della popolazione.

Il fatto è che nelle condizioni delle finanze pubbliche italiane la decisione di non entrare nell'euro (allora) o di uscire (oggi) significa defaultare sul debito pubblico.Il giorno stesso in cui l'Italia dovesse annunciare l'uscita dall'euro si scatenerebbe la fuga dei capitali dal paese e la corsa ai bancomat,come abbiamo visto accadere in Grecia.Se la Grecia è riuscita a sopravvivere nell'estate del 2015 è solo perché tenacemente aggrappata all'Europa e la Bce ha potuto rifornire di euro i Bancomat.Se però l'Italia decidesse di abbandonare l'euro,per trattenere i capitali necessari a rifinanziare il debito in scadenza,il tesoro dovrebbe offrire tassi d'interesse così elevati da rendere prospettivamente insostenibile il servizio del debito pubblico.In alternativa,bisognerebbe chiudere ermeticamente le frontiere ai movimenti di capitale,ridenominare il debito in lire e monetizzarlo.Isolarsi dal mondo per il tempo necessario a dimezzare il peso reale del debito attraverso il default o l'inflazione...facile a dirsi,ma impossibile da farsi sopratutto per un paese trasformatore come il nostro (oggi) pienamente integrato nelle filiere produttive globalizzate.

REPUBBLICA AFFARI E FINANZA -8 maggio 2017

Si parla tanto di fake news...ma le scemenze che ha scritto Esposito sulla Grecia cosa sono? Se io scrivo un post dove parlo della situazione drammatica del popolo greco che sta morendo di fame e malattie,mi etichettano come uno che fa circolare false notizie.
Per quanto riguarda l'euro, la risposta a questo giornalista a servizio della dittatura europeista gliela da Claudio Borghi nel suo libro Basta Euro che si può scaricare gratuitamente in rete.

mercoledì 10 maggio 2017

Ha vinto Macron? I francesi sono stati "drogati" bene



La vittoria di Emmanuel Macron in Francia conferma che la stragrande maggioranza del popolo "drogato" non ha ancora capito che il mondo lo comanda la finanza,i grandi colossi bancari,le grandi multinazionali ma soprattutto non considerano pericolosi i banchieri o gli speculatori finanziari,i primi tifosi di Macron.Un professore populista nazifascista ci descrive da che mondo viene il nuovo presidente della Francia:

"La cultura del denaro funziona da schermo.La cultura capitalista,in seno alla quale il valore si misura attraverso il patrimonio finanziario e gli oggetti di lusso,presso i ricchi,e attraverso eventuali colpi di fortuna e il rapporto qualità/prezzo presso i consumatori medi e i poveri,ha comportato lo sviluppo di patologie specifiche,rendendo alcuni strutturalmente avari e cinici,altri disincantati e avidi.Li si osservava negli stati indebitati e in mezzo a popolazioni impoverite intenti a formentare azioni losche per accrescere ancora il valore dei loro portafogli di azioni,del loro patrimonio immobiliare,dei loro fondi neri depositati offshore.Indifferenti alla miseria del mondo,per loro ogni cosa è una questione di aritmetica,come se ormai le cifre,lungi dal rivelare crisi e sofferenze,valessero in se stesse e scaturissero unicamente da un gioco,incapace di pensare in altro modo un sistema del quale approfitta solo in maniera sporadica ,per duro caso e senza padroneggiare le regole,la classe medi resta nel suo recinto,una casa propria che è quasi terra d'asilo dove  conserva la speranza che si prolunghi ancora un po' il godimento di beni di cui,peraltro,lei stessa non controlla mai del tutto i modi di approvazione.I suoi comportamenti stereotipati diventano per lei un modo per attestare la propria sottomissione,adottare un comportamento mediocre in previsione di ottenere mezzi mediocri.La minaccia del disincanto è continuamente presente.L'evasione nel divertimento e i farmaci psicotropi che il regime le descrive in abbondanza  dimostrano la presenza di mali che incombono incessantemente su di lei.Dal canto suo gli indigenti,i popoli dell'Africa o di altre parti del mondo che il capitale colonizza senza pietà,corrono il rischi della cupidigia,visto il modo in cui vengono soggiogati  dalla cultura occidentale del denaro.Li il denaro sembra spuntare dal nulla,per indirizzarsi sempre verso contrade lontane.È di passaggio.Lo si sa investire di valore,ma in funzione di modalità,considerazioni e realtà esrranee alla vita  economica alla quale è associato.Dato che non scaturisce dall'organizzazione della comunità,il denaro si presenta già di per se come destinato alla sottrazione,alla malversazione.Poiché il sistema culturale occidentale ha imposto al mondo il proprio gioco del denaro e lo ha in tal modo corrotto,le  con le stesse modalità.




martedì 9 maggio 2017

Giletti perché nella tua Arena non parli dei danni della Finanza?



Tra il 2006 e il 2008 il prezzo del petrolio è passato da 60 a 144 dollari al barile,per poi ritornare a 50.La medesima oscillazione si è avuta nel 2014-2015 .Non risultano in questi periodi,scoperte di nuovi giacimenti o rivolte arabe che abbiano t cosi pesantemente il prezzo.A cavallo del 2008,il prezzo di grano e mais è raddoppiato:non si sono registrate alluvioni o invasioni di cavallette che abbiano devastato il prezzo.
Sempre nel 2008,il prezzo delle 25 principali materie prime,agricole e non,è aumentato contemporaneamente:un fatto piu unico che raro nella storia dell'umanità.Non è difficile pensare che la causa di tutto ciò sia la speculazione finanziaria,possibile grazie agli strumenti che escono dall'ambito strettamente finanziario e schiacciano l'economia reale.
Prima del 2008 il ruolo delle banche centrali era relativamente semplice,dato che la leva su cui potevano operare era principalmente quella dei tassi d'interesse.Un aumento rendeva il denaro piu caro,quindi poteva costituire un freno all'inflazione in caso di boom dell'economia.Al contrario,una riduzione dei tassi poteva aiutare la ripresa in caso di recessione.Con la crisi del 2008 queste semplici strategie non erano piu efficaci e si sono dovute sperimentare soluzioni diverse,anche se forse non del tutto nuove.
In dodici mesi,tra il giugno 2011 e il giugno 2012 sono defluiti dall'Italia circa 235 miliardi di euro di investimenti compresi tra il 7% e il 12%, il valore trasferito alle banche ammonterebbe a 17-30 miliardi.Una cifra spropositata per i pessimi prodotti offerti.Un comportamento intollerabile ,che le Autorità di vigilanza avrebbero dovuto impedire,contrastare e sanzionare severamente.

lunedì 8 maggio 2017

QUELLO CHE I GIORNALISTI NON TI DICONO.Trovate armi della NATO in mano all'Isis




Per fortuna esistono tv e siti stranieri che fanno informazione senza paura.

Secondo le immagini diffuse su questo sequestro, tutte le armi e le munizioni, confiscate nelle regioni attigue alla centrale idroelettrica della riferita città, risultano di fabbricazione turca e di proprietà della NATO.
Tra gli armamenti si evidenziano i missili anticarro M72 LAW, di uso abituale da parte dei terroristi dell’ISIS prodotti dalla ditta turca MKEK (sigla in turco del produttore).
Gli armamenti confiscati includono, tra gli altri, un mortaio da 120 mm. e la sua base, un Kalashnikov e quattro casse di proiettili, un lanciamissili multiplo Katyusha, due archi di mortaio e vari proiettili di mortaio, 100 componenti di mortaio e di obici , una rampa di mortaio da 82 mm., un sacco di proiettili BCK, due radio digitali Hytera, una cassa da 27 mm. DHSK, 20 cartucce da mortaio da 120 mm., 26 cartucce da mortaio da 60 mm. e un sacco di capsule da mortaio.
Armi della NATO trasportate dalla Turchia in Siria
Allo stesso modo, le forze curde hanno potuto sequestrare veicoli blindati di fabbricazione USA come Humvee, un veicolo militare Reo e un camion pick -up di marca Ford, tutti inviati dal territorio turco.
Con riferimento ad equipaggiamenti accessori, aggiungono le fonti, sono stati confiscati una videocamera di marca Sony, un notebook portatile , un telefono ed alcuni documenti della banda terrorista.
Tutto l’equipaggiamento, secondo le fonti locali, risulta di fabbricazione turca o made in USA, e tutto con sigle identificative della NATO che si presume sia arrivato nelle mani dei terroristi attraverso la Turchia.
Con il fine di rovesciare il Governo del presidente siriano, Bashar al-Assad, controllare i movimenti dei curdi vicino le sue frontiere, e sotto il pretesto di combattere contro il terrorismo, la Turchia ha fatto l’impossibile per ravvivare le fiamme del conflitto nel paese arabo.
Rispetto a questo, la Turchia ha favorito, tra le altre misure , l’invio in Siria di elementi armati, mercenari jihadisti, terroristi, come nello stesso tempo ha fornito a queste bande armamenti ed aiuti di vario genere.
Nota:  Questo sequestro di armi trovate nei magazzini dei terroristi è soltanto uno dei tanti effettuati dalle forze curde, dall’Esercito siriano e da Hezbollah, in cui vengono sempre ritrovate armi di fabbricazione USA e con codici identificativi della NATO. Non rappresenta quindi una novità ma una ulteriore conferma che i terroristi dell’ISIS, nonostante le dichiarazioni ufficiali dei Governi, ricevono rifornimenti ed appoggio dalle potenze (USA, Arabia Saudita e Turchia) interessate a rovesciare il Governo di Damasco e smembrare il paese.
D’altra parte ci sono le dichiarazioni di alcuni degli stessi esponenti dell’establishment USA che confermano di questo appoggio fatto dai servizi di intelligence USA o direttamente dall’Esercito turco.
Il doppio gioco sul conflitto in Siria da parte di Washington ed Ankara continua, al di fuori delle apparenze. I gruppi terroristi islamici sono stati utilizzati, con tutta evidenza, per destabilizzare la Siria e favorire gli interessi delle grandi potenze. Questo dovrebbe far aprire gli occhi a coloro che che hanno creduto a tutte le falsificazioni della propaganda occidentale su questo conflitto che dura da oltre sei anni.

HISPAN TV

domenica 7 maggio 2017

Il problema dei derivati...altro che stipendi dei parlamentari!




Un sindaco può sottoscrivere un derivato molto sbilanciato che,a lui, permette di incassare oggi un bel pò di quattrini.Sono denari che gli consentono di fare bella figura con i propri elettori,finanziando nuovi investimenti o,semplicemente ,aiutandolo a sostenere la spesa corrente.Per chi verrà dopo, però, la fregatura è certa;il derivato che il Comune ha sottoscritto era strutturalmente squilibrato e il flusso degli interessi da versare alla banca negli anni successivi sarà sicuramente negativo.
Se ti considerano tutte queste voci,si vede che il costo,si vede che il costo dei derivati di Stato italiano è molto piu ingente di quello determinato dai semplici interessi.
In cinque anni lo Stato italiano ha dovuto sostenere un complessivo di 23,5 miliardi di euro per onorare le perdite che ha subito sui derivati.
A partire dal 2014 la Ue ha modificato i principi contabili utilizzati per classificare le diverse voci di bilancio degli Stati membri.Il professor Pisauro aveva dunque preferito utilizzare la vecchia classificazione ,al fine di poter ricostruire i numeri di un periodo piu ampio andando indietro nel tempo fino al 1998.L'Ufficio parlamentare di bilancio,tuttavia, aveva fornito anche i calcoli con la nuova classificazione,pur se limitatamente agli anni 2011-14.
L'Istat e l'Unione europea, sono tenuti a diffondere i dati sui derivati.Ecco come il vero conto dei derivati è saltato fuori:grazie a una decisione di Bruxelles,che ha cambiato i principi contabili.Scrive l'Istat nella nota metodologica che accompagna la divulgazione:le poste di aggiustamento del debito pubblico includono "le passività generate da operazioni particolari come il riacquisto di swaption,la cancellazione di contratti derivati,la ristrutturazione di derivati".Non sono oneri finanziari,,ma vengono quantificate grazie a un'altra voce  statistica che lo Stato è ora tenuto a divulgare,ovvero l'effetto che producono sul debito pubblico.

venerdì 5 maggio 2017

THEODORE POSTOL:"L'attacco col gas in Siria?Mai avvenuto"



L'attacco all'agente nervino che non è mai accaduto".Theodore Postol,professore emerito di scienza,tecnologia e politica nazionale al Massachussets Institute of Technology,già consigliere scientifico del capo delle operazioni navali della Marina militare statunitense ed esperto di missili balistici intercontinentali Mx,liquida così il 18 aprile sul suo blog la ricostruzione dall'attacco chimico alla città siriana di Khan Shaikun fatta dalla Casa Bianca.Il raid ha provocato 80 vittime e ha innescato la rappresaglia americana sulla base aerea siriana di Shayrat.
In sostanza,usando la geometria planetaria e misurando l'ombra di un reporter completamente privo di protezioni vicino a un cratere scavato da un missile:che è atterrato su una strada.Postol stabilisce che l'attacco è avvenuto attorno alle 7,30 del 4 aprile.La foto del giornalista è stata scattata alle 10,50.Secondo il professore del Mit le vittime sarebbe ro arrivate all'ospedale di Khan Shaikun fra le 9 e le 10,30.  Il vento avrebbe dovuto scagliare la nuvola venefica del gas su un villaggio a circa 300 metri dal cratere,ma non è stata mandata in onda nessuna immagina della carneficina che avrebbe dovuto provocare in quel piccolo centro abitato.
Nell'analisi di centinaia di fotogrammi,tratti anche da Twitter,annota Postol,si vedono solo una pecora e qualche uccello senza vita.I 18 video delle vittime,osserva il docente,sicuramente non sono stati girati nel villaggio,ma in una galleria scavata nella roccia.Tutti mostrano la stessa sequenza di bimbi,donne e anziani intossicati o morti.A Khan Shaikun è stato colpito invece uno stabilimento industriale per la raccolta e la conservazione del grano.Secondo Postol potrebbe essere stato preso di mira lo stesso 4 aprile o addirittura prima.Le immagini di Google Earth dall'alto rivelano che il cratere della foto scattata al reporter di Khan Shaikun è la traccia di un razzo che ha mancato i silos del complesso.

QUOTIDIANO NAZIONALE.Venerdi 5 maggio 2017 -Lorenzo Bianchi

giovedì 4 maggio 2017

WALL STREET JOURNAL:"L'abbandono dell'austerity è il cambiamento piu sottovalutato del 2016"



Quello che il Wall Street Journal ha definito il cambiamento piu sottovalutato del 2016 sta avvenendo in tutto l'Occidente piu Cina e Giappone.È l'abbandono dell'austerity.In alcune nazioni la svolta è conclamata.Ma il cambiamento è netto e generale.Che cosa stia accadendo nella realtà lo illustra uno studio realizzato dagli economisti della banca americana JP Morgan Chase.Il segno netto delle politiche di bilancio in tutto il mondo sviluppato è cambiato proprio tra il 2015 e il 2016.La direzione del cambiamento è univoca,anche se i mix di misure variano tra chi privilegia la riduzione delle imposte e chi punta piu sull'aumento della spesa pubblica.Tutti insieme,all'unisono,si muovono verso l'abbandono del rigorismo e qualche dose di stimolo alla crescita.La dimensione di questi cambiamenti può essere modesta,ma il nesso con il clima politico è evidente.Greg Ip,sul Wall Street Journal,ci vede il risultato dell'ascesa globale dei populismi".In America  il termine non è mai stato dispregiativo.Populismi di destra e di sinistra vengono considerati tutti quei movimenti che vogliono ricondurre la democrazia americana alle sue origini:"We,The People".
L'analisi grafica del rapporto JPMorgan è istruttiva perché tutte le maggiori economie avanzate,Occidente piu Giappone,sono raffigurate da linee rette che muovono nello stesso senso:verso un segno + della politica di bilancio,quello che si ottiene facendo il saldo netto fra la pressione fiscale (che sottrae domanda ai consumi e agli investimenti) e la spesa pubblica (che accresce la domanda stessa).Per la prima volta dal 2009,conclude JPMorgan,l'impatto complessivo delle politiche di bilancio è di stimolo alla crescita.
Gli Stati Uniti non hanno mai sposato l'austerity come dottrina ufficiale,tantomeno i parametri di Maastricht.Nel buio della crisi del 2009 Barack Obama varo' una maximanovra da 800 miliardi,che face schizzare il rapporto deficit/Pil al 12%,il quadruplo del limite consentito dal Patto di stabilità europeo.I sette anni di crescita Usa cominciano proprio li.
L'Inghilterra è un altro caso da manuale.Tra le vittime dello shock Brexit va annoverato anche l'obiettivo di un bilancio in pareggio,a cui teneva David Cameron e che la nuova premier Theresa May tacitamente abbandona.
Il Giappone ha varato l'equivalente di 73 miliardi di programmi di investimenti pubblici.C'è anche il caso della Cina,seconda economia del pianeta ancorché emergente.Pechino come Washington non ha mai aderito all'austerity,ma in questo momento si allontana ancora piu di prima dal rigore del bilancio pubblico.Pur di contrastare il vistoso rallentamento nella crescita cinese,il presidente Xi Jinping torna a manovrare con vigore le leve dell'investimento pubblico.L'austerity è defunta,anche se celebrarne il funerale apertamente è un gesto politico che molti esitano a fare.

Gli Stati Uniti non li prendo.mai come modello.Nonostante la maximanovra di Obama,il disagio negli Usa è a livello elevatissimo tanto che gli americani,soprattutto i ceti medio-basso, hanno votato Trump.
Il Giappone invece è da imitare...con la propria moneta e banca centrale pubblica.

mercoledì 3 maggio 2017

A Strasburgo si lavora molto...



Il Parlamento europeo ha 3 sedi:una a Bruxelles,una a Strasburgo e una a Lussemburgo.
Bruxelles è in pratica la sede principale,è la piu attiva,in continuo fermento anche se si limita a ospitare le riunioni delle commissioni e le sessioni plenarie aggiuntive.Le sessioni plenarie mensili spettano a Strasburgo che,sulla carta è la sede ufficiale,ma queste si svolgono solo per 4 giorni al mese,da un lunedi a un giovedi,quindi per 317 giorni l'anno l'enorme doppio palazzo di Strasburgo resta vuoto: 220.000 metri quadrati,la torre alta 60 metri con 17 piani,l'emiciclo,l'edificio ellittico in vetro e metallo,il giardino d'inverno vengono abbandonati.A Lussemburgo si trova il segretario generale con i relativi servizi.La tripla sede è stata del Consiglio europeo di Edimburgo,in Scozia,nella riunione dell'11 e 12 dicembre 1992.L'accordo raggiunto dai quindici paesi allora membri e valido per gli altri aderenti successivamente è contenuto in un protocollo allegato al Trattato di Amsterdam del 1997,che per ironia della sorte costituisce il primo importante tentativo di riforma delle istituzioni europee.

Da EUROSPRECHI-Roberto Ippolito (Chiarelettere)

Ma siccome parliamo del parlamento europeo,i grandi giornalisti queste cose non le devono dire perché l'unica ricetta è quella del PIU EUROPA.

martedì 2 maggio 2017

Il sociologo Luca Ricolfi:"Sbagliata la globalizzazione sfrenata"




"L'Italia è l'unico Paese d'Europa in cui il 95% dell'offerta politica è populista.Populisti sono Lega,Movmento 5 Stelle, Fratelli d'Italia.Ma populisti,a loro modo, sono anche i partiti di Renzi e Berlusconi,perchè populista ed euroscettica  la loro diagnosi dei mali del Paese:dare la colpa dei nostri guai alla signora Merkel e alle regole europee è la strada piu sicura per restare intrappolati per sempre nel pantano  in cui noi stessi ci siamo cacciati".

"Quando si parla di globalizzazione e di circolazione mondiale,si deve tenere presente che i tipi di cose che circolano sono quattro: merci,persone,capitali,segni.Si può mettere qualche freno alla circolazione delle merci e delle persone,ma è molto difficile farlo con i capitali,ed è praticamente impossibile bloccare la circolazione dei segni:immagini,testi,programmi,software".

"Quello che è andato in modo non previsto non è la globalizzazione,ma sono i suoi effetti.Quasi tutti,nel  ventennio seguito alla caduta del muro di Berlino,erano convinti del carattere benefico della globalizzazione;oggi quella convinzione ha lasciato il posto a scetticismo,paura,disillusione".

"Aprirsi alla concorrenza,così velocemente e senza rete,è stata un'ingenuità dei Paesi avanzati,La concorrenza,che in condizioni normali promuove la prosperità,può essere distruttiva se le autorità che regolano il mercato non assicurano un minimo di condizioni comuni ai competitori.Se si consentono la contraffazione dei marchi,il pirataggio del software,lo sfruttamento intensivo della manodopera,il dumping salariale,regimi fiscali iper favorevoli fondati sul contenimento del welfare,allora la concorrenza diventa sleale.E chi rispetta le regole rischia di soccombere".

da IL RESTO DEL CARLINO-QN-sabato 29 aprile 2017 (Giorgio Caccamo)

Sui populisti il sociologo Luca Ricolfi dice delle gran scemenze, e questa Europa, dati alla mano e opinioni di premi Nobel, è stata costruita su misura per la Germania.
Finchè la gente non capisce che viviamo in una società capitalista comandata da finanza, colossi bancari e grandi multinazionali e che il ceto medio-basso non conta nulla, può voterà chi vuole , ma non cambierà nulla.Inutile arrabbiarsi.

lunedì 1 maggio 2017

Il futuro degli universitari americani? Un bel debito da 500.000 dollari





Presentavo un libro (l'Età del Caos) che è una guida per decifrare le cause profonde del grande disordine mondiale:geopolitico,economico,migratorio,climatico,tecnologico.È anche una sorta di manuale per l'uso del caos:consigli di sopravvivenza in un'epoca in cui il disordine è la nuova normalità.
C'è perfino una specie di happy ending,lieto fine.Mi affascina quel mondo giovanile ,soprattutto californiano,che considera il caos come un'opportunità,ci naviga sopra come i surfisti scivolano agilmente sulle onde minacciose dell'oceano.Questa visione positiva converge con le teorie che nel caos matematico,finanziario o climatico cercano una logica nuova.
Proprio per questo,quando vengo in Italia,le domande si fanno angosciose.I miei coetanei mi chiedono lumi su quel che devono fare i figli,per sfuggire a un presente durissimo.Gli studenti universitari mi propongono un dilemma generazionale: perché gli lasciamo un mondo sconvolto e soprattutto un'Italia tanto  malconcia? Cosa possono fare loro? Solo andarsene?
Non so Stiglitz,ma io quelle domande le vivo sulla mia pelle.Ho due figli sui trent'anni.Da quando sono adolescenti abitano in America,in quella che al momento appare come l'economia piu solida.Il mercato del lavoro negli Stati Uniti offre piu opportunità.Non la sicurezza,però.Tanti giovani anche in America trovano lavori da freelance, contratti a tempo determinato.Sempre piu spesso devono accontentarsi di retribuzioni molto inferiori a quelle dei genitori.In piu hanno sulle spalle debiti enormi con le banche,gli student loans (da noi li chiamano prestiti d'onore),contratti per pagare rette universitarie ormai a livelli assurdi .
Di recente un amico di mia figlia,giovane medico,mi ha detto di avere raggiunto a fine specializzazione un debito complessivo di 500.000 dollari.Mezzo milione!Gli ci vorrà una vita per restituirlo.Con quel che guadagna,non può chiedere un altro mutuo per comprarsi casa.L'idea delle "aspettative crescenti" che era stata tipica del Sogno americano,ogni generazione starà meglio dei genitori e dei nonni,è un miraggio.
Forse gli americani sentono un po' meno lo shock rispetto agli europei,perché negli Usa anche tra gli adulti il "posto fisso" è raro.Tutti hanno accettato da tempo un'insicurezza superiore a quella del Vecchio Continente.Però economisti quali Robert Reich si chiedono come i giovani potranno metter su famiglia,costruirsi una pensione,se continuano a saltare da un lavoro freelance all'altro.
L'America non è il paradiso terrestre neanche al termine di sette anni di ripresa.Tra le centinaia di migliaia di assunzioni  che qui avvengono ogni mese,ci sono tanti addetti ai fast-food o ai supermercati Walmart,pagati al salario minimo.Il minimo federale è 7,25 dollari l'ora,solo di recente alzato in molti Stati Usa tra i 9 e 11 dollari.È sempre troppo poco.Ma ci sono anche assunzioni di giovanissimi ingegneri nella Silicon Valley,di neolaureati economisti a Wall Street,con ben altri stipendi.È una crescita  diseguale.Pur fra tanti squilibri,la ricchezza ha ripreso a circolare,l'economia si è rimessa in movimento.

Da IL TRADIMENTO -Federico Rampini (Mondadori)

domenica 30 aprile 2017

Caro Gorbacev,sulla NATO avevi ragione



Era noto da sempre che l'Europa avrebbe potuto seguire un corso indipendente:l'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (Nato) fu pensata in parte per scongiurare questa eventualità.Quando nel 1989 venne meno il pretesto ufficiale per l'esistenza della Nato,l 'alleanza fu estesa verso est,con buona pace delle promesse verbali fatte al leader sovietico Mikhail  Gorbachev.Da quel momento la Nato è diventata una forza d'intervento a trazione statunitense con un raggio d'azione amplissimo.A illustrare questo nuovo assetto fu il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer,durante una conferenza dell'alleanza:"Le truppe Nato devono sorvegliare i condotti che trasportano il petrolio e il gas destinati all'Occidente".Piu in generale,devono proteggere le rotte marittime usate dalle navi cisterna e altre "infrastrutture strategiche" del sistema energetico.
In base alla dottrina  della Grande Area l'intervento militare è legittimato ad ibitum.Lo mise in chiaro anche l'amministrazione Clinton,la quale proclamò che gli Stati Uniti avevano il diritto di usare la forza militare per assicurare l'accesso illimitato ai mercati,alle forniture energetiche e alle risorse strategiche,e che avrebbero dispiegato "in posizioni avanzate" corposi contingenti militari in Europa e in Asia al fine di plasmare l'opinione popolare a nostro favore e dare corpo agli eventi che servono al nostro favore e dare corpo agli eventi che servono al nostro sostentamento e alla nostra sicurezza".
Sono gli stessi principi che hanno determinato l'invasione dell'Iraq.Quanto piu diventava palese che gli Stati Uniti non erano in grado di imporre il loro volere in Iraq,tanto meno risultava utile la vecchia retorica per occultare il vero scopo dell'invasione.

venerdì 28 aprile 2017

DIEGO FUSARO:"I 9 punti del pensiero unico politicamente corretto"



L'omologazione di massa e il consenso universale si fondano sull'adesione al neoliberismo in sede economica e al pensiero unico politicamente corretto in ambito culturale.
Per questa ragione,sono oggi prevalenti,presso il.clero  accademico:

1) il codice del totalitarismo in ambito storiografico,per gestire il dissenso verso ogni esperienza reale o immaginaria che non coincida con il capitalismo assoluto e con l'ordine neoliberista.

2) L'imposizione dell'uso della lingua inglese,affinché i popoli si congedino dalla loro lingua madre e il solo linguaggio compreso e parlato,sia la neo-lingua del mercato finanziario.

3) la glorificazione dei proceduralismi e del disincanto ,con annessa ostracizzazione di ogni passione utopica,di modo che si possano porre le forme e le procedure,ma mai scalfire la sostanza (rapporti di forza,mercato ecc).

4) La delegittimazione dello Stato nazionale democratico come episodio del passato o,alternativa mente ,come comunita'  immaginaria e strutturalmente pericolosa,perché mai possa essere messo in questione l'ordine spoliticizzato  del mercato globale.

5) l'idiosincrisia organizzata  verso il pensiero dialettico e la storicità,perché mai si ricostituiscano il "sogno di una cosa" e il conflitto in vista di futuri alternativi  all'insegna di rapporti tra uomini liberi e uguali.

6) La promozione in stile pubblicitario dei realismi come filosofie dell'adattamento a una realtà proclamata inemendabile.

7) L'apologia compulsiva del relativismo e del nichilismo,nonché la ridicolizzazione  di ogni istanza,di modo che mai possa essere criticata la falsificazione totale dei rapporti sociali.

8) L'adesione manichea e servile all'imperialismo atlantista salutato come migliore ordine possibile,con conseguente demonizzazione di ogni possibile multipolarismo  e di ogni forza antagonista nello scacchiere internazionale ( subito stigmatizzata come nuovo Hitler).

9) La religione olocaustica ,che sostituisce il dovere della giusta memoria razionale e del ricordo delle tragedie teso a evitare che si ripetano in futuro con un approccio religioso che,utilizzando le vittime come pretesto ideologico e,dunque,uccidendole una seconda volta,è finalizzato a colpevolizzare eternamente gli europei e a giustificare la permanenza sine die delle basi militari statunitensi nel vecchio continente.

DIEGO FUSARO -pensare altrimenti (Giulio Einaudi editore)