Anglotedesco

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venerdì 22 settembre 2017

VACCINI.Sui giornali pubblicare solo interviste a Burioni e mai a Montanari



Io 41enne e altri miei coetanei non ci siamo mai vaccinati, abbiamo passato tutte le malattie infettive e nessuno è morto.Come mai? Il motivo è sempre il solito, in questo mondo neoliberista ogni cosa deve andare nella direzione che faccia gli interessi dei  colossi bancari e delle grandi multinazionali sopratutto farmaceutiche.Questi infami sono riusciti a provocare malattie dove ti obbligano a vaccinarti, un business enorme.
E' verissimo invece che quelli appena vaccinati,contagiano gli altri, lo dicono fonti credibili ,andatevi a leggere i miei post precedenti sui vaccini.


Intervista a Roberto Burioni di Michele Bocci (La Repubblica ,21 settembre 2017)

SI ASPETTAVA NUMERI DEL GENERE?

"Ho avuto sensazione che il vento fosse cambiato.Non tanto perchè sono calate le offese online,segno di frustrazione,nei confronti miei o di altri.E che fino a un pò di tempo fa chiunque poteva dire quello che gli pareva senza che ci fossero reazioni.Adesso chi dice sciocchezze viene subito etichettato da altre persone,ce reagiscono.E questo non è solo utile per i vaccini ma per tutta la scienza".

E' SERVITO IL SUO IMPEGNO PER CONVINCERE LE PERSONE?

"Si diceva che su internet c sono bolle  impenetrabili di no-vax.Ci siamo impegnati in tanti, non solo io ma anche altri scienziati come Lo Palco, Costarizza,Silvestri oppure le mamme di "Io vaccino",per fare buona informazione online,sostenendo cose scientificamente inappuntabili.Forse,e dico forse,tutto questo è stato utile".

E LA LEGGE PER L'OBBLIGO A SCUOLA?

E' stata  un rande passo avanti,intanto  perchè ha fatto capire da che parte sta lo Stato.Cioè da quella della scienza e non della stregoneria"

NELLA NORMA C'E' QUALCOSA DI SBAGLIATO?

"Il grosso errore è stato quello di aver scambiato ,nelle scuole elementari e medie,una sanzione con l'obbligo.Ai nidi e alle materne senza vaccino non si entra,da 6 a 16 anni invece si paga una multa e si frequenta.Questo non va bene, si dà un segnale negativo.E poi nella legge mancano provvedimenti anche per il personale sanitario.Nonostante tutto questo,è stata un grande passo avanti.

SE LE COPERTURE DOVESSERO SALIRE, CI SARA' ANCORA BISOGNO DELL'OBBLIGO?

"Non è detto.Io ora sono favorevole all'obbligo ma spero che un giorno non sia piu necessario.Perchè vuol dire che saremmo arrivati a coperture del 98% come nei Paesi piu virtuosi".

E IL SUO IMPEGNO A FAVORE DELLA VACCINAZIONE SI STA RIDUCENDO?

"Per ora no.Ogni giorno un antivaccinista si sveglia e scrive una sciocchezza su internet.E io devo smentirla.Ce ne sono sempre di nuove,come quella recente che chi è vaccinato è contagioso.Non è vero.

QUESTI SONO I NUMERI PUBBLICATI SEMPRE SU REPUBBLICA

12% 

Lo scetticismo verso i vaccini diminuisce al crescere del titolo di studio.I contrari  sono al 12% tra i meno istruiti,il 4% tra i laureati.

90%

Gli italiani piu alfabetizzati ,anche sul piano scientifico condividono al 90% la necessità di vaccinare i bambini.


27%

Appena il 27% dei laureati crede che i vaccini servano solo ad arricchire i produttori,contro il 51% di chi ha la licenza elementare.


30%

La percentuale di chi crede che la scelta spetti al singolo scenda al crescere del titolo di studi:lo pensa il 30% dei laureati.



giovedì 21 settembre 2017

In California e Gran Bretagna servono migranti...



La Central valley,in California,produce piu della metà della frutta e verdura consumata negli Stati Uniti ,e alimenta un settore da 47 miliardi di dollari all'anno."Ma le aziende fanno sempre piu fatica a stare al passo con la domanda perché non c'è manodopera sufficiente,e in molti campi della regione la frutta e la verdura stanno marcendo",scrive il Los Angeles Times."Gli imprenditori stanno investendo sull'automazione ,ma per il momento l'unica strada è fare ancora piu affidamento sui lavoratori stagionali messicani,che attualmente formano già il 90% della manodopera nel settore"'

Dopo il referendum sull'uscita dall'Unione europea,votato nel giugno del 2016 ,nel Regno Unito è molto piu difficile reperire manodopera in alcuni settori,soprattutto in quello agricolo ,scrive il Financial Times.
Quest'anno la Barfoots ,un'azienda che produce ortaggi,ha 60 lavoratori in meno.Finora,spiega il quotidiano,l'offerta di lavoro era stata soddisfatta dagli studenti e dai braccianti dell'Europa dell'est,che "ora però preferiscono spostarsi in Germania o in Francia".Così,per trattenere i lavoratori la Barfoots ha deciso di aumentare i salari e di migliorare le strutture che ospitano i braccianti.

mercoledì 20 settembre 2017

Il futuro del capitalismo secondo Rutger Bregman



È ancora difficile immaginare una società del futuro in cui il lavoro salariato non sia l'alfa e l'omega della mostra esistenza.Ma l'incapacità di immaginare un mondo in cui le cose sono diverse è prova di scarsa fantasia ,non dell'impossibilita'  del cambiamento.Negli anni cinquanta non prevedavamo che l'avvento dei frigoriferi,degli aspirapolvere e,soprattutto,delle lavatrici avrebbe aiutato le donne a entrare nel mercato del lavoro in quantità record ,eppure è successo.
Comunque la tecnologia non decide da sola il corso della storia.Alla fine siamo noi umani a scegliere come vogliamo plasmare il nostro destino.La disuguaglianza radicale che si sta profilando negli Stati Uniti non è la nostra unica opzione.L'alternativa è che a un certo punto di questo secolo si respinga il dogma di dover lavorare per vivere.Piu ricca diventa una società,meno efficace sarà il mercato del lavoro nella distribuzione della prosperità.Se vogliamo tenerci stretti i benefici della tecnologia,alla fine ci resta una sola scelta,ed è la redistribuzione.Redistribuzione massiccia.
Redistribuzione di soldi (reddito minimo),di tempo (settimana di lavoro piu corta), di imposte (sul capitale invece che sul lavoro) e ovviamente di robot.
Non molto tempo fa, l'economista francese Thomas Piketty,ha fatto scalpore con la sua affermazione che se continuiamo lungo questa strada presto ritorneremo alla società rentier della Gilded Age,l'ultimo trentennio dell'Ottocento negli Stati Uniti.Allora quelli che possedevano il capitale (azioni,case,macchinari) godevano di uno standart di vita assai piu alto di chi si limitava a sgobbare.Per secoli il rendimento del capitale è stato attorno al 4-5% mentre la crescita economica arrancava sotto il 2% annuo.In mancanza di un ritorno della forte crescita inclusiva  (abbastanza improbabile) o di una Terza guerra mondiale (speriamo di no),la disparità potrebbe evolvere di nuovo verso proporzioni spaventose.

RUTGER BREGMAN -Utopia per realisti (Serie Bianca Feltrinelli)

martedì 19 settembre 2017

Paragone lo sai che il Movimento 5 Stelle parla spesso con la Trilateral Italia?



La settimana scorsa il parlamentare del Movimento 5 Stelle Nicola Morra ha condotto un convegno sulle FAKE NEWS dove era presente anche Gianluigi Paragone.Ad un certo punto l'ex direttore della Padania (da non dimenticarlo) parla di Monica Maggioni e della Trilateral.Peccato che il Movimento alla quale lui sta chiaramente leccando i piedi , non si tira mai indietro quando c'è da parlare con i membri della commissione Trilaterale tanto che nell'ultimo grande evento organizzato dai grillini ,cioè ad Ivrea la scorsa primavera, fu invitato Magri.
Il boss del Movimento ,Davide Casaleggio, non ha nessuna intenzione di combattere contro questa società neoliberista comandata da grandi banche e multinazionali.


Si sente  "un indipendente " nel M5S ,come accadeva negli anni 70' quando personalità varie trovavano ospitalità nei partiti ,specie nel Pci."Un tempo li avremmo chiamati così" dice di sè Gianluigi Paragone,giornalista,già conduttore della Gabbia su La7 ed ex direttore della Padania.Venerdi prossimo sarà sul palco di  Italia 5 Stelle,la kermesse del M5S a Rimini porterà in scena ,con la sua band, gli "Skassakasta" lo spettacolo basato sul suo libro "Gang Bank",poi condurrà la trasmissione.

DA QUANDO E' DIVENTATO GRILLINO?

"Io vado dove mi fanno parlare liberamente.Non è un endorsement il mio,sarei andato anche dal Pd se avessero avuto il coraggio di farmi parlare del mio libro e della questione banche".

CON L'M5S,PERO' C'E' UN FEELING SPECIALE.

"Hanno riconosciuto il mio lavoro.Già quando ero in Rai,a Grillo era piaciuto il mio modo di utilizzare il registro musicale per parlare di politica.Stavolta ,mi hanno offerto anche la conduzione.E' sempre successo:anche le convention dell'Ulivo erano presentate da giornalisti Rai".

E NON TEME DI ESSERE "TARGATO" COME FILO -GRILLINO?

"Tanto mi hanno targato lo stesso"

da LA REPUBBLICA del 18 settembre 2107


lunedì 18 settembre 2017

11/9,CHI CREDE ALLA VERSIONE UFFICIALE.Avvocato Alan Dershowitz



Questo avvocato tira fuori l'assurda storia dei terroristi armati di taglierino che è già stata ridicolizzata da esperti indipendenti e fa nomi di persone che non c'entrano nulla.
Patetico.


Qualche "chicca" dal suo libro TERRORISMO


Ormai le armi di distruzione di massa o di "sterminio" permettono ai terroristi di  "potenziare" le capacità distruttive dei loro effettivi,come è stato dimostrato dai fatti dell'11 settembre 2001 ,in cui un gruppo relativamente piccolo di individui altamente addestrati,armati di semplici taglierini e pronti a rinunciare alla loro vita ,è stato in grado di impiegare jet di linea come armi per commettere una strage di enormi proporzioni.




Alcune settimane prima dell'11 settembre 2001, il Servizio per l'immigrazione e la naturalizzazione trattenne Zacarias Moussaoui dopo che alcuni istruttori di volo riferirono di alcune frasi sospette da lui pronunciate mentre prendeva lezioni in anticipo con notevoli quantità di denaro contante.Il governo decise di non chiedere un mandato per fare indagini nel suo computer.Ora,immaginiamo che gli agenti lo avessero fatto e avessero quindi scoperto che Moussaoui faceva parte di un piano volto a distruggere grandi edifici affollati di gente,ma senza ottenere maggiori dettagli.Mettiamo che lo avessero interrogato,gli avessero garantito l'immunità da ogni procedimento e gli avessero offerto una grossa ricompensa in denaro e la possibilità di assumere una nuova identità.Ma lui si fosse rifiutato di parlare.Quindi gli agenti lo avrebbero minacciato,cercando di coglierlo in fallo ed impiegando ogni tecnica legale a loro disposizione.Immaginiamo che lui si fosse rifiutato ancora di rivelare alcunché.

Un tale sistema di controllo dovrebbe essere coordinato con un sistema di sicurezza degli aereoporti,sia all'interno sia all'esterno del paese.Deve anche essere coordinato,benché questo sia molto difficile,con gli altri mezzi di attraversamento delle frontiere e di spostamento all'interno del nostro territorio.Tale coordinamento richiede sofisticati  collegamenti informatici tra tutti gli enti competenti ,per evitare il difetto di comunicazione che può avere permesso ad alcuni dei terroristi dell'11 settembre di entrare e soggiornare nel nostro paese.Il 3 giugno 2000,Mohamed Atta entrò negli Stati Uniti ,ma vi ritornò una settimana dopo.Gli fu permesso di rientrare nel paese perché una verifica al computer indicò che stava per essergli rilasciato il visto per studenti per il quale aveva fatto richiesta.

domenica 17 settembre 2017

La storia di un lavoratore schiavo in Giappone




Sul lavoro precario in Giappone avevo già pubblicato un post la settimana scorsa, la storia di Jo Matsubara fa parte sempre dello stesso articolo,splendido, di Alana Semuels di The Atlantic. Del Giappone pensavo di sapere tutto e invece...


Jo Matsubara si  è laureato alla Rikkyo,una prestigiosa università privata giapponese.Matsubara ,che viene da una famiglia di operai,pensava di aver realizzato il sogno della sua vita quando,dopo essersi laureato,è stato assunto alla Daiwa House,un'impresa edile giapponese.
L'azienda prometteva un ambiente di lavora ideale, ma Matsubara si è subito accorto che non era così.Ufficialmente la giornata di lavoro finiva alle sette di sera,ma quasi tutti i giorni lo costringevano a lavorare fino a notte fonda.I dipendenti erano obbligati a scollegarsi dal sistema informatico alle 19, anche se stavano ancora lavorando ,e l'azienda dava a tutti una iPad in modo che potessero scollegarsi anche se erano fuori dall'ufficio per delle riunioni.Chi non lo faceva riceveva una telefonata dell'azienda che gli ordinava di scollegarsi e di continuare a lavorare."Il tempo che passi effettivamente a lavorare non ha nessuna relazione con quello registrato dal sistema",dice Matsubara.Lui praticamente non aveva tempo libero e il martedi e il mercoledi,che in teoria erano giorni liberi,era obbligato a frequentare un corso per prendere il certificato da agente immobiliare.Con quei ritmi avere una vita sociale e frequentare altre persone era impossibile.Le uniche occasioni in cui si avvicinava a una donna era quando il suo capo lo trascinava nei locali con le hostess (una sorta di escort) e poi gli faceva pagare il conto.
Dopo un anno gli orari e lo stress hanno cominciato a farsi sentire.Matsubara aveva problemi a dormire e sentiva le voci.Le sue aspettative sul posto fisso erano cosi distanti dalla realtà che è caduto in depressione.E' stato portanto varie volte al pronto soccorso in ambulanza perchè non riusciva a respirare.Alla fine gli è venuto un esaurimento nervoso.L'azienda l'ha costretto a dimettersi e gli ha fatto restituire i soldi che aveva risparmiato alloggiando in un dormitoio aziendale.Oggi Matsubara vive grazie all'assistenza sociale."La mia vita,che filava liscia e ordinata,è stata distrutta dalla Daiwa House",dice.Delle 800 persone che sono entrate con lui,600 hanno lasciato.
Ovviamente il Giappone non è l'unico paese dove i lavoratori denunciano maltrattamenti e sfruttamento da parte delle aziende.E non è nemmeno l'unico dove negli ultimi anni c'è stato un aumento di lavoratori temporanei.Ci sono però diversi aspetti che differenziano il Giappone dagli Stati Uniti e dagli altri paesi ricchi.
Il primo è che nella società giapponese il posto fisso è ancora considerato un valore importante.Chi non riesce a trovare un lavoro stabile,indipendentemente dalla qualifica,viene stigmatizzato piu di quanto  accada in altri paesi."Se una persona non ha un lavoro si tende a colpevolizzarla", dice Nishida.La seconda differenza è che in Giappone il lavoro duro e gli orari lunghi sono generalmente accettati e andarsene a casa prima del proprio capo è considerata maleducazione.Chi si lamenta degli orari di lavoro non riceve molta comprensione da amici e familiari ,e ancora meno dal governo.Infine,il Giappone è un paese in cui i sindacati sono deboli e spesso preferiscono collaborare con le aziende e per tutelare i posti di lavoro già esistenti invece che battersi anche per gli altri lavoratori."Qui i sindacati sono al servizio delle aziende,non sono efficaci",spiega Konno.
Il governo del primo ministro Shinzò Abe si è occupato dell'aumento del precariato in Giappone,ma alcuni sostengono che non è stato fatto abbastanza.Una missione per la riforma del lavoro istituita dal governo ha proposto di fissare a cento ore al mese il tetto massimo degli straordinari che le imprese possono imporre ai lavoratori.
Quest'anno ,per la prima volta,il governo ha pubblicato una lista di piu di 300 aziende che hanno violato le leggi sul lavoro,sperando che denunciarle pubblicamente servisse come deterrente.Nel complesso,però,il governo Abe è incline a fare gli interessi delle imprese e contrario a una regolamentazione,e secondo Kingston poche delle sue riforme hanno portato cambiamenti sostanziali.
Da anni i governi giapponesi promettono di risolvere il problema del calo del tasso di natalità.Quasi tutti gli sforzi sono stati rivolti ad aiutare le donne a trovare un miglior equilibrio tra lavoro e famiglia,che sicuramente è una questione importante.Ma non è l'unica:se è vero che gli uomini in Giappone hanno sempre avuto piu potere economico e sociale rispetto alle donne, anche loro hanno bisogno di trovare stabilità in un'economia che sta cambiando.



venerdì 15 settembre 2017

18 trilioni di dollari per salvare le banche e Mario Giordano se la prende con i parlamentari




La colpa di questo omicidio sociale va imputata in primo luogo ai finanzieri e ai banchieri,che hanno tratto profitto persino dalla crisi da essi stessi provocata.

JOSEPH STIGLITZ:

"Esiste un chiaro legame tra la crescente finanziarizzazione delle economie del mondo e la crescita delle diseguaglianze".Ma complici delle banche sono stati ai tanti economisti che affermavano che i mercati si autoregolano,fornendo in tal modo il cosiddetto sostegno intellettuale al movimento per la deregolamentazione".
Altre cause possono essere individuate nella libera  dinamica del mercato,nella disoccupazione tecnologica ,nella globalizzazione,nel declino dei sindacati  che un tempo rappresentavano il 30% dei lavoratori americani mentre oggi ne rappresentano appena il 12%."Tuttavia,continua Stiglitz, buona parte del motivo  per cui abbiamo cosi tanta disuguaglianza è che il primo 1% vuole che sia cosi".E lo ottiene tramite una politica fiscale favorevole,tramite l'applicazione lassista delle regole antitrust,ma soprattutto tramite  "la manipolazione del sistema finanziario,consentita da una modificazione delle regole comprata e pagata dall'industria finanziaria stessa:uno dei suoi migliori investimenti in assoluto".Il governo ha prestato alle banche denaro a tasso zero  e ha offerto loro delle condizioni molto vantaggiose mentre i regolamentatori chiudevano gli occhi davanti alla mancanza di trasparenza e ai conflitti  di interesse.Di fronte alla crisi del 2008 gli Stati Uniti e l'Unione europea hanno impegnato almeno 18 trilioni di dollari per salvare gli enti finanziari "troppo grandi per lasciarli fallire".
Ma questo soccorso alle banche è continuato,cosi come le banche hanno continuato ,cosi come le banche hanno continuato a elevare spudoratamente gli stipendi dei loro top manager.Tra il 2007 e il 2013,secondo i dati resi noti per la prima volta dall'Eurostat,i governi dell'Unione hanno concesso alle banche aiuti pari a 688 miliardi.La sola Germania ne ha concessi 247,seguita dalla Gran Bretagna con 165.
E voi cosa fate? Vi fare intontire dalla voce da gallina di Mario Giordano che urla contro la Casta.

giovedì 14 settembre 2017

JAMIE DIMON:"Il Bitcoin è utile ai criminali e a chi nasconde il denaro"




Se uno dei responsabili del crollo della Lehman Brothers si mette a dare del criminale a qualcuno, siamo messi bene.Jamie Dimon ,in una intercettazione telefonica diceva di non essere preoccupato per quello che sta per accadere...la piu grande crisi della storia dell'umanità...

"Il bitcoin è una truffa e finirà per saltare in aria".Lo ha affermato martedi sera il ceo di Jp Morgan,Jamie Dimon,durante una conferenza organizzata da Barclays, sottolineando  che la criptovalute possono essere utili ai criminali o a chi sta cercando di nascondere del denaro.E come ciliegina sulla torta ha aggiunto:"Se avessi un trader che opera in bitcoin,lo licenzierei in un secondo".Dopo le dichiarazioni di Dimon il bitcoin martedi è sceso in pochi minuti da 4.242 e 4.069 dollari.E dopo un breve tentativo di rimbalzo ieri è sceso fino a 3.766 dollari, tornando sotto quota 4.000 per la prima volta dal 22 agosto.
Bitcoin colpito e affondato insomma ,il numero uno di Jp Morgan sarà soddisfatto.Ma i precedenti non depongono a suo favore.Dimon è da sempre un denigratore  di bitcoin.
"Dubito che Dimon abbia un impatto",ha affermato Adam Back,ceo di Blockstream."Il Bitcoin reagisce solo alla Cina.Io continuo a comprare a ogni ribasso per le voci sulla Cina che mette al bando il bitcoin e ogni volta la variazione è minore".

Da Milano Finanza del 14 settembre 2017.Marcello Bussi

mercoledì 13 settembre 2017

Il Brasile continua a svendere i gioiellini di Stato



Il 95% degli italiani sono troppo impegnati ad occuparsi del Grande Fratello Vip,delle condizioni di salute di Valentino Rossi o di sentire cosa ha detto Tiziano Crudeli dopo le 4-sberle prese dal Milan domenica scorsa dalla Lazio.Se gli chiedi su come va il mondo e sul modello economico  che ci comanda,non sono interessati perché la spazzatura è la migliore soluzione per i problemi.
Ormai per ridurre i debiti e accontentare i grandi colossi bancari ,bisogna svendere i gioiellini di Stato.Qui sotto parlo del Brasile ma anche noi in Italia e in Europa sappiamo cosa vuol dire.Perdita dei posti di lavoro,del potere di acquisto,aumento dei prezzi dei servizi essenziali.

Messo alle strette dalle difficoltà politiche e dall'aumento del debito pubblico,il governo brasiliano ha annunciato una serie di misure economiche che piacciono ai mercati e fanno infuriare l'opposizione di sinistra .L'esecutivo del presidente Michel Temer metterà in atto il piu grande programma di privatizzazioni degli ultimi vent'anni,per fare cassa e diminuire il deficit.Piu di cinquanta proprietà dello stato,tra cui la Eletrobras,la compagnia elettrica piu grande dell'America Latina,saranno vendute o affidate in gestione ai privati.
Fuori dal programma annunciato restano il gigante petrolifero Petrobras e il settore bancario pubblico.Per ora mancano i dettagli del piano e una stima complessiva dei possibili guadagni."Il pacchetto di  Temer prevede la privatizzazione di una decina di aereoporti ,reti fognarie ed elettriche e della zecca di Stato",spiega Alexander Galvao ,professore della fondazione Dom Cabral."È destinato a cambiare la struttura dell'economia nazionale nei prossimi due anni".Alcune delle proprietà messe in vendita hanno un forte valore simbolico,come l'Eletrobras,creata nel 1996 all'apice della politica di sviluppo statale del presidente Getulio Vargas.
Il programma di Temer prevede che le riforme del mercato del lavoro e del sistema pensionistico,ha riscontrato una forte opposizione in parlamento ed è stato ridimensionato.Inoltre molti  deputati hanno venduto caro il voto che,il 3 agosto ,ha bloccato alla camera la denuncia presentata dal procuratore generale della repubblica Rodrigo Janot ,che accusa Temer di aver ricevuto delle tangenti.Per salvarsi, Temer di aver ricevuto delle tangenti.Per salvarsi,Temer  ha fatto concessioni economiche alle regioni,facendo cosi aumentare la spesa pubblica e obbligando il governo ad abbassare l'obiettivo del deficit per quest'anno.Il programma di privatizzazioni punta a ottenere fondi per alleggerire il debito pubblico e a far ripartire un'economia che nel 2017 dovrebbe crescere solo dello 0,5%.
In Brasile l'ultima grande ondata di privatizzazioni risale al primo mandato  di Fernando Henrique Cardoso,presidente del Brasile dal 1995 al 2003.Cardoso privatizzo' 80 compagnie statali,tra cui il gigante minerario Vale do Rio Doce e la Telebras,che aveva il monopolio delle telecomunicazioni.Anche allora   il governo cercava di contenere l'aumento del debito pubblico.
Quando Luiz Inacio Lula da Silva arrivo' al governo,nel 2003,le privatizzazioni si fermarono e i governi del Pt si limitarono a offrire ai privati delle concessioni temporanee ,soprattutto per autostrade e centrali idroelettriche.Roussef ha proseguito su questa strada e, poco prima di essere destituita,ha annunciato un programma per dare  in concessione ai privati porti,aereoporti e ferrovie,prevedendo di incassare piu di 50 miliardi di euro.Ma poi il programma è stato abbandonato.

martedì 12 settembre 2017

FERRUCCIO DE BORTOLI:"Monti sbagliò ad entrare in politica"




Impossibile che in questo mondo comandato dall'elitè finanziaria, dai grandi colossi bancari, Mario Monti prima o poi non abboccasse alla politica...


Mario Monti sbaglio' nell'accettare di "salire in politica" e di dare vita a Scelta civica con l'improbabile alleanza con Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini.Non ne parlammo all'epoca.I rapporti erano freddi.Non ricevetti nessuna amichevole richiesta di parere,com'era accaduto in altri passaggi importanti della sua vita professionale.Cosa che mi lusingava non poco.Sono convinto,comunque,che la sua avventata scelta politica sia stata fatta piu per senso del dovere che per vanità.La dimensione politica,anche negli anni in cui ha svolto con risultati e prestigio la carica di commissario europeo,gli è sempre stata estranea.Non si attaglia al suo carattere.Un economista conosciuto,rettore e poi presidente della Bocconi,è abituato alla gentilezza,al rispetto,persino a forme ipocrite di venerazione.E,non deve essere stato facile per una persona educata come lui,e con una rilevante  self consciousness (la definizione non è mia ,ma di Napolitano,parlando in privato del senatore a vita da lui nominato),scoprire a settant'anni che la politica è, nella celebre definizione di Rino Formica "sangue e merda".Non c'è riconoscenza ,né rispetto.Chiunque ,incontrandoti per strada,ti può tirare un ceffone e tu devi pure sorridere.Monti non ha sorriso .Ha abbandonato troppo presto,non senza irriconoscenza,  i molti che lo avevano seguito nella sua avventura politica.Ma oggi non merita l'isolamento cui è stato condannato anche dalla spregiudicatezza di chi aveva giurato  sulle virtù dell'"Agenda Monti".E votato le sue leggi,tra cui la piu importante quella sulle pensioni di Elsa Fornero ,e ora pensa che tutti i guai del paese derivino dai pochi mesi a Palazzo Chigi dell'economista col loden.Non esageriamo.

lunedì 11 settembre 2017

In Australia risarcimento per i migranti



Questo è davvero un Paese straordinario.Entra solo chi ha il permesso ma se sei straniero in regola e subisci un danno,vieni risarcito.
Tutto il contrario l'Italia.Paese senza regole certe,esattamente come sognavano quei sessantottini che ancora comandano.

Un tribunale dello stato  di Victoria ha ordinato il pagamento di un risarcimento di 70 milioni di dollari ai profughi e ai richiedenti asilo detenuti illegalmente nel centro di identificazione gestito dal governo australiano sull'isola di Manus, nel territorio di Papua Nuova Guinea.Il centro è noto per la violenza e per la brutali condizioni di detenzione.Ls somma dovrà essere distribuita tra gli immigrati che hanno già lasciato l'isola e quelli che sono ancora detenuti entro il mese di ottobre, quando è prevista la chiusura della struttura.L'accordo è stato siglato da piu del 70 % dei 1.923 migranti che avevano intentato la class action contro il governo australiano.

FONTE: The Age

domenica 10 settembre 2017

Quello che non ti dicono sulle prove missilistiche della Corea Del Nord




Ogni tanto salta fuori qualche sito libero e onesto...


Lunedì scorso, la RPDC ha lanciato un missile balistico Hwasong-12 su Hokkaido. Il missile è atterrato nelle acque oltre l’isola, non provocando danni.
I media hanno immediatamente condannato la prova come un “atto audace e provocatorio”, una prova del disprezzo del Nord contro le risoluzioni ONU e contro “i suoi vicini”. Trump ha duramente criticato i test dicendo:
“Azioni minacciose e destabilizzanti non fanno altro che aumentare l’isolamento del regime nordcoreano, nella regione e nel mondo. A questo punto, tutte le opzioni sono sul tavolo”.
Quel che i media non hanno menzionato è che nelle ultime tre settimane Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti hanno compiuto grandi esercitazioni militari ad Hokkaido ed in Corea del Sud. Questi giochi di guerra, inutilmente provocatori, vogliono simulare un’invasione della Corea del Nord ed un conseguente regime change (leggi: uccidere). Kim Jong-un ha ripetutamente chiesto agli americani di porre fine a questi esercizi militari, ma gli altri hanno rifiutato. Gli Stati Uniti si riservano il diritto di minacciare chiunque, in qualunque momento ed in qualsiasi luogo, anche in casa altrui. È quel che li rende eccezionali. Leggete questo estratto da un articolo di Fox News:
“Più di 3.500 truppe americane e giapponesi hanno dato inizio ad un esercizio militare congiunto contro l’eventualità di una Nord Corea ancor più minacciosa. L’esercitazione, nota come Northern Viper 17, avrà luogo ad Hokkaido, la principale isola settentrionale del Giappone, e durerà fino al 28 agosto…”.
“Stiamo migliorando la nostra preparazione non solo in àmbito aereo, ma anche come team di supporto logistico”, ha dichiarato in un comunicato il colonnello R. Scott Jobe, comandante della 35esima Fighter Wing. “Siamo in posizione privilegiata in caso di bisogno e questo esercizio ci preparerà nel caso in cui si verifichi effettivamente uno scenario di conflitto” (“Truppe giapponesi ed americane iniziano un’esercitazione militare congiunta stante la minaccia della Corea del Nord”, Fox News).
Il test missilistico di lunedì (che ha sorvolato l’isola di Hokkaido) è stato condotto poche ore dopo la fine dei giochi di guerra. Il messaggio era chiaro: il Nord non verrà pubblicamente umiliato senza risposta. Invece di mostrare debolezza, la Corea ha dimostrato di esser pronta a difendersi contro l’aggressione straniera. In altre parole, il test NON è stato un “atto audace e provocatorio” (come i media hanno affermato), ma una risposta modesta e ben ponderata da parte di un paese che ha vissuto 64 anni di prepotenze, sanzioni, demonizzazioni e sconvolgimenti da Washington. Il Nord ha risposto perché le azioni del governo americano richiedevano una risposta. Fine della storia.
E lo stesso vale per i tre missili balistici a corto raggio che il Nord ha testato la scorsa settimana (due dei quali apparentemente sono scomparsi poco dopo il lancio). Questi test sono stati una risposta alle tre settimane di esercitazioni militari in Sud Corea che hanno coinvolto 75.000 truppe di combattimento, accompagnate da centinaia di carri armati, mezzi da sbarco, una flottiglia navale al completo e sorvoli di squadroni di combattenti e bombardieri strategici. Il Nord avrebbe dovuto restare con le mani in mano mentre questa mostruosa esibizione di forza bruta militare avveniva proprio sotto il suo naso???
Ovviamente no. Immaginate se la Russia avesse intrapreso un’operazione simile al di là del confine in Messico, e la sua flotta avesse condotto esercizi “live fire” 5 km fuori della baia di San Francisco. Quale pensate sarebbe stata la reazione di Trump?
Avrebbe spazzato via quelle navi in un battibaleno, no?
Perché dunque il doppio standard quando si tratta di Corea del Nord?
La NK dovrebbe essere applaudita per aver dimostrato di non esser intimidita. Kim sa che qualsiasi scontro con gli Stati Uniti finirebbe male, ma ciononostante non si è fatto mettere all’angolo dai bulli della Casa Bianca. Bravo, Kim.
A proposito, la risposta di Trump ai test missilistici di lunedì è stata a malapena riportata dai media mainstream. Ecco cos’è successo due giorni dopo:
Mercoledì, un gruppo americano di fighter F-35B ed F-15 e di bombardieri B-1B ha condotto operazioni militari su un campo d’esercitazioni ad est di Seoul. I B-1B, che sono bombardieri nucleari a bassa quota, hanno sganciato le loro bombe sul sito e poi sono ritornate alla loro base. Lo spettacolino era un messaggio per Pyongyang: Washington non è contenta dei test dei suoi missili balistici ed è disposta ad usare armi nucleari in caso di bisogno.
D.C. è dunque disposta a bombardare il Nord se non riga dritto?
Sembra proprio così, ma chi lo sa davvero? In ogni caso Kim non ha altra scelta che restare sulle proprie posizioni. Se mostra qualche segno di debolezza, sa che finirà come Saddam e Gheddafi. E questo, naturalmente, è ciò che guida la retorica aggressiva del dittatore; il Nord vuole evitare lo scenario di Gheddafi a tutti i costi. E comunque, il motivo per cui Kim ha minacciato di lanciare missili nelle acque che circondano Guam è perché Guam è la casa della base aerea militare di Anderson, il punto di origine dei bombardieri con capacità nucleare B-1B che da qualche tempo compiono pericolosi sorvoli della penisola coreana. Il Nord sente di dover rispondere a quella minaccia.
Non sarebbe d’aiuto se i media accennassero a questo fatto? Oppure si confa maggiormente alla loro agenda far sembrare che Kim stia dando di matto, abbaiando ai “totalmente innocenti” Stati Uniti, un paese che cerca solo di preservare la pace ovunque va?
Ma per favore!
È così difficile trovare qualcosa nei media che non rifletta la parzialità e l’ostilità di Washington. A sorpresa, c’era un articolo abbastanza decente su CBS News la scorsa settimana, scritto da un ex agente dell’intelligence occidentale con decenni di esperienza in Asia. È l’unico articolo che ho trovato che spiega con precisione cosa stia realmente accadendo aldilà della propaganda. Ecco qua:
“Prima dell’inaugurazione di Trump, la Corea ha fatto sapere di essere disposta a dare alla nuova amministrazione americana il tempo per rivedere la propria politica e fare meglio di Obama. L’unica cosa era che se gli Stati Uniti fossero andati avanti con i loro esercizi congiunti con la Corea del Sud, il Nord avrebbe fortemente reagito.
Gli americani li hanno fatti e quindi i nordcoreani hanno reagito.
Ci sono stati degli abboccamenti nel dietro le quinte, ma non si è riusciti a farli decollare. In aprile, Kim ha lanciato nuovi missili come avvertimento, senza alcun effetto. Il regime ha lanciato i nuovi sistemi, uno dopo l’altro. L’approccio di Washington non è tuttavia cambiato”. (“Analisi: il punto di vista di Pyongyang sulla crisi Corea del Nord-U.S.A.”, CBS News).
Okay, quindi adesso sappiamo la verità: il Nord ha fatto del proprio meglio ma senza risultati, soprattutto perché Washington non vuole negoziare, preferirebbe minacciare (Russia e Cina), aumentare l’embargo e minacciare la guerra. Questa è la soluzione di Trump. Ecco di più dallo stesso pezzo:
“Il 4 luglio, dopo il primo lancio di ICBM della Corea andato a buon fine, Kim ha fatto sapere che il Nord è disposto a mettere “da parte” i programmi nucleari e missilistici se gli americani cambiassero il proprio approccio.
Gli Stati Uniti non l’hanno fatto, quindi il Nord ha lanciato un altro ICBM, un palese segnale. Tuttavia, altri bombardieri B-1 hanno sorvolato la penisola ed il Consiglio di Sicurezza ONU ha approvato nuove sanzioni” (CBS News).
Quindi il Nord era pronto a negoziare, ma gli U.S.A. no. Kim probabilmente ha sentito dire che Trump era un buon negoziatore ed ha pensato di poterci trovare qualche accordo. Ma non è accaduto. Trump si è rivelato una bufala più grande di Obama, il che non è cosa da poco. Non solo si rifiuta di negoziare, ma fa anche minacce bellicose quasi ogni giorno. Questo non è ciò che il Nord si aspettava. Loro si aspettavano un leader “non interventista”, aperto ad un compromesso.
La situazione attuale ha lasciato Kim senza molte opzioni. Può terminare il proprio programma missilistico, o aumentare la frequenza dei test e sperare che questi aprano la strada ai negoziati. Evidentemente ha scelto quest’ultima opzione.
Ha fatto una cattiva scelta?
Forse.
È una scelta razionale?
Sì.
Il Nord sta scommettendo che i propri programmi nucleari saranno preziose carte da giocare nei futuri negoziati con gli Stati Uniti. Non vuole bombardare la west coast. Sarebbe ridicolo! Non farebbe raggiungere alcun obiettivo. Quel che vogliono è salvaguardare il regime, procurarsi garanzie di sicurezza da Washington, sollevare l’embargo, normalizzare i rapporti con il Sud, cacciare gli americani dagli affari politici della penisola e (speriamo) porre fine all’irritante invasione yankee che dura da 64 anni.
In pratica: il Nord è pronto. Vuole negoziati. Vuole porre fine alla guerra. Vuole mettersi alle spalle tutto questo incubo e continuare con la propria vita. Ma Washington non glielo permette perché a lei lo status quo piace. Vuole essere permanententemente presente in Corea del Sud, per poter circondare Russia e Cina con i sistemi missilistici ed ampliare la propria presa geopolitica portando il mondo più vicino all’armageddon nucleare.
Questo è ciò che vuole e per questo continuerà ad esserci crisi nella penisola.
Mike Whitney
Fonte: www.counterpunch.org

venerdì 8 settembre 2017

VACCINI.Qualche voce fuori dal coro



Nel 1998 l'ente americano Centers for Disease Prevention and Control (CDC) scriveva candidamente che gli studi indipendenti atti a certificare la sicurezza dei vaccini non esistono.Questo in una lettera inviata il 23 settembre 1998 dal dottor Croft Woodruff alla mailing list Vaccine Information and Awareness.Su certezze queste si basa l'informazione medica corrente.
Continuando in tema di perplessità,che una frazione tutt'altro che trascurabile della sperimentazione farmaceutica sia fasulla è uno strano segreto: strano perché lo conoscono tutti coloro che operano nel settore.

THE LANCET una delle piu prestigiose riviste mediche ,pubblicò nell'aprile 2015, a firma di Richard Horton,il suo redattore capo,un articolo sulle pubblicazioni mediche che varrebbe la pena di essere imparato a memoria e recitato come memento prima di menzionare i risultati di questo o di quella o di quella sperimentazione:

"Tantissimo di ciò che viene pubblicato è sbagliato.Io non ho il permesso di dire chi ha pronunciato questa affermazione perché ci era stato chiesto di osservare le regole fi Chatham House.Ci fu pure chiesto di non fare fotografie delle diapositive.Coloro che lavoravano per enti governativi implorarono che i loro commenti restassero anonimi dal momento che le elezioni britanniche in arrivo significano per loro vivere in "purdah" (termine indiano usato in inglese per significare il periodo pre-elettorale in cui chi lavora per lo stato non può rilasciare dichiarazioni), uno stato agghiacciante di restrizioni nella libertà di parola imposto a chiunque sia pagato dallo Stato.Perché la preoccupazione paranoica per la segretezza e l'anonimato?
Perché questo simposio sulla riproducibilità e l'affidabilità della ricerca e l'affidabilità della ricerca biomedica tenuto a Londra presso il Welcome Trust la settimana scorsa ha toccato uno degli argomenti piu delicati della scienza oggi: l'idea che qualcosa sia fondamentalmente andato male con una delle nostre piu grandi creazioni umane.E poco piu avanti molta della letteratura scientifica,forse la metà,può semplicemente essere falsa .L'articolo continua descrivendo il perché delle falsità in campo medico ,elencando una serie di motivi tra cui il conflitto d'interessi che inevitabilmente va a verificarsi per la dipendenza economica che l'industria farmaceutica fa gravare su chi fa ricerca e ne pubblica i risultati,una ricerca -continua Horton- in cui i dati vengono adattati alle teorie da sostenere e afferma pure che le riviste mediche respingono articoli che,invece,raccontano le cose come stanno.L'articolo si conclude con la buona notizia è che la scienza (medica) sta cominciando a prendere sul serio i suoi peggior difetti.La cattiva notizia è che nessuno è pronto a fare il primo passo per ripulire il sistema".

Ma Horton non è certo da solo.La dottoressa Marcia Angell,per molti anni capo del NEW ENGLAND MEDICAL JOURNAL,un'altra rivista medica di enorme prestigio scriveva :"È semplice:non si può piu credere alla gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata né fidarsi del giudizio dei medici di fiducia o di linee guida mediche autorevoli.Io non mi rallegro di questa conclusione cui sono arrivata lentamente e con riluttanza dopo i miei due decenni come direttrice del New England Journal of Medicine".
"Spesso le riviste mediche o le industrie farmaceutiche che pagano la ricerca omettono i risultati negativi di un nuovo farmaco o di una nuova procedura che possono dimostrare piu danno che utilità è invece ciò che pubblica SCIENCE.

Da VACCINI SI O NO? Stefano Montanari e Antonietta M. Gatti (Macro Edizioni).

giovedì 7 settembre 2017

In Giappone i contratti irregolari o temporanei sono il 37,5%



Ammetto che prima di leggere questo stupendo articolo di Alanna Semuels, non sapevo di questa percentuale.Ormai la dittatura neoliberista ,che è il vero cancro del pianeta, non risparmia nessuno e tra le sue armi piu devastanti c'è la precarietà.
Sempre in questo articolo c'è la storia di un ragazzo giapponese supersfruttato da una grande multinazionale.Quel pezzo lo pubblicherò nei prossimi giorni.

In Giappone la popolazione è in calo.Per la prima volta da quando è in calo.Per la prima volta da quando è cominciato il censimento delle nascite piu di un secolo fa,nel 2016 ,sono nati meno di un milione di bambini e la popolazione è scesa di 300.000 unità.Tutti danno la colpa ai giovani,accusati di non fare abbastanza sesso,e alle donne  che,si dice, preferiscono la carriera al matrimonio e alla famiglia.
Ma c'è un'altra spiegazione,molto piu semplice,che vale anche per gli Usa:il tasso di natalità sta scendendo perché l'economia crea meno opportunità per i giovani ,e soprattutto per gli uomini.In Giappone ,dove l'uomo è ancora considerato quello che porta a casa il pane e mantiene la famiglia,la carenza di buoni posti di lavoro rischia di dar vita a una classe di uomini che si sposano e non fanno figli perché sanno (e lo sanno anche le loro potenziali partner) che non possono permetterselo.
"I problemi legati al genere sono abbastanza in linea con trend in tutto il mondo: per gli uomini la situazione è diventata piu difficile",dice Anne Allison ,che insegna antropologia culturale alla Duke university e ha curato una recente raccolta di saggi intitolata Japan : the precarius future:"Il tasso di natalità è sceso ed è sceso anche il numero di coppie che si formano.La gente dice che il motivo principale è l'insicurezza economica".
Può sembrare un fenomeno sorprendente in un paese come il Giappone,dove l'economia sta andando bene e il tasso di disoccupazione è inferiore al 3%.In realtà,la diminuzione delle opportunità economiche nasce da una tendenza generalizzata a livello mondiale : l'aumento dell'occupazione precaria.Fin dal secondo dopoguerra,il Giappone è stato caratterizzato da un alto di "impieghi regolari",secondo la definizione degli studiosi del mercato del lavoro:gli uomini cominciavano la carriera in aziende che garantivano ottimi benefit e scatti salariali  regolari con l'idea che lavorando sodo avrebbero conservato il posto fino alla pensione.
Oggi invece,spiega Jeff Kingston,professore della Temple university di Tokyo e autore di diversi libri sul Giappone,circa il 40% della forza lavoro giapponese è "irregolare" : due giapponesi su cinque non lavorano in aziende che assicurano il posto fisso a vita ma si arrangiano tra occupazioni temporanee e part time, con stipendi bassi e benefit inesistenti (e nelle statistiche del governo,questi lavoratori temporanei risultano come occupati).Solo il 20% dei lavoratori precari riesce a passare prima o poi al posto fisso.Secondo Kingston,tra il 1995 e il 2008 il numero dei lavoratori regolari giapponesi è sceso di 3,8 milioni,mentre quello dei precari è aumentato di 7,6 milioni.




I lavoratori precari giapponesi  sono chiamati anche freeter,incrocio  tra l'inglese freelance  e il tedesco arbeiter (lavoratore).Kingston spiega   che il boom del precariato in Giappone è cominciato negli anni 90' ,quando il governo ha approvato la riforma della legge sul lavoro per favorire l'impiego di lavoratori temporanei e a contratto reclutati attraverso società intermediarie.Quando la globalizzazione ha costretto le imprese a tagliare i costi,le aziende si sono affidate sempre di piu al lavoro temporaneo,una tendenza che si è intensificata  durante la grande recessione dalla metà degli anni novanta.
Oggi in Giappone anche un "buon" impiego può essere spietato.Chi ha la fortuna di averne uno magari guadagna abbastanza per mantenere la famiglia,ma spesso non ha il tempo per avere una vita sociale o per fare qualsiasi cosa a parte lavorare,dormire e mangiare.I livelli di stress sono talmente alti che molti crollano.

Alanna Semuels-The Atlantic

mercoledì 6 settembre 2017

La sperimentazione sui vaccini è insufficiente



Che molta sperimentazione sui vaccini  sia insufficiente è fatto noto.Queste sperimentazioni hanno bisogno di grandi numeri e di tempi lunghi.Supponendo che,statisticamente,un vaccino induca un effetto collaterale importante o perfino la morte di un soggetto su 5000 o 10.000 persone (sarebbe un fatto grave) è ovvio che,se la sperimentazione è condotta come si fa spesso su poche migliaia di persone,e a volte non molte centinaia fino ad essere poche decine,non si otterranno risultati statisticamente significativi.I tempi lunghi,di fatto parecchi anni,sono indispensabili a causa dei tempi che la Biologia pretende per il verificarsi di una malattia e per le oscillazioni che ogni malattia presenta nel suo manifestarsi.All'atto dell'entrata in commercio del vaccino contro l'epatite B i due produttori,la Merck, Sharp & Dohmr e la Smithkline Beecham,presentarono sperimentazioni nei bambini di età inferiore ai 10 anni durate rispettivamente 5 e 4 giorni.Chi chiede che studi  randomizzati  seri siano eseguiti  sui vaccini si sente regolarmente rispondere che questi studi sono eticamente condannabili.Perché,infatti ,negare per un certo tempo la possibilità di essere vaccinati? È evidente che quella domanda data a mo' di risposta implica la certezza che il vaccino sia efficace e privo di effetti deleteri,cioè proprio quanto si deve dimostrare.Cosi si mettono in commercio prodotti di cui ,piaccia o no,non si sa niente.A titolo d'esempio,per il vaccino contro il papillomavirus studi un po piu accurati come raccomandati dal Vaccine Safety Commitee, Division of Health Promotion and Disease Prevention saranno disponibili solo nel 2020,ad una quindicina.di anni dall'inizio della distribuzione del prodotto.Quei quindici anni sono un tempo accettabile per la Biologia ma non per il business,e oggi il business vince a mani basse.

Da VACCINI SI O NO? Stefano Montanari e Antonietta M. Gatti (Macro Edizioni)

martedì 5 settembre 2017

GIOVANNI FAVIA:"Nel 2007 Di Battista votava Veltroni e sognava di fare il tronista"




Mi ricordo il Giovanni Favia del 2012 ancora grillino.Andai in provincia di Reggio Emilia in un famoso locale di quelle parti chiamato FUORI ORARIO, dovevo chiedere a Giulia Innocenzi perchè non mandarono in onda il servizio sulla MMT a Rimini. Favia  ebbe una discussione con la bella Giulia difendendo Grillo con i denti e il video lo trovate sul mio canale Youtube.
Dieci anni fa ci fu il V-DAY a Bologna che lanciò il Movimento 5 Stelle.Dieci anni di battaglie contro il finto potere,mentre con quello che sta distruggendo il ceto medio-basso,poco o nulla,basta rileggere le dichiarazioni di Di Maio a Cernobbio domenica 3 settembre .



da IL RESTO DEL CARLINO del 4 settembre 2017-Intervista a Giovanni Favia di Federico Del Prete

FAVIA DIECI ANNI FA LEI ERA IN PIAZZA?

Certamente.Ero iscritto da poco, ma quel giorno rappresentò la svolta per cui decisi di impegnarmi in prima persona.

PERCHE'?

In piazza Maggiore si percepiva sopratutto un sentimento di speranza,una voglia di riscatto in contrapposizione a un quadro politico chiuso,che aveva stancato e rassegnato un'intera generazione,la mia.

E LA POLITICA?

Quella arrivò dopo.All'inizio nessuno ci pensava, nemmeno io.Come potevi immaginare che un comico avrebbe mai potuto dare vita a un partito? Noi volevamo solo alzare la testa e gridare contro ciò che ci indignava.

POCHI MESI DOPO,PERO',SIEDEVA IN CONSIGLIO COMUNALE.

Ci venne la voglia di provarci,ma non fu così scontato:facemmo mille assemblee,con altrettante spaccature e discussioni di alto livello.Era un'epoca pionieristica: le porte erano aperte a tutti,entravano dei matti, ma anche grandi personalità che volevano lavorare per ricostruire la società civile italiana.

SEMBRA PARLARNE CON NOSTALGIA.

Se ci penso, mi si stampa in volto un bel sorriso.Eravamo un movimento spontaneo,disorganizzato e libero.Era il nostro bello,tutto da volontari.Oggi non è rimasto nulla.

BEH, IL MOVIMENTO 5 STELLE RISCHIA DI ESSERE IL PRIMO PARTITO ITALIANO.

Ma non c'entra nulla con quell'inizio.All'epoca Di Battista votava Veltroni e sognava di fare il tronista,mentre Di Maio militava nella destra studentesca.Gente che aveva bene in testa cosa voleva fare, che è arrivata quando i Cinque Stelle sono diventati piu grandi.Purtroppo alle persone pensanti,Grillo ha preferito i leccapiedi obbedienti e in questi anni non è stato creato nulla, solo una melassa contraddittoria e cinica caccia di voti.


lunedì 4 settembre 2017

Grazie all'intervento degli Usa (e alleati) c'è stato l'impoverimento dell'Iraq



La popolazione irachena non imputava la sua povertà al regime di Saddam ma all'Occidente.Il ceto medio,inizialmente forte, fu completamente distrutto e ridotto in povertà dalle sanzioni,soprattutto per effetto dell'inflazione galoppante.Pochi anni dopo in Iraq era rimasto solo un ristretto ceto di benestanti che gravitava attorno al regime,mentre il restante 90-95% della popolazione viveva alla giornata.Solo nei territori curdi,al Nord,la situazione era meno drammatica.Con l'appoggio dell'Occidente,che tra l'altro istituì una zona con divieto di sorvolo ai caccia iracheni ,i curdi iniziarono allora un percorso verso l'autonomia e l'indipendenza di fatto.
All'epoca ,a Baghdad,era frequente incontrare conducenti di taxi con indosso un logoro abito Armani o Hugo Boss,ex  docenti universitari o dirigenti per i quali una volta le vacanze in Svizzera erano la normalità e che ora provavano in qualche modo a mantenere a galla sé stessi e la famiglia.Il tasso di alfabetizzazione ,nel 1989 ancora pari al 95%,il piu elevato nel mondo arabo,nel 2000 era sceso di oltre la metà.Il sistema sanitario,prima tra i migliori al mondo,era ormai a pezzi e il tasso di mortalità infantile si era trasformato nel giro di dieci anni da uno dei piu bassi a uno dei piu alti del mondo.Questo impoverimento della popolazione irachena provocato intenzionalmente,in particolare dagli Usa e dalla Gran Bretagna,rientra nei crimini meno conosciuti o, per meglio dire,riconosciuti della politica occidentale dopo la Seconda guerra mondiale.E una delle cause essenziali che hanno portato in Iraq al crollo dei valori di civiltà e dello Stato stesso.Questo crollo è stato seguito,pochi anni e un'altra guerra piu tardi,dal regime di terrore delle milizie ,prima tra tutte lo Stato Islamico.
Il 12 maggio 1996 il conduttore del popolare programma giornalistico americano 60 Minutes chiese alla segreteria di Stato Madeleine Albright:"Pare che in Iraq siano morti finora mezzo milione di bambini.Un numero piu alto di quello dei bambini morti a Hiroshima.Ne vale la pena? .Rispose Madeleine Albright:"Penso che sia una scelta molto ardua ma il prezzo...crediamo che ne valga la pena".Due anni dopo,a un evento tenutosi a Cleveland,nell'Ohio,dichiarò:"Scommetto che ci preoccupiamo piu noi del popolo iracheno di Saddam Hussein".E inoltre:"Se ricorriamo alla forza,lo facciamo perché noi siamo l'America! Siamo il Paese indispensabile.Siamo orgogliosi e sicuri di noi,siamo piu lungimiranti".
Era lecito ritenere che con la liberazione del Kuwait,nel febbraio 1991,fosse venuto meno il fondamento della risoluzione 661 e che quindi si sarebbero risolte anche le sanzioni.Ragionare cosi però vorrebbe dire sottovalutare l'impero.Alla vigilia della guerra in Kuwait ,perfettamente in linea con la dottrina Carter del 1980,il presidente Bush senior aveva dichiarato:L'accesso al petrolio del Golfo Persico e la sicurezza dei principali Paesi della regione,nostri alleati,sono decisivi per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti (...).Gli Stati Uniti persisteranno  nel difendere i propri interessi vitali nella regione,se serve con la forza militare,contro ogni potenza i cui interessi danneggiano i nostri".L'attacco all'area di servizio Kuwait divenne perciò l'inizio della fine per il dominio di Saddam.Una prepotenza del genere esigeva una risposta,a prescindere dalle perdite.Allo stesso tempo la condotta americana rivolgeva un monito inequivocabile agli altri detentori di potere della regione:non vi mettete contro di noi.

domenica 3 settembre 2017

IL SOCIOLOGO DANIEL COLOMBO:"La minaccia è piu per le donne musulmane che per le italiane"




Emergenza stupri. Questi amici miei è il modello di società americana portato in Europa, abbiamo un esercito di zombi. Anni fa il regista Romero fece il film ZOMBIE per descrivere la società americana,oggi lo si può fare per descrivere quella mondiale.
Dire che la maggior parti degli stupri è opera degli stranieri è comodo,sappiamo che non tutte le donne hanno il coraggio di denunciare sopratutto in quelle zone d'Italia dove la criminalità è molto diffusa.

da IL RESTO DEL CARLINO-QUOTIDIANO NAZIONALE del 2 settembre 2017.Intervista al sociologo Asher Daniel Colombo di Alessandro Belardetti

PEROFESSOR ASHER DANIEL COLOMBO,PERCHE'  LA COMPONENTE STRANIERA IN ITALIA E' DEL 9-10%,E LA LORO INCIDENZA SUI REATI SESSUALI ARRIVA AL 30-40%?

Bisogna permettere che nelle violenze sessuali ,spiega il docente di Sociologia generale all'università di Bologna,oltre il 50% dei casi non viene denunciato.Sicuramente la percentuale è alta,la spiegazione è che gli stupri avvengono nel proprio gruppo di riferimento ,in famiglia,tra partner o ex partner.Dunque gli stranieri ne commettono di piu sulle straniere.Non è un caso che,in rapporto, le donne immigrate subiscano piu violenze di tipo sessuale rispetto alle italiane.Anche nel dramma di Rimini la vittima è straniera.


TRA LE VIOLENZE NON DENUNCIATE,IN CHE MISURA STIMA IL RAPPORTO TRA AGUZZINI ITALIANI E STRANIERI?

Difficile dirlo,ma nel sommerso è piu faticoso fare emergere stupri ai danni di  straniere:sono la fascia piu debole e hanno molti motivi per non denunciare.Il sommerso,di solito, è piu alto tra gli stranieri.


ROMENI,ALBANESI E MAROCCHINI SONO STATISTICAMENTE AL VERTICE TRA GLI AUTORI DEI CRIMINI DI GENERE:NELLA LORO CULTURA LA DONNA E' VISTA COME INFERIORE ALL'UOMO?

Sono in testa a questa pessima classifica perchè sono le popolazioni straniere piu presenti sul nostro territorio.L'Albania ,rispetto alla Romania,è un caso a parte avendo una forte componente musulmana e i valori domestici influenzano la propensione alla violenza.

L'ASSENZA,O QUASI, DI DENUNCE DI STRANIERE HA LEGAMI CON IL TERRORE DELLA DONNA,SPESSO MUSULMANE,DEI PROPRI AGUZZINI?


Non è solo paura degli uomini,ma anche timore per i figli.Forse per quanto riguarda immigrati provenienti da nazioni dove le donne vengono  segregate,le vittime straniere denunciano meno rispetto alle italiane,che negli ultimi tempi hanno compiuto progressi in questo senso.Ma molto è ancora da fare.


L'ONDATA DI MIGRANTI MUSULMANI DALL'AFRICA RAPPRESENTA UNA MINACCIA PER LE DONNE IN ITALIA?

La minaccia è piu per le donne musulmane che per le italiane.Chi emigra non è uguale a chi resta nel proprio Paese,perchè potenzialmente è piu propenso al cambiamento.L'immigrazione ci porta persone piu orientate all'avvicinamento alla cultura del Paese di approdo.


LA CONDIZIONE DI SOTTOMISSIONE DELLE DONNE IN CERTE CULTURE RENDE DIFFICILE PER GLI STRANIERI COMPRENDERE I LIMITI INVESTIGATIVI DI UN ABUSO SESSUALE?

In alcuni casi gli stranieri faticano a vedere uno stupro o una violenza  sessuale come un reato,come un comportamento ingiusto e socialmente disapprovato.


IL MOVENTE DI UNO STUPRO CAMBIA DA CULTURA A CULTURA?

La motivazione latente è la stessa tra italiani e stranieri:non solo trarre vantaggio in termini di piacere ma sottomettere la vittima e imporre il proprio volere con la forza.La prevaricazione sessuale è legata a un fenomeno di contrasto dell'emancipazione femminile.La violenza sulle donne è un problema grave,ma riguarda i maschi in generale.


venerdì 1 settembre 2017

L'inchiesta del New York Times su Giulio Regeni



Una sintesi del lunghissimo articolo scritto da Declan Walsh sul New York Times magazine

Nel 2005 ,quando Regeni tornò al Cairo,si pensava che per gli stranieri le regole fossero diverse.Era vero che qualcuno di loro era finito nei guai.All'inizio di quell'anno ,il giornalista australiano Peter Greste ,di Al Jazeera ,era stato liberato dopo tredici mesi di prigione  per "danni alla sicurezza nazionale".Uno studente francese era stato espulso  per aver intervistato alcuni militanti per la democrazia.I referenti accademici di Regeni gli avevano consigliato di evitare i contatti con i Fratelli musulmani."La situazione qui non è facile ",aveva scritto Regeni in un messaggio a un amico un mese dopo il suo arrivo.Ma nel complesso,come mi ha detto la sua tutor, Regeni era convinto che il suo passaporto lo avrebbe protetto.L'unica paura che aveva era quella di essere rispedito a Cambridge prima di aver completato la sua ricerca.
Una settimana dopo la scomparsa di Regeni,l'ambasciatore italiano al Cairo Maurizio Massari ebbe un presentimento.Folti capelli grigi e fascino discreto,Massari popolare nell'ambiente diplomatico del Cairo.Gli piaceva ospitare studiosi e politici egiziani ,e durante i weekend guardava le partite di calcio con l'ambasciatore statunitense  Robert Stephen Beecroft.Ma ora camminava nervosamente per i lunghi corridoi di marmo dell'ambasciata italiana affacciata sul Nilo.
Dopo la morte di Regeni,Massari cominciò a essere preoccupato per la sicurezza dell'ambasciata.Smise subito di usare la posta elettronica e il telefono per discutere questioni delicate.Per comunicare con Roma usò il vecchio sistema di messaggi in codice su carta.Le autorità italiane   temevano che gli egiziani che lavoravano all'ambasciata trasmettessero informazioni alle loro forze di sicurezza.Notarono  che in un appartamento di fronte all'ambasciata,un buon posto per piazzare un microfono direzionale,le luci erano sempre spente.Massari,ancora traumatizzato dal ricordo delle ferite sul corpo di Regeni ,si isolo' ,evito'  qualsiasi incontro con altri ambasciatori.I suoi rapporti con il governo egiziano si deteriorarono.

L'Italia è uno dei paesi piu vulnerabili dal punto di vista energetico:l'Eni non è solo un colosso da 60 miliardi di euro,con attività in 73 paesi,ma anche un componente essenziale della politica estera italiana.
L'Eni assume da sempre agenti segreti a riposo per la sua divisione di sicurezza interna,dice Andrea Greco,uno degli autori di LO STATO PARALLELO (Chiarelettere),un libro sull'Eni.
"C'è una stretta collaborazione",dice "Probabilmente c'è stata anche sul caso Regeni,ma ho qualche dubbio che avessero gli stessi interessi".Una portavoce dell'Eni dice che l'azienda era inorridita dalla fine di Regeni e che,anche se non era tenuta a farlo,continuava " a seguire la questione molto da vicino" nei suoi rapporti con il governo egiziano.
Dopo mesi di rapporti diplomatici tesi,nel muro del silenzio egiziano si è aperta  una crepa,o almeno così è sembrato.In un suo viaggio a Roma ,a settembre del 2016,il procuratore capo Nabil Sadek ha ammesso pubblicamente che l'Agenzia per la sicurezza nazionale controllava Regeni  perché lo sospettava di spionaggio.In una serie di incontri dei mesi successivi i magistrati egiziani  hanno fornito a quelli italiani i documenti,tabulati telefonici,dichiarazioni dei testimoni e un video ,che dimostrano che Regeni era stato tradito da diverse persone che gli erano vicine.
Muhammad Abdullah,il suo contatto con il sindacato degli ambulanti,era un informatore dell'Agenzia per la sicurezza nazionale.Usando una telecamera nascosta ,aveva filmato la sua conversazione con Regeni sulla borsa di studio di 10.000 sterline .In seguito avrebbe rilasciato una dichiarazione raccontando nei dettagli i suoi incontri con il suo contatto alla sicurezza nazionale,il colonnello Sharif Magdi Ibraahim Abdlaal,che gli aveva promesso una ricompensa appena fosse  stato chiuso il caso Regeni.
L'identità  dell'altra persona che avrebbe tradito Regeni è forse piu sorprendente.Le autorità italiane sono arrivate alla conclusione che durante il mese precedente alla sua scomparsa,il coinquilino di Regeni ,l'avvocato Mohamed el Sayad,aveva consentito agli agenti dell'Agenzia per la sicurezza nazionale di perquisire l'appartamento.E in seguito i tabulati telefonici avrebbero dimostrato che nelle settimane successive Sayad aveva parlato con due funzionari dell'agenzia.
Sayad non ha risposto alle mie richieste di commentare la notizia,ma ho avuto un lungo scambio,su Facebook,con l'altra coinquilina di Giulio,Juliane Schoki,Sayad aveva espresso i suoi sospetti su Regeni poco dopo essersi trasferito nell'appartamento."Penso che Giulio sia una spia",le aveva detto.
Dopo la scomparsa di Giulio aveva cominciato a pensarlo anche lei.I due avevano ipotizzato che lavorasse per il Mossad (una volta  Giulio le aveva detto che aveva una ragazza israeliana ed era stato in Israele).

giovedì 31 agosto 2017

La sinistra italiana lavora molto sulla privatizzazione dei valori morali



La fenomenologia politica del neoliberismo  è centrata sulla privatizzazione dei valori morali ,che restano soggettivi e che ,in una "democrazia liberale",possono essere espressi ,senza però poter dar luogo a una linea politica ,cioè senza la facoltà di tradursi in un processo di trasformazione,fondato sul primato di un'economia dei diritti sociali ,collettivi, nazionali,dettati da esigenze di pubblica morale  come ad esempio l'aspirazione a veder concretizzati principi di sovranità,emancipazione e giustizia.Dinnanzi  alle esigenze del mercato ,in una società postmoderna regolatore unico e ultimo della vita dei singoli individui ,le istanze dettate dalla "morale" e dall'etica devono cedere il passo, per lasciare campo libero a un'economia dei diritti individuali,il cui fattore dominante è il desiderio di profitto e di riconoscimento dei singoli.Il liberismo condanna gli esseri umani alla condizione bestiale perché permette loro di perseguire i propri interessi privati,svincolandoli da obblighi e legami comunitari e di solidarietà.
È questo il sistema dell'alternanza senza alternativa,in cui segnatamente nei Psesi di democrazia liberale anglosassone (Usa e Ue in testa),ossia quelli regolati dal modello politico tanto esaltato dai radicali e dai liberali di sinistra ,governi di destra e di sinistra  si succedono applicando le medesime politiche,atlantiste in politica estera,liberiste in economia e liberali riguardo a tematiche che comprendono i cosiddetti diritti di libertà individuali al consumo postmoderno.Per quel che concerne i programmi di politica economica,infatti,per rappresentare gli interessi dei cosiddetti imprenditori,si sgomita assai tra centrodestra e centrosinistra e il Pci-Pds-Ds-Pd da partito della classe operaia si è progressivamente trasformato in concorrente della destra nella difesa degli interessi padronali,dalle ordinanze della Bce alla Confindustria.
Il "sogno americano" di un finanzcapitalismo globalizzato ,culturalmente senza classi sociali e garantito dalle forze armate della Nato o della occasionale Coalizione dei Volenterosi,è ormai considerato ,dai teorici della fine delle ideologie  e del trionfo del nichilismo capitalistico postmoderno ,il destino ultimo e ineludibile dell'umanità.Coloro i quali dissentono da questa dittatura sono genericamente sanzionati come consumatori  difettosi ,asociali,soggetti le cui vite non rappresentano motivo di lucro.
Anglotedesco è orgoglioso di far parte di questa categoria.

mercoledì 30 agosto 2017

Le scemenze di Donald Trump sull'Afghanistan



Avete capito chi comanda negli Usa? Tutti tranne che il presidente democraticamente eletto.

Ci sono due aspetti degni di nota nel discorso di Donald Trump sulla sua strategia in Afghanistan.Uno è la sua  brusca inversione di marcia.Un tempo chiedeva il ritiro delle truppe statunitensi dal paese,mentre oggi è favorevole al rafforzamento della presenza militare.Questa decisione potrebbe allungare di anni quella che è oggi la guerra piu lunga nella storia degli Stati Uniti.La decisione dimostra la crescente influenza dei generali sulla politica di Trump e la marginalizzazione  degli ideologi isolazionisti di destra.
Trump potrebbe aver ragione quando afferma che ritirarsi dall'Afghanistan lascerebbe un vuoto che i Talebani,Al Qaeda e il gruppo Stato islamico sarebbero felici di riempire.Non sarebbe solo una sconfitta politica e militare ,ma anche un grosso rischio per la sicurezza.In realtà finora l'azione delle truppe statunitensi in Afghanistan ha spinto sempre piu persone tra le braccia dei talebani ,che si sono rafforzati.
Questo potrebbe succedere di nuovo,visto che il secondo aspetto di nota del discorso del presidente statunitense è la rinuncia agli obiettivi della missione militare e l'enfasi  sulla "lotta".Infatti la costruzione di uno stato democratico non è piu l'obiettivo dell'intervento americano,ha spiegato Trump.
In sostanza,per Washington la democrazia,i diritti umani ,l'istruzione femminile e uno stato efficiente non hanno piu molta importanza in questo conflitto.Conta soprattutto "uccidere i terroristi".Questa retorica  fa temere il peggio,perché l'invio di altri soldati statunitensi potrebbe bastare a inasprire il conflitto e a far aumentare le vittime anche tra i civili.
Nei suoi discorsi intrisi di slogan patriottici ,Trump promette la vittoria.Ma non è affatto chiaro come intenda raggiungerla.Nel migliore dei casi la sua strategia,che non è degna di questo nome,non farà che rinviare la sconfitta,lasciando in eredità il problema del conflitto afgano  a chi gli subentrerà alla Casa Bianca.Nel peggiore dei casi,dopo migliaia di altre vittime gli Stati Uniti in Afghanistan saranno piu odiati che mai.

Sven Hansen (Die Tageszeitung)

martedì 29 agosto 2017

La conversione al neoliberismo della sinistra italiana





  Ce lo spiega bene Domenico De Masi:


Il capolavoro strategico del neoliberismo in Italia è rappresentato dalla progressiva conversione del Pci dal comunismo al liberismo ,pagando il prezzo della totale abiura ideologica pur di trasformarsi da partito di lotta in partito di governo a tutti i costi.La partita è stata giocata in quattro mosse e ha avuto come posta in gioco il cambiamento radicale del partito sia nel nome sia nell'ideologia,nel programma,nelle alleanze e nell'azione.
Da Gramsci a Berlinguer,passando per Togliatti,il Partito comunista italiano fa il punto di riferimento del proletariato,fedele all'idea democratica,sempre piu europeista e autonomo dall'Unione Sovietica.A partire dal 1991 il nome fu trasformato in Partito della Sinistra e il Pds,capeggiato da Achille Occhetto e Massimo D'Alema,viro' verso una socialdemocrazia che amava definirsi postcomunismo.Nel 1998 un nuovo cambio di nome: Democratici di Sinistra .Il Ds,capeggiato da D'Alema ,Veltroni e Fassino,si coloro' di "liberalismo sociale".A partire dal 2007 il nome mutò ancora una volta in Partito democratico e il Pd,capeggiato da Veltroni,Franceschini,Bersani ed Epifani,viro' ancora colorandosi ,oltre che di liberalismo sociale,anche di cristianesimo sociale.A questo punto il partito era pronto ad approdare ,sotto le mentite spoglie del Pd,in una formazione politica compiutamente liberista  che,secondo voci insistenti ,si sarebbe chiamata Partito della Nazione.Per compiere questa quarta e ultima mossa necessaria per dichiarare scacco matto al comunismo e alla socialdemocrazia è stato scelto Matteo Renzi che,in soli due anni ,ha fatto tutto il lavoro sporco:ha emarginato i sindacati,ha ridotto le tasse,ha avviato il condono dei capitali all'estero,ha rottamato Equitalia e cancellato molte sanzioni relative,ha impoverito il welfare ,ha abolito l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori,ha distribuito a pioggia ,in chiave populista,alcuni sussidi destinati piu a procurare consensi che a incoraggiare i consumi ,ha cercato di modificare la Costituzione in senso piu accentratore.Intanto i poveri sono.raddoppiati ,i disoccupati sono leggermente diminuiti in coincidenza con alcuni incentivi finanziari alle imprese,i lavoratori hanno perso le garanzie dell'articolo 18.
Trattenendo nel partito la sempre piu esigua e innocua fazione socialdemocratica (Bersani,Cuperlo e Speranza),Renzi ha cercato di salvare la parvenza di sinistra  necessaria a nascondere e concludere la virata a destra.Nello stesso tempo ha sperato che la base sociale del partito si svuotasse dei proletari refrattari  sostituendoli con elettori borghesi in fuga dalla destra berlusconiana.

lunedì 28 agosto 2017

Da Chicago:"I governi rompono troppo le scatole"




Chicago,capitale del neoliberismo ,è normale che si sentono dire queste cose.Per loro dovrebbero comandare solo i grandi colossi bancari e le grandi multinazionali.

Eugene Fama ,premio Nobel per l'economia 2013 e professore all'università di Chicago:

"Draghi sta facendo un buon lavoro ,la Bce ha imboccato la stessa strada percorsa dalla Federal Reserve anni prima e il suo corso  sarà forse un po' piu lungo ,anche per le caratteristiche dei mercati e dell'economia dell'Eurozona".

"Le misure di sostegno alla crescita servono senz'altro,specie all'indomani  di una crisi da cui l'Europa esce assai malconcia.Ma i vostri problemi hanno radici piu profonde"

"In Europa ,specie in alcuni Paesi,le dimensioni del settore privato sono davvero ridotte.C'è troppo Stato ,il governo sono ingombranti.Un recente rapporto parlava  di una presenza del pubblico nelle attività produttive pari a circa il 68% facendo  una media .C'è troppa interferenza e burocrazia e questo non aiuta la crescita sostenibile e dinamica"

"Servono a una semplicazione dal punto di vista burocratico e governi meno ingombranti.A proposito di deregolamentazione Janet Yellen ha ragione a difendere il proprio operato e quello della precedente amministrazione in termini di riforme volte a rafforzare il sistema finanziario.Sono stati fatti importanti migliorie in termini di requisiti di capitale degli istituti di capitale degli istituti bancari americani e questo ha reso piu vigorosa la resilienza del sistema nel suo complesso"

Da La Stampa del 26 agosto 2017-Jackson Hole

domenica 27 agosto 2017

Beniamino Andreatta descritto da Ferruccio De Bortoli




Ferruccio De Bortoli difende con decisione le idee  economiche di Beniamino Andreatta. Interessante la sua descrizione ma meriterebbe altro. Grazie a lui l'talia fu svenduta alla grande finanza internazionale, il debito pubblico all'improvviso si alzò  e ora stiamo pagando un prezzo salatissimo.


Nino Andreatta è sempre stato per noi giornalisti un interlocutore scomodo.Intervistarlo non era facile.Ci si sentiva sempre sotto esame.Gian Antonio Stella ,in un'intervista sul "Corriere" che appare nel bel volume a cura di Mariantonietta Colimberti ed Enrico Letta,scrive "Una gamba buttata sulla scrivania a sinistra,l'altra spericolatamente incrociata a destra,le scarpe numero 43 ben piantate in fronte al cronista."Era sarcastico nel notare i nostri limiti,impietoso nel segnalare gli errori.Tutt'altro che seduttivo, non era un politico storytelling,nè un leader che tentasse di affascinare il pubblico e la platea con una simpatia artefatta, una comunicazione precostruita.Tutto il contrario.Ma la sua intelligenza era contagiosa,colpiva l'articolazione del pensiero,la logica ferrea dei suoi ragionamenti.Non era simpatico, ma lo ammiravamo.
In uno dei tanti difficili weekend della lira agli inizi degli anni ottanta, io all'epoca lavoravo come redattore alla sezione economica del "Corriere" ,chiamammo casa Andreatta.E ci rispose credo il figlio Filippo.Alla domanda "dov'è il ministro?"  la risposta sicura,senza ombra di dubbio fu;"E' a Bruxelles".E il fatto che il ministro del Tesoro fosse partito all'improvviso fece crescere forte in noi il sospetto che l'Italia stesse per svalutare la lira o,come si diceva a quel tempo,chiedere il riallineamento all'interno del Sistema monetario europeo.Preparammo  svariate pagine,sicuri che nel weekend la svalutazione sarebbe stata ufficialmente confermata.La sera tardi arrivò una telefonata,tra l'indispettito e il divertito,dello stesso Andreatta."Scusateci ,non è vero niente,non sono partito per Bruxelles".Rimanemmo di sasso.Un collega disse:"Ma è uno scherzo da prete".Uno piu anziano ci ricordò che non aveva mai conosciuto,da cattolico praticante,un politico democristiano così laico e così coraggioso anche contro la Chiesa.
In quegli anni in cui fummo anche noi travolti dallo scandalo P2 e dal crac del Banco Ambrosiano,rimanemmo ammirati dal discorso che Andreatta fece in parlamento il 2 luglio 1982.Un atto d'accusa contro lo IOR" che in alcune operazioni con il Banco Ambrosiano", sono le parole di Andreatta,"appare assumere la veste di socio di fatto.".Questo coraggio fu pagato con lunghi anni di ostracismo e isolamento anche all'interno del suo partito.E credo che su quell'atteggiamento di esclusione poco ancora si sia scritto e molte responsabilità debbano ancora essere messe in luce.Restiamo,ancora un pò su questo aspetto così forte e coraggioso dell'Andreatta politico.Trovo sia di grande attualità ,e non è l'unico ,tra i tanti interventi raccolti nel volume di "Ariel" ,quello pronunciato a un convegno della sinistra DC, a Lavarone,il 29 agosto 1992,nel quale Andreatta rivolge una preghiera,sulla questione morale,a tutto il mondo cattolico:"Io so che la tradizione della teologia morale è stata ed è molto attenta ai problemi dell'usura della simonia...ben poco si trova sulla corruzione.Lo troviamo nella Bibbia,ma non nella teologia morale."Andreatta ricorda che nel Deuteronomio Dio non chiede la shohad,il dono o se volete la tangente,giudica la causa della vedova e dell'orfano senza lasciarsi corrompere dal loro ricco avversario.Andreatta credeva alla politica come un sacerdotizio laico.In una visione piu calvinista che cattolico-romana.Le eccezioni e le deroghe erano in cedimento al rigore, non una necessità dovuta all'inevitabile mediazione degli interessi."La politica," diceva, "è rischio , è rottura di quel castello  incantato di impotenze che spesso ci avvincono nei loro nodi e nei loro ceppi."Confessa,sopratutto dopo il sequestro e l'uccisione di Moro,tutta la propria intransigenza nei confronti di comportamenti ambigui e ipocriti,anche e sopratutto all'interno del suo partito.Il connubio tra politica e affari,che esploderà con le inchieste di Mani pulite,è all'origine del declino di tutte le virtù repubblicane.Intravede come l'invadenza del sistema dei partiti (lo chiama l'Anonima partite,ma perchè all'epoca c'era l'Anonima sequestri) porterà inevitabilmente alla crisi della democrazia e all'insorgere di movimenti populisti ,come la Lega.Nelle polemiche acerrime con i socialisti,emerge un altro dei grandi temi della malattia italiana;l'occupazione delle istituzioni "come bottino di guerra".La spartizione delle spoglie,in un'interpretazione del tutto peculiare di un principio di alternanza anglosassone.La lottizzazione determina una distruzione dei valori intimi del politico,che appare sempre meno agli elettori un proprio rappresentante e sempre piu l'esponente di una confraternita degli affari del tutto autoreferenziale.Una dura critica era rivolta all'omertà della classe dirigente privata,alla borghesia produttiva,alla pigrizia indolente delle tante corporazioni.La frase che pronuncia dopo il caso Ambrosiano: "Ho dovuto aspettare che un banchiere pendesse da un ponte di Londra:la comunità dei banchieri non aveva saputo cacciarlo prima",quante volte è stata,purtroppo d'attualità,anche in anni in cui Andreotti non aveva voce o era già morto? Ricordo la battuta sferzante sulle architetture assiro-babilonesi di alcuni istituti di credito impegnati a far sfoggio del proprio potere.E quando mi ritrovai all'inaugurazione di una fantasmagorica sede di una Popolare molto celebrata prima del crac,nella zona sud di Milano,non potei che pensare alla battuta di Andreatta.
La lettura di uno scritto di Andreatta apparso sul "Mulino" ormai piu trent'anni fa andrebbe consigliata in una lezione di educazione civica,ammesso che se ne facciano ancora,e in un corso di partito,se ne fanno ancora nonostante tutto.Il dibattito,oggi assai povero e irritante,tra rigore e sviluppo,come se fossero agli antipodi, ne riceverebbe un grande beneficio. Andreatta cita Vanoni il quale dice,siamo nel 1953,che "non è possibile per nessun paese,e tanto meno per un paese povero di capitali come il nostro,fare una politica permanente di disavanzo senza compromettere la stabilità della moneta".Andreatta ricorda Moro ,dal 1963 al 1968,negò ai socialisti riforme prive di copertura .Ma il "praticismo doroteo" diede il via,negli anni settanta,a una lunga stagione di riforme senza copertura,quella sanitaria e quella pensionistica."La nostra generazione",notava Andreatta ,senza avvertire i pericoli,ha preferito allontanare i problemi,ha scelto di costituirsi il suo stato sociale a spese delle generazioni future".Questo passaggio è di grande attualità e ci interroga sulla sostenibilità del nostro welfare,che presto porrà la politica davanti al tema spinoso di non poter garantire un servizio universale in molte delle prestazioni di base.Questa deriva Andreatta l'aveva colta con grande lucidità.

da POTERI FORTI (O QUASI). Ferruccio de Bortoli (La nave di Teseo)