Anglotedesco

Anglotedesco

Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

martedì 31 maggio 2016

L'accordo segreto sul commercio (TTIP) sembra una riunione del Bilderberg...



Siete ancora convinti come ci vogliono far credere i grillini che se ripulisci il parlamento a Roma risolvi tutti i problemi? Perchè quello che leggete sotto è a dir poco scandaloso, fare tutto questo sperando che la gente non sappia nulla, questo è terrorismo.
Sono dichiarazioni di guerra, ma la gente quando lo capisce? Bisogna aspettare che gli aerei tedeschi ci bombardano o vedere marciare gente in camicia nera?

da IL RESTO DEL CARLINO del 31 maggio 2016

Appuntamento in via Veneto 33, per l'ultimo segreto di Stato.Il TTIP il trattato transatlantico di libero scambio che Bruxelles e Washington negoziano dal 2013 rigorosamente lontano dagli occhi dei loro concittadini,e sopratutto lontano dal controllo delle opinioni pubbliche, il senatore Stefano Ludici,capogruppo M5S a palazzo Madama,come ogni parlamentare ha ricevuto in lettera del ministro dello Sviluppo economico,Carlo Calenda, con la quale si informa dell'apertura delle consultazioni dei documenti sul TTIP ,con l'avvertenza che i documenti sono soggetti a segreto di Stato.Lucidi ,che come tutti i grillini,è un oppositore di lungo corso del TTIP ,vuole finalmente leggerlo quel trattato sinora  uscito solo a spizzichi e bocconi,sopratutto grazie a Greenpeace.Così si è prenotato e lunedi si è presentato al ministero tra i primi quattro,alle 9.45.

All'ingresso,dice, vengo identificato dai Carabinieri di guardia,che controllano i documnti e la mia prenotazione,quindi mi accompagnano all'ascensore e poi davanti alla porta della stanza sulla quale è appeso un cartello con due bandiere,una americana e una europea.Sono poche decine di passi,ma non vengo lasciato solo un attimo.Evidentemente  non si fidano.Li davanti trovo il responsabile sicurezza del ministero, che si presenta e mi invita a lasciare le mie cose in uno dei quattro armadietti.Mi ricorda che è assolutamente vietato portare telefonini,computer o altre apparecchiature elettroniche.Sono consentiti carta e penna, ma è tassativamente vietato trascrivere brani del materiale che intendo consultare.Posso solo prendere appunti.
Ogni passo è seguito dal solente funzionario presente nella stanza assieme ai quattro parlamentari."Quando alla fine gli ho chiesto se voleva controllare i miei appunti, lui mi ha detto che non serviva."Tanto ho visto che non ho copiato.Discretamente,non mi aveva staccato gli occhi di dosso".
"Quando esco,conclude Lucidi,sono infastidito.Il privilegio di leggere quel testo io non lo  vorrei avere.Quel testo deve essere liberamente consultabile da tutti.Solo conoscendolo durante la discussione,la gente può decidere se il TTIP è davvero nell'interesse comune.Mantenerlo così segreto è il modo migliore per far crescere il sospetto nell'opinione pubblica che l'accordo sia a beneficio di pochi".

lunedì 30 maggio 2016

CARLO CALENDA risponde agli anti- TTIP...Anglotedesco non è d'accordo col ministro...




Come spiega Paolo Barnard nel video che trovate sotto ,dimostra che quello che dice il ministro Calenda sono delle cretinate abbastanza grosse.Il libero scambio Europa-Usa creerebbe pochissimi posti di lavoro, saremmo invasi da robaccia che fa ingrassare (basta guardare la spaventosa percentuale di persone obese negli Usa).Visto che dobbiamo americanizzare sempre di piu il vecchio Continente, permettiamo anche questa porcata.








  da IL CORRIERE DELLA SERA del 30 maggio 2016-Intervista al ministro dello Sviluppo Economico di Andrea Ducci

"L'Italia è uno dei Paesi che beneficerebbe in misura maggiore sull'accordo di libero scambio tra Europa e Usa.Il trattato ha l'obiettivo di ridurre i dazi e le barriere non tariffarie che gravano.Sulle esportazioni sia americane che europee.Facile immaginare cosa significhi per un'economia come quella italiana che poggia,per esempio,sull'export agroalimentare e tessile.L'accordo eliminerebbe quei picchi tariffari e non tariffari che arrivano a pesare fino al 40% sul costo di un bene.Un valore che rende l'idea di quanto potrebbe crescere il nostro export".

"Le campagne di informazione contrarie al TTIP hanno denunciato il rischio che l'accordo privilegi le grandi multinazionali a danno delle medie imprese.Una tesi assurda poichè l'eliminazione di dazi e tariffe agevolerà proprio le medie e piccole aziende.Mi spiego con un esempio: una grande casa automobilistica europea,di fronte a ostacoli come dazi e barriere,delocaliza o assorbe i costi  aggiuntivi tramite le economie di scala,soluzioni che non può adottare una media azienda che fornisce componenti auto realizzati nel Vecchio continente.Facile intuire a chi porterà un vantaggio il trattato".

"Il TTIP è fondamentale per chiudere la prima fase della globalizzazione e riequilibrare gli effetti che sono stati pesanti in occidente per la classe media.La globalizzazione ha diminuito le disuguaglianze nel mondo, ma le ha aumentate nella società occidentali.Con l'accordo l'occidente tornerà a controllare gli standart del commercio globale,contribuendo ad eliminare il dumping sociale e ambientale.Per questo il negoziato è una risposta alle inquietudini dei cittadini generate dallo spostamento di potere economico verso oriente,e verso la Cina in particolare,avvenuto negli ultimi trent'anni".

sabato 28 maggio 2016

ZYGMUNT BAUMAN:" 2/3 degli americani vivono coi soldi contati...e votano Trump"



C'è poco da aggiungere a quello che scrive questo straordinario uomo.Purtroppo si ha l'impressione che quando si scrivono queste cose e le ripeti alla gente, parli al muro...Piu o meno un anno fa feci un video su Youtube invitando la gente ad ascoltare lui anzichè Salvini, il risultato fu: 1 pollice in su e 4 in giù con alcuni commenti poco simpatici.Ma d'altronde questo (e anche negli Usa) un popolo sempre piu ignorante e codardo che se la prende con chi è piu facile prendersela...

Pezzo di articolo da IL CORRIERE DELLA SERA del 27 maggio 2016

Uno spettro si aggira nella terra della democrazia:lo spettro di un uomo (o donna) forte.Come suggerisce Robert Reich ,nel suo "Donald Trump e la rivolta della classe ansiosa",quello spettro (che nel caso in questione indossa le vesti di Donald Trump,benchè non disdegni di indossare molti e variegati costumi,sia popolari che nazionali) nasce (proprio come Afrodite emerse dalle onde spumeggianti del Mar Egeo) dall'ansia che di questi tempi sta attavagliando "la grande classe media americana",oggi impaurita dalle "elevatissime probabilità di finire in miseria".

"Due terzi dei cittadini americani oggi vivono con soldi contati e la stragrande maggioranza rischia di perdere il posto di lavoro da un momento all'altro.Molte ingrossano le file della manodopera "a chiamata" lavorano cioè quando sono necessari,si accontentano dei compensi che gli vengono offerti, a discrezione del datore di lavoro.Eppure,queste stesse persone ,nel momento in cui non riescono piu a pagare l'affitto o il mutuo della casa,rischiano di partecipare nel baratro.Questi "due terzi degli americani" sono costretti a camminare sull'acqua,squassati da venti di tempesta non meno impetuosi di fede;ma oggi la "classe ansiosa" di Reich non sa piu che cosa riporre la sua fiducia.Le reti di sicurezza sono piene di buche.La maggior parte di coloro che perdono il lavoro, impedendo che le aziende delocalizzano in Asia oppure che i posti di lavoro vengano presi da immigrati clandestini disposti a lavorare per meno".
Tuttavia,osserva Reich,affidarsi all'onnipotenza dell'uomo forte rappresenta un "sogno impossibile",e se Trump è riuscito a guadagnarsi la fiducia dell'elettorato,lo ha fatto ricorrendo a "trucchi da impostore".Eppure,la chiamata a raccolta della "classe ansiosa" per stringersi attorno al mago,che ci inganna facendo balenare ai loro occhi quel sogno impossibile,non rappresenta necessariamente una reazione scontata e inevitabile".

Joseph M.Schwartz,professore di scienze politiche alla temple university:

"La classe media e i lavoratori bianchi,oggi in difficoltà economiche,sono pronti a seguire la politica razzista e nazionalista di Trump e del Tea Party (convinti che il gioco sia tutto predisposto a favore delle fasce piu povere della popolazione di colore), oppure si uniranno per dare battaglia contro le èlite imprenditoriali,che hanno sancito l'annientamento della classe operaia? Non è per nulla ovvia.

venerdì 27 maggio 2016

JOSE' ANGEL GURRIA (Segretario Ocse):"Renzi ha coraggio politico da vendere"



Partiamo subito da quello che ho sottolineato, leggete e commentate.Il segretario dell'Ocse e non il presidente della Bocciofila, esalta Renzi perchè ha abolito l'articolo 18,uno dei fondamentali per un lavoratore.
Io mi chiedo:ma la gente, il ceto medio-basso, non ha ancora capito che in guerra? Che la dittatura neoliberista gli ha dichiarato guerra? Che deve fare una vita da precario? Ma cosa aspetta a ribellarsi? Fate pure i lavoretti saltuari e poi mettetevi in fila per il telefonino di ultima generazione.

da LA REPUBBLICA del 27 maggio 2016 -Anais Ginori

"Un patto per la crescita è necessario se vogliamo lasciarci davvero alle spalle gli effetti della crisi.La crescita mondiale è mediocre,al 3% ,con una correzione delle stime in negativo,e rimane inferiore alla media del 4% che conoscevamo fino al 2008".

"Dopo otto anni di sforzi finanziari sui bilanci pubblici,di regolamentazione e consolidamento delle banche,possiamo dire che il sistema è molto piu forte e stabile di quello che era al momento della crisi.Ciò che serve desso è concedere piu margini di spesa ai governi.Anzi direi piu libertà di investimento, lasciando la possibilità di finanziare grandi opere e infrastrutture.Ha anche un'idea esatta di quant:incrementare di mezzo punto la spesa dedicata a questi progetti.Deve essere in regola estesa a tutti i Paesi,cosi da avere un effetto moltiplicatore in cui non vale l'aritmetica :uno piu uno diventa tre".

"Non sono pazzo.Sappiamo che le politiche di austerità non portano una crescita soddisfacente:per l'anno in corso l'aumento del Pil nell'eurozona è previsto all'1,4%.Serve qualcosa che faccia da detonatore:0,5 punti in piu di investimenti pubblici per tutti i governi dell'eurozona.Non solo per i Paesi che hanno un surplus finanziario,come la Germania.Nell'immediato ci potrà essere un piccolo aumento del deficit:ma dopo 2-3 anni il rapporto debito-Pil scenderà grazie alla crescita.Dico di piu è necessario farlo con urgenza".

"Il dato dell'Italia è tornato finalmente in segno positivo.Significa che c'è la luce in fondo al tunnel.Merito del vostro giovane premier e del suo ministro dell'Economia che era uno dei nostri migliori economisti all'Ocse.Scherzando ho detto a Renzi che ha preso Padoan per aumentare l'età media dell'esecutivo".

"Viste da fuori sembra un Paese in cui finalmente le cose si muovono.Certo ci sono proteste,contestazioni,ma almeno si va avanti.Ricordo che la prima volta che ho discusso di come riformare il vostro mercato del lavoro al governo c'era Romano Prodi.Poi ne ho discusso altre volte, anche con mario Monti.Ma l'unico che ha messo in pratica la riforma è stato Renzi.Si è messo in gioco personalmente ,ha scommesso tutto per superare l'articolo 18,che obiettivamente rendeva i contratti di lavoro intoccabili.E' ora ho visto che sta andando avanti con la riforma costituzionale.Ha coraggio politico da vendere".


giovedì 26 maggio 2016

GUSTAVO ZAGREBELSKY:"L'Europa è una scelta,non un guinzaglio"




L'Europa invece con il Trattato di Lisbona tiene al guinzaglio gli stati membri con misure di austerità, taglio alla spesa pubblica, distruzione dello stato sociale e togliendo diritti ai lavoratori.ZAGREBELSKY è un altro che sta zitto sui crimini della dittatura europea.


da LA REPUBBLICA del 26 maggio 2016- Ezio Mauro

"Pensi al modo abituale di tirare avanti esponendosi ai creditori.Il debitore finisce per sapere totalmente nelle loro mani.Nel diritto antico potevi finire schiavo.Oggi puoi essere spogliato.Si canta vittoria quando la finanza internazionale rifinanza il debito pubblico e non si vede il nodo del cappio che stringe.Eppure c'è l'esempio della Grecia che parla chiaro lo stato sociale è allo stremo e si sono chiesti in garanzia,spiagge,isole e porti,se non anche il Partenone".

"La prima strada porta alla rottura dei vincoli sociali,diciamo pure alla distinzione della società,condannando,piu deboli all'impotente e irrilevanza.La seconda passa per un grande discorso democratico ,franco, sincero,che non nasconda le difficoltà e chiami tutti a uno sforzo di responsabilità,mobilitando le energie civili del Paese e recuperando sovranità".

"Non penso che l'Europa sia un nemico.E' una scelta, non un guinzaglio.L'articolo 11 della Costituzione prevede la possibilità che l'Italia limiti la sua sovranità a favore di organismi internazionali,ma a condizione che ciò serva alla pace e alla giustizia tra le nazioni.Che cosa vuol dire? Che non è un'abdicazione incondizionata alla finanza,entità immateriale con conseguenze molto concrete, ma una partecipazione consapevole e paritaria a istituzioni democratiche sovranazionali.L'Europa dovrebbe significare piu,non meno democrazia".

"C'è un pensiero unico in campo, tra l'altro responsabile della crisi.Perfino un riformista come Keynes è considerato un eretico.La politica,dicevo, si è ridotta a una dimensione duramente esecutiva,con interventi tampone,incapace di un pensiero autonomo e prospettivo.L'implosione è sempre in agguato".

mercoledì 25 maggio 2016

Precari nei tribunali a 400 euro al mese.Il governo Renzi è contento...




Quante ce ne sono di queste storie, per le statistiche queste persone risultano occupate come il milione e mezzo di voucher, e il governo Renzi si vanta di aver diminuito la disoccupazione.Tra tv,video in rete e conferenze che vado ad ascoltare e riprendere, i ministri del governo Renzi cercano sempre di arrampicarsi sugli specchi.Nessuno però ammette che devono rispondere al TRATTATO DI LISBONA che nessun giornalista (tranne Barnard alla Gabbia) si azzarda a spiegare alla gente.

da IL FATTO QUOTIDIANO del 24 maggio 2016-Ferruccio Sansa

Poco piu di 5 euro e mezzo l'ora.Lordi.Meno di una colf.Fanno 400 euro lordi al mese.Non basta per andare in ferie,fare figli,mangiare una pizza con la fidanzata.Siamo 2.500 e tutti insieme guadagniamo un quinto di Sergio Marchionne,siamo come lavoratori in nero.Nero di Stato.
Parla Paolo,uno dei precari della giustizia.Senza di loro i tribunali finirebbero a gambe all'aria:su 47.000 amministrativi previsti (16.000 meno del 1995) ne manca.Il 20%.L'età media è 55 anni.C'è bisogno di persone che sappiamo maneggiare i computer e svolgano mansioni delicate:dalla preparazione  del fascicoli d'udienza alla registrazione nei terminali.Quel processo telematico che sta tanto a cuore al governo.
Giancarlo Cribiori ha 53 anni,è al Tribunale di Milano:"Sono qui da cinque anni", dal fallimento dell'impresa dove lavorava.Destini simili:gente preparata,con voglia di fare,ma nell'età critica in cui trovare un posto è quasi impossibile.Giancarlo racconta del suo lavoro,la preparazione delle udienze e i fascicoli che andranno in cassazione.Roba delicata.Lui ha imparato, colleghi lo giudicano "uno preparato";ma sono sempre 400 euro lordi per settanta ore.

martedì 24 maggio 2016

YVES MENY:"La sinistra non fa nulla per contrastare le disuguaglianze"




Non c'è dubbio che l'estrema destra sia aumentata  ,sopratutto nelle periferie dove avvengono le cosidette "guerre fra poveri".Difficilmente da quelle parti la gente legge un libro di Stiglitz,Bauman  e altri che spiegano i danni della globalizzazione e del modello economico che sta distruggendo chi vive nei quartieri popolari.Siccome al ceto medio-basso sono rimaste soltanto le briciole, voglio un partito che me le dia a me, cioè quelli di estrema destra.
Le sinistre neoliberiste ovviamente non fanno nulla per ridurre le disuguaglianze, l'importante è avere in conti in ordine a suon di austerità, lavoro precario, privatizzazioni.

CHI E' YVES MENY?

Docente universitario francese,presiede la scuola superiore Sant'Anna di Pisa.E' studioso dei populismi.

da IL RESTO DEL CARLINO - 23 maggio 2016-Yves Mèny risponde alle domande di Giorgio Caccamo

"E' come un terremoto:dopo quella principale arrivano tante scosse di assestamento. All'Ue stanno arrivando centinaia di messaggi,ma nessuno,tra i partiti di governo,ha la soluzione miracolosa e i nazionalismi avanzano".

"I populismi nascono generalmente dallo scontento degli elettori.Lo stesso Joerg Haider era una facile reazione a una divisione del potere che dal Dopoguerra aveva riguardato solo due partiti,socialdemocratici e democristiani,che decidevano tutto,dalla formazione del governo alla nomina dell'ultimo bidello.A un certo punto la gente si è ribellata.Si è ribellata a causa della crisi economica e finanziaria,hanno  vita facile i sentimenti anti europei contro lo straniero.Per gli elettori è coerente chi difende un "modello nazionale",i fenomeni migratori si contrappongono al senso dell'identità.E' così il populismo vira spesso all'estrema destra e sulla xenofobia,su messaggi come quello di Hofer.Mentre gli altri hanno scelto il candidato vende,Van Der Bellen, proprio per votare contro Hofer e gli slogan anti migranti".

"Quelle forze che in alcuni Paesi hanno garantito stabilità e ricchezza per decenni,non sono piu percepiti come in grado  di dare risposte.E l'estrema destra è brava ad approfittarne! Le emozioni collettive,la loro mobilitazione,non sono nazionali.Chiudere le frontiere è un'illusione,i piu giovani forse neanche sanno che l'Europa era terra di emigrazione,dimenticano le guerre.D'altra parte,dopo la guerra civile,500.000 spagnoli non furono accolti tutti calorosamnte dalla Francia.E anche i tedeschi dell'Est dopo la riunificazione".

"Stanno cercando soluzioni:al momento si muovono su due piani.Da una parte,come fa Cameron in Gran Bretagna o farà l'Ungheria in autunno sull'accoglienza dei migranti ,promuovono referendum sui temi europei.Ma anche Trump e Sanders negli Usa,con le loro posizioni contro il commercio internazionale,sono un riflesso di questa linea di pensiero".

"La sinistra ,di governo ma non solo,non ho fatto nulla,per contrastare nuove forme di disuguaglianza come quella generazionale".

lunedì 23 maggio 2016

In Austria vince Van Der Bellen? I massoni non perdono mai...




Van Der Bellen dice di essere uscito dalla massoneria,ma la mentalità resta quella e ha vinto. Dalla descrizione e dai ragionamenti che fa, è un uomo perfetto per la dittatura europea.I migranti sono un opportunità perchè ovviamente tengono bassi i salari del ceto medio-basso e si sfruttano piu facilmente.Della vera sinistra questo "Verde" ha poco o nulla...

da LA REPUBBLICA del 23 maggio 2016

CHI E' VAN DER BELLEN?

Aristocratico figlio di profughi,Alexander Van Der Bellen è un Verde anomalo.Fumatore incallito ,amante delle automobili, è stato per lunghi anni un militante socialdemocratico prima di diventare ambientalista.Ma sotto la sua guida,i Verdi hanno raddoppiato i voti,ma la fine degli anni Novanta e la fine degli anni Duemila.In una campagna elettorale dominata dal tema dei migranti,ha sempre definito i profughi "un'opportunità" e ha ricordato le sue origini per rifiutare un tetto agli arrivi come quello stabilito dal governo.
Van Der Bellen è cresciuto li.Economista, due figli avuti dalla prima moglie Brigitte,con cui è stato sposato per 50 anni, Van Der Bellen si è risposato l'anno scorso con la collega dei Verdi Doris Schmidauer,entrato, per sua stessa ammissione, nella massoneria negli anni Settanta,ha dichiarato successivamente di averla abbandonata.Candidato indipendente,appoggiato con qualche tentennamento dai due partiti della Grande coalizione,popolari e socialdemcratico,potrebbe diventare il primo presidente Verde della storia austriaca.Con cui alla Holfburg,l'Austria potrà tirare un sospiro di sollievo ma anche l'Europa.La sua nomina significa continuità.
Anche se ha minacciato di  ampliare i suoi poteri,in caso di emergenza,lo farebbe solo se la destra dovesse vincere le elezioni:in quel caso ha già dichiarato che si rifiuterebbe di nominare a capo del governo il leader della Fpoe Strache.Sembra evidente che la sua interpretazione del ruolo alla Holfburg sarà in sintonia dei Capi di Stato che hanno guidato l'Austria dalla fine della guerra a oggi.E ieri ha ribadito che "la più grande differenza tra lui e Hofer è che io sono filoeuropeista.Nel resto del continente,nessuno dovrà temere alzate di testa da parte del Verde.

domenica 22 maggio 2016

Intervista del 1977 di Roberto Gervaso a Marco Pannella





Di Pannella ho condiviso solo due battaglie:quella sul divorzio e sull'aborto, per il resto non mi piaceva e trovavo delle commedie i suoi scioperi della fame e glielo fa notare Roberto Gervaso (iscritto alla loggia massonica P2) in questa intervista del 1977.
Marco Pannella però scioperi contro la dittatura finanziaria non l'ha mai fatto, contro lo strapotere bancario mai.


da IL DITO NELL'OCCHIO -Roberto Gervaso (Rusconi)

Chi è Pannella:un crociato o un rompiscatole,un martire o un dritto? Si parla di lui,e lui fa tanto per parlare di sè.La sua battaglia per i diritti civili ha diviso l'Italia,scatenando un Niagara di polemiche.L'attaccano da tutte le parti,i comunisti addirittura lo schiaffeggiano,e lui attacca tutti porgendo,ma fino a un certo punto,l'altra guancia.Dicono che i suoi scioperi della fame non siano scioperi,ma agitazioni; diete,non diguini.Lui si difende chiamando a testimoni medici e bilance.Chi ha ragione:Pannella o i suoi "detrattori"?

QUANDO DIGIUNO' LA PRIMA VOLTA?

Nel 1968,contro i carri armati di Praga.


QUANTO DURO' AL MASSIMO UN SUO DIGIUNO?

62 giorni.


QUANDO?

Nell'estate del 1974.


QUANTI CHILI PERSE?

32.


L'ACCUSANODI DIGIUNARE ALL'ITALIANA, ANZI ALLA ROMANA, CON CAPPUCCINI E MARITOZZI.PIU CHE DIGIUNI INSOMMA,LE SUE SAREBBERO DIETE.

Anche la dieta è digiuno.Che sono 180 calorie contro 3500 di cui abbiamo bisogno? Eppoi gli ultimi scioperi della fame e della sete sono stati totali.


LA CHIAMANO IL "GANDHI ALL'AMATRICIANA".

E mi chiamano bene.Gandhi digiunava e io digiuno.


C'E' UN NESSO FRA IL DIGIUNATORE POLITICO E CHI NON MANGIA PER MANCANZA DI CIBO?

Si,la differenza atroce che c'è fra libertà e un'immonda violenza che si subisce.


NEI SUOI DIGIUNI NON C'E' UN PO' DI VITTIMISMO?

No.Quando digiuno mi rado due volte al giorno e indosso lindi girocolli.Non voglio commuovere nessuno.



SE NON SI PARLASSE TANTO DEI SUOI DIGIUNI,SEGUITEREBBE A FARLI?

Digiuno perchè non si parli piu dei miei digiuni,ma delle nostre idee.Delle "nostre" e di quelle "altrui".


HA MAI FATTO INDIGESTIONI?

No.


E SCORPACCIATE?

Tante.


SE FOSSE MINISTRO,DIGIUNEREBBE?

Potrei digiunare,ma potrei anche non digiunare.


QUANTE VOLTE E' STATO FERMATO?

Infinite.


E ARRESTATO?

Una volta in Bulgaria, al tempo dei carri armati di Praga,e una volta tre anni fa, a causa della droga.


PROCESSATO?

Almeno 150 volte.


E CONDANNATO?

In via definitiva,una.


SIETE DUNQUE UN PARTITO IN LIBERTA' PROVVISORIO.

Provvisoria? Provvisorissima.


CHI SONO I SUOI AMICI POLITICI?

Tutti i socialisti laici, libertari,umanisti.


E I SUOI NEMICI?

Personalmente nessuno.


E NON PERSONALMENTE?

Faccia lei.


SENZA DI LEI,CI SAREBBE STATO IL REFERENDUM PER IL DIVORZIO?

Senza di noi,no.


CHI VI FINANZA?

Noi.


LA SOVVENZIONANO ANCHE ALL'ESTERO?

Si, i nostri emigrati.


COME CAMPA?

Di collaborazioni giornalistiche ed editoriali.


QUANTO SPENDE AL MESE?

40.000 lire d'affitto e 32.000 di sigarette.



E PER MANGIARE?

Altrettanto.



DOVE VIVE?

In una soffitta vicino a Fontana di Trevi.


SOFFITTA O ATTICO?

Soffitta.


E' VERO CHE QUAND'E' FELICE PIANGE?

Mi commuovo nelle mie falicità e, a volte,ci scappa anche una lacrimuccia.


SE L'ASPETTAVA LO SCHIAFFONE DAVANTI ALLE BOTTEGHE OSCURE?

No, ma non mi ha affatto stupito.In altre occasioni i rappresentanti dello Stato ci hanno anche rotto la testa.


CHE FAREBBE SE I RADICALI ,MINORANZA D'ELEZIONE, DIVENTASSERO MAGGIORANZA?

Ci dissolveremmo in un'unità libertaria e socialista piu ampia.Ma noi radicali siamo già interpreti di maggioranza.


LE PIACE ANDARE IN TELEVISIONE?

A questo costo,no.


A CHE ORA S'ALZA?

Dipende a che ora vado a letto.


E A CHE ORA VA A LETTO?

Varia.

HA FATTO LA PRIMA COMUNIONE?

Si.


E LA SECONDA?

Non ricordo.


CHE SOCIETA' VUOLE?

Una società libera,socialista,umanista,volterriana.Una società senza violenza,nè pubblica,nè privata.


IN NOME DELLA NON VIOLENZA,LEI OGNI TANTO MINACCIA IL SUICIDIO,CIOE' IL DIGIUNO FINO ALLA MORTE.MA NON E' ANCHE QUESTA VIOLENZA?

No, perchè ogni volta reagiamo a un tentativo d'assassinio contro i noi e le nostre idee.


L'HANNO DEFINITA UN "PROFETA DISARMATO",COME MACCHIAVELLI DEFINI' SAVONAROLA.NON TEME DI FAR LA FINE DEL FRATE DOMENICANO?

No.C'è in noi un pò di Savonarola,un pò del "Principe",un pò di Macchiavelli,ma siamo gente nuova.


QUANTI ALTRI REFERENDUM BOLLONO NELLA SUA PENTOLA?

Almeno otto.Bisogna attuare la Costituzione.



SE LE PIACCIONO LE DONNE, NON SO,MA SO CHE ALLE DONNE PIACE LEI.PERCHE'?

Lo chieda alle donne, e lo chieda anche agli uomini, anzi alle "persone".



L'HANNO ACCUSATA DI VILIPENDIO,DIFFAMAZIONE,CALUNNIA DEL PAPA, DELLA POLIZIA, DELLA MAGISTRATURA,DELLE FORZE ARMATE ,DELLA DC.HA ALTRE BESTIE NERE?

Non sono bestie nere.Non ingiuriamo e non vilipendiamo.


COSA AVETE IN COMUNE COI GRAPPUSCOLI?

Forse sete di giustizia,che però amministriamo in modo radicalmente diverso.Noi costruendo...


E LORO?

Spesso autodistruggendosi.


HA MAI PENSATO AL NOBEL PER LA PACE?

Ci ha pensato il lettore di un settimanale.Se ci pensa anche lei,a pensarci siamo in tre.



PREFERISCE IL RUOLO D'ANTAGONISTA O DI PROTAGONISTA? O TUTTE DUE?

Ha letto il mio articolo?


QUALE?  NE SCRIVE TANTI.

Quello intitolato Dall'antagonista radicale di protagonista socialista.E' tutto un programma.


BAZZICA SALOTTI?

No,anche se non ho niente contro di loro.L'avrei bazzicati volentieri ai tempi della rivoluzione francese.


SI SENTE INVESTITO D'UNA MISSIONE?

No.Vocazione e missione sono concetti cattolici,non radicali.






venerdì 20 maggio 2016

PAOLO BECCHI:"I giustizialisti e la finanza uccidono la democrazia"




Articolo perfetto scritto dal professor Paolo Becchi, la stragrande maggioranza degli analfabeti funzionali che abbiamo in Italia dovrebbero leggerlo e imparare.
In effetti i cosidetti giustizialisti l'alta finanza non l'attaccano mai, per loro non è un pericolo, il problema è la casta.E il Movimento 5 Stelle? Di economia e finanza non capiscono nulla e lo dimostra l'incontro con la Commissione Trilaterale.Per loro l'importante è pulire il Parlamento italiano...

da LIBERO del 20 maggio 2016

Il processo di dissoluzione della politica da noi era cominciato già prima,con Tangentopoli,anche se qualcosa evidentemente è andato storto,perchè oggi ci troviamo nella stessa situazione di allora,senza però avere i partiti di allora,dissolti dal furore giustizialista,che senza eliminare il fenomeno corruttivo,anzi aumentandolo,non ha fatto altro che il gioco delle grandi èlite finanziarie.I politici finivano in manette per pochi spiccioli  e intanto noi ci piegavamo a Maastricht e a tutto quello che ne è seguito ,primo fra tutto l'abbandono della nostra sovranità monetaria.La grande finanza considera i partiti come un impiccio,il residuo di una democrazia rappresentativa ormai morente.I cosidetti corpi intermedi (forze politiche,sindacati eccetera) frenano le decisioni immediate,veri e propri diktat,di cui l'esempio piu evidente è stata la famosa lettera della Bce del 2011.Presentare in blocco "i politici" di tutti i partiti come la casta è stato paradossalmente il miglior regalo che si poteva fare alla finanza.In un mondo sempre piu dominato dall'economia di facciata,Partiti, sindacati ,devono essere deligittimati;meglio simulcri di partito,dove a decidere siano poche persone.
C'è un legame che andrebbe indagato a fondo tra sviluppo del capitale finanziario e movimenti giustizialisti.Lo scopo è quello di delegittimare la politica attraverso i politici,identificati tout-court con la casta,e lo Stato considerato sprecone ed efficiente.La prima Lega Nord è cresciuta in questo terreno ideologico.Oggi è in questo contesto che si colloca il M5S.Il "giustizialismo" si contrappone al ceto politico diffondendo l'idea che partiti e politici siano tutti corrotti e che tutti i nostri guai derivino in fondo dall'esistenza della Casta,responsabile con le sue ruberie di aver creato un enorme debito pubblico.

giovedì 19 maggio 2016

PADOAN:"Il governo andrà avanti con tagli e privatizzazioni"



Sarà sempre così quando ci sarà l'euro .L'Euro è una moneta a debito e per averla gli stati si devono indebitare  e per cercare di ridurlo si userà sempre la solita ricetta:tagli alla spesa pubblica e privatizzazioni distruggendo il ceto medio-basso.

da LA STAMPA del 19 maggio 2106-Alessandro Barbera

"Sono soddisfatto perchè abbiamo ottenuto quel che meritavamo.Sono stati riconosciuti gli sforzi fatti fin qui,e la flessibilità su spese che vanno a vantaggio dell'Europa tutta:investimenti ,migranti,sicurezza".

"In Europa il momento è delicato,ma è altrettanto vero che l'Italia ha imposto temi di cui si discuteva troppo poco:l'occupazione e l'uso dello strumento di bilancio orientato ala crescita.Poi ci sono questioni di metodo:ricordo che sul tavolo della Commissione c'è una richiesta di revisione del metodo di calcolo del prodotto potenziale proposta dall'Italia e firmata da altri sette governi dell'area euro".

"Il risultato che ci siamo vincolati a rispettare è un deficit nominale dell'1,8%,e lo rispetteremo con la manovra indicata nel Documento di economia e finanza.L'Italia ha diritto alla flessibilità piu di altri siano  l'unico Paese europeo a registrare un avanzo primario da 23 anni,fatta eccezione per il 2009.Sul debito continueremo a fare ciò che è necessario benchè l'assenza di inflazione non aiuti.Stiamo privatizzando l'Enav,nell'ultimo Consiglio dei ministri abbiamo approvato il decreto propedeutico alla messa sul mercato di Ferrovie,resta l'ipotesi di vendere una nuova tranche di Poste e parte del patrimonio immobiliare".

"Il governo sta preparando un decreto che abbiamo chiamato "Finanza per la crescita":un insieme di misure vuoto a rafforzare il finanziamento delle piccole e medie imprese come il canale bancario.E' già cominciato il lavoro sulla legge di Stabilità,stiamo cercando di creare le condizioni per rendere il bilancio pubblico piu agile ed efficiente.Grazie alla riforma della legge di bilancio,che ha appena iniziato l'iter alla Camera,la revisione della spesa diventerà permanente".

"I vincoli normativi da parte dell'Europa oggi sono molto piu forti di ieri.Abbiamo fatto tutto quanto è lecito fare,e per questo è importante che il sistema decida in autonomia tutte le iniziative ulteriori con una valenza di stabilità sistemica.Il nostro lavoro è ispirato da una filosofia di fondo:favorire le aggregazioni.Ebbene,il processo deve andare avanti, perchè in Italia ci sono ancora troppe banche".

"Le cose ci dividono ancora dalla Germania hanno a che vedere con i passi da fare per il futuro dell'Unione bancaria.Noi siamo favorevoli ad un meccanismo di garanzia comune,la Germania no.Noi siamo contrari a introdurre vincoli per l'esposizione delle banche ai debiti sovrani,loro sono a favore.Normale dialettica:c'è sopratutto una diversa valutazione sulla sostenibilità di lungo periodo di quel debito.Ma sull'ipotesi di un taglio nominale sono d'accordo con la Germania:se prendessimo una decisione del genere,si ripercuoterebbe su tutti i  contribuenti europei".

mercoledì 18 maggio 2016

La carenza di personale sanitario in Gran Bretagna




Ormai tutti scappano, il modello neoliberista vuole distruggere le identità dei popoli e costringere milioni di persone a fuggire dal proprio Paese per avere una vita migliore.Molti diranno:ma gli italiani sono laureati mentre quelli che arrivano in Italia,no. Questo non vuol dire nulla perchè in Italia gli stranieri fanno quei lavori  che gli italiani non svolgono piu come badanti, muratori, falegnami, lavoro nei campi.Anche in Inghilterra molti ignoranti diranno che gli italiani portano via il lavoro agli inglesi ,ma in realtà è la globalizzazione che provoca tutto questo. Interessante l'intervista pubblicata su La Repubblica.


da LA REPUBBLICA del 17 maggio 2016-intervista alla selezionatrice dell'ospedale di Preston Mandy Barker di Michele Bocci

"Cerchiamo infermieri all'estero perchè c'è carenza di personale sanitario,anche medico,unita a un invecchiamento degli operatori abbiamo bisogno di aiuto da professionisti esterni.Negli ultimi anni abbiamo lavorato molto con Spagna,Portogallo e sopratutto Italia, dove adesso non c'è lavoro".

"Gli infermieri italiani hanno una formazione molto buona,in vari campi.Diversamente da altri colleghi del resto d'Europa,se necessario anche lavare i pazienti.Inoltre, durante gli studi,hanno già fatto pratica sul campo, altra cosa non comune".

"Non tanti sono gli italiani che vengono scartati dopo i colloqui,circa il 20%.E a loro facciamo gli stessi test di accesso dei cittadini inglesi".

"Generalmente gli italiani sono molto bravi ,ma può esserci qualcuno che ha problemi,in particolare a lavorare in reparti molto interessanti.In quel caso non li rimandarono a casa,piuttosto li spostiamo su un impiego meno pesante".

martedì 17 maggio 2016

JENS WEIDMANN:" Con il debito non si alimenta la crescita"



Sono stufo di ripetere sempre le stesse cose.L'euro è una moneta a debito, i debiti pubblici continueranno sempre a crescere, è normale...

da LA REPUBBLICA del 17 maggio 2106

"Ovviamente la crescita è essenziale:su questo concordo perfettamente con Pier Carlo Padoan.Peraltro il governo di cui fa parte ha avviato molte importante riforme per stimolarla ,penso a quella del mercato del lavoro o alla riforma istituzionale.Però sono scettico verso chi pensa che il problema del debito si posta affrontare facendo altri debiti,o che il deficit sia la via giusta per favorire la crescita.A mio parere non c'è contrasto tra crescita e solidità dei bilanci.E sui conti pubblici,l'Italia non è certo un modello".

"Alla Bce ci occupano della politica monetaria di tutta l'eurozona.Ultimamente notiamo un indebolimento della spinta riformista e della disciplina di bilancio.Alcuni Paesi,oppressi in passato da oneri ingenti sul debito, non hanno saputo approfittare in misura sufficiente degli enormi risparmi in cui hanno fruito grazie ai tassi bassi".

"Non si tratta di prendere le difese di Mario Draghi,ma di sottolineare l'autonomia della Bce.Ho esposto la mia opinione basandomi su un'analisi economica.Quanto ho detto,peraltro ,è perfettamente in linea con quanto ho dichiarato in precedenza.Ovviamente è legittimo discutere di politica monetaria.Ma non bisogna mai mettere in discussione l'indipendenza delle banche centrali.Se il dibattito è così acceso,forse è perchè alcune delle misure finora adottate danno l'idea che limite tra politica monetaria e politica fiscale si sia sfilacciato ,modificando la ripartizione dei rischi sui bilanci delle banche centrali.Una dinamica che ci rende piu vulnerabili".

"La Commissione ricopre un duplice ruolo,molto difficile,verso il quale sono critico.E al tempo stessio custode dei trattati,ma è anche incaricata di mediare tra i diversi interessi politici.Purtroppo i compromessi che ne conseguono vanno spesso a discapito della disciplina di bilancio.Anch'io ,come Wolfang Schauble, penso che sarebbe opportuno creare una commissione indipendente incaricata di valutare oggettivamente il rispetto delle regole.Si solleverebbe così la Commissione da questo compito, sperando l'analisi economica dalle decisioni politiche".

lunedì 16 maggio 2016

GIULIETTO CHIESA.Putinfobia




da PUTINFOBIA-Giulietto Chiesa (Edizioni Piemme)

Washington ha scommesso su una presuntuosa certezza:mettere in ginocchio la Russia e Putin.Il disprezzo dei vincitori verso gli sconfitti li porta spesso a sottovalutare le capacità di rivincità che questi ultimi conservano in sè,sia perchè dotati di risorse materiali,sia perchè ancora pieni di risorse morali che non seppero usare ma che sono rimaste nascoste in qualche anfratto delle loro coscienze.
Niccolò Machiavelli avrebbe rimproverato severamente i vincitori americani della Guerra Fredda per non avere avuto l'accortezza di "spegnere" definitivamente il nemico abbattuto.
In questo caso un nemico,l'Unione Sovietica,sconfitto appena un decennio prima, fu lasciato agonizzante a terra ma non fu finito.Se i dirigenti Usa avessero studiato la storia,e quella della Russia in particolare,avrebbero compreso che un tale nemico sarebbe potuto tornare forte e temibile.Uno dei pochi americani che lo compresero,Zbigniew Brzezinski,spiego senza mezzi termini che l'obiettivo dell'Impero non poteva essere soltanto quello di demolire lo Stato "comunista":bisognava liquidare la Russia in quanto tale,prima che potesse rialzarsi.Perchè essa era troppo grande e troppo ricca di risorse per rimanere a lungo soggetta ad altri.
I presidenti Bill Clinton e George Bush Jr non fecero caso all'avvertimento.Il gigante era caduto e la sua guida era stata presa dagli "amici" dell'Impero del bene.L'11 settembre 2011 fu organizzato non contro la Russia,già conquistata,,ma contro il resto del mondo,che avrebbe dovuto essere piegato,a sua volta,prima di poter diventare forte e consapevole della sua forza.I neocon sapevano perfettamente,lo avevano previsto con notevole precisione,che il XXI secolo non avrebbe potuto essere "americano" senza imporre il loro dominio innanzitutto sulla Cina.
Il fatto è che ogni Paese che intenda dotarsi di una politica estera indipendente viene considerato da Washington come una minaccia.Molti, anche in Europa, dimenticano che gli Stati Uniti mantengono tuttora in vigore la dottrina di Paul Wolfowitz,che è la stessa della squadra che andò al potere alla vigilia dell'11 settembre.Una dottrina che non manca di chiarezza,e di cui attualmente il miglior esegeta  è George Friedman,il direttore di Stratford,una potentissima società di studi strategici.Il suo postulato base è che ogni Paese che acquisti un potere sufficiente  per poter in qualche modo limitare (o anche solo ambire a limitare) gli obiettivi di Washington ,in ogni parte del mondo,è una minaccia.Ne consegue che l'obiettivo principale degli Stati Uniti dev'essere quello di evitare il riemergere di qualsiasi nazione che abbia queste caratteristiche.Ma ci vuole una qualche forma di legittimazione di una tale prepotenza.
Il altre parole, dopo la fine della Guerra Fredda bisognava creare una situazione di pericolo generale che autorizzasse l'Impero a usare la forza per bloccare sul nascere ogni tentazione altrui.Non essendoci piu un "pericolo rosso" reale, si progettò la costruzione di un "pericolo verde" fittizio per costringere l'intero Occidente ad affiancare l'America.Cominciò così la "guerra infinita" contro il terrorismo internazionale.Ma, mentre Washington si accingeva all'impresa facendo sventolare da ogni schermo televisivo le bandiere verdi e nere dell'islam,il nuovo presidente statunitense Barack Obama ,la più grande ed efficace operazione di maquillage internazionale mai tentata da uno qualunque degli Imperi che si sono succeduti sul pianeta Terra ,impiegava quasi per intero i suoi due mandati per raccapezzarsi del fatto che, nel frattempo ,il gigante russo si era rialzato.

I neocon ,dopo aver recuperato energie (stando nell'ombra,dopo la mancata "mission  accomplished" di Bush Jr) grazie alla parentesi tranquillizzante del "primo presidente nero" della storia americana,lo hanno messo da parte senza troppi complimenti e hanno tolto la museruola alla signora Victoria Nuland affinchè potesse piu comodamente azzannare le caviglie della Russia dal confine ucraino.
Ripeto qui quanto ho spiegato poc'anzi. Due furono gli errori dell'operazione.
Il primo fu determinato dalla fretta.In effetti la previsione di una Cina protagonista globale si era rivelata imprecisa per difetto.Il grande "Paese di mezzo" non aveva aspettato il 2017: eccolo incombere e,anzi straripare già nel 2008,mentre tutte le banche occidentali andavano in bancarotta.Non c'era tempo da perdere.Tante meno ci si doveva far rallentare dalla Russia.Dunque all'attacco! Le squadracce naziste di Ucraina erano già state preparate a dovere nei campi di addestramento in Polinia,in qualcuna delle repubbliche del Baltico ,nelle campagne della Galizia.Per il resto bastava rileggere il manuale del professor Gene Sharp e lanciare una nuova "rivoluzione colorata",dopo quella "arancione" fallita nel 2005.
Il secondo errore fu che i vincitori avevano ancora la testa che girava per il successo strepoitoso ,perfino sorprendente,sicuramente inatteso, ottenuto nel 1989-91.Una Russia ancora debole,pensarono, sarebbe stata facilmente piegata una seconda volta,e definitivamente. Vladimir Putin venne interpretato come una metafora transitoria,frutto del caso.Un incidente trascurabile.Bastava far cadere lui e il gioco sarebbe stato fatto.
Come? Con lo stesso metodo delle rivoluzioni colorate che era servito a rovesciare Milosevic in Jugoslavia e Sevardnadze in Georgia;a sollevare le cosidette "primavere arabe";a orientare nel modo dovuto le opinioni pubbliche di ogni angolo del mondo.



domenica 15 maggio 2016

M5S.La degenerazione.Dal libro di Paolo Becchi



Abitando nel parmense è impossibile non interessarsi a quello che sta succedendo al sindaco di Parma Federico Pizzarotti.Sia chiara una cosa:piu che parmigiano-parmense sono italiano (purtroppo) dunque di una città come Parma mi interessa poco, se succede qualcosa di interessante bene altrimenti la ignoro anche se ci abito da 40 anni.Una cittadina di paesani benestanti che vivono solo di osterie e Teatro Regio, non fa per me...

Il Movimento Cinquestelle assomiglia sempre di piu a Forza Italia, se critichi il padrone, vieni sbranato dai suoi Pittbull.Federico Pizzarotti aveva osato criticare il "metodo"Casaleggio  e da li hanno cominciato a metterlo da parte, trattarlo come un traditore.Dicono che non ha avvisato che gli era arrivato un avviso di garanzia.Balle, lui ha provato e mettersi in contatto col Movimento ma non gli rispondevano perchè ormai è diventata una mafietta,non puoi criticare i padroni.
Pubblico un pezzo dell'ultimo libro di Paolo Becchi.Il professore genovese, per la quale io ho una grande simpatia, mi ha inviato molto gentilmente via email 83 pagine del suo libro.


DA LIBRO.CINQUESTELLE & ASSOCIATI -Paolo Becchi

(KAOS)


Per il M5s targato Casaleggio si aprono problematiche nuove.
Anzitutto, la questione degli iscritti certificati del MoVimento
e degli attivisti in genere. Il “nuovo” M5s, da questo
punto di vista, si sta comportando esattamente come il Pd
renziano, per il quale le primarie vanno fatte solo dove e
quando lo ritiene il capo. Se per il Pd questo è accettabile e
logico (si tratta di una consorteria partitocratica al servizio
di Renzi), per un movimento che della partecipazione diretta
dei cittadini alla vita politica aveva fatto una delle sue ragioni
d’essere è inconcepibile.
È cambiato completamente il ruolo degli attivisti: un tempo
erano loro i veri soggetti politici, rispetto ai quali i parlamentari
erano meri portavoce – oggi invece gli attivisti non
hanno più nessuna voce in capitolo. Alla chetichella, dopo
le espulsioni dei parlamentari in dissenso, è cominciata la
grande pulizia interna ai meet up, privati di qualsiasi autonomia
politica, e se non allineati al nuovo corso colpiti da scomunica
ufficiale. Attivisti di vecchia data sono stati cacciati
perché riottosi ad accettare la svolta partitica, qualunque
discussione interna troncata sul nascere. Questo è il nuovo
partito-setta a tolleranza zero contro la vecchia guardia.
Esemplare la vicenda del celebre meet up romano, il gruppo
878, con parecchi attivisti, ben noto a livello nazionale
per essere il più duro e intransigente sui principi del MoVimento:
è stato chiuso in quattro e quattrotto senza clamori,
perché mai avrebbe accettato la svolta partitica in atto. Il
dissidente Federico Pizzarotti, modesto sindaco di Parma,
viene tollerato solo in quanto è manifesta la sua incapacità
di coagulare l’area del dissenso interno al M5s. Il modesto
Pizzarotti continua a invocare un meet up nazionale, proprio
mentre Casaleggio ha deciso di privare quelli locali di qualsiasi
autonomia politica, e dove (come a Roma) questo non
era possibile, di chiuderli. Ora il sindaco di Parma si dice
addirittura felice del “passo di lato” di Grillo, sperando che
questo comporti un aumento di democrazia interna al M5s,
come se il problema fosse Grillo: Pizzarotti fa finta di non
capire quello che sta davvero succedendo, oppure proprio
non capisce?
Il secondo problema riguarda la figura, decisiva per il
MoVimento, del garante. Grillo, dopo aver fatto togliere il
suo nome dal logo, ha ormai altri pensieri (e tra questi la
sua carriera artistica). Nel comunicato politico 53 di fine
ottobre 2012 (quindi ben prima del trionfale risultato delle
elezioni politiche del 2013), il comico aveva scritto: «Io devo
essere il capo politico di un movimento, però io voglio solo
dirvi che il mio ruolo è quello di garante» 27. Ma nel comunicato
politico n. 54, datato circa un anno e mezzo dopo,
in occasione delle Europee, Grillo non esitò a definirsi capo
politico del M5s, dimenticando completamente che il vero
leader avrebbe dovuto essere la Rete. Dopo la sconfitta, con
il comunicato successivo aveva annunciato di «essere un po’
stanchino», e aveva provveduto a benedire un Direttorio:
ribadendo però di voler rimanere il garante. Ma allora chi è
adesso il “capo politico” del M5s? E come mai il garante non
è intervenuto a far rispettare per esempio le regole per le
elezioni comunali?
Togliendo il suo nome dal logo (febbraio 2016), Grillo
ha fatto un altro passo indietro. Il mantra al riguardo è che

«Grillo lo aveva detto» che quando il MoVimento fosse cresciuto,
lui si sarebbe fatto da parte. A quanto pare ci siamo:
Grillo è ormai assente, anche se ancora si avverte la presenza
della sua assenza 28. Lui ormai si limita a fare il presidente
del nuovo M5s, e dallo scranno presidenziale invia gli auguri
di Natale e di Buon anno, riscaldando la solita minestra
degli “onesti” e rinunciando perfino a parlare di politica,
ben attento a non riconoscere il fallimento del suo originario
progetto rivoluzionario per cambiare l’Italia. E la misura
di quel fallimento è riscontrabile proprio nello snaturamento
dei principi fondanti del MoVimento.
Per rendersene conto è sufficiente un breve raffronto tra
quanto scritto da Grillo in due comunicati politici a tre anni
di distanza l’uno dall’altro, il comunicato politico 46 del
2011 e il 55 del 2014.
Comunicato politico numero 46 (8 settembre 2011)
La vecchia politica è al tramonto. Rimangono solo gli ultimi
pallidi raggi che illudono ancora coloro che sono affezionati ai
leader e ai leaderini, alle strutture verticistiche, piramidali. Alle
scuole di partito e all’organizzazione sul territorio con sedi regionali
e comunali e capataz locali.
La somma delle intelligenze dei cittadini, possibile grazie alla
Rete, ha un valore enorme, non comparabile con alcun politico.
La stessa parola “politico” non vuol dire più nulla. È diventato
un corpo separato dalla società che si specchia nella sua presunta
autorevolezza e competenza e si esibisce come una foca ammaestrata
nei convegni e in televisione. Ognuno vale uno. Il Belgio
è senza governo ormai da tempo e funziona meglio di prima. In
Islanda la Costituzione viene riscritta on line con i cittadini. Sono
segnali di un nuovo mondo che sta nascendo.
Il MoVimento 5 stelle vuole esserne parte. Vuole includere
chiunque. Ha regole semplici riassunte nel “Non Statuto”: chi è
incensurato, non abbia svolto due mandati elettivi e non sia iscritto
a partiti può candidarsi. Il M5s ha un Programma discusso in
Rete. Non è necessario altro. L’eletto del M5s risponde solo alla
sua coscienza e all’applicazione del programma, non a fantomatici
comitati sul territorio. L’obiettivo del M5s è che i cittadini si
occupino direttamente della politica a livello locale e nazionale
non quello che diventino dei politici. La forza del M5s è nell’indipendenza
dei suoi eletti e dei suoi attivisti. Nel loro essere persone
che svolgono un incarico sociale senza secondi fini. È un
movimento open source senza indirizzi, assemblee, coordinamenti.
Non è un partito e non lo diventerà. Il M5s sta crescendo. Alcuni
lo danno al 6%. Crescerà ancora, appartiene al futuro.
Longanesi scrisse che gli italiani corrono sempre in soccorso
del vincitore. Mi aspetto quindi, insieme ad attacchi sempre più
scomposti del Palazzo, come quello di Scalfari (“Beppe Grillo è
una sciagura”), anche l’arrivo di infiltrati e l’emergere di carrieristi
della politica. È inevitabile che ciò avvenga. L’importante è
che la Rete, come finora è riuscita a fare, li identifichi e li mostri
nella loro dimensione. Non ci sono poteri occulti dietro il M5s,
ma solo persone che hanno dedicato tempo e risorse a una nuova
idea della politica come partecipazione. Chi scrive il contrario è
un disinformato o in malafede.
A Roma, il 10 settembre, ci sarà una civile protesta mia e di altri
cittadini per la legge Parlamento pulito firmata da 350.000 cittadini.
Gian Antonio Stella è stato l’unico giornalista ad aver pubblicato
un articolo sulle motivazioni della giornata. Per definire
l’atteggiamento degli occupanti abusivi del Parlamento nei confronti
di una legge popolare ha usato il termine “supplica al regnante”,
una gentile concessione al popolo da parte di Schifani
e dei suoi sodali. Ma non ci sono più re, solo nuove Bastiglie che
saranno occupate una dopo l’altra. Il cittadino è l’unico responsabile
del suo destino. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?).
Noi neppure.
Comunicato politico numero 55 (28 novembre 2014)
Quando abbiamo intrapreso l’appassionante percorso del Mo-
Vimento 5 stelle, ho assunto il ruolo di garante per assicurare il
rispetto dei valori fondanti di questa comunità.
Oggi, se vogliamo che questo diventi un Paese migliore, dobbiamo
ripartire con più energia ed entusiasmo. Il M5s ha bisogno
di una struttura di rappresentanza più ampia di quella attuale.
Questo è un dato di fatto. Io, il camper e il blog non bastiamo più.
Sono un po’ stanchino, come direbbe Forrest Gump. Quindi pur
rimanendo nel ruolo di garante del M5s ho deciso di proporre
cinque persone, tra le molte valide, che grazie alle loro diverse
storie e competenze opereranno come riferimento più ampio del
M5s in particolare sul territorio e in Parlamento. Oggi le propongo
in questo ruolo per un voto agli iscritti, in ordine alfabetico:
Alessandro Di Battista;
Queste persone si incontreranno regolarmente con me per esaminare
la situazione generale, condividere le decisioni più urgenti
e costruire, con l’aiuto di tutti, il futuro del MoVimento 5 stelle.
Questi due comunicati contengono i segni del mutamento:
«Rimangono solo gli ultimi pallidi raggi che illudono
ancora coloro che sono affezionati ai leader e ai leaderini,
alle strutture verticistiche, piramidali» (2011); «Il M5s
ha bisogno di una struttura di rappresentanza più ampia
di quella attuale» (2014). «L’eletto del M5s risponde solo
alla sua coscienza e all’applicazione del programma, non
a fantomatici comitati sul territorio» (2011); «Ho deciso di
proporre cinque persone, che grazie alle loro diverse storie
e competenze opereranno come riferimento più ampio del
M5s in particolare sul territorio e in Parlamento» (2014).
«È un movimento open source senza indirizzi, assemblee, coordinamenti
» (2011); «Queste persone si incontreranno regolarmente
con me per esaminare la situazione generale,
condividere le decisioni più urgenti» (2014).
E poi ancora, nel 2011 si diceva che il MoVimento «non
è un partito e non lo diventerà mai» e che «ognuno vale
uno». Oggi il M5s è diventato un partito ibrido, con una
struttura in cui uno solo decide, pochi valgono molto, e tutti
gli altri non contano un cazzo.
Grillo è “stanchino”: sente il peso di non essere riuscito a
portare a termine quella rivoluzione che ha veramente sognato
e che ci ha fatto sognare. Come se si fosse accorto che
il suo M5s non è più suo, o forse non lo è mai stato. E così si
defila tenendo un basso profilo, tornandosene da dov’era venuto
prima che Casaleggio andasse a bussare alla sua porta.
Alla fine del 2015 Grillo decide di tornare a fare il comico
nei teatri con la faccia di chi è stato sconfitto nell’ultima
battaglia e non vuole più combattere la guerra perché sa di
averla già persa. Non è neppure riuscito nell’impresa del
referendum sull’euro a cui tanto diceva di tenere. E anche
se le prospettive delineate dai sondaggi spronano il M5s, il
suo tono è dimesso. Ormai Grillo è diventato, come lui stesso
ammette, un ologramma in un Paese di ologrammi. Più
che un augurio, il suo sembra uno spot pubblicitario per il
suo spettacolo teatrale in programma nel 2016 a Milano e
Roma. Si apre però un grosso problema.
Nonostante questi cambiamenti, resta comunque ancora
Grillo il garante delle regole? E se non è più lui, chi è il nuovo
garante? O forse, in assenza del garante, non esistono più
neppure le garanzie? Nell’intervista pubblicata dal “Corriere
della sera” il 24 gennaio 2016, non a caso nella pagina degli
spettacoli, il fondatore del MoVimento ribadisce la sua intenzione
di voler continuare a essere il garante delle regole
e tuttavia di voler fare un “passo di fianco”:
Quindi torna sul palcoscenico, per dire cosa?
«Guardate che io sono sempre quel comico che avete conosciuto
negli anni, è il vostro punto di vista nei miei confronti che è
cambiato. In realtà le due personalità di Grillo non ci sono, è la
schizofrenia di milioni di persone che hanno identificato in me
due ruoli, quello comico e quello politico».
Adesso come si rimedia?
«Con una terapia che faccio agli spettatori. Avevo anche ipotizzato
di andare io da un analista, ma avrei dovuto pagare un
estraneo. Invece ho pensato che era meglio far venire migliaia di
estranei da me facendo pagare loro qualcosa. Mi è sembrata la
soluzione più semplice».
E allora come si articolerà lo spettacolo?
«Ci saranno dei robot in scena, degli oggetti su cui proietterò
dei filmati, e inoltre ci sarà il mio ologramma che finirà per
rappresentare quella schizofrenia di cui sono rimaste vittime le
persone. E poi riproporrò le cose che facevo un tempo sul palco:
suonerò la chitarra, come all’inizio della mia carriera, e ci saranno
momenti di cabaret. In sostanza racconterò in breve la mia storia
che poi mi ha condotto alle grandi svolte».
Lei se lo immaginava un Grillo così?
«In fondo io non volevo... Non avrei mai pensato di essere l’artefice
di un movimento politico. Ma forse era destino. Probabilmente
anche perché non sono mai stato iscritto a nessuna associazione,
nemmeno ai boyscout. Ho fatto il tornitore, il saldatore,
il rappresentante di abbigliamento: tutti lavori finiti male. Probabilmente
c’era un perché. E durante lo spettacolo spiego proprio
come mi sono trovato a fare certe scelte così importanti. È successo
anche ringraziandomi per le cose che dicevo. Allora mi sono detto:
perché tutte queste esperienze non proviamo a raggrupparle?
Ecco, il MoVimento è nato più o meno così».
Non l’è mai venuto di pensare: “Ma chi me l’ha fatto fare”?
«Assolutamente no, sono molto orgoglioso di quello che ho
fatto. Ripeto, il senso dello spettacolo è proprio questo: ripercorrere
le tappe che mi hanno portato fino a qui. Ovviamente non
mancheranno le mie “visioni” sul futuro e i mezzi per come raggiungerlo.
Qui non funziona più nulla: il lavoro, il reddito, la finanza,
l’energia... Siamo costretti ad immaginarci un altro mondo
e nel corso della serata io proporrò delle idee. Ma attenzione: io
non posso essere la visione del MoVimento. Bisogna che persone
per bene, che sono libere mentalmente, abbraccino e si rendano
partecipi di un pensiero comune che potrebbe essere quello del
MoVimento 5 stelle sull’energia o in generale su come vogliamo
che sia la vita dei nostri figli, dei nostri nipoti. Se non hai questa
visione, di questa politica rimane poca cosa».
Tornerebbe alla sua vita di prima?
«Ma quella c’è sempre stata. Solo che si è creata una confusione
di ruoli. Io non sono il leader dei Cinquestelle, e non ci deve
essere alcun leader. Le persone hanno identificato in me questa
forma di partito-verticistico che di fatto non esiste. Ecco perché
ci sarà sempre più una diffusione dei poteri all’interno del MoVimento,
lanciato sì grazie alla mia popolarità e alla mia reputazione,
ma io non sono a capo di niente. Perché noi abbiamo scelto di
applicare un modello auto-organizzante. E credo che in Europa
sia la prima volta che succeda. Io voglio essere solo il garante di
certe regole precise: questo è e questo sarà il mio compito».
Però lei ha tolto il suo nome dal logo del MoVimento...
«Non mi sto allontanando, diciamo che faccio un passo di fianco.
Ma sono sereno perché ho voglia di riconquistare la mia libertà».
Di cosa?
«Di dire quello che voglio con la mia solita ironia. Mi sono sempre
giocato la carriera per una parola. Sono stato fatto fuori dalla
televisione proprio per questi motivi. Un comico è fatto così, si
farebbe ammazzare per una battuta».
Riprende allora a fare il comico a tempo pieno?
«Ma la mia vita non l’ho mica gettata tutta in politica. Anche
perché non sono capace di fare interviste come si conviene ad un
leader. La mia natura è un’altra, pure quando parlo di cose delicate
mi piace descriverle con un po’ di ironia. E invece a volte ho
dovuto fingere di essere serio mentre dentro ribollivo».
Sta dicendo che non poteva dare sfogo al suo vero carattere?
«Esatto. Perché c’era il rischio di perdere due punti di percentuale
per una freddura sui vegetariani. Ma che significa tutto questo?
».
Se le offrissero un programma in tv, accetterebbe di riaffacciarsi dal piccolo
schermo?
«Non saprei, la televisione non è più il mio media. Perché io
posso dire anche cose meravigliose, ma se la regia mi inquadra
una caviglia mentre sto parlando, o mi inquadra la mano, o punta
la telecamera su un’altra persona in studio che fa una smorfia, la
gente che guarda da casa finisce per impastare un po’ tutto e non
capisce nulla. In tv ci vado solo se mi garantiscono una conversazione,
non una discussione con immagini che spiazzano».
Dopo tanti anni di esperienza sul campo, secondo lei oggi qual è la missione
della politica?
«Impedire che si facciano schifezze piuttosto che fare cose
meravigliose. La verità è che la politica bisognerebbe analizzarla
come una malattia mentale perché si basa sul niente. Anche i
voti ai candidati si fondano sulla popolarità, sulla gestualità, sulla
simpatia. È una rappresentazione del nulla. Il nulla che riempie il
vuoto».
Rispetto al suo teatro degli esordi, che tipo di responsabilità sente di avere
attualmente nei confronti del pubblico?
«Sorprenderlo. Quando facevo spettacoli anni fa la gente che
mi veniva a sentire aveva poca informazione e la Rete non era così
frequentata. Oggi la situazione è completamente diversa. Se prendo
un filmato dal Web, devo fornire agli spettatori una prospettiva
che non hanno ancora considerato. Devo anticipare, questa
è la mia responsabilità. Prima non c’era questo problema perché
poche persone navigavano in Internet e rimanevano sconvolte
nel vedere un video della metropolitana in Cina che si muoveva
sospesa in aria; oppure quando gli facevo vedere la macchina a
idrogeno; o anche la stampante in 3D. Tutte cose che oggi non
impressionano più nessuno».
Che tipo di platea si aspetta al suo nuovo spettacolo?
«Spero che in sala non ci siano solo i grillini. Vorrei che a tea
tro venissero le persone a cui sono salito sulle scatole perché mi
sono messo a fare politica. Poi giudichino loro se è uno spettacolo
divertente, leggero, stupido, pesante. Il mio scopo è di far passare
due ore agli spettatori a prescindere dall’appartenenza politica».
Ma lo show prevede che, tra il Grillo comico e il Grillo politico, alla fine
uno dei due avrà la meglio sull’altro: e se dovesse spuntarla il primo?
«Non succederà perché tra i due non c’è mai stata battaglia. Io
sono solo una specie di traduttore di deliri. E per me il delirio è
una buona cosa» 29.
Questa intervista non sorprende più di tanto. Bisogna
vendere i biglietti per il nuovo spettacolo, bisogna evitare
un nuovo flop dopo quello dell’anno precedente, e allora
ben venga un po’ di pubblicità. Tanto più che il blog ormai
è in crisi, e il “Corriere della sera”, spalancato al M5s, può
ben prestarsi a un’operazione di marketing. Ma vale la pena
riflettere brevemente sulle parole di Grillo. Lui sarebbe stato
sempre e comunque un comico, solo che ci sarebbero
stati alcuni milioni di idioti i quali hanno creduto che il
suo messaggio fosse politico, mentre si sarebbe trattato in
realtà solo di un grande show. Insomma, i quasi 9 milioni
di suoi elettori nel 2013 sarebbero stati tutti vittime di una
schizofrenia collettiva, che lui adesso intenderebbe “curare”
con lo spettacolo che sta portando in alcune sale a Milano a
Roma. Per usare il suo colorito linguaggio, lui sarebbe sempre
stato soltanto un comico incazzato perché mamma Rai
lo aveva cacciato, e per vendicarsi si sarebbe divertito per un
paio d’anni a prenderci politicamente per il culo. E adesso
ce lo dice anche chiaramente.
Chi credeva che il MoVimento Cinquestelle fosse un progetto
politico nuovo, alternativo, capace di riportare al centro
della vita politica i cittadini, si è sbagliato: «La verità è
che la politica è una malattia mentale, perché si basa sul
niente. Anche i voti ai candidati si fondano sulla popolarità,
sulla gestualità, sulla simpatia. È una rappresentazione del
nulla. Il nulla che riempie il vuoto». Ti aspetteresti queste
un nostalgico del situazionismo alla Guy Debord, ma non
dal leader-fondatore di un movimento con milioni di elettori
che aspira a governare il Paese. Questo in effetti è, come
dice Grillo, il delirio assoluto 30.
Ma il passo di lato non basta. È difficile tornare alla satira
dopo averla abbandonata per la politica, difficile dire che
i tanti italiani che lo hanno votato sono degli idioti i quali
non si sono accorti che lui li stava prendendo per il culo.
Difficile credere alle sue odierne affermazioni secondo cui
la politica sarebbe una malattia mentale, dopo che lui stesso
ha fondato un movimento politico con tanto di gruppi parlamentari.

venerdì 13 maggio 2016

Montare i palchi in nero per le cooperative di Milano



Non fatevi fregare con i discorsi buonisti, questo è un paese di ipocriti , nessuno fa niente gratis ,piu ne arrivano piu guadagnano.Quello sotto succede a Milano racconti,ma in ogni città si sentono queste cose, uno schifo.

da LA REPUBBLICA dell'11 maggio 2016-Piero Colaprico

Sul palco del concerto e davanti ai fan che applaudono ci sono loro:gli artisti,i cantanti.
Sotto c'era chi li monta,il romeno Jorda Georgel:"Abbiamo montato i palchi delle star senza un vero contratto e restauro esposti a ogni rischio.Una volta ho lavorato 72 ore di fila,a parte la pausa per il pranzo e cena.Facevo due lavori insieme,passano  dal concerto allo stadio a quello dell'ippodromo ,sempre a caricare e scaricare,montare e smontare metalli", ricorda.
Ha 34 anni,le spalle larghe da pugile,e seduto accanto a lui c'è Julian Cotoi,il capo squadra,magro e con un milione italiano "tra noi Jorda è famoso per le lunghe tirate.Ti ricordi a Monza? E' riuscito a montare il palco per 48 ore di fila.Anche Marian Caval non ce l'ha fatta piu,adesso come lavoro chiede la carità in Svizzera,gira con la moglie e la foto dei bambini sulle magliette".
Il mondo delle "carovane" come si chiamano in gergo le cooperative che a Milano mandano avanti i concerti, ma anche le fiere,i traslochi e,addirittura,i "carico-scarico" dei trasporti internazionali,sembra godere,agli occhi dei romeni di una totale impunità:" molti hanno avuto visita dalla Guardia di Finanza,però non cambia niente e  nessuno vuole vedere davvero quello che succede a San Siro.Sei sicuro che l'articolo esce?
Gli operai romeni squadernano davanti a Repubblica una mazzetta di tessere bancarie:"Ci pagano cosi'".
Cosi come? Molti di noi hanno un contratto di collaborazione per un tot di ore,in modo da raggiungere circa 700 euro al mese,con tanto di bonifico alla banca.Ma dicono,rubandosi la parola l'uno con l'altro,per il resto delle ore,quelle che fai davvero e che non sono segnate sul contratto, arriverà l'accredito sulla tessera prepagata.Una volta ci contavano le banconote davanti, adesso hanno inventato questo sistema per non pagare le tasse.E' piu sicuro hanno spiegato.In effetti,i soldi arrivano sempre.

giovedì 12 maggio 2016

FMI e Tesoro Usa criticano la Germania



Mi viene in mente il detto:"il bue da del cornuto all'asino".Il FMI che è una delle associazioni piu criminali che con le loro politiche di austerità hanno fatto morire persone di fame in tutto il mondo, si permette di criticare la Germania.
In effetti quello che dicono sulla Germania è tutto vero però dovrebbero ricordare che il FMI fa parte di quella Troika che ha affamato la Grecia....

da LA REPUBBLICA del 12 maggio 2016-(pezzo di articolo di Federico Rampini)

La Germania sta sbagliando quasi tutto.Le manca il dinamismo:le proiezioni di crescita sono declinanti;non sta sfruttando l'opportunità offerta dai flussi di immigrati".
La sua politica economica ossessionata dagli attivi commerciali e di bilancio.L'atteggiamento verso la Grecia.Perfino la gestione delle sue banche e assicurazioni.Da Washington glielo mandano a dire sia il Fondo Monetario Internazionale sia il Dipartimento del Tesoro Usa.Non bastano i buoni rapporti personali fra Barack Obama e Christine Lagarde da una parte,Angela Merkel dall'altra.
La Germania è su una rotta sbagliata e fa danni al resto dell'economia mondiale,il verdetto è chiaro.
A riaprire le ostilità era stato il mese scorso proprio il segretario al Tesoro di Obama,Jack Lew.Con un gesto pesante:Washington ha inserito la Germania nella lista nera delle nazioni le cui politiche economiche stanno frenando la crescita mondiale.Il FMI da parte sua ha atteso che tornasse una missione dei suoi esperti inviata a tastare il polso dell'economia tedesca.Ed ecco le conclusioni,in un duro rapporto che fa l'elenco degli errori commessi a Berlino.In cima alle reprimende del Fondo c'è il cronico deficit di investimenti pubblici.
La Germania,benchè la si possa permettere,lesina la spesa pubblica piu produttiva e  lungimerare quella che aumenta l'efficienza complessiva del paese modernizzando le infrastrutture.E' questa una delle ragioni per cui l'economia tedesca continua a crescere al di sotto del suo potenziale.
L'ossessione per i bilanci in ordine è l'altra faccia del mercantilismo tedesco:Berlino accumula un bilancio commerciale con un attivo record verso il resto del mondo,e sta costringendo altri paesi dell'eurozona a fare lo stesso,ma questo frena la crescita,tanto piu in una fase in cui i mercati di sblocco dei paesi emergenti non tirano come una volta.L'economista Martin Wolf sul Financial Times riassume il bilancio dell'austerity in questo semplice confronto:la domanda complessiva in tutta l'eurozona è tuttora piu bassa di due punti percentuali rispetto al livello pre-crisi (inizio 2008) mentre negli Usa è piu alta del 10% da allora.Sempre Wolf a proposito dell'ossessione per i surplus usa un'immagine:l'intera eurozona si sta convertendo (forzatamente) "in una Germania piu debole".
La raffica di accuse alla Germania s'intreccia con un'altra partita che si è riaperta:la rinegoziazione del salvataggio greco.Anche l'interminabile crisi di Atene vede il FMI e il governo Merkel si posizioni contrapposte.Da tempo il FMI sostiene che i sacrifici imposti alla Grecia non sono sostenibili.Non ne fa una questione di equità,ma ma di realismo:Atene non può farcela,di qui una conclusione obbligata,per gli esperti di Washington bisogna in qualche forma condonare una parte del debito pubblico della Grecia.

mercoledì 11 maggio 2016

Francia, la riforma del lavoro imposta dalla dittatura neoliberista



Il premier Manuel Valls ha deciso di forzare il passaggio della contestata riforma del Lavoro, il Jobs Act alla francese,il cui obiettivo è contrastare il livello record della disoccupazione rendendo piu flessibile il mercato del lavoro.
Nel corso di un consiglio dei ministri convocato d'urgenza all'Eliseo,l'esecutivo ha dato il via libera all'uso dell'articolo 49-3 della Costituzione che impone l'adozione della legge senza passare per il voto dell'Assemblèe Nationale.
Flessibilità, taglio dei salari, lenta distruzione dei ceti medio-bassi.Qui non si trartta di Italia,Francia o Europa ma di tutto il mondo.

da L'INTERNAZIONALE

Al centro di una mobilitazione sociale da più di due mesi, il progetto di legge sulla riforma del lavoro è all'esame dei deputati francesi dal 3 maggio:scrive Le Monde.
Il testo è molto diverso da quello che era stato sottoposto a febbraio dalla ministra del lavoro socialista Myriam El Khomri.Di fronte alle proteste dei sindacati e delle organizzazioni studentesche a marzo il governo ha infatti modificato la legge,che in seguito è stata corretta  anche dalla commissione affari sociali dell'assemblea  nazionale.Il relatore delle legge,il socialista Christophe Sirugue,ha calcolato che per l'approvazione mancano 40 voti, ma ha aggiunto che con una riequilibrata del testo questo vuoto potrà essere colmato".La critica principale rivolta alla riforma riguarda la cosidetta inversione della gerarchia delle norme,che darebbe agli accordi d'impresa maggior peso rispetto a quelli di categoria e alle leggi,la riforma è anche accusata di rendere piu facili i licenziamenti e di consentire alle imprese di allungare l'orario di lavoro.Ecco alcuni dei punti piu importanti della riforma.Orario di lavoro introduzione della possibilità di derogare alla durata legale dell'orario di lavoro (35 ore settimanali) mediante accordi d'impresa (e non piu di categoria) in caso di attività straordinario e per  motivi legati all'organizzazione dell'azienda.
Se un accordo di impresa non è fermato dai sindacati che rappresentino almeno il 50% dei dipendenti, le sigle minoritarie possono chiedere un referendum per convalidarlo.
In periodi di difficoltà le imprese e i lavoratori possono firmare accordi che sostituiscono i contratti collettivi.I dipendenti che li rifiutano possono essere licenziati per motivi economici.Viene ridotto il potere dei tribunali nei casi di licenziamento e sono fissati criteri piu precisi in materia.Le imprese possono licenziare per motivi economici se registrano un " calo" significativo degli ordinativi o del fatturato " rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

martedì 10 maggio 2016

GIULIO SAPELLI:"Ci vorrebbe meno Europa..."



Risposte precise di Giulio Sapelli e per fortuna ogni tanto c'è qualche giornale che le pubblica.Gli altri sono tutti servi di questa Europa delle banche schiava del FMI che impone la distruzione del ceto medio-basso greco e non solo...

da IL RESTO DEL CARLINO del 9 maggio 2016-Giulio Sapelli risponde alle domande di Alessia Gozzi

"Dalla crisi greca così non se ne esce.Come ha detto il FMI ,illuminato da un briciolo di saggezza,bisogna condonare il debito greco.Di fatto, una terribile condanna alla politica economica europea"

"Se si impone di aumentare le tasse,tagliare i salari e ridurre le pensioni,non vedo come si possa sperare di far partire la ripresa.In questo modo si distrugge il mercato interno,di un Paese che ha un'economia non fondata sull'export.Continuare con questa politica non può che condurre a un ulteriore inasprimento della crisi".

"Essendo l'Europa il fianco sud della Nato,le conseguenze geo-strategiche potrebbero essere pericolosissime.Credo che alla fine il FMI cambierà la  sua posizione e sarà meno rigido proprio perchè gli Usa non vogliono buttare la Grecia tra le braccia della Russia".

"Alla Turchia si danno miliardi e alla Grecia non vengono considerati,nella valutazione economica della crisi,i costi sostenuti:c'è un misto di crudeltà e follia nell'accordo tra Ue e Turchia.Intanto,la Grecia va avanti con il cuore:persone ridotte alla miseria hanno accolto migliaia di immigrati dando all'Europa una lezione di umanità straordinaria".

"Spero che il nostro governo si dissoci dalla Germania e dai suoi vassalli che, di fatto, vogliono distruggere l'Europa.La Grecia confina con una polveriera che gli Stati balcanici,si gioca col fuoco per una manciata di miliardi.Diamoglieli e basta".

"Politica aiuti in cambio di austerità,questo modello non funziona.Le banche tedesche e francesi provocarono la crisi greca con i prestiti per le Olimpiadi e anche ora, i grandi istituti lucrano sugli aiuti.Serve una conferenza internazionale sul debito europeo,con anche Russia e Cina,per tentare di scagionarlo.Come avvenne dopo la Seconda guerra mondiale per quello tedesco".

"Sono favorevole agli Eurobond.Sono uno strumento utilissimo ma si tratta,comunque, di debito che cura altro debito.I tedeschi,incompatibili con l'Europa democratica,non li vorranno mai perchè presuppongono condivisione di sovranità".

"Serve meno Europa.Bisogna riprendere un pò di sovranità nazionale sul modello americano con libertà di deficit e di bilancio.Altrimenti sarà una catastrofe".

lunedì 9 maggio 2016

Il 56% degli italiani vuole una Bce indipendente...




Proprio ieri Paolo Barnard sul suo blog ha scritto:

"Ma c’è del bello nella vita anche nel marcio. Ed è la feroce ironia della sorte. Vi do subito la punch line finale: a sti coglioni che “il no euro ci distrugge i risparmi” ci ha pensato l’euro a distruggerglieli, a un ritmo di… 24 miliardi di euro all’anno, divorati dal risparmio a causa delle politiche della BCE di viaggiare verso tassi e rendimenti negativi. In alto i calici, brindiamo ai coglioni, perché c’è anche di peggio."

"Risparmiatori che avevate la paura dell’Eurexit, sapete cosa vi sta preparando Draghi, e che farà coi vostri risparmi quello che l’Agente Arancio faceva con le piante in Viet Nam? Arriva l’Unione Bancaria, Barnard ve l’ha già spiegata 19 volte anche in Tv, che significa in brevissimo questo: a tappare il buco delle banche europee da 1.500 miliardi di euro sarete voi, voi, voiiiii, yes! risparmiatori, correntisti, e gli Stati, che poi pescheranno proprio dai vostri portafogli ovvio. Altro colpo di falce ai vostri risparmini che tanto volevate tutelare stando a casa di EuroDraghi."

Stamattina c'è la risposta degli italiani sull'Unità... e di quello che capiscono...
Bisogna fare i complimenti prima di tutto alle tv e ai quotidiani che tengono nascosto la verità alla gente.Se in tutte le trasmissioni televisive e tg parli di Nogarin ,Uggetti e della "Casta" , non c'è da sorprendersi che qualsiasi organo sovranazionale va bene...Poi conosciamo la stragrande maggioranza degli italiani,mica si mettono li a fare ricerche...quelle le fanno solo sul calcio. 

da l'UNITA' del 9 maggio 2016-Bianca Di Giovanni

Il 56% degli italiani vuole una BCE indipendente dai governi.Risultato non scontato in tempi di euroscetticismo.Che la nostra moneta e il costo del denaro siano gestiti a Francoforte in piena autonomia dai governi piace a 56 italiani su 100.solo 25 su 100 credono invece che la Banca dovrebbe prestare ascolto alle cancellerie europee,mentre il 19% non si esprime.Un risultato che segnala una grande fiducia confermata dal dato sulla vigilanza bancaria:metà dei cittadini la vuole a Francoforte.Soltanto il 6% si dichiara per nulla contento di questa scelta, e il 17% poco convinto.Resta comunque un sostanzioso 30% che non si esprime.
Dai dati riportati dalla Swg su un campione di mille persone emerge chiaramente la preoccupazione dei cittadini per la stabilità e la sicurezza dei risparmi.Infatti il 44% degli intervistati ritiene giusta l'istituzione di un fondo di garanzia europeo.Come dire:meglio una condivisione dei rischi in caso di fallimenti bancari.Resta inchiodata al 30% la quota di coloro che non si esprimono,mentre un cittadino su quattro pensa che la proposta sia sbagliata.

domenica 8 maggio 2016

News dal mondo.In Giappone, consumi truccati




Ogni tanto mi piace prendere qualche notizia dal mondo grazie a certe riviste bravissime in questo.Vorrei pubblicarle tutte le domenica ma dipende sempre dagli eventi.

GOLDMAN SACHS APRE ALLE MASSE

Per quasi 150 anni la Goldman Sachs è stata la banca di riferimento dei ricchi e dei potenti,ma ora il colosso di Wall street ha deciso di aprire alle masse offrendo conti di risparmio online per i quali basta il deposito di un dollaro,scrive il Financial Times.Questa svolta è dovuta al ftto che l'istituto ha bisogno di trovare nuove fonti di entrate.Le grandi banche d'investimento statunitensi sono in difficoltà a causa della volatilità dei mercati e delle regole piu rigide per il settore finanziario.Il lancio del conto di risparmio è arrivato dopo l'acquisizione della Ge Capital,un'azienda finanziaria da cui Goldman Sachs ha ereditato 145.000 correntisti.Goldman Sachs offre un tasso annuale dell'1,05%,superiore a quelli di altre grandi banche".

IN GIAPPONE CONSUMI TRUCCATI

"Il produttore di automobili  Mitsubishi Motors ha ammesso di truccare i test sui consumi di benzina dei suoi modelli dal 191",scrive la Bbc.L'ammissione arriva dopo recenti rivelazioni secondo cui l'azienda giapponese avrebbe falsificato i dati sui consumi di piu di 600.000 vetture vendute in Giappone.Nella maggior parte dei casi si tratta di modelli che hanno avuto successo per i loro bassi consumi.Il presidente della Mitsubishi Motors,Tetsuro Aikawa,ha aperto un'inchiesta interna, da cui potrebbero emergere altre irregolarità.Il numero di auto coinvolte nello scandalo è ancora ignoto.

venerdì 6 maggio 2016

Spiegare questa crisi ai leghisti e ai grillini...



Chi sono i partiti che piu incuriosiscono ? Il Movimento 5 Stelle e Lega Nord.Ma chi li vota? Gente da osteria, che di economia e finanza non capisce nulla, che se gli fai leggere quello che ho pubblicato sotto, ti dicono che vieni da Marte.
I grillini se la prendono con la Casta, pulisci il parlamento a Roma e risolvi tutti i problemi; i ceti medio-bassi torneranno ad essere quelli degli anni 70-80'.La Lega da la colpa all'immigrati e mi mette tristezza trovare Claudio Borghi che fa la guardia del corpo a Matteo Salvini. Sabato scorso sono stato a Milano in Piazza San Carlo per una manifestazione a sostegno del candidato sindaco Stefano Parisi. Come sentite nei due video che ho pubblicato sul mio canale di Youtube, il leader della Lega Nord parla solo di sicurezza.
Pubblico i riassunti che si trovano all'inizio di ogni capitolo. Lo sto leggendo e spiega il perchè il mondo va così, prendersela con i migranti è da imbecilli razzisti.

da USCIRE DALL'EURO (Luciano Gallino-Laterza)

-Qual'è la causa della crisi che,nell'autunno del 2007,ha colpito la finanza degli stati Uniti e che ha presto contagiato l'economia del Vecchio continente? E qual'è il principio cui ancor oggi si ispirano le politiche di austerità imposte dall'Unione europea ai suoi Stati membri? Una sola è la risposta:il neoliberismo.Un'ideologia che non rappresenta l'inveramento della dottrina liberale,ma piuttosto la sua perversione.Perchè l'ideologia neoliberale non tollera vincoli,legali o morali che siano, ed è proprio a questa propensione predatoria che deve la sua straordinaria potenza.Così sono bastati trent'anni per assistere ad un balzo all'indietro sul piano politico,economico e culturale:ad un balzo all'indietro sul piano politico,economico e culturale:la democrazia è stata svuotata ,il lavoro indebolito,i diritti contratti.Per questo la crisi non riguarda soltanto le nostre tasche,ma l'intera civiltà-mondo.

- Camuffare la crisi da debito privato delle banche come una crisi da debito pubblico degli Stati:ecco il maggiore successo della retorica neoliberale.Una retorica che ha procurato danni gravissimi,se è vero che sia l'Unione europea sia i nostri ultimi governi hanno agito sulla base di una lettura del tutto sbagliata della recessione,avvalorando la vulgata che ne rinviene le cause nell'eccesso di spesa pubblica (leggasi spesa sociale).Eppure la genesi della crisi va rintracciata nel sistema finanziario,che è ancora troppo ingombrante,intricato e opaco.Così com'è,infatti, ecco non solo fa tutto ciò che desidera,ma condiziona la vita di ciascuno,come dimostrano i ricatti con cui la Troika ha strangolato l'economia greca.E' ancora la politica a governare i mercati? L'impressione è che accada esattamente il contrario.

-L'Unione europea è una democrazia? A giudicare dagli ultimi anni, dovremmo rispondere di no.Essa appare come un regime sempre piu dispotico,capace di violare non solo gli stessi trattati che lo istituiscono,ma perfino,con la collaborazione del FMI,i diritti umani.E per capire come non si tratti certo di un dispotismo illuminato,basta aprire gli occhi sui disastri che, dal 2010 in poi, l'Unione neoliberale ha provocato.Anzichè preparare i cittadini a decenni di sudditanza politica ed economia e a una recessione di cui nessuno riesce a prevedere il termine,i governi europei dovrebbero dunque affrettarsi a modificare i trattati.Se ciò non accadesse,qualcun altro potrebbe assumere l'iniziativa,per abbattere non solo questa Ue dittatoriale ,ma l'intera architettura istituzionale comunitaria.

-I governi guidati da Berlusconi, Monti,Letta e Renzi passeranno alla storia:sarà difficile,infatti,mostrare una maggiore incapacità di governo dell'economia in tempo di crisi.Dal 2009 a oggi il Pil italiano è calato di 10 punti.L'industria ha bruciato un quarto della sua capacità produttiva.E il termometro piu significativo della condizione di un paese,ovvero il tasso di disoccupazione,ha raggiunto vette mai sfiorate prima.Sei milioni di  italiani vivono sotto la soglia della povertà assoluta e lo scandalo del lavoro precario,che grava sopratutto sulle generazioni piu giovani,non accenna ad arrestarsi.Troppe persone sono rimaste senza voce,senza tutela, senza rappresentanza:nascondere la loro presenza,a destra come a sinistra,potrebbe essere pericoloso.

-Sono passati nove anni dall'inizio della crisi, ma i dati sulla disoccupazione rimangono spaventosi.Con quale faccia,dunque i nostri governanti possono tranquillamente affermare che la disoccupazione aumenta, si, ma l'economia migliora? Se la funzione fondamentale dell'economia è quella di procuratore ricchezza al maggior numero di individui,la retorica che ci viene quotidianamente propinata emerge in tutta la sua assurdità.Bisognerebbe smetterla con l'ossessione della crescita in quanto tale e chiedere piuttosto allo Stato di creare direttamente nuovo lavoro e,sopratutto,lavoro nuovo.Senza investimenti pubblici, in settori strategici  perchè altamente innovativi,la produttività continuerà a ridisegnare e la disoccupazione a crescere.

-Qual'è stato,in Europa come negli Stati Uniti,il piu drammatico mutamento sociale degli ultimi trent'anni? La redistribuzione della ricchezza dal basso verso l'alto.Tra la fine della prima guerra mondiale  e gli anni 80 la quota dei profitti del Pil era stata creata degli aumenti salariali, dagli investimenti dalle imposte.