Anglotedesco

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domenica 31 gennaio 2016

Il calo dei prezzi del greggio vanifica la lotta ai cambiamenti climatici





Il prezzo del petrolio è precipitato dal picco raggiunto nel giugno del 2014 e oggi è al livello più basso degli ultimi undici anni.È sceso anche il prezzo del gas naturale e in molti  paesi sta diminuendo quello del carbone .Gli analisti sostengono che i prezzi resteranno bassi per un po’ ,perché le riserve sono abbondanti e la domanda sta calando a causa della difficoltà economiche della Cina.Questa situazione potrebbe vanificare gli sforzi per contrastare il cambiamento climatico .Il ribasso dei prezzi non è un male assoluto dal punto di vista del clima:molti combustibili fossili di difficile estrazione ,come le sabbie bitominose,non sono più redditizi.E le grandi aziende energetiche stanno abbandonando i progetti di ricerca e sviluppo di nuovi giacimenti di gas.
Quindi in parte delle riserve di petrolio e gas resterà sotto terra,almeno per i prossimi anni.Il problema è che quando i prezzi riprenderanno a salire si tornerà ad attingere a quelle risorse,ma già ora le riserve di carburanti fossili di cui disponiamo superano di molto quelle che possiamo consumare se non vogliamo conseguenze catastrofiche sul clima".
Non c'è nessun picco del petrolio (il limite massimo di estrazione e consumo del greggio) dice l'economista Ottmar Edenhofer,direttore del Mercator research institute on global commons and climate change di Berlino.E' limitato lo spazio disponibile nell'atmosfera per smaltirlo.Secondo uno studio del 2015 che prende in considerazione tutte le riserve conosciute, un terzo del petrolio,la metà del gas e il 90% del carbone dovrebbero restare sotto terra se vogliamo mantenere il riscaldamento globale a un livello di sicurezza di due gradi o meno.Anche se i paesi rispetteranno gli impegni presi con l'accordo di Parigi,probabilmente bruceremo una quota di riserve sufficiente a superare i due gradi nel 2030.Per evitare che succeda dovremo accellerare il passaggio ai carburanti alternativi,ma questa transazione rischia di essere ostacolata del clo dei prezzi del  greggio,che spingono a consumare di piu e  disincentivano l'efficienza energetica.Ci sono già segnali in questo senso.

Da New Scientist-Michael La Page (traduzione Internazionale)

venerdì 29 gennaio 2016

Robert Reich:”Troppi squilibri nel sistema economico americano”



Il tipo di modello che sti sta portando in Europa :distruzione del ceto medio, operai costretti a fare lavori part-time e rischiare sempre il licenziamento, immigrazione illimitata per portare avanti il grande progetto chiamato NUOVO ORDINE MONDIALE.

Da Il Corriere della Sera del 29 gennaio 2016- Massimo Faggi

“Per uscire da questa nuova crisi tutti puntano sull’effetto di traino dell’economia americana, quella che appare più in salute. Ma il nostro sistema è minato dagli squilibri crescenti nella distribuzione del reddito che,al di la di tutte le questioni di giustizia sociale, incidono in misura significativa anche sullo sviluppo del reddito nazionale.Nei prossimi mesi vedremo un significativo rallentamento e non escludo che alla fine del 2016 l’economia americana entri in recessione “.

“Con i nuovi problemi che emergono in Europa, la Cina che rallenta bruscamente ,Brasile e Russia in crisi profonda ,l’America non può più puntare su una crescita basata sulle esportazioni ,tanto più che il dollaro si è rafforzato in modo sostanziale. Lo sviluppo dovrebbe essere sostenuto dalla domanda interna che per il 70% è costituita ,dalla domanda dei consumatori ,cioè delle famiglie.Ma i consumatori nel 2016 non avranno abbastanza reddito disponibile per una crescita a pieno regime: il motore girerà a due cilindri ,e questo per colpa dell’aumento delle diseguaglianze .Guardi i dati: il reddito medio degli americani,corretto al netto dell’inflazione ,è inferiore del 4% ai livelli del 2000.Cala molto anche la retribuzione media dei giovani ,compresi i laureati .Quindi rallenta anche la formazione delle famiglie:più gente che rimane in casa con i genitori ,meno richiesta di nuove case,meno domanda di beni e servizi”.

“I progressi ci sono stati,non c'è dubbio. Ma dietro quei dati del lavoro così positivi ,come i quasi 300.000 posti in più a dicembre, c'è la realtà di mestieri sicuri e ad alto reddito che spariscono,sostituiti da lavori assai più precari e pagati assai meno.Molti americani sono addirittura usciti dal mercato del lavoro e molti degli impiegati di quelle statistiche hanno solo un lavoro part-time.Il reddito medio non cresce o cresce di poco rispetto all’anno precedente mentre il confronto con 15 anni fa, come le dicevo prima, è deprimente. È per questo che c’ è tanto scontento in giro, nonostante dati statistici così positivi”

giovedì 28 gennaio 2016

I problemi della bad bank leggera



Marcello Messori:”Misura poco efficace”

Viviamo in un mondo dove comandano le grandi banche e questo è un argomento di grande interesse. Cerchiamo di sintetizzare i rischi che si corrono grazie a due esperti in questo campo.

Da La Repubblica del 28 gennaio 2016- Eugenio Occorsio“

“ L’intervento concordato l’ altra rotte a Bruxelles ha due aspetti positivi :accantona l’ ipotesi di una o più Bad Bank,soluzione rivelatosi impossibile in sede comunitaria ,e ancora il costo della garanzia statale a soglie piuttosto basse.Ma tutto questo non basta per liquidare l’eccesso di crediti problematici che sono nei bilanci delle banche italiane,specie le più vulnerabili”.

“La garanzia statale ,cioè l’assicurazione venduta dallo Stato alle banche originarie per cui se alla fine il “ veicolo” non riuscirà a disfarsi definitivamente delle partite finanziarie sarà rimborsato dallo Stato ,non è congegnata bene.Lo Stato non concederà  questa garanzia tutti i crediti in sofferenza,ma solo a quelli classificati come senior dalle agenzie di rating o altri valutari indipendenti .I più sicuri,insomma.Le altre e più numerose tranche di crediti problematici rischiano di avere un prezzo di cartolarizzazione ancora più basso di quello che avrebbero avuto senza interventi statali .Il rischio è che le banche non li cedano perché dovrebbero dare delle garanzie che non è sicuro che possano onorare,oppure sopportare perdite elevate,e tornano al punto di partenza”.

“Sarebbe ingeneroso non riconoscere gli aspetti positivi del compromesso raggiunto, si tratta di rafforzarli e superare le maggiori debolezze .Una correzione sostanziale sarebbe l’introduzione del meccanismo seguente.Prendiamo la banca x che vende al veicolo y.Gli dice “ ti vendo una partita di crediti,anche i più rischiosi ,e tu poi li rivenderai a un prezzo prefissato ,poniamo il 50% del valore.Se non ci riesci ma recuperi, che so,il 43% ,il 7 te lo restituisco io”.La banca intanto si fa dare la garanzia statale su questa eventuale quota residua che dovrà ripianare.È una garanzia di livello che la UE non può rifiutare ai sensi dei Trattati, che impongono almeno questo minimo di tutela per i Paesi membri.È diversa da quella concordata perché si estende a tutti i crediti incagliati senza distinzioni”.


Da Libero del 23 gennaio 2016-Ugo Bertone

Secondo l’agenzia Reuters il prezzo di cessione dei crediti in sofferenza sarà in media pari a circa il 20-30% del loro valore nominale.Gli analisti del Credit Suisse h
I problemi della bad bank leggeraanno perciò ipotizzato:dato l’ammontare delle sofferenze (poco più di 200 miliardi) ed assumendo un taglio medio del 75%, per azzerare i non performing loans del sistema ,ci potrebbero volere 37 miliardi ,cifra a cui si arriva tenendo conto degli accantonamenti già effettuati dalle grandi banche (il 60-65% dell’ammontare) e dalle più piccole (il 40-50%).

mercoledì 27 gennaio 2016

Bernie Sandlers: ”L’America non vuole essere un’oligarchia “



Auguro agli statunitensi,sopratutto quelli del ceto medio-basso,bianchi,neri,ispanici, che finalmente trovino un presidente che la smetta con le assurde politiche estere che da anni portano avanti e che non sia un bugiardo come Obama. Parlano chiaro i numeri della povertà sopratutto della popolazione nera,a dimostrazione che Barack Obama ha accontentato più Wall Street che la gente che credeva in un vero cambiamento.



Da La Repubblica del 25 gennaio 2016-Chuck Todd

“Non mi sorprende che tutti questi politici mi voltino le spalle: la mia è una sfida all'establishment politico, a quello economico ,agli interessi finanziari di questo paese ,alle corporation.Per questo la mia campagna elettorale è unica ,perché mira ad avviare una rivoluzione politica che avvicini milioni di persone al sistema che controlla Washington.Si,l’establishment appoggia la Clinton.Non è un segreto.Ma il motivo per cui la mia campagna sta suscitando così tanto entusiasmo è che la gente pensa sia davvero arrivata l’ora di sfidare l’establishment ,Dall Street e i grandi interessi ecpnomici”

“Se Donald Trump vincesse la nomination repubblicana e Bloomberg si decidesse a scendere in campo ,ci sarebbero ben due multimiliardari in corsa contro di me per la presidenza degli Stati Uniti.Non credo che il popolo americano abbia voglia di vedere la nostra nazione andare verso un’oligarchia, dove ad avere il controllo del processo politico sono dei miliardari.Quindi penso che vincerei le elezioni”.

“ E’ inaccettabile che nel nostro paese vi sia cosi tanta povertà e che la situazione più grave sia quella della comunità afroamericana,dove tra i ragazzi fra i 17 e i 20 anni che finiscono le superiori c'è un tasso di disoccupazione del 51%.Dove il 36% dei bambini vive in povertà.Se diventerò presidente è mia intenzione affrontare questi problemi in modo aggressivo ,facendo si che i giovani lavorino invece di finire in prigione.E mi adoperero’per migliorare le scuole, è indispensabile “.

“A questo paese sto dicendo che alle ultime elezioni il 63% degli americani non ha votato.E a quelle metà mandato non ha votato l’80% dei giovani. È per questo che i ricchi continuano ad arricchirsi.È per questo che i miliardari sono in grado di comprarsi le elezioni.Io cerco di far comprendere che nella democrazia americana il Congresso dovrebbe rappresentare le famiglie dei lavoratori e la classe media ,invece di chi contribuisce in modo più cospicuo alle campagne elettorali.Sto cercando di modificare le dinamiche della politica americana.Incitare milioni di giovani e milioni di operai a battersi a testa alta per i loro diritti.Se ci riusciranno ,potremo aumentare il salario minimo.Potremo rendere gratuita la frequenza dei college pubblici ed eliminare le rette universitarie.Questo dovremmo fare.E questo voglio fare*.

martedì 26 gennaio 2016

JP Fitoussi:” Il tema delle banche è più complicato di quello dei migranti”



Penso ancora a quello che ho letto sabato scorso sul Corriere della Sera ,con un Mario Draghi che parlava di contributo fondamentale dell’immigrazione per l’economia della UE,mentre tutti i giorni annegano dei bambini.Questa è la dittatura neoliberista che vede il presidente della BCE nel ruolo di Adolf Hitler
Per il resto Fituossi ripete quelle stesse cose che si sentono dire da quando è scoppiata la crisi cioè che in Europa manca l'unione politica.

Da Il Resto del Carlino del 25 gennaio 2016

“Manca l’unione politica ,l’unica che può costringere alla solidarietà. Negli Stati sono i parlamenti che costringono a essere solidali,votano le tasse.SR non c'è un’unione politica,la solidarietà da sola non tiene.Anzi, si può andare nella direzione opposta”.

“ Il legame fra la tenuta del trattato di Schengen e la salvezza dell’euro non è diretto, aritmetico ,ma passa tramite la volontà politica di fare o no l’Europa.Se non siamo capaci di avere frontiere comuni,allora non siamo un’unione .E se vale per la geopolitica vale anche per l’euro.Se non siamo capaci di avere una politica comune ,allora non si può continuare con l’euro.Non esiste una moneta senza principe,senza governo”.

“La crisi dei migranti è peggiore di quella greca perché non ci sono stati sforzi come per la crisi della Grecia ,non abbiamo avuto 15 summit per dare l’ultima chance come una Atene.Questa crisi è trattata come se il tema dei migranti non fosse il principale dei problemi.Ma se l’Europa non è capace di trovare una soluzione comune a un problema cosi importante, come possiamo, credere che possa trovare soluzioni comuni a problemi più complicati? Sono il tema delle banche,del debito. ..L’autorità fiscale comune ,la messa in comune di una parte del bilancio...i migranti mettono alla prova l’Europa perché sono l’attualizzazione delle idee europee enunciate fino a oggi: i diritti umani ,la democrazia,la solidarietà.Si tratta di applicare la teoria alla pratica,altrimenti è finita”.

*Quando i giovani conoscono la disoccupazione di massa ,l'Europa non ha più avvenire .Abbiamo gestito la crisi senza occuparci del futuro.Si è cercato solo di riparare gli errori del passato ,ma per i giovani conta il futuro,e che futuro diamo a loro?

“Insegniamo che un Paese debole può essere cacciato via.Ma ogni Paese europeo ha territori più deboli degli altri.Qualcuno allora penserà che si può cacciare il Sud Italia o qualche parte del Nord della Francia.Abbiamo le mani legate dai trattati firmati negli ultimi 30 anni,i governi non hanno più veramente nelle loro mani gli strumenti della politica.Ha sbagliato chi pensava all'Europa da sognatore, basandosi solo dell’idea teorica ma senza accorgersi che l’Europa è una costruzione complicata e va fatta bene”.

lunedì 25 gennaio 2016

A Cipro la crisi è finita?



I soliti discorsi,il PIL che cresce,le banche solide bla bla bla,tipico discorso del servo neoliberista.Contano più le banche degli esseri umani.In Cipro la disoccupazione giovanile continua ad essere spaventosa,la classe operaia non sa più dove sbattere la testa e grazie alla schiavitù di migliaia di immigrati,la produzione industriale cresce.Ditelo a loro se la crisi è passata ..



Da La Repubblica economia e finanza del 18 gennaio 2016- pezzo di articolo di Salvatore Giuffrida

Marzo 2013: Cipro è in default ,le due principali banche, la Nazionale e la Popolazione, sono fallite e l’UE prepara in extremis un piano di salvataggio da 16 miliardi dalle condizioni durissime.I conti correnti sono congelati dal governo ,che garantisce solo quelli inferiori ai 100.000 euro.La Banca Popolare dichiara bancarotta e i ciprioti scendono in strada per protestare contro un futuro pieno di incognite.
Oggi,meno di tre anni dopo, lo scenario è totalmente cambiato e l’isola è di nuovo sulla via di una stabile ripresa è economica .La Repubblica di Cipro ,che divide l’isola mediterranea con la “Repubblica di Cipro Nord” che è parte del territorio turco, è rinata.Gli investitori stranieri stanno tornando in settori come turismo ,commercio, costruzioni e servizi finanziari.Già nel 2015 il PIL è tornato a crescere dell’ 1,5% per quest’anno le stime indicano quasi il 2%.La disoccupazione al 15,5%,rimane alta ma è in fase di riduzione da due anni e sopratutto il deficit fiscale migliora ,passando dal 7% del PIL del momento della crisi a 0,1 quest’ anno (proiezione 2016). Anche se il debito pubblico è ancora al 106% ,il saldo delle casse erariali è sostanzialmente questa in parità e il fantasma del default è ormai un ricordo.Anche il sistema bancario si sta riprendendo dopo la batosta.Prima del 2013 ,le banche cipriote rappresentavano un volume d'affare sei volte superiore del PIL nazionale: quando la crisi ha toccato i due principali istituti di credito ,è crollata tutta l’economia.Oggi le banche sono meno esposte e si sta dedicando una maggiore attenzione a proteggere la liquidita’ : il 52% dei prestiti concessi sono garantiti grazie a una fase di rinegoziazione e a settembre Standard & Poor’s ha elevato il rating del paese a BB- con outlook positivo,anche se la stabilità rimane un punto di preoccupazione “.E’ vero.I “ non performing loand” ,prestiti problematici ,sono ancora il 47% del totale degli attivi bancari: ma banche e governo stanno portando avanti una strategia di mediazione e rinegoziazione che punta a dimezzarli”.

domenica 24 gennaio 2016

Convegno a Crema sui fondi diretti dell'Unione europea.Presente anche Danilo Toninelli




Interessante il convegno al musei civico di Crema.Vi dico subito che ascoltarlo fa venire il mal di testa comunque ma bisogna dare atto al professor Andrea Boffi di aver spiegato benissimo come avvengono i bandi, i progetti, come bisogna fare, i fondi.Certo, gira e rigira ,l'Unione europea è una dittatura neoliberista...

I VIDEO




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venerdì 22 gennaio 2016

FRANCESCO GIAVAZZI:"L'accoglienza fatto positivo per i Paesi dell'euro"



Il neoliberista Giavazzi benedice l'immigrazione,e ci mancherebbe.Servono nuovi schiavi, bisogna tenere bassi i salari dei ceti medio-bassi sopratutto gli operai, e l'accoglienza è solo una scusa per cercare di distrarre la gente.
Questi disperati vengono in Europa e pur di trovare riFUGIO lavorano gratis o per un pezzo di pane .
QUESTA E' LA DITTATURA NEOLIBERISTA. 

da IL CORRIERE DELLA SERA del 18 gennaio 2016-pezzo di articolo di Francesco Giavazzi

L'accoglienza e l'inserimento dei rifugiati della nostra società,a prescindere dall'aspetto umanitario,è un fatto positivo per l'economia dei Paesi dell'euro.Aprire le frontiere ai rifugiati,come ha fatto la Germania,non solo è il modo etico per affrontare una tragedia inesorabile,ma,a patto di rispettare le condizioni che indicherò piu avanti,aiuta l'economia europea.Questa è la ragione per cui Angela Merkel non deflette dalla sua scelta di frontiere aperte.I Paesi dell'euro hanno due problemi:un tasso di fertilità molto basso,che via via riduce la popolazione,è una carenza di domanda.
Il tasso di fertilità nell'eurozona è in media 1,6 (cioè 1,6 figli per ogni donna).Per mantenere la popolazione stabile il tasso di fertiltà dovrebbe essere un pò sopra 2.Gli unici paesi europei,in cui questo accade sono Irlanda e Francia.La bassa fertilità è solo in parte compensata dall'allungamento dell'età lavorativa,che cresce troppo lentamente.
Risultato:la popolazione attiva scende,e questo ci costa circa mezzo punto l'anno di minor crescita.Diversamente dalla fertilità,che è un fenomeno dilungo periodo,la carenza di domanda è un'eredità della crisi.Ma entrambe,scarsa domanda e bassa fertilità,ritardando l'uscita dalla recessione.

giovedì 21 gennaio 2016

JACQUES SAPIR:"La fine dell'euro non vorrebbe dire fine dell'Unione europea"



Dal Libro JACQUES SAPIR:Oltre L’Euro .pezzi più importanti delle interviste:

“Un ritorno allo SME implica che ogni Paese ritrovi la propria valuta nazionale.La questione della strategia è qui centrale.I Paesi dell’Europa del Sud possono scegliere tra prendere la decisione di uscita in modo indipendente o chiedere la dissoluzione della zona euro.Se alcuni Paesi,come l’Italia ,la Francia, la Spagna dicessero durante un Consiglio Ecofin che sono pronti a lasciare l’euro ma che è preferibile lo scioglimento dall’unione monetaria ,questo, visto l’attaccamento dei tedeschi al Marco,verrebbe rapidamente accettato. Sarebbe di gran lunga la soluzione migliore perché presa in comune e apparirebbe come una decisione “europea”.La fine dell’Uem non implicherebbe la fine dell’Unione europea, tanto meno quella di una cooperazione sulle questioni monetarie tra i Paesi in questione.Questa soluzione rimane comunque a oggi la meno possibile rispetto a quella di un’uscita indipendente di un Paese membro ,che provocherà ,entro sei mesi da quel momento, il collasso della zona euro ,ma in un contesto politico assai più conflittuale “.

“Esiste il problema del trattato di libero scambio ,che chiamiamo TTIP; è indiscutibile che sarebbe alquanto nocivo ,e che la Commissione di Bruxelles cerca di farlo passare ad ogni costo.Ma un trattato è solo un trattato .Quello che Bismarck chiamava un “cencio di carta”. Un trattato non è altro che la formalizzazione di un rapporto di forza a un certo momento. Quando questo rapporto di forza cambia il trattato cambia o scompare.Ora,la tendenza attuale non è a favore degli Stati Uniti. Il problema principale per la libertà dei popoli in Europa viene dall’unione Europea.Ciò non significa che la politica degli USA non sia irresponsabile ,soprattutto se si esaminano le responsabilità di Washington nella creazione di quello che viene chiamato “lo Stato islamico” o la sua gestione della crisi ucraina.La sovranità appartiene il popolo. Bisognerà forse combattere per veder riconosciuto questo principio.Non ho alcun dubbio sul fatto che alla fine verrà riconosciuto “.


mercoledì 20 gennaio 2016

Luigi Zingales: “Qui si rischia la corsa agli sportelli”



Le idee economiche di Luigi Zingales non le condivido ma in questa intervista mi sembra che abbia detto cose sacrosante.Prendiamo il Bail in ,che ha provocato danni ,il governo se ne frega completamente. Intanto Patuelli presidente dell'Abi continua a ripetere che gli istituti bancari italiani sono più solidi di quelli tedeschi.

Da Il Resto del Carlino del 20 gennaio 2016- Elena Comelli

“Non credo alle cospirazioni internazionali.Chi parla di avvertimenti all’Italia applica al mondo circostante la propria mentalità mafiosa, oppure vuole alzare un polverone per nascondere i propri errori.Gli stessi che ieri raccontavano storielle sulla solidità delle banche italiane ,oggi diffondono il sospetto di un’azione concordata dietro le quinte per destabilizzare il Paese.Sarebbe meglio,invece dire la verità cioè che sul nostro sistema bancario pesa una situazione di tensione sempre più pericolosa,ma il governo non sembra rendersi conto appieno del fatto che l’Italia rischia una corsa agli sportelli”.

“ E’ chiaro che con questo sistema di funding e con le nuove regole del bail in, un sistema bancario che ha 200 miliardi di sofferenze rischia grosso.Il governo italiano dovrebbe andare a Bruxelles e chiedere con forza di cambiare le regole,come ho suggerito in un appello che ho scritto a fine dicembre insieme a Luigi Guiso, in cui abbiamo illustrato perché l’Italia dovrebbe chiedere una moratoria sul bail in. Ma il governo non si è nemmeno degnato di risponderci”.

“Mentre negli altri Paesi le obbligazioni bancarie vengono collocate presso assicurazioni e fondi pensioni, in Italia finiscono spesso nei portafogli dei clienti,tanto che sono diventate lo strumento di risparmio più diffuso,al pari dei Bot,e sono presenti nei portafogli delle famiglie con frequenza tripla rispetto a quella dei Cct o dei fondi comuni”.

“ l’Italia dovrebbe allearsi con altri Paesi europei per riequilibrare la situazione. Qualsiasi economista sa che un’unione monetaria è insostenibile senza un’unione fiscale è un’assicurazione europea contro la disoccupazione.Perché non rendere la creazione di questo meccanismo il fulcro della nostra politica europea? Altrettanto vale per un'assicurazione comune dei depositi “.

martedì 19 gennaio 2016

Michael Spence:”Esiste il pericolo di crisi globale “



Ascoltate bene quello che dice Michael Spence premio nobel per l'Economia.Anni fa nessuno aveva ascoltato certi economisti che prevedevano la crisi, adesso mettiamoci il cuore in pace...

Da La Stampa del 19 gennaio 1016 .Spence risponde alle domande di Paolo Mastrolilli

“Non sono ridicole ,le preoccupazioni di chi vede il rischio di una nuova crisi come nel 2008.Non dico che sia dietro l’,angolo ,ma il pericolo esiste.Cominciamo dalla frenata in corso a Wall Street ,che è dovuta principalmente un fatto.Negli ultimi anni c’è stato un forte apprezzamento dei titoli, ma ora analisti e operatori hanno realizzato che esiste una discrepanza fra questa impennata ,i fondamentali ,e i dati reali della crescita “.

"Il prezzo basso di tutte le materie prime è un problema.Negli Usa si pensava che avrebbe avuto un effetto misto:da una parte,parecchie compagnie avrebbero sofferto,ma dall'altra ci sarebbero stati dei benefici dovuti all'aumento dei consumi.Ora possiamo dire che il primo effetto è stato piu significativo del secondo".

"Fuori dagli Usa è un disastro sopratutto per i Paesi emergenti e i Brics,che a questo punto faticano a conservare l'equilibrio fiscale.Ma non sono loro a soffrire.L'Arabia Saudita,ad esempio,ha bisogno del petrolio a 70 dollari al barile,per pareggiare il  bilancio naturalmente ha grandissime riserve che le consentono di sopportare la situazione,ma non dureranno in eterno".

"Le previsioni in crescita sono state riviste verso il basso un po in tutto il mondo,e poi sta frenando il colosso cinese.Se le cose stanno così,il costo del petrolio e di tutte le materie prime è sceso per ragioni economiche piu gravi della disputa geopolitica fra Usa e Arabia".

"Non voglio sembrare critico nei confronti della Fed,però penso che la Banca Centrale comincerà a realizzare presto l'opportunità di prendere una pausa.Il problema di fondo è che abbiamo dato troppa importanza alle politiche monetarie per uscire dalla crisi:erano utili e necessarie,ma non potevano bastare:in Europa la BCE ha fatto tutto quello che doveva,e lo ha fatto bene,ma bisogna tener presente che i suoi interventi avevano lo scopo di non far saltare tutto.La crescita sana e sostenibile è un altro discorso,che non può essere scaricato solo sulle spalle della politica monetaria".

"Bisognerebbe stimolare la domanda in maniera diversa,e fare le riforme strutturali che la Bce sul lavoro,fisco,impiego pubblico,ci sarebbe ancora tanto da fare".




lunedì 18 gennaio 2016

NOURIEL ROUBINI:"Si rischia un altro 2008..."



Visto gli interessi con il mercato cinese...si, si rischia un altro 2008...

da LA REPUBBLICA del 18 gennaio 2016-Nouriel Roubini risponde alle domande di Eugenio Occorsio

"Non si può restare fermi.Le autorità fiscali e monetarie dei principali Paesi dovrebbero subito assumere un'iniziativa forte e proattiva. Altrimenti il crollo dei mercati, che trascinano l'economia reale,non si ferma.La Fed dovrebbe interrompere i rialzi,la Bce potenziare il quantitative easing e altrettanto la Bank of Japan,la banca centrale cinese  imbracciare con maggiore decisione la strada dello stimolo monetario".

"Forse non siamo arrivati ancora a un altro 2008, ma non si possono non rilevare inquietanti parallelismi che ci danno una fortissima preoccupazione.Bisogna capire se quello di questi giorni è solo un rovescio dei mercati o l'inizio di un nuovo crollo sistemico.Allora il detonatore furono i mutui subprime,ora potrebbe essere la catena di fallimenti delle società dello shale oil,messe in larga parte fuori mercato dai prezzi del greggio e dalla sovrapproduzione  dell'Opec.Rispetto al 2008,quando furono le banche,sovraccariche di debiti,a cedere e aprire la crisi sistemica,gli istituti sono piu capitalizzati in tutto il mondo.Bisogna allora tener d'occhio il mercato delle obbligazioni Usa,tanto importante quanto debole.E' in corso una massiccia svendita di corporate bond legati appunto al settore energetico che rischia di destabilizzare il sistema.E' il piu grande punto interrogativo del 2016.Nessuno sa quale sia il  vero stato di salute reale del comparto,ma il settore energetico è esploso:bisogna vedere se siamo di fronte a una serie di fallimenti individuali o una vera "epidemia" che avrà effetti sistemici o gravi.C'è poi, altrettanto insidioso,il cattivo andamento delle vendite al consumo delle ultime settimanale".

"L'economia cinese non è sana,la crescita quest'anno non supererà il 6% contro il 7% del 2015,e ci sono grossi problemi di modello di sviluppo,di consumi interni che non riescono a decollare,di export compromesso per la lentezza del resto del mondo.La Cina è un fattore di volatibilità ma da solo non basta a determinare il panico diffuso del mondo.La Cina è un fattore di volatilità ma da solo non basta a determinare il panico diffuso nel mondo.La crescita resta resta debole in Europa e rallenta in America,come testimonia lo stilicidio di dati deludenti degli ultimi giorni, dell'attività manifatturiera alle vendite al dettaglio".

domenica 17 gennaio 2016

Milano 16/01/16.Manifestazione contro le guerre e UE



Ho partecipato volentieri alla manifestazione di Milano promossa dalla sinistra opposta al PD contro le guerre e anche contro l'Unione Europea che farà piacere a molti visitatori di questo blog.

Mi hanno dato alcuni volantini ,e sintetizzo il loro contenuto per la quale condivido al 110%.Dopo capite dove finiscono i soldi...

L'Unione Europea,mentre persegue politiche di austerità attaccando sanità,pensioni,lavoro,scuola,diritto all'abitare,concede la possibilità di sforare i bilanci per le spese militari e per la "sicurezza".L'Italia,attraverso le decisioni dei governi di centro-destra-sinistra,è coinvolta in questo scenario di guerra con la recente decisione di inviare 450 militari in Iraq (a protezione degli interessi privati di una ditta italiana impegnata a restaurare la diga di Mossul),con i propositi di intervenire in Libia,mediamente le vendite di armi al regime fondamentalista dell'Arabia Saudita impegnato a bombardare in Yemen.
Questo scenario di guerra richiede una forte ripresa della mobilitazione il piu possibile unitaria che sappia denunciare le politiche e i gruppi di interesse economico-militare.

Il complotto imperialista sulla manipolazione psicologica del popolo è già in atto ormai da oltre 25 anni,conservando i loro progetti a "lungo termine" ,per loro non importa avere il "tutto e subito" come viene insegnato da qualche generale della loro opposizione.
La loro terza guerra mondiale "spezzettata" ci viene profilata con i loro mezzi mediatici come l'unica alternativa per la pace,in questi anni ci hanno spacciato guerre "umanitarie" per mantenere il loro progetto di pace nell'intero pianeta,ma non ci hanno detto che le loro guerre sono il frutto del loro programma di sottomissione del nuovo colonialismo del mondo.
Le guerre passate specialmente quella della ex Jugoslavia sono servite a spezzare un anello alternativo politco di destabilizzazione del Nordafrica colpendo quei paesi che hanno una politica alternative e di opposizione alle logge massoniche e delle  lobby imperialiste,Libia, Siria, Ucraina creando  necessariamente soggetti di stampo su immagine "democratica" made in Usa (Al Queida ,Isis,Pravi Sektor) destabilizzatori e di opposizioni a quei governi che nelle loro storia avessero avuto rapporti con l'ex Urss prima, e con la Russia in seguito".

IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE


venerdì 15 gennaio 2016

La crisi cinese ferisce più la borsa del Pil




Si però le borse comandano il mondo...

da IL SOLE 24 ORE del 9 gennaio 2106-Morya Longo

La crisi cinese fa piu male alle Borse europee che all'economia del Vecchio continente.Posata (per ora) la polvere  della bufera finanziaria di inizio anno,tanti economisti si sono messi a calcolare quale essere l'esatto effetto in Europa del rallentamento e del caos cinese.Ebbene,il responso è per certi versi sorprendente:l'impatto economico si sono messi a calcolare quale possa essere l'esatto effetto in Europa del rallentamento e del caos cinese.L'impatto economico è molto inferiore rispetto a quanto l'immaginario collettivo non si aspetti, mentre quello borsistico è decisamente  piu forte.Motivo:l'economia europea non è così esposta sulla Cina come i luoghi comuni sembrerebbero narrare,mentre le aziende quotate in Borsa (sopratutto quelle tedesche e austriache) lo sono molto di piu.Lo dicono i numeri:a soffrire per la Cina sono le Borse piu che l'economia reale.Sul fatto che l'impatto economico sia limitato sono piu o meno d'accordo gli economisti di tutte le banche d'affari.Gli esperti di Goldman Sachs calcolano che ogni punto percentuale di crescita perso dalla Cina in un trimestre "rubi" oltre 0,25 punti di Pil europeo nell'arco di due anni.E per compensare questa perdita,già minima,basta un calo del 10% del prezzo del petrolio.Gli economisti di Ubs qualche giorno fa hanno fatto calcoli diversi che,però giungono alla medesima conclusione:qualora l'economia cinese si congelasse e registrasse nel 2016 una crescita di appena il 4% (si tenga conto che la previsione di Ubs è del 6,2%),il Pil europeo perderebbe 0,8 punti percentuali.Insomma: anche in questo scenario estremo,l'impatto sarebbe tutto sommato contenuto.In ogni caso,il settore manifatturiero in Europa,quello piu colpito da un rallentamento cinese,produce solo il 16% del Pil.Insomma: il Vecchio continente ha un sistema economico diversificato per non temere piu di tanto la frenata di Pechino.

giovedì 14 gennaio 2016

IAN BREMMER:" Molti americani esclusi dalla ripresa"




La scritto Federico Rampini nel suo bellissimo ultimo libro,l'Età del Caos:nell'america di Obama ci sono piu disuguaglianze che nel Sudafrica ai tempi dell'Apartheid. Disoccupazione al 5%? Sono aumentati i lavori partime...semplice....

da CORRIERE DELLA SERA del 14 gennaio 2016

"Alla fine non credo che Donald Trump otterrà la nomination repubblicana. Ma se andrà così, non sarà per quello che ha detto Obama.il presidente ha usato argomenti che non fanno presa sulla base degli elettori repubblicani e in parte ,neanche su quella dei democratici.Non convincono,insomma, ,coloro che stanno guardando verso Trump.Non basta richiamarsi ai "valori" americani, allo spirito di tolleranza insito nelle leggi del Paese,alle virtù del mercato e della società aperta.Tutte queste cose gli americani le conoscono già.Ma evidentemente non sono piu sufficienti".

"Penso che la lotta al terrorismo sia un pò come la questione del "climate change".non ci sono servono grandi strategie sul lungo termine,ma azioni corrette di contenimento.Obama è consapevole che la minaccia dell'Isis tocchi sopratutto l'Europa.Tuttavia ,non è facile spiegarlo a un'opinione pubblica allarmata da episodi come la strage di San Bernardino"

"L'economia è solo un pezzo del problema.Anche se il tasso di disoccupazione è sceso al 5% ,anche se il dollaro è forte e la benzina costa poco,esiste una larga fascia di americani che è rimasta esclusa dalla ripresa.Non è un caso se Bernie Sanders sta riscuotendo ampi consenso sopratutto tra i giovani del paese.Probabilmente molti di loro,quattro anni fa od otto anni fa,votarono Obama".

mercoledì 13 gennaio 2016

AMBROSE EVANS PRITCHARD:"Senza euro l'industria tedesca non può competere con quella italiana"




Molto interessante il libro di Paolo Becchi e Alessandro Bianchi con interviste a grandi esperti in materia.Sono d'accordo con Pritchard ma le politiche neoliberiste che stanno distruggendo il ceto medio-basso ci sono anche nei paesi dove non c'è l'euro.Anche senza monreta unica a nessuno verrebbe impedito di trasferirsi dove il lavoro costa meno.

Dal Libro Oltre L’Euro 


AMBROSE EVANS PRITCHARD:

“Quello che serve in Europa oggi è uno shock economico sul modello dell’Abenomics.Italia,Spagna,Grecia e Portogallo ,insieme alla Francia devono smettere di fare finta di non avere un interesse in comune da tutelare.Questi Paesi hanno i voti necessari per forzare un cambiamento.La BCE oggi non sta rispettando gli obblighi previsti dai Trattati e non solo per il target del 2% ,dato che nei trattati non si parla solo d’inflazione ,ma anche di crescita e di occupazione.Il dato dello 0,8% di ottobre è un autentico disastro per l’andamento della traiettoria di lungo periodo del debito.l’Italia ha un avanzo primario del 2,5 % del PIL e ciononostante il suo debito continua ad aumentare.Il dramma del vostro Paese non è morale ,ma dipende dalla crisi deflattiva cui è costretto per la sua partecipazione alla zona euro.La politica è fatta di scelte e di coraggio.Fino a oggi non si è agito per impedire che si dissolvesse il consenso politico dell’euro in Germania.Ma oggi c'è una minaccia più grande e se Berlino non dovesse accettare le nuove politiche ,potrebbe anche uscire dal sistema.Il ritorno di Spagna ,Italia e Francia a una valuta debole è proprio quello di cui i Paesi latini hanno bisogno.Del resto,la minaccia tedesca è un bluff e i Paesi dell’Europa meridionale devono smascherarlo.L’ ora  del confronto è arrivata”

“È negli interessi della Germania gestire l’eventuale uscita di un Paese membro nel modo più lineare,regolare e tranquillo possibile. Nel caso di un deprezzamento fuori controllo della lira,ad esempio ,il più grande sconfitto sarebbe Berlino: le banche e assicurazioni tedesche che hanno investimenti in Italia sarebbero a rischio fallimento ;e inoltre ,le industrie tedesche  non potrebbero più competere  con quelle italiane sui mercati globali.Sarebbe interesse primordiale della Bundesbank acquisire sui mercati valutari internazionali le lire, i franchi, pesos o dracme per impedirne un crollo.Si tratta di un punto molto importante da comprendere: nel caso in cui uno dei Paesi meridionali dovesse decidere di lasciare il sistema in modo isolato ,è nell’interesse dei Paesi economici del nord Europa,in primis la Germania ,impedire che la sua valuta sia fuori controllo e garantire una transizione lineare.Tutte le storie di terrore su eventuali disastri che leggiamo non hanno alcuna base economica”.




martedì 12 gennaio 2016

MICHAEL MOORE:"I repubblicani sono un partito morto"



Non sono d'accordo col grande Michael Moore,il partito repubblicano aumenterà ancora di piu, sopratutto grazie ai ceti popolari che ha paura del musulmano...dovrebbero prendersela con il loro Paese...

da LA REPUBBLICA del 10 gennaio 2016

"In Europa c'è un consenso politico generale sul valore dello stato sociale.Anche i conservatori apprezzano certi programmi non per bontà ma per convenienza.Servono a mantenere l'ordine sociale.Se c'è assistenza sanitaria,la gente non va malata al lavoro e non contagia gli altri.Chi ha le ferie pagata torna al lavoro rigenerato.Non è buonismo libare.Capitalismo e profitto ne traggono vantaggio"

"La presenza di Bernie Sanders in campagna elettorale mi da speranza.Un socialista al centro del dibattito dei democratici! Pensi che il mese scorso,in un sondaggio fra democratici su socialismo e capitalismo,il 46% degli intervistati ha espresso un giudizio positivo sul socialismo,contro il 37% pro capitalismo.Le cose stanno cambiando e i giovani ne sono il motore.La mia visione politica è simile a quella di Bernie.Mi piace anche Hillary.O meglio:di lei ci sono cose che condivido e altre che mi preoccupano.Mi piacerebbe anche credere che non si sentirà obbligata a fare la guerra soltanto per dimostrare che una donna non ha paura di premere il grilletto.Perchè questo pericolo c'è.Ma voglio pensare che Hillary scardinerà questa paura.Per il bene della pace".

"Il partito Repubblicano si è spento,non trova? Nei primi dibattiti parlava del sistema sanitario nazionale.Non gli piaceva George W.Bush,era schierato contro la guerra in Iraq.Voleva tassare gli hedge-fund e aveva un'idea ,per quanto vaga,su come riformare il dipartimento dei Veterani di guerra.Idee perse ora che è entrato nella fase fuori controllo"


lunedì 11 gennaio 2016

GUNTER WALLRAFF DOPO COLONIA:"La paura non vincerà"



Stimo molto Gunter Wallraff ,ho letto il suo libro che qui ha trovato ampio spazio, descrivendo alla perfezioni le condizioni del ceto operaio tedesco, un grande giornalista d'inchiesta.Purtroppo in questa intervista non mi è piaciuto,sopratutto quando dice di essere rimasto sorpreso positivamente da Angel Merkel.Dovrebbe saperlo che l'accoglienza è solo per portare in Germania degli schiavi per accontentare la dittatura neoliberista.

da LA REPUBBLICA dell'11 gennaio 2015-Gunter Wallraff risponde alle domande di Roberto Brunelli

"Mia figlia era lì',quella notte, così come un mio caro amico e sua moglie.Sono sconvolti,ma devo dire che la loro percezione degli avvenimenti è diversa da quella descritta dai media.Di quella terribile notte loro raccontano  che non si può parlare di un migliaio di persone organizzate che hanno effettuato degli attacchi concertati,casomai di molte decine di persone,forse piu di cento,che hanno approfittato del clima di festa per compiere quegli atti.Che non intendo assolutamente sottovalutare ne relativizzare,sia chiaro.Moltissime donne sono state attaccate,ed è gravissimo.Ci sono state altre violenze,furti.E' successo qualcosa di destabilizzante,che non ha precedenti.Tuttavia nel ceto politico c'è chi coglie l'occasione per spostare all'indietro le lancette della storia,per reagire in maniera isterica,e questo proprio mentre lo sguardo del mondo sulla Germania si era fatto di nuovo positivo,grazie ai tanti che hanno saputo accogliere chi fuggiva".

"Io sono stato sorpreso in maniera positiva dalle scelte della cancelliera.Ha saputo mostrare un lato umano importante,mettendosi anche contro le proprie file.Io credo che abbia avuto una sorta di shock quando fece quella terribile gaffe con la ragazzina profuga palestinese che le chiese aiuto e a cui le rispose in quella  maniera cosi gelida.Immagini che fecero il giro di tutto il mondo.Per lei quella vicenda ha rappresentato una specie di svolta.Il fatto che Merkel poi abbia detto,e imposto,che non si rimanda indietro chi è sopravvissuto all'odissea della fuga e della guerra,che a queste persone bisogna dare protezione,vuol dire che in Germania la democrazia è ancora una struttura stabile"

"Sulle implicazioni religiose c'è troppa correttezza politica.Si deve poter discutere di Islam quando si tratta di una critica fattuale.Chi ad ogni osservazione parla di islamofobia finisce per fare il gioco di chi sta a destra.Così come è giusto indagare con attenzione la realtà di certe moschee:alcune delle piu grandi in Germania sono de facto un'estensione del regime di Erdogan,che evidentemente oggi è tutt'altro che democratico.D'altronde,gli attacchi di Parigi potrebbero ripetersi ovunque.Ma la lezione che dobbiamo trarne è che deve andare avanti la vita normale.Che non bisogna mostrare paura".

domenica 10 gennaio 2016

Disuguaglianze aumentate dal 1980.Si chieda perchè signora Boldrini...



Tutti a far notare queste cose ma che nessuno che si azzardi a dire il perchè ...

-Divorzio Banca d'Italia-Tesoro 1980

-Crollo del muro di Berlino del 1989

-Abolizione della legge Glass-Steagal  (1993)che impediva alle banche d'affari di speculare con i nostri risparmi

-Introduzione della moneta unica.


da IL FATTO QUOTIDIANO del 5 gennaio 2016-Giampiero Calapà

"Le disuguaglianze in Italia sono aumentate del 33% rispetto al 1980.Triplicate.La media dei Paesi Ocse è di un 13%.In democrazia le persone senza reddito non possono essere lasciate al proprio destino.Non posso dimenticare il funerale di Romeo,di sua moglie Annamaria e di suo cognato Giovanni,tre persone della stessa famiglia che si sono tolte la vita a Civitanova Marche per problemi economici nel 2013.In questi mesi ho lavorato per rilanciare una maggiore integrazione politica europea.Ho proposto ad altri presidenti di Parlamento di firmare una dichiarazione che metta al centro dell'azione europea i temi sociali ,il reddito di dignità può diventare un tema europeo.L'obiettivo è introdurre un social compact,che possa anche armonizzare in tutti i Paesi dell'Unione il diritto a un equo reddito di cittadinanza.Si potrebbe sostenere con una tassa sulle transazioni finanziarie o un carbon tax.Sulla dichiarazione avvirò una consultazione pubblica on line per chiedere agli italiani quale Europa vogliono,ho proposto di farla anche a livello europeo al presidente Martin Schulz".

venerdì 8 gennaio 2016

Enrico Letta vuole una polizia europea di frontiera




La carriera di Enrico Letta la conosciamo, anche lui è a favore delle politiche neoliberiste e la risposta che ha dato sugli immigrati ne è la prova.Come negli Usa,anche in Europa servono nuovi schiavi per fare certi lavori  e poi inevitabilmente salta fuori la scusa che gli europei fanno pochi figli...Tutte cavolate...i ceti medio bassi devono essere distrutti...lavoro precario e salari bassi

da IL CORRIERE DELLA SERA del 7 gennaio 2016-Enrico Letta risponde alle domande di Alessandro Trocino

"L'Europa è scossa da un terremoto che ne mette in discussione i valori basiliari.In un tripudio di sondaggi, si alzano i muri,si abbattono punti e si chiudono frontiere.Un impazzimento collettivo, che non tiene conto delle possibili conseguenze.Rialzare le frontiere e chiudersi dentro logiche nazionalistiche sarà alla fine inefficace per tutti.Ma in particolare avrà un effetto negativo per l'Italia,che è il Paese che ha piu da questa escalation".

"Spesso dimentichiamo che in Schenghen siamo entrati molto dopo e con grande fatica.L'accordo è stato una creazione  franco-tedesca,due Paesi che non hanno frontiere fisiche e non sono divise da mari o da montagne.Se oggi fallisce,rinascerà una mini-Schenghen tra Francia,Grecia e Spagna rischiano di essere escluse:sarebbe un segnale terribile".

"Bisogna rafforzare i controlli alle frontiere esterne dell'Europa .Questo significa raddoppiare il controllo con un servizio misto,non lasciato in mano alle forze di polizia nazionali.Non servono cento persone,ma decine di migliaia di poliziotti europei.Questo è essenziale sopratutto per le questioni di sicrezza:i terroristi del 13 novembre hanno passato le frontiere europee varie volte"

ALLA DOMANDA SUI FATTI DI COLONIA DOVE CENTINAIA DI IMMIGRATI HANNO MOLESTATO DELLE DONNE ,ENRICO LETTA RISPONDE:

"La Merkel ha una grande capacità di leadership e tra vent'anni i tedeschi la ringrazieranno,come oggi ringraziano Schroeder e Kohl.Del resto, la Germania ha una demografia disastrosa,la peggiore d'Europa:se non avesse fatto questo gesto di accoglienza tra 10 anni avrebbe avuto un terzo della popolazione pensionata.Il tema dell'immigrazione non può essere gestito solo dal ministero dell'Interno,come sicurezza.Il messaggio di fine anno del Presidente Mattarella è stato molto forte ed efficace su questo punto.Dev'essere chiaro che l'immigrato deve rispettare le nostre regole.E sopratutto sul rispetto della donna,ovviamente,non si può transigere in alcun modo".

"Ha ragione il  Presidente Napolitano ,i successi dell'Italia sono  sempre stati successi di leadership.Non si vince agitando slogan come "battere i pugni sul tavolo" o non avere il cappello in mano".Il problema è la credibilità ,cioè la coerenza tra parole e fatti.Se si usano troppo spesso l'Europa come scaricabarile o come capro espiatorio,poi se ne subiscono le conseguenze.Stiamo attenti:chi semina vento,raccoglie tempesta.Ho paura che alcuni atteggiamenti di Renzi sull'Europa siano dovuti ai sondaggi e alla voglia di avere voti.Del resto il fatto di avere o non avere il cappello in mano dipende dai fatti non dalle parole.Non basta autodefinirsi credibili.E' una  politica europea credibile deve basarsi su alleanze efficaci:la nostra alleanza naturale e con Francia e Germania.sERVE UNA NUOVA INIZIATIVA EUROPEA,A DUE CERCHI".

giovedì 7 gennaio 2016

I guai di Pechino e i pericoli per l’Ue...



Mentre si parla del Movimento 5 stelle, Pd,Paolo Becchi ,Matteo Salvini e altri problemini,lunedi solo in Europa sono stati bruciati 264 miliardi di euro,altro che corruzione o espulsioni del M5S.
Sotto una sintesi di una pagina della Stampa molto interessante. 

Analisi prese da due pezzi di articoli della Stampa del 5 gennaio 2016 scritti da Ilaria Maria Sala e Francesco Manacorda

Da sud,dalla fabbrica del mondo nell’aggiornamento industriale e urbano di Shenzhen ,i guai cinesi si vedono più chiaramente. Da alcuni mesi ,imponenti manifestazioni di operai che scioperano per gli stipendi che si assottigliano e per la scomparsa di imprenditori hanno acuito le tensioni sociali.Ma come denuncia il China Labor Bulletin ,l’unica organizzazione sindacale indipendente, in esilio a Hong Kong , la repressione anti-attivisti per i diritti dei lavoratori è talmente forte da non avere precedenti in Cina.Un commento non da poco ,in un Paese dove i lavoratori non hanno il diritto di organizzarsi.
L’idea è che il mercato azionario cinese si sia lasciato spaventare mentre gli investitori puntavano dritto verso l’uscita.Un mercato azionario che, dopo lo scossone dello scorso giugno, continua però a essere drogato ,con molti investitori istituzionali ai quali non è permesso di vendere azioni per direttiva governativa .Restano più ingovernabili i piccoli investitori individuali ,che hanno messo i risparmi in Borsa giocando finanziariamente come giocherebbero a Monopoli ,aggravando le conseguenze in giornate d’improvviso disastro borsistico come ieri.

mercoledì 6 gennaio 2016

Si usano i combustibili e si vuole l'intesa sul clima



In questi passaggi piu importanti dell'articolo del The Guardian trovato qualche settimana fa sull'Internazionale,spiega a cosa andiamo incontro e sopratutto il silenzio dei principali organi d'informazione.Questo cambiamento di clima porterà alla lenta distruzione del pianeta ma alla gente va bene così...

da THE GUARDIAN (George Monbiot)-traduzione dell'INTERNAZIONALE

I nostri governi si preoccupano di non oberare di debiti le prossime generazioni,ma hanno appena deciso di lasciarli un'eredità ancora piu pericolosa:l'andride carbonica prodotta dall'uso dei combustibili fossili,e le conseguenza a lungo termine che questo avrà sul clima.Con un aumento delle temperature di due gradi, ampie regioni della superficie terrestre diventeranno meno abitabili,e probabilmente le loro popolazioni saranno colpite da fenomeni estremi:periodi di siccità piu lunghi in alcune zone e inondazioni devastanti in altre,che potrebbero influire notevolmente sull'approvvigionamento  alimentare in molte parti del mondo,isole e zone costiere rischieranno di essere inghiottite dalle onde.
La combinazione tra l'acidificazione degli oceani,l'estinzione dei coralli e lo scioglimento dei ghiacci dell'Artide potrebbe comportare la scomparsa di intere catene alimentari marine.Sulla terra,le foreste pluviali potrebbero recedere,i  fiumi prosciugarsi e le zone desertiche espandersi.Il marchio della nostra era potrebbero essere le estinzioni di massa.Questi saranno i risultati di quello che i delegati di Parigi hanno definito un successo,e che invece si dimostrerà molto probabilmente un fallimento.
Mentre nelle prime stesure dell'accordo si specificavano date e percentuali,il testo definito mira solo a "raggiungere il piu presto possibile il picco globale delle emissioni di gas serra.Il che può significare tutto o niente.

martedì 5 gennaio 2016

Le misure di austerità dell’Arabia Saudita




I pareri degli esperti raccolti da Il Foglio del 4 gennaio 2016.Io ne pubblico qualcuno

“L’Arabia Saudita ,il più grande esportatore al mondo di petrolio,è costretta a varare misure di austerità come una Grecia qualsiasi.Mazza:” Succede in questo momento delicato,mentre Riad ha una serie di sfide aperte per la sicurezza e il predominio regionale: innanzitutto la battaglia con l’Iran sciita ,anche attraverso le guerre in Yemen e Siria ;l’ Isis alle porte,il sostegno al governo del Cairo .Sfide che richiedono il dispiegamento di enormi risorse”.

Re Salman bon Abdulaziz Al Saud  salito al trono undici mesi fa a 79 anni,ha presentato un bilancio 2016 che prevede un deficit fino a 326 miliardi di riyal (87 milioni di dollari ,poco meno di 80 miliardi di euro).E ha annunciato tagli alle spese ,una riforma dei sussidi (quelli energetici costano il 13% del PIL) e privatizzazioni in una varietà di settori.Il primo decreto reale riguarda la benzina,che costerà il 50% in più (comunque 24 centesimi al litro),le bollette della luce (più salate per i ricchi) e dell’acqua (per tutti) .Misure ritenute necessarie perché il paese è in deficit da due anni.Nel 2015 il disavanzo di bilancio ha toccato il 15-16% del PIL.Livelli greci.” ( Viviana Mazza,Corriere della Sera 30 dicembre 2015).

“La ragione di queste misure di austerità in paesi ricchissimi fino a pochi anni fa è l’ormai nota e prolungata discesa del prezzo del petrolio. A dicembre il Brent ha raggiunto i 36 dollari al barile,arrivando ai minimi dal 2004.Un crollo di quasi il 70% dal giugno 2014,quando girava intorno ai 115 dollari.Un evento del genere non l’aveva previsto nessuno.” (Ester Cervi ,Milano Finanza del 02/01/2015).

lunedì 4 gennaio 2016

Il centrosinistra svedese invita i rifugiati a stare lontani dalla Svezia



Per carità, c'è gente che scappa dalle guerre e non da scemenze  però in tutte le cose c'è un limite.Il paese che piu si è attivato per i profughi è stata la Svezia, ma dopo aver ricevuto piu richieste d'asilo pro capite rispetto a qualsiasi altra nazione in Europa,il governo di centrosinistra si è stufato , sta aumentando i controlli alle frontiere e tagliando i benefici lanciando un segnale abbbastanza chiaro:state fuori dalla Svezia.In Italia invece abbiamo un centrosinistra ipocrita che queste cose non le dice perchè con il profughi si fanno affari d'oro.
Il ministro dell'immigrazione Morgan Johansson ha detto che loro sono disposti a fare piu di chiunque altro ma hanno anche i loro limiti.Non possono gestire piu di 160.000 profughi.Qualche sera fa la polizia svedese ha chiesto ad un gruppo di afghani provenienti dalla Danimarca di farsi identificare oppure di tornare indietro.Poco tempo fa non ci sarebbe stato nessun controllo.
D'ora in poi in Svezia i nuovi arrivati avranno diritto solo per un soggiorno temporaneo da uno a tre anni,con il governo che ha giurato di non accettare piu del numero minimo di rifugiati previsti dall'Unione Europea.

domenica 3 gennaio 2016

Walter Ricciardi:”Contro l’inquinamento GB e Francia stanno facendo di più”



Walter Ricciardi da settembre è presidente dell’Istituto superiore di sanità.
L’inquinamento c'è sempre stato,purtroppo il cambiamento climatico è stato determinante per aumentarlo.Poi come sempre l’Italia è sempre l’ultima a trovare la soluzione giusta.

Da IL CORRIERE DELLA SERA del 28 dicembre 2015-Margherita De Bac

“Noi come organismo del ministero della Salute ci limitiamo a sostenere le politiche ambientali mettendo a disposizione i nostri dati scientifici.Stiamo raccogliendo i valori sulla qualità dell’aria per valutare l’impatto dell’inquinamento sulla salute pubblica e le malattie legate alle polveri sottili,le più pericolose perché composte da particelle infinitamente piccole”

“È in atto un cambiamento epocale che richiede una modificazione anche nei comportamenti quotidiani di tutti noi, indicati nel decalogo pubblicato sul sito del ministero. Non saranno però sufficienti pochi giorni di pioggia per risolvere la crisi”

“Secondo quanto ci riportano i colleghi medici che lavorano in ospedale ,lo smog sta creando problemi gravi di salute.Sono aumentati in questi giorni i casi di malattie vascolari e cardiocircolatorie acute,cioè legati all’emergenza in corso.Le polveri sottili irritano l’apparato respiratorio di persone dei cittadini nell’ utilizzare  le caldaie per un numero limitato di ore e con un grado in meno di temperatura.Il primo responsabile dello smog però rimane il traffico in una percentuale pari al 50% a Milano e al 70% a Roma”

“Le grandi capitali europee sono più avanti di noi sulle contromisure.Parigi ha vietato la circolazione dei mezzi più inquinanti a benzina e diesel a partire dal 2017 ,Londra ha introdotto la “ congestion charge” ,un pedaggio per i conducenti di veicoli a motore in certe zone della città. È previsto anche l’obbligo per l’apertura di un nuovo ufficio o una qualsiasi attività ,di un patentino anti inquinamento “.


venerdì 1 gennaio 2016

Le bugie di fine anno di Matteo Renzi



Non so cosa ci sia da festeggiare, vedere un sacco di persone del ceto medio-basso andare in piazza al freddo l'ho trovato assurdo, non sanno a quello che andranno incontro...
Libero ieri ha sintetizzato  le bugie di Matteo Renzi, certo anche senza il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro  qualcuno capisce le scemenze dette da Renzi ma ogni tanto diamogli qualche merito...

da LIBERO del 31 dicembre 2015

IL DEBITO CRESCE

Secondo Renzi il debito pubblico sta scendendo,ma nel 2014 era al 133,8% del Pil mentre nel 2015 è arrivato al 136%

PIL

Il Premier sostiene che l'economia è ripartita:nel 2104 il Pil era in calo dello 0,5% e quest'anno sale dello 0,8%.La nostra crescita resta,però, al 26esimo posto dell'area euro:significa che è il mutato ciclo economico a tirarci ,non le politiche del governo.

DISOCCUPAZIONE

Anche la disoccupazione sulla carta è calata passando dal 13,2 all'11,5%.L'Italia resta però al 23esimo posto nella graduatoria dell'occupazione nell'area euro a dimostrazione che ha beneficiato del trend economico.

IMMIGRAZIONE

Secondo Renzi nel 2015 l'Italia ha registrato un dato "di presenza di immigrati che è il piu basso degli ultimi 10 anni".In realtà è il piu alto (150.000) superato solo dal 2014 (170.000) perchè negli ultimi mesi le rotte di immigrazione si sono spostate piu sulla Grecia e i Balcani rispetto al nostro Paese.