Anglotedesco

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venerdì 30 dicembre 2016

CLAUDIO BORGHI:"Chi propone referendum sull'euro inganna i cittadini"



Da Libero del 30 dicembre 2016-Borghi risponde alle domande di Francesco De Dominicis

"L'euro è un arma di conquista,una trappola in cui siamo stati attirati nell'illusione di entrare nel club dei ricchi,di lavorare un giorno di meno guadagnando un giorno di piu".

"Nessun referendum sull'euro è possibile e chi lo propone inganna i cittadini.Dall'euro si uscirà per decreto,sperabilmente in accordo con altri stati europei".

"L'Europa ha  bisogno di restituire sovranità agli stati nazionali partendo da quella monetaria.L'unica alternativa sarebbe un'unione di trasferimenti in cui le nazioni in surplus ,come la Germania,trasferissero centinaia di miliardi alle nazioni in deficit.Scenari o impossibile da immaginare e non desiderabile in ogni caso come dimostra il fallimento dell'economia sussidiata del Sud Italia.La nuova Europa sarà fondata sull'accordo fra Stati liberi di decidere del proprio destino senza il sopruso dell'uno verso l'altro imposto con le armi della moneta".

giovedì 29 dicembre 2016

Antonio Rinaldi (contro l'euro) vs Giovanni Sabatini (favorevole all'euro)





Da Libero del 29 dicembre 2016

GIOVANNI SABATINI:

"Oltre a eliminare il rischio di cambio,l'euro ha contribuito in Italia  a ridurre progressivamente l'inflazione,una tassa occulta a carico di tutti i cittadini,e ha creato le condizioni  per un livello dei tassi di interesse strutturalmente bassi e tendenzialmente stabili in confronto  con l'esperienza del trentennio precedente alla introduzione della moneta unica.Ha portato vantaggi per i debitori,in primis per lo Stato ,riducendo fortemente il costo del servizio del debito"'

"Per un paese con un elevatissimo e sempre cresciuto debito pubblico come l'Italia,l'uscita dall'area euro avrebbe come impatto immediato quello di una forte svalutazione e un rilevante innalzamento dei tassi di interesse.Gli effetti sarebbero particolarmente penalizzanti sul reddito disponibile delle famiglie.Le conseguenze negative riguarderebbero dunque l'intero paese che non riuscirebbe a tornare alla lira e al.debito pubblico di fine anni 90' anche se definisse lira la futura ipotetica nuova moneta nazionale"

ANTONIO MARIA RINALDI:

"Un referendum farebbe piu danni della stessa permanenza nell'euro.Fra l'annuncio e lo svolgimento l'Italia non ci sarebbe piu e pertanto l'opzione migliore,se non l'unica ,è uno smantellamento concordato fra i paesi membri cosi come auspicato  dal manifesto di solidarietà europea".

"Serve coagulare una forza trasversale politica che abbia come programma e come obiettivo finale l'uscita dall'euro e dall'Unione europea che non vuol dire azzerare i rapporti con gli altri partner,perché siamo un paese esportatore.Ma subito servono presupposti diversi rispetto a quelli sanciti dal Trattato di Maastricht"

"L'Unione europea si è trasformata in un mostro bio-giuridico ormai non piu riformabile anche per la deriva antidemocratica necessaria per imporre le sue volontà.L'unico futuro per la Ue è un ritorno al passato quando ciascuno aveva ancora la possibilità di determinare in modo autonomo la propria politica economica avvalendosi della propria moneta.Comunque è solo una questione di tempo:con Donald Trump e Vladimir Putin a braccetto la Ue la vedo proprio maluccio"

mercoledì 28 dicembre 2016

GUERRA IN SIRIA.Quello che non ti dice Corrado Formigli




Per carità, Corrado Formigli è uno dei tanti ma è il primo giornalista che mi è venuto in mente perchè è molto attivo sulla Guerra in Siria e recentemente ha scritto un libro pieno di imprecisioni e a senso unico.
Quello che dice Giulietto Chiesa (con tanto di prove) ,Formigli non te lo dirà mai...

venerdì 23 dicembre 2016

Che strano,sul luogo del delitto ci sono sempre i documenti...



Cara Ilaria Pedrali,io sono un "complottista" e non ho assolutamente voglia di farmi fregare dalle assurde versioni ufficiali.Troppo ridicole.Quello che hai scritto sui documenti che si trovano sempre sul luogo dell'attentato è verissimo e fa molto rifletter..per chi usa ancora il cervello visto che oggi in pochi lo fanno.
Interessante anche questo video di Salvo Mandara'...

Da Libero del 22 dicembre 2016-Ilaria Pedrali

Sotto il sedile del camion che lunedi ha seminato il terrore a Berlino c'era un documento.Pare sia stato dimenticato li dall'attentatore.È il decreto che sospende l'espulsione di un tunisino a cui era stata  respinta la domanda di asilo.Ne attesterebbe quindi anche l'identità,dato che l'uomo in questione,Anis Amri,era in Germania privo di altri documenti validi.
Il ritrovamento dei documenti dei terroristi sembra sia una costante del post attentati.È stato cosi quest'estate a Nizza,quando sul camion che si è lanciato a tutta velocità sulla Promenade des Anglais sono stati trovati patente di guida,carta d'identità e carte di credito di Lahoiaiej-Bouhlel,subito identificato come l'autore materiale della strage.Ma è stato così anche a Parigi,nell'orrenda mattanza di Charlie Hebdo,quando gli sbadati fratelli Kouachi dopo aver sparato all'impazzata ai vignettisti,nel cambio d'auto hanno dimenticato la loro carta d'identità sul sedile della macchina.Ed è stato cosi il 13 novembre 2015 con l'attentato allo Stade de France in occasione dell'amichevole Francia-Germania che ha anticipato la folle notte del Bataclan.Qui venne ritrovato accanto al corpo di uno dei kamikaze un passaporto siriano che gli 007 americani ritennero un falso ,dato che il nome riportato era di un soldato siriano già morto da mesi.
Ben prima ,però,nell'antesignano degli attentati che hanno piegato l'Occidente a fare i conti con il terrorismo di matrice  islamista,l'11 settembre 2001,subito dopo il crollo della Torri Gemelle ,furono recuperati poco distante dalle macerie del World trade center i passaporti quasi intatti di almeno due dirottatori.Una manna per i complottisti che ogni volta si scatenano alla ricerca di una verità difforme da quella ufficiale.

giovedì 22 dicembre 2016

PAOLO FERRERO:"Arrivare alla piena occupazione col finanziamento della Bce...



Eccolo qui un bell'esempio di Alexis Tsipras all'italiana.Bisogna creare la piena occupazione grazie al finanziamento della Bce.Come Tsipras anche Ferrero crede a Babbo Natale.Non ha ancora capito che la Banca criminale europea se ne frega dei lavoratori e non ha nessun interesse di aiutarli,è stata creata per soddisfare i grandi colossi bancari.I comunisti purtroppo non hanno ancora capito che per distruggere questa società capitalista bisogna tornare alla sovranità e non sperare nella carità di chi  ha creato questo mondo fatto di disuguaglianze

Da Il Fatto Quotidiano del 21 dicembre 2016.Paolo Ferrero risponde alle domande di Gianluca Roselli

"Noi andiamo a fare la guerra al terrorismo con le bombe senza capire che quei gruppi che ci attaccano sono stati messi in piedi con l'aiuto dei paesi occidentali.Isis è una creatura di Turchia,Arabia Saudita e Usa all'interno della guerra in Siria".

"Da questa spirale si esce in tre modi.Il primo è smettere di fare le guerre.Il secondo è finirla di vendere armi ai Paesi che foraggiano queste formazioni terroristiche ,come Turchia e Arabia Saudita.Terzo,occorre mettere in piedi delle politiche di cooperazione nel Sud del Mediterraneo.La logica della concorrenza e del liberismo sfrenato non funzionano.Una cooperazione internazionale contribuirebbe far sviluppare le economie locali,come ad esempio l'agricoltura.Perché la gente scappa da due cose:la guerra e la fame"."La guerra di civiltà che poi mette in piedi Stati fondati sulla religione non funziona.Bisogna.lavorare per la costruzione di Stati democratici e pluralisti, come sono i curdi,che invece vengono massacrati da tutti.Mentre noi preferiamo appoggiare di volta in volta la famiglia saudita o l'Erdogan di turno;"

"L'Europa dovrebbe alzare una sua voce,invece ha un gruppo dirigente di servi scemi degli Usa,sul piano militare,e di invasati quanto l'Isis,sul piano del liberismo.Questa Europa va spazzata via e ricostruita completamente.La politica estera di Putin col suo interventismo ,è piu lungimerante rispetto a quella dell'Ue""Uscito dall'austerita e delle politiche liberiste.Un piano per il lavoro europeo basato sulla riduzione dell'orario di lavoro per arrivare alla piena occupazione,col finanziamento dalla Bce,che invece di dare soldi alle banche dovrebbe darli ai popoli".

mercoledì 21 dicembre 2016

C'è la Cia dietro l'omicidio dell'ambasciatore russo ad Ankara



Quello che è successo due giorni fa è una tragedia di fatto due volte più dolorosa,  perché  probabilmente poteva essere evitata. I servizi di sicurezza turchi, probabilmente durante la notte non hanno arrestato nessuno ma troveranno tutti  quelli che ha incontrato, da sempre, Mevlut Mert Aydinta, e avranno un sacco di confessioni. Sono abbastanza sicuro che condivideranno tanti di quei dati con i russi, se non altro per mostrare quanto siano dispiaciuti. Purtroppo, sia turchi che russi hanno una lunga tradizione di segretezza e non potremmo mai scoprire chi c’è, se c’era qualcuno, in realtà dietro Mevlut Mert Aydintas.
La presenza di una regia nell’omicidio di Karlov è testimoniata dalla sua esecuzione “a favore di telecamera” e dalla velocità con cui il video ha lasciato la Galleria d’Arte Moderna per invadere la rete ed i media: è stato quasi un omicidio in diretta, così da aumentarne esponenzialmente l’impatto. Il filmato, in altre circostanze, difficilmente avrebbe lasciato la scena del crimine, certamente non così in fretta. Il killer è stato attentamente istruito per agire dentro il campo della telecamera, così da confezionare un video sulla falsariga di quelli prodotti dall’ISIS o da Al Qaida: il poliziotto Mevlut Mert Altintas è nell’inquadratura delle camere prima, durante e dopo l’omicidio.
Mevlut Mert Aydintas ha perso il lavoro in un recente epurazione, ha fatto vedere le sue credenziali di polizia e da come si muove nel video, il suo sembra un esempio da manuale di comportamento da fanatico pazzo solitario. Quindi sì, è possibile che Mevlut Mert Aydintas  abbia agito da solo. In fin dei conti, tutto quello che serviva era una pistola e un tesserino di polizia. Vediamo un po’,  cosa potevano sapere di lui  turchi e russi? Dubito che ne sapessero qualcosa. Questo tipo di personalità viene normalmente identificata da  quegli  stati che sponsorizzano il terrorismo e che viene attivata in caso di necessità.  Probabilmente qualcuno ha usato Mevlut Mert Aydintas.
I sostenitori di Gulen non hanno niente da perdere, la CIA è impazzita di rabbia e di paura per l’elezione di Trump, e anche l’amministrazione Obama è arrabbiata, offesa e profondamente vendicativa, così personaggi  sordidi e prezzolati  vorrebbero innescare una nuova crisi tra Russia e Turchia o far pagare alla Russia in qualche modo l’aver umiliato l’Impero Anglo-sionista ad Aleppo. Tenete a mente che questo è esattamente il modus operandi della  CIA  che uccide sempre dignitari stranieri: sub-appaltando gli omicidi a qualche fanatico del posto, in modo da poter giustificare quella che chiamano una “negazione plausibile”.
Durante la guerra fredda i sovietici e gli americani avevano una sorta di patto non scritto che diceva in pratica: “non ci uccidiamo a vicenda”. Non è mai stato formalmente citato o  riconosciuto, ma vi assicuro che era tutto vero: nessuna delle due parti voleva una escalation a tempo indeterminato di assassini e contro-assassini. Ma la CIA di oggi è uno scherzo patetico rispetto alla CIA della guerra fredda, e con miscuglio di mediocri cervelloni ora nel ramo esecutivo non potrei escludere che qualche idiota a Langley abbia fatto approvare  l’omicidio di un ambasciatore russo. Inoltre, se gli americani  sono stati così folli e sconsiderati da tentare di rovesciare Erdogan, perché non avrebbero dovuto cercare di uccidere un ambasciatore russo?

martedì 20 dicembre 2016

LE BALLE SULLA GUERRA IN SIRIA.Le Monde




Su Aleppo regna l'ordine di Putin e Assad.Il 13 dicembre la roccaforte dei ribelli stava per cadere sotto i colpi degli aerei russi e siriani e gli assalti delle milizie sciite,dai libanesi di Hezbollah agli afgani,passando per gli iracheni ,comandati da ufficiali iraniani e russi.L'esercito siriano,da solo,non avrebbe mai potuto averla vinta sui ribelli di Aleppo,,che hanno controllato la metà orientale della città per piu di quattro anni.Questa vittoria non è solo quella, indiscutibile,del residente russo Vladimir Putin.E' anche quella dell'Iran,che porta avanti una politica di espansione nel mondo arabo carica di conseguenze e di tensioni a venire.Bashar al Assad è l'altro grande vincitore di Aleppo.Solo un anno e mezzo fa,nessuno immaginava che avrebbe potuto riprendere la campagna militare nè che il destino di Aleppo Sarebbe stato deciso inmeno di sei mesi.Ma che tipo di vittoria è?Se a Mosca e Teheran non importa stabilire la propria autorità su una distesa di rovine,il governo siriano invece riprende il controllo di una città dissanguata.Della capitale economica della Siria non resta che un cimitero.
Le periferie sono vuote e ci si chiede chi ricostruirà Aleppo,visto che il regime sembra piu preoccupato di cacciare la maggioranza sunnita,sospettata di simpatie per i ribelli,che di invitare i profughi a tornare in patria.La caduta di Aleppo sarà seguita da un'epurazione politico-religiosa simile a quella osservata negli anni novanta nella ex Jugoslavia.Si parla già di campi di concentramento per donne e bambini e della scomparsa in massa di uomini di meno di quarant'anni.Un'immagine che evoca terribili ricordi.
Ma nonostante la posta in gioco i governi occidentali sono rimasti a guardare.Aleppo sarà ricordata come una delle tombe del diritto internazionale,delle Nazioni Unite e del senso di umanità.

lunedì 19 dicembre 2016

DOMINIQUE DE VILLEPIN:"Con la caduta del muro di Berlino ci aspettavamo altro".




"Non esiste alcuna fatalità nelle scadenza elettorali quando si trova il modo di riallacciare il dialogo con i popoli".

"Pensavamo che con la caduta del muro di Berlino nel 1989 significasse la vittoria automatica delle democrazie liberali e invece ci accorgiamo che non è cosi semplice.Esiste una nuova competizione tra sistemi politici.Quando le democrazie non rispondono alle aspirazioni dei popoli,altre forme diventano piu attraenti,dal populismo ai regimi autoritari".

"Uno dei drammi del mondo:l'indebolimento degli Stati.Le democrazie occidentali sembrano atomizzate e impotenti ,non sempre pronte a confrontarsi con regimi autoritari che appaiono piu in grado di unificare i propri paesi.Oggi molti attaccano gli Stati in quanto organizzazioni sociali arcaiche e opprimenti ,in.nome del liberismo e dell'estensione illimitata della supremazia dell'economia.Un'illusione che ha provocato la crisi economica.Un'illusione che ha provocato la crisi economica,poi il Brexit e l'elezione di Trump".

"La globalizzazione ha creato un sentimento di vincitori e vinti,aumentato le disuguaglianze,provocato paure economiche ma anche identitarie.Le presunte soluzioni proposte dai populisti conducono verso un'impasse :alzare muri fino al cielo non farà scomparire paure profonde.La risposta deve essere dell'azione dei governi".

domenica 18 dicembre 2016

Il Financial Times terrorizzato dagli antieuropeisti...



La riscossa dell'Europa contro il populismo è durata un paio d'ore.Il pomeriggio del 4 dicembre è arrivata la notizia che il candidato dell'estrema destra era stato sconfitto alle elezioni presidenziali in Austria.Nella notte,però,sono arrivate notizie pessime dall'altra parte delle Alpi.Il presidente del consiglio italiano Matteo Renzi ha perso il referendum sulle riforme costituzionali e ha annunciato le dimissioni.
Per l'Europa le conseguenze del voto italiano non sono a prima vista drammatiche come quelle del referendum sulla Brexit che si è tenuto a giugno.I britannici hanno votato per lasciare la Ue,gli italiani hanno semplicemente respinto una serie di complesse modifiche alla costituzione  che,secondo  molti esperti,erano mal concepite.Ma la Brexit e le dimissioni di Renzi sono comunque due facce della stessa medaglia.Il progetto europeo attraversa una crisi senza precedenti.La decisione del Regno Unito di uscire dalla Ue né è la dimostrazione piu evidente.Ma sul lungo periodo la crisi politica italiana potrebbe rappresentare una minaccia ancora piu grave per la sopravvivenza dell'Unione.I motivi sono politici,economici e geografici.
L'Italia,a differenza del Regno Unito,è uno dei paesi fondatori dell'Unione.La Comunità economica europea è stata fondata nel 1957 con il trattato di Roma.I britannici sono sempre stati i piu euroscettici tra i grandi paese europei,mentre gli italiani sono stati tradizionalmente i sostenitori piu entusiastici dell'Unione.
Ma i rapporti tra l'Italia e l'Europa sono profondamente cambiati dopo la lunga stagnazione economica,la crisi dell'euro e i timori legati ai flussi migratori.Non c'è da sorprendersi se gli elettori italiani sono delusi.Dopo l'inizio della crisi economica del 2008 l'Italia ha perso almeno il 25% della sua produzione industriale.La disoccupazione giovanile è quasi il 40%.Molti italiani associano l'avvento dell'euro alla depressione economica,e alcuni economisti sono convinti che l'euro abbia ridotto la competitività dell'economia italiana,che si è trovata senza lo strumento della svalutazione e in un contesto deflattivo che aumenta il peso del debito pubblico.

FINANCIAL TIMES -Gideon Rachman

venerdì 16 dicembre 2016

EFFETTO TRUMP.Aumenta la fiducia dei consumatori



L'indice della Federal Reserve di Philadelphia,che misura l'attività manifatturiera della regione,è cresciuto di 21,5 punti a dicembre,in rialzo di 13,9 punti rispetto a novembre,contro un incremento atteso di 1,4 punti.L'indice Pmi manifatturiero degli Usa si è attestato a dicembre,secondo la lettura preliminare,a 54,2 punti,in rialzo dai 54,1 ,punti del mese scorso, in linea con le attese degli analisti.La prima rivelazione del sentimento dei consumatori dell'Università del Michigan dà un incremento a quota 98 in dicembre, 4,2 punti in piu del 93,8 di novembre e quasi 11 in piu dell'87,2 di ottobre,quando non si sapeva l'esito ma Hillary era favorita.Il Conference Board,che raggruppa businessmen ed economisti ,ha comunicato martedi che il suo indice sulla fiducia dei consumatori è cresciuto a 107,1 in novembre,dopo aver chiuso ottobre a quota 100,8.Il risultato ha sorpreso gli stessi analisti del Wall Street Journal.

Da LIBERO del 16 dicembre 2016-pezzo di articolo di Glauco Maggi

giovedì 15 dicembre 2016

Tra il 2000 e il 2015 i salari medi in Germania sono scesi dell'1,8%



Tra il 2000 e il 2015 i salari medi in Germania sono scesi  dell'1,8% ,mentre nel decennio precedente l'aumento era ancora del 6%.Tuttavia le riforme da sole non bastano come approccio esplicativo.L'attuale forza della Germania si basa su vantaggi strutturali,di cui per esempio l'ex cancelliere Gerhard Schroder era ben consapevole.In un colloquio con David Marsh nel 2007 rivelo':"Poiché la competitività tedesca è aumentata,la Germania non si trova a essere piu debole,ma piu forte.In un certo senso è logico e anche inevitabile,perché noi siamo l'economia piu forte d'Europa,e gli altri non possono piu svalutare".
Anche l'ndustria tedesca ha ben presto compreso la benedizione derivante dall'eurozona ,divenendo dunque uno tra i sostenitori piu decisi di una valuta comune."Daimler poteva ora concorrere con Fiat,senza doversi preoccupare che una lira debole procurasse agli italiani un vantaggio all'interno dell'Europa o nel resto del mondo.Il beneficio per le imprese tedesche era enorme,rappresentando le esportazioni nell'eurozona all'incirca la metà di tutte le loro esportazioni nell'eurozona all'incirca la metà di tutte le loro esportazioni," cosi il magazine americano Time descriveva,nell'estate 2013,i vantaggi del nuovo assetto monetario per il forte settore tedesco delle esportazioni.Allo stesso tempo questo turbo messo all'economia tedesca faceva in modo  che il suo surplus cercasse possibilità di investimento,rendendo così possibile la bolla creditizia negli Stati periferici.
L'economista Jorg Bibow,che insegna in America,giunge alla seguente conclusione:i bassi salari tedeschi erano il problema centrale dell'eurocrisi ,non la voglia di spesa degli Stati meridionali della Ue.La Germania divento' semplicemente così competitiva da rendere insuperabile il divario in Europa.Doveva investire il surplus,e per questo scelse i mercati delle attuali nazioni in crisi,che promettevano  elevati rendimenti.Come si procedette in modo imprevidente e leggero,lo descrisse la Frankfurter Allgemeine Zeitung."Il Deutsches Institute fur Wirtschaftsforshung ha calcolato che le perdite patrimoniali della Germania,solo negli anni dal 2006 al 2012,ammontano a 600 miliardi di euro.Che siano finanziamenti all'industria cinematografica,miniere d'oro in Canada o navi container che solcano gli oceani,già da tempo ridono all'estero del denaro tedesco.Alla fine si dice sempre:l'altro ha il denaro e l'investitore di qui si è arricchito di un'esperienza".
Ma ,diversamente da quanto si racconta oggi, non si sentivano provenire moniti preoccupati dalla Germania quando le banche tedesche facevano a gara per le obbligazioni piu redditizie.Tra il 2003 e il 2007, in soli quattro anni,il sistema  bancario irlandese ha importato piu della metà del suo Pil in obbligazioni,scrive il giornalista della Bbc Gavin Hewitt nel suo libro The Lost Continent.Tra i maggiori fornitori c'erano le banche tedesche,che sottoscrissero in tutta responsabilità piu di 200 miliardi di euro di crediti.
Geert Mak ha parole dure:" I banchieri tedeschi,che a casa propria si comportano da apostoli della morale finanziaria,agivano sui mercati internazionali come borghesucci disinibiti in un casinò:21 miliardi li hanno giocati nelle evanescenti banche islandesi,47 miliardi nelle banche irlandesi e nella loro bolla immobiliare,60 miliardi nei mutui ipotecari Usa e 65 miliardi in Grecia,sebbene tutti sapessero che là il sistema fiscale non funzionava nemmeno".

mercoledì 14 dicembre 2016

GIORNALISTI ULTRÀ DELL'EURO:Giuseppe Turani



Per Giuseppe Turani, l'Euro ci ha salvato dal default.Peccato che tutti i premi Nobel per l'economia pensano il contrario e i dati  danno torto a questo giornalista che io proporrei come prossimo Premio Nobel...

Da Il Resto del Carlino del 14 dicembre 2016-pezzo di articolo di Giuseppe Turani

Ma,si dice,l'euro è stato un disastro ,ce ne dobbiamo andare,dobbiamo riprenderci la nostra sovranità monetaria.Grosso modo,confrontando i tassi di interesse pagati prima dell'euro e quelli con l'euro ,su un debito di 2.000 miliardi di euro,si può calcolare che la moneta unica abbia fatto risparmiare all'Italia 200 miliardi all'anno di interessi da pagare.Se oggi l'Italia è ancora un paese "normale" lo si deve proprio all'euro.Senza saremmo falliti da chissà quanto.Semplici calcoli che serviranno a poco.Non riuscendo a spiegare che l'Italia cresce poco perché è ancora un paese arretrato (che avrebbe bisogno di pesanti riforme) ,si preferisce dare tutta la colpa all'euro.È piu semplice e non comporta la necessità di dire alla gente che si devono cambiare abitudini.

martedì 13 dicembre 2016

JYRKI KATAINEN:"Il nuovo governo continui le riforme"



JYRKI KATAINEN è vicepresidente della Commissione Ue.

Dopo il post di ieri sull'inutilita del referendum,ho ricevuto qualche commento sia sulla mia pagina Facebook che quella su Twitter.Mi hanno fatto ridere ma poi piangere per il livello di stupidità della stragrande maggioranza della gente ,ma d'altronde basta studiarsi la società degli ultimi 30-40 e capisci il perché...
In sostanza non sono d'accordo con me perché votando NO abbiamo impedito di subire la prepotenza dell'Europa.Scusate tanto,ma voi pensate che con Gentiloni abbiamo trovato uno che si ribella?Ma non fatemi ridere.Non avete ancora capito che il referendum è una presa in giro?

Da La Repubblica del 13 dicembre 2016-Ferdinando Giugliano

"Abbiamo piena fiducia che il nuovo governo possa continuare con le stesse politiche del precedente,perché la situazione economica non è cambiata.Questo non perché lo dica la Commissione ma per il bene degli italiani".

"Dobbiamo rafforzare il mercato unico,e un esempio è il Fondo Europeo per gli investimenti Strategici ,che sta facilitando l'accesso al credito.In termini di questi progetti,l'Italia è numero uno in Europa,e 190.000 piccole e medie imprese potrebbero usare questi fondi.Sarebbe positivo se la politica di bilancio dell'eurozona nel  suo complesso fosse lievemente espansiva ,dello 0,5% del Pil.I Paesi che possono stimolare la loro economia ,come Germania e Olanda,potrebbero farlo.La maggior parte dei Paesi dell'eurozona,invece,non può perché deve difendere la sua credibilità".

lunedì 12 dicembre 2016

Il solito referendum che non è servito a nulla...e la gente che ha abboccato...



Fiero di non essere andato a votare domenica scorsa e il motivo l'ho scritto nei post di qualche settimana fa e lo ripeto adesso:i referendum sono delle pagliacciate per far credere al popolo (zombi) di poter contare ancora qualcosa,Renzi si è dimesso? Bene ,voto subito,se si ha rispetto per il  popolo.Invece,guarda a caso ,l'hanno sostituito con Gentiloni europeista sfegatato che obbedira' agli ordini della dittatura europea...

Da Libero del 12 dicembre 2016- pezzo di articolo di Paolo Becchi

In ogni caso,competenze a parte,il nome di Gentiloni significa una sola cosa: inserire il pilota automatico,portare questa legislatura alla sua scadenza naturale senza far nulla,limitandosi ad applicare le decisioni di Bruxelles.Sull'europeismo di Gentiloni,non si discute.Nel 2012,in un tweet,scrisse di sognare gli "Stati Uniti d'Europa" e a chi gli fece notare che ciò significava cedere "quote" di sovranità ,rispose "Esatto,dobbiamo cedere sovranità a un'Europa unita e democratica".Chiarissimo ,direi.Un traditore della patria.
Il governo Gentiloni durerà,cosi, per un anno,a meno che non ritornino i forconi nelle piazze.Dopo,finalmente,ci saranno le elezioni (perché,almeno nel 2018,non ce le può negare nessuno).E li verranno i problemi.Il vincitore sarà il M5S: il governo Gentiloni non farà che accrescere la sua forza.
Ciò che potrebbe però accadere,e far saltare tutto,è che il M5S,una volta vinte le elezioni, decida di avviarsi verso la "normalizzazione":accettare una coalizione di governo.E a quel punto non potrà non aprirsi a quella forza politica che uscirà altrettanto rafforzata dalle elezioni: una Lega rinnovata,non piu nordista,ma sovranista-identitaria e anti-globalista ,che sarà sicuramente premiata dagli elettori.E insieme M5S e Lega potranno cercare di cambiare e ricostruire il Paese ormai distrutto,a stagioni alterne,da centro-destra e centro-sinistra

domenica 11 dicembre 2016

I 18 siti piu pericolosi...Siti da leggere assolutamente



Chi è indipendente, chi cerca di fare informazione libera senza dipendere da lobby, multinazionali e grandi colossi bancari, viene ritenuto pericoloso.Un sito ben informato ha fatto l'elenco di 18 siti pericolosi...da leggere assolutamente per chi è interessato all'informazione giusta.

venerdì 9 dicembre 2016

NIGEL FARAGE"Grillo è un leader carismatico"



"La Brexit è stato il primo mattone abbattuto nel muro e la vittoria di Trump è stata una Brexit al cubo sulla scena globale.Nel referendum italiano il popolo ha sparato con un bazooka contro l'establishment pro-Ue,dando voce a chi si oppone alla centralizzazione del potere e a chi gli ha imposto l' austerità e i diktat di Bruxelles".

"La situazione politica in Italia è cambiata radicalmente negli ultimi cinque anni con un grande aumento del consenso per il M5S e per la Lega Nord.L'opposizione ai controlli di Bruxelles cresce di settimana in settimana.La politica della Ue ha creato povertà e disoccupazione,ha messo la gente contro la Ue e contro la classe politica italiana.Ora mi aspetto elezioni anticipate e la crescita dei partiti euroscettici in Italia".

"Ho incontrato Beppe Grillo varie volte e abbiamo avuto interessanti conversazioni sulla situazione in Italia.È un leader carismatico e capace.Ammiro la sua insistenza per dare gli italiani il diritto di esprimersi con un referendum sull'euro.La moneta comune ha danneggiato fortemente la vostra economia.È ora che gli italiani possano dire la loro.E molti ovviamente sono per dire basta"'

"L'Italia starebbe meglio senza l'euro e fuori dalla Ue.La crescita in Italia,da quando ha adottato l'euro,è praticamente zero.Come i greci,gli italiani sono prigionieri di una valuta che ha beneficiato la Germania e pochi altri.Fuori dalla Ue,gli italiani potrebbero decidere le proprie leggi,sentirsi responsabili dei propri errori  e questo rafforzerebbe la democrazia.Ovviamente sta agli italiani decidere.Ma invece di mandare soldi a Bruxelles,il vostro popolo farebbe meglio a spenderli a casa propria su progetti a proprio beneficio.Con la disoccupazione giovanile cosi alta,credo che una decisione del genere sarebbe accolta con grande favore dai giovani"'

"Con il sistema che esisteva prima, il Consiglio d'Europa,governi sovrani seduti attorno a un tavolo che si accordano su misure di comune interesse.Un'unione politica,al contrario,significa leggi imposte a stati senza il loro consenso e questo è quello che molti democratici giudicano inaccettabile.Si potrebbe avere un'area di libero commercio,ma non un'unione doganale senza frontiere".

Da La Repubblica del 7 gennaio 2016- Enrico Franceschini

ANGLOTEDESCO:Nigel Farage è contro l'Europa ma non contro la dittatura neoliberista .Ammira Grillo perché vuole un referendum sull'euro? Un referendum sull'euro non si può fare.

giovedì 8 dicembre 2016

TASSE.Diciamo la verità...



Il totale delle entrate pubbliche è pari a 753 miliardi di euro cioè il 48,1% del Pil.
Questa cifra è in.effetti relativamente alta,ma in tanti in Italia sostengono che paghiamo di piu e i calcoli sono presto fatti, al punto che anche noi possiamo affidarsi ad una valutazione alternativa.Se guardiamo la nostra busta paga (lavoro dipendente), vediamo che il costo del lavoro  è pari al doppio dello stipendio netto.Ergo ,le solite imposte dirette piu i contributi sociali si mangiano il 50% del nostro reddito lordo.Inoltre ,in questo consumatori paghiamo l'Iva (in media 10/15% della spesa per consumi) e qualche altra imposta indiretta.Dato che i nostri consumi sono pari almeno al 90% del nostro reddito spendibile ,possiamo  a ragione sostenere che paghiamo un altro 8-10% del nostro reddito in tasse indirette, sicché arriviamo a una pressione fiscale prossima al 60% del nostro reddito.
Per la maggioranza della gente questi calcoli sono sbagliati.Vi sono molte eccezioni a cominciare dai pensionati che ovviamente non pagano contributi sociali ma beneficiano dei contributi versati nel passato.Il numero delle pensioni erogate a vario titolo ammonta in Italia a 16,2 milioni a cui vanno aggiunti 2,6 mlioni di pensioni di invalidità.Fra i pensionati ci sono anche quelli che lavorano e percepiscono un altro reddito.Comunque si può che, su poco meno di 60 milioni di abitanti,i pensionati italiani siano piu di un quarto della popolazione.Poiche il numero delle pensioni erogate è solo di poco inferiore al numero dei lavoratori occupati ,possiamo affermare che in Italia quasi un percettore di reddito su due paga meno della media nazionale,posto che è un pensionato che non versa contributi sociali.
Le vere tasse sono 472 miliardi di euro,e i veri contributi previdenziali sono pari a 212 miliardi di euro.Queste voci costituiscono il 91% del totale delle entrate pubbliche e portano la pressione fiscale e contributiva al 43,7% che è sempre elevata ,ma piu bassa della tanto biasimata percentuale di oltre il 48%.Per tasse vere si intende le imposte dirette (237 miliardi),quelle indirette (234 miliardi) e quelle in conto capitale (1,4 miliardi).Poi ci sono i contributi sociali effettivi,ossia 212 miliardi di euro.Se volessimo misurare quello che in tutti i paesi si chiama pressione fiscale,ossia senza i contributi sociali,allora il peso delle tasse vere (472 miliardi di euro) tocca  il 30% del Pil,meno di un terzo del nostro reddito

mercoledì 7 dicembre 2016

Il solito Mario Draghi che finge di preoccuparsi per i disoccupati...





Mercoledi 30 novembre 2016

Il presidente della Banca Centrale Europea,Mario Draghi,parlando alla Deusto Business School di Madrid,preme ancora una volta sul tasto della disoccupazione,sollecitando i governi a riprendere il cammino delle riforme strutturali e denunciando una perdita di slancio in tale direzione.Nell'ambito di queste riforme, ha spiegato, occorre allentare le barriere normative che inibiscono le aziende piccole dall'assumere perchè "vi sono prove che le imprese decidono di non crescere piuttosto che varcare la soglia" del numero dei dipendenti oltre la quale "si incorre in maggiori spese amministrative".
In quest'ottica "le recenti riforme" del mercato del lavoro "in Italia e Spagna hanno cercato di affrontare il problema", ha sottolineato Draghi ,aggiungendo che l'economia dell'Eurozona continua a crescere ad un ritmo moderato mentre "la crescita della produttività è rimasta molto limitata".Per il numero uno della Bce e i Paesi euro non devono quindi perdere l'occasione che sta dando loro Francoforte.Infatti l'attuale politica monetaria della Bce "sta fornendo sostegno e spazio ai governi affinchè poryino avanti le riforme strutturali necessarie", ha detto Draghi,precisando che "spetta a loro agire individualmente a livello nazionale oppure tutti insieme a livello europeo"
Dovessero invece i governi mancare l'opportunità per continuare con le riforme in modo da alzare la produttività,rinnovarsi tecnologicamente e liberalizzare il mercato del lavoro,"la crescita pro-capite del reddito nella zona euro rischia di ristagnare, e potrebbe anche diminuire,ha avvertito l'ex governatore di Bankitalia.

SENTITE PAOLO BARNARD QUALCHE ANNO FA.RISPOSE AD UNA DOMANDA DI ANGLOTEDESCO PROPRIO SU MARIO DRAGHI...


martedì 6 dicembre 2016

All'improvviso l'Ocse diventa keynesiana...



L'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha lanciato un forte appello ai paesi ricchi perché stimolano le loro economie spendendo di piu,anche a costo di aumentare l'indebolimento,già alto rispetto al pil",scrive l'Indipendent.Nel suo ultimo rapporto sull'economia globale l'istituto,che raggruppa i principali paesi sviluppati,sottolinea che "il pianeta rischia di restare nella trappola della bassa crescita se non riprende a crescere al ritmo del 3% all'anno.Sei anni fa,aggiunge il quotidiano, l'Ocse raccomandava l' austerità ,mentre oggi si è convertita alla ricette keynesiane-

lunedì 5 dicembre 2016

Di Battista vuole la sovranità.C'è da crederci?



Cosa c'è di democratico in una cosi profonda e inquietante commistione tra coloro che hanno avuto incarichi pubblico di rilievo,soprattutto al dipartimento del Tesoro e al ministero dell'economia e le principali banche d'affari mondiali? Cosa c'è di democratico nel vedere coloro che decidono su aspetti finanziari fare carriera o provenire da quegli istituti finanziari interessati alle loro scelte? Questo sistema chiamatelo come volete ma,per favore,non democrazia.Perché il popolo non conta nulla ,non decide,non interviene e sopratutto non sa.Io la chiamo creditocrazia,l'ultima evoluzione del capitalismo,l'ultima creazione del Dio mercato,l'avamposto delle ingiustizie perpetrate tecnicamente con il nostro consenso ma sostanzialmente a nostra insaputa.Nei regimi creditocratici  il capitale è diventato solo un tramite per creare,attraverso il prestito,un debito ,e lucrare sugli interessi.Qualsiasi cittadino indebitato sa di che cosa parlo.Ecco,per il grande capitale il debito è l'investimento piu adatto allo scopo di controllare i governi indebitati ,e quindi i loro Parlamenti ,e poter,di fatto,legiferare al posto dei  rappresentanti del popolo.Di fronte a  tutto questo,ve lo chiedo per l'ultima volta,ha senso parlare di destra e sinistra?
Il contrario di intermediazione è sovranità.Il M5S nasce per costruire sovranità e questo obiettivo va oltre le elezioni.Il M5S è nato per permettere ai cittadini,senza l'intermediazione dei partiti di farsi Stato e concorrere allo sviluppo economico ,sociale e sopratutto morale della società.Il Movimento 5 stelle è nato per costruire,finalmente, sovranità.Sovranità energetica,perché il futuro sarà l'autoproduzione.Sovranità nell'informazione.Sovranità alimentare,che salverà il mondo,perché è un diritto ma ancor di piu un dovere mangiare ciò che si produce e produrre ciò che si mangia.

Da ALESSANDRO DI BATTISTA A TESTA IN SU (Rizzoli).

domenica 4 dicembre 2016

Quello che i giornalai non ti dicono sulle agenzie di rating...



Le agenzie di rating private,che giudicano la solidità finanziarie di chi immette titoli in Borsa,possono essere considerate parte integrante "dell'arsenale" a disposizione della grande finanza per imporre il proprio verbo sugli Stati e sul mercato azionario.Si tratta infatti di società per azioni che svolgono il delicato compito di assegnare un giudizio (rating) sulla solvibilità delle società e degli Stati che immettono dei titoli finanziari sul mercato.Il loro potere è enorme ,in quanto le "pagelle" negative sui bilanci di uno Stato o di una azienda possono provocarne l'immediata bancarotta.Le nazioni,infatti, finanziano la spesa pubblica con titoli di stato da collocare sul mercato,ma,quando il giudizio di rating sulla loro stabilità economica è troppo basso a causa di una valutazione eccessivamente severa,nessun investitore è piu interessato al loro acquisto e lo Stato rischia il fallimento.
Viceversa,quando le "pagelle" delle società vengono truccare in positivo,il valore dei loro titoli lievita artificialmente,generando  delle bolle speculative le cui spese di riparazione finiscono sempre e comunque per ricadere sullo Stato (costretto a intervenire)e sugli investitori vittime del raggiro.
Ciò è esattamente quello che è successo a Wall Street nel 2007 con i mutui subprime e i titoli tossici all'origine dell'attuale crisi finanziaria  globale.E,mentre l'economia delle nazioni deve ancora risollevarsi dall'ultimo grande crack finanziario,nessun governo (fatta eccezione per quello islandese) ha pensato di punire i banchieri responsabili e di riformare le regole del mercato insieme a quelle della Borsa, per evitare il ripetersi di fatti simili.Tutto è rimasto esattamente come prima,nessuna delle agenzie di rating colpevole del disastro è stata chiusa per frode e l'elite finanziaria internazionale è stata lasciata completamente libera di continuare a immettere sul mercato i suoi titoli spazzatura,per un valore globale che oggi supera di dieci volte quello del Pil mondiale.In compenso,però,è stata approvata  l'ennesima norma a favore dei banchieri,che dal 2016 possono mettere le mani sui risparmi dei correntisti per pagare i debiti provocati con la speculazione.

AVETE CAPITO MUMMIE RINCOGLIONITE CHI CIUCCIA I VOSTRI SOLDI? ALTRO CHE REFERENDUM...

venerdì 2 dicembre 2016

Quello che i giornalai non ti dicono sulla crescita...



Il punto sul quale riflettere è il termine usato da tutti gli economisti ,di qualsiasi estrazione:crescita.La crescita ,se intesa esclusivamente come aumento della produttività,non crea ma riduce  i posti di lavoro.Uno degli esempi migliori:la crescita forsennata del numero delle auto e della meccanizzazione industriale per costruirle ,ha generato una quasi totale automazione autostradale,tanto che oggi è diventato sempre piu raro pagare il pedaggio a un essere umano.Nel nostro Paese,dal 1960 al 1998,il pil è passato da 423.828 a 1.416.055 miliardi di lire (triplicato) mentre il numero di occupati è rimasto quasi lo stesso (da 20.330.000 a 20.435.000),a fronte di un incremento della popolazione da 47 a 62 milioni di persone,il che significa  che,in percentuale,il Pil è triplicato mentre i posti di lavoro sono scesi del 25%.

giovedì 1 dicembre 2016

Il Jobs Act per accontentare la finanza speculativa




Sto ancora aspettando,stupidamente, che qualche trasmissione politica parli di quello che è successo con l'abolizione della legge Glass-Steagall nel 1993 grazie a quel criminale Bill Clinton.
Con il Jobs Act si è fatto un passo indietro di 50 anni.Distruzione dei diritti  che assicurano dignità  ai lavoratori.Con l'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, i lavoratori stessi non sono piu difesi da nessuno-
Abbassamento del costo del lavoro,meno diritti e lavoro di peggiore qualità.Nonostante Renzi e i tanti giornali schierati con lui,sono cresciuti i licenziamenti grazie all'abolizione dell'articolo 18.Contratti instabili che possono essere stracciati da un avviso e un risarcimento.
Nel 2015 ci sono stati 1,4 milioni di nuovi rapporti a tempo indeterminato,ma con quasi 500.000 trasformazioni di contratti a tempo determinato e piu o meno 100.000 contratti di apprendista.
Nel 2016,la decontribuzione è stata ridotta per i contratti da 8.060 a 3.250 e la sua durata è stata accorciata da 36 a 24 mesi.E non è tutto...
L'Inps ha scoperto che nei primi 4 mesi del 2016 i contratti a tempo indeterminato sono calati del 78% e sono stati sostituiti da contratti precari e dai voucher.
E "dominati" cosa fanno? Accettano.Si drogano, bevono, si rovinano con il gioco e...tutti a far visita a Papa Bergoglio o chiedere aiuto ai preti.
Delle mummie.

martedì 29 novembre 2016

Giulietto Chiesa a Parma (28/11/16)



Ieri sera  a Parma alla Sala Bizzozero era presente Giulietto Chiesa.Atmosfera da osteria, l'ho già scritto altre volte quando vado a riprendere convegni in questa regione.L'unica città emiliana a cui interessano certi temi è Bologna.
Il tema iniziale era il referendum ma poi si è parlato del mondo cambiato, dei padroni del mondo, tutti temi che chi segue Giulietto tutti i giorni come faccio io,conosce già.

GIULIETTO CHIESA SUL REFERENDUM

GIULIETTO CHIESA SUL CAPITALISMO

GlULIETTO CHIESA SULLA CINA

Con la vittoria di Trump,Soros e Goldman Sachs tremate!



9 novembre 1989 caduta del muro di Berlino, 9 novembre 2016 Donald Trump viene eletto presidente degli Usa.Stiamo assistendo ad un evento storico.Per decenni sono stati eletti presidenti pro establishment ,stavolta ha vinto un presidente contro l'establishment.
Trump è il fenomeno,un fenomeno che come pochi mesi fa con la Brexit,ma con ancora piu forza,illustra la spinta irresistibile del populismo nel mondo.Per colpa di chi? Ovviamente delle sinistre mondialiste.
Gli americani hanno votato in parole povere contro il "fantoccio di Washington",contro il politicamente corretto,contro George Soros e Goldman Sachs,contro lo "show business" della Clinton.
Ci sono molte ragioni per pensare che le conseguenze saranno significative anche se è troppo presto per dirlo.Se Hillary Clinton era prevedibile (era certa la guerra contro la Russia),le intenzioni di Donald Trump rimangono relativamente opache.Trump non è un ideologo ma un pragmatico.
Gli europei tifosi di Trump non devono aspettarsi grandi sorprese,The Donald,penserà agli interessi del proprio paese e non è detto che ci aiuterà...però dopo decenni di invasioni o di imperialismo,speriamo che con lui le cose cambino.

lunedì 28 novembre 2016

NICOLAS BAVAREZ.Un giornalista a servizio della dittatura neoliberista




Continuo la pubblicazione con nomi e cognomi dei giornalisti a servizio della dittatura neoliberista.

Da La Repubblica del 24 novembre 2016

Si definiscono populisti i movimenti contastatari guidati da capi carismatici che cavalcano la confusione e sconcerto davanti a grandi sconvolgimenti storici, per esacerbare le passioni identitarie e istigare il popolo contro le élites.La loro capacità di seduzione fa leva sull'esaltazione di idee semplicistiche e ingannevoli:protezionismo,nazionalismo,xenofobia.
Le ragioni dell'onda d'urto sono note.Da un lato la stagnazione dei redditi,la povertà e le disuguaglianze in crescita dal 2008; dall'altro le ansie suscitate dalla rivoluzione digitale che ridisegna le imprese e i posti di lavoro,la crescente insicurezza interna ed esterna.
Per rispondere a queste sfide,le democrazie devono innanzitutto opporre resistenza alla corruzione e alle divisioni interne.I demagoghi ,al pari degli autocrati,traggono forza dalla debolezza delle nazioni libere,ma una volta spente le illusioni iniziali non provocano altro che rovine,come si è visto nell'Argentina della Kirchner e nel Venezuela chavista.Lo scoprono anche i britannici,con la crisi istituzionale ,politica ed economica determinata da Brexit; e gli americani si preparano a loro volta a fare quest'amara esperienza.
Dopo la Brexit e l'elezione di Trump,l'Europa si trova in prima linea nella resistenza al  populismo.Il miglior modo per batterlo è proseguire la costruzione dell'Unione Europea.L'Europa deve prendere in mano il proprio destino.

domenica 27 novembre 2016

Finanza padrona e lavoratori schiavi.Questo è il mondo che piace al PD




La rapidità con cui la finanza ha potuto colonizzare l'economia mondiale è dovuta alla fantastica contrazione dei tempi del ciclo di valorizzazione e alla sua globalizzazione,ma il tempo reale e l'ubiquita' che caratterizzano oggi le operazioni finanziarie sarebbero impensabili in assenza delle tecnologie che hanno consentito di integrare tutte le maggiori borse del mondo in unico ,immenso mercato globale.Reti informatiche e algoritmi non consentono solo di comprimere fino ai nanosecondi il tempi di reazione dei mercati alle minime fluttuazioni di valore ma,con i loro modelli matematici,hanno fornito (almeno fino alla crisi del 2008) legittimazione "scientifica" alle tesi che sostenevano la possibilità di contenere i limiti accettabili il rischio associato alle nuove forme di investimento.Questa apparente "razionalizzazione" del rischio è stata uno dei piu letali fattori di destabilizzione che hanno provocato la grande crisi tuttora in corso.I modelli matematici in questione hanno infatti alimentato aspettative ,propensioni e comportamenti degli operatori finanziari che non esistevano prima della loro diffusione ,introducendo nel gioco degli elementi inediti che potevano essere a loro.volta oggetto di calcolo e previsione.
I veri protagonisti dell'economia globale sono divenuti quei finanziari che controllano l'80% delle risorse monetarie costituite da risparmi dei lavoratori,fondi di pensione,fondi di investimento e compagnie di assicurazione,e che rappresentano il vertice di una èlite globale di cui fanno parte a loro volta i manager,i quali vedono premiata con compensi stratosferici la capacità di far crescere il valore dei titoli azionari delle imprese che governano.Questa cupola è incarnata da una triplice cinquina:da un lato le cinque società di intermediazione immobiliare,Jp Morgan, Bank of America,Citybank, Goldman Sachs,Hsbc Usa,e le cinque banche, Deutsche Bank,Ubs,Credit Suisse,Citycorp,Merril Linch ,Bnp Parisbas,che al primo trimestre del 2011,controllavano il 90% dei titoli derivati,per un ammontare di 466.000 miliardi di dollari,dall'altro lato,i cinque colossi hi-tech ,Microsoft,Apple,Google,Facebook e Amazon che,con le loro piattaforme tecnologiche e con i loro modelli di busoness,hanno dato e continuano a dare un contributo strategico ai processi di finanziarizzazione e concentrazione monopolistica.


venerdì 25 novembre 2016

NEWS DAL PIANETA DELLE MUMMIE.I 50enni di oggi






40-50 anni di benessere ,menefreghismo, stupidità, ha prodotto questa gente.E il potere gode...

Cosa ne pensa Alessandro Di Battista dell'islam (dal libro di Lilli Gruber)



È PREOCCUPATO DELL'ISLAMIZZAZIONE DELLA NOSTRA SOCIETÀ?

"Io sono innanzitutto molto preoccupato dalla,perdita di radici culturali della nostra società.Se ci fosse un aumento dell'islamizzazione ,sarebbe importante capirne il motivo:l'Islam,in alcuni luoghi ,sta quasi colmando un gap che viviamo dal punto di vista culturale.Credo che in Occidente in generale,e quindi anche in Italia,ci sono delle perdite di valori ,non solo cristiani e cattolici ,ma on senso piu tradizionale.E questo mi preoccupa ,perché l'aspirazione deve essere a una società giusta,non per forza a una società multiculturale."

QUALI SONO I VALORI CHE SI STANNO PERDENDO?

"La solidarietà e il forte senso della famiglia.Tra vicini di casa,un tempo,ci si scambiava le ricette,mentre oggi quasi non ci conosciamo...Viviamo in piccole prigioni,in celle,e di giorno in giorno ci stiamo trasformando sempre piu da cittadini a consumatori.È un pericolo ,perché laddove c'è questo tipo di debolezza c'è il rischio che altre culture possano prendere il sopravvento.Casa mia è casa mia:ci sono delle regole ,e le diamo noi."

QUANDO DICE "ALTRE CULTURE" PENSA PRINCIPALMENTE ALLA RELIGIONE ISLAMICA?

"Penso di sicuro all'islamizzazione ,ma piu in generale a un cambiamento degli stili di vita.Faccio un esempio: al Sud tradizionalmente le relazioni umane venivano prima dell'azione,mentre oggi invece passano in secondo piano.Io non ho una particolare simpatia,dal punto di vista culturale,per l'islam.Ma la sua voce è molto forte perché è molto chiara.E quando c'è una posizione netta ,vi è una maggiore radicalizzazione.Per il resto ,la nostra stessa cultura deve moltissimo agli arabi.La piu grande ricchezza dell'Italia è sempre stata la "contaminazione".Però mantenendo una determinata linea ,che io vedo oggi un po' smarrita".

QUALE DOVREBBE ESSERE LA POSIZIONE ITALIANA RISPETTO ALLA LIBIA?

"Finora ho sostanzialmente apprezzato Renzi.La linea della ricerca di un sostegno a un governo di unità nazionale è corretta.Io vengo dalla cooperazione internazionale,e a volte ho criticato le posizioni dell'Eni e dell'Enel in America Latina,ma fino a che in un Paese ci sono interessi italiani penso che sia compito di un parlamentare italiano difenderli.Sperando che non influiscano in modo negativo sulla vita dei libici... D'altra parte l'evento che piu li ha destabilizzati è stata la morte di Gheddafi.Io non stimo i regimi,ma è bene che i dittatori vengano spodestati dai popoli sovrani,non dalle bombe francesi o dalla connivenza italiana o dalla Nato.Altrimenti,lo abbiamo visto ovunque ,il risultato è una guerra civile.Non giustifico Gheddafi ma,con il pugno di ferro ,riusciva a tenere insieme un Paese in cui vivono tanti gruppi tribali diversi.Ce l'ha fatta elargendo ricche mance a destra e sinistra,e di sicuro grazie a un apparato militare molto forte.E a un piano di welfare,rispetto ad altri Paesi,davvero notevole:bisogna riconoscerlo ,basta guardare i dati sull'alfabetizzazione e la qualità del sistema sanitario".

MA IN GENERALE LEI PENSA CHE L'ISLAM SIA COMPATIBILE CON I NOSTRI VALORI?

"Per me è compatibile a patto che loro sappiano che la cultura predominante è un'altra.La prima cosa ,direi,sono i numeri.Siamo un Paese che non fa figli:se aumenta considerevolmente,eccessivamente,il numero di islamici,vanno in.crisi definitiva le tradizioni italiane.Faccio un esempio:dopo la Seconda guerra mondiale molti tedeschi sono emigrati in Sudamerica.Hanno cominciato a comprare appezzamenti di terra da poter coltivare il caffè in Argentina,sid del Brasile,Guatemala...A un certo punto,una delle comunità indigene guatemalteche ha deciso che erano troppi.E si sono difesi ponendo limiti alla quantità di terra che ciascun tedesco poteva acquistare."

SECONDO LEI QUINDI LA CULTURA TRADIZIONALE ITALIANA È A RISCHIO?

"Si.Bisognerebbe rileggere alcune delle ultime cose scritte da Oriana Fallaci ,sebbene io non condivida le soluzioni da lei proposte e quella sorta di amore per la guerra che esprimeva.Per esempio,il concetto che l'islamizzazione ha qualcosa di estremamente radicale e quindi capace di attecchire in una fase di debolezza.Dobbiamo capire che il problema esiste.Questo non significa adottare posizioni xenofobe,ma non si può sottovalutare il pericolo di una perdita di valori che già l'Occidente corre a causa del consumismo dilagante.La crisi dei valori è cominciata negli anni 80' ,e si è arrivati a oggi dove i giovani hanno grosse difficoltà a metter su una famiglia dal punto di vista economico e sociale,e non possono piu contare su diritti di cui prima si godeva..."

Da PRIGIONIERI DELL'ISLAM-Lilli Gruber (Rizzoli)

giovedì 24 novembre 2016

FERDINANDO GIUGLIANO.Un giornalista a servizio della dittatura neoliberista...



Le misure protezioniste mietono consensi nella coalizione tra destra nazionalista e classe operaia che ha proiettato il tycoon verso la Casa Bianca.Ma il revanchismo economico trampista suscita qualche malcelata approvazione anche in porzioni delle classi intellettuali di sinistra,che sino dalla fine degli anni 90' hanno chiesto politiche economiche "no global".
Il paradosso ,però,è che i 25 anni che ci stiamo lasciando alle  spalle sono stati segnati da un abbattimento della povertà e delle disuguaglianze mondiali senza precedenti.Il protezionismo trumpista rischia di provocare i maggiori danni proprio nei Paesi emergenti,le cui valute si sono deprezzate  marcatamente dal giorno delle elezioni presidenziali Usa anche per le prospettive di crescita piu incerte.
Il legame tra globalizzazione e miglioramenti delle condizioni di vita dei Paesi piu poveri ha base teoriche solide con l'apertura delle frontiere ,le aziende possono delocalizzare parti della loro produzione nei Paesi dove la manodopera costa meno ,creandovi occupazione.L'emigrazione permette ai cittadini delle economie emergenti di accedere  a quella che l'economie emergenti di accedere  quella che l'economista Branko Milanovic della City University di New York ha chiamato "la rendita di cittadinanza", ovvero il diritto a guadagnare di piu semplicemente grazie alla ricchezza dello Stato in cui si svolge una determinata professione,indipendentemente da quale essa sia.

mercoledì 23 novembre 2016

Il capitalismo è da sempre legato alla droga



Il capitalismo è sempre stato intimamente legato alla droga,perché aveva bisogno di capitali veloci e in nero per finanziare lo sfruttamento e la difesa ,nascondendosi dietro la maschera del "libero scambio"."La relazione tra attività bancarie,trasporti e assicurazioni che si formarono attorno al commercio dell'oppio fu una delle caratteristiche  principali dell'epoca.Non solo contribuirono al traffico della droga ,ma diventarono la base di un'infrastruttura commerciale che,in ultima istanza,sostentava una vasta gamma di commerci".
Col passare del tempo,gli stupefacenti resero necessarie altre merci.A partire dal XV secolo fino ad arrivare al XX secolo inoltrato,la terra,il lavoro ,le relazioni fiscali e perfino lo Stato stesso erano tutti finanziati dall'oppio.Tutto questo a partire da una sostanza che per millenni era stata utilizzata quasi esclusivamente a fine medico e che era conosciuta dai medici stessi per le sue proprietà di assuefazione,oltre che venefiche.Quando oggi ci riferiamo ai "narco-Stati",come la Colombia o l'Afghanistan,forse dovremmo ricordarci che il primo "narco-Stato" in assoluto fu gestito e governato da Londra.
Il denaro della droga fa parte dell'economia nordamericana e mondiale.Seguendo il flusso dei capitali mondiali,è stupefacente scoprire la quantità di  guadagni generati annualmente dal commercio della droga è intorno ai 700 miliardi di dollari.Questa cifra comprende eroina,oppio,morfina,marijuana,cocaina,crack e allucinogeni,e costruisce una parte molto importante del sistema bancario attuale,permettendo i "pagamenti mensili" di diverse operazioni finanziarie.
I 700 miliardi di dollari provenienti dalla droga che vengono riciclati e usati in lungo e in largo  nell'economia nordamericana e mondiale vanno a vantaggio di nuovo,dei mercati finanziari ,in particolare di Wall Street.
È PER QUESTO MOTIVO CHE NON C'È INTERESSE A BLOCCARE IL TRAFFICO ILLEGALE DI STUPEFACENTI.ED È PER QUESTO MOTIVO CHE BISOGNARE DARE DEL FASCISTA A TUTTI COLORO CHE VORREBBERO UNA LOTTA DURA CONTRO LE DROGHE.

martedì 22 novembre 2016

Il tasso di disoccupazione reale americana è ben diverso da quello ufficiale




Negli Stati Uniti si può essere poveri ,o anche senza fissa dimora ,se non si è provveduto a pagare i contributi per la pensione ,oppure se ci si è indebitati eccessivamente.Ma lo si può diventare anche essendo semplici salariati di basso livello.Sono i cosidetti working poors ,i poveri che hanno un lavoro .Gli americani non ne detengono il monopolio ,ma bisogna ammettere che sono loro ad aver inventato il concetto ed è negli Usa che sono piu numerosi.
Essi sono costituiti in particolare dalle schiere dei dipendenti dei fast-food  sono scesi in sciopero.Duecento persone ,non di piu, ma il movimento si è allargato a macchia d'olio.
Il salario minimo federale era,fino al 2015,pari a 7,25 dollari.I dipendenti dei fast-food costituiscono una popolazione volatile ,vengono assunti o licenziati in un batter d'occhio.
I salari della grande distribuzione non sono trattati molto meglio.Anche loro scendono in sciopero,in particolare quelli di Walmart,il primo datore di lavoro del paese con 1,3 miliardi di dipendenti,825.000 dei quali guadagnavano ,nel 2013,meno di  25.000 dollari l'anno.Per i non appartenenti ai quadri,il salario medio era 8,86 dollari l'ora.Walmart,che ha registrato 16 miliardi di profitti nel 2015,ha resistito ,ma alla fine ha accettato  di portare il salario minimo a 10,10 dollari l'ora ,promettendo anche di prendere in considerazione la possibilità di passare a 15/dollari nel giro di qualche anno...
Dieci dollari ,al giorno d'oggi,sono meno di un salario medio francese,senza copertura sociale  e senza le ferie.In ogni caso sono nettamente insufficienti per vivere in modo decente negli Stati Uniti ,sia da single,sia in famiglia.
Il tasso di disoccupazione reale americana è molto superiore al tasso ufficiale .Molti ,tra chi è in cerca di lavoro, preferiscono farsi cancellare dalle liste piuttosto che dover accettare lavori grazie ai quali,in ogni caso, non possono vivere.La creatività dei datori di lavoro americani è senza limiti.Amazon ad esempio inventa un nuovo concetto :Flex,flessibilità!
"Siate il capo di voi stessi,consegnate quando e quanto volete". Questo lo slogan.Per essere "il proprio capo" bisogna aver 21 anni,una macchina,uno smartphone.L'assicurazione,la benzina,le spese ,è tutto a vostro carico.Per un salario compreso tra i 18 e i 25 dollari l'ora,potrete consegnare quando volete,senza alcuna assicurazione né copertura sanitaria o di disoccupazione.
In queste condizioni,non c'è da stupirsi  che gli istituti per l'assistenza dei senza fissa dimora trabocchino  di salariati in miseria.
La ripresa giova solo ai ricchi.Si ritiene che il 95% dei guadagni dopo la fine della crisi sia andato al famoso 1% (e il 60% di questi guadagni allo 0,1%).Barack Obama ,dopo sette anni alla Casa Bianca,se me indignava nel 2015 in un discorso sulla povertà nel quale faceva notare che " in 25 ,i presidenti dei piu grandi hedge funds  del paese guadagnano piu di tutti gli insegnanti  delle scuole materne riuniti".

lunedì 21 novembre 2016

Politica estera.Guardiamo se Trump porterà un po di buonsenso



Durante la campagna elettorale degli Stati Uniti alcuni consiglieri di politica estera di Hillary Clinton avevano detto che in caso di vittoria di Hillary avrebbero attaccato la Siria per imporre un cambio di regime,in aperta violazione del diritto internazionale.Al tempo stesso, era circondata da un gruppo di consiglieri-falchi che si erano distinti per la guerra sporca contro la Siria.
Uno dei consiglieri della Clinton, l'ex capo di stato maggiore ed ex ufficiale della Cia,Jeremy Bash,ha detto  che avrebbero portatogli Stati Uniti ad una escalation di guerra contro Bashar Al-Assad.
Un think tank guidato da Michele Flournoy,un ex funzionario del Dipartimento della Difesa che molto probabilmente se avesse vinto la Clinton sarebbe stato promosso segretario di Stato,aveva chiesto in maniera esplicita attacchi aerei limitati contro l'esercito e il governo siriano.
Leon Panetta ex segretario alla Difesa e della Cia,era dello stesso parere.Ha ordinato attacchi aerei contro le truppe siriane per aiutare i "ribelli moderati" che combattono contro il presidente siriano.
Recentemente la Clinton e il suo staffa avevano dato il loro sostegno alla creazione di una "no fly zone" sulla Siria per evitare che gli aerei siriani e russi attaccassero i gruppi terroristici.Alcuni funzionari militari del Pentagono avevano avvertito che ciò avrebbe portato una guerra con la Russia e la Siria.
Tutti questi piani sono interrotti grazie alla elezione di Trump che ha espresso la sua volontà di combattere insieme alla Russia i terroristi e di volere opporsi alle politiche di cambiamento di regime.

domenica 20 novembre 2016

Già negli anni 30 gli Usa cacciavano i messicani con la forza



Con l'arrivo della Grande Depressione alla fine degli anni 20,la tolleranza verso i migranti diminuì notevolmente.Ancora una volta,nel tentativo di gestire al meglio la migrazione,Herbert Hoover entro' in azione.In anni precedenti ,durante la Prima Guerra Mondiale,aveva soddisfatto le esigenze dell'agribusiness facendo pressioni a Washington affinché venissero aperte le porte alla migrazione e fosse permesso l'ingresso a in alto numero di Messicani ,ma quella era un'altra epoca.Una volta eletto presidente ,nel 1928,egli si trovò ad affrontare una pesante crisi economica,la mancanza di pane e di alimenti in genere e una situazione di disoccupazione di massa.L'amministrazione Hoover risolse la situazione non solo fermando il flusso migratorio dal Messico ,ma facendolo anche andare al contrario.Gli amministratori locali,soprattutto quelli di Los Angeles,ansiosi di diminuire i costi delle misure sociali ,implorarono il Segretario al Lavoro di Hoover,William Nuckles Doak,che era il responsabile della sovrintendenza del Servizio Immigrazione,di sbarazzarsi dei messicani usando le parole degli studiosi Francisco E.Balderrama e Raymond Rodriguez.Doak era ben lieto di attuare e dirigere un programma di deportazione di massa,che continuò anche durante l'amministrazione di Franklin D.Roosevelt.Gli agenti dell'immigrazione erano molto rudi,durante le loro operazioni,e si accanivano sui latino-americani ignorando le norme e autorità deportarono almeno un milione di persone.
Decisero che "eravamo le persone piu facili di cui sbarazzarsi",mi disse Maria Acosta nel 2003.Aveva due anni e mezzo,nel 1932,quando suo padre Alfredo, un residente legale negli Stati Uniti,venne preso durante una operazione antimmigrati;lui e altri suoi colleghi lavoravano ,all'interno di un progetto di lavoro federale,vicino alle loro case,nella California settentrionale.Successivamente suo padre le raccontò della fredda efficienza degli agenti dell'immigrazione,i quali arrivarono sul luogo di lavoro per colpire lui e gli altri e poi espellerli.
"Dissero:"Abbiamo deciso di rimandarvi in Messico;quindi alzatevi,andate a casa e fate il biglietto".Gli agenti chiesero:"Quanti siete nella tua famiglia?",e mio padre rispose:"Cinque"."Siate pronti per domani.L'autobus verrà a caricarvi alle otto.Fatevi trovare sul marciapiede con un solo bagaglio a testa.Uno per te, uno per ta moglie e uno per i tuoi tre figli".
La famiglia venne trasportata a Los Angeles e da lì messa su un treno diretto allo Stato di Chihuahua,nel Messico del nord,dove Acosta,che era nata negli Stati Uniti,visse fino all'adolescenza.
"I miei genitori non capivano per quale motivo venivano espulsi.L'unica spiegazione che davano loro era:non vi vogliamo piu;non c'è piu posto per voi".Vennero pesantemente umiliati.Acosta visse in una casa senza acqua corrente ed elettricità fino ai 15 anni,quando fece ritorno negli Stati Uniti per lavorare come sarta in un'azienda di abbigliamento.


venerdì 18 novembre 2016

I DIECI UOMINI DI DONALD TRUMP.C'è anche John Paulson





Articolo di Eugenio Occorsio su Repubblica Economia e Finanza



STHEPHEN MOORE




Ricercatore della Heritage Foundation,un think-tank dichiaratamente conservatore,commentatore del Wall Street Journal (da quando è di Murdoch e si è spostato a destra),è l'artefice del progetto fiscale di Trump,che prevede la riduzione del numero e dell' entità delle aliquote ed è quindi visto con la maggior preoccupazione per l'inevitabile sforamento del debito pubblico che comporterebbe.Un'esperienza simile è stata piu volte vissuta con altre amministrazioni repubblicane ,e si ricorderanno le drammatiche sedute notturne estive del Congresso nel tentativo di chiudere i conti del budget federale (l'esercizio fiscale chiude il 30 settembre).Ma Moore e anche Trump,resta convinto che con meno tasse gli investimenti fioccheranno,e ha recentemente fondato il Club  for Growth per diffondere la sua free market ideology.




STEVEN ROTH




Non è l'ennesimo immobiliarista alla corte di The Donald ,ma è il piu potente di tutti:la redazione politica di Time ,che ha fatto  uno straordinario lavoro d'indagine su tutti i personaggi che ruotano intorno al tycoon ,scrive che Roth ha costruito e possiede ,limitatamente a New York ,dieci volte i palazzi di Trump,con il quale tra l'altro co-gestisce un grattacielo a Manhattan.In piu,non è nato con il cucchiaio d'oro in.bocca come il neopresidente ma è figlio di rudi operai del Bronx ,dove è cresciuto studiando proprio in quel liceo classico che ora si chiama Clinton High School perché finanziato dalla ex first couple.Non ama le luci della ribalta,non è neanche andato alla convention ,e la sua unica apparizione in pubblico è stato alla mega-festa di Trump in aprile ,quando già si cominciava a subordare il trionfo che doveva arrivare.






TOM BARRACK




È stato uno dei pochi grandi sponsor di Trump ad avere l'onore di parlare alla convention repubblicana di Cleveland che ha consacrato la candidatura del tycoon.Il suo intervento è stato zeppo di ricordi personali e di battute alcune poco politically correct,come nello stile della casa:del resto Tom Barrack,fondatore del gruppo finanziario Colony Capital ,conosce Trump da 35 anni.Con lui ha fatto decine di affari ,alcuni fortunati altri piu ingarbugliati come la trasformazione dell'Old Post Office di Washington in un albergo di lusso da 263 stanze,operazione naufragata dopo una serie di controversie fra i due e una complicata mediazione ad opera di Ivana Trump.I fondi Colony peraltro sono specializzati in real estate,dove hanno investito finora 45 miliardi di dollari (su 60 miliardi totali) con 14.000 proprietà.Ma nessuna ruggine,anzi la candidatura ha riunito i due amici.




STEPHEN CALK





È orgoglioso di due cose:di aver frequentato la celeberrima Military Academy di West Point ,diventando pilota di elicotteri dell'esercito,e di avere una lunga carriera di banchiere,con un focus sempre piu orientato verso il private banking ,quello per i ricchi.Meno orgoglioso è del fatto di essersi beccato nel 2014 una denuncia da Citygroup per avergli ceduto 4,5 milioni di mutui camuffandone le caratteristiche,il rischio e in un caso l'identità stessa del debitore dando un numero sbagliato di social security (codice fiscale).La causa è finita in primo grado con il.riconoscimento dei danni per 9 degli 11 prestiti,e ha portato allo scioglimento della Chicago Bancorp,di proprietà di Calk.I suoi asset ,in pendenza di appello,sono stati rilevati dalla Federal Saving Bank,sempre di Calk.Comunque,niente paura:il suo.sostegno a The Donald non manca né mancherà.




DAN DIMICCO




Ha un sogno:vendicarsi dei cinesi e delle loro esportazioni di acciaio in.dumping contro cui ha combattuto tutta la vita come Ceo della Nucor;il maggior gruppo siderurgico del Paese con sede a Charlotte in North Caroline,incarico che ha lasciato nel 2012.Trade cheating lo chiama "inganno commerciale" ,e al tycoon newyorchese,che non ha mai dato segno di essere particolarmente familiare con questione di commercio internazionale,la definizione è piaciuta e l'ha rilanciata La definizione non è mai piaciuta e l'ha rilanciata per tutta la campagna.Di Micco,di origini abruzzesi,per completare il suo sogno ha un piano molto preciso:intanto,pur non avendo mai incontrato in persona Trump fino alla convention,l'ha convinto nel suo team.Ora punta disperatamente al ruolo di  addetto commerciale,assolutamente centrale per l'amministrazione.



JOHN PAULSON






Master ad Harvard,sarebbe il candidato naturale al dicastero del Tesoro per la sua impareggiabile esperienza nel mondo finanziario :la sua società  di investimenti Paulson & Co,con tanto di divisioni global merger,event arbitrage e credit strategies ,fondata nel 1994 e registrata presso la Sec,gestisce 19 miliardi di dollari.Paulson si è creato una solida fama scommettendo al ribasso sui titoli relativi ai subprime alla vigilia della crisi del 2008,il che ha contribuito notevolmente alla sua fortuna personale che supera oggi i 10 miliardi.Ma proprio perché è abituato a giocare con.cifre del genere,lui non.sembra intenzionato ad accettare un incarico governativo che comporterebbe ovviamente la sterilizzazione di tutti gli investimenti e uno stipendio annuale di 232.000 dollari.




DAVID MALPASS






Mba all'università di Denver e specializzazione alla Georgetown University's School of Foreign Service,David Malpass a 64 anni,ha già vissuto tutte le esperienze:consulente  della Arthur Andersen ,consigliere economico (fra il 1984 e il 1993) delle amministrazioni Reagan e Bush senior sia presso il Tesoro che il Dipartimento di Stato,quindi capo economista della Bear Stearn's infine dopo il fallimento di quest'ultima nel 2008 presidente della società di ricerca e consulenza da lui fondata ,la Encima Global.In tutto questo ,scrive commenti per Forbes e per il Wall Street journal da cui traspare una personalità si conservatrice ma in fondo meno radicale che il Big Boss.Con il quale ha perfino avuto degli scambi dialettici:di fronte alla certezza di Trump che il riscaldamento globale sia una bufala,si è limitato a peronare la continuità nell'impegno a favore delle fonti fossili.Questionevdi sfumature.



STEVEN MNUCHIN




Mnuchin è un convertito al trumpismo dell'ultima ora ,e fino al recente passato ha finanziato Hillary Clinton,Al Gore ,Barack Obama e John Kerry (quando corse contro Bush nel 2004).Proprio quest'esperienza gli ha consentito di realizzare un'operazione di fund raising che,cominciata solo nell'ultima settimana di maggio ,quando Trump in persona gli mandò un appello perché aveva finito i soldi ,ha dato i suoi frutti pur senza avvicinarsi lontanamente ai livelli della rivale .Figlio di un partner di Goldman Sachs,53 anni ,master a Yale ,ha lavorato anche lui per 17 anni nella grande banca d'investimenti.Dopodiché ha investito i suoi considerevoli profitti in varie iniziative,comprese alcune produzioni  hollywoodiane.Infine ha creato un hedge fund,il Dune Capital Management.Se diventerà ministro ,la prima a dolersene sarà Janet Yellen :Mnuchin  è infatti il piu esplicito critico della politica attuale della Fed,che accusa di distruggere i patrimoni dei fondi pensione tenendo i tassi bassi per cosi tanto tempo.Ma le sue critiche ,sposate da Trump,sono ancora piu sostanziali: secondo lui andrebbe drasticamente    ridotta l'autonomia della Banca centrale ,e bisognerebbe studiare qualche forma di coordinamento con l'amministrazione e il Congress.E per prima cosa,mandare a casa la Yellen.



PETER NAVARRO




Quando Trump dice che l'America è in disgrazia ,il ceto medio perde paurosamente potere d'acquisto ,milioni di posti nel manifatturiero sono evaporati ,non fa altro che prendere a prestiti le teorie di Peter Navarro ,uno dei pochissimi non miliardari fra i suoi consiglieri bensì docente alla School of Business dell'University of California di Irvine.Il professore ha un'idea ben precisa suo colpevoli di questo disfacimento che rende indispensabile fare l'America great again com'è scritto sui cappellini dei fan di Trump:sono il libero
Globale e sopratutto la mano libera che si è lasciata alla Cina.Di qui tutti i bellicosi proponimenti di rescindere gli accordi internazionali di free trade ,alzare i dazi,fare la voce grossa con i cinesi ma anche con i messicani ,i vietnamiti ,i cingalesi ,chiunque insomma proponga importazioni o delocalizzazioni a buon mercato.
Per non lasciare dubbi interpretativi sulla sua ideologia,Navarro ha realizzato un documentario intitolato Death by China ,morire per la Cina,con Martin Sheen come voce narrante ,inserito nel bouquet Neflix.Non contento ,ha appena dato alle stampe il libro Crouching Tiger (la tigre in agguato) sulle presunte mire militaristiche cinesi e sulle conseguenze su tutto il mondo di tale atteggiamento.




STEVE FEINBERG





Fondatore del Cerberus Capital Management ,basato a Manatthan ,gestisce piu di 30 miliardi di dollari.È un amico di lunga data di Donald Trump ,che tiene particolarmente a lui non solo per la sua oggettiva conoscenza dei mercati finanziari,ma soprattutto perché è l'uomo del possibile collegamento con l'establishment del partito repubblicano:l'ex vicepresidente di George Bush padre,Dan Quayle,è tuttora il capo degli investimenti globali di Cerberus ,e l'ex ministro del Tesoro di Bush figlio,John Snow,è il presidente dello stesso fondo.
Fra i sottoscrittori di Cerberus ci sono governi,università,fondi sovrani ,family officer,istituzioni caritatevoli,fondi pensione di molti Paesi.Ma quello per cui è noto il gruppo,e che gli ha fruttato la poco commendevole definizione di "fondo locusta",è la capacità fin dalla sua fondazione nel 1992 di identificare aziende e pacchetti di finanziamento in disgrazia,comprarli a sconto e farli fruttare nonostante tutto.È quello che sta cercando di fare anche con alcuni titoli cartolarizzati delle sofferenze bancarie Italiane .A fine 2008 ,in piena crisi finanziaria e nel mezzo della transizione fra Bush e Obama,Feinberg e il suo fondo parteciparono anche al maxi-salvataggio del settore auto degli Usa.

giovedì 17 novembre 2016

ROMANO PRODI:"Sorpreso dalla mancanza di solidarietà dell'Europa"



L'Europa cambierà quando vinceranno le destre...purtroppo è quello che si merita questa sinistra mondialista che pensa solo agli studenti e che non rispetta i lavoratori di 40-50 disoccupati.

Da La Repubblica del 17 novembre 2016 -Andrea Bonanni

"La posizione del governo ha una valenza esterna e una valenza interna.Forse si pensa che criticare l'Europa faccia piacere agli elettori.Può anche essere giusto.Ma,se si sposano queste critiche con la scomparsa della bandiera europea nelle apparizioni pubbliche di Renzi,la polemica rischia di prendere un significato equivoco.Diventa una questione di appartenenza al'Europa è sbagliato".

"Temo che un.eccesso di polemica ci possa precludere alleanze che sono indispensabili per raggiungere i nostri obiettivi di fondo.La somma dei brontoli ,alla fine ti mette nel banco dei brontoloni.D'altra parte,trovo che Renzi abbia ragione quando lamenta una mancanza di solidarietà europea che francamente mi ha sorpreso".

"Matteo Renzi dovrebbe chiede un'Europa diversa da quella attuale è sacrosanto.Ma per perseguire questo obiettivo occorrono alleanze e programmi.I pugni sul tavolo sono solo uno strumento tattico,non strategico"

mercoledì 16 novembre 2016

Il trattato di Maastricht e quello che i giornalai non ti dicono...



Il trattato di Maastricht,che nel 1992 delegò molti poteri dagli stati membri a Bruxelles,fu un'altra legislazione non letta da quasi tutti i parlamentari che la votarono in Gran Bretagna.Un ministro dell'epoca,Kenneth  Clarke (Gruppo Bilderberg) ,durante una intervista con la BBC ammise di non aver letto la legge,sebbene in quel momento la sostenesse attivamente.E questo accadde in un periodo storico di cui è di vitale importanza studiare attentamente ogni comma legislativo,perchè stiamo assistendo nientemeno che dall'introduzione clandestina di un regime fascista in un paese dopo l'altro.E chi si prende il disturbo di seguire la faccenda,vedrà che ora non è nemmeno piu così "clandestina".
Dietro al titolo apparentemente insignificante si celebra il potere di promulgare moltissime leggi senza i normali passaggi parlamentari.John Spencer,professore di giurisprudenza a Cambridge,l'ha ribattezzata "Legge per l'abolizione del Parlamento".Il testo dona all'esecutivo il potere di imprigionare i cittadini per un anno,imporre gli arresti domiciliari e concedere alla polizia piu poteri per arrestare e interrogare i sospetti,senza alcun dibattito parlamentare.Permette di creare nuovi tribunali e cambiare la legislazione in materia di immigrazione,nazionalità ,divorzio,eredità.
UN esempio:

"La sottosezioni (4) e (5) sono provvedimenti di transazioni.Riguardano le consultazioni avvenute antecedente l'entrata in vigore di questi articoli.Se una consultazione avviene prima che la sottosezione (4) entri in vigore,e se tale consultazione soddisfa qualcuno dei requisiti siano stati soddisfatti.Non è quindi necessario ripetere le consultazione.La sottosezione (5) si applica specificamente laddove la legge del 2001 è stata abrogata al momento dell'emissione di un decreto.In queste circostanze, dove la proposta di un decreto conforme all'articolo I di questa legge sia la medesima proposta in base alla sezione I di questa legge sia la medesima proposta in base alla sezione I della legge del 2001 e queste proposte siano state sottoposte a consultazione in conformità a tale legge,allora si riterrà che la consultazione è avvenuta per gli scopi di questo articolo (anche laddove le proposte siano state variate a seguito di una consultazione in base alla legge del 2001 e si fosse ritenuto opportuno escludere ulteriori consultazioni).Questo significa che tali proposte non necessitano di essere nuovamente sottoposte a consultazione se un decreto andava promulgato in base alla legge del 2001,ma verrà invece promulgato in conformità all'articolo I di questa legge.

Il trucco è nascondere le gravi riforme del sistema dietro ingarbugliati passaggi come quello appena citato ed è un metodo di manipolazione usato in tutto il mondo dai potenti.