Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

venerdì 31 luglio 2015

Agosto mese dei libri su anglotedesco.blogspot.com




Come sempre nel mese di agosto, mi fermerò con le interviste e le mie considerazioni e lascerò spazio alla pubblicazioni dei pezzi piu interessanti dei libri letti da me. Non vi annoierete!

Tomas Anglotedesco

Gli errori di Tsipras




Quando Alexis Tsipras ha vinto le elezioni,a gennaio, aveva due opzioni.La prima era compattare le forze europeiste,cioè i socialisti del Pajok e i riformisti di To Potami,in un esecutivo che potesse lavorare con le istituzioni europee per correggere gli errori del passato e avviare un percorso di riassestamento economico e sociale.Dal punto di vista degli equilibri politici europei il momento era propizio.Il primo ministro greco,invece,ha scelto di formare un governo attento sopratutto alla sovranità nazionale.E di allearsi con la destra nazionalista ed euroscettica dell'Anel,che in cambio del suo appoggio ha ottenuto il ministero della Difesa e uno dei tabù piu vergognosi che Syriza ha mantenuto durante i negoziati:il rifiuto di tagliare il budget della difesa,che in percentuale sul pil è doppio rispetto a quello degli altri paesi europei,il programma politico di Syriza è stato articolato intorno al recupero della sovranità intaccata dalla Troika,mentre quello economico ha cercato di denunciare l'insostenibilità del modello dominante nell'eurozona,basato sul contenimento del deficit,il taglio delle spese e le liberalizzazioni.
Questa strategia,con le sue provocazioni rivolte alla Germania,il corteggiamento alla Russia e una tattica negoziaale che ha intaccato la fiducia reciproca, ha portato al suicidio di Tsipras e a un peggioramento dell'economia greca.Agli storici spetterà il compito di spiegare come un uomo arrivato al potere con una grande autorità morale,garantita dagli errori fatti dall'eurogruppo e dai suoi predecessori,abbia potuto scegliere sempre la strada sbagliata.Tsipras e il suo ex ministro delle finanze,Yanis Varoufakis ,sembrano aver avuto un unico obiettivo: dimostrare che l'euro è progettato male, che l'austerità non funziona,che il debito è impossibile da rimborsare e che l'Unione distrugge la democrazia e i diritti sociali sono idee molto discutibili,nel senso buono del termine.Ma,come abbiamo visto in questi mesi,dibattito ideologico e azione di governo sono due cose diverse.
Alla fine Tsipras è rimasto solo,e insieme a lui sono rimasti solo igreci.Perchè.nonotante gli elogi dei nazionalisti e l'innalzamento di Tsipras a eroe dell'antieuropeismo,quello di cui avevano bisogno Marine Le Pen,Vladimir Putin,il britannico Nigel Farage o l'ungherese Viktor Orban ,era solo un martire.Nessuno di loro muoverà un dito per salvare i greci.
A causa dei suoi errori e dei suoi dogmi,Tsipras si è cacciato in un vicolo cieco e si è trovato di fronte a una scelta impossibile: accettare l'uscita volontaria e temporanea dall'euro,ma non dall'Unione,come suggerito dalla Germania,o trasformare il governo di Syriza,che in teoria avrebbe dovuto restituire dignità al Paese, nell'amministratore di un protettorato dell'eurozona,come impone l'accordo raggiunto.La prima opzione avrebbe significato sopportare l'umiliazione dell'espulsione dall'euro in cambio della dignità di potersi governare da soli; la seconda significa accettare di essere governati dall'esterno in cambio della remota possibilità di un miglioramento dell'economia nazionale.
A questo punto resta da capire se Tsipras ha accettato le condizioni dell'accordo perchè vuole davvero provare ad applicare questo devastante pacchetto d'austerità e riforme,o se lo ha fatto solo perchè sa anche il terzo piano di salvataggio sarà un fallimento così clamoroso e si porta dietro così tanta frustrazione da rappresentare l'inizio di  una nuova fase di incertezza.

JOSE' IGNACIO TORREBIANCA,EL PAIS -Traduzione l'INTERNAZIONALE

giovedì 30 luglio 2015

COTTARELLI: "La crescita? Con le riforme....




La stragrande della gente è ignorante su certi argomenti.Quanto volte ho sentito da gente normale dire che bisogna fare le riforme, che noi non le facciamo e gli altri senza rendersi conto cosa sono.Privatizzazioni, altri tagli alle spesa sociale (anche utile),aumento del lavoro precario.In tutto nel nome della crescita...

da REPUBBLICA del 28 luglio 2015-Carlo Cottarelli risponde alle domande di Eugenio Occorsio

"Per fare previsioni sulla disoccupazione va considerata la crescita del Pil negli anni a venire ma anche l'elasticità e Pil stesso su quest'ultimo fattore incidono le riforme via via intraprese.E l'Italia le riforme le sta facendo in modo importante.Di questo non si tiene adeguato conto.Probabilmente la realtà sarò meno drammatica di quanto prospettato".

"Va calcolato che le riforme hanno effetto sia sulla crescita che sull'occupazione,e quando ci sono migliorano l'una e l'altra.Non si fanno previsioni come se non cambiasse mai nulla basandosi sui modelli del passato.Paradossalmente non si tiene conto che le riforme,come il Jobs Act,sono proprio quelle che il FMI chiede sperando che vengano attuate".

"Nessuno nasconde la difficoltà di attuare questi decreti che hanno la forza di vincere la burocrazia.Spero che i sindacati si comportino responsabilmente.L'FMI ha dimostrato come a livello locale l'efficienza della Pa influenzi le imprese:se si danno servizi migliori la produttività e l'occupazione aumentano.Lo stesso vale per la Giustizia".

"La Sanità è un punto d'attacco fondamentale.Per l'efficientamento della spesa sanitaria a parità di servizi uno strumento chiave è la riforma delle centrali d'acquisto:mi conforta che la settimana scorsa si siano riuniti i 34 centri di spesa che dovranno prendere il posto dei 34.000 attuali almeno per gli appalti di un certo livello".

"L'FMI sulla Grecia ha fissato un punto:il debito va riproprofilato,se non ristrutturato.Vanno allungate le scadenze,sennò si rischia davvero,l'insostenibilità.A questa condizione,parteciperemo al nuovo bailout".

mercoledì 29 luglio 2015

LUCIANO GALLINO: "Il Jobs Act è una bufala neoliberista"



Analisi perfetta del professor Gallino sul Jobs Act.Inutile, bisogna portare il modello americano in Italia e in Europa: società spaccata in due:benessere e ogni ben di dio da una parte,sofferenza,lavoro precario e basso potere d'acquisto dall'altra.
I dati danno ragione a Gallino:con il Jobs Act  sono piu i nuovi disoccupati che gli occupati, tra l'altro per la gran parte con lavori part time.

da IL FATTO QUOTIDIANO del 28 luglio 2015-Luciano Gallino risponde alle domande di Virginia Della Sala

"Ci vuole una premessa:il FMI è specializzato nel denunciare disastri  che contibuisce a generare appoggiando politiche di austerità"

"Jobs Act è una riforma sbagliata perchè lega l'occupazione alle decontribuzioni per le aziende.Ma intanto riduce le tutele sociali.Si assume per licenziare piu facilmente.Si assume a codizione di poter fare dell'assunto ciò che si vuole,come mandarlo a lavorare a 500 km di distanza.Si assume su vincolo che dura tre anni,quello delle decontribuzioni,e che è destinato ad esaurirsi,tutto cambia del lasciare tutto com'è o addirittura,per peggiorare la situazione.E questo sistema,seppur dovesse creare qualche beneficio,è destinato ad esaurirsi per le sue stesse debolezze.Ne si può pensare che siano solo le aziende a creare occupazione".

"C'è bisogno di una ricetta robustamente keynesiana:quando ci sono gli squilibri sul mercato del lavoro e disoccupazione,bisogna agire sulla domanda aggregata:lo Stato deve intervenire e fare in modo che aumentino i livelli di produzione e quindi anche di occupazione.Proprio  come è accaduto nel 1933"

"Non si risolvono i problemi con metodi neoliberisti di governi che amano giocare con numeri ,decimali e calcolatrice.Non è così che si misurano il lavoro,la crescita e lo sviluppo di un Paese.Quella è propaganda,che di sicuro non costruisce il futuro.Dal 1994,riforma dopo riforma,non è cambiato nulla.Treu,Berlusconi ,Sacconi.Veri massacri per avviare al prodotto di oggi:la disoccupazione media al 13%,quella giovanile oltre il 40.Tra vent'anni il prodotto delle riforme di oggi sarà la previsione del FMI".

"In Italia c'è anche il problema del debito pubblico.Come si può pensare che uno stato sia in grado di riformarsi in modo strutturale se il suo debito pubblico aumenta a ritmo di 100 miliardi l'anno? Se deve pagare gli interessi,come può investire sul lavoro? Allora fa scelte inverse.Taglia 10 miliardi sulla  sanità,taglia la ricerca,taglia sulla formazione.Si inventa che ci sono troppi assunti nella pubblica amministrazione.Le dirò:in Francia i dipendenti pubblici sono molti di piu di quelli italiani".

martedì 28 luglio 2015

ANTONIO PATUELLI:" Risparmiatori tranquilli,non siamo la Grecia"





"Gli aumenti di capitale già perfezionati durante gli anni di crisi, per il formidabile importo di 50 miliardi,rendono sempre piu improbabile che si manifesti l'irgenza di procedere a salvataggi,sia per la solidità complessivamente raggiunta dal settore,sia perchè la Vigilanza unica è realtà consolidata".

"Siamo in un periodo di marca dialettica,dove le Camere si dividono su tutto.Ricordo che il denaro dei piccoli risparmiatori continua a essere protetto da un ombrello dal Fondo interbancario fino a 100.000 euro,così come non vi sono riusciti aggiuntivi per il Bot people.I piu abbienti potranno valutare poi l'opportunità di frammentare la liquidità su piu banche  di gruppi differenti,così  da godere piu volte delle garanzie dei fondi interbancari".

"La grandissima parte dei crediti deteriorati è stata spesata nei bilanci,anche laddove vi fosse bisogno di altro patrimonio,sarà in misura molto piu limitata che in passato visto che lo stesso ammontare dei crediti deteriorati tenderà a ridursi con la ripresa".

"Il caso Grecia ha costretto anche i tedeschi ad abbassare la testa.E' diventato chiaro quando prima il Premier inglese Cameron,benchè il Regno Unito sia rimasto alla sterlina ,si è schierato per il mantenimento della Grecia nell'Eurozona, poi con l'impegno di Obama come mediatore.Dopo quasi 15 anni di forte conflittualità tra le economie di euro e dollaro,penso che si sia raggiunto un nuovo equilibrio,di cui è una conferma il rapporto di cambio rimasto incollato in area 1,10 anche all'acme delle incomprensioni tra Bruxelles e il governo Tsipras".

"La questione va vista non solo per l'Italia,è la ricerca con l'Ue di una metodologia unica per tutti i Paesi che hanno necessità di riattivare il mercato dei crediti deteriorati.Concordo con il presidente di Mediolanum Ennio Doris.Quanto sostiene che va nella direzione giusta anche il decreto legge sul recupero dei crediti.Aggiungo che occorre un solo testo unico bancario.Si tratta di riforme a costo zero".

da LIBERO  del 25 luglio -Antonio Patuelli risponde alle domande di Massimo Restelli

domenica 26 luglio 2015

Le scemenze di Matteo Salvini sui condizionatori.La Lega vota sempre tutto e poi...



Non c'è piu gusto , è talmente facile ridicolizzare Salvini che ti passa la voglia di far notare le cavolate che dice.L'ultima,ovviamente per prendere voti,sui condizionatori.Leggete bene sotto.

da IL FATTO QUOTIDIANO del 25 luglio 2015-Gianluca Rosselli

"Renzi obbedisce a Bruxelles,arriva la tassa sui condizionatori.Duecento euro in piu a Famiglia.Ovviamente la Lega si opporrà,tuona il leader leghista su Twitter.La gaffe,però, è dietro l'angolo.
Innanzitutto l'imposta riguarderà solo i climatizzatori che superano i 12 kw di potenza,ovvero quelli per ambienti oltre ai 160 metri quadri.Trattasi proprio di una direttiva europea recepita in toto dal nostro parlamento.Peccato,però, che il decreto convertito in legge nel 2013,epoca governo Monti,sia stato votato all'unanimità anche dai parlamentari della Lega Nord.La votazione è agli atti:si tratta della numero 39 del 30 luglio 2013,che ha visto 17 voti favorevoli dei deputati padani,mentre due erano assenti e uno in missione.Insomma,prima di parlare il leader del Carroccio avrebbe fatto bene a documentarsi sulle votazioni dei suoi stessi parlamentari.

sabato 25 luglio 2015

MATTHIAS FEKL:"Con la Grecia l'Europa è stata solidale"





Chi è Matthias  Fekl?

Classe 77' (un anno in meno di Anglotedesco).E' ministro del Co

mmercio estero in Francia.E' il primo ministro straniero della Francia moderna.E' un fervente socialista,legatissimo a Laurent Fabius.Se qualcuno è interessato a lui, giovedi 30 luglio sarà all'EXPO.

Be quando si tratta di aiutare le banche (e non i cittadini) l'Europa è molto generosa.Questo Fekl per far colpo sulla gente continua a parlare di interventi degli stati quando sa benissimo che la dittatura europea questo non lo permette.


da LA REPUBBLICA del 24 luglio 2015

"Abbiamo dimostrato che sopratutto nei periodi di grave crisi siamo in grado ai aiutarci, di crescere,di integrarci.L'Europa resta il grande continente della solidarietà.La Grecia è rimasta nella zona euro, e questo,per me, è anche frutto della solidarietà"

Il Trattato di libero scambio per il momento non esiste,è in una fase di discussione.Sono da sempre favorevole a quella che chiamo la "democrazia dei territori".Bisogna difendere le nostre scelte alimentari e il nostro modello di agricoltura in tutti i negoziati internazionali.E' una prerogativa essenziale per l'Europa.Alcuni importanti trattati possono essere stravolti se non c'è trasparenza.In una realtà economica dominata dalla globalizzazione diventa essenziale far sapere a tutti,cittadini e operatori, i termini del negoziato,non si possono nascondere come fossero un segreto"

"La Francia è per la difesa delle scelte dei cittadini.La globalizzazione senza regole e senza trasparenza significa azzerare un certo tipo di società, i modelli alimentari, la sovranità stessa dei popoli e degli Stati".

"Il mercato è essenziale.Ma ritenere che da solo possa portare il benessere,è illusorio.C'è bisogno di un ritorno della presenza dello Stato come espressione pubblica,sia a livello nazionale sia internazionale.L'importanza delle scelte politiche diventa quindi ancora piu vitale.Poche,chiare e semplici regole nel rispetto delle esigenze dei cittadini e degli attori produttivi dei diversi paesi.Ognuno deve essere protagonista del proprio destino".

venerdì 24 luglio 2015

MARIANO BELLA (Confcommercio):"Si possono risparmiare 23 miliardi all'anno"




Non è l'unico a dire queste cose.Nonostante ci sia una crisi micidiale,l'Italia resta un paese ricco dove i soldi comunque ci sono.Il problema è che è mal gestito e si spreca troppo...

da LIBERO del 23 luglio 2015-Mariano Bella risponde alle domande di Attilio Barbieri

"Ogni anno si possono tagliare 23 miliardi di spesa pubblica locale,prevedendo al contempo di investire 51 per migliorare i servizi pubblici,meno che scadenti in una buona parte d'Italia".

"C'è un grande risparmio potenziale, pari a 74 miliardi di euro...se si tagliasse tutta la spesa in eccesso si lascierebbe il Mezzogiorno ,con servizi pubblici orrendi.Ai prezzi lombardi servirebbero 51 miliardi investiti ogni anno fra quelli risparmiati,per migliorare il livello dell'offerta di pubblici servizi".

"In Lombardia il 17,5% dei bambini fino a due anni va in asili nido pubblici.Percentuale che scende al 2,5% in Calabria.In Lombardia le interruzioni nell'erogazione dell'energia elettrica per abitante sono 1,1 l'anno,in Calabria quasi 4.In Lombardia la percentuale di famiglie che dichiara interruzioni nella distribuzione dell'acqua è il 3,8% nel Lazio il 14,5 e in Calabria il 31%.Per non parlare poi dello smaltimento dei rifiuti.In Lombardia appena il 5,8% sul totale dei rifiuti urbani viene portato in discarica.Nel Lazio il 45,8% e in Calabria il 71%".

"Noi siamo per un taglio secco dell'Irpef anche se la priorità  deve essere quella di cancellare le clausole di salvaguardia.Con la rivoluzione copernicana annunciata da Renzi rischiamo di fare un pò di confusione sugli impegni già presi con l'Europa.Noi siamo felicissimi per la sforbiciata alle imposte anticipata dal presidente del Consiglio,ma nel prossimo triennio abbiamo già in agenda un taglio di spesa pubblica da individuare per neutralizzare le clausole di salvaguardia:56 miliardi in tre anni tra possibile aumento dell'Iva e nuove sforbiciate alla spesa.Piu altri 16 miliardi nel triennio legati a una clausola del 2013"

giovedì 23 luglio 2015

ROBERTO LAVAGNA:"Tra due anni la Grecia farà la fine dell'Argentina"




Partiamo dalle ultime cose dette da Roberto Lavagna a Filippo Fiorini. E' preoccupante ma dice la verità.In poche parole è proibito   aumentare la spesa pubblica e aiutare i ceti piu bassi (come ha fatto la Kirchner).La crescita va fatta con lavori precari, gente trattata come schiava con scarso potere d'acquisto e ovviamente, privatizzazione del mondo...

da LA STAMPA del 20 luglio 2015-Roberto Lavagna risponde alle domande di Filippo Fiorini

"Un debito impagabile e un tipo di cambio rigido.L'Argentina funzionava con una moneta bloccata in rapporto di "1 a 1" col dollaro e la Grecia è nell'euro.Poi,ci sono differenze enormi.L'Europa è un agglomerato potente e, con la volontà politica, si possono accomodare le cose.Atene ha anche un ruolo strategico nell'ottica del medio Oriente,che l'Argentina non aveva".

"Credo che senza una ristrutturazione importante del debito e riforme finalmente serie,il problema tornerà a presentarsi nell'arco di due o quattro anni".

"Ci voleva un'uscita temporanea dall'euro da parte della Grecia,attraverso una valuta propria,come a suo tempo fece l'Argentina.Poi,una volta migliorata la situazione,tornare all'euro".Schauble vuole che la Grecia esca dall'euro e credo si sbagli.Così facendo,ha danneggiato l'Ue nel suo insieme.Dato che la Grecia non può svalutare,deve introdurre una moneta che valga meno dell'euro e le permetta di tornare a essere competitiva.Quanto fatto finora non è servito a nulla.Nonostante lo sforzo,il Pil è caduto del 25% e il debito è cresciuto".

"Dopo il 2006 l'Argentina ha mirato verso il populismo:sussidi generalizzati ,spesa pubblica,impieghi statali.Li è finita la crescita.Se la Grecia lo evita,non avrà nulla da temere".


mercoledì 22 luglio 2015

JURGEN HABERNAS:"La Merkel ha ridotto la Grecia in un protettorato"




Be che l'Europa è comandata dalla Germania è una cosa certa, mi chiedo come mai prima della crisi scoppiata negli Usa, queste cose non si dicevano?

da LA REPUBBLICA del 18 luglio 2015-Jurgen Habermas risponde alle domande di Philip Oltermann

"L'accordo sul debito greco annunciato lunedi è dannoso sia come risultato che per il modo con cui è stato raggiunto primo, l'esito dei colloqui è sconsiderato anche considerando le condizioni capestro dell'accordo come la linea d'azione,non ci si può aspettare che queste riforme siano attuate da un governo che,per sua ammissione,non crede nei termini dell'accordo.Secondo,l'esito dell'accordo non ha senso in termini economici a causa della combinazione tossica di necessarie riforme strutturali a livello istituzionale ed economico con imposizioni neoliberiste, che scoraggiano totalmente una popolazione greca allo stremo e uccideranno qualunque impeto alla crescita.Terzo,il risultato dell'accordo significa che un Consiglio europeo impotente dichiara efficacemente il suo fallimento politico:la relegazione de facto di uno Stato membro allo status di protettorato contraddice apertamente i principi democratici dell'Unione europea.Infine,tale risultato è infausto in quanto costringere il governo greco ad accettare un fondo di privatizzazioni emminente simbolico e discutibile da un punto di vista economico non può che essere inteso come una punizione contro il governo di sinistra.E' difficile fare piu danni di così.Eppure il governo tedesco ha fatto questo quando il ministro delle finanze Schauble ha minacciato l'uscita della Grecia dall'euro,rivelandosi quindi spudoratamente come il supremo rigorista europeo.In quell'occasione,il governo tedesco ha per la prima volta affermato manifestamente la sua egemonia in Europa,è comunque così che è stato percepito nel resto d'Europa,e questa percezione definisce la realtà  che conta.Temo che il governo tedesco,compresa la sua fazione socialdemocratica,si sia giocato in una notta tutto il capitale politico che un Germania migliore aveva accumulato in mezzo secolo,e per "migliore" intendo una Germania caratterizzata da una maggiore sensibilità politica e mentalità post-nazionalista".

"Non sono sicuro delle vere intenzioni di Alexis Tsipras,ma dobbiamo riconoscere un semplice fatto:per permettere alla Grecia di rimettersi in piedi, devono essere ristrutturati i debiti che l'FMI ha ritenuto "altamente insostenibili".Malgrado ciò, sia Bruxelles,che Berlino,sin dall'inizio ,hanno persistentemente negato al premier greco l'opportunità di negoziare una ristrutturazione del debito.Alla fine,per superare questo muro di resistenze dei creditori.Tsipras ha cercato di rafforzare la sua posizione con un referendum,incassando un consenso superiore alle aspettative.Questa legittimazione rinnovata ha costretto la sua controparte a cercare un compromesso o sfruttare la situazione di emergenza della Grecia assumendo il ruolo ,ancora piu di prima,di rigorista.Sappiamo come è andata a finire".

martedì 21 luglio 2015

OTMAR ISSING:"Meglio fuori dall'euro"




Ma chi è Otmar Issing?
E' stato capo economista e membro del Direttivo di studi finanziari della Goethe-Universita di Francoforte

da IL CORRIERE DELLA SERA del 16 luglio 2015-intervista a  Otmar Issing di Danilo Taino

"Se il programma per la Grecia deciso dai governi supererà la settimana,dipende dai parlamenti.Piuttosto,dovremo vedere se, una volta approvato,funzionerà.C'è una lunga strada da percorrere prima che i soldi arrivino ad Atene.Il tutto è stato reso piu incerto dal fatto che Alexis Tsipras ha dichiarato che a quel programma non crede,anche se l'ha firmato"

"Molti economisti sono critici.D'altra parte,però, programmi di aiuto in Irlanda,in Portogallo,in Spagna hanno funzionato.E aveva iniziato a funzionare anche quello greco:nella seconda metà  dell'anno scorso la ripresa era iniziata".

"L'uscita di Atene dall'euro si doveva fare molto prima.Si sarebbe dovuto impiegare il denaro non per salvare le banche ma per sostenere direttamente la gente.Con aiuti concreti e riforme concrete,dal catasto alla ricostruzione di un sistema fiscale.Sono stati persi un sacco di soldi.E altri se ne perderanno:tutti sanno che il debito greco non è sstenibile.Quello è denaro  per gli europei,anche i Paesi piu poveri della Grecia,hanno perso".

"Se il debito lo tagli all'inizio la Grecia riprende a produrlo.In ogni caso le regole dell'Eurozona impediscono un taglio del debito.Sarebbe un finanziamento tra stati,vietato dai trattati, inoltre,cosa importantissima dopo un default sul debito la Bce non potrebbe piu fare operazioni di rifinanziamento con le  banche greche".

"Sto dalla parte di Wolfang Schauble.Se La Grecia uscisse dall'euro,faremmo una conferenza sul suo debito e la questione verrebbe risolta.Atene potrebbe essere aiutata comunque.Quello che mi preoccupa e che mi fa arrabbiare è che l'Europa è riuscita a fare l'opposto di quello che voleva:ha inasprito i rapporti tra Paesi,guardi cosa succede tra Germania e Grecia".

"Mi pare ormai chiaro che ora non c'è alcuna possibilità di creare un'unione politica.Si tratterebbe di cambiare i trattati europei,di andare incontro a molti referendum,alcuni Paesi come la Germania dovrebbero rivedere la costituzione.Ma in Europa sono tutti scettici."

"Negli anni 90' ,le svalutazioni della Lira italiana minacciavano l'esistenza del mercato unico europeo.Certo, se questa crisi va avanti cosi potrei essere costretto ad ammetterlo,che fu una cattiva idea".

"Io odio,quasi ,la leadership tedesca.Preferirei che gli europei si attenessero alle regole.Mi piacerebbe che anche in Italia lo si dicesse.Per il suo passato,alla Germania è troppo difficile essere leader quando sembra in quella posizione:guardi cosa succede in Grecia".


lunedì 20 luglio 2015

MARTIN SCHULTZ:"L'Unione ha superato la prova piu difficile"



Questo signore  fa il doppio gioco,uno un po sveglio e informato dovrebbe capirlo.Finge da stare dalla parte dei piu in difficoltà poi però si schiera con la dittatura delle finanza e incita alle misure di austerità perchè l'Unione è questo che vuole.
Non riesco ancora capire come il 25 aprile scorso un elemento del genere sia stato invitato a casa dei sette fratelli Cervi.

da LA REPUBBLICA del 17 luglio 2015-Martin Schulz risponde alle domande di Andrea Bonanni

"Sono che si sia riusciti ad allontanare l'Europa dal baratro.Non saremo mai dovuti arrivare a questo punto, ma l'accordo ha respinto il rischio Grexit e difeso l'integrità della zona euro.Ora bisogna  utilizzare il tempo ottenuto per evitare che in qualche mese non ci si trovi nuovamente sull'orlo del precipizio.Questo accordo dev'essere considerato come un punto di partenza.Nell'immediato è importante che tutti lo facciano proprio.Finora ho notato resistenze da entrambe le parti.Poi è anche chiaro che abbiamo bisogno di un cambio di passo importante perchè un'Europa che si limita ad "evitare il peggio" non va lontano.Abbiamo la possibilità e il bisogno di costruire una governance piu democratica per l'eurozona ho sempre difeso l'integrità dell'eurozona certo, durante il referendum mi sono esposto, ma semplicemente per sottolineare che con un "no",la posizione della Grecia non sarebbe stata rafforzata".

"Ho letto tanti pareri,di economisti e analisti  piu o meno illustri,che sostenevano con convinzione che Grexit avrebbe avuto un impatto marginale e che anzi avrebbe aiutato tutti rendendo quel che rimaneva dell'eurozona piu forte,e la Grecia piu competitiva.Rinnego fermamente questa tesi:la rinnego politicamente,economicamente e socialmente.L'euro è il simbolo dell'Unione ed è un progetto politico.Chi vuole la "reversabilità" dell'euro gioia con il destino dei cittadini di tutta l'Unione monetaria.La Grecia e l'eurozona pagherebbero un prezzo altissimo per l'incertezza introdotta,il possibile effetto dominio sui mercati si presentava già prossimità del voto sul referendum".

"L'accordo prevede riforme che sono necessarie per un'economia greca competitiva,trasparente e sostenibile per il futuro della Grecia.Le riforme sono mancate da troppo tempo ed è per questo che c'è una lista di riforme così lunga: non perchè ci sia un sentimento di rivalsa.La mancanza di fiducia è reale ed è un problema che dev'essere risolto presto.In mancanza di un vero governo economico per l'eurzona,l'Unione economica e monetaria doveva essere sostenuta da due principi: regole e fiducia.La crisi economica in Grecia e la mancanza di attuazione di riforme ha minato entrambi.La stretta sorveglianza prevista dall'accordo è tale perchè riflette fino a che punto solidarietà e fiducia si sono assottigliate e quanto lavoro è necessario per ricostruirle".

"Le posizioni nazionali hanno preso il sopravvento e questo ha ulteriormente minato la fiducia.La risposta all'acuirsi della crisi di questi giorni è avanzatre con rapidità per costruire una vera Europra politica ed economica ,per evitare che siano gli interessi nazionali e tenere sotto scacco il progetto europeo.Questo lo ha anche sottolineato il presidente Draghi".

"Rafforzano l'unione politica,per assicurarci che il parlamento possa essere il luogo in cui si sviluppa una vera e propria "politica economica" della zona euro basata su una democrazia transnazionale,e non piu semplicemente un'economia di sole regole spesso elaborate con procedure opache e complesse".

domenica 19 luglio 2015

IL FARMACOLOGO GARATTINI:"La cannanis fa danni anche dopo quindici anni"




Da leggere con grande attenzione.Be liberare la cannabis sarebbe l'ennesimo regalo alle grande multinazionali Quello che mi sorprende è che chi è a favore della legalizzazione della cannabis ,sono anche nemici delle multinazionali.
Chi è a favore della legalizzazione della cannabis vuole rendere milioni di persone apatiche,oltre al già rincoglionimento dovuto alla esagerata tecnologia e tv spazzatura.
Se la maggior parte dei medici è contrario alla legalizzazione della cannabis,un motivo ci sarà...


da IL SECOLO XIX -intervista al fondatore e direttore dell'istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri " di Milano SILVIO GARATTINI, di Giacomo Galeazzi

"La cannabis produce danni al sistema nervoso centralke anche 10-15 dopo l'assunzione regolare.Fa male sempre a tutti.Ma danneggia maggiormente i ragazzi perchè il loro cervello è in fase di sviluppo:le conseguenze sono ancora piu gravi e si registrano a distanza di anni.I dati scientifivi dimostrano che chi ha assunto regolarmente cannabis in periodo adolescenziale ha un'incidenza di problemi di tipo mentale notevolmente piu notevole piu elevata dei non consuimatori.I giovani che usano cannabis diventano piu frequentemente apatici e hanno maggiori difficoltà nell'apprendimento"

"Le malattie piu frequenti per i consumatori abituali sono sopratutto patologia legate al sistema nervoso centrale.La dipendenza psichica è documentata scientificamente.La cannabis ed elevata concentrazione di principio attivo è molto piu forte e ha effetti piu pesanti.Il consumatore non sa con quale preparato o varietà ha a che fare.Sono a rischio generazioni".

"Va contrastato l'uso specie nei soggetti in età giovanile.L'utilizzo costante crea gravi danni al sistema nervoso centrale.C'è una maggiore incidenza di fenomeni depressivi e psicotici nei consumatori di questo tipo di sostanze.Un allarme".

"Non ci sono ancora evidenze sufficienti per affermare l'efficacia e la sicurezza dei farmaci a base di cannabinoidi.C'è ancora molto da lavorare per capirne sia i benefici sia i rischi.Quando si parla di farmaci a base di cannabinoidi non si può fare riferimento a un "fai da te" che è assolutamente da evitare,bensì preparati in cui è stata studiata la riproducibilità del principio attivo,la qualità e la sicurezza.Non c'è certezza scientifica che i danni siano superiori ai benefici.Perciò trovo pericoloso che ogni Regione abbia le proprie regole nella gestione di queste terapie.E' un gioco la salute".

giovedì 16 luglio 2015

UMBERTO BOSSI:"Tornare alla Lira sarebbe un disastro per il NORD!




Questo è da girare a Matteo Salvini che continua dire che Umberto Bossi fu il primo a dar contro l'euro. A dir la verità è che proprio il "Senatur" nel 1999 credeva al progetto di moneta unica e voleva a tutti i costi la Padania nell'euro.
Per carità molte delle cose dette a Massimo Rebotti sono giuste,,ridicolo invece quando parla del centralismo romano,l'Europa non è che sia molto meglio...

da IL CORRIERE DELLA SERA del 14 luglio 2015-Umberto Bossi risponde alle domande di Massimo Rebotti

"Questa crisi può anche essere un'occasione per rimettere a posto.L'Europa così com'è non va bene,è chiaro,ma questa potrebbe essere l'occasione per rifare le regole.Se non succede,salta tutto per aria".

"Tsipras ne ha detta giusta una:che la crisi si è rivelata un affare per le banche tedesche e francesi.Per il resto è uno che ha vinto le elezioni,doveva risolvere i problemi ed era molto difficile".

"Monti ha fatto tante sciocchezze ha legato il Fondo salva Stati al pil.All'Italia è costato moltissimo,decine e decine di miliardi,per salvare l'Irlanda,poi il Portogallo,la Grecia...Ma tutto è iniziato dall'Irlanda,la chiamavano "la tigre celtica" si ricorda? Fatto così il Fondo salva Stati è stato un disastro e quel genio di Monti ha tante responsabilità.E anche Napolitano da quegli errori si è arrivati fin qui".

"Io non voglio litigare con Salvini.E non sono un mago per dire cosa succederebbe.Ma il nord,le imprese del nord ne uscirebbero distrutte.Se esce dall'euro cosa fai? Torni alla Lira? Non mi pare una buona idea:con la Lira rafforzi solo il centralismo romano".

"I tedeschi hanno fatto un discorso molto pratico e alla fine fanno sempre i loro interessi.Si sono dimenticati però di quando hanno usato i soldi italiani per salvare la Germania.Non si mette un Paese contro l'altro come è successo adesso, perchè così salta tutto.Se invece si cambia completamente il meccanismo, quel Fondo salva Stati che è l'origine dei mali, allora questa può anche essere un'occasione".

mercoledì 15 luglio 2015

ROUBINI:"Bene l'accordo,il Grexit sarebbe stato un disastro per Francia e Italia..




L'altra sera devo ammettere che Gianluigi Paragone mi è piaciuto molto contro Mario Monti anche se devo dare ragione all'ex premier per una cosa:i trattati europei sono stati firmati da tutti.Prendiamo tanto il superdiscusso Trattato di Dublino.Fu introdotto nel 2003.Chi c'era al governo in Italia quell'anno? Berlusconi con la Lega Nord e non mi ricordo una grande opposizione da parte dei leghisti come fanno adesso nei confronti degli immigrati.Martedi ho pubblicato un post dove Stiglitz diceva che se la Grecia uscisse dall'euro non sarebbe una cosa grave, oggi invece pubblico chi la pensa diversamente cioè Nouriel Roubini.Ormai ragazzi inutile girare la minestra, oggi il mondo è comandato dalla finanza e bisogna convincere loro, non c'è da sorprendersi di quello che viene chiesto alla Grecia per ricevere altri prestiti.
Penso che la gente debba imparare a farsene una ragione e cercare di organizzarsi.I soldi comunque ci sono,lo dice la Banca d'Italia,l'Ocse e il Credit Suisse.

da LA REPUBBLICA del 14 luglio 2015-Nouriel Roubini risponde alle domande Eugenio Occorsio

"E' un buon accordo? Diciamo che è buono il fatto che si sia raggiunto un accordo.In mancanza  di esso con la Grexit,le conseguenze sarebbero state devastanti,peggiori di quelle che erano prospettate.Sarebbe stata la fine dell'Eurozona.Non è vero che le misure di salvaguardia attuate dal 2012 avrebbero evitato il contagio sui Paesi in prima linea come l'Italia si sarebbe scatenata una bufera finanziaria senza precedenti,e poi le conseguenze si sarebbero estese alla Francia,alla stessa Germania.Per non parlare dei rischi geopolitici la Grecia,un Paese chiave nello scacchiere occidentale,membro della Nato,sarebbe finita nell'orbita della Russia,se non economica sicuramente politica,in un momento di foryissima aggrsssività di Mosca.E in un'Europa spaccata,col Medio Oriente in fiamme,si sarebbero accentuati problemi come la gestione dell'immigrazione per non parlare delle disuguaglianze".

"Tsipras si è rivelato non un leader socialdemocratico moderno come sembrava,ma un radicale di sinistra con cui ragionare non è semplice.Peggio ancora Varoufakis,che per fortuna hanno avuto il buon senso di estromettere dal negoziato.Indire un referendum a metà corsa,quando si stava pazientemente  raggiungendo un accordo punto per punto, è stato un rrore.I partner gliel'hanno fatto pagare severamente,e l'accordo raggiunto alla fine è peggiore di quello che era sul tavolo solo due settimane fa.Non solo ancora note le  technicalities operative del fondo da 50 miliardi,ma mi sembra una forzatura dall'incerto futuro.Ma il vero elemento di peggioramento,dal punto di vista greco,è il rinsaldarsi del potere della Troika,che come  avete visto nell'accordo deciderà anche sull'orario delle farmacie".

"Se pensano che la Grecia ha immediatamente bisogno di 7 miliardi per ripagare i debiti già scaduti o in imminente scadenza con l'FMI e la Bce,oltre a varie obbligazioni sparse per il mondo,di altri 5 entro metà agosto perchè scadono ulteriori rate,di 15-20 miliardi per ricapitalizzare le banche e permettere la riapertura,nonchè di un capitale  circolante per i bisogni primari di 15 miliardi l'anno sul medio termine,arriviamo subito nell'ordine degli 80-85 miliardi.Il problema sarà andare al di là dei meri fabbisogni finanziari impostare un cammino virtuoso di crescita,ridare fiato agli investimenti ,rilanciare il settore manifatturiero e l'export.Insomma passare da un modello basato sull'impiego e i servizi di Stato a una vera economia moderna di mercato.Però vorrei ricordare che tutto questo i greci avevano ampiamente cominciato a farlo,avevano fatto parecchie riforme,tagliato draconianamente pensioni e stipendi pubblici,rilanciando la produttività.Tant'è vero che erano addirittura tornati sui mercati internazionali.Tutto questo si era arenato per peso degli oneri finanziari,e i creditori continuavano a chiedere sempre piu massicce dosi di austerity.Sarebbe bastata una visione piu realista da parte dell'Europa,un rigore piu spalmato nel tempo,per evitare tutto questo dramma e questa dissipazione di risorse".


martedì 14 luglio 2015

L'Europa deve riscoprire Keynes...



Sono d'accordo con quello che ha scritto Yannis Siotos però con la caduta del muro di Berlino, difficilmente le politiche keynesiane si vedranno...

Yannis Siotos-I Avagi (traduzione l'Internazionale)

Si possono dare diverse letture del referendum,ma in tutti i casi resta valida una verità di fondo:le strade aperte da John Maynard Keynes e,dopo di lui,dagli economisti keynesiani non sono mai state cosi attuali:sempre di piu i cittadini si stanno rendendo conto che le ricette liberiste sono non solo inefficaci,ma anche "omicide".I milioni di greci che hanno detto no alle ricette dei liberisti,ispirate alla scuola di Chicago, ma anche i milioni di europei che li osservano a seguirli,sono la prova vivente di un fatto importante:la combinazione di politica monetaria del rigore" e ossessione per la disciplina di bilancio è un cappio al collo per molti e una fonte di guadagni per pochi, e ci porta a una via senza uscita.
La situazione non potrebbe essere diversa,dal momento che la risposta a ogni inefficienza del modello di Chicago è sempre la stessa:abbattere il costo del lavoro,diminuire la spesa pubblica e bloccare ogni intervento dello stato.Investimenti pubblici,finanziamenti mirati e stato sociale sono termini spariti dal lessico dei creditori.
Se qualcuno vuole proporre delle misure in questa direzione,Bruxelles si affretta a inserirlo nella categoria "pecore nere".Sotto questa prospettiva,la scelta di milioni di greci è una richiesta all'Europa di riscoprire Keynes e di tornare ai suoi insegnamenti.Gli elettori hanno detto "ora basta" e hanno bocciato l'attuale modello europeo di gestione dell'economia,non l'Europa.E poichè nessuno ormai può ignorare la potenza della loro voce,presto o tardi si moltiplicheranno i messaggi provenienti da tutta Europa,e specialmente dal suo del continente,perchè cambi la politica economica.
Gli europei devono ammettere che il patto di stabilità ,basato su una competitività ottenuta grazie alla svalutazione interna e alla diminuzione della spesa pubblica,conduce con precisione matematica alla creazione e alla diffusione della povertà.Per questo il patto dovrà essere rivisto.Il cinico darwinismo economico,applicato con sistemica coerenza e insistenza,ha fatto aumentare le disuguaglianze e provocato  enormi sconvolgimenti sociali, riportando l'Europa indietro di secoli.Il restringimento della classe media,l'emarginazione economica del lavoro dipendente e la sua organizzazione in termini di rigorosa specializzazione calvinista sono ormai una realtà che nessun europeo può ignorare.Il referendum greco  è la prova della distanza che separa i vertici europei dai cittadini.

lunedì 13 luglio 2015

JOSEPH STIGLITZ:"Non è la fine del mondo se la Grecia esce dall'euro"




Interessanti i dati che Stiglitz ha tirato fuori sulla Grecia dal 90' fino alla crisi.Questo dimostra che nonostante ripeto per l'ennesima volta ,l'euro è la moneta piu sbagliata del mondo, la causa è del crollo della Lehman Brothers.Anche con l'euro la Grecia fino al 2007 cresceva...

da LA REPUBBLICA dell'11 luglio 2015.Joseph Stiglitz risponde alle domande di Eugenio Occorsio

"Avete visto? Anche il FMI ha detto che il debito greco va ristrutturato.Ve lo devo spiegare io che quando ci sono piu creditori,il gioco è sempre quello di scaricare altri l'onere? Sono sicuro che come è stato in altri casi come l'Argentina,alla fine ristrutturerà anche il suo credito".

"La propaganda tedesca è riuscita a imporre l'immagine di una Grecia in disfacimento,un Paese talmente mal governato che merita solo di essere messo sotto tutela,anzi non riesce neanche a cavaesela nonostante sia stato generosamente aiutato.E' tutto il contrario:la è in queste condizioni a causa,non nonostante l'intervento europeo.E poi non è vero che è semifallita:dalla metà degli anni 90' all'inizio della crisi la Grecia è cresciuta piu della media dell'Ue,il 3,9% contro il 2,4 annuo".

"Di errori ne hanno fatti tanti i greci,piu però i precedenti governi conservatori che quello attuale,per inciso anche con la complicità di istituzioni come la Goldman Sachs.Ma il referendum non è stato un errore.Al contrario,ha dato piu forza a Tsipras,è stato il fattore che ha sbloccato il negoziato.E' partito un segnale forte e chiaro:il popolo greco non può andare avanti con l'austerity perchè rischia di essere strangolato per sempre.Sono sicuro che le cancellerie l'hanno recepito".

"La premessa è che è mancata la solidarietà europea.La generosità di cui parlano i tedeschi non è servita altro che a pagare gli interessi alle banche (tedesche).Ben altro serviva .E' una questione di gratitudine:la Germania ha distinto la Grecia per la seconda volta in un secolo,stavolta con la complicità della Troika,visto che la Bce non vuole adempiere alle sue responsabilità,la Federal Reserve deve creare una linea di credito speciale per la Grecia.Ho invitato poi agli americani ad andare in vacanza in Grecia a comprare prodotti greci,a dimostrare una volontà di aiuto incondizionato e un'umanità che gli agli europei sono mancate".

"Se la Grecia uscirà dall'euro non sarà la fine del mondo.Sarà uno shock per tutti, ma alla fine Atene si riprenderà,come l'Argentina che tra il 2003 e il 2008 ha avuto uno dei tassi piu alti di crescita del mondo.Sarà però la definitiva sconfitta dell'esperimento della valuta unica,disegnato e programmato malissimo.Oggi il Pil dei Paesi dell'euro sarebbe del 17% superiore nel complesso a quello che è.Per colpa della moneta unica".

domenica 12 luglio 2015

Quello che il Fondo Monetario Internazionale non dice...




Nel 2030 la Grecia dovrà fare i conti con un debito pubblico insostenibile ,anche se dovesse accettare il pacchetto di riforme e di tasse proposto dai creditori.Lo rivelano alcuni documenti riservati della BCE,del FMI e dell'Unione europea.I documenti confermano la tesi del governo greco secondo cui per una ripresa economica duratura il paese ha bisogno di una riduzione sostanziale del debito.Anche nel caso di una crescita robusta e ininterrotta per i prossimi quindi anni,il debito pubblico greco sarebbe al 118% del pil nel 2030,un livello insostenibile secondo l'FMI è di gran lunga superiore a quel 110% del pil fissato nel 2012 come obiettivo sostenibile.
Il debito greco attualmente al 175% del pil e il rapporto è destinato a crescere a causa della recessione secondo i documenti,quindi, servono "concessioni sostanziali per aiutare la Grecia a liberarsi del debito,anche se Atene ha già beneficiato di misure per la sua riduzione nei documenti non si spiega quali dovrebbero essere queste concessioni e non ci sono i dettagli di un terzo piano di salvataggio,che peràò viene dato per scontato.Da questi testi emerge che gli aiuti offerti rappresentano un finanziamento europeo disponibile per tutti gli stati dell'eurozona.Ma per poterne beneficiare,è necessario un confinamento del 15% che Atene non può permettersi.

da THE GUARDIAN-Alberto Nardelli

Uber odiata dai tassisti ma amata da Wall Street...




Il mondo  è comandato da Wall Street e dunque se Uber ha la sua benedizione...presto tornerà piu agguerrita di prima.Bisogna precisare alcune cose sull'articolo di Ferraris.Non è vero che chi solo ha la patente può guidare una macchina di Uber,per superare la prova per essere ammesso non devi avere precedenti penali, non devono averti mai ritirato la patente e la macchina non deve avere piu di 8 anni.
Sempre su Panorama Benedetta Arese Lucini ,general manager Uber Italia,dice:

"Ricerche ci raccontano cambiamenti su come si sta trasformando la mobilità:le nuove generazioni pensano all'auto come un servizio e non piu come un bene.Le nuove tecnologie rendono possibile la condivisione di un bene offrendo un servizio e non piu come un bene offrendo un servizio a chi non ne possiede e a chi decide di mettere a disposizione il proprio.E' stato stimato che un'auto costa al consumatore circa 7.000 euro all'anno,con la stessa cifra si potrebbe viaggiare anvche 80 volte al mese,3 al giorno,su un mezzo alternativo e condiviso.Queste sono tutte tendenze che Uber ha intercettato.Rispondiamo anche alle necessità delle città:in Italia ad esempio ci sono 40 milioni di auto, dimezzandole si libererebbero circa 180 milioni di metri quadrati, spazi verdi che potrebbero essere restituiti alla comunità.E' proprio il nostro obiettivo,togliere le auto dalle strade per città piu accessibili,a renderci tanto appetibili".
Se poi consideriamo che nelle nove maggiori città italiane ci sono 21.600 fra taxi e noleggi con conducente,quindi neppure tra ogni mille abitanti, è chiaro che un mercato liberalizzato rappresenterebbe una risorsa per tutti gli operatori del settore".


da PANORAMA 08/07/2015-articolo di Gianluca Ferraris

Sotto pressione per le proteste dei taxisti i contenziosi legali in tutto il mondo,Uber tecnologies prova a rompere l'accerchiamento e pianifica il suo sbarco in borsa,che secondo alcuni osservatori potrebbe avvenire fra l'ultimo trimestre del 2015 e la prima metà del 2016,verosimilmente a Wall Street.E' un pericolo decisamente caldo per la società californiana che controlla l'omonima app di prenotazione vetture con autista,e che all'inizio di giugno ha festeggiato il suo quinto compleanno.
La tensione è molto alta in Francia ,dove Parigi è stata  messa a ferro e fuoco giovedi 25 giugno dai taxisti che protestano contro il servizio UberPop,attraverso il quale ogni cittadino dotato di patente può in pratica trasformarsi in autista.Un servizio vietato dal governo francese ma che l'azienda ha invece continuato a offrire in attesa di una sentenza della magistratura.
La crescita degli avversari di Uber,tuttavia,è proporzionale a quella della valutazione societaria,che continua a raccogliere capitali d'investimento e ha ormai raggiunto,in base alle stime degli analisti,una capitalizzazione benchè virtuale,di quasi 50 miliardi di dollari,a fronte di un fatturato che al 31 dicembre 2014 superava di poco i 400 milioni.Il tutto in soli sessanta mesi di attività,troppo pochi per non far gridare al rischio bolla 2.0 .
Per dare un termine di paragone,Facebook nei primi 5 anni trascorsi dalla sua nascita era arrrivata a una valutazione di 16 miliardi,Twitter non superava i 9, l'E-comerce cinese Alibaba si era spinto al massimo a 36.Restando alle società internettiane non ancora quotate,Airbnb e Dropbox,coetanee di Uber,potrebbero raggranellare sui listini,secondo Bloomberg,non piu di dieci miliardi a testa.
Di sicuro non sentono puzza di bruciato i numeri degli investitori istituzionali che hanno pompato cash nelle casse di Uber nelcorso degli ultimi dodici mesi,e che sono allo stesso tempo causa ed effetto del su irrobustimento.
Qualche nome? Google, Ventures,Black Rock, Firts Round Capital e Goldman Sachs.Senza dimenticare l'Asia,dove il gestore di fondi Hedge cinesi Hillhouse ha il mandato di piazzare bond convertibili in azioni (a un prezzo scontato rispetto a quelllo di una potenziale Ipo) per oltre un miliardo di dollari.
Ecco perchè forse non si tratta,almeno non soltanto,di bolla speculativa a spingere in alto le stime c'è infatti un'oggettiva potenzialità di crescita del business di Uber,esportabile su scala mondiale senza necessità di grandi adeguamenti tecnologici e perfetta per invadere i mercati emergenti,con le loro taxi scassati non proprio adatti a traghettare i nuovi ricchi.Senza contare le possibili estensioni del servizio ad altre categorie collaterali  (in uno degli ultimi incontri con gli investitori si è parlato di elicotteri,ma anche di car sharing).
Anche se Uber non ha ancora parlato ufficialmente di quotazione,l'ipotesi piu credibile è che entro meno di un anno possa essere collocato tra il 25 e il 55% del capitale,equamente diviso fra la quota degli investitori piu esposti e quella (poco meno di un quarto del totale) ancora in mano a fondatori e dipendenti della prima ora.


venerdì 10 luglio 2015

FABRIZIO SACCOMANNI"Il debito pubblico non è il problema piu grosso"



In realtà il debito è un problema perchè con i trattati che i vari Paesi hanno firmato, il debito deve essere ridotto e costringendo i  popoli  ad altri enormi sacrifici.Saccomanni mesi fa diceva altre cose...


da IL FATTO QUOTIDIANO del 10 luglio 2015- Fabrizio Saccomanni risponde alle domande di Stefano Feltri

"La Grecia sembra disponibile a un programma che rimetta il Paese su un percorso di crescita sostenibile e che abbia una forma di riequilibrio degli oneri dal punto di vista sociale.Davanti al Parlamento europeo, Tsipras ha detto per esempio che il regime delle baby pensioni non può essere mantenuto.Ma alla Grecia serve anche un massiccio flusso di investimenti industriali".

"Il debito non lo considero una priorità.Quando il FMI dice che il debito non è sostenibile nel lungo periodo è perchè ipotizza di portarlo al 60% del Pil.Ci vorrebbero decenni.Ma l'obiettivo del 60& del rapporto tra debito e Pil dopo la crisi non lo persegue davvero nessuno.Quindi perchè  chiederlo soltanto alla Grecia?"

"I debiti nei confronti dei singoli Paesi creditori hanno scadenze molto lunghe,fino al 2021 non sono previsti rimborsi! E la durata media del debito greco è il doppio di quella italiana,con interessi di mezzo punto percentuale sopra l'Euribor.Sono di condizioni vantaggiose.Anche se,certo,si possono alleviare ancora".

"La Bce,finora,ha sempre  consentito aumenti dell'Ela,la liquidità di emergenza,sulla base delle dichiarazioni della Banca di Grecia,secondo cui la situazione economica locale non è fiorente,le banche hanno sofferenze in pancia ma questo non significa che sono insolventi.La paura della "Grexit",però, ha creato una crisi di liquidità".

EMMANUEL MACRON:"L'Eurozona in dieci anni sparirà se..."




Un altro che solo adesso scopre che l'euro è una moneta fallimentare e non quando i Paesi vi hanno aderito.L'euro lo detesto e spero che venga distrutto ma non è il male assoluto.Prima dello scoppio della crisi la disoccupazione era al 6,2%,dopo è arrivata al 13%.
La morte dell'euro coinciderà con l'arrivo al potere dell'estrema destra ;spero però che si sveglino i grillini..Al momento la soluzione sarebbe di creare una moneta alternativa all'euro per la spesa interna mentre tenere l'euro per gli affari esteri.Lo devono fare tutti i governi dell'eurozona.


da LA REPUBBLICA del 210 luglio 2015- Emmanuel Macron risponde alle domande di Carlos Yarnoz

"L'Europa vive un momento di verità storica.Nei nostri Paesi,perchè dobbiamo fare riforme per noi stessi e per l'Europa.In Francia certamente ,senza una Francia forte,non ci sarà una politica europea costruttiva di livello.E' il momento della verità perchè la zona euro mette a nudo le ambiguità che furono accettate dieci anni fa".

"Abbiamo condiviso una moneta mentre le divergenze economiche si allargavano.Le nostre economie si sono allontanate così come i nostri popoli.Dopo il no di Francia e Olanda alla Costituzione europea,dieci anni fa,non ci sono stati progressi significativi nell'Unione Europea.La crisi greca è il sintomo di un problema molto piu profondo.Il sintomo che la zona euro non ha i mezzi per arrivare fino in fondo.Non ha creato i meccanismi di solidarietà che devono accompagnarsi a una zona monetaria.E' un progetto politico che ha finito per essere solo un'area valutaria.Abbiamo messo in grande pericolo l'eurozona.L'uscita dall'euro della Grecia non sarebbe solo un errore economico,ma anche politico.Non fare tutto il possibile perchè la Grecia resti nella zona euro equivale ad accettare una retrocessione dell'Europa".

"L'Europa a due velocità esiste di già però io propongo un'Europa a due velocità.E aggiungo che continuare come adesso nella zona euro non è possibile.Non muoversi significa accettare il fatto che fra dieci anni l'euro cesserà di esistere.Il dibattito va fatto democraticamente.Se non facciamo in fretta,la zona euro si dissolverà.O andiamo oltre o tutto verrà giù.Lo status quo e l'ambiguità ci conoscono alla demolizione dell'eurozona".

giovedì 9 luglio 2015

CLAUDIA PINEIRO:"La Grecia faccia come la mia Argentina"




L'orgoglio che il popolo argentino ce l'hanno in pochi, c'è una voglia di  collaborare che non vedo da altre parti,basti pensare alle tante fabbriche portate avanti dagli operai.Be non è che l'Argentina ora se la passi tanto bene anche sganciandosi dal dollaro,viviamo in un mondo globalizzato e con la svalutazione della propria moneta, si è poco competitivi nei mercati internazionali.

da IL SECOLO XIX del 4 luglio 2015-la scrittrice argentina

Claudia Pineiro risponde alle domande di Paola Del Vecchio

"In Argentina non avevamo nessuna possibilità alternativa,mentre i greci hanno fatto proposte,che la Ue ha rifiutato.Ci furono due tappe del corralito.Una prima,nel novembre 2001,simile a quella introdotta in Grecia,quando ci lasciavano prelevare solo una quantità minima giornaliera.Sul piano personale,è quella che ho sofferto di piu.Molti pagamenti si facevano in contanti e questo complicava moltisimo il giorno per giorno".

"Il secondo corralito fu imposto alcuni mesi dopo ,quando il governo si appropriò dei depositi bancari.Ci diedero in cambio bonus da poter riscuotere dopo anni.C'era gente che aveva bisogno urgente del denaro o lo voleva semplicemente perchè nessuno voleva rinunciare ai risparmi di una vita.In una situazione di recessione profonda,molti persero il lavoro,molte aziende chiusero,tantissimi furono costretti a emigrare.Ma poi c'è stata una ripresa economica straordinaria".

"Della brutta esperienza della mia Argentina salvo la capacità che abbiamo avuto noi argentini di sopportarla con altri mezzi.Penso alla grande solidarietà che si è manifestata con il treque,il baratto di beni e servizi,che ci ha reso vicini,solidali e ci ha fatto tornare a una società non individualista,in cui ci guardavamo e ci aiutavamo k'un l'altro.E penso all'arte:non abbiamo mai avuto una tale fioritura artistica come durante il corralito,con il teatro ovunque,nelle case,nei garage,nelle stazioni".

mercoledì 8 luglio 2015

ANTONIO MARTINO:"Lasciamo fallire la Grecia"




Pubblico anche chi ha il coraggio di andare controcorrente e uno di questi è sicuramente il professore ed ex Ministro degli Affari Esteri del primo governo Berlusconi, Antonio Martino. Condivido su tutto tranne sulla California. Signori, l'Unione Europea non si può minimamente paragonare agli Stati Uniti d'America, ci sono dei sistemi troppo diversi a partire dalla banca centrale e dalla moneta.

da LIBERO del 3 luglio 2015-il professor Antonio Martino risponde alle domande di Sandro Iacometti

"La responsabilità fondamentale è dell'Europa.Dagli alti ideali del processo di unificazione economica,partito proprio in Italia grazie anche a mio padre,del cui lavoro sono molto orgoglioso,si è passati ad un meccanismo con cui redistribuire reddito da un paese all'altro.Fuori dai denti, per dare fregature ad alcuni Stati e vantaggi ad altri".

"La parola spread è inglese,ma non ho mai sentito un americano che si preoccupasse dello spread fra il tasso di interesse californiano e quello texano.Perchè a nessuno è mai venuto in mente che se la California non riesce a collocare i titoli di stato i texani li debbano comperare.La California fallisce e quelli che hanno i titoli se ne fanno una ragione".

"Quello che vale per il governo federale americano da oltre due secoli perchè non dovrebbe valere per l'Europa? Se la Grecia non può onorare i suoi debiti deve fallire,i titoli diventano carta straccia e quelli che li hanno comprati subiscono una perdita in conto capitale,del resto hanno lucrato sugli alti tassi di interesse per molto tempo.Vuol dire che gli andata male,hanno fatto l'investimento sbagliato".

"L'FMI è stato creato a  Bretton Woods con lo scopo di finanziare i Paesi in deficit per evitare che svalutassero la loro moneta,quando nel 1967 venne sciolto il Consorzio dell'oro e la convertibilità dei dollari in oro smise di essere pensabile, il Fondo avrebbe dovuto essere abolito.Invece fu mantenuto in vita,malgrado non serva assolutamente a niente tranne che a distribuire laute prebende a quelli che ci lavorano".

"Luigi Einaudi riteneva che la moneta unica avrebbe impedito agli Stati di pagare le spese pubbliche facendo stampare denaro alle banche centrali e dando vita alla piu iniqua di tutte le imposte che è l'inflazione.Ma quell'idea è stata tradita,perchè quello che sta facendo Mario Draghi con il Qe altro è che  monetizzare il debito degli Stati membri,una cosa non prevista dai trattati". 

martedì 7 luglio 2015

RENATO BRUNETTA:"Viva Tsipras!"




Considero Renato Brunetta molto competente in campo economico,ho letto alcuni suoi libri e li ho trovati interessanti.Bisogna però andarsi a rileggere (e in questo blog qualcuno ne   trovate basta digitare sul motore di ricerca anglotedesco renato brunetta) gli articoli scritti sul Giornale e trovate tante versioni diverse. Prima è a favore dei tagli poi li critica, adesso esalta Tsipras nonostante sia il suo esatto contrario.

da LA REPUBBLICA del 7 luglio 2015

"E referendum su quest'Europa sia,anche in Italia.Perchè non potremmo tenerlo anche qui? Sui trattati internazionali ad oggi non è possibile.Ma è stato possibile in Francia sulla Costituzione europea.E sarà possibile in Gran Bretagna sulla permanenza nell'unione.Siamo in fase di revisione della Costituzione italiana,non esiste alcun tabù.E adesso che la Grecia ha rimesso in discussione questa Europa della burocrazia e del rigore,tutto è possibile".

"Renzi dovrebbe tacere.In un anno e mezzo di governo non ha toccato palla in Europa,nonostante il semestre di presidenza:su immigrazione e terrorismo.Ucraina e ora Grecia.Zero.Fino alla cena con cui Hollande e Merkel hanno deciso la linea da imporre ai partner.Come sempre.Il nostro c'è e se c'è dorme".

"Il premier greco ha detto no alla cattiva Europa del rigore a guida teutonica.Dunque,nessuno scandalo, viva Tsipras.La Merkel non può pensare di far fuori governi legittimi.Con noi la signora c'è riuscita,con la Grecia c'ha provato ma senza riuscirci".

"A Matteo Renzi ho mandato una lettera con suggerimenti:archiviare le misure sangue,sudore e lacrime perchè si sono rivelate sbagliate e inefficienti ;rilanciare le quattro unione bancaria,economica,di bilancio e politica; incalzare la Germania perchè dimezzi  il suo surplus che oggi, è al 7%;lanciare in grande piano di investimenti da mille miliardi.Ma Renzi non ha mai risposto".

lunedì 6 luglio 2015

Il giorno dopo il referendum greco.Paul De Grauwe e James Galbraith



PAUL DE GRAUWEE:

"Certo,qualche preoccupazionwe il voto lo genera,ma nel complesso vedo davorevolmente la vittoria del "no" perchè rende possibile la ripartenza del negoziato su basi piu equilibrate.Finora le trattative erano condotte in modo troppo asimmetrico ,con la Grecia sul banco degli imputati e nessuna volontà,almeno in apparenza,di porre fine alla micidiale e immotivata austerity che ha messo in ginocchio il Paese.Questo voto dovrà servire da sprone per riconsiderare la situazione su basi piu realistiche partendo da un semplice quanto accurato presupposto:la Grecia,che ha  già fatto molte riforme e fin troppi sacrifici,ha bisogno di un'iniezione di denaro per poter ripartire.Però attenzione che non sia,come nel passato,denaro che con un bizzarro percorso circolare finisce nelle tasche delle banche e non del popolo greco.Le banche,così come gli altri creditori compreso l'FMi,devono rinunciare per un tempo abbastanza lungo alle loro spettanze,e la Bce deve riprendere a finanziare l'economia greca: potenziando le forniture d'emergenza e riattivando l'acquisto dei bond greci come garanzia per il rifinanziamento  del paese.E' il cosidetto "waiven",cioè l'eccezione alla regola che vieterebbe alla Bce di comprare titoli con un rating insufficiente.Se la sono data da soli questa regola,così come è arbitraria l'esclusione della Grecia dal quantitative easing.Sono tutte manovre strumentali,non previste da nessun trattato,che la Bce,eccedendo dal proprio ruolo,ha intrapreso su suggerimento dei governi piu intransigenti".

JAMES GALBRAITH:

"La risposta del popolo greco era l'unica possibile.Pensare che il popolo volesse continuare a piegare la testa di fronte a una politica ingiusta,sbagliata e vessatoria,era una follia.Ora  speriamo che tanto per cominciare il FMI e BCE si facciano da parte e tornino a fare il loro mestiere.La BCE è nata esclusivamente per vigilare sulla stabilità monetaria,non per seminare instabilità e sofferenza,e spero che Mario Draghi tornando a casa la sera ora ritrovi la dignità per  guardare in faccia i suoi figli.E' imperdonabile aver centellinato i fondi d'emergenza alle banche greche quando queste fanno ancora parte a pieno titolo dell'eurosistema.Devono trovare l'articolo statuario che impone di comportarsi così a mostrarmelo.Non è stato un voto contro l'euro,come si erano improvvisamente affrettati a dichiarare Holande,Merkel,Juncker,Renzi.Questi leader trovino finalmente la statura necessaria per affrontare una situazione così grave,che può avere solo una risposta politica e non può essere demandata alle istituzioni tecniche.Ora si deve tornare subito a trattare su una base finalmente chiara: i greci sono disponibili a fare concessioni,ma vogliono almeno che gli venga riconosciuto il diritto di essere loro a stabilire come articolare  il programma,una volta fissati concordamente gli obiettivi.La verità è che l'establishment europeo ha cercato di liberarsi di Syriza,e ha confidato che il popolo greco accettasse questa via.Ma il popolo ha reagito con immensa dignità e coraggio".

da LA REPUBBLICA del 6 luglio 2015

Convegno EURO O LIBERTA'? Salvini:Tsipras? Un ipocrita!







Interessante convegno sabato scorso a Milano in un caldissimo (senza aria condizionata)Palazzo Marino sull'euro organizzato dal leader della Lega Nord Matteo Salvini.Presenti i soliti economisti vicini a lui come Claudio Borghi Aquilini che si candidò a presidente delle regione Toscana e poi un Alberto Bagnai più nervoso del solito e che ha specificato che sulla questione immigrati non è d'accordo con Salvini ma ritiene l'ex frequentatore del centro sociale Leoncavallo,l'unica opposizione credibile al Pd e coloro che sono servi della dittatura europea.

Oggi MATTEO SALVINI sul Corriere della SERA (articolo di Marco Cremonesi)

"Quando arriveremo al governo,l'Europa avrà di che incazzarsi davvero.Si aprirà subito un altro scontro alla Tsipras ma l'Italia,con tutto il rispetto,non è la Grecia".

"Credo che ora Forza Italia debba dire qualcosa.Un suo silenzio non sarebbe comprensibile.Il centrosinistra,sull'Europa,non può che andare in ordine sparso.se invece vogliamo costruire tutti insieme un centrodestra modello Cameron,o modello Orban,questo è il momento".

"Tutte le ultime elezioni nell'Unione sono state assolutamente salutari.Dalla Spagna alla Polinia,dalla Danimarca alla Finlandia.Ovunque si sia democraticamente votato,le sfumature potranno essere state diverse,ma il voto è stato identico:basta ai diktat.Basta alla disoccupazione.Si al lavoro".

"Lei sa qual'è il numero piu spaventoso che segna questo periodo? E' quello delle nascite in Italia.Anzi,è il saldo tra i nati e i morti.Che è esattamente quello del 1997.Ma qui non c'è stata la grande guerra.E' bastato l'euro e questa Europa a togliere la fiducia nel futuro e la voglia di fare bambini".

"Destra e sinistra? Etichette superate.Certo:con le vecchie categorie la Lega sarebbe di sinistra.Noi pensiamo che ci sia un diritto al lavoro e siamo dalla parte di chi vuole,il diritto di curarsi.Dall'altra parte,c'è lo spread.C'è la finanza.Ci sono le direttive".

"Non ho intenzione di mettermi la maglietta di Tsipras.Certo,è stato coraggioso.Ma non è l'eroe due due mondi.Anzi,lo trovo ipocrita.Non vuole andare fino in fondo.Vorrebbe rimanere nell'Ue per continuare a ciucciare i soldi.Non soltanto senza pagare il debito,ma anche senza mettere in discussione i trattati.Ripeto l'Italia non è la Grecia:noi paghiamo ,loro ciucciano".

Interessante anche l'intervento di Luciano Barra Caracciolo sui trattati europei ecc ecc.Comunque guardate i video:
















domenica 5 luglio 2015

ISIS.Intervista al magistrato dell'Antiterrorismo




Ormai dei trattati europei,dell'euro, ho imparato tutto,ora mi dedicherò alla lettura dei libri sull?isis.Già ad aprile ho cominciato con lo splendido libro scritto da Anna Erelle:"NELLA TESTA DI UNA JIHADISTA" e il prossima sarà quello di domenico uirico:"IL GRANDE CALIFFATO".
Tutto questo è sicuramente legato all'argomento economia ,c'è una situazione drammatica (ceti medio-bassi)in ogni angolo del mondo e questo ti spinge a metterti l'uno contro l'altro.


da IL SECOLO XIX -Anna Canepa, magistrato della procura nazionale antimafia e antiterrorismo, risponde alle domande di Matteo Indice

"Sostenere lo stato islamico,anche soltanto con il progetto concreto di entrarvi (la famiglia Sergio aveva messo in vendita i mobili di casa e preparato i passaporti ndr) significa automaticamente sostenere il terrorismo e i crimini contro l'umanità.Il comportamento dell'Isis,che si dà come missione l'attacco ad altri stati con le modalità che sono sotto gli occhi di tutti,è terrorismo.Perciò credo che quegli arresti siano giustificati,sebbene l'aspetto secondo me piu importante dell'indagine sia un altro."

"Si dimostra senza ombra di dubbio il carattere transnazionale dell'arruolamento,un'attività in atto contemporaneamente verso piu nazioni.Si palesa quindi l'urgenza di armonizzare la legislazione in materia fra i vari paesi, in primis la definizione di "finalità terroristica".

"Sui reati di opinione occorre essere cauti.Ripeto:stiamo attenti a non arretrare dalla nostra civiltà giuridica,non dimentichiamoci da dove veniamo,la Costituzione fu comcepita dopo che l'Italia visse sotto dittatura fascista".

"La nuova direzione nazionale antiterrorismo fa parte della Procura nazionale antimafia e ne capitalizza le esperienze positive,in primis con una banca dati centralizzata su tutte le indagini in corso in Italia.Le organizzazioni terroristiche sono assimilabili alle associazioni mafiose.E per contrastarle vanno utilizzati gli strumenti giuridici usati contro la criminalità organizzata".

"Non dobbiamo arretrare,ma rendere piu efficace il contrasto.Le intercettazioni preventive sono uno strumento legale se autorizzate da un pubblico ministero,e non hanno valore processuale.Possono rilevare notizie di reato e il loro contenuto va successivamente distrutto.Così si contemperano le diverse esigenze delle persone,in materia di sicurezza e privacy personale.Giuliano Delnevo,morto per combattere in Siria:evidentemente certi contatti erano arrivati anche qui".

venerdì 3 luglio 2015

THOMAS PIKETTY: "L'unica soluzione è la ristrutturazione del debito"




Prosegue la mia raccolta di interviste ai piu grandi esperti di economia del pianeta e su quello che pensano sulla situazione greca in vista del referendum di domenica prossima.
Sarebbe un grave errore se il FMI o il governo tedesco pretendessero da Atene misure fiscali piu severe rispetto a quelle proposte il 22 giugno dal governo greco.In realtà alcuni dei provvedimenti fiscali inclusi in quel piano sono controproducenti.Invece di essere uno strumento per ridistribuire equamente la ricchezza,le  nuove tasse avranno un impatto orizzontale,colpendo diversamente chiunque contribuisca all'economia reale del paese l'insistenza del governo nel difendere il settore pubblico e il suo rifiuto di affrontare il problema principale,cioè la riforma della previdenza sociale,sono sfociati in una devastante aumento delle tasse.Questo approccio potrà anche piacere agli elettori di Syriza,ma sta danneggiando l'economia greca.Se i creditori internazionali avanzano nuove pretese,la Grecia avrebbe grosse difficoltà a evitare un ulteriore scivolamento nella recessione".

da LA REPUBBLICA del 3 luglio 2015-Thomas Piketty risponde alle domande di Anais Ginori

"Sbaglia chi crede che l'espulsione di un Paese sarà un modo per disciplinare e stabilizzare l'eurozona.Quelli che pensano così sono degli apprendisti stregoni.Siamo vicini alla catastrofe,il Grexit significa aprire un vaso di pandora.' un errore drammatico,storico:non alcuna strada che la ristrutturazione del debito".

"Il piano proposto dai creditori provocherà recessione ,quindi se dovessi pensare solo al bene della Grecia,la risposta dovrebbe essere chiaramente no.Ma vedendo la violenza della minaccia di espulsione dall'eurozona preferita dagli  europei e la politica di asfissia della Bce,capisco che molti greci siano tentati dal votare si".

"Sono convinto che le minacce dell'Europa non siano davvero credibili:qualsiasi sia l'esito del referendum,i Paesi europei dovranno rassegnarsi a sedersi di nuovo al tavolo dei negoziati con il governo di Atene"

"Nel 2012,i dirigenti europei avevano promesso di impegnarsi su una ristrutturazione del debito greco appena il Paese fosse stato in una soluzione di avanzo primario del bilancio statale.Nel 2014 il governo greco ha ottenuto questo risultato ma i dirigenti europei hanno tradito la loro promessa.E' questo tradimento che ha provocato a dicembre la caduta dell'esecutivo e poi l'arrivo al potere di Syriza nel gennaio scorso".

"Le conseguenze di un eventuale Grexit sarebbero negative per tutti è il motivo per cui Renzi e Hollande dovrebbero prendere piu apertamente posizione contro un Grexit e indicare una via d'uscita dalla crisi:bisogna convocare una conferenza che permetta di avviare la ristrutturazione dell'insieme dei debiti pubblici del passato per poter investire sul futuro.La Germania,che non ha mai rimborsato i suoi debiti durante il xx secolo,potrebbe prendere ispirazione dalla propria storia.E poi creare un parlamento dell'eurozona con rappresentanti delle camere nazionali in proporzione alla popolazione di ogni Paese,che possa regolare in modo democratico il livello prefissato di deficit e investimenti pubblici,avendo anche la supervisione dell'unione bancaria di stabilità.La crisi ha dimostrato l'opacità e l'inefficacia delle attuali istituzioni europee".


giovedì 2 luglio 2015

ROMANO PRODI;:"La Grecia non uscirà dall'euro"




Non poteva mancare l'opinione di uno dei piu grandi ultrà della moneta unica, dei paesi che devono cedere totalmente la sovranità economica ai mercati.Ha un bel coraggio a parlare di Grecia che ha truccato vergognosamente i conti per entrare  nell'euro..E l'Italia cosa ha fatto? Sbaglio professore o è anche lei uno di quelli che ha voluto questo?
Intanto se la Grecia esce dall'euro,per l'Italia ci sono danni da 70 miliardi,fate voi...

da LA REPUBBLICA del 2 luglio 2015-Romani Prodi risponde alle domande di Andrea Bonanni

"Comunque vada a finire il referendum,il danno di una uscita della Grecia dall'euro sarebbe troppo grande.Si troverà un compromesso.Se tutto il mondo,da Obama ai cinesi continua a ripeterci che bisogna trovare un accordo,vuol dire che c'è il diffuso sentimento di una catastrofe imminente che occorre evitare ad ogni costo".

"La Grecia non affonderà l'euro,perchè si farà un accordo.Ma il pericolo è reale.Proprio perchè la crisi è cos' piccola,un fallimento sarebbe clamoroso.Una istituzione che non riesce a governare un problema minuscolo come la Grecia che fiducia può dare sulla sua capacità di gestire un problema piu grosso? Oggi non è all'orizzonte,ma tutti sappiamo che,prima o poi arriverà.E lo sanno anche i mercati.L'uscita della Grecia non sarebbe tanto un danno economico,quando un vulnus alla credibilità politica dell'Europa.E' urgente preparare le istituzioni ad affrontare gli eventi futuri,altrimenti non sono sicure ne credibili.Purtroppo le istituzioni europee sono un pane cotto a metà.Per questo non sono in grado di affrontare le crisi che ci aspettano ,nè di affermarsi nel mondo".

"Fin dall'inizio si sapeva che la Grecia non avrebbe mai potuto restituire per intero  il suo enorme debito.Un compromesso di buonsenso,all'inizio di questa crisi, sarebbe stato un taglio del debito sopportabile per i creditori e l'imposizione di una austerità sopportabile per i greci.Ma non è successo perchè hanno prevalso logiche nazionali:gli estremisti di Tsipras da una parte,e i bavaresi dall'altra. Cosi si è continuato a pasticciare.Che cosa c'entra il Fondo monetario internazionale (FMI)? Perchè abbiamo trattato un paese  dell'Ue alla stregua di Portorico? Se l'Europa non sa risolvere da sola un problema piccolo come quello greco,a che serve l'Europa? La verità è che, quando non si vogliono prendere le proprie responsabilità politiche,si cerca di scaricare su strutture teoricamente tecniche.Tsipras ha approfittato della tragica caduta dell'economia per vincere le elezioni sulla base di un programma assolutamente irrealistico,facendo promesse impossibili.E questo è successo perchè si sono eliminate le posizioni di mediazione come quella di Papandreou".

"Manca una vera autorità europea.La Grecia è arrivata nell'euro perchè ha potuto ingannare vergognosamente sui  dati reali della propria economia grazie al fatto che Francia,Germania e Italia avevano rifiutato il doveroso controllo europeo sui bilanci,magari affidato alla Corte  dei conti.Se ci fosse stata una forte autorità federale,probabilmente Atene non sarebbe mai entrata nell'unione monetaria,o sarebbe entrata ad altre condizioni.Invece noi non abbiamo voluto un'autorità federale.Abbiamo delegato ogni potere ai leader nazionali,che sono ostaggi dei loro problemi di politica interna.Occorre creare una vera e forte autorità europea,che è stata continuamente messa in un angolo dai governi nazionali.E' chiaro che,dopo il referendum,quale che sia il risultato,si deve fare un balzo in avanti.E non è solo la crisi greca che ce lo chiede.Guardi all'Ucraina,guardi all'immigrazione.L'Europa non riesce ad avere un ruolo autonomo e forte.Così non può continuare.Questo secolo sta distruggendo il piu bel progetto che era sbocciato dalle macerie del secolo precedente.Dobbiamo impedirlo".

mercoledì 1 luglio 2015

VERONICA DE ROMANIS:"La Germania non vuole far uscire la Grecia dall'euro"




Ricordiamoci che Veronica De Romanis è sposata con Lorenzo Bini Smaghi anche lui ultrà di questa Europa e della moneta unica e, come un bel po  di gente,ha scritto libri dove critica il modello europeo.Certo la Germania ha tutti gli interessi di tenere dentro la Grecia nell'euro, sa che se dovesse uscire lei,dopo potrebbero seguirli altri paesi e poco alla volta perdere la leadership.

da IL CORRIERE DELLA SERA del 30 giugno 2015-Veronica De Romanis risponde alle domande di Stefania Tamburello

"Non c'è mai stato un ostacolo Germania nei negoziati tra i Paesi dell'eurozona e la Grecia.A lasciare il tavolo è stato il premier ellenico Alexis Tsipras,lo strappo lo ha fatto lui ed è lui ad avere ora in mano l'iniziativa".

"Le istituzioni e gli altri Paesi europei si sono mossi nel rispetto delle regole e delle procedure,mentre i greci hanno fatto di tutto per tirare alle lunghe.Hanno fatto proposte e poi si sono tirati indietro,rimangiandosi anche le riforme avviate dal governo precedente".

"Angela Merkel ha sempre messo in risalto il valore politico del progetto dell'euro che non può essere indebolito dall'uscita di un Paese.Si è spesa personalmente con chi in Germania non la pensa così,anche all'interno del suo stesso partito contestando la cosidetto teoria della catena.Quella che descrive l'unione monetaria come una catena formata da tanti anelli destinata a rafforzarsi se viene tolto l'anello piu debole,cioè,in questo caso,la Grecia".

"E' stato il gioco delle parti.Non è non è mai stato nell'interesse della Germania far uscire la Grecia dall'euro.Nei negoziati direi che l'interlocutore piu severo è stato il FMI.In ogni caso è chiaro che ci sono delle regole e che nel decidere bisogna dosare solidarietà e responsabilità;la Germania non si è mai tirata indietro nella ricerca del compromesso.Al pari degli altri Paesi,da quelli cosidetti virtuosi,attenti alle regole, a quelli che sono usciti da programmi di aiuti con sacrifici e sono in vista delle elezioni politiche,come Spagna e Portogallo,a quelli piu poveri come l'Estonia e la Lituania che per entrare nell'euro ha dovuto prima pagare la sua quota,60 milioni,di prestiti alla Grecia".