Anglotedesco

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martedì 30 giugno 2015

COSTAS LAPAVITSAS (Syriza):"Vogliono ricattarci"




Cerchiamo di parlare seriamente:in quanti avrebbero scommesso che Tsipras avrebbe risollevato la Grecia? Basta ad andarsi a rileggere le sue dichiarazioni, voleva sperare che la dittatura europea diventasse piu buona.Il referendum non serve a nulla perchè l'Europa non li accetta, a questo punto c'è solo il default...

da LA REPUBBLICA del 30 giugno 2015

"L'intromissione di Juncker sul referendum è l'ultima prova che la Troika continua a ricattare la Grecia.Atene deve votare "no" e voltare pagina.L'addio all'euro? Qualsiasi cosa,per quanto dolorosa,è meglio di un'altra overdose di austerità imposta da Ue,Bce e Fmi".

"La scelta del referendum è stata una mossa necessaria.E le reazioni scomposte del presidente della Commissione Ue di queste ore lo confermano.Il governo non aveva altre opzioni per preservare il proprio capitale di credibilità politica.E' imbarazzante che dopo cinque anni di austerità e con i risultati di questa politica sotto gli occhi di tutti,l'Europa non trovi di meglio che riproporre,esattamente la stessa ricetta."

"Lo stato di salute delle nostre banche è disperato.Ma mi pare evidente che l'eurogruppo sta provando in questi giorni a creare le condizioni per un cambio di governo ad Atene e che ci siano nel Paese altre forze,parlo dei ricchi oligarchi e dell'elite finanziaria,che ,lavorano in questa direzione".

"L'importante è che vinca il no.Poi si dovrà trovare un nuovo sentiero con Ue,Bce e Fmi.E' probabile che avremo periodi di difficoltà,come pure ci sia la necessità di nazionalizzare le banche.Meglio però di un'altra dose di austerità inflitta dalla Troika.Non voglio parlare dell'uscita dall'euro se no dicono che sono ossessionato su questo tema.Spero che Syriza lavori a soluzioni di discontinuità rispetto a un passato che non è piu proponibile".

"I primi cinque mesi di Tsipras sono stati difficilissimi.Sono stati messi in condizioni di non operare,ricattati dalle istituzioni che hanno creato artificialmente la crisi di liquidità per tenerci sotto scacco.Avremmo potuto giocare meglio le nostre carte,ma sono comunque contento di una cosa: abbiamo dimostrato che siamo un partito diverso rispetto a quelli che hanno governato il Paese negli ultimi 40 anni".

lunedì 29 giugno 2015

Paul Krugman e Thomas Piketty commentano la situazione greca




Sono proprio di vedere se la Grecia uscendo dall'euro,riuscirà a rifiorire.Sopratutto vedere un muratore,falegname, parrucchiera e altri del ceto medio-basso, avere un potere d'acquisto sufficiente per vivere degnamente.Io ho i miei dubbi.
Condivido sia quello che scrive Krugman che Piketty,sopratutto le forti critiche alla Germania.Però c'è una cosa da far notare:fino al 2007 (in Italia la disoccupazione era al 6%) ,prima del crollo della Lehaman,l'euro non era così malvagio...

da LA REPUBBLICA del 29 giugno 2015

PAUL KRUGMAN:

"Da oggi ogni monito riguardo a un'imminente frattura dell'euro si è dimostrato infondato.A dispetto di quanto affermato in fase di campagna elettorale,i governi credono alle richieste della Troika,e parallelamente la Bce interviene per calmare i mercati.Tale dinamica ha permesso di tenere insieme la moneta unica,ma ha al tempo stesso perpetuato un'austerità profondamente distruttiva:non lasciate che qualche trimestre di modesta crescita metta in ombra l'immenso costo di cinque anni di disoccupazione di massa ho l'impressione che la Troika si aspettasse,o quanto meno si augurasse,che nel caso della Grecia la storia si sarebbe ripetuta:o Tsipras avrebbe preso come al solito le distanze dalla maggior parte della propria coalizione,trovandosi probabilmente obbligato a stringere un'alleanza con il centrodestra,o il governo Syriza sarebbe caduto.Cosa che infatti potrebbe ancora accadere.

Tuttavia Tsipras non sembra per ora disposto a lasciarsi cadere sulla propria spada.Anzi;di fronte all'ultimatum posto dalla Troika ha indetto un referendum sull'opportunità di accettarlo o meno.La sua scelta produrrà certo grande preoccupazione e numerose dichiarazioni sul suo scarso senso di responsabilità ,ma in realtà egli sta facendo la cosa giusta.


THOMAS PIKETTY (dialogo con Roberto Brunelli)



"I conservatori stanno ad un passo dal devastare definitivamente  l'idea europea,e lo fanno per colpa di uno spaventoso deficit di memoria storica.In particolare per quello che riguarda i debiti.Proprio la Germania di oggi potrebbe capire il significato di quello che sta accadendo dopo la guerra Gran Bretagna,Germania e Francia soffrirono di una situazione debitoria peggiore di quella della Grecia di oggi.La prima lezione che dovremmo trarne è che ci sono molti modi per saldare dei debiti:e non solo uno,come Berlino vorrebbe far intendere ai greci".

"Quando sento i tedeschi dire che si sono mossi solo dall'etica e che sono fermamente convinti che i debiti debbano essere pagati,penso ma questa è una barzelletta? La Germania è esattamente il paese che non ha mai onorato i suoi debiti,nè dopo la prima nè dopo la seconda guerra mondiale.Se la Germania nel secondo dopoguerra realizzò il boom,fu proprio grazie al fatto che i suoi debiti furono abbattuti,cosa che oggi neghiamo come ferocia ai greci".

"Sarà l'inizio di una lenta agonia nella quale sacrificheremo all'altare di una politica debitoria irrazionale il modello sociale europeo,persino in termini di democrazia e civilizzazione".

domenica 28 giugno 2015

IAN BREMMER:"L'Europa rischia di piu,non sa affrontare le migrazioni"




Caro Bremmer,non solo in Siria,Yemen ,Iraq e Libia ci sono disoccupati ma in tutto il mondo le fasce piu deboli stanno soffrendo e sono arrabbiate.C'è un solo colpevole:la finanziarizzazione dell'economia. Purtroppo la gente è ignorante e non lo capisce.In Europa si da la colpa agli immigrati, i musulmani danno la colpa ai cristiani e viceversa, l'Isis fa attentati contro persone che non contano nulla perchè li ritengono colpevoli.
Ovviamente in questi giorni Matteo Salvini è un fiume in piena...d'ignoranza.Bisogna chiudere le frontiere e non far piu entrare nessuno per evitare che arrivino i terroristi.Ok, siccome nelle prime 5 organizzazioni criminali al mondo c'è l'Ndrangheta (poi ci sono anche Camorra,Mafia,Sacra Corona Unita),fossi Gran Bretagna,Francia, Germania e il resto d'Europa ,chiuderei le porte agli italiani ,lui compreso.Poi voglio vedere come la prenderebbe...
Finchè a comandare il mondo saranno i mercati, sarà sempre peggio e i ceti medio-bassi continueranno a scagliarsi l'uno con l'altro...


da IL CORRIERE DELLA SERA DEL 27 giugno 2015-Ian Bremmer risponde alle domande di Massimo Gaggi

"Quello che è accaduto in poche ore in tre continenti,Europa, Africa,Medio Oriente, è orrendo, lo so, ma è una realtà alla quale,purtroppo,dovremo abituarci.Probabilmente le cose in futuro andranno ancora peggio perchè nell'area del mondo che genera questa violenza terrorista ci sono quattro Stati falliti,Siria,Yemen,Iraq e Libia,stremati dalla violenza endemica e dalla disoccupazione di massa che spingono i giovani nelle braccia dei jihadisti.E i governi delle nazioni sunnite non stanno facendo nulla di veramente efficace per arrestare questo massiccio proselitismo".

"L'America non si sta ritirando.Semplicemente è cambiata la sua strategia:non fa piu il gendarme del mondo, ma si limita a perseguire i suoi interessi.Nella lotta contro il terrore come in diplomazia.Promuove l'accordo nucleare con l'Iran che,comprensibilmente,non piace a Israele e ai sauditi,ma che è conforme agli interessi di Washington che non è minacciata direttamente da Teheran.Gli americani speravo che l'Iran alla fine assuma un ruolo di potenza regionale capace di avere una funzione di riequilibrio in Medio Oriente.E guardano con interesse all'Iran anche come mercato e come produttore di idrocarburi a tenere bassi i prezzi mondiali dell'energia.Quanto all'Isis e alle altre organizzazioni terroriste,i droni americani attaccano continuamente le cellule e i leader considerati piu pericolosi per la sicurezza degli Stati Uniti e dei suoi alleati.Ma non sono piu il poliziotto universale e questo ha delle conseguenze".

"I droni servono a eliminare le minacce peggiori,quelle piu imminenti o quelle che vengono dalle organizzazioni piu pericolose.Ma dietro la vecchia leadership di Al Quaeda ha preso forma una massa crescente di giovani che,spinti da una vita che non sembra loro offrire speranze,sobilitati dagli imam estremisti e con l'effetto moltiplicatore del web e dei "social media" un fatto nuovo per la nostra epoca, vengono reclutati da nuove organizzazioni come l'Isis.O si trasformano in "cani sciolti" o in piccole cellule del terrore.E qui non ci sono droni che tengano.Gli attacchi terroristi sono destinati a moltiplicarsi in questi Paesi e  sospetto che anche in Russia,con le sue minoranze musulmane,avrà grossi problemi.Mentre non credo che ci saranno grosse conseguenze per l'Asia e anche l'emisfero occidentale dovrebbe essere abbastanza al riparo da questa nuova ondata di violenza,pericolosa sopratutto localmente".

"E' vero,gli Stati non si sentono piu nell'occhio del ciclone.L'Europa rischia di piu,non c'è dubbio :non ha saputo integrare le minoranze musulmane come ha fatto  l'America e non sa affrontare con efficacia le migrazioni bibliche alle quali stiamo assistendo.Non si tratta solo di sostituire,o integrare,gli Usa nei ruoli di Polizia internazionale.Qui sono sopratutto i governi arabi che dovrebbero fare di piu.Ma,a parte Al Sisi in Egitto che ha i suoi conti interni da regolare con la Fratellanza musulmana,nel mondo sunnita nessuno si muove.Quanto alla Ue,non si occupa dei milioni di profughi prodotti dalle guerra civili che infiammano aree non lontane dall'Europa.Lascia alla Turchia oltre il 90% del peso dei profughi della guerra civile in Siria,lascia Italia e Grecia sole davanti all'ondata di migranti che attraversano il Mediterraneo, Bruxelles non è stata neanche  capace di trovare un accordo sulla cosa piu elementare:un sistema di quote per chi arriva chiedendo asilo dopo essere fuggito dalle regioni del mondo in fiamme".

venerdì 26 giugno 2015

ALBERTO BAGNAI:"L'investimento politico fatto sull'euro è enorme"




Avete presente quando succedono i terremoti? Dal giorno dopo cominciano a spuntare chi lo aveva previsto ma non è stato ascoltato.Alberto Bagnai è uno di quelli che quando l'Italia è entrata a far parte dell'Eurozona ,non diceva nulla ,anzi ,si occupava d'altro.
A sentire Bagnai se domani mattina si esce dall'euro, si risolvono tutti i problemi.Balle! Anche con la "Borghina" ,"Salvina" o "Fiorino", gli speculatori finanziari continueranno a farla da padrona ,ci saranno sempre dei tagli e le fasce piu deboli saranno costrette ad accettare le stesse condizioni di oggi.Prendete come esempio chi ha la propria moneta:Gran Bretagna e Usa.Cameron come Blair ed altri,portano avanti le politiche della Thatcher .Altro che politiche kenesiane perchè non sono nell'euro...

da LIBERO del 26 giugno 2015.Il professor Alberto Bagnai risponde alle domande di Nino Sunseri.Pubblico le piu interessanti

"Il governo greco,è costretto a trattare,fino all'ultimo momento utile.Così ognuno potrà tornare a casa dicendo di aver stampato le migliori condizioni possibili sopratutto Tsipras che deve fronteggiare il malumore dell'ala piu radicale del suo partito favorevole al ritorno alla dracma".

"La Grecia penso resterà nell'euro.Non è stato permesso nemmeno a Cipro di uscire.Il danno sarebbe stato trascurabile ma,pur di tenerla dentro sono stati forzati i trattati fino ai limiti del possibile.Per questo penso che faranno di tutto per tenere dentro la Grecia.Perchè l'investimento politico fatto sull'euro è enorme.Se la Grecia uscisse la moneta unica smetterebbe di essere il progetto di integrazione e di pace dopo secoli di guerra,per trasformarsi in un semplice accordo di cambio da cui si può entrare o uscire a piacere".

"Il problema non è la destra o la sinistra.E' proprio l'euro che non funziona.In un sistema a cambi fissi deve funzionare il principio di solidarietà fra le aree piu ricche e quelle piu povere.Altrimenti il capitale economico (ma anche quello umano) si trasferisce nelle aree piu competitive dove guadagna di piu".

"In Grecia è successo anche di peggio.C'è stata la socializzazione delle perdite delle banche francesi e tedesche.Cinque anni fa il debito di Atene era sopratutto con gli istituti di credito di Parigi e Francoforte.L'intervento della Troika ha spostato il peso sul FMI e sulle istituzioni europee.Ora siamo arrivati alla resa dei conti:l'FMI vuole uscire per la pressione dei partner internazionali come il Brasile che non accettano di perdere soldi in Europa.La Ue è paralizzata dagli elettori nazionali.Non resta che Draghi con il suo enorme potere e la capacità di ricatto".

"Se ne esce cercando una via d'uscita dall'euro.Non c'è alternativa.In situazione normale le perdite di competitività vengono coperte dalla svalutazione della moneta.In un sistema di cambi fissi bisogna svalutare i fattori di produzione interni a cominciare dal lavoro.Quindi stipendi piu bassi,meno pensioni,piu disoccupati".


giovedì 25 giugno 2015

STEFANO FASSINA:"Il PD è pieno di banchieri! Ma va..."



All'improvviso tutti scoprono che il mondo è comandato dai banchieri, che i popoli e gli Stati non contano piu nulla.Ne ho pubblicati nei giorni scorsi e lo farò anche nei prossimi ,una sfilza incredibili di "pentiti".
Stefano Fassina ,che Anglotedesco ha criticato molte volte su questo blog e da altre parti, sta recitando ,da vero italiano, la parte della vittima e vuole essere al centro dell'attenzione.Solo poco tempo fa alla Gabbia di Gianluigi Paragone criticava chi attaccava le banche perchè avrebbero pagato le loro colpe.
D'altronde basta guardare il curriculum di questo signore per capire le cose senza senso che sputa.5 anni al FMI, altro che PD pieno di banchieri! Ma Il Fondo Monetario Internazionale Fassina non ama criticarlo...


da LA REPUBBLICA del 25 giugno 2015-Stefano Fassina risponde alle domande di Goffredo De Marchis

"La riforma del lavoro ha tolto qualche residua tutela a milioni di lavoratori senza dare nulla a precari.L'intervento sulla scuola incide sulla libertà di insegnamento e sulle condizioni lavorative di migliaia di persone"

"Renzi è l'interprete fedele ed estremo del Pd che fu costruito al Lingotto.Bersani purtroppo è stata solo una parentesi.Il Pd ha nel suo statuto una cultura plebiscitaria che poi si riflette nelle sue azioni.Persino sulla scuola abbiamo assunto l'ispirazione dell'uomo solo al comando, il preside, che disciplina gli insegnanti sfaticati".

"Nel momento in cui Cassa depositi e Prestiti deve espandere il suo intervento sull'economia reale,il governo nomina un professionista di prima qualità,ma che è espressione della finanza internazionale.C'è un'enorme contraddizione e vedo uno spostamento dell'asse verso interessi forti,quelli del big business industriale e finanziario.Costamagna non è l'unico.Si mettono grandi banchieri d'affari ovunque".

"Consideriamo il riformismo un adattamento passivo alla situazione data, senza nessuna ambizione di correzione di rotta che rimetta la persona al centro.E' la politica della Merkel e prima di lei di Schroeder,tanto celebrato a sinistra.Il processo non è recente.Il punto è:vogliamo invertirlo o rimaniamo subalterni al dominio tedesco sull'eurozona rappresentando interessi forti e sacrificando in cambio quelli diffusi della gente? Il Pd è quello dei cittadini o di Marchionne e delle banche d'affari internazionali?" 

mercoledì 24 giugno 2015

JURGEN HABERMAS:"Basta far decidere alle banche!"




Anche il noto filosofo Jurgen Habermas dice cose iuste sullo strapotere delle banche e il resto.Ma faccio la solita domanda:come mai solo adesso si capisce che questa è un'Europa comandata dai grandi colossi bancari?

da LA REPUBBLICA del 23 giugno 2015

"La recente sentenza della Corte di Giustizia europea getta una luce impietosa su un errore di fondo della costruzione europea:quello di aver costituito un'unione monetaria senza un'unione politica.Tutti i cittadini dovrebbero essere grati a Mario Draghi,che nell'estate 2012 scongiurò con un'unica frase le conseguenze disastrose dell'incombente collasso della valuta europea:aveva tolto la patata bollente dalle mani dell'Eurogruppo annunciando la disponibilità all'acquisto di titoli di Stato senza limiti quantitativi in caso di necessità un salto in avanti cui l'aveva costretto l'inerzia dei capi di governo,paralizzati dallo shock e incapaci di agire nell'interesse comune dell'Europa,aggrappati com'erano ai loro interessi nazionali.I mercati finanziari reagirono positivamente a quel'unica frase,benchè il capo della Bce avesse simulato una sovranità fiscale che non possedeva,dato che oggi come ieri,sono le banche centrali degli Stati membri a dover garantire i crediti in ultima istanza".

"La Germania deve lo slancio della sua ascesa economica,di cui si alimenta tutt'ora,alla saggezza delle nazioni creditrici,che nell'accordo di Londra del 1954 le condannarono la metà circa dei suoi debiti.Ma non si tratta qui di scrupoli moralistici bensì di un punto politico essenziale:le èlite della politica europea non possono piu nascondersi ai loro elettori,eludendo le decisioni da prendere a fronte dei problemi creati  dalle lacune politiche dell'unità monetaria.Devono essere i cittadini,e non i banchieri,a dire l'ultima parola.Sulle questioni essenziali per il destino dell'Europa.E davanti all'intorpidimento post-democratico di un'opinione pubblica tenuta ove possibile lontano dai conflitti,ovviamente anche la stampa dovrà fare la sua parte.I giornalisti non possono continuare a inseguire come un gregge quegli arieti della classe politica che li già li avevano ridotti a fare da giardinieri". 


martedì 23 giugno 2015

JAMES K. GALBRAITH:"Crisi greca? Colpa della BCE"




Nei prossimi giorni pubblicherò interviste di economisti e filosofi che criticano i modi della BCE,l'austerità ecc ecc. Finito di leggerli mi viene sempre in mente la solita ed unica domanda: perchè queste cose non si sentivano quando fu introdotto l'euro? Si sapeva che la Bce sarebbe stata spietata in questo modo e  che gli stati avrebbero perso la sovranità.


da IL MANIFESTO del 23 giugno 2015 -James K. Galbraith risponde alle domande di Thomas Fazi

"I tagli ai salari e alle pensioni ,gli aumenti di tasse e le privatizzazioni selvagge non sono riforme ma, contro-riforme,che mirano  a ridurre il ruolo dello Stato nell'economia e a imporre un singolo modello di politica economica in tutta Europa.Qualunque riforma che sia degna di questo nome richiede tempo,pazienza,pianificazione e denaro.La riforma del sistema pensionistico e di sicurezza sociale,l'introduzione di standart del lavoro moderno,una politica di privatizzazione oculata,la creazione di un sistema pensionistico e di  sicurezza sociale,l'introduzione di standart del lavoro moderno,una politica di privatizzazione occulta,la creazione di un sistema di riscossione delle imposte efficiente:queste sono vere riforme,che favorirebbe la crescita e il dinamismo dell'economia,e su cui il governo sarebbe ben felice di muoversi,se solo i creditori glielo permettessero.Le riforme dei creditori,invece,vanno nella direzione opposta:mirano ad estrarre quanta piu ricchezza possibile dall'economia greca e mettere pressione al governo greco".

"La BCE è la principale responsabile del progressivo deterioramento della situazione finanziaria greca a cui abbiamo assistito da quando Syriza è salita al potere.Il 4 febbraio,a soli nove giorni dalle elezioni,la BCE ha privato il governo greco di una delle sue principali linee di credito,escludendo i bond ellenici dai titoli che potevano essere usati dalle banche come collaterale costringendo queste a dipendere in toto dalla liquidità di emergenza fornita dalla banca centrale attraverso l'ELA (Emergency Liquidity assistence) e accellerando la fuga di capitali dal paese.A questo è seguita la decisione della BCE di stabilire un tetto di titoli di stato acquistabili dalle banche greche,un limite che la banca centrale non aveva imposto al precedente governo e che ha ulteriormente ridotto il margine di manovra di Syriza.E' chiaro che questa strategia di lenta asfissia finanziaria aveva ed ha, come obiettivo unicamente quello di destabilizzare il Paese e mettere pressione al nuovo governo.E' un fatto di una gravità inaudita:non credo che esistano altri esempi nella storia di una banca centrale  che si propone di destabilizzare deliberatamente la situazione finanziaria di un Paese per motivi politici.Il rapporto di qualche giorno fa dalla banca centrale greca,legata al doppio filo alla BCE,secondo cui la mancanza di un accordo comporterebbe "una crisi incontrollabile con l'uscita dal paese dall'euro e persino dall'Unione europea si inserisce ovviamente nella medesima strategica della tensione".

lunedì 22 giugno 2015

DE GRAUWE:"Varoufakis e Tsipras potevano essere piu diplomatici"



Paul De Grauwe è uno dei tanti "pentiti".Questo economista belga è un ex consulente della BCE e FMI.Per quanto riguarda Tsipras, non mi ha mai convinto e lo descrive benissimo oggi Andrea Nicastro sul Corriere della Sera:

"La piu grande contraddizione di Alex Tsipras non può sorprendere nessuno.Quando mai si presenta con il cappello in mano pretende che sia l'altro ad inginocchiarsi per dargli gli spiccioli?
Il persnaggio Tsipras è una miniera di affascinanti contraddizioni.Ateo convinto,ma ossequioso verso la Chiesa ortodossa e persino del Papa cattolico.Ribelle sin da studente,ma compagno fedele e padre esemplare.Politicamente a sinistra tifa per una squadra,il Panathinaikos,tradizionalmente di destra e quando arriva al governo,invece di allearsi con un partito riformista,ne sceglie uno nazionalista e conservatore.Si dice europeista e democratico,ma riscopre le comuni radici ortodosse con la Russia,anche se Pericle e Putin hanno in comune solo la consonante iniziale.Il primo binario della sua vittoria elettorale prometteva la fine dell'austerità.Il secondo voleva mantenere Atene nella sua casa comune europea.Per farlo cosa fa? Manda a negoziare il professor Yanis Varoufakis che nei libri scritti da economista parla dei suoi interlocutori come inetti e ignoranti.In piu, quando questi si risentono della compagnia,Tsipras lascia che credano a un ridimensionamento di Varoufakis e lo tiene semplicemente vicino a se".

da LA REPUBBLICA del 22 giugno 2015-Paul De Grauwe risponde alle domande di Eugenio Occorsio

"E' davvero difficile dire come andrà a finire ma non sono ottimista.L'accordo non è escluso ma non vedo troppe chance.Tsipras ha fatto importanti concessioni dell'ultima ora,ma purtroppo non ha soddisfatto tutte le richieste dei creditori.Ed è diventato politicamente complicato in tanti mesi di stallo,in cui si è diffusa nelle opinioni pubbliche nordeuropeo l'idea che i greci giochino sporco,far passare la benchè minime concessione".

"Perchè tutto si risolva serve solo che Angela Merkel dica:firmiamo l'accordo.Lei personalmente non vede l'ora di poterlo dire,senonchè non sa se potrà dirlo perchè ha dei fieri e tenaci oppositori sia fra le forze politiche del suo Paese,non solo Schaeuble ma una lunga lista di maggiorenti,sia nella finanza a partire da Weidmann.Per non parlare del corollario dei Paesi nordici,diventati piu tedeschi della Germania.Tutta questa gente non vuole concedere nulla alla Grecia.L'unica speranza è che la Merkel faccia la voce grossa e imponga la sua volontà.Ha avallato per anni una politica di austerità sbagliata e disastrosa,ma ora si è resa conto che rischia di passare alla storia come la persona che ha affrontato la Grecia.Ma persino lei ha difficoltà ad imporsi".

"Il debito pregresso e la prospettiva di una ristrutturazione,cioè il "perdono" di una parte.Ma è l'unico modo per recuperare almeno una certa quota dei crediti,in massima parte detenuti dagli Stati.E' teoria economica pura:si chiama "Debt Laffer Curve",l'ha elaborata lo stesso economista americano che dimostrò che se la tassazione supera un certo livello le imposte riscosse scendono,così i debiti:non ha senso pretenderne la restituzione in toto, significa che non si recupererà nulla.Meglio un ragionevole haircut,anche se non è il primo.Ma lo schieramento dei falchi insiste che i greci vanno puniti ancora.Pazzesco".

"Forse Varoufakis e Tsipras potevano essere piu diplomatici,ma il popolo ha sofferto di un'ingiustizia chiamata austerity al di là di qualsiasi decenza. e ora si insiste con una medicina che si è dimostrata letale".

"La Bce dev'essere funzionale al sistema,non il contrario non c'è nessun vincolo statuario che le impedisca di accettare i bond greci o altri asset come collaterale,di estendere le linee di credito,di ammettere Atene al Quantitative Easing.La Bce lasci ai governi la responsabilità di dichiarare eventualmente il fallimento del Paese.Finchè ciò non avviene ha il dovere di sostenere le banche greche".


domenica 21 giugno 2015

STAVROS THEODORAKIS:"Tsipras non ha diritto di portare la Grecia fuori dall'euro"




Qui siamo sempre alle solite, finchè non si toglierà il potere in mano alla finanza speculativa, i problemi non si risolveranno mai.Ci può mettere anche Stavros Theodorakis,ma sarà sempre uguale,le politiche le decideranno sempre e solo i mercati.Si parla di un fondo dei BRICS cioè alternativo al FMI ,e Tsipras vorrebbe aderire convinto da Putin.L'idea non sarebbe male ma gli americani non lo permetterebbero mai...

da LA REPUBBLICA del 20 giugno 2015-Stavros Theodorakis (Leader To Potami) risponde alle domande di Ettore Livini

"Tsipras non può portare la Grecia fuori dall'euro.Non ne ha il diritto e sopratutto non è stato votato da milioni di elettori per fare questo.Lui lo sa bene.Ne abbiamo parlato nel nostro incontro di questa settimana.E mi ha garantito che se sarà costretto a dire di no a ogni forma di compromesso,allora porterà subito il Paese alle elezioni".

"Nessuno qui ad Atene è in grado di rispondere.Ma sono sicuro che nessun greco raziolinante pensa che abbia senso andare in rotta di collisione con l'Europa.Tsipras deve avere il coraggio politico di fare un passo indietro e firmare un accordo".

"C'è spazio per un'intesa.La Grecia può tagliare le pensioni,quelle piu alte e le "baby" e ridurre di parecchio la spesa pubblica.L'Europa,piu che tagliarci il debito,deve aiutarci a far ripartire l'economia.Il problema vero è arrivare a un accordo prima che sia troppo tardi per firmarlo".

"Le banche greche non hanno piu una lira in cassa.La fuga di capitali rischia di essere la goccia che fa traboccare il vaso.Siamo una democrazia parlamentare e non partitica.Il premier deve firmare un'intesa e portarla in aula senza calcoli.Almeno i tre quinti dei deputati lo voterebbero.Certo una parte Syriza direbbe di no.Ma il governo avrebbe il nostro sostegno e credo anche quelli di Nea Demokratica e cos' la Grecia rimarrebbe nell'euro evitando una tragedia.Syriza viene dopo il nostro Paese e un leader deve essere capace di gestire il suo partito".

"Syriza in questi mesi non ha fatto niente dimostrando che erano impreparati a governare.Hanno dato buoni pasto a luce alle persone povere,va benissimo.Ma è una misura che vale 200 euro a famiglia all'anno,non risolve nulla.Invece si sono confermati statalisti come gli altri,riassumendo alla tv pubblica tutti i giornalisti fedeli al partito".

"Tsipras ha concesso di rimborsare le tasse a rate non solo a chi è davvero in difficoltà, ma a tutti,comprese privati con beni che valgono centinaia di milioni e in arretrato di decine di milioni con lo Stato.Sugli oligarchi,al di là della retorica,non ha fatto niente .To Potami è pronto a votare in ogni momento con Tsipras una durissima legge anti corruzione e lui lo sa.Ma finora,guarda caso, non se ne è parlato".


venerdì 19 giugno 2015

ZYGMUNT BAUMANN:"La soluzione? Unire e non dividere




Ammiro da sempre Zygmunt Bauman e sono d'accordo su quasi tutto sopratutto quando parla delle sinistre.Ormai non esistono piu quelle che si occupano della classe operaia,si sono inchinate al capitalismo finanziario.
Comincio ormai ad  avere le scatole piene nel continuare a guardare i migranti come il problema principale, è in atto un vero e proprio disordine mondiale come scriveva ad inizio 2000 Joseph Ratzinger nel suo libro che fecero togliere dalla circolazione in breve tempo.Tutti scappano, chi per le guerre e chi per la situazione economica.

da LA REPUBBLICA del 15 giugno 2015-Zygmunt Bauman risponde alle domande di Wlodek Goldkorn

"Il volume e la velocità dell'attuale onda migratoria è una novità e un fenomeno senza precedenti.Non c'è motivo di stupirsi che abbia trovato i politici e i cittadini impreparati: materialmente e spiritualmente.La vista migliaia di pensioni sradicate accampate alle stazioni provoca uno shck morale e una sensazione di allarme e angoscia,come sempre accade nelle situazioni in cui abbiamo l'impressione che "le cose sfuggono al nostro controllo".Ma a guardare bene i modelli sociali e politici con cui si risponde abitualmente alle situazioni di "crisi", nell'attuale "emergenza immigrati",ci sono poche novità.Fin dall'inizio della modernità fuggiaschi dalla brutalità delle guerre dei dispotismi,dalla vita senza speranza,hanno bussato alle nostre porte.Per la gente da qua della porta,queste persone sono sempre state "estranei","altri".

"Il motivo per la quale abbiamo paura è perchè sembrano spaventosamente imprevedibili,nei loro comportamenti,a differenza delle persone con cui abbiamo a che fare nella nostra quotidianità e da cui sappiamo cosa aspettarci.Gli stranieri potrebbero distruggere le cose che ci piacciono e mettere a repentaglio i nostri modi di vita.Degli stranieri sappiamo troppo poco per essere in grado di leggere i loro  modi di comportarsi,di indovinare quali sono le loro intenzioni e cosa faranno domani.La nostra ignoranza su che cosa fare in una situazione che non controlliamo è il maggior motivo della nostra paura".

"Gli immigrati ci ricordano in un modo irritante,quanto sia fragile il nostro benessere,guadagnato,ci sembra,con un duro lavoro.E per rispondere alla questione del capro espiatorio:è un'abitudine,un uso umano,troppo umano accusare e punire il messaggero  per il duro e odioso messaggio di cui è il portatore.Deviamo la nostra rabbia nei confronti delle elusive e distanti forze di globalizzazione verso soggetti per così dire "vicari" ,verso gli immigrati,appunto".

"Non ci sono piu quartieri degli operai,mancano le istituzioni e le forze di aggregazione dei lavoratori.Ma sopratutto,la sinistra, o l'erede ufficiale di quella che era la sinistra,nel suo programma ammicca alla destra  con una promessa:faremo quello che fate voi,ma meglio.Tutte queste reazioni sono lontane dalle cause vere della tragedia cui siamo testimoni.Sto parlando infatti di una retorica che non ci aiuta a evitare di inabissarli sempre piu profondamente nelle torbide acque dell'indifferenza della mancanza dell'umanità.Tutto questo è il contrario all'imperativo  kantiano di non fare ad altri ciò che non vogliamo sia fatto a noi"

giovedì 18 giugno 2015

Caro Renzi e compagnia,l'occupazione è ferma...



Negli anni scorsi,giustamente, ci si lamentava perchè una gran parte delle televisioni e giornali difendevano il governo Berlusconi,ma quelli che lo criticavano come mai non fanno altrettanto con quello di Renzi? Come mai nessuno parla dei dati dell'Istat che confermano che il governo Renzi è democristiano e falso?
Vergognatevi veramente, volete il modello americano in Europa fatto di precarità e di benessere solo per chi può pagare.

da IL FATTO QUOTIDIANO del 18 giugno 2015 ,Carlo Di Foggia

Passi avanti per l'occupazione nel primo trimestre",titolavano ieri i siti dei giornali.Effetto di un comunicato dell'Istat sulle "tendenze recenti dell'occupazione".Un comunicato che riepilogava dati già noti,relativi al primo trimestre e all'aprile scorso,che però seguiva a stretto giro un altro ben piu negativo per le prospettive di ripresa economica,oscurato dalla nota dell'istituto e con dati nuovi.

Si tratta degli "indicatori del lavoro nelle imprese",che da ieri l'Istat ha deciso di iniziare a pubblicare, arricchendo i tradizionali indicatori con la diffusione degli indici,generali e settoriali,del "numero delle posizioni lavorative dipendenti",cioè i posti occupati (a tempo pieno e parziale),a prescindere dalle ore lavorative.Scorrendo i dati,si scopre che "nel primo trimestre 2015 le posizioni lavorative nel totale dell'industria e dei servizi diminuiscono dello 0,1% sul trimestre precedente,rispetto ai primi tre mesi del 2014, l'indice cala addirittura dello 0,8% nel dettaglio crescono di poco i servizi (0,4%),mentre i posti occupati dall'industria continuano a calare vistosamente (-2,8%),trainati a fondo dal tracollo dell'edilizia (-5,3%) .Numeri che descrivono un'economia ancora stagnante , tanto piu che la produzione industriale è tornata a scendere in aprile dello 0,3% e che il Pil del primo trimestre è stato trainato dal boom dell'auto,delle scorte e degli investimenti fissi lordi (che non assicurano una ripresa stabile) stando ai dati diffusi ieri dall'Istat,ad aumentare sono solo le posizioni" in somministrazione cioè gli ex interinali",i lavoratori forniti dalle agenzie di lavoro che fanno un balzo all'Insù del 6,9% (e del 18,8% sin confronto al primo trimestre dello scorso anno).Per l'Istituto il dato va letto positivamente,visto che la somministrazione "è particolarmente sensibile all'andamento del ciclo economico,perchè consente alle imprese di aggiustare con facilità e senza particolari costi il proprio input di lavoro in risposta all'andamento della domanda di beni e servizi". Tradotto:si tratta di lavoratori che hanno contratti con le agenzie, e non vengono assunti dalle imprese che ne fanno ricorso al momento del bisogno (da qui la "sensibilità" al ciclo economico),così risparmiano sui costi e se ne possono liberare facilmente.Il lato peggiore per le prospettive di una ripresa delle attività,però,riguardo l'indicatore per eccellenza dei livelli di produzione,il "monte ore lavorato":nell'industria e nei servizi complessivamente cala dello 0,2% rispetto al trimestre precedente.Nel confronto con il 2014,spiega l'Istituto di statistica,il livello rimane invariato".A frenare gli slanci di ottimismo sono arrivati poi gli ultimi dati sul commercio estero con le esportazione che ad aprile diminuiscono dello 0,8 rispetto a marzo.

mercoledì 17 giugno 2015

SVEZIA:il deficit fa bene se finanza la ricerca




Certo che quando leggi articoli sulla Svezia, è tutto un altro mondo.Avrei voluto nascere in Svezia e non in questo paese comandato dal Vaticano dove la maggior parte della gente è sciocca,codarda,ipocrita,omertosa, complice e...vittima.Ma sai l'Italia ha l'Euro e la Svezia no come dicono gli "eroi" anti euro dell'ultima ora. In questo Paese inventarsi le scuse per non affrontare i problemi e far sempre peggio.Secondo voi con la propria moneta sovrana in Italia ci sarebbe lo stesso ordine che c'è in Svezia? Leggete bene cosa risponde l'economista Kjell Nordstroem.L'unica cosa che voglio correggere a Nordstroem, è sull'immigrazione.L'Italia per percentuale di stranieri è solo ottava in Europa.E poi un'altra cosa:la raccolta differenziata.Gli italiani sono dei bambini viziati che non hanno mai voglia di impegnarsi piu di quel tanto e in effetti la raccolta differenziata fatta male ci costa un miliardi di euro l'anno mentre in Svezia funziona alla grande.

da REPUBBLICA AFFARI E FINANZA del 25 maggio 2015-articolo di Andrea Tarquini

L'aereoporto è perfetto,ma la compagnia aerea di bandiera non basta piu: troppi svedesi cittadini medi viaggiano benestanti in ogni stagione per ferie in mari lontani,troppi businessmn atterrano qui ogni giorno e notte.Arlanda accogliente e postmoderno,lontano dalla città ma tanto il treno da 210 orari ti ci porta in 20 minuti,surclassa Zurigo Francoforte o Monaco,è lo hub perfetto di Sas,ma i low cost di lusso come Norwegian,airlines premium del Golfo o aviolinee vicine come Finnair devono soccorrere Sas per il volume di arrivi e partenze.Poi quando quel treno-proiettile made in Sweden ti porta in corsa in centro, anche venendo da Berlino vedi un altro mondo:gente ben vestita casual o classico in ogni quartiere,belle signore,famiglie giovani sempre con carrozzine,teenagers in carriera nelle sturt-up che crescono come funghi:sorridono ,passeggiano,comprano.La ripresa svedese lo cogli subito,da Ostermalm quartiere bene in decollo ma rimasto abitativo,sopravvissuto alla gentrification col suo splendido mercato coperto bella èpoque, a Sodermalm zona dei designers e dei geni internettiani,fino alle città-satellite piu lontane dove la Tunnelbana (l'elegante metro profondissimo perchè visto il Grande Vicino è anche rifugio atomico) ti porta puntuale giorno e notte:anche laggiù,gente a basso reddito e una marea di migranti ed esuli,massima percentuale al mondo per abitante,vivono dignitosi.
Le cifre fanno impressione,prognosi di crescita del pil piu 2,7-2,8 quest'anno,piu 3 od oltre nel 2016.Debito sovrano un tempo mostruoso,oggi abbattuto a medie del 35-40% del pil,sacrifici solidali varati in tempo negoziandoli,mi fa notare mostrandosi i dati Mats Dillèn,l'ascoltatissimo direttore dell'Istituto pubblico per la Congiuntura e sottolinea:"La disoccupazione è ancora troppo alta, 8%,ma l'occupazione cresce dell'1% l'anno,e i migranti ed esuli da Siria e altre zone di guerra spesso si integrano,e aumentano la natalità".L'export produce  metà del pil ed è tutto eccellenza:auto di lusso,aerei ai migliori livelli tecnici Usa o cinesi,elettronica,tlc.Internet con invenzioni come Skype o Spotify.

L'ECONOMISTA SVEDESE KJELL NORDSTROEM RISPONDE ALLE DOMANDE DI ANDREA TARQUINI

"Abbiamo imparato a credere nell'innovazione permanente,nella riforma permanente del nostro sistema per mantenerlo sempre insieme competitivo e solidale.Pragmatismo solidale mettendosi sempre in discussione è la strategia nata da scelte dolorose,varate dalla socialdemocrazia".

"Il grande riformatore Goeran Persson tagliò le prestazioni troppo generose del welfare,ridusse la pressione fiscale arrivata a prelievi tra il 70 e il 95%,varò una spending rewiew durissima.Oggi abbiamo un fisco pesante ma competitivo:imposte su reddito del 30% fino a 40.000 euro,dal 54% per le fasce alte,del 30% per gli altri redditi,del 20% per le aziende.Senza tagliare su istruzione e ricerca".

"Perchè abbiamo interiorizzato l'idea della riforma permanente e non dogmi di rigore a oltranza,e i modelli di questo piccolo paese socialista nell'animo sono gli Usa della Silicon valley e Israele delle aziende high tech di punta,non l'eurozona.Stoccolma è luogo di boom continuo di nuove aziende start-up,internettiane,di nuove tecnologie,non temiamo di imparare da altri se gli altri sono "ideas machines".E l'industria esportatrice d'eccellenza è priorità nazionale bipartisan".

"E' possibile tradurre la competitività anglosassone nello spirito solidale dei valori costitutivi europei.Scuole e ospedali privati competono per efficienza per avere il massimo possibile di studenti e pazienti,poi paga lo Stato, non i privati.La libera scelta di studenti e pazienti,e delle mamme che scelgono dove e come partorire,alla fine produce sia efficienza solidale sia risparmi pubblici".

"L'immigrazione è la nuova sfida,ha cambiato a fondo il paese.Svezia, Germania,Italia sono i tre paesi che ne accolgono di piu.Ne arrivano piu di quanti il sistema-paese possa integrare con posti di lavoro.Con un punto debole preesistente:la disoccupazione giovanile resta alta perchè ci vorrebbero meno barriere d'ingresso,piu libertà di retribuzioni basse iniziali.L'immigrazione di massa ha cambiato a fondo realtà e dibattito politico.I populisti sono attivi anche da noi,sebbene non così duri come il Fn francese o la vostra Lega.Immigrazione limitata e welfare al top per tutti non sono possibili insieme,questione di costi.Un'economia tecnologicamente avanzatissima non cela fa a creare nuovi jobs quanti sono i migranti.E anche per i disoccupati svedesi non qualificati è dura.Anche in un paese ipersolidale non puoi finanziare la solidarietà tornando al fisco eccessivo degli anni Settanta".

"Difficile conciliare il miglior welfare con la massima immigrazione,ma possiamo farcela con lo spirito di rimettersi sempre in discussione.L'industria esporta,persino Putin l'imprevedibile ci aiuta a vendere piu jet,e il tasso di natalità è alto,a garanzia di finanziabilità futura del welfare.Grazie a dure leggi solidali:che una coppia resti unita o si divida entrambi sono responsabili dei figli al 50%,quindi non esiste la paura di restare ragazze madri sole e povere e allora si esita meno che altrove a mettere al mondo nuovi cittadini"


martedì 16 giugno 2015

Le palle per la sconfitta del PD alle comunali




Oltre alle 200 trasmissioni televisive politiche,ho letto sui vari quotidiani come i politici del Pd si giustificano per le elezioni comunali dove hanno fatto una brutta figura.Quello che ho pubblicato sotto sono dichiarazioni giuste ma non è il problema principale.Qui la gente non capisce chi sta distruggendo l'economia mondiale, continuano a considerare gli "squali" della finanza un problema secondario.Allora cosa fa? Una volta vota il centrosinistra una volta il centrodestra. Bisogna cambiare il sistema economico mondiale e spero che prima o poi il M5S ,che sui temi della Giustizia sono indiscutibilmente è il migliore, si decida a darsi da fare.Non voglio che siano le destra a prendere l'iniziativa...


MICHELE EMILIANO AL FATTO QUOTIDIANO (Luca De Carolis):

"La differenza l'ha fatta la riforma della scuola:abbiamo perso almeno un milione di voti e anche Mafia Capitale ha pesato".


ROBERTO CROCETTA AL FATTO QUOTIDIANO (Tommaso Rodano):

"Le elezioni si sono giocate sulla riconversione del petrolchimico e sulla raffineria.I cittadini sono spaventati:hanno paura di perdere il lavoro".


GIANNI CUPERLO A LA REPUBBLICA (Giovanna Casadio):

"Non perdi così tanti voti per le polemiche interne.Hanno pesato piuttosto alcune scelte,come sulla scuola o sul mercato del lavoro.Solo i titoli dell'inchiesta romana farebbero smarrire la fede a un santo.Sull'immigrazione il premier ha la mia solidarietà e sostegno quando si fa carico dell'emergenza umanitaria e quando si fa carica dell'emergenza umanitaria e quando alza la voce con Bruxelles spiegando che in discussione sono la civiltà,la coscienza e la dignità dell'Europa"


MASSIMO CACCIARI A LA REPUBBLICA (Alessandra Longo):

"Casson è un senatore della Repubblica,ha fatto una legittima battaglia dentro il PD con le primarie ma non aveva il phisique.Glielo ho detto mille volte:lascia perdere,facciamo i padri nobili.E' il momento di facce nuove,di gente che rappresenti il rinnovamento, estranea a tutte le puntate precedenti.Ma lui niente ha deciso che il rinnovamento era lui,non avrai altro rinnovamento che me..."


PIPPO CIVATI AL RESTO DEL CARLINO (Robalba Carbutti):

"Molti votano Pd perchè c'è Renzi,molti altri non lo votano per lo stesso motivo.Da qui nasce l'incertezza dell'elettorato.Renzi all'inizio piaceva a Vendola e a Landini,poi ha virato al centro e si è sbilanciato a destra con la riforma del lavoro e della scuola,rompendo a sinistra.Tutto questo ha influito.E il premier piu che unire,divide.Casson è sempre stato cassoniano.Non ha voluto nessuno in campagna elettorale,certo ,è una personalità molto forte,piu vicina a me che a Renzi.Alle primarie non lo sostenevano nemmeno i bersaniani.L'hanno votato i miei,Sel e Rifondazione Comunista.Ciò nonostante nessuno mi ha invitato per dare una mano..."


lunedì 15 giugno 2015

Anche Squinzi:"Basta Europa dei burocrati"




Ormai tutti cominciano a pentirsi di questa Europa comandata dai burocrati.E' una scusa per rincoglionire la gente.Quello che è successo che sta succedendo e che succederà in futuro,lo spiegano molto bene la coppia Paolo Barnard-Diego Fusaro in questo video:






da IL RESTO DEL CARLINO-Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi risponde alle domande di Andrea Cangini

"Servono le riforme politiche e istituzionali che vengono annunciate da troppi anni.Serve lo snellimento della Pubblica amministrazione,un processo di spending review vero e radicale,una riforma fiscale non punitiva per i contribuenti"

"Il Jobs Act sta andando nella giusta direzione,ma ci sono altri capitoli sui quali il governo deve andare avanti.L'Italia ce la può fare e la congiuntura esterna ci aiuta.Ma non possiamo farcela se non intraprendiamo con forza la strada delle riforme.Le imprese devono investire di piu,ma ci deve essere il mercato:negli ultimi anni abbiamo perso 9 punti di Pil".

"Se non c'è la volontà politica di scrostare certe situazioni però non riusciremo a riguadagnare la fiducia.Questo è un grande Paese,con tante risorse.Dobbiamo mettercela tutta e ritrovare lo spirito del dopoguerra.Noi imprenditori siamo pronti a fare la nostra parte,ma servono le condizioni giuste.Come una Ferrari,dobbiamo riuscire a scaricare la potenza a terra".

"Sono un convinto europeista.Di piu: sono gli Stati Uniti d'Europa.Ma questa Europa burocratica che regolamenta all'infinito non mi piace.Deve cambiare e devo dire che il governo Renzi spinge piu di altri in questa direzione.La Grecia rappresenta il 2% del Pil europeo,si poteva affrontare e risolvere il problema subito.Ora c'è una grande incognita."

"Ho conosciuto e incontrato Angela Merkel in piu occasioni.E' molto preparata,ma anche molto rigida.Se non siamo ancora riusciti a introdurre il Made-in,l'indicazione del luogo di reale produzione delle merci,è perchè la Germania si rifiuta.Si rischia il suicidio politico, credo che serva maggiore flessibilità.Anche il premier Renzi spinge in questa direzione".

"Sono favorevole ai contratti nazionali,servono accorpamenti e semplificazioni.In  questo momento ci sono oltre 200 contratti nazionali di categorie varie,questo mi sembra un'esagerazione.Occorre andare verso un accorpamento:avrei in testa una ventina di contratti nazionali.Però il contratto nazionale ci deve essere,io sono un sostenitore,io ci credo".

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domenica 14 giugno 2015

NEWS BREVI.Usa,presiti nell'ombra...



Sempre interessante leggere quello che succede nel mondo.Piu le leggi e piu capisci come sono provinciali la stragrande maggioranza degli italiani.

da L'INTERNAZIONALE

USA-i prestiti nell'ombra

Le banche ombra, istituti finanziari non soggetti alla vigilanza e alle norme bancarie ,hanno ormai il controllo dei prestiti ipotecari garantiti dal governo statunitense attraverso le agenzie Fannie Mae e Freddie Mac.Come spiega il Financial Times,ad aprile queste aziende controllavano il 53% di un mercato che nel complesso vale 9.800 miliardi di dollari.L'avanzata delle banche ombra è dovuta al progressivo ritiro delle grandi banche tradizionali statunitensi,come la Wells Fargo ,la Bank of America e la Jp Morgan,che stanno pagando le conseguenze della crisi del 2008 e devono adeguarsi a norme molto piu severe.


GIAPPONE-la rivoluzione dei robot

Le macchine potrebbero aiutare il Giappone a gestire la carenza di manodopera causata dall'invecchiamento della popolazione scrive Bloomberg Businesweek.Il primo ministro Shinzo Abe ha parlato di "rivoluzione dei robot",quando il 15 maggio ha lanciato un progetto quinquennale per lo sviluppo di macchine intelligenti che coinvolge duecento tra aziende  e università.
"L'iniziativa si propone di diffondere l'uso dei robot nelle aziende manifatturiere nel settore delle costruzioni e nella sanità.Le vendite annuali di robot dovrebbero salire dagli attuali  600 miliardi di Yen (4,3 miliardi di euro) a 2,400 miliardi nel 2020".Il Giappone è leader mondiale della robotica,ma "il governo teme di perdere il primato.La Cina ha già 530 aziende di robotica,che tra il 2012 e il 2014 hanno aumentato dal 4 al 13% la loro quota sul mercato interno".


MAROCCO-abortire a Rabat

Il 16 maggio 2015 un comunicato dal Gabinetto reale del Marocco ha annunciato che il diritto dell'aborto sarà garantito anche alle donne vittime di stupro o di incesto,o in caso di gravi malformazioni e malattie del feto, scrive Al Huffington Post.Secondo il sito,re Mohammed VI ha già dato istruzioni affinchè queste disposizioni siano incluse nel codice penale.Finora la legge marocchina prevedeva l'interruzione di gravidanza  solo se la salute della madre era in pericolo.E un'apertura timida,scrive Jeune Afrique, "che le autorità giustificano con l'ostilità dell'opinione pubblica verso le  depenalizzazione totale chiesta dalle associazioni per i diritti delle donne".Eppure in un'intervista al settimanale Tel Quel anche il ministro della salute Hossein el Quardi ha dichiarato che "bisogna assolutamente legalizzare l'aborto perchè non si tratta di una questione esclusivamente medica,ma anche sociale".Sempre su Al Huffington Post,il ginecologo Chafik Chraini,il volto della campagna per il diritto all'aborto fa notare che il 70% dei paesi sviluppati garantisce il diritto all'interruzione di gravidanza solo i limiti entro i quali intervenire variano tra le 14 e 24 settimane.Alcuni paesi musulmani come la Tunisia e la Turchia hanno addirittura legalizzato l'aborto prima ancora della Francia".




venerdì 12 giugno 2015

SANDRO GOZI:"L'EURO va sottratto ai tecnocrati"



Ma guarda un po quanta gente della sinistra peggiore (legata all'alta finanza) sta cambiando idea sull'euro.Gozi che ai tecnocrati avrebbe ceduto anche i sassi dell'Italia, per cercare qualche voto in piu si mette a criticare la moneta unica e la dittatura europea.Ma chi volete prendere in giro?

da LA REPUBBLICA del 12 giugno 2015-Sandro Gozi risponde alle domande di Alberto D'Argenio

"Dobbiamo risolvere rapidamente il caso greco per poterci concentrare,al vertice europeo di fine giugno,sui nuovi e piu ampi processi di riforma dell'Unione dobbiamo sancire l'irreversabilità dell'euro per poi costruire una nuova Europa su basi piu solide".

"L'Unione è davanti a un buio:o l'integrazione diventa reale o è a rischio l'intera costruzione.E' fondamentale avere un bilancio dell'eurozona per rilanciare gli investimenti,un mercato europeo dei capitali per finanziare le imprese e un welfare comune che garantisca ai Paesi di affrontare meglio le crisi,anche con una assicurazione sociale contro la disoccupazione".

"Inanzitutto il governo dell'euro deve essere politico,non più tecnocratico,con un presidente a tempo però che agisca sotto il controllo democratico dell'Europarlamento e dialoghi con quelli nazionali.Inoltre chiediamo a tutti di avere piu coraggio,di accelerare l'Unione politica,economia e sociale almeno tra un nucleo di Paesi del Nord,prima le riforme e poi l'Unione politica,non è una buona idea:l'Europa deve decidere ora se vuole crescere o spegnersi lentamente.Noi proponiamo di partire da una cooperazione rafforzata tra i Paesi della zona euro ma dopo la prima fase,nel 2018,siamo aperti a discutere alcune modifiche dei trattati se si rivelerà necessario .E' un tema che dobbiamo avere il coraggio di affrontare".

"Alla luce dei lavori in corso a Bruxelles ci sono già alcuni elementi positivi come la dimensione sociale dell'eurozona,il completamento dell'Unione bancaria,il FMI  che abbiamo chiesto noi e che in prospettiva può essere l'embrione di un vero potere di bilancio per la zone euro anche per assorbire gli shock.Però serve anche una vera condivisione dei rischi,sulla quale  insisteremo così come pensiamo noi si possa piu insistere solo sui conti: dobbiamo porci obiettivi comuni spingendo anche le economie piu robuste a cambiamenti dei quali  beneficerebbe tutti:inoltre dobbiamo insistere sulla politica della domanda e trovare un meccanismo per fare prestiti:insomma ,dobbiamo essere molto ambiziosi e apportare subito cambiamenti molto forti".

giovedì 11 giugno 2015

BARBARA SPINELLI:"C'è del marcio nella nascita dell'euro"



Ho idee di sinistra ma non mi faccio rappresentare da una donna ipocrita come Barbara Spinelli.Adesso scopre l'acqua calda, si lascia andare a dichiarazioni dure contro l'euro ma si dimentica che anche lei ha voluto questo tipo d'Europa, allora.Comoda parlare adesso, sembra Alberto Bagnai...

da IL FATTO QUOTIDIANO del 9 giugno 2015-pezzo di articolo

Il fatto è che l'Europa non si sta costruendo.Si sta de-costruendo,come il caso greco rivela.In questa de-costruzione l'ortodossia resta tale,proprio perchè è una teologia politica:nessun elemento del dogma può essere confutato senza confutare l'apparato di potere che l'esprime.L'infallibilità è correlata strettamente alla permanenza  di tale potere.Per questo c'è del marcio nel resto d'Europa.E c'è del marcio,infine, nella nascita e gestione dell'euro.L'errore tende a ripetersi uguale a se stesso:si procede unificando un settore importante,la moneta,in prospettiva la difesa,senza mai far procedere l'unità politica fra europei e una costituzione democratica che permetta ai cittadini di controllare le sovranità che vengono dislocate.Ogni volta è un fallimento,ma ogni volta il modello viene riproposto come il piu "pragmatico",dunque piu efficiente.
E' il piu distruttivo,come disse nel 1971 l'economista Nicholas Kaldor,piu volte citato dal ministro  Yanis Varoufakis, a proposito dell'unione economica e monetaria  il cosidetto piano Werner,che già in quegli anni si discuteva.Le sue parole sono profetiche:"Verrà il giorno in cui le nazioni d'Europa saranno pronte a fondere le proprie identità nazionali e a creare una nuova Unione europea:gli Stati Uniti d'Europa.Questo implicherà la creazione di una piena unione economica e  monetaria.Ma è un'idea pericolosa  pensare che l'unione economica e monetaria possa procedere un'unione politica: che agirà come un lievito capace di far nascere l'unione politica di cui comunque non potrà fare a meno nel lungo periodo! Perchè se la creazione di un'unione monetaria e di un controllo della Comunità sui bilanci nazionali genererà pressioni che conducono al crollo dell'intero sistema,tale creazione non promuoverà ma impedirà lo sviluppo di un'unione politica".

mercoledì 10 giugno 2015

NOURIEL ROUBINI:"Atene ha bisogno di almeno 30 miliardi"




Si,ha veramente bisogno di quei soldi come dice Nouriel Roubini,ma dove li trova? Semplice:aumentando la disoccupazione, tagliando le pensioni dei ceti medio-bassi perchè ormai se vuoi avere i prestiti (non regali) ,devi fare così.Varoufakis e Tsipras in campagna elettorale avevano promesso che si sarebbero ribellati a questo sistema, ma alla fine hanno ceduto.


da LA REPUBBLICA dell'8 giugno 2015-Nouriel Roubini risponde alle domande di Eugenio Occorsio

"Non bisogna ascoltare quanti,sempre di piu, sostengono che l'Europa se la caverà benissimo  anche la Grexit,che sarà solo un fastidioso incidente di percorso e poi verrà riassorbito.Non è così:l'intera economia internazionale sarebbe sconvolta da uno sviluppo del genere,e il contagio sarebbe immediato e devastante a partire dalle economie piu deboli.Ma proprio per questi effetti pesantissimi,che i governanti  europei in cuor loro non si nascondono malgrado le esternazioni di circostanza,mi sono convinto che un accordo sulla Grecia alla fine si farà".

"La Grecia ha realisticamente bisogno di 30-40 miliardi di nuovi finanziamenti.Lo scenario che ho ricostruito è il seguente.Che si vada a un terzo memorandum,con tutte le perdite di sovranità connesse,è improponibile.Però i soldi servono per pagare gli interessi e garantire un minimo di livello di liquidità che renda possibile la ripresa.In parte li garantirà la Bce attraverso diverse vie.Nel nuovo piano l'FMI rimane con un ruolo di mera assistenza tecnica senza incrementare la sua posizione.La chiave sta nella BCE.Si parte con un ampliamento degli Emergency Liquidity Agreement (i fondi creati per via elettronica dalla banca centrale greca sotto controllo di Francoforte),e poi come segno di fiducia e di  emergenza,e ci sarà l'eccezione che consente di accettare i titoli greci in garanzia per finanziamenti cash in euro anche se non sono in possesso dell'investiment gradè di Moody's.Fin qui l'intervento monetario vero e proprio.Il passaggio decisivo,quello che si intersercano finanza e politica,sarà però  l'ingresso della Grecia nel quantitative easing".

"I membri del Fondo salvastati deliberano un finanziamento-ponte per Atene,al di là di qualsiasi memorandum.Il Fondo emette allora dei Bond appositi che vengono acquistati ancora dalla Bce,che può farlo perchè è ammesso che compri nell'ambito del Qe anche un certo ammontare di titoli emessi da istituzioni sovranazionali,come la Banca europea degli investimenti o appunto il Fondo salvastati".

"Ormai Varoufakis è stato messo all'angolo e non guida piu le trattative.Non so cosa passasse per la sua testa al momento delle sue "interperanze" verbali.Credo che sia stato usato come testa d'ariete per sfasciare con decisione gli equilibri precedenti che per la Grecia erano oggettivamente insostenibili.Non è che abbiamo fatto errori veri e propri,diciamo che è stato usato inizialmente come il "poliziotto cattivo" che fa irruzione nell'obiettivo e poi lascia il terreno ai colleghi piu diplomatici.C'è un altro fatto da tener presente:se Varoufakis non avesse fatto la parte del cattivo e avesse assunto un atteggiamento piu remissivo,Tsipras si sarebbe trovato a confrontarsi con Schaeuble mentre così di fatto ha potuto elevarsi a interlocutore diretto della Merkel con una trattativa di diritto politico".

martedì 9 giugno 2015

JOSEPH STIGLITZ:"Germania incosciente e l'EURO va sostenuto"




Leggete bene quello che dice Stiglitz ad Eugenio Occorsio.Stiamo parlando di un premio Nobel e non di Alberto Bagnai,Claudio Borghi Aquilini e dei tanti  eroi antieuro nati negli ultimi anni per vendere libri e partecipare a conferenze in Italia e in europa.

da LA REPUBBLICA del 9 giugno 2015-Joseph Stiglitz risponde alle domande di Eugenio Occorsio

"La posta in gioco è altissima,e non tutti sembrano rendersene conto.E' in ballo il destino dell'Europa e quindi,vista l'importanza del continente,dell'economia mondiale".

"Draghi ha giocato una carta molto rischiosa proclamando nel 2012 che si sarebbe fatta qualsiasi cosa per salvare l'euro.Finora l'ha vinta ma in caso di Grexit la scommessa sarebbe completamente perduta.La consapevolezza che l'euro non è indistruttibile  danneggerebbe irreparabilmente la credibilità della Bce,cosi come quella dei governanti europei:al primo attacco speculativo gli interessi sui titoli europei schizzerebbero a livelli stratosferici,a partire dai Paesi piu deboli come l'Italia.E che ci sarà un'attacco e quindi una crisi che sarebbe molto piu profonda delle precedenti,è nella logica delle economie capitalistiche".

"Il livello di incoscienza diffuso specialmente in Germania,è spaventoso.C'è chi arriva a dire nonchalance che i mercati hanno già scontato la rottura dell'euro e perfino che l'uscita della Grecia sarebbe un bene per l'unione monetaria.Mi sembra una follia,pari se non superiore alla cecità con cui fu affrontata la crisi della Lehman Brothers nel settembre 2008, per la quale pure esistevano vistosi segnali premonitori come il fallimento della Bear Stearns nel marzo precedente.Il sistema finanziario americano fu salvato a carissimo prezzo dalle autorità federali,eppure ancora oggi sono aperte le cicatrici di quella ferita.In Europa tutto sarebbe ancora piu difficile".

"Quello che manca è la domanda,tuttora compressa dall'impronta della Germania ossessionata dall'austerity.Anni di sofferenze sembrano non aver insegnato nulla.Si è inseguito l'irraggiungibile traguardo di forzare la Grecia ad arrivare a un surplus primario del 4,5%:ma vi rendete conto? L'Europa ha perso un decennio,e rischia seriamente di perderne un altro finchè si dichiasra soddisfatta di una crescita dell'1%".

"Credo che oggi ,visto che c'è, l'euro vara sostenuto.E spero, nell'interesse degli equilibri mondiali,che la Grecia vi resti dentro.Però la moneta unica così com'è strutturata non può sostenere il bisogno della popolazione di crescere.Finchè le energie sono spese  nell'affannoso tentativo di mantenerlo in vita,senza che nel contempo si affrontano i nodi veri della crescita,l'euro non è uno strumento di sviluppo.Nè mi farei troppe illusioni sul quantitative easing:come già in America,porta a una rivalutazione della Borsa e a un risparmio di interessi,ma i meccanismi di trasferimento all'economia reale sono insufficienti.E' l'equivoco della propaganda sulla trickle down economy.Dai ricchi una volta che si sono arricchiti "trasuda","sgocciola",qualche beneficio verso il basso.E' provasto che si tratta di un'illusione e che a guadagnarci sono solo i ricchi stessi e i potenti "economici".


lunedì 8 giugno 2015

CHEN ZHAO: "Piu spesa pubblica per uscire dalla crisi Ue"



Sembra si leggere un post scritto da Paolo Barnard e Warren Mosler.Certo,ci servivano due valute,forte e debolwe,ma come mai nessuno quando è stato creato l'euro,si era lamentato? I vari Bagnai,Borghi e compagnia cantante di che cosa si occupavano allora? Lo ripeto, la cause principale è stata l'abolizione della Glass-Steagall (1993) che impediva alle banche d'affari di usare la raccolta del risparmio per speculare.


da IL SOLE 24 ORE del 6 giugno 2015-Il Co-Director Global Market Research di Brandywine in Legg Mason risponde alle domande di Isabella  Bufacchi

"L'euro è un progetto politico e ora serve una soluzione politica.Avreste dovuto avere due valute,una pesante e una leggera per tener conto dei diversi livelli di produttività,della diversa rigidità del mercato del lavoro.Ma non è andata cosi".

"L'Italia sta andando bene,ha un avanzo primario,ma secondo me quei soldi dovrebbe spenderli in spesa pubblica.E con il tasso decennale al 2%,l'Italia deve indebitarsi e spenderne.Il problema in Europa e nel mondo è il risparmio eccessivo che alimenta la minaccia di deflazione.Per contrstare il problema per risparmio eccessivo c'è un  unico modo:aumentare la spesa pubblica.L'Eropa sta sbagliando strategia imponendo il taglio del deficit".

"Le banche europee sono entrate in crisi perchè avevano acquistato troppo debito pubblico di paesi in difficoltà e poi il valore di quei titoli di stato è sceso perchè non c'è un garante in Europa".

"In Europa non avete il compratore di ultima istanza.La Bce è una banca centrale a metà.Dovrebbe comprare molto piu debito.Nell'Eurozona non c'è debito pubblico in valuta estera,è tutto denominato in euro.E' assurdo che i titoli di Stato greci o italiani abbiamo un differenziale di rendimento sui tedeschi,assurdo ci sia la crisi del debito greco.Dovete monetizzare il debito perchè siete minacciata dalla deflazione.I tassi della Bce non può andare ma non è libera,è sotto l'influenza della politica.La soluzione anche in questo caso è quindi politica".

"Non vedo inflazione nel  mondo,non in Europa,negli Usa in Cina.E poi non serve a nulla guardare i dati mese per mese,guardate il trend.Per ora avete evitato il calo dei prezzi.Ma per risolvere il problema bisogna cambiare i fondamentali dell'economia,investire di piu e risparmiare di meno.Il Giappone ha impiegato molti anni prima di entrare in deflazione".

"Il Giappone ha un rapporto debito/pil tra i piu elevati  al mondo e ha mai sentito parlare di crisi del debito giapponese? Ora le cose vanno bene in Europa:l'euro si è deprezzato,l'offerta di moneta sta salendo,le Borse europee sono piu a buon mercato di quella americana.Ma sul lungo termine,per l'Europa,un'economia matura con una tendenza demografica come quella del Giappone,si prospetta uno scenario alla giapponese.Non mi fraintenda:non è una catastrofe economica.La crescita pro-capite in Giappone è aumentata negli ultimi 20 anni piu del Pil in virtù della decrescita demografica e per questo il  Giappone a ben vedere ha una produttività simile a quella Usa".

"Quel che veramente conta è il rendimento degli investimenti,Deve essere elevato per attrarre capitali i corporate bond,anche i nuovi mini-bond,hanno bisogno di un emittente che vuole investire il denaro raccolto e di investitori disposti a comprare i bond perchè rendono adeguatamente l'Europa ha già alle spalle sei anni di stagnazione .Per uscirne dai suoi problemi,in Europa dovrete aumentare la spesa  pubblica e consentire alla Bce di acquistare il debito ponendosi come prestatore di ultima istanza.I Paesi con produttività bassa in Sud Europa dovrebbero poter avere una valuta leggera,quelli del Nord una valuta pesante:ma questa è un'altra storia".


domenica 7 giugno 2015

NEWS BREVI.AUSTRALIA-incentivi al lavoro nero




Guardare quello che succede da altre parti del mondo non fa mai male anche perchè c'è sempre qualcosa da imparare.Da notare come le destre stiano sempre di piu sfruttando gli stranieri.Prima li insultano e poi li usano come gli pare.Stessa cosa vale per la "nostra" Lega Nord.

da L'INTERNAZIONALE

AUSTRALIA.Incentivi al lavoro nero

Il governo australiano ha deciso di tassare il lavoro degli stranieri che arrivano nel paese con il visto per la vacanza lavoro, un programma che permette a giovani stranieri di restare in Australia fino a dodici mesi e allo stesso tempo svolgere impieghi a breve termine.Con la misura,spiega Inside Story,il fisco prevede di incassare circa 540 milioni di dollari,ma potrebbero crearsi le condizioni perchè gli immigrati dotati di questo visto siano piu sfruttati".Ci saranno meno incentivi ad assumerli e,sopratutto,potrebbe aumentare il lavoro nero."Sempre piu imprese proporranno ai possessori del visto di lavorare in nero ed essere pagati di piu e in contanti.E quest'esempio potrebbe essere seguito dai lavoratori a tempo determinato. D'altronde stabilire un'imposta del 32,5% significa che su una paga oraria di 16 dollari un lavoratore percepisce solo 10,80 dollari.A quel punto al possessore di visto converrebbe prendere 12 dollari in contanti.Inoltre,ipotizzando un guadagno medio di 25.000 dollari in un anno,su questo reddito un australiano pagherebbe 1,347 dollari di tasse,mentre chi ha visto per una vacanza lavoro dovrebbe versare 8.125 dollari.I lavoratori che sceglieranno l'illegalità,infine,avranno poco da temere,visto che possono lasciare il paese quando vogliono senza rischiare conseguenze".

GLOBALIZZAZIONE.Aumenta la povertà

Secondo uno studio dell'Ocse,il divario tra ricchi e poveri si sta allargando sempre di piu.Come spiega l'Economist,negli anni 80' il 10% piu ricco della popolazione dei paesi Ocse guadagnava sette volte di piu del 10% piu povero.Oggi guadagna dieci volte di piu.I poveri,inoltre,aumentano tra i piu giovani.I tassi di povertà tra le persone di età compresa tra i 18 e i 25 anni sono ai massimi storici,mentre quelli delle persone con piu di 65 anni sono dimunuiti.Il 40% piu povero possiede appena il 3% della ricchezza.

REGNO UNITO.Al via processo per il Libor

Il 26 maggio è cominciato a Londra il processo contro il primo imputato per lo scandalo Libor,la manipolazione,da parte di alcune grandi banche,del tasso di riferimento interbancario usato per determinare il costo di numerosi contratti finanziari.Le persone sotto inchiesta sono 21,scrive il Guardian,ma il primo a finire davanti ai giudici è stato Tom Hayes,35 anni,ex operatore della banca svizzera Ubs e di quella statunitense Citigroup.Hayes,che deve rispondere dell'acqua di frode,rischia fino a dieci anni di prigione.

GERMANIA.Amazon paga le tasse

Dal 1 maggio scorso Amazon paga al fisco tedesco le tasse sui profitti guadagnati in Germania",scrive Die Tageszeitung.La stessa cosa vale per il Regno Unito,per la Spagna e per l'Italia.Prima il colosso statunitense dell'e-commrce dirottava le sue entrate in Lussemburgo,dove riceveva un trattamento fiscale di favore.Negli ultimi mesi,però,il sistema è finito nel mirino delle autorità in seguito alla pubblicazione di alcuni documenti riservati.Lo scandalo,il Luxleaks,ha coinvolto il capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker,a lungo primo ministro del Lussemburgo.

venerdì 5 giugno 2015

IL PROF ALESSANDRO ROSINA"Non capisco dove vuole andare il governo Renzi"




Bisogna essere dei poveri sciocchi per prendere sul serio l'ottimismo del governo Renzi.Ditemi voi se leggere le statistiche e vedere che aumentano i lavori a tempo determinatoe aumenta l'occupazione degli over 55,c'è da essere ottimisti.Il professor Alessandro Rosina è stato chiaro e le risposte date al Fatto Quotidiano sono da leggere e da memorizzarle.


da IL FATTO QUOTIDIANO DEL 5 GIUGNO 2015-il professore di Demografia e Statistica all'Università Cattolica di Milano Alessandro Rosina,risponde alle domande di Carlo Di Foggia

"Abbiamo il dovere di infondere speranza ai nostri giovani,ma non ha senso gioire per l'incremento di uno zero virgola,e solo su base mensile.Abbiamo creato un esercito di Neet,giovani che non lavorano e non studiano,e dobbiamo aggredirlo con una determinazione ben maggiore".

"C'è un equivoco nella narrazione pubblica degli ultimi anni.L'occupazione piu matura in realtà è in crescita dallo scoppio della crisi:nel 2009 il tasso di attività dei  lavoratori tra i 55-64 anni era al 39% ,nel 2014 oltre il 48.L'aspetto  incredibile è che su questo fronte stiamo riducendo il gap con la media europea,mentre il tasso di partecipazione al lavoro dei piu giovani è andato sempre peggio,allontanandosi dal resto d'Europa.Abbiamo 2,5 milioni di inattivi nella fascia 15-29,il 26% dei giovani italiani,nell'Ue sono il 15,9%".

"Le aziende preferiscono assumere i lavoratori piu anziani perchè non hanno prospettiva del futuro.Scelgono l'uovo oggi,piuttosto che la gallina domani.Un giovane è un investimento a medio-lungo termine,invece le imprese se hanno bisogno subito di qualcuno,scelgono l'esperienza,direttamente spendibile".

"Non facciamo abbastanza formazione  ai giovani,non c'è il binomio studio-lavoro,ma il dato peggiore non è questo:per farli lavorare serve investire in ricerca e innovazione e in settori ad alto tasso di occupazione giovanile.Noi non lo facciamo,non facciamo nemmeno una politica industriale adeguata.I giovani non lavorano o sono sottopagati ,e il sistema non si evolve.Ci affidiamo passivamente alla spinta di una lieve ripresa economica,ma non affrontiamo nessuna delle grandi sfide del lavoro".

"Quelli con poca formazione,magari che hanno fatto un solo lavoro nella vita,non riescono quasi mai a trovare una nuova occupazione.Perchè da noi si fa poca formazione durante la vita lavorativa.E' quasi assrnte il lifelong learning,l'apprendimento permanente  e l'aumento degli occupati,piu anziani certificato mercoledi dall'Istat riguarda in particolare modo le donne.Madri  che,dopo aver visto il marito prendere il posto,sono tornate al lavoro,adattandosi a fare lavori che prima facevano gli immigrati.Le donne sono quelle che si adattano di piu.I giovani accettano stipendi molto bassi pur di non finire tra gli inattivi.In Italia non si sta realizzando la "staffetta generazionale":le imprese o scelgono l'esperienza,o preferiscono pagare poco il lavoratore".

"Confesso che non ho capito dove vuole andare il governo Renzi.Non ho capito dove vuole andare il Paese.Si vedrà se il Jobs Act,riesce a stabilizzare un pò di precari,ma per ora non crea occupazione aggiuntiva.Sui giovani invece non ha intrapreso alcuna strada:servono risorse ingenti per la formazione e per creare una vera rete di centri per l'impiego efficiente e sopratutto investimenti in settori chiave.Invece si usano soltanto paliativi.Serve avere in mente un'idea precisa di sviluppo.Non mi sembra ci sia".

giovedì 4 giugno 2015

GIORGIOS STATHAKIS (Ministro gov Tsipras):"Non vogliamo metterci contro i governi europei".




Sto leggendo il libro di Varoufakis che a breve pubblicherò dei pezzi.Fingono di ribellarsi all'Europa ma in realtà l'accontentano e lo dimostrano anche le risposte che Giorgos Stathakis da alla giornalista Maria Serena Natale.L'importante è la stabilità del sistema bancario... non aggiungo altro.

da IL CORRIERE DELLA SERA del 31 maggio 2015-il Ministro di economia Infrastrutture del governo Tsipras Giorgos Stathakis risponde alle domande di Maria Serena Natale

"Il terzo salvataggio dipende dal mix di sostenibilità del debito e proiezioni di crescita per i prossimi tre-quattro anni,il quadro non è ancora chiaro.L'accordo al quale puntiamo però esclude la necessità di un nuovo piano di salvataggio.La missione del Fmi in Grecia scade a marzo 2016.Non c'è motivo di prevedere un allungamento".

"Il nostro filo è una politica realistiche,razionali.I temi chiare sono riforme dell'Iva e abbassamento degli obiettivi di avanzo primario,per il 2015 chiediamo l'1%,da portare gradualmente al 3%  entro il 2018.Revisione delle regole del mercato del lavoro,energia e privatizzazioni,misure sul debito privato".

"Il prestito Fmi ammonta in totale a 17 miliardi,con gli interessi dobbiamo restituirne 20.Rispetteremo tutti gli impegni che abbiamo ereditato.Dopodichè,ci sono altre aree d'intervento come i rimborsi dei titoli Bce,per i quali si possono allungare le scadenze o rivedere i tassi.Non è esclusa la possibilità di pagare dopo il 2022".

"All'inizio abbiamo avuto difficoltà,ora superate.Non vogliamo che passi l'idea di una contrapposizione tra Syriza e i governi europei.Navigazione ,turismo,competenze.Dobbiamo rafforzare agricoltura e  artigianato,investire sull'innovazione".








mercoledì 3 giugno 2015

Il sociologo Aldo Bonomi:"Renzi non ha capito le vittime della crisi"



Tutti questi commenti contro Renzi li condivido però mi farebbe piacere che questi sociologhi,intellettuali e professori avessero il coraggio di criticare coloro che hanno svenduto l'Italia alla grande finanza, ai grandi colossi bancari cioè Massinmo D'Alema, Visco ,Amato Draghi.Renzi sta solo obbedendo.

da IL MANIFESTO del 3 giugno 2015-Il sociologo Aldo Bonomi risponde alle domande di Roberto Ciccarelli

"Renzi e i suoi non vedono i processi profondi che aumentano potentemente il leghismo-forzista,quella mistura di nazionalismo e xenofobia razzista che ha portato Salvini ad essere secondo partito in Toscana,ad avanzare in Umbria e Marche,a far vincere tutti in Liguria, a stracciare la Moretti con Zaia in Veneto.Non dicono nulla sull'astensionismo e sulla disaffezione verso la politica che già erano emerse nelle regionali in Emilia-Romagna e domenica scorsa sono esplosi. Il campanello d'allarme doveva suonare dopo la scarsa affluenza alle primarie del Pd in Veneto.Non l'hanno sentito.Il Pd deve ricominciare a parlare con quella parte dei distretti produttivi in difficoltà anche dell'Italia di Beccatini e Foà che raccontavano il metal mezzadro alla Merloni di Fabriano che oggi,con la crisi di Whirpool, è in grande difficoltà.Anche l'Italia borghigiana,quella sintesi di agricoltura,paesaggio,manutenzione del territorio,forme civiche di partecipazione,è stata un tema della campagna elettorale in Liguria.Il migliore interprete è stato il M5S,non Raffaella Paita".

"La storia degli 80 euro succede quando si destruttura tutto ciò che sta in mezzo:la rappresentanza degli ultimi,dei pensionati,dei senza casa,i sindacati,il commercio o gli artigiani.Questo spazio vuoto lo devi riempire altrimenti qualcun altro lo fa al posto tuo.Il presidente del Consiglio non ha una visione della società di mezzo.La sua parola d'ordine è una sola:rottamare e modernizzare dall'alto.Ma si deve porre il problema della ricostruzione,altrimenti rischia di restare sotto le macerie.Questo avviene quando le elezioni riguardano la dimensione intermedia".

"Le migrazioni sono processi drammatici ma intelligenti.Con la crisi hanno registrato un rallentamento.Purtroppo in Italia non abbiamo una memoria storica di questi processi e dimentichiamo che sono compatibili con la nostra società.L'Europa è indifferente e non adotta l'unica soluzione possibile:creare corridoi umanitari per i profughi.Salvini sfruitta la sindrome dell'invasione.La prima lì'abbiamo già vista nel 1991 con la fuga di massa dall'Albania.Il secondo funziona da sempre:basta un fatto di cronaca su un Rom venduto sul mercato della politica e scatta la caccia al capro espiatorio".

"Landini sta affrontando la vera questione:la crisi di una societùà di mezzo.Condivido quando dice di non volere fare un partito politico,lui sta cercando di mettersi in relazione con il mutamento della composizione sociale.In Italia esiste un'enorme domanda di rappresentanza pre-politica.Il suo simbolico rivolgersi a Gino Strada e Don Ciotti è una metafora sociale che invita il sindacato ad occupare uno spazio abbandonato,quello della povertà.E dei lavoratori poveri.Il sindacato deve innovarsi confrontandosi con tutti i problemi del lavoro autonomo e dell'innovazione.E' un segnale importante che tutto il sindacato non dovrebbe  farlo Renzi che li guarda dall'alto,con una pura logica politica,definendo tutto questa minoranza della minoranza".

martedì 2 giugno 2015

MAURIZIO LANDINI:"Da Renzi solo annunci senza contraddittorio"



Caro Landini, è il modello economico mondiale che è sbagliato,colpisce solo ed esclusivamente i ceti medio-bassi e Renzi sta facendo quello che gli chiedono di fare.Mi piacerebbe che ogni tanto te la prendessi con la finanza.


da IL MANIFESTO del 29 maggio 2015-Maurizio Landini risponde alle domande di Massimo Franchi

"Sarebbe ora che la smettesse di andare in tv e fare annunci senza contraddittorio e che si mettesse a fare politica industriale,che in Italia manca da 20 anni ed è all'origine dei milioni di licenziamenti e delle migliaia di chiusure di imprese.E dovrebbe anche smettere di attribuirsi il merito di altri:gli investimenti a Melfi Marchionne li ha fatti prima del Jobs Act e dovrebbe riconoscere che l'investimento della Lamborghini Volkswagen a Sant'Agata Bolognese è stato possibile per il lavoro di anni delle istituzioni locali,dei sindacati e dei lavoratori.Sarebbe infine utile riflettere sul fatto che Melfi e San'Agata sono due modelli molto diversi:sopratutto rispetto alle condizioni dei lavoratori".

"Le difficoltà strutturali del nostro Paese sono sotto gli occhi di tutti,come conferma anche l'Ocse.L'idea di uscire dalla crisi,riducendo i diritti,superando il contratto nazionale e regalando un po di soldi alle imprese è una vera e propria illusione.al paese si stanno raccontando balle che avranno effetti ancora piu negativi.C'è invece bisogno di cambiare strada al piu presto:investimenti pubblici e privati per rilanciare la crescita e l'occupazione".

"Le battaglie che abbiamo fatto in questi anni erano perchè ci fossero investimenti.Fabbrica Italia prometteva 20 miliardi con 1,4 milioni di auto l'anno prodotte.Ora se va bene stiamo a 700.000 e a Pomigliano e in altri siti siamo ancora senza modelli.Ne abbiamo criticato gli spostamenti di produzione e di sede fuori dall'Italia e la cancellazione del contratto nazionale:questi elementi rimangono".

lunedì 1 giugno 2015

FERNANDO SAVATER (Filosofo):"Podemos? Nessun cambiamento




Come non essere d'accordo col filosofo Fernando Savater.E' il classico partito di sinistra anti austerità che però non la voglia e la determinazione di distruggere questa Europa comandata dalla grande finanza ,sperano sempre che prima o poi cambi e diventi piu buona...


da LA STAMPA del 1 giugno 2015

"Podemos è un partito marxista che si adattato alla situazione politica,approfittando della crisi e del risentimento generale".

"Quelli di Podemos hanno una strategia,conoscono Macchiavelli,vogliono il potere,non cambiare il Paese.Operano con classica tecnica leninista, un piccolo gruppo che detta la linea.Hanno capito  che conveniva sembrare piu moderati.Hanno fatto dei master in comunicazione politica,mica sono degli improvvisati,e infatti,se guardate oggi Pablo Iglesias potreste non accorgervi che è lo stesso estremista che conduceva un programma tv.Un fenomeno.Per fortuna c'è Youtube che conserva quelle prediche".

"Di Podemos mi inquieta l'ambiguità sul nazionalismo,nei Paesi Baschi e in Catalogna.Nemmeno davanti ai fischi all'inno spagnolo allo stadio di Barcellona hanno preso una posizione chiara".