Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

giovedì 30 aprile 2015

PIERRE MOSCOVICI:"Stimo Mario Draghi per quello che fa in favore dell'euro"



Caro signor Moscovici, inutile che lei cerca di fare il furbo, i paesi hanno perso la sovranità grazie all'Europa, chi si azzarda ad andare controcorrente ,fate pressione per allontanarlo approfittando del 98% dell'informazione che è dalla vostra parte.Varoufakis intanto è stato aggredito dagli anarchici greci, gli stessi che hanno votato per Alexis Tsipras.

da LA REPUBBLICA del 30 aprile 2015-Pierre Moscovici risponde alle domande di Andrea Bonanni

"Varoufakis continua ad essere il ministro delle Finanze della Grecia.E' un principio basilare della democrazia europea che non siamo noi a scegliere i ministri degli altri Paesi.Comunque il cambiamento dell'equipe di negoziatori greci è benvenuto,perchè significa che il primo ministro è impegnato direttamente nel negoziato.Ma la nostra posizione non cambia:vogliamo un documento complessivo da parte di Atene e lo vogliano in fretta.Il tempo stringe,dobbiamo accellerare".

"Per noi l'unica cosa che importa sono le riforme che la Grecia deve fare.Non esiste un piano B.C'è solo il piano A,che prevede la permanenza della Grecia nell'euro.Se si parla di piano B vuol dire che non si crede già piu nel piano A.L'eurozona deve impedire l'uscita della Grecia.I mercati hanno una loro nazionalità,e la nazionalità dice che la Grecia deve restare nella moneta unica".

"Nessuno mette in discussione i principi democratici.I greci hanno votato per il cambiamento e il cambiamento deve arrivare,e deve riportare la Grecia ad una crescita sostenible.Noi siamo pronti ad aiutare il popolo greco,non a punirlo.Ma l'eurozona comporta anche dei doveri.Se si vuole restare nella moneta unica bisogna rispettare regole e impegni.E questo vale per tutti i Paesi".

"Le decisioni prese per Francia e Italia sono nel pieno rispetto delle norme del Patto di Stabilità.Anche per Roma e Parigi,come per Atene,quel che conta è che le riforme vadano avanti.In questo senso abbiamo fatto e andiamo avanti a fare una pressione forte,ma positiva,sui governi italiano e francese e credo che il nostro messaggio sia stato recepito"

"Il governo sta facendo riforme importanti nel campo del lavoro,delle banche ,del fisco,della pubblica amministrazione e anche in campo del lavoro,delle banche,del fisco,della pubblica amministrazione e anche in campo  istituzionale.Due punti sono fondamentali.Il primo è che le riforme non devono solo essere votate in parlamento ma vanno messe in pratica.il secondo è che la riduzione del debito deve restare priorità assoluta.Su questi due punti c'è ancora parecchio lavoro da fare.Ma il governo italiano è sulla buona strada".

"La Commissione Barroso doveva improvvisare per trovare risposte ad una emergenza senza precedenti.Ora invece siamo in una fase di ripresa,sia pur fragile e indotta da fattori esterni.E il nostro obiettivo e far si che la crescita diventi strutturale,endogen,e che produca posti di lavoro.Crescita e lavoro sono le nostre due uniche priorità:in questo senso è cambiato il nostro orientamento politico rispetto al passato".

"Ho grandissima stima per Mario Draghi e per quello che fa in favore della moneta unica.E certo condivido l'idea che dobbiamo avanzare con  l'integrazione dell'eurozona,che sarà discussa al prossimo vertice europeo di giugno.Le mie idee personali sono note dobbiamo rafforzare la governance della zona euro.Dobbiamo designare un presidente permanente dell'eurogruppo.Dobbiamo avere un organo specifico per l'eurozona all'interno del parlamento europeo.Dobbiamo unificare la nostra rappresentanza nelle istituzioni internazionali come il FMI.E sopratutto dobbiamo avere un bilancio comune della zona euro che sia all'altezza delle nostre ambizioni"

mercoledì 29 aprile 2015

Renzi come il fascista Acerbo, ma è di sinistra...



Anglotedesco è uno con delle idee di sinistra ,i partiti di sinistra italiani però non mi convincono.Ha ragione Enrico Letta: se l'Italicum l'avesse fatto il governo Berlusconi ,saremmo andati in piazza.Infatti non ho visto nessun giornale di centrosinistra attaccare duramente Renzi.Inutile fare paragoni con la legge elettorale della Gran Bretagna, la Costituzione italiana non è quella britannica.Gaetano Azzariti spiega bene tutto nell'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano.

da IL FATTO QUOTIDIANO del 29 aprile 2015-Gaetano Azzariti risponde alle domande di Luca De Carolis

Mettendo la fiducia,l'esecutivo ha stravolto l'equilibrio tra i poteri.Una grave forzatura su una legge incostituzionale che cambia  la forma di governo".
Gaetano Azzariti,docente di diritto costituzionale presso l'università La sapienza di Roma,boccia forma e sostanza dell'Italicum:legge "renzianissimo" contro cui si è espresso pubblicamente,sottoscrivendo gli appelli dell'Anpi dei Giuristi democratici".

"L'interpretazione delle norme è discussa e discutibile.Gli unici due precedenti,quelli della legge Acerbo del 1923 e della legge "truffa" del 1953,sono pessimi,e di certo non possono legittimare una prassi.Ma il nodo principale è un altro.C'è un problema di legittimazione formale,un problema politico.Il governo ha posto la fiducia sulla legge elettorale che è una materia costituzionale,e che tocca proprio i rapporti tra l'esecutivo e il Parlamento.Ciò basta per dimostrare l'assoluta inopportunità della sua scelta in aula.Il governo doveva rimanere silente in aula.Rispetto a questa legge,autolimitarsi.E,invece l'esecutivo ha violato l'autonomia del Parlamento.Ancora una volta il governo Renzi ha dimostrato di non rispettarlo,confermando la sua arroganza".

"L'Italicum è assolutamente incostituzionale.Innazzitutto,  trasforma in modo surrettizio la forma di governo,in quanto è fatto per eleggere un capo dell'esecutivo,mentre la legge elettorale deve "solo" stabilire i criteri di composizione degli organi parlamentari a votare la maggioranza,secondo la Carta deve essere il Parlamento eletto".

"Questa legge non rispetta la sentenza con cui nel 2014 la Consulta ha bocciato il Porcellum.La Corte è stata limpida nell'affermare che sono ammissibili "distorsioni che favoriscano la governabilità",come premi di maggioranza e soglie di sbbarramento.Ma è stata altrettanto chiara nello scrivere che queste distorsioni non possono comprimere troppo la rappresentatività del Parlamento:l'Italicum non ne tiene conto,perchè è  tutto schiacciato sulla governabilità".

"Anche nel dare il premio di maggioranza alla lista,la Consulta era stata chiarissima,bocciando il premio di maggioranza del Porcellum come "abnorme" e quello previsto dall'Italicum mi sembra altrettanto abnorme.Poi ci sono altre criticità,come il fatto che questa legge vedrà approvata a Senato elettivo ancora vigente.Avremo due Camere con leggi elettorali totalmente differenti: un'irrazionalità normativa".

martedì 28 aprile 2015

LANDINI:"Marchionne riporta gli operai agli anni 50'"



Ma va,Landini ancora non ha capito che viviamo in un mondo comandata dalla dittatura neoliberista?Marchionne fa quello che fanno tutti gli imprenditori. Caro Landini,invece di tirar fuori la storia della corruzione che è vecchia come il mondo, cerca di far qualcosa per smantellare questa dittatura europea.


da IL FATTO QUOTIDIANO  del 18 aprile 2015-Maurizio Landini risponde alle domande di Salvatore Cannavò

"L'accordo che propone Marchionne è cosi negativo perchè è la conferma che è definitivamente cancellato il contratto nazionale e i due livelli di contrattazione.Si completa il disegno cominciato nel 2010 e si sancisce che il salario è totalmente variabile e non incide,come avviene negli aumenti contrattati nazionalmente,sulla paga base,su Tfr,ferie,scatti.E' un bene che finalmente si parli di possibili aumenti salariali anche in Fca,dove si guadagnano 750 euro l'anno in meno rispetto al contratto dei metalmeccanici,ma i sindacati che aderiscono alla proposta di Marchionne devono essere consapevoli che stanno accompagnando il processo di cancellazione del contratto nazionale".

"Da quello che abbiamo letto,visto che siamo stati esclusi dal confronto,la novità assoluta è che il salario è variabile e le cifre sono ipotetiche.In tutti i contratti ci sono degli aumenti contrattati che vanno a incidere sui vari istituti della retribuzione,come varie,indennità,Tfr.Questa  proposta,unilaterale,introduce una logica che prima non c'era,il salario si contratta da una sola parte,in azienda"

"La prestazione di chi lavora è fissa,ed è stata aumentata con l'abolizione della pausa in dieci minuti e la saturazione dei tempi di lavoro.In Fca si lavora di piu e per piu tempo ma alla fine,quell'operaio che va a lavorare tutti i giorni, non sa se avrà un aumento o no, perchè gli aumenti fissi non ci saranno piu.Deve sperare che le cose vadano bene.Se le cose andranno male si dovrà accontentare di 350 euro lordi l'anno,che sono 25 euro al mese".

"Per Marchionne si tratta di realizzare oggi quello che voleva fare nel 2010.Già allora c'era una strategia precisa:uscire dalla Confindustria,avere un unico contratto con una politica retributiva coerente.Ha ragione la Fismic quando dice che finalmente è prevalso il modello Fismic-Fiat contro quello di Confindustria e Cigl,Cisl e Uil firmatari di un accordo in cui si diceva che i livelli contrattuali dovevano restare due:uno nazionale e uno aziendale".

"Si conferma un dato vero da cento anni a questa parte:quando si muove qualcosa in Fiat questa ha influenza nel Paese.Vedo che ci sono sindacati confederali che applaudono alla cancellazione del contratto nazionale.Allora chiedo:se altre aziende vogliono fare come Fca,cosa gli diranno? Alla fine degli anni 50,quando alla Fiat nacque il Sida,poi divenuto Fismic,fu l'allora segretario della Cisl, Giulio Pastore,che disse che la Cisl non avrebbe mai firmato  un contratto aziendale sostitutivo del contratto nazionale perchè altrimenti il principio su cui si era costruito il sindacato confederale non sarebbe piu esistito.Ci vorrebbe quella coeranza.La Confindustria ,nello stesso documento che ha ispirato il Jobs Act di Renzi,chiedeva che un'azienda possa scegliere se applicare il contratto nazionale o aziendale.Come si vede,si erano portati avanti".

"Che in Fca ci sia un problema salariale è evidente.Chiederemo quindi che ci siano gli aumenti certi in paga base a partire dai 750 euro di scatto con il contratto metalmeccanici.In secondo luogo,bisogna riunificare i contratti:280 contratti diversi sono una follia.
Servono alcuni grandi contratti,come l'industria e fare in modo che i lavoratori possono liberamente votare e poi,bisogna chiedere al governo di defiscalizzare non gli aumenti legati agli utili o alla produttività ma gli aumenti dati a tutti i lavoratori nei contratti nazionali".

lunedì 27 aprile 2015

MILANO FINANZA:"Varoufakis dilettante e pericoloso"




Purtroppo la stragrande maggioranza delle persone,e  non solo greche, non capisce come funziona l'economia comandata dalla finanza speculativa e continua ad affidarsi a gente diversa in breve tempo e poi si lamenta perchè le cose non cambiano.Varoufakis e Tsipras hanno cercato in tutti i modi di convincere i grechi che non si sarebbero arresi di fronte alla dittatura europea e invece stanno obbedendo  tagliando i servizi essenziali per i cittadini sopratutto dei ceti medio-bassi.

da (pezzi di articolo) MILANO FINANZA del 25 aprile 2015-Marcello Bussi

Perditempo,giocatore d'azzardo,dilettante.Sono gli epiteti affibbiati dai ministri delle Finanze dell'Eurogruppo al collega greco Yanis Varoufakis nel corso della riunione tenutasi a Riga,in Lettonia,venerdi 24 aprile.Originariamente sarebbe dovuto essere l'Eurogruppo decisivo per i destini di Atene,ma già si sapeva che sarebbe diventato un incontro interlocutorio.
La questione greca,più che finanziaria è politica .Inutile illudersi che il Qe della Bce sia in grado di impedire il contagio greco.Come ha ben spiegato George Friedman,fondatore e Ceo del sito americano Strattfor specializzato in analisi geopolitica,la posta in gioco è molto piu alta dei soldi prestati dalla Germania alla Grecia.Basti pensare,che Atene comincerà a rimborsare il grosso del malloppo all'Efse il Fondo salva-stati,pari a 141,8 miliardi di euro,solo a partire dal 2023 per finire nel 2054.
Le prossime scadenze per la Grecia sono queste:1 maggio deve rimborsare al FMI 200 milioni di euro e 780 milioni il 12 maggio.Dando per scontato che,grazie al sequestrato della liquidità degli enti locali,Atene rispetti questi impegni (depotenziando così l'Eurogruppo dell'11 maggio), si passa a giugno entro il 19 la Grecia dovrà rimborsare al FMI 1,5 miliardi che non avrà, perchè ormai il fondo del barile è già stato raschiato.A giugno,quindi, Atene dovrebbe raggiungere l'accordo con l'ex Troika per poter ricevere l'ultima tranche da 7,2 miliardi ottenuto nel 2010 e nel 2012,e rispettare così le successive scadenze.Ma anche questo risolverebbe i problemi solo nel brevissimo termine.Per stare a galla nei prossimi 12-18 mesi.Atene ha bisogno di altri soldi,quindi di nuovi prestiti dall'ex Troika,che Barclays ha stimato in almeno 25-30 miliardi.
Un dato paradossale è che,superato lo scoglio del 2015,dove in tutto deve rimborsare circa 2,8 miliardi, negli anni successivi gli oneri per Atene saranno decisamente inferiori:meno di 10 miliardi all'anno dal 2016 al 2018,poco  piu di 10 nel 2019,meno di 5 nel 2020 e nel 2021.E fino al 2054 la cifra annua si manterrà sotto i 10 miliardi.Insomma,  se Atene la sfanga quest'anno,ce la può fare.Fino a restituire tutto il dovuto.Detta così sembra facile,ma bisogna tenere conto che l'economia ellenica è di proporzioni minuscole:il Pil è di circa 215 miliardi di euro, quindi per pagare agevolmente i suoi debiti Atene deve avere un avanzo primario del 4-5% come peraltro richiesto dall'ex Troika.Un obiettivo impossibile da raggiungere senza nuovi tagli alla spesa pubblica.
Ma Tsipras ha vinto le elezioni promettendo la fine dell'austerità ecco perchè chiede una riduzione all'1%.Da Bruxelles gli hanno piu volte risposto picche.Varoufakis ha spiegato che così si cade nella "trappola dell'austerità", i cui effetti "sul settore privato minano i tassi di crescita assunti, facendo così deragliare dal percorso di bilancio previsto".C'è poi la "trappola delle riforme" secondo Varoufakis è controproducente continuare con la cura della Troika,basata sul taglio dei salari e delle pensioni.Citigroup parla di Grimbo a ragion veduta:se Atene non rimborsa 600 milioni di euro al FMI il 16 giugno,la prassi dice che deve passare un mese prima che venga ufficializzato il default,si arriva così al 16 luglio.Nel frattempo è possibile che Tsipras indica elezioni anticipate per uscire ancora piu forte dalle urne.Oppure potrebbe davvero ricevere da Mosca quei 5 miliardi di dollari di anticipo sui pagamenti cui la Grecia avrà diritto come Paese di transito del gasdotto russo-turco.Dal punto di vista contabile,Eurolandia può sopportare la Grexit.
Ma resta sempre l'effetto contagio,che non sarebbe a livello finanziario perchè il QE dovrebbe riuscoire a neutralizzarlo,bensì politico:una Grecia capace di cavarsela nei primi mesi di ritorno alla Dracma farebbe salire le chance di vittoria di Podemos alle elezioni di fine anno in Spagna ,Atene,poi, imporrebbe dei dazi per proteggere le sue imprese,mettendo in ridiscussione il Dogma l'area di libero scambio che,ricorda Friedman,ha consentito alla Germania di prosperare perchè la sua economia è basata sull'export.A Berlino conviene quindi il Grimbo.Ma non è detto che Tsipras glielo conceda,anche perchè può sempre minacciare la Grexit.Lo aveva detto Varoufakis alla vigilia dell'eurogruppo:la Grexit  "non è un bluff".Un motivo in piu,forse,che spiega perchè,i suoi colleghi hanno cercato di crocifiggerlo.

domenica 26 aprile 2015

Alba Dorata vuole restare nell'euro.Hai capito Claudio Borghi?



Questo articolo è dedicato al signor Claudio Borghi Aquilini che in ,intervistato da Libero qualche fa, dichiarò che in Grecia avrebbe votato Alba Dorata per le posizioni anti europeiste e perchè vogliono uscire dall'euro.
Vorrei mandargli questo post al prof Borghi,ma su twitter mi ha bloccato...

da IL CORRIERE DELLA SERA del 25 aprile 2015-Andrea Nicastro

I negoziatori greci? "Mammolette senza spina dorsale e spirito patrio".La Bce,la Commissione,il FMI? "Strumenti della plutocrazia internazionale,calvinista e anglosassone che ha voluto impossessarsi della ricchezza greca".L'avvicinamento di Atene alla Russia? "Magari fosse vero.In realtà Alexis Tsipras è un pupazzo degli americani".I 340 miliardi di debito pubblico?Illegali,imposti truccando i conti nazionali e dissanguando il Paese con tassi da usura.Non dobbiamo restituirne neanche un centesimo".Facciano attenzione lassù a Bruxelles e Francoforte,perchè l'esasperazione dei greci verso l'austerità è così imponente che se l'estrema sinistra di Syriza fallisse le trattative sul debito,tra i ricambi possibili alle prossime elezioni c'è l'estrema destra di Alba Dorata.
Artemios Matthaiopoulos ,31 anni, è unop dei 17 deputati del partito,eletti nonostante i candidati fossero tutti in prigione o agli arresti domiciliari.
Settanta membri di Alba Dorata sono sotto processo.L'accusa è istigazione a delinquere e banda armata per l'omicidio di un rapper.Matthaiopoulos è stata un mese e mezzo in prigione e ora,in attesa delle udienze in maggio,ha solo il divieto di espatrio."Ci indicano come ispiratori ideologici,dice.Se non è processo politico questo,non ce n'è mai stato un altro.

ALBA DORATA E' IDENTIFICATO COME PARTITO NEO NAZISTA,CON TUTTO IL COROLLARIO DI SIMIL SVASTICA,ORGANIZZAZIONE PARAMILITARE E CAMICE NERE.

"Non siamo tedeschi degli anni 30,ma nazionalisti come tanti altri in Europa.Crediamo di dover proteggere la nostra patria,la cultura,la lingua e la religione ortodossa.Non vogliamo grecizzare nessuno.Semplicemente davanti alla bomba demografica islamica e alla spoliazione dell'alta finanza,vogliamo difenderci".

DOVEVATE SCEGLIERE PROPRIO QUEL SIMBOLO COSI EVOCATIVO?

"Se c'è tanta ignoranza non è colpa nostra.Il nostro simbolo si chiama meandro,compare sui templi classici,rappresenta l'aspirazione alla purezza.E noi vogliamo resistere al materialismo che ha corrotto la società".

VENIAMO ALL'EURO.MEGLIO FUORI O DENTRO?

"Dentro".

PERCHE'?

"Abbiamo già pagato a caro prezzo l'ingresso.Sarebbe assurdo pagare anche l'uscita".

ALLORA FA BENE LA SINISTRA AL GOVERNO A TRATTARE CON L'EUROGRUPPO?

"Syriza sta tradendo il  Paese.Non doveva andare a Bruxelles.Il ricatto dei creditori è inaccettabile,non si compromette così la sovranità nazionale.Le riforme che hanno imposto in passato e pretendono di imporre oggi vanno contro il bene del popolo e del popolo e del Paese.Il vantaggio è solo per le banche e la grande finanza".

QUINDI?

"Non dobbiamo restituire piu nulla.Mi spiace per i cittadini degli altri Paesi europei,ma sono stati i loro governi a mettersi al servizio del libero mercato,della concorrenza,del neoliberismo e della plutocrazia.Tutti assieme,noi cittadini d'Europa,dovremmo liberarci da questa classe politica".

venerdì 24 aprile 2015

Prima i canadesi! Il Canada come Salvini...



In ogni angolo del mondo si sentono queste cose,il modello economico neoliberista è questo,certi lavori bisogna farli per pochi soldi e gli unici disposti a farli sono gli stranieri ,sono fondamentali e questi discorsi alla Salvini non servono a nulla.A meno che il mondo non cambi...

da LE MONDE-Anna Pelonas (Traduzione l'Internazionale)

"Prima i canadesi".Lo slogan della riforma  sui permessi di soggiorno temporanei per i lavoratori stranieri, attuata dal governo di Ottawa per tappe a partire dal giugno del 2014,indica una direzione precisa.L'obiettivo  è dimezzare il numero degli immigrati entro tre anni.Questi lavoratori poco qualificati sono assunti per far fronte alla carenza di manodopera in settori come la ristorazione,l'alberghiero,l'edilizia,la pesca.Il Canada ne accoglie ogni anno 200.000 ,in gran parte provenienti dalle Filippine e dal Messico.
Il 1 aprile è entrata in vigore una delle misure della riforma piu osteggiate dalle imprese, dall'opposizione parlamentare e dalle organizzazioni che difendono i diritti degli a quattro anni la durata del permesso di soggiorno per i lavoratori stranieri che si trovano già in Canada.Alla scadenza del permesso i lavoratori non potranno tornare nel paese prima di quattro anni. Per i nuovi arrivati, invece il permesso di lavoro durerà solo due anni.
Ottawa vuole porre fine ai presunti abusi di una legge che finora ha consentito a circa 2.500 imprese di avere piu del 30% del personale composta da lavoratori stranieri con permesso di soggiorno temporaneo e ad altre 1.100 di averne piu della metà.Nel 2014 nel Canada occidentale diversi McDonald's erano finiti al centro indagini per aver assunto stranieri pagandoli  meno dei dipendenti canadesi un anno fa il C.D Howe Insitute,un ente di ricerca indipendente,aveva criticato duramente la vecchia legge, sostenendo che in dieci anni avrebbe fatto aumentare la disoccupazione nel Canada occidentale.La riforma ha l'obiettivo di correggere il tiro.E' rivolta alle aziende che hanno piu di dieci dipendenti e limita la quota di manodopera poco qualificata proveniente dall'estero al 20% per il 2015 e al 10% dal 2016.In piu le aziende dovranno dimostrare di non essere riuscite ad assumere un canadese.Nelle regioni con un tasso di disoccupazione superiore al 6% inoltre,l'assunzione di lavoratori stranieri temporanei è vietata nel settore alberghiero,nel commercio al dettaglio e nella ristorazione.I lavoratori agricoli e i collaboratori domestici,la cui penuria è ampiamente dimostrata,sono invece sostanzialmente esclusi dalle nuove misure.
I datori di lavori inadempienti rischiano la sospensione e multe salate.Per ora,tuttavia,i primi a essere puniti sono i lavoratori stranieri già presenti in Canada.Come osserva un portavoce dell'associazione Migrant worker Alliance for change ,"in un sistema in cui già non hanno voce,diritti e protezione,ora sono vittime di un'isteria secondo cui rubano il lavoro ai canadesi".
Con il nuovo limite di quattro anni per il permesso di soggiorno,decine di migliaia di lavoratori migranti usa e getta costretti a partire",denuncia Savet Dench,presidente del Canadian Council for refugees.

Il Nuovo partito democratico,all'opposizione,ha chiesto avremo un rinvio per chi ha avviato le pratiche per la residenza permanente.Ha protestato con fermezza anche la Federazione canadese delle aziende indipendenti,che rappresenta 109.000 piccole e medie imprese.La partenza dei lavoratori non migliorerà la situazione dell'occupazione,prevede Simon Gaudreault,economista della federazione:"Oggi l'80% dei nostri affiliati ha difficoltà a trovare manodopera locale".
Il 24 marzo il Primo ministro della provincia dell'isola del Principe Edoardo,Wade MacLauchlan, ha lanciato l'allarme.La stagione della pesca comincerà a maggio e l'industria della lavorazione del pesce dovrà rinunciare al 25% dei lavoratori stranieri temporanei a causa delle nuove norme.
Nella provincia dell'Alberta, la musica è la stessa:negli alberghi di Fort Mc Murray,città situata al centro del distretto industriale delle sabbia bituminose,lavorano per l'80% stranieri con un permesso di soggiorno temporaneo.La catena di fast-food Tim Hortson sostiene che perfino offrendo un compenso orario superiore di un terzo rispetto al salario minimo non riesce a trovare dei canadesi disposti a farsi assumere.Risultato:la catena ha deciso di non aprire nuovi ristoranti.

giovedì 23 aprile 2015

Dove sono i soldi per il reddito minimo...



Poverini gli italiani, bisogna capirli se sono maglia nera da sempre per l'evasione fiscale, noi non siamo benestanti come Svezia,Belgio,Danimarca e Norvegia dove si pagano piu tasse che nel Belpaese dei ciarlatani.L'articolo (e i dati della Banca d'Italia) sotto dimostra che sono tutte palle e che gran parte degli italiani non sono altro che dei vermi viscidi.

da IL MANIFESTO del 23 aprile 2015-Piero Bevilacqua

Nel suo documento "La ricchezza delle famiglie italiane anno 2015",il nostro paese,con una ricchezza pari a 8.728 miliardi di euro,appare in una luce diversa dalla vulgata miserabilista corrente:"Nonostante il calo degli ultimi anni, le famiglie italiane mostrino,nel confronto internazionale,una elevata ricchezza netta,pari nel 2012 a 8 volte il reddito lordo disponibile;tale rapporto è comparabile con quello di Francia,Giappone,e Regno Unito e superiore a quello di Usa,Germania e Canada".
E' una ricchezza formata dal patrimonio abitativo (4.900 miliardi),ma anche da titoli finanziari,risparmi,attività economiche,ecc ecc.Si tratta di una posizione di tutto rispetto,anche in confronto di grandi potenze industriali che il reddito minimo lo praticano.Da tempo.E allora qual'è il problema? Perchè un Paese così ricco non trova le risorse per dare alle fasce piu deboli ed esposte della nostra popolazione un reddito di dignità? Perchè l'Italia oggi ha 6 milioni di poveri in senso assoluto? Il 10% degli individui e l'8% delle famiglie? La prima risposta è,come largamente noto,nella disuguaglissima distribuzione della ricchezza.
Su questo punto i dati della Banca d'Italia degli ultimi anni sono noti.Il 10% delle famiglie piu ricche detiene quasi la metà della ricchezza nazionale.Questione sociale di prima grandezza,ma oggi ostacolo evidente alla cosidetta ripresa.Cinque mesi fa perfino l'Ocse,che non è la Caritas,si è spinta a sostenere,pudicamente che l'aumento della disparità ha un impatto sulla crescita (M.Moussanet sul Sole 24 ore del 9 dicembre 2014).
In Italia,secondo i dati apparsi di recente sulla stampa, ben l'80% del peso fiscale è sostenuto dalla parte piu debole del paese,dipendenti e pensionati.Sempre la Banca d'Italia,ne "i bilanci delle famiglie italiane" nell'anno 2012 ha ricordato che nel precedente ventennio,in termini relativi.il reddito degli anziani è passato "dal 95 al 114% della media generale (...) per le classi di età piu giovani,invece,il reddito equivalente è diventato significativamente piu basso della media:il calo è stato di circa 15 punti percentuali".Non c'è da stupirsi:il capitalismo neoliberista distribuisce la ricchezza sulla  base dei puri rapporti di forza fra classi e individui.Com'era stato per tutta la precedente storia delle società umane,sino al trentennio keynesiano.

mercoledì 22 aprile 2015

Cosa può succedere se la Grecia ci lascia...



Tsipras sta dimostrando di essere un ciarlatano,parlava tanto e poi sta tagliando i comuni e le pensioni,ma è normale in questa Europa funziona così.
Si,anche troppo benessere, tanto che la gente non ha voglia di lottare, si fa corrompere facilmente ,si lamenta per delle cavolate.Non momenti di crisi,vedi la loro pochezza...

da IL CORRIERE DELLA SERA del 17 aprile 2014-Antonio Armellini

Le ambiguità sulle vere intenzioni di Alexis Tsipras restano tutte e lo stesso Mario Draghi,al di là delle ripetute dichiarazioni di impegno,non potrà continuare all'infinito nel ruolo salvifico di deux ex machina.La fuoriuscita non concordata della Grecia provocherebbe un danno fortissimo alle economie dei Paesi dell'eurozona,ma sarebbe ancor maggiore per quella greca.Ragione per cui sono in molti ad augurarsi che,alla fin fine,un compromesso che permetta a un euro rifondato (e indebolito) di sopravvivere senza abbandonare la Grecia al fallimento,possa risultare possibile.E se non andasse così?
Le analisi sui possibili effetti di una "Grexit" si sono concentrate sul futuro dell'euro,ma le conseguenze politiche rischiano di andare al di là di un quadro economico di per se problematico.Sbaglia chi pensa che un'Europa senza la Grecia potrebbe recuperare naggiore coesione:una "Grexit" esasperebbe le tensioni all'interno dell'eurozona,metterebbe in crisi l'interno processo di integrazione e fornirebbe un formidabile assist a quanti,da Podemos in Spagna,a Syriza,ad Alternative fur Deutschland in Germania,alla Lega,all'Ukip in Gran Bretagna,ai gruppi in Olanda e in Finlandia,cavalcano l'ondata di scetticismo nei confronti di istituzioni europee malate di burocratismo,per contestare l'euro e in alcuni casi di reclamare la dissoluzione dell'Ue.
Dimenticavo che è grazie alla Comunità europea prima,e all'Unione poi,se da 60 anni il continente vive una stagione di libertà e benessere mai conosciute prima.Si illudono che il ritorno agli Stati nazionali aprirebbe una stagione di grande dinamismo,mentre segnarebbe il loro definitivo declino nel mondo globalizzato.Complice la crisi,possono contare su una platea di consensi venata di qualunquismo e disinformata,ma in crescita.

Presa nella morsa dei suoi tecnicismi,l'Europa sembra incapace di convincere un'opinione pubblica sempre piu distante che tutto ciò che grazie ad essa è stato possibile raggiugere,da una democrazia dei diritti condivisi,alla libertà di muovere persone e cose attraverso frontiere divenute immateriali,non è irreversibile e lo spettro distruttivo del nazionalismo di cui ha sofferto per secoli ,è sempre dietro l'angolo.Per svilupparsi,essa ha sempre avuto bisogno di una forte dinamica interna.L'euro avrebbe dovuto rappresentare il punto di giunzione fra queste due dinamiche,rafforzando  la governance economica del Vecchio continente e riciclandone la dimensione sovranazionale.E invece,lo spettro della "grexit" diventa agli occhi di una folta platea euroscettica l'occasione per contestare non solo la deriva burocratica dell'Unione,ma negare l'essenza stessa del suo progetto politico.
Pesa la mancanza di un nuovo Altiero Spinelli:perchè l'ingegneria dei Trattati in cui l'Europa si è sinora rifugiata,sarà anche una panacea intelligente ma non basta proprio più.

martedì 21 aprile 2015

Sfruttare al meglio la caduta dell'euro



Dopo quasi vent'anni in cui il commercio mondiale è cresciuto a tassi pari al doppio di quelli del Pil globale,nel  triennio 2012-2014 ha proceduto a un ritmo medio leggermente inferiore a quello del pil: 2,9% contro 3,1%.La progressione dell'interazione reale tra le economie,misurata dal volume relativo degli scambi internazionali dopo vent'anni di forte espansione sembra essersi fermata.Non così per quanto riguarda lo sviluppo dell'integrazione finanziaria.Al di fuori dell'area dell'euro,l'integrazione finanziaria.Al di fuori dell'area dell'euro,l'integrazione finanziaria ha proseguito la sua espansione nonostante la crisi.
Dal punto di vista macroeconomico,il deprezzamento dell'euro combinato con la caduta dei prezzi delle materie prime in dollari rafforza l'effetto positivo sulla nostra bilancia di conto corrente con l'estero poichè rende compatibile il deprezzamento con un miglioramento della ragione di scambio,anzichè un suo peggioramento come normalmente avviene.In altre parole,alla migliore competitivi di prezzi verso i paesi esterni all'area euro non corrisponde un aumento dei costi di produzione importati per le nostre imprese.La crisi ha fin qui portato alla riduzione dello squilibrio globale tra le bilance dei pagamenti correnti dei diversi paesi.
All'inizio,ciò è avvenuto attraverso la riduzione dell'assorbimento d'importazioni per la riduzione dell'attività economica,ora attraverso la redistribuzione dei flussi di esportazione e importazione conseguente alla cosidetta guerra delle valute in atto,un fenomeno sostanzialmente a somma zero per il commercio mondiale.
La normalizzazione dopo la crisi si accompagnerà quindi a una crescita nel medio periodo del commercio mondiale piu allineata a quella del Pil mondiale?
L'avvio di una fase di maggiore "introversione" dell'attività economica sia cinese che di altri paesi emergenti,ormai in prossimità di uno stadio piu maturo della loro industrializzazione che comporta piu domanda interna e più contenuto di servizi,sembrerebbe suggerire una risposta positiva all'interrogatoria.La conseguenza,in tal caso,sarebbe una prospettiva di relativa stabilità nel medio periodo dei prezzi relativi delle materie prime rispetto al prezzo dei manufatti.Se gli emergenti degli anni Novanta ormai possono considerarsi emersi, altri emergenti,come India e Sud est asiatico,hanno ancora spazi da percorrere,mentre nuovi emergenti stanno per presentarsi sulla scena mondiale,come alcuni paesi dell'Africa,dell'America Latina e del medio oriente.E' molto probabile che nel corso del prossimo decennio ciò consentirà di ritornare a una crescita del commercio mondiale decisamente piu elevata del Pil.Il che costituirebbe una nuova sfida per l'attività industriale dei paesi a economia matura,ma probabilmente non avrebbe lo stesso impatto che Cina ed ex tigri asiatichre hanno avuto sui prezzi delle materie prime negli anni passati.

REPUBBLICA AFFARI E FINANZA-Paolo Onofri

lunedì 20 aprile 2015

SANDRO GOZI:"L'uscita della Grecia non conviene a nessuno"




Sandro Gozi ha ragione,parla da perfetto europeista, la Grecia deve fare i compiti,uscire dall'euro sarebbe un problema, l'Italia è sulla strada giusta.Peccato che però tagli 100, e ricevi 40.Gozi questo non lo dice però...


da IL RESTO DEL CARLINO-Sandro Gozi risponde alle domande di Alessia Gozzi

"Oggi l'Europa ha strumenti per gestire l'emergenza che nel 2010 non aveva:il Qe,il meccanismo europeo di stabilità,la liquidità di emergenza.E l'Omt,mai utilizzato ma che può essere attivato in caso di difficoltà".

"Siamo in una situazione piu credibile rispetto al percorso di riduzione del debito e del deficit,ma anche per quanto riguarda le riforme strutturali credo che a fine maggio arriveranno incoraggiamenti dalle istituzioni europee a proseguire su questa via.Inoltre,come ha sottolineato Padoan,la relazione tra i titoli  di stato italiani e quelli greci è minima".

"Ci si aspetta che la Grecia presenti rapidamente almeno alcune priorità chiave,anche in numero limitato.Misure precise che abbiamo compatibilità finanziaria e un preciso impatto sulla crescita.Ci si aspetta, ad esempio dettagli su misure di equità sociale come la lotta all'evasione e la tassazione dei grandi patrimoni.E su questo si sta lavorando al tavolo Ecofin.Ma è un altro il tema che continua ad essere inesplorato".

"Bisogna costruire una vera politica economica comune,con meccanismi che leghino i piani di riforme nazionali a politiche economiche e sociali europee.E' il tema su cui Draghi sta lavorando con i presidenti delle istituzioni europee:in giugno arriverà il rapporto dei quattro presidenti.Noi come governo italiano faremo delle proposte".

"Sono determinato,come tutti in Europa.Perchè l'uscita della Grecia non conviene a nessuno,chi scommette su questa ipotesi,si ritroverà in un vicolo cieco.Noi faremo tutto ciò che è in nostro potere per evitarlo".

"Dal punto di vista del posizionamento politico e delle quantità finanziarie non credo che alla Grecia convenga pensare di avere un'alternativa all'Ue nella Russia.Così non credo sia questa l'intenzione di Tsipras"

domenica 19 aprile 2015

CARLOTTA SAMI:"La Ue apra canali per i rifugiati".Sono d'accordo




Mentre pubblico questo post, c'è stata il naufragio nel canale di Sicilia e si temono purtroppo 700 morti.Sto guardando Skytg 24 e parla Papa Bergoglio, si vedono persone rincoglionite che ridono mentre vengono inquadrati.
Ormai è inevitabile , la frittata è già stata fatta però per evitare altre tragedie,ci vorrebbero navi (e poi aerei)regolari che portano in Europa solo i rifugiati politici e poi chiedere a loro dove andare,in Italia non verrebbe quasi nessuno,lo dicono i numeri e qui ritiro le cretinate che ho scritto in alcuni post piu o meno un anno fa..La maggior parte di stranieri sono o dell'Est o in Paesi dove non c'è nessuna guerra.In questo modo non ci sarebbero persone che dormono in Stazione come a Milano.A parte che nella città dell'Expo ci sono stato decine di volte da quando sono arrivati i siriani e vi posso garantire che sono tutt'altro che pericolosi,trovi bambini con i propri genitori.I piu pericolosi nella Stazio Centrale di Milano hanno tutti l'accento italiano.


da IL FATTO QUOTIDIANO del 18 aprile 2015

"Abbiamo parlato con alcuni di loro (migranti) attraverso i nostri mediatori culturali.I fatti sono andati un pò diversamente da come riportato.Sulla barca c'è stata una rissa,come purtroppo avviene spesso.Per settimane prima della partenza i migranti vivono una situazione di attesa in condizioni estreme,spesso senza mangiare e bere,così quando si imbarcano sono esasperati.Sembra che il loro leader,ovvero il trafficante,musulmano e di lingua francese,abbia cominciato a investire contro un gruppo di ghanesi e nigeriani anglofoni e di religione cristiana.Su questa rissa verbale e poi fisica,scatenata da ragioni culturali,si sono poi innestati insulti religiosi.Purtroppo di fatti drammatici come questo ne avvengono di continuo.Capisco l'attenzione mediatica sul contrasto religioso,però attenzione a non segregare"

"Gli sbarchi in Italia fino ad oggi sono stati in linea con quelli del 2014: 23.500 dall'inizio dell'anno.Semmai la variazione riguarda piuttosto il flusso dalla Turchia verso la Grecia (+ 200% in tre mesi).Quello che cambia è il numero degli incidenti:l'anno scorso 50 morti a fine aprile,adesso 950.Come sottolineava ieri il Financial Times,questo provocare una crisi di coscienza a livello europeo"

"Noi abbiamo sempre chiesto che tutta l'Unione europea si facesse carico delle operazioni di salvataggio.Ma così non è stato. Triton non è adeguata perchè non ha mandato di ricerca  di soccorso ma solo di pattugliamento delle coste.Ed è anche per questo che ha anche risorse economiche limitate.La situazione è grave perchè con Triton le chiamate di emergenza le riceve la guardia costiera italiana,la marina e guardia di finanza.A intervenire sono poi i mercantili italiani,che sono costretti a deviare la loro rotta commerciale.Molti però hanno criticato anche Mare Nostrum"

Ha salvato molte vite,ma anche reso visibile il dramma dei migranti,creando uno shock mediatico.Il problema è che era tutto sulle spalle del governo italiano,a cui costava ovviamente troppo.Poi ci sono stati i timori a livello europeo che Mare Nostrum potesse incrementare il numero di migranti.A questo proposito,l'Alto commissario (il portoghese Antonio Guterres,ndr) ha detto che l'idea che il salvataggio in mare possa essere fattore di attrazione non è solo sbagliata ma anche moralmente inaccettabile".

"L'Unione europea deve aprire canali legali per i rifugiati.Guardiamo i numeri.Le persone in fuga da guerre e terrorismo (Siria,Iraq,Corno d'Africa,Nigeria) sono 51 milioni.Il numero piu alto dalla Seconda guerra mondiale,è vero.Sono una minima parte di loro si muove verso paesi industrializzati:200.000 arrivati nell'Unione europea l'anno scorso.Certo ,170.000 sono passati per l'Italia,ma si sono fermati nel nostro Paese solo per pochi giorni.In Italia abbiamo in media un rifugiato per ogni mille abitanti.Dire che non possiamo accoglierli è veramente una forzatura"


venerdì 17 aprile 2015

MICHAEL ROTH:"I populisti non ci spaventano"



Caro Roth, volete evitare l'Europa "populista"? Bene, cercate prima di tutto di reinserire una Glass-Steagall e poi, tutti insieme, da sinistra, di distruggere l'EURO per evitare che l'estrema destra ritorni a ricoprire un ruolo importante. Sono per l'Europa democratica con una giustizia seria (meglio di quella italiana non ci vuole molto),ma le politiche economiche lasciatele agli stati e sopratutto ognuno deve stampare la propria moneta.


da IL RESTO DEL CARLINO DEL 17 aprile 2015.Il Ministro degli Affari europei risponde alle domande di Elena Comelli

"Non abbiamo mai lavorato così bene con i colleghi italiani come in questo periodo.Apprezziamo molto il modo in cui Matteo Renzi si è impegnato a mettere ordine nei conti pubblici,a riparare slancio all'economia e il suo atteggiamento filo-europeo.Fra i due governi c'è un rapporto molto stretto e una grande fiducia reciproca.Stiamo cercando di sostenere con tutta l'energia possibile gli sforzi per la crescita messi in atto dal governo italiano"

"Il mio governo si è impegnato al massimo sul fronte della crescita,della sicurezza sociale e della creazione di posti di lavoro in tutto il continente.Siamo convinti che tutti i Paesi d'Europa siano sulla stessa barca e che per questo convenga remare nella stessa direzione.Dobbiamo fare di piu per risolvere il grave problema della disoccupazione giovanile,ma stiamo andando nella direzione giusta".

"Ci aspettiamo che il governo greco faccia del suo meglio per portare avanti le riforme e non abbiamo interesse a mettergli i bastoni fra le ruote,anzi, cerchiamo di sostenerlo il piu possibile sarebbe una tragedia..."

"La crisi di fiducia in cui è precipitata l'Europa è molto piu grave della crisi economica e i politici europei sono i primi colpevoli,perchè tendono a magnificare i provvedimenti presi a Berlino, a Parigi o a Roma e a denigrare quelli presi a Bruxelles.Queste affermazioni,spesso diffuse con leggerezza,alimentano un grande equivoco nell'opinione pubblica,che tende ad attribuire a Bruxelles un atteggiamento punitivo,come se gli obiettivi di rigore fiscale adottati dall'Unione non fossero stati decisi dai singoli Paesi e approvati dai Parlamenti nazionali.La verità è che l'Europa siamo noi,condividiamo gli stessi valori e non ci faremo spaventare dai populisti e dagli euroscettici".

"La Germania non è certo il Paese piu progressista in materia di diritti civili,anche noi abbiamo dovuto imparare dagli altri.Il bello dell'Europa è proprio che non si smette mai d'imparare da vicini.Non si può imporre un'omologazione su temi così delicati,ma con il tempo si abbattono i pregiudizi e si equiparano le forme di vita.E' un processo aperto,anche per la Germania non si può considerare concluso".

giovedì 16 aprile 2015

CARLO COTTARELLI:"Bene Jobs act e tesoretto"



Al FMI non interessa assolutamente nulla se non c'è crescita, la storia dice che in qualsiasi posto è passato, ha fatto danni.Va benissimo eliminare gli sprechi (in Italia si calcolano tra 30-40 miliardi di euro) ,ma non si può far pagare tutto ai ceti medio-bassi.Ma il mondo è questo comandato dalla finanza speculativa,grandi colossi bancari e multinazionali.Chi ha permesso tutto questo? I governi...

da LA REPUBBLICA del 16 aprile 2015-Carlo Cottarelli risponde alle domande di Elena Polidori

"Ci sono tutte le condizioni perchè l'Italia possa crescere piu del previsto.Il tesoretto?Una cifra bassa,ma anche una buona notizia".

"Il FMI è pessimista sull'andamento di tutte le economie ,non solo quella italiana c'è stata anche una discussione su questo punto,al suo interno.Io credo che al dunque,sia troppo prudente".

"Io ragiono su alcuni dati di fatto,a cominciare dal calo del prezzo del petrolio.Se si mantiene così,per l'Italia il risparmio è di circa 16miliardi,un punto di Pil, il doppio della Francia.In pratica significa che si dimezza la bolletta petrolifera,è un effetto grosso che non potrà non ripercuotersi positivamente sulla crescita.Poi c'è il quantitative easing e quindi il mini-euro".

"Spero che la prossima missione dell'FMI sullo stato di salute dell'economia italiana prevista a Roma a inizio maggio,sia l'occasione per poter rivedere al rialzo le attuali previsioni.Lo 0,7% di Pil immaginato dal governo mi sembra coerente.Forse si arriverà anche allo 0,8.Le novità internazionali avvalorano questa tesi.Le ragioni interne la rafforzano.Mi riferisco al Job act,per esempio.E la detassazione per i nuovi  assunti.Mi pare anche che,per una volta almeno,la politica fiscale guardi alla crescita,con una riduzione del deficit contenuta.E,non ultimo,c'è un Def realistico:non è facile da leggere,dal punto di vista del linguaggio,ma ci sono tutte le informazioni necessarie e tutte le previsioni di spesa".

"Noi tutti qui all'FMI assumiamo che i prezzi del petrolio calano per aumento dell'offerta e non per un ribasso della domanda.Poi c'è la questione delle sofferenze bancarie che riducono la trasmissione all'economia reale delle politiche monetarie.E' evidente che bisogna trovare una soluzione".

mercoledì 15 aprile 2015

Lezione di economia sociale dall'Argentina


FOTO PRESA DA www.manifesto.it


Esempio straordinario di economia sociale che viene dall'Argentina,purtroppo per l'Italia è fantascienza. Anglotedesco in fabbrica ci ha più litigato che lavorato ,non solo per colpa dei padroni ma anche degli operai che fanno le vittime,magari al sabato fanno le manifestazioni contro di loro e al lunedi mattina gli leccano i piedi perchè gli danno i soldi per mangiare.Chi  tocca i padroni, viene preso per scemo e messo da parte.Allora questa situazione ve la meritate.Leggete e imparate!

da IL MANIFESTO del 2 aprile 2015-Claudio Tognonato

Le imprese recu­pe­rate in Argen­tina con­ti­nuano a cre­scere. I dati dell’ultimo cen­si­mento del Cen­tro di docu­men­ta­zione dell’Università di Bue­nos Aires con­fer­mano che il feno­meno, nato come rispo­sta alla crisi che nel 2001 ha cau­sato la chiu­sura di migliaia di fab­bri­che, oggi in un con­te­sto eco­no­mico più con­so­li­dato e solido, si ripro­pone con diverse moda­lità. Il recu­pero si è tra­sfor­mato in uno stru­mento di lotta, se l’azienda ha pro­blemi di gestione non sono neces­sa­ria­mente gli ope­rai a dover pagare. Anzi, secondo le nuove nor­ma­tive, i primi cre­di­tori che dovrà risar­cire un impren­di­tore fal­li­men­tare, sono i debiti nei con­fronti dei lavo­ra­tori. Il recu­pero di una unità eco­no­mica è defi­nito dal pas­sag­gio da un’amministrazione pri­vata alla gestione col­let­tiva per mano agli anti­chi sala­riati e avviene pre­va­len­te­mente attra­verso coo­pe­ra­tive di lavoro.
L’ultimo stu­dio del caso ha regi­strato in totale la pre­senza di 311 imprese auto­ge­stite di cui 63 aggiunte nel periodo del 2010–2013 che riguarda il IV Rile­va­mento. L’indagine mette in evi­denza da una parte l’espansione e con­so­li­da­mento dell’esperienza, dall’altra un incre­mento delle dif­fi­coltà nel rico­no­sci­mento e rego­la­riz­za­zione dell’attività. Solo in pochi casi, però, le dif­fi­coltà pro­vo­cano la chiu­sura della fab­brica. L’indice di «mor­ta­lità impren­di­to­riale» con­ti­nua a essere molto basso. Delle 247 imprese regi­strate fino al 2010 solo 6 hanno chiuso, la via dell’autogestione si con­ferma per i lavo­ra­tori argen­tini, una alter­na­tiva valida per pre­ser­vare il lavoro e svi­lup­pare nuove forme di eco­no­mia che non met­tano al primo posto il capi­tale. Gli osta­coli oggi sono nel pro­cesso di con­ver­sione di ogni occu­pa­zione che, come dicono gli ope­rai, deve pas­sare «da legit­tima a legale».
Cam­bia la fab­brica recu­pe­rata, si regi­stra una note­vole diver­si­fi­ca­zione nei set­tori, da un feno­meno pre­va­len­te­mente indu­striale che ancora rap­pre­senta un 50,4%, ad un insieme di atti­vità che si distri­bui­scono tra pro­du­zione e ser­vizi: gastro­no­mici, salute, edu­ca­zione, com­mer­cio, tra­sporto. Cam­biano i set­tori ma non cam­bia il con­te­sto, le imprese che intra­pren­dono que­sto per­corso devono con­vi­vere all’interno di un sistema capi­ta­li­sta che pensa solo alla logica del pro­fitto. È qui che diventa utile la fede­ra­zione e coo­pe­ra­zione tra le diverse realtà e il rap­porto con l’università pub­blica, come rifles­sione sui pro­cessi in corso.
Non si tratta solo del recu­pero del posto di lavoro, il com­pito è quello di essere padroni di se stessi. Si recu­pera una atti­vità eco­no­mica ma anche uno spa­zio comu­ni­ta­rio costruito attra­verso un col­le­ga­mento costante con la società.
Il pro­getto delle imprese recu­pe­rate inse­gue da sem­pre l’utopia di un’altra con­ce­zione del lavoro.
L’autogestione dell’attività rivela tre carat­te­ri­sti­che: 1) la demo­cra­tiz­za­zione del lavoro, uguale tempo di lavoro e retri­bu­zione; 2) l’organizzazione poli­tica della gestione: assem­blee e costi­tu­zione degli organi interni; e 3) i cam­bia­menti che ogni atti­vità rie­sce a gene­rare da un punto di vista economico.
Aperti al territorio
La sede del pro­gramma Facul­tad Abierta dell’Università di Bue­nos Aires si trova nella tipo­gra­fia recu­pe­rata Chi­la­vert, nel. http://​www​.impren​ta​chi​la​vert​.com​.ar/ Siamo tor­nati dopo 10 anni al quar­tiere di Pom­peya dove la Chi­la­vert con­ti­nua la sua espe­rienza di auto­ge­stione, ora con l’aggiunta di un cen­tro cul­tu­rale con labo­ra­tori, corsi e work­shop aperti al ter­ri­to­rio. Si pro­duce così un incon­tro tra atti­vità eco­no­mica e società. In Argen­tina, oltre alla didat­tica e la ricerca, l’università pub­blica ha come com­pito l’ “exten­sión”, cioè, la mis­sione di espan­dersi sul ter­ri­to­rio. L’obiettivo è quello di rom­pere l’isolamento dell’accademia attra­verso spe­ci­fi­che atti­vità nel quar­tiere o altre aree peri­fe­ri­che. Dal 2002 il pro­gramma Facul­tad Abierta, svolge una serie siste­ma­tica di rile­va­menti a livello nazio­nale sulle imprese recu­pe­rate per capire la dimen­sione e le diverse par­ti­co­la­rità del feno­meno. Anche se con molte dif­fi­coltà e limiti le inda­gini con­sen­tono di seguire con con­ti­nuità il per­corso di que­ste espe­rienze, è così che si arriva alla quarta rile­va­zione delle imprese recu­pe­rate. Il Cen­tro di docu­men­ta­zione, creato nel 2006, si occupa di regi­strare e met­tere in cir­colo le diverse espe­rienze che, un volta siste­mate, restano a dispo­si­zione dei lavo­ra­tori, dei ricer­ca­tori e della società.
Oltre alle atti­vità del pro­gramma della Facul­tad Abierta alla Chi­la­vert fun­ziona un Bachil­le­rato popu­lar che si svolge nelle ore serali quando si ferma il rombo delle mac­chine della tipo­gra­fia. L’obiettivo del Liceo è quello di rico­struire il rap­porto tra capi­tale e lavoro pro­mo­vendo un’educazione inclu­siva che con­tri­bui­sca a tra­sfor­mare la realtà sulle orme di Paulo Freire. La scuola come orga­niz­za­zione sociale in grado di que­stio­nare il sapere costi­tuito e gene­rare nuove cono­scenze. Edu­care alla libe­ra­zione signi­fica qui un pro­cesso infor­male che può anche rag­giun­gere risul­tati for­mali con l’ottenimento di titoli rico­no­sciuti dalle isti­tu­zioni. Il titolo secon­da­rio è per molti anche una espe­rienza di recu­pero, per com­ple­tare il Liceo abban­do­nato o mai iniziato.
L’antropologa Nata­lia Polti, una delle coor­di­na­trici del pro­gramma, ci rac­conta con grande entu­sia­smo la ric­chezza di que­sta espe­rienza. «Il nostro obiet­tivo — ci dice — è inclu­dere gli esclusi, pro­muo­vere la demo­cra­zia in classe, sta­bi­lendo le pro­prie regole». Ci rac­conta di gruppi non omo­ge­nei per età, cul­tura, nazio­na­lità e per­fino scopi: «Si va da chi da sem­pre voleva finire il Liceo a chi lo fa per avere la pos­si­bi­lità di acce­dere ad una man­sione più qua­li­fi­cata».
Nel bachil­le­rato ven­gono incluse mate­rie come il coo­pe­ra­ti­vi­smo, per ricreare, a par­tire dall’esperienza delle imprese recu­pe­rate, un diverso rap­porto con il lavoro. Dopo anni di lotta i docenti di que­ste scuole sono riu­sciti nel 2011 ad otte­nere oltre i titoli uffi­ciali, borse di stu­dio e salari (vera­mente mode­sti) per gli edu­ca­tori. In ogni modo è un rico­no­sci­mento per le 30 scuole di que­sto tipo che fun­zio­nano a Bue­nos Aires e dintorni.
La sto­ria si ripete
La crisi euro­pea, l’incremento della disoc­cu­pa­zione, il fal­li­mento delle imprese, l’effetto domino che con­ta­gia tutta l’attività pro­dut­tiva e il culto alla sta­bi­lità mone­ta­ria rap­pre­sen­tano alcuni degli ele­menti che acco­mu­nano l’esperienza vis­suta in Argen­tina e finita nel default del 2001 a quella che viviamo oggi sotto il dispo­ti­smo dell’euro. La capa­cità di pro­du­zione dell’imprenta recu­pe­rata Chi­la­vert è cre­sciuta negli anni e sono anche aumen­tati i soci lavo­ra­tori. La coo­pe­ra­tiva ha deciso alla fine del 2013 di inviare uno di loro in Spa­gna per acqui­stare appa­rec­chia­ture. Mar­tin Cos­sa­rini è arri­vato a Madrid dove ha tro­vato i mac­chi­nari che cer­cava. L’impresa San Fer­nando de Hena­res aveva in ven­dita ciò che la Chi­la­vert stava cer­cando ed il prezzo era ragio­ne­vole. Affare fatto. Il giorno dopo Cos­sa­rini tornò in fab­brica per rin­gra­ziare l’operaio che gli aveva inse­gnato il fun­zio­na­mento dei mac­chi­nari por­tan­do­gli una bot­ti­glia di vino, ma que­sto gli disse che era stato licen­ziato e che la tipo­gra­fia sarebbe stata chiusa. Erne­sto Gon­za­lez, sto­rico diri­gente della Chi­la­vert, ci rac­conta che Cos­sa­rini tele­fo­nava in con­ti­nua­zione da Madrid chie­dendo con­si­glio. Cosa fare? Rac­con­tare la loro espe­rienza, dir­gli che anche loro pote­vano recu­pe­rare l’attività o non dire niente e tor­nare a casa con il nuovo acqui­sto? I com­pa­gni della Chi­la­vert hanno deciso di socia­liz­zare la loro espe­rienza con gli ope­rai spa­gnoli che sta­vano per­dendo il lavoro. Cos­sa­rini portò alla tipo­gra­fia spa­gnola un libro sul recu­pero delle fab­bri­che in Argen­tina. Alla fine il con­si­glio fu disat­teso. Gli ope­rai spa­gnoli soste­ne­vano che con l’indennizzo avreb­bero potuto aprire un’attività. Forse non si ren­de­vano conto che è in atto un pro­cesso glo­bale che cir­co­scrive e poi len­ta­mente cor­rode lo spa­zio del lavoro.
Il pro­cesso in Argen­tina è stato diverso, forse la situa­zione gene­rale di migliaia di ope­rai che si sono tro­vati per strada con le fab­bri­che chiuse è stata deter­mi­nante. Non c’era scelta: occu­pare, resi­stere e tor­nare a pro­durre. Per molti lavo­ra­tori argen­tini la lotta ha dato i suoi frutti. L’esperienza delle imprese recu­pe­rate riba­di­sce che il lavoro va difeso e che l’autogestione è possibile.


martedì 14 aprile 2015

RAFAEL MAYORAL (Podemos):"Noi e Syriza siamo forze popolari"




In effetti la Ue detta le politiche estere  e anche voi greci state accettando anche se volete far credere il contrario.
Intanto secondo voci vicine al governo greco,citate dal Financial Times,la Grecia di Tsipras starebbe preparando il default.A rischio sarebbero circa 2,5 miliardi di rimborsi al FMI tra maggio e giugno.

da IL MANIFESTO del 14 aprile 2015-Rafael Mayoral risponde alle domande di Giuseppe Grosso

"Effettivamente rifiutiamo le etichette di destra e sinistra,ormai usurate.Il Psoe,per esempio,dovrebbe essere un partito di sinistra,però ha appoggiato la Troika e ha contribuito al disastro sociale spagnolo.Per noi la linea di demarcazione non è tra destra e sinistra,ma tra forze che difendano gli interessi dei grandi capitali e forze che agiscono a tutela della maggioranza sociale.Una maggioranza ,peraltro,composita:la crisi non ha colpito solo gli operai o i settori sociali piu tradizionalmente legati alla sinistra,ma anche i liberi professionisti,e persino la piccola e la media imprenditoria.Insomma,piu che un'ideologia,noi difendiamo un nuovo modello di Paese,difficile da comprimere in categorie vecchie".

"Siamo certamente favorevoli ad un'Europa unita.Però la Ue non può essere il cortile del capitale finanziario.Al contrario,dovrebbe essere uno spazio di rappresentanza e di tutela degli interessi dei popoli e delle nazioni.La Grecia ha avuto la dignità di rivendicare questi diritti e di divincolarsi dalla stretta tedesca,mentre la Spagna resta genuflessa al cospetto della Merkel.Non è un caso che i governi piu critici nei confronti delle decisioni greche,siano stati proprio Spagna e Portogallo".

"La vittoria di Syriza ha fatto si che si consolidasse l'importanza e la specificità dell'area geopolitica composta dai paesi dell'Europa meridionale.L'affermazione di Tsipras influisce anche su altri paesi dell'area mediterranea (a cui aggiungerei l'Irlanda).Con Syriza al governo,la lotta dei  paesi del Sud Europa per modificare l'assetto del potere sullo scacchiere comunitario è diventata piu concreta".

"Ogni Paese sovrano ha il diritto di interesse relazioni con altri stati.I vertici della Ue credono di poter dettare le politiche estere ai Paesi economicamente piu deboli secondo i loro interessi,ma di fatto si tratta di un'ingerenza nelle scelte di un governo autonomo".

lunedì 13 aprile 2015

CHRISTINE LAGARDE:"Il mondo è cresciuto anche grazie all'austerity"



Christine Lagarde è falsa come la Chiesa.Che certi discorsi le vada a fare ai ceti medio-bassi,loro sono stati danneggiati con l'austerity.Comunque Anglotedesco pensa che anche gli operai italiani  hanno delle colpe,sono schiavi dei padroni e non sanno cosa vuol dire ribellarsi.Che imparino dagli argentini che stanno autogestendo ,alla grande, le aziende fallite.

da LA REPUBBLICA dell'11 aprile 2015-Moises Naim

"La crescita non sta creando posti di lavoro necessari,e la creazione di posti di lavoro è distribuita in un modo che non risponde alle esigenze.Inoltre,non sta dando una spinta sufficiente alla produttività,e sorprendentemente i mercati emergenti,che hanno le potenzialità per crescere a un ritmo molto piu rapido,non lo stanno facendo".

"Io sono una di quelle che pensano che il sistema capitalistico lasci spazio sufficiente all'innovazione e che attribuiscono grande importanza alle forze di mercato,ma all'interno di un contesto normativo che offra ai governi gli strumenti per contrastare la disuguaglianza.La disuguaglianza è provocata anche dalla finanza,che concentra risorse smisurate su un gruppo ristretto.E aggiungerei come fattore anche la cultura,specialmente quando limita le opportunità per le donne.E la corruzione,naturalmente".

"Da quando è scoppiata la crisi finanziaria l'Europa ha fatto enormi passi avanti e molti dei problemi che lei menziona sono stati affrontati,con il risultato che oggi il progetto è piu forte che mai".

"Abbiamo cambiato il sistema,i contribuenti non dovranno piu pagare per gli errori della finanza.E adesso i governi hanno gli strumenti per creare uno sviluppo solido".

domenica 12 aprile 2015

Chi è Claudio Giardiello...



Questo è un paese di furboni, di vittime ,di complici,di omertosi ,di ciarlatani e se l'Italia va in questo modo ,anche prima della crisi, è solo ed esclusivamente colpa della maggior parte degli italiani,inutile che si cerca di dar la colpa agli extracomunitari.
Io ho letto delle cose vergognose nei confronti dei giudici oltre alle solite cazzate sullo Stato.Questo "signore" si è rovinato con le sue mani punto e basta.La migliore descrizione di Claudio Giardiello l'ha fatta senza dubbio Davide Vecchi.

da IL FATTO QUOTIDIANO del 10/04/15 -Davide Vecchi

Lo chiamavano il "conte Tacchia",figlio di falegname che aspirava alla nobiltà.E come lui anche Claudio Giardiello voleva sempre di più.Tanto che con i suoi quattro amici e soci era finita il litigio per la spartizione di 5 milioni di euro di fondi occulti creati attraverso l'immobiliare Magenta,società dichiarata fallita nel 2008.Da qui partono i guai giudiziari di Giardiello che ieri avrebbero dovuto trovare un epilogo giudiziario e sono invece finiti in sangue.

Nato a Benevento e residente in Brianza,il 57enne Giardiello dal 1987 inizia a occuparsi di intermediazione immobiliare.Ma con risultati semprte decisamente pessimi le 5 società in cui ha incarichi finiscono in fallimenti e protesti.Nel 2003 assieme ai soli Massimo D'Anzuoni (arrestato nel 2013 per tangenti coperte da false fatture),Giorgio Erba (ucciso ieri nella sparatoria in tribunale),Davide Limongelli (ferito) e Silvio Tonani,Giardiello crea una trinagolazione societaria che permette loro di vere una contabilità occulta e spartirsi i fondi creati in nero attraverso un appalto ricevuto dalla Cisep per la vendita degli appartamenti di due palazzine in via Biella a Milano.I cinque complessivamente si spartiscono 5 milioni 480.000 euro.
Il dato emerge dalle carte del procedimento fallimentare della Magenta e l'intera vicenda è stata raccontata dai soci di Giardiello che nel 2005 lo hanno denunciato perchè esasperati dalle sue "continue e pressanti" richieste economiche.Allegato agli atti c'è anche un appunto con i soprannomi di ciascun socio e l'importo ottenuto:D'Anzuoni detto il "predatore" ,Erba (il comandante) e Tonani (soprannominato Tinto Brass), hanno intascato ciascuno 1 milione 245.000 euro;il "conte Tacchia" Giardiello un milione e suo nipote,il "marchesino" Limongelli,333.000 euro.La Magenta era fallita con 2,8 milioni di euro di debiti mentre la Miani immobiliare (la "gemella" che serviva per la triangolazione) ha consegnato i libri in Tribunale nel 2006.
La situazione finanziaria di Giardiello era di fatto disperata.Da una visura camerale a suo nome figurano tre ipoteche legali,due di Equitalia per complessivi 130.000 euro e una di Esatri per 2.500 euro,oltre a un pignoramento di immobili a favore di Intesa San Paolo e due decreti ingiuntivi con beneficio Banca di Roma da 242.000 euro ciascuno.
Valerio Manariello,avvocato che fino al 2008 ha difeso Giardiello."Ho rinunciato perchè era impossibile aiutarlo,non seguiva mai consigli ed era ingestibile,una persona spesso sopra le righe e a mio avviso paranoide:viveva con il terrore di essere raggirato".Manariello era socio dell'avvocato Loris Appiani ucciso ieri nell'aula di tribunale da Giardiello.Ricorda Manariello: "una persona straordinaria oltre che un grande professionista,io avevo iniziato a lavorare con la titolare dello studio,sua madre,che poi è andata in pensione e ha lasciato a Loris".
Insieme,racconta, "decideremo di non poter piu difendere Giardiello,era impossibile, litigava con tutti e i suoi problemi erano dovuti alle difficoltà che aveva nel relazionarsi persino con i suoi soci".Un tipo litigioso,il conte Tacchia "brianzolo".

venerdì 10 aprile 2015

VAROUFAKIS:"Nessun paese sarebbe dovuto entrare in questa unione monetaria"



Ma il signor Yanis Varoufakis cosa diceva quando la Grecia entrò nell'euro? E' molto facile parlare adesso.Intanto i greci continuano a fare sacrifici e morire per strada...

da LA REPUBBLICA del 10 aprile 2015-Federico Fubini

YANIS VAROUFAKIS:

"Nessun Paese sarebbe dovuto entrare in questa unione monetaria,ma non sbagliatevi,l'euro è come l'Hotel California nella canzone degli Eagles:puoi chiedere il conto quando vuoi,ma non potrai dai andare via".

"In questi cinque anni i salari in Grecia sono scesi del 40% perchè abbiamo applicato le ricette europee e quelle del FMI,eppure l'export resta piatto.Non abbiamo iniziato a fare concorrenza alle Mercedes o alle Bmw,perchè da noi non si producono auto comunque".

"Ai greci è stata imposta la correzione di bilancio piu violenta fra i Paesi in crisi,e con essa è arrivato il crollo dell'economia.Eppure l'Europa non ha imparato la lezione,non abbiamo il diritto morale di congratularci e scambiarci pacche sulle spalle".

"Troppo facile prendersela con i pesci piccoli come è stato fatto fino ad oggi.Dobbiamo attaccare i grandi cacciatori di rendite di posizione.Ci impegnano a mantenere una ragionevole avanzo primario prima di pagare gli interessi,ma chiediamo un piano europeo di investimenti e una discussione per trovare modi intelligenti di gestire il problema del debito.La Bce è nata come istituzione indipendente,ma ha finito per fare politica".

giovedì 9 aprile 2015

PAUL DE GRAUWE:il compromesso è necessario



La Grecia fa parte della dittatura europea e dunque deve stare alle regole.Tra La Grecia e la padrona Germania il compromesso è obbligato.Come scriveva Veronica De Romanis su un Panorama due settimane fa: un accordo è nell'interesse della Germania,ma deve essere nel rispetto delle regole.A cominciare da quella che è alla base dell'economia sociale di mercato,il modello di sviluppo tedesco,per cui la solidarietà deve essere accompagnata da responsabilità altrimenti diventa assistenzialismo:una realtà che Merkel ha conosciuto bene avendo vissuto per 35 anni dall'altra parte del muro.

da L'INTERNAZIONALE-Paul De Grauwe e Lorenzo Codogno

La crisi greca ha toccato un nuovo vertice (in mancanza di un accordo con i creditori Atene rischia l'insolvenza a metà aprile).La probabilità di un'uscita della Grecia dall'eurozona è ormai concreta.Eppure dopo le elezioni di gennaio sembrava che bastasse un pò di buonsenso  per arrivare a un'intesa.Il paese ha scelto un nuovo governo che vuole sbarazzarsi della corruzione ed è deciso a riformare il sistema fiscale in modo che i ricchi paghino le tasse.Organizzazioni come il FMI e la Commissione europea,inoltre,hanno riconosciuto chi i programmi di austerità hanno trascinato l'economia greca in una profonda depressione.
Un accordo tra il novo governo greco e i paesi creditori sembrava possibile e avrebbe potuto reggersi su due assi:delle misure per riformare il sistema fiscale e un allentamento dell'austerità.
Ma raggiungere questo accordo si è rivelato particolarmente difficile,perchè le due parti hanno dimostrato una preoccupante mancanza di buonsenso e non hanno voluto accettare compromessi.
In questo periodo i pericoli legati all'uscita della Grecia dall'euro sono sottovalutati.Un'intesa,invece,produrrebbe benefici duraturi per tutta l'eurozona.Inanzitutto,l'uscita sarebbe una disfatta politica per l'idea di un'Europa che vuole promuovere l'integrazione e la prosperità.Sarebbe anche un'ammissione di sconfitta:dopo otto anni di crisi,i politici europei si dimostrerebbero incapaci di affrontare i problemi di un paese che produce meno del 2% del Pil dell'eurozona.Inoltre,l'uscita della Grecia sarebbe un duro colpo per l'integrazione finanziaria ed economica.Se gli investitori vedessero che l'uscita non è piu solo un rischio ma una realtà concreta,ne terrebbero conto per stabilire gli interessi dei loro prestiti.Infine,c'è il rischio che i debiti siano convertiti in un'altra moneta,cosa che trasformerebbe in una farsa l'unione dei mercati dei capitali lanciata dalla Commissione europea,oltre a mettere a rischio l'unione bancaria.
Il motivo è che le banche e le aziende giudicherebbero rischiose le esposizione all'estero anche quando le transazioni sono calcolate in euro.Il direttore finanziario di un'impresa francese,italiana o spagnola si azzarderebbe a emettere obbligazioni in euro quando una ridenominazione potrebbe far colare a picco la sua azienda? Un'impresa investirebbe fuori dal suo paese quando è forte l'incertezza sul valore futuro di questi investimenti? L'integrazione finanziaria e monetaria subirebbe una battuta d'arresto,mettendo a rischio l'esistenza della moneta unica.
Come superare questo problema? Il governo greco dovrebbe spiegare ai cittadini che le riforme strutturali,anche le piu difficili,sono nell'interesse di tutti.Probabilmente è vero che lo sforzo legislativo della Grecia è il piu drastico mai richiesto in un paese dell'Ocse,ma è altrettanto giusto ricordare che il paese è partito da una posizione di relativa debolezza e che l'attuazione di quelle misure si fa ancora attendere.L'esecutivo greco deve accettare profonde riforme incentrate sull'offerta ,come le liberalizzazioni,e deve dimostrare di volersi impegnare.Le sue recenti aperture su un vasto ripensamento del sistema pensionistico vanno nella giusta direzione.
Dal canto loro,i politici dell'eurozona dovrebbero proporre alla Grecia ,condizioni eque.Se il Paese s'impegnerà in modo credibile a fare le riforme strutturali,l'Europa dovrebbe creare un contesto piu favorevole alla loro attivazione e alla possibilità  di ottenere effetti durativi nel tempo,per esempio concedendo scadenze piu lunghe e obiettivi meno rigidi per il risanamento dei conti pubblici,piu programmi di assistenza di liquidità da parte della Bce e aiuti a breve termine per rispristinare i flussi di credito.
Una certa flessibilità è fondamentale per un'economia che si è contratta dal 26% e che sta procedendo una generazione perduta.Se ci sarà la volontà di scendere a compromessi,un approccio come questo offrirebbe i maggiori benefici alla Grecia e a tutta l'eurozona.

mercoledì 8 aprile 2015

Preti :sesso,foto hard e orge gay .Altro che ambienti a luci rosse....



Il bello è che hanno il coraggio di criticare la religione musulmana.Io l'ho dico sempre,ma perché per cercare certe emozioni andate nei locali a luci rosse? Frequentate le parrocchie, troverete donne che vi sorprenderanno. Voci ed episodi si, ma  a volte spero di provarlo di persona e nel 2006 con una catechista -studentessa all'Università di Torino allora 19enne quasi ventenne di nome Stefania (il cognome non me l'ha mai voluto dare) di Scalenghe, un paesotto vicino a Pinerolo e in provincia di Torino.
Tanto per cominciare, sono andato con lei perché mi piaceva,l'ho conosciuta su una community di Libero e siccome non mi dispiace trovare donne in posti belli,la provincia di Torino mi è sempre piaciuta e allora ,io quasi 30enne nel marzo-aprile 2006 puntai su donne o ragazze di quella zona.Mi colpìì un giorno quando mi disse prima di entrare all'Hotel-Motel Europa di Nichelino:"Se passa di qui mio padre (origine siciliana e madre veneta) e ci vede insieme,ci sgozza tutte e due,tu saresti il primo".Ovviamente gli ultra cattolici sulla carta non amano queste storie,poi invece ci danno dentro e questa giovane catechista l'ha fatto.Dopo questa avventurella di due mesi e mezzo,fu lei a interrompere tutto.
La storia qui sotto è una delle tante di un ambiente bigotto che qualcuno ha il coraggio di difendere...

da IL RESTO DEL CARLINO dell'08 aprile 2014-intervista di Caterina Zaninato

Stava attraversando un brutto periodo e aveva trovato nella voce del parroco 50enne di Taranto un amico,un supporto morale.Invece,il rodigino di 32enne,si è trovato vittime di molestie sessuali ,richieste esplicite e inviti addirittura a orge tra sacerdoti omosessuali.Un incubo durato due mesi,iniziato casualmente su Facebook,finito con l'esposto del 32enne alla procura di Rovigo e alla curia di Taranto,che ha rimosso il sacerdote dal suo incarico.

COME HA CONOSCIUTO QUESTO SACERDOTE?

Sono molto religioso.Frequento la chiesa e gli ambienti ecclesiastici e sul mio profilo di Facebook sono amico di numerosi sacercoti con cui parlo di teologia.A dicembre sono stato contattato da un parroco di Taranto,che inizialmente si dimostrava amico.Dalla chat siamo passati alle telefonate e a Skype.Ma qualche giorno dopo sono iniziate le provocazioni".

COSA LE DICEVA?

Prima si mordeva le labbra,dicendo che lo eccitavo e che ero bello.Poi mi ha confidato la sua omosessualità,cosa che per me non rappresenta un problema.Ma le conversazioni successive sono diventate moleste:richieste sessuali esplicite,invio e richieste di fotografie di parti del corpo,racconti imbarazzanti.Così ho deciso di registrare tutto per poi denunciarlo perché penso sia collegato a un giro per adescare ragazzi, anche giovani, per scopi sessuali,in cambio di favori economici.E ricariche.

LE HA MAI FATTO QUESTE RICHIESTE?

Mi aveva invitato a Roma,per avere un rapporto "nella sua chiesa".Poi a Pisa,per un'orgia a cui partecipavano anche altri due sacerdoti.In cambio mi pagava tutto il viaggio e l'Hotel.Mi aveva poi invitato in Puglia da lui,dicendo di volermi trovare un lavoro.Io sono disoccupato,all'inizio ci ho pure pensato,poi mi sono accorto che non era sano di mente.Mi chiedeva se conoscevo giovani seminaristi da presentargli,anche per soldi".

QUANDO L'HA DENUNCIATO?

Dopo due mesi.Non immaginavo potesse esistere questo mondo.Conosco molti preti e molti sono omosessuali e mi rivolgono proposte,ma non pressanti e disoneste.Per superare tutto questo sono in terapia con degli antidepressivi.

HA PERSO FIDUCIA NELLA CHIESA?

No, io credo in Dio e conosco anche sacerdoti onesti.Ringrazio il vescovo di Taranto che si è comportato in modo esemplare fidandosi di me e allontanando il prete dal suo incarico".

martedì 7 aprile 2015

Jihadisti con passaporto



Ultimo post eedicato alla jihad,almeno per il momento.Non c'è dubbio che bisogna tenere gli occhi bene aperti,ma la colpa di chi è? Semplice, di coloro che vogliono invadere per rubare ricchezza.Adesso si sono stufati.D'accordo dallla prima all'ultima pagina del libro di Paolo Barnard PERCHE' CI ODIANO.

da L'ESPRESSO del 2 aprile 2015-Piero Messina

Ci hanno già provato diverse volte.Bussano alle porte dell'Italia e cercano di entrare con documenti apparentemente validi.Sono,stando a informazioni in possesso delle intelligence europee,terroristi provenienti dalla Siria e hanno già lasciato tracce all'aereoporto di Ciampino come a quello di Torino.Non solo.Anche da Calais (Francia) e da Zagabria (Croazia) arrivano segnalazioni da polizie "amiche" di una migrazione jihadista verso il nostro Paese dopo l'attacco al museo del Bardo di Tunisi  in cui sono stati uccisi 18 turisti occidentali,compresi quattro connazionali,l'allerta è diventata massima.Il rischio che i fondamentalisti vogliano colpire in Italia viene considerato alto. E gli investigatori sono concentrati su un dossier riservato,consegnato al governo  italiano a metà febbraio,poco più di un  mese fa:un rapporto sviluppato grazie alla collaborazione tra servizi segreti italiani,tedeschi e turchi.
I seguaci del Califfo e i miliziani filo al Qaeda,spiega la nota dell'intelligence,avrebbero venduto i passaporti "al prezzo di 2500 dollari americani ed appartenenti ad altre formazioni terroristiche intenzionati a viaggiare sotto falsa identità".E fornisce i numeri di serrie dei lotti sospetti perchè le polizie di  frontiera possono intercettare coloro che li utilizzano.4000 passaporti al prezzo di 2500 dollari da 10 milioni di dollari (e tra gli acquirenti potrebbero esserci anche cittadini siriani che vogliono fuggire dalla guerra).Un capitale  importante per organizzazioni che hanno il perenne problema del finanziamento per pagare i miliziani e,per garantire,nel caso del sedicente Stato Islamico, anche il funzionamento delle "istituzioni" create tra la Siria e l'Iraq.Ma il sospetto è che quei documenti così preziosi possano essere usati dagli stessi uomini del califfato dalle bandiere nere per penetrare in Europa circa la circolazione di documento contraffatti.Un fiume in piena che ha costretto il segretario generale dell'interpool di Lione a emanare un nuovo regolamento:è stata creata una banca dati globale sui documenti personali sequestrati a sospetti terroristici e loro fiancheggiatori.
Gli investigatori sono convinti che i passaporti falsificati siano il tassello di una nuova strategia militare.Alcuni episodi sono significativi.La sera del 23 febbraio a Ciampino la polizia di frontiera ha bloccato quattro siriani con passaporto valido.Erano tutti a bordo di un aereo proveniente da Salonicco.Sui loro documenti,erano stati applicati gli sticker,adesivi che certificano il possesso di un permesso di soggiorno ,rilasciati da autorità svedesi o norvegesi.Soltanto ad un controllo approfondito quei visti si sono dimostrati falsi.In assenza di contestazioni di reati specifici legati al terrorismo e in ossequio alla legge sull'immigrazione,i quattro siriani sono stati denunciati e immediatamente rilasciati a piede libero,dopo la contestazione del reato di uso di documento falso.
E ancora.Nel porto francese di Calais,di ritorno dalla Gran Bretagna,lo scorso gennaio è stato fermato Satam Al Raqui Ziad,un cittadino siriano che secondo i servizi segreti di Parigi è legato agli ambienti del radicalismo islamico.Al controllo documenti,Al Raqui ha presentato una carta d'identità italiana.Dopo un rapido accertamento si è scoperto che era stata rubata a Napoli due anni fa.Al Raqui era stato inserito nella lista dei sospetti anche nella banca dati del Viminale,dopo essere stato fermato al porto di Trieste,nell'estate del 2012,allo sbarco da una motonave turca.Stesso copione il 26 febbraio all'aereoporto di Torino Caselle,quando dal volo proveniente da Instanbul è sceso "Vittorio Bianchi":in realtà si trattava del siriano Najib Khasat.Se i passaporti siriani sono un comodo supporto per entrare in Europa e tentare di chiedere il permesso per ragioni politiche umanitarie,l'altra faccia della medaglia è costituita dall'utilizzo di documenti europei per andare in Siria.A Parigi è  scattata  la caccia a un cittadino italiano convertito all'Islam;l'uomo è in attesa di recarsi sul fronte di guerra per legarsi alle brigate dell'IS.Prima di partire,il nostro connazionale aspetta la consegna di un passaporto italiano:di quel documento gli investigatori sanno tutto,dal numero di serie,sino alla provenienza da un lotto rubato nel dicembre 2014.Il Dgsi,l'intelligence francese,ha ricostruito la storia in ogni dettaglio grazie al contributo di una "fonte confidenziale da tutelare imperativamente".Un altro passaporto italiano rubato è stato ritrovato a gennaio di quest'anno in Croazia,quando dall'aereo proveniente da Instanbul è sceso "Jacopo Vicini".Si trattava in realtà di Shehko Mounir, un siriano che per l'intelligence occidentale è vicino agli ambienti del jihadismo potrebbe progettare attacchi terroristici in Europa.L'hanno rispedito in Turchia.
Il 12 gennaio la polizia federale ha avviato le procedure di estradazione nel nostro Paese di Mohamed Al Shagel.E' l'ingegnere di Jabhat Al Nusra.Era a capo di una cellula che dalla Bulgaria forniva supporto logistico,producendo generatori di energia elettrica e motori da distribuire sul fronte siriano Al Shagel è stato espulso in Germania dal governo di Sofia alla fine del 2013,quando l'Interpol ha certificato la sua affiliazione al network jihadista.Ma il  governo di Berlino,accordi di Schengen alla mano,opterà per l'estradizione in Italia,perchè proprio nel nostro Paese aveva presentato domanda di asilo.Senza una modifica alle normative europee,c'è il rischio che molti dei presunti miliziani vengano poi rispediti in Italia,moltiplicando il problema dei controlli.

lunedì 6 aprile 2015

ANNA ERELLE.Usare Skype con un jihadista...




Per comprendere il fenomeno dei giovani occidentali che si arruolano nelle file dello Stato islamico,la giornalista francese Anna Erelle si crea una falsa identità online e finge di essere Mèlanie,una musulmana che vuole abbracciare la Jihad.Viene così in contatto con Abu Bilal,un francese trasferitosi in Sirie,braccio destro di Abu Bakr al-Baghdadi,califfo dello Stato Islamico.I due dialogano a lungo su Skipe.Dopo meno di una settimana,Bilel chiede a  Mèlanie di sposarlo e di raggiungerlo in Siria.

Questo che ho pubblicato negli ultimi due giorni è solo l'inizio.Detto questo,visto le stragi,i morti,l'italiano non deve insegnare niente a nessuno....


da NELLA TESTA DI UNA JIHADISTA-Anna Erelle (tre60)

"As-salam 'alaykum,sorella,ho visto che hai guardato il mio video.Ha fatto il giro del mondo,incredibile!
Sei musulmana?
"Che cosa pensi dei mujaheddin?"
"E,ultima domanda, pensi di venire in Siria?"

Ecco uno che va dritto al punto! Non so cosa fare.Muoio dalla voglia di rispondere,mi è subito chiaro che parlare con questo jihadista può rappresentare un'occasione unica di trovare una miniera di informazioni.Quando ci si presenta come giornalisti,è difficile ottenere risposte sincere,non omologate.Ma il mio interlocutore non sa chi sono.Chiedere un'informazione attrverso questo account nell'ambito di un reportage non mi infastidisce affatto,mentre la possibilità di avviare uno scambio con qualcuno che non sa chi sono mi pone un reale problema etico.Mi concedo cinque minuti per riflettere.Il tempo di interrogarmi sulla sua,di etica,e alla fine rispondo:

"Wa 'alaykum as-salam.Non mi aspettavo che un jihadista parlasse con me. Non hai altre cose da fare? Non ho un'opinione precisa riguardo ai combattenti,e poi dipende quali."
Scrivo anche che sono convertita all'Islam,senza specificare altro.Inserisco  apposta errori di ortografia,e ricorro il piu possibile al "giovanilese" ,con vari smiley a infarcire la corrispondenza.Aspetto la risposta,ho lo stomaco sottosopra.Non è paura,però non riesco a crederci:mi sembra troppo per essere vero.Mi è già capitato di intervistare alcuni mujaheddin,ma non avevo mai piu di vent'anni,e le loro affermazioni erano una mera ripetizione della propaganda ufficiale.Nell'attesa,navigo in altre pagine.Dopo appena tre minuti,il computer mi segnala l'arrivo di un nuovo messaggio.
"Si,certo, ho una marea di cose da fare!Ma sai,qui sono le undici di sera e i combattimenti sono terminati.Visto che hai condiviso il mio video,avrai delle domande da farmi...Posso raccontarti tutto quello che succede in Siria,l'unica e sola verità:quella di Allah.Per comunicare sarebbe piu comodo utilizzare Skype.Ti do il mio".
Bilel è diretto...e direttivo.Di usare Skype non se ne parla! Ignoro la sua proposta,parleremo un'altra volta.Ora Mèlanie non può.Abu Bilel capisce,non vuole assolutamente distubarla.Domani,non appena vorrà,lui sarà a sua disposizione.
"Domani?" chiedo,sconcertata."Avrai ancora così facilmente accesso a Internet?"
"Bè,si, ci sarò.Fidati."
Poi,un minuto dopo:
"Quindi ,ti sei convertita...Prepara la tua egira,Mèlanie,mi occuperò io di te".
Dopo Skype,l'egira! Non perde tempo,il ragazzo!Solo un primo contatto,due righe di scambio,e già chiede a una ragazza di cui non sa nulla,se non che si è convertita,di raggiungerlo nel Paese piu insanguinato del pianeta.La invita spudoratamente a tirare una riga sul suo passato,sul luogo da cui proviene ,ad abbandonare i suoi cari,a meno che non vogliano unirsi anche loro al suo percorso di santità.Rinascere altrove  e aspettare che Dio apra le porte...Superata la sorpresa,diverse sensazioni si mescolano dentro di me.Non riesco a distinguerle chiaramente,l'unica certezza che ho è che a prevalere sulle altre è il disgusto.Bilel va a caccia di prede fragili e,quando abboccano,lui,come i suoi simili dell'IS,cerca con tutte le forze di "formattarli" come si potrebbe fare con un dischetto prima di registrarvi nuovi dati.La procedura,il tipo di preda che insegue,tutto questo mi fa imbestialire.E' così facile,così ingiusto,tentare di circuire una come Mèlanie.Di ragazzine come lei ne conosco una serie:non hanno avuto accesso a un percorso di studi lineare,nè a un certo tipo di cultura.Prendono per oro colto tutte le voci che girano,perchè non hanno nessuno che le guidi.E lo stesso vale per i maschi.In questo momento avrei una voglia pazzesca di aggredirlo...
Inche cosa mi sto infilando? Intuisco che tutta questa storia mi porterà molto in là.Ma non immagino nemmeno per un istante che,sei mesi piu tardi,durante la stesura di questo libro,Abu Bilel continuerà ad avere conseguenze pesanti sulla mia esistenza.Per il momento inizio solo a dire a me stessa che,se voglio utilizzare questo terrorista per racimolare informazioni,devo fare in modo che Mèlanie esista davvero.Costruirle,come nelle storie di spionaggio, una "leggenda" e magari riservarle una fine sacrificale.Farla passare oltre lo specchio.Attribuirle un pò di ciascuno dei ragazzini presi dalla Jihad che mi hanno segnata,un miscuglio di fratelli Bons,di Norah,di Clara,di Leila,di E'lode,di Karim e del suo migliore amico.Le loro famiglie sono costrette ad andare al confine turco-siriano alla ricerca di una prova che siano ancora vivi.La maggior parte delle volte,se ne tornano a mani vuote.Se Mèlanie inizia una corrispondenza con  quest'uomo,che vista l'età non mi sembra un novellino,forse racimolerà qualche informazione utile.Chi non risica non rosica.E poi ho troppe domande in sospeso.Le risposte,ammesso che le trovi,saranno preziose per i miei lavori futuri.Il mio sarà un approccio antropologico,si.Ora però ho solo voglia di smettere di pensare ad Abu Bilel.
Sto aspettando il mio fidanzato,ma lo chiamo per dirgli  che preferirei passare la notte da lui.Non gli parlo di Abu Bilel.E'solo che, questa sera,vorrei addormentarmi al sicuro fra le sue braccia.

domenica 5 aprile 2015

Nella testa di una jihadista



Ho deciso di cambiare argomenti in questi due giorni pasquali.La Jihad è un altro argomento importante e da seguire con molta attezione e devo dire che questo libro scritto dalla brava Anna Erelle  ve lo consiglio insieme all'altro che lessi mesi fa di Antonio Salas L'INFILTRATO.
Quando leggi certe cose ti vengono i brividi però se devo dire una cosa, guardando il numero di morti ,le stragi,gli italiani sono peggiori.

da NELLA TESTA DI UNA JIHADISTA -Anna Erelle (tre60)

E' venerdi sera.Contrariata,esco da una delle redazioni per cui lavoro come freelance.La lettera di un avvocato inviata al giornale vieta la pubblicazione di un mio articolo dedicato a una giovane jihadista.Ho appena passato due giorni in Belgio con sua madre,Samira.Un anno fa la figlia è scappata in Siria per incontrare Tarik,l'uomo della sua vita,fanatico votato alla causa dello Stato Islamico (IS).Follemente innamorata e altrettanto incosciente,Leila voleva vivere con il suo grande amore.Samira ha intravisto un barlume di speranza quando ha saputo della morte di colui che era costretta a considerare suo genero:una pallottola nel cuore aveva avuto ragione delle sue ventuno primavere.A quel punto non vedeva alcun motivo per cui la figlia prolungasse la sua permanenza in un Paese messo tragicamente a ferro e fuoco.Leila,invece,si è dimostrata irremovibile:ormai apparteneva a quella terra consacrata e aveva tutta l'intenzione di dare il proprio contributo combattendo per creare uno Stato religioso in Siria.Con o senza suo marito.Tarik era emiro,per questo si sarebbero presi cura della sua vedova.Le dimostravano un profondo rispetto.Tanto che Leila ha rigirato la domanda a sua madre:

"Perchè dovrei tornare?"

La stampa locale si è impossessata della vicenda.Ha paragonato la giovane jihadista di diciotto anni alla "vedova nera",figura di spicco nel terrorismo internazionale e moglie dell'assassino del comandante Massoud.La risposta di Samira non si è fatto attendere,commisurata all'amore che prova per sua figlia.Ma la sfida in cui si stava lanciando era immensa.Doveva non solo riuscire a riportare Leila in Belgio,ma anche dimostrare alle autorità che sua figlia si trovava nel Paese piu pericoloso al mondo per scopi umanitari.In caso contrario,Leila sarebbe stata ritenuta una minaccia alla sicurezza interna e mandata in prigione,finendo poi,magari, per essere addirittura bandita dalla sua stessa patria.
E' a questo punto che il mio cammino incrocia quello di Samira.Il giornalismo porta a conoscere le situazioni piu disparate,e talvolta capita di incontrare la disperazione di una madre.Sopraffatta,Samira si è rivolta a Dimitri Bontinck,ex militare delle forze speciali belghe diventato famoso per essere riuscito a rimpatriare suo figlio dalla Siria.Dimitri rappresenta la speranza per tutte quelle famiglie europee che si sono svegliate una mattina trovandosi di fronte la brutale realtà:la Jihad può riguardare anche un adolescente insospettabile,il loro figlio o la loro figlia.Da allora,Dimitri,super impegnato ma sopratutto sempre pronto al rischio,prosegue nelle sue missioni suicide per salvare altri giovani o,almeno,per scovare qualche informazione concreta in grado di aiutare le loro famiglie.Consapevole del pericolo che corre Leila,cui hanno affibbiato la reputazione di "nuova vedova nera",ha chiesto a me di incontrare la madre.Sono una giornalista appassionata di geopolitica,ma ben lontana dall'esserne un'esperta.Invece,ho sempre nutrito un certo interesse per tutto ciò che ha a che fare con i comportamenti devianti.Poco importa la loro origine:che riguardi la religione,la nazionalità o il contesto sociale,l'errore che ha portato alla fatale caduta di questi destini mi affascina.Può trattarsi di droga,delinquenza,emarginazione...In questi ultimi anni ho lavorato molto alle derive dell'Islam radicale,e da un anno studio nello specifico le abitudini di alcuni jihadisti europei dello Stato Islamico.Anche se i casi si assomigliano tutti,cerco sempre di capire quale ferita abbia segnato tanto profondamente queste persone da spingerle ad abbracciare una simile causa,lasciando tutto per recarsi a dare la morte e a sfidarla.In quel periodo,io e Dimitri stavamo lavorando alla stesura di un libro che racconta i nove mesi terribili che lui ha dedicato alla ricerca di suo figlio.Bussavamo spesso alle porte delle famiglie europee che hanno dovuto affrontare il suo stesso calvario.Dal canto mio,cerco di moltiplicare questi incontri.Mentre comprendo benissimo l'impatto della propaganda in rete sui nuovi soldati di Dio,continuo a non spiegarmi il passaggio all'azione.Lasciare tutto? Il proprio passato,i genitori? In poche settimane,eliminare dalla propria vita una vita intera,con la convinzione che non bisogna voltarsi indietro.Mai.Mi si gela il sangue nelle vene ogni volta che metto piede in camera di questi giovani,dove in genere il padre e la madre non hanno toccato nulla.Mi addentro in un'intimità che non mi appartiene nelle stanze divenute il santuario di una vita dimenticata.Come se le loro reliquie di adolescenti rappresentassero l'ultima prova della loro esistenza.Quella di Leila sembra ibernata,prigioniera di un'epoca passata.Foto della sua vita "normale" fanno mostra di sè un pò ovunque.La si vede in top,truccata,con degli amici,al bar.Immagini stereotipe molto distanti dalla nuova Leila in burqua integrale che imbraccia un kalashnikov.Dopo aver ascoltato a lungo Samira proseguo nella mia inchiesta,che conferma alcune sue affermazioni,e scrivo l'articolo.L'ennesimo su un argomento che rischia di diventare drammaticamente inflazionato in questi ultimi mesi.Ma non uscirà.Leila si è infuriata quando sua madre l'ha informata del nostro colloquio,l'ha minacciata di tagliare i ponti:"Se parli di me alla stampa, non solo non rientrerò,ma tu non saprai piu niente di me.Non saprai se sono viva o morta" mi riferisce Samira piangendo,in preda al panico.Stando così le cose,non me la sento.Per principio,potrei anche pubblicare il mio articolo:il caso è pubblico e ha avuto ampia risonanza in Belgio.Ma a che pro? Di vicende come queste ne piovono tristemente ogni settimana.Conosco la determinazione di questi giovani che credono di avere abbracciato la fede.Durante l'intero corso delle loro giornate vengono martellati di inviti a dimenticare la famiglia di "miscredenti" da cui provengono e aprire le braccia ai loro nuovi fratelli.Nel corso di questa ricerca,gli "infedeli",che si chiamino mamma o papà,rappresentano ai loro occhi dei meri ostacoli.
Non è colpa di Leila,lei è sinceramente convinta di proteggere sua madre dicendole cosa deve fare.Una volta rientrata a casa,sola,mi arrabbio per i metodi di proselitismo utilizzati dalle brigate islamiche.Cerca i video di Tarik ancora vivo,sciroppandomi un numero incalcolabile di film di propaganda su YouTube.Quando il linguaggio utilizzato non è nè francese nè inglese,tolgo l'audio.Non ne posso  piu di questi canti che, è vero, danno alla testa e abbruttiscono.Sempre meglio delle immagini di tortura e di cadaveri carbonizzati sotto il sole.Vago nei meandri delle reti francofone di questi mujaheddin ,e rimango sempre sbalordita dal contrasto tra il suono e l'immagine:le giovani risate a commento delle orrende,insostenibili scene ne accrescono l'atrocità.E' quasi un anno che vedo crescere questo fenomeno.Molti adolescenti hanno un secondo account Facebook,sotto falsa identità.Vivono in modo irreprensibile in seno alle famiglie,ma una volta soli in stanza si lancano in questo altro mondo virtuale,ormai loro,che scambiano per reale.Alcuni,senza rendersi conto della portata e della gravità dei messaggi che trasmettono,incitano all'omicidio.Altriinvitano alla Jihad.Le ragazze condividono molti link sui bambini palestinesi,mostrando in particolare la sofferenza dei piu piccoli.Gli pseudonimi dietro ai quali si celano sono tutti preceduti da Umm, che in arabo significa "mamma".
I social network racchiudono informazioni preziose,se si sa dove cercare.A questo scopo,come molti altri giornalisti,anch'io possiedo un falso profilo,creato diversi anni fa.Mi serve per osservare alcuni fenomeni d'attualità.In generale comunico molto poco,o comunque brevemente,con il centinaio di "amici" da ogni parte del mondo che compongono la mia lista in rete.Su questo secondo account,mi chiamo Mèlanie Nin.Mèlanie,perchè è un nome piuttosto diffuso,e Nin perchè,quando ho creato questo profilo ,stavo leggendo Tropico del Capricorno.Anche i frequentatori della mia pagina non si presentano con la loro vera identità.Ed è il loro avatar,anche se si credono anonimi,a rivelare molto sulle abitudini e la fascinazione crescente nei confronti della propaganda islamista.Osservo per ore la disinvoltura che dimostrano nell'esprimersi pubblicamente e liberamente sui propri progetti macabri,o meglio delideranti.Di certo tutto questo contribuisce ad aumentare il proselitismo.Per fortuna,non tutti gli adolescenti che incitano al delitto sono dei futuri assassini;la Jihad 2.0 è per alcuni solo una moda.Per altri,tuttavia,è il primo passo verso l'estremismo.
Rodendomi dalla frustrazione di non poter pubblicare  l'articolo sulla vicenda di Leila e Samira,passo l'intera serata accasciata sul divano a saltare da un profilo all'altro.Di colpo rimango incollata davanti al video di un jihadista francese sui trentacinque anni:sembra una pessima parodia dei Guignols de l'info.Sorrido.Ma in realtà c'è da piangere.Non sono fiera di me,ma bisogna vedere la scena:è assurda.Un certo Abu Bilel,in divisa militare,fa l'"inventario" dell'equipaggiamento della sua 4X4 a beneficio dei fan.Sostiene di essere in Siria e lo sfondo alle sue spalle,una vera no man's land,sembra confermarlo.Sventola orgoglioso la sua radio CB uscita direttamente dagli anni Settanta che dovrebbe servirgli per comunicare  con gli altri combattenti quando saltano le reti telefoniche.In realtà,piu che tenerlo informato,gracchia.Nel retro dell'auto,accanto al giubbotto antiproiettile c'è una delle sue mitragliette,una Uzi,storica arma  dell'esercito israeliano.Esibisce a uno a uno gli altri pezzi,tra cui "un M16 rubato a un marine in Iraq"... Scoppio a ridere.Scoprirò piu tardi che invece è una dichiarazione plausibile.Così come capirò che Abu Bilel non è stupido come sembra.E sopratutto che,in questi ultimi quindici anni, ha fatto aumentare il numero delle Jihad un pò ovunque nel mondo.Ma procediamo con ordine.Per il momento ,il combattente continua la sua fiera dimostrazione svelando il contenuto del vano portaoggetti.Una grossa pila di libri siriani,caramelle,un coltello.Una grossa pila di libri siriani,caramelle,un coltello.Infine,si toglie i Ray-Ban a specchio e lascia intravedere occhi neri sottolineati dalla matita scura.So che è una tecnica di guerra afgana per evitare di lacrimare a causa del fumo.Ciò non toglie che un terrorista truccato come me stupisca,per non dire altro.Abu Bilel parla perfettamente francese,con un leggerissimo accento che direi algerino.Ostenta un largo sorriso e un'espressione soddisfatta,che si accentua ulteriormente quandoinvita tutti a raggiungerlo per compiere l'egira.