Anglotedesco

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venerdì 27 febbraio 2015

In Italia irregolare un'azienda su due.W i furbacchioni che adesso piangono...



E' sempre stato così inutile tirar fuori l'euro o la crisi, questo è un paese di furbacchioni e l'Italia non è la Svezia.I vari Borghi,Bagnai e i tanti economisti-eroi dell'ultima ora, queste cose non le sanno.Mio padre negli anni 70' da poco piu che 14enne veniva mandato a Napoli o Reggio Calabria a costruire negozi in nero,mia madre negli anni 80' andava a raccogliere pomodori ...in nero ,prendete qualsiasi extracomunitario che è qui in Italia dagli anni 90' e ti dice la stessa cosa.Evitte scuse patetiche per favore!
Cari imprenditori, vi sentite importanti perchè questo Paese ladro e corrotto ve lo ha sempre permesso.

da IL MANIFESTO del 27 febbraio 2015-Massimo Franchi

Nel 2014 sono state ispezionate 221.476 aziende ,di cui sono risultate irregolari 142.134,il 64,1% (con il picco che si conferma nei cantieri edili),tasso in linea con quello dell'anno precedente.L'ammontare dei contributi e dei premi evasi nel 2014 è pari a 1,508 miliardi di euro in aumenti del 6,1% rispetto al 2013 (1,421 miliardi di euro).In media,guadagnando gli anni precedenti la metà viene poi effettivamente incassato.I lavoratori in nero rappresentano comunque il 42,61% di quelli irregolari,percentuale significativa se confrontata con quella rilevata nell'anno 2013 (pari al 36,03%) e che registra, dunque, un incremento di quasi 7 punti percentuali."Un dato sottolinea il rapporto,è sintomatico della completa assenza della sia pur minima attenzione ai diritti e alle tutele fondamentali dei lavoratori,nonchè ai connessi profili della salute e della sicurezza".L'elusione contrattuale è sopratutto "utilizzo abusivo di forme contrattuali flessibili volte a dissiminare veri e propri rapporti di lavoro subordinato":ben 9.428 casi rilevati;con il picco nel terziario (7.618 casi).Le sospensioni di attività adottate si riferiscono quasi esclusivamente (6.836) all''occupazione di lavoratori in nero,mentre soltanto 2 provvedimenti  sono per gravi e reiterate violazioni sulla tutela della salute e sicurezza in fatto di appalti ,subbappalti e voucher si registra un vero e proprio boom in agricoltura piu 85% rispetto al 2013  ancora presente la piaga del lavoro minorile:172 casi rilevati.

giovedì 26 febbraio 2015

In Germania 12 milioni sotto il livello di povertà



Il mondo in cui viviamo cioè con il modello economico neoliberista dove i ceti medio-bassi sono costretti a vivere nel modo in cui spiega nel suo articolo Jacopo Rosatelli.Qui euro o non euro c'entra poco.Claudio Borghi ricorda l'Inghilterra come modello sa seguire, io gli ricordo che nell'ultimo anno i nuovi poveri sono aumentati di un milione.

da IL MANIFESTO del 24 febbraio 2015.Jacopo Rosatelli

La Germania è un paese ricco? E' sicuramente vero,ma è anche un paese povero.Questa "sorpresa" emerge dai dati diffusi nel "rapporto annuale sulla povertà",curato dall'associazione no profit Paritatischer Gesamtverband, resi noti lo scorso fine settimana.L'immagine della Repubblica Federale in cui tutto funziona,il cosidetto modell Deutschland che tutti dovremmo imitare,ne esce piuttosto malconcio.Sono oltre 12 milioni di persone (il 15% dell'intera popolazione) a vivere in condizioni di povertà,cioè con meno del 60% del reddito medio.In  concreto: per una famiglia con due figli la soglia di povertà è a 1870 euro mensili.
Il disagio cresce in ogni parte del Paese,con l'eccezione interessante di alcuni Lander orientali,tradizionalmente più svantaggiati.il Brandeburgo,la Sassonia-Anhalt e la Sassonia.In pessime condizioni la regione della Ruhr (in città come Bochum e Dortmund),già dell'industria pesante.Il Land meno povero è, come sempre,la Baviera.Le categorie più esposte al rischio-povertà sono i disoccupati,i nuclei familiari monoparentali e i pensionati."Aumentano sempre di più le disuguaglianze" attaccano in coro dall'opposizione i Verdi e la Linke,che accusano il governo della cancelliera Angela Merkel di ignorare il problema.
Le contromisure possibili? Secondo l'associazione che ha curato il rapporto,innanzitutto l'aumento dell'assegno Hartz-IV,il reddito minimo cui hanno diritto tutti i cittadini che non hanno lavoro (a condizione che ne cerchino uno).Attualmente la quota-base è di 339 euro mensili a persona:la richiesta è che aumenti a 485 euro.Una rivendicazione storica della Linke,che in passato riuscì ad ottenere un aumento soltanto grazie all'intervento della corte costituzionale che obbligò il governo a rivedere al rialzo il contributo,una seconda possibile misura sarebbe l'aumento della quota dei trasferimenti fra i Lander più ricchi e quelli più poveri:ma la solidarietà scarseggia.Non solo con i greci,ma anche fra tedeschi.

mercoledì 25 febbraio 2015

Paul Krugman paragona la Grecia alla Germania di Weimar



Si può sostenere che la Grecia si sia messa nei guai da sola,anche se è stata aiutata da creditori irresponsabili.Ma la realtà è che Atene non può ripagare tutti i debiti.L'austerità ha devastato l'economia greca proprio come la sconfitta militare  devastò la Germania di Weimar.Dal 2007 al 2013 il pil reale pro capite greco è sceso dal 26%.In Germania dal 1913 al 1919 scese del 29%.Malgrado la catastrofe ,la Grecia sta ripagando i suoi creditori e ha raggiunto un avanzo primario (le entrate superano le spese al netto degli interessi) di circa l'1,5% del pil.
Il nuovo governo di Atene è disposto a mantenere questo surplus di bilancio,ma non ad accogliere la richiesta dei creditori che vorrebbero veder triplicare l'avanzo primario greco nei prossimi anni.
Cosa dovrebbe fare la Grecia per raggiungere questo obiettivo?
Dovrebbe tagliare ulteriormente la spesa pubblica, ma non solo.I tagli alla spesa hanno già spinto la Grecia in una profonda recessione,e ulteriore tagli non farebbero che aggravare la situazione.Ma il calo dei redditi ridurrebbe anche il gettito fiscale,e dunque il deficit scenderebbe molto meno rispetto alla riduzione iniziale della spesa,probabilmente meno della metà per raggiungere l'obiettivo la Grecia dovrebbe fare altri tagli e altri ancora.Inoltre il crollo dell'economia farebbe diminuire la spesa privata,altro costo indiretto dell'austerità.Mettiamo insieme tutti questi fattori,e il +3% del pil chiesto dai creditori costerebbe alla Grecia non il 3% ma una cifra vicina all'8% del pil.Il tutto dopo una delle peggiori crisi economiche della storia.Cosa succede se la Grecia si rifiuta di pagare? Fortunatamente,nel ventunesimo secolo le nazioni dell'Europa non usano piu gli eserciti per recuperare i crediti.Ma ci sono altre forme di coercizione.Oggi,per esempio,sappiamo che nel 2012 la Bce ha sostanzialmente minacciato di distruggere il sistema bancario irlandese se Dublino non avesse accettato il piano del FMI.Una minaccia simile pende implicitamente sulla Grecia anche se spero che la Bce,guidata oggi da persone piu ragionevoli,non voglia darle seguito.
In ogni caso,i creditori europei devono capire che la flessibilità, cioè dare alla Grecia la possibilità di riprendersi,è anchje nel loro interesse.Magari non gli andrà a genio il nuovo governo di sinistra,ma è un governo regolarmente eletto e i suoi leader,da quello che ho sentito finora,credono sinceramente negli ideal democratici.L'Europa può peggiorare la situazione.E se i creditori saranno vendicativi succederà.

 Pezzo di articolo di PAUL KRUGMAN SU L'INTERNAZIONALE 

martedì 24 febbraio 2015

CLAUDIO BORGHI: "Tsipras si sta adeguando ai diktat e io...avrei votato ALBA DORATA




Condivido il giudizio su Alexis Tsipras ,trovo ridicolo il fatto che avrebbe votato ALBA DORATA.Scusami Borghi ma tu non sei quello che ammiri la MMT ,la piena occupazione ecc ecc?Bene, Alba Dorata non ha nulla della Mosler Economics.E' un partito neofascista che pensa solo a cacciare gli immigrati e che ha convinto i disperati greci a votarli perchè se si trovano in quelle condizioni ,è solo colpa dei troppi stranieri che gli rubano il lavoro.

da LIBERO del 24 febbraio 2015- Claudio Borghi Aquilini ha risposto alle domande di Francesco De Dominicis:

"Il nuovo premier ellenico,Alexis Tsipras,si sta adeguando diligentemente ai diktat:quindi farà recupero crediti in nome e per conto della Germania".

"Tutto sommato si sapeva che sarebbe durata così.Guardi: Tsipras farà lo stesso mestiere che in Italia ha già fatto Mario Monti a partire dal novembre 2011 e che ora sta portando avanti Matteo Renzi che poi,parliamoci chiaro, è lo stesso svolto in Spagna:vale a dire piu tasse per far rientrare la Germania dei suoi crediti".

"Tsipras ha realizzato quello che mi aspettavo e in effetti ha ripetutamente assicurato alle diplomazie europee che non aveva alcuna intenzione di uscire dall'euro.Non a caso,per inciso,ho sempre detto che avrei votato Alba Dorata,seppur a malincuore.Ma accantonando immediatamente l'ipotesi di abbandonare la moneta unica il potere negoziale dell'esecutivo ellenico con la Germania è diventato nullo e il ministro Schauble,ha avuto gioco facile".

"In una maniera o nell'altra,dovremmo sborsare,a livello europeo,circa 7 miliardi di euro di nuovi crediti.E questo vuol dire,per gli italiani 1,5 miliardi di prestiti a fondo perduto.Attenzione,in questo senso siamo gli unici a rimetterci:guadagna la Germania ovviamente e anche la Francia,la posizione anomala insomma è quella dell'Italia costretta a un altro doloroso sacrificio quel che assurdo,in particolare,è il trasferimento fiscale tra regioni povere.Di fatto ,togliamo risorse ai nostri disoccupati per darle ai cittadini greci:è come se,in Italia ,si chiedesse alla Calabria di pagare per tenere in piedi la Sicilia".

"Atene non doveva battere i pugni sul tavolo,ma arrivare con un'alternativa in mano:ci date i soldi o usciamo dall'euro.L'ipotesi che la Grecia pensava di avere,cioè negoziamo il debito,è stata immediatamente stoppata dalla Bce che ha fatto subito sapere che avrebbe tagliato i fondi col risultato che i Bancomat greci sarebbero rimasti vuoti".

"Ricordiamoli che la Grecia non è l'Italia e che quindi dovrebbe sopportare forti disagi per i drastici tagli di fondi se sparisce questo sussidio,possono stampare tutti i soldi che vogliono ma avrebbero difficoltà non c'è dubbio.Anni fa avevo suggerito che la Grecia avrebbe dovuto uscire dall'euro che si sarebbe dovuto dare il via a una sorta di piano Marshall in modo da consentirle di stare in piedi da sola.Diverso è il discorso per l'Italia,un Paese che paga".

"Non è mai troppo tardi perchè la libertà e la democrazia non hanno prezzo.Pure in mezzo a disagi, un equilibrio è sempre possibile.Se è stato trovato un aggiustamento per l'Islanda,si può fare anche in Grecia,ma come tutte le malattie se si lasciano andare troppo avanti le cure diventano troppo invasive".

lunedì 23 febbraio 2015

Antonio Maria Rinaldi a Modena risponde al professor Giuseppe Marotta



Modena,Camera di Commercio 21 febbraio 2015.Evento organizzato dal M5S di Modena.Antonio risponde risponde al professor Giuseppe Marotta.







domenica 22 febbraio 2015

Il Professor Giuseppe Marotta a Modena:"Non bisogna uscire dall'euro"



Camera di Commercio di Modena.Evento organizzato dal M5S modenese ,presente anche Antonio Maria Rinaldi.

I VIDEO DELL'INTERVENTO DEL DOCENTE DI ECONOMIA ALL'UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI REGGIO EMILIA E MODENA, GIUSEPPE MAROTTA:






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venerdì 20 febbraio 2015

Yannis Varoufakis scrive al presidente Jeroen Dijsselbloem




Alla fine,nonostante le buone intenzioni e le promesse da marinaio di Alexis Tsipras,la Grecia cede.Il governo greco invia alla Commissione europea una richiesta di assistenza per sei mesi,per poi procedere alla rimodulazione delle condizioni di aiuto. Tsipras ha fatto capire che vuole l'estensione del programma attuale.


da IL MANIFESTO del 20 febbraio 2015

Nel corso degli ultimi cinque anni,il popolo greco si è impegnato in notevoli sforzi negli aggiustamenti economici.Il nuovo governo si è impegnato ad un processo di riforma piu ampio e profondo volto a un duraturo miglioramento delle prospettive di crescita e di occupazione,per raggiungere la sostenibilità del debito e la stabilità finanziaria,per migliorare l'equità sociale e mitigare il notevole costo sociale della crisi in corso.Le attuali autorità greche riconoscono che le procedure concordate dai governi precedenti sono state interrotte dalle recenti elezioni e che,di conseguenza,molte delle  disposizioni tecniche sono state invalidate.Le autorità greche hanno intenzione di onorare gli obblighi finanziari con tutti i creditori,così abbiamo intenzione di collaborare con i nostri partner al fine di evitare ostacoli tecnici nell'ambito del Master Facility Agreement che noi riconosciamo come vincolante nei suoi contenuti procedurali e finanziari.In questo contesto le autorità greche stanno chiedendo l'estensione del master Financial Assistance Facility Agreement per un periodo di sei mesi dal suo termine,durante il quali agiremo insieme e faremo della flessibilità concessa l'uso migliore,affinchè si arrivi ad una conclusione soddisfacente e un riesame da una parte del governo greco,dall'altro dalle istituzioni (europee).Lo scopo della richiesta della proroga di sei mesi della durata dell'accordo ha come obiettivo:

A) accettare i termini finanziari e amministrativi la cui attuazione,in collaborazione con le istituzioni,stabilizzerà la posizione fiscale della Grecia,permetterà di raggiungere adeguati avanzi di bilancio primario,la stabilità del debito e aiuterà al raggiungimento degli obiettivi di bilancio del 2015 che tengano conto dell'attuale situazione economica.

B) garantire,in collaborazione con i nostri  partner europei e internazionali,che le nuove misure siano integralmente coperte,mentre ci asterremoda azioni unilaterali che potrebbero pregiudicare gli obiettivi di bilancio,la ripresa economica e la stabilità finanziaria.

C)consentire alla Bce di reintrodurre l'esenzione in conformità alle sue procedure e dei regolamenti.

D)Estendere la disponibilità delle obbligazioni EFSF detenute dal HFSF per tutta la durata dell'accordo.

E)iniziare a lavorare con i team tecnici circa un possibile nuovo Contratto per la Ripresa e la Crescia che le autorittà greche prevedono tra Grecia,Europa,FMI,in grado di dare seguito all'attuale Accordo.

F)concordare circa la vigilanza di Ue e Bce e,con lo stesso spirito,del FMI per la durata dell'estensione dell'accordo.

G) discutere il modo di attuare la decisione dell'eurogruppo del novembre 2012 circa possibili ulteriori interventi sul debito e per l'assistenza alla sua attuzione dopo il completamento dell'accordo prorogato e come parte del contratto di follow-up.Con quanto appena scritto in mente,il governo greco esprime la sua determinazione a collaborare con le istituzioni europee e il FMI in modo da:raggiungere la stabilità di bilancio e finanziaria e mettere in grado il governo greco di introdurre le necessarie riforme,che servono per recuperare uno stile di vita dignitoso per milioni di cittadini greci attraverso una crescita sostenibile,attività lucrative e coesione sociale.

giovedì 19 febbraio 2015

E intanto i cinesi continuano a fare shopping in Italia...



Negli ultimi cinque anni hanno investito in Italia oltre 10 miliardi.Hanno comprato aziende in vari settori,dalla meccanica alla moda,e sono diventati i nuovi signori del 2%,rastrellando partecipazioni in diverse società del Ftse-Mib,da Eni, Enel e Telecom a mediobanca e Generali,attività di portafoglio nella quale ormai sono secondi solo dietro a Blackrock soli pochi anni fa nessuno avrebbe immaginato un simile massiccio ingresso nel nostro paese dei capitali cinesi.E in effetti,secondo un'analisi realizzata da Kpmg,nel 2010 il paese asiatico ha realizzato in Italia 3 operazioni di acquisizione per un controvalore di 14 milioni:.Nel 2012 le operazioni sono state sempre 3 ma con un investimento di 210 milioni.Poi il boom:l'anno successivo gli interventi sono saliti a 5 ma la taglia è notevolmente cambiata perchè l'investimento complessivo è salito a 3,2 miliardi.E nel 2014 il record:13 operazioni per un controvalore di 4,9 miliardi.
Dall'estate China corporation dilaga,Shangai eletric versa 400 milioni per il 40% di Ansaldo energia al Fondo strategico italiano.Il Gruppo Insigma in consorzio presenta offerte a Finmeccanica per Ansaldo Breda a Sts.Ma è in particolare la People's bank of China,che ha in cassaforte 4.000 miliardi di dollari di riserve solo in valuta estera,che diventa il nuovo Mr 2% italiano,ruolo che nel passato ormai tramontato delle partecipazioni incrociate e dei patti di sindacato hanno ricoperto a vario titolo e in vario modo Mediobanca,Generali o Salvatore Ligresti.Bank of China rileva così circa il 2% di Eni ,Enel,Fiat Chrysler,Telecom Italia,Prysmani Generali,Mediobanca e,nel gennaio 2015,di Saipem e Terna.Investe in tutto 3-4 miliardi.Che probabilmente rappresentano solo  la quota "emersa" con le segnalazioni della Consob.Zhou Xiaochuan,governatore della People's Bank of China,ha detto di recente:"continuiamo ad acquistare quote di imprese italiane,ma ora facciamo attenzione a restare sotto la soglia del 2%,così non siamo obbligati a renderlo noto".Inoltre,ha aggiunto,il portafoglio investimenti nel nostro Paese è costituito prevalentemente da titoli del debito pubblico.Si arriva così a un ammontare complessivo indicato vicino a 100 miliardi.
Un'attenzione crescente per l'Italia,dunque,testimoniata anche da scelte strategiche come quella compiuta dal gruppo di abbigliamento tecnico e professionale Jihua,che dopo aver acquistato piccole aziende decide di aprire il quartier generale internazionale nel nostro paese.E da acquisizioni nel made in Italy come quelle realizzate da shenzhen Marisfrolg Fashion,che ha rilevato il 100% di Krizia Fashion Division,da Zhesiang precision Mmachining centers manifacturing,e da Guandong Dongfaug Pst che ha acquistato il 60% di Fosber.
Investimenti peraltro compiuti in un periodo meno favorevole per l'euro.E ora che la moneta unica si è svalutata nei confronti del dollaro è verosimile ritenere che l'interesse di Pechino possa crescere ulteriormente."A maggior ragione dunque",dice Fiani,"è possibile che i capitali cinesi intendano cogliere la finestra di opportunità offerta dalle privatizzazioni.

da CORRIERE ECONOMIA- 16 febbraio 2015-Sergio Bocconi

mercoledì 18 febbraio 2015

ALEXIS TSIPRAS:"Se avessimo una nostra moneta..."



Io sono sempre stato anti euro però leggi e leggi,guarda gli altri paesi nel mondo che hanno la propria moneta, e vedi che i ceti medio-bassi sono in difficoltà.Diamo tempo a Tsipras ,ma a me sembra un gran furbone che ha approfittato della disperazione e dell'ignoranza (andate in un bar e chiedete alla gente cos'è il modello neoliberista e poi vedete in quanti lo sanno) della gente per prendere voti.
Sapete qual'è il paese con piu disuguaglianze al mondo? Gli Usa.Ma a questo gli eroi anti euro non interessa,l'importante è vendere libri e farsi invitare al parlamento europeo.


dal libro ALEXIS TSIPRAS-LA MIA SINISTRA (Bordeaux)

SI PUO' DIRE CHE SE ANDRETE AL GOVERNO CERCHERETE DI SEGUIRE,IN QUALCHE MODO,LA RICETTA DI KEYNES,AUMENTANDO GLI INVESTIMENTI PUBBLICI PER FARE IN MODO CHE L'ECONOMIA POSSA USCIRE DA QUESTO CIRCOLO VIZIOSO,PER FAR CIRCOLARE DI NUOVO PIU DENARO?

Si,il metodo è indubbiamente questo,solo che noi non avremo la possibilità di controllare la politica economica e monetaria.Se fossimo un paese con una propria moneta e la possibilità di esercitare una propria politica economica,avremmo fatto esattamente questo.Ora,tuttavia,dobbiamo convincere l'Europa ,nel suo complesso,che è necessario seguire questa strada,ed è,appunto, la grande difficoltà da affrontare.Non c'è nessun dubbio che la soluzione si trovi nel sostegno della domanda.Finchè i cittadini con redditi medio-bassi (quelli cioè,che spendono i soldi del loro stipendio e non lo tramutano in risparmi) non hanno piu uno stipendio da spendere,l'economia non si può riprendere.
Per essere del tutto sinceri,questo necessita di investimenti pubblici realmente coraggiosi,che non possono essere compiuti basandosi  sulla legge di stabilità della Grecia.Ci vogliono ,quindi, degli investimenti pubblici realmente coraggiosi,che non possono essere compiuti basandosi sulla legge di stabilità della Grecia.Ci vogliono,quindi,degli investimenti pubblici forti da parte dell'Europa nel suo complesso.Abbiamo descritto il quadro della soluzione come "un nuovo New Deal europeo",un nuovo accordo sociale che dia la possibilità (con la collaborazione della BCE della Banca Europea per gli investimenti) di poter approvare grandi e corposi Fondi per lo sviluppo a favore di tutti i paesi della "periferia europea".
Allo stesso tempo, insieme a queste mossi ci vuole uno sforzo coordinato che miri ad affrontare,in modo radicale,l'incubo del debito in modo da fermare l'attacco speculativo sferrato al cuore dell'Eurozona.

SI RIFERISCE A UNA PARZIALE CANCELLAZIONE DEL DEBITO PUBBLICO?

Si.Innanzitutto,pensiamo che il modello della soluzione da adottare sia quello seguito per la Germania nel 1953,alla storica conferenza di Londra.In un vertice europeo,ovviamente,si può discutere e cercare di arrivare a una soluzione.Ci sono molti metodi tecnici che si possono usare per poter andare verso questa direzione:quelli che riguardano l'adozione di una moratoria sul pagamento del debito,o l'idea che la BCE abbia un ruolo piu,specifico,assumendo su di sè parte dei debiti,nella logica della mutualità del debito.La BCE,facendosi prestare soldi per conto dei paesi membri a un tasso molto basso,potrebbe offrire la possibilità di finanziare il debito.
Ma ,ripeto,non si tratta di una sola mossa necessaria,si tratta di un insieme di mosse che riguarderà sia il debito pubblico,sia il ritorno allo sviluppo.Questo,ovviamente,presuppone che ci sia l'accordo dell'attuale "paese leader" ,della Germania,ma anche degli altri paesi del Nord Europa che sono attivo.Presuppone che accettino il fatto che la strada sin qui seguita è una strada senza uscita e che vi è la necessità di tornare allo sviluppo e alla solidarietà.Tutto ciò renderà,di poco o di molto,questo lo vedremo,piu debole la posizione della signora Merkel nei summit dei paesi membri.Perchè,come ho detto,se l'Europa tornerà a una situazione di normalità,la signora Merkel sarà uno dei tanti capi di governo.E credo davvero che non desideri che questo succeda...

martedì 17 febbraio 2015

DIMITRIS DELIOLANES:"La Merkel cederà"




Nessun accordo su le nuove condizioni di assistenza con la Grecia.A bruxelles c'è stata la riunione dell'eurogruppo che è durata appena tre ore e mezza e nonostante la Grecia abbia tempo fino a giovedi 19 per decidere sulla estensione del programma,in modo da poter fissare un eventuale Eurogruppo straordinario venerdi 20, incontri futuri non ne sono previsti.Ormai tra la Grecia e gli altri partner dell'eurogruppo è rottura.


da IL FATTO QUOTIDIANO del 17 febbraio 2015-intervista di Carlo Di Foggia

Si sapeva che finiva così...da settimane".Dimitri Deliolanes,per 30 anni corrispondente dall'Italia della tv pubblica greca (poi chiusa da Samaras) e studioso dell'ascesa di Alexis Tsipras non è affatto stupito,riempie il solco tracciato dallo strapotere di ieri  con la logica:"è un negoziato politico.Dimenticate cifre e numeri.Non è su quello che si tratta".

IL PRIMO PASSO E' UN DISASTRO

Era scontato che finisse così, lo sapevano tutti.

TSIPRAS SI SPINGERA' FINO A PORTARE LA GRECIA FUORI DALL'EURO?

Dipende dalla Germania,ma questa ipotesi non è mai stata contemplata.Mai.

L'INTESA SEMBRA LONTANISSIMA.

Volevano la prosecuzione dello stesso accordo firmato dall'ex Premier Antonis Samaras con la Troika.

CHE PERO' NON E' MENZIONATA NELLA BOZZA D'ACCORDO.

Era il modo per far vincere i tedeschi, illudendo i greci di una vittoria.


E' DAVVERO PENSABILE CHE ACCADA IL CONTRARIO?

Nei negoziati ci deve essere l'illusione di un vincitore e uno sconfitto.Troveranno un'intesa quando la Germania non cercherà di umiliare il governo greco.

UN PAREGGIO?

No,perchè a quel punto la Grecia avrà già vinto.Sarebbe la fine dell'austerità.

MA IL MINISTRO DELL'ECONOMIA VAROUFAKIS HA AMMESSO CHE IL 70% DEL MEMORANDUM ANDREBBE ATTUATO COMUNQUE.

Esatto.Le dico come finirà?

PREGO

Tsipras cederà su alcuni dei 19 punti del memorandum:la riforma fiscale,della Pa e della concorrenza.Ma si opporrà al resto:taglio delle pensioni,smantellamento dei contratti nazionali di lavoro e licenziamenti.Sul debito si tratterà ,ma al livello dei governi,non nell'Eurogruppo.

SE L'UE,A TRAZIONE TEDESCA,NON LO ACCETTA?

Pensate che abbia scelta? La Grexit sarebbe la fine di tutto.Come fa l'Ue a spiegare che non sa gestire il dissenso sulle politiche economiche?

lunedì 16 febbraio 2015

Le lobby di Re Matteo



Sempre interessante leggere articoli come questi.Certo,che il Pd sia il partito servo della finanza internazionale non c'è bisogno che lo dica il bravo Paolo Bracalini ,si sa.Tsipras o non Tsipras viviamo in un mondo dove si è schiavi dei grandi colossi bancari e dell'alta finanza ,dove bisogna privatizzare tutto e dopo non c'è da sorprendersi se i servizi sono scadenti.


da IL GIORNALE DEL 16 febbraio 2015-pezzo di articolo di Paolo Bracalini

Le ramificazioni partono storicamente,dall'Ente cassa di Firenze (azionista di Intesa San Paolo) la prima banca dove i renziani mettono piede.Con Carrai  consigliere e Jacopo Mazzei presidente,entrambi di famiglie importanti e finanziatori di Renzi.Mazzei ora è consigliere di sorveglianza di intesa San Paolo.Suo cugino è Lorenzo Bini Smaghi,ex Bce,attualmente presidente della banca d'affari francese Societè Gènèrale.
Poi Davide Serra ,capo del fondo Algebris (da cui l'Ente cassa comprò 10 milioni in bond), e poi i banchieri accorsi al matrimonio di Carrai.Tutti i più importanti:Palenzona (Unicredit), Viola (Mps),Gian Maria Gros Pietro e Luciano Nebbia (Intesa San Paolo),Marco Morelli (Merrill Lynch Italia).Ancora piu lunga la lista di imprenditori amici,facoltosi sponsor di Renzi grazie ai quali ha raccolto piu di 5 milioni di euro di donazioni (tra associazioni e cene di autofinanziamento Pd) in pochi anni.

STATI UNITI

terreno di divagazioni cospirazionistiche, il rapporto di Renzi con gli Usa ha un punto fermo nell'amicizia con l'ambasciatore John Philipps (Renzi è bravo,mi ricorda Ronald Reagan) ,già conosciuto quando era sindaco di Firenze ha lavorato per farsi conoscere negli ambienti dei Democratici a Washington (la Clinton),anche sfruttando il ruolo istituzionale di Rutelli,vicepremier e segretario del suo partito (Margherita).Si copre anche con gli ambienti repubblicani,sempre con l'aiuto di "Marchino",il Carrai ,amico di Michael Ledeen,intellettuale conservatore membro della Foundation  for  Defense of Democracies di Washington.Viaggi,missioni speciali,iniziative a stelle strisce a Firenze. Alcune anche singolari ,come "500 anni-500 camere",alloggi gratis per i primi 500 americani che faranno richiesta in occasione dei 500 anni del nome  "America" ,o Cento canti a Washington ,cittadini americani che leggono la Divina Commedia.Nel frattempo si muove anche con Londra,col suo mito Tony Blair ,attraverso Matt Browne,già direttore del Think Tank politico di Blair e ogni del Center for American Progress del clintoniamo John Podesta.

domenica 15 febbraio 2015

Le ricette di Alberto Bagnai...dal suo ultimo libro




Per non essere demagogico e suicida,però, il ripudio di regole assurde e inapplicabili,come abbiamo ampiamente chiarito,deve essere accompagnato dal controllo della politica monetaria e valutaria da parte dei governi nazionali.Fare spesa pubblica con cambio fisso e senza controllo della moneta significa condannarsi a un'esplosione del deficit estero e mettersi in mano alla Troika,col plauso dei creditori del Nord.
Ciò promesso,la politica fiscale dovrebbe,nel breve periodo,stimolare l'economia attraverso una politica di piccole opere volte:

1) alla riqualificazione del patrimonio pubblico (edilizia scolastica,patrimonio artistico e archeologico eccetera);

2)alla messa in sicurezza del territorio (viabilità locale,monitoraggio e gestione del rischio idrogeologico eccetera); da quando ho scritto queste stesse parole nel 2012,decine e decine di vittime di inondazioni e frane si sono aggiunte alle 6755 certificate nel periodo dal 1963 al 2012.In Italia muore per catastrofi naturali una persona ogni due giorni,con costi economici non inferiori a quelli da sostenere per prevenire le sciagure,e costi umani ovviamente incalcolabili.Ma naturalmente l'intervento pubblico di risanamento va contenuto,perchè ce lo chiede,indovinate un pò chi? L'Europa,bravi! ,costringendo il governo a comprimere i trasferimenti agli enti locali;

3) all'integrazione e riqualificazione degli organici della pubblica amministrazione,stabilizzando le posizioni precarie,normalizzando i percorsi di carriera e le procedure di reclutamento.(La crisi di domanda è anche crisi di prospettiva,di percorso.Come si può chiedere di investire in una casa,di metter su famiglia,a chi davanti a sè vede solo il buio? Qual'è la soluzione dell'attuale governo di fantocci per rianimare la spesa? Distribuire il Tfr in busta paga,cioè sottrarre ai pochi superstiti quel minimo di futuro che un sistema criminale aveva lasciato loro!Non è così che si rianima la domanda).

Queste misure devono avere come obiettivo complementare quello di rilanciare l'occupazione,riportando rapidamente il tasso di disoccupazione dall'attuale 13% a sotto il 10%,e riattivando il tessuto economico del paese attraverso la valorizzazione del tessuto delle piccole e medie imprese.
Nel medio-lungo periodo, la politica fiscale dovrebbe finanziare e garantire misure che favoriscano la crescita sostenibile e la competitività del paese.Non è difficile individuare gli assi prioritari di una simile politica:

1) definire le linee di un piano energetico nazionale che affronti il tema del contenimento degli sprechi e dell'incentivazioni delle energie rinnovabili,adeguando il paese alle best practices europee,almeno in misura (Parlamento europeo,2008) ,rispetto al quale l'Italia si trova in ritardo (Deutsche Bank,2012) ,e l'obiettivo strategico di ridurre la dipendenza da fonti fossili,che vincola la crescita del nostro paese;

2) adeguare,anche in quest'ottica,gli investimenti in istruzione e ricerca al livello dei partner europei,portando la spesa in ricerca e sviluppo dall'1% al 2% del Pil,riaffermando il ruolo chiave dello Stato nell'incentivazione e nella tutela della ricerca fondamentale,quelle che le aziende non possono e legittimamente non vogliono finanziare,perchè prima di ricadute pratiche immediate,ma dalla quale storicamente sono scaturite le rivoluzioni tecnologiche decisive per il nostro benessere è stata quasi sempre la spesa pubblica a finanziarle;

3) una di queste è la rivoluzione digitale,e qui occorrerebbe investire per recuperare il digital divide (ritardo nell'uso delle tecnologie digitali)che separa l'Italia dagli altri paesi industrializzati e ne penalizza la crescita,allineandoci ai requisiti dell'Agenda digitale europea (Unione Europea,2010);

4) bisognerebbe anche intervenire per adeguare la dotazione infrastrutturale del paese,con particolare riguardo alle reti di trasporto locale; la dipartita della Fiat dall'Italia forse ci offre l'occasione di riflettere in modo piu sereno sui diversi costi opportunità del trasporto privato rispetto a quello pubblico:approfittiamone!

5) promuovere una riforma strutturale della pubblica amministrazione volta all'abbattimento dei costi della politica e della corruzione,incidendo sopratutto sulla disciplina delle società a partecipazione pubblica (in particolare sulla disciplina delle società a partecipazione pubblica (in particolare sulla disciplina delle nomine e sul ripristino dei controlli di legittimità sugli atti:inutile altrimenti lamentarsi della corruzione!),e su quella delle autonomie locali attuata con la riforma del Titolo v della Costituzione (Barra Caracciolo,2011).

Questi sono i compiti a casa che dobbiamo fare: rianimare la nostra economia utilizzando, sotto il controllo delle istituzioni democratiche,le leve di manovra che ogni Stato sovrano nel mondo ha a disposizione ,tranne i 18 indici dell'Eurozona,e per farlo le riforme strutturali da portare a termine sono due:la dissoluzione della moneta unica e la riconduzione nel perimetro dell'esecutivo della banca centrale.
Da quando lo dicevamo in pochi ci sono state alcune decine di morti e un crollo del Pil per piu di altri 4 punti.Le conversioni che non potè compiere la nostra limitata eloquenza,furono assicurate dalla sterminata violenza dei fatti.
L'importante è il risultato.

da L'ITALIA PUO' FARCELA-Alberto Bagnai (il Saggiatore)

venerdì 13 febbraio 2015

MPS salvata con i soldi dei...coglioni




Ci tengo a precisare che il titolo dell'articolo è "IL GOVERNO SALVA MPS CON I NOSTRI SOLDI".Articolo precisissimo come sempre di Claudio Antonelli.Non c'è bisogno di aggiungere nulla...

da LIBERO del 13 febbraio 2015-pezzo di articolo scritto da Claudio Antonelli 

All'indomani della presentazione dei conti del MPS (perdite per oltre 5 miliardi di euro e nuovo maxi-aumento di capitale da 3 miliardi) il timore di molti cittadini si è concretizzato.Gli italiani hanno scoperto di essere diventati azionisti della banca,che semplicemente ,dopo dieci trimestri in rosso,non è stato in grado di rimborsare i 243 milioni di interessi relativi al 2014 e dovuti allo Stato che sostenne l'istituto con i Monti Bond e prima i Tremonti Bond.Appunto soldi pubblici.Senza pagamento il Tesoro ha fatto scattare la clausola di conversione.La cifra si è tramutata in azioni.Piu o meno il 10% dell'intero capitale della banca senese tanto cara alla finanza rossa e a quella bianca legata alle fondazioni.Che succederà da qui al prossimo luglio,quando lo Stato entrerà di fatto dentro Mps non è facile a dirsi con l'attuale capitalizzazione del Monte il ministero diventerebbe il maggiore azionista prima della ricapitalizzazione (che lo diluirebbe fino a sotto il 5%).Con l'annuncio di un rialzo dell'aumento di capitale,fino a 3 miliardi,previsto nel piano presentato dal presidente Alessandro Profumo e dall'Ad Fabrizio Viola,l'ingresso del Tesoro potrebbe essere solo il primo segnale di una compagine azionaria destinata a modificarsi radicalmente fino a quello che in molti,prima fra tutti forse la Bce che il prossimo 18 febbraio dovrebbe dare il via libera al piano,indicano come una strada ormai obbligata: l'aggregazione o la fusione di Mps con una o piu banche,italiane o straniere.

giovedì 12 febbraio 2015

ANDREA MONTANINO (ex FMI):"Un disastro se la Grecia smette di pagare i debiti"




L'annuncio che la Bce non accetterà piu in garanzia i titoli del debito pubblico di Atene ha suscitato ampi consensi nell'establishment finanziario internazionale.La banca centrale di Francoforte con i suoi primi finanziamenti alla Grecia ha maturato ampi margini di guadagno.
Obama ha spezzato una lancia in favore del governo di Alexis Tsipras con preoccupazioni di Washington per un possibile slittamento della Grecia fuori dalle sue tradizionali alleanze in cambio di aiuti e sostegni economici di potenze non occidentali quali Russia e Cina.

da IL RESTO DEL CARLINO del 12 febbraio 2015-intervista Elena Comelli

"Interrompere adesso il dialogo non conviene a nessuno.Per la Grecia sarebbe disastroso impuntarsi e smettere di pagare i debiti.Sarebbe costretta a uscire immediatamente dall'euro,perchè perderebbe l'accesso ai mercati  internazionali del credito e quindi avrebbe  bisogno di stampare moneta.La conseguenza sarebbe un collasso dell'economia greca e non escluderei una deriva autoritaria".

"Per l'Europa avrebbe ripercussioni negative sui circuiti finanziari internazionali,con danni immediati per i paesi periferici d'Europa e in prospettiva per l'eurozona.A Bruxelles bisogna lavorare insieme col nuovo governo greco per portare la Grecia sulla strada di una crescita sostenibile".

"Le previsioni americane puntano a tenere unita l'Europa,contro i rischi d'infiltrazione russa.Non è un caso che le dichiarazioni del presidente Obama siano  arrivate proprio nei giorni delle aperture del nuovo governo di Atene verso la Russia.Gli Usa temono che in Grecia succeda quello che è già successo a Cipro,con la sbarco dei russi che ora sono installati li con una base militare".

"A Putin gli si apre la possibilità di mettere piede in un Paese impoverito,dove potrebbe acquisire una posizione forte con un impegno economico relativamente limitato.E' quello che ha già fatto a Cipro e ora sta cercando di ripetere lo stesso copione".

"L'amministratore Obama sta cominciando a preoccuparsi dell'incapacità dell'Europa di tirarsi fuori dai guai,con il conseguente indebolimento dei Paesi periferici,ai confini dell'Unione".

"Tutto dipende da come reagirà l'Europa per risolvere  la crisi greca.I Paesi dell'Unione devono ricucire la solidarietà interna,con una visione alta.Bisogna partire dal presupposto che se ci saranno delle difficoltà,gli europei le affronteranno insieme.Chi può escludere,ad esempio,che di qui a 30-40 anni un Paese europeo venga invaso  dall'esterno? Gli altri Paesi dell'Unione dovranno difenderlo,senza se e senza ma.Solo questa consapevolezza può portare a una soluzione condivisa e accettata da tutti".

mercoledì 11 febbraio 2015

YANIS VAROUFAKIS:"L'Italia ha un'economia forte..."



Il piano di Yanis Varoufakis prevede lo swaap (scambio) del debito attuale con nuovi titoli di stato diretti alla crescita,un surplus di bilancio permanente e la caccia ai grandi evasori, due tipi di obbligazioni,si sostituirebbe i fondi di salvataggio europei e le obbligazioni senza data di scadenza,andrebbe a sostituire i titoli di stato greci in mano alla Bce.
A parte le buoni intenzioni ,Varoufakis sa che i suoi sono solo spot,hai voluto questa Europa,adesso te la tieni .Bisogna pensarci prima invece di fare le vittime.


da CORRIERE DELLA SERA del 10 febbraio 2015-intervista di Maria Serena Natale

"Il ministro Padoan mi ha scritto per chiedere spiegazioni e ci siamo chiariti.E' stato stravolto il senso delle mie parole, non ha riportato confidenze raccolte nel mio ultimo viaggio in Italia ma ho solo raccontato un episodio che risaliva al 2010-2011,quando presentano negli Usa il libro che ho scritto con Stuart Holland e James K. Galbraight,The Modest Proposal".

"Propongo strade alternative,credo sia arrivato il momento per l'Europa di creare le condizioni di un vero cambiamento.Di questo parlai nel tour di quattro anni fa con un ministro italiano, del quale ora non dirò il nome.Mi suggerì di portare nel Vecchio continente le mie idee sul New Deal,il nuovo corso.In realtà lui avrebbe avuto molte piu chance di farsi ascoltare rispetto a un semplice professore,"ma non posso parlare di queste cose,mi spiego.Se lo facessi io che sono un esponente di governo,tutti direbbero che l'Italia è sull'orlo della bancarotta e quello sarebbe davvero l'inizio della fine".Tutto qui, ho ricordato una vecchia storia che è stata distorta a causa del clima di questi giorni.C'è chi vuole alimentare il conflitto a tutti i costi".

"No.L'intera eurozona vive un momento difficile.L'Italia ha  un'economia forte,come dimostrano l'equilibrio di bilancio e il surplus primario.La persistenza della deflazione,il fatto che il debito in rapporto al Pil continui a crescere,tutto dipende dalle politiche europee.Siamo esposti alle conseguenze di scelte sbagliate".

martedì 10 febbraio 2015

Il giallo sul deficit di Atene




Cominciamo subito dalle ultime parole di  Zoe Georganta.Si,l'euro tutti l'hanno voluto, tutti hanno deciso di far parte di questo lager e adesso si è costretti a subire.Sbagliato o no, la moneta unica va salvata,siamo  in un vicolo cieco...


da IL CORRIERE DELLA SERA dell'8 febbraio 2015-intervista a Zoe Georganta  di Maria Serena Natale

Alle 8 di un sabato mattina la professoressa Zoe Georganta riceve una telefonata:"Erano in cinque, armati, sono entrati senza mandato e mi hanno preso il computer,ora verranno anche da te".Afferra laptop e chiavi dell'auto,infila il cappotto sul pigiama e si precipita fuori."Chiesi ospitalità a una collega dell'università.Alla fine nessuno venne a cercarmi,ma da allora il mio telefono fu messo sotto controllo,i miei collaboratori ed io subimmo forti pressioni,partì la macchina del fango".Era il 2010,si profilava lo scandalo del deficit greco gonfiato dell'Istituto nazionale di Statistica Elstat,Zoe Georganta faceva parte del Consiglio direttivo ed era stata la prima ad accusare il presidente,Andreas Georgiou,di aver fatto lievitare le cifre causando un danno stimato in 200 miliardi di euro e l'apertura del secondo durissimo memorandum d'intesa con la Troika."Senza quel salto dal 13,6% al 15,4% nel calcolo del deficit Pil,tutto sarebbe stato diverso per la Grecia e l'eurozona".Un caso ancora aperto,nel quale si mescolano rivalità tra partiti e sospetti di conflitti d'interesse sull'asse Atene-Bruxelles.All'origine dei numeri gonfiati ci fu una serie di spostamenti di società,nei criteri di calcolo,dal settore pubblico a quello privato.Queste manovre permisero di inglobare nei conti dello Stato anche il debito di enti in difficoltà,come le ferrovie,che non rispondevano alle condizioni previste dalle norme comunitarie rispetto a entità e durata delle perdite.Il tutto complicato da Eurostat,che nel 2010 considerò pubbliche società riclassificate come private l'anno dopo.Accusato di aver compromesso l'interesse nazionale,Georgiou è in attesa di giudizio.Ha sempre sostenuto di aver rispettato le leggi.

PROFESSORESSA GEORGANTA,A CHI SEGNALO' L'ERRORE?

All'allora ministro delle Finanze George Papakonstantinou,finito a sua volta sotto processo per aver manipolato la Lista Lagarde (l'elenco dei duemila potenziali evasori greci con conti in Svizzera,ndr),e al premier George Papandreou.Mi scontrai con un muro di silenzio e intimidazioni.

COME LO SPIEGA?

Erano coinvolti il direttore generale di Eurostat,il tedesco Walter Radermacher,e l'ex commissario agli affari economici Olli Rehn,che avevano consentito le violazioni consegnando il nostro sistema statistico a un tecnico estraneo alla realtà greca.Georgiou arrivò all'Elstat dopo 25 anni ai piani alti del Fondo monetario,mise sempre a tacere le critiche del Consiglio.Concordò i dati diffusi il 15 novembre 2010 solo con Radermacher.

PERCHE' LO AVREBBE FATTO? ALL'EPOCA SI IPOTIZZO' UNA MANOVRA PER SPIANARE LA STRADA ALLE MISURE D'AUSTERITA'?

Nell'aprile 2010 Eurostat fissò il deficit del 2009 al 13,6% del Pil,con possibili aggiustamenti dello 0,3-0,5%.Su quelle basi furono siglati gli accordi bilaterali tra la Grecxia e i Paesi che accettarono il primo memorandum,80 miliardi sembravano sufficienti.Quel 15,4% fu uno choc e si corse ai ripari con il secondo pacchetto.Ce n'è abbastanza per sospettare un piano europeo anti Grecia.

NON CREDE CHE SALVARE ATENE SIA INTERESSE ANCHE DELL'EUROPA?

La Grecia è sprofondata e per recuperare competitività non ha alternative all'uscita dall'euro.L'Europa federale è un'utopia".


lunedì 9 febbraio 2015

BINI SMAGHI:"Tsipras sta tirando troppo la corda"



Mi sa tanto che a Tsipras piacciono gli spot,vuole mettere in riga la Germania.Io gli auguro tutto il bene possibile,ma non è per niente credibile.


da LA REPUBBLICA del 6 febbraio 2015-intervista a Lorenzo Bini Smaghi di Eugenio Occorsio

"Draghi ha fatto l'unica cosa che poteva fare,ha aspettato che Varoufakis gli dicesse di persona che la Grecia non ha alcun piano alternativo,e poi ha agito di conseguenza bloccando il rifinanziamento.Chiedere gli ennesimi finanziamenti d'emergenza proprio quando si denunciano gli accordi precedenti,è come chiedere alla Bce di violare i trattati che impediscono di finanziare direttamente gli Stati.La richiesta era irricevibile".

"La Bce ha ovviamente il controllo anche su questi fondi,che sono contingentati e rivisti periodicamente.Non so se alla prossima verifica,fra un paio di settimane,verranno confermati.D'altra parte,se i risparmiatori greci si presentano in banca e non riescono a ritirare i risparmi,com'è successo a Cipro,si rischia il disastro.Ma la colpa in questo caso è di Tsipras,che sta tirando troppo la corda".

"Il boom che ha seguito l'ingresso nell'euro del 2001 era assolutamente anomalo.Speculazione selvaggia,salari pubblici raddoppiati,boom dei consumi a credito,immobili alle stelle,crescita abnorme del Pil.Abbiamo piu volte richiamato l'attenzione dei governi europei sulla pericolosità di questa situazione.Poi nel 2009 è esploso lo scandalo dei conti truccati,è arrivata la crisi e il castello di carte è crollato.In queste condizioni,la Bce non può intervenire senza un accordo politico tra la Grecia e gli altri Paesi dell'euro".

"I capi dei governi europei dovrebbero convincere i rispettivi parlamenti di dare piu finanziamenti alla Grecia.Ma questo non è facile,non solo in Germania ma anche in Spagna e Portogallo che hanno fatto sacrifici pesantissimi, o in paesi poveri come Slovacchia e Lituania.E l'atteggiamento di Tsipras,che vuole rimettere tutto in discussione,come del resto avevano fatto i precedenti governi greci,certo non aiuta.Anzi irrita".

"Nella malaugurata ipotesi di uscita della Grecia,i 18 paesi "rimanenti" nell'euro sarebbero molto piu disposti a fare quadrato pur di salvare la moneta unica.L'uscita della Grecia ,non certo auspicabile,potrebbe paradossalmente spingere a rafforzare l'integrazione politica dell'Europa nel lungo periodo".

domenica 8 febbraio 2015

Jean-Paul Fitoussi cambia idea su Tsipras



Ma guarda un po,solo qualche giorno fa Fitoussi diceva che Tsipras avrebbe fatto cambiare passo all'Europa,ora cambia idea.Gli economisti sono questi...

da LA REPUBBLICA del 7 febbraio 2015-intervista  di Eugenio Occorsio

"Che amarezza questa differenza fra Europa e America.Tsipras e Varoufakis sono tornati a casa a mani vuote,e non è un gran momento per chi sperava che almeno riuscissero a far cominciare il dibattito in Europa sulla rigidità dell'austerity imposta dalla Germania,e sulle sue conseguenze drammatiche per le economie piu deboli.Intanto assistiamo ai dati sulla crescita straordinaria dell'occupazione negli Usa".

"I dati Usa sono la miglior prova,quasi inoppugnabile,che una politica di espansione iniziale porta sul medio termine frutti certi.Esattamente l'opposto di quanto si sta facendo in Europa".

"E' una questione di realismo,di verificare come la terapia adottata non abbia avuto altro effetto che quello di aggravare il male.Cos'altro deve accadere perchè ci si renda conto dell'eccezionale sforza di solidarietà che è richiesto dai fatti? Mi stupisco sopratutto per il comportamento di Draghi".

"Tsipras non ha ottenuto nulla dai potenziali alleati Francia e Italia per l'equilibrio del terrore instaurato dalla Merkel.La paura che qualsiasi apertura esplicita ad Atene possa ritorcersi contro di loro e far schizzare lo spread.Spero che almeno in privato questo sostegno ci sia.

venerdì 6 febbraio 2015

GUNTRAM WOLFF:"La Grecia sbaglia, paghi i debiti"




Siamo in una dittatura, i debiti vanno pagati,purtroppo...


da IL RESTO DEL CARLINO del 6 febbraio 2015.Intervista di Elena Comelli

"Il ministro delle Finanze Varoufakis ha rilasciato dichiarazioni chiarissime con cui in pratica ha già annunciato l'insolvenza della Grecia.Se un Paese non può o non vuole piu pagare i propri debiti e si rifiuta di soddisfare i propri creditori alle scadenze precisate,è sostanzialmente in default.In un caso di questo tipo,la deroga fornita dalla Bce,che consentiva alle banche greche di approvvigionarsi di liquidità fornendo a garanzia titoli di stato,nonostante questi titoli di stato,nonostante questi titoli non valgano piu nulla,deve per forza venire a cadere.W questo è quello che ha fatto la BCE:ha ritirato la deroga.In queste condizioni,Mario Draghi non poteva fare altro".

"C'è ancora margine di discussione con i creditori,se i greci hanno la volontà di onorare i propri debiti.Ma con queste dichiarazioni unilaterali,che vanno a detrimento,di tutti gli altri Paesi dell'Eurozona,il governo greco ha già perso moltissimo terreno.Atene non ha il diritto di spendere altri soldi dei contribuenti europei a quelli della Bce,senza prima mettersi d'accordo.Annunci di questo tipo non hanno alcun valore e in piu alienano le simpatie di chi sta pagando per loro".

"Tsipras avrebbe potuto prendere decisioni e fare annunci completamente diversi.Avrebbe potuto mostrare le sue buone intenzioni nei confronti dei creditori e del proprio Paese, tassando i ricchi,facendo pulizia nell'oligarchia e nel nepotismo avrebbe potuto chiarire a tutti che i problemi della Grecia non stanno a Bruxelles o a Washington,ma ad Atene.Invece no, la prima cosa che ha fatto il nuovo governo è stata di chiedere altri fondi,sostenendo al tempo stesso non ha intenzione di pagare i finanziamenti già concessi.Non mi sembra una buona tecnica per guadagnarsi le simpatie dei creditori".

"Atene chiede da un lato di continuare a spendere e spendere,addirittura ampliando la spesa pubblica,già altissima:non dimentichiamo che in Grecia oltre il 100% del pil deriva dai sussidi pubblici e c'è enormi flussi di denaro pubblico per sostenere l'economia.Dall'altro blocca il programma di privatizzazioni.Ma i soldi non crescono su gli alberi".

"Potremmo assistere a un inasprimento delle posizioni da entrambe le parti,che potrebbe culminare in una situazione simile a quella che c'è stata a Cipro,analoga a un'uscita dall'eurozona.Ma piu probabile che nella riunione straordinaria dell'Eurogruppo mercoledi ci sia un confronto molto duro che in seguito il tono cambi.In sede di trattative l'avanzo primario potrebbe essere limato al 4% e si potranno prendere in considerazione anche altre richieste,come quella di leggere il peso del debito alla crescita del Pil greco.Ma con gli annunci unilaterali non si va da nessuna parte"

giovedì 5 febbraio 2015

FITOUSSI:"Tsipras farà cambiare passo all'Europa"



Signor Fitoussi nonostante io abbia una grande stima per lei,si sbaglia.Io auguro a Tsipras tutto il bene possibile ma sarà dura.Comincio dalla fine, dei 240 miliardi nulla è andato alla gente del ceto medio-basso greco e sono morti di fame.
Devo ammettere che in questa intervista Fitoussi non mi è piaciuto.

da REPUBBLICA AFFARI E FINANZA-intervista a Jean-Paul Fitoussi di Eugenio Occorsio

"Finalmente dall'Europa cominciano ad arrivare buone notizie.Negli ultimi giorni ne sono arrivate due,entrambe importantissime:l'annuncio del quantitative easing della Bce e la vittoria di Syriza alle elezioni greche.Vogliono dire che qualcosa sta finalmente cambiando nell'eurozona".

"Come avete visto dai primi incontri ad Atene  con il presidente del Parlamento europeo,Martin Schulz,di giovedi scorso,e il giorno dopo con il capo dell'Eurogruppo ,Jeron Dijsselbldem,si tratta di persone molto ragionanti.Credetemi:finora gli unici pericoli per l'Europa li hanno dati la Merkel e i suoi epigoni.Ma lo sa che il redditto dei greci  e sceso del 40% dall'inizio della crisi, che non c'è piu copertura a malattie che non esistevano da 70 anni?  Che la gente è alla fame,il tasso di suicidi aumenta,metà dei giovani sono senza lavoro? Come membri della Progressive Economy Initiative abbiano preparato un rapporto chiamato Call for Change in occasione delle elezioni europee del 2014 in cui anticipavamo i principi i programmi di Syriza.Somministrare dosi massicce di austerity a un malato grave equivale ad ucciderlo.Cosa volevano aspettare,i governi e la Commissione europea per capire che è ora di cambiare? Una rivoluzione per le strade di Atene? Sangue e forconi per le capitali europee? Dobbiamo ritenerci fortunati se il cambiamento è arrivato per la via migliore,quella di libere e democratiche elezioni.E che la politica si riprende finalmente il suo ruolo.I tecnici fare quello che dicono i politici ,non il contrario.Italia,Francia e gli altri devono prendere esempio".

"Gli accordi sono fin dall'inizio soggetti a una rinegoziazione continua,erà già previsto che la scadenza potessero allungarsi cos' come i tassi scendere in accordo con le condizioni di mercato,tutto questo almeno per la parte di competenza degli Stati perchè le condizioni con Bce e Fmi sono difficilmente negoziabili.Ma questo Tsipras lo sa benissimo.Quello che chiede è una misura molto piu massiccia di riscadenzamento dei debiti e di revisione dei tassi,che è ben altra cosa".

"Vorrei rivolgere un appello alla Bce,alla Commissione Ue, all'Fmi, perchè non boicottino Tsipras ma anzi diano al suo paese lo spazio vitale necessario perchè questo possa dimostrare che un'altra via è possibile,non quella dell'austerity a tutti i costi ma quella dell'espansione,dello sviluppo certo anche del rigore del bilancio ma non inteso come solo sacrifici ma semplicemente trasparenza,taglio delle spese inutili,lotta all'evasione fiscale.L'importante è considerare Tsipras un interlocutore affidabile e un partner attivo.Le istituzioni stesse,oltre ai governi europei,devono rigettare le minacce e i tentativi di intimidazione rivolti alla Grecia e ai suoi nuovi lead".

"La questione è posta male.E' vero dei 240 miliardi molti sono andati alle banche francesi tedesche.Ma era necessario perchè queste non interrompessero le linee di credito con le banche greche,e quindi di fatto non lasciassero alla fame i cittadini"..


mercoledì 4 febbraio 2015

Tsipras si affida alla finanza d'assalto



Sono sempre piu convinto che anche Tsipras sarà una presa in giro per il popolo greco ed europeo.Continua a promettere ai greci di aumentare i salari minimi ,di non privatizzare e poi dice che tratterà con la Troika.Ma stiamo scherzando? Certi discorsi la dittatura europea non ne vuole sapere.Devi pagare i debiti ,tagliare la spesa pubblica e privatizzare.Semplice...

da LIBERO del 2 febbraio 2015- pezzo di articolo di Claudio Antonelli

Non solo quello tra Grecia e resto d'Europa,ma anche quello all'interno dello stesso esecutivo ateniese.Se il marxista Varoufakis fa il poliziotto cattivo,il premier Tsipras si mostra come il collega buono.Il primo caccia la Troika,il secondo specifica che Atene non riconosce gli ispettori ma è pronta a trattare con Fmi,Ue e Bce (che compongono la Troika,ndr).
Sopratutto si strilla all'Occidente cattivo agitando lo spauracchio di Cina e Russia ,che a detta dei greci potrebbero subentrare nel debito verso l'Europa,ma alla fine le mosse concrete del governo portano a tutt'altro.
Indiscrezioni non smentite dicono che Atene ha scelto la banca d'affari Lazard come advisor per rinegoziare il debito.Secondo ambienti ministeriali,è la stessa banca che ha consigliato la Grecia nel 2012 con la prima riduzione parziale del debito verso i creditori privati.Il debito greco fu all'epoca ridotto di oltre 100 miliardi di euro.Lazard è una sicurezza.Una garanzia.Una delle istituzioni finanziarie piu serie nell'attività di advisoring e piu addentro alle logiche europee.Sopratutto della finanza che certa sinistra definisce d'assalto.Dunque il balletto greco sta tutto qui.Usare la finanza dietro il polverone sollevato da questa nuova forma di marxista vendicativo.Basti sottolineare che nel programma di Tsipras dopo aver rinnegato gli accordi e rimesso l'Europa al proprio posto c'è un piano di investimenti da 5 miliardi di euro.Indovinate finanziato da chi? Dalla Ue,ovviamente.La sostenibilità delle proposte di Tsipras è la stessa di un eventuale governo italiano formato da Lega e Sel con un aumento di spesa pubblica da 120 miliardi di euro.Senza coperture.Uno sfracello.Per fortuna che il balletto nasconde una soluzione auspicata da tutti.Sempre che non succede come nel 1914.Tutti a credere nel bluff e poi...

martedì 3 febbraio 2015

Nuove regole per l'unione monetaria (Paul De Grauwe)




I greci hanno detto no alle misure d'austerità imposte con inaudita durezza dai creditori del Nord Europa ,che hanno lasciato milioni di persone senza lavoro e nella miseria.La cosa incredibile è che i sostenitori di queste misure si sono trincerati nella loro torre d'avorio.Non sarà poi così difficile,dicevano a Bruxelles e a Berlino,i greci devono solo stringere un pò la cinghia:un intervento rapido e doloroso e necessario,anzi inevitabile.
Ma la realtà era completamente diversa.Le persone non possono essere comandate come un gregge:ridotte in povertà e umiliate,finiscono per reagire.E in democrazia questo significa votare per partiti estremisti che propongono una vita diversa da quella indicata dai paesi creditori.E' incredibile che l'elite politica nord europea non abbia penato alle conseguenze di queste misure troppo severe.In futuro la svolta politica avvenuta in Grecia potrebbe ripetersi in altri paesi.
Ascoltando le reazioni dei ministri dell'economia si rapisce ancora di piu quanto siano lontani dalla vita dei cittadini.Il ministro tedesco dice che bisogna continuare con la politica di risanamento del bilancio,il collega olandese dalla sua torre d'avorio fa sapere che non c'è un'altra soluzione: i greci devono rispettare le regole del gioco dell'unione monetaria.
Ma quali regole? Le regole dovrebbero essere totalmente diverse da quelle a cui si riferisce il ministro,non hanno niente a che vedere con le misure imposte alla Grecia e ad altri paesi dell'Eurozona.Le regole del gioco di un'unione monetaria che funzioni dovrebbero basarsi sui principi di reciprocità e solidarietà.Se un paese ha accumulato troppi debiti,è anche perchè i creditori hanno sbagliato ad accudirgli troppi crediti.Se il debitore non può pagare bisognerà trovare un compromesso tra le due parti,entrambe responsabili della situazione che si è venuta a creare,i greci devono ridurre la spesa per ridurre il loro surplus commerciale.Alla Germania,però non piacevano queste regole del gioco.
Berlino le ha ignorate e ha costretto anche gli altri a sopportare il costo dell'operazione non sono i greci a non seguire le regole,sono i tedeschi che hanno cambiato le carte in tavola per difendere i loro interessi di creditori e sono riusciti a convincere le istituzioni europee a seguire il loro gioco.
Oggi è successo alla Grecia,ma domani altri paesi si ribelleranno alle regole che tutelano la ricchezza dei creditori.E sarà un bene.Un'unione monetaria in cui alcuni paesi dettano legge ad altri non ha futuro.

PAUL DE GRAUWE -traduzione L'INTERNAZIONALE

lunedì 2 febbraio 2015

NAOM KLEIN:"Non si può rimanere sempre in una posizione di opposizione"




Ammiro molto Naom Klein ma purtroppo non vedo miglioramenti futuri, alta finanza e multinazionali faranno ciò che vogliono e non basta la buona volontà di pochi che comunque vanno elogiati.Sulla sinistra sono assolutamente d'accordo.Ormai quella comunista che si occupava dei lavoratori,si è schierata con i banchieri.


da IL CORRIERE DELLA SERA del 1 febbraio 2015-intervista a Naomi Klein di Davide Casati

"Quando Al Gore divenne la voce dell'ambientalismo,disse esattamente questo:"Ecco quello che tu,consumatore,puoi fare.Vai in bici.sostituisci le vecchie lampadine".Gore aveva reso l'ambientalismo una moda:ma le mode passano.E quel modello,che continuava a considerarci come consumatori,non come membri di comunità,ha fallito.Per quanto importanti,i cambiamenti individuali da soli non bastano:sono le comunità che possono fare pressioni e ottenere risultati".

"Molti:progetti di fracking bloccati in Polonia,Scozia ,in vari Stati americani:lo sfruttamento di sabbie bituminose  fermato nello stato di Alberta,in Canada;la decisione di Syriza di bloccare da subito una miniera nel Nord della Grecia".

"Gli errori di movimenti sono quelli di fidarsi di figure massianiche,affidare a loro il cambiamento e tornarsene a casa.E' successo con Obama,ad esempio.Ma il piu importante è stato quello di avere detto molti "no" senza avere dei "si" altrettanto convincenti.Alle persone non piace l'ingiustizia,la disuguaglianza,il riscaldamento globale:ma hanno paura dell'alternativa,se non è elaborata con cura.Podemos,in Spagna,è un partito nato da movimenti sociali;le 900 cooperative energetiche in Germania mostrano che le fonti alternative non sono favole.Questi sono dei sì,degli esempi tangibili".

"L'esercito zapatista del Ciapas combatteva perchè era attaccato.Credo che quella violenza fosse giustificata.Il che non vuol dire che fosse giusta,o una buona tattica".

"L'ambiente è stato corroso del pensiero economico.Quando si ragiona in termini di costi-benefici sulla riduzione immediata,o tra 20 anni,delle emissioni di CO2, sapendo che l'attesa causerà  disastri in alcuni Paesi,si fanno discorsi al limite del genocidio.Le scelte ambientali sono anche morali".

"Se la sinistra tradisce i suoi valori,se non dà vere alternative,è moralmente colpevole,e permette alla rabbia dei cittadini di trovare sfogo in una destra molto pericolosa".

"Dal punto di vista dell'ambiente,siamo di fronte a un'enorme possibilità.Il problema vero è quello di mantenere viva la speranza nei movimenti,anche dopo le sconfitte.Bisogna eliminare dalla politica il potere corrompente del denaro;e lavorare sull'elaborazione di alternative, non solo teoriche,ma mostrando esempi di quello che già sta avvenendo.Passare dall'è possibile" allo "stà già accadendo,e proprio nel tuo territorio".Lo vede? Ho imparato dagli errori.Questa volta andrà bene".

domenica 1 febbraio 2015

Il superamento della Costituzione italiana (di Giuseppe Palma)




Visto che ieri è stato eletto il nuovo presidente della Repubblica,dico la mia.Mattarella non mi piace, è amato dal Vaticano e dai poteri forti.
Per quanto riguarda il pezzo di libro che pubblico oggi di Giuseppe Palma, consiglierei di leggerlo ai grillini che volevano Prodi presidente della Repubblica.Condivido le battaglie del M5S in parlamento ma di questioni economiche capiscono poco.


da IL MALE ASSOLUTO-Giuseppe Palma (GDS)

E' interessante evidenziare che,con la graduale trasformazione da PDS in DS (Democratici di Sinistra) e successivamente in PD (Partito Democratico) ,la sinistra italiana ha abbandonato quelli che erano i pilastri della propria azione politica (su tutti il diritto al lavoro e le norme sulla sua tutela) per seguire una strada di matrice liberista che aveva ed ha nel suo DNA il conseguimento e la tutela del profitto finanziario,il consolidamento degli interessi delle banche e delle multinazionali e infine le cessioni di sovranità nazionale ad apparati sovranazionali non eletti e che la Costituzione non riconosce quali organismi legittimati ad esercitare la sovranità popolare.Esempi ve ne sono decine; mi limito a farne solo quattro:

1) il Governo Prodi I introdusse le prime fattispecie di lavoro c.d interinale (legge n.196 del 24 giugno 1997) "dimenticandosi" di prevedere un adeguato sistema di ammortizzatori sociali a sostegno di chi perdeva il lavoro,generando in tal modo la terribile piaga della precarietà;

2) alla fine di luglio 2008 il Parlamento italiano autorizzò all'unanimità la ratifica del c.d Trattato di Lisbona (ratificato definitivamente in agosto),ossia quell'accozaglia di norme illeggibili che si pongono sostanzialmente al di sopra della nostra Costituzione e che,di fatto,sospendono l'efficacia.Ciò detto,benchè nel luglio 2008 la maggioranza parlamentare fosse di centrodestra,è opportuno evidenziare che il PD offrì incondizionatamente tutti i suoi voti (dico bene,tutti i suoi voti) in favore dell'autorizzazione alla ratifica,nel silenzio piu viscido e senza una vasta e necessaria informazione dei suoi elettori;

3) dal novembre 2011 al dicembre al dicembre 2012 il PD (che sosteneva il Governo tecnico presieduto dal prof. Mario Monti) ha votato in favore di una serie di misure che non avrebbero mai dovuto trovare asilo in una Repubblica democratica fondata sul lavoro:il PD ha infatti espresso in Parlamento sia voto favorevole alla c.d Riforma Fornero sulle pensioni (che da un lato ha innalzato l'età pensionabile e dell'altro ha generato il vergognoso problema degli "esodati"), sia voto favorevole alla parziale riforma dell'art 18 dello Statuto dei lavoratori (targata sempre Fornero);

4) nel 2012 i parlamentari del PD,con la pistola dello spread puntata alla tempia,hanno votato in favore dell'autorizzazione alla ratifica del Trattato sulla stabilità,coordinamento e governance addirittura a votare-insieme ad una consistente maggioranza dei parlamentari del PDL,in favore dell'inserimento in Costituzione dello scellerato vincolo del pareggio di bilancio (art 81 Cost).Tuttavia,sarebbe da parte mia poco onesto non evidenziare che in quel periodo il nostro Paese era terrorizzato da uno spread che faceva fatica a scendere,ma sarebbe altrettanto poco corretto non ammettere che tutta la "questione spread" è stata ,ed è, un vero e proprio ricatto/imbroglio ai danni del principio democratico e dell'economia nazionale.

Quanto promesso nei citati esempi corrisponde,dati alla mano,alla verità oggettiva dei fatti! E' esattamente ciò che è avvenuto nella realtà.Piaccia o no,è proprio così.Ma ciò che deve far maggiormente riflettere il lettore è la circostanza che coloro i quali si sono "macchiati" di tali e gravissime responsabilità politiche nei confronti del popolo italiano,di fronte a puntuali a ragionevoli critiche non hanno neppure la dignità di sottrarsi dal lavarsi la bocca con la parola Costituzione!  Si può essere d'accordo o in disaccordo su tutto,è legittimo ,ma servirsi della Costituzione per "sciaquarsi" la coscienza delle proprie "malefatte" nei confronti  del popolo ,e sopratutto dei principi stessi della Carta Costituzionale, è a dir poco infimo e vergognoso