Anglotedesco

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mercoledì 30 dicembre 2015

Espulsa dal M5S Serenella Fucksa ,quella favorevole al Jobs Act...



Le regole interne del Movimento 5 Stelle non mi sono molto chiare, ma una che è a favore del Jobs Act,deve essere cacciata senza "se" e senza "ma" v...

da LA REPUBBLICA del 29 dicembre 2015

"Non  c'è stato neanche un processo kafkiano,nessuno ha ascoltato la mia versione.Sono dei miserabili,dei poveretti e il M5S non ne esce bene:fa prevalere il lato oscuro della forza per conservare il potere di quattro sciammanati.Mi hanno chiamata dalla Comunicazione per dirmi "Serena ,sbrigati,mettiti in regola con le rendicondizioni perchè Giarrusso userà questo pretesto per espellerti".

"Ho avuto problemi con Mario Giarrusso e con altri.Sono una che non scende a compromessi e dice quello che penso,ma quella della rendicontazione è una patetica scusa.Sapevano che ero in difficoltà perchè il collaboratore che ne se occupava non è piu con me.Stavo per completarla,adesso ho finito.Molti lo hanno fatto il 23 dicembre,davvero bastano pochi giorni di differenza per cacciare una persona? Mi dispiace per Beppe e Gianroberto,ho un ottimo rapporto con loro,ma credo non si rendano conto di chi hanno imbarcato.Ormai ci massacra anche dentro ai meet up.Da quando sono arrivati il potere e i soldi il Movimento ha cambiato natura".

"Si ho votato in dissenso,quello piu forte è stato il jobs act.Mi sono astenuta perchè c'era la fiducia,altrimenti avrei votato a favore.Penso che il contratto a tuteli crescenti sia il futuro e che in Italia ,che non è l'Alaska,piu che al reddito di cittadinanza serva pensare al lavoro di cittadinanza"

martedì 29 dicembre 2015

Yanis Varoufakis non molla:"A febbraio faccio un partito"



da L'ESPRESSO del 340 dicembre-Yanis Varoufakis risponde alle domande di Roberta Zunini

"L'opposizione del governo dui Syriza al fallimentare programma della Troika è stata schiacciata la scorsa estrate.Il Primo ministro Tsipras è stato costretto ad accettare un nuovo prestito, che sarà una catastrofe per la Grecia,per una semplice ragione:dare al popolo spagnolo una lezione,ovvero dissuaderlo dal votare Podemos.In questo contesto,Podemos ha ottenuto un grande successo.E' un piccolo ma importante direzione per spezzare l'asse di chi è favorevole alla politica della Troika".

"Spero di sbagliarmi,ma mi sembra che, se il vostro Premier avesse fatto e facesse una vera opposizione alla politica di Berlino,avrebbe evitato di esercitare una pressione disumana nei confronti di Tsipras affinchè si arrendesse alle richieste della Troika che,ora, tardivamente,lo stesso Renzi ritiene sgradevoli.E' nel culmine della battaglia che il coraggio e le vere intenzioni si rivelano,non dopo".

"Il fallimento delle quattro banche italiane rivela che,nonostante la propaganda di Bruxelles e Francoforte,non c'è una vera unione bancaria.Gli obbligazionisti di una banca privata tedesca o olandese,se si trovassero nella posizione di quelli italiani,non dovrebbero subire un "haircut" cioè un annullamento del valore delle obbligazioni.I rispettivi giorni li avrebbero salvati.La probabilità di perdere i depositi bancari,o i propri investimenti obbligazionari,dipende quindi dallo stato finanziario del Paese a cui si appartiene.La mancanza di una corretta unione bancaria conta perchè una moneta unica giurisdizione bancaria produce la fuga dei capitali da Paesi a Paesi come la Germania perpetuando la crisi".

"Se si continua sulla falsariga delle politiche attuali,che hanno fallito in modo spettacolare,le forze centrifughe diventeranno cosi forti che la zona euro prima e l'Unione europea poi si frammenteranno.E non è detto che la Grecia sarà l'epicentro del terremoto.Nessuno può dire dove la rottura avrà luogo.Forse in Grecia,forse in Italia, forse da qualche altra parte.Come nel caso dell'Unione Sovietica che si sapeva dove sarebbe iniziata a crollare".

"Se la Gran Bretagna uscisse dall'Unione Europea non succederebbe granchè.Come nel caso di un eventuale Grexit, però, una volta che il processo di integrazione comincia a disfarsi,segue inevitabilmente una grave crisi esistenziale.Per quanto riguarda la Gran Bretagna,non ci saranno grandi cambiamenti,se non la soddisfazione di aver sconvolto i burocrati di Bruxelles".

"E' fondamentale ricordare che l'accordo di luglio con la Troika ha imposto una serie di vincoli che hanno reso impossibile per il governo affrontare la recessione e fare le riforme necessarie,a partire dal problema dell'oligarchia corrotta ci è stato imposto un incredibile livello di austerità che stringerà la Grecia in una morsa per i prossimi cinque anni.Come si può notare,le banche saranno impossibilitate a concedere prestiti alle imprese redditizie,dato che le loro sofferenze non saranno gestite in modo efficiente da una "Bad bank" pubblica.Tutto ciò farà si che nessun investitore serio metterà i propri soldi in un'economia condannata a decrescere.Di conto non c'è stato alcun accordo per ottenere un serio aggiustamento del nostro debito,entrando nel dettaglio le misure  imposte già introdotte e quelle che stanno per esserlo,che porteranno un'ulteriore recessione sono:la crescita dell'Iva,la riduzione delle pensioni e la dmanda che le imprese paghino in anticipo,questo mese,il 100% delle tasse sui profitti stimati per il 2016".

"Lancerò all'inizio di febbraio un movimento paneuropeo con un' unico obiettivo,radicale:democratizzare la Ue.Una formazione che cercherà di sfruttare l'energia di coloro che sono critici nei confronti di questa gestione dell'Unione ma che non vogliono la disintegrazione della Ue.In breve,per dimostrare che c'è una terza alternativa tra quelli che vogliono tornare nel bozzolo dello stato-nazione e coloro che accettano le politiche autoritarie di queste istituzioni europee anti democratiche".

lunedì 28 dicembre 2015

FEDERICO RAMPINI"Come gli Usa sono usciti dalla crisi dal 2009"



Molto interessante questo libro di 327 pagine,scritto da Federico rampini grande esperto di cose americane.Sulla crisi passata ci andrei piano perchè stanno aumentando le disuguaglianze e vorrei ricordare alcuni dati che il grande giornalista Paul Craig Roberts pubblicò sul suo sito qualche mese fa e che io feci anche un video:

-Durante il cosidetto periodo di ripresa il piu dei nuovi posti di lavoro sono stati occupati da persone sopra i 55 anni di età.Da 25 a 54 anni hanno perso 131.000 posti di lavoro al giugno di quest'anno.

-Tra il luglio 2014 e il luglio 2015 i lavoratori oltre i 55 anni hanno guadagnato 1.554.000 posti di lavoro.

-I giovani dai 16-18 anni hanno perso 887.000 posti di lavoro.

-I giovani dai 20-24 anni hanno perso 489.000 posti di lavoro.

-Nel luglio 2015 negli Usa si registrano 27.265.000 lavoratori part time,di cui 6.300.000, il 23% lavorano part time in quanto non riescono a trovare un impiego a tempo pieno.Ci sono inoltre ben 7.124.000 americani che fanno piu lavori part time contemporaneamente per poter arrivare a fine mese.Ben 337.00 in piu rispetto ad un anno fa.

da L'ETA' DEL CAOS-Federico Rampini (Mondadori)

Peggio che un decennio bruciato:l'eurozona esce dalla lunga crisi sfibrata,con un'autostima a pezzi,una disoccupazione insostenibile e forti spinte xenofobe.L'impoverimento a livello mondiale provocato dall'ultima crisi si misura in queste due cifre:mancano all'appallo 61 milioni di posti di lavoro e 1200 miliardi di dollari di redditi salariali,rispetto all'economia che avremmo se non fosse accaduto il disastro del 2008-2009 (prolungatosi ben oltre in Europa).
Ma almeno l'America ha imparato qualcosa,o si condanna a ripetere i suoi errori? Gli ultimi dieci anni hanno visto cambiamenti dirompenti,dall'ascesa delle potenze emergenti alla piu grave crisi che il capitalismo occidentale abbia conosciuto dopo quella degli anni Trenta del secolo scorso.Ma a differenza di quanto accadde ottant'anni fa,non si è affermato un "pensiero forte" alternativo,come nel caso di John Maynard Keynes e del New Deal rooseveltiano.
La grande crisi nata a Wall Street nel 2008,e la cura con cui gli Stati Uniti si sono rilanciati.La depressione dell'eurozona.Il nuovo protagonismo delle banche centrali.La rivoluzione energetica.L'emergenza climatica.I Padroni della Rete e il futuro digitale.In questi dieci anni le nostre idee sull'economia sono state messe alla prova:le hanno scosse un'accelerazione di eventi, shock traumatici,rigetto del "pensiero unico",ricerca di nuovi paradigmi economici.Per me s'intrecciano anche con la mia vita:la partenza dall'Europa,l'approdo in California,poi a Pechino,infine di nuovo in America,ma a New York.I grandi cambiamenti economici li ho inseguiti in questi luoghi.La prima New Economy fece di San Francisco il centro di una rivoluzione tecnologica che con la Rete ha cambiato il nostro modo di lavorare,di informarci,di comunicare,di organizzare le relazioni sociali.C'era già allora,però, quella pulsione monopolista che avrebbe portato Bill Gates,Steve Jobs e i loro eredi a costruire degli imperi calpestando tante regole della libera concorrenza.
La Cina,dove ho vissuto per quattro anni,ci ha sorpreso per la velocità del suo progresso economico, la fulminea accelerazione con cui ha conquistato i mercati globali,fino ad agganciare per dimensioni l'economia degli Stati Uniti.Al tempo stesso,sono state deluse le attese di un cambiamento politico:un problema grave,ora che ci si accinge a centrare in una nuova fase della globalizzazione,con trattati in corso di negoziato per ulteriori abbattimenti delle barriere.
Il 15 settembre 2008 la bancarotta di Lehman Brothers segna l'inizio di convulsioni tremende,dalle banche il male si estende all'economia reale.Non bastano i salvataggi di Aig,General Motors e Chrysler,nonchè il varo del piano da 700 miliardi di aiuti per Wall Street.L'anno successivo, quando torno a vivere negli Stati Uniti,trovo un paese stremato angosciato,con ferite sociali profonde.Eppure,già nel 2009 l'America reagisce alla crisi con l'accoppiata dagli acquisti di bond da parte della Federal Reserve e della manovra di investimenti pubblici varata da Barack Obama non appena insediatosi alla Casa Bianca.Il rapporto deficit/Pil negli Usa salirà fino al 12%,per poi scendere rapidamente a livelli "virtuosi" grazie alla crescita,non all'austerity.Tecnicamente ,gli Usa escono dalla recessione già nel giugno 2009.
Mentre il duo Obama-Bernake trascina l'America fuori dalla crisi, il 2010 regala una prima vittoria dei repubblicani al Congresso,poichè nel novembre di quell'anno tolgono al presidente la maggioranza alla Camera (quattro anni dopo replicheranno,portandogli via anche il Senato); la rimonta della destra coincide con l'emergere del Tea Party,movimento anti-Stato e anti-tasse che rinverdisce l'ideologia neoliberista di Ronald Reagan.La forza del neoliberismo non è un'anomalia americana,come dimostrerà cinque anni dopo la vittoria di Cameron in Inghilterra ,e in parte anche l'evoluzione centrista del Pd di Matteo Renzi.Sempre nel 2010 il Congresso Usa approva la legge Dodd-Frank,la riforma dei mercati finanziari per impedire una nuova crisi sistemica.Non passa però la versione piu radicale  della Volcker Rule,dal nome dell'ex presidente della Fed che avrebbe voluto smembrare le maxibanche e ricostruire la separazione dei mestieri fra banche speculative e banche di deposito.A sinistra,Occupy Wall Street è una fiammata breve,un movimento effimero,capace però di lasciare una traccia nel dibattito pubblico.Quella protesta mette al centro il tema delle disuguaglianze,"anticipando" l'effetto Piketty (l'economista francese autore di un monumentale studio sul capitalismo) e lanciando in orbita nuovi leader radicali tra cui la senatrice Elizabeth Warren e il sindaco  di New York Bill de Blasio.
Nel 2011,per effetto di errori fatali come la stretta monetaria varata da Francoforte in piena recessione,l'epicentro della crisi globale si sposta nell'euroza.Iniziano i timori di default sovrani,l'allargamento degli spread,mentre l'inazione della Bce e l'austerity di bilancio peggiorano il disastro occupazionale.
Dal 2014 si apre una nuova fase:il controshock petrolifero fa precipitare i prezzi dell'energia,conseguenza della rivoluzione tecnologica che incrementa l'estrazione negli Stati Uniti;gli Usa superano la Russia nel gas e si accingono ad agganciare l'Arabia Saudita nel petrolio.I Brics frenano.
Solo all'inizio del 2015 la Bce,sotto la guida di Mario Draghi,imita,con cinque anni di colpevole ritardo,la politica della Fed.Ma l'esempio americano serva da ammonimento:la cura monetaria da sola non sana gli squilibri accumulati in questi anni.Negli Stati Uniti,malgrado sei anni di crescita e la creazione di 15 milioni di nuovi posti di lavoro,è all'ordine del giorno il dibattito sulla "stagnazione secolare".E ci s'interroga sul mistero della produttività immobile:i frutti della seconda rivoluzione digitale sono molto meno benefici di quanto si credeva.

Non rientra nelle mie competenze fare previsioni,ma c'è un modo per ovviare a questa incompetenza dichiarata:prevedere ...il passato."La Storia non si ripete,però spesso fa la rima con se stessa" disse lo scrittore americano Mark Twain.Senza avere la pretesa di vedere nel futuro,ci si può esercitare in questo gioco dei paragoni con il passato.Dunque l'eurozona può sperare di essere un remake del film che ho visto negli Usa dal 2009 al 2015.E' durato ben sei anni il quantitative easing.Espressione incomprensibile,tipica del gergo astruso degli economisti.Traduco in italiano:stampare moneta.Ben 4500 miliardi di dollari,un'esondazione di liquidità senza precedenti nella storia.Un esperimento inaudito,audace,innovativo.Dollari creati dalla banca centrale per essere spesi in massicci acquisti di titoli,per schiacciare il costo del denaro a livelli irrisori,per fare affluire credito a tutti quelli che ne avevano bisogno:non solo e non tanto le banche,ma le famiglie,le imprese.Quella terapia,inaugurata da parte della Federal Reserve,è la vera chiave della  ripresa americana.Piu ancora di quanto ha fatto Obama con la sua manovra di investimenti pubblici,il merito di questa prolungata crescita va attribuito a Ben Bernanke e Janet Yellen,i due banchieri centrali che si sono succeduti al timone della politica monetaria americana.
Nel 2015,dopo esitazioni e tentennamenti dovuti alle resistenze tedesche,Mario Draghi si è deciso ad applicare la ricetta Fed in Europa.Uno degli effetti benefici si è realizzato,a gran velocità:il deprezzamento dell'euro,che ha migliorato la competitività dell'export europeo.Altri dovrebbero seguire,se l'America è un precedente utile:un credito abbondante e a buon mercato.In eurolandia c'è qualche problema in piu,che riguarda la cinghia di trasmissione,cioè la misura in cui le azioni della banca centrale si diffondono all'economia reale.L'America ha un'economia meno bancocentrica,la Fed non ha fatto affidamento in modo prevalente sulla banche perchè restituissero all'economia reale (cioè a noi tutti) i benefici del quantitative easing.Inoltre,lo stesso sistema bancario americano è piu sano di quello europeo,avendo fatto con maggiore tempestività un'operazione-verità sui propri bilanci,ripuliti da crediti inesigibili,poi sanati con robuste ricapitalizzazioni.In Italia è piu difficile, dato che molte banche ,dato che molte banche sono di fatto comandate o dal salotto buono,i capitalisti che vogliono il potere senza metterci capitali propri,oppure dalle fondazioni,che sono rimaste la longa manus del potere politico.
Comunque,anche nell'ipotesi che la storia europea sia un remake di quella americana,il film originale non è così allegro.I primi cinque anni della ripresa Usa sono passati quasi inosservati per gran parte della popolazione.La crescita c'era, "ovunque fuorchè nella mia busta paga",secondo un detto che fotografa perfettamente la situazione.Aumento dil Pil,creazione di nuovi posti di lavoro,ma redditi bloccati.E' solo a partire dal sesto anno che gli americani hanno cominciato a percepire un miglioramento nel tenore di vita.Se tanto mi dà tanto,gli europei si accorgeranno davvero di stare meglio solo nel 2012.A condizione che qui a là,l'Età del caos non ci regali nuovi shock anche sul terreno dell'economia globale.Esempio:se ci dovesse guardare ai precedenti statistici,questa ripresa americana è già durata fin troppo,nel senso che ha superato la media storica.Sulla base dei precedenti,infatti,sarebbero maturi i tempi per una nuova recessione made in Usa,che però rappresenterebbe un'autentica beffa per chi (eurozona)comincia solo adesso a tirare la testa fuori dall'acqua.





domenica 27 dicembre 2015

CLAUDIO COSTAMAGNA:"Subito un miliardo per le piccole-medie imprese"



Di un ex Goldman Sachs c'è poco da fidarsi, ormai li troviamo ovunque.Per gli operai le cose andranno sempre peggio e dovranno accontentarsi dei lavori precari e basta guardare in questi giorni nei centri commerciali ,tutta gente che finite le feste saranno di nuovo disoccupate.

da IL SOLE 24 ORE del 19 dicembre 2015-Claudio Costmagna risponde alle domande di Celestina Dominelli

"Interverremo su tutto il ciclo,a partire dal venture capital.E qui io intendo non tanto le start up,che nascono in Italia questo non è un problema.Il problema,semmai, è quando una start up,che nascono in Italia e questo non è un problema.Il problema,semmai, è quando una start up ha già un suo prodotto,una sua storia e deve accellerare la crescita.E' li che mancano investitori che riescono ad aiutare l'azienda a diventare azienda.Poi il piano si occupa di tutto il mondo delle piccole imprese che cerchiamo di aiutare ad andare sul mercato con questo nuovo strumento del fondo strategico,di dargli capitale per spingere la crescita e portarle velocemente sul mercato.E,infine,abbiamo gli investimenti stabili che sono quelli che ci siamo trovati:Eni, Fincantieri,Snam,Terna e,da quando siamo arrivati,abbiamo avviato al processo per aggiungere Saipem se verrà formalizzato l'annunciato avvento di capitale che renderà tecnicamente non in perdita la società.E forse se ne aggiungerà qualche altra.Qui l'idea è quella di essere un investitore stabile in aziende sane, belle e importanti per il sistema paese,dove noi ci sediamo al tavolo,aiutiamo queste imprese a crescere,da una posizione passiva,ed è chiaro che,il giorno in cui dovesse arrivare lo scalatore  o altro,un pò  perchè siamo seduti al tavolo da azionisti e un pò anche per che rappresentiamo ,forse un pò d'influenza potremmo averla".

"Riteniamo che ci sia spazio per liberare risorse che poi devono essere investite in altre infrastrutture e servizi per i cittadini:è incoraggiante vedere il riscontro che abbiamo avuto rispetto al dialogo che abbiamo avviato.Bisogna poi tener conto che,nell'ambito delle valorizzazioni del patrimonio pubblico,ci sono anche li sotto dei segmenti che andrebbero trattati in maniera diversa.Penso, per esempio,al tema delle carceri:San Vittore e Regina Coeli sono due situazioni che gridano vendetta perchè San Vittore è in uno dei quartieri di Milano in cui il residenziale vale di piu e lo stesso discorso si può fare per Regina Coeli.
Tenere delle carceri in due posizioni del genere non ha alcun senso:bisognerebbe semmai dare un progetto per costruire nuove carceri fuori Roma su terreni che esistono già e sono già in pancia nostra o in mano allo Stato per liberare gli spazi attuali.Un altro esempio,poi, è quello degli uffici in mano allo Stato per liberare gli spazi attuali.Un altro esempio,poi è quello degli uffici in mano ai ministeri:mi ricordo che,quando ero alla Goldman Sachs,con loro avevamo fatto un progetto per il Governo inglese in cui;attraverso un'opera di ristrurtturazione ed efficienza,avevamo liberato il 50% dello spazio.Si è trattato di un progetto che tutto il mondo immobiliare nel mondo ha guardato con grande attenzione".

mercoledì 23 dicembre 2015

La Boldrini crede all'Europa che pensa ai poveri...



I discorsi che fa Laura Boldrini sono di quei tipici comunisti che sono passati dalla lotta per gli operai alla dittatura bancaria.
Inutile che prendiamo in giro la gente anche perchè i fatti lo dimostrano, l'Unione monetaria è stata creata per far diventare gli Stati schiavi dei grandi colossi bancari, di portare il modello neoliberista in Europa.Nulla a che vedere con i poveri e certi discorsi si fanno solo per cercare di tenere la gente (stragrande maggioranza ignorante) calma.

da LA REPUBBLICA del 22 dicembre 2015-Laura Boldrini risponde alle domande di Alessandra Longo

"Vede io non voglio rimanere a guardare.Non posso assistere alla disaffezione alla delusione crescenti dei cittadini nei confronti dell'Europa,un'Europa che sentono fonte delle loro sofferenze e dei loro sacrifici, cos' come ritengo doveroso fare tutto il possibile per arginare l'avanzata delle forze che vogliono disegregare il progetto europeo".

"Io so che non possiamo rimanere bloccati, che non si deve essere mai piu un'altra Grecia.Bisogna ricominciare dagli orfanotrofi di Atene,temperare il rigore  con la crescita,aiutare i piu deboli a  rialzarsi.Ne va della tenuta  democratica dei nostri Paesi.Credo che l'adozione di una misura concreta,come lo sarebbe il reddito di dignità europeo per i piu indigenti,possa cambiare la percezione dell'Europa che verrebbe  considerata finalmente un'istituzione attenta ai bisogni delle persone.Si sta ridefinendo il profilo dell'Unione economica,si discute di un ministro Europeo,del Tesoro.Al pilastro di una politica monetaria unificata farebbe da contrappeso il "pilastro sociale.L'altra gamba dell'Eurozona,senza la quale non è pensabile procedere verso ulteriori condivisioni di sovranità tra gli Stati".

"Ognuno cerca di portare a casa quel che  serve al suo Paese.Ma all'Europa chi ci pensa? Noi abbiamo un disperato bisogno di leader europei .Possiamo contare nel mondo solo se stiamo dentro una famiglia forte.Per questo credo molto all'azione dei Parlamenti europei che sono la massima espressione di democrazia.Per questo credo vada cambiato  il profilo attuale dell'Europa,cos' autoreferenziale,così lontano dai bisogni e dalle aspettative della gente.Dobbiamo far capire ai cittadini che l'Europa ci conviene,è il continente dove nessuno viene abbandonato,dobbiamo dare senso alto alla cittadinanza europea.L'Italia fa parte dello zoccolo duro dei Paesi europeisti e per questo ha ulteriore responsabilità di ricalcare l'integrazione politica stando dentro i meccanismi e indirizzandoli".

martedì 22 dicembre 2015

Bankitalia non ha vigilato come doveva



Quella bancaria è una vera e propria mafia,tutti si proteggono l’uno con l’altro ,prevale l’omertà e nessuno rischia. Nel pezzo che pubblico ,Vittorio Malagutti spiega bene come Bankitalia non ha vigilato come doveva.

Da L’ESPRESSO -Vittorio Malagutti

Il buco nero che ha inghiottito i risparmi di quasi 150.000 italiani non è nato d’improvviso la sera del 22 novembre, quando il governo ha varato il decreto che ha messo in sicurezza ,a spese degli azionisti e di una parte dei titolari di obbligazioni ,i quattro istituti locali di media grandezza ,Banca Marche,Banca Etruria ,la Cassa di Chieti e quella di Ferrara ,da giorni sulle prime pagine di tutti i giornali.La valanga di guai che ha infine reso inevitabile l’intervento dell’esecutivo ,per quanto discutibile e tardivo,parte da molto lontano.A innescare di disastro sono stati anni di gestione irresponsabile e forse truffaldina (diverse inchieste penali sono in corso) da parte di un manipolo di manager e amministratori ,con l’avallo di sindaci e revisori dei conti.
A leggere le carte, e i bilanci ,che scandiscono le tappe di questa storia di malaffare ,si scopre però dell’altro.Emerge quella che appare come una serie di ritardi,errori e omissioni da parte degli organi chiamati a vigilare sul credito e sul risparmio .In prima linea la Banca D’Italia .E poi la Consob,la commissione di controllo sulle società e la Borsa. Decine di ispezioni ,richiami,multe .Gli artefici dei crac,presidenti,amministratori delegati, direttori generali, sono rimasti al timone fino a quando il naufragio era ormai inevitabile.

lunedì 21 dicembre 2015

FRANCESCO ROTONDI (Giuslavorista): “Con il Jobs Act fermi agli anni 60’



Ottime le risposte date dal giuslavorista Rotondi a Stefano Zurlo.Il mondo va in questo modo,i ceti medio-bassi sono schiacciati dalla dittatura neoliberista e grazie alla tecnologia in certi settori sono stati persi milioni di posti di lavoro e quei pochi che vengono creati li devi accettare e devi essere  trattato esattamente come venivano trattati i nostri genitori ( io sono nato nel 1976) negli anni 60’.

Da IL GIORNALE del 2 dicembre 2015-Stefano Zurlo

“L’orario di lavoro? Poletti ha fatto bene  a dire che ormai è un concetto superato. Anzi, per dirla tutta,il ministro si è accorto dell’enorme ritardo che c'è su tutto il tema della contrattazione ed è corso ai ripari lanciando una provocazione”.

“Purtroppo siamo ancora fermi,anzi imbalsamati,alla legislazione degli anni Sessanta e Poletti tocca solo uno dei tanti punti all’ordine del giorno”.

“ L’unica novità è la decontribuzione che però è un capitolo della legge di Stabilita’ invece siamo all’anno zero sull’orario ,ma ancora prima sul luogo di lavoro”.

“Dobbiamo fare un passo indietro.Quello decisivo: dobbiamo abbandonare  il modello della contrattazione nazionale e sviluppare quello della contrattazione aziendale.Flessibile e capace di adattarsi alle esigenze reali del mondo produttivo”

“Ogni euro in più è benedetto ,sia chiaro ,ma parliamo di uno scheletro di norme che è totalmente superato e che dev’essere ripensato di corsa ,se vogliamo stare al passo con il mondo che cambia e vogliamo creare nuova occupazione”.

Oggi i due terzi dei lavoratori non devono più andare in ufficio o in fabbrica.La tecnologia ha cambiato tutto ,ma qui siamo ancora ai vecchi contratti ,ingessati da regole e regolette che bloccano lo sviluppo.Da qui può partire una rivoluzione radicale sull’ orario e poi,a cascata ,sulle pause,gli straordinari e tutto il resto”.

domenica 20 dicembre 2015

CLAUDIO MESSORA:”Le regole di scrittura di un blog d’informazione “



Per uno che vuole diventare blogger ,non c'è dubbio che Claudio Messora sia uno di quelli da prendere come esempio per volontà e bravura anche se non sempre sono d’accordo con lui.L’intervista a Messora è lunga,pubblico solo il pezzo dove spiega le regole di scrittura per un blog d’informazione.


Dal libro Lezioni di Giornalismo (Mursia)

Ci sono due tipi di post:il post di opinione e quello di dati.Nel primo caso, ci sei tu, la tastiera e la sua capacità di persuasione.Nel secondo caso ,invece, devi trovare lo studio o la statistica originale da cui estrapolare un certo dato. Devi studiare e incrociare cifre e tabelle.E anche in questo caso , ti serve un’intuizione da seguire nella tua ricerca. Fatto tutto questo ,devi lavorare su esemplificazioni che ti consentono di comunicare in maniera sintetica ed efficace ai tuoi lettori i dati che hai trovato.Da questo punto di vista ,l ‘elaborazione grafica aiuta molto.Chi vuole tenere un blog d’informazione deve conoscere gli strumenti di editing grafico.
Per quanto riguarda la scrittura ,ognuno trova la sua formula,ma anche qui la capacità di sintesi è fondamentale. Il linguaggio deve essere semplice ; nel suo post devi dare il dato e,subito subito ,consiglio di fare un esempio che renda immediatamente fruibile l’informazione.Importante anche mettere il link alla fonte.Dare alle persone la possibilità di andare a verificare in prima persone è segno di serietà ,oltre a essere qualcosa che afferisce alla natura stessa della rete:i giornali non possono dare i link alle fonti delle loro notizie.

venerdì 18 dicembre 2015

80 euro finiti alle famiglie piu ricche



Gli 80 euro è una buffonata tutta renziana, che senso ha dare 80 euro in piu a persone che bne o male hanno già uno stipendio? Quei andavano utilizzati in maniera diversa.
Ho guardato i video girati dal Fatto quotidiano con le intervista fatte alla Leopolda.Un branco di poveracci rincoglioniti,come i berlusconiani.Intanto l'Eurostat dice che l'Italia è maglia nera in Europa per i consumi...

da IL FATTO QUOTIDIANO del 16 dicembre 2015-Articolo di Franco Mostacci

Secondo l'indagine della Banca d'Italia il reddito disponibile delle famiglie italiane nel 2014 è stato di 30.525 euro, in crescita dello 0,5% rispetto al 2012.Considerando che nel biennio 2013-2014 il deflatore dei consumi finali delle famiglie è aumentato dell'1,4%,il reddito reale e il relativo potere di acquisto si sono ridotti dell'1%.
Mettendo in fila le famiglie italiane dalla piu povera alla più ricca e dividendole in dieci parti uguali (decili),è andata peggio alle famiglie piu povere,quelle che provano a sbarcare il lunario con  6.511 euro all'anno (542 euro al mese).
Anzichè essere maggiormente tutelate,le famiglie del primo decile hanno accumulato tra il 2006 e il 2014 una perdita del 32% del reddito disponibile reale, il doppio di quella subita dalle famiglie italiane nel loro complesso.Se tra il 2006 e il 2006 il reddito delle famiglie povere era diminuito del 7,6% ,nel 2010 del 3,8% e nel 2012 del 13,4%,quanto accaduto negli ultimi 2 anni ha dell'incredibile.I nuclei familiari del primo decile hanno avuto una contrazione del reddito da 7.268 a 6.511 euro,con una perdita del 10,4% nominale e 11,7% reale (cioè sempre tenendo conto anche dell'aumento dei prezzi).
Tra il 2012 e il 2014 non tutti ci hanno rimesso,visto che i redditi dal secondo all'ottavo decile sono aumentati tra lo 0,6% e l'1,5% reali.
Sul risultato incide anche le differenze composizione,con una percentuale di non occupati presenti nella fascia piu bassa che passa dal 28,8% del 2002 al 39,8% del 2014.
E' possibile anche dare un volto alle famiglie che compongono il primo decile,a partire dalle caratteristiche dal capofamiglia.Si tratta di nuclei familiari in prevalenza a conduzione femminile (il 56,3% rispetto al 35,2% medio);senza lavoro (il 39,8% rispetto al 5,6%) che vivono nel meridione (il 55,2% rispetto al 35,2%);di età inferiore ai 40 anni (il 45,7% rispetto al 27,2%); di cittadinanza straniera (18,6% rispetto al 6,1%) ;monocomponenti (il 55,4% rispetto al 29,3%);con un titolo di studio che non supera la licenza elementare (il 36,5% rispetto al 22,5%).

giovedì 17 dicembre 2015

Salari e produttività, l’Italia non cresce dal 1995



Certo le percentuali non si mettono in discussione però la crisi non solo per l’Italia ma per i ceti medio-bassi è cominciata nel 1989,con la dittatura neoliberista che ha cominciato a spadroneggiare.

Da Repubblica Affari e Finanza del 14 dicembre 2015- Marcello Esposito

L’ economia italiana va male più o meno dal 1995 ,quando si esaurirono gli effetti dell’ultima svalutazione competitiva con cui la lira uscì di scena.La colpa non è solo dell’euro anche se per l’Italia ,abituata sin dai primi anni 60’ a periodiche svalutazioni ,l’adesione è stata più problematica che per gli altri paesi.Se guardiamo all’economia reale, prima della crisi (1995-2007) la crescita media annua è stata dell’ 1,6% in Italia e del 2,4% nella media dell'Eurozona.In totale, 20,8 punti contro 31,2: l’Eurozona è rimasto fermo (-0,1%) ,ma l’Italia ha perso 9 punti.Malgrado la minore esposizione del sistema bancario, la crisi ha fatto emergere in modo evidente il declino dell’economia italiana, tenuto per anni sotto silenzio.Dal 2008 da relativo è diventato assoluto.
Tra il 1995 e il 2014, l’Italia ha accumulato uno svantaggio di 19,3 punti di PIL rispetto alla media dellEurozona : questa è cresciuta del 31,1%,l’Italia dell’ 11,8%,poco più di un terzo! Nel 2015 le previsioni per l’Italia sono finalmente positive (0,7-0,9%) ma quelle della media dellEurozona sono di un +1,6% ,con la conseguenza di un’ulteriore ampliamento della forbice.
Nel declino italiano il ruolo più evidente è quello della produttiva’.Tra il 1995 e il 2012 la produttività per ora lavorata è cresciuta del 25% in Germania ,del 23% nella media dell’Eurozona,del 6% in Italia.Tra il 2005 e il 2012 l’occupazione italiana è in effetti cresciuta dell’8% :più crescita, più produttività, più occupazione.

mercoledì 16 dicembre 2015

ROBERTO NICASTRO: “Niente prestiti ai risparmiatori



La stragrande maggioranza della gente è ignorante e non capisce che l’Europa è stata costruita in maniera tale da accontentare un numero ristretto di persone dell’alta finanza e che la cosa che più conta è salvare le banche e non la gente.È la cultura tipica della massoneria,perché è lei che comanda e le sinistre europee e mondiali sono a loro servizio.Questa Europa va azzerrata

Da IL RESTO DEL CARLINO del 16 dicembre 2015-Davide Nitrosi

“La normativa è molto chiara:non ci da spazi di manovra.La legislazione europea parla di divieto di ristoro.Dal giorno zero ci siamo attivati per mappare il problema, fare ricognizioni,promuovere soluzioni ,ma anche per essere vicini ai clienti”.

“ I 100 milioni previsti dal fondo interbancario su azione del governo sono una cifra robusta e apparentemente congrua. Non mi aspetto tempi lunghissimi.Credo che i risparmiatori interessati saranno contattati al più presto.Possono aspettare fiduciosi “.

“ Le banche sono super capitalizzate e senza sofferenze. Nelle agenzie ci sono tantissimi clienti che chiedono informazioni. Magari qualche possessore dei bond subordinati torna in banca più volte per capire, ma sono la nostra priorità. Nessuna fuga,insomma”.

martedì 15 dicembre 2015

VINCENZO IMPERATORE.Come difendersi dalle banche




Vincenzo Imperatore che ha scritto libri molto interessanti contro le banche e che Anglotedesco è andato a riprendere la presentazione del suo  SO E HO LE PROVE ,spiega in 10 punti che evitare di farsi fregare.Io pubblico i più interessanti.

Da Il Fatto Quotidiano del 14 dicembre 2015

-La direttiva Mifild stabilisce che ciascuna banca proceda obbligatoriamente a una classificazione dei propri clienti in base alle caratteristiche degli stessi e alla competenza in materia finanziaria e ne tracci quindi un “profilo di rischio o profilo finanziario” che è invece sistematicamente manipolato dal vostro consulente bancario. Fatelo modificare secondo le vostre effettive caratteristiche di investitore.L” obiettivo è di eliminare dalle mani delle banche lo strumento che consente alle stesse di proporre a vendere al cliente i prodotti che vogliono collocare e quindi di tutelarsi con un paracadute da utilizzare di fronte ad eventuali contestazioni.

  • Non firmate nulla quando leggete le parole “manleva” e “novazione”.Perché è molto probabile che la banca abbia commesso delle leggerezze alla stipula di un contratto precedente a quello che ci accingete a firmare ora.Grazie a quelle due paroline l’Istituto rimedia ai propri errori ,si annulla tutto il pregresso e le possibilità di successo anche in una causa giudiziaria diminuiscono.

  • Se cogliere in castagna la banca, accorgendovi di qualche magagna su contratti o estratti conto ,il direttore sarà così gentile da offrirvi dei soldi per chiudere subito la questione e non farvi adire le vie legali ma ancor di più per non farvi “parlare” perché temono il rischio reputazionale.Si chiama “procedura di calmierazione” e viene attivata entro due-tre giorni dal vostro reclamo.La tendenza a conciliare ,da parte dell’Istituto ,equivale però a una mezza confessione. Non accontentatevi pertanto di quei pochi spicci,andate a fondo e studiate attentamente tutti i vostri conti correnti bancari.È probabile che a vostra insaputa la banca abbia compiuto ben più gravi reati e sta comprando il vostro silenzio.

-Il pericolo più grande si annida però negli aumenti di capitale disposti da quelle banche “piccole” che non sono quotate sui mercati ufficiali. Infatti se il cliente di Unicredit ,Intesa, MPS e altri grandi banche ,sebbene con grosse perdite ,può comunque vendere i titoli azionari in suo possesso perché quelle azioni sono quotate sui mercati ufficiali ( e quindi un compratore ,anche se speculatore ,lo si trovano sempre)un cliente invece di una piccola banca (come le Banche di Credito Cooperativo) deve aggiungere al danno la beffa.Può ritrovarsi ...senza acquirenti”.

lunedì 14 dicembre 2015

ANTONIO PATUELLI:”Niente panico”.Lo vada a dire a chi ha perso i propri risparmi!



Viviamo in una vera e propria dittatura bancaria dove le banche contano più delle persone e vanno salvate a qualsiasi costo anche se poi purtroppo a farne le spese sono i pensionati come quello di Civitavecchia o i 439 che hanno deciso di togliersi la vita negli ultimi 3 anni.Patuelli è al servizio della dittatura bancaria e difende i propri interessi e in questa intervista prende chiaramente in giro la gente perché rivolgendosi alla magistratura non si risolve nulla.

Da LA STAMPA del 10 dicembre 2015-intervista Giuseppe Bottero

“Niente panico.Se uno ritiene di essere stato leso nei suoi diritti si deve rivolgere alla magistratura.Anzi,vada alla stazione dei carabinieri più vicina a casa e presenti un esposto.I risparmiatori hanno tutti gli strumenti per farsi valere ,e non devono lasciarsi prendere dall’ansia”.

“Il panico c'è ,ma è alimentato dai mass media. In piazza Montecitorio ho contato 152 persone ,eppure la notizia è diventata dirompente. Viviamo in uno Stato di diritto,se uno è stato raggirato a voce, perché è di questo che stiamo parlando ,fa un esposto alla magistratura.E’ fatta di persone rispettate in ogni ambiente.Perché non dovrebbero essere giusti e saggi in queste occasioni?”.

“I consulenti non mancano.Si trovano via Internet ,in TV,sui giornali.Ma per far valere le proprie ragioni basta andare alla più vicina stazione dei carabinieri”.

domenica 13 dicembre 2015

46esimo anniversario della strage di Piazza Fontana a Milano




E' la prima volta che ho partecipato all'anniversario della strage di Piazza Fontana dove il 12 dicembre 1969 alle 16:36  la Banca dell'Agricoltura saltò per aria facendo 17 morti e molti feriti.
Ho visto poca gente e la cosa dimostra per l'ennesima volta l'ignoranza della stragrande maggioranza degli italiani.

I VIDEO

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venerdì 11 dicembre 2015

BANCA ETRURIA,crocevia tra massoneria e finanza cattolica



Voglio essere ottimista con le persone che sono state rovinate dalla Banca Etruria,non hanno nessuna speranza di essere risarciti,quando ci sono di mezzo massoni e cattolici,non c’è nulla da fare.Nonostante mi auguro che vengano puniti chi ha rovinato queste persone,ancora una volta viene evidenziato l’estrema ignoranza da una buona parte d' italiani ,e questi lo sanno.Ricordo sempre che in Italia ci sono il 48% di analfabeti funzionali.Interessante l ‘articoli,io ne pubblico un pezzo.

Da LA REPUBBLICA 11 dicembre 2015-Alberto Startera

Dal 2007,quando fu costituito il pool di banche capeggiato dall’Etruria ,esiste solo il rendering della nave di carta e la società è fallita con un buco di 200 milioni.L’inventore del bidone si chiama Mario La Via ,che si definisce “finanziere internazionale” ,e che esibiva come suoi soci l’ex segretario generale dell’ONU Pérez de Cuellar ,il sultano del Brunei e Robert Miller ,azionista di Louis Vuitton e CNN.L’inaugurazione del cantiere fu benedetta dal cardinale Tarcisio Bertone.Nel consiglio figuravano Mauro Masi,ex direttore generale della Rai, Giorgio Assumma ,ex presidente della SIAE,e il tribaturista Tommaso Di Tanno.Per non farsi mancare niente,tra gli sponsor c’era anche Giancarlo Elia Valori,l’unico massone espulso a suo tempo dalla P2 di Licio Gelli.D’altro canto, la Banca Etruria è da lustri teatro dello scontro e anche dagli incontri d’interessi tra finanza massonica e finanza cattolica.Quasi tutte storie che vengono dalla notte dei tempi.

“La Banca Etruria non si tocca”, andava proclamando il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, nipote del leader storico della DC Amintore e figlio del leader locale Ameglio,alla vigilia di lasciare l’incarico per trasferirsi nella poltrona di membro laici del CSM.
Lo stesso modello ad Arezzo ,come nelle Marche,a Chieti e Ferrara ,con banchieri improvvisati ,politici ,locali,imprenditori,azionisti,grandi famiglie feudatarie ,truffatori,a spese dei piccoli correntisti spinti ad acquistare prodotti a rischio per loro incomprensibili.

giovedì 10 dicembre 2015

AMNESTY INTERNATIONAL: “Così l’Occidente ha armato l’Isis”


C'è poco da aggiungere…  Adesso parlano di Isis ma l’ hanno armata...e un sacco di “zombie” ci cascano...

Da LA STAMPA del 9 dicembre 2015

In un nuovo rapporto Amnesty International denuncia come “decenni di forniture mai regolamentate di armi all’Iraq e gli scarsi controlli sul terreno” abbiano messo a disposizione del l’Isis un ampio e mortale arsenale ,usato per compiere crimini di guerra , e violazioni del diritto internazionale umanitario e crimini contro l’umanità su scala massiccia nello stesso Iraq e in Siria.Basandosi sull’analisi da parte di esperti di migliaia di video e immagini ,il rapporto di Amnesty International, intitolato “Fare scorta: come abbiamo armato lo Stato islamico” spiega come il gruppo armato stia usando oltre 100 diversi tipi di armi e munizioni concepite e prodotte in almeno 25 Paesi,compresi Russia, Cina,
USA e alcuni Stati dell’UE.Dopo aver conquistato Mosul,nel giugno 2014,l’ Isis è entrato in possesso di “una incredibile quantità” di armi e munizioni di fabbricazione internazionale.

mercoledì 9 dicembre 2015

COMPTE-NICKEL:gestire i risparmi evitando le banche


In un open space luminoso che sovrasta il gigantesco deposito ferroviario di Charenton-le-Pont ,a Parigi ,un gruppo di persone risponde alle telefonate dei clienti.Accanto ,nella sala riunioni ,i due fondatori di Compte-Nickel ,Ryad Boulanouar e Hugues Le Bret ,ex dipendente della banca Societe’ Generale ,hanno gli occhi che brillano dall’entusiasmo. Su uno schermo lampeggia una cifra ,è il numero dei conti che vengono aperti: nel momento più caldo della giornata si arriva a due nuovi clienti al minuto.Erogato dai tabaccai ,che ogni giorno servono undici milioni di francesi ,questo rivoluzionario servizio bancario sta spopolando.Nel giro di un anno e mezzo ha conquistato più di 180.000 clienti. Con un ritmo di crescita sostenuto (30.000 nuovi correntisti a ottobre) ,ora punta al milione di clienti entro il 2018.Compte-Nickel offre un servizio bancario minimo:pagando un canone annuo di venti euro si ha una carta di credito MasterCard ,delle coordinate bancarie, un sito internet e un servizio clienti.L’ iscrizione si fa in cinque minuti.Bastano un indirizzo e una carta d’identità ,non è richiesta alcuna condizione di reddito,perché il conto non ammette scoperti.Un modello che risparmia a molte persone le penali delle banche tradizionali.”Siamo l’unico servizio bancario che non fa pagare più ai poveri che ai ricchi”,sottolinea Boulanour.In realtà Compte- Nickel attira una fascia di utenti molto ampia, che oltre ai disoccupati e a chi non è riuscito a pagare i suoi debiti include oggi anche i cittadini benestanti.”Arrivano persone di ogni tipo”,conferma un tabaccaio.”Studenti che condividono un appartamento ,collaboratori domestici ,giovani impiegati “.Compte-Nickel ha fatto impazzire anche gli investitori.A settembre ha raccolto dieci milioni di euro,di cui cinque dal fondo Partech Ventures.Grazie a queste nuove risorse ,l'azienda ora vuole rafforzare la sua rete di distribuzione in Francia.I tabaccai che hanno un terminale Compte-Nickel sono già un migliaio ,ma presto saranno tremila. È un investimento da un milione di euro.”Presto altri 1.700 tabaccai avranno i terminali ,spiega Le Bret.Per questi piccoli esercizi ,che devono affrontare il calo di vendite di sigarette, lotterie e marche da bollo ,Compte-Nickel rappresenta un’opportunità di crescita: da venditori di sigarette a banchieri.Si spiega cosi il profondo coinvolgimento della Confederazione nazionale dei tabaccai francesi,che possiede il 6,1% del capitale di Compte-,Nickel.Rafforzando la distribuzione ,l”azienda vuole raggiungere altre fasce di consumatori.A ottobre ha lanciato l’offerta per i minorenni: i ragazzi tra i 12 e i 18 anni possono aprire un conto allo stesso prezzo dei loro fratelli maggiori.Le transazioni ,però, devono essere convalidate da un genitore. L’iniziativa è stata promossa attraverso una campagna sui mezzi di comunicazione. “Vogliamo comprare spazi pubblicitari per 180.000 euro”, spiega Pierre de Perthuis,responsabile marketing dell’azienda.Nel giro di un anno,infine,la Compte-Nickel si espanderà all’estero ,con il sostegno del fondo Partech.”Il modello può essere replicato dappertutto, dovunque ci siano dei tabaccai “, dice entusiasta Alain Clot,dirigente della Compte-Nickel.“ Il modello è così forte che fa paura.Nou volevamo investirci,ma il mio azionista,che è una banca,si è opposto “,confessa un investitore.Peccato.Valutata circa ottanta milioni di euro,le Conpte-Nickel vale ormai tanto oro quanto pesa.

DELPHINE DECHAUX,CHALLENGES- traduzione INTERNAZIONALE 

martedì 8 dicembre 2015

Quale dovrebbe essere il ruolo degli Usa per una nuova forma di ordine mondiale?



Quale dovrebbe essere il ruolo dell'America,se vuole ristabilire una nuova forma di ordine mondiale? E' realistico inseguire una nuova forma di ordine mondiale? E' realistico inseguire la versione aggiornata di una pax americana in cui alcuni si sono trovati bene (di certo noi europei,senza guerre in casa nostra da settant'anni)?
Gli Stati Uniti sono reduci da un decennio che ha bruciato due tipi di idealismi.A destra ci fu l'illusione dei neoconservatori di poter sfruttare il momento "unipolare" (dopo la caduta del Muro di Berlino) per plasmare il mondo a immagine e somiglianza dell'America.Ivi compresa la pretesa di esportare la liberademocrazia in Afghanistan e in Iraq.Poi è subentrato l'idealismo di Barack Obama,sopratutto nella fase iniziale caratterizzata dal celebre discorso all'Università del Cairo (4 giugno 2009):l'illusione che un'America piu umile,modesta e autocritica, potesse accumulare un capitale di simpatie per stabilizzare il mondo con il suo "soft power" fondato su valori universali.Ora la stessa America è tentata dall'isolazionismo.A destra ci sono voci come quella del repubblicano Rand Paul,che predicano il disimpegno degli affari mondiali;il Tea Party vuol chiudere le frontiere all'immigrazione.A sinistra è in atto una mobilitazione contro i trattati di libero scambio.
Tornare all'ordine della Vestfalia non è realistico.Viviamo in un'epoca in cui la politica estera non è fatta soltanto dai governi, ma anche dalle opinioni pubbliche,la società civile,i movimenti religiosi,le Ong,le forze dell'economia e della tecnologia.L'idea di sovranità è stata sconquassata da fenomeni  come la globalizzazione,la potenza delle imprese multinazionali,la finanza offshore,Internet.
La componente valoriale e idealistica nella politica estera non è soltanto un pezzo di tradizione americana (da Woodrow Wilson a Franklin Delano Roosevelt), è anche iscritta nella Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite,condivisa da gran parte dell'umanità.Chi ignora questi valori nel gestire i rapporti diplomatici ne paga le conseguenze:l'appoggio dato dall'Occidente a tante dittature nel mondo arabo non è stato dimenticato da quei popoli,e ha contribuito all'appeal di movimenti jihadisti che chiamavano alla rivolta contro i tiranni corrotti e venduti.Il diritto d'ingerenza umanitaria è stata talvolta esercitato con successo:per esempio in Bosnia,Kosovo,Mali Sierra Leone,dove limitate operazioni internazionali hanno evitato tragedie umanitarie ancora peggiori.Si sarebbe potuto fare lo stesso in Siria, prima che apparissero in forze i jihadisti dello Stato Islamico? Se Obama avesse dato retta al suo impulso  interventista,se avesse deciso di "interferire" negli affari interni di Assad a difesa della sua popolazione,avrebbe potuto fermare il genocidio che ha dato armi e argomenti ai jihadisti? L'Età del Caos 2.0 è anche una conseguenza del fatto che l'America, scottata da due guerre costose e inconcludenti in Afghanistan e in Iraq,è entrata in uno dei suoi periodici ripiegamenti isolazionisti.
E' in questa luce che vengono interpretate le "prove generali" di disgelo fra Obama e il regime di Teheran.E' un passo indietro rispetto alla visione dello zio Sam come gendarme mondiale:Obama non ha mai voluto cedere alle pressioni di Israele per un attacco militare agli impianti nucleari iraniani."Il massimo valore di un accordo con l'Iran sarebbe la prospettiva di concludere o almeno moderare tre decenni e mezzo di ostilità militante contro l'Occidente,e coinvolgere l'Iran in uno sforzo di stabilizzazione del Medio Oriente.L'Iran è una grande nazione con una cultura antica,una forte identità,una popolazione giovane e istruita.Se riemerge come un partner,sarebbe un evento di portata storica".Questo giudizio viene dallo stesso Kissinger.L'artefice del disgelo tra America e Cina sembra pensare proprio a quell'altra "grande nazione con una cultura antica", che lui contribuì a trasformare da nemica militante dell'Occidente a partner nella globalizzazione.
La nuova "dottrina Obama" in Medio Oriente sembra ispirarsi a quella Realpolitik che si associa a Metternich e Talleyrand nell'Ottocento,a Kissinger nel Novecento.Di Realpolitik sono impregnate le due svolte di Obama nel 2014 e 2015.Da una parte,l'apertura verso al-Sisi in Egitto,implicito riconoscimento che un leader autoritario può garantire quella stabilità che le "primavere arabe"avevano sconquassato dal Cairo a Tripoli.Una svolta non da poco se la si paragona al discorso di Obama al Cairo nel giugno 2009, che ispirò speranze su una stagione di democrazia e diritti umani.Dall'altra,ed è la seconda svolta,il metodo da lui seguito sul dossier nucleare iraniano.

da L'ETA' DEL CAOS-Federico Rampini (Mondadori)

lunedì 7 dicembre 2015

HERVE' LE BRAS: “Con Marine Le Pen i francesi hanno scelto la lotteria”



Per prima cosa  la Francia si deve vergognare delle politiche estere e dunque non c'è da sorprendersi  se succede quello che è successo a Parigi un mesetto fa.Che il Front National è in vantaggio in  6 regioni non c'è da stupirsi più di quel tanto perché in Francia,come in Italia,il troppo benessere ha portato ignoranza e dunque la gente vota a caso ,una volta a destra una volta a sinistra e in linea di massima sono d’accordo su quello che risponde a Leonardo Martinelli lo storico e demografo Le Bras

Da La Stampa del 7 dicembre 2015- Leonardo Martinelli

Votare il Front National? Per i francesi è come comprare un biglietto della lotteria. Sanno che potrebbe andare male,ma ci provano.Ha presente i contadini indiani che vanno a vivere nella metropoli del loro Paese? Sono consapevoli che nella maggior parte dei casi vivranno molto peggio che a casa loro: dormiranno nelle fogne.Esistono poche possibilità che per questi poveracci la situazione cambi in meglio,ma vogliono tentare.Per i francesi che votano Marine Le Pen è lo stesso”.

“La votano perché vogliono che la loro vita cambi,comunque. Hanno visto che sia con la destra che con la sinistra non è successo nulla.Si ritrovano in una società dove i meccanismi di ascensione sociale non funzionano più.E dovuto, anche se hai un titolo di studio,non trovi un posto di lavoro all’altezza.Sono stufi”.

“ La base principale è costituita da quella che in inglese si chiama “lower middle classe”. Non sono i poveri,ma coloro che si trovano sullo scalino subito sopra.Sono operai ma anche impiegati.Spesso lavorano nel terziario. Il partito si rafforza in tutto il Paese ma ancora di più nelle aree dove già era forte ,il Nord e il Sud-Est (la Provenza -Alpi-Costa Azzurra).Nelle grandi aree metropolitane ,quella parigina e l’altra di Lione ,il partito di estrema destra cresce ,ma non sfonda”.

domenica 6 dicembre 2015

In Italia 84.400 morti per smog,altro che Isis!



Ennesimo record negativo dell’Italia in Europa,un paese di menefreghisti che a certe cose non pensano minimamente, per questi numeri (e per tante altre cose) c'è da vergnonarsi. Gira e rigira,non è poi l’Isis quella che provoca più morti...

Da LA STAMPA del 1 dicembre 2015- articolo di Marco Zatterin


Nel 2012 l’aria inquinata ha provocato in Italia 84.400 morti premature.Il male colpisce in particolare nella Pianura Padana ,ma nessuna città è davvero immune dall’ossigeno contaminato.
Il documento dell'Aea racconta una storia che non sorprende. L’inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio ambientale per la salute in Europa ,poiché riduce la durata di vita delle persone e contribuisce alla diffusione di patologie cardiache ,problemi respiratori e cancro .Il nemico è invisibile ,anche se la fascia di smog che avvolge periodicamente alcune nostre aree ,urbane ,soprattutto al Nord,fa ben intendere quando c’è ancora meno da star allegri.
Gli inquinanti problematici sono tre:il particolato (PM) ,l ‘ozono troposferico presente nei bassi strati dell’atmosfera (O 3) e il biossido di azoto (NO2).Le stime dell’area sull’ impatto sulla salute associato all’esposizione di lungo termine al PM 2,5 rivelano che questo inquinante è stato responsabile di 432.000 morti in Europa nel 2012,un livello analogo agli anni precedenti.Le conseguenze dell’esposizione a NO2 e O3 sono state rispettivamente 75.000 e 17.000 decessi prematuri.Se non bastasse,un effetto nocivo è stato misurato in modo evidente su vegetali ed ecosistemi

venerdì 4 dicembre 2015

La ripresa è ancora lontana

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Ennesima prova che dimostra come il governo Renzi prenda in giro la gente.Intanto i politici lo sanno che la stragrande maggioranza degli italiani sono dei coglioni che vivono di scemenze.

Da La Repubblica del 4 dicembre 2015-articolo di Maurizio Ricci

IN SINTESI

-abbassando il tasso sui depositi delle banche presso alla BCE,a - 0,3%, Draghi tenta di far ripartire il credito a famiglie e imprese.Il problema degli istituti italiani però sono i crediti deteriorati

-il Quantitative easing dovrebbe portare l’euro alla parità sul dollaro ,o sotto.Ma l’export italiano ora fatica a causa della debolezza di molti mercati strategici: “tirano” solo USA e India

-secondo Bankitalia la crescita dell’Italia dovrebbe fermarsi quest’anno allo 0,8% ,un punto in meno rispetto alle stime del governo

-l’obiettivo di Draghi è riportare l’aumento dei prezzi verso il 2% ,ma a novembre nel nostro Paese sono tornati a scendere dello 0,4% :anche con il Qe resta lo spettro deflazione

-secondo Bankitalia la caduta dei redditi degli italiani ,iniziata nel 2008 ,si è arrestata.Il reddito medio delle famiglie nel 2014 è stato di 2.500 euro al mese,ma la metà vive con meno di 2.100 euro.

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giovedì 3 dicembre 2015

GIUSEPPE DE RITA:”Renzi avrebbe dovuto mostrarsi più cauto in economia “



Giuseppe De Rita vive nel mondo reale,Matteo Renzi no.La situazione è esattamente quella che descrive il presidente del Censis.


Da La Repubblica del 3 dicembre 2015-Luisa Grion

“Direi piuttosto che stiamo parlando di staticità, quindici anni di staticità Acquisti sobri, maggiori risparmi,investimenti di piccola portata.Non è cosi che un Paese riaccende la macchina”.

“ Dietro a questa crescita zero virgola ci sono consumi parsimoniosi e prudenza rispetto al futuro. C’è stata la fiammata delle auto,come due anni fa quella dei telefonini, ma ormai ,per quanto riguarda la spesa,restiamo sobri.Anche chi si muove  lo fa attraverso investimenti minimi.Si aprono piccole attività, gelaterie, rosticcerie. Si divide l’appartamento in due per destinare metà a bed and breakfast. Ma anche questi,appunto,sono comportamenti da “zero virgola”, non parlerei di crescita”.

“Se Renzi mi avesse chiesto un consiglio gli avrei detto “ stai cauto,segui l’onda”.Il premier deve tenere accesa la fiducia: parla di una ripresa che è li per li per arrivare,che già c'è.È generoso e cosi deve essere,ma poi il numero della crescita sono quelli che sono e contano poco le distinzioni fra Renzi e Padoan sullo 0,7 o sullo 0,9%.Stiamo parlando di poca cosa,per questo l’essenziale è uscire dall’ottica del giorno per giorno”.

“Può far comodo dire che il governo non ha raggiunto l’obiettivo dello 0,9% a causa degli attentati a Parigi,ma non è cosi.Lasciare un po’ di posti a figli non farebbe male e liberebbe energia,anche se le aziende preferiscono i cinquantenni.Ma sono vent’anni che parliamo di problema generazionale,fosse questo il centro della questione qualcuno lo avrebbe risolto”.

mercoledì 2 dicembre 2015

EURO.Differenza Finlandia-Svezia



Parlando in generale si,ma i posti di lavori persi per colpa della tecnologia che li ha spazzati via, c'è in qualsiasi paese del mondo,anche in Svezia o in Paesi dove non c'è l'euro.

da IL FATTO QUOTIDIANO del 2 dicembre 2015-pezzo di articolo di Marco Palombi

Piu  che con Spagna e Irlanda,in realtà,sarebbe preferibile comparare la Finlandia con un Paese simile,la Svezia:fino al 2008 le economie delle due nazioni crescono piu o meno in modo simile,poi crollano dopo la crisi finanziaria negli Usa e da li si salutano.
Oggi a Stoccolma il Pil è dell'8% superiore a quello del 2008;fa una differenza di 20 punti percentuali coi cugini.La Svezia,però, non ha l'euro:tra il 2008 e il 2009 ha lasciato svalutare la corona di circa il 20% restaurando per questa via la sua competitività.
Se serve  l'auctoritas Usa per dirlo:"ci sono due modi per farlo,ha scritto il New York Times.O si svaluta la moneta in modo che i salari valgano meno o si tagliano proprio i salari".Ma mica è colpa dell'euro se la Nokia,se la carta,se la Russia...Diciamo di no, eppure la stessa storia finlandese dice che il Paese ebbe la capacità di reagire in modo relativamente rapido a una crisi ancora piu grande,quella di inizio anni 90' seguita al crollo dell'Urss:come ha documentato sul suo blog nel 2014 l'economista Alberto Bagnai,all'epoca Helsinki si sganciò dallo Sme, svalutò di oltre il 25% e fece una politica fiscale aggressiva (da un surplus del 5% a un deficit del 6%) che oggi è negata dal patto di stabilità Ue.La competitività fu ristabilita e il Pil crebbe a un ritmo del 4,5% l'anno fino al 2000.Nella migliore delle ipotesi,insomma, l'euro impedisce agli Stati che lo adottano di riprendersi da uno choc esterno,nella peggiore li inguaia distruggendo i conti con l'estero (il debito privato in Finlandia ha sfondato il 200% del Pil)".

Nel 2016 il Parlamento finlandese comincerà un pubblico dibattito sul ruolo dell'euro nella recessione,ma nel frattempo il governo, nonostante il consiglio contrario del FMI,si prepara a tagli di spesa e interventi sui contratti di lavoro.La cosa curiosa è che assai difficilmente si può dire che la Finlandia non ha fatto le riforme: " Ambrose Evans-Pritchard ha fatto notare sul Telegraph che la Finlandia è la prima dell'Ue nell'indice di competitività globale del World Economic Forum.E' la prima in tutto il mondo per le scuole primarie,l'istruzione superiore e a formazione,l'innovazione,i diritti di proprietà,la tutela della proprietà intellettuale,il quadro normativo e l'affidabilità legale,le politiche anti-monopolio,i collegamenti delle università in ricerca e sviluppo,la disponibilità di tecnologie...".
Niente corruzione,niente mafia, i piu alti investimenti in ricerca e allora? Allora,dice il ministro delle Finanze Stubb,il problema sono i salari cresciuti troppo rispetto a quelli del "nemico" esportatore tedesco (in realtà,come fa notare Krugman,il problema semmai è il Clup,il costo, per unità di prodotto,esploso "grazie al collasso del manifatturiero" e non ai ricchi stipendi.E qui c'è il paradosso della sinistra;come può accettare un sistema in cui l'unica politica concessa ai governi è la svalutazione del lavoro?

martedì 1 dicembre 2015

ROMANO PRODI:"Trovo saggio il comportamento tedesco"



Un altro che parla adesso ma quando ricopriva ruoli importanti ha avuto solo fallimenti.L'Occidente si sente in colpa,sa di aver sbagliato e allora spalanca le porte...

da IL CORRIERE DELL SERA del 28 novembre 2015-Maurizio Caprara

“Noi siamo già impegnati con truppe in mantenimenti di pace.Trovo saggio il comportamento tedesco,simile al nostro.Noi abbiamo Tornado nello scacchiere del Califfato e siamo impegnati in altri nei quali i tedeschi non lo sono.Possiamo aiutare i francesi in Libano.Però siamo già lì ,in Afghanistan, Iraq, Kosovo.E rispetto a Berlino abbiamo una priorità ,scontri in Libia ai quale prestare attenzione”.

“La solidarietà alla Francia per le stragi subite va data,però non possiamo negare che c’è stato un suo cambiamento di fronte immediato: Assad ,da nemico assoluto è diventato alleato.Il nostro nemico ,l’Isis o Daesh,è comune.Tuttavia su un’entrata in guerra non è che si possa aderire a cambiamenti neppure comuni cari prima che avvengono con fatti compiuti. La strategia va meditata”.

“La scottatura libica pesa tantissimo.peserebbe forse anche di più se l’Italia non avesse aderito,benché dopo alla linea francese.Chiaro che l’attuale governo,diverso da quello di allora,bon si identifichi con la guerra del 2011”.

“Il negoziato con la Turchia è destinato a durare a lungo.Va tenuto aperto. Ma da presidente della Commissione favorevole ad aprirlo dissi ai turchi: “ Ci coreano 30 anni”. Mi chiesero: perché? Io:”Perché quando c’era qualcosa di spaventoso mia nonna diceva: “Mamma li turchi”. Sentimenti cancellabili con la fiducia dovuta solo a lunga vicinanza”






lunedì 30 novembre 2015

LUIGI DI MAIO:"Terrorismo? Conflitto per interessi economici




Ha detto bene Di Maio,si fa tutto per interessi e dunque certe cose non si potranno mai risolvere definitivamente. O cambi nettamente il modello di società o ti devi adattare a questo mondo.Purtroppo la gente è troppo rincoglionita dai telefonini di ultima generazione...


Da IL Fatto Quotidiano del 30 novembre 2015- Luca De Carolis

Innanzitutto è necessario far capire che quella in atto non è una guerra tra civiltà ,ma un conflitto per interessi economici.Il Daesh ,lo Stato islamico, è cresciuto attorno ai pozzi di petrolio e guadagna 2 miliardi di dollari all’anno con il contrabbando. Per rassicurare i cittadini bisogna mostrare loro che stiamo facendo il vuoto attorno ai terroristi ,togliendoli le risorse.Dobbiamo affamare l’ Isis”

“Serve una moratoria sulla vendita di armi ai Paesi che finanziano l’Isis, come l’Arabia Saudita e tutte le monarchie sunnite. L’ Italia vende loro armamenti e bombe, e gran parte di questi affari sono gestiti da Finmeccanica”.

“. Si può fare un lavoro diplomatico per richiamare all’ordine gli emirati e anche la Turchia ,che vende armi a Daesh in cambio di petrolio”.

“ Per avere più sicurezza non dobbiamo comprimere il diritto alla privacy dei cittadini ,ma potenziare gli strumenti che abbiamo. Non serve far apparire un agente nella TV di casa : il gioco dei terroristi è proprio quello di limitare le nostre libertà “

Se domani il governo chiedesse al M5S il consenso a un intervento militare in Siria ,porteremmo in aula le foto dei danni degli interventi militari in Afghanistan e in Libia.Renzi si sta tenendo cauto sul tema proprio perché sa che l’ opinione pubblica conosce gli effetti delle guerre. l’Italia sta ancora pagando l’intervento in Libia con l’immigrazione clandestina e con la delinquenza che la sfrutta”.

“Putin non è un santo ,ma è stato l’unico che alla riunione del G20 ha portato l’elenco dei Paesi che finanziano Daesh.Ha avuto il coraggio di dire che i rappresentanti di quelle nazioni erano sedute a quel tavolo”

“Aldo Giannulli è un amico,ma gli esperti dovrebbero occuparsi della guerra al terrorismo e non dei 5Stelle.Nell’ultimo anno e mezzo noi abbiamo presentato le proposte che tutti ora riconoscono come necessarie”.

domenica 29 novembre 2015

AIDS,in 10 anni niente passi avanti.C'è da sorprendersi?




Ebbè c'è da sorprendersi? Nonostante ci siano i mezzi per sconfiggere l'Aids ,le percentuali sono quelle che trovate sotto nel bell'articolo scritto da Roberto Giovannini su la Stampa.Il motivo è semplice, comandano le multinazionali dei farmaci, piu malati di Aids ci sono,piu farmaci vengono acquistati.In Italia poi c'è l'estrema ignoranza, dagli un piatto di spaghetti agli italiani e non capiscono piu nulla. Ci sono anche gli interessi da parte delle comunità di recupero dei tossicodipendenti. Continuano a fare campagne a favore degli omosessuali però ricordare  i rischi mai... è da fascisti e da fastidio alle grandi multinazionali....

da LA STAMPA del 27 novembre 2015-articolo di Roberto Giovannini

Non ci sono molte altre spiegazioni:appena si è abbassato la guardia,appena dai social e dai mezzi d'informazione si è smesso di parlare di Aids e Hiv,appena è sembrato inutile preoccuparsi di contrarre il virus,la malattia è tornata a diffondersi.
Dal 2005 a oggi,segnalano l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Centro europa per il controllo delle malattie (Ecdc) ,il numero di nuove diagnosi in Europa è aumentato continuamente.
E ora ha toccato un livello mai visto neanche negli anni 80': il sistema di sorveglianza ha registrato per lo scorso anno 142.000 nuove infezioni nei 53 paesi della regione europea dell'OMS di cui circa 30.000 nella sola Unione Europea.

NUOVE DIAGNOSI

Si tratta della cifra di malati piu alta mai visto da quando è iniziato il conteggio.E a poco serve pensare che grazie ai sempre piu efficaci farmaci disponibili si po convivere con il virus.
"Dal 2005 le nuove diagnosi sono piu che raddoppiate in alcuni paesi Ue, e diminuite del 25% in altri, sottolinea Andrea Amon,direttore dell'Ecdc,ma complessivamente l'epidemia non vede grandi cambiamenti.
Questo testimonia che la risposta al virus non è stata efficace nell'ultimo decennio.Secondo  il rapporto sono in aumento le nuove infezioni legate a rapporti omosessuali non protetti: erano il 30% nel 2005 mentre ora sono il 42%.Quelle connesse a rapporti eterosessuali sono circa il 32%.Marginale invece l'apporto di nuove infezioni da parte di tossicodipendenti che usano droghe iniettabili,appena il 4,1%.L'11% delle infezioni avviene nella fascia tra i 15 e i 24 anni e il tasso tra gli uomini è 3,3 volte superiore a quello registrato tra le donne.
"LEuropa,afferma Ammon,deve aumentare gli sforzi per raggiungere il gruppo degli omosessuali,anche valutando le nuove forme di intervento come la profilassi per-esposizione".E' la "prep",ovvero l'assunzione di farmaci preventiva alla possibile infezione:una tecnica che ridurrebbe del 90% il rischio di contrarre l'Hiv tramite rapporti sessuali,e del 70% in chi si inietta droga,ricorda uno studio del Center for disease control (Cdc) di Atlanta ma che non è molto conosciuta neppure dai tanti medici statunitensi,tanto che oltre un terzo non ne ha mai sentito parlare.

LO SCENARIO

Purtroppo in questo scenario europeo allarmante l'Italia non fa eccezione,come segnalano sia i dati dell'Istituto Superiore di Sanità che quelli dell'Associazione dei microbiologi italiani (Amcci).Sono sopratutto i giovani tra i 25 e i 29 anni i bersagli preferiti dal virus dell'Hiv nel nostro Paese,afferma il Centro Operativo Aips dell'Iss.E incredibilmente,nonostante anni di campagne informative,nell84% dei casi il contagio avviene attraverso rapporti sessuali senza preservativo,che avvengono nel 40% dei casi.Casi tra omosessuali maschi.Il mancato calo delle nuove diagnosi,unito comunque alla bontà delle cure per chi scopre di avere un'infezione,fa sì che nel nostro paese ci siano 140.000 sieropositivi,il numero piu alto d'Europa.Secondo i dati dei microbiologi,addirittura un quarto delle persone infette in Italia non è consapevole di avere contratto l'infezione.


venerdì 27 novembre 2015

JEAN-CLAUDE TRICHET:"L'Italia con le riforme farà ripartire la crescita"



Certo, per mantenere i conti in ordine aumenterà il lavoro precario, aumento delle disuguaglianze (quello che provoca il vero e proprio terrorismo) e distruzione del ceto medio-basso.Ma per l'ignoranza e il menefreghismo,la maggioranza della gente se lo merita, non sono ipocrita e mai lo sarò...

da LA REPUBBLICA del 27 novembre 2015-Eugenio Occorsio

"Draghi fa benissimo a ricordare,come facevo io ai miei tempi,che la BCE non è l'unico giocatore in campo.Le riforme implementate dai governi sono l'essenza del processo di sviluppo e creazione di occupazione".

"Sul fronte delle riforme strutturali il nostro Paese si sta muovendo nella direzione giusta.E non lo dico solo per le riforme strettamente economiche ma anche per le revisioni istituzionali e costituzionali che creano la cornice con efficacia i provvedimenti specifici".

"Ho piena fiducia che Draghi e in consiglio dei governatori faranno la scelta giusta, e sapranno considerare tutti i fattori:le prospettive dei prezzi,gli obiettivi e le aspettative di inflazione,il comportamento dell'economia reale nell'area euro.Apprezzo particolarmente i messaggi che Draghi indirizza ai governi ricordando loro che è indispensabile che agiscano anch'essi contro la deflazione e la stagnazione,e anche un altro aspetto della condotta del presidente dell'Eurotower:è attento che ogni investitore,ogni risparmiatore,ogni partecipante al mercato e operatore economico in tutti i Paesi dell'euro,siamo consapevoli e condividiamo la politica della Bce.Comprendiamo insomma perchè il QE (quantitative easing) è partito,in continuità con precedenti misure:gli acquisti di titoli del Tesoro che facemmo nel 2010 e 2011 nell'ambito dell'Smp (Securities Markets Programme) e gli Omt (Open market operation) annunciati da Draghi nel 2012.Il tutto con la prospettiva di stabilizzare la moneta e le economie e in questo quadro di riportare l'inflazione vicino al 2% nel medio termine".