Anglotedesco

Anglotedesco

Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

domenica 30 novembre 2014

No Tax day a Milano



Ieri sono andato a Milano a curiosare alla manifestazione di Forza Italia a Piazza San Fedele dove era presente anche Silvio Berlusconi che torna a fare un comizio in piazza da pregiudicato.
Quello riportato sui volantini è tutto vero, il motivo è semplice:bisogna accontentare quell'Europa alla quale Forza Italia,nonostante ogni tanto finge di essere arrabbiata, ha sempre obbedito.
Geniale Berlusconi l'altro giorno, vorrebbe Giuliano Amato al Quirinale.Uno di quelli che hanno contribuito a cedere la sovranità nazionale alla grande finanza internazionale.

Dai volantini che sono stati distribuiti ieri alla manifestazione.

TUTTE LE TASSE DI RENZI

-Aumento aliquota Tasi dello 0,8 per mille su tutte le tipologie di immobili.

-Nessun tetto per i Comuni nella determinazione della TARI (imposta sui rifiuti).

-Aumento della tassazione sul risparmio dal 20% al 26% (inclusi conti correnti e depositi postali).

-Ampliamento delle categorie di imprese soggette all'Irap.

-Riduzione delle detrazioni Irpef per i redditi all'Irap.

-Aumento della tassazione sui Fondi pensione superiori a 55.000 euro.

-Aumento della tassazione sui Fondi pensione dall'11% al 20%.

-Aumento della tassazione del Fondo TFR dall'11 al 17%.

-Aumento della tassazione sulle casse previdenziali dei professionisti dal 20% al 26%.

-Introduzione della tassazione dei proventi corrisposti ai beneficiari di polizze vita.

-Aumento della tassazione sui diritti di imbarco nel trasporto aereoportuale.

-Aumento dell'Iva dal 10% al 13% e dal 22% al 25,5%.

-Aumento delle accise su alcool,tabacchi,benzina,prodotti energetici ed elettricità.

I VIDEO











venerdì 28 novembre 2014

MAFIA NERA




Manifestazione contro gli stranieri e mai contro la mafia nonostante nelle loro città facciano molto piu danni degli immigrati...

da L'ESPRESSO-Colloquio con Franco Roberti di Paolo Biondani

Roma capitale:anche per la mafia.Una nuova mafia che uccide,ma solo quando è necessario.Ha una smisurata forza economica.Complici eccellenti tra imprenditori e professionisti.Usa la corruzione per comprare politici e pubblici funzionari.E stringe rapporti con terroristi mai pentiti della destra eversiva,cresciuti all'ombra di storiche  protezioni garantite da pezzi dei servizi segreti e da altri settori dello Stato,compresa qualche divisa o toga sporca.
A lanciare l'allarme sulla criminalità nera che soffoca Roma è il procuratore nazionale antimafia,Franco Roberti.Magistrato dal 1975, ha lavorato in Campania,Toscana e Lazio firmando indagini fondamentali contro la camorra.Dall'agosto 2013 guida la Dna,l'organismo centrale che coordina tutte le inchieste antimafia.Roberti è "turbato" dalle intimidazioni subite dal giornalista de "l'Espresso" Lirio Abbate. E in questa intervista disegna per la prima volta un quadro completo "nei limiti in cui si può,anzi si deve farlo senza danneggiare le indagini in corso" sull'avanzata mafiosa "a Roma e in altre province del Lazio".

PROCURATORE ROBERTI,PARTIAMO DAI NEGAZIONISTI,C'E' CHI RIPETE DA ANNI CHE A ROMA LA MAFIA NON ESISTE.

"E' un'affermazione assurda.Tutte le organizzazioni mafiose sono radicate a Roma da almeno trent'anni.Non si tratta di infiltrazioni esterne;hanno fortissimi interessi e precisi personaggi di riferimento.Capi, complici,riciclatori.C'è un radicamento,una stratificazione che ha origini lontane.A Roma viveva  un boss di Cosa nostra del calibro di Pippo Calò.Il clan Bardellino è cresciuto nel Basso Lazio ed è arrivato fino alla capitale.A Roma c'erano i cutoliani e ora abbiamo trovato i casalesi.La 'ndrangheta c'è sempre stata,dai De Stefano ai Mammoliti e tanti altri.E le nuove indagini portano ogni anno a sequestri e confische per centinaia di milioni".

CI INDICA QUALCHE CASO ESEMPLARE DI RADICAMENTO MAFIOSO A ROMA?

"Per la mafia di oggi,basta citare il Cafè de paris,un luogo di valore simbolico sequestrato al clan Alvaro della 'ndrangheta.Per il passato,ricordo l'omicidio di Enzo Casillo,ucciso a Roma nel 1983 con una bomba sotto l'auto:era il lungotenente di Raffaele Cutolo,girava con documenti falsi forniti da quegli stessi pezzi di servizi segreti che trattarono con la camorra per liberare Ciro Cirillo,il politico democristiano rapito dalle Br.Oggi sembra un archetipo:la prima grande trattativa Stato mafia".

NEI MESI SCORSI LA CAPITALE E LA COSTA LAZIALE SONO STATE INSANGUINATE DA TROPPI OMICIDI.C'E' UNA GUERRA DI MAFIA?

"Una volta gli omicidi a Roma venivano liquidati come "regolamenti di conti".E non si parlava mai di mafia,solo di "mala".Oggi non parlerei di guerra,anche perchè molte indagini sono in corso.Ma alcuni omicidi sembrano  avere una finalità strategica piu ampia".

E' IL CASO DELL'ASSASSINIO DI SILVIO FANELLA,IL TESORIERE DI GENNARO MOKBEL,L'EX NEOFASCISTA  CONDANNATO PER IL MAXI-RICICLAGGIO DEL CASO FASTWEB?

"Dico solo che mi riferisco ad alcuni omicidi.E ad altri episodi inquietanti".

IL NOSTRO COLLEGA LIRIO ABBATE,CHE VIVE SOTTO TUTELA DA QUANDO LAVORAVA A PALERMO,CONTINUA A SUBIRE INTIMIDAZIONI A ROMA:SULLO SPERONAMENTO DELL'AUTO DI SCORTA SU CUI VIAGGIAVA,POCHI GIORNI FA, LE INDAGINI SONO SOLO AGLI INIZI,MA GIA' IN OTTOBRE DUE SCONOSCIUTI HANNO LASCIATO UN'AUTO RUBATA CON PALLOTTOLE E  MINACCE A SUO NOME DAVANTI ALL'INGRESSO DELLA REDAZIONE.

"Leonardo Sciascia diceva che i mafiosi odiano i magistrati e i giornalisti perchè ricordano.Lirio Abbate ha memoria storica:conosce nomi,date, fatti e sa collegarli al presente.Per questo è visto come un pericolo dalla mafia romana".

ABBATE E' STATO NEL MIRINO PURE DELLA 'NDRANGHETA,MA CERTE INTIMIDAZIONI SONO INIZIATE QUANDO "L'ESPRESSO" HA PUBBLICATO I SUOI SCOOP SUL "RE DI ROMA" E SUI "FASCIOMAFIOSI":BOSS,RICICLATORI,TRAFFICANTI DI DROGA ED EX TERRORISTI DI DESTRA.A ROMA C'E UNA MAFIA NERA?

"Il legame tra mafia e terrorismo nero va avanti da decenni.Per la strage del rapido 904 è stato condannato un boss di Cosa nostra e a custodire l'esplosivo era un neofascista.Quell'intreccio fu scoperto dal procuratore Vigna con un'istruttoria pioneristica.Le nuove indagini stanno soltanto rendendo piu visibile,finalmente,lo stesso tipo di intreccio".

giovedì 27 novembre 2014

CLAUDIO BORGHI:"Inserire in Costituzione il principio di piena occupazione"



Qui non si tratta di piena occupazione in Costituzione, il problema è la domanda,non c'è lavoro e sopratutto per i ceti medio-bassi, ci sono in nero e mal pagati.A parte che già l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e un paio di anni fa ci fu una manifestazione dei disoccupati che lo ricordava ,ma con questa crisi puoi metterci tutti i principi che vuoi.Per il resto sono d'accordo con Borghi, solo dei polli possono pensare che le centinaia di miliardi della proposta Juncker possano finire nelle tasche delle famiglie e imprese.I soldi "reali" sono solo 5 miliardi.

da LA PADANIA del 27 novembre 2014-intervista di Alessandro Montanari

"Stiamo parlando di prestiti potenziali da parte di privati con la partecipazione della Banca Europea degli investimenti insieme ad una parte del bilancio europeo.Il problema però è che il bilancio europeo è già stato approvato e vede l'Italia come pagatore netto, che dà 10 ricevendo indietro 5.Poi c'è un altro piccolo particolare:la Bei presta soldi solo se è certa di riaverli perchè ha un rating da tripla A che vuole assolutamente mantenere.Dunque è meglio scordarsi che la Bei ci presti i soldi così a babbo morto".

"La realtà è che Juncker,che è sempre stato un protagonista del fallimento europeo, è stato un compromesso delle euro-elite ed anche il governo Renzi,nonostante quello che vorrebbe farci credere,è assolutamente organico all'Europa".

"Quando si parla di Renzi,però,dobbiamo ricordarci che bisogna sempre separare ciò che dice da ciò che fa.Faccio un esempio:ci ha detto che abbassava le tasse di 18 miliardi di euro? Peccato che il suo Def certifichi invece che la pressione fiscale è in aumento.Questo per dire che Renzi sta eseguendo in modo perfetto ciò che gli era stato detto di fare.Il suo mandato,evidentemente,non consisteva nell'ottenere qualcosa dall'Europa.Anche perchè,semmai,con Renzi è l'Europa che ha ottenuto qualcosa dall'Italia  con il Jobs Act".

"Abbiamo proposto di inserire il principio della piena occupazione in Costituzione per due motivi,il primo dei quali è senza dubbio mettere spalle al muro la politica italiana.Oggi l'Europa mette come priorità delle regole contabili che abbiamo visto essere dannose per l'economia e il lavoro".Siccome,però,la cosa fondamentale per il mostro Paese deve essere il lavoro noi avanziamo questa proposta,che peraltro va già nel senso del dettato costituzionale,perchè vogliamo vedere chi ha il coragguio di votare contro.Mettere il principio della piena occupazione in Costituzione,però,ci servirebbe anche per essere liberi quando finalmente esploderà l'euro".

"2017,l'anno delle elezioni francesi.Prima di questo limite ultimo,tuttavia, l'euro potrebbe saltare in qualunque momento perchè tutti i segnali,penso ad esempio all'improvviso interesse degli economisti tedeschi sulle riserve auree e salvaguardia dei crediti delle banche centrali,dicono che la Germania sta studiando piani di uscita autonoma dall'euro".

mercoledì 26 novembre 2014

Le banche non hanno perso il vizio




Mentre sui giornali e tv si da spazio a 360 gradi a Matteo Salvini che continua a rincoglionire la gente che i soldi vengono dati agli immigrati e dunque tu italiano sei in mezzo alla strada, Will Hutton ci spiega chi sono i veri colpevoli.Ma sai,la maggior parte degli italiani non ragiona col cervello ma con altre parti del corpo.

Articolo di WILL HUTTON. L'INTERNAZIONALE

Il 12 novembre sei banche internazionali,tra cui Rbs e Hsbc,sono state multate per aver manipolato i mercati valutari:dovranni pagare 3,2 miliardi di euro.Gli scandali di questo genere non si contano piu:dal 2008 le multe comminate in Europa e negli Stati Uniti per reati e illeciti bancari ammontano a oltre 125 miliardi di euro,piu altri 73 messi da parte per pagare altre multe e spese legali.
Cosa sta succedendo alla finanza occidentale? Le truffe sistematiche ai danni dei clienti sono proseguite anche dopo la crisi finanziaria e rappresentano il piu grande scandalo societario della storia.Le banche di tutto il mondo hanno convinto con l'inganno i clienti ad acquistare prodotti finanziari superflui o inutili,e hanno organizzato i mercati in maniera tale da perseguire i propri interessi invece di quelli dei clienti.A quanto pare è un vizio difficile da estirpare.
Le banche si sono comportate come venditori ambulanti in un bazar.Non dovrebbe succedere,ma la tentazione è costante.Ogni volta che una banca riesce a farla franca con un prodotto redditizio anche se scadente,altre banche sono tentate di fare lo stesso,perchè agli azionisti interessano solo i profitti a breve termine.E' riprovevole,ma almeno è chiaro.Per fermare questa pratica basterebbe intensificare i controlli.La truffa dei mercati valutari,invece, è molto piu torbida e tipica della finanza contemporanea.
Neanche un cliente esperto avrebbe potuto evitare di essere raggirato,e regolamentare il settore è molto piu difficile perchè un sistema simile non avrebbe mai dovuto essere ammesso.Nella loro chat room segreta, gli operatori che facevano parte del "cartello" che ha manipolato il mercato Fores raccoglievano informazioni su quello che i trader chiamano chiamano order flow,ovvero su chi sta per fare una grossa vendita o un grosso acquistato.Se ci sono informazioni sufficienti sull'andamento degli ordini,un trader può prevedere come cambierà il prezzo nei minuti successivi.A quel punto non deve far altro che comperare o vendere in anticipo rispetto all'order flow previsto e poi fare l'inverso,anche a spese del proprio cliente.
Lo scandalo del Forex è una replica di quelli della manipolazione del tasso d'interesse del 2012 e dei derivati del 2008.Ma questi mercati corrotti non sono stati creati da dio.Sono frutto di trent'anni di liberalizzazioni e dell'abolizione delle vecchie e 2inefficienti" regole secondo cui chi fissa i prezzi degli asset finanziari non può allo stesso tempo comprare e vendere per conto proprio.In nessun campo è permesso fare sia il guardacaccia sia il bracconere,a eccezione dei mercati finanziari.Le banche possono trattare sia per conto proprio che per conto terzi,e i conflitti d'interesse sono ormai tollerati ed endemici.
Nel dicembre del 2013 le autorità statunitensi hanno finalmente vietato il proprietary trading (le operazioni che le banche fanno per proprio conto),dove questi conflitti d'interessi sono piu evidenti.Un mese dopo la Commissione europea ha detto di voler fare lo stesso,suscitando l'opposizione del governo britannico in difesa delle "libertà" della City.Ma la posizione di Londra è insostenibile.A luglio la Financial conduct authority (Fca) ha rivelato che 36 soggetti tra cui banche,gestori,broker e banche d'affari acquistano asset finanziari per conto dei clienti.Molti di questi operatori continuano a pagare o a essere pagati per spostare i loro affari presso un intermediario piuttosto che un altro, anche contro gli interessi del cliente.Finora l'anonimato è stato mantenuto,ma non ci vorrà molto prima che scoppi anche questo scandalo.
Ci sono segnali di cambiamento,anche se lentissimi.La Banca d'Inghilterra sta abbandonando il laiisez faire e la deregolamentazione.Sa che nè il paese nè la City possono permettersi un'altra crisi finanziaria.Adesso sta spingendo per l'istituzione di un ente globale che gestisca tutti gli scambi valutari,e ha imposto ai dirigenti di banca la restituzione dei bonus ingiustificati fino a sette anni dopo il versamento.L'intera attività bancaria sarà riformata.In base alle proposte della commissione Vickers,le banche commerciali saranno separate dalle banche d'affari,e il proprietary trading diventerà molto piu difficile.
Le chat segrete dei trader rivelano una cultura profondamente degradata.Fare soldi dai soldi disinteressandosi degli interessi dei clienti è ormai un tratto culturale dominante tra le banche d'affari.Le aziende sono considerate unicamente strumenti di arricchimento personale.E' un contesto di un ripensamento molto piu profondo.Ma
temo che ci vorranno altre crisi prima che questo venga accettato come un imperativo.

martedì 25 novembre 2014

MATTEO SALVINI:"Silvio Berlusconi è una persona intelligente"


Vedo che molti miei amici su Twitter e Facebook cominciano un po ad esagerare nel dare la colpa agli immigrati.Leggono decine e decine di articoli sulle politiche criminali neoliberiste che stanno distruggendo il pianeta,e poi dedicano il 90% dei loro commenti contro coloro che non hanno colpe di questa situazione drammatica.
Visto che il signor Salvini è tornato al suo schema preferito cioè attaccare i non italiani,vorrei sapere quand'è che lui e il suo "esercito verde" insieme ai loro alleati dell'estrema destra,andranno a manifestare sotto casa dei tanti boss della 'Ndrangheta che ci sono a Milano? No, è troppo pericoloso,meglio gli immigrati.

da LA REPUBBLICA del 25 novembre 2014-intervista di Rodolfo Sala

"Caro Renzi,a questo punto andiamo a votare;se ti senti così forte conviene anche a te,meglio così che tirare a campare:io sono pronto".

"L'astensione è una sconfitta per tutti,anche per me che pure ho vinto.Per questo adesso i nostri consiglieri devono mettersi pancia a terra per mantenere gli impegni presi e pescare in quel 60% che non ha votato".

"Silvio Berlusconi è una persona intelligente,non ha bisogno dei consigli di Salvini.A breve presenteremo le nostre proposte economiche,a partire dall'aliquota unica dell'Irpef che favorisce i meno abbienti.Spero che Forza Italia la sostenga.E la smetta di tenere un piede nella maggioranza e l'altro all'opposizione.Basta col Nazareno e,in vista delle future alleanze basta con Alfano,che sostiene Renzi".

"Io le battaglie le faccio non perchè Putin mi regali dei soldi,ma perchè sono giuste.E lo è quella contro le sanzioni alla Russia,che per l'Italia significano 5 miliardi d'esportazione mancate.E poi lui è il migliore alleato dell'Europa contro il terrorismo  islamico ,non è certo un nemico".

lunedì 24 novembre 2014

Caro Salvini,il problema sono i derivati e non gli immigrati...



Matteo Salvini si è dimenticato di aver frequentato per un anno economisti di ottimo livello (quando l'Italia però entrò nell'euro quasi nessuno conosceva questi signori) come Claudio Borghi e Alberto Bagnai.Finite le europee,ha cominciato a tirar fuori i suoi soliti argomenti da provinciale leghista cioè che "tu italiano dormi in macchina perchè i soldi li danno ai migranti",e cazzate varie.
Dal segretario della Lega Nord non ho mai sentito una parola su quelli che ci stanno veramente succhiando il sangue:i derivati.A Matteo girerò questo post con le cifre riportate nell'articolo trovato sul sito COME DON CHISCIOTTE,servirà a poco perchè sa che agli italiani e i leghisti queste cose non interessano e non capiscono perchè il mondo va in questo modo.


da www.cobraf.com

Io sono per l'uscita dall'Euro, ma a tappe, introducendo una valuta parallela, non per la conversione forzosa da Euro a Lire cioè l'abolizione dell'Euro in Italia che è molto pericolosa E NON TE LO FARANNO MAI FARE.
Facciamo solo l'esempio che taglia la testa al toro e che non vedo mai discusso: ci sono oggi nel mondo circa 150 mila miliardi di DERIVATI DENOMINATI IN EURO esposti ad una sua disintegrazione. Come mai così tanti ?
Eh... ad esempio i BTP vengono usati dal "sistema bancario ombra" per essere re-ipotecati tre volte... (c'è un capitolo del libro dedicato alla "tripla ipoteca" dei BTP, un tema di cui non ha mai parlato finora nessuno qui in Italia, che io sappia). Cioè i titoli pubblici da ridenominare dall'Euro a valute nazionali sarebbero sui 2mila miliardi, ma le stime per tutti i derivati sui tassi di interesse e sui cambi IN EURO da ridenominare sono di oltre 150 mila miliardi (vedi gli studi presentati al Wolfson Prize per il migliore piano di uscita dall'Euro. Lord Wolfson dal 2012 ogni anno offre 250mila sterline a chi presenta il miglior piano per liberarsi dall'Euro...).
Come si sa l'Euro è infatti oggi la seconda valuta di riserva mondiale, con il 25% circa del totale, il dollaro è sceso al 64% circa e il debito pubblico in Euro è il più grande al mondo, pari o maggiore di quello in dollari.
Cosa succede allora concretamente nel caso che un paese chiave come l'Italia abolisca l'Euro, provocandone inevitabilmente la sua disintegrazione ?
Ad esempio, nel mondo ci sono banche canadesi o giapponesi o inglesi con crediti o debiti IN EURO verso multinazionali europee, russe, sudamericane... In che valute verranno ridenominati questi loro debiti ? Stiamo parlando di gente fuori dall'italia e fuori anche dall'Europa, ma che ha creato strumenti finanziari di debito in Euro !!!
In che giurisdizione tutte queste banche e corporations litigheranno sulla ridenominazione una volta che l'Euro non ci sia più ? Parliamo di strumenti creati ad esempio a New York o Londra, sotto quelle giurisdizioni, ma in euro e finiti in mano a entità finanziarie asiatiche o sudamericane! come razzo ne vengono fuori ? Solo il caos legale provocherà una paralisi...

Attention please:

Se l'Italia uscisse dall'Euro tornando alla Lira (con conversione forzosa), anche la Francia per forza di cose ne uscirebbe e poi a quel punto, anche se non possono veramente permetterselo come mostrato sotto, anche la Spagna, Portogallo, Grecia... forse Slovenia e Belgio...uscirebbero. L'Euro si disintegrerebbe, al massimo rimarrebbe un "euro-marco" tra austria, germania, olanda, finlandia...

Migliaia di miliardi di debiti e crediti e di derivati in giro per il mondo andrebbero allora ridenominati in dieci o venti valute diverse e sotto tante giurisdizioni diverse, anche non europee...e ci sarebbe una paralisi nel sistema finanziario globale anche solo per il caos legale di tutti questi crediti, debiti e derivati...


L'Italia è l'unico paese al momento che si sta forse avviando verso l'uscita dall'Euro, e giustamente, dal nostro punto di vista.

Ma il problema non è quello nostro, dell'Italietta che poi "svaluta e riacquista competività".... questa è una fischiata, è il problema minore. Il problema è che noi in pratica abbiamo l'atomica finanziaria per così dire in mano ora.

Se l'Italia abolisce l'Euro provoca una reazione a catena: facciamo sgretolare la seconda valuta di riserva del sistema finanziario globale, in cui sono denominati alcune migliaia di miliardi di debiti e migliaia di miliardi di derivati in giro per tutto il mondo. Creiamo una deflagrazione finanziaria nucleare nel resto del mondo.

Altrimenti come spieghi che non abbiano voluto rischiare di lasciar uscire nemmeno Cipro e la Grecia per paura che fossero contagiose ?
Se quindi imposti l'uscita dall'Euro come si è fatto finora, da parte di Borghi, Rinaldi, Bagnai ecc...come conversione forzosa e abolizione dell'Euro in Italia stai scherzando con il fuoco, stai accendendo una miccia sotto il sistema finanziario globale. PER CUI NON TE LO FARANNO FARE.
Perchè non se ne parla di questo aspetto ? Intanto se ne parla, se leggi dei report di banche d'affari... poi sui media e ovviamente in sede UE o FMI non se ne parla perchè il sistema finanziario globale è un enorme piramide di debito che può crollare già in condizioni "normali", figurarsi se ti metti a spiegare a tutti questa cosa...Ma se leggi i report sull'uscita dall'Euro di banche d'affari dicono questo.
Per cui io sono sì per l'uscita dall'Euro, ma a tappe, introducendo una valuta parallela, non per la conversione forzosa da Euro a Lire e lasciando in essere gli euro in banca per chi li vuole... Solo se adotti un piano del genere (forse) te lo lasceranno fare...

domenica 23 novembre 2014

Una nuova moneta fiscale per battere la crisi



Tutti i giorni se ne sente una nuova,il bello è che in questo paese ci si arrabbia sempre quando la frittata è fatta.Trovatemi uno di questi economisti che era contrario all'euro quando l'Italia decise di entrarci,lo stesso Salvini che oggi s'inventa qualsiasi cosa,dovrebbe ricordare che Bossi voleva la Padania nell'eurozona.
Quella della moneta complentare è una buffonata per farsi pubblicità .Voi pensate che l'Europa sarebbe d'accordo? Non sono ammesse monete alternative all'euro e poi ricordiamoci che ci sono degli impegni da rispettare, bisogna ridurre il debito ,non sforare i parametri di Masstricht altrimenti rischi delle sanzioni.

da LA REPUBBLICA del 22 novembre 2014-articolo di Luisa Grion

Uscire dalla crisi creando una "moneta complementare" all'euro.Una moneta "fiscale" che cittadini e aziende riceveranno gratuitamente e con la quale-dopo due anni-potranno pagare tasse,multe,ticket sanitari,importi di vario genere da versare a beneficio dello Stato.O che potranno scontare in banca tradformandola in euro da spendere subito.E' un'idea,di piu un manifesto su Micromega,un appello che un gruppo di economisti (Biagio Bossone,Marco Cattaneo,Luciano Gallino,Enrico Grazzini,Stefano Sylos Labini) sta lanciando a tutte le forze politiche e sociali con l'obiettivo di trovare una via d'uscita dalla palude economica.Il progetto parte da un presupposto per sopravvivere va recuperata un pò di sovranità monetaria.Senza aspettare che i falchi europei prolunghino l'agonia dell'economia italiana, ma anche senza uscire dall'euro e subire le conseguenze che una scelta del genere implicherebbe.La via di mezzo c'è ,assicurano  i promotori del manifesto,è si chiama Ccf, certificati di credito fiscale.La proposta è questa rilanciare la domanda attraverso un'emissione gratuita (da 100 miliardi),da parte dello Stato di Ccf ad uno differito.Tali certificati sarebbero distribuiti sia ai lavoratori,pensionati e disoccupati finanziano nei confronti della pubblica amministrazione.Chi vorrà potrà scontarli in barca e,con una piccola riduzione di valore calcolata su tassi analoghi a quello dei Bot a due anni,tramutarli in euro sonanti."E' in quei due anni di utilizzo fiscale differito che il Paese potrà giocarsi la scommessa "spiega l'economista Stefano Sylos Labini."L'immissione di questi certificati sul mercato, grazie all'effetto moltiplicare del reddito,farà si che il calo di entrate pubbliche legate allo sconto fiscale sarà a due anni dalla loro distribuzione, piu che compensato dall'aumento dei ricavi fiscali prodotti dal recupero del Pil".Sembrerebbe l'uovo di Colombo:in realtà il progetto si basa su un esperimento già effettuato con successo nella Germania degli anni Trenta e su accurati studi economici che calcolano la rilevanza dell'effetto moltiplicatore."Non è una provocazione, è un'alternativa praticabile" dicono i promotori dei Ccf.Resta da capire come potrà reagire la Bce ad una proposta del genere:"L'adozione dei certificati rappresenterebbe un messaggio politico forte,ammette Sylos Labini,ma la Banca centrale non avrebbe rilievi tecnici cui appellarsi.Il Ccf è una "quasi moneta": lo Stato non stamperebbe euro, ma eserciterebbe la sua sovranità in campo fiscale.Nè si potrà eccepire un aumento del debito:non ci sarà raccolta di soldi.Se l'Italia emetterà Ccf non chiederà nulla nè alla Ue,nè alla Bce.Punterà su se stessa".

venerdì 21 novembre 2014

ROGER ABRAVANEL:"Dare ai privati i centri per l'impego,loro conoscono i mercati..."




Bisogna dire che i centri per l'impiego italiani fanno veramente pena.Chi ci lavora sa benissimo che non è li per merito e in altri paesi non farebbero quel mestiere ma andrebbero a pulire alberghi o ristoranti.In passato iscrivermi li mi è servito solo per conoscere imprenditori ignoranti.
Ormai purtroppo viviamo in una dittatura comandata dai mercati e bisogna fare ciò che vogliono loro e infatti è normale che Roger Abravanel dica:Fossi al governo privatizzerei i centri per l'impiego,che troppo spesso danno lavoro agli amici,e li darei in mano ai privati,che conoscono il mercato e fanno per davvero seleziona sulla base del merito"

da LIBERO del 21 novembre 2014-intervista a Roger Abravanel di Giulia Cazzaniga

LEI SE E' LAUREATO GIOVANISSIMO.PENSA CHE CI SIANO ANCORA OPPORTUNITA' PER CHI ESCE DALL'UNIVERSITA' OGGI?

"C'è un grande divario tra chi è protetto dall'articolo 18 e chi invece è licenziabile e un contratto a tempo indeterminato non lo avrà mai.Dico però che non c'è nessuno scandalo:a 40 anni un indeterminato serve per programmare la propria vita,a 30 invece è normale non sapere che cosa si farà dopo 10 anni.Chi ha in mano una laurea o un diploma oggi pretende di trovare un posto di lavoro per il fatto di aver terminato gli  studi ,ma così non è.Il lavoro migliore oggi nella direzione di una società meritocratica è quello svolto dalle agenzie per il lavoro private.Fossi al governo privatizzerei i centri per l'impiego,che troppo spesso danno lavoro agli amici,e li darei in mano ai privati,che conoscono il mercato e fanno per davvero seleziona sulla base del merito".

LA SELEZIONE QUINDI E' IL PRIMO PASSAGGIO?

Le economie del capitale umano contano sulle persone,non sui capi.Se uno è bravo,rimane.E questo lo devono capire anche gli imprenditori dei capannoni:non saranno i figli i loro migliori successori e non sono soltanto loro a saper innovare.Questo passaggio è fondamentale,perchè la organizzazioni devono imparare a valorizzare il proprio capitale umano.Il miglior giudice,alla fine, è il mercato.Sono i risultati il vero banco di prova,glielo dice uno dei pochissimi liberali veri rimasti in questo Paese".

FOSSE IN RENZI COSA FAREBBE E COSA NON FAREBBE PER CREARE UNA SOCIETA' FONDATA PER DAVVERO SUL MERITO?

"Sono rimasto molto deluso da un premier che assume i precari nel pubblico senza un concorso,quando magari altrettanti giovani sarebbero stati in grado e in modo migliore di svolgere il lavoro.La prima cosa su cui puntare è il mondo della scuola.La politica deve tenere la barra dritta sul rispetto delle regole e della legalità.Renzi dovrebbe secondo me anche dotarsi di persone valide al suo fianco:nei ministeri vedo poca meritocrazia.Bene ha fatto a portarsi a Roma,nel team del ministero,Mario Barbuto ,colui che è riuscito a ridurre i tempi della giustizia civile nel tribunale di Torino.Ce ne vorrebbero di piu, di persone così".

giovedì 20 novembre 2014

La balla che i contribuenti tedeschi hanno salvato il Sud Europa




La Germania è in una posizione particolarmente precaria perchè affida a soli quattro settori,auto, macchinari,apparecchi elettronici e prodotti chimici,oltre la metà delle sue esportazioni.
Il costo dell'elettricità è piu che raddoppiata dal 2000,e un aumento del genere rappresenta una minaccia immediata per i settori che hanno bisogno di molta energia come la chimica.Grazie alla rivoluzione del gas di scisto,le imprese degli Usa pagano l'elettricità quasi tre volte meno dei loro concorrenti tedeschi,secondo uno studio del colossio dell'ingegneria e dell'eletronica Siemens.In piu il governo tedesco sta pensando di rinunciare all'energia nucleare e di sostituirla con energie rinnovabili piu costose.
Per crescere e avere successo l'economia tedesca dovrà adattarsi.Purtroppo,spesso oggi è sclerotizzata.La forte regolamentazione dei mercati limita la concorrenza e favorisce le aziende consolidate rispetto ai nuovi operatori,e gli interessi dei produttori rispetto a quelli dei consumatori.La riforma del lavoro di Schroeder ha contribuito a creare posti di lavoro non qualificati e a reinserire sul mercato i disoccupati di lungo corso,ma non ha reso piu flessibile il mercato del lavoro tedesco.E la situazione non sta migliorando:secondo l'Ocse,dal 2007 la Germania ha introdotto meno riforme per favorire la crescita di qualsiasi altro paese avanzato.
La conseguenza è che l'economia tedesca è diventata rigida e stagnante.E' efficace nel tagliare i costi, ma non sa cambiare rotta.Grazie ai suoi surplus la Germania è diventata il maggiore creditore netto d'Europa.Nel 2000 il suo patrimonio all'estero era a malapena in attivo.Alla fine del 2013 la posizione patrimoniale netta verso l'estero ammontava a ben 1.300 miliardi di euro,quasi come quella della Cina.
Nell'attuale crisi del debito,la condizione di creditrice netta dà alla Germania un forte peso negoziare.Ma i suoi prestiti all'estero sono stati spesso investiti male.Negli anni dell'espansione finanziaria le grandi banche private tedesche, come la Deutsche Bank e la Commerzbank,e gli istituti di credito pubblici dei land hanno riversato enormi somme sui mutui subprime americani di dubbia provenienza,hanno alimentato bolle immobiliari in Spagna e Irlanda,finanziato il boom dei consumi in Portogallo e hanno concesso prestiti in maniera scriteriata al governo greco,che nel frattempo è diventato insolvente.Contratriamente alla leggenda secondo cui i contribuenti tedeschi avrebbero salvato l'Europa  meridionale, i loro prestiti ai governi dei paesi mediterranei hanno salvato sopratutto le banche tedesche e gli investitori che avevano indirizzato male i loro risparmi negli anni precedenti alla crisi.
Secondo uno studio dell'istituto tedesco per la ricerca economica (Diw),tra il 2006 e il 2012 la Germania ha perso 600 miliardi di euro,pari al 22% del pil,in attività finanziarie all'estero quando si scoprirà che i debitori non potranno pagare o non pagheranno,eventualità resa piu probabile dal rifiuto di Berlino di contribuire alla crescita europea,la sua colossale esposizione verso l'estero porterà a enormi perdite.
I tanto decantati surplus tedeschi delle partite correnti ,quindi sono il sintomo di un'economia malata,non di un'economia forte.La stagnazione dei salari gonfia i profitti delle imprese mentre una spesa asfittica,un settore terziario ingessato e le difficoltà delle startup deprimono gli investimenti,con il risultato che i risparmi vengono sperperati all'estero.


SECONDA PARTE DELL'ARTICOLO "NON INVIDIATE LA GERMANIA" (di Philippe Legrain su Prospect)

mercoledì 19 novembre 2014

HANNO DETTO.Marco Fortis,Yoram Gutgeld e Franco Bassanini

foto da:www.tempi.it



Fortis e Bassanini sono due noti ultraliberisti.Purtroppo la maggior parte degli italiani sono dei provincialotti, gente da osteria,non capiscono come funziona il modello neoliberista che sta massacrando il ceto medio-basso.L'importante è la crescita,i conti in ordine, dopo se i ceti medio-bassi sono costretti a vivere da schiavi per contriubuire, chissenefrega.L'industria e l'agricoltora sono ripartite?Si dottor Fortis,vada a fare qualche giretto e glielo vada a dire...

da IL RESTO DEL CARLINO del 14 novembre 2014-intervista di Alessia Gozzi

MARCO FORTIS:

"Ormai anche il quarto trimestre non sarà un granchè ed è probabile che la crescita chiuda l'anno con il segno meno.Ma ci si è fossilizzati troppo sulla dinamica del Pil, mentre già nel primo trimestre industria e agricoltura sono ripartite.Inoltre,da aprile a settembre gli occupati sono stati 153.000 in più,appena sapremo come questo aumento è ripartito potremmo capire se sono ripartiti anche i settori dei  servizi e delle costruzioni che piu hanno sofferto la crisi.Sarebbe la prima vera svolta da tre anni a questa parte".

"I dati sulla crescita non sono piacevoli per i tre maggiori paesi europei.La Germania non è piu una locomotiva  e si sta moltiplicando la sfiducia, la Francia è piatta nonostante non abbia attuato politiche di austerità ,l'Italia ha il segno meno ma dopo una pesante cura di rigore.Il 2014 è l'anno della discussione sulla crescita, ma hanno pesato condizioni geopolitiche eccezionali,a partire dalle crisi in Ucraina,Libia e Siria.Ma non credo che il 2015 possa essere ancora così negativo.Per L'Italia si stima il primo realistico segno piu tra lo 0,2 e lo 0,6%".

"Un pò tutta l'intellighenzia economica tedesca sta brancolando in cerca di una politica economica che non sia sconfessata dagli eventi.Grazie a tassi estremamente bassi ha potuto investire e stimolare i consumi,l'aumento del debito pubblico è stato finanziato all'80% dagli stranieri.Nel momento in cui l'export ha iniziato a frenare, l'aria è cambiata.Senza contare che per salvare i crediti deteriorati delle banche tedesche (esposte in Grecia e Spagna), la mutualizzazione europea andava bene,i debiti pubblici però non si mutualizzano non può esistere un'Europa in cui ci sono Paesi di serie A e di serie B".

"Finora abbiamo assistito a improvvisazioni,continue,bisogna dare un'impostazione definitiva sopratutto per un mercato,come quello immobiliare,che ha bisogno di certezze nel medio periodo.Un mercato importante visto che in Italia l'80% delle famiglie ha una casa di proprietà.Ben venga l'imposta unica,ma con un messaggio chiaro:mettiamo ordine e non cambiamo per un bel pò".


da LA REPUBBLICA del 15 novembre 2014-intervista di Elena Polidori

Yoram Gutgeld :

"Stiamo cercando di dare delle risposte forti e di prendere delle decisioni.Non dimentichiamo che tutta l'Europa è a bassa crescita e che noi cresciamo meno degli altri ma non da oggi:da anni.L'Italia ha problemi strutturali da risolvere".

"Dobbiamo andare avanti con le riforme,la prima delle quali è la riduzione delle tasse prevista nella legge di stabilità per 18 miliardi.Chi assumerà a tempo indeterminato avrà una consistente riduzione del carico fiscale fino al 70%".

"Fermo restando che la protesta da sempre rispettata,dico che le misure approvate dovrebbero proprio rispondere al disagio e alla paura per il futuro che chi va in piazza sente.Abbiamo anche messo piu risorse per gli ammortizzatori sociali".


da IL CORRIERE DELLA SERA del 17 novembre 2014-intervista di Stefania Tamburello

FRANCO BASSANINI:

"Si tratta di applicare regole già previste nel patto di stabilità.E di interpretare in modo piu ragionevole la correzione per il ciclo ai fini del calcolo del pareggio strutturale.Nel frattempo l'Italia,come altri paesi Europei deve fare le riforme per attivare investimenti privati.Mi riferisco per esempio al Jobs Act, alla semplificazione amministrativa e burocratica,alla riforma della giustizia:occorre accelerarne l'approvazione e sopratutto l'attivazione.In questo ambito delle regole (tributarie e non solo),perchè gli investitori vogliono certezze.Ma so che il governo sta preparando un provvedimento dedicato proprio ad incentivare e attrarre investimenti in Italia".

"Il piano Juncker è molto significativo,ma forse non sufficiente.Bisogna vedere innanzitutto quanti fondi del piano andranno a noi e in che tempi.L'importante è privilegiare tre obiettivi nella scelta dei progetti da finanziare:la concreta realizzabilità nei prossimi 3 anni, e sopratutto l'apertura dei cantieri già nel 2015;la capacità di contribuire alla crescita e al recupero di competitività,la possibilità di attrarre quote importanti di risorse private".

"Prendiamo per esempio le risorse del programa europeo.Mettiamo e lo Stato decida di mettere 500 milioni di fondi europei in un fondo di garanzia costituito ad hoc a cui le società di telecomunicazioni possono accedere,se presentano progetti meritevoli di accedere,al credito d'imposta,previsto dal decreto sblocca Italia: bene per finanziare questi progetti,potrebbero utilizzare la garanzia pubblica per ottenere prestiti a lungo termine a condizioni molto favorevoli dalla Bei,dalla Cdp ed eventualmente dalle banche.Con 500 milioni di risorse europee si potrebbero attivare dai 5 ai 10 miliardi di investimenti".

martedì 18 novembre 2014

Michael Spence:"Non è colpa di Abe per l'entrata in recessione del Giappone"



In effetti il calo del Pil c'è stato (-1,6%) ma evitate di scrivere esagerazioni nei confronti del Giappone.Non si trova nella situazione dell'Europa e il ceto medio-basso giapponese non è in difficoltà come qui.E il debito pubblico è quasi totalmente in mano ai giapponesi...

da LA REPUBBLICA del 18 novembre 2014-intervista di Eugenio Occorsio

"Non mi sembra appropriato addossare tutta la colpa al governo Abe nè alle misure di incremento fiscale per l'entrata in recessione del Giappone per la quarta volta in sei anni.La verità è che, quando in un paese che è da 20 anni in deflazione,cammini su un crinale talmente stretto che la caduta è lì,imprevedibile,ad ogni momento".

"In una situazione come quella giapponese i margini di flessibilità sono esigui.Le misure di espansione monetaria da sole non si reggono e c'è il pericolo che portino a una situazione di insostenibilità.Servivano probabilmente altre riforme,liberalizzazioni,ricapitalizzazioni bancarie,che sono mancate".

"E' vero il Giappone ha il 220% di debito,il piu alto del mondo.Ma la situazione non è comparabile con nessun'altra perchè il debito è detenuto quasi tutto da giapponesi.Certo,c'è sempre il pericolo che questi cambino idea e se ne vadano a investire,che sia in Cina,ma mi sembra remoto.E il quatitative easing essendo un acquisto di bond fornisce un cuscinetto ulteriore".

"Se Abe ha una ragionevole certezza che acquisterebbwe piu forza dopo la prova elettorale,può essere di si.Probabilmente solo così potrebbe invertire il coro degli eventi per l'Iva:dopo l'aumento dal 5 all'8% di aprile (a seguito del quale i consumi sono crollati del 6% nel secondo trimeste,ndr) ne è previsto un altro fino al 100% l'anno prossimo.Visti i risultati è nell'interesse nel Paese bloccare questa spirale".

lunedì 17 novembre 2014

CARLO DE BENEDETTI:"Marchionne si è rivelato un genio della finanza"



La storia di sforare il 3% per migliorare la situazione economica è una cavolata pazzesca.Prima di tutto se sfori,l'Europa ti punisce e paghiamo tutti noi ,dopo non lamentiamoci se aumenta tutto.Secondo, i paesi che hanno sforato o che vogliono sforare,di grandi risultati non ne vedo,anzi,la Germania sta peggiorando.
Il mondo è semplice da capire:dopo il crollo del Muro di Berlino comanda la dittatura neoliberista che,come negli Stati Uniti d'America, vuole spazzare via il ceto medio-basso creando due categorie:quella di serie A e quella di serie D.La sola uscita dall'euro non risolve tutti i problemi.


da IL CORRIERE DELLA SERA del 14 novembre 2014-intervista di Aldo Cazzullo

"Nessuna azienda europea dell'informatica è sopravvissuta.Olivetti fu l'unica a entrare nella telefonia mobile,realizzando la piu grande creazione di valore in Italia in 5 anni.Certo, io avevo una bulimia di lavoro, e anche di conquista.Tentai di scalare la Jbg,comprai la BGuitoni,la Perugina,le figurine Panini,Yves Saint Lauren,Valeo...Cos' distolsi non quattrini  ma mie personali energie dall'Olivetti.Però la diversificazione nella telefonia fu un successo:Omnitel fu venduta a Mannesmann per 14.500 miliardi di lire".

"Sono stato l'unico ad andare da Di Pietro e dire:"Mi assumo tutte le responsabilità,per quel che so e per quel che non so,ma voglio che nessun dirigente dell'Olivetti sia coinvolto".Altri prestigiosi colleghi non si regolarono allo stesso modo".

"Questa manovra non è risolutiva.Il vincolo del 3% è incompatibile con riforme vere.E le riforme senza soldi non si fanno.Il premier dovrebbe fare come Schroeder,quando ottenne di sforare i parametri per tre anni.Oggi Renzi non se la sente; ma sono certo che,quando lo farà.Fino ad allora,l'Italia non uscirà da recessione e deflazione".

"Sono pessimista sulla tenuta europea.E condivido quando sostiene Larry Summers:ci attende una stagnazione secolare.La distruzione del ceto medio creerà una società con pochio ricchi,molti poveri,e molti eroi che cercheranno di costruire una famiglia con 1500 euro al mese".

"Marchionne si è rivelato un genio della finanza.Ha avuto un successo straordinario.Ma non è un uomo di automobili:in materia finanziaria vorrei essere bravo come Marchionne.So che qualcuno mi ritiene un finanziere.Io sono sempre stato un imprenditore che ha capito la leva della finanza.E nei 100 giorni in cui rimasi in Fiat,con Giorgetto Giugano inventammo la Panda".

"Se Renzi dura,dipenderà dall'economia.Se avrà il coraggio di sfondare gli assurdi parametri di Maastricht e capirà che i corpi intermedi costituiscono parte della struttura di una società democratica,ce la farà".

"Davanti a noi abbiamo due problemi:la deflazione e la recessione:non stiamo combattendo  nè l'una nè l'altra.L'Europa è dominata da spinte nazionaliste,e in Germania c'è la Merkel,non Kohl.Se alle prossime elezioni greche vince Tsipras,per l'euro saranno giorni durissimi,e al quel punto si dovrà cambiare per forza.Ma non so se nella direzione giusta".

domenica 16 novembre 2014

Non invidiate la Germania (di Philippe Legrain su Prospect)



Articolo lungo e molto preciso,è probabile che la seconda parte la pubblichi domenica prossima.Devo dire che ogni giorno leggo italiani che in Germania si lavora molto meglio che in Italia e per un lavoratore c'è molto piu rispetto,certo, esclusi quelli dei mini-job.
Non c'è' altro da aggiungere,buona lettura.

Articolo di Philippe Legrain su Prospect.Traduzione:l'Internazionale

Nel 1999,quando l'euro fu introdotto nei mercati finanziari,la Germania era "il malato d'Europa".L'economia ristagnava sotto il peso delle tasse e dell'eccessiva regolamentazione,mentre quattro milioni di tedeschi erano senza lavoro.Nei primi anni del nuovo millennio il paese arrancava,superato dal dinamismo e dalla crescita del Regno Unito e dell'Europa meridionale.Le cose sono cambiate dopo la crisi finanziaria del 2008.Mentre quasi tutto l'occidente era stato messo in ginocchio da roboanti ma fragili operazioni finanziarie,tedeschi,famosi per la loro solida e stabile ingegneria industriale,sembravano improvvisamente al sicuro.Mentre gli altri paesi avevano costruito castelli di carta e debiti,la Germania aveva oculatamente risparmiato.Mentre il resto d'Europa sembrava impreparato alla nuova sfida con la Cina,le esportazioni tedesche nel paese asiatico  prosperavano.Mentre la disoccupazione raggiungeva tassi record in tutto il vecchio continente,in Germania diminuiva,fino a scendere sotto i livelli precedenti alla crisi.In una fase di esplosione della spesa pubblica,il governo tedesco è riuscito perfino a raggiungere il pareggio di bilancio.
Nel 2010,quando nell'eurozona si è diffuso il panico,la Germania era considerata il porto piu sicuro:gli investitori erano disposti addirittura a pagare il governo affinchè accettasse i loro fondi.Ma questa visione della Germania come prima della classe nell'economia mondiale è infondata.L'economia tedesca non va particolarmente bene,e tanto meno può essere un modello per gli altri.Le banche non scoppiano di salute,la crescita della produttività è modesta e gli investimenti sono inadeguati.Tenendo conto dell'inflazione,l'anno scorso i tedeschi hanno guadagnato meno che nel 1999.In pratica il paese ristagna da 14 anni.In termini di Pil pro capite corretto per il potere d'acquisto,la Germania è un pò piu ricca del Regno Unito,ma meno di altre dodici economie avanzate,tra cui Australia,Austria,Canada,Paesi Bassi ,Svezia,Svizzera e Stati Uniti.
Rispetto a sei anni fa la Germania è cresciuta solo del 3,6%,mentre la Svizzera e la Svezia sono cresciute entrambe piu del 7%.Perfino gli Usa,che sono stati l'epicentro della crisi finanziaria,hanno avuto una crescita piu o meno della stessa percentuale.
Se si osserva la situazione piu da lontano,la prospettiva cambia.Dal 2000 la Germania ha inseguito la crescita,piu che guidarla,e fino al 2013 il Pil tedesco è aumentato del 15%,appena l'1,1% all'anno.Nella stessa misura della Francia,ma molto meno degli spericolati Regno Unito (21%) e Usa (25%),e perfino dei pigri paesi latini (19%) e degli irresponsabili irlandesi (30%).Tra i 18 paesi dell'eurozona la Germania è al tredicesimo posto in termini di crescita.
Una crescita economica sostenuta nasce da una combinazione di investimenti produttivi e aumento della produttività,e sotto entrambi gli aspetti la Germania lascia a desiderare.Dal 2000 al 2013 gli investimenti sono calati dal 22,3 al 17% del pil.Nel Regno Unito sono stati circa ancora piu bassi,ma la Germania è dietro paesi come la Francia,la Spagna e anche l'Italia.Particolarmente modesti sono stati gli investimenti pubblici:appena l'1,6% del pil nel 2013,meno di Italia e Regno Unito (2%) e molto meno di Francia e Svezia (3,3%).Dopo anni di abbandono,le infrastrutture tedesche si stanno deteriorando.Come osserva Sebastian Dullien ,del centro studi European council on foreign relations, "i ponti autostradali sono così malridotti che i camion che trasportano carichi pesanti spesso devono deviare per strade secondarie,mentre la rete dei trasporti su acqua è ancora quella di un secolo fa".Nel marzo del 2013 il canale di Kiel,un'arteria fondamentale per il commercia,è stato dichiarato temporaneamente inagibile perchè due chiuse erano in pessime condizioni.Nonostante questo, nell'ultima finanziaria la cancelliera Merkel ha tagliato ulteriormente gli investimenti pubblici.
Cosa ancora piu grave,la Germania è rimasta indietro nella formazione professionale.Il paese spende appena il 5,7% del pil in istruzione e formazione,meno della Francia e di molti altri paesi,compresi il Regno Unito.
Se all'estero i suoi contratti di apprendistato sono molto ammirati,i giovani tedeschi sono decisamente meno entusiasti;il numero dei nuovi apprendisti è scesdo ai livelli minimi dalla riunificazione del 1990 e molti posti disponibili restano vuoti.Per giunta,neanche un quarto della forza lavoro tedesca ha un titolo di studio universitario:la situazione è peggiore che in diversi paesi europei,tra cui Francia,Spagna e Regno Unito.Tra i giovani ci sono meno laureati in Germania (29%) che in Grecia (34%)."Il paese non è stato in grado di investire nel suo sistema universitario pubblico",osserva Adam Posen,presidente del Peterson institute for international economics,un centro studi statunitense.Il primo ateneo tedesco nella graduatoria di Times Higher Education è l'Università Ludwig Maximillian di Monaco,al 46esimo post.Anche le startup sono bloccate.In Germania avviare un'impresa è piu difficile che in Russia o in Senegal,secondo la classifica Doing business della Banca mondiale.Tutte le principali aziende tedesche sono vecchie e tradizionali;non esiste una Google tedesca.Non è un caso che 50.000 imprenditori tedeschi siano emigrati nella Silicon valley.

venerdì 14 novembre 2014

In Libia gli italiani si fingono inglesi...



E' troppo facile dire tutte le volte:"ma chi te lo fa fare, nessuno ti obbliga ad andare là".Io non ho nulla contro coloro che lo fanno,anzi li considero persone coraggiose,poi purtroppo sai che da un momento all'altro ti possono rapire.
E il disordine mondiale,dove non c'è la guerra c'è la crisi, qualcuno crede che Papa Francesco possa fare i miracoli,io no.

da IL CORRIERE DELLA SERA del 14 novembre 2014-articolo di Francesco Battistini

Lo spinterogeno dell'autobomba è un carbone accartocciato sull'aiuola dell'ambasciata.Alle 7 del mattino,ha fatto una parabola di quaranta metri ed è finito sotto le finestre del console.Vetri rotti,crepe nel muro sopra una targa che commemora la visita del 2012 del ministro Terzi."Se qualcuno a quell'ora passava di lì,dice uno della sicurezza, moriva di sicuro".
Cinque ore prima ci è passato Marco Vallisa,il piacentino liberato nelle lande berbere mercoledi sera:andava in aereoporto,dopo quattro mesi di negoziato e (dicono i libici) un milione di riscatto.a casa per tornare a sentirsi vivo,dimenticare questa Libia ostaggio d'autobombe e milizie.I banditi l'hanno consegnato ai nuovi padroni della capitale,la fratellanza islamica d'Alba libica,che da tre mesi s'impegna a mostrare ordine e sicurezza."Grazie di tutto",ha appena fatto in tempo a dire Vallisa:trasferimento in elicottero e via veloci,giusto per evitare nuovi incubi,il brutto risveglio d'una Tripoli che si credeva un pò meno allo sbando.Fortezza Italia.La autobombe  dell'alba non erano per noi:casomai per le ambasciate vicine,emiratini ed egiziani ,finanziatori delle milizie antislamiche.Sono comunque affare nostro:con Malta e l'Ungheria,l'unico Paese europeo che ha deciso di restare qui con uno scortatissimo ambasciatore,Giuseppe Buccino,già consigliere diplomatico di Napolitano;col nostro passato in chiaroscuro,l'unica garanzia presente.
Ai tempi d'oro,nella Libia pre-Gheddafi c'erano 40.000 italiani,una piccola città.In questi tempi cupi del dopo-rivoluzione,ne sono rimasti un centinaio e una settantina d'aziende:le ultime famigliole sfollate ad agosto,con un ponte aereo mentre l'aereoporto  veniva bombardato dalle milizie; gli ultimissimi a resistere,qualche ingegnere edile o i tecnici dell'Eni che fronteggiano gli attacchi ai pozzi e fanno ancora lavorare tremila libici.
C'è un altro rapito che non è uscito dalla grotta, il veneto Gianluca Salviato,e ci sono ancora due dei suoi colleghi della Ravanelli di Venzone che vivono sbarrati a Tobruk,piena Cirenaica,a un centinaio di Km dai tagliatori di teste di Derna:hanno abbandonato l'enorme cantiere- "mille ettari di una vecchia base militare,indifendibili,si proteggono in una casa con tre metri di muro,qualche guardia in borghese,mal un'uscita,la mancia sotto forma d'affitto pagata a un potente clan locale,la possibilità di tornare in Italia ogni quattro mesi con un complicato volo via Egitto...Aggrappati  coi denti al pane che la Libia ci dà.
"In questo ultimo anno abbiamo imparato tutti a vivere guardandoci le spalle", racconta un tecnico rimasto a Tripoli,"la prego niente nomi perchè sarebbe come esporre la merce col prezzo" e perchè, tutti lo ripetono,il bosniaco e il macedone rapiti con Vallisa sono stati rilasciati subito perchè si pensa che gli italiani paghino:"Io sono stato in Nigeria,ma questo per noi è diventato il posto piu complicato.Ci siamo dati delle regole di buonsenso:mai al ristorante,uscire con macchina anonima e a ore imprevedibili,quando s'è in pubblico parlare sempre in inglese,evitare le città il venerdi e il sabato che sono giorni di manifestazioni...Poi non è detto che queste cose servano:le facevano anche i sequestrati".L'ambasciata manda warning via sms quasi ogni settimana,il suo personale ha l'ordine di non uscire mai.
Una volta,un secolo fa,a Tripoli esisteva un Circolo degli italiani molto ben frequentato.C'era pure un liceo scientifico,il Dante, ambito dai libici.E dopo il quarantennio delle campagne antitaliane di Gheddafi,a un popolo che parla con termini nostrani come "marciapiede" e "semaforo",i signori della rivoluzione promettevano d'inserire  l'insegnamento scolastico dell'italiano come terza lingua.Tutto finito.Ora ci sono i barconi di disperati che salpano dalle spiagge di Zuwara,dov'è stato preso Vallisa. O lo strano boom dei negozi italiani aperti sotto l'occhio tollerante delle milizie:molti non vedono niente, spiega una fonte d'intelligence,appartengono a clan di mafia perchè il caos libico è ideale per lavare denaro sporco."In Libia ci vivo da sempre,dice l'ingegner Zakaria Franka-fino a un anno fa ho sperato che si migliorasse.Ora invece me ne andrei.Nella mia famiglia c'è chi sta pensando,a chiedere asilo politico".
In Italia? "Ma no,in Inghilterra.Dall'Italia,mi scrive solo gente che vuole venire in quest'inferno.A lavorare qui! Pensano che una guerra civile sia sempre meglio della nostra crisi".

giovedì 13 novembre 2014

Anche le donne possono lavorare,l'Arabia Saudita sta cambiando



L'INTERNAZIONALE è veramente straordinaria, ti da notizie da ogni parte del mondo, è molto piu utile leggere una volta alla settimana questa rivista che i quotidiani tutti i giorni.
Fa piacere leggere che in Arabia Saudita le cose per le donne stanno piano piano cambiando anche se di strada ne devono fare ancora parecchia.

da LE MONDE-Benjamin Barthe

E' un supermercato e allo stesso tempo un laboratorio.Uno spazio di 10.000 metri quadrati dedicato al consumo di massa, con reparti, carrelli ed espositori.Ma anche un centro d'innovazione,dove un manager cerca di rivoluzionare le abitudini di un paese tanto ricco quanto rigido,l'Arabia Saudita.Da quando gli italiani e i pachistani che lavorano alle casse sono stati sostituiti da sauditi e saudite,questo supermercato alla periferia di Riyadh è diventato la vetrina  dei cambiamenti in atto nel paese.
Nel resto del mondo l'assunzione di abitanti del posto per svolgere incarichi precedentemente affidati a immigrati non sarebbe una grande notizia.Tuttavia,in un paese dove le donne rimangono chiuse in casa e molti uomini preferiscono la disoccupazione a un lavoro subalterno,questo passaggio non è banale.E' una prova dei mutamenti silenziosi che attraversano la società saudita e che stanno rivoluzionando a poco a poco il paese.
Da vent'anni la "saudizzazione del mercato del lavoro" è uno dei punti fermi della retorica governativa.Per molto tempo nessuno si è preoccupato di tradurla in azioni concrete,visto che nel paese si estrae ogni giorno l'equivalente di un miliardo di dollari in petrolio.Fino a poco tempo fa nel settore privato lavorano gli stranieri,mentre i sauditi ricoprivano i posti nella pubblica amministrazione e nel terziario avanzato.La divisione dei ruoli ha funzionato bene finchè la rivolte scoppiate nel mondo arabo nel 2011 non hanno obbligato le autorità saudite ad aprire gli occhi.
Ora le aziende sono obbligate a includere nel loro organico una quota minima  di lavoratori sauditi: nel settore edile è il 7% ,nelle assicurazioni il 50%,nelle banche il 90%.Le imprese non in regola sono sanzionate con misure che vanno dal divieto di assumere operai stranieri al blocco delle transazioni bancarie.Invece chi si adegua è premiato con aiuti finanziari e amministrativi,che ammortizzano i costi piu alti legati all'assunzione di sauditi,spesso pagati il doppio rispetto agli stranieri.
Il direttore del supermercato di Riyadh,che ha già avuto a che fare con ambienti di lavoro conflittuali,spiega:"Per imparare a gestire uno staff difficile serve tempo,ma alla fine si ottengono dei risultati".La buona reputazione dell'azienda e i salari alti,paragonabili a quelli del settore pubblico, l'hanno aiutato a fidelizzare il personale.Già nel marzo del 2013 tutte le casse erano gestite da uomini in dishdasha,la tradizionale tunica bianca saudita.La produttività,però,era calata:prendendo come punto di riferimento il numero di articoli passati alla cassa in un  minuto,i nuovi lavoratori erano stati meno efficienti di quelli asiatici.
A offire una via d'uscita è stato il re Abdullah.Da anni l'anziano sovrano combatte contro il clero wahabita-i religiosi ultraconservatori che formano il secondo polo di potere nel regno dopo la famiglia dei Saud-per facilitare  l'accesso delle donne al mercato del lavoro.Dopo essere state per molto tempo relegate in  ufficio,nel 2012 hanno ottenuto il diritto di lavorare come commesse nei negozi di biancheria intima e di cosmetica.Finora i pignoli agenti della polizia religiosa non avevano visto nulla di male nel fatto che una madre di famiglia alla ricerca di un reggiseno o di mutandine si facesse servire da un uomo.
La direzione delle risorse umane vorrebbe promuovere le dipendenti piu brave.La polizia religiosa,però, tiene tutti sotto controllo.Vieta alle donne di lavorare in reparti diversi dalle casse e non tollera tragressioni.In passato,quando alcuni dipendenti erano stati sorpresi a fumare durante la preghiera,gli agenti non hanno esitato  ad arrestare il precedessore dell'attuale direttore.Da quel giorno,sul piano della direzione sono state installate delle porte elettromagnetiche.
Nonostante i problemi,i dati del ministero del lavoro saudita mostrano che è cominciata una nuova tendenza.Dal 2011 la percentuale dei sauditi assunti nel settore privato è passata dal 7 al 16%,mentre il numero di donne è cresciuto  da 50.000 a 500.000."Questo trasformerà anche la società e la mentalità",prevede un imprenditore locale."E' in atto una rivoluzione".Anche il direttore del supermercato di Riyadh ne è convinto: questo cambiamento ne favorirà altri.Il lavoro femminile costringerà presto ad affrontare il fatto che le donne non possono prendere la patente.Sempre piu mariti,stanchi di doverle portare ogni giorno a lavorare in macchina,si cconvertiranno all'idea di cedere il volante.Ecco quella che si dice una rivoluzione.

mercoledì 12 novembre 2014

HANNO DETTO.Manfred Weber,Sergio Chiamparino ,Erick Thohir




Trovo veramente vergognosi alcuni commenti nei confronti di Erick Thohir.Il bello è che questi insulti non vengono dalla Curva Nord ma da vip.
Per l'ennesima volta gli italiani si sono dimostrati dei provinciali mangiaspaghetti che non riescono mai a capire il cambiamento del mondo.
Thohir sta cercando di azzerare gli enormi debiti (oltre 100 milioni di euro) lasciati da Moratti che si è offeso quando il collaboratore di Thohir l'ha fatto notare.Bisogna rendersi conto che se non rispetti i parametri del FAIRPLAY FINANZIARIO,non vai da nessuna parte e non riparti.
Ok, volete un italiano alto,magro dagli occhi azzurri e giovanile? Trovatelo, buona fortuna...

da IL CORRIERE DELLA SERA del 6 novembre 2014-intervista di Luigi Offeddu

"Renzi è un socialista mentre Juncker è un popolare.Ma d'altra parte,credo che in Italia sulle riforme importanti Berlusconi offre il suo sostegno a Renzi,e che questi lo accetta.C'è dunque l'abilità di comunicare,di capire che anche l'altro è democratico.In tempi così,dobbiamo riuscire a trovare un compromesso.Proprio come nell'Europarlamento:sulle riforme politiche in Grecia o in Francia,destra e sinistra devono trovare un compromesso".

"Juncker sta inviando diversi buoni segnali all'Italia e alla Francia per usare al massimo la flessibilità contenuta nel patto di crescita,si sta dimostrando un buon amico con loro".

"Mare Nostrum è stata una buona operazione.Ma ora bisogna investire molto,molto di più,nella missione Frontex.E ricordarci tutti che Lampedusa non è solo la frontiera meridionale dell'Italia,ma anche la frontiera esterna di tutta l'Europa,di tutti noi.Gli immigrati non vogliono andare solo in Italia,ma nella Ue intera.E non tutti ne hanno il diritto,anzi".

"Quando vediamo le fotografie che arrivano dalla Siria,diciamo giustamente:poveretti, dobbiamo aiutarli.Ma poi si scopre che solo un terzo di 450.000 rifugiati ha il diritto effettivo di restare,e due terzi no.In questo caso,dobbiamo aiutarli.Ma poi si scopre che solo un terzo di 450.000 rifugiati ha il diritto effettivo di restare,e due terzi no.In questo caso,dobbiamo dichiarare con chiarezza che li rimanderemo ai Paesi d'origine previo un accordo di rimpatrio con i loro governi.E questi accordi,per esempio con il Mali,dobbiamo negoziarli subito".


da IL FATTO QUOTIDIANO-intervista di Giampero Calapà

SERGIO CHIAMPARINO:

"Magari il riavvicinamento Renzi-Grillo è solo una mossa di carattere tattico.Sicuramente Renzi ci guadagna,perchè ha piu potere negoziare al tavolo con Berlusconi per la legge elettorale.Ma ci guadagnano anche i Cinque Stelle,forse oggi si rendono conto che se iniziano a giocarsi le loro possibilità facendo politica qualcosa possono anche ottenere,invece di essere condannati all'irrilevanza".

"Io su retroscena non ci capisce molto, poi da Torino mi viene difficile sapere tutto.Ma le dico,anche essere,certo,tutto sta ai Cinquestelle,se preferiscono continuare a essere irrilevanti a livello politico o giocarsi qualche possibilità per diventare incisivi.Anche in chiave elettorale,perchè la gente la prima volta ti vota,ma se poi, alla lunga,non porti a casa proprio nulla...e poi c'è un'altra cosa...che Matteo Renzi e il suo partito sono al centro del sistema politico.E nessuno li può schiodare.E nessuno può non dover fare i conti con questa cosa".

"Sono un renziano autonomo.Da presidente dei governatori di Regione ho ad esempio, detto che la manovra così com'è formulata è insostenibile per gli enti locali.Ma credo che Renzi sta guidando il Paese nella giusta direzione".



da LA REPUBBLICA del 10 novembre 2014-intervista di Andrea Sorrentino

ERICK THOHIR:

"Non ragiono in termini di "mi piace" o "non mi piace".Voglio adattarmi,rispettare la cultura del luogo.Il campionato è difficile,molto tattico, ricco di sorprese e passionale,alla fine tutti piangono,chi perchè ha perso.Inoltre l'Italia ha un patrimonio inestimabile:la sue "pop cultures" ,tendenze globali.Gli Usa hanno esportato ovunque gli hamburger,la musica,il cinema.L'Italia le auto, la moda,il cibo...Sono rari i paesi che hanno marchi globali,infatti altri provano a costruirseli:il Giappone negli anni 70' con l'elettronica ,ora la Corea del Sud .E' un privilegio essere una guida per il pianeta,rendetevene conto e buttatevi nella globalizzazione,senza paura.Guardate gli Usa:sono leader,ma cercano sempre di migliorarsi".

"Parto sempre da dati e statistiche.Poi ci vuole un ottimo management:ho molte aziende e viaggio sempre,così i miei staff sono i miei occhi,ogni giorno.Da presidente do una visione,un piano strategico,poi ne discutiamo.Strategia e competenza sono le parole magiche che portano ai risultati,non bastano solo le sensazioni e le intuizioni,o pregare che le cose vadano bene:a volte Dio ti aiuta,a volte no. Credo nelle decisioni collegiali.Una volta ho detto "Non sono Superman" ,stavolta dico un'azienda funziona se ha degli Avengers,dei supereroi che lotta che lottano insieme...Dopo aver ascoltato tutti, prendo decisioni.La cosa migliore è prendere una buona decisione;peggio è prendere una buone decisione; peggio è prendere una decisione sbagliata;la cosa peggiore in assoluto è non prenderne alcuna.Inizio a lavorare il mattino e torno a casa alle 11 di sera.In Indonesia ho una trentina di aziende,tutte con ottimi risultati: la nostra radio e la news tv sono le numero 1,la tv di intrattenimento al numero 2 come il giornale Republika.Il mio gruppo è il secondo o il terzo del paese".

"Quando un'azienda acquista un nuovo gruppo deve affidarsi alle banche, è inevitabile per poter sviluppare strategie e non distruggere strategie e non distruggere tutto.I soldi non sono mai abbastanza.La manovra di rifinanziamento del debito dell'Inter non ha precedenti in Italia e in Europa:su 230 milioni,il 90% viene da banche estere che hanno creduto nel modello di sviluppo del club"

"Per risollevare i ricavi è necessario sbarcare in Asia perchè è un mercato da circa 3 miliardi di persone,e negli Usa,dove siamo andati nelle ultime estati.Ora puntiamo sull'Asia. Stiamo studiando in quali paesi il nostro marchio può penetrare meglio,dove ci sono piu tifosi potenziali.Vogliamo creare eventi,prima di andare.Porteremo la nostra Academy in Arabia Saudita,India e Giappone".

lunedì 10 novembre 2014

ERNESTO PREATONI:"I pentiti della moneta unica sono ancora troppo pochi"



Ernesto Preatoni spesso presenta a La Gabbia di Gianluigi Paragone.Caro Preatoni, cerchiamo di darci una calmata e volare basso,lei non scopre niente e non è uno dei pochi contro l'euro.La moneta unica europea è sbagliata,sopratutto in questo modo, i problemi del nostro paese comincia ben prima.Divorzio Banca D'Italia-Tesoro luglio 1981,da allora abbiamo dato alla speculazione finanziaria piu o meno 1.700 miliardi di euro ,crollo del MURO DI BERLINO che ha permesso alla dittatura neoliberista di fare ciò che vuole riducendo la classe operaia alla povertà e poi l'abolizione della GLASS-STEAGALL.
La situazione è ben  piu complicata di quello che racconta Preatoni.

da LIBERO dell'8 novembre 2014

L'Europa unita è un grande progetto.Ha portato pace e prosperità in un'area abitata da popoli che per secoli si sono fatti la guerra.Con la nascita del mercato comune e poi della Ue,l'Europa ha conosciuto tassi di sviluppo senza precedenti.Il percorso virtuoso si è interrotto con l'arrivo della moneta unica.Basta guardare quello che è successo all'Italia che da quando ha adottato l'euro ha smesso di crescere.Nel frattempo il debito pubblico è arrivato al tetto del 134% e anche la disoccupazione,sopratutto fra i giovani ,non è mai stata tanto alta.er colpa dell'euro stiamo bruciando l'intera generazione dei nostri figli.Perchè i ragazzi che non lavorano oggi o svolgono solo occupazioni saltuarie saranno dei pensionati poveri se non addirittura indigenti.Lo dicono ancora in pochi perchè a nessuno piace passare per cassandra.
Ma di queste cose mi accorgo solo io? Certo che no.Però io sono uno dei pochi che ha il coraggio di passare proprio perchè non ho interessi da difendere o posizioni di potere da proteggere.Credo che nessuno,sinceramente,sia ancora convinto che la nascita dell'euro sia stata la scelta giusta.Le differenze tra i vari Paesi anzichè attenuarsi si sono allargate e la crisi economica ha reso ingestibili gli squilibri.Solo che sulla moneta unica è stato fatto un gigantesco investimento politico.Adesso non c'è nessuno capo di Stato o di governo che abbia la forza di mettere la propria firma sull'atto di morte sull'euro.Ci vuole coraggio e capacità di visione.Cosa di cui non sono dotati i politici nè i loro consiglieri.Sopratutto quelli che stanno.A me che sono un economista pragmatico e sopratutto un imprenditore che ha sempre avuto molta antipatia per i salotti.

La mobilità degli esseri umani e le fortune delle multinazionali



Uno dei tanti pezzi di questo straordinario libro scritto da Jeffrey Kaye.Quello che pubblico sotto dovrebbero leggerlo quel 90-95% di chi vota Lega che  sul tema immigrazione non capiscono una mazza.Comandano banche e multinazionali mettetevo nella zucca.

da LA TRATTA DEGLI SCHIAVI-Jeffrey Kaye (Arianna Editrice)

I soldi che vengono mandati in giro per il mondo non sono solo il pilastro dell'economia della migrazione,ma servono anche da carburante per le multinazionali,che a loro volta basano le proprie fortune sulla mobilità degli esseri umani.
I migranti trasferiscono i loro guadagni in molti modi.Gli intermediari vanno dalla Western Union Company ,il "Golia" nel settore del trasferimento di denaro, alle reti di famiglie e amici che trasferirono i soldi o le merci spedendoli ai familiari da un Paese a un altro.
Le aziende di trasferimento del denaro guadagnano in due modi: facendo pagare il costo del servizio e applicando dei tassi d'interesse sui cambi di valuta.I costi possono anche essere elevati e i tassi di scambio molto sfavorevoli per i clienti.Nessun'altra azienda riesce a competere con la Western Union,di cui la storia, la struttura e il modo di fare affari sono strettamente collegati al movimento globale delle persone.L'azienda controlla circa il 17% del mercato mondiale ed è anni luce avanti rispetto alla sua piu vicina concorrente,la Moneygram International, che arriva solo al 4%.
"Siamo molto,molto ottimisti riguardo al nostro futuro", affermava l'amministratore delegato della Western Union,Christina A.Gold,nel febbraio del 2009.In un momento in cui i vari industriali chiedevano aiuti governativi o facevano annunci pubblici molto cauti,la Gold ancora raccontava agli analisti le solite bugie sull'industria della migrazione.
"La forza lavoro mobile continuerà a cercare migliori opportunità di lavoro in giro per il mondo", disse:"Si calcola che ci siano 200 milioni di migranti che varcano i vari confini e 300 milioni che vi si spostano all'interno...".
Nel marzo del 2009 un dirigente della Western Union predisse allegramente che,nonostante la crisi finanziaria, i soldi inviati dagli EAU sarebbero aumentati del doppio."Anche se su 100 progetti edili 70 si fermeranno,ci sarà ancora bisogno di lavoratori,che continueranno a far crescere gli invii di denaro", disse Jean Claude Farah,vicepresidente regionale della Western Union.Da tempo questa multinazionale avendo introdotto nel 1971,in un momento storico in cui l'immigrazione negli Stati Uniti stava aumentando vertiginosamente,il sistema d'invio del denaro tramite telegrafo,ha stabilito una correlazione tra la globalizzazione e la migrazione.Oggi il suo logo nero e oro è presente sia nei piu remoti villaggi che nelle piu popolose metropoli.Nel 2008 l'azienda affermò di avere 375.000 punti sparsi in piu di 200 Paesi:un traguardo che il suo amministratore delegato Gold,tradusse in eccellenti prospettive per il futuro economico."Considerando il PIL e ciò che sta succedendo nei vari Paesi", disse agli analisti finanziari all'inizio del 2000,"tutto sta spingendo i nostri clienti a cercare nuovi postio di lavoro in giro per il mondo.Questo creerà grandi opportuinità per noi,perchè la gente dovrà migrare in diverse zone geografiche in cerca di lavoro e noi saremo in grado di aiutarla".
La Western Union si sta confrontando con la crescente concorrenza di piccole aziende specializzate nel trasferimento di denaro in determinate zone geografiche;per esempio,tra il Nord America e l'America Latina o i Caraibi;oppure tra l'Europa occidentale e l'Africa settentrionale.Inoltre,anche le banche,le agenzie del credito,le carte di credito,le aziende telefoniche e altri operatori finanziari sono in competizione,nel mercato dell'invio del denaro,spesso grazie all'utilizzo di nuove tecnologie.
Per esempio,la Remit2India,un'azienda partner della piu grande istituzione finanziaria dell'India,il Times Group, permette agli indiani residenti all'estero,o NRI (un termine comunemente usato per indicare i membri della diaspora indiana),d'inviare denaro on line,da 22 Paesi a 141 banche in India,o di spedirli direttamente tramite corriere.
Le aziende di carte di credito stanno attivando anch'esse dei servizi per il trasferimento del denaro.La iKobo Money Transfer,un'azienda del Texas fondata nel 2001,permette ai propri clienti d'inviare fondi tramite carte di credito o conti bancari.Aziende di questo tipo forniscono ai propri clienti, tramite il corriere FedEx,delle carte di credito VISA con cui possono trasferire soldi da uno sportello bancomaty a un altro o fare acquisti.












domenica 9 novembre 2014

FEDERICO GHIZZONI:"Con l'Unione bancaria pagheremo meno il rischio Paese"



Ormai in questo mondo comandato dalla finanza,dai grandi colossi bancari dove i popoli e gli Stati con contano piu nulla, bisogna far credere alla gente che ogno cosa è buona per migliorare la loro vita.L'Unione bancaria è uno dei tanti strumenti che i padroni del mondo usano per controllarci.

da REPUBBLICA AFFARI E FINANZA del 3 novembre 2014-intervista di Marco Panara

"E' una questione che va al di là degli stress test.Il sistema bancario italiano ha un problema di reddittività e per aumentarla deve aumentare la massa critica degli operatori,ma non può farlo contando solo sulle risorse interne.Ovviamente per attivare gli investitori dell'estero ci vuole una evoluzione della governance e un maggior grado di apertura".

"La banca in Italia sta aumentando le quote di mercato e la reddittività,l'aumento del costo del rischio si è fermato e anzi ha cominciato a scendere così come lo stock dei crediti in difficoltà.E' in corso un piano di razionalizzazione e di rilancio che migliorerà ulteriormente.I risultati e in questa fase operazioni straordinarie distrarebbero l'attenzione da questi obiettivi".

"Il piano industriale del gruppo prevedeva il raggiungimento di un patrimonio di vigilanza pari al 10% nel 2016,al 30 giugno scorso eravamo eravamo al 10,40% e dopo l'emissione di due obbligazioni le cui caratteristiche le fanno rientrare nel patrimonio di vigilanza siano arrivati all'11%.Il capitale quindi è solido ma ciò nonostante seguiamo con attenzione le indicazioni dei regolatori".

"C'è preoccupazione in tutto il sistema perchè il Financial Stability Board si appresta a presentare al prossimo G20 di Brissane la proposta di aumentare significativamente i requisiti di capitale per le banche globalmente sistemiche.Non si conoscono i numeri della proposta ma si parla di un capitale totale tra il 16 e il 20% degli attivi ponderati per il rischio.Le banche ovviamente si adegueranno alle prescrizioni ma invito tutti a riflettere sugli effetti collaterali,ovvero al fatto che un minuto dopo il mercato, come abbiamo già visto con Basilea III,chiederà a tutte le banche e non solo a quelle globalmente sistemiche di adeguarsi,determinando una nuova frenata nell'erogazione di credito e quindi dell'economia".

"Il Financial Stability Board è nato per garantire la stabilità del sistema bancario,e il patrimonio è uno,non il solo,dei fattori,di quella stabilità noi abbiamo bisogno di quella stabilità ma anche di sostenere la crescita dell'economia,e questo non è un obiettivo del Financial Stability Board ma dovrebbe esserlo dei governi".

"In Italia le nuove erogazioni sono cresciute del 60%,ma se il totale è sostanzialmente stabile è per la vendita di alcuni pacchetti di crediti in sofferenza e per la spinta che stiamo ridando capital market nelle emissioni obbligazionarie".

"Nel piano industriale abbiamo incluso i costi di questo processo e non i vantaggi, che però certamente ci saranno.Innanzitutto sottostare ad un unico sistema regolatorio e ad una unica determinerà una riduzione dei costi di compliance,poi la progressiva applicazione del capitale e della liquidità consentirà  di ottimizzare la gestione e infine sarà possibile eliminare le tante duplicazioni dovute al fatto che fino ad ora ogni banca in ogni paese doveva essere completamente autosufficiente,dall'it ai servizi di varia natura.Dalla maggiore integrazione del sistema bancario europeo ci attendiamo quindi anche un impatto positivo sul conto economico".

venerdì 7 novembre 2014

Perchè gli elettori hanno bocciato l'operato di Obama



Il messaggio lanciato nelle scorse settimane  dai repubblicani è stato angoscioso: il presidente Barack Obama e il suo partito guidano un governo così incompetente che non è assolutamente in grado di difendere la popolazione,che vuole esporre gli statunitensi al rischio di un'epidemia Ebola.Secondo un sondaggio dall'Associated Press,il 53% degli statunitensi pensa che il rischio di un attentato terroristico sia molto alto o estremamente alto.
La gente, sopratutto quelle del ceto medio-basso,crede a queste cose e si fa facilmente condizionare e poi come spiega giustamente nell'articolo Andrea Filippetti, non conta aver calato la disoccupazione ma conta come viene pagato il lavoro e purtroppo come in ogni angolo del mondo, per gli operai non c'è nessuna certezza e devono accontentarsi dei lavori a tempo parziale.

da IL MANIFESTO del 6 novembre 2014-articolo di Andrea Filippetti

Si sostiene che le elezioni negli Stati Uniti dipendano dallo stato dell'economia,secondo il famoso adagio "it's the economy stupid" con il quale Clinton vinse l'elezione alla Casa Bianca contro George Bush ,troppo impegnato acelebrare i suoi successi in politica estera.
Obama viene eletto il 4 novembre 2008, poche settimane dopo il crack di Lehman Brothers.E' l'anno della Grande Recessione,la disoccupazione si impenna dal 5% al 10% nel giro di pochi mesi.Il numero di disoccupati passa da 7 milioni a 15 milioni.Il potere di acquisto del reddito medio di un lavoratore nel 2010 scende allo stesso livello del 1968.
Obama di fatto eredita un'economia sull'orlo del collasso.Eppure sei anni dopo i numeri sembrano dargli ragione.Diversamente dal caso dell'Europa,ingessata dal patto di stabilità,negli Usa viene promosso un incremento di spesa  pubblica per sostenere l'economia.Lo sforzo è enorme,e si vede dai numeri del debito pubblico,che dal 66% in rapporto al Pil del 2008,sale al 103% alla fine del 2012.Tecnicamente la recessione negli Stati Uniti termina nel secondo semestre del 2009 e dura solo dodici mesi.Dal primo semestre del 2010 l'economia ricomincia a crescere a tassi oltre il 2% fino al 2014.
Anche i dati sull'occupazione sembrano dare ragione alle politiche di stimolo di Obama.Dal picco della disoccupazione registrato nell'ottobre del 2009,pari a 15,4 milioni di individui,si è scesi a 9,4 milioni nello scorso mese di settembre.Per effetto della crisi si stima siano stati persi quasi 9 milioni di posti di lavoro.Tuttavia il tasso di disoccupazione nell'estate 2014 ha raggiunto livelli pre-crisi.
Ma allora perchè gli elettori hanno bocciato l'operato di Obama? Il problema è che dietro i numeri incoraggianti  di crescita economica e occupazione restano dei nodi irrisolti.Due in particolare:la disuguaglianza e il mercato del lavoro.
Dalla fine degli anni 70' alla fine del 2012 la quota di reddito posseduta dal piu ricco 1% della popolazione è raddoppiata:dal 10% al 20%.Dal 1980 la quota di reddito detenuta dalla classe media è diminuita drammaticamente:nwel 2012 il 90% menio ricco della popolazione deteniene il 23% della ricchezza,circa la stessa quota che si registrava nel 1940.
Se l'economia americana è comunque tra le più dinamiche dei paesi avanzati,resta però il nodo di come la crescita viene distribuita nella società.Se la crescita produce ulteriore disuguaglianze,e i salari della working class rimangono fermi ai livelli di venti anni fa,allora i risultati usciti dalle urne non sono poi tanto sorprendenti.Non è un caso che da alcuni sondaggi molti cittadini americani ritengono che gli Stati Uniti siano ancora in recessione.
Il secondo nodo riguarda il mercato del lavoro,ed in particolare due fattori:la partecipazione della forza lavoro e il lavoro part-time.La partecipazione della forza lavoro riflette la misura in cui i cittadini cercano attivamente lavoro.La disoccupazione si calcola infatti come rapporto tra disoccupati e forza lavoro,mentre non entrano nel computo coloro che non cercano attivamente lavoro.La ricerca attiva di lavoro è diminuita in modo sostanziale  dalla fine della recessione anche se il tasso di disoccupazione è sceso.L'appiattimento del tasso di partecipazione della forza lavoro dalla fine dell'anno scorso potrebbe in parte riflettere individui scoraggiati.Non trovando lavoro,molti escono dal mercato e smettono di cercarlo.
Il secondo fattore che porta a stime di fragilità del mercato del lavoro è l'elevato numero di lavoratori che sono occupati a tempo parziale,ma desiderano lavorare a tempo pieno.Per queste due ragioni,di recente, il presidente della Federal Reserve Janet Yellen ha dichiarato espressamente che "il calo del tasso di disoccupazione in questo periodo esagera il miglioramento delle condizioni complessive del mercato del lavoro".

giovedì 6 novembre 2014

ABUSIVI.Corpi sostituiti



L'italietta che per certe cose è veramente imbattibile...

da ABUSIVI -Roberto Ippolito (Chiarelettere)

I soliti passi.Il raccoglimento di sempre.La signora di 47 anni è nel cimitero di Angri, a pochi Km da Pompei,nel Salernitano.Come avviene per anni e anni,un'infinità di volte dal 1988,è qui per prendersi cura della tomba di famiglia.Nelle fotografie sulla lapide del loculo 180 ci sono i volti di chi l'ha preceduta:la bisnonna,la nonna,la sorella della nonna.
Anzi no: in questa occasione non ha la possibilità di guardarli.La foto della bisnonna non c'è piu.E anche il nome è sparito.Ci sono invece le foto di altri defunti.sconosciuti.Estranei.La signora è incredula.Mai e poi mai avrebbe potuto immaginare che,compiuti i soliti passi,si sarebbe imbattuta in una situazione così imprevedibile e assurda.Cerca di capire cosa è successo e in qualità di titolare della concessione del loculo 180 si rivolge ai responsabili del cimitero di Angri.
Ma non può che prendere atto della rimozione dei resti dei propri cari e dell'occupazione del posto da parte di altri due morti.La scioccante sostituzione sarebbe avvenuta in seguito alla richiesta per ottenere il via libera  alle sepolture presentata da una donna che si era spacciata per lei.
Ma chissà dove sono lo spoglie dei familiari:inutili tutti i tentativi per scoprirlo.La signora  recupera poi soltanto la foto della bisnonna,abbandonata da qualcuno sul loculo 430.E nota che questo avvviene solo pochi giorni dopo essere stata avvicinata da un uomo e invitata in modo brusco a lasciar perdere e a non occuparsi piu della questione.
Lei decide invece di andare da un avvocato.Così,nei primi giorni di dicembre 2013,denuncia l'occupazione abusiva del loculo alla Procura di Nocera Inferiore.Nell'esposto,non trascura di aprlare delle minacce ricevute e, non essendo stati ritrovati i resti dei parenti,chiede di procedere penalmente per soppressione e vilipendio di cadavere.

mercoledì 5 novembre 2014

HANNO DETTO.Giuliano Poletti,Federica Mogherini,Matteo Salvini



Caro Salvini, devo ammettete che l'aliquota unica al 15% sarebbe una buona idea e condivido anche le spiegazioni che dai , il problema è che qui siamo in Italia e non nei nei paesi del nord Europa.L'Italia è sempre stata per evasione fiscale il primo paese d'Europa (in questo post ci sono le prove:http://anglotedesco.blogspot.it/2014/03/la-balla-che-litaliano-e-un-evasore.html) e grazie anche alle regioni che tu difendi sempre cioè Lombardia e Veneto dove vengono in piazza con voi ad insultare gli stranieri e poi li sfruttano tutta la settimana.
Si signora Mogherini, i tedeschi sono quelli che meglio si sono adattati a questo mondo fatto di disuguaglianze,di finanza creativa,di  mini job ,multinazionali che possono comandare senza ostacoli imponendo le loro regole.
Poletti ovviamente da buon ministro difende l'operato del governo.Ma dove li vede i miglioramenti? Gli 82.000 occupati in realtà sono precari e schiavi che tra qualche mese saranno ancora in mezzo alla strada e i consumi non sono aumentati un cavolo.Sarà il peggior Natale della storia,anche con gli 80 euro.


da LA REPUBBLICA del 1 novembre 2014.Intervista di Roberto Mania

GIULIANO POLETTI:

"Tutti i dati si muovono nella stessa direzione.Sono cresciuti gli occupati,82.000 unità è un numero importante,e sono cresciuti anche i disoccupati perchè piu persone si sono messe a cercare lavoro,infatti sono diminuiti gli inattivi.Ci vorrà del tempo perchè questa tendenza possa consolidarsi,ma i segnali sono piuttosto univoci.Tutto ciò accade dopo diversi mesi di staticità,di mercato fermo, non di sali e scendi.Anche questo consente di essere fiduciosi sul futuro".

"Il quadro economico si sta muovendo:c'è una leggera ripresa dell'inflazione,i consumi danno piccoli segnali di risalita.Probabilmente "l'operazione 80 euro" comincia a produrre qualche effetto.D'altra parte era stata messa in campo con questo obiettivo".

"Penso che un pò anche le regole abbiano contato,tant'è che nel secopndo trimestre del 2014 c'era già stato un incremento significativo del ricorso all'apprendistato.Le regole servono per aiutare le assunzioni,per limitare le preoccupazioni e le incertezze degli imprenditori.L'abbiamo detto e lo ripeto:abbiamo messop in campo una strumentazione per togliere ogni alibi agli imprenditori".

"Il jobs Act insieme alla legge di Stabilità rendono piu conveniente il ricorso al contratto a tempo indeterminato.Abbiamo fatto una scelta radicale per cambiare nel tempo le attuali percentuali che su 100 assunzioni ne vedono 85 con i contratti non a tempo indeterminato

"Lo sciopero della CIGL non lo considero giustificato guardando al merito.La nostra riforma punta a cambiare in meglio le prospettive dell'economia italiana e anche quella delle condizioni di lavoro".




da LA STAMPA del 4 novembre 2014.Intervista di Marco Zatterin

FEDERICA MOGHERINI:

"Bisogna guardare alla Luna e non al dito.Il riconoscimento è il dito,la Luna è lo Stato palestinese.Trovo che il nodo piu interessante è se riusciremo ad avere uno Stato palestinese nei miei cinque anni di mandato".

"La questione è sempre sul tavolo dei ministri degli Esteri Ue.Possono essere sospese,diminuite o rafforzate.Il punto è sino a dove hanno un impatto sul sistema politico russo e sull'atteggiamento verso la crisi".

"Dalla Siria alla Libia dobbiamo unire tutti i puntini,per avere l'immagine completa.Noi europei possano giocare un ruolo lavorando con gli Usa".

"Da tempo Berlino ha una posizione centrale,anche se gli altri non sono "meno centrali".Con la loro storia e il loro peso,i tedeschi possono avere un ruolo importante.La mia ambizione è che queste iniziative nazionali,o di gruppi di Paesi,diventino un qualcosa condiviso da tutti.Mai e poi mai una sola politica nazionale potrebbe sostituirsi a un'azione dei Ventotto".

"Siamo nell'Unione europea perchè abbiamo scelto di essere una cosa sola in molti aspetti:abbiamo valori comuni ma preferisco soffermarmi sugli interessi comuni,dall'Ucraina all'immigrazione".



da LIBERO del 4 novembre 2014.Intervista di Francesco Borgonovo

MATTEO SALVINI:

"Vogliamo avere la maggioranza in Italia,non mi interessa crescere di due punti percentuali.Noi ci stiamo preparando al futuro.Dopo Renzi ci sarà il diluvio,ma la ricostruzione.Per questo stanno ripensando tutto.L'idea della Lega era al 4%.Ora c'è una scommessa piu grande.La Lega Nord rimane la Lega Nord,sta qui e continua a crescere.Da Roma in giù lanceremo un nuovo punto fermo di riferimento per tutto il centrodestra,che non è necessariamente la Lega dei popoli".

"La struttura piu veloce e agile possibile.Io ogni giorno ricevo centinaia di richieste da tutta Italia.Non penso che ci si debba rinchiudere nella forma partito.Preferisco individuare una serie di punti fondamentali:no all'immagine ,no alle moschee;si a un drastico taglio delle tasse,per ridare fiato alle imprese.Non a caso il 13 dicembre abbiamo in programma un evento con l'inventore della Flax Tax,l'economista Aluin Rabushka (sostenitore dell'aliquota unica al 15%).E poi un no deciso a questa Europa,che è quella della sinistra.Dobbiamo  riappropriarci della sovranità nazionale e monetaria.E non dimentichiamo i valori,su cui oggi il centrodestra viaggia in ordine sparso:la famiglia,la cittadinanza lo Stato sociale...Non mi interessa un centrodestra che sia una sommatoria di Lega, Forza Italia,Ncd...Mi interessano i contenuti".

"Berlusconi pensa a una nuova edizione di Forza Italia,però il mondo è cambiato.Il popolo che non è di sinistra ha bisogno di idee chiare,anche a livello internazionale faccio qualche esempio.La Turchia deve entrare in Europa? Assolutamente no.L'Islam? E' un problema.Bruxelles? L'Europa di oggi è l'Unione Sovietica.Anche su questi temi bisogna avere una posizione chiara.Io sabato sarò a Pescara per partecipare a un convegno col professor Alberto Bagnai sul dopo-euro.O ci leviamo da questa gabbia o soffochiamo".