Anglotedesco

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venerdì 30 maggio 2014

Mario Adinolfi e ultrà del PD,ascoltate Paolo Barnard...



Invito tutti i giornalisti, conduttori di trasmissioni televisive,di andarsene in quel posto per l'informazione di merda che fanno.L'Italia ha firmato dei trattati che ci bloccano, non possiamo piu fare liberamente le nostre politiche economiche,dobbiamo trovare 50 miliardi di euro per il fondo salva-banche (altro che salva-stati!) e non per ricostruire le città o paesi  distrutte dal terremoto o alluvione.E' uno schifo che solo Paolo Barnard in otto minuti spieghi certe cose e gli altri in 2-3 ore,no.Vergognatevi.
C'è poco da aggiungere a quello che ha detto Barnard alla Gabbia, la maggior parte degli italiani non ha ancora capito chi sono i colpevoli.Provate a girare nei bar,nei circoli, centri commerciali, non riesci a trovare uno che dia la colpa all'alta finanza.Nel Parlamento a Roma abbiamo i peggiori criminali del mondo e qualsiasi cosa venga dall'estero è credibile ,ci salverà.Come l'Europa e la moneta unica.
La crisi dell'euro ha origini da scompensi di bilancia dei pagamenti all'interno dell'eurozona,a loro volta prodotti dagli andamenti decisamente diversi tra i vari paesi di produttività ,di costo del lavoro e dall'assenza di un meccanismo di equilibrio.
Prendiamo come esempio paesi che hanno la propria moneta e torniamo indietro all'Italia della Lira.
Stati Uniti e Giappone nel 2009 fecero massicci acquisti di bond sul mercato,per schiacciare il costo del denaro e contemporaneamente svalutare la moneta.Anche la Corea del Sud ha usato in maniera ultradecisa la leva degli investimenti pubblici.La sua banca centrale pubblica ha controllato abilmente la propria moneta per evitare che si sopravvalutasse e i sudcoreani hanno guadagnato enormi quote di mercato nell'eurozona,aumentando gli investimenti pubblici del 16%.
Nell'Europa che piace tanto al PD e ai suoi ultrà poco svegli, grazie ai parametri di Masstricht (un vincolo che non esiste in altri parti del mondo),la politica monetaria della BCE ha prodotto finora una sopravvalutazione del cambio, un aspetto della politica monetaria che fa la differenza tra l'eurozona e le zone in ripresa.




Adesso Renzi fa il kenesiano, ma non c'è da crederci.All'Italia (e altri paesi dell'eurozona) hanno ciucciato centiniaia di miliardi, adesso ne vuole 30 all'anno.Bravo!
Ma in questi giorni cosa si discute nel Belpaese delle banane? Dei tre milioni di voti persi da Grillo, cos'è che ha funzionato nel M5S,tutti diventano commissari della nazionale come Elisabetta Guelmini che Paolo Barnard ha zittito in 30 secondi.
E poi ovviamente, non può mancare il ventennio berlusconiano,colpevole della bassa crescita del nostro paese.

Guardate la crescita del PIL degli altri paesi dove Silvio Berlusconi non c'è:

+ 0,8 Gran Bretagna e Germania

+ 0,4 Spagna

-1,4 Olanda

-0,7 Portogallo

-0,25  Usa

0 Francia

Interessate anche l'articolo apparso oggi sul FOGLIO.Ne pubblico un pezzo:

"Ieri l'asta di BTP a 5 e 10 anni ha segnato rendimenti minimi della storia,rispettivamente 1,6 e 3,01.Così mercoledi hanno fatto il pieno i Bot a sei mesi,e prima i Ctz e i Btp indicizzati.Al tempo stesso la corte dei conti francesi ha rivelato un buco di 14,4 miliardi nel gettito fiscale contabilizzato per il 2013 con la politica delle ultratasse di Hollande.E di là del Reno l'asta di Bund tedeschi a 30 anni andava tecnicamente inevasa per i rendimenti troppo bassi (2,25%) ,con la Bundesbank intervenuta come sempre a copertura attenzione,qui è bene intendersi:non è vero che la buba "compra" i titoli di Berlino praticando in patria quell'azzardo morale che nega al resto d'Europa e alla Bce.Niente complotti.E' solo che il tesoro tedesco,non avendo l'urgenza di rifinanziare il debito,può parcheggiare presso la Banca Centrale (che agisce da agente,non da acquirente) i titoli che non soddisfano le attese.Tuttavia è certo inusuale che il governo italiano rafforzato e stabilizzato,coi tassi sul Btp ai minimi storici,lo spero resti li a vagare sopra i 160 punti.Mentre i Bund restano invenduti e la politica di bilancio francese perde pezzi,in Francia arriva appena oltre i 40".

giovedì 29 maggio 2014

Il solito italiota che resta a guardare...



Leggo tutti i giorni articoli interessanti che criticano chi ha votato il Pd,mi fa piacere che ci siano persone sveglie,purtroppo però le ultime elezioni europee hanno dimostrato che sono troppo poche e che il loro utile lavoro per il momento è servito poco o nulla.
Sto leggendo commenti da parte di molti  grillini che sono convinti che le elezioni siano state falsate dall'Europa per far vincere il Pd.Nonostante i complotti sono sempre dietro l'angolo, non sono d'accordo, l'italiano è questo,non è informato su certi temi e non si impegna per cercare di capirci qualcosa.
Prendi alcuni pezzi dell'articolo di Roberta Barone scritto su www.lintellettualedissidente.it dal titolo" MENTRE L'EUROPA CAMBIA,L'ITALIA RESTA A GUARDARE".

ROBERTA BARONE:È evidente come in Italia lo scarso dibattito sulla pericolosità della moneta unica europea a favore, invece, di una propaganda sempre più dolce nei confronti di quei trattati europei responsabili di aver minato la nostra sovranità, abbia piuttosto contribuito a calmare gli animi degli italiani o più che calmarli, a soffocare quell’energia potenziale che in altri paesi incomincia a diventare cinetica, manifestando i suoi effetti.

ANGLOTEDESCO:i giornalisti non ne parlano e vanno condannati per questo,ma alla maggior parte degli italiani
 certi temi non interessano e quando si trovano in difficoltà, danno la colpa ai politici italiani che rubano.Difficilmente se la prendono con Bruxelles o con i mercati finanziari ,coloro che decidono tutto.

ROBERTA BARONE:L’Italia dunque, da paese statico quale è, ha preferito continuare a scavare la sua fossa sostenendo uno di quei partiti che, dopo anni di antiberlusconismo di professione, ha sempre rappresentato una “sinistra” più asservita alla finanza che vicina ai suoi cittadini. Una sinistra pronta a cullarsi sulle colpe altrui più che sulle proprie mancanze o infondate proposte. Ma soprattuto un partito capeggiato da chi, diciamoci la verità, non vede l’ora di rivedere la Merkel per farsi correggere i “compiti a casa” e riprenderne nuovi, sta volta più difficili. Il problema è che ce lo chiede l’Europa, non la maestra.. Il problema è che, non facendoli, la bacchettata la prendono gli italiani e non Matteo Renzi.

ANGLOTEDESCO: se tutti i giorni su tutte le tv ,trasmissione televisive (La Gabbia compresa) e giornali, attacchi solo i partiti italiani, è normale che qualsiasi cosa che non è il parlamento italiano ,è migliore e va preso sul serio.Chissenefrega se è una dittatura che ti obbliga a sborsare centinaia di miliardi di euro per dei fondi salva stati che in realtà servono solo per salvare le banche.

ROBERTA BARONE:E mentre da più fronti l’urlo degli euroscettici produce un eco sempre più potente grazie ai sorprendenti risultati di Marine Le Pen in Francia e Nigel Farage in Gran Bretagna, in Italia si dimentica in che modo l’asse apparentemente più euroscettico quale la Lega Nord- Fratelli d’Italia, abbia in tempi meno sospetti apposto la propria firma a favore di quei trattati europei (come quello di Lisbona) che oggi vorrebbero “mettere completamente in discussione perchè incompatibili con la nostra Costituzione” (cit. Giorgia Meloni). Anche sul fronte anti Euro, dopo la campagna “Basta Euro tour” portata avanti in tutta Italia con l’appoggio di ottimi economisti come Claudio Borghi e Alberto Bagnai, Matteo Salvini avrebbe poi dichiarato di poter accettare “un euro a due velocità”. Insomma, con o contro l’Euro? Una posizione che in Italia risulta ancora troppo scomoda da presentare, figuriamoci da attuare.

ANGLOTEDESCO:sui trattati europei come quello di Lisbona firmati da Lega Nord o la Meloni, ho già scritto altre volte (girati anche agli interessati senza ricevere nessuna risposta) ed è stato uno dei motivi per la quale non sono andato a votare ,oltre al fatto che sapevo purtroppo che in Italia i partiti anti Europa hanno percentuali bassissime e che il mio voto non sarebbe servito a nulla.
Gli italiani,spagnoli,portoghesi e greci non sono come i francesi e gli inglesi e si meritano per molti anni una situazione del genere.

mercoledì 28 maggio 2014

Gli imprenditori veneti hanno fiducia in Renzi.Bravi!



Ieri ho letto un articolo sul Resto Del Carlino che raccoglieva le opinioni della gente che ha votato il Pd."Ha vinto perchè ha fatto promesse che fanno sognare e perchè ha un modo di parlare diretto" "Stava già facendo bene e gli elettori hanno capito che era giusto continuare a dargli fiducia". "Renzi è in grado di parlare con semplicità ma anche di riscaldare il cuore della gente".Anche un parere di Stefano Fassina che qualche tempo fa come ricorderete, fu deriso da Renzi con il famoso "Fassina chi?".

"Accellerare sulle riforme:rimettono in moto il paese e sono condizione per cambiare l'agenda europea.Tra le conseguenze piu rilevanti del voto la forte legittimazione politica che Renzi avrà nel chiedere una correzione di rotta radicale nell'agenda di politica economica".

Sono d'accordo con l'articolo scritto da COME DON CHISCIOTTE che pubblico,io però preferisco essere piu sintetico:gli italiani insieme a spagnoli e portoghesi,non riescono a capire chi sono i veri criminali,che stanno alla Commissione Europea e non a Roma,che i dittatori sono loro e non quelli di Forza Nuova.La classifica della libertà di stampa è una cazzata,in Italia ce ne fin che vuoi, il problema è che fa schifo.Giorni e giorni su tutte le trasmissioni politiche (La Gabbia compresa) a parlare delle mutande verdi di Cota, di Berlusconi,di Grillo che si sente oltre Hitler, che bisogna accontentare i mercati e la cosa piu grave:non si tocca mai Bruxelles,l'Unione Europea.Non c'è da sorprendersi se piccoli imprenditori, agricoltori,pescatori,operai, hanno fiducia in Renzi,nel partito piu europeista d'Italia ,nonostante siano stati massacrati proprio dall'Europa.In Inghilterra famiglie di pescatori sono disoccupati perchè la dittatura europea gli ha ordinato che non possono piu pescare le sogliole di Dover, gli agricoltori devono farsi sottomettere dalle multinazionali, i piccoli-medi imprenditori che non possono esportare piu di quel tanto.
Ieri sera,tanto per fare un esempio,la solita Lilly Gruber ha titolato nel suo OTTO E MEZZO:MERKEL STAI SERENA.Sono d'accordissimo anche su quello che ha scritto Paolo Barnard nel penultimo post scritto sul suo sito:

“Il successo del PD in Italia è la nota di maggior importanza. Ha portato stabilità in opposizione a tutto il fronte Euroscettico europeo. La performance di Renzi apre la possibilità di una sua più stretta collaborazione con la Merkel sulla politica generale in Eurozona “. Che sia il mio Paese, il suo popolo, oggi a rappresentare la rete di sicurezza dell’Economicidio e della Chemiotassazione Neofeudale da euro fa venire da piangere, perché siamo veramente il popolo più stupido del mondo. Con al suo interno una sottospecie di stolti chiamati M5S che, se invece di sbavare da cefali dietro alla Casaleggio Associati di un truffatore finanziario, avessero adottato una linea decisa anti Eurozona, oggi sarebbero una speranza qui, invece di una vergogna internazionale.

da www.comedonchisciotte.org

MA DI CHI E' LA COLPA SE HA VINTO RENZI? Articolo di TONGUESSY.

I recenti risultati elettorali hanno scatenato la prevedibile, lunghissima serie di commenti negativi sul carattere assolutamente conservatore del popolo italiano, mosso com'è (sempre secondo questa ben nota analisi) da una mentalità che ha una paura innata verso il cambiamento. Pare quasi che carattere e mentalità siano un dono infuso, e non delle capacità indotte.
Troppo spesso sento parlare degli italiani in questi termini, come se il nostro DNA fosse solo questo, e non ci fossero elementi condizionanti all'interno del panorama culturale (in senso lato) del Belpaese. Ma a ben vedere gli elementi di condizionamento del comune sentire (quindi del carattere e della mentalità del popolo italiano) non mancano. Ad esempio: come siamo messi a libertà di stampa? Secondo Reporter senza frontiere  l'Italia occupa il 57° posto, la Francia il 37° ed il Regno Unito il 29°. [1] E come viene usata quel poco di libertà che dicono esistere? Esiste una qualche pluralità di informazione oppure c'è solo un granitico blocco mediatico che ripete ossessivamente gli stessi mantra, indipendentemente dal tipo di emittente?
Come siamo messi poi nella classifica della corruzione? Transparency International ci classifica al  69° posto contro Francia al 25° e Regno Unito al 20°. [2]
E come dimenticare il problema del conflitto di interessi, del voto di scambio, dell'influenza delle lobbies nelle scelte politiche e così via? Non a caso il Giappone è scivolato di parecchie posizioni nelle classifiche internazionali a causa del disastro di Fukushima (a causa dell'informazione falsata per soddisfare le esigenze delle lobbies).
Il conflitto di interessi merita un discorso a sé. Ciò che viene chiesto per garantire un buon funzionamento dello Stato sono una serie di “chiare regole per affrontare conflitti di interesse specifici, un contesto legale che punisca i comportamenti scorretti, una sorveglianza da parte sia della legislatura che della società tramite sue organizzazioni, il pubblico accesso ai documenti interni, la presenza di una stampa indipendente. Tali meccanismi sono tanto più efficaci quanto nella società sono diffusi i principi di integrità e onestà e valori che enfatizzino la fiducia e la lealtà.”[3]
Capito come funziona? Non c'entra nulla il DNA di un popolo, conta invece molto a cosa quel popolo viene esposto. L'ultima frase virgolettata esprime il classico gioco a spirale (cane che si morde la coda): se una classe politica dà continui esempi di pessima gestione della Res Publica e ottima gestione dei propri interessi, quali “principi di integrità e onestà” potranno mai attecchire nella mentalità del popolo da loro governato?
Quello che intendo dire è che qualsiasi corpo sociale immerso per un periodo prolungato nei miasmi del consociativismo, del berlusconismo, del vendolismo (“il paroliere delle Puglie” secondo un amico salentino) e via elencando alla fine non può non puzzare. Nei paesi dove il consociativismo, ad esempio, non è la prassi politica ma esistono ancora schieramenti contrapposti con proprie identità non in svendita, le cose stanno in modo diverso. E facilmente i commentatori non si affannano, come qui su CDC, a scrivere peste e corna su sè stessi e sulla gente che sta attorno a loro.
Invece nel paese del Partito Unico (pure con molte ed inutili sfumature) cosa succede? “All'insegna del consensualismo e sotto la parola d'ordine del meticciato culturale, si scatena un'orgia centrista, che travolge ogni barriera. Unico punto fermo rimane l'originale impianto liberale, ininterrottamente ribadito e rinforzato”.[4] Berlusconi (aiutato nel ventennio del suo califfato dai suoi sodali a “sinistra”) ha sicuramente dato una gran mano nel plasmare l'italica mentalità nella direzione opposta a quanto auspicato dal sito della “Cultura dell'integrità nella Pubblica Amministrazione”[3] proprio a causa dei molti e verificati legami esistenti tra i rendimenti dei titoli mediaset e la sua permanenza in parlamento. [5] Non solo: queste ultime elezioni ci offrono anche la prova di come i vincoli di legge possano mutare i rapporti tra le forze politiche, e l'Italia non fa eccezione.
I dati dell'affluenza (in calo generale) registrano un aumento proprio nel Regno Unito (+5%) e in Francia (+2%), Paesi dove esistono ancora (pur con tutti gli evidenti limiti) delle possibilità per sviluppare un dissenso sociale (libertà di stampa, legalità, scarso consociativismo e corruzione etc..). Al contrario in Italia il calo registrato è dell'8%. Mauro Fotia, analizzando i guasti del consociativismo, annotava già alcuni anni fa come siamo abituati alla “spassionatezza e al distacco, come se nessuna virtù politica fosse più in grado di mobilitare verso un ideale. Su questa base non può non insinuarsi nella coscienza collettiva come una sorta di inutilità dei perdenti”.[6] Un perdente considerato inutile, ecco come ci hanno abituati a considerarci, in perfetta sintonia con il pensiero mainstream che attualmente alberga nelle menti degli italiani. Pavlov non avrebbe potuto istruire i suoi cani in modo migliore.
Secondo quanto esposto la mentalità che ci ha portati a questi risultati elettorali sono il risultato di politiche culturali ben studiate, e non sono il frutto casuale di una pianta sconosciuta. Se il modello culturale  è ciò che produce il "fittest to survive" (darwinismo sociale), quando siamo stati per decenni bombardati di messaggi (neanche tanto subliminali) di eterna giovinezza, soldi a volontà, belle donne, auto veloci, ville prestigiose e via elencando cose acquisite con furberia al limite (e spesso ben oltre) della legalità, cosa ci si può aspettare che venga riconosciuto come valore primario? Forse una sanguinosa rivoluzione? Oppure quel borghese "coltivare il proprio orto" nella speranza che passi anche questa tempesta?
Insomma senza pretendere di assolvere gli italiani che in questo processo involutivo hanno dato carta bianca al neoliberismo di “sinistra” (alla Soros), credo che applicare le attenuanti generiche prima di decretare la sentenza finale sia un atto dovuto. Sennò va a finire che è colpa dello studente se il docente insegna cose sbagliate. Certo, lo studente deve sempre stare attento ai cattivi maestri, ma se ne trovano ancora, di buoni maestri?
“Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti; cioè, la classe che è la potenza materiale dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante” K. Marx

martedì 27 maggio 2014

ULRICH BECK:"Il trionfo della Le Pen può portare alla fine della UE".Magari...




Mi farebbe piacere che la Le Pen facesse saltare la UE,purtroppo però grazie  alla stupidità dei paesi dei paesi del Sud Europa non sarà possibile.I risultati in Italia tutti li sappiamo,in Spagna e sopratutto in Portogallo dove le politiche europee lo hanno massacrato, praticamente i partiti anti Europa sono inesistenti.Complimenti,siete dei popoli orgogliosi!
Bisogna fare i complimenti all'informazione ,non c'è una trasmissione televisiva che spiega alla gente cosa sono i trattati europei firmati dai paesi membri.Se tutti i giorni si parla solo delle cazzate sparate da Renzi,Grillo e Berlusconi, è normale che su certi argomenti non si sa nulla. Gli italiani difficilmente comprano libri di economia e finanza,al massimo libri di Fabio Volo,Roberto Saviano (interessanti su certe cose) o la Gazzetta dello Sport.
Va bene così, ci hanno ciucciato 50 miliardi per il fondo salva-stati per salvare le banche spagnole,irlandesi e greche? Chissenefrega, l'Europa è meglio di Berlusconi.

da REPUBBLICA del 27 maggio 2014-Intervista al sociologo Urlich Beck di Roberto Brunelli

Vivere o morire,questa è oggi la scelta europea.E' un bivio fatale,dice Urlich Beck il giorno dopo lo tsunami populista uscito dalle urne delle urne del Vecchio Continente:da una parte la fine del "dogma dell'austerity", dall'altra la stessa sopravvivenza della Ue.Per il sociologo tedesco si apre una partita difficilissima,che però ha un nome solo:quello dell'Europa dei cittadini e della crescita,quello di un'Europa a cui dare finalmente un volto.Che non potrà piu essere quello di Angela Merkel.

PROFESSOR BECK,SIAMO DI FRONTE A RISULTATI MOLTO DIVERSI TRA LORO.I SOCIALISTI VINCONO IN GERMANIA E IN ITALIA,MA SUBISCONO UNA DEBACLE IN FRANCIA,I POPULISTI TRIONFANO IN FRANCIA E GRAN BRETAGNA ,MA SI FERMANO ALTROVE.CHE BILANCIO SI SENTE DI FARE?

Se la prospettiva è quella del futuro del continente,allora bisogna dire che il risultato piu pesante è quello della Francia,con il trionfo di Marine Le Pen.E' di tali proporzioni da non poter essere considerato solo un avvertimento.Non deve essere sottovalutato,perchè può venire meno l'appoggio di Parigi al processo europeo.La conseguenza può essere la fine della UE,se non altro perchè senza la Francia non è possibile uscire dalla crisi.Per quel che riguarda la Gran Bretagna c'è invece da notare che nessuno dei partiti tradizionali si espresso con nettezza a favore dell'Europa.Se ne deduce che non è consigliabile rubare le parole d'ordine agli euroscettici.L'elettore preferisce l'originale.

MA QUELLO DEI POPULISTI NON E' UN BLOCCO OMOGENEO.SONO IMPROBABILI ALLEANZE TRA I VARI UKIP,FRONT NATIONAL,GRILLINI,JOBBIK.IL CHE RENDE I POPULISTI MENO FORTI A STRASBURGO RISPETTO AL RISULTATO DELLE URNE...

Si, non ci potrà essere un gruppo parlamentare unico,nè sono probabili altre forme di coordinamento.Ed è un fatto importante,che dà modo di difendersi da quella che io chiamo la "critica paradossale" dei populisti.Però ripeto:il risultato dimostra anche che l'Europa in quanto tale non viene compresa dalla gran parte dei cittadini".

IN GERMANIA GLI EUROSCETTICI DELL'AFD SI SONO FERMATI AL 7%.SI PUO' DIRE CHE IN QUALCHE MODO ANGELA MERKEL ASSORBE IN SE' IL POPULISMO TEDESCO?

In effetti,alla radice i risultati tedeschi sono incoraggiati.I grandi partiti favorevoli all'Europa hanno consolidato la loro maggioranza,i numeri dell'Afd tutto sommato non sono tali da destare preoccupazione.E' vero,questo ha anche a che vedere con quell'attitudine della cancelliera che io ho chiamato il "merkevellismo",ossia la capacità di difendere da una parte gli interessi nazionali e dall'altra di assumere in sè le paure dei cittadini,dando l'impressione di prenderle sul serio.Ma ora la vera partita che si apre è quella del futuro presidente della Commissione che si tratti di Juncker o di Schulz,è fondamentale che sia rispettata la decisione degli elettori.Abbiamo la possibilità di dare,in qualche modo,un volto all'Europa.Sarebbe fatale se venissero messi in campo altri candidati,espressione di negoziati sotterranei.La spinta democratica che comunque viene da questo voto verrebbe distrutta,creando nuove delusioni tra gli elettori.Al centro di questa partita c'è proprio la cancelliera.Quando vedremo che l'Europa può avere un volto nuovo,vedremo che non sarà quello della Merkel.

E 'STATO ANCHE UN VOTO CONTRO L'AUSTERITY...

Non a caso la Merkel ha già "relativizzato" la sua agenda dei tagli.Lo fa con molta stuzia,legando gli apparenti successi del rigore ad un allentamento delle catene, come si è  visto anche nel recente viaggio in Grecia.Poi ambedue i candidati presidenti hanno detto chiaramente che se eletti la loro priorità sarà il lavoro.Schulz ha messo in campo un'ampia gamma di iniziative,mentre Juncker rimangono proposte convenzionali,ma sia l'uno che l'altro partono dal presupposto che il problema non sia piu l'euro,ma la disoccupazione,sopratutto quella giovanile,la politica sociale.E' un tema che prima non c'era.

MICA MI VORRA' DIRE CHE E' DIVENTATO OTTIMISTA?

Ma no, le categorie di ottimismo e pessimismo si sono solo spostate e mischiate.Quello che è certo è che si è spezzato il dogma dell'austerity.Ci saranno nuovi investimenti a favore dei paesi piu colpiti dalla crisi, in una specie di cocktail che mette insieme tagli e investimenti.E' fondamentale sapere quale risposte dare anche a chi oggi si mette fuori dal progetto europeo.

MOLTI COMMENTANO OGGI CHE L'EUROPA E' SPACCATA IN DUE.

Certo,e non da ieri, per esempio tra i paesi dell'Ue che stanno dentro l'eurozona a quelli che non ci stanno,perchè tutte le decisioni importanti ,vengono prese esclusivamente dai primi.L'altra spaccatura riguarda le disuguaglianze ,tra gli europei di serie A e quelle di serie B che non fanno i loro "compiti a casa".Quello  di cui c'è bisogno oggi è una prospettiva di sicurezza sociale,non solo su base nazionale ma su base comunitaria.Trasformare finalmente l'Europa delle elites nell'Europa dei cittadini:è questa l'unica via.

lunedì 26 maggio 2014

Per il francese e il britannico l'oligarchia finanziaria è un problema,per l'italiano no...





MATTEO RENZI:"Il risultato di stanotte ci suggerisce  che il cambiamento che abbiamo promesso deve arrivare in tempi ancora più veloci di quelli prospettati". E conclude: "Il fatto che il 40% di italiani abbia espresso per la prima volta la propria fiducia in un partito di centrosinistra significa che è stato dato alla speranza il doppio dei voti rispetto alla rabbia".

ANGLOTEDESCO: non sono andato a votare.Il motivo? Non c'è nessun partito italiano antieuropeista a 360 gradi.C'è chi vuole uscire dall'euro ma restare nella UE o il contrario, un Front National non lo vedo. Il M5S di politiche economiche non capisce nulla, Casaleggio è a favore dell'euro e chi vota questo partito pensa che l'unica soluzione possibile è mandare a casa tutti senza rendersi conto che bisogna anche dar da mangiare alla gente.
L'italiano per l'ennesima volta ha dato il peggio di se stesso, ha dimostrato di essere un provinciale che ama dar la colpa al ladro di polli ma non si rende conto chi sono i veri criminali.
Nei giorni scorsi ho visto dei video di Announo o Euronews girati nei quartieri popolari inglesi o francesi e ho sentito gente abbastanza preparata sulle politiche economiche criminali dell'Europa.Se vai nei mercati italiani senti solo cazzate, l'elitè finanziaria non sanno neanche cosa sia.Vai nei bar e parli di cose minime di economia (leggo moltissimi libri ma sono sempre un operaio), ti dicono che non capisci nulla perchè i problemi sono altri.
Dopo il voto di ieri ho un solo desiderio: che il FISCAL COMPACT faccia dei danni enormi.Voglio vedere se i pensionati,operai,precari che hanno votato PD, trovano il coraggio di lamentarsi.Ci saranno dei tagli alla spesa pubblica di 50 miliardi per 20 anni.E non è colpa dei fascisti,ma dell'Europa.

sabato 24 maggio 2014

LARA COMI:"Siamo l'unico partito che può contrastare la Merkel"



A Milano per la chiusura della campagna elettorale di Forza Italia e Lega Nord.Per motivi di tempo (abito in provincia di Parma) non sono potuto entrare per sentire l'intervento di Silvio Berlusconi e mi sono dovuto accontentare degli onorevoli Antonio Razzi e Lara Comi.Se non fosse un parlamentare pagato con i soldi dei contribuenti,Antonio Razzi sarebbe il mio comico preferito, è di una simpatia incredibile.
Non sono d'accordo con Lara Comi che considera Forza Italia l'unico partito in grado di contrastare  la Merkel.Chi firma tutti i trattati è da considerarsi servo della dittatura europea e ovviamente della cancelliera tedesca.



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Matteo Salvini invita ad andare a votare la Lega Nord e chi non andrà alle urne , non si deve lamentare se lavorerà a poche euro all'ora al Mc Donald's o in un Call Center. Vorrei ricordare a Salvini che se esci dall'euro e non dall'Unione Europea, non serve a niente fare certi discorsi. Invito il segretario della Lega Nord di guardare il servizio fatto da Announo di giovedì scorso sugli operai inglesi .Ragionano nella stessa maniera degli operai di paesi che hanno l'euro:gli stranieri ci rubano il lavoro perché si accontentano di stipendi più bassi.

Bisogna uscire dall'UE, dall'euro, e dalla NATO. Dobbiamo obbedire solo alla Costituzione italiana.

ALTRE FOTO LE TROVATE SUL MIO CANALE DI TWITTER, Tomas Anglotedesco

giovedì 22 maggio 2014

Cazzate e ipocrisia.Nouriel Roubini e Romano Prodi



Romano Prodi al Financial Times mel 2001:”Un giorno ci sarà una crisi e saremo obbligati a introdurre nuovi strumenti politici,oggi non proponibili”.

 

 
 
Nouriel Roubini è uno degli economisti piu apprezzati da Beppe Grillo.
 
 
 
 
 

Giulio Tremonti ci spiega i rischi dell'uscita dall'euro (2 parte)




Le discussioni se restare o no nell'euro, aumentano giorno dopo giorno.E' un po come il periodo pre mondiali di calcio, si discute se portare o no quel giocatore,grandi esperti dicono di si,altri esperti no.Come gli economisti.
Io sono dell'idea che prima di uscire dall'euro ci sarebbe da uscire dall'Unione Europea e stracciare tutti quei contratti che impediscono all'Italia di decidere le proprie politiche non solo economiche.La UE è una dittatura, vuole azzerare le identità dei paesi fregandosene se hanno esigenze diverse.Abbiamo la nostra Costituzione (e non quella europea), facciamo come ci pare ,accogliamo quelli che hanno diritto di asilo, cacciamo gli altri che entrano illegalmente o che commettono reati.
Per l'infame Warren Mosler, l'Italia dovrebbe introdurre una seconda moneta da utilizzare per pagare imposte dovute allo stato  italiano.L'euro continuerebbe a essere accettato per pagamenti di imposte dovute a qualsiasi stato membro  dell'eurozona,la nuova moneta sarebbe accettata per finalità analoghe ma solo nei confronti della repubblica della Repubblica italiana.
Pubblico un pezzo del capitolo dove Tremonti spiega perchè non sarebbe conveniente uscire dall'euro.Vi consiglio di comprare questo libro o prenderlo in prestito in biblioteca.

da BUGIE E VERITA' -Giulio Tremonti (Mondadori)

Fermo per contro che,se davvero riformiamo il nostro sistema produttivo,allora potremmo davvero crescere,anche senza fare deficit pubblico.Come era ancora fino agli anni Sessanta.
Ma tornando all'idea base,all'idea di poter fare piu debito pubblico solo che si superi il "divieto" europeo,o con il "permesso" europeo,è forse il caso di ricordare che, a partire dalla fine della Prima Repubblica,quando ancora non c'era l'euro,e dunque non per colpa sua,siamo comunque stati costretti a fare una durissima politica di rigore di bilancio e di riduzione del nostro eccessivo debito pubblico.
Oggi non è meglio,anzi!Oggi abbiamo infatti un debito pubblico che sta risalendo velocemente verso il 133%, mentre allora era al 123%.Ed era comunque uno dei pochi grandi debiti pubblici del mondo.Ora non è piu cosi.Abbiamo un prodotto interno lordo che sta invece scendendo.In questi termini,quella di aumentare ancora di piu il debito nostro pubblico è una cosa popolare,certo, ma solo in Italia,e che pare piu difficile da dire che da fare.
Perchè? Lo si è già notato sopra:perchè oggi,per effetto della crisi,tutti gli Stati emettono quantità crescenti di debito pubblico.Non è dunque piu come una volta,al tempo in cui l'Italia era uno dei pochi grandi emittenti.Oggi già abbiamo contro la concorrenza,tra l'altro spesso non leale,di tanti Paesi certo ben piu forti di noi sul mercato finanziario internazionale.Figurarsi se ci esponiamo ancor di piu.
Le rigidità decimali dell'Europa sui nostri pubblici bilanci sono,si ripete,certo demenziali,ma in queste condizioni non ci si può illudere che senza euro,fuori dall'euro,tutto sarebbe invece piu facile e/o possibile,come in Bengodi.Fuori dall'euro incontreremmo infatti limiti ancora piu forti,imposti, piu che dall'Europa,dalla realtà.Se fosse solo questione d'Europa,tutto potrebbe forse essere piu semplice.Ma purtroppo non è così.Rispetto alla realtà che ci circonda,e con cui dobbiamo confrontarci,l'Europa è infatti solo una parte,e non la piu importante.E l'ordine delle considerazioni da fare è perciò e purtroppo ben piu vasto.
Si ripete:dire qui una cosa che può dispiacere,che può andare contro il desiderio comune,non è volerla.Anche chi scrive preferirebbe che tutto o tanto fosse diverso.Ma c'è anche la realtà e,nella realtà politica,c'è anche quella che si chiama "realpolitik".
Vedremo che,nel rispetto della realtà,si può comunque trovare un'altra soluzione buona per l'Italia ,una soluzione diversa dall'uscita drastica dall'euro,una uscita di sicurezza dalla trappola in cui siamo entrati,in cui ci hanno cacciato,dentro cui soffochiamo.In fondo,i sogni veri sono proprio quelli realizzabili.
Certo,può pure essere che alla fine,anche per la notevole "intelligenza" politica che finora gli è stata applicata sopra e intorno,il sistema dell'euro venga meno da solo.O che gli altri decidano di metterci fuori.
Ma fino a che c'era l'euro,per un Paese,uscirne in modo volontario e unilaterale non pare affatto facile.Anzi.
Se parli di uscita dell'Italia dall'euro,puoi prendere gli applausi,o anche i voti elettorali.Ma se lo fai davvero,sono poi gli stessi che prima ti applaudivano che vengono a prenderti a casa o magari te la bruciano,la casa,come era nei secoli bui.

mercoledì 21 maggio 2014

Giulio Tremonti ci spiega i rischi dell'uscita dall'euro (1 parte)


Le discussioni se restare o no nell'euro, aumentano giorno dopo giorno.E' un po come il periodo pre mondiali di calcio, si discute se portare o no quel giocatore,grandi esperti dicono di si,altri esperti no.Come gli economisti.
Io sono dell'idea che prima di uscire dall'euro ci sarebbe da uscire dall'Unione Europea e stracciare tutti quei contratti che impediscono all'Italia di decidere le proprie politiche non solo economiche.La UE è una dittatura, vuole azzerare le identità dei paesi fregandosene se hanno esigenze diverse.Abbiamo la nostra Costituzione (e non quella europea), facciamo come ci pare ,accogliamo quelli che hanno diritto di asilo, cacciamo gli altri che entrano illegalmente o che commettono reati.
Per l'infame Warren Mosler, l'Italia dovrebbe introdurre una seconda moneta da utilizzare per pagare imposte dovute allo stato  italiano.L'euro continuerebbe a essere accettato per pagamenti di imposte dovute a qualsiasi stato membro  dell'eurozona,la nuova moneta sarebbe accettata per finalità analoghe ma solo nei confronti della repubblica della Repubblica italiana.

Pubblico un pezzo del capitolo dove Tremonti spiega perchè non sarebbe conveniente uscire dall'euro.Vi consiglio di comprare questo libro o prenderlo in prestito in biblioteca.


da BUGIE E VERITA' -Giulio Tremonti (Mondadori)

Per come stanno oggi le cose,quella dell'uscire dall'euro, tuttavia restando in Europa,si presenta in effetti come una narrazione molto popolare.In prima approssimazione,una narrazione tanto facile quanto salvifica.Ma, se pur forte la tentazione e certo non ingiuste le sue ragioni,perchè oggi il troppo è davvero troppo,non è tuttavia detto che l'uscita dall'euro,anzi l'uscire dall'eurosistema sia per l'Italia facile e/o possibile.Potrebbe anche essere come pretendere di cavalcare una tigre.Cerchiamo di vederne il perchè.
Perlopiù si dice e si scrive,abbastanza erroneamente,che i benefici del ritorno alla "lira" o dell'adozione di qualche altra moneta sarebbero essenzialmente due:

A) la possibilità di operare sull'export con la svalutazione competitiva della lira,come era una volta.
In effetti, è vero che per noi l'euro è una moneta forte,applicata su di un'economia debole.Quasi una replica,sulla maggiore scala dell'unificazione europea,di quello che è successo in Italia con l'unificazione del 1861.Così che ci sarebbe in specie oggi,con l'euro,il rischio di riservare all'Italia nel suo insieme le stesse non positive sorti che,dopo l'unificazione nazionale,il Nord più forte ha imposto al Sud,più debole.Ne seguì allora,nel Sud dell'Italia,una crisi gravissima e l'avvio dell'emigrazione,la flessibilità di allora.

b) Si avrebbe poi il recupero della nostra vecchia "flessibilità di bilancio".E dunque potremmo riprendere a fare,come si faceva una volta,spesa pubblica in deficit.E con questa,come si dice,"rilanciare lo sviluppo".

Tutto facile,dunque,tutto gratis?Non pare proprio così, per le seguenti ragioni:

AA)  La flessibilità già il nostro export,nonostante l'euro,va bene.Ma potremmo ancora piu potenziarlo mettendo di nuovo la lira al posto dell'euro,così da riprendere le nostre "svalutazioni competitive"? Forse si.A valle.Ma, a monte,come la potremmo mettere,con le nostre importazioni?
Oggi,con un'economia che è ancora strutturalmente di trasformazione,l'Italia compra infatti con moneta forte,e cioè con l'euro, i beni e i servizi che importa per trasformarli.Uscendo dall'euro si passerebbe a un'altra moneta necessariamente meno forte dell'euro (se no,non ci sarebbe la svalutazione competitiva!).
Ma allora ci sarebbe davvero qualcuno che,in pagamento delle nostre importazioni,e per sottoscrizione dei nostri debiti,prenderebbe la nostra moneta,per esempio la lira?
E,se pur di si,a che cambio? Gli altri avrebbero il coltello dalla parte del manico e lo metterebbero sul tavolo del cambio.Vedremo subito,a questo proposito,piu in dettaglio cosa potrebbe in realtà succederci,che trattamento ci potrebbero riservare gli altri,nel caso che davvero si uscisse dall'euro.

BB) La "flessibilità di bilancio",per finanziare lo sviluppo".Le decimali rigidità europee sul 3%,il "vietato se virgola qualcosa in più",sono certamente demenziali.Ma non responsabile è anche l'opposta illusione per cui senza l'Europa si potrebbe andare oltre,a fare maggior debito politico,quando si vuole.Una pia illusione,questa, perchè quello che conta non è tanto il divieto che ci viene dall'Europa,ma il divieto che ci viene dalla realtà! Data la realtà in cui ci troviamo,avremmo infatti enormi difficoltà a fare maggiore debito pubblico...anche se non ci fosse l'Europa.Perchè? Perchè dietro l'Europa,e indipendentemente da essa,c'è -si ripete-la realtà.
Con uno stock enorme di debito pubblico,essendo il nostro deficit pubblico già sul 3-4% e con il pil che non cresce,il voler comunque andare "oltre" con il nostro debito pubblico presuppone che ci sia poi qualcuno disposto a prestarci ancora di più,qualcuno che crede in noi anche se non cresciamo o se gli diciamo che potremmo crescere...ma in deficit.

martedì 20 maggio 2014

Matteo Renzi ridicolo sull'euro...




Matteo Renzi a Modena il 17 maggio 2014:

"Quando vi dicono basta con l'euro,vi dicono una barzelletta.Se non ci fosse l'euro,oggi le vostre aziende,che sono straordinarie e che riescono a recuperare competitività nel mondo e ci fanno sentire orgogliosi di essere italiani,sarebbero fuori.Ci sarebbero le code ai Bancomat,non ci sarebbe la possibilità di prendere il mutuo a prezzi ragionevoli.Però bisogna anche dire che l'euro non va bene,che l'Europa non va bene in questo modo".

ANGLOTEDESCO:tanto per cominciare dico che euro o non euro,per la classe operaia è finito il tempo del benessere ,bisogna sperare nella spintarella per entrare nella grande azienda o posto statale perchè, in caso contrario, ti devi adattare a lavorare come un nordafricano o europeo dell'Est, non si può piu tornare indietro prima del 1989.
A volere l'ingresso dell'Italia nell'euro è stata l'industria tedesca,la Germania, che temendo di essere circondata dall'industria italiana (prima dell'euro la bilancia dei pagamenti italiana era in attivo mentre quella tedesca in rosso),con le sue svalutazioni competitive ,avrebbe convinto il sistema delle banche tedesche a far entrare a ogni costo l'Italia nell'euro.Quello che mi fa ridere è che Gianroberto Casaleggio sull'euro e sulle svalutazioni competitive, la pensa come Renzi ,e nonostante tutto la sua marionetta Beppe Grillo lo attacca pesantemente in tutti i suoi comizi e sul blog.
La Germania ha voluto un euro del genere per poter essere la leader incontrastata.Con una moneta troppo forte i danneggiati sono i paesi del sud Europa (sopratutto l'Italia) mentre la Germania spadroneggia e lo dimostrano i fatti.
Hanno tutti paura delle svalutazioni ma prendiamo alcuni esempi.La Svezia nei primi anni 90' ha subito gli effetti di una crisi immobiliare per via dello sfaldamento del blocco sovietico (per i paesi nordici era un importante partner commerciale).Gli svedesi hanno affrontato e superato la crisi con la svalutazione della corona svedese e bene hanno fatto a non accettare di entrare nell'euro.La Gran Bretagna ha svalutato la propria moneta e fra il 2002 e il 2011 la sterlina ha perso il 32% del proprio valore nei confronti dell'euro.
Il discorso che fa Renzi sull'euro e le industrie è assurdo.Siccome lui e i suoi colleghi del PD hanno voluto fortemente l'euro, deve rendersi conto che con l'impossibilità di svalutare ,moltissime aziende (record nei paesi sviluppati) sono state costrette a chiudere e delocalizzare mentre se non fossimo entrati nell'euro, in caso di crisi avremmo fatto come la Svezia e la Gran Bretagna,semplice.

lunedì 19 maggio 2014

MATTEO RENZI:" I tedeschi hanno fatto le riforme,noi no".




Matteo Renzi a Modena in piazza Grande sabato 17 maggio 2014:

"Chi è il peggior direttore commerciale dell'Italia? E' l'Italia.Se noi abbiamo dei problemi con l'Europa,la colpa non è dei tedeschi come vogliono far credere i campioni mondiali di alibi.E' colpa nostra che non abbiamo fatto le cose che non dovevamo fare,siamo noi che non spendiamo,e lo faremo o con le buone...o con le buone,non siamo violenti.Siamo noi che non abbiamo fatto le riforme che  hanno fatto i tedeschi.Quando si dice che è colpa della Germania,non ci si rende conto che la Germania ha fatto quello che doveva fare".

ANGLOTEDESCO: Non sono sorpreso ne dalle cavolate sparate da Renzi ,ne da migliaia di gente (anche operai) che lo applaudivano.Bisogna fare i complimenti alle tv e giornali schierati dalla parte del capitalismo neoliberale che si occupano solo di Renzi,Grillo e Berlusconi e non sulla Germania e le famose riforme che avrebbero contribuito in maniere determinante alla crescita dei tedeschi.Va ricordato che la Germania,sopratutto per colpa dell'Ex Germania dell'Est,ad inizio anni 2000 aveva la stessa disoccupazione dell'Italia, poi sono state fatte quelle strepitose riforme che eccitano tanto Matteo Renzi.Prima o poi le vorrebbe fare anche lui. Ma quali sono? La principale si chiama LEGGE HARTZ. Leggete e svegliatevi:

da LA FABBRICA DELL’UOMO INDEBITATO-Maurizio Lazzarato (Derive Approdi)
 
Da dieci anni la Germania porta avanti politiche di flessibilizzazione e di precarizzazione del mercato del lavoro e di rigidi tagli allo Stato sociale.Al parlamento europeo,Daniel Cohn-Bendit ha chiesto ad Angela Merkel: “Com’è possibile che un paese ricco come la Germania abbia il 20% di poveri?”.L’ex sessantottino è un grosso ingenuo o soffre di amnesia? Meglio dire un cinico ipocrita,visto che è stato il governo “rosso-verde” di Schroder ad aver introdotto,tra il 2000 e il 2005,la gran parte delle leggi all’origine della situazione attuale:quelle di un “pieno impiego precario” che hanno trasformato disoccupati e “inattivi” in una massa impressionante di working poors.Servono un minimo di storia e qualche dato per scovare le miserie del modello tedesco che la troika (Europa,Fmi,Bce) sta imponendo a tutti i paesi europei.
Tra il 1999 e il 2005 il governo “rosso-verde” ha portato avanti,appoggiandosi allo slogan “Fordern und fordern” (promuovere ed esigere),quattro riforme dell’assistenza alla disoccupazione e del mercato del lavoro,l’una piu catastrofica dell’altra (legge Hatz).
Nel gennaio 2003 la legge Hartz II ha introdotto i contratti “mini-job” ,una sorta di contratto di lavoro al nero legalizzato (sollevano i datori di lavoro dalle contribuzioni sociali e non garantiscono gli assunti ne copertura per la disoccupazione nè pensione),e i contratti “mini-job” (salario tra i 400 e gli 800 euro),spingendo tutti a farsi imprenditori della propria miseria.
Nel gennaio 2004,la legge Hartz III ristruttura le agenzie per l’impiego nazionali e federali,con l’obiettivo di intensificare il controllo dei comportamenti e della vita e l’accompagnamento individuale dei lavoratori poveri.Una volta pronti i dispositivi di governo dei lavoratori poveri,il governo rosso-verde approva una serie sbalorditiva di leggi per “produrli”.La legge Hartz IV,entra in vigore il primo gennaio 2005,prevede:
-Riduzione della durata delle indennità,da tre anni a un anno;irrigidimento delle condizioni di accesso e obbligo di accettare qualunque lavoro proposto.Per avere diritto al sussidio di disoccupazione occorre essere stati assunti per almeno dodici mesi nel corso dei due anni precedenti la perdita dell’impiego.Dopo un anno di sussidio,il disoccupato percepisce l’aiuto sociale (l’equivalente di un reddito di solidarietà) pari a un importo di 359 euro a persona,rivalutato a 374 euro.Una relazione dell’agenzia federale per l’impiego indica che un lavoratore su quattro che perde il proprio impiego riceve direttamente l’aiuto sociale (Arbeitslosengeld II:AG II) e non l’indennità di disoccupazione (ALG I).La ragione sta nella tipologia di impiego che il lavoratore ha appena perso:precario o mal pagato.
 
-Riduzione delle indennità versate ai disoccupati di lunga durata che rifiutino di accettare lavori sottoqualificati.
 
-I disoccupati devono accettare impieghi a un salario di 1 euro l’ora (addizionale al sussidio disoccupazione che percepiscono).
 
-Possibilità di ridurre gli indennizzi dei disoccupati che hanno dei risparmi e dunque possibilità di accesso ai conti bancari degli “assistiti”.Possibilità di valutare lo standart dell’alloggio dell’”assistito” e di richiedere,se necessario ,un trasferimento.
I beneficiari dell’aiuto sociale Hartz IV sono stimati in 6,6 milioni,di cui 1,7 milioni di bambini.I restanti 4,9 milioni di adulti sono in realtà dei working poors impiegati per meno di 15 ore settimanali.Nel maggio 2011, le statistiche ufficiali ormai dichiaravano cinque milioni di contratti mini-job,con un aumento del 47,7% ,preceduti solo dal boom dell’interinale (+134%).Si tratta di forme di contratto molto diffuse anche tra i pensionati:660.000 di loro cumulano le pensioni a un mini-job.Una parte importante della popolazione,il 21,7%,nel 2010 è assunta part-time.
L’istituto di statistica tedesco ha misurato l’aumento della precarietà e delle forme che essa assume:tra il 1999 e il 2009,tutte le forme di lavoro atipico sono cresciute almeno del 20%.Le piu colpite sono le famiglie monoparentali (le donne) e gli anziani.Nella cornice del pieno impiego precario,il tasso di disoccupazione ufficiale esibito come un segno del “miracolo economico tedesco” non significa granchè! L’esercito di working poors in continua espansione non è formato unicamente da precari,ma anche da lavoratori con un contratto a durata indeterminata.Nell’agosto 2010,una relazione dell’istituto del lavoro dell’università di Duisburg-Essen ha infatti stabilito che oltre 6,55 milioni di persone in Germania ricevono meno di 10 euro lordi all’ora, con un aumento di 2,26 milioni in dieci anni.Per la maggior parte sono vecchi disoccupati che il sistema Hartz è riuscito ad “attivare”: quelli con meno di 25 anni,gli stranieri e le donne (69% del totale).D’altra parte, due milioni di occupati guadagnano meno di 6 euro all’ora nell’oltre-Reno,mentre nell’ex Repubblica democratica tedesca sono in molti a tirare avanti con meno di quattro euro all’ora ,cioè 720 euro al mese a tempo pieno.Risultato: i working poors rappresentano il 20% degli occupati tedeschi.
Durante la crisi finanziaria,il governo è ricorso massicciamente alla disoccupazione parziale,che consente all’impresa di versare solo il 60% alla normale retribuzione e di pagare solo la metà delle contribuzioni sociali.Altro risultato della svolta iniziata da Schroder:rispetto al Pil,dal 2002 la quota dei salari è scesa del 5% oltre-Reno.I cambiamenti voluti dai “rosso-verdi” sono significativi:dopo anni di proliferazione caotica e selvaggia della precarietà,di sotto impieghi e sotto-salari,era venuto il momento di introdurre una regolazione e una razionalizzazione della povertà e della precarietà,costituendo un “vero” e “coerente” mercato del lavoro di “pezzenti” ,che spingerà alla flessibilità e all’adeguatamento alla regione economica anche i meglio occupati.E’ la popolazione nel suo complesso ,precari,working poors,lavoratori qualificati,a diventare fluttuante,disponibile alla flessibilità permanente.Le diverse componenti della “forza lavoro” sociale sono ormai una semplice variabile di aggiustamento della congiuntura economica.
Il programma “rosso-verde” si è guadagnato il nome che porta: “Agenda 2010″;perchè dieci anni dopo la prima legge Hartz i risultati sono,fuori di metafora,micidiali.In Germania,l’aspettativa di vita dei piu poveri, di coloro che arrivano solo al 75% del reddito medio,diminuisce.Per le persone a basso reddito,stando alle cifre ufficiali,è scesa da una media di 77,5 anni nel 2001 a 75,5 nel 2011.Nei Lander dell’Est del paese è ancora peggio: l’aspettativa media di vita è scesa da 77,9 a 74,1 anni.
La Germania è il primo paese europeo a seguire gli Stati Uniti sulla strada del progresso liberista.Ancora due decenni di sforzi per “salvare il sistema pensionistico” e la morte coinciderà con l’età della pensione.Anche la guerra interna ha i suoi “bombardamenti chirurgici” mirati.Nell’ex Germania dell’Est l’aspettativa di vita arriva a 66 anni,appena un anno prima del diritto alla pensione.Mors tua,vita mea! Ma poco importa:l’economia è sana,le “agenzie” danno giudizi positivi,i creditori si abbuffano e l’aspettativa di vita della parte piu ricca della popolazione continuerà ad aumentare.
Serve una breve disgressione su Peter Hartz,promotore delle leggi sul regime di disoccupazione e della riforma degli aiuti sociali;perchè la sua condanna a due anni di prigione con condizionale e al pagamento di una multa di 576.000 euro è un esempio della “corruzione” consustanziale al modello neoliberista.Pter Hartz ex responsabile delle risorse umane di Volkswagen e grande moralizzatore degli Anspruchdenker,dei “profittatori del sistema”,ha ammesso di aver versato a Klaus Volkert,sindacalista dell’IG Metall ed ex presidente del consiglio di fabbrica del costruttore di automobili tedesco,diverse mazzette,per pagare prostitute e viaggi esotici.Klaus Volkert,invece ,è stato portato in giudizio per incitamento all’abuso di fiducia,esattamente come l’ex direttore del personale,Klaus-Joachim Gebauer,accusato di complicità.
Fare della povertà e della precarizzazione una variabile strategica della flessibilità del mercato del lavoro è quanto,dietro il ricatto del debito,sta avvenendo in Italia,Portogallo,Grecia, Spagna,Inghilterra e Irlanda.La Francia si è impegnata su questo terreno con l’arrivo al potere di Sarkozy,anche se qui i risultati non sono così eclatanti come in Germania.Grazie ancora una volta a un uomo di centro-sinistra,Martin Hirsch,assunto dal presidente di destra in occasione della sia apertura a “sinistra”,in Frania verrà sperimentata la trasformazione dell’aiuto sociale (Reddito minimo di inserimento-Rmi-, a 454 euro a persona) in arma di produzione di working poors (Reddito di solidarietà attiva-Rsa).E’ con le tecnologie di governo dei poveri che si testano dispositivi di potere e di controllo che in un secondo tempo verranno estesi all’insieme della società,cosa che non sembrano interessare ne la sinistra nè i sindacati.Il Reddito di solidarietà attiva comporta il superamento dei dualismi fordisti (disoccupazione/diritto all’assistenza sociale, legge/contratto) e organizza la loro sovrapposizione e il loro concatenamento grazie alla figura del working poor.Fissa in maniera stabile lo statuto di un lavoratore/assistito che permette di accumulare salario di attività e reddito di “solidarietà”.Questa confusione tra “salariato” e “assistito”,tra lavoro,disoccupazione e assistenza sociale,tra diritto del lavoro e diritto al Welfare,è la condizione della costruzione di un mercato del lavoro secondario, che ha per norma il sotto-impiego e l’istituzione di politiche di piena attività,intesa come un’attività per tutti,indipendentemente dalla durata e dalla qualità dell’impiego.
Anche la riforma del mercato del lavoro che il “governo tecnico” italiano si sta apprestando ad approvare s’ispira direttamente al modello tedesco.Il ministro delle Politiche sociali Fornero,in una lettera alla “Stampa” del 4 marzo lo dice a chiare lettere.La traduzione della realtà tedesca nella Nuova Lingua con la quale si esprime la “governance”,è un capolavoro di ipocrisia e di falsità:
“L’esempio piu recente di una riforma complessiva del mercato del lavoro e degli stumenti di protezione sociale,prescindendo dal percorso recentemente avviato dalla Spagna ,è offerto dagli interventi realizzati in Germania all’inizio del decennio scorso quandi il Paese era ritenuto il “malato d’Europa”,incapace di crescere e di superare l’urto della riunificazione.Le riforme tedesche hanno interessato tutti gli aspetti del mercato del lavoro e del Welfare:miglioramento degli strumenti diistruzione profesionalizzati e facilitazione del passaggio tra scuola e lavoro; sostegno alla partecipazione al mercato del lavoro e all’occupazione,anche parziale,delle fasce piu svantaggiate;rafforzamento del legame tra il godimento di particolari trattamenti e l’effettiva azione di riaquilificazione e di ricerca di lavoro;potenziamento dell’attività dei centri per l’impiego;l’introduzione di maggiore flessibilità,sia con nuove tipologie contrattuali sia negli spazi della contrattazione tra impresa e lavoratore”.
Dietro il ricatto del debito,lo Stato intende portare a termine quel passaggio,inaugurato negli anni Ottanta,dal Welfare (diritti e servizi sociali) al Workfare (subordinazione delle politiche sociali alla disponibilità e alla flessibilità del pieno impiego precario).La svolta autoritaria del neoliberismo sta per farla finita col “modello sociale europeo”,perchè,come afferma Mario Draghi,non possiamo piu permetterci di “pagare la gente che non lavora”.
A ogni cambiamento di fae economica-politica ritroviamo sempre lo Stato e la sua amministrazione al comando delle operazioni.Proprio come ha favorito e spinto le politiche neoliberiste del credito negli anni Ottanta e Novanta ,è allo Stato che spetta l’organizzazione della loro continuità nelle nuove forme autoritarie e repressive del rimborso del debito e della figura dell’uomo indebitato.Cade così un’altra illusione della sinistra,quella che oppone alla logica della proprietà privata del mercato la logica di un “pubblico” statale.Non c’è nè autonomia del politico,nè neutralità dello Stato.Le sue amministrazioni agiscono in profondità sull’economia,la “società” e le soggettività,come la costruzione del mercato del lavoro dimostra in modo paradigmatico.

domenica 18 maggio 2014

MATTEO RENZI a Modena: "Senza l'euro le vostre aziende sarebbero fuori"



Il tour elettorale di Matteo Renzi ieri ha fatto tappa in Emilia Romagna, lasciando fuori la città piu importante:Bologna dove erano presenti Matteo Salvini e Giorgia Meloni.
Piazza piena, qualche contestatore.Erano presenti anche l'ex ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge con tanto di scorta (vedrai i video sul mio canale Youtebe) e la bellissima Alessandra Moretti.
Ha attaccato Grillo,Berlusconi e fatto i complimenti ai tedeschi per le riforme e difeso l'euro.Nei prossimi giorni risponderò a Matteo Renzi sui tedeschi e sull'euro.Alcune cose dette dal Premier ieri e poi potete sentire tutto il suo intervento che è durato 26 minuti:

"Oggi diciamo una cosa semplice:tutti quelli che dicono che il Pd sta chiuso nei palazzi del potere,noi diciamo che il Pd sta in mezzo alla gente,a confrontarci con le persone senza aver paura della piazza perchè è casa sua".

"A Napoli Grillo ha detto:"anch'io avrei fischiato l'inno".I fischi-dice Renzi- li fa chi non ha idee.Noi abbiamo idee,progetti,proposte,sogni".

"Grillo e Berlusconi si sono rinfacciati l'un l'altro."Faccia la marcia su Roma,no! l'ho detto prima io".Mi domando- il premier- ma è proprio necessario che quando si parla di cose serie,non avere un linguaggio comune.Oggi si son detti:Tu sei Hitler,no io sono peggio di Hitler".Certe pagine del passato-dice Renzi- non si devono citare nemmeno per scherzo,che Hitler e il nazismo vanno lasciati da parte".

"Quando io ho fatto le primarie e le ho perse,nessuno mi ha espulso dal partito,non mi hanno detto vattene! Non mi è arrivata la certificazione via blog per l'uscita".

"Chi è il peggior direttore commerciale dell'Italia? E' l'Italia.Se noi abbiamo dei problemi con l'Europa,la colpa non è dei tedeschi come vogliono far credere i campioni mondiali di alibi.E' colpa nostra che non abbiamo fatto le cose che non dovevamo fare,siamo noi che non spendiamo,e lo faremo o con le buone...o con le buone,non siamo violenti.Siamo noi che non abbiamo fatto le riforme che non hanno fatto i tedeschi.Quando si dice che è colpa della Germania,non ci si rende conto che la Germania ha fatto quello che doveva fare".

"Quando vi dicono basta con l'euro,vi dicono una barzelletta.Se non ci fosse l'euro,oggi le vostre aziende,che sono straordinarie e che riescono a recuperare competitività nel mondo e ci fanno sentire orgogliosi di essere italiani,sarebbero fuori.Ci sarebbero le code ai Bancomat,non ci sarebbe la possibilità di prendere il mutuo a prezzi ragionevoli.Però bisogna anche dire che l'euro non va bene,che l'Europa non va bene in questo modo".

"O vince l'Europa che cambia,oppure se l'Italia da spazio soltanto ai disfattisti e gufi,noi saremo costretti a tenerci questa Europa qua".

I VIDEO:

Parte 1

Parte 2

venerdì 16 maggio 2014

GIULIO TREMONTI.3 novembre 2011,vertice di Cannes...



Visto che qualche giorno fa l'evasore fiscale Timothy Geithner ha dichiarato che nel 2011 la Casa Bianca ricevette pressioni da parte di alcuni Paesi europei per far cadere Berlusconi,decido di pubblicare un pezzo del libro di Giulio Tremonti dove all'interno si trovano cose molto interessanti sull'argomento.Buona lettura...

da BUGIE E VERITA'-Giulio Tremonti (Mondadori)

Sul vertice G20 di Cannes del 3 novembre 2011 non c'è nulla di piu oggettivo e chiaro di quanto è stato appena scritto dal primo ministro spagnolo Josè Zapatero:

"Mi resi subito conto che la strategia che si intendeva mettere in pratica prima del vertice era di sollecitare l'Italia e la Spagna a richiedere congiuntamente la linea dell'FMI,la cosidetta linea precauzionale,per rendere meno doloroso questo processo agli occhi delle rispettive opinioni pubbliche e parlamenti.Sebbene in quel momento l'Italia fosse il problema maggiore,se la Spagna in quel momento l'Italia fosse il problema maggiore,se la Spagna avesse accettato di chiedere l'aiuto dell'FMI,il governo italiano avrebbe accettato piu facilmente questo passo tanto difficile.
Notai che in molte occasioni i leader dei principali Paesi europei,i responsabili delle istituzioni dell'Ue e degli organismi internazionali presenti a Cannes parlavano con Berlusconi e il suo ministro dell'economia,Tremonti,e con i rispettivi staff.
Anche noi, nel corso della giornata,approcciammo diverse volte la delegazione italiana.Ci confermarono che avevano ricevuto costanti sollecitazioni a richiedere una linea di aiuto dell'FMI,ma ci assicurarono che non l'avrebbero mai fatto.
Per me ,però,come per gli altri leader europei e delle grandi potenze,il nodo di quel vertice non stava nell'agenda fomale delle sue sessioni.Questa,infatti,sembrava non tener conto del tema politicamente piu caldo,difficile e rilevante che si stava delineando:come sarebbe uscita l'Italia da Cannes.Che equivaleva a chiedersi quale sarebbe stato il futuro dell'euro.Di questo si sarebbe discusso in riunioni ristrette o nei corridoi,e comunque  tra pochi protagonisti.
"Conosco modi migliori per suicidarsi".La frase è di Giulio Tremonti,ministro dell'Economia del governo italiano fino alle dimissioni di Berlusconi,il 16 novembre 2011.La pronunciò per tutti quelli che volevano sentirla,quel giorno a Cannes.Tremonti ,ministro dell'Economia del governo italiano fino alle dimissioni di Berlusconi,il 16 novembre 2011.La pronunciò per tutti quelli che volevano sentirla,quel giorno a Cannes,Tremonti è un politico di esperienza,con finezza italiana."Conosco modi migliori per suicidarsi" era la frase che utilizzava per dimostrare la  resistenza italiana a chiedere aiuto all'FMI.
...Capìì perfettamente la resistenza dell'Italia a inserirsi in un programma di aiuti finanziari (anche se si sarebbe trattato di un programma di tipo "preventivo" con precedenti positivi come quelli della Polonia del Messico).
Una cena storica.La tavola era molto piccola e rettangolare.Eravamo seduti molto vicini tra noi,e questo faceva pensare a un clima di confidenza e sincerità.
Torno a ricordare al lettore che sedeva intorno a quel tavolo:i quattro Paesi dell'eurozona membri del G20,Francia,Germania,Italia e Spagna,rappresentati dai capi di governo (nel caso della Francia dal presidente della Repubblica) e i loro ministri dell'Economia,poi il presidente della Commissione europea,il presidente del Consiglio europeo,la direttrice dell'FMI e il presidente degli Stati Uniti,accompagnato dal segretario del Tesoro...
Dalla cena,che durò circa due ore,conservo impressioni che ritengo interessanti,oltre ad altri dettagli che possono aiutarci a capire il processo decisionale durante questa crisi.La prima è la dura offensiva a viso aperto nei confronti del governo italiano e la resistenza che questi ha contrapposto;e la seconda p la dipendenza reale e psicologica dei governi rispetto ai mercati.
Le pressioni affinchè l'Italia accettasse l'intervento dell'FMI e la volontà di annunciarlo al mondo quella sera stessa furono,di fatto, molto intense.Sarkozy,Merkel, Barroso,Van Rompuy e Obama si spesero molto.Gli argomenti erano gli stessi,ognuno con la propria personalità e il proprio stile.Sarkozy,veemente;Merkel ,rocciosa;Barroso,incisivo; Van Rompuy,freddo:Obama,rispettoso ma deciso.
...Durante la cena vi furono momenti di intensità difficili da dimenticare.Mi colpi in particolare che a un certo punto della discussione alcuni leader europei arrivarono a rievocare le offese ricevute nel dopoguerra.Fu solo un momento,ma per un attimo sembrava che la drammatica divisione dell'Europa del secolo precedente ancora facesse sentire le proprie conseguenze.Furono solo cinque minuti,ma in quei cinque minuti sembrava si concentrasse la forza evocatrice di tutte le lacrime versate nella storia europea.
Torniamo allo svolgimento della cena.Cosa vediamo? Di fronte all'offensiva incessante,la strenua difesa,il catenaccio in piena regola,che adottarono Berlusconi e Tremonti:spazzando la palla con gli argomenti piu tecnici di Tremonti o con i richiami di Berlusconi alla forza dell'economia reale,del commercio e alla capacità di risparmio degli italiani.
Il catenaccio non lasciava spiragli.Con la prosecuzione della riunione era chiaro che l'Italia non avrebbe ceduto,che non avrebbe accettato un prestito a condizione di una subordinazione al fondo.L'Italia non si sarebbe sacrificata in quel modo,li,sotto pressione,sull'altare della stabilità finanziaria dell'Europa e del mondo.Non con il suo consenso.Quello che è certo è che alla pubblicazione di questo libro,l'Italia non ha dovuto chiedere aiuti.
Il governo uscì però indebolito da quanto avvenuto a Cannes.Dopo pochi giorni,il 12 novembre,Berlusconi presentava le proprie dimissioni,dopo l'approvazione del Parlamento del bilancio 2012 che includeva le ventisette riforme promesse alla UE.E Mario Monti...di cui già si parlava nei corridoi...veniva nominato primo ministro italiano."

Va comunque ricordato che nell'intervallo di tempo che va dal fallito vertice di Cannes alle dimissioni del governo,in specie tra l'8 e il 9 novembre,la principale piattaforma elettronica per la negoziazione dei titoli pubblici italiani LCH.Clearnet senza ragione e improvvisamente ha alzato i richiesti margini di garanzia sui titoli italiani.
"A far salire la tensione ieri ha contribuito anche la diffusione della notizia che LCH.Clearnet,che gestisce la stanza di compensazione per le transazioni internazionali di bond e pronti contro termine,avrebbe aumentato i margini di garanzia sui BTP.Un'ipotesi che aumenterebbe i costi di detenere titoli di Stato italiani determinando un'ulteriore pressione di vendita su tali titoli".
"Una giornata da dimenticare,quella di ieri,tra crisi di governo e crollo dei mercati.Ma sopratutto dopo la decisione della società londinese LCH.Clearnet di alzare i costi dell'utilizzo dei titoli di Stato italiani come collaterale nelle contrattazioni tra le controparti.Una mossa troppo repentina,al punto da risultare sospetta,arrivata dopo rumors smentiti dalla stessa clearing house...Tuttavia il tempismo è sospetto...Nei casi precedenti non era mai accaduto che venisse modificato il costo del collaterale un attimo prima...per l'Irlanda la decisione è arrivata tre settimane dopo e per il Portogallo tre mesi dopo..."
Tutto regolare dunque? Tutto pulito?
Il 9 novembre il professor Monti fu nominato senatore a vita.Se ne dichiarò sorpreso.Un sentimento che fu allora molto diffuso.Quasi tutti ne furono infatti sorpresi.Una nomina perciò da intendere solo come forma di esercizio di prerogative sovrane.

giovedì 15 maggio 2014

Il MES e il silenzio dei giornalai,scusate, giornalisti...



Ho pubblicato una sintesi dell'interessante articolo di Massimiliano Bonavoglia.Questo è esattamente quello che giornalisti della carta stampata e delle tv non ti spiegano.Se qualche loro collega lo fa, lo mettono da parte e gli danno del populista.
D'altronde viviamo in questa Europa dove si impone il MES che utilizza la crisi per imporre il modello del capitalismo neoliberale scatendando un'offensiva senza precedenti contro il modello del lavoro.

Massimiliano Bonavoglia (Nexus)

Il 25 marzo 2011 il consiglio europeo istituisce il MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA' (MES) detto fondo salva-stati.Il fondo è gestito da 17 supergovernatori che solo i ministri dell'economia dei 17 paesi membri,con un fondo iniziale di circa 700 miliardi di euro di cui 500 miliardi prestabili e che possono essere accresciuti ad esclusiva discrezionalità dei governatori stessi.
Si tratta di una vera e propria organizzazione intergovernativa sul modello del FMI,che può imporre scelta di politica macro-economica ai 17 paesi aderenti.Con la sottoscrizione di questo trattato all'organizzazione intergovernativa che gestisce il fondo,le istituzioni pubbliche danno il compito di gestire quella dotazione di denaro che teoricamente dovrebbe servire agli Stati in difficoltà dal punto di vista finanziario.In quale regime giudiziario e con quali limitazioni opera questa organizzazione pubblica?
Colpisce subito l'immunità pressochè assoluta di cui godono sia il fondo stesso,sia i suoi membri,sia la disponibilità di beni e proprietà (art 32 comma 3).I beni, le disponibilità e le proprietà del MES,ovunque si trovino e da chiunque siano detenute,sono immuni da ogni forma di giurisdizione,salvo qualora il MES rinunci espressamente alla propria immunità in pendenza di determinanti procedimenti o in forza dei termini contrattuali,compresa la documentazione inerente gli strumenti di debito.Quindi solo l'organizzazione ha il potere di revocare a sè stessa l'immunità.Un magistrato o un tribunale di qualunque Stato membro non Ue avrà facoltà e non ha il potere di citare in giudizio alcun membro del fondo,se dovesse  commettere un reato durante le attività del fondo.I 17 supergovernatori sono i ministri dell'economia e fanno parte dei rispettivi governi e dunque sono eletti dal popoli di provenienza mediante l'esercizio dell'elezione democratica,tuttavia per le loro attività nel MES non possono rendere pubblici i documenti che produrranno,non sono soggetti ad alcuna giurisdizione e godono di totale e assoluta immunità, per cui sfuggono al controllo sia da parte dei cittadini che delle istituzioni giuridiche di qualunque paese.
Il Comma 2 precisa:"Nel corso del quinquennio durante il quale è effettuato il versamento delle rate di capitale,i membri del MES accelerano il versamento delle quote,in congruo anticipo rispetto alla data di emissione del MES e garantiscono una capacità minima di erogazione congiunta del MES e del FESF di 500.000 milioni di euro (ossia 500 miliardi di euro prestabili a fronte di un fondo di 700 miliardi).
Come si finanzieranno gli Stati soci del MES per acquistare queste quote? Mediante l'emissione di nuovi titoli pubblici, ovvero accrescendo il proprio debito,e prendendo quindi altro denaro in prestito a interessi.
Supponiamo quindi che uno Stato si rivolga al fondo per un prestito a fronte di una situazione di difficoltà finanziaria interna.Il fondo decide a propria discrezione se finanziare (ovvero prestare soldi a interesse) o meno quello Stato ponendo (o meglio,imponendo) allo Stato debitore delle non meglio specificate rigorose condizioni.
Sottoscrivendo questo trattato,i membri del MES si impegnano a versare la propria quota di capitale irrevocabilmente (quindi senza possibilità di revoche o proroghe) e incondizionatamente (le condizioni vengono poste solamente dal MES) secondo il capitale autorizzato (dal MES stesso).Ciò significa che se i 17 governatori del fondo ad un dato momento decidono di alzare le quote di capitale ad una certa cifra,gli Stati membri,in quanto soci,non  potranno fare altro che seguire le direttive e riconoscere gli importi,quali essi siano.Non se ne potrà discutere quindi all'interno dei consessi previsti dalle costituzioni democratiche degli Stati stessi.Il fondo potrà rivolgersi a finanziatori esterni al fondo stesso,ovvero istituti a credito, banche o stati in grado di emettere prestiti come la Cina o le maggiori banche d'affari,permettendo a questi di presenziare come osservatori alle riunioni dei governanti del fondo, nelle quali si stabiliranno le condizioni a cui lo Stato debitore dovrà sottostare per ottenere i prestiti,in regime di incondizionabilità e irrevocabilità assolute.

mercoledì 14 maggio 2014

BAGNASCO:"Attenti a quei poteri occulti che puntano a una società debole"



La solita ipocrisia della Chiesa, sa le cose, ha a che fare con i poteri forti (in Vaticano hanno sempre trovato la porta aperta) ma non fa nulla per contrastarli.Quello che piu mi fa è ridere è che tutti i giorni sui siti, Facebook,Twitter , trovo persone che ne scrivono di cotte e di crude sui poteri forti ma poi si infiammano quando gli tocchi la Chiesa.Nonostante  sull'immigrazione parlano di accoglienza senza limiti , non si azzardano mai a toccare i colpevoli della fuga di queste persone dai paesi di origine.Queste persone sono un business,e la Chiesa (non solo ) è sempre molto attenta su queste cose.


da IL CORRIERE DELLA SERA del 10/05/14-Intervista a Bagnasco di Aldo Cazzullo

Le risposte più interessanti:

"C'è un decadimento dell'identità culturale del nostro paese.Ma dove va a finire il dialogo tra le culture,se si cammina verso l'omologazione? Si dialoga quando qualcuno ha da apportare qualcosa di proprio.Se invece si va verso un'uniformità che azzera le diverse identità,non si ha un arricchimento culturale e civile;si ha una poltiglia indistinta".

"La causa più remota e più vera,al di là dei fattori che vengono indicati di solito,è una volontà precisa di azzeramento,di uniformità,di omogenizzazione.Il risultato è un indebolimento delle persone e della società".

"La volontà di coloro che hanno interesse a che le società siano sempre più deboli,smarrite,quindi facili preda di interessi economici, politici,ideologici.Di fronte allo smarrimento e alla debolezza,chi è più forte e ha le idee più chiare ha buon gioco".

Penso innanzitutto ai poteri economici e finanziari.Esistono centri internazionali ,forze e centri di potere più o meno chiari che non hanno nulla di istituzionale e nessuna legittimità democratica".

martedì 13 maggio 2014

PAOLO BECCHI:"Prime modifiche alla Costituzione" (2 parte)



Considero Paolo Becchi una persona estremamente intelligente,preparata e sono d'accordo al 100%  con quello che ha scritto in questo libro.Se c'è una cosa che non ho digerito del professore genovese è il colloquio con Gianroberto Casaleggio, un personaggio tutt'altro che affidabile che sull'Europa non la pensa esattamente come lui.
C'è poco da aggiungere all'analisi lucida e precisa di Becchi.Il passaggio degli stati nazionali alle istituzioni europee ha coperto l'operazione neoliberista e antidemocratica:dai parlamenti ai governi,alle tecnocrazie e e dalle istituzioni democratiche alle banche.Mentre gli stati piu potenti,come la Germania,si sono rafforzati, gli stati piu deboli hanno perso ogni sovranità effettiva.
Purtroppo con questa Europa, le modifiche  alla Costituzione sono cose inevitabili.

da COLPO DI STATO PERMANENTE -Paolo Becchi (Marsilio)

Perfetto sincronizzazione tra i media e le posizioni di governo e Parlamento  ,fatta eccezione per le solite,poche e controllate valvole di sfogo (Oliviero Diliberto pochi giorni prima dell'approvazione della legge aveva chiesto "fateci votare,almeno sulla Costituzione).
In realtà,dubbi e incertezze sulla bontà della politica fiscale sono stati espressi in tutta Europa.La Germania per prima, ha rinviato l'approvazione  del trattato cosidetto "Salva-Stati" (il MES),e sia pure con alcuni limiti,la Corte costituzionale ha dato il via libera al fondo di salvataggio.In Italia,invece,si è assistito a un "allineamento" non solo degli organi di stampa,che evitano quasi di dare la notizia dell'avvenuta approvazione,ma dello stesso Parlamento,il quale ha ratificato il trattato senza discussione,senza neppure che sia stato necessario al governo porre la questione di fiducia:maggioranza "bulgara" alla Camera,368 si contro 65 no.In Italia tutto accade ormai in un'atmosfera grigia e silenziosa,quasi spettrale.
Ma cosa comporta l'approvazione del fiscal compact? Il "patto" ,lo ripeto, prevede che i Paesi che detengono un debito pubblico superiore al 60% del PIL debbano rientrare entro tale soglia nell'arco di vent'anni,a un ritmo pari a un ventesimo dell'eccedenza in ciascuna annualità.Gli Stati inoltre si obbligano a mantenere il deficit pubblico sempre sotto al 3% del PIL ,a pena di sanzioni.
Tutto ciò significa,nè piu nè meno,la semplice rinuncia a ogni possibilità di intraprendere una politica fiscale capace di stimolare la domanda.Significa condannarsi a una rigidità ulteriore di politica economica che va ad aggiungersi a quella del cambio fisso dettato dalla moneta unica.
L'Italia,nazione prima al mondo per pressione fiscale,si impegna così a sostenere una cifra difficilmente quantificabile,ma che potrebbe aggirarsi sui 50 miliardi di euro all'anno di tasse e tagli per vent'anni.Rispettare parametri fiscali sempre piu rigidi e stringenti,rinunciando a ogni spazio possibile di manovra,vorrà dire dover imporre agli italiani,per i prossimi vent'anni, un regime di austerità radicale:si imporranno nuove tasse,si colpiranno ancora salari,stipendi e prestazioni del welfare,si aggraveranno le condizioni di vita delle classi sociali medio-basse.Gli italiani devono sapere che il prezzo imposto dall'Unione Europeo è una macelleria sociale che inciderà profondamente sulla vita delle generazioni future,dall'università ai trasporti.
Tutto questo avviene,e avverrà, senza alcuna consultazione diretta o indiretta del popolo italiano ,unicamente per rispettare decisioni prese al di fuori del Paese.Siamo passati senza accorgercene da un sistema politico democratico a un sistema oligarchico,in cui il governo è nelle mani di un gruppo di "tecnocrati" che perseguono interessi comunque esterni al Paese.
Il Parlamento obbedisce,senza neppure un minimo accenno di protesta.Il Paese è stato "pacato":niente piu aspri scontri politici,disinteresse diffuso per la politica,tensione sociale apparentemente sotto controllo.Eppure si annuncia,per i prossimi vent'anni,una sanguinosa e violenta "economia di guerra":la guerra senza guerra,ossia la piu terrificante delle possibilità.
Certo, lo si ripete,tutto è avvenuto nello scrupoloso  rispetto della legalità.Eppure è la prima volta che veniamo a sapere che la Costituzione è cambiata soltanto a conti già fatti.

lunedì 12 maggio 2014

PAOLO BECCHI:"Prime modifiche alla Costituzione" (1 parte)



Considero Paolo Becchi una persona estremamente intelligente,preparata e sono d'accordo al 100%  con quello che ha scritto in questo libro.Se c'è una cosa che non ho digerito del professore genovese è il colloquio con Gianroberto Casaleggio, un personaggio tutt'altro che affidabile che sull'Europa non la pensa esattamente come lui.
C'è poco da aggiungere all'analisi lucida e precisa di Becchi.Il passaggio degli stati nazionali alle istituzioni europee ha coperto l'operazione neoliberista e antidemocratica:dai parlamenti ai governi,alle tecnocrazie e e dalle istituzioni democratiche alle banche.Mentre gli stati più potenti,come la Germania,si sono rafforzati, gli stati più deboli hanno perso ogni sovranità effettiva.
Purtroppo con questa Europa, le modifiche  alla Costituzione sono cose inevitabili.

da COLPO DI STATO PERMANENTE -Paolo Becchi (Marsilio)

Certo,la legalità è rispettata.Ma ciò non toglie che,proprio grazie a questa legalità,si sia potuto modificare la Costituzione,silenziosamente e in modo indolore.
Poche notizie sono state così  trascurate,sostanzialmente eluse,e poi dimenticate dai principali organi di informazione come la modifica della Costituzione italiana avvenuta con l'approvazione della legge costituzionale n. 1/2012.
Con l'ultima e definitiva deliberazione del 17 aprile 2012,il Parlamento ha infatti modificato gli articoli 81,97,117 e 119 della Costituzione,introducendo l'obbligo del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale italiana.La maggioranza di due terzi ha,inoltre,escluso la possibilità di procedere  al "referendum di revisione costituzionale" previsto e disciplinato dall'articolo 138.
Non è la prima volta che la Costituzione subisce modifiche senza il ricorso allo strumento referendario,per semplice "colpo" della maggioranza (nel caso in questione,hanno votato a favore Pdl,Pd,Terzo Polo,nonchè,personalmente,il senatore Mario Monti).E',però, la prima volta che alcuni articoli della Costituzione vengono cambiati in un'atmosfera tanto silenziosa,senza alcun coinvolgimento dell'opinione pubblica,senza una reale discussione politica.
L'articolo 81,in particolare,viene riscritto,introducendo nella Costituzione il principio del pareggio di bilancio:"Lo Stato,recita il primo comma del nuovo articolo-assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio,tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico".Cosa significa?
Significa che l'union sacrèè dei partiti,a sostegno del governo, abdica definitivamente alla governance dell'economia,testimoniando il venir meno della loro capacità di elaborare una strategia politica autonoma.Il Parlamento italiano è andato persino al di là delle previsioni di Marx:non è il comitato di affari della borghesia nazionale,ma prende ordini dal potere sovranazionale di Bruxelles,Francoforte e Berlino e sotto dettatura di questo siamo addirittura riusciti a giungere al paradosso di abolire ex legge una teoria economica (quella keynesiana).Persino il premier britannico David Cameron,che certo non è un "progressista" ,ha detto che non si poteva arrivare a "proibire Keynes per legge".
La modifica costituzionale va inquadrata nel contesto del fiscal compact,il trattato intergovernativo che introduce i meccanismi di stabilità,coordinamento e governance nell'Unione economica e monetaria,e che mira, cosi si dice, "a salvaguardare la stabilità di tutta la zona euro".Esso impegnerà il nostro Paese al rientro dal debito pubblico fino a raggiungere la cifra del 60% del PIL e al divieto di realizzare un deficit superiore al 3%.Noi siamo stati addirittura più zelanti,introducendo nella Costituzione l'obbligo di pareggio di bilancio!.
Già gli Stati Uniti d'America,nel 2010, si erano trovati ad affrontare il tema del pareggio di bilancio in Costituzione.I repubblicani sostenevano quest'ipotesi,mentre l'amministrazione democratica seguiva una politica di stimoli economici,e il rapporto debito pubblico/PIL superava il 100% (il più elevato dal 1945 ad oggi).Nonostante questa situazione,i democratici sono riusciti ,allora,a a far respingere quella proposta.E ciò anche grazie a un profondo e acceso dibattito politico,che vide l'intervento di qualificati economisti e un "Appello contro il pareggio di bilancio" sottoscritto,tra gli altri,da quattro premi Nobel (Kenneth Arrow,Peter Diamond,Eric Maskin e Robert Solow).In esso,veniva messo in evidenza come,al di là di qualche "scappatoia" prevista,la misura non poteva che avere effetti nefasti,sia nei periodi recessivi che in quelli espansivi.
E' accaduto diversamente in Italia:nessun confronto nessuna opposizione seria.

domenica 11 maggio 2014

Beppe Grillo a Bologna per il VINCIAMO NOI TOUR



Un amico di Facebook dopo aver visto le foto che ho fatto ieri con il mio telefonino a Bologna e che ho pubblicato sul mio profilo, mi ha detto se lo voto.No, non mi presenterò alle urne e giro a riprendere i tour elettorali solo per curiosità,per sentire le solite promesse da marinaio,e poi ricordarle su questo blog e direttamente sulle loro pagine Twitter.
Questa volta Beppe Grillo si è dovuto accontentare di Piazza San Francesco che è 4-5 volte piu piccola di Piazza Maggiore dove di solito era abituato a fare i suoi comizi.
Di gente ad ascoltarlo ce n'era parecchia, in una finestra è stato aperto uno striscione con scritto "GRILLO VALE UNO,TU VALI ZERO".

Appena salito sul palco ,Beppe Grillo si rivolge ad un anziano affacciato ad una finestra:

" anziano vieni giù,sei tu che tieni in piedi questo regime lo sai? 8 milioni di persone votano ancora Berlusconi lo sai? Quando non ti arriverà piu la pensione farai la rivoluzione con noi?

E poi (il resto lo potete sentire nei video girati con la mia telecamera):

"Hanno scritto quattro pagine (La Repubblica) perchè un nostro consigliere regionale (Defranceschi) ha fatto una sciocchezza,non un reato penale,un illecito amministrativo.La Corte dei conti ha detto che deve dare indietro 20.000 euro.E se è così li dovrà dare indietro,e per ora è sospeso.Se il Tar dirà che è innocente,sarà ripreso nel nostro movimento".

"Il PD si dovrebbe vergognare perchè seduto vicino al M5S in Parlamento,c'è un signore che ha un mandato di cattura della Procura siciliana per associazione a delinquere e riciclaggio di soldi.E' Genovese e nessuno lo manda via".

"Ogni periodo ha il suo fascismo che si insinua e non te ne accorgi perchè non è piu il fascismo militarizzato,e' un fascismo che nasce quando migliaia e migliaia di persone non hanno piu voce.Quando l'informazione è depistata da questi mezzi d'informazione".

"Non mi scandalizzo quando il capo della Polizia va a trttare con Genny a' carogna,ma mi scandalizzo quando il Presidente della Repubblica invita al Quirinale un condannato in via
definitiva".

"Prima di mandarli tutti a casa facciamo quello che ci fanno a noi, con i redditometri.Vogliono sapere dove vanno i 1.000 euro,vogliono sapere cosa fai e chi te li ha dati.Gli dici che li aveva mio nonno sotto il materasso,e ti rispondono "non si può".Noi vogliamo vedere come spendono i nostri soldi".

"Populista è la piu bella parola che c'è oggi in politica,è la piu alta perfezione della politica oggi,il populista".

"La Coop rossa non prende tangenti,c'è un articolo sul giornale dove il presidente dell Cooperative dice che Greganti non era uno di loro.Loro non prendono tangenti,loro si presentano agli appalti con il 30% in meno,prendono l'appalto e poi aumentano il 30% i loro lavori".

"Gli 80 euro in piu sono una presa per il culo,non li voglio.Presi da dove? Tolgono l'assegno del codice a carico.Ti dicono che non l'hanno tolto,l'hanno armonizzato".

"Cambiano le parole per favorire la mafia, per favorire i rapporti che hanno.Se sei indagato,ti potevano mettere agli arresti domiciliari.Adesso devi essere imputato,e se non c'è un processo a tuo carico ,puoi continuare a fare il tuo lavoretto".

I VIDEO

1 parte

2 parte

3 parte

venerdì 9 maggio 2014

I No euro hanno la memoria corta (di Vittorio Malagutti)



In effetti la Lega Nord ha firmato il Trattato di Lisbona che toglie la possibilità agli stati membri dell'UE di fare liberamente le proprie politiche economiche, se formi un governo del "PIU STATO MENO PRIVATO",ti massaccrano.La costituzione europea sostituisce quella nazionale.Lo ricordo a Claudio Borghi su Twitter, ma fa finta di nulla.Da non dimenticare anche che ,a differenza di quello che ripete sempre Matteo Salvini ,Umberto Bossi voleva la Padania nell'euro (digitate su google Anglotedesco blogspot L'intervista alla Padania di A.Bagnai e le cazzate di M.Salvini ).Per quanto riguarda Giorgia Meloni, è stata berlusconiana fino a ieri e Forza Italia-Pdl hanno detto si a tutti i trattati europei compreso il Fiscal Compact (La Lega Nord no).
A Malagutti però vorrei ricordare alcune cose sulla moneta unica.L'Europa non ha una vera mano pubblica,che nel pieno della crisi,possa sostenere in maniera efficace sostenere o sostituire la mano privata.L'Europa ha un unico mercato,ha una moneta unica,ma non è uno stato federale,non ha un bilancio federale,non ha una banca centrale di tipo federale.I mercati finanziari agiscono in maniera compatta e in tempo istantaneo mentre l'euro va senza garanzie e a tasso quasi zero,ma  solo alle banche e la liquidità cosi creata non è indirizzata all'economia,ma trattenuta al proprio beneficio.
Nel 1997 alla rivista Foreign Affairs,il professore dell'Università di Harvard ,scriveva che una moneta senza Stato non può sopravvivere a lungo.Rischia di minare la pace conquistata dall'Europa nel dopoguerra.
Si può uscire dall'euro nello stesso modo in cui si è entrati, bisogna però convincere tutti i paesi.La Germania non ne vuol sapere, l'Italia (i principali partiti di centrosinistra e centrodestradestra) e gli altri paesi hanno paura di deludere i tedeschi. 

da l'ESPRESSO-articolo di Vittorio Malagutti

Non possiamoci non dirci no euro.C'è da scommerci:qualcuno,prima o poi,finirà per rispolverare perfino Benedetto Croce, riadattandolo al momento storico con la moneta unica al posto del cristianesimo.Il ritorno alla lira,descritta come la medicina magica per tutti i guai dell'Italia,è uno zuccherino propagandistico che va per la maggiore in queste settimane di campagna elettorale.Per alcuni leader a caccia di voti la battaglia contro il mostro dell'euro è una scorcitoia demagogica formidabile,un capro espiatorio pronto per l'uso a cui addossare tutta la colpa del grave impoverimento del Paese.
Prendete per esempio Matteo Salvini,che l'anno scorso ha ereditato la guida di una Lega Nord ridotta ai minimi termini dopo gli scandali (diamanti,Trota, Belsito, Tanzania).Adesso il capo dei lumbard sta rimontando alla grande nei sondaggi sventolando la bandiera dei noeuro.Un discorso simile vale anche per Fratelli d'Italia.Basta aggiungere un pò di pepe antitedesco alla solita minestra della destra popolare.Ed ecco che il partito di Giorgia Meloni può perfino sperare di superare il quorum del 4% necessario per essere rappresentati al parlamento Ue.
Questi sono i duri e puri,quelli senza se e senza ma a cui va riconosciuta una certa coerenza,quantomeno negli ultimi mesi.Se invece si va piu indietro nel tempo si scopre che leghisti ed ex An,ora impegnati a sbraitare contro la schiavitù della moneta unica,negli anni dei governi berlusconiani approvarono senza fiatare tutti i provvedimenti europeisti che (dicono loro) ci hanno messo nei guai.
I voti noeuro,però,fanno gola anche ad altri partiti che ufficialmente dichiarano che sarebbe un disastro tornare alla lira.Quindi,appena possibile, conviene smarcarsi,fare dichiarazioni contraddittorie tra loro per capire che, ma si,dai,alla fine quando saremo a Bruxelles ci pensiamo noi a sabotare i perfidi piani dell'oligarchia bancaria.Questa,per dire, sembra la linea (una linea con molti avanti e indietro) scelta da Forza Italia, con Berlusconi che a giorni alterni recita la parte del valoroso combattente contro la dittatura dei burocrati UE.
Anche Beppe Grillo,a proposito di moneta unica,ha fatto dichiarazioni poco coerenti tra loro.Si parte con "l'euro non è il problema" per poi lasciare aperta la porta a un eventuale referendum popolare sulla valuta europea.Per questo nella base Cinquestelle ha provocato un certo disorientamento l'intervento di Gianroberto Casaleggio che in una recente intervista ha tagliato corto:"Noi non diciamo l'euro si è sbagliato".Visti i precedenti,non è escluso che questa affermazione possa venire corretta e addolcita da qui al voto del 25 maggio.
In Italia e in altri Paesi Ue come Francia con il Front National,Olanda (Partito della libertà) ,Austria con l'Fbo,si sono molto rafforzati movimenti che offrono soluzioni facili a problemi complessi.Gridano "No Europa,No Euro" con una forza che azzera il dibattito perchè riduce ogni argomentazione al grado zero del dualismo bianco/nero,amico/nemico.E a volte,in mancanza di argomenti,alcuni di questi capipopolo non si fanno problemi ad accompagnare gli slogan con una buona dose di violenza verbale.Sono palloni gonfiati a caccia di visibilità.
Intanto,milioni di persone che hanno visto crollare le certezze economiche del passato se la prendono,a ragione, con la gestione irresponsabile delle istituzioni finanziarie.Per loro è molto piu semplice aggrapparsi a un'illusione piuttosto che provare a ragionare sui rischi colossali di un ipotetico ritorno al passato,alla lira.E' una reazione giustificabile,certo.Ma non è detto che non ci porti al disastro.Anzi.