Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

lunedì 31 marzo 2014

Leggete quello che dicono Romano Prodi e Ignazio Visco...


Ma va,solo adesso scoprite queste cose? E' come uno che fa costruire un locale fregandosene completamente delle norme di sicurezza e un domani succede una tragedia dove muoiono delle persone. Per evitare di essere pensantemente insultato dice:"se rispettavamo le norme di sicurezza nessuno perdeva la vita...".La stessa cosa per quelli che ci hanno fatto entrare nell'euro a tutti i costi.Dopo aver fatto il danno si giustificano in maniera patetica.
Volete cambiare l'Europa? Perchè le soluzioni giuste non le avete proposte all'inizio? Chi ha creato questa unione monetaria indecente sapeva quello che faceva e che saremmo andati incontro a questi problemi sopratutto nei paesi del sud Europa.
Romano Prodi dice buffonate e ieri sera Claudio Borghi alla Gabbia ha zittito tutti coloro che la pensano come lui.Guardate il video:



Romano Prodi A LA REPUBBLICA del 31 marzo 2014-intervista di Massimo Giannini

"Non siamo in grado di esprimere un progetto politico unitario e condiviso non "contro" la Germania,ma a favore dello sviluppo e del lavoro.Su questo non vedo proposte concrete,nè in Italia nè altrove,il modello degli Usa,che hanno iniettato nel sistema 800 miliardi di dollari in un colpo solo.Ci vorrebbe un pò di sano keynesismo"

"Non ho mai pensato mai pensato che si debbano rivedere i parametri.Li ho definiti "stupidi",nel senso che vanno sempre tarati sui cicli dell'economia è chiaro che se oggi,per rispettare  il tetto magico del 3% ci preoccupiamo solo di comprimere il deficit e non di far crescere il pil,ci suicidiamo".

"Questo è un paese senza memoria.Usciamo dall'euro,facciamo come l'Argentina:follie.Dal giorno dopo avremmo Btp svalutati del 40%,tassi di interesse al 30%,stato al collasso,banche fallite,dazi contro le nostre merci anche da parte dei paesi europei.Qualche anima bella obietta:avremmo le svalutazioni competitive! Altra follia.Una bilancia commerciale in attivo dello 0,6% del pil è la prova che ai nostri imprenditori,non certo tutti pigri e poco competitivi,quello che oggi serve non solo le svalutazioni competitive,ma un rilancio della domanda e dei consumi interni,accompagnato da una drastica semplificazione delle regole e dalla ripresa della lotta all'evasione fiscale".

"Noi dobbiamo onorare i nostri impegni,compreso il fiscal compact.Ma dobbiamo pretendere dall'Europa politiche che ci consentano di  rispettarli facendo ripartire l'economia.Non possiamo accettare che ci leghino le gambe".

da IL FOGLIO del 27 marzo 2014-Ignazio Visco

"La strada dell'integrazione europea è lunga e difficile:non è un percorso lineare,si procede spesso a piccoli passi,a volte con strappi vigorosi.L'introduzione dell'euro è stata uno di questi strappi,ci ha fatto compiere un passo decisivo,ma non ha certo portato il cammino a compimento.L'euro è una moneta senza stato,di questa mancanza risente.Le divergenze,le diffidenze a volte,che ancora caratterizzano i rapporti tra i paesi membri indeboliscono l'Unione economica e monetaria agli occhi della comunità internazionale,a quelli dei suoi stessi cittadini.Questa incompletezza,insieme con le debolezze di alcuni paesi membri, ha alimentato la crisi dei debiti sovrani dell'area dell'euro.Se le seconde hanno generato dubbi sulla sostenibilità dei debiti pubblici nazionali,la prima ha sollevato timori sull'integrità dell'unione,ha consentito che prendesse corpo il rischio di una ridenominazione in valute nazionali delle attività e passività finanziarie dell'area,ha riportato il rischio di cambio all'interno di una unione monetaria,indebolendo ulteriormente la posizione dei paesi in difficoltà.
Senza unione politica,la governance economica europea si è fondata sulle regole di bilancio e sul divieto di salvataggio tra paesi membri,ha fatto affidamento sulla spinta del mercato unico per la convergenza economica.Tuttavia in molti casi le regole di bilancio non sono state rispettate e le condizioni macroeconomiche,anche dal punto di vista strutturale,sono rimaste disomogenee.La convergenza dei tassi di interesse verso i bassi livelli dei paesi piu "virtuosi" ha permesso ad altri paesi di rinviare i necessari aggiustamenti.I mercati finanziari per anni non hanno considerato la possibilità di un aumento dei rischi sovrani.Le differenze di rendimento tra i titoli pubblici dell'area si erano sostanzialmente annullate prima della crisi.Le tensioni nell'area dell'euro sono maturate in un contesto già reso fragile dalla crisi finanziaria globale e dalla conseguente recessione 2008-09.Hanno coinvolto inizialmente la Grecia per la situazione dei suoi conti pubblici.L'Irlanda per lo scoppio della bolla immobiliare e per la conseguente crisi bancaria,il Portogallo per squilibri macroeconomici."

"L'Italia dovrà essere in grado di sfruttare appieno tutte le opportunità offerte dall'Unione.In passato,ad esempio, non siamo stati capaci di trarre pieno vantaggio dai fondi strutturali europei.La realizzazione di riforme strutturali che consentano un recupero di competitività è un passaggio essenziale per il rilancio del paese.Gli interventi da attuare sono stati da tempo individuati.Il processo di coordinamento europeo potrebbe contribuire a definirne meglio i dettagli,ma la responsabilità ultima delle riforme resta nazionale.E' importante proseguire con decisione nel cammino che porta a un'Unione piu piena.L'adozione di meccanismi unici per la supervisione e la risoluzione delle crisi bancarie è un passo fondamentale.I benefici di un rafforzamento dell'integrazione europea eccedono di gran lunga i costi che deriverebbero da un suo indebolimento.Le scelte devono essere compiute con responsabilità:non si possono temere solo i rischi connessi con l'azione ,trascurando quelli che possono derivare dall'inerzia".

domenica 30 marzo 2014

Il trafficante che ama l'Italia, chissà perchè...

foto presa da www.repubblica.it



Certo l'Italia ,le leggi italiane.Come fa notare questo libro a pag 153, nel luglio del 2012 "The Australian" ha pubblicato un servizio in cui riporta che i servizi segreti australiani,l'Asis (Australian Secret Intelligence Service),stanno combattendo una guerra segreta contro i trafficanti di migranti.Stanno inviando piccoli team di agenti in alcune delle regioni piu remote del Pakistan per collaborare con le autorità del luogo allo smantellamento di reti di trafficanti che fanno arrivare clandestini e richiedenti asilo in Austrialia.L'Asis è un'agenzia  specializzata in attività antiterroristiche e il fatto che investa risorse nel contrastare lo smuggling è un chiaro segno di quanto sso sia considerato strategico a fini di terrorismo.
Avete capito gli australiani? E gli italiani cosa fanno?Un bel niente e per un motivo semplice:sono ipocriti e cercano di farsi soldi (parecchi) approfittando della disperazione di questa gente ,altro che paese che accoglie tutti perchè è umano.Le prove le trovate in questo articolo.

da CONFESSIONI DI UN TRAFFICANTE DI UOMINI-Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci (Chiarelettere)

Per fare questo mestiere ci vogliono le palle quadrate.Il mio segreto? Sfrutto le opportunità che le leggi italiane offrono.Ma io amo l'Italia,è il mio secondo paese.Non le frei mai del male.Le occasioni me le ha date tutte l'Italia...
Era il 1983,avevo vent'anni e lavoravo sulle navi in Sudafrica.Partimmo da Città del Capo con un carico di argento grezzo,con destinazione Livorno.Qui avevo dei parenti.Quando siamo entrati nel porto e la nave ha attraccato ho deciso di non tornare piu indietro.Sono sceso e mi sono messo a cercarli.E' stata la scelta migliore che potessi fare.Per alcuni anni sono stato senza permesso di soggiorno,ero un clandestino.Facevo di tutto,dovevo pur vivere.Poi per uscire dall'ombra ho sfruttato la regolarizzazione della legge Martelli del 1990:la prima opportunità che la legislazione italiana mi ha offerto.Da allora mi sono fatto da solo.Passo dopo passo.E ora ho una mia attività.
E' un pomeriggio di fine aprile del 2012 nella campagna laziale.Uno straniero dalla pelle olivastra entra in un'azienda ortofrutticola che si estende su ettari di terreno.E' un'impresa florida,a conduzione familiare,che si serve di lavoro stagionale.Sta arrivando il periodo della raccolta.Lo straniero si avvicina al proprietario e gli stringe la mano.Il principale è un italiano sulla cinquantina,gli sorride.I due si conoscono.

"Allora ,questa volta avevamo detto sei?" dice lo straniero.

"Si,sei."

"Hai novità?"

"Non ancora,ti dico io quando è tutto a posto."

"I nomi li sai.Te li avevo scritti."

"Si,non preoccuparti,ti richiamo presto,a cose fatte" chiude l'agricoltore.

Kabir ha modi di fare morbidi,accomodanti, che mostrano una timidezza che isipra fiducia.E' stato abile a intravedere sin da subito le potenzialità di un mercato,ha capito che nella legge italiana c'è un buco.Un buco nero.E lo ha sfruttato,ci si è infilato,agile e invisibile.Ne ha fatto la sua arma,il suo strumento.
Il formidabile strumento di Kabir sono le norme italiane.Lui sa piegarle a proprio favore,le addomestica,le usa come gli conviene.


IO NON FACCIO NULLA DI MALE

Vengo da un piccolo villaggio ai confini con l'Afghanistan,dove vivono al massimo un migliaio di persone.Vicino a Peshawar,nel Nord del Pakistan.Sono sdi etnia pashtun.Parlo pashtu,quindi.E se riesci a parlare pashtu bene,puoi spacciarti come tale.Si,perchè loro possono chiedere asilo politico quando arrivano in Italia.E' quello che dico sempre ai miei.Anche se prima bisogna arrivarci in Italia...
In che modo? Ogni anno viene pubblicato il Decreto flussi e un imprenditore agricolo può fare richiesta di lavoratori stranieri stagionali entro la scadenza.La domenda è nominativa:è lo stesso agricoltore che va in questura e compila il modulo.Dice che vuole questa e quella persona,che ne ha bisogno.Scrive i nomi e paga quanto deve pagare.Mettendoci anche la marca da bollo è comunque un costo accessibile.Con la domanda si ottiene un nullaosta per lo straniero che può valere fino a nove mesi.
Le persone chiamate vanno all'ambasciata italiana a Islamabad,con il loro passaporto regolare,e ricevono il nullaosta,così possono venire senza problemi a lavorare nei campi.Quando arrivano firmano il contratto con il datore di lavoro e ricevono il permesso di soggiorno stagionale.Fino a qui è la normale procedura,nulla di strano.Con questa trafile però puoi far arrivare chi vuoi,su ordinazione.Nome e cognome.Chi non sfrutterebbe questa fortuna? Così entrano in ballo i mediatori.Troviamo gli imprenditori agricoli che vogliono arrotondare,disposti a chiamare le persone che indichiamo noi.I nomi glieli forniamo noi e le loro fanno il resto.Il modulo è su internet e lo compilano come vuole il mediatore.Dietro compenso,ovviamente.Tra i 1500 e i 3000 euro.Alcuni,ma raramente,vogliono anche 5000 euro in contanti.
Io pago gli italiani quando arriva il nullaosta, è in quel momento che puoi stare tranquillo che l'affare va in porto.Prima no.Una sola volta mi hanno chiesto di vedere se avessi 3000 euro in contanti.Come garanzia,non si fidavano.Bastava che glieli facessi vedere.Per me non era un problema,glieli ho mostrati e la cosa è andata avanti.Ma di solito si fidano,ed è raro sentirsi rispondere no.
A volte trovi anche imprenditori onesti.Qualcuno mi dice che vuole aiutare dei disperati e che lo fa gratis.Che chiederà il nullaosta senza niente in cambio.Si,capita.Molto raramente,ma capita.La maggior parte delle persone ci vuole guadagnare.
La mia attività è trovare le imprese agricole i cui proprietari,per soldi,sono disposti a bucare la normativa sui flussi.Soltano negli ultimi sei mesi,con questo metodo in una piccola provincia ho ottenuto oltre centocinquanta nullaosta.Ho coinvolto tanti italiani,i quali sembrano non temere i rischi.Quanto è fruttato questo giochetto? Piu di 600.000 euro in sei mesi.1.200.000 in un anno e una quota simile è finita nelle tasche degli imprenditori agricoli.Io sovvenziono l'economia nazionale,offro sussidi all'agricoltura.Io non faccio nulla di male,anzi faccio solo del bene,anche a voi italiani,e in piu aiuto tanti onesti pachistani che vogliono venire in Europa in cerca di fortuna.
Noi non lasciamo tracce perchè gli imprenditori pagano in contanti,non certo con un bonifico bancario.I problemi possono nascere dal fatto che lo straniero chiamato per lavorare nei campi,una volta ottenuto il nullaosta all'ambasciata,non  si presenta per concludere il contratto.Ma che colpa ne ha l'imprenditore? Dipende forse da lui? Fino a un paio di anni fa i controlli erano quasi assenti e quindi non c'erano rischi,ma adesso qualcosa è cambiato.Se la cosa capita su piu anni consecutivi,l'imprenditore potrebbe passare dei guai.La polizia si insospettisce e il business rischia di saltare.Ma basta cambiare impresa agricola frequentemente e tutto si sistema.Certo,conviene scegliere l'agricoltore con qualche accortezza,selezionare con cautela è importante.Una volta avevamo fatto una richiesta per diversi nullaosta con un imprenditore davvero piccolo,che non dichiarava quasi niente al fisco.Si e no aveva un fatturato di 6000 euro all'anno.Lo hanno chiamato e volevano sapere di piu."Con 6000 euro in un anno non sfami nemmeno le tue galline" gli hanno detto."Come fai a permettermi di dare lavoro a stranieri? Avevano ragione.E' stata una svista,l'ho capito subito e non ho piu sbagliato.Da allora ho cercato sempre quelli con il fatturato abbastanza alto,almeno sopra i 50-60.000 euro.Loro possono permettersi tanti braccianti stagionali e stiamo tutti piu tranquilli.
Paura di finire dietro le sbarre? Forse lo fareste pure voi,se sapeste di guadagnare così facile.Sono tanti soldi.C'è un pò di rischio,ma è accettabile.Intanto prendo il denaro,poi Dio provvede.Noi siamo pachistani,abbiamo visto la miseria,quella vera.Voi non la conoscete,per fortuna vostra,non ve le immaginate nemmeno.Quando noi sappiamo di poter guadagnare anche 500 euro,non diciamo di no.Tanti vorrebbero fare i mediatori ma pochi ci riescono.

venerdì 28 marzo 2014

I problemi che potrebbe incontrare la Russia



Voglio dire la mia dopo il referendum in Crimea.Sotto ho pubblicato  un articolo molto interessante trovato su  Comedonchioscotte.
Putin potrebbe trovare dei problemi, il primo sarebbe quello di evitare il caos in Crimea:bisogna gestire il passaggio dalla moneta unica ucraina al Rublo e molti soldati ucraini fedeli a Kiev sono ancora nella penisola che continua a consumare elettricità e gas provenienti dall'Ucraina.I russi stanno lavorando a una soluzione anche se c'è da dire che le casse delle filiali delle banche ucraine sono già vuote e gli approvvigionamenti via mare saranno complicati e costosi.Per il momento,nonostante grandi spot sulle punizioni severe,gli occidentali non hanno imposto sanzioni clamorose per evitare di sfidare militarmente Mosca,l'approvvigionamento energetico di gran parte dell'Unione Europea dipende sopratutto dalla risorse e dai gasdotti russi:Olanda 34%,Germania 30%,Italia 28% e poi anche Finlandia 76% e Svezia 46% e poi tanti altri.
Dopo la vittoria di Putin in Crimea,è probabile che la Russia avrà dei problemi sociali e politici e a quel punto dovrà scegliere se cercare un modo per ricostruire i rapporti con l'Occidente fino a quando Putin resterà al Cremlino, oppure merttersi nelle mani della Cina una potenza che cresce sempre di piu.
Staremo a vedere.

DI PEPE ESCOBAR -Asia Times

La tanto democratica UE ha punito il democratico referendum in Crimea, sanzionando 33 cittadini russi e crimeani congelando le loro proprietà e vietando loro i viaggi, secondo le parole del morto che cammina, à la Magritte, il Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy. L'UE ha anche cancellato il summit UE-Russia fissato a Sochi per il 3 giugno. E la vasta, kafkiana burocrazia della Commissione Europea (CE) ha alzato la guardia offrendo sussidi alle mucche europee per prepararsi a "possibili sanzioni economiche”, con le parole della Cancelliera tedesca Angela Merkel.
 L’UE è irrimediabilmente divisa su quello che c’è da fare. Qualsiasi decisione prenda, la capacità di Mosca di ferire pesantemente l’UE è di certo maggiore. Ci potrebbe essere un flebile insieme di sanzioni per la prossima settimana, come ha vaticinato la Merkel. Tutto qui.
Le iniziative degli infanti europei riecheggiano la Voce del Padrone, visto che il Presidente Barack Obama ha solennemente imposto, con un ordine esecutivo, ulteriori sanzioni ai "funzionari di primo piano del governo russo." Gli altri obbiettivi degli Stati Uniti sono uomini d’affari vicini al Presidente russo Vladimir Putin. Solo la logica eccezionalista può consentire sanzioni contro la condotta politica di individui all’interno dei paesi in cui vivono. Gli avvocati internazionali avrebbero potuto pensare di sanzionare l’intera popolazione degli Stati Uniti per il disastro della giunta Bush-Cheney.
Più del 60% degli Americani e degli Europei sono contrari a una nuova Guerra Fredda contro la Russia. Il tasso di gradimento di Putin in Russia è vicino al 75%, ed è  probabilmente  simile in tutto il mondo in via di sviluppo. Ma comunque nessuno perderà soldi scommettendo sull’amatorialismo giovanile dell’amministrazione Obama. Come se loro, assieme ai selezionati lacché europei, potessero intimidire Mosca con qualche “messaggio” cosmetico. La religione Americana delle sanzioni, imposta con la furia del padrone schiavista, ha distrutto Iraq per anni, e avrebbe dovuto distruggere anche l’Iran. Ma la Russia non è l’ Iraq, e neppure l’Iran.
I love a man in sanction uniform
I russi soggetti alle sanzioni non sembrano tremare nei loro mocassini cuciti a Londra. Dopo tutto, l’impatto effettivo di queste sanzioni è uguale a zero. E la gran parte di quelli presi di mira hanno contatti minimali con gli Stati Uniti.
La lista originaria americana includeva il Vice Primo Ministro Dmitri Rogozin e il braccio destro del presidente, Vladislav Surkov. I due si sono fatti delle grasse risate, considerandolo un motivo di orgoglio. La lista allargata comprendeva i primi consiglieri di Putin, e anche alcuni dei suoi amici.
Obama, come nel caso dell’Iran, ha sanzionato Bank of Russia, un attore minore (meno di 10 miliardi di dollari in asset; basta paragonarla alla gigante Sberbank, che ne ha 528). Ma Bank of Russia viene utilizzata da alcune sussidiarie di Gazprom per alcuni affari di poca importanza, anche se Gazprom possiede una sua banca, GazpromBank. Il “messaggio” che viene dato è che Washington tiene d’occhio Gazprom.
Il Direttore dell’Amministrazione Presidenziale Sergei Ivanov è un consigliere chiave in Ucraina e un negoziatore di primo piano con gli USA, l’UE e la NATO. Il “messaggio”, controproducente, implica che Mosca e Washington non si diranno niente di sostanziale nel futuro immediato. Questi sono gli “sforzi diplomatici” dell’Occidente.
Poi abbiamo Yuri Kovalchuk, un membro del consiglio di Bank of Russia, un uomo d’affari che si dice, senza nessuna prova definitiva, che sia il banchiere personale di Putin. Qui il messaggio è del tipo, “Ora sono cazzi tuoi!”
Alla fine, tra le persone rilevanti, abbiamo Gennady Timchenko, che non ha assolutamente niente a che fare con l’Ucraina. E’ un operatore in campo energetico e controlla Gunvor, che commercia petrolio e gas naturale. In questo caso, il “messaggio” è che gli Stati Uniti tengono di mira i contratti per l’energia della Russia. Messaggio a vuoto, perché l’UE – che ha davvero bisogno di Gazprom – non ha proprio voglia di sanzionare Timchenko.
Tra i sanzionati abbiamo anche il Capo del Servizio di Controllo Federale sugli Stupefacenti, il Capo dell’Intelligence Militare Igor Sergun e il Presidente delle Ferrovie Russe, Vladimir Yakunin.
Fanno tutti parte del team Russia-USA coinvolto nel Northern Distribution Network, la lunga autostrada nell’Asia Centrale che consentirà alla NATO di fuggire dall’ Afghanistan. Un rapido contrattacco di Mosca potrebbe lasciare gli Americani e gli Europei all’asciutto, oppure chiudere la NDN.
I want to be sanction-free
Mosca, come era ovvio, ha restituito il colpo. Il Ministro degli Esteri russo ha “ripetutamente” sottolineato che usare le sanzioni è “un’arma a doppio taglio” e che avrà un effetto "boomerang" contro gli Stati Uniti.
Il divieto di ingresso in Russia riguarda un mucchio di esseri fastidiosi, che include il senile John McCain, e poi Robert Menendez, Daniel Coats, Mary Landrieu, Harry Reid, John Boehner e i consiglieri di Obama, tra cui figura la mediocrità stellare di Ben Rhodes. Vicky "F**k the EU" Nuland non è nella lista, per il momento.
Mosca gioca facile, perché può scegliere tra una gamma sbalorditiva di contromosse. Si gode il sostegno del gruppo BRICS delle potenze emergenti, del movimento non allineato (NAM) e dell’Organizzazione di Shangai per la Cooperazione (SCO). Venendo ad accordi con gli Stati Uniti, Mosca era disponibile a imporre sanzioni all’Iran, ed è un attore chiave nelle trattative nucleari P5+1. Se la comica delle sanzioni andrà avanti, Mosca ha già annunciato che giocherà duro nel P5+1, cesserà di sanzionare l’Iran, e potrebbe, alla fine, rifornire di armi Teheran con i gioielli della vasta gamma S-400.
Mosca – la prima esportatrice al mondo di gas e petrolio – potrebbe anche giocare duro grazie alla dipendenza dell’Europa dalla Gazprom; mettendo i bastoni tra le ruote alle compagnie statunitensi che lavorano in Russia; velocizzando la fuga coordinata dei BRICS dal dollaro USA, utilizzando un nuovo sistema internazionale dei pagamenti basato su un paniere di valute dei BRICS come di altri mercati emergenti; e anche attivare la bomba nucleare definitiva, ossia accettare i pagamenti per il gas e il petrolio russi in rubli, yuan, euro oppure oro, portando così un colpo fatale al petrodollaro.
E questa, signore e signori, sarà la fine dell’ora delle comiche.

giovedì 27 marzo 2014

Maria Novella Oppo: meno male che a Ballarò ci sono i sondaggi di Pagnoncelli...



La giornalista Maria Novella Oppo (Unità)  fu messa nella "Black List" da Beppe Grillo e scoppiò il finimondo.La mia lista di giornalisti italiani che non mi piacciono è infinita,la Oppo la ritengo molto provinciale e incompetente sopratutto su certi temi.
Mi sono messo a ridere quando ho letto queste cretinate sull'Unità di stamattina.Attacca Mario Giordano e gli anti euroe ,difende il programma  leccaculo  del Pd e dell'alta finanza,Ballarò di Giovanni Floris dove si da pochissimo spazio a chi è contro l'oligarchia finanziaria (tipo Lidia Undiemi) e fa di tutto per rendere seri sondaggi fasulli di Nando Pagnoncelli.

mercoledì 26 marzo 2014

L'industria torna in Europa.Voi ci credete?


Queste percentuali delle industrie che sono tornate in Europa ,sono apparse sul Sole 24 Ore del 21 marzo 2014 che le ha prese dall'indagine fatta dalla Confederation of british industry.
Io penso che queste siano percentuali bulgare,non vedo industrie italiane che tornano in Italia.Secondo la Confederation of british industry  i motivi sarebbero: aumento del costo del lavoro in Asia,ripresa economica (ancora bassa) nella Ue,ricerca della qualità.
Certo, l'Europa sta facendo di tutto per abbassare gli stipendi dei salari dei ceti medio-bassi, Renzi si sta dando molto da fare perchè Bruxelles ti da degli ordini e tu devi accontentarli senza fare storie.
I professori, gli economisti, tirano fuori i numeri ma chi conosce la situazione sono sopratutto gli operai.O hai la spintarella (in Italia è la cosa che conta piu di tutte) per trovare un impiego pubblico o in una grande aziende (tipo la Barilla),oppure con l'arrivo di milioni di stranieri, sei costretto a fare lavoretti con stipendi da fame.Tutto è cominciato nel 1989 con la caduta del muro di Berlino.Comanda la dittatura neoliberista ,vengono firmati trattati criminali che permettono la libera circolazione delle persone e l'aumento del lavoro precario con la nascita delle agenzie interinali che prima del 1997 (legge Treu) non esistevano.Ci lamentiamo dei continui sbarchi a Lampedusa? In Africa la rivolte,le guerre e la povertà ci sono sempre state ma come mai prima del crollo del muro di Berlino in Italia c'erano pochi stranieri?Questa è la vittoria della dittatura neoliberista, poveri vs poveri.

CHI HA RILOCALIZZATO secondo la Confederation of british industry

GERMANIA    50%

FRANCIA     40%

UE          32%

REGNO UNITO 30%

ITALIA      29%

PAESI BASSI 18%

martedì 25 marzo 2014

Fassina, al FMI criticava la ricette neoliberiste?




da L'UNITA' del 24/03/2014-Intervista a Stefano Fassina di Vladimiro Frulletti

"Il punto è che il decreto lavoro si muove sulla linea delle ricette neoliberiste europee che non potendo svalutare la moneta nazionale hanno visto nela dimunuzione dei diritti del lavoro e nella riduzione dei suoi costi la strada per una crescita basata sull'export.E' stata e rimane un'illusione"

ANGLOTEDESCO: giovedi prossimo alle ore 16:30 presso l'Università Sacro Cuore di Milano interverranno Claudio Borghi,Diego Fusaro,Guido Vaciago e Stefano Fassina.Purtroppo l'orario non mi permette di partecipare, chi può lo faccia e magari registri l'evento e lo metta in rete perchè si discuterà di cose molto serie. Mi auguro che Borghi e Fusaro ricordino al signor Stefano Fassina un paio di cose.Adesso critica le politiche neoliberiste ma tra il 2000 e il 2005 è stato al FMI.Allora le criticava? Cosa diceva della situazione in Argentina?

LORETTA NAPOLEONI lo spiega in un suo libro: "La crisi argentina non è legata esclusivamente alla disciplina ferrea imposta dal rapporto tra pesos e dollaro,a monte c'è un indebitamento eccessivo,fuori controllo connesso all'introduzione delle regole neoliberiste imposte dal centro finanziario dell'impero occidentale,prima fra tutte la finanziarizzazione dell'economia.Uno dei cavalli di battaglia di questa strategia sono le privatizzazioni che avvengono con la guida delle grandi banche d'affari internazionali. Sotto le pressioni del FMI,il governo argentino privatizza le pensioni.Nascono così i fondi penione gestiti ufficialmnte dagli argentini,ma di fatto dai banchieri di Wall Street che si ritrovano tra le mani un patrimonio nazionale. Come avviene con i paesi Pigs,le grandi banche d'affari e le grosse finanziarie in cambio dei loro servigi intascavano tanti compensi in commissioni.In Argentina dal 1991 al 2001 si parla di unmiliardo di dollari soltanto per la sottoscrizione del debito del governo.Per ogni emissione obbligazionaria infatti,il governo pagava profumatamente le banche che la portavano sul mercato e la piazzavano.Gli acquirenti erano i fondi pensione e i fondi comuni europei perchè i gestori di quelli americani non si fidavano e domandavano tassi e rendimenti piu alti.E infatti gli effetti della bancarotta argentina si faranno sentire piu a casa nostra che altrove.

lunedì 24 marzo 2014

GLI ULTRA' DELL'EURO:Guido Tabellini



Altro tifoso dell'euro, impossibile contarli tutti ma comunque pubblichiamo le loro interviste,non si sa mai che un domani le cose cambiano.Un giorno dovranno ricordarsi di quello che dicevano.
Le solite cavolate.
Non ci sarebbe nessuna svalutazione del 50% in caso di ritorno alla lira, tutti farebbero la fila a comprare la nostra nuova valuta perchè il made in Italy fa sempre gola.Con la svalutazione intorno al 20% ,tutti verrebbero a comprare i nostri prodotti e aumenterebbero i posti di lavoro.
Ci hanno sempre raccontato che nelle economie moderne ci vuole una moneta unica perchè è forte e dunque ci protegge meglio dagli attacchi della speculazione finanziaria.La Cina con la svalutazione dello Yuan è diventata la seconda moneta piu utilizzata nel commercio dopo il dollaro.Come lo spiega questo il dottor Tabellini?
Hanno tutti paura perchè chi vuole l'uscita dell'euro sono gruppi di destra (anche estrema).Perfetto,sono cavoli loro.Perchè non la fate voi di sinistra la battaglia per uscire da questa moneta unica che ha distrutto il Sud Europa? Evitate di parlare di corruzione o di evasione, i veri motivi sono altri.

da L'ESPRESSO

Anche Guido Tabellini,docente ed ex rettore dell'Università Bocconi,candidato a entrare nel governo Renzi come ministro dell'Economia (incarico poi finito a Gian Carlo Padoan),ammette che di errori in tema di euro se ne sono fatti parecchi.E che a portarli alla luce è stata sopratutto la crisi finanziaria del 2008,quando è finita la navigazione in acque tranquille del bastimento europeo.

PARTIAMO ALLORA DAI PASSI FALSI,PROFESSORE

Il trattato di Maastricht ha sancito la separazione della politica monetaria da quella fiscale.La prima affidata in toto alla BCE e la seconda,o meglio le seconde decise dai governi dei diversi Paesi membri dell'euro.Questo è andato bene in tempi normali.Ma impedisce di affrontare la crisi finanziaria con strumenti adeguati.E lo si capisce quando,sopratutto in Germania,si dice che la BCE non può finanziare i debiti dei Paesi in difficoltà.Cosa che invece fanno le banche centrali di altri stati come Usa,Gran Bretagna e Giappone.La separazione di politica monetaria e fiscale è stata una conseguenza forse inevitabile dell'avere avviato l'unione monetaria senza fare prima quella politica.E' stato questo il passo falso piu importante.

IL SECONDO ERRORE?

Imbarcare tutti dentro l'euro.Forse poteva funzionare con Paesi piu simili tra loro,per esempio quelli del Nord Europa.Il debito italiano era già molto alto allora,e l'Italia e i Paesi del Sud Europa erano certamente piu fragili.

VUOLE DIRE CHE L'EURO DOVEVA NASCERE SENZA LA LIRA?

Con il senno di poi e nella prospettiva dell'area euro,fu un azzardo farti entrare con un debvito coswì elevato.Le conseguenza di questi errori,è la rinazionalizzazione delle politiche comuni,un passo indietro rispetto ai progetti di partenza.

MA QUANTO COSTEREBBE OGGI USCIRE DALL'EURO?

Difficile da valutare.Due sono i costi economici di un'operazione del genere.Il primo è legato all'inflazione che potrebbe scaturirne,a seguito di una svalutazione che potrebbe superare il 50%.In questo momento però il rischio che la svalutazione causi un'inflazione prolungata è modesto,visto piuttosto il rischio di deflazione in Europa.Piu importante è l'effetto redistributivo che l'uscita dall'euro provocherebbe su chi ha emesso debito soggetto al diritto internazionale,banche e grandi imprese in primo luogo.Nel caso di una svalutazione pesante si potrebbe arrivare a una situazione tipo quella in Argentina all'inizio del Duemila.

L'INSOLVENZA?

Ancora adesso gli argentini si leccano le ferite cercando di risolvere i problemi sorti all'epoca.Senza contare l'effetto domino che l'abbandono della moneta avrebbe sull'intero sistema finanziario mondiale ,nonchè già enormi costi politici di un fallimento.

MOLTI IMPRENDITORI VORREBBERO ALMENO UNA SVALUTAZIONE DELL'EURO VERSO IL DOLLARO.

Certo,se l'euro scendesse a 1,20 sul dollaro (oggi viaggia attorno a 1,38) ne potrebbe beneficiare l'azienda Italia che esporta.

COCLUDENDO,LA SITUAZIONE NELL'EUROZONA E' PESANTE SOPRATUTTO PER I PAESI DEL SUD.USCIRE DALL'EURO OGGI AVREBBE COSTI ELEVATI E INCERTI OLTRE ALLA DEBACLE POLTICA CHE PRODURREBBE.QUINDI,COME INTERVENIRE?

Avendo l'Italia un debito così alto i margini di interventi sono ridotti.Ma qualcosa si può fare subito.In primo luogo dare fiato al credito dove è possibile intervenire senza la politica monetaria della Bce.Affrontare il nodo dei crediti deteriorati degli istituti e rimborsare i debiti della pubblica amministrazione.

POI?

Una svalutazione fiscale.Abbassare l'Irpef redistribuisce a favore dei cittadini che hanno una piu alta propensione ai consumi e quindi aumenta la domanda interna,ma non incide sulla competitività della produzione italiana.L'evidenza empirica suggerisce che lo stimolo per crescita e occupazione sarebbe piu forte abbattendo gli oneri sociali che alzano i costi delle imprese.Il problema ovviamente è quello della compatibilità di bilancio,trovare le risorse pubbliche.

COS'ALTRO FARE PER LA COMPETITIVITA'DELL'ECONOMIA?

Le riforme di cui si parla da anni, mercato del lavoro,giustizia,burocrazia e via dicendo.L'agenda economica che abbiamo di fronte non è nuova,la difficoltà è realizzarla dal punto di vista tecnico e politico.Ma se il governo riuscisse a fare queste cose aumenterebbe di molto la capacità di persuasione a Bruxelles.

domenica 23 marzo 2014

Il tour nel Belpaese dei clandestini



Continuano gli sbarchi a Lampedusa,continuano le manifestazione della Lega Nord che impediscono ai migranti di entrare negli hotel dove devono alloggiare,italiani sempre disperati che si rivolgono ai partiti di destra perchè quelli di sinistra pensano solo agli stranieri ( effettivamente  è così inutile far finta di nulla).Caduto il muro di Berlino, firmati tutti una serie di trattati ,inizia in Europa la guerra fra poveri e adesso anche le cittadine che una volta erano tranquille sono diventata degli urinatoi.E tutto studiato a tavolino dalla grande finanza internazionale, dalla dittatura neoliberista difesa con tutte le forze dalle principali sinistre europee e mondiali.
Ieri un articolo su Libero c'era pubblicato un sondaggio dove la stragrande maggioranza degli intervistati ha dichiarato che bisognerebbe scoprire e anche far fuori i trafficanti di esseri umani.Anglotedesco è uno di questi, leggete il libro di Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci e capirete il perchè.
Prima del libro,pubblico un interessante  articolo che è apparso su il Giornale sia online che cartaceo:

da www.ilgiornale.it-articolo di Gian Micalessin

"Così l'Italia fa fare affari alle milizie islamiste"

«Dall'inizio dell'anno gli sbarchi in Italia hanno raggiunto livelli senza precedenti (14mila ad oggi ndr). In Libia stanno arrivando frotte di clandestini e migranti provenienti da zone dell'Estremo Oriente che in precedenza non avevano alcun interesse per queste rotte.
Ahmed Asnawi, uno dei leader della rivolta anti Gheddafi, vicino ad Al Qaida, è ora a capo delle milizie islamiche che gestiscono il traffico di profughi
Oggi abbiamo più di diecimila persone pronte a partire ammassate nei centri di raccolta o nelle case alla periferia di Tripoli, Zwara e Misurata. Ormai si è sparsa la voce che la traversata è facile e le navi dell'operazione Mare Nostrum salvano tutti. A fine inverno verremo sommersi dai nuovi arrivi».
Il funzionario italiano che a fine febbraio passa al Giornale queste informazioni dai suoi uffici di Tripoli è un veterano della lotta all'immigrazione clandestina. Parla a titolo personale e non vuole veder pubblicato il proprio nome, ma fa chiaramente intendere come l'esodo senza precedenti sia diretta conseguenza dell'operazione «Mare Nostrum» messa in piedi dal governo Letta lo scorso autunno. «Quell'operazione ? spiega il funzionario - ha generato aspettative in centinaia di migliaia di persone. La notizia delle navi italiane pronte a salvare chiunque si metta in mare ha fatto il giro del mondo. Per questo ormai arrivano dai quattro angoli del globo. E l'aumento della domanda moltiplica l'offerta. Ogni giorno compaiono nuove bande di trafficanti di uomini che non offrono più neppure le precarie garanzie del passato. Pur d'incassare li fanno salire su bagnarole di fortuna convinti che si salveranno grazie alle nostre navi. Ma quelle barche rischiano di colare a picco ad un miglio dalla coste libiche».
Oggi a tre settimane di distanza le previsioni del funzionario si stanno puntualmente avverando. E intanto l'operazione Mare Nostrum genera un'altra situazione tanto prevedibile quanto paradossale. «Quando i fondi di Mare Nostrum finiranno la Marina Militare sarà costretta a smettere di operare, ma le traversate non si fermeranno. I mercanti di uomini pur d'incassare continueranno a metter barche in mare e noi rischieremo nuove ecatombi. Per questo ? avvisava già a fine febbraio l'anonima Cassandra - bisogna trovare una via d'uscita prima di venir nuovamente messi sotto accusa dalla comunità internazionale». Ora anche quella previsione si sta avverando . Proprio ieri il capo di Stato maggiore della Difesa Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha annunciato la fine dei fondi. L'anticamera dell'ennesima tragedia con l'inevitabile coda di accuse al nostro paese è dunque già aperta. Ma i rischi per l'Italia non si fermano qui. «Nel sud della Libia ? spiegava la ?gola profonda? - la situazione è fuori controllo. A Saba, la capitale del sud, gli scontri fra le milizie filogovernative e i cosiddetti ?anti gheddafiani?, hanno creato una situazione apocalittica. I confini non esistono più, e nessuno sa quante centinaia di migliaia di persone stiano risalendo da Sudan, Mali e Niger. In quelle zone desertiche non esiste alcuna autorità, comandano i più forti e si muove di tutto dalla droga, alle armi, agli esseri umani».
In questo caso l'allarme non riguarda solo l'esodo di centinaia di migliaia di disperati, ma anche il rischio terrorismo. Nell'immenso deserto a sud di Saba il lucroso affare dell'immigrazione clandestina è ormai sotto il controllo di una milizia alqaidista interessata non solo ai lucrosi proventi in denaro, ma anche alla possibilità d'infiltrare informatori e militanti sui barconi diretti in Italia. A spiegarlo al Giornale, a patto di non veder rivelato il proprio nome, è un inquirente della procura di Tripoli impegnato in una difficile indagine condotta dai settori dei servizi d'intelligence libici sfuggiti al controllo dei Fratelli Musulmani. «Al sud il gruppo di Al Qaida più attivo - spiega - è quello legato Ahmed Asnawi un comandante molto vicino ad Al Qaida. Lui e i suoi uomini sono stati i primi a cercar di mettere le mani sul commercio di esseri umani. Li prendono sotto il proprio controllo li trasferiscono verso la Cirenaica e la Sirte e da lì organizzano la partenza verso l'Italia su grosse imbarcazioni. A differenza dei trafficanti tradizionali garantiscono barche più sicure a prezzi inferiori, intorno ai mille dollari. Quei soldi oltre a finanziare il gruppo di Asnawi garantiranno l'arrivo nel vostro paese e nel resto d'Europa di molti terroristi».

da CONFESSIONI DI UN TRAFFICANTE DI UOMINI-Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci (Chiarelettere)

Sette giorni.Volo aereo su Malpensa,prima notte a Milano;poi in treno a Bologna,una notte lì;dopo Firenze,due notti; e ultima tappa Roma,tre notti.Infine il ritorno a Milano e il volo per Asunciòn,Paraguay.

"E dove dormite a Milano questa sera,signora?"

"In un hoten in via Principe Eugenio,ecco la camera già pagata."

"Vedo,quanti siete in tutto?"

"Il mio gruppo è di quindici persone."

"E andate a Bologna,Firenze e Roma?"

"Si."

"Lei è una guida turistica?"

"Si,faccio questo lavoro da quindici anni."

"Mi segua da questa parte,signora..."

Se è vero che i cinesi sono tra i piu geniali e organizzati,anche i trafficanti sudamericani non scherzano.Dal Paraguay,ad esempio,organizzano tpur guidati in Italia eccezionalmente completi.Dieci,quindici persone arrivano negli aereoporti italiani con in mano anche il biglietto per il volo di ritorno,voucher,hotel,itinerario e prima notte pagata.Ma il vero obiettivo del gruppo non è godere delle architetture italiane,non è certo rilassarsi in qualche osteria il Trastevere oppure oziare a Piazza Maggiore a Bologna.Il piano è un altro.
L'agente di polizia che ha di fronte Livia,brasiliana di 44 anni,ha un dubbio.Mentre la donna ,guida turistica accreditata che parla anche un discreto italiano,non tradisce particolari emozioni,il gruppo che accompagna desta qualche sospetto.Sono tutte ragazze,tutte govani e piuttosto nervose.Le mani intrecciate a tormentarsi i polpastrelli ,gli sguardi bassi non appena il poliziotto li incrocia.Cos' l'agente della Polaria e i suoi colleghi fanno un controllo con la Tam,compagnia aerea briasiliana:il volo di ritorno per tutte e sedici c'è,destinazione Asunciòn, di li a otto giorni.Ma ci sono anche altri quindici biglietti emessi per gli stessi nominativi:sette ragazze ripartono il giorno dopo da Malpensa e altre otto da Linate.Altro che Bologna,Firenze e poi Roma.Di vero c'è solo la notte a Milano.L'indomani le ragazze partiranno per Madrid.Perchè da Malpensa a Barajas non c'è controllo di frontiera,Italia e Spagna sono due paesi "Schengen".Una volta passati controlli italiani, infatti, si è liberi di muoversi nelle ventisei nazioni europee che a oggi hanno aderito agli accordi di Schengen.Il gruppo aveva dichiarato un viaggio turistico in Italia,ma il vero obiettivo era la Spagna.Per cercare lavoro lì e trasferirsi in cerca di una nuova vita.Ma se il gruppo si fosse presentato direttamente a Madrid sarebbe stato respinto dalle autorità spagnole.Livia e la sua organizzazione,paraguaiani e brisiliani insieme,giocano di sponda:tentano l'ingresso in un altro paese,un paese dove le forze dell'ordine siano meno in allarme.Un paese dal quale è facile transitare in vista della destinazione finale.L'organizzazione ti costruisce tutto,ti fornisce anche una guida turistica accreditata,che è fondamentale per ingannare i controllori alla frontiera.E compra biglietti aerei doppi per tutti.Spesso servono agenzie di viaggio compiacenti,perchè è strano che quindici persone acquistino un biglietto andata e ritorno per l'Italia e,nello stesso periodo,anche un biglietto di sola andata dall'Italia alla Spagna.
In gruppo,sotto la protezione della guida,i migranti irregolari sono piu forti.Anche le menzogne,recitate per ore nei giorni precedenti,escono meglio.I consigli dettati da Livia e ripetuti all'infinito la notte sono bene impressi nella mente delle ragazze."La prima notte a Milano,già pagata,non preoccupatevi,parlo io...poi andiamo a Firenze,poi a Roma,capito? Colosseo a Roma,due notti;gli Uffizi a Firenze e lì una sola notte..."Livia fa ripassare la lezione piu volte.Questo,infatti, è il punto piu delicato per un trafficante che lavora negli aereoporti:creare una storia,un viaggio,una visita turistica,che,ovvio,non avverrà mai.E' come scrivere un romanzo,un racconto.Piu ci sono dettagli,piu ci sono alberghi prenotati,luoghi da visitare,piu la storia raccontata ai poliziotti sarà credibile.Livia deve essere scrittrice e anche un pò attrice.E un pò psicologa.E un pò guida,appunto.Deve rassicurare i migranti che tutto andrà per il verso giusto,ma deve anche istruirli per bene.C'è però una componente che Livia e la sua organizzazione a volte non riescono a gestire, un fattore X:lo stress,l'ansia e la paura dei "clienti" che a loro si rivolgono.Perchè dopo che hai pagato alcune migliaia di euro e hai scommesso tutto su quel viaggio,gli occhi dell'agente di frontiera che ti scrutano e tentano di comprendere se stai mentendo,se davvero è una vacanza la tua,se davvero hai i soldi per mantenerti,se davvero tornerai ad Asunciòn fra otto giorni,ebbene,quegli occhi,quello sguardo,possono fare paura.

venerdì 21 marzo 2014

UDO GUMPEL:"Grazie alla Troika certi paesi vanno meglio"




Stamattina tra 6,40 e le 7 il giornalista tedesco Udo Gumpel intervenendo a Radio Rai ha detto che nei paesi dove è intervenuta la TROIKA (FMI,UE,BCE) le cose vanno meglio.Questo signore tutti lo conosciamo, interviene alla Gabbia, Agorà, è molto ammirato da IL FATTO QUOTIDIANO cioè coloro che l'oligarchia finanziaria non ha mai colpa ma solo i politici che rubano ,che i conti devono essere in ordine fregandosene se colpiscono le fasce piu deboli. Ad Ugo Gumpel consiglio di guardare questo video, rendersi conto di com'è la situazione in Portogallo ,Grecia e di vergognarsi quello che dice: http://www.dailymotion.com/video/x162cod_presa-diretta-la-situazione-del-portogallo-gabanelli-impara_news


E poi la strategia della sua Germania.Pezzo dell'articolo di Marcello De Cecco apparso su Repubblica Affari e Finanza della settimana scorsa:

"La cosa piu rilevante è l'elevata capacità della Germania di tollerare un cambio elevato dell'euro e persino di trarne beneficio.La strategia ormai pluriennale della Germania di decentrare parte delle produzioni verso i paesi del centro Europa,vicini geograficamente e con monete ancora indipendenti dall'euro e che si sono comportate come hanno fatto quelle dei paesi emergenti,svalutandosi per la fuga dei capitali a breve,ha come risultato che i tedeschi comprano parti e componenti per i propri raffinati prodotti dai paesi satelliti del centro Europa a prezzi sempre piu bassi. L'euro forte vuol dire per i tedeschi possibilità di finanziare le proprie esportazioni a tassi veramente bassi, e questo,quando si esportano merci costose come interi impianti industriali o complessi beni di investimento ,ha importanza essenziale per la competitività.L'euro vuol dire prezzi contenuti delle materie prime e dei prodotti agricoli importati e questo tiene bassi prezzi e salari".

giovedì 20 marzo 2014

Piacenza,boom di lavoratori irregolari.L'Italia non è la Svezia...




Qui siamo in Emilia- Romagna e non in Calabria.Adesso c'è la crisi ma gli italiani non sono mai stati degli svedesi e l'evasione fiscale,i lavoratori irregolari non sono di certo una novità.Chi scrive conosce bene queste cose.Primo lavoro a 18 anni in una fabbrichetta con 5 persone in nero (qualche mese dopo l'anno chiusa e ho goduto), interessante anche l'offerta di una ditta di porte blindate che cercando un solo apprendista( io mi presentai con un amico) voleva farci fare tre giorni di prova senza metterci in regola per sceglierne uno come al Grande Fratello.E potrei tirarne fuori tanti altri di esempi.
Sempre nella stessa pagina del quotidiano di Piacenza si parla anche di locali di Lap dace e discoteche non in regola, posti dove spesso ci vanni i grandi giornalisti "liberi" che però li non indagano.L'italiano è bravo a tirar fuori scuse ma i paesi scandinavi insegnano che si vive bene anche senza evasione fiscale.In Italia è sempre stata elevata ancora prima che inventassero l'euro.

da LA LIBERTA' del 18/03/2014-articolo di Nicoletta Novara

Il "lavoro grigio" è la vera piaga della nostra provincia.La Direzione Territoriale del Lavoro di Piacenza,in collaborazione con il Comando Provinciale dell'Arma dei Carabinieri ,ha scovato,nel corso del 2013,ben 461 posizioni irregolari.
"Parliamo-hanno spiegato di finti part-time che si rivelano lavori a tempo pieno e co.co pro che, a ben guardare,non sono tali".Tra i settori piu a rischio troviamo quello dei pubblici servizi,l'edilizia,l'agricoltura e, a sorpresa perchè  mai analizzato prima,quello dei servizi funerari.La Direzione Territoriale del Lavoro del Lavoro,nel 2013 ,ha compiuta 964 verifiche ispettive su un totale di 2.739 lavoratori.Oltre alle già citate 461 posizioni irregolari,ne sono state trovate 266 totalmente in nero.I casi in cui gli ispettori del lavoro hanno sospeso le attività imprenditoriali sono stati 32:!Parliamodi casi in cui piu del 20% dei lavoratori risultava in nero-ha detto il direttore ad interim del Dtl di Piacenza,Alberto Gardina.La sospensione è un provvedimento volto a tutelare la sicurezza dei lavoratori".
"Abbiamo accertato un'evasione pari a 2.679.585,00 euro-ha detto Gardina.Mentre le sanzioni amministrativa effettivamente riscosse nel 2013 sono state pari a 751.012,00 euro.Uno dei modi di evadere è quello delle finte trasferte che vengono segnate e,di fatto,mai realizzate".Nel mirino dei controlli è finito anche il mondo della cooperazione:"Piacenza è la capitale della logistica per cui abbiamo sviluppato un'azione di monitoraggio per l'accertamento di eventuali illeciti-ha spiegato Gardina.

Il risultato dei controlli:in 26 società cooperative su 46,sono state riscontrate delle illegalità:"Il settore della logistica è particolarmente difficile e questi risultati non li considero neppure cosi negativi,abbiamo avviato un buon sistema di monitoraggio.Le cooperative controllate,ovviamente,non sono solo quelle affini al settore della logistica,ma anche ad altri settori produttivi".Paolo Taurino,maresciallo capo del Nucleo Carabinieri ispettorato del Lavoro ha illustrato le attività di polizia giudiziaria svolte nel 2013:"Le denunce effettuate all'autorità  giudiziaria sono state 92,ha detto.Di queste ,27, hanno riguardato la violazione delle norme di prevenione previste dal Testo Unico per la Sicurezza sui luoghi di lavoro.In 17 casi sono stati contestati degli appalti illeciti per somministrazioni di manodopera non autorizzata,mentre 7 sono state le denunce per omesso versamento dei contributi previdenziali".Inoltre, 2 imprenditori piacentini,sono stati denunciati per aver impiegato immigrati clandestini.Questi imprenditori rischiano una sanzione penale fino a 12 anni.Infine,un imprenditore ,è stato denunciato per aver presentato domande di nulla osta al lavoro subordinato per 4 stranieri,utilizzando la generalità di un'altra persona e non le proprie.

mercoledì 19 marzo 2014

La caduta della classe media americana



Gli Usa sono i piu ricchi del mondo, bisogna copiarli.Infatti lo stiamo facendo e anche bene,peccato che ci nascondono cosa sono veramenti gli Stati Usa d'America e come se la passano i ceti medio-bassi.
L'idea di Renzi è quella di tagliare 32 miliardi di spesa pubblica con la spending review portandoci dritti verso la Grecia.Nel 2013 abbiamo incassato meno di 520 miliardi tra entrate tributari e extratributarie,ma ne ha spesi a fini pubblici 435.Li ha spesi in interessi per far fronte al debito.
L'unica cosa che sento parlare è il lavoro precario, esattamente come succede negli Usa e che sotto viene spiegato bene.Distruzione totale della classe media.

da THE AMERICAN PROSPECT (Harold Mayerson)

-Nel 1974 c'è la svolta dell'economia negli Usa.La produttività è aumentata dell'80%,ma la retribuzione mediana è cresciuta solo dell'11%.
I posti di lavoro a medio reddito degli anni del boom postbellico si sono ridotti in modo sproporzionato e sono aumentati in modo altrettanto sproporzionato i lavoro sottopagati.Il lavoro è diventato meno sicuro.La previdenza è stata tagliata.La parola "esubero",che untempo faceva pensare a un allontanamento temporaneo dal posto di lavoro,oggi è sinonimo di licenziamento.

-Tra il 1979 e il 1983 andarono persi 2,4 milioni di posti di lavoro nel settore manifatturiero.
Nel corso degli anni 80' il numero degli operai metalmeccanici scese da 450.00 a 170.000 nonostante una contrazione dei salari del 17%.Nel settore automobilistico il crollo fu ancora piu vertiginoso:nel 1978 i dipendenti erano 760.000,tre anni dopo appena 490.000.
Nel 1979 con la Chrysler sull'orlo del fallimento,la Law rinunciò a oltre 650 milioni di dollari in salari e benefit per salvare l'azienda.

-Il 70% dei lavoratori della fabbrica della Nissan Smyrna,nel Tennesse,non è dipendente della Nissan ma è messo sotto contratto da agenzie di lavoro temporaneo che li paga circa la metà di quanto l'azienda giapponese paga i suoi dipendenti.Secondo uno studio universitario,nel 1989 solo il 2,3% dei lsavoratori dell'industria aveva un contratto temporaneo.Nel 2004 la percentuale è salita all'8,7%.

-Negli anni 90-2000 il settore tessile e dell'abbigliamento ha perso piu di 900.000 posti di lavoro.La manifattura hight-tech è stata risparmiata,con una perdita di circa 760.000 posti di lavoro nell'elettronica e nell'informatica affidando la produzione dell'iphone alla multinazionale cinese Foxconn la Apple ha realizzato un margine di profitto del 64% su ogni pezzo.

-Dal 2000 al 2010 il numero di statunitensi che lavorano nel settore manifatturiero è sceso da 17,1 milioni a 11,3 milioni.

-Dal 2000,nonostante l'economia sia cresciuta del 18% ,il reddito medio delle famiglie sostenute da adulti sotto i 65 anni è diminuito del 12,4%.

-Dal 2001 i posti di lavoro a basso reddito sono aumntati dell'8,7%, mentre quelli a medio reddito sono diminuiti del 3,7%.

-Dal 2003 i salari mediani non crescono di un centesimo.
C'è dell'altro che potete leggere qui:

martedì 18 marzo 2014

Diego Fusaro a Reggio Emilia



Finalmente ho avuto la possibilità di sentir il professor Diego Fusaro. Ho ripreso tutta la presentazione del libro ma ho deciso di pubblicare solo le domande dal pubblico perchè nei primi 55 minuti ha ripetuto le stesse cose che si sentono in altri video.Ero curioso di vedere Fusaro rispondere alle domande dei presenti, nelle sue pagine Facebbok e Twitter difficilmente lo fa. Un signore (come potete sentire nel video) lo ha criticato perchè secondo lui non attacca l'alta finanza, elementi come Rockfeller, Rothschwild, i banchieri centrali ecc ecc, ci mancava solo il signoraggio e Giacinto Auriti. Nonostante io sia d'accordo con il signore , in questa presentazione si parlava di Marx e di Hegel, capitalismo e filosofia e certi argomenti bisogna discuterne con altri. Per il resto sono d'accordo con Diego Fusaro. La maggior trasformazione negli ultimi 25-30 anni sono state trasferire il potere dal settore pubblico a quello privato. Le multinazionali hanno acquisito un enorme potere e hanno un ruolo decisivo nella vita economica, sociale e politica.


lunedì 17 marzo 2014

L'euro è un fallimento,ci ha reso tutti piu poveri



Non ho mai  messo Mario Giordano nella lista dei miei giornalisti preferiti,questo libro contro l'euro però è molto utile, ce ne sono tanti altri ma l'importante è scriverne il piu possibile e informare la gente che danni ha fatto la moneta unica.
Alcuni dati nei paesi che non hanno l'euro e che l'economia in generale (i ceti medio-bassi sono piu o meno allo stesso livello) va meglio della nostra:

GRAN BRETAGNA

Pressione fisco su pil:36,3%

Tassa sui redditi:20-45%

Total tax rate:34%

SVEZIA

Pressione fisco su pil:44,6%

Tassa sui redditi:20-25%

Totale tax rate:52%

DANIMARCA

Pressione fisco su pil:49,8%

Tassa sui redditi:5,8-20,8%

Totale tax rate:27%

FONTE:Il Sole 24 ore del 17 marzo 2014

Un problema della moneta troppo forte è la speculazione.Non per come vengono trattati gli operai ma perchè hanno una propria moneta, prendiamo la Cina come esempio.
Il governante Zhou Xiaochuan sta strapazzando lo Yuan,che ha chiuso la settimana scorsa ai minimi contro il dollaro:6,1450 (-0,27).
Zhou ordina di acquistare dollari e,nello stesso momento, svaluta la moneta nazionale,1,4% in in meno in un solo mese per mettere nella maniera giusta il sistema.
Per due lunghi anni gli scommettitori hanno preso d'assalto lo yuan,si è rivalutato del 30%,dal 2005,e lo scorso anno ha attirato un mare di denaro caldo, 150 miliardi di euro.Lo yuan indebolito potrebbe far implodere una serie di prodotti derivati acquistati sopratutto da clienti cinesi in vena di ulteriori profitti speculativi sullo yuan.

NON VALE UNA LIRA -Mario Giordano (Mondadori)

In dieci anni il reddito di ogni italano è sceso del 7%.Quello degli svedesi è aumentato del 16%.
E' la moneta che ci ha dichiarato guerra,è l'euro che portiamo in tasca il nostro nemico.I dati sono clamorosamente evidenti.Prendiamo il prodotto interno lordo pro capite: nel 2002 ogni cittadino dell'eurozona aveva a disposizione 25.000 euro,oggi ne ha a disposizione 25.700.La crescita,dunque,è stata molto limitata:solo +2%.In Italia addirittura c'è stata una riduzione:siamo passati da 24.500 a 22.800,con un devastante -7%.Intanto,nello stesso periodo,cioè dal 2002 a oggi,i Paesi fuori dall'euro sono cresciuti a ben altri ritmi:in Gran Bretagna il pil pro capite è passato  da 28.400 a 30.400 euro (+ 7%),in Svezia addirittura da 30.400 a 35.300 (+16%) ,negli Stati Uniti da 33.100 a 36.400 (+10%).
Dunque,la sintesi è questa: ogni italiano oggi è piu povero del 7% rispetto al 2002,cioè dal giorno in cui è entrato nell'euro,mentre ogni inglese è piu ricco del 7% rispetto al medesimo 2002,cioè dal giorno in cui non è entrato nell'euro.E ogni svedese è piu ricco del 16%,e ogni americano è piu ricco del 10%.Se ci guardiamo dietro le spalle,il paragone è impietoso
.E se guardiamo al prossimo futuro è peggio ancora:negli ultimi mesi del 2013 gli Stati Uniti hanno ripreso a correre,mentre l'Europa rimane al palo.Sarà un caso?
Forse non è tutta colpa dell'euro,forse non è solo effetto della moneta,questo è da dimostrare,ovviamente.Ma intanto il primo dato è incontrevertibile:chi ha  l'euro in tasca,oggi, sta peggio rispetto a chi non ce l'ha.E il peggioramento,guarda cso,è partito proprio da quel fatidico 2002 quando l'euro è entrato in vigore.In particolare ,come scrive l'autorevole economista Thilo Sarrazin (ex Deutsche Bank), "l'andamento dell'Italia è stato drammatico".Nel 2001 eravamo mediamente fra i Paesi piu ricchi dell'Europa,oggi abbiamo perso tutto questo vantaggio.Ci siamo impoveriti crescendo a un ritmo che nella nostra storia non è mai stato cos' basso:fra il 1950 e il 1991,negli ultimi dieci anni dello 0,68%."Un crollo verticale" confessa il professor Giuseppe Guarino,che poi guarda con amarezza le classifiche della ricchezza mondiale:"Se una volta  ci confrontavamo con gli Stati Uniti,oggi dobbiamo sgomitare per non venire surclassati da Haiti,Costa d'Avorio Eritrea".
In effetti:non doveva favorire la crescita? Non doveva aiutarci a star meglio? Non doveva portarci in carrozza in una specie di Paese del bengodi?Macchè.Al contrario.Negli ultimi anni la crescita degli Stati con la moneta unica è stata inferiore a quella del Giappone,che pure è stato colpito da tre sciagure come il terremoto,lo tsunami e l'incidente nucleare di Kukushima.Proprio così: l'euro ha fatto piu danni,in termini economici,della triplice tragedia...
I numeri sono impietosi.Se si guarda il periodo 2001-2011,la media della crescita dei Paesi dell'eurozona è stata dell'1,1% contro l'1,8% della zona Ocse,l'1,9 degli Usa,l'1,8 di vezia e norvegia,l'1,6 della Gran Bretagna,addirittura il 2,1 del Canada e il 3,1 dell'Australia.Siamo stati,insomma, i peggiori del mondo.Anche i dati sul lavoro, per altro,non sono molto piu incoraggianti.Nel 2002 il tasso di disoccupazione nell'rea dell'euro era dell'8,3%.Nel 2012 era salito all'11,4%.Molto piu alto che nei Paesi rimasti fuori dall'euro:in Svezia il tasso di disoccupazione è fermo all'8%,in Inghilterra al 7,9,negli Usa all'8,1 e in Norvegia addirittura al 3,2%.Sarebbe stato lo stesso se fossero entrati anche loro nella moneta unica?
Il gennaio 2014 si apre con una nuova vittima designata: entra nella moneta unica il diciottesimo Paese,la Lettonia.Per i cantori in salsa di Bruxelles scatta l'ora del brindisi.Si tappano gli occhi e danno il via ai salmi: lo vedete che il progetto affascina ancora? Lo vedete quanto piace? Dimenticano,i poveretti,di dire che la mossa è tutta politica:la Lettonia vuole legarsi al carro tedesco per allontanarsi dall'odiata Mosca,in pratica è una sottomissione volontaria al dominio berlinese.E dimenticano che solo il 39% dei lettoni (dato ufficiale dell'Eurobarametro) è favorevole ad abbandonare il vecchio lats.Davvero una percentuale minima considerato che, al momento dell'adesione,in tutti gli altri Paesi l'entusiasmo era alle stelle.Si può sinceramente brindare contro la volontà del 61% dei cittadini?E che brindisi è? Alla cicuta?
Fra l'altro negli ultimi anni,con la fortuna di stare fuori dall'euro,la Lettonia ha conosciuto una crescita davvero ammirevole:il pil è aumentato del 5% nel 2012 e del 4% nel 2013,la disoccupazione è scesa dal 18,2% all'11,7%,le esportazioni sono volate (piu 2,8% nel 2013 e piu 9,4% nel 2012).Riuscirà a mantenere questi risultati nella gabbia dell'euro?

domenica 16 marzo 2014

Il traffico di migranti in tre mosse



Non mi stancherò mai di ringraziare Andrea di Nicola e Giampaolo Musumeci per questo libro sul traffico di essere umani.Il capitolo sulla trafila che devono fare i migranti per raggiungere l'Europa è molto lungo e magari ne pubblicherò altri pezzi nelle prossime settimane.Leggendo questo mi viene da fare una domanda:visto che questi smuggler si fanno tanta pubblicità,perchè nessuno riesce a fermarli? Semplice, la gente di sinistra sopratutto, ma anche di destra, vogliono questi disperati  per fargli pulire i gabinetti di casa a pochi euro l'ora. Ricordiamoci quanto denaro si spende per mantenerli qui (e farli vivere in maniera indecente) e che cosa si farebbe con quei soldi nei loro paesi.Si creerebbero posti di lavoro e si costruirebbero ospedali e scuole.

da CONFESSIONI DI UN TRAFFICANTE DI UOMINI-Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci (Chiarelettere)

Il traffico di migranti si articola in tre momenti ben distinti:il reclutamento ,il trasferimento e l'ingresso nel paese di destinazione.Un copione criminale di cui è essenziale non saltare nemmeno un passaggio.Proprio il reclutamento è la fase,per così dire, "commerciale" della potente e organizzatissima agenzia di viaggio illegale.E' lo stesso agente che fa volantinaggio,che fa pubblicità con le super promozioni per l'Europa,che allestisce la vetrina con le irrinunciabili offerte per passare il confine,che confeziona il depliant con tutte le rotte e le possibilità per cambiare vita.E con tutti i prezzi.Non hai denaro,ma vuoi o devi partire lo stesso? C'è l'offerta "base":il minimo indispensabile a prezzi popolari.Avrai assistenza su singoli passaggi illegali quando non riesci a fare da te, solo su tua richiesta e quando ti serve.Certo,le rotte sono un pò accidentate e defilate (non sarà possibile corrompere doganieri a queste tariffe) e i mezzi di fortuna.Starai un pò scomodo,userai tanto le gambe e forse rischierai.Ma bisogna accontentarsi,il rapporto qualità-prezzo,in fin dei conti,è equo.
Puoi permetterti qualcosa di piu e vuoi raggiungere l'Europa partendo da molto lontano? Il "tour di gruppo",allora, è l'ideale.Non  è un servizio lussuoso ma è comodo,funzionale e permette di coprire lunghe distanze.Pensa a tutto l'agenzia: agli spostamenti e alle soste;al vitto e all'alloggio;ai trasporti,via terra e mare.Nessuna contrattazione in nessun luogo,sarà sempre l'agenzia a negoziare e a spuntare i prezzi migliori dai fornitori locali.In ogni nazione ci sarà un accompagnatore,una guida.Certo,si viaggerà in compagnia di altre persone,magari sconosciute.Sarete in molti e forse di tanto in tanto la situazione potrebbe diventare un pò caotica,scomoda o pericolosa.Anche il pagamento del compenso può essere ritagliato su misura.Si può anticipare tutto alla partenza con la possibilità di ritentare in caso di insuccesso.Oppure,versare la metà subito e saldare il testo a destinazione raggiunta o anche scegliere il pagamento a rate, trovando prima una qualche forma di garanzia.
Ti puoi permettere ancora di piu,sei abituato a trattarti bene e hai fretta? Vuoi viaggiare comodo in aereo e da solo o con i tuoi cari? D'accordo.L'agenzia fornirà un'identità falsa e un documento contraffatto.Un titolo di viaggio,vero, ovviamente,collegato a quell'identità.Quando arrivi,se necessario,ti possiamo far trovare anche un'automobile per scomparire prima possibile.Vuoi un biglietto aerreo di prima classe? Nessun problema.Facci solo sapere in quale paese vuoi entrare,perchè i prezzi variano.Il conto potrebbe essere salato ma il lusso,la comodità e la sicurezza di arrivre a destinazione si pagano.

venerdì 14 marzo 2014

I soldi buttati via dall'Italia per la spesa ferroviaria (dal 1992 al 2012)



E' vero, per le ferrovie abbiamo buttato via un sacco di soldi  e la coppia Arrigo-Di Foggia sono stati precisissimi.Viaggio molto spesso in treno e in città importanti del Nord Italia e mi sento di dire che i servizi delle FS non sono il massimo e ci sarebbe bisogno di piu competenza e una migliore selezione del personale,ma d'altronde siamo in Italia, la "Repubblica della spintarella".
Sono per la spesa pubblica,sono un kenesiano, però bisogna ammettere che di soldi  pubblici ne sprechiamo parecchi.

da REPUBBLICA ECONOMIA E FINANZA-Alessandro De Nicola

Gli economisti dell'università Bicocca di Milano,Ugo Arrigo e il suo ricercatore Giacomo Di Foggia hanno effettuato un'analisi comparata sulla spesa ferroviaria degli ultimi vent'anni,paragonandola con quella di Regno Unito,Francia,Germania e Svezia, e i risultati sono a dir poco strabilianti.
Da quando FS è una società per azioni (1992-2012) la spesa pubblica ferroviaria in Italia è stata di 207,7 miliardi di euro senza contare la rivalutazione monetaria,di cui 85 di spesa corrente.
Il Regno Unito,che ha una rete della stessa lunghezza e uguali volumi di traffico,ha speso nello stesso periodo 69,3 miliardi:1/3 rispetto all'Italia.La Germania ,i cui dati completi sono disponibili solo dal 2002 al 2010,nel periodo mostra uscite per 88 miliardi contro gli 85 miliardi;peccato però che il settore ferroviario tedesco sia due volte e mezza quello nostrano.Il valore medio del sussidio svedese,francese e svedese nei vent'anni considerati (calcolato tenendo conto degli standart di quei paesi) è stato pari al 32% di quello italiano con un picco del 40% per la super dirigista Francia.E non è che i risultati siano proporzionali alla spesa.
In Italia sono stati costruiti 700 km di alta velocità,1200 in Germania,1300 in Francia e 1600 in Spagna,paese tradizionalmente con bassi sussidi.I passeggeri FS sono diminuiti del 16% mentre in Germania sono cresciuti del 39% del 45% in Francia,dell'83% in Regno Unito e in Svezia del 93%.Se si attualizzano i versamenti italiani degli ultimi 22 anni (207,7 piu circa 7 per il 2013) con gli interessi pagati per il debito (173 miliardi),la componente ferroviaria del nostro debito pubblico è pari a 388 miliardi di euro,il 20% dello stesso,quasi il 25% del pil.
Se avessimo speso quanto la media degli altri paesi in cui abbiamo i dati completi,avremmo oggi un debito pubblico inferiore di 259 miliardi!!! Il 16% del pil,e in piu risparmieremmo ogni anno 11-12 miliardi di interessi.

giovedì 13 marzo 2014

Matteo Salvini a Bruxelles:"L'euro è morto e rischia di uccidere anche l'Europa"

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Ottimo l'intervento a Bruxelles di Matteo Salvini e sono curioso di leggere il libro di Mario Giordano "Non vale una lira. Euro, sprechi, follie: così l’Europa ci affama" (Mondadori). La moneta unica è sicuramente la causa della debole crescita dell'eurozona.Un tasso di cambio unico per paesi con strutture economiche diverse ha penalizzato i piu deboli generando squilibri alla bilancia commerciale, cose ormai già ripetute molte altre volte. Alla lenta crescita corrisponde poi l'aumento dei debiti pubblici strutturali. Il pericolo dell'uscita dall'euro? Se qualcuno uscisse dall'euro potrebbe ritrovare tassi di crescita normali e regolare il proprio debito pubblico (che non è un problema con la propria moneta), potrebbe esserci una forte inflazione, ma potrebbe anche non esserci.

mercoledì 12 marzo 2014

Il sogno di PRODI:"La fine del ceto medio come negli Usa"



Questo articolo è molto interessante ed è su l'INTERNAZIONALE.E' lunghissimo e dunque ne un riportato solo l'ultima parte perchè parte da quarant'anni fa.
Romano Prodi trovò l'euro una moneta fondamentale perchè c'era da contrastare gli Usa.Quelli del Pd continuano a prenderli come esempio da seguire perchè sono i piu ricchi al mondo, in realtà come spiega molto bene anche l'articolo sotto, ci sono disuguaglianze enormi, c'è la serie A e la serie D.
Il ceto medio negli States è in crisi da quant'anni, in Europa è cominciato nel 1989 con il crollo del muro di Berlino,la fine del socialismo reale, la vittoria del neoliberismo.
Ho appena sentito quali sono gli obiettivi economici di Matteo Renzi, aumenteranno i posti di lavoro e saranno ridotte le tasse per le imprese e ...il recupero di qualche miliardo di euro.
Cosa ne pensa Anglotedesco?
La Banca Mondiale è un'associazione a delinquere ma nelle previsioni ci azzecca sempre.Per ricominciare a crescere in tutti i settori,l'Italia ha bisogno di 200 miliardi e non di qualche miliardino come sostiene Renzi.Tra un anno saranno aumentati i lavori a 700 euro al mese (come chiede l'Europa) e il potere d'acquisto dei ceti medio-bassi non aumenterà.
Come in Cina,India o Brasile, si toglierà la gente dalle strade per massacrarle nelle fabbriche e si cercherà,come negli Usa, di togliere di mezzo quei pochi sindacati che fanno onestamente il proprio lavoro.

da THE AMERICAN PROSPECT (pubblicato da INTERNAZIONALE) -articolo di Harold Meyerson

Nel 2013 i tre maggiori datori di lavoro del settore privato negli Stati Uniti erano tutti rivenditori al dettaglio che pagavano salari bassi:Walmart,Yum! Brands (che possiede Taco Bell,Pizza Hut e Kentucky Fried Chicken) e McDonald's.Nel 1960 i tre maggiori datori di lavoro erano aziende di servizi di pubblica utilità o colossi industriali con dipendenti ben pagati e sindacalizzati:General Motors, At&t e Ford.
Il declino del lavoro negli Stati Uniti è in ultima analisi una conseguenza del declino del potere dei lavoratori.Dagli anni settanta in poi le aziende hanno cercato sempre di piu di fermare l'espansione dei sindacati nelle regioni del paese o nei settori economici in crescita.E' nata una nuova industria,quella dei consulenti che aiutano le aziende a sconfiggere i tentativi di sindacalizzazione dei lavoratori.Il National labor relations act, la legge sulle relazioni industriali,proibisce il licenziamento dei lavoratori durante le amministrazioni Johnson, Carter,Clinton e Obama sono falliti.Nel 2013 la quota dei lavoratori sindacalizzati delle imprese private è scesa del 6,6%,e la contrattazione collettiva è di fatto scomparsa dal settore privato.
Il crollo del potere contrattuale dei lavoratori aiuta a spiegare uno dei principali paradossi dell'economia statunitense di oggi:i dipendenti non sono ricompensati per gli incrementi di produttività."Oggi negli Stati Uniti un operaio di fabbrica è responsabile in media di oltre 180.000 dollari di produzione all'anno,il triplo rispetto ai 60.000 dollari del 1972",scrive l'economista Mark Perry dell'università del Michigan."Rispetto agli anni settanta abbiamo raddoppiato la produzione industriale con circa 7 milioni di lavoratori in meno".In molti settori gli incrementi di produttività superano addirittura le stime di Perry."Trent'anni fa un lavoratore impiegava dieci ore per produrre una tonnellata d'acciaio", ha detto nel 2011 John Surma,amministratore delegato della U.S Steel."Oggi bastano due ore".
Secondo la teoria economica convenzionale questi incrementi produttivi avrebbero dovuto tradursi in consistenti aumenti di stipendio per i lavoratori.Ma la teoria economica convenzionale non tiene conto del potere delle dirigenze aziendali e degli azionisti e della debolezza dei lavoratori.La sociologa Tali Kristal,dell'università israeliana di Haifa,spiega che dal 1970,la quota di ricavi destinata a salari e previdenza nel settore manifatturiero è scesa del 14%,a fronte di una crescita di pari misura della quota dei profitti.Un fenomeno simile si registra nei trasporti,dove la quota dei salari si è ridotta del 10%,e nell'edilizia,dove è scesa del 5%.Ad accomunare questi settori è il dimezzamento del tasso di sindacalizzazione negli ultimi quarant'anni.Gli incrementi di produttività sono stati spartiti,secondo la semplice aritmetica del potere.
Solo se si tiene conto della soppressione del potere dei lavoratori si spiega la generalizzata diminuzione dei posti di lavoro ad alta retribuzione negli ultimi 35 anni.Solo se consideriamo l'erosione del potere contrattuale del lavoro possiamo capire perchè le imprese statunitensi,con oltre 1.500 miliardi di dollari di liquidità,hanno scelto di riaquistare le proprie azioni e aumentare i dividendi,ma non hanno nemmeno preso in considerazione l'idea di aumentare i salari
.

RIPRENDERSI IL FUTURO

Dunque l'America del 1947-74 l'America dei baby-boomers-è stata solo una grande eccezione nella storia economica del paese,un'età dell'oro che non tornerà piu? Le condizioni che portarono al boom del dopoguerra e alla prosperità diffusa sono state davvero così anomale che il mito del successo americano continuerà a sbiadire sempre di piu? Le forze della globalizzazione e della robotizzazione continueranno inesorabilmente a far crescere i redditi di pochi a scapito dei piu?
Che l'egemonia statunitense sull'economia mondiale nei trent'anni successivi alla seconda guerra mondiale sia un fenomeno irripetibile è assodato.Che la globalizzazione e l'automazione abbiano determinato enormi cambiamenti nell'economia americana è ovvio.Ma vale la pena sottolineare che negli ultimi quarant'anni c'è stato un paese industrialmente avanzato che ha visto migliorare le condizioni dei lavoratori:la Germania.Come le multinazionali statunitensi,i colossi dell'industria tedesca (Daimler,Siemens,Basf e altri) hanno fabbriche in tutto il mondo.Ma, a differenza delle multinazionali statunitensi,hanno tenuto in patria i posti di lavoro piu remunerativi e la produzione a maggior valore aggiunto.Il 19% della manodopera tedesca è impiegata nel settore manifatturiero,contro l'8% degli Stati Uniti.Salari a benefit dei lavoratori industriali tedeschi sono di un terzo piu alti di quelli americani.Mentre gli Stati Uniti hanno il deficit della bilancia commerciale piu alto del mondo,la Germania ha un surplus secondo solo a quello della Cina (e qualche volta riesce anche a superarlo).
Certo,l'identità tedesca è molto piu legata alla manifattura rispetto a quella statunitense.Questo è dovuto a una serie di meccanismi nazionali che non solo favoriscono la manifattura grazie a politiche eccellenti come quelle della formazione professionale, come quelle della formazione professionale,ma danno anche piu potere ai lavoratori.Per legge,le aziende tedesche con piu di mille dipendenti devono avere in consiglio di amministrazione un numero uguale di rappresentanti dei dirigenti e dei lavoratori.Per la gran parte,le aziende tedesche non si finanziano con l'emissione di azioni e obbligazioni,ma attraverso l'investimento interno o facendosi prestare soldi dalle banche.Il ruolo degli azionisti è insignificante.eguendo la strada di un capitalismo che mette al centro il dipendente e la comunità,la Germania è riuscita ad adattarsi alle stesse forze della globalizzazione  che hanno investito gli Stati Uniti senza ridimensionare la forza contrattuale e i redditi dei lavoratori.
La crescita dei redditi non è l'unica cosa scomparsa negli ultimi quarant'anni in
America.Gli statunitensi sentono di aver perso il controllo delle loro vite.I giovani laureati che fanno mestieri per i quali basterebbe un diploma superiore,i disoccupati di mezza età che decidono di ritirarsi da  un mercato del lavoro che non ha piu posto per loro,i 45-60enni costretti a rimandare il pensionamento perchè non hanno risparmiato abbastanza:tutta questa gente conduce un'esistenza che non ha nulla a che fare con le aspirazioni che gli americani fino a poco tempo fa fa pensavano di poter soddisfare.In un sondaggio del Pew research center del maggio del 2013 è stato chiesto a un campione di statunitensi se pensano che i bambini di oggi staranno meglio o peggio dei loro genitori.Il 62% ha risposto peggio,il 33% meglio.Gli studi sul declino della mobilità intergenerazionale dicono che questo pessimismo è fondato.

L'estinzione della grande e dinamica classe media che aveva caratterizzato gligli Stati Uniti nel dopoguerra non è il frutto delle leggi dell'economia o della fisica.Molti degli elementi che hanno ostacolato la rifondazione di un'America piu prospera ed ugualitaria sono in fin dei conti artefici politici,suscettibili di correzioni politiche.Per mettere in atto queste correzioni servirà una mobilitazione politica straordinaria,prolungata ed eroica.Gli americani dovranno trasformare l'ansia in indignazione,e usare questa indignazione per riprendersi la loro fetta del futuro del paese.

martedì 11 marzo 2014

Claudio Borghi distrugge Riccardo Puglisi a LA GABBIA




Mi auguro di  cuore che prima o poi gli anti-euro diventino la maggioranza  in assoluto, al momento però gli ultrà dell'euro sono in vantaggio;nonostante tutto però hanno paura e uno di questi è Riccardo Puglisi.E' un po come una squadra di calcio molto forte che per vincere il titolo trova sulla sua strada una piu debole che però non si fida perchè potrebbe sempre saltar fuori un Roma-Lecce del 1986. E'veramente assurdo che in Europa da un lato ci sono politiche di austerità che fregano la domanda interna, dall'altro scelte monetarie che creano difficoltà all'export. I capitali che arrivano nell'eurozona dai paesi Brics hanno rafforzato l'euro e abbassato gli spread,ma non hanno cambiato il problema piu importante: l'allargamento tra l'economia della zona euro.Non ci sono paesi con finanze pubbliche e private che danno garanzia,se non si utilizza la capacità produttiva,allora ci può essere un problema di domanda. Se in Germania e Francia i produttori risolvono il problema euro con forti tassi d'interesse quasi negativi,negli altri paesi non avviene e quelli in difficoltà infatti restano ancorati da costi del credito che sono piu alti della media.C'è un effetto provocato dal maggior rischio del loro debito pubblico, i cui titoli hanno un ruolo centrale nei sistemi bancari ,e si trasmettono alle imprese. Dobbiamo distruggere l'euro, ci vuole la collaborazione di tutti, non deve essere un problema o di destra o di sinistra,la moneta troppo forte ci danneggia, guardiamo la bilancia dei pagamenti prima di entrare nell'euro e quando siamo entrati ,a metà degli anni 90' le agenzie di rating ci promuovevano. Io, Anglotedesco, a pagamento, sono disposto a lavorare per convincere la gente a dire BASTA EURO!!!

lunedì 10 marzo 2014

LUCIANO GALLINO:"In Gran Bretagna un milione di contratti a zero ore"



In Italia non abbiamo ne la legge Hartz e nemmeno i contratti a zero della Gran Bretagna,ma se andiamo a vedere nel settore dell'agricoltura, edilizia, i lavoratori (sopratutto stranieri) lavorano in quelle condizioni.Una volta tanto i vari Luciano Gallino, Barbara Spinelli , Moni Ovadia e il resto della "LISTA TSIPRAS" dovrebbero farsi un giro e controllare di persona.
Per quanto riguarda la dittatura europea, sono d'accordo con Gallino anche se l'EURO non lo tocca mai.L'Italia ha fatto i cosidetti "compiti a casa".Si va in pensione a 67 anni,ha un saldo primario in attivo da 10 anni, la spesa per i servizi pubblici e per il funzionamento della struttura pubblica,è del 2% inferiore a quella della media europea.Dal 2010 al 2012 ha ridotto il numero degli impegati pubblici e la spesa per retribuzioni nel pubblico del 4%.
E Renzi? Avete fiducia per mercoledì il grande giorno delle riforme economiche?
Perfetto lo striscione mostrato da Forza Nuova quando il premier fiorentino si è presentato in Veneto:"Dopo Monti e Letta ,Renzi è la terza marionetta".Infatti lo è...della Troika che chiede una flessibilizzazione dei contratti nel paese ,dove con il pacchetto Treu (1997 governo Prodi) firmato anche dai tanti ipocriti che piangono per i lavoratori,la precarietà è diventata sacrosanta. Renzi intende creare un contratto di inserimento,un apprendistato,e sospendere per tre anni l'articolo 18.Si parla di una deregolamentazione dei contratti a termine e per sperare nell'assunzione certa ,devi aspettare 36 mesi.

da IL FATTO QUOTIDIANO dell'8 marzo 2014-intervista a Luciano Gallino di Salvatore Cannavò

Mentre lo raggiungiamo al telefono,il professor Luciano Gallino sta leggendo un rapporto sul sistema sanitario in Grecia:"Un disastro assoluto,il prodotto di politiche di austerità che produce risultati terrificanti",quanto si vede finora con il nuovo governo sembra andare in quella direzione."Finora si è parlato molto, gli impegni sono tutti da vedere,ma mi sembra che ci si muova sulla linea degli ultimi 20-25 anni.E che hanno solo aumentato la flessibilità e la precarietà del lavoro".

NESSUNA SPERANZA SU RENZI?

Direi che la sua domanda è una buona metafora del mio stato d'animo.


COSA NON LA CONVINCE DEL PIANO DEL LAVORO PER COME LO SI CONOSCE FINORA?

Sono passati 20 anni dalle prime proposte Ocse sulla flessibilizzazione del lavoro.Il risultato è che i precari sono aumentati a dismisura.


LA RIFORMA DEL "MERCATO DEL LAVORO NON PUO' SERVIRE A RIDURRE LA PRECARIETA'?

E' uscita una gran quantità di saggi che dimostrano come le riforme dei contratti di lavoro non modificano,se non in peggio,la creazione di posti di lavoro.


LA TENDENZA CHE LEI VEDE IN ATTO,QUINDI, E' LA STESSA DEI PRECEDENTI GOVERNI?

Mi sembra proprio di si.In realtà non si è mai voluto analizzare in profondità il motivo per cui le imprese chiedono maggiore flessibilità.


E QUAL'E'?

Non  solo evitare la grana dei licenziamenti,ma anche trasformare il lavoro in un'appendice dei movimenti di capitale.La catena dal valore si è ormai internazionalizzata e la forza lavoro viene collocata in uno stato di perenne transizione.Si pensa ai contratti a zero ore.


CONTRATTI A ZERO ORE?

Si,in Gran Bretagna ne sono stati stipulati circa un milione.Zero ore per zero soldi.Il lavoratore firma un contratto che lo mette a disposizione dell'impresa che lo può chiamare con un sms anche per poche ore.Il lavoro diventa una sorta di rubinetto da aprire e chiudere a piacimento.


COSA NE PENSA DEI MINI-JOB TEDESCHI?

Parliamo di contratti da 15 ore alla settimana a 450 euro al mese.Se ne collezioni almeno due riesci a raggiungere un reddito che si colloca sulla soglia di povertà.


L'OBIEZIONE RICORRENTE E' CHE E' SEMPRE MEGLIO DI NIENTE.

E' una brutta obiezione, perchè sarebbe come dire che se hai contratto una brutta malattia in realtà potresti stare peggio.La forza della Germania,il suo export,si fonda sull'impennata della produttività senza aumenti retributivi.Il successo tedesco si fonda sulla pelle dei lavoratori.


LA SUA IDEA PER CONTRASTARE LA PRECARIETA' E' CREARE LAVORO?

Riportare la finanza al servizio dell'economia produttiva creare occupazione.Assumendo direttamente su progetti a hoc.Con investimenti pubblici si possono ristrutturare ospedali,interventi idrogeologici,ecc.


UN MODELLO KEYNESIANO CLASSICO?

Abbiamo l'acqua non più alla gola,ma sopra gli occhi.Occorre fare qualcosa urgentemente.

domenica 9 marzo 2014

Trafficanti di uomini lungo la Manica



C'è poco da commentare.L'Europa dov'è? Trafficanti che fanno i loro sporchi interessi,che sanno che ci sono ,ma che fanno troppo poco per fermarli.Se abitassi dalle parti di Calais voterei senza nessun dubbio Front National.

da CONFESSIONI DI UN TRAFFICANTE DI UOMINI- Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci (Chiarelettere)


"Quanti di noi puoi portare in Inghilterra?"

"Due,tu e il tuo amico.Basta."

"E quanto ci costa?"

"Ne abbiamo già parlato ieri.Te l'ho detto,mille a testa."

"E se siamo in tre?"

"No,non voglio casini casini,ho detto tu e il tuo amico e basta."

"A che ora?".

"Venite qui domani sera alle nove,vi trovo io".

"Stasera non si può?"

"No,non si può.Decido io quando si può".

La discussione non dura molto,i silenzi sono lunghi e li sguardi indagatori. Tom, che incontriamo nel giugno del 2012,ci permette di assistere a una trattativa con alcuni albanesi.Seduti ai tavolini all'esterno di un bar,lui sorseggia un caffè,i due albanesi bevendo birra.I ragazzi vogliono passare la frontiera la notte stessa;la diffidenza reciproca però è evidente.I due se ne vanno,bottiglia in mano,raggiungono un gruppo di connazionali sulla place d'Armes,la piazza principale di Calais e,fumando si allontanano tutti insieme.Lanciando ogni tanto un'occhiata di sbieco al tavolino. Tom bisbiglia:"Non mi fido,quelli non vogliono pagare,me lo sento...".
Tom è un quarantenne irlandese rude e dallo sguardo vigile.Sta muovendo i primi passi nel business dello smuggling a Calais, in Francia ,dopo una lunga esperienza nel traffico di droga.Lo avevamo incontrato in precedenza al Cafè de Paris,vicino al porto.Anche in quell'occasione trangugiava caffè e fumava una sigaretta dopo l'altra. Tom non tocca mai alcol,mangia sandwich preconfezionati ma dice di adorare la cucina italiana.
Conosce benissimo tutti i porti del continente da cui partono i traghetti per Dover e per le Channel Islands.Da alcuni mesi ha deciso di entrare nel settore del traffico di esseri umani.Proprio questo tratto di Europa è attualmente uno dei punti più redditizi per gli smuggler. Molti migranti,infatti,cercano tutte le notti di raggiungere le coste inglesi e tentare la fortuna,nonostante la fitta rete di controlli di frontiera.In particolare da Calais,il piccolo e grazioso porto francese,gentilmente affacciato sulla Manica,dalle lunghe spiagge e dalla deliziosa gastronomia a base di frutti di mare.Come da Patrasso, in Grecia,anche da qui ogni anno partono migliaia di migranti che si nascondono nei camion.A volte all'insaputa dei conducenti,altre volte con il loro benestare.Secondo il governo britannico,in dodici mesi tra il 2012 e il 2013,sono stati bloccati undicimila accessi illegali.Secondo fonti giornalistiche inglesi,nel 2012 la polizia di frontiera di Sua Maestà ha intercettato ottomila migranti irregolari nascosti in camion.Sempre le stesse fonti stimano che le gang di trafficanti riescono a fare entrare almeno 30 migranti ogni giorno dalla sola Calais.

Trasportavo marijuana dall'Olanda al Regno Unito,attraverso il Belgio e la Francia.In auto e via mare.Io la portavo solamente,la consegnavo a mio cugino,a Londra ,che è un prezzo grosso,e lui pensava al resto.Insieme gestivamo il mercato di Brixton,a sud della City.Questo mi ha permesso di capire le rotte e i metodi per occultare la merce.Poi però mi sono fatto sette anni di carcere a Calais.Ero appena arrivato in questo posto quando durante un controllo mi hanno aperto il baule della Ford...
Ho deciso di rimanere a Calais,anche se la polizia francese mi conosce.Devo stare molto attento e la maggior parte delle volte preferisco lavorare fuori dalla città.Io opero con persone scelte con attenzione.La mia è una rete piccola,dai numeri ancora non troppo alti,ma all'inizio. Se sceglierò sempre le persone giuste potrà crescere.
Con me collabora un afghano con passaporto inglese che vive a Londra e un tassista francese che fa la spola tra Calais e Dunkerque,che ogni tanto si offre per trasportare migranti.E decine di camionisti inconsapevoli,nel cui carico durante la notte infilo gruppi di tre o quattro persone.Se lo scanner termico della polizia inglese non individua il "contenuto", riesco a farli sbarcare sull'isola.

Una sera incontriamo anche il tassista,il collaboratore francese di Tom. Si presenta stringendoci la mano,ma non dice il suo nome.E' uno giovane,sui trent'anni. Viene da un paese distante un centinaio di Km da Calais.Sorseggia una Stella Artois in bottiglia,ha la faccia da bravo ragazzo.L'aria distratta e timorosa allo stesso tempo,si guarda attorno spesso.La sua auto è parcheggiata li,chiede che non si sappia nemmeno il modello o la marca.Ha paura di essere riconosciuto.
Lui e Tom ci raccontano che reclutare migranti nella zona di Calais non è difficile.Basta sedersi in un caffè sulla piazza centrale,vicino al porto,e aspettare,osservare.Presto si vedono transitare gruppetti di afgani ,albanesi,eritrei e sudanesi.Oppure attendere la distribuzione dei pasti caldi che alcune associazioni locali,come La Belle Etoile, fanno regolarmente proprio dietro le banchine.
I punti di raccolta di chi vuole andare in Inghilterra illegalmente sono più o meno sempre gli stessi anche se neglu ultimi mesi,complici i controlli della polizia francese,i migranti non dormono più dove erano soliti in passato.E si sparpagliano nei tanti paesini lungo la costa.Vengono a Calais o a Dunkerque solo quando tentano il passaggio.Una volta a Calais c'era la Jungle,un accampamento nel bosco vicino al porto dove afgani e curdi avevano costruito tende e baracche.Oppure c'era l'African House,una fabbrica dismessa vicino alla stazione dei treni.Ora non c'è più nulla.I flics,i poliziotti,hanno ripulito la città,costringendo gli irregolari a nascondersi lungo la costa.Calais è come nuova,ma solo apparentemente perchè,nonostante i fitti controlli,i migranti cercano ancora ogni giorno di partire.E hanno bisogno di gente come Tom.

venerdì 7 marzo 2014

ALBERTO BAGNAI:"Colpa delle regole europee se il Paese è in svendita"

foto da www.correttainformazione.it




Sulla STAMPA di stamattina Luca Ricolfi dava le ricette per uscire della crisi, di over-job, di taglio delle tasse  per le imprese.Non ho letto che bisogna tornare ad avere una propria moneta con una banca centrale pubblica che stampi soldi come fa la FED ,la Banca del Giappone o dell'Inghilterra.Come si fa dire che bisogna tagliare le tasse? Bisogna ridurre il debito e restituire una moneta non nostra che ci prestano.E poi il problema principale è la moneta troppo forte per noi, tutti scappano, non ti puoi permettere di pagare gli operai delle PMI 1.400 euro al mese,nessuno viene a comprare  da noi e si rivolgono a Cina,India,Brasile ecc ecc.La bilancia commerciale con l'euro è in rosso,con la "liretta" era in attivo, ricordatevi sempre questo.
Ieri su Libero l'ottimo Claudio Antonelli faceva l'elenco dei 830 marchi italiani passati in mani straniere e non contenti ne vogliono ancora.
Il centrosinistra italiano (e non solo) è semplicemente vergognoso,il M5S pure (anche se fa altre battaglie giuste), gli unici partiti che vogliono uscire dall'euro sono di centrodestra (Lega e si aggiunta la coppia Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale con Gianni Alemanno che stamattina ne parlava su Libero).La gente comincia un po a stufarsi e non solo per l'euro ma perchè la sinistra pensa solo ai migranti,inutile negarlo, è così.Per gli alloggi popolari (che conosco) vengono messi in cima alla lista gli stranieri ,e chi me lo dice è uno che ha sempre votato a sinistra ma non è falso come quelli che stanno in parlamento o nei centri sociali.
Cosa bisogna fare per uscire dall'euro? Avere la maggioranza e per farlo bisogna convincere la gente, con un duro lavoro ,ad essere in maniera convinta, anti-euro.Non ho paura di un ritorno al fascismo perchè la Costituzione italiana lo proibisce  e al massimo si possono espellere (come in tutti i paesi del mondo) gli irregolari e chi delinque e non tornerebbero le leggi razziali. 

da LIBERO del 6 marzo 2014

Il fenomeno della cessione all'estero di aziende simbolo del Made in Italy sta attirando un'attenzione sempre piu viva e piuttosto schizofrenica.Da un lato gli ultimi governi hanno insistito sul fatto che l'Italia non era abbastanza "attraente" per gli investitori esteri: il programma "Destinazione Italia",proposto dal governo Letta nell'autunno scorso,voleva proprio rimediare a questa situazione.D'altro canto,commentatori quali l'on Prodi hanno evidenziato come le aziende passate in mano estera siano ormai cosi tante da compromettere lo stesso rilancio della nostra economia,perchè "molta parte del loro valore aggiunto si dirige verso le imprese straniere che hanno acquistato le nostre aziende e ne incassano perciò i margini commerciali e i profitti". (Il Messaggero ,17 agosto 2013).
Ma come stanno le cose? "Siamo brutti, nessuno ci vuole", oppure:"Siamo finiti,ci hanno comprato tutto"? Questi due messaggi sono incoerenti:se nessuno ci vuole,perchè tutti ci pigliano? (Al punto che in cinque anni 830 marchi italiani sono passati in mano estera,come ricordava ieri questo quotidiano).E se facciamo tanti progetti per attirare capitali esteri,perchè poi ci lamentiamo quando arrivano? Nel discorso qualcosa non torna,e può essere utile fare un pò di chiarezza.
In bilancia dei pagamenti gli investimenti fatti a scopo di controllo di un'attività produttiva estera si chiamano "investimenti diretti",e possono essere in entrata (un'azienda francese compra un'azienda italiana) o in uscita (il contrario).In Italia,come in molte altre economie mature,il flusso in uscita prevale su quello in entrata:i nostri investimenti all'estero in media superano quelli esteri in Italia di circa 2 punti di Pil (un ordine di grandezza simile a quello della Germania).Questa  media nasconde dinamiche interessanti.Ad esempio,gli investimenti all'estero degli italiani,che nel 2008 erano pari a 45 miliardi di euro,con la crisi sono scesi a circa 25 miliardi l'anno.Viceversa,quelli esteri in Italia sono passati da -7 nel 2008 (quando gli imprenditori esteri si ritirano dai mercati italiani,avendo sufficienti problemi in casa propria),a circa 14 miliardi l'anno nel periodo successivo.Noi compriamo sempre meno aziende all'estero (esportiamo meno capitali) ma dall'estero continuano a comprare  nostre aziende (cioè noi continuiamo) a importare capitali.
Queste dinamiche si spiegano con due conseguenze della crisi,entrambe preoccupanti.Da un lato,il risparmio netto delle famiglie è passato da piu del 10% del loro reddito disponibile prima della crisi a circa il 3% nel 2012.E' la mancata crescita di risparmio interno che spiega il bisogno di ricorrere al risparmio estero.D'altra parte,la carenza di domanda nell'Eurozona,e in particolare in Italia,mette in crescente difficoltà molte aziende,i cui proprietari preferiscono cedere marchi a know-how.
Allora,siamo finiti?  dati non dicono nemmeno questo.Il saldo fra i profitti incassati sui nostri investimenti diretti esteri e quelli versati agli investitori esteri rimane positivo.Intorno agli 8 miliardi all'anno,anche in conseguenza del fatto che il totale dei nostri investimenti esteri in Italia (262 miliardi,alla stessa data).Se arrivasse un governo che invece di porsi il problema di rendere l'Italia "attraente" si ponesse quello di rilanciare l'economia,nulla dice che il valore aggiunto creato si riverserebbe in massima parte all'estero.
Forse chi continua a colpevolizzare il nostro Paese perchè non attraente se i capitali non arrivano,salvo liquidarlo come spacciato se invece arrivano,vuole insinuare che la crisi ce la meritiamo,e che recuperare spazi di autonomia nella nostra politica economica è ormai inutile.Le cose non stanno proprio così.Certo,nella crisi incidono i nostri problemi strutturali,da affrontare quando avremo le risorse per farlo,ma nessuno ormai si nasconde il fatto che sono le regole europee a ostacolare la ripresa.L'Eurozona è l'unica area del mondo il cui Pil sia rimasto,nel 2013,inferiore al valore del 2008.L'Italia ha ancora risorse per potersi riprendere,ma per poterle sfruttare i suoi governi devono essere in grado di affermare nelle sedi europee l'insoluta priorità di politiche di crescita,praparandosi a trarne la inevitabili conseguenze qualora non trovassero ascolto,come purtroppo finora è stato.