Anglotedesco

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venerdì 28 febbraio 2014

LORETTA NAPOLEONI:"Dobbiamo ricomprarci il 40% del debito in mano estere"



Per l'economista Loretta Napoleoni che secondo Paolo Barnard avrebbe preso parte del Mossad (Istituto per l'intelligence e servizi speciali israeliani), bisognerebbe ricomprare il 40% del debito in mano estere.Non solo lei ma anche Beppe Grillo ha ripetuto spesso questa frase.
Purtroppo la sinistra non ha il coraggio di dire che il problema si euro,che bisogna distruggere la moneta unica per permettere agli stati, sopratutto del sud Europa, di respirare ed emettere moneta per far ripartire la crescita,di creare occupazione.Sperano sempre che l'Europa diventi piu buona oppure che la BCE si trasformi nella Federal Reserve.Se l'Unione Monetaria Europea è stata creata in questo modo un motivo ci sarà o No? Perchè dovrebbe cambiare? La Germania,padrona assoluta dell'eurozona, perderebbe la leadership.
Ricomprare il 40% del debito è una cretinata,impossibile in una situazione così complicata senza banca centrale pubblica e senza moneta sovrana con le banche internazionaliche comandano l'Italia.
Cara Loretta Napoleoni, BASTA EURO! Ricordiamoci che:

Uno Stato che può emettere moneta liberamente è uno Stato effettivamente privo di rischio di insolvenza; l’unico tipo di default in cui può incorrere uno Stato con moneta sovrana è di tipo politico e non certo economico.
Per esempio, gli Stati Uniti possono fallire se il proprio governo, nel caso di necessità, non si accorda per modificare la legge in vigore che fissa un tetto oltre il quale non è consentito indebitarsi (nel periodo luglio/agosto del 2011 si corse questo rischio) ma, come ogni Stato dotato di moneta sovrana, non fallirà mai per motivi economici, perché, se necessario, per onorare un debito o affrontare una spesa gli sarà sufficiente creare nuovo denaro (attivo) ed al tempo stesso contabilizzare sotto la voce ‘moneta’ o ‘banconote in circolazione’ ulteriore debito (passivo).
Essendo tale debito nei confronti di sé stesso, è un debito che può salire all’infinito senza innalzare il rischio di default; è un debito che non fa assolutamente paura agli investitori perché sanno che, se lo Stato avrà bisogno, la moneta se la creerà.
La possibilità di uno Stato di grandi potenzialità come l'Italia, di emettere significa certezza di non fallire e di conseguenza maggior considerazione da parte degli investitori.
Quindi, uno Stato può generare nuova liquidità senza alcun limite, e ciò vuol dire possibilità di raggiungere la piena occupazione, buoni stipendi, pensioni soddisfacenti, infrastrutture.

da MILANO FINANZA  del 22 febbraio 2014-Irene Elisei

LORETTA NAPOLEONI al Class Cnbc:

"1000 miliardi per l'Italia sono un'ottima idea,perchè il problema fondamentale del paese è proprio il 40% del debito che è ancora in mano estere.Facciamo l'esempio del Giappone.Qui il debito è molto piu alto che da noi,oltre il 200%,ma la situazione non è analoga perchè è detenuto fondamentalmente dalla popolazione giapponese.Se noi riuscissimo a ricomparci quel 40% il problema del debito sarebbe ridimensionato.Certo, non sarebbe risolto perchè resterebbe comunque un peso dal punto di vista dei rapporti all'interno dell'Europa porterebbe sicuramente un grosso vantaggio"
"La questione da capire resta quella della disponibilità della popolazione a fare questo passo,dopo anni di crisi economica di recessione,con un peso della tassazione elevata come quello attuale.L'incognita maggiore resta,secondo l'economista,il grado di fiducia degli italiani verso il governo e verso l'apparato statalecerto, se noi continuiamo a cambiare i premier senza regolari elezioni,il grado di fiducia necessario non sarà sufficiente per un'azione di questo tipo".

giovedì 27 febbraio 2014

Berlino ammette: i nostri salari bassi un vantaggio sleale




Questa è la Germania che tutti i giornali e tv dei principali colossi bancari ci spacciano come esempio e il fatto che il Corriere della Sera abbia la settimana scorsa pubblicato l'intervista a Peter Hartz ,non è una cosa casuale, è un suggerimento al governo Renzi e siccome i tedeschi sono i leader d'Europa, bisogna imitarli.
Precisissimo Paolo Barnard nel video sopra dove stritola Udo Gumpel, io ricordo anche il bellissimo libro di Gunter Wallraf dove ha verificato di persona cosa sono i mini job di Peter Hartz:

http://anglotedesco.blogspot.it/2013/12/gunter-wallrafflo-sfruttamento-nella.html

http://anglotedesco.blogspot.it/2013/12/il-sistema-lidl-nella-ricca-germania.html

http://anglotedesco.blogspot.it/2014/02/in-germaniarovinati-per-colpa-del-gls.html

da IL GIORNALE del 22 febbraio 2014

Mea culpa della Germania:"con salari bassi e precariato ci siamo dotati di un vantaggio (competitivo) sleale ai danni dei nostri partner",ha ammesso il segretario di Stato agli affari europei Michael Roth.
Esponente social democratico ,Roth ha parlato del problema degli squilibri tra paesi in Europa e degli avanzi commerciali da record della Germania:ha ammesso il vantaggio competitivo sleale sui bassi salari minimi aggiungendo che la questione dovrà essere progressivamente corretta.
Il governo ha lanciato un "chiaro segnale",ha proseguito,con l'impegno a introdurre non oltre il 2017 un aumento dei salari minimi a 8,50 euro all'ora.Secondo Roth ilpunto chiave per favorire una correzione degli squilibri europei non passa per una limitazione delle esportazioni,ma per un aumento dell'import.

mercoledì 26 febbraio 2014

Come ministro c'è Federica Guidi, esulta la Commissione Trilaterale!



Il 90% degli italiani non si renderà minimamente conto delle gravità dette da Carlo Secchi ,poi figuriamoci in un quotidiano dove il potere, l'oligarchia finanziaria non viene mai vista come il pericolo numero uno e che i veri criminali sono i politici che rubano si,ma non possono provocare disastri e disoccupazione così elevata.
Su cos'è la Commissione Trilaterale, trovere sotto l'intervista, un link dove c'è un pezzo del libro IL CLUB BILDERBERG di Daniel Estulin che spiega bene il potere di questi signori.
Matteo Renzi è un gran furbacchione,sta provando a mettere d'accordo tutti.Forma un governo di ministri legati ai poteri forti (Federica Guidi è una di questi) e poi dice che "non sarà l'Europa a decidere per noi".Mettiamoci il cuore in pace:il mondo è comandato da banchieri e speculatori finanziari, il resto non conta nulla e deve stare alle loro regole,in caso contrario viene fatto fuori.
Sfondare il tetto del 3%? Potresti anche sfondarlo ma devi comunque ridurre il debito pubblico.Con una mano ti do con l'altra ti tiro via.
Non sarà facile,e sono convinto che un domani chi farà crollare l'eurozona (Marine Le Pen?) , farà una brutta fine, però bisogna dire BASTA EURO!Riprendiamoci la sovranità monetaria.Come dice nel suo manualetto CLAUDIO BORGHI AQUILINI:

" Potremmo chiamare la nuova moneta come preferiamo perché tanto sarà una cosa diversa dalla vecchia Lira (Scudo, Fiorino, EuroItalia oppure ancora Lira) e la cosa più comoda sarebbe convertirla 1 a 1 con l’Euro perché così non ci sarebbero problemi per fare i conti come invece ci furono quando si passò all’Euro e venne deciso quel numero stranissimo (1936,27). Attenzione: la conversione non indica il “cambio” e può essere decisa come preferiamo: 1 a 1 è semplice, ma se si volesse si potrebbe fare anche 10 a 1, 5.000 a 1 o 1.234 a 1. Poi, dopo la conversione, quello che la nuova moneta varrà nei confronti delle altre monete lo deciderà il mercato, ma a noi a quel punto interesserà poco, come oggi non ci interessa più di tanto quanto vale l’Euro nei confronti del Dollaro, della Sterlina o delle altre monete mondiali. Quindi, in sostanza, se avevamo uno stipendio di 1.000 Euro esso diventerà di 1.000 fiorini (o scudi o lire), la pizza invece di costare 8 euro costerà 8 fiorini e se pagavamo 300 euro di mutuo al mese pagheremo 300 fiorini. Anche 300 euro sul conto corrente diventeranno 300 fiorini e 1.000 euro di pensioni diventeranno anch’essi la stessa cifra nella nuova moneta. Il cambio 1 a 1 impedirà il fenomeno degli “arrotondamenti” che fecero raddoppiare i prezzi quando si passò dalla Lira all’Euro, perché ogni rialzo ingiustificato verrebbe subito notato. Per i conti correnti l’unico incomodo sarà che probabilmente durante la conversione, per alcuni giorni, sarà necessario chiudere le banche per impedire speculazioni. Per un pensionato, invece, come vedremo nelle risposte alle prossime domande, ciò non rappresenterà un impoverimento perché non è detto che ci sarà inflazione ma, anche se si dovesse verificare, sarà in ogni caso possibile sbloccare la rivalutazione dei trattamenti che sarebbero automaticamente adeguati. È proprio con l’Euro che stipendi e pensioni hanno perso potere d’acquisto! Non dimentichiamo poi che le pensioni sono pagate dai contributi dei lavoratori: se la disoccupazione indotta dall’Euro dovesse crescere ancora, il rischio è che le pensioni vengano fortemente tagliate perché non ci sarebbe fisicamente il denaro"

da IL FATTO QUOTIDIANO del 24/02/2014-intervista a Carlo Secchi di Carlo Trecce



Vedrà,ci toccherà indire un concorso pubblico,i migliori frequentano le nostre riunioni e poi vanno al governo",Carlo SEcchi provoca ,scherza con ironia accademica e la battuta interlocutoria di un uomo abituato a maneggiare il potere con discrezione.La Commissione Trilaterale,gruppo di studio e di lobby,intuizione americana di David Rockfeller e di Henry Kissinger,tecnocrazia e finanza globale,è un serbatoio sempre carico per leggende (e complotti).E non manca mai l'appuntamento con l'esecutivo italiano.Il presidente italiano Secchi, un rettore in Bocconi e consigliere d'amministrazione di sei società quotate in Borsa (Italcementiu,Mediaset,Pirelli,capo di Mediolanum) ,non rivendica meriti."Noi cerchiamo di metter insieme i migliori e capita che i migliori siano chiamati a guardare anche l'Italia.A Washington accadeva spesso.Dopo Romano Prodi c'è stata un'interruzione,ma poi sono seguiti Mario Monti,illustre reggente europeo,Enrico Letta e Marta dassù.Come può capire vengono a pescare da noi,poi a volte ritornano.E i posti per gli italiani sono soltanto 18.Anche se il nostro Club s'è allargato a Cina e India.,oltre America,Europa e Giappone.

ORA TOCCA A FEDERICA GUIDI,MINISTRO PER LO SVILUPPO ECONOMICO.

Auguri! Le ho mandato un messaggino,non potevo evitare i rituali complimenti.Federica ci ha accompagnato per un percorso di tre anni,ci ha fornito le proprie idee.

COME L'AVETE SCELTA?

Da noi le porte d'ingresso si spalancano per cooptazione.Federica aveva finito l'esperienza nei giovani di Confindustria e poteva darci un contributo.A Washington,ultima settimana di aprile avremo un incontro importante.

COSA PREVEDE LA TRILATERAL PER IL FUTURO?

Noi cerchiamo di agevolare il dialogo fra l'economia e la politica per far coincidere l'interesse tra istituzioni e denaro.E finalmente,lo dico con un pò di scaramanzia,è pronto un documento che dobbiamo approvare proprio entro aprile.Ci abbiamo lavorato quasi due anni, l'aveva ispirato Monti.

IL VOSTRO CONCETTO DI MONDO.

Esatto.La nostra visione per un sistema che rispetta il rigore finanziario ,il libero mercato,ma non resta immobile,che riduce  le tasse ,rivede il fisco a aiuta i cittadini.Anche Letta e Guidi hanno partecipato a questo progetto.

DURANTE LA STAGIONE DI MONTI,APRILE 2012,DISSE:"IL MODELLO ITALIANO SARANNO LE GRANDI COALIZIONI".CI HA AZZECCATO.

Non mi sembrava un pronostico complicato.E sono convinto che vedremo ancora governi di larghe intese,seppur politici,che vanno oltre i numeri di maggioranza che esprimono gli elettori.

NON E' MOLTO DEMOCRATICO.

Il pianeta ha bisogno di riforme e le riforme si fanno insieme.

MA ASCOLTATO IL DISCORSO DI MATTEO RENZI?

Buone intenzioni,adesso ci deve portare le prove.

PREFERISCE LA PATRIMONIALE O LA TASSA SUI BOT?

Come chiamare l'imposta sugli immobili se non patrimoniale? Il denaro va fatto circolare ,non utilizzato in titoli di Stato ,già sono un piccolo risparmio fatto per amore di patria.Le battute spettacolari,come quella di Graziano Delrio ,vanno evitate.

AVVERTE IL CONFLITTO D'INTERESSI DI FEDERICA GUIDI?

Mica possiamo mandare al governo i monaci che fanno voti poverta? Deve stare attenta,deve studiare,ma ce la può fare benissimo.

LO SFORAMENTO DEL PATTO DI BILANCIO,IL FAMIGERATO 3%,E' POSSIBILE?

Per chiedere una deroga e sopratutto per attendere una risposta affermativa,l'Italia deve sistemare i conti e preparare un piano di tagli,altrimenti è pure demagogia.L'Europa non potrebbe mai accettare.Ora i ministri devono tacere e lavorare.Chi ha un pò di potere deve stare zitto prima di fare.

QUANTO CONTA LA TRILATERAL?

Non determinano gli eventi,ma li possiamo condizionare.

ANGLOTEDESCO:IMMAGINO CHE LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DI CHI LEGGE IL FATTO QUOTIDIANO NON SA COSA SIA LA COMMISSIONE TRILATERALE.LEGGETE:

http://anglotedesco.myblog.it/2013/05/01/quella-commissione-trilaterale-che-enrico-letta-conosce-bene/

martedì 25 febbraio 2014

Le regole che rischiano di strangolare definitivamente l'economia italiana




Mi rivolgo al 90% degli italiani, quelli che vanno a votare sperando che chi sta a Roma possa risolvere tutti i problemi, che pulendo il parlamento a Roma si possa trovare l'occupazione a 6 milioni fra disoccupati o precari: avete letto bene cosa dice questo articolo pubblicato su IL SOLE 24 ORE del 19 febbraio 2014? C'è qualche trasmissione televisiva che ha dato questa notizia? No, perchè il loro compito è nascondere la verità sul sistema bancario e i danni che provoca, distraggono la gente con le mutande verdi i soldi per la toilette o le bottiglie di champagne. Vergognatevi tutti!

da IL SOLE 24 ORE del 19 febbraio 2014-articolo di Claudio Gatti

E' lo spettro che si aggira per l'Europa è lo spettro della stretta creditizia:tutti lo vedono,tutti lo temono,tutti lo denunciano,ma pochi sanno che ha un ideologo.Che c'è una sorta di Karl Marx del Credit Crunch,e cioè una persona responsabile del suo impianto prescritto ma sopratutto non si sa che il 21 ottobre scorso questo signore ha diffuso al quale ,anzichè ripartire,l'economia reale italiana rischia di essere definitivamente strangolata.
C'è un banchiere centrale europeo che da tre anni sta emettendo norme che hanno indotto gli istituti finanziari italiani a scelte draconiane con ripercussioni drammatici su cittadini e imprese.Stiamo parlando di Andrea Enria,il presidente dell'Elba,la European Banking Authority,organo di vigilanza bancaria dell'area euro.
L'impatto potenzialmente piu devastante lo avranno due regole che rischiano di aumentare drammaticamente il numero di clienti in default,congelando l'erogazione del credito e portando l'economia reale del paese alla paralisi:

-La regola numero 179 di fatto impedisce a un istituto di intervenire a supporto di un cliente in difficoltà piu di una singola volta.Altrimenti lo dovrà automaticamente classificare come non-performing,quindi dichiarare il suo credito in default e prevedere nuovi accantonamenti.

-Altrettanto devastante è la regola 155 che introduce norme egualmente inflessibili sugli sconfinamenti dei fidi.Fino a oggi la sconfinamento per oltre 90 giorni generava il default solo se superava una certa soglia al 5% del totale delle linee di credito del cliente.
Da adesso invece qualsiasi sconfinamento oltre i 90 giorni,anche se un singolo euro,nel caso riguardi una linea di credito uguale o superiore al 20% del totale degli affidamenti ,costringerà la banca a dichiararlo in default su tutte le sue linee di credito".

lunedì 24 febbraio 2014

Per L'UNITA' l'oligarchia finanziaria è la soluzione migliore




Uno dei tanti articoli che spinge la gente a credere che la soluzione migliore è obbedire alla dittatura dell'eurozona,speculatori, burocrati,banchieri.Le solite ricette: bisogna ridurre il debito pubblico, la spesa pubblica e... la crescita.Si, è come se ad un pittore che deve pitturare un grande capannone, gli togli piu della metà dei secchi di vernice e pretendi che faccia il lavoro in maniera perfetta.
Visto che è scritto in maniera semplice,sintetico e preciso,pubblicherò pezzi del libricino che sabato scorso mi hanno consegnato al BASTA EURO TOUR scritto da CLAUDIO BORGHI AQUILINI dove potete trovare tutte le risposte che bisogna dare agli ultrà dell'euro.

DEBITO PUBBLICO che Paolo Guerrieri tira fuori nell'articolo:

"Tutti i paesi che sono andati in difficoltà prima di noi,come l'Irlanda e la Spagna non avevano nessun problema di debito pubblico.In compenso,il Giappone,che ha un debito pubblico doppio rispetto al notro, non è in crisi come noi e può permettersi aggressive politiche di sviluppo.Anche la Germania ha un pesante debito pubblico,anzi, mentre noi lo riducevamo (circa venti punti di calo dal 1994 al 2007),la Germania lo aumentava infrangendo i trattati che lo obbligavano a mantenere il debito al di sotto di una certa soglia.Non dimentichiamo poi che la Germania può "nascondere" molto del suo debito in una banca pubblica che si chiama Kfw:se si contasse anche quello non ci sarebbe una grande differenza tra il debito italiano e quello tedesche,che in ogni caso è superiore in valore assoluto.Spesso facciamo l'errore di demonizzare il debito pubblico dimenticando che a fronte di un debito c'è sempre un credito e i risparmiatori che,direttamente o indirettamente,possiedono titoli di Stato dovrebbero riflettere sul fatto che cancellando il debito si cancellerebbero anche i loro risparmi.Anche chi non possiede titoli di Stato verrebbe colpito da una riduzione forzata del debito pubblico,perchè le banche ne possiedono grandi quantità:esse diventerebbero insolventi e persino i conti correnti sarebbero a rischio come è successo a Cipro.Se uno Stato ha un debito espresso nella propria monetaria non potrà mai giungere a non onorarlo,perchè potrà sempre "stampare" il denaro necessario alla restituzione del debito".

Continuando a commentare l'articolo di Guerrieri,anche qui non si parla di politica monetaria.In Europa dipende dalle banche,che rappresentano il 90% del credito,mentre in America ha funzionato molto bene perchè tagliando i tassi la Fed  ha permesso alle aziende di finanziarsi con obbligazioni,che negli Usa rappresentano piu della metà del credito.In Europa il credito funziona con le banche e queste non hanno abbastanza capitale,sopratutto nei paesi periferici.

da L'UNITA' del 23 febbraio 2014-articolo di Paolo Guerrieri

La posta in gioco del nuovo governo è davvero alta. Se non riuscirà a riformare il Paese il declino dell’Italia potrebbe divenire inarrestabile. La sfida è duplice: le riforme istituzionali e la ristrutturazione dell’economia. Due piani strettamente intrecciati che richiedono al governo Renzi una agenda snella e fatta di chiare priorità. Sul piano economico la strada è obbligata: il problema atavico del nostro indebitamento pubblico va affrontato attraverso il rilancio a pieno ritmo della crescita. Se il ristagno dovesse perdurare, non vi sarà modo di contenere il debito italiano e la sua ristrutturazione (default) diverrebbe inevitabile. E qui c’è un primo problema che il governo e il nuovo ministro dell’economia Padoan dovranno affrontare: l’anemia della ripresa in corso, attestata su dinamiche assai modeste intorno allo 0,5%, molto al di sotto dell’1,1% previsto nella legge di stabilità approvata a dicembre. Per accrescere la flebile ripresa servono due ordini di misure, in qualche modo complementari: fornire sostegno a breve termine alla domanda aggregata (consumi e investimenti), e incidere, nel medio periodo, sulle debolezze strutturali che limitano la capacità di crescere.
Tra le prime potranno essere attuati provvedimenti per cercare di allentare la stretta creditizia, dal momento che non sarà possibile tornare a crescere se non si rilancia l’offerta di credito all’economia. Occorre ricapitalizzazione delle banche e allargamento della piattaforma di garanzie pubbliche per l’accesso al credito di imprese e famiglie. A ciò deve aggiungersi un’intensificazione del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, più che raddoppiando i 22 miliardi di arretrati saldati fin qui. In terzo luogo, attraverso la modifica del patto di stabilità interno degli enti locali, si può sbloccare un consistente flusso di investimenti e spese in conto capitale, in particolare dei Comuni, con un positivo grande impatto moltiplicativo a breve sull’economia reale. Sul secondo versante – ovvero i fattori strutturali che frenano la crescita – le riforme da attuare sono note da tempo. Bisogna affrontarle con determinazione e in un certo ordine. Il dato positivo è che Renzi ha già annunciato tre di queste riforme (un piano globale del lavoro; la semplificazione e ristrutturazione organizzativa della pubblica amministrazione; la riforma del sistema fiscale, con un forte taglio del cuneo a favore di imprese e lavoratori) come altrettante priorità dei primi cento giorni. Le prime consistenti risorse per finanziare tali misure potranno derivare dalla «spending review» e da un aumento del prelievo sulle rendite finanziarie, unitamente ai proventi della lotta all’evasione. Staremo a vedere, anche perché i tempi annunciati per tali interventi appaiono assai stretti. E dettati più che altro dalla partita altrettanto importante che si giocherà in Europa, ove c’è da rinegoziare il rapporto tra spazi di crescita e rigore finanziario. Una rinegoziazione che, sfruttando la guida italiana del semestre europeo, appare inevitabile se si vorrà far ripartire la crescita. La sfida è duplice. Da un lato, si tratta di sfruttare tutti i margini di flessibilità consentiti dalle regole europee attraverso lo scambio bilaterale tra attuazione delle riforme e allentamento dei vincoli delle politiche di aggiustamento («accordi contrattuali»). A questo riguardo è positivo che l’Eurogruppo e la Commissione si siano espresse di recente a favore di tali accordi. Dall’altro è necessario promuovere in alleanza con gli altri maggiori paesi un nuovo corso di politica economica soprattutto su tre fronti: il completamento dell’Unione bancaria; l’introduzione di meccanismi di aggiustamento macroeconomico simmetrici tra paesi debitori e paesi creditori (innanzi tutto la Germania); il completamento del mercato interno europeo sul fronte dei servizi, unitamente a investimenti europei da finanziare in comune in una serie di servizi e aree strategiche. C’è oggi in Europa una più forte consapevolezza di queste necessità per evitare che in assenza di cambiamenti diventi inarrestabile il successo di movimenti e forze antieuropee a partire dalle prossime elezioni europee. Starà dunque all’Italia e al suo nuovo governo assumere un ruolo propulsivo. Ne va del futuro del nostro paese.

domenica 23 febbraio 2014

Sala strapiena per il BASTA EURO TOUR a Milano.




C'era moltissima gente ieri a Milano nella sala della Provincia in via Corridoni.La sala era strapiena (può contenere 525 posti a sedere piu quelli in piedi) ,fuori c'era un buon numero di persone che ascoltavano ,la Lega Nord si può dire soddisfatta ,Anglotedesco invece sostiene che nonostante tutto, siamo ancora quattro gatti e siamo ben lontani da quella percentuale che ci permetterebbe di uscire dalla dittatura dell'eurozona.
Guardiamo in faccia alla realtà, in Italia quali sono i partiti che veramente sono disposti a sputare sangue per uscira da questa situazione drammatica? Solo la Lega Nord che arriverà si o no al 4%,in Europa aumentano gli euroscettici, ma come scrivevo prima,non abbiamo ancora un numero sufficiente per dettare legge. Basta guardare i sondaggi e trovi ancora un 90% di persone che pensa che siamo nella merda per colpa di quelli che stanno a Roma.E finchè non gli faremo cambiare idea (in Italia ci vuole un miracolo,non si andrà da nessuna parte,inutile che nonostante il grande lavoro che sta facendo e le informazioni giuste che da ,Paolo Barnard si metta a criticare il professor Claudio Borghi.Così ci si divide e basta.

Hanno distribuito un libricino (che si può scaricare anche da internet) scritto da Borghi come uscire dall'incubo.31 domande e 31 risposte.
Prendo queste due perchè ci continuamo a bombardare con certe cose (grazie a tv e giornali in malafede).Spero che Claudio Borghi faccia aprire gli occhi a molte persone:



SE FACESSIMO LE RIFORME E SE TAGLIASSIMO IL CUNEO FISCALE FORSE DIVENTEREMMO COMPETITIVI SENZA BISOGNO DI USCIRE DALL'EURO.PUO' ESSERE?

"Fare le riforme" non vuol dire nulla,ogni volta che si cambia una legge o un regolamento si sta facendo una riforma:alcune portano miglioramenti,altre fanno peggio.Le riforme sostanziali costano molti soldi che con i vincoli europei non ci potremmo mai permettere (la Germania per le sue riforme del mercato del lavoro ha aumentato il suo rapporto debito/PIL di 5 punti in periodo di crescita;noi ci siamo già impegnati a ridurlo anche in periodo di recessione con il Fiscal Compact) senza contare che è da ingenui pensare che potremmo raggiungere i risultati di chi è in vantaggio di dieci anni.Non solo,non è detto che si debba per forza voler diventare tedeschi o cinesi:dobbiamo essere liberi di poter vivere a modo nostro in casa nostra.Per lo stesso motivo con il taglio del cuneo fiscale (che pure sarebbe cosa utile) non si otterrà nulla di sostanziale:i Paesi che sono andati per primi in crisi sono stati quelli (come l'Irlanda) dove il cuneo fiscale era kinimo:per ottenere un taglio sostanziale a favore della competitività occorrerebbe azzerarlo ed è impossibile perchè sparirebbero gettito fiscale e contributi in un sistema dove la mancanza di denaro anche momentanea nelle casse dello Stato non può essere finanziata "stampando denaro".Chi ha sovranità monetaria può permettersi politiche di stimolo dell'economia con forti detassazioni,nel nostro caso tali politiche ci sono precluse.Il taglio del cuneo fiscale potrebbe essere solo irrilevante e finanziato con altre misure recessive.

NON E' CHE L'EURO NON C'ENTRA NULLA E LA COLPA E' DI CORRUZIONE,CASTA ED EVASIONE?

Le cose che non vanno in Italia sono sicuramente tante,ma non tutte,per odiose che possano essere,sono cause della crisi.Evasione,casta e corruzione ci ono sempre stte anche quando le cose andavano bene e affliggono paesi che pure sono in forte crescita economica:assurdo pensare che,per esempio ,in Cina,Corea o ndia siano tutti santi.In particolar modo è ingenuo sperare in scorciatoie come quelli che lasciano intendere che senza la corruzione ci sarebbro 80 miliardi o senza l'evasione ci sarebbero 120 miliardi:semplicemente saremmo in un mondo piu giusto ma non ci sarebbe un centesimo in piu di gettito.Il perchè è semplice:l'Italia già incassa con le tasse piu di qualsiasi altro Stato al  mondo in rapporto a quanto produce (forse solo qualche piccolo Stato assistenziale nordico ci "batte", ma nessuno dei grandi Stati) ed è "al limite",non a caso i recenti aumenti di IVA hanno portato un calo del gettito.Se con una bacchetta magica l'evasione scomparisse,con le attuali aliquote moltissime attività chiuderebbero,annullando l'effetto della "magia".L'unica cosa fattibile sarebbe di far pagare a tutti le tasse abbassando in parallelo le aliquote:si avrebbe così una distribuzione piu equa,ma non ci sarebbe gettito aggiuntivo.Corruzione e altre nefandezze sono reati,e come tali vanno perseguiti,ma allo stesso modo in cui vanno perseguiti i furti e gli omicidi:di certro non sono le cause della crisi.

I MIEI VIDEO

MATTEO SALVINI







CLAUDIO BORGHI

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AURORA LUSSANA





venerdì 21 febbraio 2014

PETER HARTZ:"Il mio piano per l'Europa".Operai italiani lo sapete chi è?




Dopo il Corriere della Sera toccherà anche alla La Repubblica dedicare un articolo a quel delinquente di Peter Hartz,d'altronde sono due quotidiani  tifossimi della globalizzazione neoliberista.
Adesso uno (il 90% degli italiani) vede che è tedesco,che la Germania è il paese leader (anche a barare con i bilanci) in Europa ,lo prenderà sul serio e ci sarà da copiare.Mi fa male tutti giorni sentir parlare operai disoccupati di riforme che non facciamo mentre i tedeschi le fanno giuste.Bravi...somari.
In questo paese vedo un gran menefreghismo nei confronti degli argomenti che si dovrebbero insegnare anche a scuola cioè l'economia.Non c'è la benchè minima volontà di cambiare le cose, quello che sanno fare di fronte i problemi il 90% degli italiani è urlare,fare patetiche manifestazioni di piazza e far la file a farsi riprendere dalle tv mentre chiedono l'elemosima.La percentuale così alta di gente che vota il Movimento 5 Stelle ne è la prova.
In Italia non abbiamo ancora una vera e propria legge Hartz, ma se guardiamo come lavorano i ceti medio-bassi,ci rendiamo conto che anche qui esistono milioni di mini job come in Germania.
Per sapere cos'è veramente la legge Hartz, cliccate qui:

http://anglotedesco.myblog.it/2013/05/09/per-chi-vuol-sapere-cos-e-veramente-la-legge-hartz/


da IL CORRIERE DELLA SERA del 21 febbraio 2014-Articolo di Paolo Lepri

Ha riformato il mercato del lavoro tedesco,ora vuole sconfiggere la disoccupazione giovanile in Europa.Peter Hartz ritiene di poter dare il suo contributo per la soluzione dei problemi che conosce bene,come dimostrò quando fu chiamato da Gerhard Schroder  a rinnovare il welfare in Germania.In quegli anni furono realizzati una serie di provvedimenti che portano ancora il suo nome.Oggi,l'ex dirigente della Wolkswagen pensa che "si debba e si possa" affrontare con successo la grande emergenza che colpisce i paesi europei,dove 5,7 milioni di giovani sono senza la prospettiva di un impiego.Ci crede,e si comporta di conseguenza,come dimostra il fatto che è diventato l'ispiratore di un'iniziativa che si concretizzerà tra qualche mese a Saarbrucken:un congresso internazionale da cui partirà quello che è stato chiamato il progetto degli "europatriates".
Lontano dalla politica,è molto prudente sulle questioni legate al programma della grande coalizione guidata da Angela Merkel.Se lo si interroga per esempio sulle critiche fatte dallo stesso Schroder al costoso piano di riforma delle pensioni o sulle idee di chi pensa che il nuovo esecutivo stia tradendo gli obiettivi dell'agenda 2010 voluta dall'allora cancelliere socialdemocratico,la risposta è rapida ma significativa."Preferirei non dire niente,sottolinea, perchè dovrei criticare il governo.Sul colloquio che ha avuto a dicembre con il presidente francese Francois Hollande preferisce mantenere il riserbo."C'è stato-osserva-troppo interesse dei media in Francia".

QUAL'E' LA SUA STRATEGIA PER RIDARE SPERANZA AI GIOVANI?

La disoccupazione può essere ridotta ricollocando temporaneamente i giovani senza lavoro in un altro Paese europeo che li ospiti per l'addestramento e l'impiego.Il nostro progetto è diviso in seri punti,tra i quali la realizzazione di un piano di sviluppo personale,la ricerca di strumenti innovativi per finanziare l'apprendistato, l'individuazione di impieghi a tempo parziale che non pesino sulla previdenza sociale.Il problema della disoccupazione può essere combattuto con misure operative".

NEL CAMPO DEL MERCATO DEL LAVORO LA GERMANIA HA COMUNQUE MOLTO DA INSEGNARE.COME GIUDICA LA TESI CHE IL VERO "SEGRETO" DEL SUCCESSO TEDESCO NON SIANO LE RIFORME DEL WELFARE REALIZZATE NEL DECENNIO SCORSO MA LA COGESTIONE TRA AZIENDE E SINDACATI?

Il risultato delle riforme in Germania è stato prodotto da uno sforzo comune.Effettivamente la collaborazione tra le parti coinvolte nella cogestione -i sindacati e i datori di lavoro è stata molto importante.Ma bisogna aggiungere che i fattori per il successo devono essere tre.In primo luogo la cogestione ,poi le riforme e infine è necessario che la congiuntura si metta in moto,come è accaduto tra il 2005 e il 2006 dopo quelle riforme.Naturalmente si deve anche dire che i sindacati sono stati molto moderati nelle loro richieste salariali affinchè si potesse migliorare la competitività.

L'EUROPA CONTINUA AD AVERE BISOGNO DI SEGUIRE LA STRADA DELL'AUSTERITA'O DEVE PUNTARE MAGGIORMENTE SU POLITICHE IN GRADO DI PROMUOVERE LA CRESCITA?

Bisogna fare tutte e due le cose.Si deve,dove è necessario,risparmiare e mettere atto impulsi per la crescita,i quali possono influenzare positivamente la congiuntura.Non c'è una alternativa tra le due cose.Ma ogni Paese deve fare i suoi compiti a casa in politica economica.

COME VALUTA L'INTRODUZIONE LA GERMANIA DEL SALARIO MINIMO GENERALIZZATO? CREDE ANCHE LEI CHE I LIVELLI DI OCCUPAZIONE VERRANNO COMPROMESSI?

Un salario minimo arriva in ritardo,perchè ognuno dovrebbe avere una retribuzione dignitosa.La questione riguarda il modo di organizzarlo,se non sia cioè piu efficace collegarlo al successo dell'azienda.Ma questo riguarda le regole di applicazione.In linea di principio il salario minimo è una buona cosa".

VENENDO ALL'ITALIA,PENSA CHE CI SIA LA POSSIBILITA' DI RIGUADAGNARE IL TERRENOPERDUTO E DI RICONQUISTARE FIDUCIA?

L'Italia ha una grossa cultura ed è un forte partner europeo.Sono convinto che può risolvere da sola i propri problemi.Non c'è bisogno di insegnamenti o di lezioni da parte della Germania.Gli italiani sanno grazie alla loro cultura e alla loro storia come affrontare la situazione.Potrebbe essere possibile che l'Italia tragga le conseguenze degli errori che abbiamo fatto nel nostro processo di riforme e dalle nostre esperienze,in modo da non ripeterli".

giovedì 20 febbraio 2014

Cosa chiede il mercato a Renzi.Le famiglie operaie saranno a livelli degli anni 50'



Veramente patetico l'incontro Matteo Renzi-Beppe Grillo ma d'altronde la maggior parte degli italiani si merita questo... e altro.
Lo spread è sceso,i mercati hanno fiducia in Matteo Renzi.Ma per quale motivo? Semplice, sono convinti che riuscirà a raggiungere gli obiettivi che trovate sotto.
Mi rivolgo ai ceti medio-bassi, sopratutto agli operai ,  torneremo ai livello degli anni 50' e possiamo preparare i barconi per scappare.
Rendere piu flessibile il lavoro cioè ti devi accontentare di contratti part time o a tempo determinato con stipendi bassissimi , questo porterà all'italiano a rinunciare così spingeranno i padroni ad andare sul sicuro contattando romeni,bulgari,croati o africani.
Privatizzare alcune prestazioni sanitarie, cioè se un disoccupato o pensionato a 500 euro al mese, ha dei problemi di salute, deve rinunciare a mangiare (sperando sempre che alla Caritas ci sia ancora cibo.) oltre a casa ,riscaldamento ecc ecc.
Continuano a parlare di fare leggi contro l'evasione fiscale quando il parlamento è formato in grandissima parte da persone che sono dei veri evasori.E poi recuperesti cifre ridicole.
Dulcis in fundo, nei prossimi 100 giorni aumenteranno le delocalizzazioni.Qualcuno pensa il contrario?

da MILANO FINANZA del 15/2/2014

Cosa chiedono i mercati a Matteo Renzi nei primi 100 giorni di governo:

-presentare un piano per il taglio della spesa pubblica e del debito

-rendere piu flessibile il mercato del lavoro

-fare un provvedimento per ridurre la burocrazia

-introdurre sgravi fiscali per le imprese

-usare i proventi della lotta all'evasore per ridurre le tasse

-tagliare i costi della politica

-fare ulteriori liberalizzazioni

-spostare il carico fiscale dei lavoratori e dalle imprese ai grandi patrimoni

-parziale privatizzazione di alcune prestazioni sanitarie

-modificare la legge fondazioni

-rendere obbligatoria l'iscrizione ai fondi pensione.

mercoledì 19 febbraio 2014

L'organizzazione sociale dello spreco.Americani maestri e tanti li prendono come esempio...




Come sempre quando penso agli Usa,torno indietro agli anni 80' e a quello che si diceva in Italia della piu grande potenza del mondo.Decine e decine di film di Vanzina dove si copiava,senza successo, i film come I GUERRIERI DELLA NOTTE ,FUGA DA NEW YORK, come se si sperava che un giorno anche nel nostro paese si sarebbe trovato,non solo nelle grandi città,ma anche nelle piccole (rendendole sporche,con rifiuti dappertutto perchè nei loro paesi sono abituati così) , con così tanta delinquenza, con baby gang a far da padroni.
Ti hanno sempre fatto credere che l'America sono i ricchi, chi gira con grandi macchine, chi va al casinò accompagnato da belle ragazze,con il sigaro in bocca e adesso, in Europa grazie all'UE (o stati uniti d'Europa) criminale serva di Washington, insistono che gli Usa sono da prendere come esempio perchè sono i piu ricchi del mondo.
Bene, prima del crollo del muro di Berlino e dell'invenzione dell'euro, c'era sempre qualcuno piu ricco dell'altro ma adesso c'è la società spezzata in due:la serie A e la C2. Chi sta in A può avere tutto,chi sta in C2 nulla, deve scegliere se mangiare o farsi curare, la vacanza non se la può piu permettere come trent'anni fa.Negli Usa questo c'è sempre stato.
E poi ovviamente in tutti i paesi europei,come negli Usa, serve l'immigrazione per aumentare la delinquenza e tener bassi i salari dei ceti medio-bassi.Le sinistre europee che sono gli unici partiti ben visti dalla dittatura europea,sono formati da ex membri di Nato, FMI (vero Stefano Fassina?),Banca Mondiale,Onu che sono responsabili di saccheggi,danneggiamnti dell'ambiente e che costringono milioni di persone che vivono in paesi ricchissimi di risorse,a fuggire ed entrare in Europa (come succede negli Usa con i centro-sud americani).
Posso capire le grandi città come Torino,Milano,Roma dove ci sono sempre stati quartieri pericolosi,ma in cittadine come Bologna o altre dell'Emilia dove io vivo ,no, ci giro spesso quando ci sono manifestazioni e per fortuna che c'è sempre la presenza delle forze dell'ordine perchè senza si rischierebbe di far la fine di uno che gira nel Bronx.
Il libro di Piero Bevilacqua spiega benissimo  l'organizzazione sociale dello spreco,di quella società vergognosa che è quella americana.

da IL GRANDE SACCHEGGIO-Piero Bevilacqua (Laterza)

Da almeno 10 anni una vasta platea di economisti che ha voce e influenza pubblica non ha cessato,per un solo momento,di ricordarci che i "consumi americani tirano la crescita".Sono gli americani,ci ricordavano,che alimentano lo sviluppo con il loro formidabile ritmo di consumo.Nessuno di costoro lasciava cadere,sul proporio entusiastico compiacimento,qualche ombra di perplessità.Nulla di piu naturale che una crescita economica internazionale,la continuazione del processo di accumulazione capitalistica mondiale,affidata al traino dello spreco organizzato su larga scala in un solo paese.Nessun problema se quel paese "comprava cose che non si poteva permettere e di cui non aveva bisogno con i soldi che non aveva".Purchè si cresca,purchè si vada avanti,o si  "corra",come spesso si dice,non ha importanza sapere con quali mezzi ci si muova,nè tanto meno dove si sta andando.Eppure,oggi, tra tali commentatori non si trova quasi nessuno che voglia ricordarsi del nesso tra perseguimento della "crescita infinita",sviluppo illimitato e iperconsumo americano.E tra questi e la crisi economica e finanziaria presente.Il tracollo del sistema bancario e le distruzioni in corso nell'economia reale vengono spiegati con poche categorie disciplinari (basso tasso di sconto del dollaro,debito estero ,ecc) e con la violazione delle regole,mancanza di controlli istituzionali,con l'imbroglio finanziario.
Cominciamo,dunque, col rammentare-informazione di cui in genere gli economisti dello sviluppo non sanno che farsi,che gli americani,e i Canadesi ,con il 5% della popolazione mondiale,grazie a quel consumo che tirava divoravano e divorano oltre il 31% delle risorse mondiali.E' una vecchia storia imperiale che si ripete in altro modo.Al culmine della sua espansione territoriale,negli anni Trenta del Novecento,la Gran Bretagna controllava,a vario titolo,un numero cos' grande di colonie da coprire 1/4 delle terre emerse del globo,popolate da 500 milioni di abitanti,pari a 125 volte la propria superficie.Un territorio di riserva indispensabile a sostegno della macchina produttiva e degli elevati standart di consumo dei cittadini britannici.Quesi sempre la prosperità dell'Occidente si è fondata su risorse che altri popoli non hanno potuto utilizzare.Anche oggi lo "stile di vita americano" si regge su un immenso territorio di riserva,sullo sfruttamento di risorse altrui,utilizzati grazie alla vasta influenza economica,politica e militare degli Usa,e pagati con il dollari,moneta di riserva e mezzo universale di pagamento.
Quel territorio oggi consiste anche nei salari da fame degli operai cinesi e del resto dei paesi del Sud del mondo,nei bassi costi delle loro materie prime, che hanno consentito ai consumatori degli Usa di divorare interi continenti di merci senza generare inflazione,rendendo possibile alle imprese americane di tenere bassi i propri salari,di realizzare profitti che si riversavano nel ribollente calderone della speculazione finanziaria.
Una recente ricerca della Fao ci informa che tra il 1960 e il 1997 circa 200 milioni di ettari di foresta tropicale sono stati abbattuti per trasformarli in ranch  per gli allevamenti o in colture da foraggio.Per sostenere il crescente consumo di carne dei cittadini americani ed europei si fanno fuori gli ultimi polmoni della Terra.E naturalmente si intensifica la produzione di gas serra.Nel 2006 persino la Banca Mondiale ,che in passato ha fatto la sua parte nel promuovere economie distruttive delle risorse naturali del pianeta,ha stimato che le defosterazione potrebbe essere responsabile del 20% dell'emissione dei gas serra negli ultimi decenni.Mentre l'Intergovernamental Panel on Climate Change sostiene che il cambiamento d'uso delle terre potrebbe aver contribuito per un buon terzo al riscaldamento globale nel corso degli anni Novanta.E qui si tace,per brevità,sui gas serra che a loro volta producono gli stessi allevamenti.
Ora trascuriamo,per brevità,ciò che è avvenuto a gran parte delle famiglie di ceto medio-basso ,che ci sono indebitate in dimensioni sconosciute al passato.Tra il 1990 e il 1996 l'interesse preteso dalle banche sulle carte di credito dei loro  clienti ha toccato il 20%.Sicchè non ci si può stupire se, nei primi anni del nuovo millennio ,il tasso delle famiglie in bancarotta era superiore a quello che si verificò nel corso della Grande Depressione.Ma accennare alle difficoltà finanziarie è utile in questo caso per comprendere,ad esempio,come e perchè gli Americani abbiano accettato il consumo su larga scala di cibi scadenti,prodotti a basso costo dall'industria alimentare,danneggiando la propria salute.Tra il 1991 e il 2001,in soli 10 anni,l'obesità in Usa è aumentata del 71% ,vale a dire si è quasi raddoppiata in un decennio:tratto accelerato di una tendenza sempre piu dispiegata a livello mondiale.
Naturalmente, quel che gli americani risparmiano sul prezzo del cibo lo pagano piu tardi in termini di spese sanitarie,oltre che nella moneta invisibile della sofferenza e delle malattie. Una funesta "partita di giro" che interessa poco agli apologeti della crescita.Tali "effetti collaterali" non turbano certo il buon andamento dell'economia.Tanto le società di assicurazioni mediche che l'industria farmaceutica faranno buoni affari,accrescendo,certo, i costi del sistema sanitario americano,il piu caro del mondo- ma almeno facendo innalzare l'indice del pil per la gratificazione di tutti i viventi.A questo proposito non va assolutamente dimenticato quale reale bilancio nasconde l'agricoltura industriale del nostro tempo.Il (relativamente) basso prezzo dei prodotti alimentari,è il risultato di un trasferimento occulto dei costi.
Ma che cosa consumano i cittadini degli Usa,oltre al cibo? Naturalmente di tutto.Secondo i calcoli della Schor un adulto medio acquista ogni anno almeno 48 nuovi capi d'abbigliamento.Quasi in ogni cosa c'è un televisore a persona.Come è facilmente intuibile si tratta della piu elevata media pro-capite mondiale di televisori posseduti.E naturalmente cresce di ogni anno,ma ce ne occuperemo in seguito-la montagna di beni tecnologici,dal forno a microonde all'ultimo palmare,che viene quotidianamente acquistata.Negli ultimi decenni le case di tanta parte del ceto medio abbiente si sono andate accrescendo in volume,si sono fornite anche di garage supplementare per potervi ammassare lo stuff,la roba acquistata,parcheggiata in casa per un pò e non battuta,che sarà eliminata solo piu tardi.Quando l'invincibile polvere di mesi e anni nel frattempo depositatesi sulle cose persuaderà l'immemore acquirente che esse non saranno mai piu riutilizzate.
 

martedì 18 febbraio 2014

Tony Blair:"L'Europa sostenga Renzi"




Il nuovo presidente della regione Sardegna è Francesco Pagliaru del Pd.Prima era uno del Pdl , adesso del Pd, tra sei mesi,visto che in Sardegna la disoccupazione non scenderà e le cose non cambieranno,la gente si arrabbierà di nuovo perchè non si rendono conto chi sono i veri criminali.Enrica Perucchietti autore dei bellissimi libri L'ALTRA FACCIA DI OBAMA e GOVERNO GLOBALE, in una intervista ha sintetizzato alla perfezione com'è messo il popolo italiano:"Oggi i cittadini sono cosi disperati che sono disposti a consegnare la loro speranza nelle mani del primo che passa: che sia Casaleggio con Grillo o che sia Renzi, è uguale. E poco importa che siano dei “burattini” nelle mani dei gruppi di poteri delle grandi banche».
Esattamente.Uno dei burattini in mano grandi banche è Matteo Renzi.
E' della stessa pasta dei Monti,Letta e Prodi ed è per questo che piace tanto a Tony Blair. E' uno di quelli che lo stato deve farsi da parte perchè ogni intervento pubblico rappresenta un serio problema al libero mercato.Gli operai che votano Pd (purtroppo molti) non si rendono conto che con lui aumenteranno le delocalizzazioni, ci saranno,come ci chiede l'Europa, la riduzione dei salari,aumenterà la disoccupazione o le assunzioni a tempo determinato.E poi non pensa minimamente agli over 30,a chi ha fatto una vita il turnista.Propone la cazzata dell'assegno a patto che uno frequenti i corsi di formazione.Provate a chiedere a tutti coloro che si iscrivono alle agenzie interinali che nella scheda gli chiedono di frequentare i corsi,quante volte li hanno chiamati per parteciparvi.Mai.
Promette i tagli dell'Irap,Irpef ,cavolate varie.E poi cosa facciamo con queste briciole? Ci compriamo il gelato.Qui ci vogliono 200-250  miliardi di euro per migliorare la situazione,ma non ci sono.Con il metodo Renzi recuperi al massimo 20 miliardi.

da LA STAMPA del 18 febbraio 2014-articolo di Francesca Paci

Se gli italiani sono a dir poco perplessi sulla staffetta di Palazzo Chigi a non esserlo affatto è Tony Blair,il parallelo politico piu citato dai media internazionali nel tentativo d'inquadrare il rottamatore.
"Bruxelles ha bisogno che l'Italia assuma il ruolo il leadership che le compete e i leader europei dovrebbero sostenere compatti Renzi mentre si prende la responsabilità del futuro del suo Paese" osserva l'ex premier britannico oggi inviato Onu per la pace in Medioriente.Le sfide sono "formidabili" ,ammette Blair.Ma, a torto o ragione,il laburista della Terza via ha sempre preferito l'ottimismo della volontà al pessimismo della ragione: "Matteo ha il dinamismo,la creatività e la forza per farcela oltre a combinare il realismo e l'idealismo necessari nei tempi in cui viviamo".
Mentre Renzi prepara la sua squadra,il resto aspetta di capire quali saranno i rapporti con Roma.Cosa pensa per esempio Angela Merkel,lady di ferro di quell'Europa di cuia luglio Renzi diverrà presidente?Il portavoce della Cancelliera Steffen Seiber glissa sulle impressioni dell'incontro con il leader del Pd,invitato a Berlino l'estate scorsa:"Quello fu solo un colloquio riservato".Ma a Bruxelles sono tutt'altro che disinteressati.
"Ho fiducia che le istituzioni democratiche italiane faciliteranno la nascita dell'esecutivo senza intoppi per fronteggiare la sfida della competitività e l'alto debito pubblico commenta il commissario Ue all'economia Olli Rehan ribadendo di credere  "che l'Italia continuerà a impegnrsi nelle riforme e nel consolidamento del bilancio nel rispetto dei Trattati".
Primo: tagliare il debito,conferma il presidente Eurogruppo Dijsselbloem:"Seguo da vicino gli sviluppi politici in Italia che deve migliorare la competitività a fare ciò che deve".
Sebbene Moody's abbia promosso la staffetta portando  l'outlook italiano da "negativo" a "stabile" e lo spread sia ulteriormente sceso,la crescita potenziale del paese resta "debole" scrive l'agenzia di rating Fitch,spiegando che Renzi "avrà probabilmente le stesse difficoltà del suo predecessore" nel "fare le riforme che rilancerebbero la crescita e la competitività economica dell'Italia".
L'economia è la minaccia piu insidiosa alla "irresistibile ascesa del Tony Blair italiano",come il quotidiano economico francese "Les Echos" definisce l'avvento del "piu giovane premier dell'UE che gli ricorda un mix di New Labour e Sarkozy.
Per quanto concentrata su se stessa,l'Italia non è un'isola.C'è l'Europa (Renzi ha spesso definito "anacronistico" il vincolo del 3%),c'è l'America di quell'Obama a cui il leader del Pd sarà stato lusingato di essere accostato dal quotidiano spagnolo "El Mundo" (l'Obama italiano) ,c'è il Mediterraneo di cui l'Italia è un importante partner commerciale.Le aspettative sono molte,prova ne sia che, in modo eccezionalmente speculare,rimbalzano dai media israeliani (secondo cui Renzi è l'ultima chance per la politica italiana) a quelli arabi (Al Ahram fa gli auguri al "baby-faced Boy Scout).Letta ,poco sexy per gli italiani,aveva però un certo fascino all'estero tanto che ancora ieri ha ricevuto telefonate da Cameron, Netanyau e dal premier francese Ayrault.Renzi,per cominciare,incassa l'endorsment di Tony Blair.

lunedì 17 febbraio 2014

Svalutare la moneta è una soluzione? L'esempio del 1992 (da FALCE E MARTELLO)




Falce e Martello è una rivista comunista dunque di parte ma da operaio molte cose scritte da Luca Lombardi in questo pezzo di articolo che pubblico,le condivido.
I problemi per la classe operaia (di Anglotedesco) è cominciata prima con il divorzio Banca d'Italia-Tesoro ,con la caduta del socialismo reale (1989 ) dove la dittatura neoliberista non ha piu trovato ostacoli.Si, nel 1992 i salari calarono ma con l'ingresso nell'euro cominciò un vero e proprio massacro e i comunisti dovrebbero farlo notare piu spesso ai loro operai.Ho visto la loro nuova invenzione della "Lista Tsipras".Cambiamo l'Europa ma teniamo l'arma che piu sta distruggendo il vecchio continente cioè l'euro.Qui ho proprio l'impressione che per loro, distruggere questa moneta criminale venga considerata un azione di destra e allora preferiscono starci dentro. Una coglionata.
Come ho scritto qualche mese fa, sarebbe giusto avere una moneta nostra, ma colui che troverebbe questo coraggio con ottime probabilità gliela farebbero pagare tirandogli fuori qualche scandalo sessuale , di corruzione oppure lo ucciderebbero come Kennedy.
Lo spiega bene in questo video Claudio Borghi, la svalutazione porterebbe a venire ad acquistare in Italia che non è la Romania ma un paese che produce grandi automobili, abbigliamento, cibo,arte e turismo , e aumenterebbero in maniera incredibile i posti di lavoro ,gli stipendi, perchè la bilancia commerciale sarebbe in positivo e i soldi per i dipendenti si troverebbero.Certo poi c'è da migliorare anche la Giustizia perchè gli operai vanno tutelati,ma questo è un altro discorso.

da FALCE E MARTELLO-articolo di Luca Lombardi

Di fronte al declino inarrestabile dell'economia italiana e delle condizioni di vita dei lavoratori,il progetto dell'Europa unita,da Maastricht all'euro,appare sempre piu un incubo.Attacchi all'euro arrivano da sinistra e da destra.Come prima l'Europa veniva presentata come una patacca ,ora è la fonte di ogni problema e l'uscita dall'euro,si afferma, basterebbe a salvare l'Italia dalla catastrofe.In realtà,il declino del capitalismo italiano è iniziato prima dell'euro e proseguirebbe fuori dall'euro.Senza un programma di trasformazione complessiva della società,uscire dall'euro non risolverebbe nulla.
Nel 1992 la "prima repubblica" vive i suoi ultimi giorni.Si era in piena Tangentopoli,i governi tecnici e semi-tecnici di Amato e Ciampi,rappresentanti della parte della borghesia italiana favorevole all'integrazione europea,miravano ad attaccarsi al carro tedesco per superare la tradizionale arrettratezza del capitalismo italiano.Cominciò Amato nel 1992,con l'abolizione della scala mobile,il varo della "concertazione" tra padroni,governo e sindacati,la prima importante controriforma delle pensioni.L'inizio delle privatizzazioni e,infine,la finanziaria da 92.000 miliardi di lire (la piu pesante nella storia della repubblica) ,di cui 43.000 di tagli alle spese statali.Le conseguenze furono durissime per i lavoratori italiani;per fare un solo esempio lo scarto fra inflazione reale e "programmata" è stato di dieci punti percentuale tra  il 1994 e il 2004 secondo uno studio dell'Ires-Cigl.
Secondo le stime del rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro,a parità di potere di acquisto,gli stipendi reali sono diminuiti in Italia del 16% tra il 1988  e il 2002,anno dell'introduzione dell'euro.
A settembre del 92' cominciarono attacchi speculativi alla lira a cui la Banca d'Italia  rispose alzando i tassi,senza successo.La lira fu svalutata del 10% rispetto alle altre valute europee ma non bastò.Dopo poche settimane la lira e la sterlina dovettero uscire dallo Sme.La lira arrivò a perdere in tre anni circa il 33% contro il marco.
La svalutazione della lira fu effettuata dunque in un contesto di attacco generalizzato alla classe lavoratrice e alle loro famiglie e di tale attacco fu parte integrante. E proprio dal 1991 che si verifica l'inversione di tendenza nel rapporto tra redditi da lavoro e redditi da capitale.Se fino a quell'anno il divario diminuiva,da allora fino ad oggi è costantemente aumentato.Il boom della bilancia commerciale,conseguenza della  svalutazione,favorì in gran parte gli imprenditori di questo paese.
D'altra parte ,qualunque politica economica non può mai essere "neutra" ma è sempre portata avanti a servizio della classe che detiene il potere.
Si andò avanti così per tutto il periodo seguente:anni di lacrime e sangue che la borghesia italiana usò per intascare profitti favolosi senza però cambiare la struttura del tessuto produttivo italiano,che ha semmai accentuato le sue debolezze:imprese troppo piccole per competere a livello mondiale,dipendenza organica degli aiuti di Stato,bassi salari,evasione fiscale e contribuitiva.
I fautori della svalutazione fanno notare che con la svalutazione si ottenne una certa ripresa.E' vero  ma durò poco e si ottenne nel contesto di anni di robusta crescita economica mondiale,con un'industria italiana ben  piu forte di oggi.Con la svalutazione si tornò ai livelli di fine anni 80' ,non ci fù nessun boom duraturo.
D'altra parte,la svalutazione non comportò la catastrofe che paventa anche a sinistra chi difende l'euro.Semplicemente ,l'Italia dopo un breve sussulto,continuò nel suo declino di lungo periodo.Il motivo per cui dopo non ci fu una fiammata  inflazionistica ,la svalutazione fu scaricata sui salari.
I fautori della svalutazione fanno notare che il PIL così come la bilancia commerciale,ma la ripresa dovuta alla svalutazione è per sua natura transitoria perchè non si può svalutare all'infinito.Da parte dei padroni non ci fu alcun investimento sul terreno dell'innovazione tecnologica e dei macchinari,cos', non appena venne meno la droga della svalutazione e la lira fu nuovamente agganciata alle valute europee,la bilancia commerciale andò in rosso.
Se nel 92' la svalutazione fu una sciagura per i lavoratori,oggi le cose sarebbero anche peggiori.Il peso dell'Italia nel commercio mondiale nel frattempo si è dimezzato,i settori in cui l'industria italiana è competitiva sono meno,molti grandi aziende sono di proprietà estera e avrebbero logiche diverse dal 1992.,dove settori importanti dell'industria e le principali banche erano ancora pubbliche.Per ottenere anche pochi trimestri di crescita,la svalutazione dovrebbe essere piu forte,con effetti catastrofici sui redditi dei lavoratori.L'idea poi che i paesi dell'area euro permetterebbero all'Italia di conquistare quote di mercato senza reagire è fantascienza.

domenica 16 febbraio 2014

Quei trafficanti di essere umani,difesi dalle ipocrite sinistre europee...



Ci tengo a pubblicare una lettera trovata sul Il Fatto Quotidiano cartaceo il 14 febbraio 2014,l'ha scritta Pasquale Aiello e sono totalmente d'accordo con lui:

"E' dagli anni 80' che il fenomeno dell'immigrazione si è andato sempre piu espandendo in Italia e via via ormai in tutta Europa.
Eppure nessuno ha mai messo in atto una strategia politico-economica per impedire tutto ciò che adesso è sotto gli occhi di tutti,e aiutre questi popoli nei loro paesi.Se è così,una domanda nasce spontanea:a chi fa comodo tutto ciò?
Il FMI per esempio, nato con lo scopo ufficiale di favorire lo sviluppo dei paesi poveri,si è rivelato nel corso degli anni,invece,per quello che realmente è:lo strumento piu efficace nelle mani di un gruppo aristocratico che tiene soggiogati tutti quei paesi strangolati dal debito pubblico,fornendo ai governanti istruzioni e direttive per l'adozione di politiche di austerità,basata su privatizzazioni,alienazione di beni e tagli,quest'ultimi ovviamente e com'è consuetudine,ricadono sistematicamente su sanità,istruzione,terziario ,ecc.L'immigrazione dai paesi poveri,sopratutto africani,è la conseguenza di politiche economiche e finanziarie arroganti e prepotenti da parte degli organi sopranazionali e di politiche colonialistiche,condotte anche a suon di guerre che hanno privato le popolazioni delle risorse primarie:petrolio,oro,diamanti,lasciando i loro paesi devastati e impotenti".

Non ho nulla da aggiungere, altre cose le dirò quando pubblicherò ancora dei pezzi di questo interessantissimo libro.

da CONFESSIONI DI UN TRAFFICANTE DI UOMINI-Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci (Chiarelettere)

UNA VALIGETTA PIENA DI SOLDI

Istanbul,quartiere di Beyazit.Un uomo turco di etnia curda,sulla cinquantina,esce con una valigetta di pelle da un albergo malconcio.E' una caldissima giornata di fine giugno di pochi anni fa.Cammina sicuro.Sa bene dove andare.Beyazit ha il suo cuore pulsante sull'omonima piazza,un tempo centro principale della città,poco distante dal Topkap1,il palazzo del sultano durante l'impero bizantino:una delle meraviglie della capitale turca da cui si domina il Corno d'Oro e il Mar di Marmara.L'uomo dal passo sicuro si specchia in una moltitudine di facce.Europei e mediorientali,difficile distinguere le origini tra quelle pelli olivastre e le anime meticce.Si ferma e contemplare per un attimo la grande moschea sulla piazza,poi se la lascia alle spalle.Varca la soglia di una delle entrate del Gran Bazar,che lo inghiotte.Si immerge nei colori,negli odori e nei suoni del grande mercato.Conosce bene il bazar,attraversa vicoli e vicoletti coperti, una svolta a destra,poi a sinistra,poi dritto,e infine ancora a destra.Passa davanti a una miriade di negozi,apparentemente tutti uguali fra loro.
Giunge nella parte del mercato in cui ci sono le gioiellerie.Nelle vetrine,grandi anelli con smeraldi e rubini,collane con enormi diamanti.Tanto oro che luccica,bianco e giallo,che acceca.Preziosi di tutte le forme.L'uomo si ferma davanti a una vetrina,non sembra molto diversa dalle altre se non per il fatto che vi sono esposti numerosi antichi monili ottomani.Entra.Scambia qualche parola di cortesia con il gioiellere che lo stava attendendo,poi gli consegna la valigetta che ha con sè.
Nella ventiquattrore ci sono 148.000 dollari.Il gioiellere va sul retro del negozio e nasconde i soldi nella cassaforte.Poi prende un blocchetto composto da biglietti divisi in due parti:una matrice ,che rimane a lui,e un altro foglietto che,invece,stacca.Con una calligrafia stentata scrive su entrambe le parti:"140.000" e un nome,"Muhtesem Turk".Stacca il foglietto.Lo dà all'uomo.Quei 148.000 dollari sono stati consegnati al turco che è entrato in gioielleria da 37 stranieri alloggiati nel fatiscente albergo da cui lo stesso è uscito.Ma non sono per lui.A lui ogni straniero ha già pagato 2000 dollari,74.000 in totale.Che sono la sua parte.Perchè lui si è occupato di portarli lì dalla Siria,dall'Afghanistan e dal Pakistan e di alloggiarli a Instanbul in attesa di un successivo spostamento verso l'Italia.I soldi nella valigetta sono gli ulteriori 4000 dollari che ciascuno di quei 37 dovrà dare al capo dell'organizzazione,Muhtesem Turk,il "grande turco" o anche "l'incredibile turco",nel caso riesca a far arrivare quei miseri a destinazione.Muhtsem Turk,il "grande turco" o anche "l'incredibile turco",nel caso riesca a far arrivare quei miseri a destinazione.Muhtesem Turk è un soprannome.Tutti i suoi clienti,i suoi fornitori e dipendenti lo conoscono così.In Turchia dicono che il soprannome gli sia stato affibbiato dalla polizia italiana per l'estrema difficoltà nell'acciuffarlo e per la quantità di clandestini che ha trafficato negli anni.Il suo vero nome è Muammer Kucuk.Per uno strano caso del destino,Kucuk in turco significa "piccolo".
Ma Kukuc non è piccolo.E' grande,se non di più, almeno quanto Josip Loncaric.Kucuk fa parte delle nuove generazioni di trafficanti.Le nuove leve venute dopo il croato.Quelle per cui proprio Loncaric è stato un maestro,un modello.Kucuk ha messo a frutto gli insegnamenti,facendoli rendere: negli ultimi dieci nni è stato il dominatore indiscusso dei traffici nel Mediterraneo con epicentro la Turchia.
Il viaggio dei 37 stranieri è già tutto predisposto e avverrà via mare.L'incredibile ha già pronta una barca a vela.Partiranno il giorno dopo.Verranno spostati con piccoli pullman a Sigacik.Li la costa degrada sul mare e i boschi arrivano quasi fino in acqua.Si nasconderanno tra i cespugli e aspetteranno la notte.Saranno caricati su un peschereccio di una ventina di metri e,al largo della costa di Cesme,incontreranno la barca a vela.Un due alberi di nove metri,che ufficialmente può trasportare nove persone.E' già stata acquistata e pagata 50.000 dollari.Un'eccezione per questo business:spesso,come abbiamo visto,i natanti vengono affittati "a scoppio" da skipper ucraini o russi,meno sospettabili.A bordo dell'imbarcazione al largo ci sono i due capitani.Saranno loro a portare in Italia il carico umano.
Agli skipper sono stati promessi circa 20.000 dollari.Tolta qualche altra spesa,a Kucuk resteranno circa 60.000 dollari,puliti.In nero,esentasse.Non male,se si considera che di quei viaggi,da aprile a settembre,ne organizza una quantità sterminata.Spesso con barche rubate e piu grandi,quindi con piu clienti.Insomma,un giro d'affari che arriva a centinaia di migliaia di dollari ogni anno.
Una settimana dopo,il carico è arrivato a destinazione.Il "grande turco" è nel bazar,entra anche lui nella gioielleria.
"As-salam alaykum"
"Wa alaykum as-salam".
"Ecco il mio biglietto.Sono venuto a ritirare.Ho bisogno di liquidi"
"Si,i clienti hanno chiamato e mi hanno detto che sono arrivati.Aspettami.Torno subito" dice il gioielliere guardando il pezzo di carta.Si assenta un attimo,va sul retro e ritorna con i 140.000 dollari.Li incarta e li dà a Muammer Kukuk,che accenna un mezzo sorriso.Ne mancano 8000 all'appello.Certo,anche il gioiellere ci deve guadagnare qualcosa.Il suo è un servizio fondamentale nel "sistema" di Muammer Kucuk.

venerdì 14 febbraio 2014

Per Boldrin gli Usa crescono grazie ai tagli della spesa pubblica. Balle!



A me piace sempre guardare il mondo da operaio,negli Usa la disoccupazione ,come dicono i dati, è calata, però bisogna vedere i salari di questi nuovi occupati,qualche mese chi lavora nei fast food si era lamentato in maniera energica perchè erano mal pagati .
Stavolta parliamo dell'economia in generale.Vi ricordate quando in una puntata dell'Ultima Parola Gianluigi Paragone mise di fronte Paolo Barnard (e Paolo Ferrero) e Michele Boldrin? Il professore-politico da 0% continuava ad insistere che gli Usa sono cresciuti grazie ai tagli della spesa pubblica.I dati sotto dicono esattamente il contrario.
L'economia può ripartire solo con iniezione di spesa pubblica non con i tagli e sopratutto senza euro e nazionalizzando la Banca d'Italia.

da IL MANIFESTO del 14 febbraio 2014

-Risale a circa un anno fa il conciso comunicato con cui la Federal Reserve annunciava che avrebbe acquistato debito pubblico americano e mortgage-bached securities al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese finchè il tasso di disoccupazione sarebbe rimasto sopra il 6,5% e le aspettative di inflazione ancorate attorno al 2%.
Dall'adozione del programma a oggi,il tasso di disoccupazione negli Usa è diminuito dall'8% al 6,6%,la crescita economica è rimasta attorno al 2% e l'inflazione scesa all'1,5%.
Ecco perchè si parla di tapering.Il programma ha funzionato,le prospettive di crescita negli Usa sono il doppio che da noi in Europa,l'inflazione saldamente sotto controllo e potrebbe non esserci piu bisogno delle misure speciali adottate in tempi di crisi.

-Il deficit statunitense è ben due volte quello europeo negli ultimi sei anni.Ed è questo il senso dell'acquisto di circa 3.700 miliardi di dollari di titoli di stato americani e mortgage-back securities da parte della Fed dal 2008 al 2013.Una cifra parci a circa due volte il pil italiano,poco meno di un quarto dell'economia americana.Ma la Fed non è sola.

-Tra marzo 2009 e febbraio la banca d'Inghilterra ha acquistato 345 miliardi di dollari di titoli di stato del Regno Unito,ancora una volta una cifra pari a un quarto del pil inglese.Nell'aprile 2013,anche la banca del Giappone ha annunciato che avrebbe acquistato titoli di stato giapponesi al ritmo di 50 trilioni di Yen all'anno,pari a circa il 10% del pil giapponese.

-Per contro la Bce ha acquistato titoli di stato per soli 220 miliardi di euro,una cifra di poco sopra il 2% del pil dell'eurozona.

giovedì 13 febbraio 2014

Silenzio...parla Diego Fusaro.Usciamo dall'euro




D'accordo al 110% con Diego Fusaro che spero,prima o poi, di andarlo sentire quando viene dalle mie parti oppure a Milano ad orario ben diverso da quello dell'aperitivo. La politica avrebbe il dovere di spendere tutte le loro forze a contrastare e limitare la finanza speculativa e porre dei freni alla finanza casinò ma come spiega anche Diego, la politica è stata bloccata dall'economia. C'è una crisi forte e internazionale,che in Europa ha un aggravante nell'euro,e in mancanza di una UE,siamo al punto che la moneta sovrana e le sue logiche sono evidentemente contrarie alla sovranità dei singoli paesi.C'è chi dice che bisognerebbe lavorare di piu per una migliore unione europea, Anglotedesco invece è per la distruzione della moneta unica che sta massacrando tutti gli stati.Non si può piu utilizzare la leva monetaria,che è detenuta dalla Bce,e quindi possono usare solo quella fiscale,ma questo non solo pare insufficiente ma addirittura contraddittorio rispetto all'esigenza di aumentare la produttività di chi sta indietro.

mercoledì 12 febbraio 2014

Le ricette di Giulio Tremonti per la riorganizzazione costituzionale dell'Europa



Libro interessante scritto da una persona poco affidabile come Giulio Tremonti.Sembra Paolo Ferrero e altri straordinari partiti come SEL che appoggiano la lista Tsipras ,cioè sperano che all'improvviso l'Europa ,con l'euro, diventi piu buona e aiuti i paesi piu in difficoltà.Cioè con la moneta che sta spolpando sopratutti i paesi del Sud, si vuole migliorare il vecchio continente,ma questi sono fuori di testa!!!

Questo post che ho pubblicato il novembre scorso, spiega bene come come si può uscire dall'euro...
http://anglotedesco.blogspot.it/2013/11/ross-mcleod-ci-spiega-come-litalia-puo.html

da USCITA DI SICUREZZA-Giulio Tremonti (Rizzoli)

La terza ipotesi è,si permette, quella periferia in questo libro,a condizione che sia politicamente integrata nella quarta ipotesi:è l'ipotesi della riorganizzazione costituzionale dell'Europa.E' questa la via insieme piu difficile ma anche piu necessaria,se si considera che oggi in Europa c'è ormai unione senza unione,essendo dominante all'opposto la cifra della divisione.Divisione sotto,tra popoli debitori e popoli creditori.Divisione sotto,tra popoli debitori e popoli creditori.Divisione sopra,tra Stati che comandano e Stati che subiscono.Divisione infine tra politici che cominciano a pensare per conto della finanza.Forse,se prima abbiamo fatto un passo troppo lungo,un passo piu lungo della gamba,adesso possiamo fare qualcosa di diverso,per non perdere tutto.Per farlo bisogna comunque andare indietro e rimuovere il vizio di origine.Un vizio che non è stato tecnico,ma sopratutto politico:il vizio di pensare che l'economia sia piu della politica.Piu della politica intesa nel solo modo possibile,come superiore sintesi della vita,dei sentimenti,del cuore dei popoli.
Adesso che l'euro,per come è fatto,appare agli occhi di tutti non piu solo come un salvificio mezzo di unione,ma anche come un rischioso fattore di contrasto,si vede che è tornato il tempo per ridare voce ai popoli,per fare oggi un'incoronazione all'incontrario,per dare all'euro proprio quell'unione politica che finora non ha fatto e non ha avuto.
Se il vizio di origine era tecnico,radicato nella tecnica di formazione dell'euro e di riflesso della BCE,ora la soluzione,deve,può essere solo politica.E questa ci si presenta oradentro un vero e forte dilemma:se non si vuole rinunciare alla moneta comune,è chiaro che la crisi può essere superata solo con l'introduzione di una diversa e piu comune gestione della moneta,a partire dall'estensione delle funzioni della BCE e a partire dagli Eurobond;ma questa è a sua volta possibile solo passando ,in tutta l'Europa e per tutta l'Europa,attraverso un nuovo patto politico.Un patto che, se fosse annunciato oggi con reale determinazione e perciò con reale efficacia,già potrebbe bastare,per il solo fatto che è annunciato.Come fu già una volta,nel maggio del 2010.Non interessano qui le forme tecniche e giuridiche che può avere questo patto:un nuovo trattato,un'interpretazione estensiva del Trattato di Unione,magari basata sulla cosidetta "regolamentazione derivata",un nuovo accordo intergovernativo, una "cooperazione rafforzata".Va solo posto un caveat fondamentale,dato che il diavolo sta nei dettagli:se la riorganizzazione costituzionale dell'Europa si realizzasse solo parzialmente,con la disciplina fiscale,ma senza una nuova BCE o senza Eurobond,come è stato nel citato vertice dell' 8-9 dicembre 2011,o se peggio ancora dovesse andare a essere realizzata con il preliminare "parcheggio" di alcuni Paesi presso il FMI,non sarebbe accettabile,perchè troppo divisiva.
Ciò che dunque è ora sopratutto importante è che per fare una vera riorganizzazione costituzionale,per salvare l'Europa che conosciamo,è necessario una forte scambio politico:sopra,una maggiore disciplina di bilancio,basata su di una governance comune,con impegni,controlli e sanzioni;sotto,una comune,piu integrata e piu mutualistica gestione della moneta,con emissioni di comuni titoli pubblici nella forma degli Eurobond eccetera.In ogni caso,non la prima senza la seconda,non la seconda senza la prima.
Nell'economia politica di questa ipotesi,per concretizzarla,servono grandi doti politiche,tanto di visione storica,quanto di intelligenza.Visione storica,per considerare che se dappertutto sono finite le politiche di deficit spending,i problemi di finanza pubblica che ancora esistono nei vari Paesi sono dunque problemi nati nel passato,gravi certo,  ma da gestire  come tali.Come problemi del passato e non anche problemi continui nel presente  e nel futuro.Intelligenza,per capire che un conto è irrigidirsi verso l'eventuale assoluta renitenza di un Paese a correggere la sua struttura economica,i suoi conti pubblici; un conto è tenere in considerazione i seppure relativi,ma effettivi progressi fatti nei vari Paesi in difficoltà,sopratutto se questi sono basati sulla coesione sociale e democratica.
Non è ancora chiaro se, sotto la pressione drammatica della crisi,questo scambio sarà illuminato e improvviso,se avrà infine la forma di uno shock politico.O se,come è purtroppo probabile,seguirà un processo piu lungo e ancora piu turtuoso.Come indica l'ultimo citato vertice europeo dell'8-9 dicembre 2011.Un processo  che rischia l'incidente del mercato,dato che il mercato finanziario,su cui si è e si deve andare ogni giorno,ha tempi molto diversi e piu brevi e sopratutto ha un'intelligenza di tipo binario,non sofisticata,semplice e perciò rispondente solo a stimoli semplici:sì o no, bianco o nero,non le fumose tonalità del grigio!

martedì 11 febbraio 2014

Caro Gianluigi Paragone,non si può criticare pesantemente la Ue,l'euro e le banche




Dopo la prima puntata della trasmissione condotta da Gianluigi Paragone LA GABBIA, ero stato critico scrivendo che sembra IL PROCESSO DI BISCARDI e per i toni resto di questa idea ma guardando le altre, questa è l'unica che affronta con decisione senza risparmiarsi certi temi come l'Unione Europea ,l'euro,banche e mostrando (grazie a Paolo Barnard)certi grafici che Floris,Santoro e tutti gli altri ignorano per motivi di servilismo nei confronti della dittatura europea.Accontentiamoci.
Il Corriere delle Sera è il piu importante quotidiano politico italiano ma anche uno dei piu europeisti del vecchio continente  ed è normale che Aldo Grasso critichi questa trasmissione.L'Europa deve sempre avere ragione anche se ti ordina di tagliare i salari degli operai, aumentare il lavoro precario, aumentare le tasse e alzare l'età pensionabile.
Paragone da la colpa alle critiche su Napolitano,la Boldrini o il dar spazio agli operai ,io invece penso che gli interventi di Paolo Barnard, Diego Fusaro,Antonio Maria Rinaldi che dimostrano il fallimento delle politiche europee e della moneta unica, siano i veri motivi per far scrivere questo articolo indecente ad Aldo Grasso che per correttezza,dovrebbe presentarsi alla Gabbia e confrontarsi.

da www.liberoquotidiano.it-articolo di Gianluigi Paragone

Se Beppe Grillo, col suo modo di fare mai vellutato, punta l’indice contro i giornalisti, si scatena l’iradiddio. Se invece lo fa Aldo Grasso, è lecito. Perché è un critico televisivo. È capitato al sottoscritto. Ieri, lo storico osservatore della tv italiana nonché ex indimenticabile direttore di RadioRai in quota Spirito Santo, ha di fatto invitato l’editore di La7 (quindi il mio editore) a sbarazzarsi al più presto di me. Testualmente: «Quando seguo La Gabbia penso a Urbano Cairo. In otto anni di presidenza del Toro (Grasso è tifoso granata. Ma di questo, io che sono un tifosaccio juventino, non  ho mai fatto una colpa né a Cairo né a mia moglie, quindi nemmeno all’Aldone, nda) ha capito che per vincere qualcosa bisogna aspirare al meglio: tenersi i giocatori di talento, cercarne altri di classe, crescere giovani coltivando il loro estro». Siccome, pur avendo io grande estro non sono più un giovane, deduco che Grasso non stesse parlando di me come talento da tenere. E se uno non va tenuto, va cacciato. Andrei venduto perché varrei meno di D’Ambrosio,  un giocatore passato dal Torino all’Inter per una cifra di tutto rispetto. Vabbé, deliri calciofili a parte, Grasso si crede talmente Aldissimo da infilare il naso in casa d’altri: Cairo, molla Paragone. Scaricalo, «è un populista».
Ecco lo spirito liberale del Corriere, giornale che un tempo difendeva lo spirito voltairiano per cui «Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu possa esprimerla». Che Grasso voglia, debba o possa dare la vita per difendere il mio diritto di parola francamente sembra eccessivo anche a me che ho un ego assai ingombrante; diciamo che basterebbe cambiare canale e Voltaire sarebbe salvo comunque. E sarebbe salvo pure se il tuttologo si limitasse a una durissima critica del programma: in fondo lo pagano da anni per fare solo questo. Il fatto è che oltre alla critica, Grasso ci aggiunge l’edittino di via Solferino: Paragone non va tenuto, caro Cairo, Paragone va cacciato e La Gabbia va chiusa. Capito? Se un grillino brucia il libro di Augias, il club Amici degli Amici richiama pericoli e tentazioni naziste. Se invece Aldo Grasso invita un editore a chiudere un programma e cacciare un giornalista, nulla di grave. Quello si può fare.
Purtroppo per lui, Cairo è un imprenditore che guarda al sodo e il sodo - cioè lo share della Gabbia - centra perfettamente l’obiettivo dell’editore e il target commerciale della rete. È stato lo stesso a Cairo a dirlo nel bilancio di fine anno. Ecco perché l’invito a chiudere la mia trasmissione puzza di manganello e olio di ricino (che goduria poter parlare come gli amici di Augias o come la Boldrini!). La verità è che all’amico Fritz e all’allegra brigata del Corriere non va giù che stiano aumentando i megafoni del dissenso. Non va giù che la «pancia del Paese» abbia di nuovo voce. Non va giù se qualcuno osserva senza pregiudizio il movimento 5 stelle così come un tempo incuriosiva la Lega. Lo ha detto bene Enrico Mentana l’altro giorno: è una battaglia tra due posizioni culturali, quella snob salottiera e sinistrorsa da una parte e quella più movimentista e moderna dei grillini. Cos’è che non va bene a Grasso e ai Corrieristi (Battista e Polito in testa)?
Non va che qualcuno abbia intuito  la pericolosità dell’austerity prima degli altri, non va che l’euro sia messo fortemente in discussione. E soprattutto non va che in televisione, in prima serata, un pessimo personaggio (il sottoscritto) «dia i voti alla Boldrini e a Napolitano»! Ecco qual è il punto: l’attacco al Palazzo più intoccabile. L’attacco a Re Giorgio. Guai a chi tocca il Capo dello Stato, guai a chi mette in discussione il suo profilo. Pigi Battista è incaricato di  bastonare il Fatto Quotidiano; Aldo Grasso La Gabbia. Così, ad minchiam, come avrebbe detto il professor Scoglio. «Quando vedo La Gabbia sto male»,  scrive il mai rimpianto ex direttore di RadioRai in quota Spirito Santo, «perché mi dispiace non poco vedere a quali bassezze linguistiche può arrivare un programma quando si dà sfogo alla famosa pancia del Paese». Tu guarda, povero Aldone: lo infastidisce la pancia del Paese, gli muovono disturbo le storie dei lavoratori licenziati, gli dà noia l’incazzatura dei piccoli imprenditori alle prese con uno Stato sleale e folle. Ci sono imprenditori e lavoratori che arrivano a togliersi la vita, ci sono file lunghissime alle mense dei poveri, ci sono presidi senza sosta davanti a fabbriche, e Aldo Grasso è talmente imbalsamato da credere che sia una trasmissione televisiva ispirata ai peggiori bar di Caracas (meglio che al mortorio di via Solferino….) a creare scompiglio. Insomma, sarebbe la tv a generare la crisi sociale in corso.
Povero Aldo, c’è da capirlo: passare tutto il giorno davanti alla tv non aiuta. Però, va ammesso, fa bene al portafogli. Il suo.
di Gianluigi Paragone

lunedì 10 febbraio 2014

La Germania non si tocca ,vero Floris,De Bortoli,Gruber e Santoro?




Mi raccomando la Germania non va toccata, non si può dare tutta la colpa a lei o all'euro.A questi signori rispondo di andarsi a vedere i dati della bilancia commerciale dell'Italia e della Germania prima  dell'euro e adesso.
La Germania controlla la sua crescita puntando sull'export e necessita del deficit dei paesi europei dell'area mediterranea, i Pigs compresa anche la Francia.In quanto l'acquisto da parte del sistema bancario finanziario tedesco dei titoli di debito pubblico di questa paesi rappresenta un modo di investimento di quello accumulato con  le esportazioni.
Tra il 2010 e il 2011 l'Italia (governo Brlusconi),Francia e Spagna hanno ridotto il loro debito estero totale mentre la Germania e la Gran Bretagna l'hanno aumentato.I tedeschi hanno aumentato il debito estero del 32% e gli interessi sono scesi del 20%.
Interessante questo articolo:

da LIBREIDEE.ORG

LA GERMANIA STA SPOLPANDO LE NOSTRE MIGLIORI AZIENDE

«Si chiama Spirale della Deflazione Economica Imposta. Ne ho scritto per la prima volta 4 anni fa ne “Il Più Grande Crimine”», ricorda Paolo Barnard. «Dissi che la Germania e la Francia avevano progettato la distruzione dei paesi industrializzati del sud Europa con l’adozione dell’euro, in particolare dell’Italia, perché era la Piccola Media Impresa italiana che aveva stroncato quella tedesca, al punto che nel 2000, prima dell’euro, l’Italia era il maggior produttore e la Germania l’ultimo (dati Banca d’Italia)». Oggi lo scenario si è ribaltato, puntualmente. E le imprese tedesche vengono a fare shopping da noi, perché «in quel comparto industriale abbiamo il miglior sapere al mondo». E, grazie alla trappola dell’euro, che ha «deprezzato l’economia italiana a livello albanese», i tedeschi comprano le aziende italiane a prezzi stracciati. Lo conferma un recente report del “Financial Times”: «Le piccole medie imprese tedesche si sono gettate in un’abbuffata trans-alpina, rendendole le più attraenti acquirenti straniere in Europa di aziende italiane».
«Aziende della base industriale del Mittelstand tedesco ottengono accesso al sapere tecnologico di aziende italiane in difficoltà, mentre in alcuni casi spostano i loro quartieri generali oltr’alpe», scrive il quotidiano finanziario il 27 gennaio, sottolineando l’importanza del “sapere tecnologico italiano”. «Le aziende tedesche stanno afferrando opportunità d’espansione mentre la recessione sospinge verso il basso il prezzo degli affari nel sud Europa in difficoltà». Per Barnard, è esattamente «la Spirale della Deflazione Economica Imposta, per comprarci con due soldi» grazie alle restrizioni promosse dal sistema Ue-Bce. Marcel Fratzscher, direttore dell’istituto economico tedesco Diw, ammette che il terreno di caccia del business tedesco è soprattutto l’area in crisi, dove i tedeschi possono “aiutare” le piccole e medie aziende italiane, che «spesso faticano a ottenere credito». Ovvio: «A noi la Germania ha proibito di avere una “banca pubblica” come la tedesca Kfw», protesta Barnard. Una banca che, «barando sui deficit di Stato tedeschi, ha versato miliardi in crediti alle aziende tedesche».

«Le acquisizioni – continua il “Financial Times – sono spesso descritte come accordi strategici, ma degli insider ci dicono che il linguaggio nasconde una serie di acquisizioni aggressive». Di fatto, è la “conquista” di aziende italiane, contro la volontà dei proprietari italiani costretti a vendere. «In alcuni casi gli accordi sono strutturati in modo che il marketing e il management sono esportati dall’Italia, spogliando l’azienda acquistata fino alle sue strutture produttive». Carlos Mack, di Lehel Invest Bayern, dice al “Financial Times” che la logica dietro al trasferimento delle sedi delle aziende italiane «è di avere sia i beni di valore che il marketing e il management in Germania, perché così si ha accesso più facile al credito bancario da banche non italiane». Sempre Mack dice che le aziende tedesche «non sono interessate al mercato italiano, ma solo al prodotto italiano». Ovvero, «sono interessate a vendere il prodotto italiano altrove». Per Barnard, è «la conferma che noi abbiamo le più straordinarie piccole medie imprese del mondo, e ora ci portano via i gioielli della nostra produzione».

«A differenza delle aziende italiane – continua il “Financial Times” – le tedesche hanno poche difficoltà a trovare crediti». Una ricerca ha evidenziato che «le banche italiane lavorano bene con le succursali tedesche in Italia, facendogli credito, per proteggersi dai loro investimenti nelle aziende italiane in difficoltà». Ma come, non erano in difficoltà le nostre banche? «Perché prestano ai tedeschi e non a noi?». E’ un “trucco”, innescato dalla Deflazione Economica Imposta dall’euro: «Le nostre aziende affogano, quindi le banche italiane strangolano le aziende italiane perché sono in difficoltà, e arrivano i tedeschi a papparsi i nostri marchi di prestigio a 2 soldi, e le banche italiane ci fanno affari». Norbert Pudzich, direttore della Camera di Commercio Italo-Tedesca a Milano, dice che anche prima della recessione le aziende italiane avevano difficoltà a trovare crediti, perché ad esse manca lo stretto rapporto con le banche “di casa”, che invece le aziende tedesche del Mittelstand hanno. Infatti, osserva Barnard, la stessa Kfw «ha versato miliardi di euro di spesa pubblica sottobanco alle aziende tedesche, barando, mentre costringevano noi a rantolare senza un centesimo dal governo».

«Tutto questo – conclude Barnard – io lo denunciai 4 anni fa, e mi davano del pazzo. Questa è la distruzione pianificata di una civiltà, quella italiana, delle nostre famiglie, dei nostri ragazzi. Questo è un crimine contro l’umanità, perché lo stesso accade in altri paesi europei. Questo è nazismo economico». I tedeschi? «Non cambieranno mai», sono «sterminatori nell’anima», andrebbero «commissariati dall’Onu per sempre». Barnard l’ha ripetuto in decine di conferenze, mostrando una slide dell’“Economist”: ora, con la nostra economia retrocessa a condizioni da terzo mondo «proprio a causa dell’Eurozona voluta da Germania e Francia», la Germania e altre potenze vengono a rastrellare aziende italiane pagandole quattro soldi. Tutto previsto: era un piano preciso. Se cessi di immettere denaro nel sistema, proibendo allo Stato di spendere, vince chi bara – in questo caso la Germania, in cu lo Stato finanzia (di nascosto) le aziende, creando un enorme vantaggio competitivo, completamente sleale. La politica italiana? Non pervenuta. E’ per questo che i “predatori” hanno campo libero. E il paese precipita.

domenica 9 febbraio 2014

In Germania,rovinati per colpa del GLS corriere




Qual'è l'unica trasmissione che si azzarda a criticare la Germania? La Gabbia di Gianluigi Paragone (clicca qui per vedere la lisciatina data da Paolo Barnard ad Udo Gumpel), e infatti un giornale che ama il modello tedesco come il Corriere della Sera, tramite articolo di Aldo Grasso,ha chiesto la sua chiusura.Su questo argomento dirò la mia nei prossimi giorni.
Qui sotto abbiamo l'ennesimo esempio della dittatura neoliberista che con le grandi multinazionali pensa solo ai profitti sfruttando come schiavi gli operai.La cosa che fa piu incazzare Anglotedesco è che quando si parla di Germania si citi solo la Volkswagen e non gli altri lavori, e a farlo spesso sono anche quei sindacati che dovrebbero difendere i lavoratori.
Difendere il modello tedesco (ed europeista) vuol dire tifare per un capitalismo ottocentesco.

Da GERMANIA ANNI DIECI (l'oRMA)-Gunter Wallraff

Andy single.Molti autisti vivono soli,perchè in queste condizioni di lavoro è raro che una relazione funzioni.Anche il matrimonio di Viktor Beran,un subappaltore di Westerwald,non ha retto.Ha lavorato per tre anni per diverse ditte del settore,anche per GLS."L'unico giorno" racconta Beran "che avremmo potuto passare insieme era la domenica.Ma io volevo starmene in pace.Volevo dormire e basta.Non vedevo piu i miei figli.Sono cresciuti, hanno messo i primi denti,hanno iniziato a camminare.E io non c'ero.Mi sono perso tutto.Tutto.E' come se non avessi mai avuto una famiglia".
Quando parla del suo lavoro il discorso finisce sempre per cadere sull'impossibilità di trovare una via d'uscita.Beran ha lavorato,a volte contemporaneamente, per i trasporti eccezionali in notturna della Eiltrans,per GLS e per DPD.Non per mania di grandezza o per diventare subito milionario con tre lavori.Ma perchè non aveva altra scelta."Doveva accettare un secondo lavoro,perchè con il primo guadagnavo troppo poco.Come lavoratore autonomo non puoi mai contare su un reddito fisso.Venivo pagato a singolo collo,e quindi dovevo fare piu consegne possibile".
Ho indagato e mi sono informato su quanto resistono gli intermediari a GLS.La maggior parte di quelli con cui ho parlato,hanno mollato dopo due,tre o al massimo quattro anni.Nel settore lavorano quasi 11.000 intermediari.Molti dei quali vengono dalla Turchia,dai Paesi arabi o sono russi di origine tedesca.Oppure provengono da zone della Germania carenti di infrastrutture e come imprenditori autonomi sperano di uscire finalmente e come imprenditori autonomi sperano di uscire finalmente dalla miseria.Certo con GLS capitano proprio male."GLS= a Gambe Levato Subito!": così gli intermediari lungimiranti interpretano il nome del gruppo industriale.In altre parole:vattene prima che sia troppo tardi!
Come scopro piu tardi,durante un colloquio di assunzione condotto sotto copertura per un posto di dirigente a GLS,i vertici dell'azienda sono ben a conoscenza di questi fatti.Nel colloquio si parla anche del senso delle punizioni escogitate dal gruppo,che si traducono in "sanzioni pecuniarie (questa è la formula ufficiale ai piani alti): è il "controllo a distanza" per manipolare i dipendenti,anzi i subappaltatori,dal momento che non si è "direttamente autorizzati a impartire ordini"."In fin dei conti non possiamo licenziare un autista" spiega un manager "ma così all'edificio o al cortile,che in un certo senso equivale a licenziarlo."
Si spiega anche che GLS "allontana i rischi dalla struttura";GLS non si dichiara responsabile nè per i pacchi danneggiati o smarriti nè per i danni ai veicoli o per le trasgressioni della legge di qualunque genere,vale a dire le infrazioni del codice stradale,delle norme sull'orario di lavoro o degli obblighi verso i contributi provvidenziali.La dirigenza aziendale sa anche che gli autisti sono in giro "senza fare alcuna pausa o facendone forse una breve",che non sono di ritorno prima delle 17.00 e che "spostano circa 5 tonnellate" al giorno."Un lavoro duro,bisogna ammetterlo" afferma il capo del personale,con tono tutt'altro che comprensivo.In questo colloquio di assunzione l'unica cosa che gli rincresce è il basso tasso di disoccupazione di questa regione.In questa zona della Germania meridionale è "purtroppo" solo al 3%."E' il punto dolente della faccenda:domani avrà di nuovo un lavoro".Dopodichè manifesta il suo disprezzo snob:"Questa gente c'è nata così.Non ci si può far nulla! Qui ci tocca la feccia". (Mi viene in mente una celeberrima frase di Jean -Jacques Rousseau: "L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene.Anche chi si crede il padrone degli altri non è meno schiavo di loro".La seconda parte è perfetta per gli intermediari).
Ninja,un tedesco  di origine irachena,è stato costretto da GLS a pagare danni per 200.000 euro.Ha perso la moglie e gli amici,perchè non è riuscito a risarcire i debiti personali.Se ne sta nel suo appartamento vuoto, pensa al suicidio e racconta di come il sistema non disdegni nemmeno qualche piccola attività criminale:agli autisti cui era stata ritirata la patente il capo del deposito gliene ha procurata una falsa,poichè c'era una grossa carenza di personale.
Anche il 51enne Ioannis Katsenos,che in certi periodi aveva gestito 40 autisti,fu ridotto in rovina.Datio che GLS abbassava sempre di piu il compenso per singolo collo, si ritrovò con una montagna di debiti pari a 170.000 e andò in fallimento.A Katsenos fu suggerito di prendere lavoratori dalla Polonia e di farli dormire nei furgoni o nei magazzini.Nel fine settimana avrebbe potuto rispedirli a casa.Sarebbe stato molto conveniente."Ma che razza di persone siamo?" chiese Katsenos."Non ha altra scelta " fu la risposta.Katsenos si è rifiutato di farlo.A un altro avevano consigliato di prendere rumeni,che erano ancora piu a buon mercato.Quel subappaltatore ci ha provato davvero davvero.Solo uno dei rumeni ha resistito; gli altri,non parlando tedesco,consegnavano i pacchi alle persone sbagliate.