Anglotedesco

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sabato 30 novembre 2013

IMMIGRATI IN EUROPA.Italia ottava



Se l'estrema destra ha raggiunto  percentuali elevate (le elezioni europee lo confermeranno), un motivo ci sarà. Non c'è solo il razzismo ma anche i danni che provocano gli stranieri in primis  di religione islamica che hanno poca voglia  di rispettare le leggi in Italia sopratutto dove una parte politica si schiera contro certi estremisti e poi si schiera con altri (i musulmani).Ci sono molti libri sull'argomento ,io vi consiglio L'INFILTRATO di Antonio Salas.
Sembra che in Inghilterra David Cameron non scherzi, i nuovi immigrati non avranno sussidi di disoccupazione per i primi tre mesi di permanenza, i pagamenti saranno sospesi dopo sei mesi a meno che colui che vuol lavorare sia in grado di dimostrare in maniera convincente a un'occupazione;ai nuovi immigrati non saranno concessi assegni per l'abitazione;espulsione con messa al bando dal paese per un anno per chi chiede l'elemosina (se uno va in un paese per fare il mendicante, è giusto che torni in attesa di opportunità di lavoro) o dorme in condizioni non adeguate,multe quadruplicate per i datori di lavoro che non rispettano il salario minimo.Non tutte le misure scatteranno insieme, la cacciata degli homeless dal primo gennaio 2014.
L'Italia ,come si può vedere dalla foto sopra, è ottava ,però c'è da dire (dati Censis) che in nessun altro paese c'è così tanta differenza tra Nord e Sud.Al Settentrione basterebbe l'immigrazione del Sud e non quella di altri paesi ma purtroppo la criminalità (e ipocrisia) italiana ed europea ,se ne fregano.

venerdì 29 novembre 2013

ALAIN PARGUEZ:i disavanzi buoni dello Stato



E' sempre interessante leggere Alain Parguez.
La spesa a deficit da parte dello stato ha permesso dopo la seconda guerra mondiale di produrre il miracolo economico.Lo stato spendeva a deficit e l'economia cresceva,la spesa è stata indispensabile per far lavorare piu persone,allargando decisamente la quantità di beni e di servizi a disposizione dei cittadini.

John Maynard Keynes:

"Gli investimenti privati non sono in grado di assorbire ,di mettere al lavoro tutta la disponibilità di risorse produttive e di lavoratori esistenti.La piena occupazione non viene determinata "naturalmente" dal mercato.Solo un intervento di spesa pubblica "aggiuntiva" può determinare le condizioni della piena occupazione e quindi del pieno utilizzo delle risorse,al fine di favorire l'arricchimento dei popoli".

Purtroppo abbiamo la dittatura che ci impedisce tutto questo.

da LA CRISI GLOBALE,l'Europa,l'euro,la Sinistra-Riccardo Bellofiore (Asterios Editore)

Per quanto sia paradossale,nell'oblio della marxiana critica dell'economia politica così evidente in questi dibattiti estivi, che ci offrono solo una pallida riedizione del keynesismo,se si vuole intravedere qualche spunto per una alternativa vera bisogna rivolgersi a quel keynesiano strutturale che è esplicitamente critico del capitalismo e dello stesso keynesismo realizzato.Ricorderò qui alcuni pezzi dell'analisi recente di Alain Parguez,e di quella meno recente di P.Minsky,perchè mi sembrano indicare uno spunto per una discussione piu produttiva.
Non esiste sviluppo che non sia fondato sul debito.I decenni piu recenti ci hanno confermato che i disavanzi ex post dello Stato sono condizione della creazione netta di reddito per il settore privato.Solo che, ci ricorda Parguez,non dobbiamo scordarci che ci sono disavanzi "cattivi" e disavanzi "buoni".I disavanzi cattivi,quelli appunto del monetarismo,prima,e dello stesso keynesismo privatizzato,poi, sono il risultato non pianificato del collasso delle economie,delle varie terapie shock,degli interventi deflazionistici,ma anche della stessa insonstenibilità della finanza perversa.I disavanzi "buoni" sono invece disavanzi voluti,pianificati ex ante,il cui fine deve essere la costituzione di uno stock di risorse utili e produttive.Un "mezzo" alla produzione di ricchezza e non di (plus) valore:un investimento di lungo termine in ricchezza tangibile (infrastrutture,riconversione ecologica,mobilità alternativa ,etc) e intangibile (salute,istruzione,ricerca).Dove le questioni del genere e della natura divengono cruciali:ma la stessa questione del welfare e di un reddito di esistenza rientra nel suo terreno proprio.Quello non della erogazione di sussidi monetari,ma di un intervento sul valore d'uso, parte di un piu ampio orizzonte di un intervento di pianificazione.
Ora,come ho sostenuto altrove,questo tipo di disavanzi ex ante- questa spesa pubblica attiva che non può che innalzare il rapporto debito pubblico/PIL, ha la caratteristica ,di rientrare automaticamente.Un intervento del genere avrebbe evidentemente anche effetti "capitalisticamente" positivi della crisi,che sono quelli che abbacinano gli economisti postkenesiani.Sosterrebbe l'economia reale dal lato della domanda,stabilizzerebbe il settore finanziario provvedendo attività finanziarie "sicure",ma anche innalzerebbe la forza produttiva del lavoro e del sistema.Per questo può,deve, far parte di un "programma minimo" di una sinistra di classe.Non ci si illuda,però:si configura così una situazione di "sqilibrio" piu che un modello stabile di capitalismo.

mercoledì 27 novembre 2013

Certo che se chi lavora viene trattato in questo modo...



Sono d'accordo che bisogna riappropriarsi della propria sovranità monetaria,la bilancia dei pagamenti andrebbe in attivo e si creerebbero piu posti di lavoro però pensiamo anche a chi il lavoro ce l'ha e come vengono trattati.Vedo grandi economisti che se ne fregano, Paolo Barnard faceva i video a difesa degli operai e poi li ha cancellati, nessuno parla delle vergognosa giustizia italiana mafiosa.
Qui c'è l'esempio delle Ferrovie delle Stato,ma sempre in questo numero di Left ,Tiziana Barillà,ha raccolto altre testimonianze come quelle di Giuseppe Larobina seguito ovunque  da una agenzia investigativa ingaggiata dalla sua ex ditta o Marco Zanframundo dell'Ilva di Taranto che ha denunciato le vergognose condizioni di lavoro.

da LEFT del 9 novembre 2013-Tiziana Barillà

Il problema della sicurezza non riguarda solo le mura di fabbrica,ma anche chi lavora in mobilità,come i ferrovieri.Dal 2007 a oggi hanno perso la vita 42 lavoratori del gruppo Ferrovie dello stato e delle ditte in appalto:uno ogni due mesi: "Eppure l'amministratore delegato Mauro Moretti continua a sostenere che non esiste un problema di sicurezza,denuncia a LEFT Riccardo Antonini,ex ferroviere di Viareggio.Ex,perchè il 7 novembre 2011 Antonini è stato licenziato.La sua colpa? Aver fatto da consulente tecnico di parte nelle indagini sulla strage di Viareggio:è il 29 giugno 2009 quando nei pressi della stazione toscana un convoglio pieno di gpl deraglia.L'esplosione avrebbe provocato l'uccisione di 32 persone.
"La sua attività è in conflitto con gli interessi di questa società sua datrice di lavoro,in palese violazione dell'obbligo di fedeltà", queste le motivazioni del licenziamento.Reti ferroviarie italiane (Rfl) non ha dubbi:prestare una consulenza in qualità di tecnico della manutenzione nel processo per l'incidente ferroviario di Viareggio,seppur in modo gratuito,è una violazione del codice etico del Gruppo Fs.Nella sua consulenza,Antonini aveva accertato che la strage si sarebbe potuta evitare:"La crepa che provocò il deragliamento era arruginita.Non è nata nè per un difetto di fabbrica,nè per l'usura del tempo,ma per la  corrosione.Questo significa che i controlli,che avrebbero dovuto evidenziarla,non sono stati fatti o non sono stati adeguati".
Una sentenza del tribunale del Lavoro di Lucca lo scorso 4 giugno ha confermato il licenziamento di Antonini:il giudice Luigi Nannipieri ha infatti respinto la richiesta di reintegro.Rfi ha messo così la parola fine alla lunga carriera dell'operaio,dopo 33 anni di servizio.Ma Riccardo,che è anche sindacalista della Filt-Cigl non ci sta."Il mio licenziamento è una rappresaglia nei confronti dei ferrovieri impegnati sul tema della sicurezza".L'azienda del resto lo aveva avvisato con una lettera di contestazione del 1 luglio 2011 che intimava Antonini a cessare immediatamente quella attività."Ho risposto che non ero disponibile ad accettare diktat e ho continuato".Il 10 agosto arriva la seconda contestazione:10 giorni di sospensione.Poi,il 25 ottobre,il licenziamento.
L'ex sindacalista proprio della Filt-Cgil Mauro Moretti non si è limitato a licenziare il suo ex compagno di sindacato Riccardo Antonini.Lo ha anche denunciato.Antonini è imputato di "ingiurie e violenza privta nei confronti dal sig. Mauro Moretti",presso il tribunale di Genova.La denuncia dell'ad Moretti arriva a seguito di una contestazione avvenuta durante una festa del Pd di Genova del 9 settembre del 2011."L'azienda mi ha offerto il reintegro nel posto di lavoro e il ritiro della querela,ma in cambio chiedeva l'abiuta del mio impegno,sulla strage di iareggio",spiega Antonini."Io non ho accettato:sono innanzitutto un cittadino,poi un lavoratore e solo dopo un dipendente delle Ferrovie dello Stato.Ho il dovere di contribuire a conoscere la verità su quella tragedia".Nella seconda metà di novembre si terrà l'udienza al tribunale di Genova per decidere della querela di Moretti all'operaio.Mentre il 13 novembre si aprirà a Lucca il processo sulla tragedia di Viareggio:Mauro Moretti è stato rinviato a giudizio insieme ad altri 32 dirigenti e funzionari con l'accusa di omicidio colposo.Alle nostre richieste di chiarimenti Ferrovie dello Stato ha risposto di non avere altro da aggiungere a quanto già accertato dalla magistratura.

Il capitale si arricchisce a spese del lavoro




L'articolo è interessante ,i dati sono giusti e fanno molto riflettere, peccato però che l'Economist difende coloro che vogliono tutto questo.
Anche Beppe Grillo l'ho sentito spesso dire cose uguali a quelle dell'articolo e sono d'accordo, basta guardare come lavorano gli operai nei paesi dove c'è una crescita elevata e anche nei paesi sviluppati.
Si dice sempre che bisogna parlare agli italiani, ma cosa sono gli italiani? Basta andare nei bar sopratutto nelle piccole città o paesi di provincia e parlargli di modello neoliberista e prova vedere in quanti sanno cos'è e cosa provoca.Per fortuna esistono i distributori automatici dove i caffè sono piu buoni ed eviti di sentire le cavolate del 90% degli italiani.
Cavolate le ha scritte anche Alessandro De Nicola sul giornale neoliberista Repubblica Affari e Finanza:
"Purtroppo le mancate liberalizzazioni sono un lusso che non possiamo piu permetterci.Com'è noto,il nostro paese, è quello che è cresciuto meno al mondo (salvo forse Haiti e lo Zimbauwe) negli ultimi 20 anni.Ebbene,noi siamo il fanalino di coda nell'indice IBL;siamo al 36esimo posto su 43 paesi europei nell'Index of economic freedom della Heritage foundation (83esimi al mondo);galleggiamo nella classifica di competitività del World economic forum al 102esimo posto per le istituzioni politiche e al 137esimo per l'efficienza del mercato del lavoro,e,secondo la Banca Mondiale stazioniamo ultimi tra i paesi Ocse per la facilità di condurre un'attività imprenditoriale (65esimi al mondo).La correlazione tra il dirigismo ingessante del nostro sistema politico-istituzionale e la cattiva performance della nostra economia credo appaia evidente a chiunque:malauguratamente il pacchettino di privatizzazioni deciso dal governo non cambierà di una virgola questa amara situazione".

da L'ECONOMIST pubblica su l'Internazionale

In un'enorme fabbrica di Shenzhen,il cuore produttivo della Cina,250.000 lavoratori assemblano dispositivi elettronici destinati ai mercati occidentali.L'impianto è solo uno dei tanti gestiti dalla Foxconn, un'azienda con piu di 1,5 milioni di dipendenti che sforna prodotti per le Apple e altri  marchi famosi.Negli Stati Uniti la Foxconn incarna la minaccia della manodopera straniera a basso costo.Ma in realtà gli operai cinesi e quelli statunitensi si somigliano molto,perchè hanno un problema in comune:la crescita dei profitti degli ultimi decenni non ha fatto aumentare i loro salari.
Dal 1980 la quota di reddito destinato ai lavoratori è diminuita costantemente.Secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE),la forza lavoro ha ricevuto solo il 61% dei guadagni realizzati negli anni duemila,contro il 66% dei primi anni novanta.Per decenni gli economisti hanno considerato le quote di reddito divise tra la forza lavoro e il capitale come dei dati fissi.Ma a questo punto molti esperti si chiedono se la teoria sia ancora valida.
Una quota minore di reddito per i lavoratori significa che i profitti non si traducono piu in aumenti salariali.al contrario,ad aumentare è la quota in mano ai possessori del capitale e ai lavoratori piu ricchi:dagli anni novanta la quota di reddito dall'1% dei lavoratori piu ricchi è aumentata costantemente,in netto contrasto con la diminuzione di ricchezza di tutti gli operai.Negli Stati Uniti,per esempio,dagli anni Novanta alla metà dei duemila,escludendo l'1% dei lavoratori piu ricchi,c'è stato un calo del 4,5%.I lavoratori statunitensi attribuiscono la responsabilità di questa tendenza negativa alla manodopera a basso costo dei paesi piu poveri.In parte hanno ragione, almno stando alle ricerche di Michael Elsby,dell'università di Edimburgo.,Bart Hobjin,della Federal reserve bank of San Francisco,e Aysegul Sahin della Federal reserve bank of New York.Questi studiosi hanno calcolato quanto sono esposti i diversi settori dell'industria statunitense alla conoscenza dei prodotti importati,e poi hanno confrontato i dati con la diminuzione della quota di reddito dei lavoratori.Secondo loro,una maggiore dipendenza dalle importazioni va di pari passo con la diminuzione dei guadagni dei lavoratori.

UN MILIONE DI ROBOT

Comunque,negli Stati Uniti e altrove,il mercato non può farsi interamente carico del malcontento dei lavoratori.Negli ultimi vent'anni i lavoratori dei paesi emergenti,dalla Cina al Messico,hanno lottato per ottenere piu benefici dalla crescita degli ultimi vent'anni.Probabilmente il vero colpevole è la tecnologia che,secondo le stime dell'Ocse,sarebbe responsabile all'80% dell'abbassamento della quota di reddito dei lavoratori.La Foxconn, per esempio, vuole "assumere" un milione di robot nelle sue fabbriche entro l'anno prossimo.
Strumenti piu economici e potenti hanno permesso alle aziende di automizzare molte mansioni.Una nuova ricerca di Loukes Karabarbounis e Brent Neiman,dell'università di Chicago,spiega che negli ultimi 33 anni il costo dei beni d'investimento è precipitato di oltre 25% rispetto a quelle dei beni di consumo.Questo calo ha incoraggiato le aziende a sostituire la manodopera con i sofware,avviando il declino della quote di reddito dei lavoratori.La loro tesi è avvalorata da altri studi.Elsby ,Hobijn e Sahin notano che negli anni 80'-90',prima dell'esponenziale aumento delle importazioni,la produttività della forza lavoro statunitense è cresciuta piu rapidamente dei salari.Gli studi sulla crescente disuguaglianza tra i lavoratori raccontano una storia simile.Negli ultimi anni sono diminuite le mansioni che richiedono competenze medie,mentre sono aumentate sia quelle che richiedono competenze molto specifiche sia quelle che ne richiedono affatto.Una ricerca di David Autor,del Massachusetts institute of technology,David Dorn, del Centre for monetary and financial studies,e Gordon Hansom, dell'Università della California a San Diego,mostra come negli anni novanta l'informatizzazione e l'automazione abbiano inciso sui lavori di livello medio.Negli anni duemila,invece, il grande artefice della disparità dei salari  è stato il mercato.
In alcun casi il tributo pagato dai salari al commercio e alla tecnologia è stato aggravato dalle nuove leggi sul lavoro.Alla fine degli anni settanta,grazie alle rigide regolamentazioni sul mercato del lavoro,gli operai europei potevano contare su un'ottima quota di reddito (in Spagna toccava il 75% e in Francia l'80%).All'inizio degli anni 80',quando in Europa,anche a causa dell'alto tasso di disoccupazione,esplose la liberalizzazione del mercato del lavoro e della produzione,la quota crollò.Poi ci hanno pensato le privatizzazioni a indebolire ulteriormente la ricchezza dei lavoratori.
Queste tendenze potrebbero spingere i governi ad adottare nuove forme di protezione per i lavoratori,in modo di sostenere la loro quota di reddito.Nuove regole,però, potrebbero far crescere la disoccupazione o accellerare il processo verso l'automazione.In futuro si dovrebbe tentare di rendere piu innocuo l'impatto del mercato,aumentando i salari nei paesi emergenti.Ma forse anche questa soluzione ,come nel caso della Foxconn,potrebbe stimolare il passaggio all'automazione.Il rapido sviluppo tecnologico el'aumento della produttività pongono le basi per una qualità della vita migliore.Ma se l'aumento dei profitti non porterà benefici anche ai lavoratori,difficilmente questa promessa sarà realizzata.

lunedì 25 novembre 2013

B.GRILLO NEL 2004:"Non abbiamo fatto la fine dell'Argentina perchè c'è l'euro"




dall'ultimo numero di ROLLING STONES

Una domanda dell'intervista rilasciata a questa rivista nel 2004.

UNA VOLTA MI HAI DETTO DI ESSERE UN "BOSSI INFORMATO":LA GENTE PAGA AD ASCOLTARE I TUOI COMIZI.PERCHE' LA POLITICA UFFICIALE NON E' INFORMATA?

B.Grillo: perchè la politica ormai si gira su se stessa.Si basa su cose meschine,piccole:la risposta, la ripicca...Siamo fermi al dibattito sulla destra e sulla sinistra,con la gente che crede ancora che la politica sia la ricerca di un leader.Non abbiamo fatto la fine dell'Argentina solo perchè ervavamo nell'euro.Se no, con la svalutazione del 50% ,eravamo tutti per strada a battere le padelle e i coperchi.Ma di teflon,eh"

ANGLOTEDESCO: in molti ragionavano come Beppe Grillo del 2004 e adesso hanno cambiato idea.Il comico genovese va criticato  perchè non vuole uscire dall'euro, propone il referendum ma non servirebbe a nulla. Non è bello vedere un trio di economisti come Alberto Bagnai,Claudio Borghi e Antonio Rinaldi, partecipare con piacere (lo ripetono piu volte e lo potete sentire nei miei video sul canale di Youtube) ai convegni organizzati dalla Lega Nord.Bagnai l'ha detto piu volte che non gli piace l'indecisione del Movimento 5 Stelle ,la MMT si è offerta ma sia Casaleggio che Grillo si sono rifiutati di dare risposte.
La risposta di Grillo data alla rivista Rolling Stones è una cagata pazzesca.La svalutazione del 50% è una bufala che purtroppo anche adesso circola grazie ai tanti falsari europeisti.
Propongo un pezzo (non tutto il capitolo) del libro di Alberto Bagnai,IL TRAMONTO DELL'EURO (IMPRIMATUR) che spiega la svalutazioni avute in passato che non hanno provocato gravi danni come quando l'Italia fu cacciata  dallo SME.

ALBERTO BAGNAI:

Nel 1993,in conseguenza della svalutazione del 20% :invece l'inflazione fu sotto il 5%,e in calo.La relazione fra svalutazione e inflazione non è uno a uno,come commentatori tendenziosi o disinformati ci ripetono .Questo dato ha validità del tutto generale e se ne sono visti di diversi in tutto il mondo.I motivi non sono difficili da intuire:non tutti i beni consumati in un Paese sono importati;non tutti i beni nazionali sono prodotti solo con materie prima importate;l'aumento dei prezzi esteri determinati dalla svalutazione porta i consumatori a preferire i beni interni,mitigando l'impatto sul livello generale dei prezzi.
Gli studi piu approfonditi sulle relazioni fra svalutazione e inflazione (ad esempio quello di Goldfain e Werlang 2000),condotti tenendo conto delle altre variabili che possono influenzare l'inflazione (pressione della domanda,dipendenza degli scambi con l'estero),mostrano che nei Paesi europei di norma circa un terzo della svalutazione si trasferisce sui prezzi interni,e occorre un anno perchè questo effetto si manifesti.Non esiste pertanto il pericolo di un circolo vizioso svalutazione-inflazione,cioè quella situazione in cui un Paese è costretto a svalutare continuamente,perchè i benefici della svalutazione precedente sono immediatamente e completamente dall'inflazione.

Inghilterra,la ripresa invisibile



In tv e sui giornali c'è un razzismo incredibile nei confroni di classe operaia,sono le stesse persone ipocrite che danno dei razzisti a chi vuole regolare l'immigrazione.I ceti medio-bassi sono in difficoltà ovunque , è il modello neoliberista che vuole questo e le cose sono decisamente peggiorate da quando è crollato il muro di Berlino.In Italia poi ci ha pensato la moneta unica a demolirla totalmente.
In Gran Bretagna le banche sono a rischio.Per rilanciare l'economia,il governo ha inondato il sistema di una quantità enorme senza precedenti.L'ha fatto attraverso il quantitative easing,cioè ricomprando i suoi titoli di stato con soldi che in realtà non esistono.
Nel Regno Unito il governo ha speso per il quantitative easing circa 375 miliardi di sterline,il 23,8% del pil.Un importo pari a circa un quarto dell'intera attività economica nazionale è stato creato dal nulla per stimolare l'economia.Se il governo avesse dato i soldi direttamente ai cittadini,magari sotto forma di buoni spesa validi per un periodo limitato e solo nel Regno Unito,ogni uomo,donna e bambino del paese oggi avrebbe in mano quasi 6.000 sterline il governo ha stanziato 16,5 miliardi di sterline,ma le banche non hanno dato il loro contributo.
Negli ultimi tre mesi del 2012 il credito è sceso di 2,4 miliardi di sterline,e nel primo trimestre del 2013 di altri 300 milioni.Le banche si difendono sostenendo che questo denaro ricevuto a prezzi stracciati (a un tasso dello 0,75) è finito nelle nostre mano sotto forma di tassi d'interesse piu bassi su debiti già contratti.
Le banche nel Regno Unito hanno sbagliato in diverso punti.Hanno mancato di rispetto nei confronti dei contribuenti,che si sono dovuti accollare il salvataggio di vari istituti,si è sborsato 133 miliardi di sterline,l'equivalente di oltre 2.000 sterline per ogni cittadino britannico.Hanno mancato di rispetto anche nei confronti di molti clienti a cui hanno venduto prodotti scaduti.La cosa piu grave è senza dubbio il non aver finanziato la crescita economica,con le imprese che non riescono a ottenere il credito necessario a costi accettabili.

da LA STAMPA del 25/11/2013-articolo di Claudio Gallo

L'economia britannica crescerà quest'anno del 1,6% e il prossimo anno del 2,8;un tasso pre-crisi.La disoccupazione dovrebbe arrivare allo soglia del %,un risultato positivo che potrebbe però portare all'innalzamento dei tassi d'interesse.
Ma ,come diceva il premier vittoriano Disraeli:"Ci sono tre tipi di bugie:bugie, dannate bugie e statistiche".Propriò ciò che pensa la gente comune,se guarda alla propria vita
maledettamente in salita.Non che le cifre siano davvero false,semplicemente nella società dei piu la realtà a cui alludono non si percepisce.La fuori,ogni cinque minuti e 2 secondi qualcuno fa bancarotta.Ogni giorno 84 proprietà sono pignorate.Ogni giorno lavorativo le agenzie di consulenza per i cittadini in Inghilterra e Galles trattano 7420 problemi di debiti.L'indebitamento medio (compresi i mutui) di un nucleo familiare è di 54178 sterline.La somma dei debiti personali dei britannici è di 1428 mila miliardi a settembre 2013.
Per quanto faccia sorridere,sono tornati gli spazzacamini.Con il continuo rincaro dei prezzi del gas, in tanti hanno riscoperto la legna.Il presidente dell'associazione spazzacamini descrive un'impressionante crescita:"Nel 182 eravamo in 30,oggi contiamo 540 membri".
Molti si ricordano ancora il boom tra la metà degli Anni 90 e i primi del 2000,quando tutti si trovarono piu soldi in tasca.quella era ripresa.Che cosa sta succedendo oggi?
Spiega Gavin Kelly,direttore del pensatoio "Resolution Foundation": "Ci sono molte regioni per cui un'economia piu vigorosa non fa necessariamente stare meglio i britannici.Una è la paga media è arretrata per anni mentre i prezzi sono saliti.Un'altra è  che negli anni cattivi non hanno colpito la gente allo stesso modo:per esempio i ventenni hanno visto calare brutalmente le loro entrate negli ultimi cinque anni mentre per i sessantenni è stata meno dura".
La verità è che sotto il cofano della ripresa britannica ci sono specialmente i servizi finanziari e le costruzioni,le poche parole c'è sopratutto Londra.La capitale è una megalopoli globale che corre a una velocità superiore rispetto al Paese.Un altro mondo.
Come ha scritto Larry Elliot sul "Guardian":"Andate a Preston a dire che in Gran Bretagna c'è il boom,vi rideranno dietro".Andate a Hull a spiegare che il mercato immobiliare s'è impennato,vi prenderanno per matto.
Suggerite a Roch dale che la crisi è passata,e rischierete grosso".L'ultimo "Political Monitor" della Ipsos-Mori (ancora statistiche) mostra che metà dei britannici pensa che la svolta dell'economia non abbia alcun impatto sulla loro vita (48%).Solo uno su sette (14%) dice di aver avuto un riscontro molto positivo.Il 77% valuta che il prossimo anno la crescita  economica non avrà alcun effetto sui suoi standart di vita.Solo uno su cinque (19%) si aspetta cambiamenti positivi.
Dice Nick Forbes,consigliere comunale a Newcastle,nel Nord piu povero e arrabbiato:"A differenza del passato oggi manca sopratutto la speranza nel futuro".Persino Sir John Major,primo premier post thatcheriano,conservatore venuto dalla gavetta,ha accusato indirettamente Cameron e la sua banda di "etoniani" di aver paralizzato la modalità sociale.
"Non è affatto certo-sostiene Gavin Kelly-che la ripresa potrà benficiare tanto presto l'ampia fascia di popolazione con entrate tra il livello basso e quello medio.Il mercato del lavoro è ancora in difficoltà.L'austerità continuerà per anni e,se i tassi di interesse aumenteranno,come accadrà,milioni di famiglie piene di debiti saranno messe ulteriormente sotto pressione.Il ripristino del legame tra crescita economica e miglioramento degli standart di vita è la piu grande sfida politica del futuro".A guardare il pianeta dall'alto ci sarebbe da essere ottimisti:un recente rapporto del Credit Suisse ha mostrato un mondo,nel suo insieme,sempre piu ricco e destinato a diventarlo ancora di piu.Ma le ricchezze si accumulano sui ricchi e non scendono.Il sindaco di Londra Boris Johnson,come il Superclue di Alan Ford che prendeva ai poveri per dare ai ricchi,ha fatto sul "Telegraph" un peana dei milionari: "Non toccateli,ha scritto, perchè grazie alle loro tasse noi facciamo funzionare i nostri servizi sociali".
Peccato che un'indagine di Action Aid ha rivelato da poco che la quasi totalità delle principali aziende del Regno Unito usa società sussidiarie e joint-ventures nelle Cayman o in altri paradisi fiscali per pagare meno tasse.Chi non ricorda la dimostrazione di Warren Buffet di come le sue tasse in proporzione erano una minima parte di quelle della sua segretaria?Aveva detto con candore il re degli investitori americani:"E' vero c'è lotta di classe.Ma è la mia classe,i ricchi,a fare la guerra.E l'abbiamo vinta".

domenica 24 novembre 2013

EDWARD SNOWDEN:morte chimica nei nostri cieli



Sull'argomento Scie Chimiche finora ho letto poco ,ho sentito parlare ,ho visto dei video, ma non mi convincevano piu di quel tanto, d'ora in avanti pero gli  dedicherò piu attenzione.Di Edward Snowden mi fido, lo vogliono far fuori perchè dice la verità.Purtroppo  per comodità,quasi tutti stanno dalla parte degli Usa e viene visto come un verme.

da MISTERI IN CRONACA-articolo di Simonetta Praga

Edward Snowden rivela:le scie chimiche sono una realtà,le ha progettate il riscaldamento climatico.Edward Snowden è l'ex tecnico della Cia,noto per aver diffuso alla stampa informazioni segrete del governo Usa.Grazie alla collaborazione di Glenn Greenwald,giornalista del Guardian,ha rivelato informazioni su programmi di intercettazioni su programmi di intercettazioni telefoniche tra Usa e Europa e programmi di sorveglianza Internet e confermando che la sorveglianza delle agenzie di spionaggio americane è piu invasiva (e pericolosa) di quanto pensi.Ma, a quanto si dice, Snowden avrebbe parlato anche di "un progetto classificato segreto in cui si parla dell'impiego di chemtrails (scie chimiche,in italiano) per modificare il clima del pianeta" salvando così la produzione agricola americana.Apparentemente,simili alle scie lasciate dagli aerei,i chemtrails conterebbero alluminio,bario e silicio.A emetterli sarebbero velivoli militari speciali.Con quale scopo? alterare il clima,ma anche diffondere nell'atmosfera sostanze psicotrope,per controllare la mente e i pensieri di intere popolazioni e arginare la crescita demografica.

UN COMPLOTTO DEL GOVERNO

Di scie si parla dal 1996 quando l'aeronautica militare americana fu accusata di irrorare i cittadini con sostanze nocive.Un'accusa basata su un documento che la stessa Air Force aveva prodotto.Un dossier in cui si immaginava la possibilità di controllare il clima entro il 2025 per preservare la potenza economico-militare statunitense.Per i militari,il documento era soltanto l'insieme di possibili strategie per affrontare un futuro ancora tutto da verificarsi.Alcuni studiosi indipendenti iniziarono però a definirlo come la prova dell'esistenza di un complotto governativo.Complotto in cui sarebbero coinvolti anche la principale agenzia di spionaggio Usa,la Cia,il Sovrano militare ordine di Malta e il Vaticano.



SCIE NORMALI E SCI CHIMICHE

Il governo americano e gli esperti di metereologia definiscono le scie chimiche una "bufala" nata dalla curiosità per le striscie lasciate dagli aereoplani e dalla credulità popolare.Alcuni esperti sostengono,invece, che le scie chimiche non possano essere confuse con le normali scie degli aerei.Queste ultime sono bianche,lineari e si dissolvono in dieci minuti al massimo.I chemtrails,invece,sono bianco-sporco,si possono disporre in linee parallele o reticolati e sono visibili anche per mezza giornata.Dopo mezz'ora ,si allargano fino a coprire tutto il cielo,che assume una particolare colorazione lattiginosa.Lo scienziato indipendente Clifford Carnicom ha dichiarato di essere riuscito a "catturare" i resti delle scie rimasti a livello del terreno,trovando,in effetti, considerevoli concentrazioni di alluminio e bario.Sostanze,ribatte la scienza ufficiale,che si trovano in abbomdanza nella crosta terrestre e la cui presenza non prova assolutamente nulla.

C'E' DI PEGGIO

Nemmeno le rivelazioni di Snowden sono riuscite a mettere d'accordo queste due fazioni.Gli scettici ricordano che le dichiarazioni sono state diffuse da un sito satirico,l'Internet Chronicle,noto per gli scherzi e che ha titolato in passato anche "Snowden santo".li studiosi delle scie sostengono che Snowden abbia preso un granchio.Gli Usa non avrebbero prodotto le scie per scopi pacifici,cioè controllare il clima per evitare terribili carestie.Per cui,o Snowden sarebbe male informato o peggio,farebbe parte del complotto che vuole screditare chi si occupa di dimostrare l'esistenza dei chemtrails per tenere buona l'opinione pubblica.Insomma,siamo nel mezzo di un mistero sul quale solo Snowden potrebbe fare chiarezza.Peccato che al momento non possa parlare,nascosto com'è (forse)in Russia.

venerdì 22 novembre 2013

L'intervista alla Padania di A.Bagnai e le cazzate di M.Salvini



Quando si pensa ll'Italia si pensa ai suoi eccessi ma i dati dicono che è sempre stata nella media.I taglia fatti negli ultimi tre anni hanno riportato il paese in linea con la media europea,con una spesa complessiva inferiore al 50% del pil.Il numero dei dipendenti pubblici è stato ridotto del 4,3% e i loro stipendi sono stati congelati.Nel 2011 l'Italia ha speso per la Sanità 1913 euro a cittadino,meno del Regno Unito e della Francia ,ma purtroppo per colpa della corruzione legata ai contratti di fornitura,la qualità dei servizi lascia molto a desiderare.
Nonostante promettessero grandi cose, c'è una differenza tra la Germania e il resto dell'eurozona.I tedeschi non danneggiano solo l'eurozona ma la crescita globale.Punta troppo sull'export e non sulla domanda interna,creando un surplus della bilancia dei pagamenti superiori a qualsiasi altro stato europeo,senza alcuna forma di redistribuzione grazie a un euro tedesco sottovalutato rispetto ai fondamentali dell'economia nazionale,che consente alla Germania di drogare la propria competitività sul mercato estero.

Veniamo alle cazzate di Matteo Salvini.

Sulla PADANIA di oggi 22 novembre 2013:

"La Lega Nord grazie all'intuizione di Umberto Bossi,è contro l'euromostro dal 1998,e se all'inizio ci hanno trattato come gli scemi del villaggio,oggi che il disastro sociale è sotto gli occhi di tutti,la nostra battaglia per la sovranità economica è la battaglia di tutti".
Bene, ricordo a Matteo Salvini che Umberto Bossi diceva esattamente il contrario,voleva la Padania nell'Euro.Tempo fa pubblicai un post dove presi un pezzo del libro di Mario Monti (lui dovrebbe star zitto che è meglio) dove ricordava che il Senatur era a favore dell'euro.Anche vari siti oltre al libro dell'ex Premier, fanno notare questo:

da MARIO MONTI MONTI-LE PAROLE E I FATTI (Rizzoli)

6 giugno 2005


Roberto Maroni propone un referendum per il ritorno alla lira, Roberto Calderoli accusa il Presidente della Repubblica di essere "unio di quelli che ha spinto perchè il nostro paese entrasse a tutti i costi nell'euro.Oggi è dura accettare una sconfitta,che però va accettata" dopo la presa di distanza del presidente del Consiglio,Calderoli precisa che il suo attacco non era rivolto al Presidente della Repubblica mai,insiste,,nei veri responsabili di questa situazione,Romano Prodi e il centrosinistra".
Sarebbe far torto ai due ministri non prendere sul serio le loro dichiarazioni.E sarebbe far torto ai lettori non ricordare quale fosse la posizione del partito dal quale i due ministri sono esponenti di spicco nella frase,delle difficili decisioni sul varo dell'euro.Ho ricordi precisi di quella frase,che vissi da Bruxelles.Nell'agosto 1996 in vista della dichiarazione di indipendenza della Padania e della formazione del governo padano,avvenute a Venezia il 15 settembre,Umberto Bossi scrive al Presidente della Commissione Europea Jacques Senter,chiedendo indicazioni su come far aderire la Padania all'unione economica e monetaria fin dall'inizio previsto per il 1 gennaio 1999.
Qualche tempo prima (3 marzo 1995) ,in una dichiarazione all'Ansa riguardante Silvio erlusconi e Gianfranco Fini, Roberto Calderoli si era riferito alla lira come "la nostra moneta ridotta a carta straccia".Il 2 settembre 1996 il portavoce di Santer dichiara inammissibile la richiesta di Bossi di far entrare nell'euro la sola Padania.Il 17 giugno 2001,due anni e mezzo dopo la nascita dell'euro,nel suo  intervento di Pontida Umberto Bossi afferma:
 "Per quel che ci riguarda,se la Lira non fosse entrata nell'euro,allora non sarebbero fallite soltanto le grandi imprese perchè il costo del danaro e l'inflazione sarebbero saliti alle stelle e sarebbe sopraggiunta la frantumazione dello stato italiano,cioè la secessione.Noi avevamo coscienza che se gli avvenimenti fossero andati in quel modo avremmo dovuto immediatamente indirizzare nazionale padano per garantirci la democrazia".
L'altro giorno ho ricordato questo ad Alberto Bagnai, lo rifarò ancora ma penso che non mi risponderà, preferisce twittare con altri tipo il fotografo delle fotografie insignificanti Alessandro Guerani o i soliti economisti suoi amici.
Due anni fa la Lega Nord, organizzò grazie a Matteo Salvini un convegno a Palazzo Marino con ospiti Squinzi,(pochi giorni prima di essere nominato ufficialmente presidente di Confindustria) e Oscar Giannino. Bene quando questo falsario-economista disse che la legge Fornero fu giusta, nessuno del pubblico (quasi tutto leghista) si azzardò urlargli qualcosa o mandarlo nel posto che si merita.In questo video ci sono le prove:

http://youtu.be/DK6y9adca2M


da LA PADANIA del 21 novembre 2013

Alberto Bagnai,professore di politica economica all'Università D'Annunzio di Pescara,è probabilmente il piu celebre esponente di quella nouvelle vague di economisti che propone in Italia di dare il benservito all'euro.Bagnai sarà fra gli esperti che interveranno sabato pomeriggio all'Hotel Cavalieri di Milano durante il "No euro day" organizzato dal segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini.

PROFESSOR BAGNAI,FACCIAMO IL PROCESSO ALL'EURO.LEI OVVIAMENTE RAPPRESENTA L'ACCUSA...

L'euro altera la competitività a vantaggio dei Paesi in surplus,che non rivalutano il proprio cambio,come avveniva regolarmente in passato.Inoltre,eliminando il rischio di cambio,incentiva i movimenti di capitale da un Paese all'altro,favorendo l'accumulazione di ingenti debiti esteri.

ANCHE I NOSTRI GOVERNI PERO' HANNO COLPA:SI PARLA DI UNA SPESA PUBBLICA "AGGREGABILE" FINO A 200 MILIARDI (RAPPORTO GIARDA) MA SI RIESCONO A TAGLIARE SOLO LE BRICIOLE,COSTRINGENDOCI A CONFRONTARCI CON I PALETTI UE.

Il punto però è quello che è stato ribadito a maggio dal vicepresidente della Bce Vitor Constancio:la crisi nasce nella finanza privata.Sono state famiglie e imprese del Sud a indebitarsi con le banche del Nord per acquistare prodotti del Nord.In Italia il debito pubblico stava diminuendo ed è esploso dopo la cura da cavallo di Monti.La spesa pubblica italiana è nella media europea,superata da quella di Paesi virtuosi come Francia,Finlandia,Austria e Belgio.Il problema del governo italiano non è quanto spende,ma come spende.

I SOSTENITORI DELLA MONETA UNICA PUNTANDO IL DITO CONTRO I RISCHI DI UN'ECCESSIVA SVALUTAZIONE,NELL'ORDINE DEL 30-35%, CHE ANDREBBE A COLPIRE AD ESEMPIO I SALARI,MENTRE UN MUTUO STIPULATO IN EURO VEDREBBE AUMENTARE L'IMPORTO DELLE RATE.COME CONTROBATTE?

Uscendo dalla moneta unica si ridenominerebbero in valuta nazionale i contratti regolati dal diritto nazionale.La rata di 600 euro diventerebbe una rata di 600 nuove lire,quindi non verrebbe rivalutata.La nuova lira flutterebbe nel mercato valutario e potrebbe svalutarsi.Le stime collocano questa svalutazione intorno al 20%-30%.Alcune osservazioni:primo,il fatto che il mercato farebbe svalutare la nuova lira è la prova provata del fatto che l'euro forza le leggi del mercato imponendo all'Italia una valuta troppo forte.Secondo, con una svalutazione del 50% i nostri beni costerebbero agli acquirenti esteri la metà di quello che costano adesso:le banche centrali dei Paesi nostri concorrenti non lascerebbero mai cadere così tanto la lira, perchè significherebbe distruggere la competitività delle rispettive industrie.Terzo, la svalutazione riguarda il valore esterno della moneta.Sarebbe colpito chi va a fare la spesa a Berlino:chi la fa sotto casa non soffrirebbe una pari perdita di potere di acquisto,a meno che i prezzi italiani salgano di pari passo alla svalutazione.Come ha recentemente ribadito il capo economista del FMI,Olivier Blanchard,questo non accade mai.Per molti italiani,la perdita determinata da una successiva parziale erosione del potere d'acquisto ,sarebbe compensata dal vantaggio di trovare un lavoro.

ANCHE IL DEBITO PUBBLICO E' ESPRESSO IN EURO MA, SEMPRE SECONDO LA DIFESA,CON IL PASSAGGIO ALLA NUOVA MONETA LA SVALUTAZIONE FAREBBE SCHIZZARE IL PARAMETRO DEBITO/PIL.

Le cose non stanno esattamente così.Con la ridenominazione il debito passerebbe da 2.000 miliardi di euro a 2.000 miliardi di nuove lire.Ovviamente,i creditori esteri soffrirebbero la perdita da svalutazione,come è successo a quelli inglesi,polacchi,coreani, ecc,nel 2009,quando questi paesi hanno svalutato per difendersi dallo shock Lehman.Voglio ricordare che è l'atteggiamento poco cooperativo di questi Paesi ad aver esacerbato la crisi dell'Eurozona.Chi è causa del mal suo...

SECONDO LEI QUALI POSSIBILITA' CI SONO CHE L'ITALIA ESCA DALL'EURO?

I precedenti storici indicano che la probabilità che l'euro crolli è pari a uno.Il problema è capire se esiste una volontà politica di comprendere e gestire il problema per ridurne i danni.Va riconosciuta alla Lega l'onestà intellettuale di aver voluto aprire un dibattito su un tema così essenziale.

mercoledì 20 novembre 2013

Gianni Letta e Goldman Sachs...




Ai tanti miei contatti su Facebook o Twitter chiedo: come mai quando parlate di Goldman Sachs non ricordate mai che vi ha preso parte anche Gianni Letta braccio destro di Silvio Berlusconi? Siete berlusconiani per caso? Spero di no perchè mi fareste un gran pena.Giusto attaccare Enrico Letta, Mario Draghi,Romano Prodi ma star zitti su Gianni Letta la trovo una cosa assurda. A farci entrare nell'euro e mandarci in rovina (vi invito sempre a guardare la bilancia dei pagamenti prima e dopo l'ingresso nell'euro) è stato Romano Prodi ma anche Silvio Berlusconi ,Gianni Letta e il loro alleato Umberto Bossi,erano d'accordo.

da GIANNI LETTA BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA-Giusy Arena e Filippo Barone (Editori riuniti)

Chissà cosa avrà pensato Marco Bava, quel piccolo azionista della Standa che non si capacitava nel vedere un giornalista a capo della sua società,nel rivederedopo otto anni il nome dell'ex direttore del Tempo tra i membri dell'advisory board  di Spencer Stuart e Goldman Sachs.Lui, che a quanto racconta la Stampa,non conosceva neanche l'inglese.Finita la legislatura nel 2006,Gianni Letta non se ne sta con le mani in mano.Il 19 giugno 2007 alla carica di consulente di Fininvest e Mediaset,di consigliere di amministrazione della fondazione Cassa di risparmio di Roma,di consulente di Spencer Stuart,aggiunge la prestigiosa carica di consulente della Goldman Sachs International.Si tratta una delle piu importanti banche d'affari internazionali,con sede a New York,filiali in tutto il mondo,e  clienti che comprendono grandi gruppi industriali, istituzioni finanziarie e governi.Quale motivo porta una banca del genere ad affidare a Letta quello che fu il posto di economisti dal calibro di Mario Draghi,Romano Prodi e Mario Monti? Risponde il presidente di Goldman Sachs International Peter Sutherland:Letta metterà a disposizione la sua "esperienza politica" e la "profonda conoscenza del mercato italiano e internazionale".Che il sopracciglio si inarchi è normale:collegare le crostate bipartisan di via della Camiluccia alle strategia della finanza internazionale non viene a tutti spontaneo.Suggerisce una spiegazione Paolo Madron del Sole24Ore:"Quando lo misero sotto contratto,alla Goldman avevano fatto un ragionamento tutt'altro che peregrino:è uno dei pochi civili servant italiani che gli affari non dovrà andarseli a cercare,perchè saranno loro a cercare lui.Prima di capire cosa ci faccia Letta in Goldman Sachs,forse può servire cosa sia una banca d'affari.Spiega la giornalista del Sole24Ore Laura Serafini:"I banchieri d'affari sono le eminenze grigie che dall'inizio degli anni Novanta a oggi hanno contribuito a tessere la trama delle piu grandi operazioni finanziarie in Italia:dal collocamento in Borse di Enel alla scalata di Olivetti su Telecom,dal crack Parmalat alle fusioni bancarie,fino al commissariamento di Alitalia ,Consulenti silenziosi dei capi d'azienda,del Governo e dei capitani di impresa che suggeriscono come trovare i fondi, sopratutto a chi non ne ha".Banche d'affari sono Lehman Brothers,Jp Morgan, City Group e sopratutto Goldman Sachs.I banchieri d'affari non sono i centri decisionali di questo sistema,ma ne sono consapevoli ingranaggi e moltiplicatori" spiega sempre Serafini nel libro "Italian Bankester" (Fazi editore 2009),perchè sono spesso loro a proporre strumenti sempre piu arditi per convincere l'imprenditore che può osare di piu".Serafini cita un esempio per tutti, la privatizzazione della Telecom.Colaninno progetta nel 99' di scalare la Telecom Italia comprando il 15% della società.Arriva la banca d'affari e lo informa che sul mercato può trovare risorse per finanziare l'acquisto del 100% del capitale della società.L'ultimo episodio significativo della vistosa presenza delle banche d'affari in Italia ce lo offre l'Enel."Nella primavera del 2009 l'Enel ha dovuto varare di corsa un aumento di capitale da 8 miliardi di euro,una somma davvero  gigantesca da chiedere al mercato in un periodo in cui il denaro fatica a circolare,per tenere testa a un indebitamento arrivato a 60 miliardi di euro a seguito di importanti acquisizioni all'estero.La corsa delle banche d'affari per riuscire a ritagliarsi un incarico in quella operazione è stata  senza precedenti."Goldman,la società fondata nel 1869 a Manatthan,è specializzata nella compravendita di attività economiche strategiche,che nel caso italiano spesso si chiamano privatizzazioni.Dal 2000 Goldman compra dall'Eni un'area da 300.000 metri quadrati a San Donato Milanese per 3000 miliardi di lire.Continua la speculazione edilizia comprando,insieme a Morgan Stanley,immobili dalle assicurazioni Bas e Tor e della Fondazione Cariplo.Negli anni seguenti il suo ruolo nel paese cresce."Non c'è praticamente operazione finanziaria di peso che non vada far capolino l'ombra lunga di Goldman Sachs.Scende in pista per risollevare la disastrata Alitalia,corre in soccorso di Italcase,insieme al gruppo Caltagirone cerca di mettere le mani sui fondi immobiliari di Pirelli Rel Estate targati Berenice e Tecla",scrive Andrea Cinque grani.Nel 2005 Antoveneta e Bnl vengono scalate? E' Goldman Sachs a fare da "advisor" ,ossia a organizzare la vendita delle azioni.Su quale  sia stato il ruolo di Letta nella Goldman Sachs,come nelle altre banche che gli offrono incarichi nel 2007,vige il piu assoluto riserbo.Di certo,ci sono,accanto al prestigio, i compensi.Solo Goldman Sachs,per i dieci mesi di consulenza che Letta potrà offrire,visto che nel 2008 sarà chiamato di  nuovo al dovere istituzionale da Berlusconi,avrà un compenso di 670.000 euro, piu le provvigioni.Ecco spiegato come mai la dichiarazione dei redditi del giornalista in pensione passi dai 170.000 euro del 2002 a 1,55 milioni di euro del 2007.

La Germania prepara la "Campagna D'Italia".Non fidatevi troppo del professor Sapelli...



Il professore ordinario di Storia Economica presso l'Università degli Studi di Milano, Giulio Sapelli,non mi ha mai convinto.Molti lo esaltano per quello che circa un anno fa disse contro Mario Monti ,ma andatevi a vedere su Youtube quanto volte questo signore ha cambiato versione sull'Europa e su chi mette in discussione la moneta unica.Veniamo ai fatti concreti e al mondo del lavoro.
Una politica di piena occupazione sostenuta dallo Stato richiederebbe una riforma del sistema finanziario della Ue.Una fonte importante di finanziamento a lungo termine "dovrebbe" provenire dal sistema bancario.Certo parliamo di un'Italia che è ancora nell'euro in attesa del miracolo di tornare ad avere una nostra moneta.
Le banche dovrebbero essere al servizio dell'economia reale per creare occupazione  con rapidità e gran quantità.Negli ultimi trent'anni le banche europee hanno erogato crediti per trilioni di euro,creandoli dal nulla, ma è stato utilizzato da loro stesse a fini speculativi inutili per l'utilità sociale.La Ue dovrebbe spingere le banche  a concedere credito per sostenere l'economia reale e trasferire i lavoratori da un  settore produttivo all'altro.
Nonostante tutto io continuo a credere che l'Unione europea è un covo di criminali (non la pensa cosi Giulio Sapelli) e che non ha nessuna voglia di far crescere l'economia ma solo preoccuparsi che i paesi abbiamo i conti in regola e l'inflazione bassa.

da www.ilsussidiario.net- Giulio Sapelli

Doppia mossa del cavallo europeo. Prima si colpisce la Germania invocando un articolo dei trattati ultra-nascosto e dimenticato - eccesso di surplus commerciale, pensate un po’- e in tal modo ci si accoda obbedienti al diktat Usa che ha attaccato Berlino con una violenza inaudita mai resa manifesta da dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Poi si attacca l’Italia, tutta protesa a dar buon esempio di sé, e la si critica; non la si colpisce a morte, la si ferisce per la legge di stabilità, soprattutto per l’enormità degli emendamenti. È un imprevisto. Vuol dire che gli Usa contano sino a un certo punto e un contentino alla Germania bisogna pur darlo. Del resto è Berlino che controlla e dirige la macchina tecno-burocratica. In primo luogo, per capacità e patriottismo nazionalistico dei suoi funzionari, che hanno via via egemonizzato attorno a sé i rappresentati dei paesi ex comunisti e quelli nordici dell’Europa scandinava che tutto è meno che europea, ossia è una formazione economico-sociale a sé stante come ricorda del resto la storia dei trattati economici post-bellici, Efta in testa. Ma lasciamo perdere, queste cose nel tempo dei reset non le ricorda più nessuno, anche se contano.
Questo attacco dell’Ue è ingiustificato, formalmente e politicamente. Ma esso è il frutto di un’enormità politica che ha offerto al dominio teutonico la testa dell’Italia su un piatto d’argento: un governo di pacificazione coalizionista che non riesce a presentare al Parlamento una finanziaria bloccata e su di essa chiedere la fiducia. Così si litiga mesi e mesi su qualche punto di Iva e sull’Imu sì o no, con un ministro del Tesoro incapace di trovare un miliardo nel bilancio dello Stato e che ci rappresenta in Europa con un’incapacità che non si è mai vista… Ma certo il problema è grande: se inviassero la troika cosa dovrebbe fare Letta? Dovrebbe in ogni caso farle fare un passo indietro e mandarla a casa a Bruxelles.
Se cediamo ora su questo punto siamo finiti: ossia, il sistema industriale ed economico è finito. Chiunque parli con le cuspidi del potere economico tedesco sa che la battaglia d’Italia sono ora decisi a vincerla loro, i tedeschi, comprando a prezzi di svendita tutto ciò che è possibile. Ai francesi danno qualche spaziale consolazione e agli Usa non possono opporsi rispetto ai grandi gruppi, ma le medie imprese tascabili e co. - tra parentesi, ne abbiamo perse il 20% in questi ultimi due anni, ossia circa mille! - debbono finire in mano tedesca secondo una logica di complementarietà nella maggioranza dei casi e non di distruzione tipo quella operata da Prodi e compagni quando fecero le privatizzazioni.
È quindi nella distruzione generale un passo avanti per occupazione e reddito e conservazione del patrimonio cognitivo. Ma vuol dire la subalternità economica assoluta. Questo non piace agli Usa, lo ripeto da sempre e da sempre ripeto che la via di uscita non è economica ma diplomatica e strategica: è geostrategica sino a nuovi rapporti con la Russia. Se non fanno questo Letta e Alfano, se non si opporranno direttamente, come dovrebbero patriotticamente fare, alle misure ingiuste che si profilano venire dall’Europa, faranno entrambi la fine di Papandreu: chiese un referendum prima dell’arrivo della troika, ora è sparito, non se ne parla più, non si sa neppure dove sia finito.

lunedì 18 novembre 2013

Ross McLeod ci spiega come l'Italia può uscire dall'euro...



Sono d'accordo che l'Italia per star meglio deve uscire dall'euro però non è facile e la BCE  sta facendo di tutto per impedirlo.La svalutazione sarebbe non del 50% ma del 30%, la bilancia dei pagamenti tornerebbe in attivo perchè con una moneta debole saremmo piu competitivi nelle esportazioni.Interessanti le analisi di Ross McLeod anche se prima però vorrei tornare indietro e spiegare a certi falsari (nel 2004 tra questi c'era anche Beppe Grillo) cosa ha significato l'introduzione della moneta unica.
Nessuno o quasi aveva pensato che perdendo le protezione delle rispettive banche centrali,i paesi membri si sarebbero esposti al rischio d'insolvibilità.Il fallimento di un paese era una prospettiva che non si capiva per gli stati svilupati abituati a indebitarsi nella propria moneta nazionale.Soltanti i paesi che si indebitano in valute straniere sono espoti al rischio di fallire.L'insolvibilità dei paesi asiatici o del Sudamerica che ha segnato tutte le crisi finanziarie dall'inizio degli anni 80' aveva tale origine. Invece questo rischio non c'è per gli Usa,Giappone o Gran Bretagna,qualunque sia la cifra del loro debito.
da www.webeconomia.it

Uscire dall’Euro si può, ecco come

Serpeggia la percezione secondo cui uscire dall’euro darebbe il via a conseguenze catastrofiche. Uscire dall’euro, e ritornare alle valute nazionale, sarebbe come fare un salto nel buio. Sulla base di questa credenza i fautori di un abbandono della moneta unica vengono continuamente stigmatizzati come persone, almeno dal punto di vista politico, pericolosissime.In loro soccorso giunge però un famoso economista, Ross McLeod, che dalle pagine del Wall Street Journal suggerisce un metodo, non certo pratico ma abbastanza indolore, per tornare alla lira, al franco e alla dracma. In verità, l’esempio da lui utilizzato è quello greco, ma sostituendo la dracma alla lira viene fuori una sorta di vademecum per tornare alla lira.
Prima di procedere con i passaggi è giusto chiarire perché mai l’Italia dovrebbe uscire dall’euro. Si può riassumere il tutto con due parole: sovranità monetaria. L’euro ha tolto all’Italia, come a tutti i paesi membri del resto, la possibilità di utilizzare a proprio piacimento gli strumenti di politica monetaria espansiva. Strumenti che, secondo i post-keynesiani, sono indispensabile per uscire dalla recessione.
Ad ogni modo, tornare alla lira non dovrebbe essere traumatico ma “spalmato” lungo un certo periodo di transizione, che potrebbe durare anche anni. Ecco i passaggi da fare.

1. Bankitalia stabilisce il cambio euro-lira. Una cifra arbitraria, “giusto per cominciare”, che non influisce sulle future fluttuazioni. Un cambio adatto, giusto per restituire alla nuova-vecchia moneta una certa familiarità, potrebbe essere quello classico, ossia 1 euro = 1936,27 lire.

2. Bankitalia decide la quantità di lira da emettere. La quantità deve essere pari al numero di euro che, secondo stime, sono detenute dagli italiani. Se gli italiani detengono, ad esempio, 3.600 miliardi di euro euro, la nostra banca centrale deve emettere qualcosa come 7 milioni di miliardi di lire.

3. Bankitalia stabilisce il periodo di transizione, anch’esso arbitrario. McLeod suggerisce 36 mesi.

4. Sempre Bankitalia comincia a emettere la lira. Emetterà ogni mese un trentaseiesimo dell’emissione totale prevista.

5. Ancora Bankitalia inizia a comprare euro e a vendere lire ai principali attori economici che ne fanno richiesta. Sarà proprio la quantità delle transizione a determinare il tasso di cambio di volta in volta. In questo modo la lira potrà rivalutarsi o svalutarsi, ma a deciderlo sarà “il mercato”. Lo Stato ricopre dunque un ruolo marginale, in modo da non “mettere paura” agli investitori internazionale e fare apparire il ritorno alla valuta nazionale come la cosa più naturale di questo mondo.

Ovviamente, almeno per i tre anni della transizione, l’Italia vivrà la coesistenza di lire ed euro, la quale terminerà solo quando tutto l’euro nelle tasche degli italiani verrà venduto in cambio di lira. Questa coesistenza non deve preoccupare, in quanto, come molti ricorderanno, ha caratterizzato l’Italia dall’ 1° gennaio al 31 luglio 2002.C’è un ma. Viene creata moneta dal nulla, moneta in lire che al termine della transizione sarà in euro. Euro che Bankitalia potrebbe utilizzare, in compenso, per acquistare asset nell’Unione Europea.

Marco Travaglio evita di parlare di economia e studiati questi dati...



Giovedi sera Michele Santoro  ha invitato l'economista Alberto Bagnai a Servizio Pubblico mentre giovedi prossimo ci sarà Matteo Salvini della Lega Nord che molto probabilmente ricorderà il convegno contro l'Euro che ci sarà sabato 23 novembre a Milano all'Hotel dei Cavalieri di Piazza Missori dove oltre a Claudio Borghi sarà presente anche Bagnai.Non ne sono certo al 100%,ma su pressione di Giulia Innocenzi che segue e twitta spesso e volentieri con Bagnai, sembra che Santoro voglia svegliarsi e cominci a parlare di certi argomenti.Chi non si sveglia mai è Marco Travaglio.
E' senza dubbio il miglior giornalista di cronaca giudiziaria ma di economia non capisce nulla e in piu è anche molto pericoloso perchè incita i suoi tanti fans a ignorare questi complottisti-mitomani,stessa cosa vale per il suo collega Gianni Barbacetto.
Come sempre il giornalista torinese da la colpa a corruzione, mafia, evasione fiscale se ci troviamo in questa  disastrosa situazione.
Si certo Travaglio,Le tasse effettivamente incassate su pil pongono gia' adesso l'italia ai vertici mondiali di questa classifica. Questo significa che quello che si incassa adesso e' il massimo che si puo' spremere . Se recuperi ancora evasione senza abbassare in parallelo le tasse semplicemente il pil si infossa. Stessa storia per corruzione mafia ecc. Anche se recuperassi tutto (ed e' facile come dire che si elimina il crimine, le guerre e la cattiveria dal mondo, che ci vuole) sarebbe una pura questione di piu' equa distribuzione fiscale interna, bellissima, ma i problemi derivanti da una moneta troppo forte e dalla crisi di domanda conseguente sarebbero ancora li' sul tavolo.Anche negli anni 70-80 eravamo guidati da Democristiani falsi e mafiosi con Giulio Andreotti nominato ben sette volte presidente del Consiglio e con Craxi e nonostante evasione, corruzione fossero piu o meno come adesso, l'Italia cresceva come tasso di crescita del lavoro del 6,5% contro il 4% della Germania e Francia e il 2,4 % del Regno Unito.Nonostante l'alto tasso di corruzione,evasione fiscale,mafia, l'Italia aveva la bilancia dei pagamenti in attivo di 53 miliardi mentre con l'euro è in rosso di 388 miliardi.
E poi Giuliano Amato che un sacco di volte Marco Travaglio lo ha considerato il salvatore della patria perchè con la sua manovra ci ha salvato dal fallimento.
Amato inaugura ufficialmente la politica del rigore,che in maniera piu o meno netta sarà presa a modello da tutti i governi successivi.E in effetti tutti i bilanci negli anni successivi, a eccezione del 2009,si chiudono con un avanzo primario che complessivamente determina,al 2012,un risparmio di 672 miliardi di euro.Una cifra sufficiente ad assorbire non solo i disavanzi precedenti,ma anche il debito di partenza preservando un avanzo di 409  iliardi.Nonostante tutto il nostro debito ha continuato a crescere fino a sfondare nell'ottobre 2012,la  somma di 2000 miliardi di euro.Per colpa caro Marco Travaglio ,non di Silvio Berlusconi o Bettino craxi, ma degli interessi, chw nel periodo 1980-2012 ci hanno procurato un esborso di 2230 miliardi di euro.Una cifra che equivale al 7% di tutta la ricchezza prodotta nel periodo in questione e al 15,5% dell'intero gettito fiscale del periodo.Nel 2012 gli interessi,ormai diventati la terza voce di spesa pubblica dopo previdenza e sanità,si sono mangiati l'11,5% del gettito fiscale e il 5,5% del Pil.
Studiati questi dati caro Marco!

domenica 17 novembre 2013

I PANNI SPORCHI DELLA SINISTRA.Il caso Clementina Forleo



Ce ne vorrebbero di piu di giudici come Clementina Forleo.Sono sempre convinto che i giudici sono i meno colpevoli  della disastrosa giustizia italiana, purtroppo abbiamo una politica che da sempre difende i propri colleghi e amici delinquenti e fa di tutto per mettere in difficoltà che li vuole punire.
Certo che c'è un bel casinò anche all'interno della magistratura, c'è chi rema da una parte e c'è chi rema dall'altra.Il trattamento che ha ricevuto la Forleo è a dir poco vergognoso.La sinistra attacca sempre Silvio Berlusconi ma in realtà è uno dei tanti che ha contribuito a far funzionare sempre peggio la Giustizia e anche loro in passato non ci hanno pensato due volte ad eliminare giudici scomodi.Negli altri paesi è essere criminali, in Italia se lo fa la sinistra è sempre per un motivo valido.
Nelle ultime righe viene ricordato l'intervista che Clementina Forleo rilasciò al settimanale "Oggi".La pubblicai qui nell'aprile del 2012 eccola:

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/04/19/clementina-forleo-delusa-dal-silenzio-di-molti.html

da I PANNI SPORCHI DELLA SINISTRA-Ferruccio Pinotti e Stefano Santachiara (Chiarelettere)

Il Potere,di destra e di sinistra, si schiera compatto quando qualcuno,applicando la legge, osa ostacolare i piani.Un caso emblematico emblematico è l'isolamento del gip di Milano Clementina Forleo,oggetto di una serie di ripercussioni professionali e attacchi politici giudiziari da quando è giudice delle inchieste sulle scalate bancarie.Come se non bastasse,in quel periodo subisce una serie di gravi intimidazioni.
I genitori di Forleo muoiono il 25 agosto 2005 in un incidente stradale in provincia di Brindisi.Lo schianto è fortuito,ma desta impressione che sia stato preannunciando da una lettera anonima,seguita da un'altra che prospettava a Forleo un'identica fine.La giudice ha ricevuto un proiettile alla vigilia della puntata di Annozero del 25 ottobre  2007,seconda e ultima in cui è stata invitata come ospite.Oltre al danno, s'è aggiunta la beffa di essere denunciata per ingiuria da un tenente dei carabinieri di Brindisi addetto alla sua tutela,soltanto per avergli chiesto conto della mancata acquisizione dei tabulati dell'utenza dei genitori,colpiti dall'incendio della masseria e da telefonate mute prima dell'incidente mortale.Il 4 dicembre 2009 la giudice è rimasta coinvolta in uno strano incidente in autostrada mentre tornava a Milano dopo la giornata in tribunale a Cremona:la sua macchina ha sbandato contro il guardrail a causa di un pneumatico sgonfio mentre un'auto tentava un sorpasso azzardato.Non ci sono prove che questi fatti siano collegati,ma le coincidenze restano inquietanti.In piu,il magistratto è stato privato di qualsiasi forma di protezione.
Gli attacchi politici,invece, piombano su Forleo con una puntualità svizzera dopo la trascrizione delle 73 telefonate degli "scalatori" indagati a colloquio con i sei parlamentari.Quasi tutto l'arco costituzionale,terrorizzato dalla pubblicazione sui giornali, ignora o piu probabilmente finge di non sapere che il Codice di procedura penale prevede il contraddittorio delle parti, previa conoscenza delle conversazioni.Il 6 giugno 2007 i presidenti delle Camere Fausto Bertinotti e Franco Marini esprimono preoccupazione.Lo stesso giorno ma segretamente, secondo il racconto del senatore Ds Ferdinando Imposimato,alcuni parlamentari dalemiani chiedono al ministro della Giustizia Clemente mastella di inviare gli ispettori al Tribunale di Milano.Cinque giorni dopo Guido Calvi,avvocato di D'Alema,arringa a mezzo stampa: "E' augurabile che la Procura della Repubblica di Milano,avanti allo scempio che sta avvenendo nel Palazzo di Giustizia,intervenga, come è suo dovere,per impedire che siano commessi fatti evidentemente qualificabili come reati e prosegua questa sconcertante sequela di momenti indecorosi per la giustizia e per il paese.
Il 20 luglio 2007 Forleo, su richiesta della procura,chiede al parlamento l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni,in ossequio alla legge Boato,non solo a carico dei privati ma, anche "per rendere possibile la procedibilità penale nei confronti dei suoi membri (...) complici di un disegno criminoso di ampia portata che si stava consumando proprio ai danni dei piccoli e medi risparmiatori in una logica di manipolazione e lottizzazione del sistema bancario e finanziario nazionale.

LE GIORNATE DELL'ODIO CONTRO FORLEO SECONDO IL GIP SALVINI

L'Anm,a cui Forleo è iscritta pur non aderendo ad alcuna corrente,attacca la pronuncia dei giudici amministrativi.Il sindaco delle toghe parla persino di un'interpretazione delle norme che impedirebbe al Csm di sanzionare le "opacità e le zone grigie" che appannano il prestigio della magistratura.Edmondo Bruni Liberati,procuratore aggiunto di Milano,protesta sulla mailing list dei colleghi.
Il reintegro di Forleo negli uffici meneghini si concretizza soltanto nell'aprile del 2012,dopo la conferma al Consiglio di Stato e la rinuncia del Csm ad avviare il procedimento disciplinare tradizionale.Ma le ripercussioni non finiscono mai.Anna Finocchiaro ha denunciato per diffamazzione Forleo,che aveva riferito la confidenza di Ferdinando Imposimato sulla riunione presso il suo ufficio con Nicola Latorre e Guido Calvi per spingere il guardasigilli Mastella a ordinare un'ispezione ministeriale..Il senatore Latorre ha citato in sede civile la giudice per un'intervista a "Panorama" in cui parlava del suo coinvolgimento nell'inchiesta.
Nel frattempo viene alla luce un fatto nuovo.Il 19 giugno 2011 il gip di Cremona Guido Salvini scrive una lettera sulla mailing list di Magistratura indipendente per affermare di essere stato, all'epoca in cui prestava servizio al Tribunale di Milano, "testimone diretto dello sviluppo dell'azione ambientale contro la collega (Clementina Forleo nda) e di "aver assistito a scene desolanti quali l'indizione con passa parola di riunioni pomeridiane in alcune stanze per discutere la strategia contro la collega, guidate dai maggiorenti dell'ufficio tra cui un paio di colleghi "Verdi" (Movimento per la giustizia,nda) piu rancorosi di tutti,come spesso accade, anche se del tutto estranei al caso", Salvini aggiunge di essersi dissociato da tali iniziative,che gli ricordavano le "giornate dell'odio" descritte da George Orwell nel romanzo 1984,e commenta:"Non ci si comporta così tra magistrati ed è facile e privo di rischi accerchiare una persona in un ufficio e magari in questo modo anche portarla a sbagliare,visto anche il carattere poco diplomatico della vittima".
Il sostituto procuratore generale della Cassazione Carmelo Sgroi,il 12 lugio 2012, archivia il caso senza prima aver acquisito la testimonianza orale di Salvini,con la singolare motivazione della genericità della sua denuncia scritta.Il Csm e l'Anm non intervengono neppure con un comunicato.Nessun organo di informazione,fatta eccezione per un'intervista di Forleo al settimanale "Oggi",si è occupato dellavicenda.Eppure delle due l'una:o Salvini ha mentito e dunque merita una punizione,o vanno accertate le gravissime responsabilità di un complotto di magistrati ai danni del gip di Milano che indaga sulle scalate bancarie.Un giudice che,applicando l'articolo 3 della Costituzione repubblicana,ha terremotato il Sistema.

venerdì 15 novembre 2013

Caro Forchielli, Berlusconi in confronto a Beniamino Andreatta è un santo...



da www.ilfattoquotidiano.it

Forchielli: “Ho aperto agenzia collocamento per italiani che vogliono emigrare”

“Nel ‘93 Beniamino Andreatta, che non era certamente di sinistra, mi disse: “Quest’uomo distruggerà l’etica del Paese”. Si riferiva a Silvio Berlusconi. E così è stato”. Lo rivela Alberto Forchielli, ospite di Alessandro Milan nel suo talk show di approfondimento “Funamboli”, in onda ogni lunedì su 7Gold alle 21.10. L’amministratore delegato di Mandarin Capital Partners fa una disamina doviziosa dello stato di grave crisi in cui versa l’Italia: “Essere italiano è un grande handicap in questo momento. Siamo un Paese e un popolo molto mal considerato nel mondo. Il motivo? Non voglio più pronunciare quel nome là, Bungasconi. Quello ci ha fatto male. Siamo un Paese sempre perdente”. E aggiunge: “Cuperlo e Renzi? Sono stato abituato a lavorare con tutt’altra gente. Sono stato al Bilancio, agli Esteri con Andreatta, sono stato responsabile all’Iri con Prodi. E’ altra gente”. Forchielli spiega che ormai l’Italia non è più un Paese a cui si chiede di fare “grandi lavori”: “A parità di condizioni, un italiano deve costare il 20% in meno di un tedesco. Un po’ il senso del lavoro si è perso in Italia, intendo il senso del lavoro che potevano avere mio padre e la sua generazione. Quella roba lì non c’è più. Ma nelle piccole e medie imprese” – continua – “gli imprenditori lavorano come delle bestie. I dipendenti pubblici sono invece un disastro“. L’imprenditore, che figura tra i dieci blogger più influenti e letti in Cina, rincara: “A un giovane direi di andar via dall’Italia. Ho appena lanciato un’agenzia di collocamento per italiani che vogliono andare all’estero. Così li aiuto ad andare via dall’Italia. Mi sono rotto i coglioni di questa storia della ripresa. Non c’è ripresa qui, non è una ripresa che possa riattivare l’occupazione. Non ci sono le premesse in questo Paese”. E sottolinea: “L’Italia è un Paese dove si viene solo in estate. Va svuotata, perché altrimenti questi giovani perdono le competenze e il senso del lavoro. Dovremmo vivere un po’ delle rimesse dei migranti, come fanno in Bangladesh e nelle Filippine”. Pirotecnico finale con il momento del lancio all’aria dei giornali italiani, sui quali Forchielli è ugualmente impietoso: “Scrivono soap opera a puntate: Marrazzo in televisione, Bungasconi, Letta ‘palle al magnesio’, la Cancellieri con le sue adenoidi…”

ANGLOTEDESCO

Alberto Forchielli, uomo dall'accento bolognese insopportabile e come la stragrande maggioranza dei bolognesi piuttosto di dire che c'è qualcuno peggio di Silvio Berlusconi, vendono le loro madri agli sceicchi.
Certo che ci vuole un bel coraggio difendere Beniamino Andreatta e ricordare quello che disse su Silvio Berlusconi.
Quello che ha combinato Beniamino Andreatta e la sua banda di teppisti ,viene spiegato bene in molti libri ,io scelgo quello di Marco Rizzo:

da IL GOLPE EUROPEO-Marco Rizzo

Prima del famoso "divorzio" tra Tesoro e Banca d'Italia del luglio 1981,quest'ultima aveva la possibilità di acquistare i titoli di stato partecipando all'asta,sostenendo il prezzo d'emissione,calmierando quindi il tasso di rendimento e consentendo comunque il finanziamento del deficit.
Quando nel 1992 l'Italia uscì dallo SME ed effettuò una svalutazione intorno al 33% (il marco passò da circa 750 lire a 1000),l'incremento dei prezzi negli anni successivi fu abbastanza contenuto.L'impennata dei prezzi si era avuta negli anni precedenti,con lo shock petrolifero della fine anni 70',mentre la vera esplosione del debito si è avuta nel 1981 (nel 1980 il debito era al 60% del Pil, nel 1992 era al 107,7%),dopo il citato "divorzio" tra Tesoro e Banca d'Italia.Ora,la motivazione dell'investimento speculativo,a differenza tra prezzo d'acquisto e prezzo di vendita.Gli alti tassi d'interesse sui titoli pubblici, che negli anni 80' venivano pagati in ossequio ad una linea di contenimento dell'inflazione basato su un alto costo del denaro, in mancanza dell'intervento della Banca d'Italia a freno della conseguenza discesa dei prezzi d'emissione ,hanno senza dubbio attratto il risparmio delle famiglie,ma hanno anche contribuito a distogliere ampie quote di capitale dell'investimento produttivo a quello finanziario,in sintonia con le esigenze di una borghesia italiana alla ricerca di impieghi facili, garantiti e piu redditizi,con  conseguente stagnazione della crescita economica pur di presenza di una consistente inflazione (venne coniato il neologismo "stagnazione" per definire l'anomala situazione).Pertanto,da un lato il capitale, attraverso i propri rappresentanti politici al governo, faceva sostenere la caduta del saggio di profitto con un uso spregiudicato della spesa pubblica a proprio vantaggio,dall'altro faceva artificialmente creare impieghi alternativi,finanziari appunto, ad alta reddittività,in definitiva a spese della fiscalità ,cioè dei lavoratori.L'aumento del monte interessi passivi in scadenza periodica ha fatto poi da moltiplicatore del debito pubblico,nel senso che il loro pagamento veniva coperto mediante ricorso a nuovo,piu oneroso, indebitamento,talmente esposto all'anarchia del mercato.E' quindi evidente la pesante corresponsabilità del capitalismo italiano nella creazione della situazione che è stata "istituzionalizzata" dall'introduzione dell'euro,fortemente voluta e appoggiata,proprio nelle forme in cui è stata attuata,dalla nostra borghesia nazionale.
 Qual'era lo scopo della vendita dei beni pubblici? Farci vendere i beni pubblici,le municipalizzate, i beni demaniali a prezzi di saldo,trasformare lo stesso welfare in un'occasione di business privato con la scusa di dover pagare gli interessi del debito:tutto il baraccone delle "privatizzazioni" e "liberalizzazioni" che il Pdl e il Pd, i due tentacoli della politica subordinata al capitale,hanno accettato supinamente o addirittura promosso in maniera bipartisan.Attraverso le privatizzazioni,promosse dalla cosidetta "sinistra" sono state distrutte le partecipazioni statali, le grandi industrie le partecipazioni statali, le grandi industrie chimiche, informatiche,siderurgiche ,meccaniche ecc,un intero sistema produttivo di "gioielli di famiglia" è stato alineato a prezzi da saldi,a volte addirittura incentivandone l'acquisizione privata con contributi pubblici ad hoc.Inoltre, l'impoverimento dei lavoratori e di tutta la classe media italiana ha fatto si che,da grandi risparmiatori,gli italiani siano passati ad avere un grande debito privato che non riesce piu a fare da contraltare al debito pubblico.Le sirene delle borde e degli speculatori hanno fatto si che parte dei risparmiatori italiani, allettata da promesse di rapido arricchimento senza essere stata informata dei rischi, abbia abbandonato l'investimento in titoli di stato per i piu attraenti titoli azionari o in generale a reddito variabile, "consegnandosi" così nelle braccia della speculazione nazionale e internazionale.Ricordiamo le vicende Parmalat,Cirio,Argentina ,la trappola dei fondi d'investimento farciti di titoli spazzatura, ecc.
Tutto ciò ha determinato il possesso da parte di banche e finanziarie,nazionali e internazionali,della maggior parte di risparmio delle famiglie non ancora intaccato dall'aumento del costo della vita,dalla diminuzione delle retribuzioni reali e dal crescente indebitamento per consumi.
Detesto Silvio Berlusconi ma Beniamino Andreatta ancora di piu.

mercoledì 13 novembre 2013

La Norvegia non è nell'Unione europea e sostiene la Palestina...



L'episodio della settimana scorsa in Norvegia ,cioè un uomo non norvegese che armato di coltello ha sequestrato un autobus e ha provocato morti (tre) e feriti, non sarà l'unico.I motivi, la vittoria della destra (Erna Solberg) e i motivi che la coppia Perucchietti-Marletta elencano nel loro libro.
In sintesi:

-La mancata adesione all'Ue

-accordo con la Russia di cooperazione siglato nel 2010 ed entrato in vigore nel 2011

-un'autonomia che si rispecchia in un Governo e un'economia forte che ha resistito alla crisi

-una politica pronta a riconoscere ufficialmente la Palestina

-le risorse di petrolio e di gas e gli appalti ventennali sui pozzi iracheni

-la decisione di ritirare anticipatamente le truppe dalla Libia

-la spaccatura interna lla NATO,facente capo a una politica filorussa

-la presenza di una loggia massonica deviata e fondamentalista di culto svedese

-le esercitazioni militari del governo norvegese ,che "avrebbero",come nel caso dell'11 settembre e di Londra 2005,coperto l'operato dei terroristi

-la testimonianza di numerosi sopravvissuti sull'isola di Utoja sul fatto che un vero e proprio commando avrebbe affiancato Behring Breivik nella sua follia omicida.

da GOVERNO GLOBALE-Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta (Arianna Editrice)

Partiamo dall'evidenza:la mancata adesione della Norvegia all'Unione Europea.In due occasioni,un referendum popolare ha bocciato l'ipotesi di entrare a far parte dei Paesi membri.Il no definitivo è arrivato nel 1994.Non solo;secondo un sondaggio ,il 66% della popolazione sarebbe contrario all'annessione.Su questa decisione influirebbe la crisi,che hanno attraversato diversi Stati membri una volta entrati nella UE.Se da un lato pesa la recente indipendenza conquistata nel 1905 dal Paese dopo secoli di unione con Svezia e Danimarca,dall'altro il controllo delle acque territoriali con la pesca e l'accesso a risorse quali petrolio e gas a sfavore dell'adesione:in questo caso,le sue acque potrebbero,da una parte,essere sfruttate anche da altri Paesi europei per la pesca,e dall'altra ricevere dure sanzioni per la caccia alle balene.Avendo sottoscritto il trattato di Schengen,la Norvegia non ha problemi con gli scambi economici,mentre un'eventuale adesione all'Ue sarebbe controproducente,per un Paese che ha degli standard ben al di sopra di quelli richiesti per l'annessione.La Norvegia si è dimostrata una Nazione autonoma, ricca e forte,e ha detto la caduta dei mercati e la conseguente crisi economica.Questa indipendenza non può che intralciare l'opera di coloro che vogliono stati deboli per creare un'Europa forte che sostituisca le singole autorità nazionali.
Nel progetto di costituzione di un Nuovo Ordine Mondiale la mancata adesione al primo step rappresentato dall'Ue non può che essere vista come un ostacolo da eliminare.Nella geostrategia disegnata dagli Usa e professata da Brzezinski emerge infatti un rigurgito di Guerra Fredda,che vede l'America come pilastro politico ed economico degli equilibri mondiali a cui si contrappongono l'Eurasia a quei Paesi indipendenti,che sembrano non aver bisogno della guida e della protezione degli Usa.

UNA POLITICA CHE APPOGGIA LA CAUSA PALESTINESE

Veniamo alla politica estera.
La Norvegia non si è solo compromessa,agli occhi americani,per la volontà di ritirare le sue forze aeree dalla Libia mentre il conflitto era ancora in corso,ma si è anche contraddistinta per una politica giudicata da alcuni "anti NATO".Come riportato da Gianluca Freda secondo il Cablagate di Wikileaks,questo Paese sarebbe stato accusatio di fare parte della cosidetta "banda deri cinque" insieme a Francia,Germania,Olanda e Spagna.Le cinque nazioni avrebbero adottato una politica filorussa,creando così una frattura interna alla NATO.
Il secondo peccato della Norvegia in politica estera sarebbe l'appoggio alla causa palestinese.Il Minitro degli Esteri norvegese,Jonas Gahr Stoere,ha dichiarato, in una conferenza stampa tenutesi a Ramallah,che il suo Paese era pronto a riconoscere il futuro Stato palestinese.Il Partito Socialista di Sinistra di Kristin Halvorsen si è spinto oltre,fino a chiedere di fare votare una mozione di azione militare contro Israele nel caso di un'azione violenta contro Hamas a Gaza.A ciò si aggiunge l'esclusione delle due imprese israeliane dalla partecipazione allo sfruttamento dei giacimenti di petrolio e l'accusa di adottare politiche di antisemitismo,che il Ministro degli Esteri israeliano Avigdor Liebermann ha mosso alla Norvegia:allora Liebermann,durante una riunione ONU a New York,puntòil dito proprio contro il ministro norvegese Jonas Gahr Store accusandolo di connivenza con Hamas.
I sostenitori dell'interpretazione dell'attentato come "monito" al governo norvegese hanno inoltre fatto notare una "coincidenza":il paladino della causa palestinese,il ministro Gahr Store,aveva chiesto la fine dell'occupazione israeliana il giovedi precedente all'attentato proprio dalla stessa isola di Utoja,presso il campo estivo della gioventù laburista.Il Ministro degli Esteri non è stato il solo a rischiare la pelle,nel duplice attentato;si pensi che il primo ministro Jens Stoltenberg,aveva mandato i figli proprio al campo estivo di Utoya:sia i ragazzi che Gahr Store si sono salvati.

Il 2014 sarà un anno disastroso, altro che ripresa!




Come sempre mi rivolgo ai ceti popolari:"non dovete essere come scemi a credere a ciò che dice il ministro (servo delle banche) dell'Economia Saccomanni che nel 2014 ci sarà una ripresa.Ci saranno ancora tagli alla spesa pubblica e ai posti di lavoro, questo è il pareggio di bilancio inserito nella Costituzione italiana.
Partiamo sempre dell'eurozona e da quella fallimentare Unione europea che hanno creato.
Il primo difetto deriva dall'aver creato l'unione economica e monetaria come uno spazio in cui i debiti nazionali sono sovrani e la moneta non ha un sovrano.Gli stati membri della zona euro si indebitano in una moneta della zona euro si indebitano in una moneta sulla quale non esercitano alcun controllo,questo lascia piena libertà ai mercati di fare ciò che vogliono e prevedere cose che poi si avverano.Se poi non si fidano di un paese (accade per i paesi P.I.I.G.S) lo abbandonano in fretta provocando una diminuzione della massa monetaria e dal momento che non darà al via a nessun meccanismo di svalutazione,si trasformerà in crisi di solvibilità.Lo Stato potrò prendere denaro in prestito soltanto a tassi d'interesse decisamente piu elevati perchè non potrà costringere la banca centrale a sottoscriverli.
Ci mettono in testa che l'austerità porterà alla ripresa e che un aumento della spesa governativa non lo farà.Il ragionamento è che il mondo degli affari,vedendo i conti del governo piu in ordine,sarà piu fiducioso e che tale aumento di fiducia porterà maggiori investimenti.In realtà un maggiore investimento pubblico porterebbe un aumento della attività economica.Parla la storia, l'austerità non ha mai funzionato.Le recessioni sono provocate da una debolezza della domanda  totale dei beni e servizi inferiore alla quantità di beni e servizi che l'economia è in grado di produrre.
Sono d'accordo con quanto sostiene Pritchard e vi consiglio di leggere attentamente quello che ha detto al Telegraph:

PRITCHARD: "L'ITALIA RISCHIA IL COLLASSO NEL 2014"

lantidiplomatico.it

Dalle colonne del Telegraph, Lei ha scritto spesso come i paesi dell'Europa del sud dovrebbero formare un cartello e parlare con un'unica voce nel board della Bce e nei vari summit per forzare quel cambiamento di politica necessario a rilanciare le loro economie. Ritiene che il sistema euro possa ancora salvarsi o giudica migliore per un paese come l'Italia scegliere il ritorno alla propria valuta nazionale?
Quello che serve in Europa oggi è uno shock economico sul modello dell'Abenomics. Italia, Spagna, Grecia e Portogallo, insieme alla Francia devono smettere di fare finta di non avere un interesse in comune da tutelare.
Questi paesi hanno i voti necessari per forzare un cambiamento. La Bce oggi non sta rispettando gli obblighi previsti dai trattati e non solo per il target del 2%, dato che nei trattati non si parla solo d'inflazione, ma anche di crescita e di occupazione. Il dato dello 0,8% di ottobre è un autentico disastro per l'andamento della traiettoria di lungo periodo del debito. Senza un cambio di strategia forte, l'Italia sarà al collasso nel 2014. Il paese ha un avanzo primario del 2.5% del PIL e ciononostante il suo debito continua ad aumentare. Il dramma dell'Italia non è morale, ma dipende dalla crisi deflattiva cui è costretta per la sua partecipazione alla zona euro.
La politica è fatta di scelte e di coraggio. Fino ad oggi non si è agito per impedire che si dissolvesse il consenso politico dell'euro in Germania. Ma oggi c'è una minaccia più grande e se Berlino non dovesse accettare le nuove politiche, può anche uscire dal sistema. Il ritorno di Spagna, Italia e Francia ad una valuta debole è proprio quello di cui i paesi latini hanno bisogno. Del resto, la minaccia tedesca è un bluff ed i paesi dell'Europa meridionale devono smascherarlo. L'ora del confronto è arrivato.

lunedì 11 novembre 2013

Crescita economica e distruzione delle persone



Questo è il mondo cara Vandana Shiva, i ceti popolari si devono adattare a lavorare come degli schiavi per far crescere l'economia e i giornali tutti servi delle banche dicono che la crescita fa bene a tutti. Cazzate , fa bene solo ai ceti medio-alti.
Prendiamo il mercato delle valute,superano i 4000 miliardi di dollari al giorno.In una sola settimana circolano piu soldi sui mercati finanziari di quanto siano legati a un anno intero di economia reale.Oltre il 98% dei capitali che circolano nel mondo non ha nessuna funzione produttiva e non è legato all'economia reali (beni,servizi,merci),ma serve solo alla speculazione cioè far soldi dai soldi nel piu breve tempo possibile.Trasformare l'acqua,il cibo,l'istruzione e la sanità in merci significa garantire profitti enormi alle grandi imprese e aprire nuovi spazi di conquista alla finanza escludendo da questi mercati chi non può permettersi la scuola o la sanità privata.
Negli ultimi anni si è arrivati al punto di creare prodotti e mercati dal nulla per poi poterli finanziarizzare e fare enormi profitti.Un esempio importante è quello del mercato dei crediti del carbonio.

da theguardian.com- Vandana Shiva

L'ossessione della crescita ha travolto il nostro interesse per la sostenibilità, la giustizia e la dignità umana. Ma le persone non sono merci da usare e gettare - il valore della vita si trova fuori dallo sviluppo economico 
La crescita illimitata è la fantasia di economisti, imprese e politici. La vedono come una misura del progresso. Come risultato, il prodotto interno lordo (PIL), che dovrebbe misurare la ricchezza delle nazioni, è diventato sia il numero più potente che il concetto dominante del nostro tempo. Tuttavia, la crescita economica nasconde la povertà creata attraverso la distruzione della natura, la quale a sua volta porta a comunità incapaci di provvedere a se stesse.
Durante la seconda guerra mondiale il concetto di crescita fu presentato come una misura per la movimentazione delle risorse. Il PIL si basa sulla creazione di un confine artificiale e fittizio, il quale parte dal presupposto che se produci ciò che consumi, non produci. In effetti, la "crescita", misura la trasformazione della natura in denaro e dei beni comuni in merci.
Così i magnifici cicli naturali di rinnovamento dell’acqua e delle sostanze nutritive sono qualificati non produttivi. I contadini di tutto il mondo, che forniscono il 72% del cibo, non producono; le donne che coltivano o fanno la maggior parte dei lavori domestici non rispettano questo paradigma di crescita. Una foresta vivente non contribuisce alla crescita, ma quando gli alberi vengono tagliati e venduti come legname, abbiamo la crescita. Le società e le comunità sane non contribuiscono alla crescita, ma la malattia crea crescita attraverso, ad esempio, la vendita di medicine brevettate.
L'acqua disponibile come bene comune condiviso liberamente e protetto da tutti viene fornita a tutti. Tuttavia, essa non crea crescita. Ma quando la Coca-Cola impone una pianta, estrae l'acqua e con essa riempie le bottiglie di plastica, l'economia cresce. Ma questa crescita é basata sulla creazione di povertà - sia per la natura sia per le comunità locali. L'acqua estratta al di là della capacità della natura di rigenerarsi crea una carestia d'acqua. Le donne sono costrette a percorrere lunghe distanze in cerca di acqua potabile. Nel villaggio di Plachimada nel Kerala, quando la passeggiata per l'acqua è diventata 10 km, la tribale donna locale Mayilamma ha detto che il troppo è troppo. Non possiamo camminare ulteriormente, l'impianto della Coca-Cola deve chiudere. Il movimento che le donne incominciarono ha portato infine alla chiusura dello stabilimento.
Nella stessa ottica, l'evoluzione ci ha regalato il seme. Gli agricoltori lo hanno selezionato, allevato e lo hanno diversificato – esso è la base della produzione alimentare. Un seme che si rinnova e si moltiplica, produce semi per la prossima stagione, così come il cibo. Tuttavia, il contadino di razza e il contadino che salva i semi non sono visti come un contributo alla crescita. Ciò crea e rinnova la vita, ma non porta a profitti. La crescita inizia quando i semi vengono modificati, brevettati e geneticamente resi sterili, portando gli agricoltori ad essere costretti a comprare di più ogni stagione.
La natura si impoverisce, la biodiversità é erosa e una risorsa aperta libera si trasforma in una merce brevettata. L'acquisto di semi ogni anno é una ricetta per l'indebitamento dei poveri contadini dell'India. E da quando é stato istituito il monopolio dei semi, l'indebitamento degli agricoltori é aumentato. Dal 1995, oltre 270.000 agricoltori in India sono stati presi nella trappola del debito e si sono suicidati.  La povertà è anche ulteriore spreco quando i sistemi pubblici vengono privatizzati. La privatizzazione di acqua, elettricità, sanità e istruzione genera crescita attraverso i profitti. Ma genera anche povertà, costringendo la gente a spendere grandi quantità di denaro per ciò che era disponibile a costi accessibili come bene comune. Quando ogni aspetto della vita é commercializzato e mercificato, vivere diventa più costoso, e la gente diventa più povera.
Sia l'ecologia che l'economia sono nate dalla stessa radice - "oikos", la parola greca per casa. Fino a quando l'economia è stata incentrata sulla famiglia, essa riconosceva e rispettava le sue basi nelle risorse naturali e i limiti del rinnovamento ecologico. Essa era focalizzata a provvedere ai bisogni umani di base all'interno di questi limiti. L'economia basata sulla famiglia era anche incentrata sulle donne. Oggi l'economia è separata sia dai processi ecologici che dai bisogni fondamentali e si oppone ad ambedue. Mentre la distruzione della natura veniva motivata da ragioni di creazione della crescita, la povertà e l'espropriazione aumentavano. Oltre ad essere insostenibile, è anche economicamente ingiusta.  Il modello dominante di sviluppo economico é infatti diventato contrario alla vita. Quando le economie sono misurate solo in termini di flusso di denaro, i ricchi diventano più ricchi e i poveri sempre più poveri. E i ricchi possono essere ricchi in termini monetari - ma anche loro sono poveri nel contesto più ampio di ciò che significa essere umani.
Nel frattempo, le richieste del modello attuale dell'economia stanno portando a guerre per le risorse come quelle per il petrolio, guerre per l'acqua, guerre alimentari. Ci sono tre livelli di violenza implicati nello sviluppo non sostenibile. Il primo é la violenza contro la terra, che si esprime come crisi ecologica. Il secondo é la violenza contro l'uomo, che si esprime come povertà, miseria e migrazioni. Il terzo é la violenza della guerra e del conflitto, come potente caccia alle risorse che si trovano in altre comunità e paesi per i propri appetiti illimitati.
L'aumento del flusso di denaro attraverso il PIL si è dissociato dal valore reale, ma coloro che accumulano risorse finanziarie possono poi reclamare pretese sulle risorse reali delle persone - la loro terra e l'acqua, le foreste e i semi. Questa sete conduce essi all'ultima goccia d'acqua e all'ultimo centimetro di terra del pianeta. Questa non è la fine della povertà. É la fine dei diritti umani e della giustizia.
Gli economisti e premi Nobel Joseph Stiglitz e Amartya Sen, hanno riconosciuto che il PIL non coglie la condizione umana e hanno sollecitato la creazione di altri strumenti per misurare il benessere delle nazioni. Questo é il motivo per cui paesi come Bhutan hanno adottato la felicità nazionale lorda al posto del prodotto interno lordo per calcolare il progresso. Abbiamo bisogno di creare misure che vadano oltre il PIL, ed economie che vadano al di là del supermercato globale, per rinnovare la ricchezza reale. Dobbiamo tener presente che la vera valuta della vita é la vita stessa.