Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

mercoledì 30 ottobre 2013

Con Monti e Letta le cose sono migliorate...




A quei terroristi che continuano a sostenere  (Michele Santoro compreso) che con l'uscita dall'euro la situazione sarebbe peggio chiedo: secondo voi con i tagli che l'Italia sarà costretta ad operare per il pareggio di bilancio,il Fiscal Compact,Mes e cazzate varie,nei prossimi anni aumenteranno i posti di lavoro, il potere d'acquisto il Pil? Ma fatemi il piacere. L'unico obiettivo è la stabilità dei prezzi e tenere bassa l'inflazione.
Con Mario Monti ed Enrico Letta le cose sono migliorate ,i mercati (i grandi colossi bancari) sono contenti per il loro lavoro, lo sono molto meno per i ceti popolari che dovranno fare altri sacrifici, saranno condannati alla disoccupazione.E poi ci sono i giornali che ci martellano con l'evasione fiscale,corruzione e che si rifiutano di dire che siamo nella merda per colpa della criminalità finanziaria ,per delle banche e non per la casta da 6,5 miliardi di euro.Per salvare i loro amici e colleghi di partito ,non fanno niente per migliorare la Giustizia,ma dire che hanno condannato milioni di persone alla povertà, è ridicolo.
da REPUBBLICA ECONOMIA E FINANZA-Walter Galbiati

Gli italiani noti al mondo per il loro gusto nel vestire hanno rinunciato a comprare giacche,pantaloni e scarpe:tra il 2011 e il 2012 il comparto ha registrato un calo dello 0,5%.E hanno rinunciato anche a mangiare con quella predilezione per la qualità che da sempre ha reso noto il Belpaese agli stranieri.Nonostante le continue promozioni e offerte speciali che la grande distribuzione propina ai propri clienti,con oltre un quarto dei prodotti sugli scaffali "a sconto",il 71% delle famiglie (16 milioni) è costretta a tagliare sul cibo.Ovviamente la tavola deve essere imbandita e per farlo si ricorre sempre di piu spesso agli hard discount:dall'inizio della crisi (2008) ,infatti,la quota di famiglie che acquista nei supermercati low cost è praticamente raddoppiata,superando oggi il 20% del totale.La riduzione dei consumi nei settori in cui l'Italia primeggia innesca tra l'altro un circolo vizioso perchè portano a loro volta riflessi negativi in termini di produzione e occupazione nel Made in Italy.
La svolta non sembra vicina.Il quadro congiunturale continua a essere fragile:sebbene la fiducia dei consumatori abbia dato qualche segnale di risveglio,l'occupazione tuttavia rimane a livelli drammatici,sopratutto quella giovanile.I consumi non sono stati ancora condizionati dalle intenzioni di acquisto che a settembre sono arrivate ai massimi negli ultimi due anni,sull'onda di un rinnovato ottimismo che vede un'uscita dalla recessione forse piu vicina del previsto.Subito dopo l'estate,l'indice pubblicato dall'Istat ha segnato un livello di 101,1 punti dai rivisti 98,4 di agosto,in netto rialzo rispetto alle stime degli analisti il cui consenso medio si era fermato a 98,5 punti.La disoccupazione invece rimane sui livelli di guardia.Ad agosto di quest'anno si è attestata poco sopra il 12%,una percentuale preoccupante se si pensa che alla fine del 2007,all'alba del fallimento della Lehman Brothers,avvenuto a settembre dell'anno successivo era del 6,5%.Nel giro di cinque anni il numero dei senza lavoro è quasi raddoppiato.
Chi invece gode di uno stipendio,non può contare su possibili aumenti:a settembre le paghe orarie sono rimaste invariate rispetto al mese precedente,mentre rispetto allo stesso periodo dell'anno passato sono cresciute dell'1,5% poco piu dell'inflazione che,nell'ultimo rilevamento è stata dello 0,9%.I tre miliardi di taglio del cuneo fiscale ipotizzati dal governo Letta per la prossima legge di Stabilità dovrebbero portare nelle tasche degli italiani tra i 100 e i 200 euro in piu all'anno,ancora poco per far ripartire i consumi.
Non è un caso  che nei primi sei mesi del 2013 (rispetto al 2012) ,il potere d'acquisto abbia registrato un calo dell'1,7%.Sempre nel secondo trimestre il reddito disponibile è diminuito al netto della stagionalità,dello 0,6% rispetto al trimestre precedente,rimanendo quasi invariato rispetto al 2012 (+ 0,1%).
Cioè le famiglie hanno meno soldi da spendere o se hanno gli stessi soldi comprano meno,non certo per risdparmiare,visto che la propensione al risparmio è stata pari al 9,4%.In diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Il vero costo della guerra in Iraq




Davvero bella la scusa per giustificare l'invasione in Iraq e provocare centinaiai di migliaia di morti.E la tv e i giornali cosa fanno? Non dicono nulla, gli americani hanno sempre ragione, ci hanno liberato dai fascisti e poi,ovviamente ,dobbiamo fare carriera.Appoggiano la guerra in Iraq e spalancano le porte a migliaia di disperati che scappano e che si scontrano per avere casa,lavoro e cibo con chi è contrario alle guerre e alle spese militari.
Oltre a questo articolo del Los Angeles Times ,ripubblico anche un pezzo del libro Censura 2009 dove ci sono le testimonianze di chi la guerra in Iraq vi ha partecipato.

da Los Angeles Times articolo di Monte Morin pubblicato su L'INTERNAZIONALE

Secondo un nuovo studio sui costi umani della guerra in Iraq,nel paese mediorientale almeno mezzo milione di persone sono morte a causa della violenza o del collasso delle infrastrutture civili.Gli autori di una ricerca pubblicata il 25 ottobre 2013 sulla rivista Plos Medicine sono giunti alla conclusione che,dopo l'intervento militare negli Stati Uniti del 2003,in Iraq ci sono state almeno 461.000 "in eccesso",cioè che non sarebbero avvenute senza l'invasione e l'occupazione militare.
Si tratta della prima analisi pubblicata dal 2006, l'anno in cui si è registrato un piccolo di violenze.Secondo la ricercatrice Amy Hagopian,dell'università di Washington,i limiti dello stadio sono l'assenza di dati demografici e sanitari accurati in Iraq.Tuttavia,sostiene,Hagopian ,è doveroso valutare gli effetti della guerra.La scienziata e i suoi colleghi hanno stabilito che il 60% delle morti in eccesso sono state provocate dalla violenza.Le restanti sono da imputare a cause secondarie come "la distruzione delle infrastrutture,il maggiore stress,l'impossibilità di curarsi,la carenza di acqua o di cibo",spiega Hagopian.
Tra le morti legate alla violenza diretta,lo studio  ne attribuisce il 35% alle forze della coalizione internazionale,il 32% agli scontri settari e l'11% della criminalità.Contrariamente a quanto si potrebbe pensare,i bombardamenti hanno provocato il 12% delle morti.Lo studio si è basato sui sondaggi realizzati presso le famiglie.

STIME CONTESTATE

Secondo esperti non coinvolti nella ricerca,lo studio ha fornito un quadro approssimativo delle morti causate dalla guerra in Iraq e,per questo,e un lavoro particolarmente prezioso.Tuttavia,sono nati dei dubbi sul fatto che non ci sono dati accurati sul censimento."Il problema principale è il denominatore di fondo:la popolazione toale" spiega Pabhat Jha,direttore del Center for global halth research di Toronto."E' questa la principale difficoltà nelle zone di guerra.Non solo le persone muoiono,ma scappano dal paese e difficilmente ci ritornano".Le stime sulle vittime della guerra in Iraq sono cambiate significativamente nel corso degli anni.In uno studio pubblicato su Lancet nel 2004,Les Roberts e i suoi colleghi stimavano che nel primo anno di guerra fossero morti in centomila.Un secondo studio stimava a piu di 600.000 i decessi entro il 2006.In entrambi i casi,spiega Roberts,i funzionari dell'amministrazione Bush,liquidarono le stime come poco credibili.L'ultimo studio è,secondo lui,un'ulteriore prova del fatto che le morti causate in Iraq sono piu numerose di quanto  Washington sia disposta ad ammettere.

da CENSURA 2009-Peter Phillips.Project Censored (Nuovi mondi)

TESTIMONIANZE REDUCI IRAQ


Clifton Hicks ha guidato carri armati,è stato artigliere sui veicoli da ricognizione humvee e anche fante nella zona meridionale di Baghdad,nel periodo 2003-2004.Vive a Gainsville,in Florida.Nella pagina personale di IVAW di Clifton si legge:" Tutto questo stramaledetto affare è stato un tremendo spreco di tempo,energia e vite umane.Troppi miei amici e conoscenti sono stati massacrati per niente e troppi mascalzoni smidollati in cravatta hanno tratto profitto dal loro sangue".Nel suo profilo personale IVAW,Clinfton dichiara:"Troppi miei amici sono stati massacrati per niente e troppi codardi si sono ingrassati con il loro sangue".

L'ex marine Matt Howard ha detto che il corpo dei marine "si basa sulla disumanizzazione,l'asservimento e l'abuso sugli arruolati di grado inferiore per poter funzionare".E' stato ferocemente picchiato in una occasione,subendo vessazioni e violenze da parte di suoi superiori.Howard ha partecipato all'invasione dell'Iraq.Afferma che il primissimo carro armato è stato  distrutto per errore da un elicottero dei marine.Fortunatamente,nessuno è morto in quell'occasione.Poco dopo,tuttavia,c'è stata la prima vittima della guerra,un soldato che ha calpestato una piccola cluster bomb lanciata dagli americani.Howard sostiene che le munizioni e le corazzature americane contenessero tutte uranio impoverito,che è radioattivo.Ritiene che l'uranio impoverito sia l'Agente Orange di questa occupazione" (l'Agente Orange era il nome in codice di un erbicida altamente tossico usato dall'esercito Usa in Vietnam,Ndt), e che l'esercito stia avvelenando i suoi soldati,la gente dell'Iraq e il mondo intero con l'uranio impoverito.All'impatto,minuscole particelle di questa sostanza risalgono nell'atmosfera e finiscono per diffondersi nell'intero pianeta.

Geoff Millard ha prestato servizio con la New York National Guard per nove anni, compreso un anno a Tikrit.Dopo essere tornato a casa dall'Iraq e aver partecipato a una manifestazione contro la guerra,è stato indotto a temere per la sua vita,a causa delle minacce ricevute dai suoi commilitoni.Mark Wilkerson ha prestato servizio a Tikrit e a Samarra con la 401esima Compagnia di polizia militare.Quando è tornato a casa,ha deciso di fare domanda per l'obiezione di coscienza,ma è stato minacciato e vessato in tal modo che non ha avuto altra scelta se non quella di disertare,quando la sua richiesta è stata respinta.Thomas J. Buonomo si è laureato all'Accademia dell'Aviazione americana in Scienze politiche e Studi mediorientali,specializzandosi anche in arabo.Dopo la laurea,si è offerto volontario per poter ottenere un incarico equivalente nell'esercito,per fornire sostegno  alle nostre truppe di terra.Poco dopo aver ottenuto l'abilitazione da ufficiale dell'intelligence,il suo nullaosta di sicurezza per l'accesso a meteriali segretati è stato sospeso,ed è stato congedato contro la sua volontà per aver espresso opinioni contrare a quelle dell'amministrazione.

Calmo e con la barba lunga,Jason Hurd è venuto agli incontri per testimoniare e dare sostegno ai suoi compagni membri dell'IVAW nella loro ricerca di verità.Jason è nato a Kingport,Tennesse,dove ha sempre vissuto prima di arruolarsi nell'esercito Usa nel 1997,all'età di 17 anni.Nel novembre del 2004 è stato inviato nel centro di Baghdad con la squadra Troop F27278th Regimental Combat Team di Bristol,Tenessee,dopo un addestramento di cinque mesi.Ha prestato servizio nel corpo sanitario a Baghdad.Jason ha raccontato della comune pratica esistente di sparare ai civili dai convogli,oltre che dei frequenti rapimenti di giovani iracheni maschi.Suo padre,un ex veterano,si è opposto alla sua mobilitazione in Iraq.Jason è il presidente della sezione dell'Iwaw di Asheville,in North Carolina.Si è impegnato attivamente contro i reclutamenti fraudolenti nella sua comunità in Tennessee,da quando è tornato dall'Iraq.

lunedì 28 ottobre 2013

I 20 anni disastrosi di Maastricht.E Letta fa finta di nulla...




Penso agli anni 80-90 (prima del 93)  e spesso mi chiedo, c'era bisogno di fare tutti questi trattati?  Di far entrare nell'Unione Europea certi paesi? No, e il risultato è stato che i delinquenti possono passare da un paese all'altro senza nessuna difficoltà.In questo paese ne abbiamo già troppi.
Caro Aletta, Letta ha capito tutto solo che fa finta di nulla per proseguire la sua brillante carriera, sapeva benissimo che saremmo andati incontro ad una catastrofe ma sapeva anche che lui non avrebbe corso nessun pericolo.Il Trattato di Maastricht  ha imposto che il mercato diventasse l'unico modo per controllare il deficit,proibendo ogni altro strumento precedentemente utilizzato per la creazione della nuova valuta.Qualche giorno fa Enrico Letta a OTTO E MEZZO ha detto che farà di tutto per portare il deficit a 2,5% senza nessuna opposizione (frequentano entrambi il club Bilderberg) da parte di Lilly Gruber.Ma sapete cosa vuol dire questo? Che i ceti popolari saranno costretti a vivere in condizioni ancora peggiori di questi.O aumenteranno i disoccupati e si creeranno lavori a pochi euro e se un giorno avrai la sfortuna di ammalarti, devi scegliere se mangiare o farti curare perchè sarà privatizzato tutto.
Perfetto l'articolo di Aletta con dati che non ammettono repliche.

da MILANO FINANZA-Guido Salerno Aletta

E' tempo di anniversari e di bilanci, vent'anni fa,il 1 novembre del 1993,entrava in vigore il Trattato di Maastricht.Fu ratificato in fretta e furia da un Parlamento italiano sotto shock,per le inchieste giudiziarie e la svalutazione della lira il 17 settembre si votò al Senato.Appena quattro giorni prima,domenica 13 settembre,il Presidente del Consiglio Giuliano Amato aveva annunciato la svalutazione della lira.Il Trattato di Maastricht è rimasto famoso per i due parametri che avrebbero dovuto garantire la stabilità delle finanze pubbliche:il divieto di deficit pubblici eccessivi,con la soglia fissata al 3% del pil:il debito pubblico da ricondurre al 60%.E' stato un fiasco completo,e come tale si preannunciano gli obiettivi del Fiscal Compact in tema di riduzione del debito pubblico del 3,5% l'anno, a partire dal 2014.Le manovre fiscali volte a raggiungere gli obiettivi di statalità finanziaria hanno avuto un impatto deflattivo sull'economia reale che ne ha frustrato il raggiungimento,specie nel caso in cui non si controllano i tassi di interesse reali.Il combinato disposto dei parametri di finanza pubblica e del divieto di finanziamento diretto del debito pubblico da parte della Bce si è dimostrato una miscela inconcludente.
Guardandosi all'indietro,per tentare un bilancio,c'è da avere le vertigini:in Francia,il debito pubblico è passato dal 39,7% del pil nel 1992,al 93,5% di quest'anno: 53,8 punti in piu;in Germania si è raddoppiato,passando dal 42% all'80,4%.L'Italia che era arrivata al picco del 121,2% del pil nel 1994 per poi scendere al minimo del 103,3% nel 2007,quest'anno toccherà il nuovo record del 132,3%.La crisi si è mangiata anni di sacrifici,pagati cari:solo di interessi,tra il 2007 ed il 2013,l'italia ha perso 110 miliardi di euro in termini di pil reale,mentre ha accumulato 392 miliardi di maggior debito pubblico,ed ha pagato la bellezza di 444 miliardi per interessi sul debito.La Francia,al confronto, ha pagato un'inezia:277 miliardi di euro su un debito cresciuto nel frattempo di 611 miliardi;la Germania ha pagato interessi per 331 miliardi su un debito accresciutosi di 527 miliardi. Nel 2012,il tasso di interesse reale sui titoli di Stato a 10 anni è stato pari al 2,45% in Italia,all'1,18% in Francia ed allo 0,30% in Germania.Il cuneo fiscale,il differenziale che manda a picco i consumi e la competitività dell'Italia,in realtà è finanziario.La legge di stabilità per il 2014,di cui il governo ha presentato al Parlamento il suo progetto appena ieri l'altro,va letta quindi in un processo storico che si colloca a pieno titolo in un solco di politica economica e finanziaria di lunga data, rivelatosi assai  improduttivo per l'Europa intera.I driver fondamentali della legge di Stabilità sono rappresentati dall'obiettivo di rimanere all'interno del tetto al deficit del 3% del pil e di traguardare a partire dal 2015 una riduzione del debito in linea con il Fiscal Compact:per l'Italia,il 2014 sarà l'anno in cui si verificherà la credibilità in un intero impianto strategico,la sostenibilità  di un nuovo ventennio di sacrifici,ancora piu duri,che ci vengono richiesti.
Il governo quindi non si è preso rischi:ha seguito pedissequamente i vincoli numerici imposti dai Trattati ed ha aumentato ancora le imposte,sia con la manovra volta a ricondurre il deficit del 2013.La spending review,il processo analitico di revisione e riduzione della spesa,non è stata neppure attivata:si combina quindi un atteggiamento dilatorio e rinunciatario,cui si è cercato di rimediare solo di recente coinvolgendo Carlo Cottarelli,il nostro connazionale che in questi anni è stato il direttore del dipartimento Politiche fiscali del FMI,con la sopravvalutazione del consenso della opinione pubblica nei confronti delle amministrazioni locali.
L'aggiustamento del bilancio avviene quindi a spese dell'economia reale, in un contesto in cui anche il settore bancario è in difficoltà, ma al tempo stesso è considerata con sfavore la  detenzione nel portafogli bancario di titoli di Stato,che potrebbe essere penalizzata in vario modo: con la previsione in un impegno di capitale bancario,rispetto all'attuale rischio zero;ovvero imponendo che la liquidità immessa dalla Bce in una ipoteca nuova Ltro venga integralmente dedicata al credito all'economia reale,evocando quanto accade in Gran Bretagna (lend to loans) ma trascurando che la Banca d'Inghilterra compra direttamente titoli del Tesoro.Infine,va tenuta presente la correlazione tra la liquidità erogata dalla Bce con le Ltro effettuate tra fine 2011 ed inizio 2012 e detenzione di titoli di Stato da parte del sistema bancario italiano.
Da quanto sopra descritto si desume una situazione in cui il sistema bancario italiano è stretto sia dal punto di vista degli impieghi,tra una situazione in cui il sistema bancario italiano è stretto sia dal punto di vista degli impieghi,tra una situazione difficile dell'economia reale ed una prospettiva di non poter piu contare sui proventi degli interessi sui titoli pubblici in portafoglio,acquistati con la liquidità fornita dalla Bce,sia dal punto di vista della raccolta:quella estera che continua a diminuire,quella interna che si fa liquida e preferisce impieghi diversi dalle obbligazioni bancarie,e quella proveniente dalla Bce che va a scadenza.A vent'anni dalla loro introduzione,i vincoli di Maastricht e la costituzione monetaria della Bce hanno dimostrato tutti i loro limiti:inefficaci fino alla crisi ed inutili dopo.Non hanno impedito il raddoppio dei debiti pubblici dei Paesi tecnicamente piu virtuosi.Francia e Germania,nè evitato la crisi degli altri.I vincoli sono stati rafforzati con il Fiscal Compact,scaricando il peso degli aggiustamenti prima sull'economia reale ed ora sul sistema bancario.Non c'è niente festeggiare,ma molto su cui riflettere.

Intervista ad uno 007 italiano



I servizi segreti in Italia hanno sempre fatto dei danni.C'è il loro zampino nella strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980 dove ripeto, fra i colpevoli ci sono anche i fascisti ma non sono convinto che a mettere la bomba nella sala di aspetto di Seconda classe sia stata la coppia Mambro-Fioravanti;  Piazza della Loggia a Brescia, Ustica e secondo il mio modesto parere anche nella banda della Uno bianca e poi tanti altri casi.

da IL RESTO DEL CARLINO del 26/10/2013-intervista allo 007 di Alessandro Farruggia

Certo che lo rifarei.E' un mondo diciamo complicato.E quello che sta accadendo in questi giorni dimostra che c'è molto,molto bisogno di noi".
L'operatore dei servizi che incontriamo in una libreria del centro di Roma ha un aspetto medio:altezza media,robustezza media,tagli di capelli medio,abbigliamento da traver ministeriale.Uno che non da nell'occhio.E ci gode a sembrare trasparente."Bel complimento,la nosta ambizione è esattamente quella di non dare nell'occhio",è la sua reazione mentre acquista un libro per sua figlia.Paga in contanti,e si accorge che ce ne accorgiamo."Abitudine a non lasciar tracce,anche quando non serve.Solo abitudine" dice.

DA DOVE VIENE? QUAL'E' IL SUO PASSATO?

Sono in aspettativa dall'amministrazione pubblica di provenienza.Naturalmente non mi sono candidato alnuovo lavoro,anche se è molto ambito.Da noi funziona tutto sulla fiducia.Mi hanno osservato ,valutato, poi contattato discretamente e io ho volentieri accettato.

CHE DICE ALLA SUA FAMIGLIA?

Conosce bene il mio recente e diciamo intenso passato nelle forze dell'ordine,crede che sia il mio presente.Il che spiega gli spostamenti,le assenze e tutto il resto".

COSA L'HA MOTIVATA?L'INDENNITA DI CRAVATTA,GLI IDEALI? IL MITO DI 007?

Diciamo fare un lavoro molto interessante e utile per il tuo Paese.Quanto a James Bond,magari,ma non è il mio settore.Non sono un operativo.

VA BENE IL LAVORO UTILE AL PAESE,ALTRA RISPOSTA UN PO' DA MANUALE,MA I SOLDI QUANTO CONTANO?

Contano,ma non è certo quello.Da noi lavori e produci risultati.Da soddisfazione,specie nel settore pubblico non è la norma.

LEI E' UN ANALISTA?

No,mi occupo dei fiduciari.

CIOE' DEGLI INFORMATORI.

Definizione un po fanè.I fiduciari sono qualcosa di piu.E' una risorsa importante,che va gestita con accuratezza,e poi le sue informazioni vanno opportunamente vagliate e valutate.L'intelligence umana è molto importante anche in tempi di intelligence elettronica.Gli americani hanno i satelliti e la tecnologia per usare come si deve le grandi dorsali dati,hanno il "trattamento automatico della lingua" per elaborare testi e chiamate,fanno cose straordinarie.Ma non abbiamo le persone.Mica detto che raccogliamo tanto di meno..."

SUPPONIAMO CHE SCOPRIAMO CHE LA NSA SI E'DATA UN PO' TROPPO DA FARE IN ITALIA.CHE SI FA CON UN SERVIZIO AMICO? TENTATE DI RENDERGLI PAN PER FOCACCIA?

Semmai ,e sottolineo semmai,ne avessimo l'evidenza,e semmai decidessimo di rispondere sarebbe da dilettanti agire con una azione uguale e contraria.Seconda teoria e prassi ci si ispira alla regola del triangolo.

SAREBBE?

Non si fa nulla di grezzo,di direttamente offensivo,si usa invece uno specchio per riflettere l'azione del servizio.Se A vuole per esempio disinformare B,si rivolge a un C che si sa abbia buoni rapporti con B e via di questo passo.

FUNZIONA?

I nostri sono conflitti asimmettrici.Magari ci colpisci rubando delle informazioni riservate e noi ti intossichiamo informativamente un fiduciario di un servizio amico,e ti facciamo avere una notizia che, poniamo,ti depista.Toericamente,è chiaro,perchè la NSA è un servizio del nostro principale alleato e ci gira informazioni non da poco".

E CERTO,TEORICAMENTE.A PROPOSITO,QUANTO SAPEVATE DELLE RETI A STRASCICO MESSE DALL'NSA PER PESCARE I NOSTRI DATI QUANDO FANNO CAPOLINO FUORIDAI CONFINI NAZIONALI?

Sorriso.Si rivolga a chi di dovere.

E SE POI DICONO CHE VI SCIPPAVANO VAGONATE DI DATI SOTTO IL NASO? PASSATE DA FESSI.

Li lasciamo dire.Non siamo gente sensibile.Quanto alle vagonate di dati e al "fessi",ci andrei cauto e non ci sottovaluterei.Verba volant,facta manent...

domenica 27 ottobre 2013

ANTONIO SALAS:la situazione in cui vivono i palestinesi ( 2 parte)



Non smetterò mai di ringraziare Antonio Salas per il suo splendido lavoro svolto per raccontare quello che nessun giornale e giornalista spiega in maniera corretta.Su Twitter inserisce sempre tra i preferiti questi post,non so se è lui  o un altro ma mi fa comunque piacere.Avevo scritto che per qualche domenica avrai pubblicato post sui racconti di Salas, mi devo correggere, lo farò per molte settimane.Dobbiamo farlo in tanti, questa è la vera informazione.
da L'INFILTRATO-Antonio Salas (Newton Compton Editori)

Il mio primo incontro con il dottor Sehwail,al quale adesso mi lega una cara amicizia,fu demoralizzante.Sehwail è uno scienziato,non un guerrigliero,e la sua visione del conflitto è desolante.L'occupazione e di conseguenza la resistenza continueranno ancora per molti anni.E questo, a sua volta,fornirà un pretesto e una giustificazione a organizzazioni terroriste ,quali al-Qaeda.Ciò nonostante,un altro personaggio,ancor piu noto e benvoluto di Sehwail,mi avrebbe donato un'opinione piu ottimista,malgrado il calvario che vive da quando ha osato sostituire il cinema classico con un documentario.
In qualsiasi parte del mondo,i pochi chilometri che separano l'ufficio di Ramallah del dottor Sehwail dal quartiere arabo di Gerusalemme,dove abita Mohamed Bakri,sarebbero stati una tranquilla passeggiata.Ma in Palestina anche un tratto tanto breve può implicare un'avventura imprevedibile,per quanto una visita ad al-Quds (nome arabo di Gerusalemme) valga sempre la pena.
La città tre volte santa,dove secondo il Talmund il re David eresse il proprio tempio,dove secondo la Bibbia fu crocifisso Dio e dove secondo il Corano il profeta Maometto ascese al cielo,è un focolaio permanente di odio e tensione.Perfino io notai sguardi di disprezzo e timore quando decisi di attraversare il quartiere ebraico,tenuto d'occhio dai soldati israeliani che pattugliavano la Città vecchia.
Ad al-Quds mi successe una cosa molto strana.Per la prima volta dopo la tensione dei checkpoint e la pressione da parte delle autorità israeliane che pattugliavano la Città vecchia.
Ad al-Quds mi successe una cosa molto strana.Per la prima volta dopo la tensione dei checkpoint e la pressione da parte delle autorità israeliane,provai un'imprevista sensazione di sollievo quando sentìì il muezzin chiamare alla preghiera dai minareti delle moschee.D'un tratto,e senza averlo programmato,ascoltai quel suono e capìì di essere uscito dal quartiere ebraico e aver varcato la soglia del settore arabo.E mi sentìì a casa.Io stesso rimasi sorpreso da quel sentimento di familiarità.Cercai un bar per prendere un tè e metabolizzare quella reazione del tutto inconscia.Senza nemmeno accorgemene,ero sempre piu integrato nel personaggio.Toccare con mano le tante storie drammatiche del popolo palestinese mi induceva a immedesimarmi in quelle persone e ad accostarmi piu in fretta alla mia identità araba.Ed era una buona cosa,finchè fossi stato in grado di controllare la situazione.Quella sera a Gerusalemme sentìì per la prima volta che cominciavo a credermi davvero Muhammad Abdallah.
Mohamed Bakri è senza dubbio uno degli attori palestinesi piu famosi al mondo e al contempo uno dei cineati piu impegnati della Palestinesi,dove si ostina a vivere nonostante le innumerevoli offerte di lavoro che riceve dagli Stati Uniti.Nato a Bina,piccola frazione della Galilea,ha frequentato il liceo di Akko,prima di iscriversi all'università di Tel Aviv per studiare Arte drammatica.Quando l'ho conosciuto,aveva appena finito di girare LA MASSERIA DELLE ALLODOLE,uscito all'inizio del 2007.Bakri ha lavorato per il cinema americano piu commerciale accanto ad attori come Tony Curtis (Vendetta eterna) o Antonio Banderas (The Body).Ma la polemica con la quale Mohamed Bakri è ormai abituato a convivere è dovuta ai due documentari di denuncia sociale sulla Palestina:1948 e sopratutto Jenin,Jenin,dove Bakri pone l'accento sulle sofferenze patite nel 2002 dal campo profughi di Jen per mano delle truppe israeliane.A causa dei documentari,proibiti in Israele,Bakri è andato incontro a una brutale persecuzione pubblica e ha ricevuto anche varie denunce che lo hanno costretto a difendere il proprio lavoro in Tribunale.
L'odissea vissuta da Bakri a causa di Jenin,Jenin  (in particolare,se si considera che il regista e attore conserva la propria residenza nella zona araba di Gerusalemme,ovvero nella tana dei lupi) è raccontata nel documentario DA QUANDO TE NE SEI ANDATO,uscito poco prima di accettare questa intervista,e contenente immagini del processo e della censura israeliana con cui Jenin,Jenin è stato punito senza pietà.Ciò nonostante,Mohamed Bakri rifiuta di abbandonare la sua abitazione in Palestina,da dove continua a lottare cntro l'occupazione israeliana con l'unica arma che conosce:il cinema.
"Sono nato in un piccolo borgo, un campo profughi a tutti gli effetti", mi spiega il famoso attore e rehista,"perchè era recintato da filo spinato.Non si poteva uscire senza il permesso delle autorità militari.La situazione si è protratta fino al 1964.Quando avevo cinque o sei anni, i comunisti venivano perseguiti da esercito e polizia.Mio zio era comunista e viveva nascosto tra il cimitero e la chiesa,perchè agli israeliani non passava per la mente che qualcuno potesse dormire tra le tombe.E' uno dei miei primi ricordi.E rammento ancora che mia madre mi diceva sempre:"Se non obbedisci,chiamo la polizia".Gli agenti israeliani erano uno spauracchio costante,il piu negativo,il piu terribile.E quando ti minacciavano di chiamare la polizia,obbedivi e di corsa.Ricordo,inoltre,quando l'esercito israeliano passava per il villaggio.Noi ci nascondevamo sempre dietro alle mamme.In Galilea succedeva lo stesso in ogni paese.Arrivavano,riunivano tutta la gente in piazza e dividevano le donne dagli uomini.Poi separavano gli uomini:dai quattordici ai cinquant'anni da una parte,il resto dall'altra.Un giorno  separarono dei giovani,li misero in fila davanti ai carri armati e gli spararono di fronte a tutti.Scoppiò il caos totale.Molti se ne andarono in Siria e Libano,io reagìì girando il primo primo film.Ecco i miei ricordi d'infanzia nel villaggio natale,e il germe della mia inquietudine politica.Un bambino segnato dalla paura:fu la mia prima esperienza con gli israeliani".
"Lei ha lavorato con Antonio Banderas,Tony Curtis,Paz Vega.Per quale motivo un attore di cinema e teatro,di fama internazionale,dovrebbe complicarsi la vita con un documentario tanto pericoloso come Jenin,Jenin?
"Non si vive di solo pane.Al mattino,quando ci si lava,bisogna guardarsi in faccia.E quando ci si corica,bisognerebbe fare un ripasso della propria vita per poter apportare le correzioni necessarie,giorno dopo giorno.E se mi limitassi a fare film internazionali con Antonio Banderas,magari la notte non riuscirei a prendere sonno.Non aspiro ad arrivare lontano in ambiti che non influiscano sul mio ambiente.Al contrario,voglio immergere il mio lavoro in ciò che mi circonda.Sono i ricordi a indirizzare le immagini nella mia retina".

venerdì 25 ottobre 2013

Chi ama l'euro odia i ceti popolari




Chi in tv ,sui giornali, continua a difendere l'euro con tutte le forze sparando cazzate sul peggioramento della situazione, non è altro che un delinquente terrorizzato dal fatto che i ceti popolari starebbero meglio, gente che in gran parte nascono da famiglia di operai ma che se lo sono dimenicati e li detestano schierandosi dalla parte del potere finanziario.Questi "signori" avrebbero bisogno di una Marine Le Pen che li prenda a legnate.
Cosa vuol dire avere una moneta forte?
ci porta ad acquistare beni esteri aumentando però la disoccupazione.La nostra moneta è troppo forte rispetto al marco tedesco in una percentuale piu o meno del 30%.Le nostre imprese partono sfavorite del 25-30% rispetto a quelle tedesche.Quando avevamo un sistema di cambi flessibili la nostra economia e la nostra industria era al massimo, basta guardare la bilancia dei pagamenti prima dell'ingresso nell'euro.Se non si può vendere sul mercato interno ma solo in quello esterno, un paese muore e lo dimostrano i cosidetti P.I.I.G.S.
I paesi creditori (Germania) impongono l'austerità per far portare in pareggio i conti esteri dei paesi debitori.Creando e gestendo la moneta,lo stato andrebbe avanti senza tasse,privatizzazioni e altre misure criminali.

da LA TRAPPOLA DELL'EURO-Badiale & Tringali (Asterios Editore)

La svalutazione della nuova moneta,seguita all'uscita dell'euro,renderebbe proibitive le importazioni,in particolare quelle materie prime energetiche,ma anche quelle di prodotti ad alta tecnologia richiesti dalle nostre industrie".
Discutere seriamente questa obiezione non è facile, perchè sia l'obiezione stessa sia una eventuale risposta avrebbero bisogno di un dato che è ignoto a tutti:quale sarebbe la svalutazione cui andrebbe incontro la nuova moneta nazionale? Solitamente,chi intende difendere la permanenza nell'euro,fa su questo punto previsioni catastrofiche.Ma tali previsioni sono del tutto opinabili.A nessuno di noi è dato sapere nemmeno quale sarà il cambio della nuova moneta italiana rispetto alla divisa tedesca,in una condizione politica ed economica del tutto imprevedibile.Gli scenari catastrofici proposti dai difensori dell'euro rappresentano tutt'al piu delle po,non certo delle necessità.Certo,si potrebbe obiettare che tali scenari comunque non possono essere esclusi,ma per ipotizzare un quadro minimamente realistico possiamo allora considerare situazioni analoghe nel passato prossimo,per esempio l'uscita dell'Italia dallo SME nel 1992 e l'uscita dell'Argentina dalla parità col dollaro nel 2001.In nessuno dei due casi la svalutazione,e la conseguente inflazione,hanno determinato effetti catastrofici.E sopratutto il tasso di inflazione è rimasto ben al di sotto di quello di svalutazione.
Certo, tutte le situazioni sono diverse: l'Italia di oggi non è quella del 92', poichè in quel periodo,nel nostro Paese,valevano ancora una serie di condizioni economiche che hanno contribuito a ridurre gli effetti inflazionistici della svalutazione della lira (presenza di un significativo settore pubblico nell'economia produttiva ed anche in quella finanziaria,controllo statale su molti prezzi,forza industriale del Paese,scarso peso relativo della finanza internazionale).
Ma l'Italia odierna non è neanche l'Argentina del 2001,la cui moneta era largamente meno forte di quella alla quale era ancorata,e quindi è probabile che la svalutazione della futura "nuova lira" sia comunque molto inferiore a quella che ha caratterizzato la divisa argentina.
In ogni caso,non vi è dubbio che nelle condizioni attuali, con gli attuali certi dirigenti politici ed economici,una eventuale uscita dall'euro sarebbe gestita in modo da farne pagare il prezzo ai ceti medi e popolari.Per questo motivo l'uscita dall'euro e dalla UE rappresentano solo un aspetto (quello attualmente piu importante) di una botta complessiva contro ilcapitalismo distruttivo che abbiamo di fronte.Alcune delle misure alle quali tale proposta deve accompagnarsi sono:il ritorno delle forze dello Stato nell'economia,la nazionalizzazione di una parte significativa del sistema bancario e la creazione di un forte settore industriale pubblico.L'uscita dall'euro e il default selettivo sul debito pubblico rendono anzi questi passaggi assolutamente necessari,al fine di limitare i fallimenti di banche ed imprese.
Per quanto riguarda il pericolo degli attacchi di tipo speculativo contro la nostra economia,che molti difensori dell'euro paventano in caso di abbandono della moneta unica,va sottolineato che sarebbero proprio l'uscita dall'euro ,e l'abbandono dei vincoli stabiliti dalla UE,a consentire finalmente la creazione di forti controlli sui movimenti dei  capitali,permettendo quindi allo Stato di costruire efficaci difese antispeculative (le quali,ricordiamo,non sono permesse all'interno del quadro giuridico della UE).
Va anche sottolineato che una moneta piu debole avrebbe diversi effetti molto positivi per un'economia come quella italiana.Certamente rilancerebbe il turismo,dato che l'attuale valore di cambio dell'euro è svantaggioso nei confronti di potenziali turisti provenienti da molti Paesi esteri.Inoltre,per quanto abbia subito in questi anni un processo di de-industrializzazione,l'Italia resta ancora la seconda potenza manifatturiera dell'UE;essa ha però perso gran parte della sua competitività proprio a causa della moneta unica,e ha dunque una capacità produttiva che sarebbe favorita dalla svalutazione e che servirebbe da elemento di equilibrio.La svalutazione farebbe infatti aumentare la domanda di merci italiane e tale crescita si tradurrebbe in aumento didomanda della nostra nuova moneta.Allo stesso modo anche l'aumento del turismo farebbe crescere la richiesta di valuta italiana.E la valuta è una merce,e in quanto tale è sottoposta alla legge della domanda e dell'offerta:la crescita della domanda determina l'aumento del prezzo (che per la valuta si traduce nel rapporto di cambio),il che vuol dire che le dinamiche descritte frenerebbero la svalutazione.
Infine occorre considerare che la diminuzione delle importazioni,che ci viene prospettata in termini catastrofici dai difensori dell'euro,è invece uno degli obiettivi strutturali che il nostro Paese deve raggiungere.Ed è proprio l'uscita dall'euro che può consentirci di realizzarlo evitando scenari negativi.Abbiamovisto infatti che la radice della crisi dell'eurozona risiede nel peggioramento del saldo della bilancia dei pagamenti dei Paesi meno competitivi.Abbandonare la moneta unica serve appunto a riacciuffare gli strumenti necessari a riequilibrare questa situazione.
Il saldo della bilancia dei pagamenti migliora sia quando aumentano le esportazioni,che quando diminuiscono le importazioni.La svalutazione della nuova moneta nazionale avrà l'effetto di aumentare la competitività sull'estero e quindi far crescere le esportazioni (per la diminuzione del prezzo dei nostri prodotti nei termini delle monete estere),e d'altra parte determinerà una diminuzione delle importazioni (per l'aumento del prezzo dei prodotti esteri nei termini della moneta nazionale).
Tale diminuzione ,oltre a migliorare la bilancia dei pagamenti, stimolerà la produzione interna,italiana ,di molti prodotti che attualmente vengono richiesti all'estero.Per quanto riguarda le materie prime energetiche,un aumento del loro prezzo stimolerebbe la riduzione dei consumi e sopratutto incentiverebbe laumento degli investimenti finalizzati a stimolare l'autoproduzione,lo sviluppo delle fonti interne,in particolare quelle rinovabili,e le tecnologie utili al risparmio energetico.

giovedì 24 ottobre 2013

Questa sinistra ipocrita e menefreghista si merita l'estrema destra



Ho sempre considerato uno sbaglio enorme paragonare il Front National di Marine Le Pen al Movimento 5 Stelle di Gianroberto Casaleggio.Il primo è un partito di destra ,il secondo invece è formato per il 70% da gente di centrosinistra. I primi due nomi piu votati per il presidente della Repubblica sono stati Milena Gabanelli e Rodotà mentre quando si fanno leggi per contrastare l'immigrazione clandestina che sta facendo aumentare alla grande la microcriminalità anche in cittadine tranquille, si oppongono.
Anglotedesco non si considera uno di destra ma non sopporto neanche l'ipocrisia e il menefreghismo della sinistra che ha deciso in maniera evidente di ignorare i problemi dei pensionati, delle famiglie operaie, e puntare tutto su Rom e immigrati e basta guardare nelle città governate dal centrosinistra per rendersene conto.Se c'è qualcuno che la pensa diversamente da me, lo scriva.
Io vivo in Emilia,una della regioni piu "rosse" d'Italia.Prendiamo Bologna che è la piu grande e bella città emiliana.Leggo tutti i giorni sui siti, sui giornali , che il sindaco Merola si dedica solo ed esclusivamente delle famiglie non italiane, leggi lettere dei lettori o anche email dove  il comune ,con quei pochi soldi che ha a disposizione, le utilizza per dargli da mangiare.Non parliamo della periferia bolognese e purtroppo anche in altre cittadine emiliane come Reggio Emilia,Parma e Piacenza. Si sono formate delle baby gang (sconosciute fino a pochi anni fa)formate per gran parte da figli di immigrati che mettono al mondo figli senza avere i mezzi per mantenerli e che li incitano (sostenuti dalla sinistra) ad odiare gli italiani e nei giorni scorsi ho letto episodi vergognosi a Parma e Piacenza dove sono stati presi a calci e sputi persone anziane italiane con i politici di sinistri zitti perchè loro li devono sempre giustificare. Apprezzo l'impegno che ci sta mettendo nell'ipocrita Bologna, il leghista Manes Bernardini anche se poi sono sempre dell'idea che i cittadini si devono organizzare e lasciar perdere le tessere di partito.
A Milano decine e decine di bande di latinos spaventano la gente sulla metropolitana sopratutto nelle fermate in periferia e Pisapia per cercare di dare piu sicurezza vuole introdurre la "ronde rosse" non armate che controllano. Risultato? Che i delinquenti possono fare ciò che vogliono e i cittadini milanesi vengono presi per il sedere,basta leggere i dati su come è aumentata la criminalità da quando c'è Pisapia.
Bello l'articolo di Monia Benini apparso sul blog di Beppe Grillo (e non solo) qualche giorno fa .Nonostante i dati danno ragione alla giornalista ferrarese, ha ricevuto una quantita enorme d'insulti perchè in questo paese l'ipocrita malato di partigianeria non manca mai.
Andrebbero stracciati tutti i trattati europei, cancellato il Trattato di Dublino del 2003 e ricostruire i muri tra un  paese e l'altro,ma purtroppo non si può fare e anche se l'Italia è uno dei paesi P.I.I.G.S,deve accogliere tutti senza fare storie.Aumenterà la criminalità giovanile e arriveremo a livello degli Usa.

SOCIALISMO E NAZIONALISMO EN FRANCE

Gli ultimi sondaggi danno il M5S di Grillo al 21-22% in Italia e probabilmente qualche punto di più nella realtà visto che i sondaggi lo hanno sottostimato alle ultime elezioni.
 In Francia Marine LePen è nell'ultimo sondaggio al 24% quindi virtualmente identica al M5S e come dice Evans-Pritchard sta diventando una valanga ed è oggi il principale ostacolo alla Troika
 Se confronti il sito del Beppe con quello della Marine Le Pen noti la differenza evidente: lei tappezza il suo di dozzine video di discorsi, ma sopratutto di dibattiti che tiene in radio e televisione da Liberation alle reti TV nazionali.
Se ne guardi vedi un fiume in piena, una donna bionda robusta con questa bella faccia larga, spesso senza trucco (!), che appena ha la parola si scatena e sommerge gli interlocutori su qualunque tema dall'allevamento dei maiali alla BCE alla globalizzazione. Una donna di 46 anni che si presenta di proposito senza trucco, solo con un maglione tirato su e basta....non a caso ora prende il voto degli operai e contadini. E poi va a discutere in giro per la Francia nelle porcilaie di non so quale crisi alimentare.
La cosa geniale è che non la mette in termini di destra/sinistra, rifiuta ora anche l'etichetta di "destra" e imposta invece tutto in termini di nazionalismo/globalismo e sull'economia è di "socialista" : ("l’austérité mène à plus de déficit et de dette, et la folie fiscale ralentit le rendement de l’impôt. Il commence à se passer en France exactement la même chose que dans les pays du Sud de l’Europe...Austérité et folie fiscale pour rien ? En fait, si, pour les beaux yeux des marchés financiers rapaces que nous continuerons de grassement rémunérer en 2014, parce que nous nous sommes mis sous leur dépendance ") (1)
Per Le Monde, il Financial Times e l'establishment resta fascista perchè è contro l'immigrazione ("...Elle suppose le retour de nos frontières, la dissolution de l’espace Schengen et la suppression de toutes les incitations à l’immigration clandestine : abrogation de l’Aide Médicale d’Etat et suppression dans notre droit de toute possibilité de régularisation de clandestins...") (2)
 La Marine Le Pen è molto sicura di se, non ha inibizioni e non fa tattiche particolari, non ha nessun problema a dibattere chiunque su qualunque tema. Non scrive "blog" che possono essere interpretati in modo diversi e senza prendere posizioni nette sull'euro o l'immigrazione, restando fuori però sempre da qualunque confronto in TV o radio come il nostro. Al contrario appena la inviti ad un dibattito azzanna gli interlocutori con foga su qualunque argomento e ovviamente tutti i suoi discorsi sono improvvisati, niente teleprompter che la segue come Obama.
 La sua debolezza è che non sembra ci siano altri intorno a lei dello stesso spessore, è tutto centrato solo su di lei, ma questo è vero anche di Grillo finora. Fa però una grossa differenza essere capaci di dibattere su qualunque cosa con chiunque in qualunque sede

GZ
 Fonte: www.cobraf.com
 21.10.2013

mercoledì 23 ottobre 2013

La Germania accetta solo il 30% delle domande di asilo.E tutti zitti....




Fondi qua,fondi là,in realtà l'Europa non regala nulla e se l'Italia vuole i soldi per l'accoglienza, deve operare dei tagli in altri settori e i risultati cominciano a vedersi e non solo in Italia visto che l'estrema destra avanza.
Certo che hanno un bel coraggio, hanno distrutto le economie sul sud Europa costringendoli ad adottare una moneta forte e ora li massacrano con l'immigrazione e lamentandosi che non hanno i mezzi per accoglierli come si deve.Come si legge nell'articolo sotto, la Germania è il paese con la disoccupazione piu bassa e avrebbe le potenzialità per accogliere ben piu del 30% delle richieste di asilo che accetta.Ma tutti stanno zitti perchè devono fare carriera e la Germania bisogna prenderla come esempio.L'avvocato della onlus Bordeline Sicilia farebbe bene a starsene zitta, non sono loro quelli che tutti i giorni devono lottare per un posto di lavoro.

da The Wall Street Journal-articolo di Liam Moloney pubblicato su l'INTERNAZIONALE

Quando nel 2004 Sadig Adam,un profugo sudanese di 33 anni fuggito dal Darfur,è arrivato in Italia a bordo di un barcone ha pensato che la sua odissea fosse finita.Invece si è trovato in un limbo terrificante durato due anni.Diciotto giorni dopo aver presentato la richiesta di asilo politico in Italia,la polizia l'ha lasciato alla stazione Termini di Roma senza un soldo in attesa che la sua richiesta fosse esaminata.Invece di lasciare l'Italia come fanno in tanti,Adam ha occupato insieme a centinaia di altri profughi un edificio abbandonato,a Roma.In quel rifugio,che in arabo chiamavano "il posto abbandonato",mancavano acqua,corrente ed elettricità e c'era un solo bagno."Pensavamo di ricevere un'assistenza migliore", ricorda Adam,che dopo due anni di quella vita ha trovato un lavoro in nero,in un ristorante ,che gli permette di prendere in affitto una stanza.E' vero che l'Italia accoglie piu richieste d'asilo di tanti  altri paesi dell'Unione  europea ,ma poi non fa niente per aiutare queste persone a integrarsi.Questo,però, non scoraggia molti di loro dal tentare la traversata.Molte tra le persone che riescono ad arrivare in Italia,sapendo che questo paese farà poco o nulla per loro ,non esitano a rischiare di nuovo la vita per arrivare nell'Europa del nord senza prima aver presentato una richiesta di asilo come prescritto dalle norme europee.Sanno bene che nei paesi del nord ci sono opportunità migliori."L'Italia non è mai stata brava a gestire i fenomeni migratori",commenta l'avvocata Germana Graceffo della onlus Bordeline Sicilia,"da noi imperversa il dilettantismo".

PROFONDA VERGOGNA

Il modo in cui l'Italia tratta i migranti ha messo in imbarazzo anche il presidente del consiglio Enrico Letta."Ho provato un senso di profonda vergogna", ha dichiarato dopo aver saputo che i 155 superstiti del naufragio del 3 ottobre a Lampedusa sono stati indagati con l'accusa di immigrazione clandestina.Oltre all'espulsione rischiano una multa di cinquemila euro ciascuno.Si tratta di procedure imposte dalla legge,spiegano le autorità.Ma nel corso della conferenza stampa a Lampedusa,il 9 ottobre,Letta si è impegnato a rivedere la legislazione vigente"."Introdurremo misure importanti per avere maggiori certezze nel garantire il diritto d'asilo" ha affermato Letta ha visitato l'isola insieme al presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso e ha incontrato i superstiti e altri migranti.
Secondo Eurostat,nel 2012 l'Italia ha accolto circa il 57% delle 15.715 richieste d'asilo ricevute,una percentuale maggiore rispetto alla media dell'Unione europea.Arrivati in Italia i migranti sono trasferiti in centri di accoglienza dove restano alcuni mesi perchè dopo dovrebbero intervenire una rete di centri gestiti dallo stato per aiutarli a trovare vitto e alloggio,lezioni di italiano,una formazione professionale e assistenza legale.Questi centri però sono allo stremo nel 2011 i posti erano appena 6.800,la metà rispetto ai richiedenti asilo.Nel 2011-anno in cui si è registrato un forte aumento delle richieste a causa delle violenze durante la primavera araba- l'Italia ha accolto 37.350 richieste d'asilo.
Molti migranti finiscono abbandonati a loro stessi."Dopo qualche mese nei centri di prima accoglienza,il loro destino spesso è la strada",dice Alberto Barbieri,coordinatore generale di Medici per i diritti umani (Medu) ,una Ong che da assistenza sanitaria ai profughi in alcune città italiane come Roma e Firenze.
L'Italia spende ogni anno 180 milioni di euro per i centri di accoglienza,piu altri 70 milioni di euro per chi richiede asilo politico. Adesso il governo ha deciso di raddoppiare entro il prossimo anno i posti disponibili in questyi centri.Il 9 ottobre il governo Letta ha approvato lo stanziamento di altri venti milioni di euro per l'assistenza di minori accolti nei centri e Barroso ha promesso fondi europei per altri trenta milioni di euro.Ma sul lungo periodo le prospettive continuano a essere tutt'altro che rosee visto che il protrarsi della crisi economica italiana rende difficile trovare lavoro in Italia  dove il tasso di disoccupazione ha superato il 12% ,e quello della disoccupazione giovanile è tre volte maggiore.Di conseguenza molti migranti che arrivano in Italia,anche se qui hanno maggiori probabilità di ottenere asilo politico scoperti.
La Germania,per esempio, dove il tasso di disoccupazione supera il 5%,nel 2013 ha accolto appena il 30% delle richieste di asilo.Anche se i tedeschi ricevono un numero di richieste di asilo cinque volte superiore rispetto all'Italia,ne accolgono molto meno.Insieme ai paesi scandinavi,però,offrono una migliore assistenza per favorire l'integrazione tra le varie cose anche i corsi di formazione professionale.

FUGA VERSO NORD

Ecco perchè molti rifugiati,pur di non restare bloccati in Italia,sono disposti a tutto per andare via.Negli ultimi tempi i criminali comuni hanno cominciato a offrirsi di aiutare i migranti a raggiungere l'Italia settentrionale,per poi tentare di passare il confine.Secondo l'avvocato Graceffo,ogni migrante deve pagare seimila euro per ricevere questo tipo di aiuto.
Sidig Adam,il profugo sudanese,ci ha detto che altri sudanesi arrivati in Italia insieme a lui nel 2004 si sono subito diretti verso la Francia e il Regno Unito.
"I migranti che arrivano in Italia sanno già prima di partire che si troverebbero meglio in Germania e nel Regno Unito,dice Berardino Guarino,direttore dei progetti del Centro ,un servizio di gesuiti italiani che offre cibo e altre  forme di assistenza ai rifugiati di lasciare i centri di accoglienza con un permesso di soggiorno ,con il quale, in teoria,avrebbero diritto di avere cose, che in realtà,non ricevono.

lunedì 21 ottobre 2013

Cassa Depositi e Prestiti



Se ne parla poco della Cassa Depositi e Prestiti e quando lo si fa è in modo impreciso e in malafede.Gli azionisti di CDP sono: 80,1% MINISTERO ECONOMIE E FINANZE, 18,4% fondazioni bancarie e 1,5% azioni proprie.

da REPUBBLICA ECONOMIA E FINANZA-pezzo di articolo  scritto da Federico Fubini

Cassa Depositi e Prestiti evidenzia una struttura ibrida.In parte si finanza sul mercato e presso le banche un pò come la sua cugina  KFW:ha 34 miliardi di debito verso gli istituti di credito e 6,6 miliardi di titoli di debito in circolazione.Allo stesso tempo però ha 242 miliardi di "debiti verso la clientela",ossia la liquidità in gestione derivante dai depositi di banco poste.E' il risparmio degli italiani,anzi dei piu vulnerabili fra loro: la dimensione media di un deposito alle poste è di 3.500 euro,soldi faticosamente messi da parte per di piu da anziani e immigrati.Di questi 242 miliardi in realtà circa 150 sono depositati da cassa in un conto presso il Tesoro che li remunera piu o meno come un titolo di stato.Quei fondi,pari a circa il 10% del Pil,sono vitali per la gestione senza traumi del debito pubblico italiano.Il resto della liquidità di Banco Posta invece può essere impiegata da Cdp anche in investimenti di altro tipo.
Cdp lavora dunque con queste due fonti di finanziamento,prestiti del mercato e risparmio postale.Ciò significa che lavora senza un solo euro di denaro pubblico,benchè la politica d'istinto non sembra percepirlo.Cdp non è l'Iri e neppure l'Efm,la finanziaria di stato che tappava buchi ovunque e finì liquidata nel 92' con 18.000 miliardi di lire di debiti.Qui è la radice del problema,in fondo.Quando si parla di Cdp è difficile stabilire dove inizi pubblico e dove finisca la (legittima)  difesa di interessi privati,quelli di chi le fornisce le risorse.
Sulla carta,la cassa dovrebbe finanziare investimenti che assicurano un rendimento solo nel lungo o lunghissimo periodo,come certe infrastrutture nell'energia o nei trasporti:FZI,il suo veicolo a questo scopo,ha pertecipazioni in Sea (Aereoporti Milano) Sagat,aereoporto Torino.Nel frattempo Cdp dovrebbe anche prendere partecipazione di capitale in imprese promettenti.Casi di scuola sono la partecipazione del fondo strategico (controllato da cassa) in un gruppo farmaceutico all'avanguardia come Kedrion o in Metroweb.
Su una scala piu piccola,il fondo italiano d'investimento (anch'esso controllato da Cassa) investe capitale in decine di aziende che a volte non superano neanche i 10 milioni di fatturato, per esempio nel settore delle macchine tessili, nella produzione di yatch o nelle apparecchiature mediche.

Il furbetto Stefano Fassina fa il kenesiano...



L'ho già scritto altre volte, a me Stefano Fassina fa semplicemente schifo.Ridicolizzato da Paolo Barnard alla festa del Pd a L'Aquila, ridicolizzato pure da  Alberto Bagnai all'Ultima Parola , per l'ennesima volta ha dato lezioni di ipocrisia.Ricordiamo per la centesima volta che questo signore romano è stato 5 anni al Fondo Monetario Internazionale , associazione criminale che in America Latina, Africa,Asia e anche in Europa, ha devastato interi paesi con misure di austerità infami mentre lui se ne stava e lui zitto...per fare carriera.
Aveva deciso di rompere con Letta ma poi ci ha ripensato perchè il Presidente del Consiglio è disposto ad ascoltarlo;spero che in pochi ci credono.Letta è stato messo dai padroni del mondo cioè i banchieri,figuriamoci se quei macellai gli interessa creare posti di lavoro, pensano solo a non fallire le banche.Scommettiamo che il prossimo ottobre o abbiamo perso altri 700-800 mila posti di lavoro oppure ne saranno creati ma con stipendi decisamente insufficienti per vivere?
Ha ragione Marco Della Luna in uno dei suoi solito post perfetti:

"Letta esulta.Dal potere europeo ha ottenuto 1,5 miliardi la settimana scorsa,spendibili in 2 anni dal prossimo gennaio;e ieri altri 7 miliardi in cofinanziamento,cioè 3,5 messi dall'Italia e 3,5 messi dall'Ue,però con soldi dei contributi italiani,grazie a una deroga del 3% di disavanzo pubblico.Sostanzialmente si tratta, quindi in tutto,cioè per il 2014,dell'autorizzazione a spendere soldi quasi tutti nostri per un importo di circa 7,75 miliardi, pari a meno dell'1% della spesa pubblica complessiva,a meno dello 0,5% del pil,a meno del 50% da meno del 20% di quanto l'Italia ha versato nel Mes,a meno del 3% dei capitali italiani fuggiti all'estero sotto l'azione del governo Monti,a circa lo 0,7% della svalutazione del patrimonio immobiliare nazionale durante governo Monti,a circa il 25% del calo del pil previsto per quest'anno.Ma Letta esulta e nei sondaggi cresce;l'impatto psicologico è soggettivo e non risponde ai numeri oggettivi.E opera sull'immediato,non tenendo conto delle scadenze di autunno.Ammortizzatori sociali,F35,ondata di licenziamenti,legge di bilancio"

Anche su Berlusconi Fassina è ridicolo.Giusto ricordare che ha firmato il pareggio di bilancio ,tanto per far svegliare i diversi berlusconiani che trovo su Facebook e Twitter, però il Pd ha fatto lo stesso e immaginate un pò se il Pdl si rifiutava, lo massacravano e tirando fuori la solita scusa che pensano ai problemi del loro capo e non quello che chiede la "criminale" Europa.

da L'UNITA' del 21 ottobre 2013-Intervista a Stefano Fassina di Maria Zegarelli

STEFANO FASSINA:

"Era nel programma del Pd affrontare il capitolo della cassa integrazione in deroga,per cui si è stanziato un miliardo e mezzo da quando il governo è in carica;l'intervento sugli esodati,avvenuto sia ad agosto che con il ddl stabilità e quello per ridurre il peso fiscale sui redditi piu bassi,per quanto contenuto,ma che non è certo stato una concessione al Pdl.Dopodichè questo non è il governo del Pd,è un governo di compromesso e alcune scelte noi le avremmo fatte".

"Vorrei ricordare agli smemorati del Pdl che questa manovra ha spazi così stretti perchè nel 2011 il governo Berlusconi si è impegnato,unico caso in Europa,ad arrivare al pareggio di bilancio.Faccio anche notare al Pdl che da loro in questi mesi non è venuta alcuna proposta significativa per reperire risorse".

"La chiavi per far ripartire l'economia italiana,come tutte le altre economie dell'euroona,sono a Bruxelles.Nessun governo nazionale è nella possibilità di dare lo choc atteso all'economia,ci sono scelte fondamentali che vanno fatte in Europa sulle quali il governo Letta è impegnato.Bisogna essere consapevoli che le politiche liberiste e conservatrici in atto in Europa sono incompatibili con la ripresa di cui anche noi abbiamo bisogno".

"Bisogna intervenire negli spazi che ci sono,al di sotto della soglia del 3% con gli investimenti che sono la leva piu efficace per sostenere la ripresa e generare occupazione.Vorrei anche sottolineare per tutti coloro che invocano i tagli alla spesa pubblica,che la spesa pubblica pro-capite al netto degli interessi,è già tra le piu basse dell'Eurozona e noi non abbiamo il Pil piu basso d'Europa.Fare ulteriori tagli in questa direzione avrebbe complessivamente un eccesso necessivo.Insisto su un punto: la partita fondamentale si gioca a Bruxelles ed è li che dobbiamo combattere per un radicale cambiamento di rotta alla politica economica.La presidenza di turno dell'Italia sarà un passaggio fondamentale"

domenica 20 ottobre 2013

ANTONIO SALAS:la situazione in cui vivono i palestinesi (1 parte)



Per qualche domenica pubblicherò ,presi da questo bellissimo libro scritto dal giornalista investigativo spagnolo Antonio Salas (pseudonimo), la situazione in cui vivono i palestinesi.
I giornali italiani e il 90% di quelli internazionali difficilmente ti raccontano queste cose e ti fanno credere che Israele fa tutto ciò solo per difendersi dagli attacchi dei terroristi palestinesi.Non c'è molto da aggiungere a quello che racconta il dottor Mahmud Sehwail, dico solo che i torturatori non sono mai gli israeliani e gli americani.

da L'INFILTRATO-Antonio Salas (Newton Compton Editori)

A Ramallah mi aspettava il dottor Mahmud Sehwail ,direttore del Centro di cura e riabilitazione per le vittime della tortura (TRC),del quale avevo conosciuto la delegazione a Jenin.Ancora una volta,Allah voleva rendermi le cose facili.Il dottor Sehwail aveva studiato Medicina,poi si era specializzato in Psichiatria in Spagna,pertanto parlava alla perfezione la mia lingua.
Sehwail era un tipo serio,quasi scontante.Abituato alle visite dei giornalisti stranieri,non si lasciava impressionare dalle telecamere e non metteva mai in dubbio che la priorità era comunque rappresentata dai suoi pazienti.Andai a trovrlo nei nuovissimi uffici dell'edificio Almasa,dove il TRC si era trasferito meno di un mese prima dalla ede precedente dell'al-Esra;del resto il numero delle vittime che affluivano al centro era tale che alla fine i locali si erano fatti troppi piccoli.I pazienti attendevano il turno per la terapia tra casse ancora da disimballare,e li venni a conoscenza di casi terribili che il dottor Sehwail ebbe la cortesia di mostrarmi.Issan,per esempio,era un uomo invecchiato prima del tempo che dalla prima Intifada,quasi vent'anni fa,lottava ancora contro il trauma della tortura.Dovetti ricorrere all'intercessione di uno psichiatra del centro che si occupava del suo capo perchè Issan mi consentisse di registrare l'intervista,ovviamente con la garanzia che non ne avrei rivelato l'identità.Nonostante fossero già trascorsi tanti anni,Issan continuava a vergognarsi e a percepire tutto il trauma di quell'esperienza.
"La situazione in Palestina è davvero difficile",mi spiega il dottor Sehawail quando finalmente mi riceve nel suo studio.Sopratutto con l'occupazione israeliana.Durante l'attuale Intifada,vi sono state piu di 5000 persone uccise dalle truppe di Tel Aviv,oltre a 60.000 feriti,centinaia di migliaia di alberi sradicati,migliaia di case distrutte... quasi il 40% della popolazione maschile è stata arrestata almeno una volta,se non piu:il 22% dell'intera popolazione.I palestinesi vengono traumatizzati in massa.Tra il 68 e il 70% dei bambini palestinesi ha visto o subito episodi di violenza da parte degli israeliani.E il danno psicologico è ingente.Nel solo 2005 abbiamo effettuato quasi 8000 visite domiciliari a famiglie colpite dalla tortura".
"Dottore,in che cosa consiste il suo lavoro?"
"Ho compiuto 316 visite nelle carceri israeliane.Ogni volta mi dico che è l'ultima.Primo,perchè devo aspettare sempre delle ore per entrare.Talora sono quattro,sei o addirittura otto ore,e poi non mi danno l'autorizzazione.Dall'arrivo dell'Autorità palestinese,nel 1995-96,sono anche tato in varie carceri palestinesi.Nelle prigioni israeliane la tortura è ben organizzata e programmata,in quelle palestinesi gli aguzzini sono persone già arrestate e torturate dagli israeliani,dai quali hanno appreso la tecnica.In altre parole,il torturato si trasforma in torturatore.Come accaduto con i nazisti e gli ebrei".
"L'obiettivo delle percosse,della fame,del freddo o dela deprivazione sensoriale durante gli interrogatori è solo quello di ottenere informazioni per la lotta al terrorismo?"
"Credo che il fine delle torture non sia tanto di uccidere fisicamente la persona,quanto di annientarne lo spirito.Cambiarne il carattere.Trasmettere la paura alla famiglia e a tutta la comunità".
"E i bambini? A Jenin ho visto casi terribili di bambini mutilati a causa della guerra"."Per i bambini abbiamo un programma permanente.Il 68% dei bambini palestinesi ha subito o è stato testimone di atti di violenza.Hanno visto i loro amici morire,le proprie case abbattute,le scuole bombardate...Guarda,durante la prima Intifida,nel 1987-88,ho avuto in cura molte persone,e i bambini di allora sono cresciuti e diventati capi dell'attuale Intifida.E i bambini che assistono a questa seconda Intifida,immagino che condurranno la terza".
Quel risentimento e quel timore che trasformano i bambini palestinesi in un gruppo sociale traumatizzato saranno alla base di nuovi problemi nel conflitto arabo-israeliano del futuro.No solo per le conseguenze psicologiche profonde,ma per come esse possono influire sul loro ambiente familiare.
Uno dei casi piu significativi riferiti dal dottor Mahmud Sehwail arrivò sulle prime pagine della stampa internazionale e nelle statistiche degli attentati suicidi in Palestina:
"Tre o quattro anni fa mi avevano invitato a partecipare a un programma radiofonico,una trasmissione per persone con disturbi gravi.Un uomo chiama da fuori e riferisce che i figli hanno assistito alla morte della madre,uccisa dagli israeliani,e che da allora sono diventati violenti,aggressivi,sia a scuola sia per strada.L'uomo chiamava per un consiglio,un aiuto psicologico.Un mese piu tardi venimmo a sapere che quello stesso individuo si era fatto esplodere in Israele.Non riusciva piu a gestire il proprio trauma e l'unica via d'uscita era il suicidio".
Un paio di anni dopo,quando intervistai di nuovo il dottor Sehwail,poco dopo i bombardameni di Gaza del gennaio del 2009,la situazione dei traumi infantili si era aggravata a livelli smisurati.
A giudizio dello psichiatra palestinese,ogni attentato suicida cela, in realtà,un trauma e una storia familiare drammatica."Nel 1989 uno dei miei pazienti si era visto distruggere la casa.Il fratello era stato arrestato e mandato nelle carceri israeliane.L'uomo ricostruì la casa,ma gliela distrussero di nuovo:a quel punto reagì con un atto suicida.Ho conosciuto molte famiglie di suicidi e dietro una scelta del genere non c'è mai un motivo religioso.E' solo frutto della sensazione di impotenza.In fondo si tratta di gente traumatizzata che viene sfruttata da gruppi estremisti".
Non potei fare a meno di rammentare Musa,il giovane martire di Jihad islamica di Jenin,con una biografia quasi identica a quella del paziente di Sehwail.
"E quale può essere la soluzione,dottore? Dove porterà tutto questo?Ogni attacco degli israeliani produce altri martiri,che a loro volta danno luogo a nuove rappresaglie degli israeliani...".
"Da psichiatra non vedo soluzioni.Primo,l'occupazione deve finire,non può perdurare.Secondo,deve finire la politica del muro,che traccia una separazione fisica e ci fa sentire rinchiusi in carcere.Perchè tale è:un carcere.E' un'umiliazione.Senza diritti.Non abbiamo nemmeno i diritti basilari.La maggior parte dei lavoratori ha perduto il proprio impiego.Non possiamo andare a scuola,non abbiamo diritto a nulla...Se non si risolve prima questo,non ci sarà mai la pace.E credo che arrivare alla pace non sia solo una responsabilità locale,palestinese,ma internazionale.Da soli non possiamo fare niente.Ed è  anche vero che noi palestinesi siamo molto delusi dalla comunità internazionale,che fa tutto il contrario di quanto sarebbero necessario:ci punisce.Ma a tutto questo non c'è soluzione".
Eppure,malgrado una posizione tanto pessimista,il dottor Sehwail e l suo Centro di cura e riabilitazione per le vittime della tortura continuano a combattere le conseguenze della violenza per mezzo della compassione e del trattamento delle vittime,invece di permettere che l'odio e il desiderio di vendetta si radichino nei cuori.E come dice un vecchio proverbio arabao:" Con la forza della volontà,anche un topo può mangiarsi un gatto".

venerdì 18 ottobre 2013

ERICH PRIEBKE.L'articolo ipocrita di Alessio Mannino




Se il criminale ERICH PRIEBKE avesse ucciso un parente di Anglotedesco, sarei stato in mezzo a quella gente che ha preso a calci e a sputi la sua bara.
Questo articolo di Alessio Mannino e tanti altri dimostrano l'elevatissima percentuale di ipocrisia che c'è in questo paese.Inutile che giriamo tanto la minestra, quando non ci fanno niente a noi siamo tutti buoni ,comprensivi, invitiamo la gente a perdonare;in caso contrario pretendiamo che i poliziotti facciano il loro mestiere e che i giudici puniscano in modo esemplare chi ha commesso un reato nei nostri confronti e dei nostri parenti.Finiamola di rompere con certi discorsi.
Tutto parte dalla Costituzione italiana che è semplicemente vergognosa, bisogna sempre giustificare chi commette reati anche gravi infischiandosene di chi è danneggiato e non ha caso la Giustizia del Belpaese è una delle peggiori.Ma d'altronde in questo paese di plastica tutti hanno i propri delinquenti da difendere, la Chiesa compresa.

ERICH PRIEBKE E LO SPETTACOLO INDEGNO DI ALBANO

L’indegno assedio con cui ieri una folla inferocita ha accolto la bara del capitano delle SS Erich Priebke nella Confraternita Pio X ad Albano Laziale dimostra due cose. La prima è che l’odio ideologico può far travalicare il rispetto che si deve ai morti, a tutti i morti. È una conquista propria dell’humanitas il diritto alla sepoltura e alla cerimonia funebre, che assieme alla pietas per il vinto, foss’anche il nemico più irriducibile ed efferato, costituisce il sentimento fondante della civiltà in quanto tale, fin dall’antichità (vae victis è il motto della barbarie). La violenza e il disprezzo per un cadavere fa tornare indietro ad uno stadio bestiale, ferino. E questo sarebbe il modo per difendere i valori universali della libertà, della democrazia e dell’antifascismo, aggredire un corpo senza vita?
L’obiezione posso immaginarla: non può esserci pietà, neppure da morto, per chi non ha avuto pietà contro degli innocenti settant’anni fa e che per giunta, prima di morire, ha lasciato un’intervista-testamento in cui rivendicava la propria fedeltà al passato e negava lo sterminio nazista. Ma accanirsi su un mucchio di carne e ossa in putrefazione non solo è un atto abominevole in sé, ma regala una formidabile alea vittimistica a quelle stesse idee che i nostalgici della Resistenza vogliono distrutte per sempre. Ecco, vedete – diranno i rivali nostalgici del nazifascismo – i partigiani del terzo millennio se la prendono pure coi morti, siamo noi i perseguitati, quindi è giusto reagire e controbattere aggredendo e picchiando a nostra volta. E via con l’ennesima giostra macabra delle polemiche che puzzano di catacomba, fascisti contro antifascisti, fanatici contro fanatici, gli uni in preda alla paranoia uguale e contraria agli avversari.
E infatti il secondo fatto amaramente triste è la persistenza, in minoranze mediaticamente molto rumorose, dell’immaginario, delle ideologie, dei simboli e dei miti di un’epoca che non ha più nulla in comune con la nostra sul piano sociale, economico, culturale e di conseguenza politico. 
In altre parole, dopo quasi tre generazioni i sistemi simbolici che riescono a fomentare sentimenti estremi e assicurare identità forti sono ancora il nazifascismo da un lato e il comunismo, con le sue varie filiazioni più o meno autentiche, dall’altro. A parte l’universo ideologico della liberaldemocrazia, intollerante in egual misura ma incapace di accendere entusiasmi e avversioni non essendo una fede attiva ma un’abitudine passiva, non sono più riuscite a formarsi narrazioni di pensiero originale e attuale, dotate di tutti gli ingredienti necessari a conquistare l’anima del popolo assoldando adepti devoti alla Causa.
Così, in assenza di nuovi “ismi” elaborati dalla realtà viva di oggi o del vicino ieri, la fisiologica percentuale di società in rivolta contro la società non può fare altro che cercare all’indietro trovando la mitologia, la liturgia e la simbologia alternativa nel mondo di un lontano ieri. Scambiando l’ammirazione e la nostalgia per un passato finito, superato e disumano – il Marx profeta positivista ha seminato una scia di errori e orrori, il razzismo biologico ha mostrato il suo volto genocida – per un malinteso senso rivoluzionario. Quando al contrario le rivoluzioni, se hanno un senso e si realizzano, riescono con la forza di formule inedite. Non continuando pateticamente a inscenare guerre vecchie una o due vita fa.
Incivili, paranoici e pure cretini, tutti questi necrofili rossi o neri. 
Alessio Mannino
www.ilribelle.com

giovedì 17 ottobre 2013

Ennesima prova che Milena Gabanelli sta dalla parte della delinquenza finanziaria




Sono totalmente d'accordo con l'articolo scritto da Claudio Martini che COMEDONCHISCIOTTE (miglior blog di informazione libera) ha pubblicato.
Martini ha fatto bene ricordare la puntata sull'austerity che Riccardo Jacona ha dedicato un  mesetto fa spiegando con precisione e grande onestà i risultati ottenuti con i tagli alla spesa pubblica.
Domenica sera Milena Gabanelli ha risposto con una puntata vergognosa intervistando tutti coloro che sostengono che i sacrifici e le misure che ci impone la delinquenza finanziaria ,siano sacrosanti e chissenefrega se in un solo anno sono stati persi piu o meno un milione di posti di lavoro.Vorrei dare un consiglio alla giornalista  bolognese, la smetta di mandare in onda servizi sugli operai che perdono il posto di lavoro e che vanno fare la fila alla Caritas, lei con certe puntate le insulta, li ferisce con valanghe di ipocrisia.
Che la Gabanelli stia dalla parte delle banche, lo si era capito quando sostenne che il contante andrebbe abolito ,esattamente come la pensano i vari Letta,Monti ecc ecc.
Il post ricorda anche che la stragrande maggioranza del Movimento 5 Stelle voleva la Gabanelli come Presidente della Repubblica. Cominciamo col dire che il progetto di Grillo e Casaleggio di unire estrema sinistra con estrema destra è stato fallimentare e lo si sapeva fin dall'inizio perchè in questo paese è impossibile farli ragionare. Volevano lei come presidente per un motivo semplice:tranne qualcuno (Carlo Sibilia in primis) di economia non sanno un fico secco e continuano a pensare,come il 90% del popolo italiano, che siamo nella merda per colpa della casta da 6,5 miliardi di euro. Tu quando senti Vito Crimi dire:"Se siamo in questa situazione è colpa di chi sta dall'altra parte del parlamento", io posso rispondergli che sul piano della Giustizia sono d'accordo, sul disastro economico no. La crisi è scoppiata con il crollo della Lehman Brothers che non c'entra nulla con Berlusconi, Bersani o Casini e che hanno provocato un calo del Pil dall'8%. Ma siccome la Gabanelli dedica quasi il 100% del suo programma agli sprechi (con quelli al massimo ti compri il gelato), è normale che i grillini la vedono come la donna che può salvare il paese.
Parlando del Portogallo.Due anni fa i mercati finanziari erano entusiasti dai tagli che fece il governo portoghese ed erano incazzati per le mancate privatizzazioni di quello italiano.Adesso,come in Portogallo, si vuole privatizzare la Croce Rossa e davanti a Montecitorio c'è gente che protesta.E la Gabanelli gode.

QUESTO NON E' SERVIZIO PUBBLICO-Claudio Martini  il-main-stream.blogspot.it

Chi ha ancora il coraggio di guardare la tv, e ha il fegato di frequentare Rai 3, ricorderà che circa un mese fa Riccardo Iacona, ideatore della trasmissione Presa Diretta, mise in onda una puntata di vera informazione sulla crisi dei cittadini europei, che illuminava il grande pubblico sulle autentiche responsabilità della crisi, intervistava economisti di valore come Emiliano Brancaccio e Bruno Amoroso, nonché personalità come Hans Olaf Henkel, e raccontava in maniera magistrale le lotte dei portoghesi contro la Troika.
Chi scrive ammette di essere trasecolato, davanti a un simile spettacolo. E chi si aspettava di veder affiorare certi concetti su una grande rete nazionale? Chi poteva immaginare una Rai che fa informazione?
Per fortuna Milena Gabanelli ha rimesso le cose in ordine, con la puntata di Report di lunedì 14 ottobre (preso disponibile in rete: consigliata la visione). La giornalista è riuscita agevolemente ad annientare quanto di buono costruito dal suo collega un mese prima. Niente voci "critiche". Piuttosto, le opinioni rassicuranti di economisti come Boeri e Perotti. Dopo averci a lungo intrattenuto sulle inefficienze e le assurdità della Pubblica Amministrazione  e del fisco italiani (che nessuno nega, ovviamente), Report ci conduce in un'inchiesta sui motivi che spingono gli imprenditori a delocalizzare all'estero. Servizio sulla Polonia, con la voce narrante (è bene sottolinearlo) che cerca di porre in una luce favorevole i fatti narrati. Ci viene spiegato che in Polonia fare impresa è possibile, perché l'imposizione fiscale sulle imprese sono  quasi inesistenti, esiste la possibilità di licenziare incondizionatamente e con breve preavviso, non esiste il Trattamento di Fine Rapporto, non esiste la tredicesima, e in generale si lavora più a lungo per meno. Stacco poi su come in Polonia i bambini vengano addestrati sin da piccoli ad acquisire la cultura imprenditoriale. Intervista alla locale Coordinatrice del Programma di Apprendimento dell'Imprenditorialità, che ci spiega che fin dalla tenera età i piccoli giocano al "Piccolo Bancomat", e che alle elementari si addestrano al gioco del "Piccolo Ministro delle Finanze", dove ai bambini è dato di decidere quali spese tagliare*.
Proseguendo, la Gabanelli individua nella carenza di produttività il vero guaio italiano, e addita chi parla di uscita dall'euro a ciarlatani che cercano di distrarre dai problemi reali. L'economista Lucrezia Reichlin ci spiega che l'idea di far acquistare i titoli del tesoro dalla propria Banca Centrale è "molto pericolosa", in quanto "toglie incentivi al risanamento dei conti". E perdere la disciplina di bilancio è ancora più pericoloso, perché "creerebbe inflazione", la quale è "una tassa occulta che distrugge i risparmi". Molto meglio, sempre per la Reichlin, che anche l'Italia accetti un piano di "aiuti" dalla BCE, con relativo commissariamento. La voce narrante conferma, e passa a intervistare un giornalista di Repubblica, il quale ci comunica che con l'uscita dall'euro i risparmi degli italiani sarebbero decurtati di un terzo. La voce narrante paragona l'uscita dall'euro a "una patrimoniale sui cittadini italiani di centinaia di miliardi"; "di gran lunga la soluzione più costosa".
Sistemati gli "uscisti", si passa alle soluzioni che si potrebbero adottare per far fronte all'innegabile crisi. La risposta non può che essere una: fare come la Germania. Vengono illustrati in maniera abbastanza chiara gli effetti delle riforme tedesche dei primi anni 2000: aumento della disoccupazione, delle disuguaglianze, perdita di redditi e diritti per i lavoratori. Ma tali scelte vengono ancora poste in una luce favorevole, sottolineando come abbiano avuto luogo in un momento di crescita dell'economia mondiale, quindi nel "tempo giusto". "A quei tempi la Germania è dimagrita, mentre noi siamo ingrassati, e adesso ci supera" dice la voce narrante, soddisfatta. 
Infine, un accenno al Fiscal Compact. Iacona, giustamente, lo indicava come una sciagura. Invece, per gli "esperti" citati dalla Gabanelli, dire che il Fiscal Compact, se rispettato strangolerà l'economia italiana è, senza mezzi termini, "una cavolata"; "con un po' di inflazione e crescita economia il debito si aggiusta da solo". Come a dire, manco ce ne accorgeremo.
I nostri lettori non hanno bisogno che smonti una a una queste bufale. Né che spieghi perché è truffaldino chiamare "Unione" un'organizzazione che ha il solo fine di portare alle estreme conseguenze la concorrenza tra nazioni, cioè tra lavoratori. Sono abbastanza avvezzi al ragiomento economico e a quello politico per farlo da soli. Resta, grande, l'amarezza. Non quella che nasce dalla considerazione (qualunquista) che Gabanelli fa disinformazione a spese nostre; piuttosto, dall'idea che chi detiene un potere così formidabile come quello di dirigere importanti trasmissioni nazionali inocula, ad arte, veleno nelle menti dei cittadini. Se lo facesse da reti private non cambierebbe nulla. Esiste un'etica della responsabilità, anche per i protagonisti dei Mass Media. E Gabanelli, mi si passi il francesismo, se ne fotte.

LA SITUAZIONE DEL PORTOGALLO:


PRESA DIRETTA.La situazione del Portogallo... di anglotedesco

mercoledì 16 ottobre 2013

Perchè i siriani preferiscono i barconi all'aereo?




Cerco sempre di scoprire le fregature, non me ne frega nulla se sono di sinistra o di destra.In questo paese trovare qualcuno non malato di partigianeria è come trovare un ago in un pagliaiaio.Se sei favorevole all'immigrazione senza limiti, sei di sinistra ,in caso contrario sei un fascista, chissenefrega se in altri paesi come l'Australia dove comanda il centrosinistra, chi non è in regola non entra.
La storia dei migranti siriani non è cosi scontata come ci vogliono far credere, ci sono molti dubbi e viene confermato dall'articolo che pubblico sotto preso da Liberation.I siriani che arrivano in Italia non sono della fascia piu bassa ma il ceto medio.Questi non sono analfabeti, sanno com'è la situazione in Italia e possono permettersi un biglietto aereo per paesi che offrono piu opportunità e mi chiedo:perchè preferiscono i barconi?
I giornali ,sopratutto di sinistra sono molto furbi, insistono che la stragrande maggioranza vogliono andare nel nord Europa e intervistano solo quelli che fa comodo a loro.
Quello che pensa Anglotedesco è che gli spot della coppia Kyenge-Boldrini ,arrivano anche la ,e siccome questo è un paese dove non devi rispettare le sue regole  ma imporre le tue e in caso contrario tirar fuori i diritti umani, pensano che sia meglio fermarsi qui e vivere anche con i soldi dei 70-80 enni che con le loro braccia hanno ricostruito l'Italia.

da LIBERATION -articolo di Eric Jozsef pubblicato da l'INTERNAZIONALE

Roma,Amburgo e poi Copenaghen.Pochi minuti prima della partenza dalla stazione dei treni di Catania,la piu popolosa città che incontrerà nel suo lungo e improbabile viaggio verso l'Europa del nord.Nel caldo autunnale,un poliziotto italiano osserva con evidente compassione una sposa siriana che sale precipitosamente sul vagone,vestita di nero, con cinque bambini.Il piu piccolo ha solo un mese.Mhammad, 46 anni, indossa un soprabito beige.Fa parte delle migliaia di profughi sbarcati sulle coste della Sicilia in fuga dal caos siriano.Prima di partire faceva il tassista a Damasco "Ho deciso di correre il rischio di partire perchè non ne potevo piu.Le nostre case sono state bombardate e le milizie ricorrono sempre piu spesso alla violenza contro i civili.Siamo convinti che il regime non cederà mai e che la situazione può solo peggiorare".
Dall'inizio dell'anno,la guardia costiera italiana ha segnalato piu di 74 sbarchi nei dintorni di Siracusa e di Catania,e ha soccorso quasi 9000 persone.Ottomila in piu rispetto al 2012.Il 2 ottobre i marinai italiani hanno soccorso circa 700 persone,tra cui molti bambini,che viaggiavano su tre diverse imbarcazioni.

UN TAXI VERSO IL NORD

Nel suo ufficio nella capitaneria di porto di Siracusa,il comandante Luca Sancilio parla di un "fenomeno totalmente inedito.Da giugno di quest'anno", mi spiega "sono sbarcati quasi solo siriani.In passato abbiamo avuto a che fare sopratutto con somali ed eritrei,a volte pachistani e afghani.Ma non avevamo mai assistito ,in questa zona della Sicilia,ad arrivi così massicci".
Mentre i migranti provenienti dall'Africa subsahariana o dal Maghreb di solito attraversano il Mediterraneo partendo dai porti della Tunisia o della Libia per raggiungere la piccola isola di Lampedusa,a sud della Sicilia,i siriani che si imbarcano in Egitto seguono generalmente una rotta che passa piu a nord ed è molto piu lunga.Corrono rischi ancora maggiori,per una traversara che può durare da una settimana a dieci giorni.Il 10 agosto,i cadaveri di sei uomini che non erano riusciti a raggiungere la riva a nuoto sono stati recuperati su una spiaggia dell'isola.Il 18 settembre Izdihar Mahm Abdulla,una ragazza diabetica di 22 anni,è morta sul ponte di un'altra imbarcazione.Suo padre,di settant'anni,non ha potuto fare niente per salvarla.
"Abbiamo portato a riva molti cadaveri",dice con tono affranto il comandante Sancilio, che spiega come spesso spesso intere famiglie tentino di raggiungere l'Europa."Sono pronti a tutto per fuggire.Sulle imbarcazioni stracolme ci sono intere generazioni.Tantissimi bambini,alcuni piccolissimi,donne,anziani e perfino malati.Non avrei mai immaginato di vedere tra i migranti un disabile che riusciva a muovere solo palpebre.Ci sono voluti sei uomini per portarlo a terra".
Davanti a una decina di barche fermate e fatte ormeggiare nel porto di Siracusa in attesa di essere distrutte,il vicecomandante Ernesto Castaldi aggiunge:"Assistiamo a dei veri e propri esodi.questo non ha niente a che vedere con i migranti di Lampedusa,per la maggior parte giovani uomini che tentano da soli il viaggio in cerca di una situazione economica migliore".Un'osservazione confermata dai responsabili dell'organizzazione umanitaria Emergency,che fornisce cure mediche ai migranti appena sbarcati a Siracusa.E' la classe media siriana che va a incagliarsi sulle coste italiane."Tra i migranti ci sono medici,farmacisti e professori.Molti sono laureati", sottolinea Anna Babani ,mediatrice culturale dell'organizzazione.Di solito,prima d'imbarcarsi su un gommone che liporta al largo delle coste egiziane,prendono un aereo da Damasco al Cairo. Poi salgono su pescherecci a 160 km dalle coste siciliane.Da li le imbarcazioni di fortuna sono abbandonate al loro destino.I rifugiati siriani pagano fino a tremila euro per ogni adulto e circa 1.100 euro per ogni bambino che compie la traversata.
"Alcuni all'inizio sostenevano l'Esercito siriano libero,ma quando il fronte rivoluzionario si è radicalizzato,hanno preferito lasciare il paese",spiega Giuseppe Belluardo,dell'Arci di Catania. "All'inizio si sono rifugiati in Egitto,poi sono dovuti partire dopo la caduta del presidente Morsi.Da quando i militari egiziani hanno ripreso il potere,a luglio, i profughi siriani hanno cominciato a essere perseguitati".
A quel punto, queste famiglie relativamente agiate si sono imbarcate con pochi bagagli,nella speranza di essere soccorse dalla guardia costiera italiana o di sbarcare sulle spiagge frequentemente dai bagnanti siciliani"."Cercano di restare il meno possibile in Sicilia",spiega don Carlo,un prete che accoglie i migranti.

UNA NUOVA VITA

Poche ore dopo essere state soccorse,molte famiglie siriane sono ripartite a bordo di taxi verso l'Italia del nord."Vogliono ricominciare subito una nuova vita,senza restare impigliati nella burocrazia italiana",sostiene Belluardo.Spiega anche i migranti cercano di non lasciare impronte digitali e di non fornire la loro identità per evitare di dover aspettare anni prima che gli sia riconosciuto il diritto d'asilo.Il padre di Izhidar Mahm Abdulla,la ragazza diabetica morta a bordo di un'imbarcazione,ha lasciato la Sicilia senza ssistere ai funerali della figlia. "Tornerà dopo e andrà a trovarla al cimitero ,quando avrà ottenuto il diritto d'asilo nell'Europa del nord",commenta don Carlo.
Per il momento i profughi siriani si trovano in un limbo."Formalmente",spiega la volontaria Nawal,non sono nè rifugiati nè clandestini".Sono semplicemente dei nomadi che continuano a fuggire dall'inferno siriano.
Il presidente del consiglio italiano, Enrico Letta, ha chiesto all'Unione europea di intervenire per evitare che l'Italia sia costretta a farsi carico da sola di questi migranti.Anche considerando che molto probabilmente gli sbarchi non si fermeranno con l'inverno."Conoscendo le condizioni di partenza", dice il comandante Luca Sancilio,"ci si può aspettare che tentino la traversata con qualsiasi condizione meterologica".

lunedì 14 ottobre 2013

Chi paga le agenzie di rating?




Avete mai sentito un tg, una trasmissione politica, un giornale dire che i paesi non devono dipendere dalle banche o dalle agenzie di rating? No.Le agenzie di rating bacchettano, i mercati non hanno fiducia in noi, la classe politica fa schifo ,bla bla bla.Questi qui hanno già dimenticato il 15 settembre 2008 con il crollo della Lehman Brothers che ha provocato la piu devastante crisi della storia,non fanno mai nomi e cognomi,non ricordano che da allora il pil italiano è crollato dell'8% (altro che corruzione ed evasione fiscale).
La manifestazione di sabato scorsa a Roma in difesa della Costituzione promossa dalla coppia Landini-Rodotà è stata una gran buffonata.Continuano a parlare di diritti ma si dimenticano che comandano i mercati, le agenzie di rating ,l'oligarchia finanziaria e per accontentarli devi tagliare i ceti medio-bassi, gli operai, e queste proteste non servono a nulla se non esci dall'Unione europea e scegli tu le politiche economiche da adottare.Per Landini e Rodotà non c'è nessun problema,per loro un pezzo di pane ci sarà sempre.

da GOVERNO GLOBALE-Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta (Arianna editrice)

Secondo numerosi ricercatori internazionali,in Italia,su tutti,Chiesa e Blondet-per "commissionare" la politica e introdurre i tecnogoverni,era necessario indurre uno shock,come sostenuto dalla dottrina economica di Milton Friedman:le conseguenze strutturali della crisi del 2007 si sono abbattute come uragani,trascinando anche i Paesi dell'UE nella bancarotta.Se l'Islanda ha mostrato un coraggio fuori dal comune,nel dichiarare il default,altre nazioni come la Grecia e la Spagna si sono dovute arrendere alle regole imposte dall'Unione accettando passivamente le proposte di Draghi,che invitava a una parziale cessione della "sovranità nazionale" in cambio del salvataggio.
Anche l'Italia ha subito uno shock,che ha portato a un cambio di governo e all'entrata in scena della squadra di tecnocrati capeggiati daMario Monti.In questo caso,da Tarpley a Blondet si sono levate grida di allarme contro le lobby statunitensi ree,secondo loro, di avere deliberatamente aggredito il mercato italiano e l'eurozona in generale.L'epitaffio sarebbe stato celebrato dalle agenzie di rating che,grazie anche alla cassa di risonanza mediatica-hanno effettivamente creato un clima di terrore a livello finanziario.
L'economista Salvatore Tamburro ha chiarito il conflitto di interessi che sussiste fra le tre maggiori agenzie di rating,denominate le "tre sorelle",ovvero Moody's Standart & Poor's Fitch-e le principali banche del Pianeta,dimostrando,dati alla mano, che:
"Le tre sorelle (...) non sono solamente l'espressione dell'intreccio dominante delle multinazionali,ma,in particolar modo,sono una struttura organizzata delle principali banche del Pianeta,che controllano il sistema finanziario e debitorio delle nazioni e tutti i settori dell'economa sia privata che pubblica.Tuttavia,la cosa che si vuole con precisione sottolineare,è l'influenza determinante esercitata sulle tre sorelle da quella finanza altamente speculativa,che è responsabile della gigantesca bolla in derivti finanziari che ha precipitato il  mondo intero in un processo di crisi sistemica".
Per spiegare il conflitto di interessi,quindi, Tamburro pone il quesito:"Chi paga le agenzie di rating? ,e risponde:
"Il loro capitale finanziario è in mano a fondi di investimento o emanazioni di banche d'affari,ma a remunerarle sono gli stessi soggetti (aziende,banche,fondi, Stati) ,che aspirano a immettere obbligazioni sul mercato finanziario.Un pò come se uno studente universitario pagasse il suo professore prima di sostenere l'esame".
Per questo,Tamburro definisce le agenzie di rating "le prostitute del sistema bancario".Perchè addirittura la Cina si è esposta,per esprimere i propri dubbi sulla credibilità di Standard & Poor's in merito al declassamento dell'Italia,della Francia e di altri sette Paesi dell'Europa?
Ad accogliere in Italia i dubbi sollevati dalla Cina è stato il PM di Trani,Michele Ruggiero, "che aveva già aperto un'inchiesta sulle agenzie di rating nel passato, l'ha ampliata anche alla possibile speculazione avvenuta tra giugno/luglio 2011:diffuso nel maggio 2010,su denuncia di Adusbef e Federconsumatori,e dal maggio 2011 ha aperto un'indagine anche su Standard & Poor's Ruggiero,che intende coordinarsi anche con le Procure di Milano e Roma,alle quali Adusbef e Federconsumatori avevano fatto recapitare analoghi esposti e denunce ,sta cercando di fare luce sull'intera vicenda e capire se dietro le manovre speculative su Piazza Affari esista un disegno preciso di hedge fund e di altri soggetti non identificati,che possa collegarsi in qualche modo ai giudizi negativi espressi sui conti pubblici italiani dalle agenzie di rating".

Londra dichiara guerra all'immigrazione clandestina




La differenza tra i britannici e gli italiani è che i secondi sono dei provinciali ipocriti e omrtosi che si vergognano di usare il proprio cervello per paura di essere scambiati o per fascisti o per comunisti, un popolo di narcotizzati (dico sempre il 90% perchè una piccola fetta normale c'è) incapace di fare passi in avanti.
La gente di centrosinistra la conosco bene vivendo in una delle regioni piu rosse d'Italia, hanno paura di questa immigrazione massiccia, hanno paura delle malattie ,del proprio figlio operaio che perde il posto di lavoro perchè uno straniero che viene da un paese povero ,certi stipendi non li ha mai visti e spedendo a casa cifre del genere permette alla famiglia di campare.Purtroppo però il "comunista" nasconde quello che pensa veramente e il modello inglese dove  c'è il reato di immigrazione e successivo rimpatrio, piace e la stragrande maggioranza di loro lo vorrebbe qui in Italia.
La classe operaia britannica,come tutta quella europea, se la passa malissimo.Trovo sacrosanta questa voglia di Cameron di mettere un freno all'immigrazione anche se il premier inglese, e di questo si deve vergognare, non critica mai le spese militari assurde.Se fossero dimezzate o cancellate del tutto,molti immigrati se ne resterebbero a casa propria.

da LIBERO del 12/10/2013-articolo di Alessandro Carlini

Mentre In italia si dibatte di immigrazione nel Regno Unito il governo passa ai fatti e propone una normativa che appare come una vera e propria stretta al fenomeno che il premier David Cameron,nonostante le promesse,non è ancora riuscito a controllare e ridurre.L'immigration Bill vuole intervenire proprio nelle lacune lasciate dal già severo ordimento britannico in materia.E si prevedono, misure per estradizioni "facili",controlli a tappeto fra proprietari di casa e accesso ristretto a conti bancari e servizi sanitari.nsomma,si vuole fare una sorta di terra bruciata per evitare che gli immigrati clandestini siano attratti dal Bengodi offerto dal Regno Unito che,nonostante i tagli e l'austerità,continua ancora ad offrire molti sussidi pubblici.E la stretta parte quindi dal sistema sanitario:il governo vuole evitare tutti i costi il cosidetto-turismo della salute",che spinge molti, da tutte le parti del mondo,a superare la Manica, spesso nascosti dentro i camion e farsi curare negli ospedali di Londra.Tutto questo deve finire,anche perchè,come già detto in passato,in questo modo vengono preservati i servizi per i residenti che pagano regolarmente le tasse.
Poi sono sopratutto i controlli a tappeto che verranno fatti,anche da una nuova unità delle forze dell'ordine preposta proprio al contenimento dell'immigrazione illegale.I proprietari di casa che affittano un alloggio a qualche immigrato dovranno segnalare alle autorità tutti i casi di irregolari.Irregolari che avranno grossi problemi a fare tutto,come per esempio a prendere la patente.
"Continueremo ad accogliere gli immigrati piu promettenti che vogliono contribuire alla nostra economia e società ma la legge deve essere dalla parte della gente che la rispetta,non di chi la viola",ha detto il ministro dell'interno britannico,Theresa May.E poi c'è la materia,molto cara alla May e a Cameron,delle estradizioni.Londra non vuole piu metterci dieci anni per espellere gente come Abu Qatada,l'integralista vicino ad Al Qaeda che è stato consegnato alle autorità della sua Giordania solo dopo una lunga diatriba legale che ha coinvolto anche l'Europa.La soluzione della May è molto semplice:prima li buttiamo fuori poi diamo loro modo di fare appello.Lo ha detto di recente anche il premier Cameron e ha aggiunto:"La Gran Bretagna potrebbe alla fine uscire dalla Convenzione europea dei diritti umani".
Il premier ha detto senza mezzi termini che farà "tutto il possibile" per difendere il Regno Unito se questo implicasse l'espulsione di persone che costituiscono una minaccia per il Paese.Il primo ministro ha anche sottolineato che norme efficaci per evitare casi del genere potrebbero arrivare solo con una vittoria netta dei conservatori alle elezioni del 2015 e con un governo composto solo da tory e non, come accade ora,in coalizione libidem.L'Immigration Bill ha sollevato però una  serie di polemiche."Le restrizioni al servizio sanitario sono inutili-ha detto Don Flynn, dell'associazione Migrants Rights Network-sono pochi gli immigrati che hanno malattie pre-esistenti.Critiche anche dal Labour all'opposizione secondo cui non vengono previste misure per migliorare il controllo alle frontiere.