Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

sabato 31 agosto 2013

Business piu che passione per James Pallotta che cede i suoi gioielli



No comment...sono in vacanza

da MILANO FINANZA-Andrea Di Biase

Altro che Zio Sam.James Pallotta ha già applicato la ricetta molto americana del business is business per la gestione della Roma.Visto che il club è fuori dalle competizioni europee,che portano soldi e riempiono l'Olimpico ,e che non si è riusciti a liberare della zavorra economica De Rossi(Capitan è però il perno del centrocampo),i soci a stelle e strisce (e Unicredit,ovviamente) hanno iniziato a fare cassa: Mrquinhos (35 milioni) ,Osvaldo (15) e Lamela (30).Cessioni che garantiranno a fine mercato un attivo di 35-40 milioni.I capitali serviranno per far fronte alla perdita pesante del bilancio 2011-2012 che ha eroso il patrimonio netto e al rosso di fine marzo (36,4 milioni nei nove mesi dell'esercizio fiscale).E va detto che al momento dal socio made in Usa sono planati solo 50 milioni sul club mentre altri 160 milioni sono previsti in arrivo.Non si tratterebbe di soldi freschi ma di una partita di giro contabile con la quale sono stati riclassificati prestiti già concessi da Pallotta.

LA SFIDA DELLA JUVE,UN TOP TEN CON I CONTI A POSTO

Di cognome fa Agnelli ma alla Juventus si comporta come un manager che deve rispondere al suo azionista.E in effetti il 37enne Andrea Agnelli,figlio di Umberto e cugino di John Elkann ,non è direttamente il proprietario del club,che è quotato in borsa e controllato al 60% dalla Exor,la holding presieduta da Yaki.Vincere facendo quadrare i conti,dunque,  per Andrea non è solo frutto di una visione innovativa ma è anche una necessità,visto che, a differenza di altri presidenti padroni,non può mettere direttamente mano al portafoglio per ripianare le perdite del club.Dopo il disastroso bilancio chiuso con un rosso civilistico di 95 milioni che ha costretto la società a chiamare un aumento di capitale da 120 milioni,sottoscritto per 77,6  milione Exor,la Juve ha intrapreso la strada virtuosa verso l'autonomia finanziaria.Vittorie e stadio di proprietà aiutano a contenere i ricavi,ma occorre sfoltire la rosa,che pesa sui conti in termini di stipendi.

LA PARSIMONIA DI LOTITO HA FATTO BENE ALLA LAZIO

L'ultima volta che Claudio Lotito ha messo mano al portafoglio per iniettare capitali nella Lazio,quotata a Piazza Affari e controllata con il 66,6% attraverso il veicolo Lazio Events srl ,è stato nel luglio del 2004,quando l'imprenditore romano,le cui aziende operano nel campo dei servizi di vigilanza,pulizie e manutenzione,spese circa 18,26 milioni per sottoscrivere una quota del 26,9% nell'ambito dell'aumento di capitale.Da allora Lotito,che pur ha investito altre risorse per rilevare nel novembre 2006 il 14% della Lazio in mano a Roberto Mezzaroma (per il presunto patto occulto,i due sono stati condannati in secondo grado per aggiotaggio) e altri 3 milioni per salire all'attuale 86,6% con l'opa lanciata nel 2007,è riuscito a gestire il club biancoceleste inmodo equilibrato e pertanto non è mai stato costretto a ripianare eventuali perdite civilistiche.Nell'arco delle ultime cinque stagioni la Lazio ha anzi accumulato un utile civilistico di circa 9 milioni,che non le ha impedito di togliersi piu di una soddisfazione sul campo.

venerdì 30 agosto 2013

La trappola del debito per le privatizzazioni obbligatorie (2 parte)



No comment...sono in vacanza

da CATASTROIKA- Marco Bersani (Alegre)

La Fed organizzò un piano di salvataggio insieme a un consorzio di banche commerciali e di investimento,nonchè ai maggiori creditori del fondo, che portò all'iniezione di 3,5 miliardi di dollari in cambio del rilevamento del 90% delle sue azioni.Fu di fatto un salvataggio pubblico.
Alla fine il fondo riportò perdite intorno ai 4,6 miliardi di dollari e molte banche dovettero riportare a bilancio perdite consistenti:solo per citare le piu colpite,Merril Lynch perse 1,4 miliardi di dollari e Ubs 770 milioni.
Il fatto che a incorrere in questo fallimento fossero state proprio le migliori menti della finanza mondiale avrebbe dovuto far scattare diversi campanelli d'allarme.Il fondo Ltem raccoglieva infatti personaggi importanti dell'industria dei servizi finanziari di Wall Street,banchieri con esperienza nel sistema di controllo finanziario e i migliori cervelli della matematica:insieme avevano messo a punto uno dei piu formidabili sistemi di scommesse che si potesse concepire,capace di macinare profitti nell'ordine di miliardi di dollari.
Il fondo disponeva di capitali oltre la soglia dei 100 miliardi di dollari,e secondo alcune valutazioni finoa 400.Quei capitali provenivano dalle principali banche e da investitori mondiali,da gente che,a sua volta, avrebbe dovuto "saperla molto lunga".Puntando i capitali rastrellati come garanzia, l'hedge fund poteva impegnarsi in operazioni in derivati per un volume superiore ai mille miliardi di dollari.
Secondo il New York Times,gli ispettori che hanno esaminato i conti di Ltcm hanno accertato che i depositi degli investitori,un capitale di 4,75 miliardi di dolari,erano stati impiegati "come collaterale per l'acquisto di titoli per 125 miliardi di dollari, per poi usare quei titoli come collaterale a 1.250 miliardi di dollari".
Il Long-term Capital Management chiuse i battenti quasi di soppiatto nel 2000,ma invece di divenire monito universale sui rischi della "finanza-casinò" ne divenne l'antesignano.
Perchè consentì al sistema bancario di acquisire il principio "too big to fail" (troppo grandi per fallire).Il salvataggio di fatto pubblico messo in campo dalla Fed per le banche costituì infatti il segnale che si poteva osare ancora di piu,prendete in carico rischi ancora maggiori,perchè in caso di difficoltà lo Stato sarebbe intervenuto.
Occorreva tuttavia divenire sufficientemente grandi per poter "obbligare" gli Stati ad intervenire in proprio soccorso:a questo scopo,occorreva superare definitivamnte la distinzione tra banca commerciale e banca d'investimento.
Una banca commerciale è una banca nella quale apriamo un conto, mettiamo in deposito i nostri soldi e sulla base di questi la banca può fare dei prestiti ad altre persone.Questa è quella che la maggior parte delle persone considera banca.
Una banca d'investimento è una banca completamente diversa.E' quella banca che fa prestiti alle aziende che sono sul mercato dei capitali e hanno quindi azioni quotate in Borse.
Fino al 1998,negli Usa queste due tipologie di banche erano nettamente separate fra loro, in seguito all'approvazione,oltre sessant'anni prima ,del Glass-Steagall Act,che nel 1933,in piena Grande Depressione,cercava di riordinare il settore bancario e finanziario,dopo il drammatico crollo della Borsa di Wall Street,avvenuto quattro anni prima.
Nel 1998,due banche, la Citygroup e la Traveler Insurance Company,la prima commerciale e la seconda d'investimento,annunciarono la loro fusione,con il preciso scopo di forzare l'abrogazione di questa legge e,nel breve volgere di una settimana,altre due fusioni diedero vita all'attuale JP Morgano e alla Bank of America.
Non piu tardi di qualche mese dopo, il Congresso degli Stati Uniti-presidenza Bill Clinton- abrogò la legge Glass-Steagal,dando via ai processi di concentrazione e di fusione fra banche che oggi tutti conosciamo.Con questo passaggio la bomba atomica finanziaria era giunta a costruzione e la reazione nucleare abbondantemente innescata.

giovedì 29 agosto 2013

La trappola del debito per le privatizzazioni obbligatorie (1 parte)



No comment...sono in vacanza

da CATASTROIKA- Marco Bersani (Alegre)

TROPPO GRANDI PER FALLIRE

Immaginate di avere un dollaro.Con quel dollaro andate in una banca e ve ne fate prestare dieci,poi con quei dieci dollari andate da un'altra banca e ve ne fate prestare cento, perchè alla banca risulta che ne possedete già dieci,mentre in realtà voi ne possedete solo uno.
Se riuscite a replicare decine di volte un'operazione del genere,avete esattamente capito il funzionamento del fondo d'investimento "Long-term Capital Management (Lacm).
Il fondo Ltcm,società fondata all'inizio del1994 con sede nel Connecticut,era un megafono d'investimento speculativo diretto da premi Nobel,professori, ex governatori della Fed (banca centrale degli Stati Uniti d'America),tecnici d'alto profilo.
Tecnicamente,il fondo Ltcm era un "hedge fund",ovvero un fondo che opera "a leva" attraverso lo strumento dei derivati.Questi strumenti sono nati come una sorta di assicurazione contro le eccessive oscillazioni del mercato (ad esempio:se una società stipulata oggi un contratto con una società statunitense per un acquisito che avverrà fra sei mesi,si assicura attraverso un derivato calcolato rispetto alle oscillazioni del dollaro nel frattempo eventualmente intervenute).Ma se quel derivato viene poi venduto,ricontrattato e poi rivenduto infinite volte, perde ogni legame con il derivato inizialmente sottoscritto e diventa una mera scommessa sulla fluttazione del dollaro (oggi il 99% dei derivati non ha alcun legame con l'economia reale).
Il Long-term Capital Management da questo punto di vista fu un fondo pioniere nell'utilizzo dei derivati a scopo speculativo.Il fondo utilizzava il "convergence trading",una strategia che generalmente si serve di titoli obbligazionari e strumenti derivati per fini di copertura.
Un fondo che parte dal presupposto che vi siano inefficienze sul mercato,destinate a scomparire nel lungo periodo.Il gestore punta su tali anomalie,sperando in un processo di convergenza dei valori.La differenza tra i valori è di modesta entità e offre un guadagno limitato.Ecco perchè i gestori che utilizzano tale strategia,fanno considerevole uso della finanziaria per incrementare il rendimento.
Il fondo utilizzato Ltcm utilizzava un modello finanziario,derivato da una piu aggiornata ricerca scientifica,che permetteva di stracciare,in modo straordinariamente fedele alla realtà,le curve dei tassi d'interesse di mercato e di individuare gli asset che si discostavano dai valori teorici espressi dalla curve.
Questo "mostro" finanziario gestiva un'ingente somma di denaro derivante dai principali istituti finanziari americani ed europei e anche dai Fondi Pensione.
Aveva capitali per 2,2 miliardi di dollari,ma prestiti dalle banche per un valore di 125 miliardi di dollari,una leva di 55 volte (con un dollaro mi faccio prestare dieci dollari,con dieci dolari me ne faccio prestare cento etc).Con una leva simile,bastava un movimento avverso del 2% per perdere il 100% del capitale.
La gestione dell'Ltcm fu affidata a Robert Merton e Myron Scholes ,che ottennero il premio Nobel per l'economia nel 1997.Inizialmente il successo del fondo fu enorme,con ritorni dell'ordine del 40% su base annua.
Ma presto le cose iniziarono a non andare esattamente nel modo previsto e proprio la leva finanziaria segnò la fine del fondo dei Nobel.Nell'agosto del 1998 la Russia dichiarò default formale e ciò determinò nei mercati finanziari una cosidetta  "fuga verso la qualità".Una delle conseguenze fu che i mercati valutarono piu della norma gli strumenti liquidi e la differenza tra i prezzi degli strumenti liquidi e illiquidi nel portafoglio Ltcm aumentò in modo significativo.
A causa di queste variazioni fu chiesto al fondo di reintegrazione i margini dovuti agli intermediari per le operazioni di vendita allo scoperto,margini che a causa dell'uso massiccio della leva finanziaria diventarono molto onerosi.Il fondo si ritrovò prossimo al "crac" e i principali rappresentanti del mondo bancario mondiale vennero convocati d'urgenza il 23 settembre 1998 alla Federal Reserve di New York a contemplare il buco di parecchi miliardi di dollari causato dal fallimento del Long-term Capital Management.La logica lineare della finanza prospettava a quel punto due alternative:lasciare il fondo a se stesso,rischiando che il mondo finanziario implodesse di colpo sotto una reazione a catena di insolvenze,oppure tenerlo a galla con una robusta iniezioni di soldi da parte di un consorzio di banche.Nonostante l'imperversare della crisi di liquidità,le 14 banche convocate scelsero di sopravvivere".La scelta era obbligata.Sapevano tutti di essere legati al doppio filo tra loro:le principali banche internazionali,gli investitori in hedge funds e infine le banche centrali.

mercoledì 28 agosto 2013

Le ricette di Paolo Ferrero per uscire dalla crisi



No comment...sono in vacanza

da PIGS! -Paolo Ferrero (Derive Approdi)

La modifica delle politiche economiche richiede quindi una rivoluzione culturale e la costruzione di una mobilitazione popolare con le idee chiare.I lavoratori e le lavoratrici devono organizzarsi e mobilitarsi,il sindacato deve fare il suo mestiere e il popolo deve farsi sentire per cambiare le cose:ma,appunto,il popolo deve sapere dove andare per potere cambiare qualcosa.Come diceva Seneca "non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare".Parlo quindi di obiettivi realizzabili,perchè ottenibili utilizzando le leve a disposizione dei popoli europei e dello stesso popolo italiano.In altri termini,propongo obiettivi di carattere economico e sociale per cui battersi,che solo la politica neoliberista,subordinata ai potentati economici e finanziari,impedisce che vengano realizzato.
Per ulteriore chiarezza e concretezza dividerò gli obiettivi da perseguire e proporre a livello europeo da quelli che sono comunque perseguibili a livello nazionale.Dividerò cioè gli obiettivi da perseguire e proporre a livello europeo da quelli che sono comunque perseguibili a livello nazionale.Dividerò cioè gli obiettivi auspicabili a livello europeo da quelli che,come popolo italiano,possiamo -e dobbiamo- praticare da subito,senza aspettare il permesso della Merkel. Quella che propongo è quindi una alternativa politica,praticabile qui e ora,una alternativa concreta alla politica del governo Monti sostenuto da Pdl,Udc e Pd.
Ovviamente,queste proposte hanno un presupposto:che vi sia ancora l'euro e l'Europa.Se le politiche dei nostri governanti dovessero arrivare alla deflagrazione dell'una e dell'altro,ovviamente questo libro sarebbe da riscrivere e i problemi sarebbero ancora piu pesanti.

COSA FARE IN EUROPA

La logica che guida queste proposte è quella della rifondazione di un'Europa democratica,che realizzi la convergenza dei diversi paesi attorno a un nuovo modello di sviluppo non finalizzato esclusivamente all'esportazione.Si tratta quindi di rovesciare il paradigma liberista basato sull'austerità,per costruire una economia regolata,basata sui diritti dei lavoratori e delle lavoratrici,orientata alla soddisfazione dei bisogni sociali e all'equilibrio tra natura e società.

-Modificare il ruolo e la missione della Bce al fine di sottrarre i paesi europei al ricatto della speculazione e di superare le politiche monetariste.La Bce deve diventare una banca pubblica,sotto controllo del Parlamento europeo,con la missione di garantire la piena occupazione ed essere prestatrice di ultima istanza per gli Stati.In altre parole deve poter prestare i soldi agli Stati e non solo alle banche private.

-In ogni caso la Bce deve intervenire per acquistare i titoli di Stato dei paesi che pagano interessi da usura.Per fare questo non è necessario cambiare i trattati, si tratta di applicarli non solo per le parti che fanno comodo ai banchieri.Questo intervento,finalizzato alla salvaguardia dell'area valutaria,è infatti possibile anche in base ai trattati attuali (cfr.Giacchè,Titanica Europa, 2012).

-Abolire il Fiscal Compact e riscrivere i trattati europei attraverso un meccanismo partecipativo e democratico al fine di costruire un'Europa democratica e sociale.Punto centrale della ricostruzione democratica dell'Europa deve essere il passaggio di poteri dalle tecnocrazie alle assemblee parlamentari,dai governi alle assemblee elettive,spostando il potere verso il basso,in un quadro di Europa federata.
-Occorre operare consapevolmente per la distruzione della speculazione finanziaria.L'Europa,che è di gran lunga la piu grande potenza economica mondiale-complessivamente intesa è il primo produttore e il piu grande mercato mondiale,ha la forza di determinare esiti rilevantissimi.L'Europa deve abrogare tutte le leggi che hanno permesso la liberalizzazione dei derivati e le contrattazioni Otc con l'obiettivo di mettere fuore legge  i derivati con funzioni speculative,a partire da Cds.Deve fare la Tobin tax,proibire ogni rapporto con i paradisi fiscali,introdurre una regolamentazione rigorosa dei mercati finanziari.La massa di titoli tossici in circolazione deve essere gestita,sia cancellando che accollando le perdite agli speculatori e allungando le scadenze.

-Occorre fare una normativa bancaria che obblighi a tornare alla distinzione propria della legge Glass

-Steagall (1933) tra banche commerciali e banche di investimento,distinguendo nettamente tra risparmio e speculazione.Nessuna banca commerciale deve poter negoziare o acquistare derivati.Occorre cioè evitare che il fallimento della banca tradizionale,occorre evitare che il fallimento dello speculatore si propaghi al sistema,come è successo nel 2007 a causa dell'abrogazione (da parte di Bill Clinton) di questa fondamentale distinzione.Occorre poi obbligare le banche a ridurre,drasticamente e immediatamente,la leva finanziaria con cui operano.

-Invece di concentrarsi,come oggi propongono le ipotesi di "crescita" europeo,sul finanziamento indistinto delle infrastrutture,occorre costruire un fondo europeo per finanziare la riconversione ambientale dell'economia,il suo riequilibrio  territoriale e la riduzione dell'orario di lavoro.Un fondo statutariamente orientato alla riorganizzazione strutturale delle produzioni e dell'organizzazione sociali in termini rispettosi della natura:risparmio,riciclaggio integrale,efficienza energetica,fonti alternative non concentrate,agricoltura a chilometro zero ecc.Tale fondo dovrebbe obbligatoriamente concentrare le politiche di creazione di nuovi posti di lavoro nei paesi e nelle aree a piu alta disoccupazione e programmare comunitariamente la riduzione dell'orario a partire dalle aree a maggiore produttività.E' questa la logica della proposta di legge di iniziativa popolare europea avanzata dal Partito della Sinistra Europea di cui Rifondazione Comunista fa parte.

-Occorre definire uno "standart retributivo europeo" verso cui costruire politiche di convergenza tra i diversi paesi.Il dettaglio della proposta-che è stata avanzata da Emiliano Brancaccio -prevede una correzione dei meccanismi di mercato,attraverso misure cogenti a livello europeo,che rovescino l'attuale dinamica divergente delle retribuzioni e aumentino il peso delle retribuzioni nella distribuzione del reddito.

-Occorre costruire un fondo europeo per lo sviluppo del Welfare e la soddisfazione dei diritti sociali.Si tratta di operare per omogeneizzare verso l'alto il sistema di protezione sociale europeo.

-Occorredefinire un sistema fiscale europeo omogeneo.Questo deve essere fortemente progressivo e riguardare tutti i redditi (da lavoro come da capitale),deve prevedere una tassazione specifica dei grandi patrimoni e deve avere una funzione riequilibratrice delle differenze di reddito tra le classi sociali evitando il dumping fiscale tra i diversi paesi.

-Occorre rovesciare la politica agricola europea, favorendo il rapporto con il territorio,l'agricoltura biologica e a basso impatto ambientale,la riduzione drastica delle distanze tra produttore e consumatore.Il rifiuto degli Ogm,la salvaguardia della biodiversità e dell'agricoltura non industriale sono punti fondamentali di questa prospettiva.

lunedì 26 agosto 2013

WIKILEAKS.Fulmini sull'Eni



No comment...sono in vacanza

da DOSSIER WIKILEAKS-Stefania Maurizi (Bur)

Con l'Eni,la diplomazia Usa è in guerra aperta sull'Iran.Quando gli americani vogliono capire come l'Italia si muove nel settore dell'energia,parlano con Sergio Garribba,uno stretto contatto (close contact) dell'ambasciata,già direttore generale per l'Energia del ministero delle Attività produttive,che molti considerano il massimo esperto in Italia.
Nel febbraio 2006 Garribba spiega a via Veneto che fare affari in Iran è difficile,a causa del ruolo dei mullah,presenti in qualsiasi attività del governo,degli alti livelli di corruzione e della passione degli iraniani per lunghe,complesse e difficile trattive.Eppure un file del maggio 2008 registra come Scaroni abbia raccontato agli americani che Eni sta in Iran da oltre 50 e attualmente ha 3 miliardi di dollari di investimenti nel settore petrolio e gas.Stando così le cose,la vita del cane a sei zampe in Iran sarà anche difficile,ma di sicuro non impossibile.
Nel 2008 la pazienza degli Stati Uniti sembra finita.In un cablo dal titolo eloquente (Fare arrivare un duro messaggio all'amministratore delegato dell'Eni ,Paolo Scaroni,sulla Russia e sull'Iran), l'ambasciatore Spogli scrive: Eni è sfuggita alle sanzioni americane grazie a un'intesa tra gli Usa e l'Europa,che esonerava i Paesi con "vecchi" investimenti in Iran che non espandevano le loro attività.Ma la continua presenza di Eni è un fattore di attrito nelle relazioni Italia-Usa e non c'è dubbio che aiuta il regime iraniano.
Ogni voltas che le pressioni su Scaroni cresce,lui risponde:se non volete il gas della Russia di Putin,allora l'alternativa è l'Iran degli ayatollah.Spogli conosce la musica e la segnala al dipartimento di Stato a ridosso di una visita di Scaroni a Washington nel maggio del 2008:probabilmente vi dirà che l'alternativa al gas russo è l'Iran,scrive ,è molto importante che il governo Usa mandi un segnale deciso di quanto disapprova le attuali relazioni tra Eni e Teheran.
Un anno dopo un contatto di alto livello nell'Eni spiega agli americani come il cane a sei zampe si prepara a resistere.Eni costruisce relazioni commerciali con gli Stati sul lungo termine,racconta la fonte, negli anni Cinquanta Eni aveva creato una joint venture con il governo libico,mettendo funzionari libici nel consiglio di amministrazione.Quando la Libia era diventata la bestia nera dell'America,l'azienda era riuscita comunque a resistere alle pressioni americane,grazie a questa joint venture.Faremo lo stesso con l'Iran,ora e nel futuro.

WIKILEAKS.Tra barche e banche



No comment...sono in vacanza

da DOSSIER WIKILEAKS-Stefania Maurizi (Bur)

Altra saga infinita delle relazioni pericolose tra l'Italia e l'Iran sono le banche che permettono al regime di armarsi,come la filliale romana della banca Sepah.Da lì sono passate tante transazioni sospette ricondotte ad aziende iraniane,che hanno messo in piedi pezzo per pezzo il programma missilistico clandestino dei Pasdaran.Ma quando nel dicembre 2006 il sottosegretario al Tesoro americano,Stuart Levey,capo dell'intellegence finanziaria,arriva a Roma e ne chiede la chiusura,si sente rispondere dal direttore generale del ministero delle Finanze,Vittorio Grillo,che le irregolarità della Sepah non sono poi così serie.Se le regole fossero applicate così rigorosamente,argomenta Grilli,l'Italia sarebbe senza banche.Levey non la prende bene e spiega agli italiani che la filiale di Roma della Sepah esiste sostanzialmente per un unico cliente:l'Aereospace Industries Organization,azienda colpita dalle sanzioni Onu perchè determinante per il programma missilistico di Teheran.
Nonostante le enormi pressioni,gli americani non riescono a ottenere la chiusura della banca,che viene solo commissariata.In un file "secret/noforn" del giugno 2007,Spogli spiega a Washington che i funzionari della Banca d'Italia ci avevano informato del loro desiderio di vederla chiusa,ma sebbene la Banca d'Italia abbia una lunga storia di indipendenza dal governo italiano e un professionista di grande esperienza come il governatore Draghi abbia detto che la filiale deve chiudere,il governo può fare pressione sulla Banca d'Italia per farle mantenere il commissariamento all'infinito,pur di proteggere gli affari con l'Iran.E' esattamente quello che è successo.

domenica 25 agosto 2013

Scordatevi la ripresa ed evitate di ascoltare certi pagliacci...



No comment...sono in vacanza

da MILANO FINANZA del 10 agosto 2013-articolo di Matteo Radaelli

Nulla da festeggiare o da permettere di dormire sonni tranquilli,ma gli ultimi dati economici hanno aumentato le speranze che l'economia italiana possa avere toccato il fondo nel corso del secondo trimestre e che un miglioramento potrebbe incominciare nella seconda parte dell'anno.Nonostante la contrazione del pil sia proseguita nel secondo trimestre per l'ottavo trimestre consecutive,il calo dell'attività economica è stato la metà delle attese di consensus: -0,2% congiunturale contro l'atteso -0,4%.A infondere fiducia nel futuro sono i segnali positivi arrivati dal settore industriale.I dati di giugno diffusi dall'Istat hanno evidenziato come la produzione industriale sia cresciuta dello 0,3% su base mensile,il secondo rialzo consecutivo dopo il +0,1% di maggio.Questo non ha impedito  al secondo trimestre di concludersi con una flessione dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti,ma l'accelerazione  dopo i forti cali nel periodo febbraio! aprile è un segnale che il settore potrebbe tornare a crescere in maniera piu sostenuta nei prossimi mesi.Gli indici di fiducia di imprese e consumatori pubblicati nelle ultime settimane hanno indicato che questi timidi segnali di miglioramento dell'economia potrebbero non essere un fuoco di paglia.Per esempio, l'indice di fiduci delle imprese manifatturiere Pmi è tornato in luglio sopra la soglia di 50, che demarca l'espansione dalla contrazione per la prima volta negli ultimi due anni.Un messaggio simile è stato lanciato anche dall'indice di fiducia delle imprese elaborato dall'Istat,che ha accelerato da aprile,anticipando un miglioramente delle condizioni nel terzo trimestre.In questo scenario,il pil italiano potrebbe stabilizzarsi nel terzo trimestre per poi tornare a registrare una modesta crescita dello 0,1% congiunturale nell'ultimo trimestre dell'anno.Il 2013 si chiuderebbe cosi con una flessione dell'1,7% ,risultato negativo ma migliore rispetto alle stime di una flessione superiore al 2% di alcuni economisti.Il 2014 potrebbe poi vedere una crescita tra lo 0,5% e l'1%.
Nonostante questi segnali di miglioramento,l'Italia rimane ben lontana da una crescita sostenibile e in grado di autolimentarsi.Alla nostra economia,infatti, manca un forte motore di crescita.Ancora per un lungo periodo di tempo,infatti,le spese personali e le spese governative non dovrebbero registrare tassi di crescita consistenti.Le prime dovrebbero risentire dell'elevato tasso di disoccupazione,al 12,1% il giugno.E una discesa significativa della disoccupazione non è attesa prima del 2014.Le spese governative dovrebbero continuare a risentire delle misure di austerity attuate per tenere sotto controllo i conti pubblici.Con la domanda interna debole anche gli investimenti non dovrebbero recuperare in maniera significativa.Unico motore di crescita,quindi, sono le esportazioni.Ma anche qui il quadro non è dei piu rosei a causa delle difficoltà dei Paesi Ue.Gli ultimi dati relativi a maggio hanno evidenziato come le esportazioni verso questi Paesi siano scese dell'1,8% su base mensile e del 3,4% su base annua,a fronte di un aumento del 3,2% congiunturale e dello 0,7% tendenziale di quelle verso i Paesi extra-Ue.La ripresa dell'economia italiana è quindi legata a doppio filo dell'andamento dell'economia internazionale.In tal senso, le esportazioni dovrebbero risentire negativamente da un lato della forza dell'euro, a un passo da 1,34 contro il dollaro Usa,e dall'altro della bassa competitività delle aziende italiane sui mercati internazionali a causa dell'elevato livello del costo del lavoro per unità di prodotto. Per questo motivi,per l'economia italiana tornare a registrare tassi di crescita del pil nominale superiori al 4%,necessari per stabilizzare il debito pubblico in rapporto al pil senza dover ricorrere ad avanzi primari consistenti che rallentano la crescita,è un obiettivo ben lontano dall'essere raggiunto.I segnali di miglioramento,quindi, non dovrebbero spingere a un facile ottimismo.

venerdì 23 agosto 2013

Bradley Manning



No comment...sono in vacanza

da DOSSIER WIKILEAKS -Stefania Maurizi (Bur)

"Sono cresciuto a Crescent,piccola città poco piu a nord di Oklahoma City.Ero basso (e lo sono ancora),ero in grado di leggere all'età di tre anni e fare moltplicazioni e divisioni dall'età di quattro,molto effeminato, incollato allo schermo di un computer da quella giovanissima età.Ero un facile obiettivo fin dall'asilo.Crescent era una città di profonda fede evangelica.Aveva piu panche di Chiesa che persone.Mi hanno dato un'educazione cattolica,ma non ho mai creduto a una sola parola di quello che mi veniva insegnato in materia di religione: ero l'unico non credente della città.Sono vissuto in mezzo al nulla.Mia madre era molto cara,ma aveva bisogno di attenzioni costanti,mio padre era ricco (mi regalava un sacco di giochi e di materiale per il computer) ,ma era alcolizzato e mi meltrattava.Un giorno imbracciò un fucile e mi buttò fuori di casa.Mia madre divorziò,tentò il suicidio e poi  si ammalò gravemente.Ero disperato.E nella disperazione di orientare la mia vita in qualche direzione,mi sono arruolato nell'esercito:una scelta che si è rivelata un disastro.Ora sono completamente isolato, ho perso qualsiasi tipo di supporto affettivo:la mia famiglia,il mio boyfriend,i colleghi fidati.Sono in un casino.Mi trovo in Iraq,nel deserto,con una banda di supermachi dal grilletto facile,rozzi ignoranti reazionari.L'unica cosa a cui posso aggrapparmi a questa connessione satelittare a internet".
A descriversi così in chat è un personaggio chiave di questa storia. Un ragazzo americano di 23 anni.Si chiama Bradley Manning.E' un talento del computer,finito a lavorare come analista dell'intelligence in Iraq.E' stato arrestato nel maggio 2010,accusato di essere la fonte di WikiLeaks,quello che avrebbe scaricato dalle reti del Pentagono tutti i documenti segreti che hanno fatto di Julian Assange e del suo gruppo delle icone mondiali:dal video pubblicato con il titolo Collateral Murder,ai file sull'Afghanistan e sull'Iraq,fino ai cablo della diplomazia Usa e alle schede dei detenuti di Guantanamo.
Dopo l'arresto Manning è rimasto imprigionato per nove mesi in condizioni inumane: 23 ore al giorno di isolamento,privato della luce del sole,della possibilità di fare una camminata all'aperto,costretto a rispondere all'appello delle guardie ogni cinque minuti esatti, 24 ore su 24,anche di notte,per lunghi periodi di tempo denudato e privato degli occhiali da vista.
Solo una campagna internazionale ha potuto cambiare il suo stato di detenzione,definito dallo stesso portavoce del dipartimento di Stato, P.J Crowley (dimessosi in seguito alla dichiarazione), "una cosa stupida e controproducente".

DOPPIO GIOCO

E' il 6 giugno 2010 e la rivista americana "Wired",bibbia dei talenti del computer,fa uno scoop mondiale,rivelando che Bradley Manning,analista dell'intelligence Usa,allora 22enne,di stanza in Iraq,è stato arrestato dopo aver confessato in chat a un hacker di nome Adrian Lamo,mai visto e conosciuto prima,di essere stato lui a passare a WikiLeaks i documenti segreti,da Collateral Murder fino ai cablo della diplomazia Usa.
A firmare il pezzo non è un giornalista qualsiasi.E' una star di "Wired",Kevin Poulsen,insieme al collega Kim Zetter.Poulsen è un quarantenne che ha vissuto due vite.Nella prima è stato un cracker di altissimo livello,cioè un "hacker cattivo", di quelli che si infilano nei sistemi informatici delle grandi aziende per rubare dati e scopo di lucro,come ad esempio i numeri delle carte di credito.In quella fase dell'esistenza Poulsen ha fatto cose pazzesche,come penetrare le linee telefoniche di una radio che aveva messo in palio una Porsche per il 102esimo ascoltatore che avesse chiamato in trasmissione.Poulsen s'intrufolò nella rete,riuscì a piazzare la sua telefonata come 102esimo e a vincere la Porsche.Ma non aveva fatto solo attacchi così "simpatici" e, dopo varie incursioni di alto profilo,era stato braccato dall'Fbi,condannato a 51 mesi di prigione e a pagare una salatissima multa.
La seconda vita di Kevin Poulsen è cominciata dopo aver pagato il suo debito con la giustizia.A quel punto si è reinvntato reporter,diventando una star del giornalismo specializzato in cybercrimine.Due settimanre prima dell'arresto di Bradley Manning,aveva pubblicato un articolo su Adrian Lamo,che nell'ambiente non è considerato un hacker di altissimo profilo e che aveva contatti con Poulsen da tempo.In quel pezzo di "Wired" il giornalista raccontava come Lamo soffrisse della sindrome di Asperger,una forma di autismo che in Italia è diventata popolare grazie al libro di Mark Haddon LO STRANO CASO DEL CANE UCCISO A MEZZANOTTE e un disturbo della personalità particolarmente diffuso tra i maghi del computer.
Immediatamente dopo l'uscita del profilo di Adrian Lamo su "Wired",Bradley Manning lo avrebbe contattato e, pur non avendolo mai visto e conosciuto prima, si sarebbe messo a chattare con lui,raccontandogli la sua vita,le sue tragedie familiari e umane e la sua decisione di passare i documenti a Julian Assange.Tutta la conversazione tra i due si è svolta sulla scorta di una rassicurazione:"Sono un giornalista e un sacerdote" scrive Lamo a Manning.
"Puoi trattarmi come vuoi.Questa può essere una confessione o un'intervista che non verrà mai pubblicata".
E invece,subito dopo la conversazione.Lamo va all'Fbiu,racconta tutto e il giovane soldato viene arrestato.Poi consegna una copia della chat a Kevin Poulsen che,pubblicandone solo alcuni stralci selezionati e tenendosi nel cassetto la versione integrale del testo,fa uno scoop mondiale.C'è chi ha ipotizzato un intreccio poco chiaro tra Lamo,Poulsen e l'Fbi.
L'ambiente dei talenti del computer,di fatto,è zeppo di infiltrati.Si stima che,almeno in Usa,uno su quattro sia un informatore.Spesso si tratta di persone finite da giovanissime nei guai con la giustizia per via delle loro intrusioni informatiche e che poi si trasformano in confidenti o addirittura in spie."Wired" e il suo reporter,però,hanno sempre smentito categoricamente di avere mai avuto qualcosa a che fare con l'arresto di Bradley Manning,dichiarando che tutto quello che la rivista ha fatto è stato riportare la notizia.
Il mistero,comunque,ruota tutto intorno alla chat che avrebbe incastrato Manning:è vera oppure è solo un documento fabbricato,uno specchietto per le allodole costruito per nascondere verità inconfessabili dietro l'arresto del ragazzo?
Se fosse vera,allora rivelerebbe informazioni cruciali.Riferendosi ai documenti che avrebbe passato ad Assange,Manning dice:
"Se avessi avuto intenzioni maligne,avrei potuto venderli alla Russia o alla Cina e farci soldi"
E invece li manda gratuitamente a un sito che li pubblica sotto gli occhi di tutto il mondo,non a una banda che le inabissa nell'universo oscuro delle spie."Sono documenti che riguardano tutti" scrive in chat il giovane soldato americano escludendo la possibilità di venderli a potenze nemiche degli Usa.
"Dio sa cosa succederà adesso.Spero un dibattito mondiale,discussioni,riforme.Se no,siamo finiti,come specie"
Dunque Manning avrebbe sperato che,facendo filtrare all'esterno file contenenti crimini di ogni genere,si potesse innescare un cambiamento:
"Voglio che la gente sappia la verità,senza informazioni non si possono prendere decisioni consapevoli".

giovedì 22 agosto 2013

Quella sinistra innamorata delle svendite (2 parte)



No comment...sono in vacanza

da LA DITTATURA DEI BANCHIERI -Emiddio Novi (Controcorrente)

Dal 2001 al 2004,nonostante l'euro, diminuisce in Italia,sia pur di poco, la disuguaglianza.Mentre aumenta dal 1991 al 1998 con i governi di centrosinistra.Sono dati della Banca d'Italia.Ma alla gente viene imposta la grande menzogna di un tragico impoverimento del Paese dal 2001 al 2004 con il governo Berlusconi.Ancora una volta è Luca Ricolfi a ristabilire la verità:"Questo complesso di dati contrasta con lo stereotipo esponenziale delle disuguaglianze ,ripetutamente e ossessivamente diffuso dai media nel quinquennio berlusconiano".Ma c'è di piu:i sindacati e Confindustria hanno sempre accreditato la leggenda metropolitana di un dilagare,favorito  se non promesso dal berlusconiano,del lavoro irregolare.Anche su questo i dati della Banca d'Italia sono piu che significativi:il lavoro irregolare diminuisce in Italia a smentire un luogo comune sull'arricchimento rapido e dilagante dei furbi,dei commercianti che speculano,dei camorristi che si arricchiscono dei proventi da attività illegali che crescono nel tempo berlusconiano.I dati sui consumi di lusso dicono,invece,che nulla di veramente sostanziale è cambiato nelle ultime due legislature.Persino la ripresa del gettito fiscale del 2006 era in conto al vecchio governo,come la ripresa dell'economia.
L'Italia però continua,come aveva intuito Alberto Asor Rosa,a dividersi tra due società:quella dei garantiti e l'altra dei non garantiti,dal futuro incerto.La prima società delle garanzie vive fuori dalle incertezze del mercato.E'  rassicurata dal reddito fisso.Può contare sulla protezione dell'illicenziabilità,gode dell'assistenza prevista dallo stato sociale, dalle tutele, da tutte quelle garanzie che danno riparo dall'angoscia e dalle ansie sul futuro.Poi c'è una seconda società o del rischio:è quella che produce beni e servizi reali e legali.Deve misurarsi con le logiche del mercato, con le incertezze e i rischi che ne seguono,con l'affievolirsi delle garanzie.Non è tutelata dai sindacati e nel Sud la protezione viene imposta dalle mafie ed è una tassa aggiuntiva.E' una società nella quale una fiscalità punitiva e discriminatoria provoca come reazione un'evasione fiscale e contributiva non trascurabile.
Gli strumenti sono quelli tradizionali della sottofatturazione dei ricavi e della sovrafatturazione dei costi,pagamenti in nero, dichiarazioni dei redditi non veritiere.E' una società che può essere colpita dallo Stato e dal mercato, non ha ammortizzatori sociali, è vulnerabile.Deve misurarsi con quella intermediazione politica che gestisce gli incentivi selettivi.Una intermediazione costosa,perchè succhia come un'idrovora tangenti e finanziamenti per i partiti.La società del rischio nel Sud è contigua alla società della forza.C'è l'antistato dei sistemi criminali che gli fa concorrenza.Che riesce a tessere rapporti col ceto politico per governare le clientele,distribuire favori,lucrare sulla concorrenza.Che riesce a tessere rapporti col ceto politico per governare le clientele,distribuire favori,lucrare sulla corruzione.Negli ultimi anni,questa società della forza ha subito molti colpi,ma è sempre presente e in alcune aree si è trasformata,ha vestito il doppiopetto e fa concorrenza alla società del rischio, che produce beni e servizi reali e legali.
Per la società delle garanzie è un vero e proprio trauma che investe ceti impreparati al rischio,all'iniziativa individuale,alla flessibilità,alla vulnerabilità.Per gli ex garantiti è una svolta drammatica che destabilizza il loro modello di vita e proprio per questo impone un nuovo stato sociale.Questa parte del paese è fragile,è in balia di logiche di mercato avvertite da sempre estranee e poco rassicuranti.Sente il cambiamento come una retrocessione della propria condizione.E vive con dolore la drammatica trasformazione imposta dalla crisi finanziaria.Ha paura di tutto.Fuori dai rassicuranti luoghi della stabilità c'è una terra di nessuno,che diventa un incubo quotidiano.Questa società è inerte e incapace di affrontare il presente e, quando  in televisione vede gli operai cinesi che protestano contro i licenziamenti e la delocalizzazione delle industrie,s'interroga sul suo futuro:se tocca a loro, figuriamoci a noi,pensa.Gli Stati sembrano intenti a salvare le banche e a disinteressarsi dei destini degli uomini.

mercoledì 21 agosto 2013

Quella sinistra innamorata delle svendite(1 parte)



No comment...sono in vacanza

da LA DITTATURA DEI BANCHIERI -Emiddio Novi (Controcorrente)

I banchieri sono terrorizzati da uno scenario quello causato dal crac dei mercati nel 1929.Allora la speculazione finanziaria provocò miseria e disperazione per un decennio,ma ci fu anche una reazione dei popoli.Negli Stati Uniti fu creata una commissione d'inchiesta che al Congresso e al Senato inchiodò i banchieri alle loro responsabilità:furono incriminati a decine.Furono varate leggi restrittive per le banche e contro la speculazione dei privati.La tassazione sui super ricchi arrivò a un'aliquota del 60%.I sindacati divennero piu forti,si rafforzò lo schieramento populista.Per la finanza vennero tempi davvero grami.
Lo Stato italiano, a partire dal 1992,sospinto anche da una campagna di stampa martellante contro i mali e i guai provocati dall'eredità fascista dell'economia mista,iniziò a svendere l'argenteria di famiglia.Ed ecco l'esito finale di una dismissione,che è anche all'origine del nanismo dell'apparato industriale italiano: 186 operazioni di vendita per un incasso complessivo di appena 146 miliardi di euro; una parziale e temporanea riduzione del debito pubblico,che nel 1995 era arrivato al 128% del Pil,che alla fine del decennio calerà al 103%;per risalire al 120% del Pil ed esporre un'Italia disarmata alla tempesta dello spread.Il sistema-paese dalle privatizzazioni è uscito devilitato.E perfino Guido Rossi,avvocato ed esponente della sinistra legata alla grande finanza,è costretto ad ammettere che quando presiedeva la Consob,le migliori società continuavano ad essere quelle a partecipazione statale.Le poche sopravvissute al grande saccheggio che vide come protagonista principe Mario Draghi.
I governi di sinistra si sono anche impegnati allo spasimo contro i liberi professionisti..L'assalto agli Ordini ricorda la frenesia distruttiva delle privatizzazioni eppure, sottolineano Giuseppe De Rita e Antonio Galdo,il 13% del nostro prodotto interno lordo lo dobbiamo alle libere professioni.In una regione come la Lombardia sono 200.000 le persone che ricavano il proprio reddito da un'attività di libera professione.Il fatturato di  di questo settore dell'economia del sapere è crollato,segnando un calo a due cifre.Ma la vulgata dominante impone leggi punitive.Invece di programmare i flussi di formazione e profesionalizzazione,lo Stato vuole disintegrare quegli ordini professionali che dovrebbero,come facevano un tempo, garantire sopratutto gli utenti.Ci sono attività che,come quella degli avvocati,hanno conosciuto una vera e propria dinamica implosiva.L'Italia detiene un primato,ed è senza dubbio quello degli avvocati:conta 220.000 iscritti all'albo professionale,la Germania 147.000,la Spagna 155.000 e la Francia 47.000.Poi,sempre per la mancata programmazione dei flussi,si contano 16.000 farmacisti titolari di licenza e 50.000 farmacisti che si vedono negate le licenze e lavorano come semplici salariati,privati per sempre della prospettiva di diventare autonomi.

lunedì 19 agosto 2013

Silvio Massone,il Vaticano e la nascita di Forza Italia




No comment...sono in vacanza

da VATICANO MASSONE (PIEMME)

E' noto il fatto che Berlusconi nel 1978 abbia aderito alla P2,di cui divenne membro con la tessera numero 1816.Ma è meno noto che la nascita del partito di Berlusconi,Forza Italia, nel 93-94 ha goduto di un forte appoggio del Vaticano.

Licio Gelli ha anche raccontato la cerimonia di investitura di Berlusconi,avvenuta a Roma,in via Condotti,in un lussuoso appartamento sopra la gioielleria Bulgari, narrando anche di una grande cena-baccanale per festeggiare l'investitura,forse il primo "bunga-bunga".

Nonostante questi trascorsi,il Vaticano ha appoggiato la discesa in politica dell'imprenditore.Già prima delle elezioni del 1994,il sostegno del Vaticano a Berlusconi appare evidente.

Il 7 gennaio 1994 il cardinale Silvio Oddi,da sempre vicino a Berlusconi e grande referente dell'Opus Dei-ma anche, come abbiamo visto, fautore di un grande patto tra Chiesa e massoneria- parlando con la stampa afferma:"Il cavaliere certo non è un praticante,ma non è nemmeno un avversario della Chiesa.E' interessato come noi a consolidare i valori dell'umiltà e della laboriosità".

Il cardinale piacentino,ex prefetto della congregazione per il clero,inizia a far filtrare con i giornali la possibilità di una "discesa in campo" di Silvio Berlusconi.Alla domanda se l'ingresso dell'imprenditore milanese in politica potesse accentuare le difficoltà della Democrazia Cristiana,il cardinale Oddi,misterioso,risponde:"Può esserci".Poi aggiunge:"D'altra parte non ho il potere di influire sulle sue decisioni".

Oddi sente il bisogno di aggiungere,da vero uomo di fede,che anche lui,come berlusconi, "tifa milan fin da quando si è interessato di calcio"."Su questa strada ho incontrato tre volte allo stadio,l'ultima volta oltre un anno fa, Silvio Berlusconi,senza dimenticare suo fratello Paolo.I miei rapporti con il Milan sono passati" spiega il porporato "anche attraverso Gianni Rivera".

Il 10 febbraio 1994 il cardinale Silvio Oddi da un altro "aiutino" a berlusconi e si spinge piu in là dichiarando:"Ritengo che Silvio Berlusconi riuscirà a ottenere la fiducia degli elettori.E una volta al governo troverà la risposta adeguata ai problemi dell'Italia".

Il cardinale Oddi, che faceva parte di discussi movimenti di ultradestra,come i Crociati di Fatima si spingeva oltre e in un'intervista alla "Voce di Mantova",dichiarava di "essere favorevole a un accordo elettorale tra Forza Italia e Alleanza nazionale",il partito erede del MSI,nato dalle ceneri del fascismo.

"A me" aggiunge nell'intervista l'ottantatreenne porporato "piacciono le scelte di campo nette.Berlusconi l'ha fatto schierandosi contro la sinistra e io credo che sia giusto dargli fiducia". Riguardo al problema dell'unità dei cattolici,Oddi afferma che quello che conta "è che si rimanga uniti sul piano dottrinale dal punto di visto religioso.A livello politico è importante scegliere l'uomo giusto,al di là del partito di appartenenza".

Ma non c'è solo il cardinale Oddi,in quel momento,a schierarsi.Poco tempo dopo,un articolo della rivista "Avvenire Sette Giorni" sottolineava "l'efficienza di Berlusconi" ,riportando un'opinione del cardinale Camillo Ruini,il potente presidente della CEI,apertamente favorevole a Silvio.

Una parte consistente del mondo cattolico,quella piu in sintonia con le gerarchie ecclesiastiche,si mobilita a favore del cavaliere.

Le elezioni dell'aprile 1994 sono un successo per Berlusconi,Forza Italia vince a mani basse,Berlusconi è nominato premier e forma un governo di centro-destra.Subito il cardinale Silvio Oddi afferma,in un'intervista a "Roma Sette" è stato autorizzato da Ruini,va interpretato come un segnale.Un segnale di attenzione,in vista di quel contatto",commentava il Corriere della Sera".

Da allora fino alla rovinosa caduta nell'autunno 2011,il Vaticano non ha mai fatto mancare il suo appoggio a Berlusconi,l'"unto del Signore" che ha sempre esibito un fortissimo credo religioso,ma che in giardino ha una tomba piena di simboli massonici.

domenica 18 agosto 2013

WIKILEAKS.Per la diplomazia Usa ,la Lega Nord è un pericolo (2 parte)




No comment...sono in vacanza

da DOSSIER WIKILEAKS-Stefania Maurizi (Bur)

Dal database di Wikileaks emerge che,sulla xenofobia della Lega,la diplomazia Usa non sembra disposta a fare concessioni.Quando ,nell'ottobre del 2007,a Roma viene seviziata e uccisa dal romeno Nicolae Romulus Mailat Giovanna Reggiani,moglie di un'ufficiale della Marina che è un contratto stretto di questa ambasciata,scrive Spogli,la notizia è stata sui giornali per giorni.
L'ambasciatore registra l'isteria collettiva scatenata da quell'atto brutale,ma alimentata anche dalla stampa e dalle dichiarazioni dei politici italiani, come il leader di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini,uno dei legislatori che piu si fa sentire sul tema,che ha chiesto al governo di espellere 20.000 romeni,ma anche Prodi che ha dichiarato che un decreto (per le espulsioni) è necessario per la sicurezza dell'Italia.
Per gli Stati Uniti,che sono un potenza nata sull'immigrazione ,la risposta italiana al problema è semplicemente "inefficace" ,come conclude nel 2009 la reggente dell'ambasciata di via Veneto, Elizabeth Dibble.
In un cablo di aprile la Dibble riporta che nonostante i funzionari del ministero dell'Interno ci abbiano raccontato che la minaccia terroristica che viene dagli immigrati è di piccola entità e che la statistiche del governo per l'anno 2008 rivelano un calo complessivo della criminalità in tutte le grandi città italiane,Berlusconi,il ministro dell'Interno Maroni,altri funzionari di alto livello e la stampa italiana (controllata per la maggior parte da Berlusconi) esagerano continuamente (continuously hype) il nesso tra criminalità ,terrorismo e immigrati illegali.Il database di WikiLeaks rivela la preoccupazione degli americani per questa tendenza,che rischia di trasformare il Paese in una polveriera.
Ma quello che piu colpisce è l'assoluta indifferenza rispetto al dramma dell'immigrazione.Nella conversazioni con la diplomazia americana,burocrati e politici del Pdl parlano di quelle masse di persone,che respingono dalle coste italiane e riconsegnano nelle mani della dittatura di Gheddafi attraverso i rimpatri forzati,con una totale assenza di empatia umana,come se il destino di milioni di persone che scappano dalla miseria,dalle guerre e dalla violenza fosse completamente irrilevante.
Quando,per esempio,nel 2009 il governo Berlusconi introduce il reato di immigrazione clandestina,la diplomazia Usa fa una "ricognizione sul campo" tra le fila del Pdl e della burocrazia per raccogliere informazioni,che invia a Washington in un cablo "riservato/noforn".Tra le opinioni che vi sono riportate c'è quella di Rodolfo Ronconi,capo della polizia di frontiera del ministero dell'Interno di Roberto Maroni.Alla richiesta di sapere se l'Italia avesse verificato che la Libia trattava gli immigrati (rimpatriati) secondo le leggi internazionali,Ronconi risponde che l'Italia lo considera una faccenda interna della Libia e che l'obiettivo era quello di creare un ambiente in cui gli immigrati "non vorranno piu venire qui dalla Libia".
Gianluca Pileri,capo dello staff del coordinatore del Pdl, Denis Verdini,invece,racconta che il Pdl ha aumentato la sua retorica anti-immigrati dopo che la Lega aveva incassato il risultato di essere riuscita a introdurre il reato di immigrazione clandestina e ora il Pdl voleva essere sicuro di non lasciare tutti i benefici elettorali al partito di Bossi.E' una ricostruzione che torna con quello che "alti funzionari del Pdl" hanno confidato a via Veneto: dopo l'exploit dei leghisti nei sondaggi,Berlusconi ha deciso di adottare un approccio piu duro sull'immigrazione.
La strada imboccata dal governo italiano preoccupa non poco gli americani,che temono che queste "politiche scioviniste" (chauvinistic policies) possano avere effetti devastanti sulla "stabilità sociale" di una nazione che ha 4 milioni di residenti legali che non sono etnicamente italiani (su un totale di 60 milioni di abitanti).Come può essere stabile "sul lungo termine",se a quei 4 milioni viene detto che non sono parte della visione del governo per il futuro dell'Italia? ,scrive la diplomazia americana.
Gli Usa si ritrovano a sperare nella pressione esercitata dalla Chiesa cattolica e dal presidente Napolitano per limitare le pratiche discriminatorie piu estreme.E' una riflessione che emerge a piu riprese nei cablo,sopratutto il relazione alla comunità islamica.
In un file riservato del settembre 2005,l'ambasciatore Spogli delinea la strategia per combattere l'estremismo in Italia,spiegando che gli italiani hanno una tradizione di scambio intellettuale aperto e di tolleranza verso le altre fedi.Ma hanno anche una storia che include il fascismo.La questione qui non è solo la libertà di pensiero,conclude,ma quella di convincerli che l'integrazione di una crescente popolazione di immigrati islamici è il mondo migliore per evitare che si ripeta uno scenario come quello degli attentati alla metropolitana di Londra.

venerdì 16 agosto 2013

WIKILEAKS:Per la diplomazia Usa ,la Lega Nord è un problema(1 parte)



No comment...sono in vacanza

da DOSSIER WIKILEAKS-Stefania Maurizi (Bur)

E' un partito che gli americani scrutano attentamente,quello di Bossi.Non solo perchè nel panorama politico italiano,con un Pd "moribondo",c'è poco da scrutare,ma sopratutto perchè è cruciale per il governo Berlusconi.Fortissimo nel cuore produttivo del Paese.Si oppone alla missione militare in Afghanistan e domina il Nordest,area in cui si trovano le basi americane piu importanti d'Europa.
Nel cablo,la Lega viene sistematicamente definita populista,ma c'è una caratteristica che sembra preoccupare particolarmente la diplomazia Usa:la xenofobia.Decine di cablo raccontano come gli americani monitorino la situazione degli immigrati in Italia,da Lampedusa ai campi rom fino ai progetti di integrazione nelle realtà locali,ascoltando e confrontandosi sistematicamente con la Caritas,la Comunità di Sant'Egidio e le Ong che operano sul campo.L'ultima iniziativa a entrare nel mirino è il piano di integrazione del ministro dell'Interno,Roberto Maroni,che prevede un permesso di soggiorno a punti, che l'immigrato può accumulare attraverso una serie di azioni virtuose ,come frequentare corsi di lingua italiani,e perdere se "sgarra" ,per esempio subendo una condanna.Se alla fine non raggiunge la quota di punti richiesta,perde il permesso e viene espulso.
In un cablo riservato del febbraio 2010,l'attuale console americano di Milano,Carol Perez-lo stesso diplomatico che ha firmato il file sul film BARBAROSSA-descrive al dipartimento di Stato il progetto di Maroni,spiegando che è appoggiato anche dal ministro del Welfare,Maurizio Sacconi.Nel riportare i dubbi dell'opposizione del Pd,cita l'opinione di Livia Turco,ex ministro della Salute nel governo Prodi e presidente del forum del Pd sull'immigrazione e le politiche sociali,che spiega perchè il sistema dei punti è destinato a fallire in Italia.Ma sopratutto il consolato non sembra minimamente convinto della buona fede del ministro:alla luce dell'appartenenza politica di Maroni e delle sue dure posizioni sull'immigrazione,è difficile credere che queste azioni verso qualsiasi comunità di immigrati,in particolare quella islamica,abbiano un'ispirazione altruistica,scrive.
Il sistema dei punti è visto come un tentativo di tenersi buoni gli elettori della Lega piuttosto che cercare una vera integrazione:E' il lupo che si copre con la pelle dell'agnello,commenta la Perez,perchè alla fine,spiega,Maroni è quello che ha dato la colpa della strage degli immigrati del gennaio 2010 a Rosarno,in Calabria, ad anni di tolleranza verso l'immigrazione illegale,e ha definito l'indignazione scoppiata per l'iniziativa del "Natale Bianco",senza immigrati che lui stesso aveva approvato,un polverone per niente.
Per queste ragioni,la Perez è profondamente diffidente.Essendo il piu potente ministro della Lega Nord,conclude,Maroni non è disposto ad alienarsi il suo partito assumendo posizioni sull'immigrazione contrarie a quelle che la Lega dichiara pubblicamente.Le proposte sul permesso di soggiorno a punti sono,come minimo,sospette,taglia corto.
Questa della Perez è solo una delle bocciature alla politica del partito di Bossi in tema di immigrati.Un'altra era stata trasmessa a Washington in un cablo di appena un mese prima.A scrivere è sempre il consolato di Milano, che nel gennaio 2010 aveva passato allo scanner due modelli diversi:quello di Torino per l'integrazione degli immigrati di seconda generazione,che ora,grazie a una proposta di legge di Livia Turco,potrebbe essere esteso al resto del Paese,e quello della cittadina di Alzano Lombardo.E' vicina a Bergamo,quindi a poche ore dal capoluogo piemontese,spiegano i diplomatici del consolato di Milano,ma è molto piu a destra politicamente.Per rilanciare il centro storico decadente e zeppo di immigrati, il Comune di Alzano sta costruendo un parcheggio che sarà gratuito per chi acquista una casa in zona,ma ad alcune condizioni:i beneficiari devono essere cittadini italiani, sposati o sul punto di farlo,devono avere meno di 65 anni e devono essere residenti nella cittadina da almeno tre anni.Una discriminazione? Si, ma ad essere discriminati non sono solo gli immigrati,è la risposta del sindacato di Alzano Lombardo registrata nel file.Per gli americani,il politico leghista ha scelto un criterio di eslusione piuttosto che di inclusione.Per fortuna questa sembra una strada meno praticata,scrivono,ma nelle piccole città del Veneto e in alcune della Lombardia la retorica (e le azioni) riflettono sempre di piu le posizioni dell'ala piu estrema e anti-immigrazione del partito.

giovedì 15 agosto 2013

LUIGI BISIGNANI.Mario Monti e la sua gran voglia di moneta unica...



No comment...sono in vacanza

da L'UOMO CHE SUSSURRA AI POTENTI-Paolo Madron e Luigi Bisignani (Chiarelettere)

MARIO MONTI ALLA CORTE DI STAMMATI

ACCANTO A STAMMATI LAVORO' UN GIOVANE PROFESSORE DELLA BOCCONI DI CUI  POI SI SAREBBE SENTITO MOLTO PARLARE.

Era Mario Monti.Allora anche consulente della Banca commerciale.

CHE NE PENSAVA DI LUI STAMMATI?

Provava per lui grande stima e affetto.Sempre misurato,un'aria autorevole ma molto timida,cerimonioso e alquanto ossequente con i ministri e con Maria Teresa Salvemini,principale consigliera del ministro e successivamente direttore generale della Cassa Depositi e prestiti.

STAMMATI FU ANCHE PRESIDENTE DELLA BANCA COMMERCIALE,DI CUI MONTI SUCCESSIVAMENTE FU CONSIGLIERE D'AMMINISTRAZIONE,COSI' COME DELLA FIAT.

Si,ma perchè non ricorda che è stato anche consigliere della Coca-Cola?

NON LO SAPEVO,E MI FA SORRIDERE.MA TORNIAMO ALLA BANCA COMMERCIALE.

Monti fu tra quelli che legò subito con il presidente Stammati.Nel 73' fu proprio Stammati a presentare a Guido Carli, all'epoca governatore della Banca d'Italia,la prima importante pubblicazione dell'istituto,"Tendenze monetarie",curata in gran parte da Monti.

CHE RICORDO HA DEL GIOVANE MONTI?

Nei pochi minuti che aspettava in anticamera prima di essere ricevuto mi raccontava sempre molto compiaciuto di un convegno internazionale sulla "nuova inflazione",per lui il debutto nei palazzi del potere.A quell'incontro parteciparono tra gli altri Carli,Emilio Colombo,Ugo La Malfa e numerosi relatori stranieri.Sin da allora Monti spiegava che si doveva arrivare alla moneta unica e per fare ciò bisognava riunire le migliori menti dell'economia,Franco Modigliani in testa.

TIMIDO,OSSEQUIOSO.E GIA' ALLORA GRANDE ATTIVISTA?

E'sempre stato un silenzioso suggeritore delle mosse dei governi,da Stammati fino a Paolo Cirino Pomicino,ministro del Bilancio,con il quale preparò un piano a medio termine per l'economia italiana poi presentato alla Bocconi.Fu proprio lui in quegli anni-ma non me lo volle mai confermare-a spingere Rinaldo Ossola,ministro del Commercio con l'estero,a varare uno speciale provvedimento di restrizione valutaria.Cosa che provocò l'irritazione di Stammati.

PERCHE'?

Lo fece a sua insaputa.Così l'allora ministro del Tesoro,nel bel mezzo di un vertice internazionale,si trovò spiazzato e in grave difficoltà."Quando Monti si innamora delle proprie idee-mi disse con aria bonaria- cerca sempre e solo l'interlocutore che lo può agevolare nel suo disegno di crescita personale".Potrebbe essere il giusto epitaffio della sua rovinosa campagna elettorale del 2013.

mercoledì 14 agosto 2013

Quando David Parenzo ringraziò Valerio Fioravanti (2 parte)



No comment...sono in vacanza

da CATTIVISSIMI NOI-Aliberti editori

CON QUALE MOTIVAZIONE?

PARENZO: Te la leggo.L'Ordine contesta "la grande vicinanza ideologica ed emotiva nei confronti dell'intervistato,al quale Parenzo dà del tu chiamandolo Giusva,con il quale si congratula per le battaglie fatte".Come se le battaglie in questione fossero quelle dell'epoca dei Nar e non quelle di Nessuno tocchi Caino.Poi hanno spedito la stessa lettera alla Procura di Milano,forse perchè pensano che qualcuno abbia voglia di mettermi sotto indagine per apologia di reato o non so cosa! Io,ebreo,di sinistra,che faccio l'elogio del terrorismo nero! Non ha senso.
CRUCIANI: Aspetta.Ti accusano,anzi,ci accusano di avere utilizzato espressioni "tali da non consentire al pubblico di capire chi era la persona intervistata.E' una roba che non ammetto che l'Ordine dei giornalisti stia lì a giudicare il modo in cui viene fatta un'intervista.Ma lo capiscono o no che noi con quell'intervista abbiamo dato delle notizie? Solo per questo andrebbe abolito.Senza dimenticare che alcune persone si sono riunite chissà quante volte per decidere-a quasi un anno di distanza-di aprire un procedimento disciplinare nei confronti di un collega che ha intervistato Fioravanti su un fatto preciso.Ti sembra una cosa normale?

QUALE FU,INVECE,L'ATTEGGIAMENTO DEGLI ASCOLTATORI DI FRONTE ALL'INTERVISTA CON FIORAVANTI?

PARENZO: si arrabbiarono moltissimo,ma questa è un'altra storia.Arrivarono subito messaggi e telefonate di fortissima critica perchè avevamo dato voce a un terrorista.In particolare,venne criticato il mio elogio all'impegno attuale di Fioravanti coi Radicali.

CRUCIANI:A Parenzo dissi subito in diretta che quella frase era fuori luogo.Secondo me fece un errore stilistico perchè la prima cosa che dici a Fioravanti non può essere:"Voglio ringraziarti per il bene che fai oggi".Però David,come al solito,accettò gli attacchi degli ascoltatori e,visto che ognuno in trasmissione è libero di dire quello che vuole,spiegò il suo ragionamento.Finita la puntata,per me la vicenda era chiusa.Invece dopo quasi un anno siamo alle prese con la burocrazia,con l'Ordine dei giornalisti!

PARENZO: voglio ribadire che non ho fatto alcun elogio di Fioravanti,com'è evidente a tutti, ma un lavoro giornalistico,assolutamente valido,tant'è che il giorno dopo la nostra intervista venne ripresa da tutti i giornali.A proposito della frase sulla suocero,inoltre,siamo stati i primi a dire: "Ma cosa sta dicendo Fioravanti? Ma si rende conto? Con gli ospiti c'è sempre un atteggiamento dialettico ma mai ideologico.Per il resto La Zanzara è una trasmissione nella quale le opinioni personali sono parte fondamentale.Non ci sono ospiti sgraditi.

PROPRIO NESSUNO?

CRUCIANI: Certo, nessuno.Uscisse dalla galera Izzo,il mostro del Circeo,lo inviterei subito.La discriminante non è se dare voce o no a certe idee,anche le piu repellenti.Come ho già detto,la differenza sta nelle domande che fai.Ma ti dico di piu.Se fingo di essere amico del nazista per ottenere un'intervista o una notizia dov'è il problema?Perchè l'Ordine dei giornalisti  deve intervenire? Ancora.Non lo sono, ma fossi amico dell'ex terrorista non ho diritto di fare il giornalista lo stesso? Forse il problema è che si tratta di Fioravanti e della strage di Bologna.Quanti cronisti amici di ex assassini rossi ci sono,e nemmeno lo nascondono? Sono tutte cazzate,dai.

PARENZO:Altrimenti mi devono spiegare perchè c'è una bellissima trasmissione di Raitre,STORIE MALEDETTE,fatta dalla signora Franca Leosini,in cui vengono intervistati i  piu grandi serial killer della storia.A volte viene fuori persino un'umanità di questi criminali.Il problema è che si pensa sempre,in modo molto snobistico,che chi guarda la tv o ascolta la radio sia un coglione,non in grado di capire.Invece non è così.L'ascoltatore della Zanzara sa che gli ospiti da noi sono trattati in un certo modo e,visto che non siamo Quark,non dobbiamo spiegare tutti i passaggi.Non è che entrano santi ed escono puttanieri,entrano ed escono come sono.Non esistono ospiti moralmente indegni di partecipare.

IL GIORNO DOPO L'INTERVISTA,MARIO ADINOLFI SUL SUO BLOG SCRISSE:"STIMO CRUCIANI MA NON DOVEVA DARE PAROLA A GIUSVA FIORAVANTI (...).CARO GIUSEPPE,LA PROSSIMA VOLTA CHE TI VIENE L'IDEA UN PO'TROPPO CINICA DI DARE LA PAROLA A UN ASSASSINO COSI',NON TI LIMITARE A SALUTARLO CONFIDENZIALMENTE ("CIAO GIUSVA").RICORDA AI TUOI RADIOASCOLTATORI CHI E'.E QUANTO SIA INGIUSTA LA SUA LIBERTA".

CRUCIANI: Quello stesso giorno chiamammo Adinolfi in trasmissione per parlarne,perchè a noi piace il confronto aperto,schietto,sulle cose che facciamo.Per rispondere all'amico Mario,ammetto di avere a volte il timore,col fatto fatto che spesso saltiamo le presentazioni degli ospiti,di dare per scontate cose che gli ascoltatori possono non conoscere.Detto ciò,Fioravanti ha scontato la pena e ora è fuori dal carcere.Non c'era motivo per non fargli l'intervista,il cui obiettivo era verificare se avesse pronunciato o meno una determinata frase,non giudicare la sua storia o gli anni del terrorismo in Italia.

lunedì 12 agosto 2013

Quando David Parenzo ringraziò Valerio Fioravanti (1 parte)




No comment...sono in vacanza

da CATTIVISSIMI NOI-Giuseppe Cruciani,David Parenzo ,Emiliano Errico (Aliberti Editori)

AL FATTO CHE UNA DELLE CARATTERISTICHE DELLA ZANZARA E' L?IMPREVEDIBILITA'.RICORDO UN'INTERVISTA A SORPRESA A VALERIO "GIUSVA" FIORAVANTI NEL LUGLIO 2012.CI FURONO POLEMICHE INFINITE.

CRUCIANI: Pensa che per quella intervista Parenzo rischia una sanzione dell'Ordine dei giornalisti di Milano.Io me ne fotterei,però lui se ne preoccupa.E' fatto così.Comunque sia,lo spunto ci venne offerto dalla presentazione di un documentario sulla strage di Bologna,UN SOLO ERRORE di Matteo Pasi.Come succede in questi casi,prima dell'uscita ufficiale del documentario,i giornali riportarono alcune anticipazioni.Tra queste c'erano delle frasi,molto pesanti,di Fioravanti contro il presidente dell'associazione delle vittime,Paolo Bolognesi:lo accusava di essere politicizzato e che nella strage aveva perso "solo" la suocera.

LE DICHIARAZIONI CONTRO BOLOGNESI ATTRIBUITE A FIORAVANTI ERANO:" E' UN VECCHIO PARTIGIANO MOSSO DALL'IDEOLOGIA E "HA PERSO LA SUOCERA E,COME DICE UN MIO AMICO,LA SUOCERA NON E' UNA VERA PERDITA".

PARENZO:"Tutti i giornali ne parlarono.Erano le venti e trenta circa.Durante un intervallo mi chiamò Cruciani e mi disse:"Proviamo a chiamare Fioravanti a sorpresa,magari risponde".

CRUCIANI:Chiesi il numero a un'amica che lavora coi radicali.Mandai un sms durante la diretta e dopo pochi istanti mi comparve un cellulare sul display.Passai il numero in regia e aspettai.

PARENZO:Fioravanti rispose subito e naturalmente si rese conto del contesto:La Zanzara,l'orario della telefonata...Sapeva di parlare in diretta alla radio,di essere intervistato e che le sue affermazioni sarebbero state ascoltate da migliaia di persone.

FIORAVANTI CONFERMO' LA VERSIONE DEL DOCUMENTARIO?

CRUCIANI:Sostanzialmente si,pur insistendo sul fatto che formalmente non aveva mai concesso l'intervista per il documentario.Ci disse:"Quella era una finta intervista.Ogni tanto qualcuno me la chiede (un'intervista) e al 99% dico di no perchè non parlo di sentenze passate in giudicato.La frase sulla suocera? Non me la ricordo.In ogni caso,in un dialogo fra persone si possono dire molte cose ma quella -ripeto- non era un'intervista.Non credo comunque di aver pronunciato quella frase,per lo meno non in un contesto offensivo".Ma poi Fioravanti ribadì che perdere la suocera non è come perdere un figlio (cosa accaduta all'ex presidente dell'associazione delle vittime,Torquato Secci) e che Bolognesi ha sempre parlato in nome dell'ideologia e non del dolore.A ulteriore conferma,pochi giorni dopo, il regista del documentario fece sentire il frammento di audio incriminato:era molto disturbato ma le parole di Fioravanti coincidevano.

L'INTERVISTA A FIORAVANTI VI CREO' PROBLEMI?

CRUCIANI:In diretta lo salutai con un confidenziale "Ciao Valerio",dandogli del tu.Ma non perchè lo conoscessi,non l'ho mai incontrato in vita mia.quello è semplicemente il tono che uso con gli ospiti,tutti gli ospiti,voglio metterli a proprio agio.A quel punto mi misi neppure a spiegare chi fosse Valerio "Giusva" Fioravanti: non dissi che era il noto terrorista di estrema destra condannato all'ergastolo per tanti reati, tra cui la strage di Bologna.Lo avevo detto prima,durante la puntata.E comunque La Zanzara non è una trasmissione che spiega vita,morte e miracoli degli ospiti,noi non facciamo schede introduttive.Con Fioravanti andai subito al dunque:"La frase sulla suocera di Bologna l'hai pronunciata o no? Poi Parenzo ne fece una delle sue.Appena prese la parola,iniziò con una frase secondo me sbagliata perchè totalmente fuori contesto...

PARENZO:Frase che rivendico ancora oggi.Dissi a Fioravanti:"Volevo ringraziarla per le battaglie che lei adesso sta facendo.Fioravanti è stato un assassino e ha pagato perchè la magistratura l'ha ritenuto responsabile di quello che ha fatto.Oggi, però, un uomo che ha dato la morte lotta per la vita,perchè lavora nell'associazione Nessuno tocchi Caino.E' la grande vittoria dello Stato.Grazie Giusva".

CRUCIANI: Tu dimmi che bisogno c'era di iniziare in questo modo...

PARENZO: Dissi una classica "radicalata" con lo stesso spirito polemico,con cui avevo difeso Sergio D'Elia,ex Prima linea,quando divenne segretario d'aula della Camera dei deputati nel 2006 e la destra e una parte della sinistra lo ritenevano indegno di quel ruolo a causa del suo passato.

CRUCIANI:Ripeto,secondo me il riferimento a Nessuno tocchi Caino non c'entrava nulla in quel momento.Ma non per questo minaccio provvedimenti contro Parenzo come fa l'Ordine dei giornalisti.Fatti raccontare le accuse che gli hanno mosso!"

PARENZO:Pochi giorni dopo l'intervista,un ascoltatore di Modena,che in realtà è un collega della "Gazzetta" locale,chiese formalmente all'Ordine dei giornalisti di avviare un procedimento disciplinare nei nostri confronti.In una lettera,uscita anche sui giornali,scrisse:"Cruciani e Parenzo hanno,a mio avviso, gravemente violato i doveri della professione giornalistica per quanto riguarda l'aspetto della continenza formale ovvero la corretta e civile esposizione dei fatti (...).I due conduttori non hanno spiegato agli ascoltatori chi stavano chiamando,hanno scambiato con lui saluti di cordiale familiarità e manifesta simpatia ("Ciao Valerio","Ehilà Giusva!").Poi arrivò un altro esposto,da parte di un professore di storia sempre di Modena,Alessandro Smerieri.Ad aprile di quest'anno,cioè nove (nove!) mesi dopo,mi è stata recapitata una lettera dall'Ordine dei giornalisti di Milano,al quale sono iscritto (a differenza di Cruciani,iscritto a Roma),per avvisarmi che il 21 marzo è stato aperto un procedimento disciplinare nei miei confronti.

domenica 11 agosto 2013

UNO BIANCA.Massimiliano Mazzanti risponde a Giovanni Spinosa (2 parte)



No comment...sono in vacanza.

da UNO BIANCA-Massimiliano Mazzanti (Minerva Edizioni)

LE AMNESIE E GLI SBAGLI DEL DOTTOR SPINOSA

All'indomani dell'arresto dei Savi,Spinosa vide crollare gli impianti accusatori dei due processi-quello per la strage del Pilastro e quello contro la così detta QUINTA MAFIA-nei quali svolgeva il ruolo di pubblico ministero e, di conseguenza,non fu chiamato ad indagare sugli assassini catturati.Da allora,secondo quanto scrive oggi,a pagina 426 del suo libro:"Non si (mi sono) è piu interessato della Uno Bianca e ha (ho) anche evitato di leggere libri o articoli e di vedere film e documentari sull'argomento".A testimonianza di questo atteggiamento distaccato,il volumre da lui realizzato non ha una bibliografia,anche se,nelle note,cita fonti che,almeno parzialmente,smentiscono la sua stessa affermazione.In realtà, a una lettura critica del testo,appare di tutta evidenza come Spinosa abbia letto tutto quello che si poteva leggere sulla materia e che l'affermazione sopra menzionata abbia la funzione letteraria di smascherare eufemisticamente,dietro una frase non esplicita, tutta la scarsa considerazione che il magistrato ha per ciò che gli altri hanno  scritto prima di lui.Un atteggiamento,in verità, alquanto arrogante e presuntuoso;utile solo, per chi lo assume,a scansare la fatica di argomentare le critiche e di contestare con puntiglio le tesi che si vogliono smentire.
Questioni di stile a parte,Spinosa inizia la sua narrazione mettendo in dubbio la versione ufficiale dell'individuazione dei Savi,definendo strabiliante (pag 5) il loro arresto.La tesi non è originale nè nuova:tanto nelle pagine seguenti,quanto in precedenti lavori-una per tutti:GIUSTIZIERI SANGUINARI di Sandro Provvisionato-il racconto di Luciano Baglioni e Pietro Costanza,i due poliziotti riminesi a cui è stato attribuito il merito di aver catturato i criminali della Uno Bianca,fu pesantemente messo in discussione.A essere precisi,sollevò perplessità fin da subito,come si potrebbe rilevare dalla rapida lettura delle cronache del tempo.A differenza di altri, però- i quali hanno circonstanziato i loro dubbi sulla base di documenti dimostrati e dimostrabili,giungendo anche a formulare ipotesi precise sul come i Savi possano essere stati effettivamente individuati e catturati-Spinosa mescola alcune congetture sulle azioni finali di Roberto e Fabio con alcune dichiarazioni degli stessi criminali per avanzare questa suggestiva ipotesi:
"Roberto Savi-scrive a pag 11-non solo non ha fatto nessun tentativo per sottrarsi al suo destino fuggendo con conforto di ingenti somme di denaro,ma non ha cercato neanche di smascherare le prove che lo avrebbero inevitabilmente condannato all'ergastolo".Ripercorrendo il disperato e a tratti bizzarro tentativo di fuga del fratello Fabio, conclusosi con l'arresto alla frontiera del Tarvisio,Spinosa rileva (pag 13):"Fabio Savi,non aveva esitato a uccidere,senza alcuna ragione,poliziotti,carabinieri,guardie giurate e inermi cittadini:questa volta si consegna docilmente,lasciando la pistola nel borsello".Perchè un simile atteggiamento da parte dei due principali componenti della banda della Uno bianca? Spinosa lo ha già anticipato al lettore a pagina 9,ricordando un frammento di interrogatorio di Fabio,all'indomani dell'arresto:"Non hanno dubbi:scelgono di restare in Italia,perchè,spiega Roberto al fratello.Se fossimo stati arrestati qualcuno ci avrebbe tirato fuori".
Insomma i Savi sono prede che si sarebbero consegnate ai cacciatori,nella certezza che qualcuno li avrebbe aiutati a uscire dal carcere.Nelle successive 400 pagine,però Spinosa,se tenta di dare un'identità ai possibili qualcuno che li avrebbero tirati fuori, si dimentica di dare una spiegazione logica del perchè i Savi,però, siano ancora dentro.E del perchè,allora, traditi da quel qualcuno che li avrebbero abbandonati a loro stessi,a marcire nelle patrie galere,a tutt'oggi non abbiano fatto i nomi di questi fantomatici complici,magari solo per il gusto di vendicarsi o per ottenere sconti di pena.

venerdì 9 agosto 2013

WIKILEAKS.Anche agli americani non piace la magistratura italiana...



No comment...sono in vacanza.

da DOSSIER WIKILEAKS-Stefania Maurizi (Bur)

Chiusa,inflessibile,una macchina che sforna carriere basate sul clientelismo, un potere al di fuori di qualsiasi controllo del governo e dell'opinione pubblica.I file di WikiLeaks permettono di rivelare come Berlusconi abbia un alleato segreto nella sua guerra senza quartiere alle toghe:per gli americani la magistratura italiana è una bestia nera e l'insofferenza spesso sconfina in un disprezzo che non viene riservato ad alcun potere dello Stato.L'apice dello scontro è,prevedibilmente,il caso di Abu Omar, in occasione del quale gli americani fanno pressioni a tutti i livelli per impedire l'estradizione dei 22 agenti della Cia responsabili della rendition dell'imam.Ma il problema emerge da prima che esplodesse quel casus belli.Di come la diplomazia americana abbia puntato a tenere la giustizia italiana alla larga dal mistero dell'uccisione di Nicola Calipari,abbiamo già raccontato.Ora il database di WikiLeaks offre nuove storie mai venute fuori.
E' il 3 luglio 2003,il giorno dopo il celebre attacco di Berlusconi a Schulz all'Europarlamento.L'ambasciatore Sembler scrive un cablo riservato al dipartimento di Stato in cui spiega che,anche se le critiche dei media all'attacco di Berlusconi potevano sembrare sacrosante,la realtà è molto piu complessa.Ci si aspetterebbe un'analisi di questa complessità in tutte le sue sfumature.E invece quella che segue è un'invettiva contro la magistratura italiana,che sembra scritta dallo stesso Berlusconi.Un'istituzione politicizzata,corporativista,preoccupata per prima cosa e sopratutto di autopreservarsi e solo in seconda istanza di migliorare l'amministrazione della giustizia.Annovera anche un bacino di magistrati di sinistra che sfruttano la propria indipendenza per perseguire apertamente obiettivi politici,incluso quello di far cadere il primo ministro.
Sembler spiega al dipartimento di Stato che un osservatore occasionale potrebbe concludere che un politico potente come Berlusconi,proprietario di molti media italiani,si trovi in una posizione di tale forza da rendere la guerra contro i magistrati una lotta impari.E invece no.La magistratura italiana,racconta a Washington,può brandire alcune armi potenti per difendere le sue posizioni e il suo potere:la protezione della Costituzione,che ne garantisce l'indipendenza e l'autogoverno,e il potere, anche questo riconosciuto dalla Carta costituzionale,di indagare chi vuole e per tutto il tempo che vuole:sono i magistrati,non il governo,a decidere quali casi perseguire e indagare.Nel duello mortale tra Berlusconi e le toghe,l'ambasciatore si schiera in modo netto con il primo ministro.Ha oggettivamente ragione su due cose,argomenta:è un sistema chiuso,schermato da qualsiasi forma di controllo da parte sia del governo sia degli elettori e alcuni dei suoi membri sfruttano la propria posizione costituzionalmente garantita per perseguire obiettivi politici.
Poi di nuovo una sequela di attacchi: ha una mentalità ristretta,è un servizio carriere fondato in gran parte sull'anzianità e sul clientelismo,e alcuni magistrati credono che sia un loro affare (perfino un loro dovere costituzionale) guidare il corso della democrazia italiana attraverso l'attivismo giudiziario,per mezzo dello loro scelte su quali casi investigare e processare.
Come esempio di giustizia politicizzata,inefficiente e completamente scollata dal Paese,Sembler cita il caso di Andreotti. E' considerato un "buon cattolico" e un uomo perbene dalla maggior parte degli italiani,eppure nel novembre scorso è stato incriminato,a 83 anni,per avere cospirato al fine di commettere un omicidio per nascondere una storia di tangenti.I presunti assassini sono stai assolti per mancanza di prove.Era stato incriminato e scagionato sulla base di indagini e processi che vanno indietro fino al 1993.
La bagarre al Parlamento europeo è solo uno degli episodi che lascia affiorare l'insofferenza americana per le toghe.Nel novembre 2003,l'azienda privata italiana FB Design di Lecco sta per consegnare a Teheran una serie di barche veloci,che hanno permesso ai famigerati Pasdaran,il braccio armato del regime,di mettere in piedi un'armata temibile,in grado di paralizzare le rotte del petrolio.Le pressioni americane per bloccare la spedizione sono fortissime e alla fine i diplomatici di via Veneto ottengono un pranzo di lavoro con Aldo Doria,il direttore della divisione del ministero delle Attività produttive che si occupa di esportazioni di merci a uso potenzialmente bellico.L'esito dell'incontro viene comunicato a Washington in un cablo classificato "secret/noforn".Il dottor Aldo Doria,scrivono i diplomatici a Washington,ha espresso ottimismo e raccontano come l'esecutivo Berlusconi,a detta del funzionario italiano,avesse fatto una sorta di "accordo informale" con l'azienda per non far partire le barche alla volta di Teheran.Ma la cosa che il governo vuole disperatamente evitare,spiega Doria agli americani,è che la questione approdi in tribunale,altrimenti potrebbe succedere di tutto.L'ambasciata conclude che la paura è giustificata,vista la capricciosità del sistema giudiziario italiano.
Lo scontro titanico con le toghe,però,è sul caso Abu Omar.Purtroppo,il database dei cablogrammi restituisce solo la punta dell'iceberg di quella guerra:appena 21 file,la maggior parte dei quali con informazioni stringatissime,segno evidente che la partita diplomatica Usa-Italia sullo scandalo Abu Omar ha comportato le trattative inconfessabili che viaggiano sui canali "top secret" (anzichè "secret" come sono i cablo ottenuti da WikiLeaks).Ventuno file,infatti, è un numero ridicolo per un  caso di altissimo profilo come quello di Abu Omar.Il database dimostra che,quando gli americani vogliono fare pressioni per interessi che giudicano vitali,fanno partire centinaia di comunicazioni dall'ambasciata di Roma alla volta di Washington.Alle relazioni pericolose tra l'Italia e il regime di Teheran,per esempio, dedicano 715 file per un totale di 2770 pagine.Alla questione dei cibio Ogm.162 cablogrammi:877 pagine.

giovedì 8 agosto 2013

ALBERTO BAGNAI.Le lievi imprecisioni della stampa (2 parte)



No comment...sono in vacanza

da IL TRAMONTO DELL'EURO-Alberto Bagnai (Aliberti editori)

Dunque,facciamo due conti:se l'Italia uscisse,visto che il PIL italiano è attorno ai 1500 miliardi di euro,e noi siamo circa 60 milioni,a ogni cittadino italiano (non a tutti gli europei),con questa logica,il ritorno alla lira costerebbe fra i 12500 e i 10.000 muro al primo anno (con altre "rate" intorno ai 3000 negli anni immediatamente successivi,ma su questo lo studio non è chiaro).Il costo riguarderebbe i cittadini del Paese che esce,non l'intera Europa,va da sè.E se uscisse la Grecia? Con i numeri della Grecia,il costo del ritorno alla dracma sarebbe invece fra i 10.000 e gli 8000 euro per cittadino greco (non per tutti gli europei,che secondo lo studio subirebbero costi indiretti e inferiori).
E cosa che invece "la Repubblica"? "Il ritorno alla dracma costerebbe 11.000 euro all'anno per ogni europeo (Livini,2012).E ci fa pure il titoli! Geniale... Allora,facciamo anche qui due conti:11.000 all'anno moltiplicato per i 332 milioni di abitanti dell'Eurozona fa una cosa come 3648 miliardi di euro,cioè una volta e mezzo il Pil della Germania...Come? Cosa? eh? Ma siamo matti? L'abbandono dell'Eurozona da parte di un Paese che conta per il 2% di essa dovrebbe provocare costi pari al 30% del prodotto dell'intera Eurozona? Bum! Chi offre di piu? E allora quando l'impero Austroungarico ha dissolto la propria unione monetaria,l'Europa sarebbe dovuta sprofondare come Atlantide!
Suvvia, cerchiamo di essere seri,cerchiamo di avere un minimo di senso di responsabilità,di capire che una corretta informazione è il presupposto essenziale di una democrazia sana,di capire che chi uccide la verità uccide la democrazia.
L'uscita da un'unione monetaria pone tre ordini di problemi sul piano pratico:
-come gestire la sequenza degli eventi,e in particolare l'annuncio dell'uscita;
-come attuare il passaggio (changeover) dalle vecchie alle nuove banconote e monete;
-come ridefinire i rapporti di debito e credito,distinguendo fra quelli privati e quelli pubblici,e fra quelli nazionali e quelli esteri (cross-border)

mercoledì 7 agosto 2013

ALBERTO BAGNAI.Le lievi imprecisioni della stampa (1 parte)



No comment... sono in vacanza.

da IL TRAMONTO DELL'EURO-Alberto Bagnai (Imprimatur editore)

Il D-Day fa una paura ladra a tutti,una paura fomentata dal potere,che gioca su di essa per mantenere le classi subalterne sotto il giogo di un sistema monetario nel quale a pagare sono sempre loro.Anche perchè il potere sa quello che Borenzstein e Panizza (2008) hanno così bene evidenziato:per chi sarà al governo al momento dell'uscita,gli elettori non avranno pietà.I politici restano quindi aggrappati con le unghie e con i denti alle loro menzogne,coadiuvati a titolo piu o meno disinteressato dagli  organi di informazione,che giocano su due registri: la mistificazione dei precedenti storici,e la rappresentazione unilaterale e distorta degli scenari futuri.Occorrerà,in questo testo che vuole essere prima di tutto una testimonianza,lasciare qualche esempio a futura memoria.
Cosa sia stata la crisi del 1992 e quali le sue dinamiche macroeconomiche lo abbiamo visto ad abundantiam nelle pagine precedenti,per la semplice ragione che questo è il precedente storico piu ovvio della situazione che stiamo vivendo.Ma guardate come la raccontavano nel maggio 2012 Marvelli e Pagliuca sul prestigioso "Corriere della Sera":
"Il nostro Paese venne costretto ad abbandonare lo Sme,il sistema monetario europeo,dopo un furioso attacco speculativo.Il dopo è storia,non finanza fatta con i "se".Tra maggio e ottobre la lira perse il 25% rispetto al marco tedesco.Nel periodo successivo i Bot andarono al 17%,l'inflazione schizzò e i titolari di un mutuo in Ecu- il paniere che rappresentava le divise europee, o in altre monete straniere maledissero la scelta extra valutaria.Perchè la lira perse terreno rispetto a tutte le monete forti".
A voi, che la storia la sapete,dovrebbero risaltare evidenti le grossolane imprecisioni di questo passo.Primo," nel periodo successivo" alla svalutazione,i tassi, che avevano raggiunto il 17% nel tentativo di difendere la parità di cambio,ovviamente scesero,non salirono,come asserito dai giornalisti, perchè essendoci sganciati dallo Sme non avevamo piu alcuna parità da difendere.Cosa vogliono cercare di dimostrare gli autori con questo resoconto lievemente impreciso,per quanto asseverato da un supponente "il dopo è storia? Che uscire sarebbe una catastrofe per
i titolari di mutui in Ecu.Cercano così di costruire con la paura il consenso attorno a una menzogna ideologica.I titolari dei mutui in Ecu non furono penalizzati dalla crescita degli interessi,che non ci fu (e comunque riguardava sopratutto il segmento a breve del mercato monetario),ma dal fatto che avevano contratto un mututo in una valuta estera.Si trovarono così a pagare ogni rata il 25% in piu:la rata da 1.000.000 di lire salì a 1.250.000 lire.Per i titolari di un mutuo in euro contratto con una banca italiana la situazione sarebbe diversa:il loro mutuo verrebbe convertito nella nuova valuta,la svalutazione non li riguarderebbe.La loro rata da 500 euro diventerebbe di 500 nuove lire.
Queste sono le lezioni che ci vengono dai precedenti storici e dagli scenari degli analisti piu accreditati e obiettivi.In Italia però è circolato nella stampa un unico studio sulle conseguenze dell'uscita dall'euro,quello condotto dall'Ubs.Una fonte non particolarmente accreditata sotto il profilo scientifico.Del resto, le banche svizzere non hanno,per ovvi motivi,bisogno di analisti particolarmente perspicaci:basta la legge sul segreto bancario ad attirare nelle loro casse capitali da tutto il mondo.Per  di piu, uno studio in plateale conflitto d'interessi.Dopo aver dipinto con toni da tregenda il "disastro" dell'euro,lo studio conclude affermando che l'uni modo per proteggersi è disfarsi degli investimento in euro.Detto da una banca svizzera, è chiaro dove si voglia andare a parare:come direbbe il bancarellaro amico di Draghi:"Dateci li sordi che cce penzamo noi...". Non è un gesto molto fine,e,sopratutto, si sta rivelando un boomerang per la Svizzera,schiacciata dall'apprezzamento del proprio cambio.
Ma da un anno a questa parte la stampa italiana si occupa quasi esclusivamente di uno studio di questa (in) costistenza etica e scientifica.E la cosa  divertente è che,non paghi di aver dato un'informazione unilaterale ricorrendo a uno studio ridicolo, i nostri informatori ci mettono del loro per renderlo ancora piu funzionale al loro scopo:il terrorismo.
Lo studio afferma che un Paese che uscisse dall'Eurozona dovrebbe sopportare un crollo del reddito nazionale (Pil) fra il 40% e il 50% nel primo anno. Stendiamo un velo pietoso su questa affermazione,che abbiamo già visto essere smentita da studi seri come Weisbrot e Ray (2010),e divertiamoci a vedere come questa notizia è stata data da un prestigioso quotidiano di sinistra, "la Repubblica".

martedì 6 agosto 2013

Intervista a Marco Della Luna (2 parte)



No comment...sono in vacanza

da PECORE DA TOSARE-Andrea Bizzocchi (Edizioni il punto d'incontro)

QUAL E' LA DIFFERENZA TRA SIGNORAGGIO MONETARIO E SIGNORAGGIO CREDITIZIO?

Il signoraggio monetario è quello che realizzano i proprietari-gestori delle banche centrali di emissione emettendo a costo zero moneta legale e ricevendo in cambio titoli del debito pubblico.Il signoraggio creditizio invece è quello che le banche realizzano concedendo credito-operazione anche questa a costo pressochè zero.Infatti le banche non si preoccupano neppure di prestare il denaro dei depositanti.Come se ciò non bastasse,questo denaro al 92% non è neanche denaro vero e proprio,ha la forma di bonifici,assegni e così via.Si tratta in altre parole di creazioni contabili di altre banche,che gli istituti di credito si girano tra di loro.Le banche non prestano "soldi":quando erogano un mutuo non fanno altro che stampare un assegno circolare,o eseguire un accredito elettronico,o ancora aprire una lettera di credito.Nessuna di queste operazioni richiede che la banca abbia una copertura in oro o in beni patrimoniali reali.Quindi la banca crea liquidità dal nulla a costo zero e su di essa si fa pagare gli interessi.

STA DICENDO CHE NOI IN REALTA' NON SAREMMO TENUTI A PAGARE MUTUI E FINANZIAMENTI VARI,PERCHE' LA BANCA NON CI DA' DENARO MA SOLO IMPULSI ELETTRONICI?

In base all'articolo 1813 del Codice Civile,non c'è mutuo se non c'è consegna di danaro.Il danaro è il danaro reale,ossia la moneta legale,le banconote.Poichè i mutui vengono erogati senza dare danaro, ma semplicemente stampando un assegno circolare o eseguendo un bonifico o altre operazioni contabili,a norma di legge i cosidetti mutui sono irreali,quindi non c'è un capitale da rimborsare e,non essendo stato mutuato danaro,non si devono pagare gli interessi.Qua e là,qualche giudice inizia ad ammetterlo.

QUALI SONO LE GARANZIE DELLE BANCHE QUANDO EROGANO UN PRESTITO? CHE COS'E' LA RISERVA FRAZIONARIA?

Le banche non ci danno soldi, come ho spiegato, ma registrazioni contabili elettroniche,oppure pezzi di carta, nella forma di assegni circolari.In tutti i casi si tratta  di una promessa di pagamento di determinate somme di danaro,cioè in moneta legale,ossia banconote.La questione quindi è: considerando 1000 il totale delle promesse di pagamento di moneta legale emesse dal sistema bancario,compresi i libretti di risparmio e gli attivi dei conti correnti,quanta moneta legale hanno le banche nei loro depositi,per far fronte alle richieste di pagamento in cvontanti? Ebbene, mediamente hanno 2.Il 2 per mille.In altre parole,se tutti i clienti di una banca andassero contemporaneamente a incassare in contanti i propri libretti,assegni, attivi di conto corrente ecc, le banche sarebbero in grado di restituire solo l'1,5 per mille,perchè assegni circolari e conti correnti sono,nel loro insieme,quasi totalmente scoperti.
Ovviamente, in condizioni normali,una corsa alle banche per ritirare i depositi è altamente improbabile.Questo però è avvenuto piu volte nella storia,e ultimamente nel 2008,quando nel Regno Unito la banca Northern Rock venne nazionalizzata dopo essere stata travolta dalla crisi.La riserva frazionaria,cioè la possibilità che la banca aveva una garanzia effettiva,ossia riserve in oro o in altri beni reali,valute legali solide.Oggi tali riserve sono "superate".La banca di credito usa come riserva il proprio giro d'affari,il proprio rating,e in ultima istanza,specialmente quando si lancia in speculazioni ampie e azzardate,usa i soldi dei contribuenti ,che sono chiamati a ripianare le sue perdite.Oggi, sostanzialmente ,la riserva,la garanzia delle banche,sono i contribuenti.E lo si è visto nei molti salvataggi di banche operati dalla mano pubblica negli ultimi anni.Il che equivale a dire che i cittadini hanno salvato se stessi.Anche se in realtà ci siamo stretti ancora di piu il cappio attorno al collo...

NON SI CAPISCE PERCHE' L'ITALIA O QUALUNQUE ALTRO PAESE DOVREBBE CEDERE LA PROPRIA SOVRANITA' MONETARIA A DEGLI ORGANISMI PRIVATI...

In realtà si può capire benissimo:perchè le pecore cedono la propria lana a un pastore privato? Perchè il pastore si prende la lana senza bisogno della loro autorizzazione,avendo a che fare con animali inermi e inconsapevoli.

CI SONO STATI UOMINI POLITICI CHE HANNO TENTATO DI RIBELLARSI DAL GIOGO DEL SISTEMA BANCARIO?

Si,qualcuno ci ha provato.Abramo Lincoln e John Kennedy,in epoche diverse,provarono a comportarsi altrimenti.Ambedue,per frenare l'indebitamento pubblico degli Stati Uniti emisero dollari come Stato (Tesoro) anzichè ricorrere alla Federal Reserve,la banca centrale degli Stati Uniti d'America ,o a banche straniere.Ma in tal modo misero in pericolo il sistema del signoraggio,e guarda caso entrambi sono stati assassinati:il primo con una pistola,il secondo con un fucile.

CI SONO PARTITI POLITICI CHE CERCANO DI CAMBIARE QUESTA REALTA?

Ovviamente no.Se lo facessero,sarebbero automaticamente emarginati.Quando qualche politico italiano ci ha provato,,il suo partito lo ha prontamente neutralizzato.Il monopolio del credito e della moneta,cioè la sovranità monetaria,non è semplicemente un mezzo per estrarre ricchezza dalla società a costo zero,ma anche il principale strumento per governarla.

QUAL E' LA PERCENTUALE DEL BILANCIO STATALE CHE SERVE A PAGARE GLI INTERESSI PASSIVI SUL DEBITO PUBBLICO?

In Italia è circa il 22%,ma è in aumento.

IN CONCLUSIONE,LA SOLA RISPOSTA PUNTARE ALLA SOVRANITA' MONETARIA...

Secondo alcuni,a livello nazionali sì.C'è chi,come il mio amico Nino Galloni ,dice che bisognerebbe prendersi la sovranità monetaria togliendola ai banchieri privati,emettendo moneta statale senza debito e destinandola a impieghi produttivi,come ricerca,innovazione,infrastrutture,investimenti.In questo modo si potrebbero rilanciare economia,occupazione,qualità della vita.Ma questo è irrealizzabile,perchè i signori della moneta hanno praticamente tutto il potere nelle loro mani.E non  è nemmeno auspicabile,perchè genererebbe uno sviluppo industriale tale da produrre in breve una catastrofe ecologica e una guerra mondiale per accaparrarsi le risorse rimaste.

MA ARRIVARE ALLA SOVRANITA' MONETARIA NON SIGNIFICA AUTOMATICAMENTE DESTINARE IL DENARO AL RILANCIO INDUSTRIALE.E' CHIARO CHE NON SAREBBE LA SOLUZIONE DI TUTTI I MALI,MA COMUNQUE UN PASSO NECESSARIO PER USCIRE DA QUESTO TRAGICO VICOLO CIECO IN CUI SIAMO STATI CACCIATI...

E' un passo indispensabile,se si vuole uscire dal buco nero del debito e rilanciare l'economia,ma è anche un passo impossibile,per due ragioni.Primo:chi ha il monopolio del denaro,quindi il potere vero (comprese le forze armate),non è disposto a cederlo.Secondo: se i popoli ottenessero la sovranità monetaria e con essa rilanciassero le economie,distruggerebbero in poche anni la biosfera devastandola con l'inquinamento,con la sovrappopolazione,con le guerre per le materie prime.