Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

mercoledì 31 luglio 2013

No comment...sono in vacanza




Durante l'anno nei viaggi in treno, sull'autobus,  leggi libri, trovi pagine e pagine interessanti che vorresti pubblicare ma non trovi il tempo.Dal 1 al 31 agosto lo farò. Troverete del materiale molto interessante.
Non aggiornerò il blog tutti i giorni ma quando lo farò,non vi annoierete di sicuro.

lunedì 29 luglio 2013

F.TIMES:L'Italia indifferente all'interesse generale



In parte condivido quello che scrive Guy Dinmore sul Financial Times.Be lobby non comandano solo l'Italia ma tutto il mondo, a Bruxelles ce ne sono decine di migliaia che corrompono politici con una facilità notevole ,cosa vuoi che siano per loro qualche centinaia di migliaia di euro. Per quanto riguarda la giustizia, è colpa di tutti e mi vien da ridere quando si pensa solo a Berlusconi.Sono state fatte leggi che i moralisti comunisti hanno accettato volentieri per non far andare in galera dei loro compagni e poi l'indulto, mai una volta che hanno tolto un grado di giudizio e una legge per far "morire" la prescrizione prima che cominciasse il processo di primo Grado. Diciamo la verità,la costituzione italiana è ipocrita.Va bene la caduta del fascismo ma i ceti popolari sono fortamente penalizzati, se denunci un datore di lavoro devi aspettare una decina d'anni per avere ragione, si fa di tutto per proteggere i propri delinquenti ,grazie alla Costituzione italiana che glielo permette. L'Ocse si lamenta che l'Italia non taglia abbastanza spesa pubblica? State tranquilli cari miei criminali, che presto, forse già da autunno ci saranno di quei tagli che in un paio di anni ci porterà ad un passo dalla Grecia,altro che ripresa.Qualcuno vuol scommettere?

Guy Dinmore,Financial Times (Traduzione l'INTERNAZIONALE)

Nonostante abbiama una maggioranza schiacciante in parlamento,il governo italiano si sta scontrando con il potere delle tante lobby che ne frenano le riforme economiche:dagli scioperi di avvocati e medici agli amministratori che cercano di mettere dei vincoli alla diffusione del wifi pubblico.Sono in molti a pensare che queste lobby abbiano totalmente tanto potere da ostacolare gli sforzi per rendere l'Italia un paese piu efficiente e interessante per gli investimenti stranieri,come chiedono gli organismi internazionali tra cui l'Ocse. Il 24 luglio la camera dei deputati dovrebbe aver votato il piano per velocizzare le cause civili proposto dalla ministra della giustizia Annamaria Cancellieri e inserito nel 2decreto del fare".In passato l'ex presidente del consiglio Berlusconi ha spesso usato la scusa degli interessi inattaccabili per giustificare la paralisi politica che ha contraddistinto i suoi governi.Il suo successore Mario Monti si è scontrato con lo stesso muro.adesso è il turno di Enrico Letta,che guida una coalizione fragilr composta da partiti di centrosinistra e di centrodestra.Gli avvocati,le grandi lobby impediscono che il paese diventi normale",ha dichiarato un'esasperata Cancellieri.Il suo piano prevede l'estensione del ricorso a procedure alternative ,come la mediazione, per cercare di smaltire cinque milioni di cause civili arretrate.Un numero che ogni anno aumenta del 10%.Per protestare contro questa riforma,gli avvocati hanno scioperato dall'8 al 16 luglio. La lentezza della giustizia civile italiana (in media ci vogliono 1.210 giorni per risolvere un contenzioso in campo commerciale) viene spesso indicata come l'ostacolo principale per gli investimenti esteri.Nello studio condotto dalla Banca mondiale nel 2013 su quanto è facile o difficile essere imprenditori c'è una classifica dei paesi in cui le controversie commerciali durano piu a lungo: l'Italia si è classificata 160esima su 185. L'Italia ha piu di 240.000 avvocati,mentre la Francia ne ha 54.000.Oltre il 10% dei parlamentari è un avvocato:tra loro anche due legali di Berlusconi,impegnati a gestire i suoi processi o occupati a redigere provvedimenti legislativi per assicurargli l'impunità.La proposta di Cancellieri è stata emendata nelle commissioni parlamentari e si è stabilito che la mediazione bisogna essere assistiti da un avvocato.L'anno scorso gli avvocati sono riusciti a fermare il tentativo di Monti di abolire le tariffe minime.Lo stesso Monti si è scontrato con un altro gruppo di interesse,quello dei farmacisti,che continua a far pagare una confezione di pillole per il mal di testa venti volte di piu rispetto a quanto la si paga nei supermercati britannici.Il 22 luglio è stato il turno dei medici e veterinari,che hanno protestato contro i tentativi di ridurre la spesa sanitaria.

L'OMBRA DELLA MAFIA

L'ultimo studio economico dell'Ocse afferma che per tenere sotto controllo il deficit di bilancio l'Italia dovrebbe abbandonare la politica di aumento delle tasse e tagliare di piu la spesa pubblica.Ma in Italia la spesa è diminuita poco,molte meno rispetto agli altri paesi indebitati che fanno parte dell'eurozona.questo è il frutto del potere esercitato nel paese da certe professioni, dai sindacati e dalle amministrazioni regionali che,per esempio, gestiscono la sanità pubblica,diventata un'importante fonte di guadagno per la mafia, forse la piu potente e la piu oscura di tutte le lobby. Ma le recenti proteste contro le riforme riguardano il wifi.In questo ambito l'Italia non riesce a mettersi al passo con l'Europa nella promozione dell'accesso pubblico libero e gratuito negli alberghi,neu bar, nelle biblioteche e a bordo dei mezzi di trasporti pubblici.Il mese scorso il presidente del Consiglio ha accolto con un allegro tweet la nomina di Francesco Caio, noto dirigente del settore delle telecomunicazioni,a "mister Agenda digitale". Mario Monti teme che le lobby abbiano la meglio su Enrico Letta.In una intervista televisa,Monti ha detto che "il parlamento non deve essere un banco dove le lobby vanno a contrattare con i partiti".L'Italai,ha proseguito,"va a fondo lentamente,dolcemente,e qualche volta allegramente,perchè gli interessi delle singole categorie prevalgono sull'interesse generale".

Unione bancaria,unione bastarda...


Le banche ci succhiano il sangue, hanno ridotto gli stati in privati cittadini che sono costretti a chiedere un prestito per tirare avanti dovendo tagliare e rinunciare ad una bella fetta di bene pubblico e poi quando ci servono soldi per aiutare le imprese a ripartire, dimostrano di avere il braccino corto.
Il sistema bancario,che ormai comprende i governi, reagisce con nuove iniezione di moneta nelle banche stesse che non le usano per prestarle,ma ci speculano perchè rende di piu e l'economia reale va in recessione.

da Repubblica Affari e Finanza-Articolo di Stefano Micossi

In entrambi i casi si può parlare di avanzamenti significativi,anche se i risultati soffrono del solito braccino corto dei creditori,che non si fidano dei debitori potenziali,e moltiplicano i paletti per prevenire l'abuso dei meccanismi di sostegno.Verrà dunque istituto un nuovo strumento finanziato dell'Esm per ricapitalizzare le banche dell'eurozona,con una capacità totale di intervento pari a 60 miliardi di euro:una cifra adeguata se il problema riguarderà poche banche in difficoltà,del tutto inadeguata se il cattivo andamento.Dell'economia si tradurrà in perdite diffuse.
La caratteristica piu problematica del compromesso raggiunto dal consiglio Ecofin sta nella decisione di includere i depositanti,anche quelli sotto la soglia europea di assicurazione (100.000 euro),tra i creditori che possono subire perdite,anche se dopo tutti gli altri (azionisti,creditori subordinati e in generale creditori non garantiti,mentre sono esclusi i creditori senior garantiti).Vi è una elevata probabilità che ciò possa condurre a fughe dei depositanti e a fenomeni di panico,al manifestarsi delle prime difficoltà della banca.Le autorità nazionali disporanno di qualche margine di flessibilità nel decidere quali passività escludere dal meccanismo di coinvolgimento dei creditori nella copertura delle perdite,segnatamente quando ciò sia giustificato dall'esigenza di evitare fenomeni di contagio e mantenere la funzionalità di funzioni critiche (quali il sistema dei pagamenti)Se questa soluzione ha il pregio di rendere il sistema di risoluzione meno rigido,ha anche il difetto di rendere incerte le conseguenze della crisi sui creditori nell'insieme,il nuovo sistema di gestione delle crisi sui creditori nell'insieme, il nuovo sistema di gestione delle crisi bancarie e di ricapitalizzazione delle banche mette l'enfasi sulle responsabilità della singola Banca e stabilisce forti presidi contro i comportamenti opportunistici dei banchieri e degli stati,rendendo il sistema finanziario piu stabile.Allo stesso tempo,esso non pare adatto per interventi estesi di ricapitalizzazione delle banche resi necessari da un generale deterioramento dell'economia.

LE AZIENDE VOGLIONO IL CREDITO MA LE BANCHE NON GLIELE DANNO
Corriere Economia-Salvatore Brigantini (22 luglio 2013)

Le aziende vogliono credito ma le banche lo negano, o chiedono tassi proibitivi.Rispetto a quelli pagati dagli stranieri.Esse si finanziano sul mercato solo a tassi superiori a quelli della Repubblica italiana,che dei debiti loro è garante ultima.Ne ricevono anche dalla Bce a tassi minimi,ma li investono in titoli di stato italiani:un uso cui certo non si oppone chi li emette.Le imprese pagano un "rischio Italia",e ciò frammenta il mercato unico dei beni (quello dei servizi proprio non c'è).Di qui l'insistenza della BCE per strumenti utili all'uniforme trasmissione della politica monetaria in tutta l'eurozona,bloccando la nascita di tante "sottozone" (prive della leva del cambio) quanti sono i paesi dell'euro.Secondo il Financial Times (10 luglio),la permanenza di tassi bassi ora annunciata dalla Bce comporterà per le imprese tedesche minori interessi passivi per 14 miliardi,e solo 2 per le italiane:se avessero gli stessi tassi tedeschi,ne risparmierebbero 15,il 17% dei loro margini.Per evitare nuove catastrofi,alle banche si chiede piu capitale,alle banche si chiede piu capitale,così potranno far fronte ai loro rischi da sole, senza oneri per noi tutti.
Loro devono pulire i bilanci,ma lo stato potrebbe concedere loro di dedurre subito tali perdite,oltre i limiti attuali;la perdita di gettito sarebbe ridotta dalla probabile rinuncia delle banche a spericolate manovre lesive.

domenica 28 luglio 2013

EZIO VENDRAME:quando il Vicenza vinse grazie a Mariano Rumor...




Ho un debole per quelli che non si vergognano,anche sa distanza di diversi anni, di denunciare il marcio del calcio, le partite truccate, il doping.Carlo Petrini è stato il primo a scrivere certi libri, Ezio Vendrame ha raccontato la sua storia e ci ha messo dentro anche alcune stranezze della sua carriera da calciatore.Vendrame è un personaggio che mi diverte ma c'è da dire anche che molte volte esagera,come la barzelletta sulla donna disabile che si trova all'interno di questo libro del febbraio 2003.
In questo paese dove il calcio è preso sul serio fin dalle categorie amatoriale dove si spreca un enorme quantità di denaro pubblico , la politica è sempre andata a braccietto con il calcio e diversi scudetti o salvezze sono state decise grazie a personaggi importanti,in questo caso con l'allora Presidente del Consiglio democristiano, Mariano Rumor.L'ha scritto Ezio Vendrame dunque se qualcuno vuol chiarimenti, si rivolga a lui. Certo, è una storia che fa abbastanza schifo.

da SE MI MANDI IN TRIBUNA GODO-Ezio Vendrame (Edizioni Biblioteca dell'immagine)

Era la penultima partita di campionato 1972-73,e noi del Vicenza ,per sperare di salvarci,dovevamo assolutamente vincere in casa contro la Ternana che era già matematicamente retrocessa da alcune settimane in Serie B.
Avevano trascorso in ritiro a Bassano del Grappa l'intera settimana.Adesso direbbero "per preparare la partita",ma a quei tempi noi,le partite,sapevamo soltanto che dovevamo giocarle,e i ritiri ,oltre che una grande rottura di coglioni,erano un'istigazione all'alcolismo anche per gli astemi come me!
In tribuna,ad assistere all'incontro c'era anche il Presidente del Consiglio,Mariano Rumor,che, essendo vicentino,era anche un tifoso dei colori biancorossi (così dicevano!).Ma a pochi minuti dall'inizio della gara mi accorsi che la paura di vincere a tutti i costi ci aveva imbrocchiti a tal punto che nemmeno le cose piu elementari ci riuscivano,e la Ternana,nonostante fosse già retrocessa,sembrava il "Real Madrid"!.
Pur sfiorando lo svantaggio per almeno una decina di volte senza mai riuscire a oltrepassare la nosta metà campo,il primo tempo terminò 0-0,e quando rientrammo negli spogliatoi sembravamo un branco di agonizzanti senza piu alcuna speranza!
Il nostro allenatore,Ettore Puricelli,era talmente pallido che pareva già deceduto,mentre noi tutti stavamo il silenzio assaporando l'amaro calice che portava  dritto in Serie B.a rompere quell'atmosfera funebre fu il nostro "grande" presidente Giussi Farina che, soprassedendo a quella che sembrava la nostra disfatta,ci disse che da lì a poco ci sarebbe venuto a salutare il Presidente Mariano Rumor che nel frattempo era andato anche a dare un salutino all'arbitro... "Che cazzo vorrà dire tutto questo" ,pensai.
"Noi siamo nella merda fino al collo e dobbiamo anche sorbirci la passerella di un politico!Abbiamo bisogno soltanto di un miracolo,non di cagate!
Comunque,quando il Presidente entrò da noi,fu di poche parole che però sembravano alquanto rassicuranti.
Ci disse di giocare tranquilli e, con un sorriso da politico,di non preoccuparci!
Nel secondo tempo, la non-qualità del nostro gioco rimase la stessa,però ci fu assegnato un calcio rimase la stessa,però ci fu assegnato un calcio di rigore sul mio amico Faloppa mentre l'azione si svolgeva a  metà campo!!
Fu Sandro Vitali a realizzare quel regalo che ci portò in vantaggio.Poi ,ogni qualvolta la Ternana si avvicinava alla nostra area,veniva rispedita indietro da fantasiose fischiate dell'arbitro.Il Presidente del Consiglio vinse quella partita 1-0 e noi,vincendo la domenica successiva a Bergamo,ci salvammo proprio a spese dell'Atalanta.Ma c'era poco da gioire.Una volta di piu maledìì la cotta che da bambino mi aveva perduto in questo fottuto imbroglio.

venerdì 26 luglio 2013

Ministro Kyenge, che mi dice degli imprenditori che se ne vanno dall'Italia?



Vedo che Stefano Fassina ragiona alla Paolo Barnard sull'evasione fiscale,entrambi hanno cambiato idea.Resto dell'idea che è tutta una questione culturale (che manca in Italia) ,nel Belpaese puoi avere le tasse piu basse del mondo che riesci sempre ad inventarti qualcosa per non pagarle;basta guardare il comportamento degli imprenditori italiani in Svizzera, è esemplare e portano molta qualità perchè il made in Italy è apprezzato in ogni angolo del mondo. E il ministro Kyenge cosa ne pensa dei tanti imprenditori che scappano dall'Italia per andare all'estero? Ogni tanto si interessa dei tanti posti di lavoro persi? Pensa solo a far entrare qualsiasi delinquente straniero nel Belpaese? A cercare di depenalizzare i reati piu diffusi tra gli extracomunitari? In questo paese in mano ai No Golbal ,le uniche cose che si sentono tutti i giorni sono i matrimoni gay, la legalizzazione delle droghe leggere, nessuna regola sull'immigrazione clandestina, portare i Rom a rubacchiare nei quartieri popolari ma di cercare di trattenere gli imprenditori che danno lavoro, mai...

da LIBERO del 26/07/2013-Intervista all'imprenditore Mario Comalli

Esaperato,deluso,infuriato.Mario Comalli,55 anni, è uno degli oltre 30.000 imprenditori italiani che molla tutto e va via.Dalla Brianza al Canton Ticino senza scalo.Con i sette operai e addetti al seguito trasferisce baracca e burattini e si rifugia in Svizzera.Oggi per andare in azienda deve fare non piu di 7 km.Dopo il trasloco saranno 27 i km,ma è questa distanza il prezzo da pagare per fare impresa. Basta burocrazia,basta rotture,basta cambi normativi "ogni due per tre".Io "ci tengo alla salute,vorrei godermi fra qualche anno la pensione.Qui è diventato impossibile fare tutto"Sintema sport è una delle migliaia di piccole imprese italiane innovative.Ad Albiate,una manciata di km dal confine elvetico,Mario e il fratello Ermanno circa 30 anni fa avevano messo in piedi un gioiellino industriale.Producono parti e biciclette in fibra di carbonio di alta gamma.Tanto apprezzate da aver conquistato i ciclisti (professionisti e amatoriali) di mezzo mondo.Non a caso oltre l'80% della produzione finisce all'estero.Morale:15.000 prezzi venduti e un fatturato che nel 2012 ha sfondato quota 2 milioni e mezzo.

SI E' ARRESO? IMPACCHETTA L'AZIENDA E SCAPPA IN SVIZZERA?

Qui è impossibile lavorare.Ogni due per tre cambiano le regole,se ne inventano una al giorno per mettermi in difficoltà.Ma mai nulla che ti faccia risparmiare un euro".

DICA LA VERITA':SCAPPA IN SVIZZERA PER GUADAGNARE DI PIU?

Si,ma principalmente in salute e tranquillità.A conti fatti trasferirsi in Canton Ticino fa piu bene alla salute che al portafoglio.Qui non si può programmare la vita aziendale.Come fai a farlo se cambiano le regole appena vengono pubblicate in Gazzetta Ufficiale?

INSOMMA,MEGLIO LA SVIZZERA...

Non è un caso se ci sono 55.000 frontalieri che ogni giorno attraversano il confine per lavorare.Già 200 aziende hanno abbandonato la mia zona per trasferirsi da quelle parti.Si faccia un giro in Brianza.Nel raggio di appena 20 km dalla nostra azienda ci sono 400.000 metriquadri di capannoni chiusi.In vendita.

SE ANCHE LE PICCOLE AZIENDE MOLLANO,SE ANCHE QUELLE CHE VANNO BENE SI ARRENDONO,PER L'ITALIA CHE FUTURO PREVEDE?

Nero.Le faccio un esempio:3 anni fa abbiamo comprato dei terreni per espandere l'azienda.A distanza di oltre mille giorni non siamo riusciti neppure ad avviare la pratica.L'azienda cresce ma non possiamo accompagnarla in questa crescita.

SI TRASFERIRA',QUANDO E COME RIUSCIRA' A VENDERE IL SUO DI CAPANNONE.E I SETTE COLLABORATORI COME L'HANNO PRESA?

Abbiamo spiegato che qui è impossibile continuare.C'è chi è contento chi sta organizzando con i colleghi per fare avanti e indietro.Probabilmente qualcuno lo perderemo per strada...Purtroppo.

PER UN'AZIENDA CHE SE NE VA ALL'ESTRO C'E' ANCHE DA CONSIDERARE IL TRASFERIMENTO DI TECNOLOGIA,STILE E KNOW HOW CHE L'ITALIA CI RIMETTE.UN CAPITALE BUTTATO VIA...

E' proprio questo che la nostra classe politica non capisce.Io li vedo con le scorte in Svizzera che vanno a spasso.Sanno benissimo che è in corso questa migrazione.Ma si guardano bene da fare qualcosa,qualsiasi cosa,per fermarla.

NEPPURE CONFINDUSTRIA?

Lasciamo stare.Mi sono cancellato da anni dall'associazione.Pretendevano che pagassi la quota in base al fatturato.

giovedì 25 luglio 2013

Esempi di paesi agganciati ad una moneta straniera...



Nei tg, nei quotidiani ,nei siti dei principali giornali italiani vi spiegano quelle cose pubblicate sotto? No, sulla proprietà della moneta, su come sono penalizzati gli stati agganciandosi ad una valuta straniera, silenzio totale.Ti rincoglioniscono con scandali sessuali, corruzione,evasione fiscale che sono reati gravi ci mancherebbe, vanno puniti, ma non possono far fallire un paese e provocare milioni di disoccupati.Secondo voi quando l'Italia cresceva al 6,5%,quand'era considerata leader nella produzione industriale, non c'era la corruzione? C'era e alla grande.
Sotto la coppia Roubini -Mihm spiegano come certi paesi che si sono agganciati a monete straniere ,hanno subito gravi crisi ,e non sono solo coincidenze come quelle persone uccise perchè volevano riformare il sistema monetario nazionale, il signoraggio.

da LA CRISI NON E' FINITA-Nouriel Roubini ,Stephen Mihm (Serie Bianca Feltrinelli)

L'ULTIMO PRESTATORE RESTANTE

Via via che una tipica crisi entra nel vivo,le banche e gli altri istituti finanziari del paese subiscono una corsa agli sportelli.I depositanti in Messico si precipitano a prelevare i loro pesos;gli investitori giapponesi pretendono il rimborso degli yen che hanno prestato a qualche banca.E' una scena spiacevole,ma le banche centrali di questi paesi riescono a rimediare alla situazione poichè possono stampare moneta per soddisfare tali richieste.La domanda di valuta nazionale è elevata,e le banche centrali possono farvi fronte smorzando il panico.
Ma quando la passività degli istituti finanziari,delle imprese,delle famiglie e persino del governo sono denominate in valuta estera,la situazione può degenerare.Spesso le economie emergenti ottengono gran parte dei propri finanziamenti dalle banche e dagli istituti finanziari di altri paesi.Spesso questi prestiti sono denominati in dollari, ma potrebbero essere anche espressi in euro o in altre valute.
Se per qualsiasi ragione i creditori dei mercati emergenti decidono di non rinnovare i prestiti a questi paesi quando giungono a scadenza,chiunque abbia un debito in dollari dovrà ripagarlo.I debitori si trovano quindi in difficoltà,perchè non hanno i dollari che servono per onorare gli impegni.Possono recarsi presso la banca centrale,ma è improbabile che le autorità monetarie abbiano accumulato grandi riserve di valuta estera,e quindi non possono essere d'aiuto.La banca centrale non può neppure stampare dollari:sarebbe contraffazione.Perciò questi debitori rimangono straordinariamente vulnerabili.Tali gravi difficoltà hanno caratterizzato profondamente alcune crisi recenti dei mercati emergenti.Messico nel 1994,Asia orientale nel 1997 e 1998, Russia e Brasile nel 1998,e Turchia e Argentina nel 2001.
Arriva allora il Fondo Monetario Internazionale (FMI).Nato alla fine della Seconda guerra mondiale,una delle sue maggiori responsabilità è fungere da prestatore di ultima istanza internazionale ai governi e alle banche centrali che si ritrovano nella posizione in cui stavano molti paesi negli anni novanta.In quel decennio l'FMI è stato molto impegnato,ma negli anni duemila il medico di pronto soccorso dell'economia mondiale non ha avuto molto da fare,almeno finchè non è scoppiata la crisi.A quel punto l'FMI è diventato nuovamente il prestatore di ultima istanza internazionale per molti paesi dei mercati emergenti.
Questo sostegno ha assunto due forme.La prima misura di salvataggio,fornita dai piu tradizionali Stand-by Arrangement o "accordi stand-by" ,è stata a quattordici paesi,con Ungheria,Ucraina e Pakistan tra i maggiori beneficiari.Come il sostegno offerto ai mercati emergenti negli anni novanta,questi prestiti in valuta estera del FMI sono stati subordinati all'attuazione di riforme economiche che in teoria dovrebbero assicurare ai beneficiari una maggiore stabilità in futuro.Altri paesi piu solidi,con importanti precedenti nell'attuazione di riforme finanziarie, Massico,Polonia e Colombia,hanno potuto attingere invece a strumenti di liquidità incondizionati,noti come linee di credito flessibili.A differenza degli accordi standby ,le Fcl fungono da linee di credito precauzionali o profilattiche:l'Fmi si impegna a erogare aiuti,ma senza un esborso immediato di denaro.
Tutta questa attività creditizia ha assunto una notevole portata:nell'estate del 2009 l'Fmi aveva già autorizzato accordi stand-by per 50 miliardi di dollari e linee di credito flessibili per 78 miliardi.Molte di queste misure di emergenza hanno fatto passare in secondo piano i pacchetti di salvataggio messi insieme un decennio prima.Per esempio,nel 1997 la Corea del Sud ricevette un prestito inferiore a 10 miliardi di dollari per far fronte alla crisi che a quel tempo flagellava l'Asia;invece nel 2008 l'Ucraina,un paese con un'economia molto piu piccola di quella sudcoreana,ha ricevuto dall'FMI ben 16,4 miliardi di dollari.
L'Fmi non è stato il solo prestatore di ultima istanza.In aggiunta alla miriade di interventi sul fronte interno,anche la Fedral Reserve ha svolto questo importante ruolo internazionale tramite l'istituzione di "linee di swap",ovvero meccanismi mediante i quali la Fed "scambia" dollari con le valute delle altre banche centrali.In tal modo,le autorità monetarie di altri paesi possono effettuare prestiti in dollari ai soggetti che ne hanno bisogno nei rispettivi paesi.Per esempio,nell'aprile 2009 il Messico ha attivato con la Fed una linea di swap da 30 miliardi di dollari;questa infusione di moneta ha iniettato liquidità nel mercato dei dollari, consentendo a chiunque fosse indebitato in dollari di ripagare o rinnovare i propri debiti.
Queste operazioni hanno costituito un fatto straordinario;ma se la recente crisi finanziaria ha avuto una caratteristica strana e inaudita,sta nel fatto che persino i paesi industrializzati piu stabili si sono trovati a fronteggiare una cridi di liquidità paragonabile a quelle sofferte dai mercati emergenti.
Molti istituti finanziari europei avevano contratto ingenti prestiti a breve termine in dollari per finanziare varie operazioni speculative.Quando,all'apice della crisi, il mercato interbancario ha subito una battuta d'aqrresto,questi operatori non sono piu riusciti a rinnovare i prestiti denominati in dollari.Tutti avevano bisogno di dollari e,di conseguenza,le quotazioni della valuta statunitense sono schizzate alle stelle.In tutto questo c'era una terribile ironia della sorte:il paese che era stato l'epicentro della crisi finanziaria,gli Stati Uniti,vedeva apprezzarsi la propria valuta.
La soluzione escogitata da Bernanke è stato un altro gioco di prestigio di ultima istanza.La Federal Reserve non può concedere prestiti a istituti finanziari fuori degli Stati Uniti;può tuttavia prestare dollari alle banche centrali straniere,che a loro volta possono prestarli agli istituti finanziari che ne hanno piu bisogno.In cambio la Fed ottiene una somma equivalente nella valuta detenuta come riserva dalla banca centrale che riceve dollari.In questo modo,vaste quantità di dollari sono state trasferite dalla Federal Reserve alla BCE,alla Banca nazionale svizzera,alla Banca d'Inghilterra,nonchè alle banche centrali di Svezia,Danimarca e Norvegia.In cambio,la Fed ha preso in custodia un importo equivalente di euro,sterline,franche e altre valute.Alla fine del 2008 queste linee di swap ammontavano a 500 miliardi di dollari,e hanno cominciato a declinare soltanto nella primavera del 2009.
Se la crisi si è placata è stato grazie a queste e a molte altre misure straordinarie adottate per riportare liquidità e stabilità nei mercati.Ma come i responsabili della politica economica hanno poi scoperto,una cosa è arrestare la crisi piu immediata e drammatica nel mercato del credito a breve termine;un'altra è indurre le banche ad arginare la piu generale tendenza alla deflazione e alla depressione.

mercoledì 24 luglio 2013

Boldrin cosa mi dici delle privatizzazioni in Gran Bretagna?



C'è un video dove il "professor" Boldrin  si confronta con Paolo Ferrero e Barnard all'Ultima Parola condotta ,quando esisteva ancora, da Paragone.Verso la fine dice che lui era contrario all'ingresso dell'Italia nell'Euro.Mi piacerebbe che questo esibizionista,per una volta, portasse le prove di ciò che dice.
Intanto altro esempio di fallimento di quelle politiche economiche  che  Boldrin.(e Marco Travaglio) cercano in tutti i modi di far entrare nella zucca delle persone,che sono la soluzione migliore:
"I risultati di vent'anni di privatizzazioni in Gran Bretagna sono stati che i cittadini hanno guadagnato poco o nulla.Le fasce di utenti piu povere hanno pagato i prezzi piu alti e i contribuenti ci hanno rimesso perchè lo Stato ha venduto a prezzi troppo bassi e ha perso in entrate.La produttività non è per niente aumentata e i maggiori beneficiari sono stati gli azionisti,coloro che hanno acquisito le azioni delle imprese  cedute dallo stato,gli intermediari finanziari e i consulenti della City.
La Railtrack,società privata che possedeva e gestiva la rete ferroviaria e le stazioni del Regno Unito,ha terminato la sua corsa e il titolo crollato.Giungeva al capolinea uno dei capisaldi dei programmi di privatizzazione inglese rivelatosi un disastro sotto tutti i punti di vista.Lo stato dovette accollarsi i 4 milioni di sterline (6 milioni di euro) di debiti del gruppo,nonchè finanziari i moltissimi lavori urgenti per ripristinare l'affidabilità e la sicurezza dei binari,ridotti a 18.000 contro i 31.000 di cento anni fa.
La Thatcher affermò che con le privatizzazioni si voleva porre fine agli sprechi dei sussidi governativi all'amministrazione ferroviaria.Nella realtà è accaduto il contrario, i contribuenti sussidiarono le ferrovie molto piu di prima,ma quei soldi ,26 miliardi di sterline,invece di essere destinati agli investimenti sulla rete,finivano nei dividendi degli azionisti delle società gestitrici."

lunedì 22 luglio 2013

Sulle rivolte,Casaleggio non ha tutti i torti...



Ho espresso piu volte pareri negativi su Gianroberto Casaleggio ,il vero leader del movimento 5 Stelle, questa volta però mi sento dire che un po di ragione ce l'ha.
La situazione peggiorerà nei prossimi mesi ed anni (altro che ripresa,con  questi vorrei scommettere) peggiorerà decisamente, aumenterà la disoccupazione,le tasse aumenteranno alla grande perchè le casse sono vuote e dobbiamo restituire la moneta a debito che le banche private ci prestano (e non regalano) per le spese essenziali, privatizzazioni come in Portogallo e Grecia e tanti altri sacrifici perchè la BCE (Banca criminale europea) per non far fallire l'Italia che è "troppo grande per essere salvata" ,sta acquistando un enorme quantità di titoli di stato (debito pubblico) ,e non si tratta di pasti gratis.
Un altroi problema grave di questo paese è la coppia di ministri Kyenge-Boldrini che come ha detto giustamente Giovanni Sartori,sono raccomandate e sono li per accontentare quei poteri forti che Enrico Letta conosce bene.
I disordini saranno provocati sopratutto dai clandestini che in un certo senso si sentono presi in giro da queste due "signore" che gli continuano a promettere un futuro migliore quando in realtà vengono qui a fare da schiavi e non trovare nulla in uno dei paesi cosidetti P.I.I.G.S.e poi giustamente gli italiani, i ceti popolari, devono difendere cio che è loro usando anche la forza.
Per quanto riguarda l'euro, penso anch'io che sia un crimine ma come ho detto piu volte, è quasi impossibile uscirne.Dovrebbe succedere che nelle elezioni tedesche del prossimo settembre,vincesse un partito euroscettico.Difficile. Che fallisca un paese come l'Italia per trascinare tutti nel fango.Ancora piu difficile perchè come ho scritto prima, la BCE fa di tutto per impedirlo. I padroni dell'euro sono disposti anche ad utilizzare le forze armate pur di impedire che il loro giocattolo venga distrutto.

da il sussidiario.net-Intervista ad Alberto Bagnai

“Io penso che il Paese avrà nei prossimi mesi, non so quanti, uno shock economico. Uno shock che potrebbe portare a una ridefinizione della rappresentanza politica, cioè non quella attuale, oppure a uno spostamento della politica da problemi politici a problemi di carattere sociale: disordini, rivolte. Quindi qualcosa che non può essere dominato dalla politica”. E’ quanto affermato da Gianroberto Casaleggio nel corso di un’intervista al giornalista di La7, Gianluigi Nuzzi, ripubblicata sul blog di Grillo. Ilsussidiario.net ha intervistato Alberto Bagnai, professore di Politica economica all’Università G. D’Annunzio di Pescara.

Che cosa ne pensa delle affermazioni di Casaleggio sui rischi di disordini sociali in Italia?

Già nel 1997 Martin Stuart Feldstein, capo dipartimento all’Università di Harvard, indicò chiaramente il fatto che l’adozione di una moneta unica in Europa avrebbe aumentato la conflittualità sociale e internazionale. Si tratta quindi di scenari compatibili con quanto la scienza economica più ortodossa aveva previsto come conseguenza della moneta unica. Il problema è poi capire dove Casaleggio individui la radice di questi mali e quali terapie si posseggono per superarli.
Qual è il quadro politico in cui si inserisce quanto prospettato da Casaleggio?
In Europa il progetto economico fallimentare della moneta unica è stato sostenuto soprattutto dalla sinistra. Ciò crea un enorme vuoto politico nella misura in cui ci si rende conto del fatto che l’euro, in realtà, è fortemente avverso a quelle classi subalterne che la politica dice di difendere. Ciò fa sì che movimenti populisti come quello di Beppe Grillo o partiti sinceramente fascisti come il Fronte Nazionale di Marine Le Pen riescano a ottenere dei risultati ritenuti miracolosi da parte degli osservatori disattenti. Finora la situazione economica dell’Italia è stata stagnante, ma non è arrivata al
collasso.

Non ritiene che quello di Casaleggio sia uno scenario eccessivamente catastrofista?

Chi naviga in rete ha avuto modo di apprezzare una certa vena catastrofista nella visione di Casaleggio. Ricordo però che l’anno scorso abbiamo avuto un -2,5% di crescita del Pil, quest’anno avremo un -2%, e una cosa simile in Italia non si verificava dai tempi della crisi del ’29. Non parlerei quindi di stagnazione, ma di rapida discesa verso un possibile collasso. Sappiamo tutti quali sono i nodi da sciogliere, ma comunque anche se si possono avere visioni differenti una cosa è certa: il governo attuale non sta facendo niente. E’ un’opinione diffusa sia tra i commentatori “di destra”, sia tra quelli “di sinistra”. Tra un’economia in caduta libera e un governo che non fa niente, c’è poco da dubitare sul fatto che le preoccupazioni siano in qualche modo fondate. 

Finora gli italiani hanno risposto a questa situazione con un voto di protesta, ma senza provocare disordini sociali. Continueranno a tenere i nervi saldi?

Siamo tutti un po’ sorpresi dell’acquiescenza con la quale gli italiani accettano non tanto la crisi, quanto il fatto che i mezzi di comunicazione continuano a dire che è tutta colpa nostra, che noi saremmo meno produttivi e che faremmo peggio degli altri. Questo di solito vengono a dircelo dei giornalisti tedeschi, cioè del Paese che per primo ha sforato il patto di stabilità e di crescita, con un rispetto delle regole piuttosto elastico. 

Dobbiamo continuare a sperare nella saggezza degli italiani?

Quando la crisi continua a mordere per anni il rischio di instabilità indubbiamente esiste. Ci sono state anche sui giornali notizie relative al fatto che le forze dell’ordine erano inquiete per la situazione che si era creata anche per la potenziale precarietà sociale. Tutti dobbiamo quindi fare appello alla saggezza degli italiani, ma purtroppo non è né obbligatoria, né garantita nel momento in cui da parte dei governi ce n’è così poca.

E' grazie alle politiche economiche che piacciono a Michele Boldrin se...




Qualche giorni fa sulla sua pagina di Twitter, il professor (in tv sembra piu un comico patetico che professore) Michele Boldrin ha scritto che si trova d'accordo con il ministro dell'Economia Saccomanni, sulla proposta di svendere alcuni gioiellini di stato.Il bello è che offende tutti coloro che lo definiscono neoliberista.I suoi tifosi fanno pena,in confronto i berlusconiani e gli anarchici sembrano degli intellettuali.Secondo voi se questo signore veneto fosse contrario all'elenco di cose che ho pubblicato sotto, potrebbe insegnare economia in una università di Chicago? Ma fatemi il piacere.
Altra cosa che nega Boldrin è il Signoraggio, si può dare del complottista fin che si vuole a chi ne parla,ma è un problema serio che sta nel libri di economia e chi l'ha voluto combattere, è stato ucciso.Caro Boldrin,è solo una coincidenza?

da LA STORIA SEGRETA DELL'IMPERO AMERICANO-John Perkins (Minimun Fax)

-Piu di metà della popolazione mondiale sopravvive con meno di due dollari al giorno:circa lo stesso reddito reale di trent'anni fa.

-Piu di due miliardi di persone non hanno accesso a servizi di base,come elettricità,acqua pulita,fognature,diritti di proprietà sulla terra,telefono,polizia e vigili del fuoco.

-Il tasso di fallimento dei progetti sponsorizzati dalla Banca Mondiale è del 55-60% (secondo uno studio del Joint Economic Commitee del Congresso statunitense).

-L'avanzo commerciale di un miliardo di dollari che i paesi in via di sviluppo vantavano negli anni Settanta si è trasformato in un deficit che ammontava a undici miliardi di dollari all'inizio del nuovo millennio e continua a crescere.

-La ricchezza nel terzo mondo è piu concentrata di quanto non fosse prima del massiccio sviluppo infrastrutturale degli anni Settanta e dell'ondata di privatizzazioni degli anni Novanta.In molti paesi,l'1% delle famiglie possiede piu del 90% della ricchezza.

-Le multinazionali hanno assunto il controllo di gran parte della produzione e del commercio nei paesi in via di sviluppo.Per esempio il 40% del caffè di tutto il mondo è commercializzato da appena quattro società,mentre trenta catene di supermercati controllano quasi un terzo della vendita mondiale di generi alimentari.Un manipolo di compagnie petrolifere e minerarie domina non soltanto i mercati,ma i governi dei paesi che possiedono le risorse.

-Almeno 34.000 bambini sotto i cinque anni muoiono ogni giorno di fame o di malattie prevenibili.

domenica 21 luglio 2013

IL CASO CIANCIMINO.Da enciclopedia Rizzoli 1984-85



Una delle storie negative che piu interessano l'Italia, ito Ciancimino Vito ex sindaco mafioso di Palermo ,un punto di raccordo tra il potere politico e il potere mafioso.Ha fatto molto discutere il libro scritto dal figlio Massimo dove spiega il famoso "papello".Qui vengono fuori tutti i limiti del giornalismo italiano.Mi ricordo la presentazione del libro tre anni fa alla Feltrinelli di Bologna dove Sandro Ruotolo trattava da amico Massimo Ciancimino (mentre dall'altra parte Libero e Il Giornale lo massacravano) sperando che saltasse fuori qualcosa su Silvio Berlusconi, le cose sono cambiate quando Ciancimino junior è stato indagato per calunnia, concorso in associazione mafiosa e concorso in riciclaggio di denaro.

da ENCICLOPEDIE RIZZOLI 1984-85

Sul "terzo livello" il grado di conoscenza,insomma, è ancora limitato.Ma le rivelazioni di Tommaso Buscetta,malgrado il boss su questo argomento sia stato alquanto reticente,hanno permesso ai magistrati di compiere notevoli passi avanti.Nel giro di dieci giorni, dal 3 al 12 novembre,vengono arrestati Vito Ciancimino e i cugini Nino e Ignazio Salvo.Si tratta di nomi chiaccherati da anni,passati però sempre senza danni attraverso tutte le bufere.E rappresentano due ingranaggi essenziali del sistema di potere che ha dominato la Sicilia negli ultimi trent'anni.
Vito Ciancimino appartiene alla generazione di quei democristiani che,nel 1954,sulla scia della svolta fanfaniana nella Dc nazionale,rinnovarono il partito nell'isola sostituendosi ai vecchi notabili.A metà degli anni Cinquanta,mentre sindaco di Palermo era Salvo Lima,conquistò la carica di assessore ai lavori pubblici,che tenne ininterrottamente fino al 1964.Fu il periodo dell'espansione urbanistica di Palermo,che da 350.000 passò a oltre 700.000 abitanti,delle 3.000 licenze edilizie rilasciate-secondo la relazione della Commissione antimafia, a quattro oscuri prestanome.Ma questa è storia ampiamente conosciuta.Interessa piuttosto il risvolto giudiziario di questa storia personale.Innumerevoli inchieste giornalistiche e denunce politiche delle opposizioni avevano indicato Ciancimino come punto di raccordo tra il gruppo di potere che dominava a Palermo e l'imprenditoria alimentata da capitale mafioso.Non era stata però mai raggiunta nessuna prova che desse concretezza alle accuse.
Le rivelazioni di Buscetta, a quanto pare,hanno fornito quel tassello che mancava ai magistrati.A Ciancimino,il boss aveva dedicato due semplici accenni, ma esplosivi,riferimento una confidenza fattagli dal suo capo famiglia Pino Calò (Ciancimino è un uomo nelle mani di Riina e Provenzano) e sostenendo che la bomba fatta esplodere davanti alla casa di villeggiatura di uno degli ultimi sindaci di Palermo,Nello Martellucci,era stata messa dal clan dei corleonesi per fare un piacere al chiaccherato uomo politico.
Le indagini si rivelano subito proficue.Nel mandato di cattura emesso il 3 novembre già viene contestato un episodio preciso,avvenuto nel 1976',in Canada.In quell'occasione Ciancimino avrebbe esportato illegalmente 2.600.000 dollari canadesi (circa 4 miliardi di lire) investendoli in società immobiliari operanti tra Montereal e il Quebec,con ramificazioni in Spagna nel Liechestein e a Vaduz.Cinque giorni dopo,l'8 novembre,gli vengono sequestrati sei miliardi,tra contanti e titoli di credito,depositati in cassette di sicurezza di varie banche.Altri capitali,di valore non calcolabile,sarebbero stati occultati nelle banche svizzere.Un primo censimento delle sue proprietà,infine,avrebbe accertato la titolarità di 42 immobili.Un patrimonio,insomma,così consistente da potere essere difficilmente considerato semplice frutto della sua attività di politico prima,di finanziere dopo.
Per i magistrati è se non la prova definitiva,l'indizio certo dell'esistenza di quella rete di complicità politico-affaristico-mafiose che ha reso possibile l'espansione della criminalità organizzata in Sicilia.E Ciancimino,in questo quadro, è un personaggio-chiave.Sia perchè ha ricoperto per quasi trent'anni posizioni di rilievo nell'amministrazione pubblica palermitana,sia perchè il suo ruolo,a giudicare dal patrimonio che gli è stato trovato,sembre essere stato quello di tramite operativo.Dalle indagini,infatti,vengono fuori alcune procure che l'ex sindaco avrebbe fatto a Giuseppe Bono,rappresentante di "Cosa nostra" americana,per i suoi affari canadesi.E' un retroscena inquietante:nel 1982,in unagguato mafioso,viene assassinato a Quebec,in Canada,Michael Pozzo,un uomo legato alla famiglia mafiosa dei Bonanno e a Giuseppe Bono.In tasca gli  viene trovato un tabulato bancario con un elenco di nomi,tra cui quelli dei due figli di Ciancimino,Stefano e Sergio,che subito dopo l'arresto del padre hanno fatto perdere le proprie tracce.
Ciancimino è la testa del serpente o soltanto l'anello di una catena di complicità molto piu lunga? Inutile dire che i magistrati propendono per la seconda ipotesi,e che stanno lavorando in questa direzione.Se l'ex sindacxo si deciderà a collaborare,magari per non essere il solo a finire sul banco degli imputati di quello che è stato chiamato il "sacco di Palermo",potranno aversi sviluppi di gran lunga piu clamorosi di quelli provocati dalle rivelazioni di Buscetta.
Lo farà?Fino ad adesso si è limitato a qualche accenno di carattere generale,ha cercato cioè di collocare il suo ruolo all'interno di quello di un gruppo politico piu vasto.Da  una parte,infatti,ha negato l'esistenza stessa di speculazioni edilizie a Palermo e ancor di piu legami tra classe politica e mafia.Dall'altra,nell'udienza del 30 ottobre,della sezione speciale del Tribunale per le misure di prevenzione,ha disegnato un immagine di gruppo."Si,ha risposto ad una domanda del presidente,le mie fortune politiche cominciarono quando mi alleai con Lima e con Giovanni Gioia (due esponenti di primo piano della Dc siciliana).E ancora:"All'inizio degli anni Cinquanta, quando Fanfani vinse il congresso di Napoli,io facevo parte della sua corrente.Come Lima.Come Gioia.E' chiaro,tutti ne ricavammo vantaggio".
Si tratta,come si vede,soltanto di un accenno,che può indicare però una linea di difesa.E' come se Ciancimino dicesse:non ero solo,ero piuttosto l'esponente di una cordata.E su questa strada si può andare molto lontano.

venerdì 19 luglio 2013

Se è proprio Bertinotti a parlare di economia mercantile...



Mio fratello per curiosità ha acquistato questo nuovo quotidiano (fondato da Alcide De Gasperi), c'è rimasto un po male quando ha letto che è diretto da Emilio Fede.Ci ho dato un'occhiata, nonostantre io non amo l'ex direttore del Tg4 ,mi sento di dire che è uno dei tanti, ne meglio ne peggio, c'è un articolo interessante sull'euro e poi ho trovato questa intervista nei confronti di Fausto Bertinotti. Bertinotti dice le stesse cose, in moltissima parte giuste, di Paolo Ferrero;quello che mi da fastidio è che che entrambi sono stati al governo Prodi che è l'esatto opposto e che ha accontentato la Germania facendola diventare leader d'Europa.Bertinotti avrà criticato Prodi,ma  non su certi temi e visto quello che scrive, non doveva (come Ferrero) far parte di quel governo come Presidente della Camera.

da LA DISCUSSIONE del 13 luglio 2013-Intervista a Fausto Bertinotti di Chiara Catone

ONOREVOLE,COSA PENSA DELLA SITUAZIONE POLITICA ITALIANA ED EUROPEA?
Penso che la politica in Europa sia progressivamente andata esaurendo la capacità di vita per un verso per un processo di eutanasia,di propria eclissi,e per altro perchè divorata dalla rivoluzione capitalistica,che è stata chiamata globalizzazione e poi da questa crisi finanziaria,che ha cambiato totalmente la scena dell'Europa.Oggi vediamo un'Europa che si è goduta la rivincita delle èlites sulle masse popolari,rovesciando il ciclo virtuoso dei trent'anni che gli economisti hanno definito "virtuosi",dopo la vittoria sul nazifascismo.Si è prodotto un rovesciamento,quello che Gallino chiama "il rovesciamento del conflitto di classe",che ha agito contro i ceti piu oppressi.La crisi ha accentuato drammaticamente questa tendenza,le politiche di austerità si sono realizzate sulla base di un presunto "stato d'eccezione",come diceva un grande sebbene un pò rivoluzionario teorico del diritto come Carl Schmitt.Chi decide lo stato d'eccezione è sovrano e chi è sovrano adesso in Europa è la Troika.Tale nucleo tecnocratico,oligarchico ha preso il comando per poter adattare il modello sociale europeo alla competitività richiesta da questo capitalismo finanziario.Quest'ultimo ha costruito un recinto lungo il paradigma della governabilità,in cui l'operare dei vari governi risulta in pratica la sua lunga mano.Da li non per una questione di snobismo deriva il mio scarso interesse per l'attuale maggioranza italiana.I governi di grande coalizione,di larghe alleanze sono fisiologici,interni a questo stato di cose,poi potrebbe esserci Cameron in Gran Bretagna,Hollande in Francia ma insomma, di fatto,si tratta della Mème chose.I governi d'Europa appartengono tutti alla stessa famiglia,una famiglia di cui l'Europa non ha bisogno.

IL PREDOMINIO DELLA GERMANIA IN EUROPA E' FISIOLOGICO O E' FRUTTO DI CONTINGENZE?

Insisto sulla mia tesi per cui il dominio tedesco è la manifestazione concreta,la piu organica formazione di questo capitalismo globale.Grazie ad un'economia mercantile e alla sua capacità di espansione ha consolidato il suo ruolo guida,accettato dagli altri Paesi.Come quello americano era il piu adatto ad esprimere nel mondo questa tendenza capitalistica,il modello tedesco è il piu confacente ad esprimerla in Europa.

NELL'ULTIMO NUMERO DELLA SUA RIVISTA BIMESTRALE,"ALTERNATIVE PER IL SOCIALISMO",PARLA DELLA "RIVOLUZIONE PASSIVA".CHE INTENDE?

E' una rivoluzione conservatrice,che parte dall'alto e che tuttavia si appoggia ad un processo di modernizzazione.Il capitalismo finanziario globale è un processo di modernizzazione,non c'è dubbio,trattasi dell'uscita dal modello keynesiano che l'ha preceduto,che,sostanzialmente,per i suoi contenuti-alienazione,sfruttamento,cancellazione della dignità del lavoratore e per ragioni competitive si propone di abbattere lo stato sociale.Quindi non può realizzarsi sul consenso,deve trovare una forma di governo che sia autoritaria,ma non abbia le caratteristiche dell'autoritarismo.La rivoluzione passiva è il modo attraverso cui uno si adatta a subire questo stato di cose ineluttabile e per così dire naturale.

NON ESISTONO SOLUZIONI,A PARTE LA TESTIMONIANZA DELLA NEGATIVITA' DEL PRESENTE? OGGI, PURTROPPO,SI FA SEMPRE PIU PRESSANTE LA "FAME DI LAVORO"

Ci vorrebbe una modificazione radicale.Riccardo Lombardi diceva che sopra il 10% di disoccupazione va in crisi la democrazia.Questo è il capitalismo globalizzato,ecco perchè il mio scarso interesse per i governi,perchè essi affrontano il problema della disoccupazione pensando che,cambiando le regole del mercato del lavoro,aumenti l'occupazione,oppure ancora che aumentando la flessibilità,aumenti l'occupazione.Tutte tesi falsificate dalla realtà degli ultimi vent'anni e che vengono riproposte con la stessa cinica ripetizione.La politica può rinascere fuori dal recinto tracciato dal diktat del capitalismo finanziario,esempi sono gli indignados,i No TAV,il referendum per l'acqua pubblica.Da li si può ripartire.Il campo classico della politica,quello istituzionale,quello dei partiti è sostanzialmente non regolabile dall'interno.

COSA VORREBBE DIRE A QUEI NOSTALGICI COMUNISTI,CHE ANCORA SVENTOLANO LE AFFEZZIONATE BANDIERE UN PO' LOGORE DEL PARTITO DAI BALCONI? SONO TRAMONTATI DEFINITIVAMENTE I VALORI DI QUELLA GENERAZIONE?

Se lei si guarda attorno,vede gli indignados che hanno vent'anni,vede gli studenti medi che occupano le scuole.Quelli che oggi contestano il capitalismo finanziario sono le nuove generazioni.Non c'è bisogno di chiamare in causa le vecchie bandiere,la nuova frontiera è il contrasto tra le classi dirigenti e i bisogni emergenti incarnati nei contestatori di oggi.
Certo la mia passione di una vita,non depongo la mia vecchia bandiera,perchè senza memoria del passato non c'è futuro.

giovedì 18 luglio 2013

Miliband sfida i sindacati.In Italia è una cosa da fascista...




Un paio di mesi fa Beppe Grillo aveva detto che i sindacati andavano aboliti e si prese del fascista, Ed Miliband dopo tanti anni vuole rompere l'alleanza con loro e nessun giornale di sinistra gli ha detto nulla.
Guardiamo in faccia alla realtà. Con la criminalità finanziaria, grandi  banche, multinazionali ,massoneria, a che cosa servono i sindacati? Molti che leggono questo blog probabilmente si ,ma gli altri che vivono delle informazioni di Marco Travaglio, Filippo Facci, Repubblica, Fatto Quotidiano, si sono mai interessati della costituzione europea? Del Trattato di Lisbona? I sindacati si devono fare da parte, non si possono permettere di rompere i coglioni, il futuro per la classe operaia è la distruzione totale della loro categoria e non solo per il lavoro da schiavi che sono costretti a svolgere ma anche per l'arrivo di altri poveri , nel lottare per un posto in un alloggio popolare (quella grande  donna intelligente della Boldrini ci vuole mettere i Rom),senza dimenticare quelle malattie come la tubercolosi che in Italia erano sparite da anni.
L'altro giorno a Milano Susanna Camusso ha risposto in maniera a dir poco ridicola ad una donna che si lamentava.Ormai CIGL,CISL,UIL sono in mano al potere finanziario,ma non hanno il coraggio di dirlo.

da THE GUARDIAN -Traduzione l'Internazionale

Se dovessimo giudicare gli eventi politici in base alle reazioni che suscitano,allora potremmo dire che il discorso tenuto a Londra il 9 luglio da Ed Miliband sui rapporti tra il Partito laburista e i sindacati è meno rivoluzionario di quanto sembri.Dopo tutto se il sommo sacerdote della chiesa laburista Tony Blair e il commissario politico dell'antagonismo di classe del partito,il sindacalista Len McCluskey,si sono entrambi espressi a favore delle proposte di Miliband,le possibilità sono due:o c'è qualcosa sotto o uno dei due ha interpretato male le parole dei leader del Labour.La risposta l'avremo tra qualche mese,quando il progetto assumerà una forma piu precisa.In ogni caso,spinto dallo scandalo di Falkirk (la cittadina scozzese dove il sindacato ha cercato di pilotare in modo illecito la selezione del candidato laburista al parlamento),Miliband ha messo in moto un processo importante,le cui conseguenze non sono state illustrate nel discorso alla St.Bride foundation di Londra.
La piu discussa delle proposte di Miliband prevede che gli iscritti al sindacato debbano decidere individualmente se entrare nel Labour (attualmente sono affiliati d'ufficio è possono chiamarsi fuori solo con una rinuncia esplicita in un secondo momento).Sarebbe un cambiamento radicale:in questo modo il Labour riconoscerebbe che la società e il sindacato oggi sono piu attenti alle posizioni degli individui.Inoltre sarebbero a rischio gli otto milioni di sterline che il partito riceve ogni anno dai sindacati.Anche se Miliband riuscisse a convincere almeno 200.000 iscritti al sindacato a prendere la tessera del partito (l'obiettivo minimo),gli introiti del Labour subirebbero comunque una sensibile riduzione.

UNA SCOMMESSA RISCHIOSA

Ma non è tutto.Anche se in futuro i sindacati non potranno piu affiliare automaticamente al Labour i loro iscritti, Miliband ha però messo in chiaro che manterranno i fondi usati per finanziare le affiliazioni collettive.Secondo il piano di Miliband,in futuro il Labour si finanzierà attraverso adesioni individuali e donazioni.Sarebbe una situazione del tutto nuova.E dato che i laburisti hanno già proposto di fissare un limite di cinquemila sterline alle donazioni,le altre due principali forze politiche del paese,libdem e conservatori,potrebbero sostenere che Miliband sta bluffando,ma solo se (ed è un "se" molto ingrombante) fossero pronte ad accettare anche loro un tetto alle donazioni.Il secondo sviluppo consisterebbe in un ulteriore ridimensionamento del peso del voto in blocco nel processo decisionale del Labour.Se i sindacati non affilieranno piu in modo automatico al partito i loro iscritti,secondo quale logica potranno continuare a pretendere un voto di blocco ai congressi o nelle votazioni interne? Miliband non ha affrontato direttamente la questione,ma una simile valutazione è implicita nel suo discorso.Ray Collins,il membro della camera dei lord incaricato di realizzare la riforma,dovrà soffermarsi su questo aspetto.E dovrà anche esaminare le implicazioni che l'intero processo avrà sui meccanismi per la scelta del leader e dei candidati al parlamento.
E' una scommessa politica molto difficile ,ma Miliband è un giocatore d'azzardo con dei solidi principi.Cercando di essere allo stesso tempo riformatore e amico dei sindacati,sta perseguendo l'idea secondo cui la classe operaia dev'essere al centro della politica laburista.Il suo progetto di far svolgere primarie aperte per la selezione dei candidati alle cariche elettive (sindaco di Londra compreso) è lodevole,ma così Miliband rischia anche di sprecare un'occasione.La sua popolarità è in ribasso,e il confronto con McCluskey lo ha esposto alle critiche di essere un leader troppo debole.Il discorso di Londra gli ha offerto la possibilità di recuperare,e Miliband l'ha sfruttato per fare proposte che potrebbero raggiungere l'obiettivo.Ma fino a quando le sue idee non assumeranno una forma piu chiara,Miliband non diventerà il leader forte di cui oggi ha bisogno il Partito laburista.

mercoledì 17 luglio 2013

Barnard hai spiegato alla zia come lavorano gli operai in Cina?



E' almeno un anno e mezzo che Paolo Barnard sta dando i numeri, sta inventando di tutto per attirare l'attenzione su di se spacciandosi ,insieme al suo amico "pentito" Warren Mosler, per l'uomo della salvezza nazionale e chiunque parli della Me-MMT , lo considera una persona in grado di migliorare la vita di tutti noi. Cavolate.
Partiamo con la bufala che l'Opus Dei lo minaccia perchè la ME-MMT da fastidio.Anche prima del summit di Rimini del febbraio 2012 ,pubblicò un post dove scrisse che qualcuno gli aveva inviato una email minacciosa, poi stranamente quel'articolo lo cancellò. In realtà non c'è nessun Opus Dei, c'è un gruppo su Twitter con degli utenti che la pensano diversamente da lui e dove ogni tanto qualcuno spara cazzate. Altro schemetto di Barnard è scrivere che alcuni personaggi famosi della politica o dello spettacolo ,sono interessati a lui e che erano presenti al suo tour come Paolo Becchi a Savona.A Savona non c'era nessun professor Becchi.
Capisco che questo signore sia allo stremo ,ma con questo non vuol dire che se la deve prendere con il mondo intero e raccontare balle,come fa anche qualche suo fedelissimo che finge di essere preoccupato ma se andate sulle loro pagine Facebook, dimostrano il contrario e anzi, se la spassano con grandi mangiate,bevute e viaggi.
Condivido il suo intervento alla festa del Pd dove era presenta Fassina ,l'hanno fatto passare per un eroe ma prima di lui, a L'Ultima Parola, Alberto Bagnai aveva attaccato un paio di volte il vicemistro dell'economia.
Questa della Cina poi è la dimostrazione che su Barnard dell'ultimo anno e mezzo,non penso di avere tutti i torti.Piu o meno un anno fa,rispondendo alle domande del pubblico, diceva che non era un paese da prendere come esempio per via di come sono trattati i lavoratori nelle fabbriche e aveva pienamente ragione.Ieri invece ha cambiato idea perchè importa e non esporta e perchè ha dato ragione alla ME-MMT. Robe da matti.Sotto c'è un articolo che pubblicai un anno fa.Fatelo leggere alle vostre zie.E poi un consiglio ai suoi sostenitori che non hanno mai il coraggio di criticarlo:se un domani Paolo Rossi Barnard volesse imitare Jim Jones, accontentatelo.

I COSTI UMANI DI UN iPAD

Da l'Internazionale numero 934. Charles Duhigg e David Barboza,The New York Times


Negli ultimi dieci anni la Apple è diventata una delle aziende piu potenti e ricche del mondo anche grazie alle sue fabbriche sparse in tutto il pianeta.Le imprese hightech,ma anche quelle di altri settori dell'industria statunitense,introducono innovazioni a un ritmo senza precedenti nella storia moderna.Secondo i dipendenti delle fabbriche e in base ad alcuni documenti pubblicati dalle stesse aziende,però,spesso gli operai che assemblano iPhone, iPad e altri prodotti simili lavorano in condizioni durissime.I problemi vanno dall'inospitalità degli ambienti di lavoro alle pericolose condizioni di sicurezza.I dipendenti lavorano troppo,in alcuni casi sette giorni alla settimana,e vivono in dormitoi affollati.Alcuni raccontano che stando in piedi per tutto quel tempo le loro gambe si gonfiano al punto che hanno difficoltà a camminare.I fornitori della Apple assumono anche minorenni.Secondo i rapporti di organizzazioni che in Cina sono considerate affidabili e indipendenti, queste aziende non rispettano le norme per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e falsificano i documenti.
Ma la cosa piu preoccupante,dicono queste organizzazioni,è che alcune aziende non si curano minimamente della salute dei lavoratori.Due anni fa 137 dipendenti di un fornitore cinese della Apple si sono ammalati a causa di una sostanza chimica tossica usata per pulire gli schermi degli iPhone.L'anno scorso,nel giro di sette mesi, due esplosioni nelle fabbriche dell'iPad,compresa quella di Chengdu,hanno provocato quattro morti e 77 feriti.
Prima degli incidenti,aggiunge l'organizzazione cinese che ha pubblicato lo studio,la Apple era stata avvertita delle pericolose condizioni di lavoro nell'impianto di Chengdu."Se era stata informata e non ha fatto niente,il suo comportamento è da condannare",ha dichiarato Nicholas Ashford,ex presidente della National advisory commitee on occupational safety and health,un organismo di consulenza per la salute e la sicurezza sul lavoro che collabora con il dipartimento del loro degli Stati Uniti. "Ma quello che è ritenuto moralmente inaccettabile in un paese,spesso è considerato normale in un altro,e le aziende ne approfittano".La Apple non è l'unica azienda hight-tech che si serve di fornitori senza troppi scrupoli.Condizioni di lavoro pessime sono state registrate anche in alcuni impianti che fabbricano prodotti per Dell, Hewlett-Packard,Lenovo , Motorola, Nokia, Sony, Toshiba e molte altre aziende.
Il 24 gennaio la Apple ha dichiarato che l'ultimo trimestre del 2011 è stato uno dei piu redditizi della sua storia,e di quella di qualsiasi impresa statunitense,con un utile di 13,06 miliardi di dollari e un fatturato di 46,3 miliardi (il giorno dopo è diventata la piu grande azienda del mondo per valore di borsa,superando il gruppo petrolifero Exxon).Le vendite sarebbero state anche maggiori se le fabbriche all'estero fossero state in grado di produrre di piu.
Anche i dirigenti di altre aziende denunciano tensioni interne simili.Questo sistema non sarà perfetto,dicono, ma una sua riforma rallenterebbe il ritmo dell'innovazione.I consumatori vogliono nuovi prodotti elettronici ogni anno."Sapevamo da 4 anni che in alcune fabbriche le condizioni di lavoro erano disumane,ma non abbiamo fatto nulla,ha dichiarato un ex dirigente della Apple,che,come altri,ha chiesto di restare anonimo."Per noi il sistema funziona bene così.I fornitori cambierebbero tutto anche domani,se la Apple gli dicesse che non hanno altra scelta.Se metà degli iPhone funzionasse male,pensate che l'azienda avrebbe chiuso un occhio per 4 anni?
Nell'autunno del 2010,circa sei mesi prima dell'esplosione nella fabbrica degli iPad,Lai Xiaodong aveva avvolto con cura il diploma di laurea con i suoi vestiti perchè non si sgualcisse in valigia.Aveva detto agli amici che non avrebbe piu partecipato alla partita di poker settimanale e aveva salutato i suoi insegnanti.Era in partenza per Chengdu,una città di dodici milioni di abitanti che sta diventando uno dei piu importanti centri manifatturieri del mondo.Lai era fidanzato con una bella studentessa.Lei voleva sposarsi,quindi l'obiettivo principale di Lai era diventato guadagnare abbastanza per comprare un appartamento.
A Chengdu ci sono impianti che fabbricano prodotti per centinaia di aziende.Ma a Lai interessava sopratutto la Foxconn Technology,la piu grande esportatrice cinese,che dà lavoro a 1,2 milioni di persone.L'azienda ha fabbriche in tutta la Cina e assemblea circa il 40% dei prodotti elettronici di consumo del mondo per clienti come Amazon, Dell, Hewlett-Packard, Nintendo,Nokia e Samsung.Lai sapeva che la fabbrica di Chengdu era speciale,perchè li si costruisce l'iPad,l'ultimo e piu importante prodotto della Apple.Quando è stato finalmente assunto come addetto alla manutenzione delle macchine,una delle prime cose che ha notato sono state le luci quasi accecanti:i turni coprivano 24 ore al giorno e la fabbrica era sempre illuminata.In ogni momento c'erano migliaia di operai in piedi alla catena di montaggio,seduti su uno sgabello accanto a un grande macchinario o alle prese con una piattaforma di carico.Alcuni avevano le gambe così gonfie che zoppicavano.Sui muri c'erano cartelli che avvertivano i 120.000 dipendenti:"Se non lavori sodo oggi,domani dovrai faticare per trovarti un altro lavoro".Il codice di condotto stabilito dalla Apple impone che,tranne casi eccezionali,nessuno deve lavorare piu di sessanta ore alla settimana.Ma dalle interviste,dalle buste paga e dalle indagini svolte da organizzazioni indipendenti risulta che alla Foxconn alcuni lavorano di piu.Lai era arrivato a lavorare dodici ore al giorno,sei giorni alla settimana.Secondo gli intervistati,spesso si chiede agli operai di fare due turni consecutivi.
La laurea permetteva a Lai di guadagnare l'equivalente di 22 dollari algiorno,compresi gli straordinari.Piu di molti altri colleghi.Dormiva in una stanza cos' piccola da contenere solo un letto,un armadio e una scrivania.Li si immergeva in un gioco di carte online chiamato Fight the landllord,racconta Luo Xiaohong,la sua ragazza.Quel tipo di alloggio era comunque meglio dei dormitori della Foxconn,in cui vivono 70.000 operai,a volte ammassati in venti in un appartamento di tre stanze.Secondo alcuni testimoni,l'anno scorso una lite sulle buste paga ha provocato una rissa in uno dei dormitori.Gli operai hanno cominciato a lanciare dalle finestre bottiglie,bidoni della spazzatura e pezzi di carta infuocati.Sono arrivati duecento poliziotti,che hanno arrestato otto persone.In seguito i bidoni sono stati rimossi,ma è sorto il problema dei cumuli di spazzatura e dei topi.
La Apple afferma che quando scopre una violazione chiede al fornitore di risolvere il problema entro 90 giorni e di introdurre le modifiche necessarie per evitare che si verifichi di nuovo."Se non vuole cambiare le cose,interrompiamo il contratto",scrive sul suo sito web.Non è chiaro,però, quanto sia seria la minaccia.La Apple ha scoperto scorrettezze in centinaia di ispezioni ma, secondo alcuni ex dirigenti,dal 2007 a oggi ha interrotto i rapporti con meno di 15 fornitori per questo motivo.
"Dopo che il contratto è stato firmato e la Foxconn è diventata ufficialmente una delle ditte fornitrici,la Apple non ha fatto piu caso alle condizioni di lavoro e a tutto quello che non riguardava i suoi prodotti",dice Li,un ex dirigente della Foxconn che ha lavorato per sette anni a Shenzhen e ad aprile è stato licenziato perchè aveva rifiutato il trasferimento a Chengdu.La Foxconn ha risposto:"Sia noi sia la Apple abbiamo a cuore il benessere dei dipendenti".
Gli sforzi dell'azienda di Cupertino hanno prodotto qualche cambiamento.Negli impianti che sono stati ispezionati  una seconda volta "è stato notato un continuo miglioramento delle condizioni di lavoro",ha scritto nel suo rapporto sulla responsabilizzazione dei fornitori del 2011.La Apple ha anche organizzato dei corsi per informare milioni di lavoratori sui loro diritti e sui metodi per evitare incidenti e malattie.Qualche anno fa gli ispettori hanno scoperto che alcuni dipendenti erano stati costretti a pagare grosse cifre per essere assunti.Nel 2011 è stato imposto ai fornitori di rimborsare questi soldi per una cifra pari a piu di 6,7 milioni di dollari."La Apple è una delle aziende che combattono di piu il lavoro minorile",afferma Dionne Harrison di Impactt,una società di consulenza che collabora con la Apple per impedire lo sfruttamento dei minori da parte dei suoi fornitori."Sta fecendo tutto il possibile".Altri consulenti non sono d'accordo."Sono anni che segnaliamo problemi seri e consigliamo di intervenire",spiega un dipendente della Business for social responsibility (Bsr)."Non vuole prevenire i problemi,vuole solo evitare di trovarsi in imbarazzo".
Nel 2006,in collaborazione con una divisione della Banca Mondiale e altre organizzazioni,la Bsr ha avviato un progetto per migliorare le condizioni di lavoro negli impianti che fabbricano cellulari e altri dispositivi elettronici in Cina e altrove.La Foxconn ha accettato di partecipare.Per 4 mesi la Bsr e un'altra organizzazione hanno discusso con l'azienda cinese un programma pilota per la creazione di un servizio di assistenza telefonica,una "linea diretta" con cui i lavoratori potevano denunciare condizioni di lavoro illecite,chiedere sostegno psicologico e parlare dei loro problemi.La Apple non partecipava al progetto, ma secondo il consulente della Bsr veniva informata regolarmente.Man mano che le trattative procedevano,la Foxconn cambiava le sue richieste.Innanzitutto ha chiesto di valutare i servizi di assistenza esistenti prima di crearne di nuovi.Poi ha insistito sul fatto che doveva essere escluso il sostegno psicologico.Quindi ha imposto ai partecipanti di firmare un impegno a non rivelare quello che vedevano.Alla fine è stato raggiunto un accordo:il progetto doveva partire nel gennaio del 2008.Ma un giorno prima dell'inizio,l'azienda cinese ha chiesto altre modifiche e allora,secondo un rapporto della Bsr,che però non cita esplicitamente la Foxconn,è apparso chiaro che il progetto non sarebbe andato avanti.

lunedì 15 luglio 2013

ANTONIO SALAS:quante balle sui membri della resistenza palestinese (2/2)




Nel mese di agosto ,come da qualche anno, pubblico dei pezzi di libri che durante l'anno per motivi di tempo non riesco a pubblicare.L'Infiltrato sarà uno di questi.Antonio Salas è lo pseudonimo di un noto giornalista investigativo spagnolo ,uno dei piu credibili al mondo, che a causa del suo metodo di indagine,deve tenere nascosta la sua vera identità.
Nei giorni scorsi l'esercito israeliano ha arrestato un bambino di 5 anni che ha tirato un sasso ,ho voluto tornare su questo argomento.In Italia il 95% della stampa italiana fa male informazione sul conflitto palestinese-israeliano stando dalla parte di Israele per motivi d'interesse e Il Corriere della Sera, Libero e Il Giornale sono i giornali piu antipalestinesi.Salas all'interno del libro spiega le balle che si raccontano sui palestinesi ed in particolare sui membri della resistenza.

L'INFILTRATO-Antonio Salas (Newton Compton editori)

SE SALAS HA LE PALLE...ALLORA VADA IN PALESTINA!

A Gerusalemme (al-Quda,in arabo) toccai con mano la paura con la quale convive la maggior parte degli israeliani,sempre diffidenti rispetto ad autobus,caffè o qualunque altra concentrazione di persone,dove un terrorista palestinese suicida può sempre farsi saltare in aria.In quella fase, mi sembravano comprensibili quelle misure di precauzione per evitare che i terroristi entrassero in territorio israeliano...Non mi era ancora molto chiaro di chi fossero davvero tali territori.
A Ramallah acquistai  buona parte dell'attrezzatura per il mio alter ego palestinese.Nelle vie al-Irsal,Palestinese ,al-Ma' es e al-Nahda che circondano piazza Menara e il monumento dei quattro leoni,punto di riferimento della popolazione locale,vi sono una marea di negozi e chioschi dove si può  acquistare di tutto,dai passamontagna con l'anagramma di Hamas ai video con le ultime volontà dei terroristi suicidi o le gesta recenti di Juba,il celebre cecchino di Baghdad.
E' proprio li,da un computer del mio Hotel a Ramallah,mi resi conto di avere colleghi giornalisti ai quali piacerebbe vedermi morto e mi imbattei negli attacchi che i miei numerosi detrattori mi rivolgevano dalla Spagna.Nel mio paese era esplosa una polemica feroce in seguito alla pubblicazione di El ano que trafiquè con mujeres:si era aperto un dibattito veemente sulla prostituzione che si prolungò per mesi e spinse prosseneti e clienti a sommarsi ai neonazi nell'odio verso Tiger88.Il web era colmo di ingiurie,insulti e attacchi,nonchè di congetture fantasiose sulla mia identità,le motivazioni e gli obiettive che perseguivo.Erano spuntati addirittura interi siti Internet mirati a screditarmi,sebbene si nutrissero solo di ipotesi basate su voci e supposizioni del tutto false,che ciascuno riprendeva dall'altro.E che facevano  il mio gioco grazie a quelle teorie strampalate sul mio recapito ,l'identità o la prossima infiltrazione,tutte lontane dalla realtà,che mi consentivano di rimanere infiltrato.Come indicano i precetti dell'arte della guerra di Sun Tzu,invece di danneggiarmi,i miei detrattori sarebbero diventati i miei alleati piu fidati.Da un tenutario di bordelli che cercava di eliminare la concorrenza fino a un ebreo antifascista,a una donna risentita,da un gruppo di giornalisti a un parapsicologo visionario o a un agente del MOSSAD sotto copertura:mi attribuirono tutte le identità immaginabili.
In quei giorni, su un noto quotidiano della Spagna orientale,un editorialista,commentatore,che risultò essere collega e concittadino di Josè Luis Roberto,presidente di Espana 2000,partito politico di estrema destra,e cofondatore della federazione dei postriboli ANELA,mi rivolgeva qualunque tipo di ingiurie,annunciava azioni legali nei miei confronti e anche lui si lanciava nelle congetture sulla mia identità.Ma la cosa piu bella è che dopo avermi augurato la sorte dei miei compagni assassinati,Julio Anguita Parrado ,Salvador Ortega o Xosè Cousa,si indignava perchè avevo dedicato il libro allo stesso Couso,che conoscevo già prima della sua morte e che talora era stato il mio cameraman.Il collega di Roberto concludeva invitandomi ,"se avevo le palle" ,a infiltrarmi in America Latina o in Medio Oriente...Un'altra nota firma del giornalismo precisava invece:"Se ha le palle,vada in Palestina".L'aspetto tragicomico è che quelle critiche feroci le leggevo da Ramallah ,e in seguito avrei trascorso mesi e mesi in America latina e in tutto il Medio Oriente.Però non lo potevo dire.
Ho dovuto attendere sei anni per rispondere a quegli attacchi.Ero già in Palestina quando i miei nemici,dai loro comodi uffici europei,mi sfidavano a infiltrarmi in Medio Oriente con la speranza che un proiettile vagante riuscisse dove avevano fallito gli skin o la mafia.E' uno dei problemi di questo tipo di giornalismo.L'unico mezzo per difendermi dalle aggressioni è il mio lavoro.E,purtroppo,l'anonimato è imprescendibile per realizzare un'inchiesta da infiltrato in un gruppo criminale.Forse sarebbe bastato che quegli editorialisti,scandalizzati dalle mie indagini sulla prostituzione,avessero letto il libro che invece mettevano in discussione.Se lo avessero fatto,avrebbero notato che nel quadernetto DIARIO DE UN TRAFICANTE DE MUJERES ,accluso all'ultima edizione del libro (e consultabile su www.antoniosalas.org),l'ultimo commento era stato redatto a Gerusalemme.Dunque,non era poi tanto difficile dedurre,come i miei lettori piu sagaci avevano fatto,che già mi trovavo in Palestina.
Oggi ammetto che l'unico fine di quel primo viaggio era completare la facciata esterna del nuovo personaggio,prendere confidenza con i luoghi che in seguito avrei utilizzato per dare credibilità alla mia biografia palestinese e farmi scattare qualche foto sul posto,quindi non mi preoccupai piu di tanto di approfondire il conflitto arabo-israeliano.Avevo sempre letto che i palestinesi erano terroristi suici che con loro atti obbligavano i poveri coloni a vivere armati fino ai denti.Oggi non ho piu quella visione semplicistica e superficiale del problema,che invece mantengono ancora molti miei colleghi.

ANTONIO SALAS:quante balle sui membri della resistenza palestinese! (1/2)

 



Nel mese di agosto ,come da qualche anno, pubblico dei pezzi di libri che durante l'anno per motivi di tempo non riesco a pubblicare.L'Infiltrato sarà uno di questi.Antonio Salas è lo pseudonimo di un noto giornalista investigativo spagnolo ,uno dei piu credibili al mondo, che a causa del suo metodo di indagine,deve tenere nascosta la sua vera identità.
Nei giorni scorsi l'esercito israeliano ha arrestato un bambino di 5 anni che ha tirato un sasso ,ho voluto tornare su questo argomento.In Italia il 95% della stampa italiana fa male informazione sul conflitto palestinese-israeliano stando dalla parte di Israele per motivi d'interesse e Il Corriere della Sera, Libero e Il Giornale sono i giornali piu antipalestinesi.Salas all'interno del libro spiega le balle che si raccontano sui palestinesi ed in particolare sui membri della resistenza.

L'INFILTRATO-Antonio Salas (Newton Compton editori)

IN CERCA DELLE MIE RADICI:DAL SAHARA A ISRAELE

Nonostante gli accorti consigli del mio amico,l'ispettore Delgado,ero irremovibile sull'intenzione di infiltrarmi nelle reti del terrorismo internazionale.Avevo buone motivazioni,ma poche informazioni.E i primi tentativi di crearmi un'identità fittizia come terrorista islamico si rivelarono disastrosi.Partivo da pregiudizi assurdi sull'Islam,gli stessi che forse avevano la maggior parte degli americani dopo l'11 settembre e quasi tutti gli europei sulla scia dell'11 marzo o degli attentati di Londra del 7 luglio 2005.
Poichè pretendevo di passare per un terrorista arabo che,per altro,parlava alla perfezione lo spagnolo,sulle prime pensai di trasformarmi in un musulmano saharawi passato all'estremismo spinto dall'occupazione marocchina.Questa antica colonia spagnola,situata nel deserto del Sahara,tra Marocco e Mauritania,fu abbandonata al suo destino nel 1976.Da allora,piu di 250.000 esseri umani sopravvivono grazie alla carità internazionale in squallidi campi profughi,per lo piu a Tindouf in Algeria.
In fondo ,non era una scelta tanto sbagliata,il Fronte Polisario,acronimo di Fronte popolare di liberazione di Sanguia el-Hamra e Rio de Oro,è forse una delle organizzazioni armate che riscuote piu simpatie in Occidente.Successore del Movimento per la liberazione del Sahara occidentale,prima dai colonizzatori spagnoli,poi dai marocchini.Inoltre, come verificai in prima persona,unaparte considerevole della popolazione del paese parla spagnolo,con modi di dire e ccento delle isole Canarie,e questo avrebbe spiegato la mia conoscenza del castigliano,quando avessi tentato di infiltrarmi nelle organizzazioni terroristiche arabe.D'altra parte,una buona percentuale della popolazione europea esprime solidarietà ai saharawi in diversi modi.Dall'adozione a distanza dei bambini,che tutte le estati vanno a trovare le famiglie adottive in Spagna,Francia,Italia ecc,fino all'organizzazione del famoso Festival internazionale del cinema del Sahara,una rassegna che ogni anno coinvolge numerosi attori (a partire dal premio Oscar Javier Bardem),registi o produttori solidali con la causa.
Come è ovvio,per motivi di logistica sarebbe stato molto piu semplice,sicuro ed economico costruirmi la nuova identità nel Sahara occidentale,molto piu vicino alla Spagna quanto a distanza,lingua e cultura,che in qualsiasi paese del Medio Oriente.Solo che questa opzione presentava due difficoltà.La prima era che dopo l'11 marzo i terroristi dell'area avrebbero sospettato di tutto ciò che sapesse di Spagna:non a caso,i servizi segreti erano concentrati proprio sulla "caccia ai terroristi" islamici ,da catturare a qualunque prezzo.Dall'altra parte,il maggior nemico dei ribelli saharawi è il Marocco,e io intuivo che il paese fosse una delle principali fucine di mujaheddin ,o "guerrieri" dell'Islam.E' evidente che in Marocco non è diffusa la simpatia per i saharawi,considerati una specie di "zingari" del deserto.Alla fine decisi che iniziare l'indagine con l'identità di un saharawi mi avrebbe complicato le cose prima in Marocco,poi,forse nel resto del mondo arabo.Così scelsi la seconda opzione.Piu distante,piu cara,molto piu lontana dal punto di vista culturale:la Palestina.
Al pari della maggior parte dei miei amici,come me ignoranti e disinteressati al mondo arabo,ho sempre pensato che tutti i musulmani fossero potenziali terroristi,i palestinesi in modo particolare.Non mi  ero mai preoccupato di approfondire la conoscenza del conflitto israelo-palestinese,e mi limitavo a ricordare vagamente i titoli dei quotidiani o dei notiziari TV su questo o quell'attentato terroristico contro i poveri israeliani per opera di fanatici palestinesi suicidi.In altre parole,fin qui la scelta mi sembrava buona.In breve,però,avrei scoperto che i miei pregiudizi sui terroristi musulmani palestinesi erano falsi,come quasi tutte le cose ascoltate o lette dopo l'11 marzo,tanto meno da musulmani.

domenica 14 luglio 2013

VATICANO 19/01/2009.La cena segreta con Napolitano



Inutile che certi quotidiani come l'Avvenire, L'Osservatorio Romano o riviste come TEMPI nascondono la verità sul Vaticano, comanda e bacchetta l'Italia come e quando vuole e nessuno osa rifiutarsi.Bisogna
rompere il concordato con il Vaticano e al piu presto.Sia chiaro, per l'inefficienza della Giustizia (una delle peggiori d'Europa),omertà, ipocrisia è colpa di tutte le parti politiche ,incluso il Vaticano.
Non amo commentare a lungo perchè il pezzo del libro-capolavoro di Gianluigi Nuzzi spiega tutto.Buona lettura.

da SUA SANTITA'-Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere)

Nelle geometrie del potere,il crescente imbarazzo nei rapporti con Berlusconi segna come contrappeso una piu forte sintonia tra Joseph Ratzinger e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.Al di là di chi governa,è sempre forte l'attenzione e l'influenza della Chiesa sull'attività legislativa del Parlamento,sopratutto su argomenti sensibili:parità scolastica,eutanasia,famiglia,coppie di fatto,aborto e,come abbiamo visto,anche le tasse e l'Ici.E' meno nota la considerazione di cui gode Napolitano in Vaticano.E' una figura di per sè non determinante nelle scelte di chi governa,ma negli ultimi anni ha consolidato un ruolo istituzionale di assoluta centralità,diventando arbitro e ascoltato consigliere.
Fin dall'elezione ,nel 2006,il presidente è stato riconosciuto sempre piu come interlocutore di rilievo nello scacchiere italiano,capace di assumere un ruolo significativo in momenti cruciali,come puntualmente poi accadrà nell'autunno del 2011 con il lento,e da mesi costruito,passaggio del testimone da Berlusconi a monti e la formazione di un primo governo tecnico.
L'agenda,quella ufficiale delle relazioni istituzionali,testimonia una serie crescente d'incontri,colloqui e messaggi con Napolitano dopo la prima vista ufficiale nel novembre del 2006,pochi mesi dopo il giuramento.Nell'aprile del 2008 Napolitano offre un concerto a Benedetto XVI in onore del terzo anniversario di pontificato; dopo tre mesi l'annuncio che a ottobre sarà il papa a recarsi in visita al Quirinale, ,rompendo una tradizione con pochissime eccezioni.Agli inizi di dicembre è Napolitano che a sua volta va nel piccolo Stato per presenziare alla commemorazione dei sessant'anni della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.Passano poche settimane e,all'inizio del 2009,diplomazia e cerimoniale sono già partiti.In assoluta riservatezza,bisogna preparare un incontro rimasto fino a oggi segreto ma di cui abbiamo riscontro:una cena privata in Vaticano tra i coniugi Napolitano e Benedetto XVI,per il 19 gennaio 2009.
Dall'attività preparatoria nei sacri palazzi emerge quanto sia considerato cruciale il rapporto con il presidente della Repubblica.La tonaca che prepara l'incontro è il numero tre della segreteria di Stato,ovvero uno dei piu stretti collaboratori del cardinale Bertone:monsignor Dominique Mamberti,ministro degli Esteri della Santa Sede.Con il consigliere diplomatico monsignor Antonio Filipazzi,Mamberti individua gli argomenti da affrontare e suggerire direttamente al pontefice.In particolare,Filipazzi è esperto di questioni italiane,che segue dal 2002:" Quando Wojtyla o Ratzinger o anche il segretario di Stato,spiega oggi,dovevano incontrare Ciampi o Napolitano,il mio ufficio preparava delle relazioni per accompagnare il Santo Padre o il segretario all'appuntamnto con gli argomenti  per noi di maggiore interesse".
Viene predisposta un'articolata nota preparatoria,un documento che ben esprime la moral suasion.Così la relazione per la cena del 19 gennaio inizia con una breve biografia privata.Ripercorre le tappe della carriera politica delpresidente Napolitano per affrontare,nel secondo paragrafo,quelli che vengono indicati già nel titolo come "alcuni temi di interesse per la Santa Sede e la Chiesa in Italia".I toni sono diretti,le indicazioni esplicite,da programma di un partito politico.Il primo,sottolineato,è proprio il valore e la centralità della famiglia:
"Occorre dare piena attuazione al favor familia sancito dall'art,29 della Costituzione,anche per contrastare il sempre piu preoccupante calo demografico.In quest'ottica potrebbero risultare utili:un sistema di tassazione del reddito delle famiglie che tenga conto, accanto all'ammontare del reddito percepito,anche del numero dei componenti della famiglia e quindi delle spese per il mantenimento dei familiari;la previsione di aiuti a sostegno della natalità che non siano solo una tantum;l'adozione di misure volte a incentivre la realizzazione di servizi per la prima infanzia.Allo stesso tempo si devono evitare equiparazioni legislative o amministrative fra le famiglie fondate sul matrimonio e altri tipi di unione.Due esponenti del governo (Brunetta e Rotondi) hanno purtroppo fatto annunci in tal senso".
Una sintesi efficace degli indirizzi che la Chiesa vorrebbe suggerire in materia di famiglia,politica sociale e demografica ,senza nascondere la preoccupazione per  l'apertura,"purtroppo",di due ministri del governo Berlusconi alle coppie di fatto.Nei sacri palazzi si ribadisce che la famiglia deve rimanere quella tradizionale, "fondata sul matrimonio".
Si tratta solo del primo punto.Si passa poi alle numerose questioni pendenti,dalla parità scolastica ai "temi eticamente sensibili",come l'eutanasia.Ed è la prima volta che si svela un retroscena così importante:i suggerimenti a Benedetto XVI per come cercare di inmfluenzare il presidente della Repubblica sugli indirizzi sociali,economici e politici.
Temi eticamente sensibili.Riguardo all'ipotesi di un intervento legislativo in materia  di cure di fine vita e di dichiarazioni anticipate di trattamento, si avverte anzitutto l'esigenza di una chiara riaffermare del diritto alla vita, che è diritto fondamentale di ogni persona umana,indisponibile e inalienabile.Conseguentemente ,si deve escludere qualsiasi forma di eutanasia ,attiva e omissiva,diretta o indiretta,e ogni assolutizzazione del consenso.Occorre evitare sia l'accanimento terapeutico sia l'abbandono terapeutico.
PARITA' SCOLASTICA.Il problema attende sempre una soluzione,pena la scomparsa di molte scuole paritarie,con aggravi sensibili per lo stesso bilancio dello Stato.Occorre trovare un accordo sulle modalità dell'intervento finanziartia,anche al fine di superre recenti interventi giurisprudenziali che mettono in dubbio la legittimità dell'attuale situazione.
SITUAZIONE GENERALE SOCIO-ECONOMICA.Essa registra un senso d'insicurezza,attualmente aggravato del contesto economico globale.Nel suo discorso di fine d'anno il presidente Napolitano ha ampiamente affrontato il tema di come l'Italia debba e possa affrontare l'attuale crisi.Permangono timori di fronte al fenomeno dell'immigrazione di persone provenienti da paesi poveri;sul tema dell'accoglienza di questi immigrati si soffermò particolarmente il presidente Napolitano nel suo discorso in occasione della visita del Santo Padre al Quirinale"
A Napolitano Benedetto XVI potrebbe anche chiedere di fare da "paciere" risolvendo incomprensioni e tensioni con  le piu alte cariche italiane.Non sono taciuti infatti dissapori o incomprensioni al paragrafo "Alcuni chiarimenti", che coinvolgono lo stesso Napolitano e il presidente della Camera ,Gianfranco Fini:
"CHIESA CATTOLICA E LEGGI RAZZIALI.Il presidente Napolitano aveva fatto conoscere il suo rammarico per la critica de "L'Osservatorio Romano" al discorso del presidente Fini circa le leggi razziali imposte dal fascismo,al quale non si sarebbe opposta neppure la Chiesa.Il giudizio espresso dal presidente Fino,oltre a non tenere conto della situazione di non libertà allora vigente,ha dimenticato le prese di posizione di Pio XI contro tali provvedimenti,condannandoli sia in via di principio sia anche per il "vulnus" al Concordato del 1929.Non mancarono anche voci di auterevoli pastori italiani,come il cardinale Schuster di Milano ,che riaffermarono la condanna dell'antisemitismo.E' spiaciuta questa "chiamata a correità" della Chiesa,fondata su giudizi storici non ben articolati.
LEGGE SULLE FONTI DEL DIRITTO DELLO STATO DELLA CITTA' DEL VATICANO.Si è creata una forte polemica mediatica attorno a tale norma, che sostituisce quella emanata nel 1929.La polemica,forse causata da qualche spiegazione infelice del provvedimento e dalla solita sommarietà dei mezzi di comunicazione nell'esporre le questioni,non ha ragioni di essere.Non è anzitutto toccato nessun patto fra la Santa Sede e l'Italia,trattandosi di un atto sovrano vaticano.Inoltre,nè nel 1929 nè ora vi è un recepimento automatico e totale della legislazione italiana;oggi come nel 1929 la legislazione italiana costituisce una fonte di norme suppletive per l'ordinamento dello Stato della Città del Vaticano".
Nei rapporti tra stati è normale il confronto su vicende spinose e chiarimenti per sanare contrasti tra istituzioni.ome sono anche naturali valutazioni comuni su economia e politica estera.Ma le specifiche indicazioni di intervento sulla politica italiana sono solo propedeutiche all'incontro o indicative del contenuto? Sarebbe infatti grave solo immaginare che un presidente della Repubblica sia destinatario di pressioni o anche solo doglianze e segnalazioni sull'attività legislativa del proprio paese.Come se Napolitano ricevesse da Obama critiche sulla politica sociale dell'italia o su altre specifiche leggi e norme.Non sappiamo se e in che termini Benedetto XVI abbia espresso queste preoccupazioni a Napolitano,anche perchè gli effettivi contenuti dei colloqui sono noti solo a chi vi ha partecipato.
Va ricordato comunque che la moral suasion del Vaticano è sottile,prevede poche parole.Magari un semplice accenno per lasciare intuire rilevanza,attualità e sopratutto sensibilità della Chiesa per un particolare argomento.C'è poi attenzione all'interlocutore,ed è noto che Napolitano non è un "baciapile" ,non ha atteggiamento ossequioso nei confronti del Vaticano.Proprio i temi suggeriti svelano comunque per la prima volta  i contenuti d'incontri rimasti segreti e dei quali non si trova traccia nei comunicati ufficiali via via redatti.Anzi,le note ufficiali enfatizzano i macro-temi classici della diplomazia con la "significativa sintonia sui grandi temi dei diritti dell'uomo, la convergenza "sulla pace e la convivenza tra i popoli", la difesa dei diritti umani.

venerdì 12 luglio 2013

MATTEO RENZI:"Letta deve prendere come esempio Andreatta"



Matteo Renzi a Repubblica il 9 luglio 2013:

"Letta abbia come punto di riferimento le idee di Andreatta e non il tirare a campare di Andreotti"

ANGLOTEDESCO:certo che questo giovanotto di strada ne farà tanta.Oltre ai tanti incontri con la grande finanza, prende come riferimento Beniamo Andreatta.Ricordiamo al signor Renzi cosa ha fatto Andreatta.Lo riassume Marco Della Luna:

da TRADITORI AL GOVERNO?-Marco Della Luna (Arianna Editrice)

La passione dell'europeismo ,assieme all'aspettativa ,tipicamente italiana ,che i paesi piu forti ci avrebbero aiutati, offrivano un utile camuffamento; ma ,per far passare questo piano in Italia,aveva bisogno di collaboratori interni,meglio se inconsapevoli.Probabilmente qualcuno capiva quello che si stava facendo...però si è chiesto che senso avrebbe avuto resistere...
I passaggi principali alla base dell'attuale crisi finanziaria e,sopratutto,della depressione economica dell'Italia,del drastico peggioramento delle condizioni e prospettive di vita,sono stati rivolti a privare l'Italia della sovranità monetaria in favore d'interessi esterni, e si possono cos' riassumere:
-la progressiva e totale privatizzazione-divorzio dal Ministero del Tesoro della proprietà e della gestione della Banca d'Italia,con l'affidamento ai mercati speculativi del nostro debito pubblico e del finanziamento dello Stato (operazione avviata con Ciampi e Andreatta negli anni Ottanta);
-L'immediato,conseguente raddoppio del debito pubblico (da 60 a 120% del pil) a causa della moltiplicazione dei tassi, e la creazione di una ricattabilità politica strutturale del Paese da parte della finanza privata;
-la svendita agli amici/complici e ai piu ricchi e potenti, stranieri e italiani,delle industrie che facevano capo allo Stato e che erano le piu temibili concorrenti per le grandi industrie straniere;
-la riforma Draghi-Prodi che nel 1999 ha autorizzato le banche di credito e risparmio alle scommesse speculative in derivati usando i soldi dei risparmiatori e alle cartolarizzazioni di mutui anche fasulli,come i subprime loans americani;
-l'apertura delle frontiere alla concorrenza sleale dei paesi che producono schiavizzando i lavoratori e bruciando l'ambiente;
-l'adesione a tre successivi sistemi monetari ,negli anni Settante,Ottanta e Novanta,che impedivano gli aggiustamenti fisiologici dei cambi tra le valute dei paesi partecipanti,anche l'euro non è una moneta,ma il cambio fisso tra le preesistenti monete,con l'effetto di far perdere competitività,industrie e capitali ai paesi meno competitivi,che quindi accumulano crediti verso i primi,fino a dominarli e commissariarli.
Francia e Germania nel 2003 ebbero bisogno, per sostenere le loro economie,di fare spesa a deficit oltre il plafond del 3% del pil,e il governo italiano diede il suo benestare.Ora invece che è l'Italia ad aver bisogno di fare altrettanto,Francia e Germania glielo proibiscono,per costringerla a svendere.
Non potendosi svalutare la valuta nazionale,gli ultimi governi hanno evidentemente puntato,in alternativa,a compensare la minor produttività oraria dell'economia italiana con una riduzione dei salari reali,e anche nominali onde recuperare concorrenzialità con altri paesi e sostenere le esportazioni.Ma il taglio dei salari ha prodotto una gravissima flessione della domanda,della capacità di pagare i debiti esistenti e gli interessi (il cui valore nominale è rimasto immutato) e della stessa progettualità della popolazione,causando una ondata d'insolvenze e fallimenti,e porta verso una riduzione del gettito fiscale.Quindi il risultato di questa strategia è pessimo, suicida,come era prevedibile.
Il nuovo governo del Giappone,col premier Abe, dopo oltre 20 anni di stagnazione,sta rilanciando lo sviluppo proprio attraverso la spesa pubblica qualificata e la svalutazione dello Yen.Si prevede che in un anno l'incremento del Pil salga da 1,5% a 2%.E'un esempio da seguire.
Come da tempo spiegano molti esperti,l'Italia,per ritrovare competitività,capacità di investire e consumare,libertà dall'attacco della speculazione,quindi anche indipendenza e dignità politica,ha una chiara e oggettiva necessità di tornare alla Lira,nazionalizzare Bankitalia, ora di proprietà di poche banche private,e togliere il debito pubblico italiano dai mercati speculativi,altrimenti resterà ricattabile e priva dei soldi per lavorare,produrre,investire,pagare i debiti;infatti senza denaro in circolazione,non si ha domanda e il patrimonio pubblico e privato continuerà a svalutarsi.