Anglotedesco

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venerdì 31 maggio 2013

1981.Usa all'attacco dell'agricoltura europea




E' una cosa normale visto che stiamo parlando degli Usa.La prepotenza americana nel campo dell'agricoltura (e tutto il resto) è nota a tutti ,con le loro multinazionali hanno distrutto interi popoli che vivevano solo di questo.Sfruttamento dei lavoratori nelle piantagioni,impiego di pesticidi nocivi,sfruttamento minorile.Prendiamo la Del Monte:nel corso degli anni Novanta si è fatta notare per atti di violenza contro i lavoratori impiegati nella coltivazione delle banane e contro i membri dei sindacati in Guatemala.Nel marzo del 2002,in Guatemal,Josè Benjamin Perez Gonzalez,coltivatore di banane,fu ucciso dai paramilitari.Insieme ad altri contadini ,aveva piantato delle banane nel latifondo della Bandegua,società fornitrice di Del Monte.Non vi furono indagini,gli assassini non furono mai interrogati.E poi Chiquita leader del settore delle banane che in Colombia è accusata (ci sono prove piu che sufficienti) di aver finanziato per anni i gruppi paramilitari che hanno terrorizzato la popolazione locale e sono responsabili della morte di migliaia di persone.I familiari di circa 400 vittime di tortura e omicidi hanno quindi citato il gruppo nel 2007,richiedendo un risarcimento di 7,8 miliardi di dollari.
Gli articoli degli anni 70'-80 sono sempre belli da leggere,buona lettura.

da ENCICLOPEDIA RIZZOLI-1981-82

Nonostante coprano il 40% del commercio agricolo mondiale, gli Stati Uniti sono sempre piu preoccupati per l'intrapendenza dei paesi europei sui mercati internazionali,nei quali rappresentano una quota dell'11% destinata probabilmente a crescere nell'immediato futuro.Nel 1981 l'agricoltura statunitense forniva il 20% del prodotto lordo nazionale,il 23% dell'occupazione e il 19% degli introti valutari,ma negli ultimi mesi dell'anno si sono cominciati ad avvertire sintomi di crisi innescati sopratutto dagli alti tassi di interesse bancari che caricano di oneri finanziari insostenibili la maggior parte dei coltivatori americani.A ciò si aggiungano il forte aumentano degli stocks di numerosi prodotti,la riduzione del prezzo della terra e le conseguenze dell'embargo ceralicolo nei confronti dell?unione Sovietica,che ha messo molti produttori nell'impossibilità di ritornare sui precedenti livelli di  esportazione.Di fronte a questa situazione il governo degli Stati Uniti risponde con dure accuse alla politica agraria della Cee: secondo il ministro dell'Agricoltura John Block la pratica dei sussidi all'esportazione,ampiamente usata dalla Comunità, "è la piu ingiusta per cercare di aumentare le quote di mercato estero:se la Cee non sostenesse finanziariamente le proprie esportazioni di grano e frumento al di fuori dei confini comunitari abbassandone artificialmente il prezzo,non riuscirebbe a vendere nemmeno una spiga o una pannocchia".Gli Stati Uniti sono particolarmente preoccupati per la crescente presenza dei prodotti europei sui mercati del Terzo mondo, fino a oggi loro monopolio esclusivo: " Non possiamo tollerare,ha detto ancora il ministro Block,che l'Europa venga a rubarci le nostre zone di esportazione" e ha lasciato intravedere la possibilità di ricorrere a severe misure protezionistiche,reintroducendo sussidi all'esportazione e prezzi d'intervento all'interno.Rispondendo alle polemiche dichiarazioni di Block,il ministro italiano dell'Agricoltura Giuseppe Bartolomei ha affermato che la critica americana nasconde il timore  di veder cancellata la storica dipendenza della Cee dagli Stati Uniti,recidendo così uno degli ultimi cordoni ombelicali che legano il vecchio al nuovo continente.Bartolomei invita il governo americano a lasciar cadere inutili e sterili polemiche:"Ostacolare il già lento cammino verso l'unificazione europea è,infatti, un modo per creare un ulteriore focolaio di destabilizzazione mondiale".Del resto gli Stati Uniti temono di vedere aumentare le scorte anche in relazione alla produzione del 1982 che si presenta assai favorevole sopratutto nel settore cerealicolo (+ 1% di granoturco).

giovedì 30 maggio 2013

Dico la mia sulla sconfitta del M5S alle elezioni amministrative 2013



Prendo come spunto un articolo sul blog di Sergio di Cori Modigliani:
"Il risultato negativo, che è reale, se rapportato alle attese preventive, sta tutto nel livello davvero basso del sistema di comunicazione di M5s, che va riconsiderato, carato, modificato, migliorato, evoluto. Sono fortemente in disaccordo con tutti coloro che oggi accusano i media di essere i responsabili del calo elettorale: è come se un bolscevico nel 1916 accusasse i giornalisti zaristi di scrivere bugie su Lenin; o, più recentemente, è come se nel 1960 i sindacalisti italiani avessero accusato, piagnucolando, la famiglia Agnelli di non avere aiutato i loro candidati nella battaglia per la conquista del comune di Torino. Ridicolo. Sono, inoltre, fortemente in disaccordo con tutti coloro che, oggi, reclamano il diritto di esponenti, attivisti, militanti del M5s di andare subito nei talk show televisivi per esprimere il proprio punto di vista. Il problema è ben altro"
Sono d'accordo in parte con quello che scrive Sergio Di cori Modigliani.La televisione in questo paese conta parecchio visto che nonostante l'aumento delle persone che scelgono internet come mezzo per informarsi, la tv non muore mai e sopratutto le cazzate televisive essendo questo quello che aumenta gli ascolti perchè il 90% del popolo italiano è sciocco e non si può negare che sono uscite certe "notizie" sul movimento di Casaleggio e Grillo che hanno condizionato il voto.
Basta leggere diversi miei post dove ho attaccato il Movimento 5 stelle sopratutto Casaleggio che è un personaggio strano, ma mi piace anche essere il piu obiettivo possibile e in parlamento ultimamente hanno fatto degli interventi contro il potere finanziario che non si erano mai sentiti prima, ed essendo i giornali e tv quasi tutte nelle mani delle banche e delle grandi multinazionali, non l'hanno presa bene ed hanno cominciato a martellare il movimento a destra e  a manca ricorrendo anche a sistemi da asilo per sputtanarli.
Io mi domando in questi giorni:ma cosa avrebbero fatto di tanto malvagio in due mesi e mezzo i parlamentari pentastellati per perdere il doppio dei voti e sopratutto cosa hanno fatto di buono quei partiti che hanno mandato al ballottaggio?
Anglotedesco non è la voce della verità,la mia opinione conta poco, però penso una cosa:al popolo italiano interessa avere i soldi in tasca per mangiare,bere e vivere di cazzate dalls mattina alla sera, mandando  sms tutto il giorno, comprare tutti i giorni il loro quotidiano preferito la Gazzetta dello sport (ora in molti sono costretti ad andarla a leggere gratis o nei bar o nelle biblioteche) e la rivista di gossip che oggi se ne contano piu o meno una trentina.Quando non possono fare tutto ciò ,se la prendono con la politica e ogni due mesi cambiano partito, oltre poi al motivo che scrivo da mesi cioè non rendersi conto chi sono i veri colpevoli dei 230 miliardi di euro persi dall'Italia negli ultimi 5 anni.
La maggior parte degli italiani sono disposti a farselo mettere nel sedere dai disonestissimi imprenditori del Belpaese pur di avere i soldi per il grappino al bar e sono sopratutto coloro che hanno deciso di farsi comandare per cinquant'anni dalla Democrazia Cristiana che con la mafia c'entrava fino al collo, ma erano gli anni in cui la gente poteva andare al mare dunque non mi sembrava il caso di lamentarsi (in altri paesi sarebbe stato diverso).
Poi c'è la mentalità "parrocchiana".Siena, città da sempre "rossa", scoppia lo scandalo (grosso) della banca piu antica d'Italia di i cui i colpevoli sono uomini di centrosinistra, cosa succede? Si andrà al ballottaggio con il centrosinistra in vantaggio e che molto probabilmente vincerà.Può succedere di tutto ma la mia squadra, il mio partito, nessuno lo deve toccare e chi lo fa è un fascista o un invidioso.
A cosa serve una informazione seria in questo paese? Al 90% interessa solo l'informazione di parte...la sua.

da http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

Che paroloni, uuh!
Nello strombazzare un esito elettorale presentandolo come una campana a morto del M5s.
Titola il quotidiano la repubblica: "La vendetta del PD: crolla Grillo", con annessi editoriali vari a dimostrazione -secondo loro- che la portata storica della presenza nell'agone politico del M5s si è esaurita e quindi conclusa. E' esattamente il contrario. Vediamo il perchè.
Se Beppe Grillo fosse Mario Monti, oggi avrebbe applicato la consueta logica da ragioniere (il ragionier vanesio) e avrebbe comunicato ai cronisti la propria assoluta soddisfazione nel "sottolineare l'incredibile successo ottenuto nella città di Roma dove il M5s ha aumentato i propri consensi nell'ordine del 625%, passando alla Storia come il più grande aumento elettorale in percentuale nella vita della Repubblica: nel 2008 avevamo ottenuto il 2,2%, in questa tornata, invece, il 16,4%". E qualcuno della massa mediatica si sarebbe inchinato dinanzi all'impietosa, fredda, quanto implacabile verità oggettiva delle cifre e non avrebbe potuto far altro che prendere atto di tale "illuminante" dato statistico (peraltro inoppugnabile) spiegando quindi al pubblico come e perchè era maturata tale vittoria. Ma per fortuna di noi italiani Beppe Grillo non ha una logica da ragioniere, quindi si è ben guardato dal coprirsi di ridicolo sostenendo tale ipotesi. Tutti noi, infatti, l'avremmo giudicata capziosa, infantile, priva di aderenza al quadro reale.
Tanto per ricordare in che mani siamo (l'Alzheimer sociale è sempre in agguato, ed è bene combatterlo senza sosta) vorrei sottolineare che tale "piatta logica dei numeri" è il cavallo di battaglia di Monti-Letta ed è quella applicata nel 2012, grazie alla quale è stato accelerato il processo di disintegrazione della società italiana, approfondendo in maniera tragica la crisi economica.
Nel marzo del 2012, infatti, presentando il bilancio dello stato, erano state immesse nella sezione "entrate" diverse cifre: a) introito di 14 miliardi di euro entro il 31 dicembre relative alla tassazione dovuta dalle concessionarie di videoslot; b) introito di 6 miliardi di euro relativo alla tassazione del 4% per ogni stipula di rogito nella compravendita di immobili con conseguente introito di 2 miliardi di euro di tasse pagate dalle società di intermediazione immobiliare; c) introito di ulteriori 6 miliardi di euro attraverso il 21% di Iva pagato dalla piccola e media impresa; d) grazie alla poderosa attività della guardia di finanza, un introito di "almeno" 3 miliardi di euro relativo alla tassazione suppletiva sui beni di largo consumo dovuto alla nuova tassazione in vigore. Il tutto, rubricato come un 31 miliardi di euro dati per sicuro, che avrebbe portato il pil italiano dal preoccupante -1,4% del 2 marzo 2012 all'ammaliante +0,8% del quarto trimestre, dato che (dichiarazione ufficiale di Mario Monti) "vedo già la luce in fondo al tunnel, perchè tutti i trend sono concordi nel prevedere la ripresa economica entro la fine dell'anno, grazie alla buona governance dell'attuale governo". Risultato reale: a) quasi neanche un euro incassato dalle concessionarie del gioco d'azzardo; b) quasi neppure un euro incassato dalle tasse immobiliari perchè il mercato è crollato con un arretramento del -52% nella compravendita di immobili e conseguente fallimento e chiusura del 28% di agenzie immobiliari; c) quasi neppure un euro incassato dall'Iva sulle piccole imprese perchè ne sono fallite circa 150.000, e sono state chiuse ben 270.000 partite iva non essendo le persone in grado di sostenerne l'onere; d) quasi neppure un euro incassato dal mercato interno perchè le manovre del governo hanno comportato un abbattimento del consumo interno nazionale contraendo la spesa nazionale e riportando il dato del consumo interno (indice di salute economica di una nazione) a quello del 1992.
Risultato reale al 31 dicembre 2012: 32 miliardi di euro di debito in più "non previsto" con il record storico di debito pubblico e il pil a -3,2% invece che +0,8%. Non solo. Un anno dopo, in conseguenza di questo disastro annunciato, Mario Monti ha perso le elezioni, ma è andato al governo piazzando i suoi uomini in posti chiave.
Questa è la logica dei numeri.
Così funziona il sistema politico "reale" nella Repubblica Italiana.Ma siccome Beppe Grillo non è Mario Monti, e io non sono un amante dell'interpretazione ragionieristica dell'esistenza e della politica, mi rifiuto di applicare tale logica ridicola perchè ciò che per me conta consiste nel "dato esistenziale reale di un risultato elettorale, e il suo impatto politico".Qui iniziano i dolori. Ma essere maturi e consapevoli (come ben insegna la medicina olistica) vuol dire interpretare ciò che non va, ovvero i sintomi, come un'occasione d'oro per avviare un processo di "salutificazione" del proprio corpo.
Crollo, tradimento, tramonto, debacle, sconfitta: questi sono i termini usati oggi dalla cupola mediatica.
Si approfitta di questo risultato per spingere la popolazione a osservare la punta dell'indice ferito e sanguinante, sviando l'attenzione dalla necessità di osservare la luna, per poterla riconoscere, prendendo atto della sua esistenza. Sarebbe stato un crollo se in un qualunque comune dove si è votato, avesse clamorosamente perso il sindaco uscente M5s, la giunta uscente M5s, travolta da scandali e ruberie. Delle importanti città italiane, l'unica verifica seria sarà l'elezione amministrativa del comune di Parma , perchè a quel punto gli elettori saranno chiamati a giudicare l'operato di Pizzarotti.
Il risultato negativo, che è reale, se rapportato alle attese preventive, sta tutto nel livello davvero basso del sistema di comunicazione di M5s, che va riconsiderato, carato, modificato, migliorato, evoluto. Sono fortemente in disaccordo con tutti coloro che oggi accusano i media di essere i responsabili del calo elettorale: è come se un bolscevico nel 1916 accusasse i giornalisti zaristi di scrivere bugie su Lenin; o, più recentemente, è come se nel 1960 i sindacalisti italiani avessero accusato, piagnucolando, la famiglia Agnelli di non avere aiutato i loro candidati nella battaglia per la conquista del comune di Torino. Ridicolo. Sono, inoltre, fortemente in disaccordo con tutti coloro che, oggi, reclamano il diritto di esponenti, attivisti, militanti del M5s di andare subito nei talk show televisivi per esprimere il proprio punto di vista. Il problema è ben altro.
Nel mio immaginario quotidiano surreale (da oggi dotato anche di televisione surreale con una specie di CNN h24) la notizia sarebbe stata data in maniera molto diversa. Tipo: "A Roma, il PD costretto a far buon viso a cattivo gioco, incassa la vittoria di un grande sostenitore di Rodotà, la vittoria di un furibondo contestatore dell'attuale dirigenza; incassa la vittoria di un suo esponente che al Senato ha votato NO alla fiducia al governo; incassa la vittoria di un candidato poco incline alla logica burocratica dei capi-bastone". Grazie alla televisione surreale, avremmo avuto anche la video-intervista al candidato perdente Marcello De Vito il quale, raggiante, avrebbe detto: "Come cittadino romano non posso nascondere di essere fortemente deluso per l'esito della mia lista, abbiamo perso il 4% rispetto al dato del 25 febbraio alle regionali (il confronto con altre amministrative è più sensato) ma come esponente politico del M5s sono entusiasta e davvero felice. Questo risultato è la conferma del meraviglioso lavoro svolto dal M5s in Italia, della sua forza dirompente, della sua necessità, perchè a Roma viene battuta la politica familista di Alemanno che ha devastato la città; vince un politico che, come molti altri iscritti e dirigenti PD romani, aveva sostenuto fortemente Rodotà che era anche il nostro candidato; non appena ha saputo di aver vinto, il Dottor Ignazio Marino ha chiarito subito -consapevole che noi gli stiamo sul collo- che ha deciso di far suo il programma di M5s, convinto che la trasparenza, la pratica del bilancio sociale, il taglio immediato dei costi della politica romana, e una immediata apertura nei confronti delle esigenze della cittadinanza a scapito della burocrazia partitica, siano gli elementi di punta del suo progetto. Consapevoli dell'attuale stato di cose, ci dichiariamo delusi dai nostri numeri ma commossi e raggianti nel toccare con mano che, a Roma, si vince solo e soltanto se vengono portate avanti le istanze del M5s: perchè il nostro programma è ciò che vuole la gente".
Questo avrei dichiarato io, se fossi stato Marcello De Vito.
Perchè penso che corrisponda alla verità tutta politica dei fatti.
Se il governo sta valutando l'ipotesi di derubricare il finanziamento pubblico ai partiti, è perchè ci sono in parlamento 163 parlamentari che non danno loro requie
Se il parlamento non ha ancora dato mandato al ministro della difesa Mauro di inviare subito almeno 5.000 soldati italiani nel Mali, è perchè il M5s ha piazzato un vice-presidente e un segretario alla commissione esteri, che si stanno impegnando tutti i giorni proprio su questo punto;
Se il parlamento non ha emesso un immediato decreto legge che autorizza il Tesoro a chiedere alla BCE un prestituccio di 10 miliardi di euro da girare subito alle banche strozzine affamate, è perchè tale dispositivo è stato bloccato dai parlamentari del M5s che stanno in commissione bilancio;
Se i media hanno bisogno di attaccare frontalmente il M5s e far credere che è già finito, dipende dal fatto che i "163 rompicoglioni" hanno rubricato e formalmente chiesto alla presidenza della Camera e del Senato di eliminare il sovvenzionamento dello Stato a giornali, settimanali, mensili, radio, televisioni, case editrici, per un risparmio valutato intorno a 2 miliardi di euro l'anno, da destinare immediatamente a un fondo di sussidio per imprese sull'orlo del fallimento in quanto creditrici  dello Stato.
Ha torto chi vuole adesso andare ai talk show.
Ha torto chi insiste a tenere quella posizione, ormai puramente teorica, che identifica la rete come un medium da santificare che esclude l'intervento in carne e ossa nella realtà, scavalcando la virtualità.
Ha funzionato a meraviglia l'idea di Grillo/Casaleggio di lanciare lo slogan "1 vale 1". E' stato fondamentale per introdurre la necessità di abbattere il rischio di clientele, personalismi, capi-bastone. Ma va aggiornato. La scelta dei candidati in rete non è più sostenibile seguendo delle modalità che non favoriscono la creazione di una dirigenza politica composta dai migliori e dai più meritevoli tra tutti i sostenitori attivisti del M5s. E, in questa fase, da combattenti e guerrieri ben equipaggiati e saggiamente formati.
Ci siamo forse dimenticati che questa è una guerra?
Pensavate fosse una passeggiata? Un picnic virtuale? Una narcisata?
La sola presenza del M5s mette in fibrillazione l'intero sistema politico italiano, che seguita a essere composto, nei posti cruciali, da individui dediti all'uso della cosa pubblica per interesse personale, di gruppo e/o del partito di aderenza.
E' un lungo cammino. Il fine consiste nell'abbattere gli oligarchi e trasformare l'Italia da pantano a società dinamica.
Ne sa qualcosa Gianni Alemanno.
Se non fosse stato per l'esistenza del M5s, probabilmente il PD non avrebbe mai accettato la candidatura del Dottor Marino; se non fosse stato per l'esistenza del M5s, a destra nessuno sarebbe andato a chiedere ragguagli in comune grazie alle notizie, informazioni, dati e date fornite dagli attivisti romani.
Mettiamola così:
Il M5s affossa Alemanno e la sua giunta.
Ignazio Marino ringrazia, e incassa il premio.
Vedremo la seconda fase come si coniugherà.
Tranquilli, quindi, sui paroloni.
Il nostro futuro è nelle nostre mani.
Dobbiamo semplicemente seguitare a rimboccarci le maniche, correggere gli errori, e proseguire.
Non è mica un facile lavoro convincere i milioni di italiani foraggiati, mantenuti, finanziati, sovvenzionati, dai partiti che danno a loro i soldi rubati dalle nostre tasse.
Per questo i partiti li adorano. Tanto più esisteranno parassiti, tanto più i partiti sopravviveranno.
La strada è davvero lunga.
Ma ciò che conta è il primo passo.
Quello è stato già compiuto.

mercoledì 29 maggio 2013

Di che cosa vanta Barack Obama...



Fa sempre piacere pubblicare queste cose per chiarire chi è e cos'è veramente Barack Obama ,uno che viene visto come un idolo dalle sinistre europee (un po meno da quelle estreme che sono fuori dai parlamenti).Infatti ha applicato alla lettera le richieste delle grandi lobby ,multinazionali,banche ,il sistema neoliberista caro all'economista dei miei stivali  Michele Boldrin.
Non ha risolto il problema della sanità perchè la gente è costretta a pagare (provate a farlo qui in Italia e poi vi passa la voglia di applaudire Obama),sono stati tagli incredibili alle fasce piu povere, grandi trasferimenti di denaro dai poveri ai ricchi, aumento della microcriminalità nei quartieri popolari provocati dall'immigrazione clandestina (come succede in Europa) cercando di zittire coloro che vogliono affrontare questo problema e sopratutto creazioni di posti di lavoro con stipendi bassissimi.Una persona ipocrita a servizio di quelle multinazionali e banche criminali che distruggono i paesi sudamericani e che poi accoglie i loro disperati provocando guerre tra poveri con cittadini americani onesti che non c'entrano nulla con l'impero americano.
Sacrosante le cose scritte da Maurizio Lazzarato nel suo libro.

da LA FABBRICA DELL'UOMO INDEBITATO -Maurizio Lazzarato (Derive Approdi)

Ma è gli Stati Uniti ,epicentro della crisi e culla del neoliberismo,che le politiche neoconservatrici rischiano di andare al fondo della propria logica,approfittando della crisi finanziaria.Il democratico Obama si vanta di aver negoziato il piu importante taglio nelle spese sociali mai realizzato negli Stati Uniti,come se si dovesse andare orgogliosi di un nuovo New Deal,ma al contrario.Nel novembre 2010,ha concluso un accordo con il Congresso americano,ormai a maggioranza repubblicana,per prolungare di due anni le riduzioni fiscali concesse da Bush alle fasce piu ricche della popolazione.La legge Obama-Bush,come è stata chiamata negli Stati Uniti,estende la riduzione fiscale anche a coloro che hanno  un reddito superiore a 250.000 dollari.Questi ricchi rappresentano solo il 5% della popolazione,ma le loro imposte costituiscono oltre il 40% delle entrati fiscali relative all'imposta sui redditi.In cambio di qualche spicciolo ai disoccupati,il regalo ai ricchi è stato piu che sostanzioso:intorno ai 315 miliardi di dollari in due anni.Per avere un'idea dell'ordine di grandezza di questo regalo,occorre ricordare che, nel 2008 ,il sostegno dello Stato americano alla propria economia ammontava a 800 miliardi di dollari in due anni,il piu consistente nella storia del paese.Ciò nonostante ,i neoconservatori si sono dedicati con pazza gioia alla drastica riduzione delle spese del Welfare in differenti Stati della federazione,aspettando di importare le stesse politiche allo Stato federale.In un'intervista ,Arianna Huffington ricorda che queste politiche sono attive in quarantacinque Stati dell'Unione.Nel febbraio 2011,per tre giorni,migliaia di contestatori,sindacalisti e democratici insieme,hanno manifestato a Madison,capitale del Wisconsin,contro i progetti del nuovo governatore,il repubblicano Scott Walker,che si è fatto eleggere con la promessa di riassorbire i deficit di bilancio pur riducendo le imposte.Il suo progetto avrebbe dovuto consentire di risparmiare 300 milioni di dollari (intorno ai 220 milioni di euro) nei successivi due anni (il deficit di bilancio dello Stato è di 5,4  miliardi).Il progetto di riduzione del debito prevedeva di congelare parzialmente,per via legislativa,i salari dei dipendenti pubblici,di ridurre le loro pensioni e altre componenti della loro copertura sociale e di annullare una serie di diritti sindacali,non ultimo degli obiettivi dei politici dell'austerità in tutto il mondo.
I negoziati sul tetto del debito,tra democratici e conservatori,assomigliano a una caricatura,purtroppo ben fatta ,della lotta tra classi sociali in America.I conservatori non vogliono toccare gli scandalosi vantaggi fiscali concessi ai ricchi e alle imprese e vogliono ottenere la riduzione del deficit con tagli selvaggi alle spese sociali,cioè vogliono applicare al bilancio federale ciò che è già in atto negli Stati dell'Unione.

martedì 28 maggio 2013

Pochi soldi e da dividere con altri paesi dell'eurozona...



Abbiamo i conti in ordine,arriveranno 10 miliardi di euro.Mamma mia che straordinario lavoro abbiamo svolto.Questo ci ripetono i Letta boys e i loro giornali leccaculo (La Repubblica in primis).I soliti democristiani:con una mano ti do con l'altra ti tiro via.I 10 miliardi sono pochissimi, è come se uno che non mangia da tre giorni, gli dai un panino anzichè un pranzo completo.La realtà è che noi ed altri paesi in difficoltà,siamo in una grave depressione e non ci sono segnali di ripresa in vista.Il Fiscal Compact non rappresenta una soluzione e gli acquisti di debito sovrano da parte della Bce sono solo un piccolo brodino come questi pochi soldi che ci prestano da dividersi tra diversi paesi.E poi la grande supervisione bancaria che avrebbe risolto tutti i problemi.Non impedirà per niente l'esodo di fondi che continuano a lasciare i paesi in difficoltà.
Interessante l'articolo di alberto D'Argento su Repubblica Affari e Finanza del 20 maggio 2013:

"Il premier Enrico Letta ha ricostruito il montiano asse con Holland e Rajoy per scardinare lo schema rigorista dei tedeschi e dare all'Europa gli strumenti necessari per tornare a crescere.Il primo obiettivo per il vertice del 27 o 28 giugno è la piena attuazione dell'Unione bancaria:"Le condizioni per creare lavoro,ha affermato Letta,è il livello dei tassi di interesse,per questo L'unione bancaria è necessaria,non dobbiamo perdere tempo".Ma i tedeschi non mollano,tanto che Schaeuble all'eurogruppo della scorsa settimana è andato avanti con la linea della modifica per trattati che,per chi mastica cose europee,vuol dire rimandare alle calende greche qualsiasi riforma.Appari quindi difficile che tra un mese al vertice di Bruxelles i tedeschi consentano una vera accellerazione.Piu facile che si arrivi al solito pasticciato compromesso (vera dei leader europei) che lasvi tutto ferma dando però a ogni governo la possibilità di cantar vittoria.Per questo su qualcosa la Merkel dovrà cedere.E lo schema che si va profilando nelle stanze del potere di Berlino è di accontentare Italia,Francia e Spagna sull'occupazione,come richiesto dall'asse Mediterraneo,l'entrata in vigore dell'apposito piano da sei miliardi di euro che partirebbe tra un anno.Briciole se si pensa che i soldi andranno divisi tra tutti i paesi dell'Unione ma un segnale politico che l'Europa ma superato l'ortodossia rigorista che i leader mediterranei potrebbero vendere in pompa magna alle proprie opinioni pubbliche.Facendo guadagnare tempo alla Merkel in vista delle fatidiche elezioni d'autunno"

lunedì 27 maggio 2013

La politiche economiche che piacciono a Michele Boldrin



Si può essere italiani o antitaliani finchè si vuole ma è inutile negare che in questo paese per fare grandi ascolti bisogna chiamare il clown e non la persona seria , e non a caso uno che viene invitato piu spesso è un personaggio ridicolo come il "professor" Michele Boldrin. Boldrin è la classica persona figlio di operai  che appena esce dalla propria vita di provincia, se la tira piu di uno nato benestante,poi figuriamoci se va in America.
In un tweet ha detto che lui non dovrebbe perdere tempo a discutere con gente come Alberto Bagnai o Paolo Barnard. Certo,lui gli piace essere protagonisti in trasmissioni di merda dove gli mettono di fronte Serena Dandini o Maurizio Landini (giovedi sera da Lilly Gruber non ha avuto la forza di aggredirlo) ,mentre con persone che citano grandi economisti premi Nobel (anche lui un giorno lo vincerà,quello della stupidità) e che rispondono con dati certi, va in difficoltà. Oltre alle sue solite risposte elementari come "sei confuso", "racconti Balle",non riesce ad andarci.Prima delle elezioni aveva anche il coraggio di criticare i conduttori televisivi perchè parlavano tutti del Movimento 5 Stelle ma mai del suo "FARE PER FERMARE IL DECLINO". I risultati si sono visti...Non c'è dubbio che è un movimento  nato da poco ma pensa che nei prossimi anni possa ottenere gli stessi risultati di Grillo? E' piu facile che sparisca del tutto.
"Privatizzare per ridurre il debito, le tasse e il clientelismo politico" dice in un video. Si, certo, prendiamo come esempio il modello americano che adora tanto.E' il paese dove c'è il piu alto tasso di privatizzazioni al mondo,ma anche il paese con piu disuguaglianze dove non c'è la burocrazia italiana ma 45 milioni di persone che non si possono curare.E poi parla della riduzione del clientelismo politico? Ah ah ah, le multinazionali ,le lobby, le banche, fanno quel cavolo che vogliono.
Boldrin stai zitto e ricordati che vieni da una famiglia di operai e sarebbe meglio che tornassi a fare il precario!
Leggete sotto quello che scrive Maurizio Lazzarato.E' la risposta alle stronzate che dobbiamo sentire da questo clown tutte le volte che lo invitano (troppo spesso) in tv. La 7 continua ad invitarlo, farai sempre piu ascolti e la gente si rincoglionirà sempre di piu.

da LA FABBRICA DELL'UOMO INDEBITATO-Maurizio Lazzarato (Derive Approdi)

E' per questo che la crisi che stiamo vivendo non è soltanto una crisi finanziaria ,ma anche un fallimento della governabilità neoliberale sulla società.Il modo di governo fondato sull'impresa e sull'individualismo proprietario è fallito.La crisi,svelando la natura delle relazioni di potere,porta a forme di controllo molto piu "repressive" e "autoritarie",che non devono piu preoccuparsi della retorica della "libertà", della creatività e dell'arricchimento come negli anni Ottanta e Novanta.
Nella sua genealogia e nel suo sviluppo,la crisi dei sbuprime mostra il funzionamento di un blocco di potere,in cui l'economia "reale",la finanza e lo Stato costituiscono gli ingranaggi di uno stesso dispositivo e di uno stesso progetto politico,che abbiamo chiamato economia del debito.Anche qui,l'economia "reale" e la "speculazione" finanziaria sono invisibili.Mentre l'economia "reale" impoverisce i governati in quanto "salariati" (blocco dei salari,precarietà) e in quanto detentori di diritti sociali (riduzione dei sostegni al reddito,diminuzione dei servizi pubblici,dei sussidi di disoccupazione,delle borse di studio per gli studenti ecc),la finanza promette di arricchirli con il credito e l'azionariato.Nessun aumento di salari diretti e indiretti (pensioni),ma crediti al consumo e spinta alla rendita finanziaria (fondi pensione,assicurazioni private); nessun diritto all'alloggio ,ma prestiti immobiliari;nessun diritto alla scolarizzazione,ma prestiti per pagare gli studi;nessuna garanzia sociale contro i rischi (disoccupazione,sanità,pensione), ma investimenti nelle assicurazioni individuali.
Il dipendente e l'utente della previdenza sociale devono rispettivamente guadagnare e spendere il meno possibile per ridurre il costo del lavoro e il costo della previdenza sociale,mentre i consumatori devono spendere il piu possibile per smaltire la produzione.Ma,nel capitalismo contemporaneo,il dipendente,l'utente e il consumatore finale coincidono.Ed è la finanza a pretendere di risolvere questo paradosso.La crescita economica neoliberista determina differenziali di reddito e di potere sempre piu importanti,impoverendo i salariati,gli utenti e una parte della classe media,mentre pretende,dall'altro lato,di arricchirli,con un meccanismo molto ben esemplificato dai crediti subprime:redistribuire redditi senza intaccare i profitti,ridistribuire redditi le imposte (sopratutto ai ricchi e alle imprese) ,ridistribuire redditi tagliando i salari e le spese sociali.In questa condizione di deflazione salariale e di distribuzione dello Stato sociale,per arricchire tutti non resta altre che fare ricorso al credito.
L'economia americana è fondamentalmente un'economia del debito.La finanza non rappresenta principalmente un fenomeno di speculazione,ma costituisce il motore della crescita e ne definisce la natura.Il 30 giugno 2008,il debito aggregato degli Stati Uniti ,famiglie,imprese,banche e pubblica amministrazione,supera i 51.000 miliardi di dollari,a fronte di un Pil di 14.000 miliardi di dollari.Negli ultimi otto anni (gli anni di Bush) ,negli Stati Uniti,il debito medio delle famiglie è aumentato del 22%; l'ammontare dei prestiti non pagati è aumentato del 15%:il debito degli studenti universitari è raddoppiato.L'insegnamento di un'arte del vivere indebitati è ormai parte integrante dei programmi americani di educazione nazionale.
La finanza è una macchina da guerra per la privatizzazione,che trasforma i diritti sociali in crediti,in assicurazioni individuali e in rendita (azionaria), e quindi in proprietà individuale.A essere fallita non è la "speculazione",la presunta divaricazione tra finanza ed economia reale,ma la pretesa di arricchire tutti senza mettere mano al sistema della proprietà privata.All'interno del capitalismo,la proprietà è lo scoglio di tutte le politiche.A questo livello,la lotta di classe si esprime nello scontro tra due modelli di "socializzazione" della ricchezza:diritti per tutti e garanzie sociali versus crediti e assicurazioni individuali.A crollare è il progetto politico di trasformare chiunque in "proprietario", ivi inclusi i "piu poveri della working class e della classe media"."Tutti proprietari!",annunciava il programma elettorale di Sarkozy ,mentre lo slogan originale di Bush parlava di "società dei proprietari".Ciò che viene ratificato,al contrario,è la riconversione della maggioranza della popolazione in debitori e di una minoranza in redditieri.Il fallimento dell'individualismo proprietario porta in primo piano l'economia del debito e il risvolto meno felice della relazione creditore-debitore,quella del rimborso.
L'economia del debito ha obiettivi fortamente politici:la neutralizzazione dei comportamenti collettivi (garanzie sociale,solidarietà,cooperazione ,diritti per tutti) e della memoria storica delle lotte,delle azioni,delle organizzazioni collettive dei "salariati" e dei "proprietari".La crescita trainata dal credito (finanza) pensa in questo modo di esorcizzare il conflitto.Confrontarsi a soggettività che considerano i sussidi,le pensioni, la formazione ecc. come diritti collettivi garantiti dalle lotte non è la stessa cosa che governare "debitori",piccoli proprietari,piccoli azionisti.
La crisi dei subprime non è quindi unicamente una crisi finanziaria:segna anche il fallimento del programma politico dell'individualismo proprietario e patrimoniale.Questa crisi è prevalentemente simbolica,poichè attiene alla rappresentazione simbolica,poichè attiene alla rappresentazione per eccellenza della "proprietà individuale":la casa.A breve termine,il fallimento delle politiche neoliberiste sarà l'occasione,per il blocco di potere costituito dall'economia del debito,di trarre vantaggio dalla situazione di crisi in cui ha fatto sprofondare il mondo intero.
Chi pagherà le montagne di debiti accumulati per salvare le banche e il sistema di potere dell'economia del debito? Non c'è alcun dubbio sulla risposta del blocco di potere neoliberista.Ma si tratta di una strategia incui gli apprendisti stregoni neoliberisti rischiano di non riuscire a controllare granchè!

domenica 26 maggio 2013

I discorsi ridicoli di Casaleggio sul denaro



Si parla di movimento 5 stelle, voglio complimentarmi con l'onorevole Carlo Sibilia per il discorso contro le banche che ha fatto qualche giorno fa alla camera dei Deputati.Mi auguro che il resto del M5S non lo fermi perchè nel movimento di Casaleggio e Grillo ci sono molti che votavano Pd e Idv e sappiamo cosa ne pensano di certi argomenti.
Commentando il pezzo del libro che ho riportato sotto, mi vien da ridere.Casaleggio sembra quelle donne che dicono :"per me i soldi non sono tutto e poi vai a vedere, frequentano solo imprenditori". Andatevi a leggere la storia di Gianroberto Casaleggio e poi fate le vostre considerazioni e capirete perchè sono buffonate quello che dice in questo libro.

da IL GRILLO CANTA SEMPRE AL TRAMONTO-Casaleggio, Fo,Grillo (Chiarelettere)

GIANROBERTO CASALEGGIO:

"A me sembra che tutti i problemi di cui stiamo parlando,cioè la legge che non viene applicata,gli operai che muoiono,il lavoro come ricatto,la riduzione in schiavitù delle persone,alla fine siano riconducibili tutti alla questione del denaro che ha preso il sopravvento su qualunque aspetto della nostra vita.Al denaro andrebbe attribuito un peso marginale nella società perchè in sostanza è una forma di scambio di beni.Nessuno dovrebbe possedere piu di un certo livello di beni materiali,un massimo di 3 o 4 milioni di euro.Non è un discorso francescano ma politico.L'accumulo di denaro non va d'accordo con la democrazia.Chi concentra molto denaro può influenzare la società,piegare la politica e quindi la gestione della cosa,pubblica ai suoi interessi.Gli esempi li abbiamo davanti agli occhi eppure fatichiamo a capire.Finchè il denaro rimarrà concentrato nelle mani di poche persone e le banche disporranno del potere attuale,la democrazia rimarrà un puro esercizio retorico,una caricatura di se stessa".

"Disponiamo di un tempo limitato per vivere,se lo dedichiamo all'accumulo di denaro e barattiamo la vita per delle ricchezze,siamo dei folli.Il nostro tempo è l'unico valore.Non per contraddirvi,ma se gli inglesi avessero messo al posto dei cani delle aquile,avrebbero vinto loro..."
"In rete le idee sono il vero valore.L'intelligenza,la creatività,la competenza possono fare tranquillamente a meno del denaro.E senza la necessità del denaro,ognuno può far emergere la propria intelligenza e cultura in modo diretto.E viene pagato per questo.Per quello che sa fare, per quello che è, senza intermediari o finanziatori".

"Di recente vi è stato un ricambio delle aziende storicamente piu quotate in Borsa.Questo cambiamento è avvenuto in pochissimo tempo.Non era mai successo prima.La Ford,la Chrysler,la Shell e le grandi banche internazionali sono sempre state ai primi posti nella classifica delle società piu quotate.Ora,al vertice,vi sono quelle società piu quotate.Ora,al vertice,vi sono quelle società tecnologiche che hanno sviluppato il loro business nella rete.Le società che sono emerse,come Google,Twitter e Facebook,sono planetarie,hanno per cliente l'intero pianeta,hanno imposto nuove regole per la ricerca,nuovi linguaggi per la comunicazione.Nelle rete opera la "legge di aggregazione preferenziale",per cui se un nodo di internet crea un valore prima degli altri, questo valore si propaga come un virus e il nodo espande la sua influenza,diventa piu importante.Avviene come per un pianeta che si forma,che assume una certa massa gravitazionale,attira meteoriti e comete e si ingrandisce.Per cui chi sviluppa un'idea,un modello di successo prima degli altri,com'è avvenuto per Google con i motori di ricerca,nel tempo assumerà una posizione perminente e,come un grande albero in una foresta,crescendo,farà morire tutta la vegetazione sottostante.In rete non esiste il numero due.Esiste solo il numero uno.Ed esiste se l'idea è vincente.Il numero uno piglia tutto a livello universale,si prende il mondo,come hanno fatto in questi pochi anni le aziende che hanno scalato le Borse mondiali.E sono diventare piu importanti della Ford, della Shell,che sono sul mercato da decine e decine di anni".

venerdì 24 maggio 2013

Già nel 1979 ci si chiedeva quando si sarebbe risolto il problema della giustizia...



La giustizia è sempre un argomento importante ,in qualsiasi ambiente ci vuole il rispetto delle regole.In questo Belpaese di merda il problema esiste da sempre e si fa di tutto per non risolverlo perchè i delinquenti li trovi nelle istituzioni e perchè fanno comodo, nella politica come nel calcio, l'intimidazione è l'arma piu utilizzata e bisogna far di tutto per difendere i propri delinquenti, che stanno a destra a sinistra e anche al centro.
Silvio Berlusconi ha contribuito alla grande a far funzionare male la giustizia italiana, sono state fatte diverse leggi ad personam però  sentir dire, sopratutto da molti democristiani ex suoi alleati,che è tutta colpa del berlusconismo, mi vien da ridere.Quell'articolo che pubblico sotto ,prese dalle enciclopedie anni 70-80 ,dimostra che già allora le Giustizia funzionava malissimo e il Nano di Arcore non era ancora entrato in politica.Merito delle Dc che faceva patti con i mafiosi ma anche a comunisti e fascisti faceva comodo la malagiustizia visto tutto quello che hanno provocato in quegli anni.
Mi vien da ridere quando sento dire "chisse ne frega della giustizia ,contano altre cose".In poche parole è come dire:"L'importante è mangiare,bere, avere i soldi in tasca per fare il cretino ,sperando che non mi capiti nulla".
E poi chiedo a quei gruppi di "PREMI NOBEL" che ne nascono tutti i giorni:"sapete com'è la giustizia nel mondo del lavoro? Sapete cosa rischiano i datori di lavoro quando cercano di metterlo nel sedere agli operai? Praticamente nulla  e per la sentenza bisogna aspetta anni e anni, molto di piu che negli altri paesi (Italia 150esima per efficienza della Giustizia).Ma a voi non ve ne frega nulla anche se fate finta di interessarvi.

da ENCICLOPEDIE RIZZOLI 1979-1980

La crisi della giustizia è uno dei principali problemi che le forze politiche devono decidersi a risolvere.Le nostre strutture giudiziarie sono in ritardo di almeno un trentennio rispetto all'evoluzione della società.Allo stesso tempo è innegabile che la spaventosa lentezza del lavoro giudiziario,le precarie condizioni del sistema penitenziario,l'arcaicità dei codici contribuiscono al decadimento delle regole della convivenza civile. Come chiedere, infatti, ai cittadini di avere fiducia nell'amministrazione della giustizia quando questa non riesce a fornire risposte tempestive ed adeguate alle loro domande  e allora e alle loro esigenze?
La fine anticipata della legislatura ha anche fatto decadere due disegni di legge governativi, sull'istituzione dei "giudici di pace" e sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie,presentati come il primo atto di una "strategia di riforma globale della giustizia".I giudici di pace,scelti tra persone estranee alla carriera e in modo da rappresentare la comunità locale, avrebbero dovuto servire a risolvere i conflitti minori con rapidità,concedendo cosi ai magistrati piu tempo per occuparsi delle cause di maggiore rilievo.Contemporaneamente si sarebbe cosi realizzata una forma di partecipazione popolare sulla giustizia.L'altro provvedimento invece, attraverso la revisione delle circoscrizioni giudiziarie avrebbe dovuto garantire una piu razionale distribuzione sul territorio dei magistrati,abolendo ad esempio le preture "inutili".
L'ANM ha chiesto che entrambi questi provvedimenti siano rappresentati al nuovo Parlamento.Ma una vera riforma del sistema giudiziario dovrebbe pure comprendere sostanziali modifiche dell'ordinamento della magistratura:rotazione dei capi degli uffici giudiziari,limitazione dei loro poteri attraverso l'automatica assegnazione dei processi e l'esclusione delle possibilità di avocazione,ridefinizione della figura del pubblico ministero.E dovrebbe,sopratutto,riuscire a varare inuovi codici di procedura penale e di procedura civile, perchè le lungaggini processuali sono una delle cause principali dei ritardi della giustizia e della perdita di prestigio nel Paese.

giovedì 23 maggio 2013

Sfruttamento stagionale.La solita Italia...



Il 43% dei lavoratori del settore agricolo lavora in nero, aspetto ,sopratutto da certi che difendono l'Italia a qualsiasi costo, che c'è qualcuno piu disonesto che pensa addirittura di essere furbo perchè in questo paese difficilmente qualcuno lo punisce come meriterebbe.L'introduzione delle pene contro il caporalato è una delle tante bufale made in Italy, nessuno rischia.
Gli italiani nel tirar fuori scuse hanno pochi rivali nel mondo (gli Usa però sono irraggiungibili),adesso c'è la crisi allora bisogna assumere in nero ma in realtà questo succede da sempre ,piu che in altri paesi.Mia madre andava a raccogliere pomodori trent'anni fa e lavorava in nero nonostante che in provincia di Parma in quel periodo la disoccupazione era vicino allo 0%. Il sabato di Pasqua,in Liguria, approfittando di un treno che è arrivato al capolinea con ore di ritardo, mi sono trovato a parlare con un uomo nordafricano che è arrivato in Italia a metà anni 90' (non  c'era ancora questa crisi) e veniva trattato nello stesso modo  che vengono trattati quelli che ci sono nel bellissimo articolo pubblicato sotto.
Il lavoro nero è aumentato non con la crisi ma con l'immigrazione massiccia, ed essendo questo un paese di ipocriti dove nessuno fa solidarietà gratis,ne hanno approfittato con le balle che gli italiani non fanno certi lavori (voglio vedere chi veramente accetta di lavorare in quelle condizioni) ,che chi viene dall'Africa bisogna dargli da mangiare.Le cose stanno diversamente. Con questi signori si rinunciano a creare posti di lavoro con stipendi decenti, si fanno entrare  disperati che in cambio di un posto appena accettabile per dormire ,mangiare, qualche vestito, sono disposti a fare qualsiasi lavoro e in questo la Chiesa se ne approfitta. Oppure carcerati o tossicodipendenti  che vengono premiati per essersi drogati o aver commesso reati e che per risparmiare vengono impiegati per fare lavori non piacevoli (in strada spesso fanno i cretini con anziani,donne o chiunque incontrino), ma che farebbero comodo a genitori con figli da mantenere.
Gira e rigira è sempre la cultura ipocrita di questo paese a fare la differenza.

da TERRA ECO-Mathilde Auvillain (Pubblicato su l'Internazionale)

All'uscita dell'autostrada a Foggia decine di camion pieni di casse di pomodori sorpassano ad alta velocità le poche auto che sembrano smarrite.Tra le distese di colore giallo nella pianura che si estende tra la costa adriatica e le colline del Gargano,i camion lanciati a tutta velocità su strade dissestate sollevano nuvole di polvere.Quest'atmosfera da far west diventa lentamente piu simile alla boscaglia africana.L'asfalto  sparisce e lascia il posto a una strada dissestata.Gli ammortizzatori cigolano e le auto sobbalzano.
Due giovani maliani avanzano rapidamente a piedi,passando per i campi,per raggiungere il "Gran Ghetto".E' il nome che i lavoratori stagionali africani hanno dato a una baraccopoli che si trova nel mezzo della Capitanata,la regione agricola nel nord della Puglia.Una vera e propria cittadina,organizzata in baracche costruite intorno a pochi edifici abbandonati.Le baracche sono fatte con cartone,legno riciclato,spago e corda.Durante la stagione della raccolta dei pomodori qui ci vivono tra le ottocento e le mille persone,provenienti in gran parte dall'Africa occidentale.
L'oro rosso da qualche anno ha conquistato le terre della Capitanata.Una coltura molto piu redditizia dei cereali che si coltivavano prima.Nella regione si raccolgono ogni anno duecentomila tonnellate di pomodori,che vengono poi trasformati in conserva e salsa e venduti in Italia e all'estero.L'industria agroalimentare del pomodoro ha un volume d'affari di trecento milioni di euro all'anno.I lavoratori stagionali africani sono pagati 3,5 euro per ogni cassa con circa trecento chili di frutta e verdura,secondo il prezzo concordato con il "caporale",che incassa un'ampia commissione sul raccolto.Sotto il comando del "capobianco" (il caporale bianco),che è il tramite tra l'agricoltore e l'industria di trasformazione,c'è il "caponero" (il caporale nero) che,grazie alla rete di contatti creata nel corso degli anni,organizza la formazione di squadre basandosi sulle sue conoscenze e sulla capacità di ogni uomo che gli si presenta davanti.
In una giornata di dieci ore di lavoro,un uomo robusto e allenato può riempire al massimo sei o sette casse.Gli stagionali guadagnano quindi in media tra i 20 e i 25 euro al giorno,dai quali devono detrarre circa 5 euro per il trasporto nei campi, 3,5 euro per un panino la sera, 1,5 euro per una bottiglia d'acqua e 20 euro al mese per l'affitto di un materasso in una baracca."A mezzogiorno gli uomini non si fermano per mangiare.Ogni tanto,se hanno troppa fame,addentano un pomodoro",spiega Ilaria Paluello,una volontaria dell'associazione IO CI STO, che assiste gli stagionali.Lei stessa viene accompagnata nei campi, di nascosto:"Quando il capo arriva nel campo,i lavoratori devono mettersi sull'attenti e salutarlo.A volte urla "Non ho sentito! e li costringe a ripetere piu forte "Buongiorno capo!",racconta.

CANI RANDAGI

Dopo la giornata nei campi,i lavoratori tornano nelle baracche del Gran Ghetto:materassi sfondati appoggiati sul pavimento di terra battuta,qualche coperta stesa in mezzo alla polvere e vestiti appesi a fili di plastica.Abdou riposa,è appena tornato da una dura giornata di lavoro.Gli altri,Mady, Bamba, Ousmane si lavano prima di uscire.Bimarlo aiuta la padrona nigeriana di un "ristorante" a uccidere una capra in mezzo alla spazzatura,sdotto gli sguardi affamati dei cani randagi.Il sangue dell'animale morto si mescola all'acqua sporca delle docce.I locali che ospitano i bagni sono fatti nel migliore dei casi con quattro pareti di plastica,altrimenti con delle tende appese a dei paletti.Niente tubature,solo un secchio di plastica che prima deve essere riempito alla cisterna.Al Gran Ghetto non c'è acqua corrente nè elettricità.Alcuni generatori rombano dietro le "case" dei piu ricchi, che fanno pagare cinquanta centesimi per far ricaricare la batteria di un cellulare.Il campo è stato costruito vicino ad alcuni casolari abbandonati.Spesso sono occupati abusivamente o gestiti da caporali neri.
In Italia sono molti i braccianti che vivono in queste condizioni.Secondo l'Istat,il 43% dei lavoratori del settore agricolo lavora in nero,circa 400.000 persone di cui una su quattro è in stato di grave sfruttamento.Secondo il sindacato degli agricoltori Flai Cgil,ogni anno lo stato perde circa 420 milioni di euro di tasse su questo lavoro sommerso."Senza contare che l'assenza di tutele dei lavoratori,pagati meno della metà rispetto al salario medio legale, arricchisce la criminalità organizzata", afferma un comunicato del sindacato.I caporali,infatti, sono spesso legati,direttamente o indirettamente,alle organizzazioni criminali.

IL REATO DI CAPORALATO

"Fini a prova contraria,siamo un anello essenziale dell'agricoltura italiana.Da sud a nord, sono gli africani che lavorano nelle campagne! Ma le autorità si rifiutano di prendere atto di questa situazione,di riconoscere il nostro ruolo essenziale.Vogliono trattarci come persone di seconda classe", si indigna l'ivoriano Ibrahim Diabatè,che da anni attraversa l'Italia seguendo lre stagioni.Raccoglie pomodori a Foggia d'estate ,pesche e mele a Saluzzo ,in Piemonte,in autunno,arance e clementine a Rosarno,in Calabria,d'inverno.Piu di un anno fa si trovava a Nardò,nel sud della Puglia,quando gli stagionali africani hanno deciso di scioperare.Per due settimane gli uomini si sono rifiutati di andare a raccogliere i pomodori.Quando la frutta ha cominciato a marcire sulle piante,i caporali hanno accettato di aumentare un pò la paga dei lavoratori.Quella stessa estate del 2011,dopo lo straordinario sciopero dei "braccianti",si è deciso di punire il caporalato introducendo nel codice penale il delitto di "intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro".Punito con una pena tra i cinque e gli otto anni di reclusione e con una multa da mille a duemila euro per ogni lavoratore sfruttato.L'adozione di questa legge però non ha avuto molti effetti sulle condizioni di lavoro degli stagionali,a causa dell'assenza di controlli e perchè gli stagionali,che spesso sono senza documenti,hanno paura a denunciare i caporali.La situazione di questi lavoratori conquista i titoli dei giornali solo in occasione di eventi straordinari,come lo sciopero di Nardò,o gli incidenti a Rosarno.Qui, una sera di gennaio del 2010,un marocchino,un ivoriano e un togolese sono stati colpiti da proiettili ad aria compressa esplosi da un gruppo di abitanti.Il giorno dopo duemila immigrati hanno manifestato nel paese per protestare contro quell'aggressione.Per alcuni giorni ci sono stati scontri tra la polizia,gli immigrati e gli abitanti,che si sono conclusi con il trasferimento dei migranti nei centri di identificazione ed espulsione di Napoli e Bari.Due anni dopo quei fatti,per evitare nuovi episodi di tensione,il governo ha installato una tendopoli nella zona industriale di Rosarno,con acqua ed elettricità.Ignorando completamente le ragioni profonde che avevano spinto i lavoratori immigrati a piegarsi a simili condizioni di vita.
La sera,dopo il lavoro,sotto la sua tenda blu, Babacar Cissè,che lavora a Rosarno e al Gran Ghetto,scrive poesie.Lo stesso fa Ibrahim Diabatè.A Boreano,Zak guarda dvd di cantanti africani.Tra le migliaia di immigrati che lavorano nei campi italiani, molti sono diplomati.Adou ha abbandonato gli studi di sociologia per venire in Europa, commenta con amarezza: "Ai tempi della schiavitù agli africani venivano messe le manette e le catene,si usava la violenza.Oggi si cerca di rendere le cose meno dure,ma le catene sono sempre li.Sono le catene del permesso di soggiorno,del lavoro o dell'alloggio.Tutte cose che mancano e che ti rendono asservito".
Con Issouf,Ibrahim e Babacar,migliaia di africani si svegliano tutte le mattine all'alba per andare a lavorare nei campi e nei frutteti della Calabria e della Sicilia.Sono pagati 4 euro per trecento chili di frutta raccolta.Frutta che finisce nei mercati d'Italia e d'Europa a circa due al chilo".

mercoledì 22 maggio 2013

Caro Beppe Grillo,sulla sicurezza sul lavoro hai ragione!



Come sapete ho criticato e critico ancora Beppe Grillo e il suo movimento,ma come chiunque, quando si dicono cose giuste, lo ammetto senza guardare da che parrocchia provengono, a differenza del 95% degli italiani.
A volte i nazionalisti mi fanno pena, pensano che al mondo ci sia solo l'Italia e bisogna difenderla sempre e comunque senza ammettere che è un paese dove in quasi tutti i settori piu importanti è inferiore ai principali paesi europei e mondiali.Purtroppo molti dei miei contatti di Facebook, Youtube, Twitter continuano a pensare ad un mondo che gli appartiene senza rendersi conto dove vivono.
Sulla sicurezza sul lavoro, Beppe Grillo ha ragione ,basta girare nelle piccole-medie imprese italiane, sono quasi tutte irregolari dove in poche hanno il rispetto per le condizioni dell'operaio, chissenefrega se danno da mangiare.Come sempre gli italiani invece di vergognarsene, sono orgogliosi di essere dei provinciali, che il loro orticello sia il mondo intero, che spiare nel buco della serratura sia tutto nella vita.
Diversi economisti che ammiro, a volte esagerano a considerare un pericolo le multinazionali tedesche in Italia.In un paio di quartieri artigianali della cittadina dove ho la casa (popolare) , non c'è paragone tra le fabbrichette gestite quasi tutte da semianalfabeti che non sanno dire una frase senza metterci dentro qualcosa in dialetto e le fabbrichette in mano ai tedeschi dove c'è grande professionalità e rispetto per i dipendenti. Se l'Italia (o Vatitalia come la chiama Anglotedesco) fosse la Svizzera, il 70% di questi piccoli imprenditori italiani avrebbero le loro piccole aziende  chiuse senza aspettare che Equitalia gli succhi il sangue.

da IL GRILLO CANTA SEMPRE AL TRAMONTO -Dario Fo, Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio (Chiarelettere)

BEPPE GRILLO:

"Renzo Piano mi diceva che in Giappone i morti sul lavoro non sono nemmeno contemplati.Eppure lui ha fatto un'opera grandiosa e azzardata,ha costruito un aereoporto su un'isola, 10.000 operai per dieci anni,e non è morto nessuno.Come fanno? Investono molti soldi nella sicurezza.Tu vai in un cantiere giapponese,vedi sette, otto persone che arrivano li un'ora prima,preparano tutto,sono addetti alla sicurezza e vanno via due ore  dopo la fine dell'orario perchè sistemano di nuovo tutti gli attrezzi,le macchine,i montacarichi...Qui invece,nel progetto del ponte sullo Stretto,avevano già inserito nel budget di spesa dell'opera almeno sei, sette morti.Agli imprenditori conviene preventivare il costo di una morte di un operaio piuttosto che investire sulla sicurezza,sulla prevenzione.E' l'ottica del nostro capitalismo"
"Oggi in Italia se succede qualcosa non si capisce mai di chi è la responsabilità ,perchè i lavori si danno in subappalto e la regolarità è assicurata dalle procedure.Ba che le procedure siano stabilite,poi se succede qualcosa il guaio è ricondotto al comportamento dell'operaio che magari non ha stretto bene un bullone o ha fatto male una saldatura.La colpa è sempre sua.Non ha seguito le procedure.A pagare sono sempre i poveracci.Vi ricordate la tragedia di Viareggio? Succede che un treno che passa da Viareggio in piena notte e che trasporta materiale combustibile esplode e causa la morte di trenta persone che stavano dormendo tranquillamente nelle loro case vicino alla stazione.A distanza di quattro anni non sono state accertate le responsabilità.Si sa solo che i binari sono di una società,il vagone di un'altra società,il carico di un'altra,il committente di un'altra società,il destinatario di un'altra società.Sei società separate.
Il vagone esplode perchè un bullone arruginito aveva fatto attrito e quindi provocato una scintilla.Un caso evidente di cattiva manutenzione.Ma non basta sapere questo.Ci potrebbero essere delle concause ancora da accertare.Poco dopo l'incidente è passato un treno dello stesso tipo,con un carico simile,diretto a Cibitavecchia.Anche questo s'è incendiato,ma l'hanno indivifìduato i pompieri,che sono intervenuti in tempo.Non c'è prevenzione.Lo stesso carico,lo stesso treno,con gli stessi "attori" di prima.Ma allora ci si domanda: è possibile che la nostra sicurezza sia in mano a persone così irresponsabili? Pensate alle centrali nucleari che i nostri politici volevano a ogni costo prima del referendum che le ha bocciate:basta un rrore e le conseguenze possono essere gravissime. In Finlandia,durante la costruzione di una centrale nucleare di quarta generazione,si sono accorti che i tedeschi,appaltatori della Siemens,avevano dato in subappalto le saldature ai polacchi e ai romeni.Gli ingegneri hanno scoperto che le saldature erano state eseguite con una tecnica non sicura.Quindi hanno bloccato i lavori e hanno fatto rifare tutto"

lunedì 20 maggio 2013

Solo cinque paesi rispetteranno i parametri del Fiscal Compact



Ricapitoliamo per l'ennesima volta cos'è questo meraviglioso Fiscal Compact voluto dalla criminalità finanziaria europea e firmato da tutti:

-I paesi dell'eurozona in cui il rapporto debito/pil superi il 60% devono rientrare in vent'anni nei parametri previsti

-L'Italia nei prossimi vent'annni dovrà fare una manovra di tagli da 50 miliardi di euro sommando anche il pagamento degli interessi sul debito che sono piu o meno 80 miliardi.

Fate due conti...il pezzo che ho pubblicato sotto spiega tutto.Si sentono un sacco di cavolate: si riusciranno a trovare i soldi per le piccole-medie imprese e che,come scrivevano ieri sui giornali, si creeranno molte migliaia di nuovi posti di lavoro.Prima di tutto voglio vedere come saranno gli stipendi.  Si vuole imitare i modelli dei paesi come Cina,Brasile,India dove gli operai sono trattati come dei cani.
Però nonostante tutto un po do ragione a chi dice che lo stato italiano butta molti soldi.Per i giochi d'azzardo si trovano sempre, mentre nei comuni (io conosco quello di Parma) si butta via del denaro pubblico per manifestazioni sportive inutili e sopratutto campionati idioti come quelli amatoriali di calcio.Siamo un paese di ridolini,ricordiamocelo sempre.

da MILANO FINANZA (11 maggio 2013)

Le ultime previsioni della commissione Ue sono illuminanti.Secondo quei dati, 10 paesi su 17,nel 2013 e nel 2014,non rispetteranno i parametri di Maastricht,con un deficit di bilancio superiore al 3%.Paesi grandi,come la Francia e la Spagna;intermedi ,come il Belgio,la Slovacchia,il Portogallo,la Slovenia,la Grecia o l'Olanda,piccoli come Cipro,l'Irlanda o Malta.In questo schema l'Italia è bordeline:con un deficit del 2,9 nel 2013 e del 2,5 nel 2014.Ancora piu problematico è il rispetto del Fiscal Compact,che dovrebbe entrare in vigore nel 2014;solo cinque paesi sono in grado di rispettare i parametri: Grecia ( a scapito di un'economia devastata) Germania,Lussemburgo,Estonia e Finlandia.L'Italia si colloca,anche in questo caso,immediatamente a ridosso,seppure in zona negativa.

Moneta del reddito e del capitale



Cose sempre utili da leggere perchè fondamentali nel capire come va il mondo anhe se poi l'Italia ha tanti altri problemi sopratutto culturali nel 95% della popolazione.

da LA FABBRICA DELL'UOMO INDEBITATO-Maurizio Lazzarato (Derive Approdi)

Il capitalismo dissimula oggettivamente il fatto che la moneta abbia due funzionalità fondamentalmente distinte:quella del reddito e quella del capitale.Nel primo caso,la moneta è un mezzo di pagamento (salario e reddito),che acquista una quantità di beni già disponibili imposti dalla produzione capitalistica,e si limita a riprodurre i rapporti di potere e le modalità di assogettamento fissati da tale produzione e a essa necessari.Nel secondo caso,la moneta funziona come struttura di finanziamento (moneta di credito e quasi-moneta della finanza),cioè ha la possibilità di scegliere e di decidere le produzioni e le merci future e quindi i rapporti di potere e di assoggettamento che le sottendon.La moneta come capitale esercita un diritto di prelazione sul futuro.
La moneta-reddito non fa che riprodurre rapporti di potere,la divisione del lavoro e le assegnazioni a funzioni e a ruoli prestabiliti.In quanto capitale,la moneta ha invece la capacità di riconfigurarli.E' quanto accaduto,in modo esemplare,con l'arrivo del neoliberismo.La moneta-debito ha rappresentato l'arma strategica di distruzione del Fordismo e di creazione dei contorni di un nuovo ordine capitalistico mondiale.Da qui in poi,la finanza/debito non è piu una semplice convenzione,una semplice funzionalità dell'economia reale,ma rappresenta il capitale sociale e il "capitalista collettivo",il "comune" della classe dei capitalisti,come già sapevano Marx e Lenin.
La posizione di Deleuze (Gilles Deleuze importante filosofo francese) prolunga la teoria di Marx,ripulendola di numerose ambiguità:impossibilità di considerare un'economia mercantile in quanto tale,poichè essa deriva dall'economia monetaria e dall'economia del debito -che distribuiscono i poteri,gli assoggettimenti e le dominazioni, e,allo tesso tempo,ne è subordinata;impossibilità di far derivare la moneta dalla merce,ma persino dal lavoro,poichè la moneta precede di diritto e di fatto precede il lavoro,la merce e lo scambio.E' questa a ordinarli,a comandarli,a organizzare la distribuzione.L'asimmetria di potere,i differenziali di potere che si esprimono nella moneta-debito valgono per tutte le società:società arcaica,società antica,società feudale,capitalismo.Ciò che attraversa e informa una società non è mai un circuito di scambio,ma è un circuito completamente differente che non rimanda all'aritmetica.A entrare in un rapporto di scambio non sono quantità uguali o disuguali,ma sono delle quantità di potenza differenti ,"ordini di potenza nel senso matematico della parola potenza,sono delle potenzialità differenti".
Lo scambio non è mai primo.In effetti,proprio come nessuna economica funziona a partire dallo scambio economico,nessuna società funziona a partire dallo scambio simbolico.Sia l'economia che le società sono organizzate partendo da differenziali di potere,da uno squilibrio di potenzialità.Ciò non significa,occorre sottolinearlo nuovamente,che lo scambio non abbia alcun valore,ma che funziona a partire da una logica che non è quella dell'uguaglianza,ma dello squilibrio,della differenza.All'interno delle società arcaiche.
Delouze:
"non esistono forme di scambio,non esistono forme di equivalenza (...) ,esiste un sistema di debito e il debito è affetto fondamentalmente da uno squilibrio funzionale (...).Per esempio ,lo squilibrio tra dare e ricevere oggetti di consumo è funzionalmente non riequilibrato,lo squilibrio è fondamentale e costante,la cosa funziona solo se c'è squilibrio".
E' proprio questo l'oggetto fondamentale della polemica tra Leach e Levi-Strauss,quando Leach afferma che lo squilibrio è una parte fondamentale del sistema, una parte del suo funzionamento,mentre Levi-Strauss lo considera una conseguenza patologica del sistema.
Delouze:
"Leach ha ragione:a livello di ogni flusso,di ogni flusso che rientra in un prodotto composto,esiste uno squilibrio fondamentale relativo ai flussi interessati.Questo squilibrio è continuamente recuperato tramite un prelievo da un altro flusso,da un flusso qualificato in altro modo.Per esempio,lo squilibrio tra colui che distribuisce gli oggetti di consumo e colui che li riceve sarà compensato da tutt'altro flusso,il flusso del prestigio in cui chi distribuisce riceve prestigio (...). Direi che, fondamentalmente,l'unità economica nelle cosidette società primitive consiste in combinazioni finite che fanno intervenire in esse e nel loro funzionamento squilibrato tutti i flussi qualificati in modo differente;ed esiste un intero circuito del debito che si delinea a partire dai suoi componenti finiti circolanti.E' il regime del debito finito;e il regime dei legami disegna precisamente il circuito del debito finito".

domenica 19 maggio 2013

L'industria della carità...e dell'ipocrisia




Bellissimo questo libro che spiega, per l'ennesima volta, la buffonata degli aiuti umanitari.Anglotedesco è dell'idea che 8 su 10 fanno queste cose per nascondersi , che la gente non gli può dire nulla perchè "fanno del bene agli altri".In realtà, se pazientemente vai fino in fondo ,scopri che c'è sotto dell'altro. Nei pezzi che ho sottolineato vengono a galla le solite cose, il modo ridicolo che si ha di selezionare in Vatitalia, non viene premiato chi è piu bravo ma chi ha conoscenze, chi si adatta a prenderlo nel sedere e star zitto , chi magari sforna ottime prestazioni sessuali.
Io non so voi ma quando leggo queste cose mi viene il vomito,sopratutto a pensare quello che insegnano ai ragazzini nelle scuole e nelle parrocchie.ruoli.

da L'INDUSTRIA DELLA CARITA' -Valentina Furlanetto (Chiarelettere)

LE TESTIMONIANZE DALL'INTERNO

Vista da fuori,la casa di chi "fa del bene" è sempre piu linda e bianca della vostra.I vetri sono piu puliti,le tende piu profumate ,gli intonaci piu immacolati,i fiori sui balconi piu freschi.Di solito sull'uscio c'è anche l'insegna "Benvenuti".Ma se ci si avvicina si iniziano a intravedere le prime crepe,si nota un po di muffa,si sente qualcuno che dall'interno alza la voce.Vista da vicino,la casa di chi "fa del bene" è come quella di tutti gli altri.Si va d'accordo,ma a volte ci si tira i piatti;il divano è comodo,ma talvolta salta una molla:il caffè è caldo,ma le tazzine sono leggermente sbeccate.Solo che non lo dicono,non si deve sapere.Ad esempio,non si parla volentieri del fatto che,se in principio erano i funzionari Onu e delle agenzie collegate,come la Fao, a essere famosi per i lauti stipendi,i bonus,i privilegi e i benefit,oggi i grandi enti hanno fatto scuola e hanno contagiato anche le ong.
"Conosco questo mondo da molto tempo,comprese le schifezze che ci sono,il business degli aiuti umanitari è una realtà con la quale ho imparato a convivere,senza farmi illusioni".La voce arriva dall'Angola con qualche secondo di ritardo,la linea telefonica è disturbata.Silvana è partita nuovamente per l'Africa:è trascorso qualche mese da quando ci siamo conosciute in una delle tante pause fra una missione e l'altra.Davanti ai suoi occhi in trent'anni sono passati il Benin,il Burundi,la Sierra Leone,Haiti e la Palestina.Silvana ,che ha base a Bologna,ha lavorato sia per enti che dipendono da grandi istituzioni,come le Nazioni unite e l'Unione europea,sia per ong e onlus,italiane e internazionali.Ha potuto osservare quindi il mondo delle ong da punti di vista diversi.E' conosciuta e apprezzata in questo ambiente ma,poichè è una persona che non nasconde le tazzine sbeccate e le molle rotte del divano,è stata spesso oggetto di critiche,perchè se c'è una cosa che  questo mondo di "buoni" non perdona è il dissenso interno.E tutte le volte che Silvana ha parlato in pubblico di ciò che non va è stata isolata e attaccata.Nonostante tutto,Silvana ama il suo lavoro e desidera continuare a farlo.Per questo oggi preferisce non rivelare la sua identità,ma i suoi racconti circostanziati e la sua riconosciuta autorevolezza ne rendono importante la testimonianza.
Il primo punto che le sta cuore è il fatto che le associazioni costano tantissimo e ci sono troppe sovrapposizioni che creano uno spreco di risorse.Silvana dice che "per i 4 euro che arrivano alla gente,se ne spendono milioni che vanno a tenere in piedi le componenti di qualunque struttura che conosciamo,anche a casa nostra:stipendi, affitti, pubblicità,noleggio di jeep".Clientelismo,spreco, mala gestione e cattiva organizzazione non appartengono solo ai grandi enti o alle agenzie Onu, spesso criticate come "macchine mangiasoldi",ma anche alle ong,che tanto si vantano di essere alternative."La fauna degli aiuti umanitari,mi confida,è davvero pazzesca,tanto nelle grandi  come nelle piccole strutture.La cooperazione è questo.E' costituita da persone che sono sul campo per fare le stesse cose spendendo un sacco di soldi".
Silvana è partita è tornata diverse volte dall'Africa.All'inizio in valigia,assieme alle magliette,ai libri di Chatwin,alle penne per i bambini e alle pastiglie di profilassi antimalaria,c'erano parecchie illusioni e molta passione.Poi con i libri,le penne,i farmaci e la T-shirt è rimasta solo la passione e si è infilato un bel pò di disincanto."Esiste,mi racconta, una sproporzione tra fondi dedicati all'emergenza rispetto a quelli destinati allo
sviluppo,il che spinge alcune associazioni ad abbandonare quest'ultimo per l'emergenza che "rende" molto di piu.La cooperazione è nata per generare sviluppo,ma da quando sono stati chiusi i rubinetti per i progetti di cooperazione tantissime ong si sono buttate sull'emergenza ,alcune addirittura sono nate ex novo per questo.Il fatto è che l'emergenza frutta maggiormente e ha tempi di approvazione piu rapidi.Passa pochissimo tempo da quando si presenta un progetto a quando si riceve la risposta perchè ovviamente se c'è un'urgenza,la risposta non può arrivare dopo un anno.Invece da quando un progetto di cooperazione viene presentato a quando è approvato trascorre un lungo periodo
.Se il progetto non viene accettato subito,bisogna rivederlo e passano altri mesi per avere una risposta.Alla fine si al finanziamento si fa attendere anche un anno,un anno e mezzo.Poi ci sono motivazioni piu politiche.In certe situazioni,infatti,conviene essere in emergenza perchè se c'è allarme arrivano i soldi, se non c'è non arrivano,quindi ogni tanto bisogna sparacchiare,ammazzarsi,così si può continuare a dire di aver bisogno subito.L'ho scoperto in Burundi,ma è valido anche per altre zone".

Silvana è una tosta,pragmatica,abituata alla fatica.Una che per vacanza intende una pedalata fra amici 3000 chilometri,Bologna-Varsavia e ritorno in bicicletta.Una così può essere solo irritata dal lassismo,dall'inefficienza,dagli sprechi."In Africa, dice,come altrove,una marea di cooperanti e volontari occidentali scorrazza da un locale all'altro,da un festino all'altro.Gente che in Italia sarebbe disoccupata in questi posti fa una vita da nababbo".Chiaramente lei ci tiene a distinguere fra chi lavora con abnegazione e professionalità e gli altri:"In missione si conduce una vita molto sacrificata e c'è gente che lo fa con grande professionalità e coscienza umanitaria.Ci sono persone meravigliose,tanto delle ong sia alternativa,che abbia dei valori diversi,ci si sbaglia.In realtà non è così.Non è che il mondo delle ong sia fatto da angeli,si trova di tutto,compresi pazzi,psicopatici ,nullafacenti, gente di trenta o quarant'anni di cocaina o fumo o alcol alle dieci di sera,quelli che magari con i soldi dei progetti ci pagano le puttane e non si preoccupano nemmeno di nasconderlo.E sto parlando di ong italiane e magari anche cattoliche.Il fatto di vivere in paesi difficili e in contesti così diversi dal nostro mondo sembra rendere lecita qualsiasi cosa".
Proprio perchè non le piace nascondere la polvere di casa sotto il tappeto,a chi le chiede come partire per l'Africa per "fare del bene" Silvana risponde con stizza."C'è un atteggiamento razzista in una frase del genere,perchè ci si pone con superiorità verso queste persone.Bisogna essere efficienti,non caritevoli.In Italia domina generalmente il dilettantismo nella selezione del personale.Nel nostro paese la scelta dei candidati per un posto in una ong non risponde quasi mai a un criterio di professionalità.Ad esempio,raramente viene fatta la selezione in base alla conoscenza della lingua del paese dove si va a operare,al contrario va molto l'analisi psicologica fai da te.
Talvolta mi sono ritrovata a un colloquio in Italia con persone che mi chiedevano:ma tu perchè vuoi partire? E s'improvvisavano psicoanalisti.Ai colloqui per le ong di Londra nessuno pone domande di questo tipo.Ti dicono:gli obiettivi sono questi,il progetto è questo,sai la lingua? Hai le competenze per realizzare il progetto? C'è una bella differenza sul piano qualitativo.E i risultati sono diversi.Capita di vedere in Africa o altrove i cooperanti italiani,pagati migliaia di dollari al mese,che non si sa come lavorano perchè non sanno la lingua.Ad esempio,io sono stata strapagata in Ciad come consulente Unicef:dovevo fare una consulenza sulla violenza nelle scuole,un problema vero.Ho consegnato periodicamente dei report,ma non servivano a niente perchè poi non venivano utilizzati.Quando ho chiesto:"Allora perchè mi pagate tanto?,mi hanno risposto:"Ma noi dobbiamo pagare le consulenze", come se dovessero giustificare solo delle voci di spesa.In Ciad per l'Unicef mi pagavano 5000 dollari al mese,piu altri 5000 di rimborso spese: 10.000 dollari netti al mese per non ottenere nessun risultato".

Nonostante le disillusioni,Silvana resta una persona con una naturale e professionale predisposizione alla fiducia nell'essere umano."Alla fine,ci tiene a dirmi al termine della nostra chiaccherata,penso che la differenza,come in tutti i campi,la facciano le persone.Siamo sempre noi che decidiamo di tenere pulito ,o no,il giardino".

giovedì 16 maggio 2013

35enne uccide i datori di lavoro.Colpa della giustizia italiana




Episodio grave quello che è successo a Turbigo (Milano), non lo paragonerei però a quello che è successo sabato notte al quartiere Niguarda di Milano dove un nigeriano clandestino ha ammazzato a colpi di piccone persone che non conosceva , questa storia è diversa.
Per prima cosa: la legge è uguale per tutti dunque chi ha ucciso volontariamente deve andare in galera e prendere il massimo della pena, ma le colpe maggiori ce l'ha la giustizia italiana che fa veramente schifo, che permette al datore di lavoro di fare ciò che vuole nei confronti dell'operaio che, al contrario, non può fare nulla.In Germania (che detesto su molte cose) entro 3 settimane c'e il processo e non paghi nulla di spese processuali e non hai nemmeno bisogno dell' avvocato per difenderti, oltre al fatto che gia prima della sentenza il datore di lavoro riceve visite di ufficio delle imposte, ufficio del lavoro etc e vanno con il cotton fiock tra le matonelle a misuragli i batteri , oltre al fatto che non sono obbligatori 3 gradi di giudizio, normalmente uno che ha torto accetta il primo grado, perche' se va avanti ed ha torto rischia molto di piu' oltre a pagare spese di processo, spese dei legali per entrambi
Conosco bene l'ambiente delle piccole-medie imprese,ho scritto un paio di volte in ,  ho litigato sempre nei posti dove ho lavorato ho anche ai colloqui,mai mi è venuto voglio di uccidere (non ne sono capace) ma quello di rovinare l'arrogantello e denunciarlo.In questo paese è inutile perchè i tempi di giustizia sono lunghissimi (anche se hai ragione devi aspettare 10 anni) e poi grazie al governo di Silvio Berlusconi (aiutato dal Pd) i datori di lavoro possono fare tranquillamente i furbi , farla franca e ringraziare questo paese di pagliacci mentre  gli operai  devono mandare giu bocconi amari.Quando minacci un datore di lavoro di denunciarlo ,deve avere paura ,invece ti ride in faccia (molto meno davanti a Equitalia).
In questo paese basta che tu dai da mangiare a qualcuno e sei una brava persona (http://anglotedesco.myblog.it/archive/2013/02/11/irregolarita-nel-63-delle-aziende-sempre-il-solito-italiano.html), se lo fai in maniera sporca ,chissenefrega e ricordo ancora le giustificazioni ridicole di Flavio Briatore a Servizio Pubblico quando gli ricordarono che nel 1984 ebbe due mandati di cattura dai giudici di Milano e Bergamo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa tanto che fu costretto a fuggire ai Caraibi.
Sto dando un occhiata ai vari Tg e video in rete e questo 35enne avrebbe detto che non ne poteva piu di essere insultato e allora si è lasciato andare a questo duplice omicidio e ce ne saranno sempre di piu se l'Italietta la smette di essere ipocrita,provinciale e cominciare a punire severamente chi sbaglia e tutelare di piu gli operai.
Un'altra cosa però c'è da preoccuparsi: troppo facilmente la gente si procura le pistole, parliamo tanto degli Usa ma anche noi non scherziamo.

da www.ilfattoquotidiano.it

Ancora omicidi a Milano, dove all’alba di oggi un 35enne, dopo una violenta lite, ha ucciso a colpi d’arma da fuoco due uomini (padre e figlio), suoi datori di lavoro. E’ accaduto a Casate, frazione di Bernate Ticino in provincia di Milano, nei pressi di un bar dove i tre si erano incontrati. Il presunto assassino è stato rintracciato a poca distanza dal luogo del delitto. I carabinieri hanno anche recuperato una pistola calibro 7.65, quella che ha ucciso.
Le vittime, Rocco Bratalotta di 48 anni e il figlio Salvatore di 23, erano residenti a Turbigo, sempre in provincia di Milano. Il giovane è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa, mentre il padre al torace. L’omicida, Davide Spadari, si trova ancora in caserma a Milano per essere ascoltato dai carabinieri ma, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato probabilmente licenziato dalle vittime, i suoi ex datori di lavoro. I tre lavoravano per una piccola azienda edile della zona e si fermavano quasi ogni giorno nel bar di Casate a prendere un caffè. A quanto pare, però, non ci sarebbe una vicenda legata alla crisi economica alla base del duplice omicidio. L’operaio bloccato dai carabinieri poco dopo aver sparato ad un padre ed un figlio, suoi datori di lavoro, avrebbe detto di “non sopportarli più” per motivi personali.
L’uomo, la cui attendibilità dovrà essere ora comunque verificata dalle indagini, ha raccontato di subire da anni prese in giro e atteggiamenti dispotici da parte del titolare e di suo figlio. Ieri, poi, dopo l’ennesima discussione, pare che il titolare gli abbia detto di essersi “stufato di lui” e che dall’indomani avrebbe fatto meglio a “starsene a casa”. Una palese minaccia di licenziamento, dunque, che però non sarebbe legata a motivi economici ma a rancori privati. Davide Spadari, dopo il duplice omicidio, si è allontanato prima in auto e poi a piedi ed è stato bloccato dai militari mentre camminava nei pressi di Cuggiono (Milano). Con sè aveva ancora la pistola usata per sparare, chiusa dentro uno zainetto che portava in spalla. I tre lavoravano per una piccola azienda edile della zona che si occupava di subappalti per i cantieri dell’Expo. In questi ultimi tempi il numero di operai si era ridotto all’osso per la mancanza di lavoro (come per quasi tutte le aziende dello stesso tipo nell’area milanese) ma a pesare sul raptus omicida dell’uomo sarebbero stati i continui screzi e i dissidi.
“Sparava all’impazzata, mi ha terrorizzato”, racconta sotto shock la titolare del bar di Casate teatro del duplice omicidio. “Erano le 6.20 – racconta la signora Valeria – l’ho visto entrare, come fa tutte le mattine quando i tre si incontrano nel mio locale per fare colazione prima di recarsi al lavoro, sui cantieri. Ma questa volta è stato assurdo, ha camminato velocemente, ha estratto una pistola e ha cominciato a sparare. Sparava all’ impazzata, non so quanti colpi”.

mercoledì 15 maggio 2013

Il caso Ruby tra i dossier di Papa Ratzinger



Il Caso Ruby dimostra la mentalità totalmente ipocrita di questo paese.Secondo Anglotedesco (la mia opinione conta fino a lì) Silvio BVerlusconi è colpevole, ha fatto sesso con la minorenne fregandosene se era minorenne o meno e gli ha girato discrete somme di denaro in cambio di certe dichiarazioni.E' un classico in questo paese che si dovrebbe chiamare Vatitalia anzichè Italia.Fin da ragazzini, a catechismo, ti raccontano balle, ti danno lezioni di ipocrisia, vogliono farti credere che questo è un paese che da da mangiare a chi ha fame, da bere a chi ha sete, che bisogna essere comprensivi, accogliere tutti.Tutte balle, succede il contrario.
Nessuno fa niente gratis, approfittano dalla disperazione della gente per fargli fare qualsiasi cosa, sopratutto commettere reati,in cambio di soldi e un po di benessere.Uno di questi è quel verme di Berlusconi ma anche tanti piccoli-medi imprenditori (70-80% delle piccole-medie imprese commettono irregolarità per assunzione in nero di stranieri).
Salvo alcune cavolate sulla "furbizia orientale" di Ruby, Ilda Bocassini ha totalmente ragione e i giornali vicini al Piduista stanno scrivendo un sacco di cazzate.Comunque la Chiesa non è da meno e deve ringraziare il vergognoso livello di giustizia che c'è.

da SUA SANTITA'-Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere)

Nell'inverno del 2010,nel pieno dello scandalo Ruby,al secolo Karima El Mahroug,la ragazzina nordafricana che ha frequentato da minorenne le feste notturne nelle residenze di Berlusconi,al Palazzo apostolico arriva un documento non firmato.Il mondo cattolico si stava dividendo rispetto alla linea di assoluto silenzio che il Vaticano aveva assunto sulla vicenda.C'era chi criticava l'attendismo e l'imbarazzo d'Oltretevere ,l'assenza di una pubblica censura ai costumi privati del premier,altri invece ritenevano che la Chiesa non dovesse assumere una posizione sull'accaduto.
Il documento,diviso in diversi paragrafi,inizia con una riflessione sulla giustizia italiana,criticando duramente la magistratura,che agisce nel libero "arbitrio" e con "irresponsabilità".A riprova,l'unico caso indicato espressamente è una vicenda verso la quale la Chiesa è da sempre assai sensibile: il caso di Eluana Englaro,la ragazza lombarda che dopo diciassette anni di coma vegetativo è morta a seguito dell'interruzione della nutrizione artificiale,dopo polemiche e sentenze giudizirie:

"La distorsione applicativa di alcuni principi astratti,il progressivo deformarsi dei canoni di procedura penale,la mancanza di una rigorosa disciplina sanzionatoria degli abusi e l'affievolirsi delle garanzie ha reso le procure e i pubblici ministeri una sorta di corpo separato dallo Stato (...).L'assoluta inadeguatezza dimostrata dal sistema disciplinare e la deriva corporativa dell'organo di autogoverno della magistratura ha consentito il progressivo affievolimento del sistema delle garanzie a tutela degli indagati (...).Il prepotente aFFERMARSI DELLA "giurisprudenza creativa" (il caso di Eluana Englaro ne è un esempio eclatante), ovvero il "legiferare attraverso sentenza",in caso di asseriti vuoti normativi o addirittura in presenza di leggi non gradite al collegio giudicante,ha spezzato anche il vincolo tra esercizio della giurisdizione e la legge dello Stato".

Questa prefazione serve a introdurre il "caso Berlusconi",segnato da una "magistratura politicizzata".L'allora premier sarebbe vittima di "un'aggressione giudiziaria articolata in 105 indagini, 28 processi,con 2560 udienze.Il tutto senza mai neppure una sola condanna:5 processi sono in corso e gli altri si sono conclusi con 10 assoluzioni e 13 archiviazioni".Si affronta quindi la vicenda Ruby, con un messaggio nemmeno tanto velato:attenzione a criticare il premier,la storia non è come appare.Si elencano le presunte anomalie non ravvisate dai giudici:

"La vicenda di cui si parla in queste settimane,il cosidetto "caso Ruby", è poi addirittura sconcertante sul piano istituzionale ,per i clamorosi abusi che l'hanno caratterizzata e continuano a caratterizzarla.In sintesi,l'intera indagine nei confronti del presidente Berlusconi da parte della Procura di Milano,compiura con un impressionante dispiegamento di mezzi,è completamente illegittima e viziata da palese incompetenza funzionale e territoriale (...) Il mancato riconoscimento della competenza,oltre a determinare l'abusività delle indagini,ha privato il presidente Berlusconi del suo giudice naturale,che la Costituzione garantisce a ogni cittadino fra i suoi diritti fondamentali (...).La Procura di Milano per un anno ha sottposto gli ospiti dell'abitazione privata del premier a una sorta di "pedinamento telematico" attraverso intercettazioni e ricostruzione dei tabulati telefonici,monitorando di fatto la casa di Berlusconi in spregio a qualsiasi garanzia parlamentare (...)"

Da fine ottobre,quando emerge la storia che fa il giro dei notiziari di tutto il mondo,nei sacri palazzi ci si chiude in un silenzio totale.Certo,sia "Avvenire" sia "Famiglia Cristiana" assumono posizioni critiche nei confronti del premier.Ma da Oltretevere nessuna dichiarazione,nessun commento.Su una vicenda segnata da accuse di aver fatto sesso con una minorenne,l'asse con Palazzo Chigi vacilla ma tiene,per poi sprofondare nell'autunno successivo.Ma in quella settimana la difesa di Berlusconi recapitata in Vaticano serve a porre un argine all'inevitabile valanga.
Bisognerà aspettare fino al gennaio del 2011,quando Bertone decide di prendere una  posizione ufficiale.Prima ricorda che la curia non interviene,proprio per evitare evidentemente di essere accusata d'ingerenza.Quindi,l'affondo:chiede pubblicamente piu "moralità e legalità" ai politici italiani e il rispetto di valori come la famiglia.Seppur con toni smussati e curiali,il segnale è inequivocabile.La luna di miele, per affinità,necessità o interesse lo diranno gli storici, tra Berlusconi e i sacri palazzi si sta interrompendo. Quando la sua vita privata diventa di dominio pubblico,il premier appare indifendibile agli occhi degli ecclesiastici.I monti,non riescono piu ad arginare il disagio e l'imbarazzo che cresce oltre il portone di bronzo.

lunedì 13 maggio 2013

Sanità e welfare inglese allo sfacelo.Avanza Nigel Farage...



I discorsi di Nigel Farage al Parlamento europeo sono sacrosanti,mi dispiace però che sia un tifoso di Margareth Thatcher e come vedete si vanta di mostrare una tazzina con la sua faccia. La cosa suona strana perchè i metodi criminali della Thatcher sono gli stessi che la dittature europea ci impone,quella per la quale Farage si oppone.
Sono da almeno quarant'anni che ci raccontano  che il mercato deve essere l'unico regolatore sociale,che la sua mano invisibile è l'unica in grado di vedere la giusta redistribuzione del lavoro e della ricchezza,che il suo pensiero è l'unico possibile.Dizionario alla mano,privato è voce del verbo privare,cioè sottrarre,impedire l'accesso.Eppure nella zucca ci vogliono far mettere l'idea che privatizzazione è la massima espressione della modernità e hanno usato spesso metodi violenti violenti per farcela applicare con dittature militari o manipolazione dei media.
La sanità e il welfare della Gran Bretagna sono messe malissimo e piu volte l'ho pubblicato su questo blog, nonostante abbiamo una moneta sovrana.Tutto merito di David Cameron e della sua politica economica idiota.Tempo fa ,forse troppo frettolosamente avevo scritto che l'Inghilterra grazie alla sovranità monetaria ha creato molti nuovi posti di lavoro.Purtroppo sono tutti a bassi stipendi mentre chi è laureato non si può certo lamentare e gli italiani ne sanno qualcosa.

da LA STAMPA del 13 maggio 2013-Articolo di Claudio Gallo

In tempi di crisi nera la gente vuole qualcuno su cui gettare la croce senza andare troppo per il sottile.In Gran Bretagna,culla storica dell'euro-scetticismo,l'Europa è il capro espiatorio,molto al di là delle sue molte colpe.
L'ondata di sentimento anti-europeo è fissata nel sondaggio di pochi giorni fa realizzato da YouGov per il "Times":il 46% vuole andarsene dall'Europa,il 35 resterebbe e il 20 è indeciso.La sanità in sfacelo,i servizi in declino (anche se spesso restano migliori dei nostri),l'erosione del potere d'acquisto della classe media,creano una massa di insoddisfazione che alimenta la sfiducia nei partiti tradizionali.Ne approfittano,come nel continente, i populisti che appaiono come l'unica alternativa al sistema.
L'anti-europeista e xenofobo Ukip  è letteralmente un grimaldello nel fianco destro dei conservatori:il successo elettorale del partito di Farage alle recenti amministrative inglesi sta scardinando la maggioranza.Con gli elettori in libera uscita,la destra euroscettica conservatrice alza la testa e chiede qui ed ora il referendum sull'Europa,promesso dal premier dopo il 2017.
Tra l'immigrazione e la piovra di Bruxelles,il dibattito cade così su argomenti ad alto tasso di emotività:si parla di riconquistare sovranità perdute e di sfuggire al socialismo reale di Bruxelles,di fermare le orde dall'Est.Si discute invece meno di economia e il Cancelliere Osborne non si stanca di ripetere che non esiste un piano B.Avanti con l'austerità e la politica monetaria,tra lo scetticismo del Fondo monetario.
In questo clima di assedio,ogni giorno un nuovo notabile tory si alza e dice che bisogna andarsene.L'ultimo è impopolare ministro dell'Educazione Michel Gove che ieri ha fatto un assist agli anti-Ue dicendo che lui al referendum voterebbe per uscire dall'Ue.A cominciare le danze era stato Lord Lawson,ministro dell'Economia della Thatcher regista del "Lawson Boom" degli anni 80',sfracellatosi poi contro la mega-inflazione dei primi anni 90'."L'Ue è irriformabile, ha scritto sul "Times" punzecchiando Cameron ,dobbiamo venircene via".Gli ha fatto eco un'altro ex ministro della Thatcher,Michel Portillo,grande campione delle cause perse.
Un gruppo di deputati tory di secondo piano (backbenchers,dei banchi dietro) presenterà un emndamento contrario al programma del governo perchè non comprende la data del referendum dentro-fuori l'Europa.Considerato che il documento non avrebbe valore vincolante,Cameron subito ha fatto spallucce,dicendo che avrebbe lasciato libertà di coscienza,ma poi si è spaventato e ha intimato ai ministri di non votarlo.Così la prossima settimana assisteremo al paradosso del primo partito di maggioranza che presenta un emendamento contro il proprio governo.Questi continui fuochi d'artificio da destra erodono l'autorevolezza del primo ministro che rischia di finire nel tritacarne delle beghe di partito,come John Major a metà Anni 90'.
Cameron cerca di rintuzzare le critiche e sostenere la sua posizione mediana contro gli opposti pessimismi: i filo-ue che accettano secondo lui supinamente il giogo di Bruxelles e gli anti-Ue che vogliono sbattere la porta.Ai secondi, vero bersaglio polemico,ha detto l'altro giorno:"Credo che sia possibile cambiare e riformare il rapporto della Gran Bretagna con essa".
Voce fuori dal coro,l'ex ministro degli Esteri conservatore sir Malcom Rifkind ha sostenuto che a LOndra non conviene uscire dall'Ue.Si troverebbero al fianco di Svizzera e Norvegia che per accedere al mercato europeo devono accettare le regole di Bruxelles senza  poter dire la loro.Rifkind ha accusato gli euroscettici del suo partito di voler abbandonare l'eredità della Thatcher che firmò Maastricht.Un'altro paradosso di questa intricata vicenda è infatti che le grandi scelte europeiste britanniche sono sempre avvenute durante governi conservatori.A gettare ancora un pò di veleno nella discussione,il biografo della Thatcher,Charles Moore,ha detto nei giorni scorsi che Maggie dopo il ritiro dalla politica si era convinta che bisognasse abbandonare l'Europa.Il dibattito si è fatto così infuocato che intervengono anche i morti.