Anglotedesco

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domenica 31 marzo 2013

Il risparmio in Italia nel 1977



Avrei dovuto pubblicarlo venerdi ma ho preferito farlo oggi perchè c'era qualcosa di piu importante.Invito tutti coloro che leggono di paragonare i dati del 1977,cioè con l'Italia che aveva la Banca D'Italia pubblica e non privata come oggi, la lira e non l'euro, l'inflazione alta e non bassa, con quella di oggi.
Sto leggendo l'ultimo libro di Marco della Luna ,TRADITORI AL GOVERNO?.Vi consiglio di acquistarlo perchè è sintetico e costa poco (4,80 euro);da domani, fino a venerdi, ne pubblicherò dei pezzi perchè ne vale davvero la pena.Ci racconta in maniera semplice quello che nessuna trasmissione delle principali reti televisive italiane ,si rifiuta di fare.


da ENCICLOPEDIE RIZZOLI 1978-79

Secondo la consueta indagine effettuata dalla Banca d'Italia,nel 1977 il reddito delle famiglie italiane è stato in media di 7.250.000 lire,con un incremento rispetto all'anno precedente del 21%.La distribuzione del reddito tra le famiglie ha subito qualche modifica di una certa importanza proseguendo nella linea di tendenza già manifestatasi da qualche anno.
L'inflazione determina solo in un primo momento una flessione della propensione media delle famiglie a risparmiare.Subito dopo le famiglie capiscono che il fenomeno inflazionistico erode notevolmente il valore del risparmio accumulato,specie se detenuto in forma liquida,per cui si cerca di accantonare una quota maggiore di reddito al fine di mantenere inalterato il valore del patrimonio accumulato.In tempi di inflazione,insomma, il risparmio è ritenuto piu necessario dalle famiglie anche se per risparmiare occorre fare maggiori sacrifici.
Questo fenomeno spiega in parte l'insuccesso registrato in vari paesi occidentali,come la Germania,dalle politiche di rilancio dell'economia piu volte tentate dai governi.Il maggior reddito che veniva in vari modi (sgravi fiscali,o aumento della spesa pubblica) distribuito ai cittadini,era da questi utilizzato per incrementare il risparmio piuttosto che per espandere i consumi interni e quindi permettere alle imprese di produrre di piu.Alcuni lo considerano un fenomeno nuovo nel mondo occidentale.
La prospensione al risparmio delle famiglie italiane si è mantenuta anche nel 1977 piuttosto elevata.Il 43% circa delle famiglie,secondo l'indagine che annualmente effettua la Banca d'Italia,ha avuto un risparmio che in media è ammontato a 853.000 lire.Solo il 3,7% delle famiglie ha avuto un risparmio negativo,cioè si è indebitata avendo speso piu del reddito ricevuto per una somma pari in media a 94.000 lire.Inoltre il 51% delle famiglie ha speso tutto quello che ha guadagnato senza risparmiare nulla.
Ma le famiglie italiane come investono le somme che nonostante tutte le difficoltà degli ultimi anni continuano a risparmiare? Come riescono a proteggere il proprio risparmio dall'inflazione? In primo luogo appare evidente dai dati dall'indagine della Banca d'Italia che la maggior parte di coloro che posseggono un'azienda o comunque un'attività in proprio preferiscono investire una parte notevole di quanto risparmiamo nell'azienda stessa,evidentemente ritenendola la migliore salvaguardia contro l'erosione dell'inflazione.Ma ancira molto elevato è il numero di coloro che investono il proprio risparmio in attività finanziarie,cioè in titoli o in depositi bancari.Molto alto è comunque il numero di coloro che acquistano una casa.Emerge con chiarezza che in qualsiasi classe di reddito una elevata percentuale di risparmio è costituita da risparmio finanziario.Segue l'abitazione,che evidentemente è molto importante per gli italiani.Relativamente scarso è l'interesse per gli ogetti di valore.Ma ancora piu interessante è il fatto che emerge la ripartizione del risparmio finanziario.Appare evidente che gli italiani non amano sforzarsi molto per impiegare i propri risparmi.In genere ci si accontenta di depositarli in banca o presso l'ufficio postale.Molti tengono addirittura il contante in casa o in cassetta di sicurezza.Man mano che il reddito sale la preferenza per il deposito postale scende nettamente mentre si mantiene elevatissima quella per il deposito in banca.Compaiono i titoli che tuttavia assorbono una percentuale molto modesta di risparmio,mentre si mantiene anormalmente elevata la percentuale del contante.Se si pensa che in molti paesi il contante è stato praticamente sostituito dagli assegni e sopratutto dalle carte di credito,anche questo modo di risparmiare è simbolo di una notevole arretratezza del sistema italiano.La posta si conferma comunque come una grande banca specializzata nella raccolta dei depositi piccoli e piccolissimi.

venerdì 29 marzo 2013

La crisi cipriota e il solito aiuto alle banche tedesche!



Lo spazio dedicato all'enciclopedie che parla dell'economia italiana degli anni 70-80' è spostato a domenica, oggi preferirei parlare di crisi che ha colpito Cipro con due articoli molto interessanti.Cosa ne pensa Anglotedesco? Che purtroppo grazie allo scandaloso giornalismo provinciale,ipocrita e omertoso che abbiamo in questo Belpaese del cavolo ,la maggior parte della gente non si rende contro a cosa stiamo andando incontro con L'Unione Europea Monetaria e della mega truffa orchestrata dalle banche.In questi giorni si parla solo dell'incontro mandato in diretta streaming tra Pierluigi Bersani e i grillini.Ci avevano detto che con la "cura Monti" avremmo risolto molti dei problemi legati all'enorme debito pubblico, che questi sacrifici mai fatti  nella storia (il bello però deve ancora arrivare) sarebbero serviti a qualcosa.I risultati? Il debito pubblico è aumentato e siccome la criminalità europea ci dice che dobbiamo ridurlo, saremo costretti a fare sacrifici ancora piu dolorosi.I pazzi tagli a cui sono obbligati gli stati periferici dell'Europa (Italia compresa) causeranno un pesantissimo piano di privatizzazioni e liberalizzazioni.Per fare cassa gli stati saranno spinti a svendere tutto.Dalle municipalizzate alle residue industrie pubbliche,alle infrastrutture.I tedeschi stanno facendo (ho pubblicato diversi post sull'argomento) shopping nei paesi in crisi comprando quello che gli serve a basso costo.La finanza tedesca continuerà a godere delle disgrazie altrui.
E secondo il popolo italiano di chi è la colpa? Della Casta politica e con il Movimento 5 Stelle li manderemo tutti a casa risolvendo per sempre i nostri problemi...

da MILANO FINANZA del 23 marzo 2013-Pezzi dell'articolo di Guido Salerno Aletta

Ancora una volta come già nei casi di Islanda,Irlanda e Spagna,la crisi finanziaria cipriota non dipende da un comportamento scarsamente virtuoso delle finanze pubbliche ma dal fallimento del sistema bancario,per via delle perdite insostenibili sugli affidamenti interni e internazionali.Come nei casi della Spagna,che aveva ridotto virtuosamente questo rapporto dal 59,6% al 48,9%.In pratica,solo la crisi greca è derivata da un comportamento scorretto dell'operatore pubblico,che aveva truccato i conti per ottenere l'ammissione nell'Eurozona il mantra del trattato di Maastricht come strumento-chiave per ottenere la stabilità finanziaria nell'area e opra quello del Fiscal Compact per riportare l'ordine e salvaguardare l'euro dall'implosione è chiaramente un falso".
"Come già rilevato nella crisi finanziaria di Irlanda e Spagna anche Cipro negli anni scorsi il debityo privato era schizzato verso l'alto in modo incontrollato:nel 2008 era arrivato al 279% del Pil in Irlanda,al 220% in Spagna e al 242% a Cipro,raddoppiando il rapporto nell'arco di dieci anni.In Grecia è accaduto di peggio:nel 1995,tanto per essere chiari,l'indebitamento privato sul Pil arrivava a malapena al 37% mentre nel 2010 superò il 125%:piu che triplicato.I sistemi di vigilanza bancari sono stati assolutamente inefficienti,così come è stato sistematicamente sottovalutata l'insostenibilità di posizioni finanziarie nette progressivamente divaricate all'interno dell'area.Ancora oggi di questi temi nessuno parla".
"La conclusione è chiara: ancora una volta si semina il panico sui mercati consapevolmente per far defluire i capitali verso le banche dell'Europa che la fuga dal rischio consente alla Germania di recuperare risorse fresche dall'estero:forse i 6.000 miliardi di Asset all'estero che ha accumulato in questi anni e che risultano iscritti nei libri contabili di banche,imprese e cittadini tedeschi valgono molto meno.Le banche tedesche hanno investito soldi allegramente un pò dappertutto:dai titoli strutturati della finanza americana agli impiegati immobiliari in Spagna.Ora è la volta di Cipro.Raccontare la verità dando conto di come è stato davvero impiegato il frutto di decenni di lavoro dei cittadini tedeschi,potrebbe non essere affatto facile.

LA PEDINA CIPRIOTA-DI THIERRY MEYSSAN
megachip.info


Washington è stata pronta a usare la crisi finanziaria cipriota per attuare la strategia di acquisizione di capitali che ho descritto tre settimane fa su queste colonne (1). Con l’aiuto della direttrice del Fondo monetario internazionale, la statunitense Christine Lagarde, ha rimesso in causa l’inviolabilità della proprietà privata nell’Unione europea e ha tentato di confiscare un decimo dei depositi bancari, in apparenza per salvare la banca nazionale cipriota colpita dalla crisi greca.
Va da sé che la finalità annunciata è solo un pretesto, poiché, lungi dal risolvere il problema, questa confisca - se dovesse essere attuata – non farebbe altro che peggiorarlo.
Una volta minacciati, i capitali rimanenti fuggirebbero dall’isola provocando il crollo della sua economia.  L’unica vera soluzione sarebbe quella di cancellare i debiti anticipando il fatturato dello sfruttamento del gas cipriota. Sarebbe d’altronde più logico che il gas a buon mercato rilanciasse l’economia dell’Unione europea. Ma Washington ha deciso diversamente.
Gli europei sono invitati a continuare a procurarsi la loro energia a prezzi elevati nel Vicino Oriente, mentre il gas a buon mercato è riservato ad alimentare l’economia israeliana.
Per nascondere il ruolo decisionale di Washington, questa rapina in banca non è presentata come un’esigenza del FMI, bensì di una troika che include anche l’UE e la BCE. In questa prospettiva, la confisca sostituirebbe una svalutazione resa impossibile a causa dell’appartenenza alla zona euro. Solo che qui la svalutazione non sarebbe una politica di Nicosia, ma un diktat del padrone della BCE, Mario Draghi, l’ex direttore europeo della banca Goldman Sachs, che è appunto il principale creditore di Cipro.
La signora Lagarde, ex consulente legale del complesso militare-industriale USA, non sta cercando di danneggiare Cipro, bensì di mettere in allarme i capitali basati in Europa per poi pilotarli fino a Wall Street affinché rilancino la finanza USA.
Perché mai prendersela con quest’isola? Perché è uno dei pochi paradisi fiscali rimasti in seno all’Unione europea e perché i depositi presenti sono principalmente russi. Perché farlo ora? Perché i ciprioti hanno commesso l’errore di eleggere come nuovo presidente lo statunitense Nikos Anastasiades. Essi hanno così ripercorso gli stessi passi dei greci che, vittime dello stesso miraggio americano, avevano eletto come primo ministro lo statunitense Georgios Papandreou.
Questa bassa cucina non ha comunque funzionato. Il Parlamento cipriota ha respinto all’unanimità dei voti espressi la tassazione che confisca i depositi bancari. C’è qui un apparente paradosso. Il governo liberale vuole nazionalizzare un decimo dei capitali, mentre il Parlamento comunista difende la proprietà privata. Il fatto è che la nazionalizzazione non si farebbe a favore della comunità nazionale, bensì della finanza internazionale.
I consigli amichevoli hanno dunque lasciato il posto alle minacce. Si parla di escludere Cipro dalla zona euro, se i rappresentanti del suo popolo persistono nel loro rifiuto. Tuttavia, questo risulta difficilmente possibile. I trattati sono stati concepiti in modo che la zona euro sia un viaggio senza ritorno. Non è possibile lasciarla da soli, né esserne esclusi, a meno che non si lasci l’Unione europea.
Tuttavia questa opzione, che non era stata considerata da quelli che raccolgono il pizzo, è temuta da Washington. Se l’isola fuoriuscisse dall’Unione, verrebbe acquistata con appena una decina di miliardi di dollari da Mosca. Si tratterebbe di un pessimo esempio: uno Stato della zona di influenza occidentale che entrerebbe nella sfera di influenza russa, in un cammino inverso rispetto a tutto quel che abbiamo visto dopo la caduta dell’URSS. Sarebbe sicuramente seguito dagli altri Stati balcanici, a partire dalla Grecia.
Per Washington, questo scenario catastrofico deve essere evitato a tutti i costi. Pochi mesi fa, al Dipartimento di Stato fu sufficiente aggrottare le sopracciglia per far sì che Atene rinunciasse a vendere il suo settore energetico a Mosca. Questa volta, tutti i mezzi, anche i più anti-democratici, saranno usati contro i ciprioti se resistono.
La Russia finge di non essere interessata. Vladimir Putin ha trascurato le offerte vantaggiose di investimento che sono state fatte dal governo Anastasiades. Il fatto è che non ha intenzione di salvare gli oligarchi russi che avevano nascosto i loro capitali nell’isola, né l’Unione europea, che li aveva aiutati a organizzare la loro evasione fiscale. Dietro le quinte, ha negoziato un accordo segreto con Angela Merkel che dovrebbe consentire una soluzione finanziaria alla crisi, ma dovrebbe anche sfociare in una vasta rimessa in causa delle regole europee. Per inciso, lo Zar ha raccolto delle informazioni sorprendenti in merito agli investimenti russi nell’isola durante l’epoca Medvedev, informazioni che potrebbero essere utilizzate come mezzo di pressione sul suo inconsistente primo ministro.

Thierry Meyssan
Fonte:
www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/rubriche/67-cronache-internazionali/10016-la-pedina-cipriota.html
24.03.2013
Traduzione a cura di Matzu Yagi
1) http://www.megachip.info/rubriche/67-cronache-internazionali/9884-la-nato-economica-soluzione-usa-alla-crisi.html

giovedì 28 marzo 2013

Spieghiamo a Gad Lerner i danni provocati dall'euro....



Come tutti sapete Daniele Martinelli insieme a Claudio Messora sono stati nominati da Beppe Grillo commissari per controllare il lavoro dei parlamentari 5 stelle.Il  blog di Daniele Martinelli lo leggevo tutti i giorni prima dello scoppio della crisi, poi ho scelto altri siti un po piu competenti in temi economici.Ogni tanti ci vado a fare un salto e ho visto che il blogger bergamasco prende come punto di riferimento il professor Marco Saba che sono andato a sentire e riprendere (lo trovate sul mio canale Youtube) nel gennaio 2012 a Cremona in un convegno organizzato da Forza Nuova.
Mi ha incuriosito un post (CLICCA QUI PER LEGGERLO) dove risponde al "furbetto" Gad Lerner proprio sull'euro.Lerner fa parte di quella foltissima schiera di giornalisti filo ebreo-americani che ci tengono alla carriera e mangiare caviale, e per farlo devi stare con i piu forti cioè con l'oligarchia finanziaria, non puoi toccare la Commissione criminale europea o la Banca Criminale Europea (BCE).Se sulle reti Mediaset si lecca il culo a Silvio Berlusconi,le altre lo fanno per difendere le banche e la speculazione finanziaria che ci sta veramente massacrando.
Pubblico pezzi di un paio di libri di due che politicamente sono l'opposto (Rizzo è di estrema sinistra mentre Novi è del centrodestra),ma che spiegano in maniera precisa e semplice il golpe europeo e la dittatura dei banchieri.Quello che non condivido di Novi e le difese nei confronti della Lega Nord.Anche lei,come il pDL, hanno votato a favore del TRATTATO DI LISBONA e questa è una grossa colpa.

IL DIVORZIO TESORO-BANCA D'ITALIA E LA VENDITA DEI BENI PUBBLICI

da IL GOLPE EUROPEO-Marco Rizzo

Prima del famoso "divorzio" tra Tesoro e Banca d'Italia del luglio 1981,quest'ultima aveva la possibilità di acquistare i titoli di stato partecipando all'asta,sostenendo il prezzo d'emissione,calmierando quindi il tasso di rendimento e consentendo comunque il finanziamento del deficit.
Quando nel 1992 l'Italia uscì dallo SME ed effettuò una svalutazione intorno al 33% (il marco passò da circa 750 lire a 1000),l'incremento dei prezzi negli anni successivi fu abbastanza contenuto.L'impennata dei prezzi si era avuta negli anni precedenti,con lo shock petrolifero della fine anni 70',mentre la vera esplosione del debito si è avuta nel 1981 (nel 1980 il debito era al 60% del Pil, nel 1992 era al 107,7%),dopo il citato "divorzio" tra Tesoro e Banca d'Italia.Ora,la motivazione dell'investimento speculativo,a differenza tra prezzo d'acquisto e prezzo di vendita.Gli alti tassi d'interesse sui titoli pubblici, che negli anni 80' venivano pagati in ossequio ad una linea di contenimento dell'inflazione basato su un alto costo del denaro, in mancanza dell'intervento della Banca d'Italia a freno della conseguenza discesa dei prezzi d'emissione ,hanno senza dubbio attratto il risparmio delle famiglie,ma hanno anche contribuito a distogliere ampie quote di capitale dell'investimento produttivo a quello finanziario,in sintonia con le esigenze di una borghesia italiana alla ricerca di impieghi facili, garantiti e piu redditizi,con  conseguente stagnazione della crescita economica pur di presenza di una consistente inflazione (venne coniato il neologismo "stagnazione" per definire l'anomala situazione).Pertanto,da un lato il capitale, attraverso i propri rappresentanti politici al governo, faceva sostenere la caduta del saggio di profitto con un uso spregiudicato della spesa pubblica a proprio vantaggio,dall'altro faceva artificialmente creare impieghi alternativi,finanziari appunto, ad alta reddittività,in definitiva a spese della fiscalità ,cioè dei lavoratori.L'aumento del monte interessi passivi in scadenza periodica ha fatto poi da moltiplicatore del debito pubblico,nel senso che il loro pagamento veniva coperto mediante ricorso a nuovo,piu oneroso, indebitamento,talmente esposto all'anarchia del mercato.E' quindi evidente la pesante corresponsabilità del capitalismo italiano nella creazione della situazione che è stata "istituzionalizzata" dall'introduzione dell'euro,fortemente voluta e appoggiata,proprio nelle forme in cui è stata attuata,dalla nostra borghesia nazionale.
Qual'era lo scopo della vendita dei beni pubblici? Farci vendere i beni pubblici,le municipalizzate, i beni demaniali a prezzi di saldo,trasformare lo stesso welfare in un'occasione di business privato con la scusa di dover pagare gli interessi del debito:tutto il baraccone delle "privatizzazioni" e "liberalizzazioni" che il Pdl e il Pd, i due tentacoli della politica subordinata al capitale,hanno accettato supinamente o addirittura promosso in maniera bipartisan.Attraverso le privatizzazioni,promosse dalla cosidetta "sinistra" sono state distrutte le partecipazioni statali, le grandi industrie le partecipazioni statali, le grandi industrie chimiche, informatiche,siderurgiche ,meccaniche ecc,un intero sistema produttivo di "gioielli di famiglia" è stato alineato a prezzi da saldi,a volte addirittura incentivandone l'acquisizione privata con contributi pubblici ad hoc.Inoltre, l'impoverimento dei lavoratori e di tutta la classe media italiana ha fatto si che,da grandi risparmiatori,gli italiani siano passati ad avere un grande debito privato che non riesce piu a fare da contraltare al debito pubblico.Le sirene delle borde e degli speculatori hanno fatto si che parte dei risparmiatori italiani, allettata da promesse di rapido arricchimento senza essere stata informata dei rischi, abbia abbandonato l'investimento in titoli di stato per i piu attraenti titoli azionari o in generale a reddito variabile, "consegnandosi" così nelle braccia della speculazione nazionale e internazionale.Ricordiamo le vicende Parmalat,Cirio,Argentina ,la trappola dei fondi d'investimento farciti di titoli spazzatura, ecc.
Tutto ciò ha determinato il possesso da parte di banche e finanziarie,nazionali e internazionali,della maggior parte di risparmio delle famiglie non ancora intaccato dall'aumento del costo della vita,dalla diminuzione delle retribuzioni reali e dal crescente indebitamento per consumi.

LA PERDITA DI SOVRANITA' MONETARIA E LA DITTATURA DELLA BCE

da LA DITTATURA DEI BANCHIERI-Emiddio Novi (Controcorrente)

La sovranità monetaria degli Stati europei è stata ceduta alla BCE.Il processo storico che ha portato a questa rinuncia è avvenuto in modo tale che i popoli ne sono stati tenuti all'oscuro.Gli Stati hanno progressivamente abdicato all'esercizio di questo potere per delegarlo alle banche centrali,che sono delle società private proprietarie delle banconote.Le prestano allo Stato che diventa loro debitore.Gli Stati a loro volta si impegnano a restituire a queste società private i soldi presi in prestito pagando gli interessi.Gli stati,nel momento in cui rinunciano ad essere produttori di moneta,s'indebitano con le banche centrali, i cittadini pagano le tasse e una parte di queste risorse è destinata a pagare gli interessi e a restituire la moneta presa in prestito.
Le banche centrali nazionali,pur stampando moneta in condizioni di monopolio,avevano un solo interlocutore:lo Stato nazionale.
Con la Banca centrale europea,si è creata una situazione tale da indurre diciassette paesi,che fanno parte della zona euro,a cedere a una banca privata transnazionale la sovranità monetaria.E quindi il potere di decidere la politica economica di tutta l'eurozona.La BCE ha un potere incontrollato e anomalo:non esiste uno Stato federale europeo e il conflitto tra questo organismo transnazionale e i singoli paesi non può nemmeno essere risolto da un appello democratico al popolo.In assenza di una Costituzione europea,i rapporti tra Bce e i diciassette Stati dell'eurozona non sono nemmeno garantiti e disciplinati costituzionalmente.E i cittadini dell'eurozona,come non potevano pretendere la convertibilità in oro delle banconote in loro possesso dalle banche centrali dei singoli Stati,così non lo possono fare con la BCE.
Quando la moneta non è piu legata ai sistemi economici,alla loro capacità di ripresa o espansione,ecco che una banca come la Goldman Sachs può mettere a rischio persino l'euro.Lo fa invitando i grandi fondi speculativi ad attaccare la moneta unica.Un paese come l'Italia,con un debito pubblico pregresso del 120% del Pil,diventa così terreno di scorrerie speculative.Senza uno Stato federale o confederale alle spalle,l'euro non è in grado di arginare l'offensiva dei cosidetti mercati.O meglio,la BCE non vuole essere prestatore di ultima istanza,muraglia invalicabile contro la speculazione.E preferisce garantire le banche ,ma non gli Stati.
Soltanto una Banca Centrale che stampa moneta può domare l'incendio planetario scatenato dai cosidetti derivati, gli innovativi strumenti finanziari (così gli definivano gli speculatori) che hanno valore sette volte il Pil mondiale.E gli stati non sono in grado nemmeno di frenare quelle dieci banche che controllano il 90% dei mercati dei derivati.Gli Stati Uniti si sono sempre opposti a qualsiasi forma di contrasto efficace alla finanza d'avventura.

mercoledì 27 marzo 2013

Quello che diceva Bergoglio durante la crisi argentina....



Questo Papa Bergoglio mi convince sempre meno, ha cambiato troppe posizione negli ultimi 35-40 anni.Prima difende la dittatura di Videla poi si scaglia giustamente contro chi ha ridotto in miseria l'Argentina ad inizio anni 2000, mentre ora non è d'accordo con la Kirchner che invece è riuscita a risollevare il suo paese, nonostante tanti criminali anti-operai raccontano cazzate tutti i giorni su giornali e tv.
Prima di pubblicare un pezzo dell'intervista del 2002 ,brevemente grazie a Loretta Napoleoni con il suo libro IL CONTAGIO, ricordiamoci cos'è successo in Argentina:

"La crisi Argentina non è legata esclusivamente alla disciplina ferrea imposta dal rapporta tra pesos e dollaro,a monte c'è un indebitamento eccessivo, fuori controllo,connesso all'introduzione delle regole neoliberiste imposte dal centro finanziario dell'impero occidentale, prima fra tutte la finanziarizzazione dell'economia,uno dei cavalli di battaglia di questa strategia sono le privatizzazioni che avvengono con la guida delle grandi banche d'affari internazionali.
Sotto le pressioni del FMI il governo argentino privatizza le pensioni.Nascono così i fondi pensione gestiti ufficialmente dagli argentini,ma di fatto dai banchieri di Wall Street che si ritrovano tra le mani un patrimonio nazionale.
Come avviene con i paesi Piigs,le grandi banche d'affari e le grosse finanziarie in cambio dei loro servigi intascavano lauti compensi in commissioni.In Argentina dal 1991 al 2001 si parla di un miliardo di dollari soltanto per la sottoscrizione del debito del governo.Per ogni emissione obbligazionaria infatti, il governo pagava profumatamente le banche che la portavano sul mercato e la piazzavano.Gli acquirenti erano i fondi pensione e i fondi comuni europei perchè i gestori di quelli americani non si fidavano e domandavano tassi e rendimenti piu alti.E infatti gli effetti della bancarotta argentina si faranno sentire piu a casa nostra che altrove.
Come avverrà per i PIIGS,gli analisti delle stesse banche e società producevano analisi e rapporti dettagliati dei quali risultava che l'economia argentina cresceva e non esistevano rischi.Informazioni analoghe provenivano dalle agenzie di rating che consideravano il debito argentino,come quello dei PIIGS,assolutamente solido"

da MILANO FINANZA del 16 marzo 2013-articolo di Gianni Valente-L'INTERVISTA  A BERGOGLIO DEL 2002 FU PUBBLICATA DAL MENSILE 30GIORNI

EMINENZA,COSA E' SUCCESSO IN ARGENTINA?

La conferenza episcopale ha descritto nella lettera al popolo di Dio pubblicata il 17 novembre 2001,tanti aspetti di questa crisi inedita :la concezione magica dello stato,la dilapidazione del denaro del popolo,il liberismo estremo mediante la tirannia del mercato,l'evasione fiscale,la mancanza di rispetto della legge tanto nella sua osservanza quanto nel modo di dettarla e applicarla,la perdita del senso del lavoro.In una parola,una corruzione generalizzata che mina la coesione della nazione e ci toglie prestigio davanti al mondo.Questa è la diagnosi.E al fondo,la radice della crisi argentina è di ordine morale.

QUELLA ARGENTINA APPARE ANCHE COME UNA CRISI DI SISTEMA.CRISI DEL MODELLO ECONOMICO CHE SI ERA IMPOSTO LUNGO GLI ULTIMI DUE DECENNI.

C'è stato in questo tempo un vero terrorismo economico-finanziario.Che ha prodotto effetti facilmente registrabili,come l'aumento dei ricchi,l'aumento dei poveri e la drastica riduzione della classe media.E altri meno congiunturali,come il disastro nel campo dell'educazione.In questo momento,nella città e nelle zone abitative intorno a Buenos Aires ci sono 2 milioni di giovani che non studiano ne lavorano.Davanti al modo barbaro in cui si è compiuta in Argentina la globalizzazione economicistica,la chiesa di questo paese si è sempre rifatta alle indicazioni del magistero.I nostri punti di riferimento sono, ad esempio,i criteri esposti con chiarezza nell'allocuzione di Giovanni Paolo II ecclesia in America".

lunedì 25 marzo 2013

Iraq,dieci anni di fallimenti.Il vero motivo dell'invasione



Anch'io non credo alla storia delle armi di distruzione di massa,credo invece che i motivi siano monetari e sono d'accordo con quello che scrivono Marco Della Luna e Antonio Miclavez in EUROSCHIAVI (Arianna Editrice):

"E come è avvenuto con l'invasione dell'Iraq,un atto essenzialmente di imperialismo monetario a sostegno del Dollaro,inizialmente giustificato con menzogne su inesistenti armi di distruzione di massa e non meno falsi collegamenti con Al -Qaida.I governanti americani, infatti,oltre a ottenere un immediato rincaro del petrolio (quindi un aumento della domanda di Dollari per comperarlo),poco dopo l'occupazione hanno costituito una banca centrale di emissione irakena,e le hanno imposto di coprire al 100% con Dollari l'emissione della moneta nazionale irakena.Il che comporta che l'Iraq deve forzatamente procurarsi Dollari,ossia pezzi di carta non coperti alcunchè e superinflazionati (30.000 miliardi di credit derivatives in dollari nel mondo,secondo MF del 2 febbraio 2007), e per farlo deve cedere in cambio il suo petrolio."

da L'INTERNAZIONALE-Articolo del EL PAIS

Le bombe che il 19 marzo hanno ucciso piu di 50 persone nei quartieri sciiti di Baghdad non sono un fatto eccezionale in un paese in cui ogni anno 4000 persone muoiono in attentati simili.Sono la dimostrazione della tragica realtà dell'Iraq a dieci anni dall'invasione statunitense,compiuta in nome della "sicurezza globale",come recitava l'ultimatum di George W.Bush a Saddam Hussein.In Iraq non c'erano armi nucleari nè chimiche,e Baghdad non sosteneva il terrorismo islamico.L'invasione che ha distrutto le strutture politiche e militari della dittatura ha scatenato una guerra civile con decine di migliaia di morti,in gran parte per mano delle milizie che si sono formate nel vuoto di potere.una decina d'anni e un miliardo di dollari dopo,nessuno può garantire che l'Iraq riuscirà a sopravvivere come stato unitario e democratico.
In teoria,il governo iracheno cerca di conciliare gli interessi della maggioranza sciita e quelli delle minoranze sunnite e curde.In realtà,nel 2005 è andato al potere un primo ministro con tendenze autoritarie,lo sciita Nuri al Maliki,che esercita un ferreo controllo sui servizi di sicurezza e mira a restare in carica anche dopo la fine del secondo mandato,contro la volontà del parlamento.I sunniti,che dormivano sotto Saddam,oggi sono gli oppressi,in lotta aperta contro il governo.Ai curdi del nord,che sono di fatto indipendenti e controllano una regione ricca di petrolio,interessa poco o nulla appartenere all'Iraq.
Non solo erano falsi i motivi con cui Bush e Blair giustificarono l'invasione,ma erano sbagliate anche le conseguenze teoriche.La democrazia non ha messo radici,il terrorismo non è stato estirpato e l'Iraq è oggi un laboratorio del fanatismo islamista.Baghdad non è diventata un'alleata fedele degli Stati Uniti (semmai è l'Iran sciita ad aver aumentato la sua influenza in Iraq) nè la sua fornitrice privilegiata di petrolio.
In Iraq sono pochi quelli che ritengono possibile un ritorno alla feroce guerra civile di qualche anno fa.Ma sono pochi quelli che credono nel progresso di un paese diviso,i cui politici si preoccupano di intrighi settari mentre metà degli adulti sono disoccupati e Baghdad,dove vive il 20% degli iracheni,subisce di continuo attentati nonostante la soffocante rete di sicurezza.

ALBERTO BAGNAI:"Le cose che propone Grillo sono diverse dalle mie"


L'ho già scritto su Facebook, è sempre interessante leggere e ascoltare Alberto Bagnai e Paolo Barnard, ho pubblicato pezzi dei loro libri e post qui ,peccato che però usano un linguaggio idiota che non serve assolutamente nulla in questo momento.Si tirano insulti come ragazzini dell'oratorio (sono entrambi ultra cinquantenni), Barnard dice che è stato lui il primo ad offendere, Bagnai uguale.E' già qualcosa che troviamo qualcuno che si interessa di economia in questo paese,bisogna unirsi contro l'euro e l'Europa ,e cosa si fa? Si divide il pubblico,o stai con me o stai con lui perchè in questo paese ci si divide su tutto e ognuno pensa ai cavoli propri, per avere visibilità.
Alberto Bagnai criticava e critica tutt'ora Grillo ma essendo il blog italiano piu cliccato, gli ha chiesto se poteva ospitarlo e ne ha approfittato.Paolo Barnard su Twitter ha scritto che è allo stremo e che gli da fastidio che solamente due persone gli hanno mandato messaggi di solidarietà.Non c'è bisogno di molti commenti, non voglio offendere Barnard ma trovo patetico quello che scrive ,non è l'unico a trovarsi in questa situazione, dice giustamente che l'italiano di oggi non si merita di aver avuto dei partigiani come quello che ricorda in un suo ultimo post...ma neanche lui, basta leggere negli articoli piu patetici che ha sfornato, cosa faceva quando aveva 18 anni.E' sicuramente da ascoltare  con attenzione(come Bagnai), ma  evitate rapporti di collaborazione con lui (e Bagnai).Anglotedesco viene da una famiglia operaia alla quale nessuno ha mai regalato nulla, non ha nessuna intenzione di fare la carità agli altri.
Per quanto riguarda l'intervista ad Alberto Bagnai, sono d'accordo su tutto.Molti,sopratutto tra i grillini, fingono di dire che la televisione non la guardano.Tutte balle.Io sono convinto che il 95% e non l'80%, prende come principali fonti d'informazione la tv.Al massimo vanno su Internet per sapere informazioni che IL GIORNALE o LIBERO non ti dice,ma di problemi creati dallo strapotere finanziario, se ne interessano in pochissimi tanto che chi ne parla viene quasi considerato uno che viene da un altro mondo o un complottista.
Quando ho visto la grillina Marta Grande non saper rispondere cos'è la BCE, mi sono sentito offeso.Dimostra quanto questo movimento e chi li ha votati,si interessano di problemi seri che ci stanno massacrando.Cara Marta Grande, la BCE (Banca Centrale Europea) è l'unica banca centrale al mondo che possa prestare i soldi alle banche private,ma non possono acquistare direttamente i titoli di stato,cioè finanziare il debito pubblico.E' una cosa grave, siamo costretti a tagliare con la scusa che il debito pubblico scende, in realtà ,nonostante la cura Monti, è aumentato.

da REPUBBLICA-Intervista ad Alberto Bagnai di Annalisa Cuzzocrea

Alberto Bagnai è professore associato di Economia all'Università di Pescara.Ha scritto un libro che si intitola IL TRAMONTO DELL'EURO,ha un blog in cui porta avanti le sue tesi eterodosse,ed è uno degli economisti che il Movimento 5 stelle considera piu affine ai suoi propositi.Talmente tanto ,che il suo nome gira tra i parlamentari come possibile guida di un governo grillino.

PROFESSORE,E' LEI IL CANDIDATO PREMIER DI BEPPE GRILLO?

Assolutamente no.E' una storia paradossale,non ho mai avuto contatti diretti con l'oscuro vertice del Movimento ne con gli eletti.Ho solo incontrato degli attivisti alle presentazioni del mio libro,che so riscuotere successo tra di loro.Vengo citato nei forum e nelle discussioni in Rete.

QUAL'E' LA SUA TESI?

Non ho inventato nulla.Faccio riferimento a illustri economisti,il piu scalcagnato è direttore di dipartimento ad Harvard,gli altri sono premi Nobel.Quel che sostengo è che Paesi molto diversi non possonbo avere la stessa moneta,perchè risulta troppo pesante per alcuni e troppo leggera per altri.Penalizza il nostro commercio,ci costringe a indebitarci con l'estero.

LA SOLUZIONE E' USCIRE DALL'EURO?

Bisogna recuperare la flessibilità del cambio.I politici che hanno dato vita all'euro sapevano che avrebbe generato crisi,ma sapevano che le avrebbero usate come strumentum regni, per imporre in fretta e furia riforme che segneranno intere generazioni.

E' LA TESI DI GRILLO.

So solo che alla fine della campagna elettorale,dopo aver raccolto un buon numero di voti a destra,ha cercato di dare uncolpo alla botte,a sinistra,mettendo sul blog un mio intervento e un'intervista".

SI CONSIDERA DI SINISTRA?

In economia lo è chi non pensa che si autoregola.Anche se il marxismo è un'altra cosa.

SE I 5 STELLE LA CHIAMASSERO,SAREBBE PRONTO A GUIDARE UN GOVERNO?

Ho una visione pessimistica di quel che sta accadendo.Credo che stiamo andando contro un iceberg,e se Bersani menda il Paese a schiantarsi,io vorrei arrivare dopo con la barca a salvare i naufraghi a partire dalla terza classe.Ho cercato un'interlocuzione a sinistra,non mi ha preso in considerazione nessuno.

QUINDI LO FAREBBE?

Se potessi fare come credo,ma le cose che propone Grillo sono diverse dalle  mie.Il referendum,la democrazia diretta sono stupidaggini.Per uscire dall'euro bisognerebbe agire segretamente e per decreto.Da 30 anni il popolo italiano vive in una cappa di disinformazione,non avrebbe gli strumenti per decidere.

domenica 24 marzo 2013

Durante la dittatura Bergoglio fu un codardo



Sto leggendo diverse cose su questo nuovo Papa argentino, il suo comportamento nel periodo della dittatura di Videla e anche le sue posizioni nel periodo della crisi argentina che pubblicherò nei prossimi giorni.La maggior parte della gente si informa poco, arriva qualcosa di nuovo e tutti li a credere nel cambiamento.Nel 2002 era contrario alle politiche neoliberiste che stavano massacrando il suo paese, adesso è contro la Kirchner che ha migliorato le condizioni di vita dei piu poveri.

Intervista ad una superstite di una famiglia sterminata-Il Manifesto-Intervista di Filippo Fiorini

Estela De la Cuadra ,figlia della prima presidente di Abuelas de Plaza de Mayo,Alicia,sorella della militante desaperacida Elena e del desaperacido Roberto Josè,nonchè cognata del desaperacido,Hector e la moglie Gustavo,fu vittima e di un'ecatombe famigliare ad opera dell'ultima dittatura argentina e quando suo padre cercò aiuto nel gesuita che oggi è Papa, ne trovò pochissimo.

QUAL'E' LA TUA STORIA?

Sono la maggiore di cinque fratelli,di una famiglia nata in una zona povera del nord argentino ed emigrata nella città di La Plata nel 59'.Avevamo una forte coscienza sociale e ribelle.Quando nel 1976 ci fu il colpo di Stato,i militari ci decimarono.Prima arrestarono mio fratello Roberto e sua moglie,che facevano sindacalismo di base.Dopo toccò a mia sorella Elena e suo marito Hector e poi a mio marito.Elena era incinta di 5 mesi.Stavano partecipando a una riunione segreta nell'ambulatorio  di un dentista e caddero in una retata.

CHE ANNO ERA?

Fine marzo 77'.Mamma e pepà non si davano pace.Battevano tutte le strade per trovare i miei frateli e per sapere se Elena aveva partorito la bimba che aspettava.Vennero a sapere che monsignor Grasselli aveva  creato un ufficio nella cappella Stella Maris a Buenos Aires in cui riceveva i famigliari dei desaperacidos.

LA CHIESA ACCANTO AL QUARTIER GENERALE DELLA MARINA MILITARE? DOVE C'ERA L'UFFICIO DEL DITTATORE AMMIRAGLIO MASSERA?

Si.Quando mamma e papà furono ricevuti segnò i nomi delle  persone che cercavano e disse loro di tornare dopo dieci giorni.Nell'incontro successivo.Grasselli aveva scoperto che Elena era incinta,senza che glielo avessero riferito i miei.Disse che erano tutti prigionieri nei dintorni di La Plata ,ma non poteva essere piu preciso,,altrimenti mia madre avrebbe battuto la zona,peggiorando la loro situazione.

DOPO COME PROSEGUIRONO LE RICERCHE?

Una mia parente che stava in Italia conosceva il generale della compagnia di Gesù,Pedro Arrupe.Lo incontrò a Roma e lui disse che avrebbe fatto presente il problema al provinciale argentino,la massima autorità gesuita per l'Argentina e l'Uruguay.

IL PROVINCIALE ERA BERGOGLIO?

Si.Quando mio padre andò a vederlo,Bergoglio gli disse di rivolgersi a Monsignor Mario Picchi e gli scrisse un biglietto di raccomandazione."Caro Mons Picchi,la disturbo per presentarle il Sr Roberto Luis de la Cuadra,con cui ho avuto una conversazione su speciale richiesta di P.Arrupe.Lui le spiegherà di che cosa si tratta e io le sarò grato per tutto quello che potrà fare.Non mi scordi nelle sue  orazioni uniti nel signore.Jorge Mario Bergoglio".
Allora mio padre andò da Picchi,il quale ricevette la richiesta e gli diede appuntamento a distanza di qualche giorno.Nel secondo incontro,Picchi disse di aver parlato col colonnello Rospide,del servizio segreto di polizia.Gli aveva detto che la bambina era nata e stava bene,ma non di cercarla piu perchè era stata data a una famiglia che non poteva avere figli,mentre il caso degli adulti era irreversibile.

NON FU BERGOGLIO A DIRE DI SMETTERE DI CERCARE LA BAMBINA?

No, fu Picchi a dirlo.Che fosse stato Bergoglio è un equivoco nato dal fatto che Estela (De Carlotto,attuare presidente di Abuelas) ha fatto confusione durante la conferenza stampa.

LEI COME GIUDICA IL COMPORTAMENTO DI CHI OGGI E' PAPA?

Bergoglio fu un codardo.Durante la dittatura non era una figura di secondo piano,era il provinciale dei gesuiti.Con la sua lettera dimostrò di sapere che cosa stava accadendo e a chi bisognava rivolgersi per avere informazioni certe.

E QUANDO TORNO' LA DEMOCRAZIA?

Durante il processo per il programma di sequestro sistematico dei figli dei prigionieri politici, ho chiesto al giudice di chiamarlo a testimoniare,ma lui si rifiutò di comparire e pretese che gli mandassero le domande per iscritto.Questo è il Papa umile che abbiamo, uno che ha l'arroganza di fare ostruzionismo in un processo contro il crimine piu grave di tutti:il furto dei bambini.

DOPO MOLTI ANNI PERO' HA CHIESTO SCUSA A NOME DELLA CHIESA,NO?

Non si può chiedere scusa per un genocidio.Le scuse sono un fatto personale,ma i processi vanno avanti.E poi se è veramnte pentito,perchè permette di continuare a dire messa ai preti che hanno legittimato i militari e li rincuoravano quando tornavano turbati dai voli in cui gettavano in mare le persone vive?

venerdì 22 marzo 2013

In Europa nel 1976 inflazione al 20%... e nessuno parlava di Zimbauwe



A quel giovanotto che ha rotto le scatole ad ogni blog del mondo (compreso il mio su Myblog) con la storia che con l'inflazione alta si rischia di fare la fine dello Zimbauwe, gli devo fare i complimenti perchè ha ottenuto ciò che voleva:andare in tv, e visto che la trasmissione l'Ultima Parola i fenomeni da baraccone non se li lascia sfuggire,è stato accontentato.
Giovanotto,sarai accolto come è stato accolto Tirzan (Diego Abatantuono) nel film ECCEZIUNALE VERAMENTE 2,tutto il tuo paesino ti applaudirà, ti vedrà come un eroe.
Nonostante nel 1976 l'inflazione era del 20% ,nessuno era preoccupato come adesso che è nettamente inferiore, e tra le tante cose,prendiamo due esempi: le spese natalizie e la percentuale delle famiglie che andranno in vacanza un mese.C'è veramente da piangere...

da ENCICLOPEDIE RIZZOLI

La CEE,in un'indagine del 1976,ha rivolto agli europei alcune domande per constatare come ci si sta abituando in Europa a vivere con un tasso di inflazione pari al 20%.Una delle domande piu dirette era la seguente:" molti consumatori,non disponendo di un reddito sufficiente,devono costantemente imporsi delle restrizioni.Si trova anche lei in questa situazione? Il 46% degli intervistati italiani si è identificato in questa situazione di "restrizioni",ma solo disponendo dei dati sulla contabilità nazionale e sulla parte riservata ai consumi privati si può fare un controllo della veridicità delle risposte e delle reali condizioni di vita degli italiani.
Le risorse disponibili per uso interno che risultano dall'insieme del prodotto interno lordo e dal saldo con gli scambi con l'estero hanno raggiunto,nel 1976, 146.135 miliardi di lire correnti con un incremento in termini monetari del 26,3%.Che cosa abbiamo fatto di questo denaro? Il 77,3% del totale è stato destinato agli investimenti lordi.Dopo la caduta dell'anno precedente va quindi rilevato che nel 1976 una parte delle risorse del paese sono passate dai consumi agli investimenti.Se diamo una valutazione a prezzi del 1970,e quindi in termini reali,potremo dire che mentre nel 1975 circa l'82% delle risorse disponibili sono andate ai consumi genericamente intesi,tale cifra è passata all'80% nel 1976.
Quando in termini di contabilità nazionale si parla di consumi,la voce comprende sia la spesa per consumi privati che quella per consumi collettivi (trasporti,sanità e così via).La spesa per consumi privati  ha raggiunto i 91.096 miliardi di lire,con un incremento in termini reali del 3,1$ mentre la spesa per consumi sociali (amministrazioni pubbliche e istituzioni sociali) ha raggiunto 19.829 miliardi, con una espansione dell'1,9%.Mentre tuttavia le variazioni dei prezzi sono state del + 20,5% per i consumi sociali,la media dell'aumento dei prezzi per consumi privata è stata del 17,5%.Ogni italiano ha speso in media nel 1976,per consumi finali, 776.000 lire contro le 748.000 lire del 1975 in termini reali.
Riportando il confronto a quattro anni prima (1972) ,notiamo un aumento della spesa per consumi privati di 47 miliardi di lire in termini monetari (cioè in miliardi di lire correnti) e di 3,9 miliardi in termini reali (cioè in miliardi di lire 1970,togliendo quindi l'effetto inflazionistico),il che conferma che gli italiani hanno speso molto di piu, ma non per comperare una quantità di beni molto superiore a quella di quattro anni prima.L'inflazione infatti ha falcidiato gli aumentati redditi.

giovedì 21 marzo 2013

No Barnard!Negli altri paesi non c'è una differenza cosi netta tra NORD e SUD



Capisco che Paolo Barnard negli ultimi anni parla solo ed esclusivamente di economia e considera giustamente  l'oligarchia finanziaria il pericolo numero uno per la democrazia,però non può dire che negli altri paesi (lui si riferisce spesso all'Inghilterra) c'è la stessa differenza tra nord e sud che c'è in Italia.E' falso caro Paolo.
La criminalità organizzata come Camorra, 'Ndrangheta,Cosa Nostra in certi paesi è sconosciuta e poi parlano i dati sotto.Certo, non c'è bisogno di leggere quello che pubblica il Censis, basta guardarsi intorno.Dalle mie parti (Piacenza-Parma-Reggio Emilia) negli ultimi vent'anni abbiamo avuto un aumento dell'immigrazione dal sud d'Italia del 50-60% ,nelle cittadine o paesi sembra di stare nei quartieri popolari di Milano e Torino del dopoguerra.Noi a differenza dei milanesi e torinesi non siamo abituati a questi fenomeni, i meridionali ci sono sempre stati ma non in maniera cosi massiccia.Non le trovi solo nelle case popolari ma anche nelle sale d'attesa delle stazioni a dormire e chiedere la carità e dunque è per questo che dico che per i paesi PIIGS (Portogallo-Irlanda-Italia-Grecia-Spagna) sarebbe sacrosanta una legge sul blocco dell'immigrazione, arrestare e rimpatriare i clandestini, i senza lavoro (ditemi voi che differenza c'è tra fare il povero in Italia e farlo in Romania o Albania e se si libera qualche posto di lavoro al Nord, ci sono già i meridionali),e chi è in galera (ci mettiamo gli italiani, i politici e i banchieri se si facessero delle leggi adeguate).Ovviamente leggendo questo,molti ignoranti mi staranno dando del fascista ,che sono le stesse cose che dicono quelli di Forza Nuova ecc ecc.Ebbene,gli dico di informarsi su come sono leggi svizzere e australiane (dove non governano Albe Dorate) e che voglio  solo evitare episodi come quelli di Rosarno.Di questo passo ,grazie anche all'elezione di Laura Boldrini presidente della Camera, ce ne saranno tutti i giorni.
Chiudo parlando sempre di Laura Boldrini.Ha accettato di far parte di Sel grazie alla spinta di quel Nichi Vendola che oggi piange per i precari ma che lui stesso contribuì,quand'era in Rifondazione Comunista, ad introdurre il precariato in Italia con il pacchetto Treu del 1997 (legge 24 giugno 1997, n 196,governo Prodi).Quella legge autorizzò il "caporalato" con il vergognoso "lavoro interinale" che fino ad allora era vietato per legge. Anglotedesco con uno come Vendola non ci andrebbe neppure a prendere un caffè.

FONTE :Censis-Articolo del Fatto Quotidiano del 20/03/2013

STIPENDI DEL SUD PEGGIO CHE IN GRECIA

-Il 26% delle famiglie del Sud vivono in condizione di povertà rispetto ad una media nazionale del 15,7%.

-Dei 505.000 posti di lavoro persi in Italia dall'inizio della crisi,il 60% ha riguardato il Sud.

-Tra il 2007 e il 2011 gli occupati dell'industria meridionale si sono ridotti del 15,5% e oltre 7.600 imprese manifatturiere del mezzogiorno sono uscite dal mercato.

-L'Italia ,fra i grandi sistemi dell'euro,è il paese con le piu rilevanti diseguaglianze territoriali.Ha il maggior numero di regioni con meno meno di 20.000 euro di reddito pro-capite:sono 7 mentre la Spagna ne ha 6,la Francia 4 e la Germania una sola.

-La Germania ha 10 regioni con oltre 30.000 euro pro-capite,situazione riscontrabile in Italia solo nel centro-nord con un reddito pro-capite pari a 31.124 euro per abitante.

-I livelli di reddito del Sud sono circa la metà e 17.957 euro di reddito pro-capite è inferiore ai 18.454 della Grecia.

mercoledì 20 marzo 2013

L'Italia non cresce...e gli altri paesi? Guardate la Francia



L'argomento piu gettonato dalla sinistra con la puzza sotto il naso è la crescita, l'Italia è il paese dell'Eurozona che cresce meno e dunque... Silvio Berlusconi è la rovina perchè è vent'anni che comanda. Essendo il 95% degli italiani totalmente ignoranti di economia, gli danno ragione e con loro non può minimamente discutere, devi star li a raccontargli tutto dall'inizio, anche le cose piu semplici.
Per prima cosa: tutta l'eurozona ha una crescita bassissima grazie all'euro e alla rigidità  delle nisure che i paesi devono attuare .Quali sono le ricette che ti suggeriscono? Imitare i paesi BRICS cioè orari di lavoro indecenti, maltrattamenti, stipendi ridotti del 60% e sopratutto impedire ai sindacati di rompere i coglioni, l'operaio deve stare zitto.Perchè quando si parla della Germania si tira sempre fuori la Volskwagen e mai la Amazon?
L'operaio europeo non è stupido, è orgoglioso, non ha voglia di farsi sfruttare e rinuncia.Ci vogliono gli stranieri ,i disperati e dunque chi vuole mettere dei pali all'immigrazione deve essere messo da parte mentre quelli come la nuova presidente della Camera Laura Boldrini, sono ben viste.L'Italia è uno dei paesi Piigs, il meridione ha raggiunto livelli di povertà incredibili (leggete gli ultimi dati censis), secondo voi è una cosa sensata far arrivare centinaia di migliaia di poveri da altri paesi?
Leggete com'è la situazione in Francia.

da AFFARI E FINANZA -Giampiero Martinotti

"La Francia sembra avviata inesorabilmente ad essere il prossimo grande malato dell'Europa, l'ennesima vittima della miopia tedesca e della politica tutta austerity imposta dalla Germania, come ci spiega l'economista Jacques Attali.Il 2012 si è chiuso con una crescita pari pressochè a zero,e con un ultimo trimestre con il Pil a -0,3% ora si attende con ansia il responso per il primo "quarto" del 2013,con il pericolo di finire in recessione "tecnica" ma in ogni caso anche per l'intero anno in corso lo sviluppo sarà fermo.Intanto i disoccupati hanno superato i 3 milioni,l'industria perde competitività sui mercati mondiali,il costo del lavoro è troppo alto,la spesa pubblica è fuori controllo e con piu del 56% del Pil è superata in Europa solo dalla Danimarca.
Nonostante la Francia venga indicata da tempo come il possibile nuovo grande malato d'Europa,lo spread con i tassi tedeschi a dieci anni si aggira sui 73 punti base,una cifra che fa sognare i PiigsLa fiducia dei mercati nella seconda economia dell'eurozona sembra a prova di bomba:la Germania non lascerà mai cadere il principale alleato,pensan gli operatori,e la solidità politica delle istituzioni garantisce il rimborso degli interessi,nonostante il debito pubblico abbia ormai raggiunto la soglia del 90%.
Due cifre danno un'idea della situazione disastrosa dell'industria transaplina:nel 2012,il deficit commerciale è stato di 67,2 miliardi,mentre la Germania ha registrato un'eccedenza di 188,1 miliardi.C'è un problema di costo del lavoro,indubbiamente,poichè il finanziamento del welfare riposa quasi esclusivamente sul lavoro:fra il 1997 e il 2010,ricorda ancora la Baudchon,il costo orario del lavoro nell'industria è aumentato in Francia del 50% contro il 30% registrato in Germania.Ma c'è altro: la produzione francese di beni non è in sintonia con le richieste dei mercati mondiali ed è forte sopratutto nei prodotti di gamma media,cioè proprio dove la differenza può essere fatta solo con i prezzi.E poichè gli oneri sociali a carico delle aziende restano fra i piu alti d'Europa,la Francia perde terreno nel commercio internazionale: in tredici anni la sua quota di mercato è passato dal 6,5 al 3,2%.
Hollande ha promesso un'inversione di tendenza entro fine anno, ma con una crescita inesistente (+ 0,1% secondo la commissione nel 2013,un pò meglio la previsione dell'Ocse) l'obiettivo non potrà essere raggiunto.Del resto,il termometro rappresentato dall'erogazione del credito mostra un paese fermo, sia sul fronte della domanda sia su quello dell'offerta: nel dicembre scorso,i crediti alle famiglie registravano un crollo del 23,1% i dodici mesi, quelli alle imprese un calo del 3,7%.Negli ultimi vent'anni,la Francia è rimasta ingessata:la spesa pubblica rappresenta il 36,3% del Pil,ma è sopratutto la sua evoluzione a preoccupare:in vant'anni è salita dell'1,2%,mentre negli altri paesi europei è scesa del 3%.Poca crescita,deficit alto,debito pubblico al limite del livello di guardia,perdita di competitività quel modello non hanno piu potuto praticarlo,e hanno perso l'aggressività che la rendeva tento temibili negli anni 70-80.Vedremo se Abe saprà risuscitare il passato.Dalle prime statistiche su domanda interna e produzione,appena uscite,sembrerebbero  di si.

lunedì 18 marzo 2013

Le politiche economiche di Beppe Grillo? Come quelle della Germania..peggio di Rigor Montis



Queste parole confermano quello che ho scritto altre volte cioè che la ditta Casaleggio-Grillo sta leccando il culo alla tv straniere per una questione di visibilità e si lascia andare ad inevitabili complimenti per essere trattato bene.
E' gravissimo quello che ha detto ,vorrebbe le misure adottate dalla Germania,ma sa quali sono? Peggio di quelle di Rigor Montis che lui ha criticato centinaia di volte.I suoi tifosi non cambiano di una virgola perchè per loro i problemi dell'Italia si risolverebbero cacciando a casa i vecchi politici, l'economia (che ti da da mangiare) non è un problema.
Da oggi ricomincerò a pubblicare dei pezzi di libri perchè se ripeti con le tue parole non sei credibile,bene ,adesso dovrete prendervela con chi scrive i libri di economia.
A Beppe Grillo consiglio di leggere qui sotto.Questo libro è stato realizzato grazie anche alla preziosissima collaborazione di Alberto Bagnai.

da LA TRAPPOLA DELL'EURO-Badiale e Tringali (Asterios Editore)

Sappiamo che la competitività è legata all'inflazione:se,rispetto ai miei partner,i miei prezzi aumentano,succede che divento meno competitivo,mentre se diminuiscono succede che posso acquisire piu facilmente nuove quote di mercato a scapito di chi offre prezzi maggiori.
Il riequilibrio dovrebbe avvenire tramite l'aumento dei prezzi nel Paese piu forte:infatti se è piu competitivo (e quindi ha inflazione piu bassa),le sue merci sono piu richieste.Per la legge della domanda e dell'offerta,nel medio periodo,l'aumento della domanda dovrebbe portare all'aumento dei prezzi.All'interno dell'eurozona però tale riequilibrio non si realizza.Il Paese piu competitivo continua infatti a restare quello con inflazione bassa.Il che produce conseguenze rilevantissime sulle condizioni di lavoro nei Paesi piu deboli.Per capire meglio tutto ciò bisogna per prima cosa comprendere i motivi della bassa inflazione presente in Germania (e quindi della sua maggior competitività).
Spieghiamo in modo piu dettagliato a proposito del legame fra competitività e dinamiche salariali in Germania,cercando di mettere a fuoco come,e perchè,i ceti dirigenti tedeschi operino una forma di "svalutazione competitiva" all'interno dell'eurozona,la quale spinge inevitabilmente al ribasso le condizioni di lavoro di tutti i partners europei.
Il primo punto da mettere a fuoco è che la Germania,Paese economicamente forte per antonomasia,ha ottenuto i suoi successi in termini di competitività (e bassa inflazione) grazie ad una politica di contenimento dei salari reali.
Spesso all'interno dei dibattito italiano su questi temi si sente dire il contrario.Si sostiene che in Germania le retribuzioni siano piu alte che da noi,e che quindi l'argomentazione che qui stiamo portando non sarebbe valida.Ma questa obiezione contiene almeno due errori.
Il primo errore è la convinzione che tutti, o quantomeno la maggioranza dei lavoratori tedeschi,guadagnino piu degli italiani.Ma quando si parla dei salariati in Germania,non ci si riferisce solo ai dipendenti della Volkswagen,che probabilmente stanno mediamente meglio di quelli della Fiat.
Piu di 7 milioni di lavoratori tedeschi guadagnano al massimo 400 euro al mese.La loro denominazione ufficiale  è "geringfugig entlhohnte Beschaftigte",che significa "lavoratori scarsamente remunerati",e anno dopo anno il loro numero aumenta sempre piu.Non pagano le tasse,vivono parzialmente con gli aiuti sociali,e solo raramente possono aspirare a una normalizzazione del loro rapporto di lavoro.
Secondo dati dell'agenzia federale del lavoro,pubblicati dalla "Suddeutsche Zeitung", alla fine di settembre del 2010 il numero degli occupati in questi "minijob" è aumentato di 1,6 milioni di persone.Significa che un'occupazione su quattro,nel motore economico europeo,rientra nella categoria della scarsamente retribuite".
La realtà salariale tedesca è quindi piu complessa e frastagliata di quanto si creda comunemente in Italia.
Il secondo,e fondamentale, errore contenuto nell'obiezione sopra segnalata,sta però nel fatto che essa contiene una modalità di confronto non corretta.Infatti,se vogliamo misurare l'aumento o la diminuzione della competitività fra Italia e Germania dopo l'adozione della moneta unica,dobbiamo misurare,per esempio,l'aumento o la diminuzione dei redditi reali e dell'inflazione nel periodo considerato.
Ciò significa che il punto decisivo non è il livello dei prezzi e dei salari, ma la loro variazione.Bisogna guardare cioè alla dinamica del costo del lavoro e dell'inflazione dal momento in cui i due Stati hanno adottato l'euro,indipendentemente dai valori che questi indici presentavano all'inizio del periodo che stiamo valutando:cioè ,anche ipotizzando che nell'anno 2000 il costo del lavoro italiano fosse piu basso di quello tedesco,se successivamente esso è aumentato piu di quanto non sia aumentato in Germania,il nostro Paese si troverebbe oggi,comunque,meno competitivo rispetto alla Germania di quanto non fosse all'inizio del periodo considerato.
"Partendo dai dati Ocse armonizzati tra Paesi nel periodo 2000-2008,l'Italia registra un tasso medio di crescita annuo del "Costo del lavoro per unità di prodotto" del 2,5%,la  Francia dell'1,9% e  la Germania dello 0,002%Non sorprende dunque,dato il cambio nominale fisso,che l'Italia perda in dieci anni circa 20 punti di "competitività rispetto alla Germania,e circa 6 punti rispetto alla Francia.
Piu in generale,dall'avvento dell'euro ad oggi,il costo del lavoro per unità di prodotto è fortemente diminuito in Germania,leggermente diminuito in Francia,mentre è aumentato in Italia.Sergio de Nardis Chief economist di Nomisma,in un illuminante articolo ,ha messo in luce che,nel decennio successivo all'introduzione dell'euro,sia le retribuzioni che i prezzi tedeschi sono scesi di circa il 10% rispetto ai partner europei"
Grazie a tutto ciò la Germania riesce a impedire l'aumento dei propri prezzi,ma in questo modo aumenta a dismisura i problemi dei partner economicamente piu deboli e interni all'Eurozona.I dati della loro bilancia dei pagamenti peggiorano,mentre cresce il debito privato.
Con basse (o nulle) prospettive di crescita unite all'impossibilità di svalutare la propria moneta,e ad un'inflazione persistentemente piu alta rispetto ai Paesi piu forti,questi Stati iniziano ad avere sempre piu difficoltà a vendere i propri titoli di stato.I mercati infatti cominciano a ritenerli potenzialmente insolventi (poichè potrebbero non riuscire a recuperare la competitività perduta) ,e diminuiscono gli acquisti.Cos', per finanziarsi,questi Stati devono accordare interessi maggiori (ed in tal modo aumenta lo spread fra i titoli dei PIIGS a quelli tedeschi),ed entrano nella spirale della crisi.Ecco dunque svelato il legame fra euro e riforme del mercato del lavoro.Ed ecco chiarito il motivo per il quale la BCE è così insistente nel richiedere maggiore flessibilità (cioè licenziamenti piu facili) e moderazione salariale ai Paesi in crisi.

Risposta all'utente Youtube dzerman su Paolo Mieli e Israele



Qualche mese fa Radio Radicale mandò in onda una conferenza stampa di Paolo Mieli che disse:"La stampa dovrebbe ricordare che tutti i giorni Israele viene attaccato dai palestinesi".Non ho digerito queste falsità, e ho commentato un suo video su Youtube e un utente mi ha risposto invitandomi ad andare a giocare con le bambole perchè Mieli non si può mettere in discussione.
Io invece di dzerman,non accetto la mancanza di rispetto nei confronti del popolo palestinese e rispondo:

da INTERNAZIONALE-articolo Gideon Levy (israeliano)

Israele è il paese piu razzista e allo stesso tempo piu ingenuo dell'occidente.Razzista perchè in nessun altro stato i politici possono parlare degli immigrati come fanno quelli israeliani e restare al loro posto.Ingenuo perchè solo ora ha scoperto un problema che il "primo mondo" ha ormai da anni.Solo in Israele non ha una po9litica per l'immaginazione degna di questo nome. Solo in Israele i migranti sono ufficialmente considerati degli "infiltrati".Solo in Israele il governo aizza le classi piu deboli contro gli immigrati,e quando esplode la violenza il primo ministro si limita a dichiarare "non c'è posto per queste cose".La verità è che in Israele il posto per la violenza contro gli immigrati c'è eccome.Pensavamo davvero che dopo averli definiti un cancro,una massa di untori,una minaccia e un periodo non sarebbero stati attaccati?
Pensavamo davvero che la paura dei quartieri poveri e l'incitamento all'odio non avrebbero partorito la violenza?
Se gli abitanti dei quartieri poveri hanno paura e perchè qualcuno li ha spaventati.Se odiano è perchè qualcuno ha seminato odio,sopratutto nei confronti dei neri.In realtà gli immigrati neri non sono pericolosi,ma ormai è troppo tardi per rimediare.
Il seme del disprezzo e della rabbia violenta è stato piantato ed è germogliato.Il governo sta portando avanti una campagna di terrore,perchè così si può distogliere,l'attenzione e l'indignazione dell'opinione pubblica dai suoi fallimenti.Non è una novità.E' la vecchia tattica dei peggiori regimi:alimentare la collera della popolazione contro lo straniero,spaventare la gente con uno spauracchio immaginario,esagerare a dismisura i pericoli.Tutto pur di evitare di assumersi le proprie responsabilità.Quello che sta facendo con l'immigrazione lo hanno già fatto in passato con altre questioni:la politica del governo è una non politica;tutto ciò che fa è nascondere la testa sotto la sabbia per poi urlare ai quattro venti quando la situazione degenera.
Dopo aver condotto un esperimento di massa con in ballo migliaia di vite umane,permettendo agli immigrati di restare ma impedendogli di lavorare e calpestando i loro diritti fondamentali, Israele ora finge di cadere dalle nuvole se ci sono delle violenze o dei crimini.quando si parla d'immigrazione cadono tutte le maschere:oggi in Israele il razzismo è diventato una nuova forma di politicamente corretto.
Lo stato ebraico ha accolto un milione di russi, di cui la metà non ebrei,e ha saputo assorbire la loro presenza.Perchè erano bianchi.Quando invece arrivavano poche decine di migliaia di africani,ecco che subito diventano il nuovo nemico.Perchè sono neri.
Nel mondo di oggi Israele non può piu evitare di accogliere migranti e rifugiati,anche se sono entrati illegalmente nel suo territorio.Milioni di immigrati hanno invaso altri paesi,ma hanno trovato istituzioni che sapevano come gestire i flussi migratori.In anni bui decine di migliaia di ebrei si sono "infiltrati" in altre nazioni.
Nel 1948 i rifugiati palestinesi hanno cominciato a riversarsi nei paesi vicini,e da allora il flusso non si è mai interrotto.Oggi la Giordania è sommersa non solo dai rifugiati palestinesi ma anche da iracheni e siriani.Anche la Turchia ha assorbito migliaia di disperati dalla Siria.La popolazione della Francia sta diventando sempre piu nera,mentre in gran Bretagna il numero di musulmani è in aumento costante.Il mondo va così, e Israele non può far altro che prenderne atto.
L'istigazione all'odio per gli immigrati ignora non solo la storia ebraica e la realtà di oggi,ma anche il futuro prossimo.Cosa succederebbe se un giorno,speriamo di no, le campagne allarmistiche del governo diventassero realtà e Israele fosse davvero costretto ad affrontare una minaccia reale,con migliaia di ebrei in fuga dal paese?
Cosa diremmo al mondo se ci chiudesse le porte in faccia come noi oggi le chiudiamo in faccia ai migranti africani, molti dei quali rischiano la vita? Per quanto tempo ancora ripeteremo la perversa litania secondo cui "la situazione in Israele è diversa?
Sia chiaro,la soluzione non è spalancare i cancelli a tutti quelli che chiedono di poter entrare nel territorio di Israele nessun paese ha un obbligo del genere.Ma l'afflusso di rifugiati dev'essere regolamento, e i migranti già arrivati devono essere classificati in base ai pericoli che correrebbero se li rispedissimo da dove sono venuti.Quelli che hanno diritto a restare devono essere assistiti.La violenza e l'odio non risolveranno nulla,bisogna dare agli immigrati la possibilità di vivere dignitosamente contrariamente a quanto pensano molti israeliani i migranti non sono davvero un pericolo.Il vero pericolo viene dal mondo in cui sono trattati.

da CENSURA 2009-Peter Phillips e Project Censored (Nuovi mondi)

PREGIUDIZIO MEDIATICO,DIRITTI DELL'UOMO E GOVERNO DI HAMAS


Nel giugno del 2007 Israele ha imposto severe sanzioni alla Striscia di Gaza,creando un vero e proprio campo di prigionia per un milione e mezzo di persone.La corrente elettrica viene fornita a singhiozzo a questo rende praticamente impossibile lo svolgimento quotidiano di ogni attività.Le conseguenze sono nefaste:il collasso delle infrastrutture economiche,le massicce  privazioni e la sofferenza e un tasso consistente di mortalità giornaliera.Il presente studio intende rivisitare la storia della Striscia di Gaza di questi ultimi due anni e mezzo, nonchè la copertura mediatica statunitense nei confronti di una tragedia che ha calpestato i diritti civili nel Medio Oriente.
 Ecco la relazione di Nora Barrows-Friedman dal campo profughi di Jebaliya del 11 giugno 2008: "Nella colorata sezione dedicata alle cure intensive di al-Awda,che è la sola struttura di pronto soccorso nell'enorme campo profughi di Jebaliya a nord di Gaza, medici, infermieri e amministratori sono pronti a prestare servizio medico chirurgo di primo soccorso ai 300.000 occupanti del campo".
 "Ma quei lettini dalle strutture metalliche rimangono vuoti,di pazienti,di materassi,di sacchetti per le infusioni endovenose,di cardiofrequenzimetri e di tutte quelle forniture mediche di base che sono necessarie in ogni struttura sanitario.Certo,le attrezzature sono state acquistate,ma rimangono bloccate nella città occupata di Ramallah,in Cisgiordania,a seguito del divieto israeliano di trasgerire a Gaza.L'anno scorso i costi di servizio di al-Awda sono triplicati.Le difficoltà sono aumentate dopo il conflitto tra Fatah e Hamas e le chiusure all'inizio dell'anno scorso,riferisce Nehal Mehanna,capo del servizio di alo-Awda, parlando con la IPS (Inter Press Service) e aggirandosi per la stanze vuote.Israele blocca tutte le forniture in ingresso a Gaza,da qualunque posto di controllo.Per fare un esempio,abbiamo aspettato sette mesi per far passare dei tavoli operatoti attraverso il check point di Erz-e si tratta di apparecchiature stoccate ad appena un'ora di auto.Ma abbiamo dovuto aspettare sette mesi.A volte le attrezzature ci arrivano attraverso la Croce Rossa,che però presta soccorso a svariate organizzazioni contemporaneamente.Quindi i suoi rifornimenti sono limitati.Insomma,la procedura è lunga e complessa,e sempre soggetta all'autorizzazione da parte delle a delle autorità israeliane".
 "Secondo il corpo medico di Gaza,da quando è stato imposto il blocco israeliano nel giugno del 2007 oltre 180 pazienti sono morti per mancanza di forniture sanitarie indispensabili.I palestinesi bisognosi di cure mediche contro il cancro, le malattie cardiache,le insufficenze renali o altre disfunzioni ,non possono fruire dei servizi richiesti-poichè Israele blocca l'ingresso a Gaza dei medicinali necessari alla chemioterapia,alla dialisi, ai trattamenti per il cuore.Per poter beneficiare di tutte queste cure sono costretti ad andare all'estero,in Egitto o in Israele.Ma il blocco israeliano ha sbarrato i confini ai pazienti provenienti da Gaza,persino di fronte a un'autorizzazione scritta o al coordinamento internazionale,causando morti che si sarebbero potute evitare".
 "Cerchiamo di fornire il miglior servizio possibile",riferisce Mehanna alla IPS.Qui abbiamo una collega,un'infermiera dell'ospedale ,affetta da insufficienza renale.Per quattro volte ha ricevuto l'autorizzazione scritta a lasciare Gaza per ricevere le cure in Egitto,ma gli israeliani le hanno rifiutato il permesso.Stiamo qui a sperare che possa andarsene a farsi curare.E' una nostra amica.E' una situazione difficile".
 "Lo staff ospedaliero di al-Awda ci informa che stanno finendo le scorte di anestetico.Il farmacista dell'ospedale,dottor Akram Naffar,mostra alla IPS le sue provviste segrete di anestetici,qualche scatoletta ammucchiata su un ripiano bianco libero nel retro del ripostiglio."ce ne rimane abbastanza solo per due,forse tre settimane,aggiunge."io non so cosa accadrà alla fine del mese.Possiamo solo vivere alla giornata".
 "Naffar spiega alla IPS che se Israele dovesse sferrare presto un nuovo attacco,la gente non potrebbe ricevere nemmeno le cure attuali".
"Se uno degli ospedali intorno a Gaza ha le medicine che ci servono per un'operazione o per prestare il primo soccorso,ci mettiamo a trattare,riferisce Naffar.Aggiunge che si tratta di un sistema pericoloso quanto avvilente,ma fintanto che non verrà revocato il blocco israeliano non ci sono alternative".
 "Mehanna riferisce che il personale medico di al-Awda è sottoposto a uno stress incredibile.Cerchiamo di fornire tutte le cure possibili,spiega.Abbiamo messo in atto una procedura per la ricezione di medicinali e forniture mediche.Ogni sei mesi redigiamo una lista e la aggiorniamo,ma ultimamente abbiamo avuto un bisogno sempre maggiore di materiale di primo soccorso.Abbiamo un reparto di ginecologia e ci servono medicinali per il travaglio e per il parto,oltre che per le emergenze:prevediamo nuovi attacchi e incursioni da parte di Israele,quindi dobbiamo tenerci pronti".
 "Riyad al-Adassi,dell'Unione dei Comitati di Salute di Gaza City,si aspetta un grave peggioramento della situazione.In 12 mesi sono morti 180 pazienti,e questo numero è destinato ad aumentare di giorno in giorno.In passato,ogni giorno 300 o 400 ricoverati andavano all'estero a farsi curare,ma ora riusciamo a far uscire Gaza a malapena una trentina di persone.E' vietato uscire.Esiste tutta una serie di liste d'attesa per ottenere i permessi speciali da parte di Israele".
 "La IPS chiede a Riyad al-Adassi di definire gli effetti della politica israeliana a Gaza,dal punto di vista del personale sanitario.In palestinesi vengono disumanizzati.Una volta avevamo il concetto di libertà,avevamo uno stato,lottavamo per i nostri diritti.Ora tutto si limita a procurarci di che vivere per noi e per le nostre famiglie.Viviamo in una giungla,e vivere nella giungla significa cercare di adattarsi per la sopravvivenza.Siamo tutti frustrati e repressi.Non c'è niente di salutare in tutto questo,nemmeno per Israele.E' qualcosa che prima o poi ci esploderà tra le mani.E chi se ne assumerà la responsabilità? Coloro che hanno in mano le chiavi dell'occupazione".
 Le condizioni di vita a Gaza vengono sistematicamente ignorate dai media americani.Negli ultimi due anni e mezzo,cioè dalla democratica vittoria elettorale di Hamas nel gennaio del 2006,i principali mezzi di comunicazione americani non hanno fatto in minimo accenno alla crisi sanitaria che devasta la Striscia di Gaza,eccezion fatta per il servizio della NPR,All Things Considered (Tutto considerato) ,trasmesso il 16 maggio 2006,e un articolo del Washington Times del 22 gennaio 2000.Gli americani sanno gran poco di questo vero e proprio campo di prigionia,che detiene nelle Striscia di Gaza un milione e mezzo di persone.
Il 15 giugno del 2008 il New York Times pubblicava in prima pagina l'articolo di Ethan Bronner dal titolo: "Come un anno ha cambiato Hamas e Gaza" (A year rehapes and Gaza).L'articolo era incentrato sulla descrizione di come il governo di Hamas avesse imposto leggi molto severe,come il divieto di avere comportamenti indecenti o di baciarsi in luogo pubblico.In sostanza veniva criticato il governo di Hamas in questo fondametalmente estremista,pur riconoscendogli una stabilità mai avuta prima.Bronner scriveva: "Premesso che Hamas afferma che non riconoscerà mai lo Stato di Israele,i suoi leader dichiarano che se Israele si ritirasse entro i confini stabiliti nel 1967,garantisse uno Stato palestinese nella striscia di Gaza,in Cisgiordania e nella Gerusalemme est,e rispettasse i diritti dei profughi ,Hamas potrebbe annunciare una tregua di lungo termine.Questo non si discosta molto dalle dichiarazioni del resto del mondo arabo a proposito della posizione di Fatah durante i colloqui di pace con Israele".
 Dato che il New York Times riconosce che Hamas è pronto ad accettare l'esistenza dello stato di Israele e che la posizione di Hamas in effetti non è piu radicale di quella di molti altri stati arabi,perchè cosi tanta parte degli americani vede Hamas come un'organizzazione terroristica votata alla distruzione totale di Israele?
 Nella mente di molti statunitensi le parole "palestinesi" e "Hamas" si traducono automaticamente in "terroristi" e "violenza".Una traduzione che non si è creata da sola.I telegiornali americani non fanno per rafforzare negli ascoltatori una forma mentis che disumanizza il popolo palestinese.Una disumanizzazione che spinge incessantemente a etichettare come organizzazione terrorista un governo democraticamente eletto.La Palestina è vista come un focolaio di violenza e di terrore.I media americani riflettono un ritratto dei palestinesi come carnefici anzichè vittime di un'oppressiva occupazione militare.Anche quando appare evidente che essi sono vittime dell'esercito israeliano,la televisione americana trova ilmodo per distorcere la realtà accusandoli di essere fautori di violenza.


LA COPERTURA MEDIATICA NEI CONFRONTI DI HAMAS
                                                                                                                              
Il 27 giugno del 2006 il Jim Lehrer Hour riportava la notizia di un commando di 3.000 truppe israeliane che erano appena entrate a Gaza.Il programma riferiva che gli aerei da combattimento israeliani avevano sorvolato Gaza isolando completamente tutti i confini.Dopo aver descritto l'intervento israeliano,tuttavia,Lehrer lo giustificava in quanto forma di punizione collettiva per la cattura di due soldati israeliani prima dell'invasione.Cosi confezionata,l'azione crudele di Israele nei confronti dei palestinesi,a Gaza nello specifico,diventava qualcosa di accettabile.
 il 3 marzo del 2008 la rete ABC riferiva dell'uccisione di oltre un centinaio di palestinesi nella Striscia di Gaza,giustificandola in quanto atto di rappresaglia per i missili lanciati su Israele da Hamas.I media americani si sono quasi sempre riferiti ad Hamas facendo ripetutamente ricorso a termini negativi quali:violenza,estremismo e terrorismo.
 Su Zmagazine del 5 febbraio 2008 Noam Chomsky,commentatore politico e professore al MIT (Massachussets  Institute of Technology),scrive un articolo intitolato "Elite Policy and the Axis of Evil" (La politica d'elite e l'asse del male),nel quale racconta come "in uno straordinario atto,a decine di migliaia il tormentato popolo di Gaza è evaso dalla prigione nella quale era stato confinato per mano dell'alleanza israelo-americana come punizione per il crimine di aver votato male durante le libere elezioni del gennaio 2006".Cioè non viene riconosciuto il diritto dei palestinesi a eleggere il proprio governo.E anzi,i palestinesi vengono puniti per aver eletto un governo che li appoggia cosi come difende il loro diritto all'autonomia,e che per di piu "non è in grado di ammettere che i popoli del Medio Oriente sono troppo arretrati per apprezzare la democrazia-altro principio,questo, che risale al vecchio "idealismo wilsoniano",attacca con veemenza Chomsky.
 Nella maggior parte dei telegiornali americani Hamas non viene nemmeno presentato come un  governo democraticamente eletto.Il 15 giugno del 2007 la CBS trasmetteva le immagini del caos che regnava su Gaza.Il servizio si riferiva al governo eletto di Hamas come un governo di coercizione: "I cecchini mascherati di Hamas hanno preso il controllo della Striscia di Gaza".Non solo veniva tralasciato il fatto che il governo Hamas fosse stato eletto dai palestinesi,ma gli aggettivi usati per descrivere Hamas creavano un'immagine cosi violenta da giustificarne la denigrazione.Nello stesso notiziario della CBS il cronista Charles Osgood intervistava Michael Oren,studioso di Medio Oriente,ribadendo il concetto che Hamas era responsabile di tutte le uccisioni e della violenza che tormentava Gaza: "Bisogna che Hamas smetta di terrorizzare il popolo palestinese"

domenica 17 marzo 2013

Se invece di Toni Iwobi queste cose le avesse dette un italiano...



Mi fa piacere che queste cose le abbia dette un nigeriano perchè è ora di finirla con la solita ipocrisia che si sente tutti i giorni sopratutto nel centrosinistra.Negli altri paesi l'immigrazione viene selezionata ,e li non ci sono al governo gli estremisti di destra,solo in Ungheria ci sono e tranne le battaglie che fa contro lo strapotere finanziario, di Orban condivido poco.
Dirò la mia sotto ogni risposta del leghista nigeriano Toni Iwobi.

da REPUBBLICA del 16/02/2013 -intervista a Toni Iwobi di Concetto Vecchio

Voce femminile registrata al centralino del comune di Spirano (Bergamo):" Se vuoi ascoltarmi in bergamasco premi il tasso zero".Pigiamo il 4 "segreteria" e chiediamo dell'assessore ai servizi sociali:Toni Iwobi.Si candida con la Lega alla regione Lombardia.Il suo slogan "vota Toni".

PERCHE' UN NIGERIANO DIVENTA LEGHISTA?

E' stato il federalismo a farmi innamorare.Vent'anni fa.E' l'unica salvezza per l'Italia.

ANGLOTEDESCO:il federalismo non è tutto.L'Italia deve tornare ad avere una propria moneta, non deve piu dipendere dalla Bce e deve nazionalizzare la Banca d'Italia.

MAI SUBITO IL RAZZISMO?

Assolutamente no,glielo dico con il cuore,il razzismo in Italia non esiste,e nemmeno nella Lega.

ANGLOTEDESCO
Qualche razzista c'è e il razzismo gratuito è stupido ,ma molti vogliono ingigantire le cose e chi sono? Gli ambienti di catto-comunisti.Secondo voi lo fanno per solidarietà? assolutamente no, se qualcuno (non io perchè faccio dell'altro) si prendesse la briga di andare ad indagare nella grande "industria della carità italiana" si scoprirebbe di tutto.Prostituzione,droga, immigrazione clandestina e disperati usati per intimidire qualche loro rivale.Sembrano il nuovo Papa argentino Bergoglio:con una mano ti do con l'altra ti tiro via.Giusto il post scritto da Paolo Barnard qualche giorno fa sul suo
blog:http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=599

E' STATO FORTUNATO.

Se un partito cerca di regolare alcuni aspetti dell'immigrazione questo non vuol dire che è razzista.

ANGLOTEDESCO:giustissimo.Ma l'Italia,come sappiamo, è un paese ipocrita.

LEI COME CLASSIFICHEREBBE LA FRASE:"NIENTE CASE AI BINGO BONGO?

Chi l'ha detto?

ANGLOTEDESCO:l'ha detto ma non vanno presi sul serio,i leghisti non farebbero del male ad una mosca.Hanno firmato il Trattato di Lisbona, questo bisogna fargli notare.

BOSSI

Mai sentito! Ma per l'amor di Dio io non voglio entrare in questa cosa.Ragazzi dai! Provi andare in Nigeria senza passaporto:non la fanno entrare.

COME LIMITEREBBE I FLUSSI?

Ho amici che vengono qua senza lavoro,senza documenti, ne un tetto:come potranno sopravvivere? Pensare il contrario è buonismo totale.Chiamerebbe a casa sua una persona che poi sta male?

ANGLOTEDESCO:come in Svizzera.E li non comandano i nazi-fascisti.

PER IL SUO COLLEGA GENTILINI I GOMMONI DEGLI IMMIGRATI DEVONO ESSERE AFFRONTATI A COLPI DI BAZOKA.

Abbia pazienza! Dai! Vuol farmi dire che la Lega è razzista?

FACCIA LEI.

Bisogna aiutarli a casa loro,quello è il loro Habitat naturale.Io guardo la realtà e dico che nel mio comune ne vedo di italiani che soffrono,prima vengono loro".

ANGLOTEDESCO:giusto.Si spenderebbe meno.Tutti cercano di nascondersi ma nessuno fa qualcosa di concreto per evitare di acquistare armamenti.

DA QUANTO TEMPO E' IN ITALIA?

Dal 77',grazie a un amico.Dalla Nigeria ero andato a studiare negli Usa,e da li a Bergamo:qui ho fatto lo stalliere,il manovale,lo spazzino ,ho sposato Lucia,operaia,abbiamo due figli e due nipoti.Ho fatto fortuna,sono imprenditore nell'informatica:otto dipendenti.

LEI E' UNO SPOT PER QUELLI CHE SOGNANO UNA VITA MIGLIORE,NON TROVA?

Benissimo ragazzi.Ma io sono entrato con un regolare passaporto,questi vengono stipati sulle navi come sardine.E' giusto? Aiutiamoli a casa loro.

I SUOI AMICI DI COLORE COSA DICONO?

Sono contenti di me, ma guardi che io ho buoni rapporti con tutti, anche con i comunisti.

ANGLOTEDESCO:esempio di persona straniera perbene.Bisogna essere democratici, vanno trattati tutti allo stesso modo...ma chi rispetta la legge.

venerdì 15 marzo 2013

La produzione industriale italiana nel 1981-82



Grazie a quel Beniamino Andreatta molto stimato da Romano Prodi e da quasi tutto il centrosinistra ,C'è già stata la divisione tra Banca d'Italia e Tesoro che ha portato lo stato italiano,poco alla volta ,alla rovina ,essendo costretto ad offrire sul mercato i suoi titoli di stato alle stesse banche che li acquistavano in passato,ma a tassi piu alti, da li è cominciata anche la svendita dell'Italia ai tedeschi e francesi.Ma di questo non frega nulla a nessuno visto che il problema principale, leggendo e sentendo radio è tv, è la legge elettorale.
Mi piacerebbe avere ora i problemi che vengono elencati in questa enciclopedia del 1981-82.Per via del Meridione la disoccupazione italiana è sempre stata alta,ma al Nord le cose andavano diversamente.In Lombardia,Veneto e nella mia Emilia-Romagna la disoccupazione giovanile era quasi vicina allo 0% e le fabbriche che ora sono in crisi (qui In Emilia Romagna la Ducati,Lamborghini e tante altre) allora davano da lavorare a gente del nord e del sud senza bisogno degli stranieri come si sente dire adesso dagli ambienti catto-comunisti o da molti imprenditori bugiardi e disonesti.

da ENCICLOPEDIE RIZZOLI

Il 1981 non è stato,complessivamente,un buon anno per il settore industriale.La recessione che dura da mesi sembra in un primo tempo attenuata in novembre,quando l'ISTAT indica un aumento della produzione del 3,3% rispetto allo stesso mese del 1980.Ma i segnali che provengono dal lato delle imprese sono allarmanti e allarmati.A metà dicembre il presidente della Confindustria,Merloni,si appella al governo perchè il Consiglio dei ministri esamini i gravi problemi in cui si dibattono le imprese,dovuti appunto alla crisi recessiva in cui si trova l'economia.La Confindustria fornisce dati di cadute produttive in tutti i comparti: -13% per l'auto; -12% per le macchine elettriche, -8% per la metallurgia, gomma,legno e mobili; -7% per le macchine utensili; -6% per la chimica e -5% per l'abbigliamento.Secondo gli industriali,accanto alle preoccupazioni per la caduta della produzione si annidano altri pericoli,quali la crisi finanziaria che sta contagiando l'intero settore,provocata dagli alti tassi d'interesse,la scarsa disponibilità di credito dovuta al sempre piu massiccio prelievo del Tesoro per la copertura del deficit,i mancati pagamenti per migliaia di miliardi da parte degli enti e delle imprese pubbliche.
I dati per l'intero 1981 confermano questi timori.La caduta della produzione industriale nell'anno viene calcolata dall'Ista nel 2,5%.Qualche lieve segno positivo in dicemvre sembra però confermato il passaggio dalla fase piu acuta della recessione produttiva a una sostanziale stagnazione,con un lieve incremento dell'indice rispetto al dicembre 1980,pari allo 0,3%.Il bilancio consuntivo per il 1981 è però di accentuata caduta  dell'attività.Tutti i settori segnalano generali flessioni produttive,sopratutto quelli delle calzature,del legno, della gomma,del vestiario e abbigliamento,del mobilio,con l'eccezione delle fibre artificiali e sintetiche che risultano in controtendenza.Questi i risultati produttivi, nonostante che nel corso del 1981 le grandi commesse ottenute  dalle industrie italiane all'estero siano ammontate ad oltre 12.000 miliardi di lire.E' una cifra questa che segna un record assoluto,nettmente superiore ai valori già elevati del 1980,quando fu raggiunto un totale di circa 8.000 miliardi di lire.E' stato calcolato che l'aumento di 4.000 miliardi nei due anni sia dovuto per metà circa a fattori monetari,legati alla perdita del valore della lira rispetto al dollaro,ma per l'altra metà sia dovuta a un ragguardevole aumnto in termini reali, ancor piu importante se si tiene presente che è stato ottenuto in un anno di congiuntura sfavorevole per l'economia mondiale.
AUMENTA LA PRODUZIONE ITALIANA
Malgrado nel mese di gennaio la produzione italiana di acciaio sia aumentata del 2,7% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente,ed abbia raggiunto i 2,2 milioni di tonnellate,ai primi di marzo le Acciaierie di Piombino chiedono la Cassa integrazione per 1.200 dipendenti.Quasi lo stesso periodo,le principali società siderurgiche europee associate all'Eurofer decidono di prolungare a tutto il 1983 l'accordo di autolimitazione volontaria della produzione di acciaio,che scadeva il 30 giugno 1982,contemporaneamente allo stato di crisi europeo dichiarato per la siderurgia comunitaria.Infatti,negli ultimi otto anni la siderurgia comunitaria.Infatti,negli ultimi otto anni la siderurgia europea ha perso oltre 200.000 addetti,circa un quarto del personale originariamente occupato,mentre il passivo delle imprese conunitarie operanti nell'acciaio è valutato intorno ai 6.000 miliardi di lire nel 1981.
Anche per l'Italsider,capofila del settore laminati piatti del gruppo Finsider ,il 1981 ha rappresentato l'anno peggiore.Viene così presentato un piano di risanamento,per l'aumento della produzione di acciaio da 10,6 milioni di tonnellate nel 1981 a 13,1 milioni nel 1985,mentre l'occupazione dovrebbe ridursi da 45.200 a 43.700 unità.Il programma prevede anche investimenti per 2.022 miliardi di lire.
In occasione dell'avvio in tempi brevi del quinto forno siderurgico di Taranto,il piu moderno d'Europa, il ministro dell'Industria Marcora chiede a fine maggio alla Cee di aumentare la quota di produzione di cciaio italiano,aumento che viene consentito nella misura di 560.000 tonnellate.La cifra è molto inferiore all'aumento di 1,4 milioni di tonnellate chiesto dall'Italia,a causa della dura opposizione della Germania federale.La situazione si aggrava l'11 giugno,quando il Dipartimento del Commercio Usa decide di applicare dazi compensativi su una parte delle importazioni siderurgiche dalla Cee.La decisione giunge improvvisa,mentre il commissario all'industria della Cee,Davignon, stava ancora negoziando con le autorità di Washington la conclusione di un accordo di autolimitazione delle vendite europee.L'accordo mirava a garantire ai produttori siderurgici della Cee una quota del mercato Usa pari al 6,7% ,contro un'offerta massima Usa del 5,5% e con l'attuale livello di presenza europea del 7% circa.
Il provvedimento è giustificato dagli americani con il fatto che le industrie europee ricevono sussidi dai rispettivi governi,sotto forma di esenzioni fiscali,conversioni di prestiti in quote capitali,interessi agevolati..L'industria piu assistita sarebbe la British Steel inglese,con il 40%,seguita da due compagnie francesi con il 30% e il 20%,e dall'Italsider con il 18%.Il provvedimento aggrava le già molte difficoltà dell'industria siderurgica europea:ai primi di luglio la Cee proroga per un anno il "piano anticrisi" per la siderurgia,che consente all'esecutivo europeo di fissare le quote di produzione che le imprese del settore sono tenute a rispettare.
Dopo la decisione del Dipartimento del Commercio Usa, iniziano le trattative tra Cee e Stati Uniti per un accordo,che dopo accesi contrasti è sottoscritto in ottobre pur tra malumori da ambo le parti che non lasciano del tutto tranquilli sul reale intento di mantenere poi fede ai patti.

giovedì 14 marzo 2013

L'IPOCRISIA DEL PD:"Umanizzare Bruxelles"



No cari amici del Pd,non ce la fate a fregare tutto il mondo,sopratutto Anglotedesco.Inutile che usate le buone maniere sapendo che il vostro popolo ,prima di tutto,non sa nulla di economia e dei trattati internazionali firmati e poi vi vota  perchè dall'altra c'è il "Nano di Arcore" che mente su Ruby o si lascia andare a frasi idiote.
Andate in televisione a sparare cavolate sull'Europa quando sapevate benissimo (Romano Prodi , Financial Times 2001) che saremmo andati incontro ad una catastrofe economica senza precedenti,ma ve ne fregavate e solo adesso parlate di umanizzare Bruxelles, ma fatemi il piacere...
La grande finanza mette in discussione la territorialità degli stati sovrani,creando grandi spaccature del mondo.Agli stati europei è stata tolta la sovranità ,cedendola quasi totalmente alla Banca Centrale Europea, che detta legge e non permette nessun aiuto non facendo da prestatore di ultima istanza.La Bce e l'euro,hanno provocato soltanto instabilità finanziaria nonostante mandate nelle trasmissioni televisive elementi come la De Micheli che prontamente viene ridimensionata da economisti svegli come Alberto Bagnai o Emiliano Brancaccio.
Non avete mai il coraggio di attaccare la Merkel perchè piu volte ha ridicolizzato Berlusconi,ma il suo paese ha potuto vantarsi di questa instabilità finanziaria.Lo loro stabilità interna ha attirato in Germania capitali a basso costo, ha utilizzato i paesi dell'Est,che avevano mandodopera specilizzata con bassi stipendi,per delocalizzare quote significative delle sue produzioni che poi vengono assemblate in Germania.
Perchè siti e giornali del Pd, non spiegate alla gente come stanno veramente le cose? Com'è stata costruita l'Europa, l'eurozona e quale erano gli obiettivi? Non serve a nulla dire "cerchiamo di rendere piu umana Bruxelles e di migliorare la vita dei lavoratori".

IN SINTESI QUELLO CHE IL PD NON TI DICE:

"L'aver costruito l'Europa sulla base di politiche neoliberiste,l'aver inventato una moneta unica su cui l'Europa politica non ha alcuna sovranità,è all'origine del disastro.Questa moneta viene gestita in piena autonomia dalla Bce,cioè da una banca privata che se ne frega dei bisogni della gente,a cui è fatto divieto di intervenire a favore degli stati.Questo ci lascia indifesi nei confronti della speculazione finanziaria e purtroppo grazie ad una crisi nata negli Usa si è potuta trasferire sui debiti pubblici in Europa.Sono state fatte delle scelte politiche-economiche disastrose da uomini stimati dal Pd come Carlo Azeglio Ciampi, Beniamino Andreatta, Romano Prodi.Poi ci sono scandali come Tangentopoli ma quelli non sono nulla in confronto a questi danni provocati dal passaggio Lira-Euro.

QUESTO INVECE E' QUELLO CHE TROVATE SUL SITO DEL PARTITO DEMOCRATICO:

UMANIZZARE BRUXELLES-di Sandro Gozi

Pensare che un vertice faccia veramente primavera illusorio. Ma una nuova stagione europea può cominciare
La crisi ha reso l’Europa più “umana”, non perché si è avvicinata ai cittadini, ma perché ha commesso una lunga serie di errori. Perseverare su questa via, però, la renderebbe diabolica. La primavera è alle porte e il vertice europeo è dedicato all’economia o, per usare il gergo comunitario alla “strategia annuale della crescita”.
Rimanere nel lato oscuro della crisi di fronte alla difficoltà crescenti di Francia, Italia, Olanda e in generale dell’intera zona euro sarebbe suicida. Pensare che un vertice faccia veramente primavera illusorio. Ma una nuova stagione europea può cominciare.
Certamente, a Roma noi democratici pensavamo di arrivare a questo appuntamento in condizioni molto diverse. Guardando al calendario europeo, questo vertice avrebbe potuto avviare un nuovo ciclo in tre tappe: vertice di marzo, elezioni tedesche in settembre e presidenza italiana dell’Ue nel secondo semestre 2014. In poco più di un anno, pensavamo di poter impostare un cambio di rotta di una nave europea sempre più incastrata nell’eccesso di rigore finanziario e nell’assenza di visione politica.
Non è andata così, ma questo non ci deve impedire, come abbiamo chiaramente chiesto a Monti, che ci rappresenterà a Bruxelles, di chiedere di passare dalle parole ai fatti, o meglio dalle Conclusioni – che seguono ogni vertice e che sono troppo spesso inconcludenti – alle azioni concrete, che invece sinora sono colpevolmente mancate. In particolare, la situazione politica ed economica del continente deve spingere la Ue a usare e concedere una maggiore flessibilità.
Del resto, la stessa Ocse in questi giorni ha ricordato un’evidenza: dato che la situazione reale dell’economia europea è peggiore rispetto alla previsioni, a Bruxelles l’Ue deve adattare alla nuova situazione politiche, percorsi e obiettivi. E a Roma è altrettanto urgente che il parlamento italiano discuta il prima possibile delle nuove priorità di politica economica, dell’occupazione e di finanza pubblica, dato che entro la fine di aprile dovremo presentare alla Commissione europea il nostro programma nazionale di riforme e il programma di stabilità.
Ebbene sì, l’Europa non si è affatto fermata neppure dopo le elezioni italiane e si aspetta che Radio Italia non si spenga proprio del tutto. Guardando ai punti all’ordine del giorno del vertice, allora, vi sono alcune priorità su cui Italia e Ue dovranno concentrarsi nel 2013; e su ognuna di queste ci sono specifiche proposte negoziali che l’Italia deve portare avanti. Dobbiamo innanzitutto rendere più flessibile e più favorevole alla crescita il risanamento del bilancio, escludendo ulteriori manovre correttive.
È una richiesta simile a quella già presentata da Francia e Olanda e che ha già portato a rivedere gli obiettivi temporali di Grecia, Spagna e Portogallo. Per l’Italia maggiore flessibilità potrebbe significare maggiore solidarietà, attraverso un sostegno diretto dell’Ue e maggiori margini di manovra per interventi specifici a favore della crescita e dell’occupazione, soprattutto giovanile.
Attuando finalmente la cosiddetta golden rule, annunciata al vertice di giugno 2012 e mai resa veramente operativa: per non computare come spesa pubblica determinati interventi a favore di investimenti e crescita; e, a cascata, per allentare il Patto di stabilità interno che sta soffocando i nostri comuni.
E facendo eventualmente ricorso anche ai nuovi accordi contrattuali tra Ue e stati di cui si discuterà al vertice per concordare un nuovo percorso di riforme socialmente sostenibile e condiviso. Si pensi ad esempio ai prestiti all’economia: per assicurare maggiore liquidità delle imprese italiane abbiamo richiesto di poter procedere a emissioni di titoli di debito pubblico con cui la pubblica amministrazione potrà pagare i propri debiti. Su iniziativa del Pd lo scorso anno abbiamo anticipato il recepimento della direttiva Ue sui pagamenti: ora dobbiamo negoziare con l’Ue gli strumenti per attuarla.
L’altra grande priorità è promuovere la crescita e la competitività nell’immediato e per il futuro. Impegniamoci allora ad attuare e pienamente le riforme strutturali già intraprese dall’Italia, ad esempio nel mercato del gas e delle farmacie, e a rafforzarle. E proseguiamo nella riforma e nella semplificazione della Pa e della riduzione dei costi della politica e della burocrazia, chiedendo però di destinare già oggi i futuri risparmi per ridurre il carico fiscale sul lavoro giovanile.
Chiedendo cioè di valutare il risanamento in modo più dinamico, meno rigido, in definitiva, per citare una parola famosa, meno “stupido”. Per dare un senso concreto poi alla lotta contro la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi dovremmo tener fuori dal calcolo del deficit italiano almeno per tutto il 2013 gli ammortizzatori sociali a tutela dei lavoratori e attuare rapidamente le varie iniziative a favore dell’occupazione giovanile concordate a Bruxelles a fine febbraio: per l’apprendistato, la formazione professionale, la mobilità transfrontaliera.
Penso in particolare alla “garanzia giovani”, che deve assicurare a tutti i giovani di meno di 25 anni un’offerta di lavoro, formazione continua, apprendistato o tirocinio entro quattro mesi dal termine dell’istruzione formale o dall’inizio della disoccupazione e che può venire co-finanziata dal Fondo sociale europeo. Il secondo passo, dopo questo vertice, passerà dalle elezioni tedesche e da un nuovo atteggiamento tedesco rispetto all’integrazione europea.
Oggi la Merkel dice no praticamente a tutto. Il nuovo governo tedesco dovrà tornare a giocare un ruolo europeo e magari se fosse un bel semaforo Rosso Spd, Verde e Giallo liberale la viabilità europea sarebbe certamente migliore. Il terzo ci riguarda direttamente, ed è la presidenza italiana dell’Ue da luglio a dicembre 2014. Nessuno ne parla, tranne il Movimento europeo italiano che ha lanciato il progetto Officina 2014.
In conclusione, una svolta europea è possibile, ma va costruita. Non può venire realizzata in modo radicale, ma impostata con i tre ingredienti indispensabili per qualsiasi politica europea di successo. Un progetto, una visione, un calendario. Helmut Schmidt diceva che se qualcuno ha delle visioni dovrebbe andare dal medico. Oggi è invece da folli non averne, di visioni, e accettare le medicine dei medici di Bruxelles e Berlino.

Fonte: Europa