Anglotedesco

Anglotedesco

venerdì 31 agosto 2012

Fascisti democratici



No comment...sono in vacanza

da www.ilmessaggero.it

Un gruppo di militanti del Movimento 5 stelle ha contestato il segretario Pd Pierluigi Bersani prima del suo intervento alla festa di Bologna. Appena il segretario è salito sul palco, gli attivisti hanno alzato cartelli con la scritta 'cercasi opposizione, richiesti: onestà, impegno, decenza, mani libere, astenersi Perdi Tempo', con la P e la D a imitare il simbolo dei Democratici. Sul retro, una stampata del post con cui Grillo aveva risposto a Bersani sui 'fascisti del web'. Tra i militanti del movimento, qualcuno indossava una maglietta con la scritta “Bersani Zombie” . All'arrivo dei grillini c'è stata la 'sollevazione' del pubblico della festa, che ha fischiato e ha gridato 'andatevene fuori'. Nel gruppo dei grillini anche il consigliere regionale M5S Giovanni Favia. Dopo alcuni momenti di tensione tra il servizio d'ordine della festa e gli attivisti del movimento (uno di loro è rimasto leggermente contuso cadendo; per lui è stato richiesto l'intervento del 118), Bersani ha iniziato il suo intervento. «Bersani ci ha invitato, e noi siamo venuti», ha poi spiegato Favia. «Non siamo venuti a bloccare o a impedire a Bersani di parlare. Volevamo sederci e mostrare il volantino. Poi i posti erano pieni e siamo rimasti in piedi. Ma senza fischiare o interrompere. Loro hanno iniziato a dirci 'dovete andarvene', hanno provato a strapparci i volantini. Questo è un atteggiamento fascista».

Alla fine, Bersani ha ridimensionato l'accaduto: I militanti del Movimento 5 stelle? «Non mi hanno disturbato affatto». Invece, nel suo intervento, il segretario del pd ha polemizzato duramente con Di Pietro. È «molto difficile» un ripensamento sull'alleanza tra Pd e Idv, ha detto. «L'abbiamo visto anche oggi. Le dichiarazioni di Di Pietro su Napolitano sono inaccettabili: devono tenere giù le mani dal presidente. È una cosa vergognosa».

giovedì 30 agosto 2012

La prima guerra contro l'euro (di Elido Fazi)



No comment...sono in vacanza

da LA TERZA GUERRA MONDIALE? -Elido Fazi (Fazi Editore)

La moneta europea era partita male.Dal gennaio del 1999,quando aveva iniziato al cambio di 1 euro= 1,18 dollari,all'ottobre del 2000 era stata in caduta libera,e questo aveva scoraggiato chi non gradiva l'eccessiva dipendenza dalla valuta americana.Saddam,o chi aveva ordito il piano in sua vece,aveva però scelto i tempi con precisione,prevedendo che la fase di debolezza dell'euro fosse ormai finita.La mossa del dittatore iracheno,infatti,avvenne la stessa settimana in cui l'euro raggiunse lo storico picco negativo di 0,85 dollari per 1 euro,ma già a metà del 2001 era risalito del 30%.
Subito dopo l'invasione dell'Afghanistan,Bush II avviò la campagna per trovare le armi di distruzione di massa in Iraq,che avrebbe poi portato all'operazione Iraqi Freedom.Io nel 2002 pubblicai un libro-intervista a Scott Ritter,un Repubblicano che dal 1991 al 1998 era stato a capo degli ispettori dell'ONU in Iraq,in cui si sosteneva che non c'erano armi di distruzione di massa nel paese,o se c'erano lui non se ne era mai accorto.Ritter non era un sovversivo,ma un marine con icapelli molto corti che aveva combattuto la prima guerra contro Saddam,Desert Storm.Alla presentazione del libro in Italia,un giorno prima che Berlusconi partisse per Mosca per una visita ufficiale a Putin ,invitammo anche il ministro Rocco Buttiglione,che aveva buoni contatti con il Vaticano,contrario alla guerra.Le dichiarazioni di Berlusconi a Mosca fecero scalpore su tutti i giornali del mondo.Infatti,secondo lui,non c'erano armi di distruzione di massa a Baghdad.Ma al ritorno,scendendo dall'aereo a Ciampino,dichiarò che i giornalisti avevano capito male. A nulla servirono le dimostrazioni di milioni di persone,scese in strada anche a Roma (c'ero anch'io con i miei figli) e le denunce di quelli come Ritter.
Gli Stati Uniti,il Regno Unito,l'Australia e la Polonia fornirono piu di 263.000 soldati,che il 20 marzo del 2003 invasero  il territorio iracheno e in pochi giorni presero il controllo del paese.L'allora segretario generale dell'ONU Kofi Annan sospese subito il programma Oil For Food e ordinò l'evacuazione dal territorio iracheno degli oltre trecento tecnici e funzionari che lo supervisionano.
Uno dei primi effetti dell'invasione fu perciò la revoca del programma nonchè la riconversione dei conti iracheni in dollari.Il petrolio iracheno tornava ad essere venduto esclusivamente nella valuta americana.

L'opinione diffusa fra gli analisti occidentali sulla posizione degli Usa in Iraq,almeno fra quelli che non credevano alle balle delle armi di distruzione di massa o alla favoletta della democrazia,fu sostanzialmente la seguente:Bush aveva deciso di utilizzare la forza per acquisire il controllo dei ricchi giacimenti petroliferi iracheni e al tempo stesso attuare il primo passo di una strategia che puntasse a ottenere un forte controllo geopolitico sull'area.
Quasi nessuno identificò nella rivalità tra dollaro ed euro una concausa dell'attacco.L'Iraq era il terzo paese al mondo per riserve petrolifere,con 115 miliardi di barili accertati.E rappresentava circa il 10% dell'intero bacino mondiale.Se tutto quel petrolio fosse stato venduto in euro,i contraccopli sulle riserve monetarie internazionali sarebbero stati rilevanti una vera valuta globale,ne avrebbe fortmente beneficiato.
"Da quando è chiaro che gli Stati Uniti hanno riacquisito il controllo dell'Iraq,si è percepito un gran sospiro di sollievo nelle banche d'affari della City". Aggiunse,sempre piu confidenzialmente:"Finalmente non dobbiamo piu preoccuparci del dannato euro".E infatti il dollaro riguadagnò subito terreno sulla nostra moneta.Il messaggio era chiaro:chiunque in futuro avesse cercato di vendere il petrolio in euro,avrebbe subito la medesima punizione.
Il Rais era stato giustiziato ,il petrolio iracheno ore piu che mai sotto il controllo americano e, sopratutto,veniva venduto di nuovo in dollari.Ma aveva lasciato dietro di sè un messaggio:una via per destabilizzare la valuta Usa (e di conseguenza la stessa economia americana) non era impossibile.
Il messaggio venne raccolto.

mercoledì 29 agosto 2012

L'arrivo dell'euro (di Elido Fazi)




No comment....sono in vacanza

da LA TERZA GUERRA MONDIALE? -Elido Fazi (Fazi Editore)

Durante gli anni Ottanta gli Stati Uniti forzarono la mano agli alleati per favorire ulteriormente l'ingresso in patria di capitali internazionali in un'ottica iperliberista.Nel 1984,Reagan abolì la deduzione alla fonte per gli interessi e i dividendi pagati ai possessori stranieri di asset americani per incoraggiare gli investitori internazionali a finanziare gli enormi deficit statunitensi.
Quell'estate c'era stata la crisi della lira e il dollaro era schizzato a 2000.Nonostante questo, volevo convincerla che l'Italia in quegli anni era diventata uno dei paesi piu ricchi del  mondo."Pensa che,nonostante il cambio sfavorevole,anche due come noi si possono permettere di fare gli americani",le dissi."Anche se il PIL ufficiale è solo una parte di quello vero, nessuno sa quanto sia grande la nostra economia "sommersa".Insomma ,anche se il PIL potrebbe ingannare,solo gli uomini politici,che non sanno spesso neanche cosa sia,fanno finta di accapigliarcisi sopra se cresce del 4 o del 5% ,qualcosa i dati devono pur significare:il PIL italiano,considerando solo quello ufficiale, è superiore a quello della Cina e dell'India messi insieme.E loro sono miliardi.Noi milioni"

Nel 1979 ,da un'iniziativa di Francia e Germania nacque il SME (Sistema Monetario Europeo),che ebbe l'effetto di stabilizzare i cambi delle principali valute del Vecchio Continente,seguito dalla creazione dell' 'ECU (European Currency Unit) ,una valute virtuale.Un processo che si arricchi nei decenni successivi,fino a culminare nel Trattato di Maastricht,firmato nel febbraio del 1992,tre anni dopo la caduta inaspettata del muro di Berlino.
Il cancelliere Kohl,al tempo, impose che il cambio del marco orientale fosse elevato al livello di quello occidentale.I calcoli degli economisti dicevano invece che il marco orientale valeva al massimo il 25% di quello occidentale.Molti,inclusa la Bundesbank,sostenevano che  una politica di parità avrebbe portato alla rovina e alla distruzione della competitività dei Lander annessi nel 1991.Il governatore della Bundesbank ,Pohl, che era contrario al cambio 1:1,rassegnò le dimissioni.Il cancellerie,al contrario,voleva mettere potere d'acquisto nelle mani dei cittadini della Germania orientale per far loro comprare auto nuove,la Trabant facevano schifo,frigoriferi ,televisori,tutte quelle belle cose che si potevano acquistare facilmente a Berlino Ovest.

Ma l'euro fu il prezzo preteso dai francesi per avallare la riunificazione e tenere attaccata la Germania all'Europa,frenando le ambiziose avventure e i sogni da grande potenza tipici dei tedeschi.Il Trattato di Maastricht fu firmato nel 1992.
Il nostro ,all'epoca, era ancora un paese attraente per gli investitori stranieri,se non per l'efficienza della sua economia,di certo per la dimensione dei suoi consumi.L'idea della tavola rotonda gli piacque cosi tanto che accettò lui stesso di estendere l'invito ai ministri.Vennero tutti,davanti agli occhi esterefatti dei dirigenti dell'Economist che assistevano per la prima volta a un evento del genere.L'idea convinse così a fondo gli inglesi che mi autorizzarono a replicarla in Spagna, Grecia e Portogallo.Ancora oggi,l'Economist continua a organizzare tavole rotonde con i governi di mezzo mondo.

L'euro nacque dapprima sui mercati finanziari,nel 1999, quando undici paesi europei presero di comune accordo una decisione.Stabilirono irrevocabilmente un tasso di conversione fisso fra le proprie valute nazionali,dando vita a un'unica moneta che avrebbe avuto corso legale per ognuno di essi,sostituendo quelle correnti.E nel gennaio del 2002 l'euro si materializzò anche nelle tasche dei cittadini ,acquisendo corso legale in Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia ,Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda,Portogallo ,Spagna.

martedì 28 agosto 2012

I consumi degli italiani nel 1980-81 (2 parte)



No comment...sono in vacanza

da ANNUARIO RIZZOLI 1981-82

L'EVOLUZIONE DEI CONSUMI VISTA DAL CENSIS

Per molti anni la letteratura sul consumo non è uscita da tre linee di affermazioni-riflessioni,in parte mutuate dalla letteratura internazionale,senza un adeguato collegamento e adattamento alla concreta realtà sociale italiana, e agli atteggiamenti individuali e collettivi in essa prevalenti:

- il carattere crescentemente di massa del comportamento di consumo

- il peso del meccanismo di induzione e persuasione piu o meno occultamente esercitato sul consumatore

-l'incidenza massiccia avuta dallo sviluppo del consumo di massa (con i suoi meccanismi di induzione ed omologazione) sul piu generale processo di "grande imborghesimento" svoltosi negli ultimi venti anni nella società italiana.
Al fine di sbloccare una tale situazione il Censis ha tentato di agganciare la tematica del consumo da fronti di analisi che in qualche modo  fossero,da un lato,piu articolati dei precedenti e,dall'altro,piu collegati alla concreta realtà socioeconomica italiana di questo periodo.In particolare si è cercato di capire e mettere in luce:

-Se e in che misura il carattere sempre piu composito e familiare del processo di formazione del reddito abbia comportato una "familiarizzazione" dei comportamenti di consumi sulla larga fascia dei beni e dei servizi di base

-Se e in che misura il fatto che nel reddito familiare confluiscano redditi provenienti da piu membri della famiglia faccia si che ognuno di essi tenda ad esercitare una spinta di autonomia nei consumi specificamente personali

-Se e in che misura tali caratteristiche di sovrazzoccolo dei consumi di natura piu personale si ricolleghi alla grande vitalità delle piccole imprese.
Nell'indagine del Censis si è quindi tentato un collegamento del comportamento di consumo con la realtà familiare,con i processi di formazione del reddito,con la personalizzazione e modularizzazione del mercato del lavoro,con la stessa struttura del sistema di imprese.L'indagine Censis su di un campione di 2.000 famiglie di 11 diverse strutture (anziani soli, giovani con figli,adulti con piu figli,famiglie con 3 generazioni presenti, ecc) individua per avvalorare l'affermazione che il nostro è ancora un "grande paesone" 5 tipi di comportamento anche se ribadisce il contenuto economico del fatto del consumo:questi poggia su di un fatto strutturale,il reddito.La propensione all'aumento del consumo non riduce quella al risparmio.
Malgrado l'inflazione galoppante,piu del 51% delle famiglie intervistate ha risparmiato qualcosa,nell'anno, precedente ,privilegiando il deposito bancario sotto la forma di conto corrente sia di risparmio vero e proprio.Il signor X italiano nel momento dell'acquisto ha ancora ben radicato il concetto del "vicinato" :acquista nei negozi intorno a casa.I beni durevoli di base presenti in casa sono "cristallizzati" e presenti anche nelle famiglie con reddito tra gli 8 e i 20 milioni.Il consumo alimentare è "semplice".Il 91,4% non ha mai acquistato prodotti macrobiotici e l'83% formaggi francesi.Infine,ma è il dato piu importante della fenomenologia del "grande paesone",se aumenta il reddito si consuma un pò piu di tutto,senza articolazioni significative.

LINEE DI TENDENZA

Una famiglia su 4 intervistata dal Censis ha ammesso di ridistribuire all'interno dei componenti piu del 30% del reddito perchè venga utilizzato con ampia autonomia di destinazione.Vediamo come sono spesi questi soldi premettendo che l'indagine ancora una volta conferma come la situazione della donna-coniuge soffra, nel paese,di un condizionamento socio-culturale pesante che si ripercuote anche nelle opportunità concrete offerte alla donna di agibilità di una sfera di autonomia nei comportamenti di consumo.Il capofamiglia personalizza il suo consumo acquistando in ordine di valori:benzina, manutenzione auto (61%) ,abbigliamento (56%), giornali e riviste, bar, ristorante, cinema, teatro  ,libri, sigarette, hobbies personali, viaggi,sport. Il coniuge invece: abbigliamento (60%), cinema e discoteca (59%) ,giornali, benzina, libri, bar, hobbies,sigarette, viaggi, sport.Va tenuto presente che per soddisfare questi bisogni ad esempio,nelle famiglie con un reddito da 10 a 12 milioni l'anno,solo il 21,8% ha una spesa pro capite mensile superiore alle 100.000 lire,mentre il 30,7% ha una spesa pro capite che va da 50 a 99.000 lire.

lunedì 27 agosto 2012

I consumi degli italiani nella stagione 1980-81 (1 parte)




No comment...sono in vacanza

da ANNUARIO RIZZOLI 1981-82

Sotto l'ottica dei consumi,l'economia italiana del 1980 è stata caratterizzata da due elementi strettamente congiunti:un aumento dei consumi privati del 4,8% e un tasso di inflazione che ha raggiunto circa il 21% ,distaccando così il nostro paese da tutti gli altri dell'area europea e internazionale industrializzati.La situazione si è poi notevolmente inasprita all'inizio del 1981 per alcuni provvedimenti e fatti di carattere interno o internazionale che hanno aggravato la nostra situazione economica.L'ascesa del dollaro ha reso piu care tutte le materie prime di importazione;in marzo (e poi in ottobre) il governo ha deciso la svalutazione della lira e tentando di arginare il buco della nostra bilancia commerciale ha piu tardi il richiesto,per la durata di tre mesi,un deposito previo del 30% sull'ammontare delle importazioni.

I cittadini lavorano sopratutto per consumare? Come si comportano quando si raggiunge un tasso di inflazione elevato? Risparmiato o spendono di piu? E cosa faranno nel futuro? A queste domande,e proprio quando la situazione economica si deteriora,cercano una risposta un pò tutti.Ed è per questo che anche nel 1980 il comportamento dei consumatori,i dati sulle spese private resi noti tra quelli dalla contabilità nazionale,diventano oggetto di dibattiti,relazioni ,studi e ricerche.

COSA ACQUISTANO GLI ITALIANI

L'italiano medio ha ridotto la propensione al risparmio e spende oggi quasi tutto il denaro che guadagna.Ecco il suo identikit,tracciato alla metà del 1981,dalla consueta Relazione sulla situazione economica del paese presentata al Parlamento.L'Italia ha aumentato il consumo di carne,di alcolici,di scarpe,di elettricità e di riscaldamento nonchè di automobili.Ha scoperto che è bello divertirsi,andare a teatro e godere di tutti i servizi ricreativi.Ha speso di piu per la sua igiene e la sua bellezza. Risultato? Un aumento dei consumi finali delle famiglie del 4,4% rispetto al 1979.Ma non ci siamo limitati a consumare beni nazionali,abbiamo anche aumentato dell'11,8% i consumi all'estero:viaggi ,vacanze;sono invece calati del 7,2% i consumi degli stranieri.L'espansione dei consumi delle famiglie ,è stato toccato il tetto di 206.825 miliardi a prezzi correnti (+ 265 sul 1979), ha interessato un po tutti i comparti,ma è stata piu accentuata proprio per i settori di forte importazione.

I CONSUMI DELLE FAMIGLIE

Come di consueto l'Istat alla fine del maggio 1981 ha reso noti i dati dei consumi delle famiglie italiane.Per i consumi privati di base ogni italiano ha speso lo scorso anno mediamente 266,824 lire al mese.La crescita reale della spesa pro capite,depurata dell'inflazione (21,1% il costo della vita) è stata del 4,8;nel 1979 infatti i consumi mensili furono di 211.821 lire.
Il dato piu interessante è la crescita del ritmo di incremento reale dei consumi.Il 4,8% di espansione della domanda finale registrato lo scorso anno è cioè superiore in quantità non marginale al 3,2% di aumento nel 1979 rispetto all'anno precedente.Almeno nella fascia cosidetta dei beni primari e di largo e generale consumo corrispondenti approssimativamente a quelli contenuti nel paniere del costo della vita,la propensione alla spesa appare quindi tutt'altro che compressa e anzi fortemente orientata all'espansione.Interessante rilevare che tale tendenza si è sviluppata parallelamente a un tasso d'inflazione record e nonostante la dinamica sempre piu accentuata dei prezzi.La spesa media mensile per abitante è risultata nel 1980 in Italia pari a 266.824 lire,di cui 84,347 per consumi alimentari e 182,477 per consumi non alimentari .In termini relativi l'incidenza della spesa per l'alimentazione è risultata del 31,6% mentre quella della spesa per l'alimentazione è stata del 68,4%.Tra i vari capitoli di spesa le percentuali piu alte riguardando la "carrne" (10,5%) per i consumi alimentari; i trasporti e comunicazioni (13,3%),l'abitazione (11,4%) ,il vestiario e calzature (10,4%) per i non alimentari.La  spesa media mensile varia da 301,648 lire nel Nord-Centro a 204,064 nel mezzogiorno

domenica 26 agosto 2012

CALCIO CRIMINALE.Sponsorizzazioni padane...






No comment...sono in vacanza

da PALLONE CRIMINALE-Simone Di Meo e Gianluca Ferraris (Ponte alle Grazie)


Nel nostro viaggio attraverso l'indotto del pallone criminale c'è anche spazio per una vicenda recentissima:tra le carte dello scandalo politico-finanziario che ha travolto i vertici della Lega Nord,infatti,c'è anche un episodio di sponsorizzazione calcistica.Secondo i giudici ,fittizia e realizzata (anche) con l'interesse della 'ndrangheta.Ma andiamo con ordine,perchè la storia è complicata e ricca di colpi di scena.
C'è stato un periodo, non molti anni fa,in cui a Pontedecimo,popoloso quartiere della periferia ovest di Genova,i tifosi sognavno in grande:acquisti di grido,sponsor generosissimi,l'erba sintetica sul terreno di gioco del vecchio Grondona,e la squadra locale che puntava apertamente a diventare la terza forza cittadina dopo Genoa e Sampdoria,con l'obiettivo della serie C2.L'euforia è terminata quando,sui conti di quegli anni,ha aperto un'inchiesta la guardia di finanza:il lavoro delle Fiamme Gialle si è poi tradotto in un'informativa riservata,trasmessa alla procura del capoluogo ligure verso la fine del 2011.Qui ha finito per incrociare il fascicolo che riguarda l'ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito,indagato per riciclaggio,truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita.
Secondo le accuse Belsito,tramite una delle sue società,la Effebi immobiliare,avrebbe foraggiato con sponsorizzazioni sovrafatturate la squadra genovese.Un comportamento al quale,peraltro,si sarebbero accodate decine di altre imprese.Lo schema scoperchiato dall'inchiesta,in mano al pubblico ministero Nicola Piacente,è in realtà piuttosto semplice e già ampiamente rodato in altri settori, anche se è la prima volta che se ne trova traccia pure nel calcio dilettantistico,e per giunta al Nord:la squadra fattura una certa cifra all'azienda che fornisce la sponsorizzazione,ma in realtà incassa una cifra piu bassa.Il resto viene dirottato su un fondo nero al quale attingono entrambi.L'operazione è utile a tutti a due perchè non pesa sul piano fiscale nei bilanci della società sportiva,mentre lo sponsor può scaricare per intero l'importo fatturato.Proprio quello che, nell'ipotesi dei pm, è avvenuto a Pontedecimo tra il 2006 e il 2007.La Effebi immobiliare,che faceva parte della galassia di società riconducibili a Belsito (poi rivelatasi una scatola vuota),avrebbe partecipato al sistema.Fin qui le accuse,respinte,è bene ricordarlo,da tutti i protagonisti dell'epoca,indagati e non ,compresa la società che oggi ha un'altra dirigenza.
Ma cosa c'entra la criminalità organizzata calabrese con questa storia? C'entra,perchè uno dei vecchi soci di Belsito nella Effebi si chiama Alex Girardelli, conoscente di Belsito,ex tesserato leghista e ritenuto dagli investigatori uno dei principali riciclatori di capitali sporchi delle 'ndrine (e in particolare della cosca De stefano) in Liguria.Secondo la DIA di Reggio Calabria, a un certo punto,il sodalizio tra Belsito e la famiglia si interrompe,e Giardelli senior inizia a lavorare nell'ombra per screditare l'ex socio del figlio.L'ipotesi degli inquirenti è che la brusca interruzione dei rapporti tra i due possa nascondere qualcosa che,magari ,ha a che fare col denaro dei boss.
Agli atti finisce una curiosa intercettazione,effettuata nel febbraio 2012 dal reparto operativo speciale dei carabinieri di Roma,nella quale proprio Girardelli senior si trova a commentare il famoso scandalo dei fondi della Lega Nord dirottati a Cipro e in Tanzania:l'uomo ,a un certo punto, fa riferimento a "quell'affare,il contenitore che Belsito ha fatto con il notaio" e che "se qualcuno indaga,chiederà conto a lui (cioè Belsito) e al notaio",e non a suo figlio.Quel "contenitore" è la Effebi immobiliare? E perchè un personaggio ritenuto vicino alle cosche se ne interessa tanto? Le sponsorizzazioni sono solo la punta dell'iceberg di un sistema attraverso il quale la 'ndrangheta,o uomini ad essa ritenuti organici,ripulivano il denaro con la complicità di politici e altri personaggi in vista? Domande alle quali dovranno trovare una risposta i magistrati.

venerdì 24 agosto 2012

Diamo un calcio nel sedere al FMI.Sei d'accordo Scacciavillani? (2 parte)




No comment...sono in vacanza

da AMERICA NO WE CAN'T-Noam Chomsky (Alegre)

In gran parte del Sud America Washington e la sua elite sono costretti a sostenere governi che sarebbero stati aspramente condannati,e anzi messi in difficoltà,non molti anni fa,un riflesso del generale spostamento verso l'indipendenza in America Latina.Le popolazioni indigene sono diventate molto piu attive e influenti,specialmente in Bolivia e in Ecuador,dove vogliono che il petrolio e il gas siano controllati dall'interno o,il alcuni casi,si oppongono semplicemente alla loro estrazione.Molte popolazioni indigene non vedono affatto la ragione per cui le loro vite,la loro società e la loro cultura dovrebbero essere messe in pericolo o distrutte perchè gli abitanti delle città del nord possono sedere sui loro Suv negli ingorghi di traffico.Alcuni vorrebbero anche costituire una "nazione india" in Sud America.Nel frattempo l'integrazione economica interna sta rovesciando schemi che risalgono alla conquista spagnolo,con gruppi dominanti e le economie latino americane legate ai poteri imperiali,ma non tra di loro.
E' anche possibile che l'America Latina possa riuscire a far fronte ad alcuni dei suoi seri problemi interni.L'America Latina non è semplicemente la vittima di forze esterne.E' nota la rapacità delle classi ricche della regione,come anche loro mancanza di responsabilità sociale.Gli studi comparati sull'America Latina e sull'Asia Orientale sono rivelatori da questo punto di vista.Lo studioso di economia internazionale David Felix scrive che gli schemi di consumo e la "concorrenza di status" delle èlite sono state molto diverse nelle due regioni:in America Latina e sull'Asia Orientale sono rivelatori da questo punto di vista.Lo studioso di economia internazionale David Felix scrive che gli schemi di consumo e la "concorrenza di status" delle èlite sono state molto diverse nelle due regioni:in America Latina c'è una frenesia,che in alcuni casi sfiora l'insaziabilità" per le merci di lusso straniere da parte delle classi alte orientate verso l'Occidente,in contrasto con l'orientamento delle società asiatiche verso le merci prodotte nel proprio paese.L'Asia,a differenza dell'America Latina,si è concentrata sulla "costruzione delle basi del capitale fisico e umano prima di occuparsi della produzione di beni di consumo durevoli".
La Corea del Sud, per esempio ,partendo da un reddito pro capite pari a metà di quello del Ghana nel 1960,è arrivata a diventare uno dei paesi di punta nella produzione industriale del  mondo,violando radicalmente le regole neoliberiste,compreso il controllo sugli scambi esteri (infrazione che poteva portare alla condanna a morte),mentre con vari mezzi "era proibita o fortemente scoraggiata la spesa per qualunque cosa non essenziale per lo sviluppo industriale" ,come osserva l'economista della Cambridge university Ha-Joon Chang.L'America Latina ha seguito una via completamente diversa.In modo non sorprendente,il miracolo economico della Corea del Sud ha rallentato quando la Corea ha cominciato ad applicare i precetti economici ortodossi dopo la crisi della fine degli anni Novanta.Queste misure includevano la liberalizzazione finanziaria richiesta da quella che Chang chiama "l'empia trinità":il Fondo monetario internazionale,la Banca Mondiale e l'Organizzazione per il commercio mondiale, tutte controllate dai padroni del mondo.

giovedì 23 agosto 2012

Calci nel sedere al FMI.Sei d'accordo Scacciavillani? (1 parte)



No comment...sono in vacanza

da AMERICA NO WE CAN'T -Noam Chomsky (Alegre)

Il Venezuela ha anche fornito petrolio all'Argentina,contribuendo ad allontanare una crisi energetica,e ha coperto quasi un terzo del debito argentino emerso nel 2005,un aspetto dello sforzo di tutta la regione per liberare i paesi dal controllo del Fondo monetario,dopo due decenni di effetti disastrosi dovuti all'osservanza delle sue regole.Il FMI ha "agito nei confronti del nostro paese come promotore e veicolo di politiche che hanno causato povertà e dolore al popolo argentino", ha detto il presidente Kirchner annunciando la sua decisione di pagare quasi un miliardo di dollari per liberare per sempre l'Argentina dal Fondo monetario.Violando radicalmente le regole del Fondo, l'Argentina ha goduto di una reale ripresa economica dopo i disastri lasciati dalla sua politica.
Ulteriori passi in avanti verso un'integrazione regionale indipendente sono stati compiuti con l'elezione di Evo Morales in Bolivia nel dicembre 2005.Morales si è mosso rapidamente per stabilire una serie di accordi sull'energia con il Venezuela.Si è anche impegnato a ribaltare le politiche neoliberiste con la Bolivia aveva seguito rigorosamente per 25 anni, e avevano lasciato il paese con un reddito pro capite piu basso di prima.L'adesione ai programmi neoliberisti si è interrotta in quel periodo solo quando le sollevazioni popolari hanno costretto il governo ad abbandonarli,come accadde quando seguì il consiglio della Banca mondiale di privatizzare l'acqua per "avere il prezzo giusto",privando tra l'altro i poveri dell'accesso all'acqua.
Dall'elezione di Morales nel 2005 i risultati economici della Bolivia sono stati impressionanti.Uno studio del Center for economie and policy research (Cepr) ha rilevato che nei quattro anni dopo l'entrata in carica di Morales,la crescita economica "è stata piu alta che in qualunque altro periodo degli ultimi trent'anni,con una media del 4,9% all'anno.Il Pil previsto per il 2009 è il piu alto dell'emisfero e segue il picco di crescita realizzato nel 2008,e con diversi programmi finalizzati a migliorare la condizione dei boliviani piu poveri".
Questi  sono stati indubbiamente i fattori decisivi nella rielezione di Morales nel dicembre 2009 con una maggioranza del 64% e con il 26,4% per il suo oppositore di destra,un incremento del 10% rispetto alla sua vittoria già senza precedenti nel 2005.

mercoledì 22 agosto 2012

In Missouri: free card,tv satellitare e accesso a siti porno per i preti pedofili




No comment, sono in vacanza....

da IL LIBRO NERO DEI PAPI (Newton Compton editori)

I sacerdoti cattolici con il vizietto della pedofilia hanno un tesserino di libera uscita,secondo quanto affertma David Clohessy della Snap,riferendosi al Vianney Renewal Center di Dittmer (Missouri).
Vianney è il centro di recupero per i sacerdoti cattolici colpevoli di abusi sessuali,Reyma McCoy,ex coordinatrice del programma terapeutico,ha detto ai giornalisti che vi alloggiano i piu pericolosi preti pedofili della nazione.Molti di questi non hanno mai fatto un giorno di galera.Li mandavano a Vianney i tribunali civili,i magistrati che giudicano sulla semilibertà e le diocesi di tutto il paese per sottoporli a intensa terapia sotto stretta sorveglianza.
Il centro è gestito dai servi del paracleto,un ordine cattolico,la sorveglianza non è effettuata da guardie,ma da altri sacerdoti i residenti hanno a disposizione la tv satellitare,l'accesso  a internet,addetti alla pulizia delle stanze e personale da cucina.Secondo la Mccoy,essi hanno potenzialmente libero accesso alla pornografia dilagante in rete, e godono della riservatezza della posta e dei telefoni cellulari.Ha rivelato Mccoy alla stampa: "Non che ne abbiamo il permesso,ma non c'è nessuno che li controlla".
Guardare la pornografia è una palese violazione del loro stato di semilibertà.Il Missouri Probation And Parole Board ha formalmente aperto un'indagine sulle pratiche in atto a Vianney.
David Clohessy della Snap definisce il centro "Un escamotage per scampare dalla prigione" e ha dichiarato ai cronisti che:
"Gli avvocati della chiesa e dei pedofili vanno dai giudici,dai pubblici ministeri e gli dicono:"ehi, assicuriamoci di toglierli dalla strada,saranno sorvegliati non costerà niente allo stato e tutti avranno dei vantaggi..."
Conoscete qualche altra professione che può permettersi una cosa simile? Un ispettore scolastico potrebbe forse dire:"Non rinchiudete in galera quell'insegnante pedofilo perchè abbiamo un centro di recupero in cui lo cureremo e alloggeremo?
Robert Carlson,arcivescovo di St Luis,non ha voluto commentare le accuse e ha spiegato che Vianney è un centro gestito da un diverso ordine cattolico e quindi non rientra nella sua giurisdizione.

TIM C.LEEDOM

FONTI:Missouri Probation and Parole Board;Snap

martedì 21 agosto 2012

Sto con Assange,anche se mi è antipatico (2 parte)



No comment,sono in vacanza....

da INSIDE WIKILEAKS - Daniel Domscheit-Berg (Marsilio)

UNA NUOVA STRATEGIA MEDIATICA PER IL LEAK SULL'AFGHANISTAN

Andai sulla chat e trovai Julian,al quale chiesi:"Ehi.cos'è questa storia del contenimento dei danni?" Ma all'improvviso Julian era sparito.E non sarebbe piu ricomparso nel corso dell'intera giornata.
Intanto le linee di tutti gli altri erano roventi.Cercammo in tutti i modi di venire a capo del problema.Penso di non aver dormito piu di dieci o dodici ore nei cinque giorni tra il mercoledi e il lunedi successivo.Anke viveva con uno zombie.
Da uno sguardo ai documenti risultava chiaro che pur eliminando tutti i nomi restavano comunque i nessi.Anche i contesti permettono l'identificazione delle persone.Se in un report,per esempio,era scritto che dei tre afghani catturati il 25 marzo 2009 nel villaggio xy uno aveva passato informazioni agli americani, era molto facile per i Talebani della regione risalire a quella persona e punirla.
90.000 documenti! Erano decisamente troppi.Come bozza non ce l'avremmo mai fatta.Avevamo  bisogno di un'interfaccia web in grado di semplificarci il lavoro di redazione.I nostri tecnici avrebbero quindi provveduto a sviluppare un programma con l'ausilio del quale una nutrita schiera di volontari grazie a un accesso sicuro ai documenti poteva oscurare i nominativi presenti.Per la pubblicazione in questione,tuttavia era troppo tardi per questo approccio,non c'era niente da fare.
Per fortuna i nostri partner giornalistici ci diedero un'indicazione decisiva.Ci chiesero di selezionare 14.000 dei 90.000 documenti e di metterli per il momento da parte.Si trattava dei cosidetti Threat Report.In questi report erano descritte gravi situazioni di minaccia sulla base di segnalazioni fornite da persone autoctone.Quando per esempio un afghano veniva a sapere che i ribelli si preparavano a compiere un attentato ,lo comunicava alle truppe americane.Le quali annotavano le informazioni indicandone la fonte nel loro Threat Report.Era evidente che  erano contenute in questi documenti le informazioni relative agli afghani che collaboravano con gli americani,e che potevano diventare facili prede delle ritorsioni dei talebani.
Solo occasionalmente comparivano dei nomi nelle rimanenti 76.000 schede.Varie fonti mediatiche hanno successivamente effettuato un verifica individuando un centinaio di nominativi.
Eravamo immersi nel lavoro fino al collo quando, il pomeriggio del giorno successivo,all'improvviso si rifece vivo Julian in chat.Disse che ci avrebbe informati quel giorno stesso sui nomi.Inoltre ci presentò un nutrito elenco di cose da fare:
1) Le URL devono essere standardizzate domani.La denominazione è stata standarizzata:Kabul War Diaries e Baghdad War Diaries.
2) Per quanto riguarda l'Afghanistan devono essere verificati gli elementi identificativi di informatori innocenti,contenuti sopratutto nei Threat Report.L'individuazione di questi elementi richiederà un bel po di lavoro.
3)Si deve procedere alla stesura di un riassunto succinto e di un comunicato stampa.Le nostre comunicazioni interne devono essere standarizzate distribuendo,qualora disponibili,cercapersone satellitari.Inoltre bisogna predisporre una procedura di emergenza via chat.
4)E' necessario testare l'infrastruttura connessa alla pubblicazione.
5)In varie versioni della banca dati sull'Afghanistan devono essere rimossi gli elementi identificativi.
6) Una copia completa della banca dati deve essere proposta come download
7) Si deve procedere alla distribuzione di Torrent e a una predistribuzione degli archivi.
8) I server di posta elettronica devono essere in perfetta efficienza.
9) Ufficio stampa e contatti devono essere standarizzati.

Queste sono le cose che bisogna fare per non subire uno scacco.E ora passiamo alle cose che dovremo fare per essere all'altezza della situazione:

10) Deve essere distribuito il front-end basato su Perl sviluppato da me e dal Guardian.Deve essere anche disponibile come archivio scaricabile.
11) Deve essere approntata una breve video-intro della durata di tre minuti.C'è già chi si occupa dei filmati e del montaggio,ma dobbiamo provvedere all'aspetto grafico (Google Earth, riprese a terra).
12)Le persone (giornalisti) che hanno lavorato con i dati devono essere intervistate in merito all'approccio lavorativo,la qualità e i limiti dei dati.Tra i 10 e i 20 minuti per ciascuno di loro.Non è necessaria alcuna preparazione.Questa  iniziativa è prevista a Londra,ma noi abbiamo bisogno anche di New York e Berlino.Non è difficile mettere a punto una linea guida per il materiale,e ci permette di aumentare lo status di Wikileaks come partner indiscutibile di queste tre grosse testate giornalistiche.
13) Bisogna rendere piu efficiente il lavoro degli uffici stampa e abbiamo bisogno di un elenco di portavoce (non solo noi) che possano parlare di questa tematica con competenza e sensibilità.
14) Deve essere verificato il sistema delle donazioni e spiegato con sufficiente chiarezza, deve essere indicata la casella postale australiana per gli assegni e menzionato anche il conto corrente bancario australiano.

Un portavoce del Pentagono aveva detto nel corso di una conferenza stampa che Wikileaks aveva "le mani sporche di sangue".Ma è emerso chiaramente che non c'è un solo informatore cui sia stato torto un capello a causa della pubblicazione dei documenti.Solo in un secondo tempo è stato reso noto che lo stesso Ministero della Difesa statunitense in una nota interna ha subito classificato come non pericolosi i documenti.Il suggerimento di lasciar perdere da parte i Threat Report ci era stato dato dai giornali.Per quanto riguardava il contenuto dei documenti non ce ne eravamo occupati piu di tanto,era un compito che spettava ai giornalisti.Nondimeno,Julian si sarebbe poi messo davanti alle telecamere per osannare se stesso e il suo processo di limitazione dei danni.
Si è infiammat un dibattito di portata mondiale in cui si chiedeva se questa pubblicazione avesse danneggiato qualcuno.Si è parlato molto meno dei contenuti,se si eccettua la prima ondata mediatica che si era occupata del merito,e la seconda,in cui altri hanno fornito le loro analisi dopo aver visionato il materiale.L'obiettivo sbandierato da Julian era quello di far cessare una guerra.Purtroppo siamo ancora ben lontani dall'averlo ottenuto.

lunedì 20 agosto 2012

Sto con Assange,anche se mi è antipatico (1 parte)




No comment,sono in vacanza....

da INSIDE WIKILEAKS - Daniel Domscheit-Berg (Marsilio)
UNA NUOVA STRATEGIA MEDIATICA PER IL LEAK SULL'AFGHANISTAN
Dopo aver sperimentato  tutta una serie di varianti,caricare dei documenti sul nostro sito senza comunicarlo a nessuno;arruolare dei giornalisti in WL;proporci noi stessi come organo d'informazione-questa volta volevamo dfare tutto come si deve.Avevamo davanti una pila enorme di documenti sull'intervento in Afghanistan.Nel caso di questi "diari di guerra",gli Afghan War Diaries,volevamo coinvolgere tempestivamente i media, rimanendo comunque noi a capo dell'operazione,e volevamo individuare dei partner prestigiosi.La scelta cadde subito sul New York Times.Per motivi strategici volevamo che fosse presente nell'impresa una testata giornalistica statunitense.A quel punto, ci siamo detti,perchè non puntare direttamente su quella piu grande?Il secondo partner in ordine di importanza era il britannico Guardian ,con cui Julian era in buoni rapporti.In Germania optamo per una collaborazione con Dier Spiegel,della quale mi dovevo occupare io.Marcel Rosenbach,Holger Stark e John Goetz sono giornalisti molto esperti e lavorano nella redazione berlinese dello Spiegel.Solo con la pubblicazione del video Collateral Murder avevamo attratto la loro attenzione,e a Re:pubblica 2010,una conferenza sul web 2.0 che si era svolta a Berlino,per la prima volta i giornalisti dello Spiegel avevano preso contatto con noi.Io misi loro a disposizione un laptop completamente criptato così avrebbero potuto conservare al sicuro i documenti.I nostri media partner si procurarono dei telefoni criptati.Ma non dovevamo mai utilizzarli per telefonare.
Da quel momento in poi ci incontravamo almeno una volta la settimana per aggiornarci vicendevolmete e per accertarci che tutto procedesse per il verso giusto.Con i giornalisti avevamo concordato una data in cui le loro e le nostre pubblicazioni sarebbero uscite in contemporanea.A quel 26 luglio 2010,mancavano ancora parecchie settimane.
Il termine previsto per la pubblicazione era un lunedi,per permettere al settimanale Der Spiegel di rispettare la sua normale scadenza.In compenso modificò completamente l'intero processo produttivo:la domenica non furono trasmesse copie preliminari ai deputati di Berlino e anche la versione ePaper era destinata a uscire successivamente.
Il mercoledi precedente la data prevista per la pubblicazione mi incontrai a pranzo in un ristorante italiano nella Behrenstrabe con Marcel Rosenbach e John Goetz.Non avevo per niente fame,ma ordinai comunque,per gentilezza,un primo.Mentre i due erano intenti a raccontare avvolgevo pacatamente gli spaghetti intorno alla forchetta.I giornalisti riferivano che le cose andavano per il meglio.Io guardavo con interesse come gli spaghetti si avvinghiavano in cerchi sempre piu ampi intorno alla forchetta."E voi, siete pronti?" mi chiese Goetz.
Presi un boccone e annuii.I due giornalisti dello Spiegel avevano l'aria di essere molto soddisfatti.Non so perchè,ma avevo una brutta sensazione.L'appetito svanì completamente quando i due mi chiesero a che punto fossimo con il processo di Harm Minimization,ossia contenimento dei danni." E' pronta la redazione?".
Io cascai dalle nuvole.Mi sforzai di non tradire il mio stato d'animo.Rosenbach mi ricordò che aveva concordato Julian di rimuovere i nominativi dai documenti.E che quella era la condizione richiesta imprescindibilmente da tutte e tre le testate:in caso contrario non si sarebbe potuto mettere online il materiale.
Io non ne sapevo niente.I nomi delle persone estranee ai fatti dovevano essere cancellati,mi sembrava logico e ne convenni con loro.In quella fase si era ripetutamente riproposto il problema che Julian non mi metteva debitamente al corrente di informazioni rilevanti,o lo faceva in ritardo.Ciò mi poneva in una situazione gli oggettiva difficoltà di fronte ai giornalisti.Era probabile che anche in questo caso la spiegazione fosse tutta lì.Mi precipitai a casa.
Mi misi subito in contatto con i nostri tecnici e i loro assistenti.Erano pieni di lavoro fino al collo,ma di quell'attività redazionale non avevano mai sentito parlare prima.E ora ci trovavano in un bel pasticcio.Gli articoli erano ormai pressochè pronti,e le tipografie stavano praticamente scaldando le macchine:era troppo tardi per fermare il processo produttivo.Sopratutto il magazine Der Spiegel ci avrebbe rimesso migliaia e migliaia di euro qualora fosse saltata la data di pubblicazione pianificata da lungo tempo nei dettagli.

domenica 19 agosto 2012

Intrecci perversi tra tifosi di calcio e criminalità organizzata




No comment... sono in vacanza

da PALLONE CRIMINALE-Simone Di Meo ,Gianluca Ferraris (PONTE ALLE GRAZIE) 


Un altro intreccio perverso tra tifosi e criminalità organizzata è quello svelato dalle indagini del pm della DDA Antonello Ardituro sugli scontri per la discarica di Pianura (Napoli).Una guerriglia di piazza scatenata,secondo le indagini,dalla camorra e da gruppi di tifosi,le "Teste Matte" e i "NISS" (Niente incontri solo scontri).Almeno inizialmente,alle proteste si erano unite anche tante persone perbene del quartiere (l'area possiede il non invidiabile record italiano di abusi edilizi), padri e madri di famiglia inconsapevoli,ovviamente, che i sit-in contro la riapertura dello sversatoio,chiuso danni,fossero manovrate da ambienti criminali.
In quelle calde settimane,con l'emergenza rifiuti a Napoli finita sulle prime pagine dei piu importanti giornali nazionali e internazionali e con la politica locale e nazionale imballata sul da farsi,il popoloso quartiere cittadino di Pianura decide di fare da solo.E decide per il no.Tutto il rione a ridosso della discarica di Contrada Pisani si trasforma in una trincea.Da un lato i barricadieri che vietano ai camion della nettezza urbana finanche di avvicinarsi,bersagliando non solo gli automezzi ma anche le vetture private,i bus e addirittura un'ambulanza, e dall'altra le forze dell'ordine in assetto antisommossa impegnate a contenere gli assalti degli antagonisti.Gli scontri e i corpo a corpo si sprecano, ma nessuno,in quei frangenti,sospetta che lo spontaneismo possa essere stato infiltrato da "agenti provocatori".
Mesi di indagini della DIGOS accerteranno che,insieme ai residenti e agli ambientalisti,le manifestazioni hanno visto la ben piu "nutrita" partecipazione di esponenti della camorra locale e di ultras del Napoli,stipendiati dal clan per trasformare la protesta in una intifada.Camorristi e tifosi uniti,insomma,per scopi tutt'altro che solidali con la popolazione pianurese.A chiarire il perchè di questo insolito patto dicollaborazione è stato un pentito del clan Lago.Un giovane camorrista di "belle speranze".Non il solito analfabeta primitivo che si deve far assistere da un avvocato o da un poliziotto per verbalizzare,perchè non conosce altra lingua che il dialetto,ma un criminale capace di esprimersi in un italiano corretto.Fluido.D'altronde,basta leggere quanto ha dichiarato per accorgersene.
La protesta, dunque.Un affaire di famiglia che fa comodo all'organizzazione:"L'abusivismo edilizio prima di tutto:con il quartiere paralizzato dalle barricate e con l'attenzione delle forze dell'ordine solo sulla protesta,potevamo continuare a fare costruzioni abusive senza che arrivasse un vigile.Una manna dal cielo".Anche (e sopratutto) per la casse della cosca.In contemporanea con la protesta,i forzieri del clan vengono inondati di piccioli."Il racket sulle costruzioni abusive, imposto comunque a imprenditori compiacenti,frutta al clan 80.000 euro al mese.Per questo in quei venti giorni ci fu il boom delle attività gestite dal clan,al di là del cemento abusivo,anche droga e racket agli esercizi commerciali [...]. Solo dai proventi del pizzo ai negozi circa seimila euro al mese".Logico che, in questo modo, l'obiettivo del clan fosse uno e uno soltanto:allungare i tempi della protesta e orientare la battaglia di strada verso le aree piu lontane possibile dai territori dove fioriscono i business fuorilegge.Come farlo? Foraggiando i gruppi di tifosi (l'ala movimentista dei NISS,in particolare) a suon di bustarelle da diecimila euro per formentare ancora di piu la guerriglia.
Fin qui la panoramica dei legami tra ultras e criminalità organizzata.Ma, come vedremo tra poco,le mani delle mafie,in Campania e altrove,sono in grado di arrivare anche molto piu in là.A quello che teoricamente dovrebbe rappresentare il cuore del calcio pulito.Ai settori giovanili.

venerdì 17 agosto 2012

Gli Eurobond della salvezza (Eugenio Benetazzo)




No comment...sono in vacanza

da NEUROLANDIA- Eugenio Benetazzo(Chiarelettere)                                                                                                                                                                                                                                                                          

La piu probabile exit strategy,o lo scenario ritenuto migliore,è quello che contempla la nascita e l'emissione dei famosi EUROBOND o Stability Bond,cioè obbligazioni sovranazionali emesse dalla BCE a un tasso stabilito,particolarmente contenuto rispetto per esempio ai tassi con cui si stanno attualmente rifinanziando Spagna,Italia e Irlanda.
Se i mercati apprezzassero questo nuovo prodotto finanziario sarebbe fatta? Quasi.Certo,le condizioni sarebbero malaccio,vi sarebbe infatti un prestigioso garante del prestito,la BCE,che può contare sia sulle riserve auree presenti in tutta l'UE sia sulla fiscalità diffusa dei singoli paesi per intervenire e supportare il proprio operato.
Se i mercati alzassero il pollice,questo strumento finanziario consentirebbe di raccogliere denaro fresco e di distribuirlo a cascata su tutti i paesi,dalla Germania all'Italia,dalla Spagna alla Grecia,a un tasso di finanziamento prestabilito uguale per tutti,per esempio tra il 2 e il 3%.I paesi che oggi sono in uno stato di oppressione finanziaria per il peso degli oneri di rifinanziamento del debito ne trarebbero grandi benefici,che riverberebbero sui rispettivi territori.
Prendiamo per esempio l'Italia,che ha un tasso di indebitamento medio tra il 6 e il 7% spalmato su varie scadenze:sfruttando l'opportunità degli eurobond,il nostro paese potrebbe rifinanziare tutto il suo stock di debito man mano che va in scadenza con un tasso di interesse medio stimato al 3%,quindi ridimensionato di quasi la metà il peso degli attuali oneri finanziari.
Gli EUROBOND sono avversati sopratutto dalla Germania,che non vuole accollarsi una parte del debito di stati ritenuti inaffidabili nella gestione dei conti pubblici e poco innovativi sul piano infrastrutturale.Uno di questi paesi è proprio l'Italia,che per beneficiare degli eurobond dovrebbe attuare riforme straordinarie per ridurre il costo elefantiaco dell'amministrazione pubblica,che ha un numero spropositato e indecente di dipendenti (oltre 4 milioni).E di conseguenza anche la pressione fiscale complessiva.                                                                                                                                                               

mercoledì 15 agosto 2012

David Icke e la grande menzogna dell'11 settembre (2 parte)



No comment...sono in vacanza


da COSPIRAZIONE GLOBALE-David Icke (Macro edizioni)

L'intero progetto consisteva nel creare un problema di enorme portata,uno stato di paura,terrore,confusione e "agitazione" al quale gli illuminati sarebbero stati in grado di fornire la "soluzione".Lo stato orwelliano.Una volta che ci si rende conto di questo semplice fatto i "misteri" e le "anomalie" che circondano l'11 settembre ma anche i periodi precedenti e successivi,iniziano rapidamente a dissolversi.Partendo da questo punto di percezione,ciò che accade quel giorno ha perfettamente senso.Leroy Fletcher Prouty era un uomo di enorme esperienza nel campo di operazioni speciali organizzate dall'apparato della sicurezza statunitense.Prouty aveva lavorato per l'ufficio servizi strategici precursore della CIA e nel 1950 fondò l'Air Defense Command,continuò a lavorare per la Cia e per nove anni fu attivo al Pentagono in qualità di Briefing per il segretario della Difesa,presiede il comitato di capi di stato maggiore delle 4 forze armate principale degli Usa:esercito,marina, aviazione,marines e capo delle operazioni speciali.


Nel 1973 fece pubblicare un libro:la squadra segreta in cui spiegava che la CIA era uno strumento a disposizione di una "eminente cricca" composta da industriali e banchieri,in altre parole,gli ibridi rettiliani.Prouty rivelò l'esistenza del programma executive action della Cia, specializzato nell'eliminazione dei leader politici stranieri "ostili" verso gli interessi americani (degli illuminati).Egli affermò che c'era questo gruppo dietro l'assassinio del presidente Kennedy, avvenuto nel 1963, sotto la direzione del suo capo, Edward Lasdale,che si trovava a Dallas.In veste di direttore d'orchestra ,coordinatore degli eventi.Prouty,che morì a causa di una "disfunzione d'organi" (in seguito a un intervento chirurgico) proprio tre mesi prima dell'11 settembre ,evidentemente aveva una conoscenza dettagliata sul funzionamento delle operazioni segrete.Ecco cosa disse riguardo alla questione "assassini",un concetto applicabile in egual misura anche ai fatti dell'11 settembre:

"Non c'è bisogno di curare la regia di un assassino.Lo si fa accadere e basta.Il ruolo attivo si gioca segretamente permettendo che esso si compia.E' questo il piu grande e unico indizio.Chi ha il potere di sorprendere o ridurre le abituali norme di sicurezza"

martedì 14 agosto 2012

David Icke e la grande menzogna dell'11 settembre




No comment...sono in vacanza



da COSPIRAZIONE GLOBALE-David Icke (Macro edizioni)

"Mi definirò un teorico della cospirazione quando tu ti definirai un teorico della coincidenza"-John Judge

Stavo visitando una zona di scavi antichi nel Doeset,in Inghilterra, quando venni a sapere da una coppia di Americani degli attacchi che sarebbero divenuti famosi come l'11 settembre".Era pomeriggio, ora inglese, dell'11 settembre 2001.

Mentre li ascoltavo raccontare brevemente i dettagli, a livello della mia mente,o meglio, del mio intuito,non ebbi alcun dubbio.Si trattava di un enorme problema-reazione-soluzione per far avanzare il programma globale su cu da ormai dieci anni andavo mettendo in guardia la gente.Mi recai a un appuntamento che avevo preso in precedenza con un guaritore alternativo,il cui studio si trovava a poche migliaia di distanza,e li vidi alla televisione qualche immagine che proveniva da New York.Piu ascoltavo,e piu il tutto diventava evidente.Quelli che condannavano gli attacchi attribuendoli all'operato di "terroristi islamici".In realtà ne erano i veri responsabili.O,perlomeno,sapevano che erano stati i loro "padroni" a organizzarli.Mentre guidavo verso casa,ascoltando le notizie che venivano date per radio,anche lo stadio successivo mi divenne penosamente chiaro.Ciò che era accaduto a new York, Washington e in Pennsylvania non sarebbe stato collegato alle azioni e alle risposte messe in atto allo scopo di dare una ulteriore spinta in avanti al controllo e alla repressione ai danni della razza umana.All'epoca non molti condividevano questi pensieri e punti di vista, che certamente non erano popolari.Qualche giorni dopo gli attacchi mi venne chiesto di partecipare a un programma radiofonico per una emittente di Los Angeles,perchè chi la gestiva aveva letto in internet cosa ne pensavo,ovvero che si trattava di un lavoro fatto dall'interno da elementi del governo degli Stati Uniti,da organismi a esso connessi e da altri collegamenti d'oltreoceano.Potete immaginare la reazione.Venni "intervistato" da una coppia di "deejay" e non riuscì a capire quale dei due quel giorno riuscisse a far funzionare il cervello.In pratica,"cosa vai blaterando?" Riassume egregiamente il loro modo di reagire.Feci notare che questo era esattamente il tipo di reazione che mi aspettavo,sbadiglio, sbadiglio, e feci loro una offerta che mi richiamassero dopo qualche settimana,e se non fosse successo A,b e C avrei ammesso che mi ero sbagliato.I due acconsentirono,ma il telefono non avrebbe mai squillato,perchè A,B e C accaddero veramente,ovvero il Patriot Act (Atto pattriottico),la "lotta al terrorismo" e altri assalti fondamentali alla libertà che ormai sono all'ordine e dal periodo immediatamente successivo.



Una volta che viene giustificato il problema-reazione-soluzione legato a un evento, e si conosce il programma di base che tale evento ha lo scopo di far progredire,predire il futuro in generale,e addirittura nei dettagli,diventa piuttosto facile.

Una enorme fetta di umanità,la stragrande maggioranza direi, in preda allo shock e allo sconcerto si è lasciata vendere la versione ufficiale dei fatti: 19 estremisti islamici hanno dirottato quattro velivoli civili utilizzando taglierini e coltelli di plastica (non sto scherzando).Hanno pilotato tre degli aereoplani fino a farli schiantare contro il World Trade Center e il pentagono,mentre l'altro è precipitato in Pennsylvannia dopo che i passeggeri si sono impossessati della cabina di pilotaggio.Questa storia è un'assurdità ed è stata subito demolita da ricercatori indipendenti ed esperti nel campo dell'aviazione,degli esplosivi,della fisica,dell'ingegneria e della progettazione edilizia.



-Gli aerei non furono guidati da piloti islamici,molti dei quali non sarebbero stati in grado di pilotare con competenza un Cessna monomotore a una scuola di volo per principianti.

-Le torri gemelle non crollarono a causa del calore prodotto dal fuoco.Vennero giu grazie a una demolizione controllata.

-Ci sono ancora molte domande senza risposta riguardo al fatto che il volo 77 abbia realmente colpito il Pentagono o meno.


Subito dopo gli attacchi,frutto di un'accurata preparazione,èlo stesso Tony Blair a svelarci con le sue parole il vero motivo dell'accaduto:

"E' una occasione da cogliere al volo.Il caleidoscopio è stato scosso,i pezzi sono in movimento ma presto si fermeranno di nuovo,prima che questo accada,riordiniamo il mondo intorno a noi".

lunedì 13 agosto 2012

Rita Milla, la donna "lucidata" da sette preti (2 parte)





No comment...sono in vacanza 

da TUTTO QUELLO CHE SAI E' FALSO (Nuovi Mondi)

 Il caso fu liquidato dai tribunali,che dichiararono decorso il termine processuale di un anno.Quando nel 1984,l'avvocato Gloria Alfred convocò una conferenza stampa per richiamare l'attenzione sul caso si venne a sapere che i sette sacerdoti erano spariti nel nulla.Ben lungi dal seguire le indicazioni che il Vaticano suggeriva in casi come questo (crimini indicibili) ,l'arcidiocesi di Los Angeles aveva ordinato a tutti di lasciare il paese e rimanere all'estero fino a nuovo ordine. Soltanto nel 1991 il ruolo dell'arcidiocesi emerse dalle rivelazioni di padre Tamayo,afflitto dal senso di colpa e dal rimorso.Le lettere venute alla luce nel corso delle indagini hanno a loro volta confermato che l'arcidiocesi inviava regolarmente denaro non a Rita,ma ai suoi violentatori che si nascondevano nelle filippine. Nell'agosto 2003 la bambina di Rita,Jacqueline Milla, che ora ha 20 anni, seppe finalmente che suo padre era Valentine Tugade,uno dei sette preti che avevano abusat d sua madre.Ciò che fu confermato da un test di paternità ordinato dal tribunale.Nel 1991 Tamayo,l'uomo che aveva plagiato la sedicenne, si scusò pubblicamente con Rita ammettendo il proprio coinvolgimento nella vicenda.La giovane ricevette come unico risarcimento un fondo fiduciario di 20.000 dollari predisposto dalla diocesi di Los Angeles nel 1988 a favore di sua figlia Jacqueline,ma ciò avvenne soltanto dopo che Rita accettò di non procedere nell'azione legale per calunnia contro un vescovo.L'avvocato della chiesa tenne a precisare che il fondo non era un'ammissione di responsabilità,ma "un atto di benevolenza verso la bambini". Inizialmente da parte della chiesa cattolica venne orchestrato dal cardinale Timothy Manning, arcivescovo di Los Angeles;la sua azione fu proseguita dal suo successore,il vescovo Roger Mahony,che coprì e finanziò a sua volta i preti fuggiti dall'arcidiocesi.Nessun provvedimento fu mai preso nei confronti del cardinale Manning da parte del cardinale Ratzinger e della sua congregazione per la dottrina della fede, e neppure nei confronti dei suoi subordinati o di Mahony e soci. In seguito Roger Mahoney fu nominato cardinale da Giovanni Paolo II,padre Tamayo,invece,venne espulso dal sacerdario da Mahoney,non per le ripetute violenze sessuali ai danni di Rita Milla,ma per essersi sposato con un'altra donna. Dopo il tribunale di Los Angeles ebbe stabilito che il padre della bambina era padre Tugade,il cardinale Mahony,respinse tutte le richieste di interrogatorio,nel corso di una visita a Roma,dichiarò a un giornalista italiano:"La mia politica è la tolleranza zero verso i preti che compiono abusi". Nel febbraio 2004 il Papa, rivolgendosi ai partecipanti a un convegno della congregazione per la dottrina della fede, si occupò della questione degli abusi sessuali,definendola "molto delicata e attuale".Parlò di un "notevole incremento" del numero dei casi e ricordò a coloro che lo ascoltavano che una volta dimostrata l'esistenza di un abuso,"la disciplina dovrebbe essere misurata in modo proporzionale alla gravità dell'offerta.Senza dubbio, il cardinale Ratzinger avrebbe potuto indagare e applicare la disciplina adeguata all'attuale cardinale di Los Angeles,che ha chiaramente complottato per proteggere i preti che adescarono e violentarono Rita Milla.Ma, ovviamente,non lo fece.

domenica 12 agosto 2012

Rita Milla,la donna "lucidata" da sette preti (1 parte)




No comment...sono in vacanza


da TUTTO QUELLO CHE SAI E' FALSO (Nuovi Mondi)

Nel 1984 negli Stati Uniti ,per la prima volta,fu intentata causa per "malaffare ecclesiastico" da una donna adulta,Rita Milla, che si rivolse a un avvocato di Los Angeles inaugurando un ventennio di rivelazioni sconcertanti sugli abusi sessuali.

Il documento segreto del Vaticano dal SANTO UFFIZIO e approvato da PAPA GIOVANNI XXII e guardava proprio un caso come Rita Milla:il crimine di un sacerdote che tenta di procurarsi favori sessuali da un individuo mentre ascolta la sua confessione.Gli abusi iniziarono quando padre Santiago Tamayo violò il sottile muro divisorio del confessionale e accarezzò i seni della ragazzina.Rita aveva 16 anni e voleva farsi suora,ma Tamayo coltivava per lei altri progetti e nei due anni successivi tentò sistematicamente di sedurla.Nel 1979, all'età di 18 anni, Rita aveva regolarmente rapporti sessuali col suo confessore,che per persuaderla le aveva detto: "Dio vuole che tu faccia il possibile per rendere felici i suoi preti...è tuo dovere".Padre Santiago allora iniziò a fare pressioni sulla giovane affinchè "rendesse felici" anche i suoi colleghi della chiesa di Santa Filomena di Los Angeles.Prima uno, poi un altro e un altro ancora: alla fine Rita aveva avuto rapporti sessuali con 7 preti.Nessuno di loro prese alcuna precauzione,nessuno le disse di assumere la pillola anticoncezionale.

Nel 1980 Riia rimase incinta.Padre Tamayo la convinse a trasferirsi nelle filippine per nascondere la gravidanza,mentre ai suoi genitori fu detto che andava all'estero "per studiare medicina".Il gruppo di sacerdoti le diede 450 dollari che doveva bastarle per rimanere sette mesi nelle Filippine e le intimò di abbandonare il neonato a Manila.Rità rischiò di morire di eclampisia,convulsioni che si verificano alla fine della gravidanza come conseguenza della setticemia.La sua famiglia scoprì la verità e riportò Rita e la neonata a Los Angeles,in precedenza il vescovo filippino Abaya aveva promesso alla ragazza un aiuto economico,non solo per coprire le spese di viaggio,ma anche per il mantenimento della figlia.

Quell'aiuto non si concretizzò mai e Rita si rivolse al vescovo Ward nella sua diocesi californiana.Neppure lui fu in grado di aiutarla.A quel punto Rita e sua madre intentarono la causa che sarebbe diventata una pietra miliare nella storia degli abusi compiuti da ecclesiastici.Volevano stabilire chi fosse il padre del bambino,fare causa al sacerdote e alla chiesa per circonvenzione d'incapace, frode e raggiro e "per proteggere altre giovani donne dal dolore e dalle sofferenze causate dai preti che abusano della fiducia loro concessa".

venerdì 10 agosto 2012

DI PIETRO:sbagliato inserire nell'indulto i reati finanziari.Tonino ha ragione




No comment...sono in vacanza


da POLITICI- Antonio Di Pietro (Ponte alle Grazie)

Prima di diventare ministro del suo governo avevo interrogato Prodi nel merito della vicenda relativa al finanziamento illecito ai partiti ai tempi in cui era presidente dell'Iri,si trattava di un'enorme Holding statale gestita da un management.Altrettanto grande e composito,dagli interrogatori emerse che Prodi non sapeva nulla delle operazioni poco trasparenti avvenute all'interno del calderone IRI.Dalle centinaia di documenti che ho analizzato non è mai venuto fuori il nome di Romano Prodi come quello di uno degli elementi della cricca.Quell'inchiesta la condussi in prima persona perchè mi sembrava strano che potesse esistere un vertice di un'azienda assolutamente inconsapevole di quanto avveniva sotto di lui.Invece si trattava di uno di quei casi in cui,approfittando dell'enormità dell'azienda e della buona fede di molte persone,un gruppetto di lavoratori aveva organizzato una struttura parallela che gli garantiva di guadagnare alle spalle dell'Iri stessa,in seguito ci si è accorti di quante cose del genere non siano avvenute soltanto in questa azienda statale,ma anche in molte altre realtà.




Nel 1996 Prodi fu indagato per abuso d'ufficio.Secondo l'accusa avrebbe favorito la società Fisvi,in quanto non in possesso dei fondi necessari all'acquisizione della Cirio-Bertolli-De Rica.Nel caso specifico di Prodi,posto che l'abuso di ufficio è un reato che per configurarsi deve includere anche il dolo,bisogna considerare il fatto che solo chi non lavora non sbaglia mai.Non c'è mai stata la prova che Prodi abbia voluto danneggiare una persona o favorirne un'altra.Ha semplicemente applicato le norme di legge,tant'è vero che è stato prosciolto,cosa che sarebbe successa anche con la norma in materia vigente fino al 10 luglio 1996,nonostante alcune malelingue dicano il contrario.



A conti fatti gli errori del governo Prodi furono sostanzialmente due.Il primo fu il non essere riusciti a produrre una legge sul conflitto di interessi, con la quale ci saremmo risparmiati anni di governo Berlusconi.Il secondo fu l'indulto,e fu probabilmente un errore ancor piu grave, e fu probabilmente un errore ancor piu grave,perchè in quel caso fu addirittura strumentalizzata una dichiarazione del pontefice Giovanni Paolo II,che aveva chiesto un occhio di riguardo nei confronti dei detenuti per motivi nobili,superiori celesti, aveva chiesto una legislazione in virtù della quale accanto alla giusta sanzione e alla giusta punizione fosse prevista la riabilitazione.Aveva chiesto una detenzione carceraria umana e accettabile,le sue parole,invece,sono state utilizzate per evitare che finissero in carcere persone che avevano commesso dei reati, non per migliorare le condizioni di chi in carcere c'era già.Per di piu l'indulto fa si soltanto che i condannati non vadano in galera,ma i processi vanno ugualmente portati a termine,quindi al non togliere lavoro ai magistrati si aggiunge la beffa dell'impunità dei potenziali colpevoli.Io penso che dovremmo impegnarci per fare in modo che le carceri diventino un luogo di risocializzazione,un luogo dove il detenuto possa mantenere la propria dignità intatta, ma che l'unico modo utile a far fronte all'aumento della criminalità sia la costruzione di piu penitenziari.Mettere in libertà detenuti o non incarcerare rei soltanto perchè mancano fisicamente i posti è una sconfitta per lo stato.Il risultato è stato che per 4 mesi le carceri si sono svuotate,dopodichè, avendo messo i criminali nella condizione di poter delinquere di nuovo, la situazione è tornata identica a prima.Al tempo ci opponemmo, con l'Idv, a questo provvedimento e,pur facendo parte del governo,manifestammo fuori dal parlamento contro la maggioranza che stava per emanarlo.Dimostrammo di non volere partecipare a quella scelta scellerata e i fatti ci hanno dato ragione.La cosa folle è stato inserire nell'indulto i reati finanziari e di corruzione giudiziaria,come se le carceri fossero piene di corruttori e non di microcriminali.Favorire alcuni personaggi,tra i quali Cesare Previti fu, a mio avviso, sia la causa che l'effetto di questa norma.

Grazie al governo Prodi,comunque, si è percepito un cambiamento rispetto agli anni immediatamente precedenti del governo Berlusconi.L'organizzazione americana FREEDOM HOUSE decretò l'Italia piu libera di prima dal punto di vista mediatico.L'informazione ,di fatto, si era finalmente divisa.C'era un'informazione critica da un lato, e un'informazione prezzolata e servile dall'altra,utile a una certa parte politica per screditare determinate persone.A Berlusconi va addebitato l'enorme demerito di aver sempre utilizzato le proprie televisioni per mandare all'elettorato messaggi strumentali e capziosi,spesso diametralmente opposti alla verità.Ha sempre utilizzato le sue televisioni generaliste per magnificare l'operato della sua parte politica e,quando è stato al governo,ha provato a fare lo stesso con le reti del servizio pubblico.Berlusconi è da sempre convinto del fatto che a forza di martellate la mente,il cuore, l'anima e i pensieri dei cittadini alla fine si riesca a inculcare determinate convinzioni.Riferendosi ad altri periodi storici,questa verrebbe definita propaganda dittatoriale.



Nel 2008 Prodi è stato indagato per abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta Why Not,condotta dall'allora PM Luigi De Magistris.Dopo avergli tolto l'indagine,la procura di Roma ha chiesto e ottenuto l'archiviazione,cosa che ha creato scalpore ma che avrebbe potuto fare anche De Magistris stesso dato che l'archiviazione è un atto che segue, per sua natura,le indagini.Queste vengono fatte per scoprire se è stato commesso un reato e chi è stato.De Magistris attraverso il filone di indagini denominato Why Not ha scoperto fatti reali,persone che commettevano reati e stava svolgendo accertamenti nei confronti di altre.L'indagine gli è stata tolta perchè è andato a toccare sensibili della pubblica amministrazione oltre che alcuni magistrati: ha turbato gli equilibri di un gruppo di personaggi che voleva continuare ad agire incontrollato.Prodi non ha mai criticato nè criminalizzato l'operato di De Magistris,gli ha semplicemente augurato buon lavoro,di questo gli va dato atto.Il trasferimento dell'indagine non comporta ne una sconfitta di De Magistris ne il fatto che Prodi sia stato favorito.A differenza di Berlusconi,non avendo nulla da temere,quando ha saputo che si stavano svolgendo le indagini Prodi non ha attaccato i giudici,ha dichiarato di avere fiducia nella magistratura e ha provato la propria innocenza.Si è comportato secondo il principio che ripeto da sempre:chi è innocente non teme indagini.Quando le archiviazioni sono conformi alla verità vincono anche i giudici.

giovedì 9 agosto 2012

DI PIETRO:" Grazie a Prodi per averci fatto entrare nell'UE"




No comment...sono in vacanza



da POLITICI- Antonio Di Pietro (Ponte alle Grazie)

Nel 1996 fui chiamato a fare il ministro dei lavori pubblici del primo governo Prodi.Da ministro qual ero,non mi trovai a dovere condividere necessariamente il progetto o il programma politico di quella specifica compagine politica.Il mio compitino era rappresentare il primo ministro ,Prodi,all'interno del ministero dei lavori pubblici,e farlo non in nome di un'ideologia,ma del ritorno alla trasparenza e all'efficacia.Questo avveniva nel ministero maggiormente coinvolto nelle inchieste di mani pulite,quello piu esposto al reato di corruzione,quello in cui erano girate piu tangenti durante tutto il corso della Prima Repubblica.Le opere pubbliche non hanno colore nè ideologie.Bisognava farle ripartire ,ripulendo contemporaneamente il mondo che fino ad allora le aveva gestire dal malaffare e dalla corruzione.Si trattava di raccogliere i cocci di un'esperienza traumatica,ritrovai,all'interno del ministero,persone con le quali avevo avuto a che fare ai tempi dell'inchiesta Mani Pulite.C'era un estremo bisogno di recuperare fiducia e credibilità,e ritengo di essere riuscito a dare uno scossone riuscendo ad avviare le pratiche per la ripresa della cantierizzazione con regole piu snelle di quelle allora vigenti, che avevano reso l'intera struttura un carrozzone burocratico così complicato da far scappare le imprese sane, piuttosto che attirarle.Tutto questo pur essendo rimasto ministro soltanto per sei o sette mesi.

E' stata un'esperienza tecnica che mi ha formato molto, che mi ha introdotto nel mondo della politica e dell'alta amministrazione e che mi ha fatto vedere la possibilità reale e che mi ha fatto vedere la possibilità reale di lavorare all'interno del sistema per correggerlo e non sempre e solo per metterlo sotto indagine,come quando facevo il magisstrato.Mi dimisi dopo poco tempo per ragioni di serietà,per permettere al governo Prodi di lavorare per tutti e 5 gli anni succesivi senza il carico di un ministro che veniva durissimamente attaccato con attività di dossieraggio, tentativi di vero e proprio killeraggio politico.La longa manus era quella di Bettino Craxi.Dopo di lui Berlusconi,Previti, il fratello Paolo Berlusconi ,Antonio d'Adamo e tanti altri ancora.E' una vicenda che dovrebbe essere assunta a esempio per spiegare come nel nostro paese si siano sviluppati due modi paralleli per fermare chi non si adegua al modello di potere piduista:o si cerca la morte fisica dei personaggi scomodi,o quella civile,attraverso la pratica del dossieraggio.

Ritenni opportuno dimettermi da ministro.Decisi di assumere la posizione e il ruolo del semplice cittadino che si difende nelle aule di giustizia,perchè ero e sono fermamente convinto che chi è innocente venga certificata nelle aule di giustizia.Se una persona è colpevole preferirà rimanere dentro la casta,confezionarsi leggi ad personam per non farsi processare.Solo chi sa di essere innocente può permettersi di affidarsi alla magistratura per dimostrarlo.

Mi trovavo a Instanbul a rappresentare il presidente del consiglio e il governo a un incontro multilaterale sul clima.Quando rientrai in albergo dopo una giornata di lavoro venni a sapere sul circuito satellitare,dall'indagine nei miei confronti e delle dichiarazioni rese da D'Adamo su Pacini Battaglia.Non mi arrabbiai nè gridai allo scandalo.A distanza di dieciminuti dal lancio della notizia al telegiornale mi dimisi con una lettera indirizzata al presidente del consiglio.Poi corsi dal giudice per farmi processare.

Il primo governo Prodi è stato un governo importante.Bisogna dargli il merito dell'essere riusciti a entrare nell'Unione Europa.E'stato proprio Prodi a volerlo con tutte le forze e a raggiungere l'obiettivo,ed era fondamentale riuscirsi,perchè altrimenti non avremmo mai potuto calmierare i prezzi e rimanere,pur con tutte le difficoltà che abbiamo,dentro al mercato.

martedì 7 agosto 2012

Finanza senza paracadute (2 parte)




No comment...sono in vacanza

da FINANZA SENZA PARACADUTE (Marco Onado)-Il Mulino

LE RIFORME E L'INTEGRAZIONE EUROPEA

L'EMERGENZA DEL 2011 SEMBRA AVER ACCELLERATO QUESTO PROCESSO,CANCELLANDO L'INTRODUZIONE DI NUOVE REGOLE DELL'AGENZA DEI VERTICI DI GOVERNO.CHE COSA ERA STATO FATTO FINO A QUEL MOMENTO PER RENDERE IL SISTEMA MENO OPACO E MENO SOGGETTO A CRISI DI TALE PORTATA?


I piu importanti e significativi passi in avanti sono stati,da un lato, la definizione del nuovo livello di supervisione macroprudenziale negli Usa,in Gran Bretagna e in Europa e,dall'altro,l'accordo sui nuovi criteri sul capitale minimo delle banche (il cosidetto Basilea 3) che hanno rimediato ai numerosi difetti impietosamente messi a nudo dalla prima fase della crisi finanziaria.Va anche detto che su questo fronte le autorità dei vari paesi hanno premuto con ogni mezzo sulle banche per aumentare i livelli di capitale fin dal 2010,anticipando così le scadenze (diluite inizialmente fino al 2016) previste dal nuovo quadro regolamentare.E' stato un bene,perchè solo così le banche europee hanno potuto superare in modo complessivamente favorevole,almeno dal punto di vista patrimoniale,lo stress test del luglio 2011 in cui abbiamo parlato.Per tutti gli altri aspetti,il dibattito è rimasto bloccato o sulla definizione delle norme generali o sui fondamentali dettagli regolamentari della riforma quadro approvata nell'estate del 2010 (è il caso degli Usa).

QUALI ERANO LE RIFORME IPOTIZZARE ALL'INIZIO DELLA CRISI E ANCORA OGGI SUL TAPPETO?


Già nel lontano 2008 Mario Draghi,da governatore della Banca d'Italia,aveva sintetizzato in 4 punti il piano di riforme a cui bisognava mettere mano:piu regole,piu capitale,meno debito, piu trasparenza.Mentre il FMI e il Financial Stability Forum formulavano raccomandazioni in tal senso, una proposta esplicita fu elaborata dal gruppo dei trenta, un organismo di cui faceva  parte il nostro Tommaso Padoa Schioppa,accanto ad altri personaggi del calibro di Paul Wolcker.Il rapporto spiega che occorre lavorare sui seguenti punti critici:"Deboli criteri di valutazione dei crediti e di sottoscrizione dei titoli; concetrazioni dei crediti estreme e talvolta non conosciute;valutazioni errate degli squilibri fra scadenze di attività e passività: uso selvaggio eccessivo della leva finanziaria anche fuori bilancio, spesso incorporata in prodotti finanziari poco compresi;fiducia non giustificata e  e non sostenibile in una liquidità di mercato senza limiti".Non è tutto:"meritano attenzione anche le lacune nella supervisione degli intermediari,nelle pratiche contabili e di gestione del rischio che hanno amplificato i cicli, i difetti del sistema di rating e le debolezze della governance dei singoli intermediari".Si tratta di problemi di lunga data,ma il rapporto spiega che ad acuire i loro effetti sono due elementi fortemente intrecciati:"Pratiche di remurazione molto aggressive e squilibrate che hanno incoraggiato l'assunzione di rischio in luogo della prudenza e prodotti finanziati altamente strutturati e sofisticati che hanno oscurato il rischio e l'incertezza a essi relativi,alimentando una fiducia ingiustificata e un estremo della leva finanziaria.

PERCHE' LE AUTORITA' NON SONO MAI INTERVENUTE PER IMPEDIRE GLI ECCESSI DI RISCHIO NON CONFORMI ALLE REGOLE GIA' ESISTENTI?

Una strana forma di sudditanza psicologica dei regolatori nei confronti dei regolati ha permesso che i primi accettasero di non sapere piu nulla di ciò che facevano i secondi.La autorità non erano piu in grado non soltanto di controllare il sistema finanziario,ma nemmeno di conoscere la situazione.Lo conferma una dichiarazione della banca dei regolamenti internazionali (BRI) risalente al giugno del 2007 (quando la crisi comincia a delinearsi) in cui la BRI dichiara agghiacciante che la dice lunga su quanto i regolatori sapessero dei soggetti regolati.

UN FENOMENO SU CUI PADOA-SCHIOPPA PUNTAVA IL DITO ERA LA CONCORRENZA AL RIBASSO TRA LE AUTORITA' DEI SINGOLI PAESI,CHE ALLENTANO LE MAGLIE DELLA VIGILANZA PER FAVORIRE LE PIAZZE E LE ISTITUZIONI FINANZIARIE NAZIONALI.L'EUROPA E' ANCORA PERCORSA DA SIMILI TENTAZIONI NAZIONALISTE?


E' proprio questo il punto.Finchè c'è l'Eba,o meglio, finchè i governi nazionali non riescono a demolirla,possiamo stare tranquilli.Però non basta che lascino sopravivere:sta proprio ai governi nazionali sostenerli  in modo esplicito e concreto i risultati dello stress test del 2011.

lunedì 6 agosto 2012

Finanza senza paracadute (1 parte)




No comment...sono in vacanza

da FINANZA SENZA PARACADUTE (Marco Onado)-Il Mulino

LE RIFORME E L'INTEGRAZIONE EUROPEA

PRIMA DI PARLARE DELLE RIFORME CHE ATTENDONO IL SISTEMA FINANZIARIO,CONVIENE DIRE DELLA RISPOSTA EUROPEA ALLA CRISI DEI DEBITI SOVRANI.PER COMINCIARE,BASTERANNO LE MISURE CONTENUTE NEL COSIDETTO "FISCAL COMPACT" A SUPERARE LE CONTRADDIZIONI DELL?UNIONE MONETARIA INTRODUCENDO UNA PRIMA FORMA D'INTEGRAZIONE FISCALE?

Il "Fiscal Compact" è stato approvato a gennaio da 25 paesi,che si sono impegnati ad accettare benefici e oneri del nuovo patto,fra cui l'impegnativa clausola sul pareggio di bilancio.Il fiscal monitor del FMI di ottobre 2011 diceva che fra tutti i paesi europei l'Italia era il paese messo meglio, anche rispetto alla Francia,dal punto di vista degli aggiustimenti che i paesi europei si stavano impegnando ad attuare.La questione aperta (non solo per l'Italia) è se quest'azione basterà,e sopratutto che effetti avrà.Si tratta infatti di una terapia eccezionale,ma apparentemente priva di strumenti di carattere straordinario,basata su rigore fiscale,interventi discrezionali della BCE e un nuovo fondo salva stati (Europea Stability Mechanism,esm) che ammonta a 500 miliardi,quando molti osservatori ripetono che ne vorrebbero almeno 1000.Ricordo che queste misure non hanno di mira soltanto l'uscita dalla crisi,ma la stessa sopravvivenza dell'unione monetaria.

STA FORSE SUGGERENDO CHE IL RIGORE FISCALE POTREBBE PORTARE PIU SVANTAGGI CHE VANTAGGI ALL'ECONOMIA E ALLA TENUTA DELL'EURO?

In effetti,il problema dei prossimi anni è quanto queste tre terapie,in particolare l'insistenza sul rigore fiscale,saranno sufficienti a far ripartire la crescita.In Italia,il successo di questa ricetta (rigore fiscale e liberalizzazioni oggi,crescita domani o dopodomani) non sembra affatto scontato.Sopratutto mi rifiuto di pensare che la priorità dell'economia italiana sia rivedere l'articolo 18:se c'è un problema che bisogna toccare,è l'asimmetria fra chi sta dentro e chi sta fuori dal mondo del lavoro;ma che la soluzione stia nella possibilità di licenziare,francamente non lo penso.C'è poi chi ritiene che liberalizzando taxi e farmacie l'economia possa ripartire,e mi pare una visione piuttosto ottimistica.A non crederci non è soltanto Susanna Camusso,ma anche il FMI. Basta andarsi a rileggere le dichiarazioni di Christine Lagarde.Nel famoso discorso di gennaio,in cui ha mostrato la borsa alla platea del meeting annuale del forum economico mondiale, ha detto in sostanza:il rigore fiscale rischia di portare nuova pressione.

CHE EFFETTI AVRANNO QUESTE MISURE SUL SISTEMA FINANZIARIO?

Una cosa che posso dire con sicurezza è che le banche centrali usciranno molto trasformate dalla crisi.Siamo entrati nella crisi del 2007 con un'idea di banca centrale concepita ancora come una tecnostruttura indipendente,che si occupa della politica monetaria,garantisce la stabilità dei prezzi e altre cose di questo genere.Ne  eravamo talmente convinti che l'abbiamo scolpito nel bronzo del trattato e dello statuto della Bce.A questo punto,l'indipendenza delle banche centrali stanno svolgendo una funzione di supllenza di ciò che i governi per ragioni politiche non riescono piu a fare,o perchè non hanno le risorse per misure dirette di rilancio (è il caso di Usa e Gran Bretagna) o perchè non riescono a trovare un accordo politico adeguato al problema del debito dei paesi europei periferici.Ma deviazioni così forti dell'ortodossia del Central Banking (la Bce negli ultimi tre mesi ha immesso un trilione di euro a 3 anni a un tasso dell'1%) non mancheranno di avere effetti permanenti e per ora difficilmente prevedibili sugli assetti di potere,anche politici.

domenica 5 agosto 2012

Lele Mora è depresso! Poverino...




No comment...sono in vacanza


da DETENUTI-Melania Rizzoli (Sperling & Kupfer)

Il direttore del carcere di Opera,Giacinto Siciliano, mi accompagna nel settore dei "Nuovi Giunti",un'ex infermiera che accoglie una dozzina di detenuti particolari, quelli considerati delicati e da tenere sotto osservazione,dato che di nuovi arrivi in questo istituto non ce ne sono,poichè tutta la popolazione carceraria proviene da altre cose circondariali dove i soggetti sono stati detenuti e dove hanno atteso la condanna definitiva.C'è silenzio in questa sezione,l'unico rumore che si sente è quello delle guardie nel box di vetro blindato che parlano tra di loro.

Ci salutano e ci accompagnano nel giro ispettivo con in mano l'anello delle pesanti chiavi dorate delle celle,quelle viste migliaia di volte nei film e telefilm polizieschi.

Arriviamo davanti alla ferrata del detenuto Lele Mora.Lui è li davanti a noi sdraiato a letto coperto fino al collo,immobile, con gli occhi aperti e lo sguardo fisso al soffitto.

Che sia sveglio e vigile lo si intuisce solo dal battito lento delle palpebre.

un agente lo chiama e lo avverte della mia visita.Lele Mora si scuote,si scopre e si alza subito,come uno studente diligente del collegio,scende dal letto dove era sdraiato tutto vestito, calze comprese,e infila un paio di zoccoli bianchi di plastica allineati li vicino, fermandosi in silenzio e in attesa,con aria mesta,quasi sull'attenti,mentre la guardia ci apre la porta della cella.

Io lo saluto e mi presento,gli chiedo come sta e se posso parlare con lui dieci minuti.

"Come sto può vederlo da sola,sono qui dentro...Sono dimagrito 31 chili e non riesco proprio a mangiare,mi si chiude la gola,ho di continuo un groppo qui..." dice facendo su e giu con le dita dal collo allo sterno.

"Sono molto giu di morale...penso di essere proprio alla fine..."

Lele Mora inizia a piangere,anzi le lacrime scendono dagli occhi,la sua espressione è sofferente ma attonita.

Ha il volto pallido che, anche se dimagrito,conserva quell'aria paffuta delle gote.Lo sguardo è mansueto e ha occhiaie profonde.

"Io speravo di andare almeno ai domiciliari,ho anche accettato il patteggiamento.Invece niente,mi tengono chiuso qui...io rispetto la magistratura e la giustizia,e ho commesso degli errori,certo, ho fatto bancarotta,ma in fondo non ho commesso nessun omicidio,io.E sono qui in galera come il mio vicino di cella,Olindo Romano, quello della strage di Erba condannato per quattro omicidi...per me è un'umiliazione e una punizione che non riesco piu a sopportare.

"Non riesco,non riesco a reagire.Le giornate scorrono così, io sono buttato in questo letto,non riesco a mangiare e non mi resta che piangere.Ma ora non ho piu lacrime..." Lele Mora indossa una maglietta girocollo bianca con sopra un golf di cachemire color tortora,caldo e morbidissimo,e un paio di pantaloni di tuta blu notte con la coulisse,molto chic,anch'essi di cachemire.

Sulla sua branda non c'è la coperta in dotazione del carcere,ma due plaid bellissimi, soffici e caldi,di cachemire italiano,un color cammello e uno blu notte, di quelli con le frange ai lati,e sul letto è appoggiata una vestaglia blu.Allora prendo le mani di Mora e sento che sono gelide.

"Ho sempre freddo qui dentro.Non perchè sia bassa la temperatura,ma perchè non mangiando sono debole;il medico mi ha detto che è per questo che sento sempre freddo,e che le mie estremità sono sempre ghiacciate".Ho ancora le sue mani tra le mie e le sue dite sono pallide,marezzate e tremano leggermente.Sulla parete dove è appoggiata la branda ci sono appiccicate con la colla,direttamente sul muro dipinto di verde,varie immagini di santi, cristi e madonne,oltre alla foto di Padre Pio benedicente con la mano forata dalle stimmate e con accanto, curiosamente,la foto,piu grande delle altre,di Moira Orfei,truccatissima e sorridente sotto la sua famosa torre di capelli cotonati e neri.

"Sono stato male e mi hanno ricoverato in ospedale il mese scorso.Devo dire che mi hanno curato bene,ho avuto problemi di cuore e di pressione,poi mi hanno riportato qui guarito, ma è la mia anima,quella che sta veramente male, per quella non riesco a fare niente nemmeno io.Sono qui che vegeto,aspetto,parlo con gli avvocati,mentre i giorni e i mesi passano.Sono stato dimenticato.Pensi che nessuno dei miei amici di una volta mi ha scritto.Nessuno.

"I colloqui? Si,li faccio, anzi sono stati molto gentili qui in carcere,sono venuti a trovarmi con dei permessi speciali alcuni collaboratori,pochi in verità, a me che ho fatto tanto bene a tanta gente...io ho fatto solo del bene,sa, non ho mai fatto del male a nessuno,mai,mai.Ma molti,moltissimi mi hanno dimenticato.Evidentemente non servivo piu..." aggiunge il manager con gli occhi pieni di tristezza.

Io porto a Lele Mora i saluti di alcuni conoscenti, gli riferisco che non è stato dimenticato e che molti lo difendono anche pubblicamente e manifestano il loro dispiacere per la sua vicenda.

"Mah,ho ricevuto solo poche lettere e pochissime visite.Di solidarietà ne ho visto pochina.Ma non è questo che mi fa star male.Sono io che ho paura di me stesso, di non reggere piu una situazione così pesante e drammatica per me".

Lele Mora ricomincia a piangere.Le lacrime gli scendono sul viso e gocciano sul maglione.Lui non le asciuga,le lascia cadere come se non le sentisse.

"Mia figlia sta male,ha avuto un tumore all'utero e alle ovaie,si sta curando, fa la chemioterapia e io non posso starle vicino,un motivo di grande amarezza per me".

Sul tavolino c'è il corposo libro I DIARI MUSSOLINI con in copertina la foto in primo piano del Duce con gli occhi sbarrati e lo sguardo penetrante.Chiedo a Mora se lo legge:"Si,certo,ma le leggo ogni tanto,me lo ha mandato Marcello Dell'Utri, un amico,lui si che non mi ha dimenticato...

"Certo che cercherò di mangiare,la farò per mia figlia che ha bisogno di me,ma non possono sforzarmi perchè altrimenti do di stomaco".

Il colloquio con Mora avviene al centro della sua cella,siamo in piedi,io, il direttore Siciliano,il comandante Fusco e la guardia che ha tra le mani le chiavi della prigione."Sono dimagrito perchè non riesco piu a mangiare,a deglutire.Sto perdendo interesse per il cibo e per la vita.Rinchiuso qui tutto il giorno mi sento inutile.Non è vita questa.E' un'umiliazione permanente".

Sulla parete,sopra le foto incollate,c'è una scaffalatura in finto legno,aperta e senza sportelli,dove sono riposti in ordine e ben piegati gli indumenti del detenuto Mora:molte magliette nere,biancheria bianca e grigia o grigia,pantaloni neri,qualche morbido maglione e un'unica giacca, nera, appesa a una stampella di plastica bianca.Non c'è nessun capo colorato.

Sulla maniglia della finestra è posato un accappatoio di cotone a nido d'ape,bianco e senza cintura.

Il bagno è ricavato in un piccolo antro della cella,inserito tra due strette pareti di cemento,è senza porta e si vedono allineati il lavabo,il bidet e il water privo di tavoletta.I sanitari sono tutti in acciaio,di una curiosa forma quadrata con angoli stondati,costruiti e montanti in un unico blocco saldato al muro.

"Scusate ma ho bisogno di sedermi,sono debole e mi fischiano le orecchie..." Mora è di fronte a me,barcolla e sbianca diventando piu pallido di prima,si siede sul letto ed è lievemente sudato.Io mi siedo accanto a lui,gli sento il polso che ha un battito debole e accellerato,ma a lui dico che è tutto a posto, che si tratta solo di debolezza da digiuno.E in effetti è così, solo che ha rischiato di svenire.Lo invito a bere. "Io dimentico anche di bere..."

Lele Mora fa una smorfia di dolore."Lei mi vede ridotto così, ma io non ero proprio così...Io mi sono sempre fatto forza e ho sempre affrontato i miei problemi con coraggio e responsabilità nella mia vita,ma ora non è piu cosi,penso proprio di non potercela fare.Lo sento".

Lo sconforto di Lele Mora è evidente.Io ripenso a mezz'ora prima, quando avevo fatto il giro del reparto sanitario del carcere con il direttore che mi illustrava la percentuale di malati e di malattie dentro quelle mura,un reparto che conta un totale di ben 70 detenuti con patologie di pertinenza psichiatrica.Anche Mora è assistito dallo psichiatra per timore di atti di autolesionismo.

"Si,mi vede lo psicologo tre volte a settimana,mi segue,ma io non riesco a riprendermi,a reagire.Sono come un automa.Mi sveglio la mattina e aspetto che si fa sera...io che ho lavorato tutta la vita,qui dentro non ho piu alcun interesse...".

Mentre ascolto queste riflessioni guardo Lele Mora e ripenso alla sua precedente vita dorata,a quando era circondati da amici e conoscenti,che in momenti come questi svaniscono come per incanto.E' proprio vero che la disgrazia è sempre orfana.

"Di amici ne avevo tantissimi.Tutti spariti.Sono qui da solo a combattere.Mi sento abbandonato.Dimenticato.Ho solo i miei figli che vengono a trovarmi.E gli avvocati".

E' arrivato il momento di congedarci.Gli raccomando di reagire e di tenere duro,e ci abbracciamo.

"Mi saluti molto suo marito,ci tengo.E grazie della visita".A questo punto io gli chiedo:"Ma scusi Lele,non vuole che io porti i suoi saluti a qualcuno dei suoi amici, a qualcuno a cui tiene in particolare?".

Lui mi guarda negli occhi,inclina il capo da un lato sulla spalla sinistra,senza parlare,tanto è il suo sguardo a farlo e finalmente abbozza un sorriso.Amarissimo,però.