Anglotedesco

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lunedì 30 aprile 2012

Auguri ad Isabella Santacroce

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Stamattina su una lavagnetta di una libreria ho letto che oggi è il compleanno della scrittrice Isabella Santacroce.La scoprìì intorno al  2006-2007 in una rivista (la foto qui sopra lo presa li)  e notai la bellezza di questa ragazza romagnola e mi incuriosì il modo molto strano di vivere, ragionando come se fosse una che vivesse in un altro mondo. La seguì per un po di tempo e acquistai (nel luglio 2007) questo suo libro che non ha nulla a che vedere con gli argomenti che tratto solitamente nei miei blog ma  volevo fare uno strappo alla regola.
La storia parla di un collegio dove ragazzine ne fanno di tutte i colori:orge, delitti, sogni erotici di qualsiasi tipo.Mi sembrava di aver sentito da qualche parte che la stessa Santacroce , da ragazzina, è stata in un collegio e... Spero di non aver capito male.

Un pezzo dell'unico libro che ho di Isabella Santacroce
 
da V.M 18-Isabella Santacroce (Fazi Editore)
 
LA PRIMA SETTIMANA E POSEIDONE IL FARABUTTO

Trascorsi in serenità la mia prima settimana all'interno del Collegio Delle Fanciulle:avevo pregato Cassandra e Animone di non invitare in stanza Creonte e Minosse,in quanto bisognavo con calma d'ambientarmi,perciò le mie due amichette svolsero i loro sessuali traffici con parsimonia,limitandosi a uno scambio di scabrose effusioni dentro la ceramica lilla dell'ovoidale vasca da bagno.
Assaporavo la libertà che m'era stata concessa,intrattenendomi nella quiete in attesa di giorni fecondi,gravidi d'impudizia,e m'alletavo pensandomi astratta,quasi un antico ricordo apparso dal nulla,quasi romantica.
Mi divertiva mostrare alle mie compagne di stanza una sconosciuta purezza,sfidare la loro brama d'avermi,di copulare in orge sontuose ricche di posture eccitanti.Scorgevo in loro una frenesia che si spalancava lasciando fuoriuscire aria grondante appetitosa libidine,irrefrenabile voglia di conoscere il risultato di un nostro carnale contatto,e d'osservare la forma della mia fascinosa fichetta,in grado di sconvolgere i sensi del maschio a tal punto da determinare il decesso.
Disarmavo siffatta urgenza di un corporeo congiungimento,rivolgendo sguardi sognanti alla flora del parco, sedendo sopra panchine nascoste da grandi cespugli,passeggiando nei momenti di pausa per i saloni dell'arredo sinistro,profumandomi il collo con essenze al mughetto:mi beavo notando la loro impazienza,l'incredulità che sfoggiavano osservandomi immersa in atmosfere grondanti svenevolezza,mitezza incomprensibile.
Prima d'addormentarmi,leggevo versi poetici tenendo la mano sinistra appena accostata alla spalla,e intanto che Cassandra e Animone si leccavano furiosamente,sperando di coinvolgere i miei sessuali appetiti,fantasticavo d'essere l'amante di un farabutto,che maltrattava il mio cuore straziandolo.
Occorrevo di quell'ingrediente per sentirmi completamente patetica, dall'intelletto adombrato dal sentimento,e la carne scossa dai brividi di una passione nociva e furente.
Occorrevo dell'uomo traditore,del sofferente giogo della sua cattiveria,dello sforzo compiuto dai nervi per resistere all'assalto delle angosce sanguigne continuamente elargite dall'insensibilità di quel delinquente,per calarmi ancor piu nel ruolo della virginale fanciulla,e in tal modo continuare a stupire le mie compagne di stanza,conducendole in una cupidigia affannosa,dove seguitare a smaniarmi.
Furtivamente mi masturbavo immaginando il suo corpo,introducendo nella fichetta il marmoreo delfino bluastro,invocando intimemente il suo nome,condannando la sua crudeltà,lodando la sua munifica verga,progettando d'ucciderlo,d'accoltellarlo quando dormiente.

domenica 29 aprile 2012

MARINE LE PEN:chi sono i razzisti?

marine le pen fn

Qualche settimana fa mentre passeggiavo, ho visto tre ragazzi molto probabilmente tunisini, che uscivano da una scuola abbandonata e scavalcavano una rete.Ovviamente senza lavarsi o cambiarsi e con ogni probabilità per ripulirsi andavano in un bagno di un centro commerciale o posto pubblico (succede anche nella biblioteca pubblica dove quasi tutti i giorni vado a leggere i quotidiani o riviste).
Odio la prepotenza della destra e la sua vergognosa storia ,ma anche l'ipocrisia della sinistra e la prova sono questi ragazzi extracomunitari che sono costretti a dormire in una scuola abbandonata in mezzo alla sporcizia.Tutto perchè li vogliono il diritto di voto il prima possibile per ottenere una percentuale tale per poter governare, la solidarietà non c'entra nulla.Molta gente di sinistra la pensano come la destra su rom ed extracomunitari ma si vergognano di ammetterlo.
Chi sono stati i primi a non volere i meridionali? Stiamo parlando di anni dove la Lega Nord non era ancora nata. E l'aumento dei voti del Movimento a 5 Stelle? Basta sentire Grillo, sembra Marine Le Pen.

da CONTROCORRENTE-Marine Le Pen (I libri del Borghese)

Era divertente constatare che all'epoca il partito comunista stampava manifesti sui quali si leggeva:"Produciamo francese" oppure "Vivere e lavorare nel paese".I comunisti credevano allora nella priorità nazionale!
Successive considerazioni di bassa politica li avrebbero fatto poi cambiare casacca,trasformandoli in partigiani convinti dell'immigrazione e avversari dichiarati del concetto di Nazione.
Tutti gli ingredienti erano evidentemente in azione per fare della Francia,in pochi anni,un eldorado verso il quale si sarebbero dirette le popolazioni disederate del mondo intero: assenza quasi totale di condizioni per l'immigrazione neanche quella di avere un contratto di lavoro, aiuti sociali accordati a tutti gli stranieri,alcuni anche ai clandestini;acquisto automatico della nazionalità francese ai figli nati sul territorio;accesso gratuito alle cure,anche per gli irregolari; accesso gratuito alla scuola; precedenza negli alloggi sociali;nazionalità francese accordata in termini sempre piu brevi senza nessun impegno nè condizione particolare...Come avervela con loro?
Come non capire un malese o un cinese che venivano in Francia per ottenere di far vivere la propria famiglia cento volte meglio di quanto avrebbe potuto con quello che avrebbe guadagnato a casa sua,lavorando dodici ore al giorno?

Questa è la ragione di fondo per cui abbiamo sempre detto di non avercela con gli immigrati;la nostra critica si è sempre focalizzata non su di loro, che non hanno colpa di questo lassismo assurdo, ma sui politici responsabili per la loro cecità.
Come non vedere che,parallelamente,la classe politica,sia sotto il regno di Giscard d'Estaing,sia sotto quello di Mitterand o sotto Chirac,ha fatto la scelta del saccheggio e della corruzione nei confronti dei paesi africani.Saccheggio che oggi Sarkozy vorrebbe aggravare portando via da quei paesi le èlite attraverso la strada dell'immigrazione pilotata,impedendo così al continente africano ogni possibilità di rinascita.
Al contrario, bisognava avviare una grande politica di cooperazione per permettere ai paesi poveri di svilupparsi economicamente e contribuire cosi a mantenere la popolazione sul proprio suolo di origine,dando i mezzi per ottenere condizioni di vita decente,con un lavoro locale.
Non si lascia mai la propria patria volentieri.Lo si fa perchè si pensa,a torto in questo caso,che si troverà in un altro luogo un avvenire migliore per i propri figli.
Razzisti? Chi sono i razzisti? Quelli che come noi agiscono con franchezza e dicono loro che non possiamo piu accoglierli,o quelli che continuano a farli venire per alloggiarli in alloggi malsani dato che le case popolari sono già stracolme di quelli che sono arrivati prima?

Chi sono i razzisti? Quelli che vogliono,come noi, prima tentare di far star bene i nostri compatrioti o i nuovi schiavisti che fanno venire la manodopera straniera per farla lavorare a salari miseri?

Chi sono i razzisti? Quelli che nominano un prefetto perchè è mussulmano o un presentatore televisivo perchè è nero,o noi che li avremmo nominati solo se erano competenti?

I razzisti sono quelli che,come noi,parlano con saggezza.Tanti di questi stranieri capiscono perfettamente che noi difensiamo prima di tutto il nostro popolo.
I razzisti sono quelli che vendono loro un sogno,un lavoro che non avranno ,senza confessare che l'assimilazione è diventata impossibile e che l'ascensore sociale è fermo.
I razzisti sono i borghesi dell'UMP e del PS che iscrivono la loro progenie belle scuole private (basti pensare all'uscita di queste scuole:una caricatura dell'apartheid,piena di bambini bianchi e di tate nere.
Destra e sinistra sono imperdonabili e le loro responsabilità sull'argomento dell'immigrazione mi sembrano veramente schiaccianti.

venerdì 27 aprile 2012

Alessandro Marmello il "Bancomat" di Renzo Bossi (2 parte)

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Non c'è da sorprendersi,la Lega Nord è una tipica storia tutta italiana, in altri paesi difficilmente entrerebbe in parlamento.Basta tornare indietro al fallimento della Credieuronord e la presa per il sedere a migliaia di loro fedelissimi; in un paese dove la maggior parte della popolazione sa usare decentemente il cervello, avrebbe chiuso,invece da allora ha raddoppiato i voti.Robe da matti.
Ultimamente, da certi gruppi con le manie fisse che chi tocca l'euro sistematicamente viene massacrato,si sono sentiti commenti del tipo "Ma guarda un po ,proprio quella Lega che vorrebbe usare dall'Unione Europea o dall'Euro".
Certo,la mafia europea detesta chi critica la moneta unica, ma la Lega ha sempre avuto gente ambigua e capace di fare figuracce da un momento all'altro, basta essere un po sereni e ragionare in modo obiettivo.Sono contro i clandestini e poi li hanno fatti entrare migliaia e migliaia.Perchè? Perchè servono ai loro imprenditori....

da OGGI Num 16-intervista di Renzo Mogosso

CHE COSA TEMEVA?

"E se qualcuno,dopo quei prelievi, fatti con la mia firma su un foglio bianco,si fosse preso la briga di fare quattro conti? Chiunque si sarebbe accorto dal chilometraggio dell'auto di servizio che stavo spendendo molto di piu del necessario:mi venivano i brividi al pensiero di essere accusato di appropriazione indebita di denaro.Come minimo ci sarebbero stati i margini per accusarmi di aver fatto la cresta su soldi non miei.Insomma, ho cominciato ad avere paura di poter essere coinvolto in conti e in faccende che non mi riguardavano, addirittura di sperpero di denaro pubblico, dal momento che i soldi che prelevavo erano quelli che ritengo fossero ufficialmente destinati al partito per fare politica.Soldi pubblici.Certamente,almeno credo, non spendibili per accontentare le spese personali di Renzo Bossi".

QUINDI CHE COSA AVEVA DECISO DI FARE?

"Intanto di cercare di documentare questi passaggi di denaro,per evitare che qualcuno eventualmente potesse prendermi per visionario.Ma l'impegno di lavoro cresceva,e anche le tensioni con Renzo.Sempre piu spesso nervoso e pretenzioso,perfino intransigente.Stava  prendendo l'abitudine di chiamarmi in piena notte ordinando:"Domattina arriva alle sette in punto che dobbiamo partire".Poi scendeva da casa alle dieci a volte a mezzogiorno.E io lì ad aspettarlo per accompagnarlo in Regione,ai comizi,alle riunioni politiche.Ma la sera anche in discoteca,a volte fino a notte fonda.E mentre i suoi toni diventavano sempre piu bruschi,continuava il rimborso degli scontrini di spese personali di Renzo che dovevo portare in cassa,prelevando soldi a mia firma per poi consegnarne una parte a lui.Sono andato per la seconda volta dal tesoriere a fargli presente la situazione.Gli ho fatto capire che non volevo piu andare avanti in questa situazione.Non ce la faccio piu,gli ho detto".

CHE COSA LE HA RISPOSTO?

"Anche in quella occasione sono stato liquidato con spiegazioni di maniera e il consiglio di lasciar perdere.Certo, ho pensato che tutti lo consideravano,essendo così giovane,piuttosto inesperto.E ai giovani,si sa, è comprensibili perdonare anche qualche leggerezza nei comportamenti.Ma in realtà, era evidente che l'avevano lasciato solo a decidere,senza quei sensati e necessari consigli che situazioni del genere avrebbero sicuramente meritato.Intanto ho continuato ad essere io a firmare con nome e cognome il bollettino dei prelievi.E la cosa è continuata anche se da qualche settimana Renzo non ha piu a disposizione l'auto di servizio,per ragioni che non conosco,e io resto al suo servizio guidando la sua Bmw".

FINO A QUANDO E' ANDATA AVANTI QUESTA STORIA?

"Fino a ora.Perchè adesso ho deciso di chiudere"

SIGNOR MARMELLO,LEI E' LEGHISTA?

"Mi piace molto l'idea della Lega Federale,mi piaceva quello che diceva Umberto Bossi.Non sono per la secessione ma credo nel federalismo".

LEI AVEVA DECISO DI RACCONTARCI QUESTE COSE PRIMA DELL'ESPLOSIONE DEL CASO BELSITO,E ADESSO CI TROVIAMO QUI A PARLARNE CON LA LEGA NELLA BUFERA.CHE SENSAZIONE HA?

"Mi dispiace della situazione in cui si trova la Lega.Ma forse è la conferma che qualcosa non andava.La mia è una piccolissima esperienza,ma i fatti adesso parlano da soli"

LEI SI RENDE CONTO CHE NON POTRA' PIU LAVORARE PER RENZO BOSSI,A QUESTO PUNTO.CHE COSA FARA'?

"Intanto mi tiro fuori,chiaro che mi posteranno,forse mi licenzieranno.Tornerò al mio vecchio lavoro.O magari metterò un'inserzione sui giornali:qualcuno ha bisogno di una persona seria?

giovedì 26 aprile 2012

Alessandro Marmello il "Bancomat" di Renzo Bossi (1 parte)

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Non c'è da sorprendersi,la Lega Nord è una tipica storia tutta italiana, in altri paesi difficilmente entrerebbe in parlamento.Basta tornare indietro al fallimento della Credieuronord e la presa per il sedere a migliaia di loro fedelissimi; in un paese dove la maggior parte della popolazione sa usare decentemente il cervello, avrebbe chiuso,invece da allora ha raddoppiato i voti.Robe da matti.
Ultimamente, da certi gruppi con le manie fisse che chi tocca l'euro sistematicamente viene massacrato,si sono sentiti commenti del tipo "Ma guarda un po ,proprio quella Lega che vorrebbe usare dall'Unione Europea o dall'Euro".
Certo,la mafia europea detesta chi critica la moneta unica, ma la Lega ha sempre avuto gente ambigua e capace di fare figuracce da un momento all'altro, basta essere un po sereni e ragionare in modo obiettivo.Sono contro i clandestini e poi li hanno fatti entrare migliaia e migliaia.Perchè? Perchè servono ai loro imprenditori....

da OGGI Num 16-intervista di Renzo Mogosso

SIGNOR MARMELLO,COMINCIAMO DALL'INIZIO.QUANDO HA CONOSCIUTO RENZO BOSSI?

"L'avevo incontrato per la prima volta qualche anno fa a Pontida,durante un raduno della Lega.Ma è stato nel 2009 che mi haq proposto di fargli da autista e guardaspalle,anche in seguito alle minacce che diceva di aver piu volte ricevuto.E siccome sapeva che ho esperienza anche di arti marziali,mi ha detto che ero la persona giusta per lui."

LEI CHE MESTIERE FACEVA PRIMA DI INCONTRARLO?

Un posto di lavoro già ce l'avevo, nel settore della sicurezza.Per prudenza,chiesi solo qualche settimana di aspettativa.Volevo capire se la situazione avrebbe potuto funzionare veramente.Così,per tre mesi l'ho accompagnato dappertutto,incassando circa 2 mila euro al mese.Il contratto a progetto,guardi, ce l'ho qui, era emesso dal Gruppo Lega Nord Padania Camera dei deputati e intestato all'allora capogruppo Roberto Cota,che oggi è il governatore del Piemonte.

SCUSI,COME SAREBBE CAMERA DEI DEPUTATI? SE NON SBAGLIO RENZO NON ERA NEANCHE CONSIGLIERE REGIONALE IN LOMBARDIA...

"Io so solo che il contratto era giustificato come "collaboratore temporaneo" a Montecitorio in carico alla Lega".


INVECE FACEVA L'AUTISTA DI RENZO BOSSI?

"Esatto.Guidavo la sua auto privata.E scaduti i tre mesi sono tornato al mio vecchio lavoro".


IN SEGUITO,PERO', E' TORNATO A LAVORARE PER LUI.

"Si.Nel 2011 Renzo mi ha di nuovo contattato per avermi nel suo staff.Questa volta con un contratto e tempo indeterminato,sempre per circa 2.000 euro netti, emesso direttamente dalla Lega Nord Padania.E firmato dal tesoriere Francesco Belsito.

QUEL BELSITO CHE SI E' DIMESSO DALLA CARICA POICHE' INDAGATO PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO ,RICICLAGGIO E APPROPRIAZIONE INDEBITA...

"Proprio lui.Da quel momento,era l'aprile 2011,sono diventato a tutti gli effetti lavoratore dipendente della Lega.A disposizione praticamente 24 ore su 24 di Renzo Bossi,a bordo di un'auto Alfa Romeo 159 di proprietà del partito, che in seguito fu cambiata con un'Audi 3.000 cilindrata.Mi avevano anche spiegato che da quel momento avrei avuto disponibilità di denaro contante per le spese relative al mio servizio".

COME LE VENIVA DATO IL DENARO?

"Funzionava così:ogni volta che avevo bisogno di soldi per fare benzina,oppure pagare eventuali spese per la manutenzione dell'auto,ma anche per pagare il ristorante quando ci trovavamo,spesso, fuori Milano,potevo andare direttamente all'ufficio cassa alla sede della Lega,in via Bellerio,firmare un documento che non prevedeva giustificazioni particolari,era praticamente un foglio bianco, e ritirare ogni volta un massimo di 1.000 euro.Anche piu volte al mese".

QUANTE VOLTE E' CAPITATO?

"Anche due o tre volte al mese".


BE',FIN QUI,A PARTE LA STRANEZZA SULLA CAMERA DEI DEPUTATI,NULLA DI SCORRETTO,NO?

"Il fatto è che questo denaro mi veniva dato come corrispettivo degli scontrini e delle ricevute che presentavo.E tra queste ricevute molte mi erano state date da Renzo per coprire sue spese personali"

PER ESEMPIO?

"Poteva essere la farmacia,ristoranti, la benzina per la sua auto,spese varie,cose così.Insomma,quando avevo finito la scorta di denaro andavo in cassa,firmavo e ritiravo.Nel frattempo,Renzo Bossi aveva acquistato una sua automobile,una grossa Bmw.Mi è capitato anche di dover fare il pieno di benzina pure per la sua auto privata.Che potevo fare? Dirgli di no? Il pieno in quei casi dovevo farlo con i soldi che prelevavo in cassa per le spese della vettura di servizio".

E LEI LO FACEVA?

"Si.Ma la situazione stava diventando preoccupante e ho cominciato a chiedermi se davvero potevo usare il denaro della Lega per le spese personali di Renzo Bossi.L'ho fatto presente a Belsito,spiegandogli che avevo pensato addirittura di dimettermi.Lui ha mugugnato qualcosa,praticamente non mi ha dato nessuna spiegazione chiara.E le cose hanno cominciato a preoccuparmi veramente".

CIOE'?

"Insomma,io stavo prelevando soldi che ufficialmente erano destinati alle spese per l'auto di servizio ed eventualmente per le mie esigenze di autista e invece mi trovavo a passarne una parte a lui,per fare fronte anche si suoi bisogni personali".

LEI STA DICENDO UNA COSA MOLTO GRAVE.

"E lo confermo.Erano spese testimoniate da scontrini che spesso non riguardavano il mio lavoro.Non so se lui avesse diritto a quei soldi:tanti o pochi che fossero,perchè dovevo ritiralli io? Giorno dopo giorno mi sono reso conto di aver infilato un percorso foriero di guai:perchè mai dovevo dare a Renzo soldi che la Lega mi aveva consegnato per altri scopi? Perchè non li ritirava direttamente lui?

mercoledì 25 aprile 2012

GIORGIA MELONI:"40.000 euro di debito sulle spalle fin dalla nascita"

 

 

Lunedi non avevo in programma di andare a sentire Giorgia Meloni a Piacenza per la presentazione del suo libro NOI CREDIAMO, ero di ritorno da Milano e allora mi sono fermato  dove nello stesso giorno c'era Matteo Salvini della Lega Nord che si trovava li per appoggiare un leghista perchè a Pc ci sono le elezioni comunali.

Abbastanza interessante quello che ha detto ,qualcosa la condivido ,altre no. La ragazza è preparata, le sue colleghe ministre scelte da Berlusconi nello scorso governo,molto meno, peccato che in una intervista rilasciata a Claudio Sabelli Fioretti (Repubblica nel 2006) diceva che sono giuste le leggi ad personam per salvare Berlusconi e si dimentica che il primo a scaricare le colpe su gli altri è proprio il piduista tessera 1816 che pur di evitare di farsi processare da tutta la colpa ai giudici comunisti o ad una fantomatica dittatura sovietica. Lo stesso discorso che ho fatto a Paolo Ferrero per aver accettato di fare il ministro per il governo Prodi ,lo faccio per la Meloni per il governo Berlusconi.

Marco Travaglio e Peter Gomez nel 2008, prima delle elezioni, nel loro libro SE LI CONOSCI LI EVITI (Chiarelettere,marzo 2008) la inserivano nei politici BUONI:

GIORGIA MELONI (AN)

Leader di Azione Giovani, vicepresidente della Camera a 29 anni, non ha scontato nemmeno per un giorno il prezzo della prevedibile inesperienza,presiedendo con fierezza e autorevolezza l'aula di Montecitorio.Non usa l'auto blu da ben prima che si cominciasse a parlare di "casta".Ha aperto le feste dei giovani di An anche a personaggi lontanissimi da loro.Ha presentato proposte di legge per i giovani e per incentivare la natalità.Si è battuta per l'autodeterminazione del Sahara occidentale.Ha saputo dire parecchi no ai vertici del suo partito.Ha dichiarato di aver iniziato a fare politica a quindici anni grazie a Mani Pulite e alla lezione di Paolo Borsellino:non accade di frequente,a quell'età e in quel partito.Una delle poche donne che esisterebbero in politica anche senza quote rosa.

GLI ALTRI VIDEO

Video 1

Video 2

 

martedì 24 aprile 2012

L'Italia prima dell'unità (da ERA IL MIO PAESE di E.Benetazzo)

era il mio paese eugenio benetazzo

Mi fa piacere che in questo bellissimo libro, sia un veneto a parlare dell'Italia prima dell'Unità perchè molti potrebberop ensare che sia il solito meridionale invidioso che vuole dar tutta la colpa al nord. Le cose stanno proprio così, spesso sono i leghisti che s'incazzano con chi ha unito il Belpaese quando in realtà sono i meridionali che hanno piu motivi per farlo.
Abbiamo piu volte mandato soldi al Sud (700 miliardi nel 1992), ma purtroppo per colpa delle mafie e anche dei politici che le accontentano, milioni di persone oneste sono costrette a morir di fame o fare ore e ore di treno per cercare occupazione  o farsi curare.
La criminalità organizzata che, oltre ad impedire lo sviluppo, fattura 180 miliardi (non milioni) all'anno ,
118 miliardi di riciclaggio di denaro dei mafiosi in Italia che creano 50.000 posti di lavoro..

da ERA IL MIO PAESE-Eugenio Benetazzo (Baldini e Castoldi)

La banca allora piu solida,potente e influente nella vecchia Europa era il Banco della Due Sicilie,mentre lo stato piu florido e benestante era il Regno delle Due Sicilie.Il meridione italiano poteva vantare prestigiosi primati in ambito produttivo,arrivando addirittura a nicchie di eccellenza in determinati settori.Napoli era considerata la terza città in Europa per slancio produttivo, benessere sociale,qualità della vita e opportunità di lavoro.
Il nord, invece,viveva una fase di contrazione economica,in particolar modo il Regno di Sardegna,che aveva contratto numerosi debiti con la Gran Bretagna nel tentativo di rilanciare l'economia interna e di intraprendere alcuni missioni militari di conquista ed espansione territoriale.
Da come si può notare osservando la tabella che riporta la ricchezza stimata dei diversi stati della penisola negli anni precedenti il processo di unificazione,risulta palese come lo stato notevolmente piu ricco di tuytti fosse proprio il Regno delle Due Sicilie,che in seguito alla politica economica incentivata dalla dinasta borbonica seppe conquistarsi un ruolo strategico a livello logistico e delle attività mercantili,il sud Italia rappresentava il vanto della nostra penisola,in quanto disponeva di risorse strategiche come zolfo, cereali, bestiame ,agrumi e un territorio ricco di insediamenti produttivi.L'Italia prima del processo di unificazione era dunque cos' strutturata:povertà ,disoccupazione, modesto tessuto imprenditoriale ,attività industriale rallenta, conflittualità e rivalità territoriali al nord,piu che di unificazione,di colonizzazione o, peggio ancora,di saccheggio da parte del nord su pressione e volontà del Piemonte.
Dopo l'unificazione,le ingenti risorse patrimoniali del Regno delle Due Sicilie servono per appianare i debiti del Regno di Sardegna e al tempo stesso per consentire il processo di industrializzazione delle regioni del nord è il frutto di un vero e proprio saccheggio.
Quello che è accaduto alla regioni meridionali ha poi avuto conseguenze devastanti per l'economia e lo sviluppo di questa macroarea geografica,conseguenze che hanno a loro volta dato via a due fenomeni di portata storica:la questione meridionale e l'emersione della mafia in Sicilia.Dopo l'unità d' Italia,infatti,iniziarono copiosi movimenti migratori dal sud verso il nord in seguito a due fattori,l'impoverimento del territorio meridionale dal punto di vista imprenditoriale e le riforme imposte del nuovo stato italiano come il servizio di leva obbligatorio e l'introduzione di un'imposizione fiscale piu alta rispetto a quella richiesta dallo stato Borbonico,che produssero una debolezza delle aziende meridionali,precedentemente difese dal sistema protezionistico.

lunedì 23 aprile 2012

Le lacrime di Livia Turco? La solita ipocrisia del PD!

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Avete visto la puntata di Robinson di venerdi sera su Raitre? Livia Turco del Pd si è messa a piangere, è la solita sinistra ipocrita, poi se è del Pd ,ancora peggio.
Il presidente del Palermo,Maurizio Zamparini, ha detto delle cose giuste, prima o poi se verrà qui al nord, andrò a sentire cosa propone il suo MOVIMENTO PER LA GENTE, che tra i loro amici ha il TEA PARTY ITALIA ,gruppi che sono capaci di parlare ma quando c'è da fare qualcosa concretamente, spariscono, sarà così anche per il MOVIMENTO A 5 STELLE.

Tornando al Pd e a Livia Turco, complimenti alla stampa italiana sia di destra che di sinistra perchè quando Berlusconi stava per crollare, da una parte speravano e scrivevano che con la caduta del piduista tessera 1816 si sarebbero risolti tutti i problemi mentre dall'altra solo leccate di culo, ma solo pochi blogger si sono presi la briga di parlare della carriera di Mario Monti,stessa pasta di Romano Prodi e altri leader del PARTITO DEMOCRATICO.Io che amo leggere libri scritti da gente indipendente che spesso ha pagato per il loro coraggio, non sono sorpreso di quello che sta succedendo con il governo Monti.
Ad esempio nel Pd c'è anche Enrico Letta, membro della Commissione Trilaterale di David Rockfeller ,e quando penso al nome del partito che fa parte Letta,mi vien da ridere. Ci sono tante cose da sapere su la Trilateral Commission, leggete quello che dice David Rockfeller e poi ...cercate di svegliarvi:

"Qualcuno ancora pensa che facciamo parte di una setta segreta che agisce contro i principali interessi degli Stati Uniti,dipingendo me e la mia famiglia come "internazionalisti" e accusandoci di cospirare,con altri soggetti sparsi per il mondo,per costruire una struttura politica ed economica piu integrata a livello globale; un "mondo unico",se volete.Bene, se questa è l'accusa,mi dichiaro colpevole,e ne sono fiero".

DAVID ROCKFELLER

domenica 22 aprile 2012

10 100 1000 CARLO PETRINI,L'EX CALCIATORE MORTO LUNEDI SCORSO

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C'è stata la tragica morte di Piermario Morosini ,il centrocampista 25enne del Livorno e giustamente l'attenzione è stata rivolta a lui ma anche se non fosse morte sono convinto che a Carlo Petrini,pochi giornali avrebbero dedicato lo spazio che meritava.
In questo paese non esistono giornalisti liberi, sono tutti tifosi, sia nella carta stampata che in televisione, sia nel calcio che nella politica e basta che qualcuno faccia come Carlo Petrini, e via tonnellate di  fango inventandosi qualsiasi cosa; nel pezzo del suo libro SENZA MAGLIA E SENZA BANDIERA che pubblico sotto,ne abbiamo le prove.
Ho cominciato a sapere qualcosa su Petrini intorno al 1999-2000 quando su NOVA STADIO ,programma calcistico di Telenova che allora non mi perdevo una puntata e quasi tutte le settimane telefonavo per dire la mia al giornalista Franco Rossi (poi ci insultavamo in chat), lo ospitò per parlarci del suo libro-scandalo ,NEL FANGO DEL DIO PALLONE.Da quella sera su di lui se ne sono dette di cotte e di crude.Per un po di tempo mi sono scritto con Roberto Beccantini, prestigioso giornalista ex Stampa che ora, tutti i martedi, scrive per IL FATTO QUOTIDIANO.Tutte le volte che gli ricordavo il libro di Petrini, perdeva di lucidità essendo lui juventino (come il vicedirettore del Fatto,Marco Travaglio).Perchè non l'ha detto subito mi ripeteva il "Beck".Facile dire così,veniva da una famiglia poverissima, non voleva mandare sua madre a far la cameriera e allora,essendo il calciatore un lavoro "regolare", obbediva agli ordini.
Sotto invece ho inserito qualche riga del suo ultimo libro su Luciano Moggi dove ci parla della denuncia che si è beccato dall'ex direttore sportivo della Juventus che sta cercando i tutti i modi di difendersi nonostante l'evidenza.Per me ,poi ognuno pensi ciò che vuole, è l'unico capitolo interessante perchè su gli altri argomenti trattati ,si sapeva già tutto.

ADDIO CARLO E GRAZIE!


da SENZA MAGLIA E SENZA BANDIERA (Kaos)

FORTI CON I DEBOLI
 
Cosa il potere dei mass media,e l'uso crudele che molti giornalisti ne fanno,l'ho sperimentato personalmente a metà degli anni Novanta,quando ho avuto i miei casini privati finiti nelle cronache.Molti giornalisti sono così:cani all'apparenza docili, che però appena sentono l'odore del sangue diventano sciacalli e a branchi aggrediscono lo sfigato di turno, lo sbranano,lo fanno a pezzi.
Un altro assaggio di cosa sanno fare i giornalisti l'ho provato nel 2001,dopo la pubblicazione nel FANGO DEL DIO PALLONE.Un esemplare della categoria (non voglio neanche nominarlo) è venuto a Monticiano,con tanto di fotografo,per farmi un'intervista.Era tutto gentile,amicone e complice,aveva letto il mio libro e se ne diceva entusiasta.Quando ho visto l'articolo,pubblicato su un mensile,mi è andato il sangue alla testa.
Quattro grandi foto in bianco e nero, quelle dove sembravo un barbone derelitto,scelte con cura tra le peggiori.Titolo:
"L'uomo nero".Sottotitolo: "Che fine ha fatto Carlo Petrini,l'innominabile del calcio scommesse 1980.E' solo,povero, triste, ammalato, e molto arrabbiato".Nel testo venivo definito "il calciatore maledetto divorato dal senso di colpa... Ex calciatore corrotto ,donnaiolo e dopato", e si metteva in guardia il lettore sulla mia dubbia credibilità:"Sembra fare a gara con se stesso per spararla piu grossa...Personaggio controverso...Solo Dio sa se nel fondo delle sue ubbie brilla un grano di verità".
Durante l'intervista avevo ripetuto la faccenda della partita Bologna-Juventus del 13 gennaio 1980, combinata sul pareggio dalle due società,e aveva precisato che nessuno,dopo che l'avevo raccontata nel mio libro,mi aveva smentito nè querelato.E siccome all'epoca di quella combine l'allenatore juventino era Trapattoni,ecco che il giornalistucolo si è affrettato a scrivere:"Petrini non ha ricevuto smentite, ma è nello stile bianconero non reagire scompostamente,peraltro alle accuse di un personaggio controverso...Trapattoni non è solo l'allenatore della Nazionale ,ma il portabandiera del calcio italiano, un simbolo riconosciuto di pulizia morale e competenza...Oltre a tutto,l'episodio (cioè le combine),assolutamente improbabile,è pure indimostrabile".Poi, non ancora contento, questo campione di giornalismo si era affrettato a pubblicare una dichiarazione della Juve:"La società non ritiene Petrini un testimone attendibile e considera la sua ricostruzione talmente assurda da non essere degna di commento.Inoltre, Petrini parla di un periodo in cui la dirigenza della squadra era retta da persone diverse dalle attuali".
Insomma, il senso dell'articolo-intervista era chiaro:Petrini è un brutto personaggio,un poveraccio sputtanato e ridotto in miseria,per cui tutto quello che dice non è credibile;la Juve non lo ha smentito per stile,e Trapattoni,attuale tecnico della Nazionale,è un sant'uomo.Ecco spiegato perchè quell'individuo è venuto fino a Monticiano per intervistarmi,e perchè poi ha sprecato quattro pagine di giornale.Farà carriera di sicuro.

da LUCIANONE DA MONTICIANO-Carlo Petrini (Kaos)

Nel gennaio del 2008 un terzetto di avvocati, in nome e per conto di Lucianone Moggi,mi ha citato in tribunale,con una causa civile,per quello che ho scritto nel libro "CALCIO NEI COGLIONI".Il mio compaesano vorrebbe che il giudice mi condannasse a pagargli 3 milioni di euro di risarcimento danni perchè dice che lo avrei diffamato.
La "diffamazione" consisterebbe in 3 ffrasi (da un milione di euro,l'una) che ho scritto nel libro.Sono tre frasi che mi erano state ispirate dal rapporto dei Carabinieri del 19 aprile 2005,cioè il documento che aveva fatto scoppiare lo scandalo calciopoli e portato alla richiesta dei magistrati di processare Moggi per associazione a delinquere.
Si sa che i ricchi e i potenti sono circondati di avvocati, e appena possono gli piace tanto portare la gente in tribunale.Anche quando è evidente la pretestualità intimidatoria dell'atto,come in questo caso.Infatti basta leggere il testo della citazione moggiana,per capire che si tratta di una semplice provocazione.
Il signor Moggi,con ogni evidenza,è stato diffamato (dal libro) in questione,dall'onore e dell'integrità del medesimo,in relazione all'esercizio della libertà di opinione.Com'è noto i principi  regolanti tali fattispecie ruotano sulla A) gravità dell'offesa in relazione alla B) personalità del soggetto.
Quanto alla gravità dell'offerta,e per quanto riguarda l'autore,il signor Petrini è responsabile perchè apostrofa con espressioni di per sè diffamatorie e lesive dell'onore e dell'integrità personale un soggetto (Moggi),neanchre,a oggi,sottoposto a giudizio,ma solo pseuguidicato ,da conti disciplinari della FIGC e giudicato colpevole di "cena" e richiesta di arbitro per partita amichevole.

venerdì 20 aprile 2012

MARINE LE PEN:Gianfranco Fini,Berlusconi e la Lega Nord

marine le pen gianfranco fini silvio berlusconi lega nord umberto bossi

 

Anche Marine Le Pen un giorno potrebbe imitare Gianfranco Fini? Non c'è niente di scontato, può succedere di tutto,io credo proprio di no, in Francia c'è molta piu serietà e leggendo questo libro ho capito che,sopratutto quando parla di politica economica, la Le Pen è tutt'altra cosa.
Sull'immigrazione sono abbastanza d'accordo con lei.Bisogna dare asilo a chi scappa dalle guerre, ripenso ancora a quello che mi diceva mio zio (e mi dice perchè uno è ancora vivo) quando da ragazzino schivava le bombe e sperava che non arrivasse proprio nel punto dove si nascondeva; sono d'accordo sul respingere i "rifugiati economici" ma non per razzismo (la destra lo è) ma per evitare guerre tra poveri ,l'Italia non offre opportunità di lavoro e dunque è inutile ,ognuno i propri poveri, solo alle sinistre interessa farli entrare tutti,ma solo per motivi di voto e non altro.Quando il Belpaese arriverà ad offrire posti di lavoro come la Germania o l'Inghilterra prima della neoliberista criminale Thatcher, si possono accogliere.


da CONTROCORRENTE (I libri del Borghese)

Il piatto forte mi fu confezionato da quelli che i giornalisti chiamano "gli storici",parola dietro la quale si trovavano in realtà dei dirigenti del mio partito,molto differenti gli uni dagli altri,gran numero dei quali avevo visto arrivare al FN solo negli anni 80' per diventare deputati.
Adoratori dei complotti,mi accusavano di essere manipolata ,da chi? Non si sapeva bene,ma perchè, questo si sapeva!
Il mio obiettivo,dicevano,era di abbandonare i principi fondamentali del FN per,come GIANFRANCO FINI in Italia,vendere il mio partito per una poltrona ministeriale! Niente altro che questo! Meglio riderne che piangere.
Su GIANFRANCO FINI sarò molto stringata:per il suo passaggio al centro è stato ricompensato in termini di rapporti privilegiati con i poteri forti internazionali e nazionali italiani.Ma,come si dice in Francia,tutte le malattie ,prima o poi,finiscono.

Il caso-BERLUSCONI mi spinge,invece,ad affrontare,in conclusione,la questione morale.Un modo spregiudicato,spettacolaristico di rappresentare e incarnare la leadership,da parte del premier italiano,che lo avvicina nettamente a Sarkozy.Le recenti sconfitte elettorali,le amministrative e gli ultimi referendum,dimostrano inequivocabilmente che in Italia è in atto una significativa inversione di tendenza dell'opinione pubblica.Un'inversione di tendenza rispetto  all'onda lunga berlusconiana,proprio da parte di quel ceto che storicamente guarda a destra con favore e simpatia.E le ragioni sono tante:dalla mancata rivoluzione liberale italiana, confermata anche dall'ultima manovra economica,alle turbolenze interne alla coalizione di centro-destra.Ma c'è ne una che spicca su tutte:i comportamenti  personali di Berlusconi.Io penso che nei paesi della UE ci sia oggi un grande bisogno di etica,di morale pubblica,di classi dirigenti degne del nome e della loro missione storica.E un altro elemento che avvicina Sarkozy a Berlusconi è la loro idea verticistica di europa.Hanno insieme contribuito ad affermare una costruzione europea che nuoce ai popoli,che vieta ai popoli di decidere veramente per il loro futuro;i due non hanno preso decisioni serie sull'Euro,sull'immigrazione (si è visto col caso-Lampedusa),non hanno chiesto la sospensione del trattato di Schengen.

L'idea di pattriottismo e la difesa dello Stato nazionale,ci differenziano dal partito di Bossi.Una battaglia che riprenderemo con grande vigore,in vista delle prossime presidenziali francesi, sarà l'indizione di un referendum per uscire dall'Euro e conseguentemente dalla dittatura del FMI e della Bce.Referendum per rispondere a due domande:l'Euro imposto anni fa, ha finito per rendere piu deboli molti paesi,coma la Grecia e l'Irlanda che, pur accettando le condizioni obbligate del FMI,hanno visto aumentare i loro tassi di interesse e quindi il costo del loro debito.Altri paesi hanno dovuto rinunciare alla loro sovranità sulla moneta e sulle politiche economiche,salariali e pensionistiche.

giovedì 19 aprile 2012

CLEMENTINA FORLEO: "Delusa dal silenzio di molti"

clementina forleo


 


E' la prima volta che compro OGGI in vita mia,ero curioso di leggere l'intervista (che pubblicherò la settimana prossima) ad Alessandro Marmello ex autista-bodyguard e "Bancomat" di Renzo Bossi ma sfogliando la rivista ho trovato l'intervista al magistrato indipendente Clementina Forleo.
Il modo che hanno trattato la Forleo dimostra ,ancora una volta, che una parte della magistratura è politicizzata, perchè di altri motivi, secondo la mia modesta opinione, non esistono.Stando a quello che scrive Paolo Barnard in un post, Marco Travaglio l'ha insultata via sms;le prove che confermano quello che dice Barnard,non ce ne sono,c'è da dire però che di lei,i paladini dell'antisistema,non ne parlano piu.


dal Numero 16 di OGGI-Intervista a Clementina Forleo di Raffaella Fanelli


Viene dal sud,ed è una donna.Intelligente e ironica,con un carattere forte fino al punto da commentare con una battuta anche l'ultima notizia che la riguarda:una presunta congiura ordita da alcuni magistrati milanesi al solo fine di eliminarla."Faranno i conti con la mia Stella".


Clementina Forleo sorride e stringe la manina paffutella della piccola Stella, la sua bambina nata nel settembre del 2010:"E' arrivata in un momento difficile,mentre ero bersagliata da notifiche di atti giudiziari.E' stata lei a darmi forza.Spero di riuscire a insegnare a mia figlia quello che io ho imparato dai miei genitori.deve andare a testa alta,non deve mai cedere ai compromessi.Mai".E Clementina Forleo è andata avanti come un caterpillar,sempre.E lo farà anche con questa presunta congiura."Perchè voglio capire.Ho il diritto di conoscere la verità".
Già,cosa è successo veramente prima di quel 22 luglio 2008, quando il Csm decide di trasferire Clementina Forleo a Cremona? Secondo il giudice Guido Salvini ci sarebbero state riunioni segrete nel Palazzo di Giustizia di Milano per far fuori la collega Clementina Forleo.La "congiura" è stata denunciata il 19 giugno del 2011 dal giudice Salvini,che non è un magistrato qualsiasi.Stiamo parlando del giudice che si è occupato di Piazza Fontana,di Gladio,delle nuove Brigate Rosse e dell'inchiesta su Calciopoli.Un giudice serio,insomma.Che nero su bianco ha scritto di iniziative contro la Forleo, di riunioni che gli ricordavano quelle terribili "Giornate dell'odio" descritte da George Orwell nel romanzo 1984.


LEI SAPEVA DI QUESTA LETTERA DI SALVINI?


"Si, ho letto.Certo l'idea di una congiura mi fa star male.Spero davvero che si faccia chiarezza al piu presto.E lo spero non per me,dal momento che non ho mai considerato le mie vicende una vicenda personale.Lo spero in nome del comune cittadino,oltre che del magistrato libero.Al momento non mi risulta che siano arrivate smentite.E mi viene il dubbio che qualcosa sia davvero accaduto".


LEI E' STATA ALLONTANATA DA MILANO DOPO ALCUNE SUE DICHIARAZIONI SULLE PRESSIONI RICEVUTE.IN UN'INTERVISTA TELEVISIVA DISSE DI SENTIRSI ESPOSTA A RAPPRESAGLIE DEI "POTENTI".IN QUEL MOMENTO SI STAVA OCCUPANDO DELL'INCHIESTA SULLE SCALATE BANCARIE,NONCHE' DI D'ALEMA,E LATORRE.


"Sarà stato un caso,solo un caso.Di certo prima di quelle inchieste sono sempre stata considerata un ottimo magistrato.Tutto è cambiato dopo la decisione di trascrivere telefonate imbarazzanti e disecretate richieste per evitare eventuali talpe che poi, abbiamo scoperto dalle stesse intercettazioni,ci furono comunque.Ora da chiarire è il dubbio sulla presunta congiura.Anche perchè è un fatto che quella "pratica a tutela" seguita alle mie dichiarazioni sia poi diventata una "pratica per incompatibilità ambientale".E' un fatto che ai testi,in mia assenza e senza contraddittorio,vennero fatte delle domande che esulavano della pressioni che avrei subito in ordine ai procedimenti da me trattati.Si incominciò a parlare di disagi con colleghi,con pm e cancellieri, disagi mai emersi fino a quel momento.Avvenne quello che i miei difensori hanno sempre definito,nei loro ricorsi, il "salto illogico".Ripeto:voglio spewrare che, al di là della piena affidabilità del collega Salvini,a quelle riunioni partecipassero in pochi,quantomeno.qualcuno,riferendosi alla mia vicenda,ha parlato di mera invidia professionale.Anche se così fosse reputo che sia molto grave che colleghi si riuniscano,anche se solo per invidia professionale o personale,per studiare strategie,per accerchiare un collega.Anche perchè stiamo parlando di magistrati".


MAGISTRATI,GLI STESSI CHE L'HANNO ACCOLTA A MILANO, AL SUO RIENTRO,DOPO QUATTRO ANNI DI ESILIO.TAR E CONSIGLIO DI STATO LE HANNO DATO RAGIONE,DOPO UNA BATTAGLIA ANDATA AVANTI PER ANNI.


E' stato un calvario.Ho spesso pensato a una frase letta per caso,a una celebre frase di Democrito: "Se subisci un'ingiustizia non abbatterti:la vera infelicità sta nel commetterla".Una frase che mi ha dato coraggio".


NON SI E' MAI NE' ARRESA NE' RASSEGNATA


Perchè avrei dovuto? Non sono mai stata rassegnata,delusa sì.In questa vicenda sono rimaste in silenzio persone che avrebbero dovuto parlare.Sono rimasti in silenzio gli onesti.Per citare Martin Luther King,a spaventarmi non è stata la violenza dei potenti,delle persone che potevano avere un interesse a demolirmi,ma è stato il silenzio di chi ritenevo "perbene".


HA MAI TEMUTO UN ESITO DIVERSO?


"Ho sempre creduto nella giustizia.E' vero anche se non avessi avuto i mezzi economici, il sostegno delle persone che amo e il mio carattere,forse non sarei andata avanti.Avrei scelto la via piu facile, avrei scelto un'altra sede,piu comoda,piu tranquilla,ma il mio posto è a Milano.E' qui che sono arrivata nel 1991 ed è questa che considero la mia sede naturale".


DOPO IL SUO TRASFERIMENTO TANTI DEI SUOI COLLEGHI SONO STATI PROMOSSI.


Non seguo la carriera dei miei colleghi, tantomeno la mia.Ho sempre avuto come unico riferimento il rispetto della legge e della mia dignità".


HA MAI RICEVUTO MINACCE?


Numerosissime volte, con delle lettere che sono gli atti.In una si profetizzava la morte dei miei genitori.Un'altra era accompagnata da un proiettile.Lo stesso giorno ne venne recapitata una analoga,anche quella con proiettile,al collega Luigi De Magistris.



LUIGI DE MAGISTRIS OGGI E' SINDACO DI NAPOLI,LEI INVECE HA RIFIUTATO DIVERSE CANDIDATURE,PERCHE'?


Non nascondo che ci ho anche pensato,ma davanti a tata malapolitica,con il mio idealismo e il mio carattere,durerei una settimana.


COSA LE RACCONTO' FERDINANDO IMPOSIMATO SUL DELITTO DI VIA POMA?


Mi dispiace che il dottor Imposimato abbia avuto un certo imbarazzo a confermare alcune confidenze che mi aveva fatto sul caso di via Poma nonostante io avessi fornito agli inquirenti dati che non avrei potuto altrimenti conoscere.Avevo grande stima del dottor Imposimato.


PERCHE' DICE AVEVO?


Dopo le mia dichiarazioni sono stata denunciata dalla Procura di Roma per aver offeso i magistrati che si erano occupati del delitto di Simonetta Cesaroni.La procura di Perugia ha attestato la mia credibilità e ha archiviato,dopo aver assistito,nel corso di un confronto ,al "rientro" delle dichiarazioni di Imposimato.Purtroppo non ci siamo piu sentiti,è una persona che ricordo con tanto affetto.Mi piacerebbe riabbracciarlo"
Un "rientro" delle dichiarazioni di Imposimato.E' giusto ricordare che l'anziano ex giudice istruttore di Roma parlò a Clementina Forleo,e poi al giornalista Francesco Grignetti,di settori politico-giudiziari che avrebbero fatto pressioni sul procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli perchè si attivasse contro di lei.Si sarebbe trattato di persone con le quali,secondo un'ipotesi tutta da dimostrare,Delli Priscoli avrebbe potuto avere "un debito morale".Secondo Imposimato il procuratore generale,ovviamente del tutto estraneo alla vicenda,sarebbe stato grato alla Procura di Roma per averlo tenuto fuori dalle indagini,o forse solo fuori dall'interesse della stampa.Comunque fuori.

mercoledì 18 aprile 2012

L'EUROPA IN BILICO.Di Nouriel Roubini (2 parte)

riprendiamoci il campoo-debito.JPG


 


Domenica sera ho sentito il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli ad IN ONDA,il programma su la 7 condotto dalla coppia Nicola Porro-Luca Telese, che si lamentava della Banca Centrale Europea (BCE) e dell'Euro, che non sono enti benefici e che quando ti prestano qualcosa mica te lo regalano ecc ecc.Trovo strano perchè il suo giornale difficilmente attacca chi ci ha fatto entrare in Europa e stare alla dittatura della Germania.A Berlino si cerca sopratutto di spaventare il sud Europa, per far capire a modo loro la gravità della crisi ,far rispettare tagli e manovre lacrime e sangue.


L'Europa dei debiti sovrani è paragonabile al mercato statunitense dei subprime, solo che gli stati indebitati prendono il posto dei singoli individui.Ma c'è una differenza che purtroppo è a svantaggio del nostro continente, è che non c'è una costituzione, e non c'è una banca centrale.C'è la Bce che si rivolge ai mercati privati,emettendo liquidità su richiesta di quelle banche vigliacche che prima hanno creato debito pubblico e poi ci speculano sopra. E' preoccupante che si parli solo della crisi in Europa e poco di quello che succede negli Usa.La crisi dei mutui subprime non si ferma e la povertà nel paese di Obama ha toccato la  cifra di 46 milioni di persone.


C'è stato un capovolgimento di situazione tra lo stato e il mercato finanziario, lo stato è andato sotto e la ricchezza sopra ,ormai è il mercato a farla da padrona e la politica si è dovuta inchinare.Una volta erano i politici che decidevano per tutti noi,anche se potrebbero fare di piu dal punto di vista delle regole di carattere sociale, ma con la globalizzazione finanza speculativa e multinazionali non le ferma nessuno.I politici però potrebbero fare dell'altro come tagliare,evitare di sprecare soldi inutili come le spese militari e i giochi d'azzardo (80 miliardi record negativo) e fare politiche serie e decise perchè volendo potremmo recuperare 200-250 miliardi di economia illecita l'anno.



da LA CRISI NON E' FINITA-Nouriel Roubini e Stephen Mihm (Serie Bianca,Feltrinelli)


Continuando di questo passo,potrebbe cominciare a perdere accesso ai mercati del debito prima della fine del 2010,e in quel caso sarebbe costretta a elemosinare prestiti diretti da altri stati membri,dalla Banca centrale europea,dalla Commissione europea o dall'FMI.
Questi attori potrebbero salvare la Grecia per consentire la sopravvivenza dell'unione monetaria;ma se le difficoltà dovessero estendersi alla Spagna, all'Italia, al Portogallo o persino ad altri stati membri ,la disponibilità e la capacità della Bce,e ancor piu dei contribuenti francesi e tedeschi,di lanciare nuove operazioni di salvataggio raggiungerebbe un limite.La Grecia sarebbe costretta allora ad abbandonare l'Unione economica e monetaria e ad adottare al posto dell'euro una valuta deprezzata come la dracma.
Questo duplice scenario,inadempienza e svalutazione,potrebbe avere conseguenze terribili.Adottando una nuova valuta deprezzata,la Grecia sarebbe costretta inevitabilmente a sospendere il pagamento del debito pubblico denominato in euro, e probabilmente anche dei debiti privati.
Qualcosa di simile è accaduto in Argentina nel 2001.L'uscita dal currency board e la brusca svalutazione del peso provocarono un'ondata di inadempienze sui debiti pubblici e privati denominati in dollari,nonchè la conversione coatta dei debiti nazionali espressi in dollari,che vennero trasformati in passività denominate in pesos con un valore di gran lunga inferiore:un processo noto come "pesificazione".Analogamente,la svalutazione e l'inadempienza da parte di un paese come la Grecia o l'Italia porterebbero a una "dracmatizzazione" o una "liralizzazione" delle passività nazionali emesse in euro,con perdite ingenti per i rispettivi creditori,sopratutto altre banche europee.
Nessuna unione valutaria è mai sopravissuta senza che vi fosse anche un'unione fiscale e politica.Se tali default e vi fosse anche un'unione fiscale e politica.Se tali default e svalutazioni avessero luogo,il contrasto tra l'area dell'euro e gli Stati Uniti diverrebbe ancora piu evidente.La California e molti altri stati Usa sono alle prese con crisi di bilancio,ma una forte tradizione di federalismo fiscale nonchè alcune disposizioni del codice fallimentare permettono di risolvere alcuni di questi locali a livello nazionale,L'Eurozona,invece, è priva di analoghi meccanismi di condivisione degli oneri fiscali.
Una rottura dell'Unione economica e monetaria europea potrebbe comportare persino una distruzione parziale dell'Ue stessa.Uno stato membro che esca dall'Unione monetaria e si dichiari inadempiente sui debiti detenuti da altri paesi membri potrebbe essere espulso dall'Ue.Questo fatto,inconcepibile fino a pochi anni fa,è diventato una possibilità molto concreta per le autorità politiche di Atene, Roma, Madrid e Lisbona.Anni di divergenza economica e un'erosione della competitività di questi paesi hanno reso un simile esito piu probabile che mai.


 

martedì 17 aprile 2012

L'Europa in bilico.Di Nouriel Roubini (1 parte)

la crisi non è finita nouriel roubini stephen mihm


 


Domenica sera ho sentito il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli ad IN ONDA,il programma su la 7 condotto dalla coppia Nicola Porro-Luca Telese, che si lamentava della Banca Centrale Europea (BCE) e dell'Euro, che non sono enti benefici e che quando ti prestano qualcosa mica te lo regalano ecc ecc.Trovo strano perchè il suo giornale difficilmente attacca chi ci ha fatto entrare in Europa e stare alla dittatura della Germania.A Berlino si cerca sopratutto di spaventare il sud Europa, per far capire a modo loro la gravità della crisi ,far rispettare tagli e manovre lacrime e sangue.


L'Europa dei debiti sovrani è paragonabile al mercato statunitense dei subprime, solo che gli stati indebitati prendono il posto dei singoli individui.Ma c'è una differenza che purtroppo è a svantaggio del nostro continente, è che non c'è una costituzione, e non c'è una banca centrale.C'è la Bce che si rivolge ai mercati privati,emettendo liquidità su richiesta di quelle banche vigliacche che prima hanno creato debito pubblico e poi ci speculano sopra. E' preoccupante che si parli solo della crisi in Europa e poco di quello che succede negli Usa.La crisi dei mutui subprime non si ferma e la povertà nel paese di Obama ha toccato la  cifra di 46 milioni di persone.


C'è stato un capovolgimento di situazione tra lo stato e il mercato finanziario, lo stato è andato sotto e la ricchezza sopra ,ormai è il mercato a farla da padrona e la politica si è dovuta inchinare.Una volta erano i politici che decidevano per tutti noi,anche se potrebbero fare di piu dal punto di vista delle regole di carattere sociale, ma con la globalizzazione finanza speculativa e multinazionali non le ferma nessuno.I politici però potrebbero fare dell'altro come tagliare,evitare di sprecare soldi inutili come le spese militari e i giochi d'azzardo (80 miliardi record negativo) e fare politiche serie e decise perchè volendo potremmo recuperare 200-250 miliardi di economia illecita l'anno.


da LA CRISI NON E' FINITA-Nouriel Roubini e Stephen Mihm (Serie Bianca Feltrinelli)


Per quanto negativa sia la situazione statunitense,le prospettive a medio termine dell'area dell'euro e del Giappone potrebbero rivelarsi altrettanto fosche,se non addirittura peggiori.In entrambe le regioni,per molti motivi, si osserverà una ripresa a U.
In primo luogo,il tasso di crescita potenziale dell'Eurozona e del Giappone (circa il 2%) è inferiore a quello statunitense.In secondo luogo, per questi paesi è piu arduo adoperare la politica fiscale per contrastare gli effetti della crisi:anche prima del 2007 presentavano ampi disavanzi di bilancio ed elevati rapporti debito/Pil (in molti casi prossimi o superiori al 100%).In terzo luogo, questi paesi dovranno affrontare,nel breve e nel lungo periodo,le gravi difficoltà poste dalla scarsa crescita della produttività e da popolazioni in via di invecchiamento.Nessuno di questi problemi ammette facili soluzioni.
Inoltre, i paesi dell'area dell'euro che vanno sotto il nome di Pigs: Portogallo, Italia, Grecia e Spagna ,versano in gravi difficoltà:in anni recenti hanno subito un'esplosione del debito pubblico e un declino della competitività,per un complesso insieme di ragioni.L'adozione dell'euro ha permesso loro di indebitarsi e consumare di piu di quanto non avrebbero fatto altrimenti;il boom del credito che ne è conseguito ha sostenuto i consumi ma provocando un aumento dei salari,che ha reso le loro esportazioni meno competitive.Al tempo stesso, l'eccessiva burocrazia e altri impedimenti strutturali hanno scoraggiato gli investimenti nei settori ad alto valore aggiunto, sebbene le retribuzioni in questi paesi fossero inferiori alla media dell'Unione europea.
La combinazione dannosa di ampi disavanzi correnti e deficit fiscali ha lasciato i paesi Pigs fortemente indebitati nei confronti delle banche di tutta Europa.L'alto grado di indebitamento li rende una potenziale fonte di contagio finanziario.Ancora peggio, il pronunciato apprezzamento dell'euro nel 2008-2009 ha aggravato la perdita di competitività,rendendoli ancora piu vulnerabili al rischio di inadempienza,con conseguenze che potrebbero ripercuotersi negativamente sui paesi piu ricchi e piu solidi dell'Unione europea.
La combinazione dannosa di ampi disavanzi correnti e deficit fiscali ha lasciato i paesi Pigs fortemente indebitati nei confronti delle banche di tutta Europa.L'alto grado di indebitamento li rende una potenziale fonte di contagio finanziario.Ancora peggio, il pronunciato apprezzamento dell'euro nel 2008-2009 ha aggravato la perdita di competitività,rendendoli ancora piu vulnerabili al rischio di inadempienza ,con conseguenza che potrebbero ripercuotersi negativamente sui paesi piu ricchi e piu soldi dell'Unione europea.
Nulla di tutto questo sarebbe dovuto accadere.L'Unione economica e monetaria europea era stata pensata per dare all'Europa stabilità e unità;gli stati membri avrebbero ceduto il controllo della politica monetaria alla Banca centrale europea,aderendo al Patto di stabilità e crescita,che poneva chiari limiti alle dimensioni dei disavanzi fiscali.In teoria l'adesione all'Ue dovuto costringere i paesi membri a intraprendere riforme strutturali a favorire una convergenza delle condizioni economiche tra gli stati aderenti.Invece è accaduto l'opposto.La Germania e pochi altri paesi hanno speso un decennio a ridurre gli squilibri fiscali e a migliorare la competitività attraverso le ristruzzurazioni aziendali; al contrario ,in Italia, Spagna, Grecia e Portogallo gli squilibri fiscali sono rimasti elevati e i costi del lavoro sono cresciuti piu rapidamente della produttività.Di conseguenza,oggi esistono due Europe invece di una.
Questa divergenza è stata aggravata da altri fattori.La mobilità del lavoro all'interno dell'Ue rimane moderata,poichè le differenze linguistiche e culturali ostacolano la migrazione.Di conseguenza,un aumento della disoccupazione alla periferia dell'Unione non induce i lavoratori a migrare verso regioni piu prospere quanto potrebbero;perciò i mercati del lavoro europei sono molto meno flessibili di quelli statunitensi.Altrettanto preoccupante è il fatto che gli stati membri dell'Ue non condividono l'onere fiscale del governo,come accade invece negli Stati Uniti.Il fatto che la politica fiscale rimanga nelle mani dei singoli paesi limita la misura in cui le nazioni possono aiutarsi a vicenda.
Se queste divergenze economiche dovessero persistere e aggravarsi ,l'Unione economica e monetaria europea potrebbe disgregarsi.Per esempio, supponiamo che la Grecia faccia ricorso all'ingegneria finanziaria e a raggiri fiscali per cercare di risolvere i suoi problemi.


 

lunedì 16 aprile 2012

Per il vostro bene...lasciate perdere Paola Musu e Paolo Barnard

 


paolo barnard paola musu summit mmt


Questa è l'ultima volta che scrivo un post su Paolo Barnard, a meno che qualcuno o qualcosa mi costringa a scriverne altri.
Sul Grande Crimine, sulla sovranità monetaria, sull'Euro o Unione europea non ho nulla da ridire,sono d'accordo con lui, anche se basta essere figli di operai per capire che durante il summit a Rimini ,sugli anni 80' ,sono state dette un sacco di bugie.Quello che non mi convince sono le iniziative del signor Barnard e dei suoi fedelissimi.


Questi gruppi che vogliono creare consapevolezza,non mi hanno mai convinto e va a finire che a trarne vantaggio sono pochi mentre tanti altri che vorrebbero collaborare, rimangono esclusi e non si degnano neanche di arrabbiarsi.
Io sono uno che se ne sempre fregato di perdere amicizie, se devo cambiare idea su qualcuno che fino al giorno prima mi dava fiducia, lo faccio senza problemi, senza esagerare. Lo feci per Qui Milano Libera ,idem per questo gruppo MMT.
La maggior parte degli italiani (tra l'85-90%) non è in grado di essere obiettivo, si fanno condizionare e piuttosto di fare un passo indietro per cambiare idea, se lo fanno mettere nel sedere ed è per questo che l'Italia è stata capace di farsi comandare da dei dittatori come Benito Mussolini (allora c'era molto analfabetismo,piu di adesso) e Silvio Berlusconi che Barnard addirittura chiama ladro di polli quando in realtà è uno dei piu grossi corruttori della storia italiana e che grazie alla Ex Cirielli è sempre riuscito a salvarsi per prescrizione e per fortuna che esiste un parte di costituzione decente che permette a chiunque di dire la propria perchè sennò gli unici giornali permessi sarebbero Il Giornale,Libero, Il Secolo D'Italia, La Padania , i giornaletti locali e verrebbero arrestati  coloro che non la pensano come lui.
Barnard lo ha capito e infatti ha aperto il conto bancario, perchè non è detto che uno gli manda solo i soldi per il Summit ,e per carità non c'è niente male, però se si tratta di fare offerte a dei disoccupati 55enni,come quelli chr purtroppo tutti i giorni vengono a leggere i giornali nella biblioteca pubblica dove vado io, non si arriverebbe neanche a 10 euro.Bisogna accontentare il proprio idolo.


L'iniziativa di denunciare Giorgio Napolitano, Mario Monti e Mario Draghi  (e non il salumiere,l'ortolano o il piazzaiolo),non solo è pericolosissima ma anche inutile perchè tecnicamente non hanno commesso nessun reato.Fare entrare un paese nell'Euro non è nessun reato anche se anch'io non sono d'accordo.
Chissà perchè con tutti gli avvocati che ci sono in Italia, solo a Paola Musu è venuta questa idea, sarà l'unica che capisce qualcosa.
Ho letto qualche messaggio su Comedonchisciotte dei barnadini e mi sono messo a ridere per non piangere, gente che non sanno neanche formulare una denuncia che rischiano di subire dei processi solo per accontentare un Barnard che come sappiamo non se la passa bene (anche se alla sua eta c'è gente che dorme alla Caritas e come dicevo prima vengono a leggere i giornali in biblioteca per avere un posto dove scaldarsi) ma invitare la gente a rovinarsi ,mette i brividi.E poi cosa vorrebbe altre guerre? Non sono bastate i milioni di morti nelle guerre mondiali? Vogliamo fare come la Jugoslavia?
Ultimamente per "rimorchiare" tira fuori delle cose  ridicole senza uno straccio di prova:


1) Prima di iniziare il Summit diceva di aver ricevuto minacce quando in realtà non s'è verificato nulla.


2) Scrive che a Rimini un paio di uomini palermitani erano presenti e che per loro l'MMT è la salvezza della Sicilia.Chi sono questi signori non si sa.Dico solo che per la Sicilia piu che questa moneta miracolosa ci vogliono uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.Piantiamola di dire cretinate nascondendo sempre il problema della mafia.Forse (Barnard) ignora le mafie perchè Silvio Berlusconi nel suo partito ha qualcuno condannato per mafia.


3) Durante un intervista ad un suo fedelissimo ha dichiarato che c'era una troupe televisiva che stava andando a Rimini ma ad un certo punto gli hanno detto di tornare indietro.
Si sa chi è questa troupe televisiva? No.


E poi i Partigiani.Li tira fuori quando un bell 80-85% che lo seguono sono di destra e diversi forzanovisti con la foto di Giorgio Almirante nei loro blog.


 


Insomma ,ci sono molti dubbi.Non dico adesso ma tra qualche anno qualcuno mi scriverà per darmi ragione.

domenica 15 aprile 2012

ROMA-LECCE 2-3 (1986).Una partita molto strana...


 


 Ricordare gli anni 80' mi fa sempre piacere e sopratutto alla domenica mi viene sempre la voglia di parlare del mio primo amore:il calcio.
Mi ricordo di quel 10 aprile 1986 come se fosse ieri.Non avevo ancora compiuto 10 anni, da antijuventino (ora invece che la voglia di essere tifoso mi è passata,considero la Juve una squadra come le altre e devo fare i complimenti a Conte perchè ha costruito una squadra tosta che darà del filo da torcere a tutti anche in Champions League) speravo che la Roma vincesse lo scudetto sopratutto per prendere in giro i compagni di scuola.Allora non c'erano le dirette televisive dei match e così ascoltai il mitico TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO.Alla fine primo tempo il Lecce era in vantaggio per 2-1 e poi andai al LUNA PARK convinto, che dopo,tornando a casa,avrei letto della vittoria dei giallorossi.Mentre me ne tornavo a casa ,incontrai un conoscente (juventino) e tutto contento disse contro a mio padre:"Siamo forti,domenica vinciamo lo scudetto".Mio padre come me,rimase sorpreso e gli disse:"Perchè cosa è successo? Il Lecce ha vinto 3-2 e la Juve ha battuto il Milan". Ripeto, non sono mai stato tifoso della Roma ma quel giorno ci rimasi male come loro.


Piu riguardo queste immagini e piu sono convinto che quel match non fu regolare, qualcuno giocò per far vincere il titolo alla Juve, forse ci fu anche lo zampino della criminalità organizzata sempre molto attiva nel calcio.E' una mia opinione ,vale poco, ma sono convinto che qualcuno prima o poi parlerà, ci sarà un altro Carlo Petrini.
Avete visto i gol che prese la Roma quel pomeriggio? Una squadra fortissima in casa che gioca per il titolo, il Lecce è ultimo in classifica e già retrocesso da diverso tempo;va in vantaggio con Graziani ,può gestire la partita con tranquillità e invece prende tre gol.No, c'è qualcosa che non quadra.Posso capire una giornata storta che sbagli molti gol ,ma perdere in quel modo ,no.
Ho sempre ammirato Roberto Pruzzo come attaccante,ma quello che dice nel pezzo del libro che pubblico, non mi convince.



da INDAGINE SUL CALCIO-Oliviero Beha e Andrea Di Caro (Bur)



Faceva caldo,quella domenica, all'Olimpico e si respirava aria di scudetto.Grazie all'ennesima rimonta sul campo del Pisa la domenica precedente (2-4 risultato finale),la Roma di Eriksson aveva raggiunto la Juventus in testa alla classifica.I bianconeri di Trapattoni,che avevano dissipato 8 lunghezze di vantaggio (si giocava ancora con i 2 punti a vittoria), apparivano irrimediabilmente bolliti,la Roma lanciata verso uno scudetto irripetibile affrontava il  Lecce allenato da Fascetti,già da tante giornate matematicamente retrocesso.La Juve invece doveva vedersela,sempre in casa,ma con un avversario molto piu ostico,il Milan.Fino a quel campionato (1985-86) Roma-Lecce non si era mai giocata in serie A.Allo stadio furono consegnati dei volantini che pregavano la tifoseria di non fare invasione di campo (era l'ultima in casa),ma di alzarsi tutti in piedi a 10 minuti dalla fine della partita e cominciare ad applaudire la squadra capace di una tale impresa.Prima dell'inizio il presidente Viola e il sindaco Ugo Vetere,grande tifoso della Roma,fecero un giro di campo per salutare i tifosi.Il "Corriere dello Sport" quella mattina titolò a lettere cubitali:


Sorpasso
Per
Questa
Roma?


In quella stagione,fino al fatidico 20 aprile 1986,la Roma aveva giocato in casa 14 gare di campionato (con 13 vittorie e 1 pareggio).Il match contro il Lecce venne arbitrato da Rosario Lo Bello di Siracusa,il figlio di Concetto.
Dopo 7 minuti la gara era già in discesa grazie al gol di Graziani, e la Roma era in testa al campionato.Ai giallorossi fu annullato un gol,ma non ci si fece neanche caso.Poi il Lecce con due azioni di contropiede si ritrovò clamorosamente in vantaggio alla fine del primo tempo.
"Eravamo ugualmente tranquilli", dichiarò Pruzzo in seguito,"al rientro li massacriamo".E invece al rientro un altro contropiede costrinse il portiere Tancredi a un fallo da rigore:Barbas siglò la sua doppietta personale (l'altra rete fu di Di Chiara).
Sul 3-1 cadde il gelo sullo stadio.A nulla sarebbe servito il diaciannovesimo centro in campionato di Pruzzo:2-3.A Torino nel frattempo la Juve superava 1-0 il Milan,gol di Laudrup.La settimana seguente la Roma avrebbe perso anche a Como.
Il suicidio si era compiuto.Ma in quell'epoca  di scommesse e partite strane, epoca in cui, come leggerete,la malavita puntava enormi cifre di denaro anche riciclato su singole gare e interi campionati, uscirono,subito dopo quelle Idi di aprile,storie di tutti i generi.Si infittirono i dubbi su quella sconfitta clamorosa.Si disse che alcuni giocatori della Roma avessero giocato una grossa somma sul 2 del Lecce alla fine del primo tempo,convinti di ribaltare il risultato nella ripresa.Si disse anche che la Roma godette di favori, "decisi a tavolino dall'Azienda di Soggiorno che organizza il campionato",durante la stagione,per rendere piu competitivo il torneo che nel girone di Andata la Juventus aveva stradominato,e che in quella lunga rincorsa scommesse e arrangiamenti si sono sprecati,favoriti da anni in cui ancora non erano in voga la prove televisive e si poteva far tutto,o quasi.Appunto,quasi: alla fine alla squadra giallorossa era stato semplicemente presentato il conto.Se ne dissero così tante che anche il futuro presidente Franco Sensi confessò a distanza di parecchi anni, in privato, che gli era stato riferito che un noto giocatore della Roma era stato il contatto tra alcuni componenti della squadra e personaggi che si occupavano di scommesse.
Ma a parte le voci vorticose non uscì mai fuori niente di concreto.Rende perplessi anche il fatto che,nonostante quell'anno fosse poi quello del secondo,clamoroso Totonero,quel Roma-Lecce non venne mai tirato in ballo,malgrado le lettere anonime che invitavano a indagare sulle partite della Roma.Comunque le figure interessate hanno sempre negato,e ciò può non stupire...Disse Pruzzo,per esempio:


"So che girarono voci, ma erano stronzate.Io ero un leader dello spogliatoio,non passava nulla che io non sapessi.E se qualcuno si fosse giocato la partita io l'avrei saputo.La verità è che nello spogliatoio non si giocava.Il Lecce rappresentò un incubo che può essere compreso solo se si considera quella partita come una follia isolata.Quella rincorsa ci causò un incredibile dispendio di energie fisiche e nervose.Avevamo finito la benzina,ecco la verità.Il calcio è bello anche perchè esistono gare come quella.Purtroppo capitò a non viverla".


Ettore Viola,altro figlio di Dino,lo ha piu volte confermato ,e si tratta di una famiglia non indenne da casi oscuri,come si è visto...


"Mio padre alla fine della partita era distrutto,incredulo,ma anche lui non sospettò mai nulla.Ai giocatori della Roma,conveniva vincere.Mio padre aveva messo in palio per lo scudetto un premio clamoroso.La verità mai rivelata è che ci arrivarono voci insistenti di un premio a vincere o a pareggiare,che fu promesso al Lecce dalla Juventus.Giocarono la partita con una vis agonistica insolita per una squadra già retrocessa".


Se quella fu una catarsi in negativo per il popolo romanista,fortunatamente senza altri guai che uno scudetto perduto e l'alone di sospetti summenzionati,un anno prima c'era stata una tragedia vera, in parte annunciata come in un romanzo coevo di Gabriel Garcia Marquez.La tragedia di uno stadio, all'indomani della quale mi disse,come accade nei casi epocali, "non sarà mai piu come prima".Retorica,a giudicare dagli anni successivi,cioè vent'anni di stadi a rischio.

venerdì 13 aprile 2012

Presentazione a Bologna del libro L'ITALIA DELLA UNO BIANCA


Bologna è una città molto intrigante, bellissima ,scomoda politicamente. Arrivi in stazione è pensi al 2 agosto 1980, passeggi per via Indipendenza e ad un certo punto c'è via Volturno dove la banda della Uno bianca  il 2 maggio 1991 rapinò l'armeria e uccise 2 persone. Arrivi in Piazza Maggiore dove è partito il movimento 5 stelle di Beppe Grillo e poi c'è via D'Azeglio dove abitava Lucio Dalla. Una città dove non ti annoi mai.


Nonostante a metà maggio Giovanni Spinosa verrà a presentare il suo libro anche dalle mie parti, ho deciso di andare proprio a Bologna perchè è li che Fabio Savi faceva il poliziotto e dove ci fu l'episodio piu grave:l'eccidio del Pilastro.
Alla presentazione erano presenti anche qualche giudice dei processi e tra il pubblico anche Rosanna Zecchi la moglie di Primo che fu ucciso da Fabio Savi dopo una rapina in tabaccheria il 4 ottobre del 1990.



Pubblico per l'ultima volta pezzi si questo libro.ECCIDIO DEL PILASTRO,tre (giovani) carabinieri uccisi.Questa storia è molto piu complessa di quello che ci vuol far credere Carlo Lucarelli su Blunotte, ma lo si può capire, in un'ora non puoi metterci dentro tutto.
Per leggere e capire tutto ,bisogna fare attenzione  riga per riga.Io pubblico la sintesi che ha fatto il dottor Spinosa.


L'ITALIA DELLA UNO BIANCA-Giovanni Spinosi (Chiarelettere)


ECCIDIO DEL PILASTRO


FASE INIZIALE: uno dei Savi,armato del revolver di Alberto,spara contro la fiancata sinistra della Uno militare ferma all'incrocio fra via Casini e via Ada Negri;ferisce i tre militari che reagiscono,sparando con l'M12


FASE INTERMEDIA: la Uno dei carabinieri si sgancia,percorre via Casini fino all'altezza del mercatino (120 metri circa il primo incrocio); l'autista, Otello Stefanini ,ferito al gomito e al volto da due colpi della pistola di Alberto Savi,perde il controllo della macchina e finisce contro alcuni cassonetti della spazzatura;


FASE FINALE: i Savi raggiungono la Uno militare;dalla Uno bianca scendono Fabio e Roberto armati dei loro fucili mitragliatori e uccidono i tre carabinieri già feriti.


 


Anche la seconda sentenza ha articolato il conflitto in tre fasi,tuttavia con contenuti diversi.



FASE INIZIALE:i Savi,a bordo della loro Uno Bianca,sono in coda alla Uno dei carabinieri già prima dell'incrocio fra via Casini e via Ada Negri;sparano i primi colpi con l'AR70 di Roberto Savi dal finestrino anteriore destro, mentre le macchine sono in marcia lungo via Casini e poco prima di arrivare all'incrocio con via Ada Negri;


FASE INTERMEDIA: la Uno bianca dei Savi perde,all'altezza dell'incrocio fra via Casini e via Ada Negri,il contratto con la Uno dei carabinieri;ripreso il contatto,i Savi sparano una nuova raffica poco prima del mercatino,colpendo mortalmente il carabiniere Otello Stefanini che perde il controllo del veicolo e finisce contro i cassonetti della spazzatura;


FASE FINALE; Roberto e Alberto Savi (Fabio si sarebbe quasi assentato da questa fase) scendono dalla macchina;Alberto spara contro la fiancata sinistra con il proprio revolver,mentre Ro9berto spara con l'AR70


I Savi hanno proposto addirittura quattro moventi


1) Erano andati a sparare a dei negri,ma c'erano i carabinieri e andavano bene anche quelli


2) Passavano casualmente per il Pilastro con l'intenzione di andare a San Lazzaro a rubare delle macchina


3) Volevano rubare delle macchine al Pilastro e vennero casualmente intercettati dai carabinieri


4) Fu un agguato per rapinare le armi ai carabinieri.



LE PERPLESSITA'


1) La maggior parte dei racconti dei Savi sulla dinamica dell'eccidio (ovviamente,anche lì,le versioni sono mutevoli) presenta l'evento come un fatto casuale


2) Non ha alcun senso buttare le armi rapinate nei fiumi per poi essere costretti a un simile delitto per rapinarne altre;


3) Se proprio si vuole fare un agguato a dei carabinieri non c'è alcuna ragione per andare al Pilastro,sotto gli occhi di decine di testimoni e con il rischio di incappare nella pattuglia della polizia che contemporaneamente vigilava su quello stesso territorio;


4)Dopo aver assassinato i tre giovani militari,non venne rapinata alcuna arma;la circostanza è ancora piu significativa se si considera che,nella ricostruzione dell'eccidio fatta da quella stessa Corte, uno dei Savi (Alberto) avrebbe fatto il giro dell'auto e sarebbe passato al fianco del cadavere di Andrea Moneta, caduto all'esterno dell'auto con la propria pistola Beretta in pugno.



IL CANNOVACCIO DEI SAVI


- Al Pilastro erano in tre, Fabio, Roberto e Alberto;


-Per una qualche ragione a scelta decisero di sferrare un attacco ai carabinieri e non è credibile;c'era ,sulla strada,il lampeggiante acceso di un camion dei pompieri;


-Spararono ai carabinieri mentre erano in macchina nel tratto fra i grattacieli e la Casa rossa;


-Si spense il motore all'altezza della Casa rossa; è la fantasia di Fabio Savi:dovevano giustificare la distinzione del conflitto in due fasi;


-Riagganciarono i carabinieri nell'ultima parte di via Casini,iniziando a sparare nuovamente dalla macchina in movimento;è compatibile solo con un'ipotesi di permeabilità di Beltrame e Nikpali alle pallottole;


-Fuggirono a San Lazzaro;ed è vero


-Incendiarono la macchina con un colpo di arma da fuoco e tornarono a casa con un'Alfa 33 rubata,parcheggiata precedentemente sul posto; ed è falso.


DA DOMANI TROVERETE ALTRI VIDEO DELL'EVENTO SUL MIO CANALE YOUTUBE


www.youtube.com/anglotedesco


 

mercoledì 11 aprile 2012

La povertà dei bambini napoletani

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Davvero molto bello questo articolo scritto dalla giornalista de Le Monde, sarebbe bello che ogni tanto anche il Tg3 facesse qualche servizio sulla povertà dei bambini napoletani anzichè concentrarsi sempre e solo sui migranti;ma come ho scritto piu volte ,bisogna farli entrare il maggior numero possibile e stringere per la cittadinanza al piu breve, perchè serve il loro voto per poter tornare a comandare il paese.
Poi nel pezzo dell'articolo che ho pubblicato sotto,leggerete dei dati interessanti, ma mi chiedo:perchè ,visto la situazione del Sud,e purtroppo adesso anche del Nord, dobbiamo far entrare anche i "rifugiati economici" dagli altri paesi? Ma a voi interessa la situazione dei bambini meridionali? Vogliamo aumentare le guerra tra poveri?
I "rifugiati politici" bisogna accoglierli perchè scappano dalle guerra, anche se mi sembra molto piu umano evitare di fargli fare giorni e giorni ammucchiati su un barcone e mandarli in paesi piu vicini con l'obbligo di aiutarli, e poi con i soldi che spendi per mantenerli qui, la costruisci un sacco di cose.Un altro dato rigurda il numero di reati.Se vi informate bene,li commettono molto di piu i "rifugiati economici" di quelli politici.



da L'INTERNAZIONALE numero 942.Articolo di Cecile Allegra. LE MONDE


San Lorenzo, nel cuore di Napoli,sono le 7 del mattino.Un ragazzino s'infila nel labirinto dei vicoli umidi trasportano una pesante scatola piena di barattoli.Tuta sbiadita,cappuccio in testa e scarpe da ginnastica rotte,il piccolo Gennaro comincia la sua giornata di lavoro.Nessuno sembra stupirsi a vederlo sgobbare cosi di buon mattino.A settembre dello stesso anno Gennaro è stato assunto in un negozio di generi alimentari.Sei giorni su sette,per dieci ore al giorno, riempie di prodotti e consegna le merci in tutto il quartiere.Gennaro sognava di diventare un informatico,ma è un garzone di bottega,il mestiere piu diffuso tra i bambini lavorativi di Napoli.
Lavora in nero, a meno di un euro all'ora,e quando tutto va bene guadagna 50 euro a settimana Gennaro ha appena compiuto 14 anni.
Paola Rescigno,sua madre,non avrebbe mai creduto che un giorno gli avrebbe fatto abbandonare la scuola.Per 20 anni ha abitato con il marito in un appartamento di 35 matri quadrati che si affaccia su un cortiletto nel quartiere di San lorenzo,tra i piu bui del centro storico.Da quando il marito è morto,per un cancro,Paola rescigno vive di espedienti.Ha messo su una piccola impresa di pulizie e divide il lavoro con le altre disoccupate del quartiere.
Guadagnava 45 centesimi,meno di suo figlio.E' lei a svegliare Gennaro tutte le mattine all'alba per farlo arrivare in orario al negozio.Ha anche una figlia di 8 anni,e ha dovuto fare una scelta:" non potevo comprare i libri per tutte e due".


A Napoli migliaia di bambini come Gennaro sono costretti a lavorare.Secondo un allarmante rapporto pubblicato a ottobre del 2011 dal comune,tra il 2005 e il 2008 in tutta la Campania, 54.000 milioni hanno abbandonato la scuola: il 38% ha meno di 14 anni.
Garzoni di bottega, camerieri, fattorini, apprendiste parrucchieri, bassa manolavanza nelle concerie dell'entroterra e nelle pelletterie dei grandi marchi, tuttofare al mercato:sono dappertutto,e sono visibili, lavorano in pieno giorno nell'indifferenza generale"
Dal 2008 sono state approvate una serie di leggi di bilancio che hanno imposto drastici tagli sulle spese sociali.Prima il reddito medio nella regione era di 633 euro pro capite:oggi secondo i dati Istat,la metà degli abitanti ritiene che la sua situazione sia peggiorata.

LA BANDA DELLA UNO BIANCA:la versione del dottor Giovanni Spinosa (3 parte)

la banda della uno bianca libro di giovanni spinosa



Piu vado avanti a leggere questo libro e piu cresce in me la convinzione che limitandosi a quello che ti raccontano Carlo Lucarelli, Giovanni Minoli e Franca Leosini ,non riesce a capire a 360 gradi la storia della Banda della Uno bianca.Ti portano in una sola direzione cioè quella dove i colpevoli sono solo loro :i fratelli Savi.


Si addossano decine di rapine sostenendo di essere soli quando invece c'erano altre persone, confessano e poi ritrattano,rispondono molte volte "non ricordo" nonostante certe azioni criminali difficilmente riesci a dimenticartele.A volte i fratelli Savi sembrano Pino Pelosi, confessano il falso per evitare che qualcuno faccia del male alle loro famiglie.
E infatti a pagina 34 del libro Spinosa scrive:


"Il 21 giugno 1995,Roberto Savi non si rivolge ai suoi giudici ("Se mi condannate un'altra volta per me è indifferente).Si rivolgeva ripetutamente ed esplicitamente ai giornalisti presenti in aula per dire che lui non faceva l'informatore.Roberto Savi,appellandosi ai giornalisti,ha trasformato il processo in un canale di comunicazione con l'esterno.Il contenuto delle nuove versioni è,paradossalmente,un fatto secondario.Se ci si rivolge ai giornalisti,vuol dire che il proprio interlocutore non è all'interno dell'aula d'udienza.Il 21 giugno Roberto Savi ha parlato di una rete investigativa che li avrebbe protetti.Non è una novità:il pensiero corre al 21 novembre 1994,quando Roberto Savi rassicurava il fratello dicendogli che se "fossimo stati arrestati qualcuno ci avrebbe tirato fuori".



Questo è un libro da leggere dall'inizio , senza distrarsi un attimo,anche se a differenza di Marco Travaglio,autore della prefazione,non ho passato nessuna notte in bianco per sapere subito come va a finire.Pubblico pezzi dove il dottor Spinosa ci parla del periodo tra il 1987 e il 1989,rapine ai caselli e assalti alle Coop.
Non costa poco (18 euro),ma vi consiglio di acquistarlo, sono soldi davvero spesi bene.


L'ITALIA DELLA UNO BIANCA-Giovanni Spinosi (Chiarelettere)



DALLE CONGETTURE AI FATTI



CONGETTURA:giudizio fondato piu su un'intuizione personale che su prove reali.
Il lapsus di Fabio Savi che,sentendo parlare di ritrovamento della Fiat Argenta usata a Rimini,aveva inopinatamente parlato di targhe,è stato alla base di un'intuizione istintiva.Si è intuito che la rimozione delle targhe potesse servire per segnalare l'autovettura messa a disposizione dei rapinatori.


IPOTESI:idea provvisoria che,partendo da un lato certo, ne deduce un altro che dev'essere dimostrato.
L'intuizione iniziale è divenuta ipotesi nel momento in cui si è accorti che l'unica spiegazione razionale attribuibile alla rimozione delle targhe anteriori era quella colta dopo il lapsus di Fabio Savi.


FATTO:un dato dell'esperienza.


ESPERIENZA 1: i Savi hanno ripetutamente e convergente mentito sull'assenza delle targhe anteriori;non volevano o,piu credibilmente,non potevano spiegare chi fossero i materiali esecutori delle rapine.


ESPERIENZA 2:i Savi hanno ripetutamente e convergentemente mentito sulla modalità di esecuzione delle rapine; non potevano dispiegare sulla scena del delitto piu forze in termini di uomini (si pensi alle rapine alle Coop di Casalecchio,via Massarenti o Pesaro) e di mezzi (si pensi al revolver che non possedevano e che ha sparato a Castel Maggiore o agli inspiegabili 1500 km fatti dalla Uno bianca usata in via Gorki).


ESPERIENZA 3: le due menzogne precedenti rispondono a una stessa esigenza,ovvero la necessità di proporsi come unici autori di tutti i fatti criminosi.


L'INTUIZIONE nata dal lapsus di Fabio Savi è divenuta,prima, un'ipotesi (unica spiegazione possibile di una condotta anomala) e poi, calata nella concretezza della realtà,un fatto.
La ragione per cui,prima di essere arrestati,i Savi hanno concordato di negare la rimozione delle targhe anteriori è la stessa per cui non potevano dare le giuste risposte sull'esecuzione di rapine che non avevano le potenzialità di realizzare.
L'assurdo logico insito in una banda che,nello stesso periodo,assalterebbe casellanti inermi e guardie giurate armate su furgoni blindati si scioglie assegnando alla banda,per ogni tipologia di rapina,il ruolo consentitole dalle proprie capacità operative.
La correlazione fra l'assenza delle targhe anteriori e la violenza gratuitamente esercitata negli assalti alle Coop e nella rapina Ricuperati apre,tuttavia,un ulteriore quesito.Si tratta di capire se i Savi avevano un rapporto diretto con i materiali esecutori delle rapine alle Coop.Oppure se il rapporto era mediato da terzepersone.Perchè,se fosse vera questa seconda ipotesi,lo scenario sarebbe ancora piu inquietante.
Chi è, o chi sono i personaggi che manovrano i Savi da un lato, e i rapinatori dall'altro? E' questo il dilemma che ci introduce al 1990.