Anglotedesco

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mercoledì 29 febbraio 2012

Il libro che Tremonti voleva dare agli economisti MMT.Grecia ed Europa

giulio tremonti uscita di sicurezza paolo barnard mmt


Giulio Tremonti qualche giorno prima del SUMMIT MMT avrebbe chiesto a Paolo Barnard  se poteva girare il suo libro agli economisti presenti. il libro è USCITA DI SICREZZA.


Pubblico qualche pezzo del capitolo GRECIA,EUROPA.


Intanto Su Repubblica del 28/02/2012 Paul Krugman scrive:


"L'Italia ha avuto deficit negli anni antecedenti alla crisi, ma erano di poco superiori a quelli tedeschi (l'enorme indebitamento dell'Italia è un eredità delle irresponsabili politiche di molti anni fa)"


"Gran Bretagna e Usa possono prendere in prestito capitali a un tasso di interesse che si aggira intorno al 2%,il Giappone solo l'1%"


"Introducendo una valuta unica senza aver preventivamente creato le istituzioni necessarie a farla funzionare a dovere,l'Europa in realtà ha ricreato i difetti del gold Standart,inadeguatezza che rivestirono un ruolo di primo piano nel provocare a far perdurare la grande depressione"


"La creazione dell'Euro ha alimentato un falso senso di sicurezza tra gli investitori che ha dato briglia sciolti a enormi e insostenibili flussi di capitali nelle nazioni di tutta la periferia europea.Le spese e i prezzi sono aumentati,la produzione ha perso in competitività e le nazioni che nel 1999 avevano a stento raggiunto in equilibrio tra importazioni ed esportazioni hanno iniziato invece  a incorrere in ingenti deficit commerciali.Poi la musica si è interrotta".


"Se le nazioni di periferia europeo avessero ancora le loro valute potrebbero ricorrere alla svalutazione,per repristinare quanto prima la propria competitività".


da USCITA DI SICUREZZA-Giulio Tremonti (Rizzoli)


Oggi l'Europa è infatti l'epicentro di una crisi che non solo è diversa da quella americana,ma molto piu grave.Piu grave perchè non è limitata agli interessi dei privati,ma estesa agli interessi pubblici;non limitata alle banche,ma estesa agli Stati,così sommando insieme e di colpo le due forme di crisi piu note nella storia finanziaria:la crisi bancaria e la crisi statale.
E' poi una crisi che è ancora piu grave per il fatto che la combinazione tra le sue due forme si manifesta dentro un ambiente,quello europeo,che da un lato è tale da farle esplodere a catena,come in un meltodown atomico,a causa delle interrelazioni economiche e finanziarie attraverso cui negli anni, "Europa su Europa", si sono sviluppati tanto il Mercato comune,quanto la moneta comune;dall'altro sembra incapace di gestirle con la necessaria visione,con la necessaria forza politica.
Così che quella in atto non è solo crisi di singole banche o di singoli Stati ma,nel suo insieme,è crisi dell'intera architettatura economica e politica dell'Europa.Di riflesso,essendo l'Europa non solo l'area piu ricca del riflesso,essendo l'Europa non solo l'area piu ricca del mondo,ma anche e per questo un'area fortemente interconnessa con il resto del mondo,è essa stessa che oggi genera un rischio di crisi per il mondo.Si dice,delle banche cosidette sistemiche,che sono troppo grandi per fallire (too big to fail).Lo si ripete per gli Stati,ma con il cinico corollario che potrebbe non essere vero!Probabilmente ora si può dire lo stesso anche per l'Europa:che anche l'Europa è too big to fail.O no?


La Grecia in sè è infatti una parte piccola dell'Europa,tanto per popolazione,circa 11 milioni di persone,poco piu di una media regione europea,quanto per produzione industriale,circa il 2% del PIL europeo.Ma per questo,proprio perchè piccolo,il caso della Grecia poteva e doveva essere gestito con relativa facilità.Come si è visto,è stato l'esatto opposto.Ma è proprio questa asimmetria,tra un piccolo problema economico e la sua colossale malagestione politica,che ha sempre piu minato e mina le basi di fiducia nell'euro.Se non siete capaci di intervenire qui,si nota da fuori,figurarsi in una regione piu grande!
La Grecia è stata ed è un problema,poi, per come è entrata in Europa:con un bilancio pubblico "ombra",a fianco del bilancio ufficiale,a sua volta truccato.
Ancora un problema,per come il suo caso è stato gestito in Europa e dall'Europa:due anni di errori consecutivi,prima nella stima della dimensione e della dinamica della crisi greca,poi nella scelta degli strumenti da applicare.Prima orgogliosamente questi dovevano e potevano essere solo "europei".Infine,per successiva ammissione di impotenza,anche internazionali.A partire da quelli messi a disposizione del Fondo Monetario Internazionale.
Un problema poi alimentato dall'esternazione sequenziale e dalla moltiplicazione di annunci contradditori.Un coro stonato,cacofonico:la Grecia "si salva",anzi no;la Grecia "fa default",anzi no.Un coro al quale troppi hanno partecipato:governi,autorità, istituzioni,banche centrali e private diverse.
Ancora un problema,per gli effetti prodotti in Grecia dal trattamento finanziario curativo applicato:prima della crisi,il debito pubblico greco era pari al 119% del PIL;oggi è al 150% e, secondo le proiezioni,arriverà presto al 190%,principalmente per effetto della connessa conseguente recessione.Un caso in cui è evidente che, a seguito degli interventi curativi,a scendere non è stato il debito pubblico,ma all'opposto il PIL!
E' così che siamo arrivati al dilemma finale fatale: la Grecia può uscire dall'euro? O no? No,si dice,a cominciare dalle ragioni giuridiche:l'uscita di un Paese dall'euro non è infatti prevista dal trattato istitutivo dell'euro.Anzi, questo è stato disegnato proprio perchè non fosse possibile:"Tutti coloro che hanno avuto il privilegio di tenere la penna per scrivere la prima versione del Trattato di Maastricht hanno fatto in modo che un'uscita non fosse possibile.Siamo stati benb attenti a evitare di scrivere un articolo che consentisse a uno Stato membro di andarsene.Questo non è molto democratico,ma è una garanzia per rendere le cose piu difficili,in modo che fossimo costretti ad andare avanti (Jaques Attali).Tutto è del resto coerente con un "illuminato" dictum di Goethe:"Il primo passo è libero,è al secondo che siamo tutti obbligati".
E poi ancora no, si dice,per ragioni che sono insieme economiche e simboliche:il rischio classico del simul stabunt aut simul cadent.Il rischio fatale insito nella domanda:chi altri viene,dopo la Grecia? E dove arriva l'effetto domino:al doppio euro? Alla fine dell'euro? Tanto basta per porci una prima essenziale domanda:cosa ha causato,cosa causa in Europa una crisi così complessa?

martedì 28 febbraio 2012

Il libro che Tremonti voleva dare agli economisti MMT (2 parte)+ Krugman

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Leggendo in rete quei pochi articoli che parlavano del summit MMT di Rimini che si è svolto il 24-25-26 al 105 Stadium, è saltato fuori che l'ex ministro dell'economia del governo Berlusconi, Giulio Tremonti, avrebbe telefonato a Paolo Barnard chiedendogli se poteva girare copie del suo libro agli economisti dell'MMT.
Il libro è USCITA DI SICUREZZA che sto leggendo e sono arrivato piu o meno a metà.Nonostante non sia mai stato un tifoso del ministro Tremonti, trovo questo libro molto interessante,  scritto in maniera semplice, utile sopratutto per chi di economia capisce poco.
E' giusto parlare di Euro e di Unione Europea, noi operai (e non solo) abbiamo gli stipendi piu bassi sopratutto dopo essere entrati nella moneta unica perchè con la lira le cose andavano meglio anche se è sempre stata dura arrivare alla fine del mese.Il problema principale però è la globalizzazione finanziaria. La crisi ha potuto espandersi dagli Usa ad altri centri finanziari del mondo grazie alla globalizzazione finanziaria e poi grazie alla politica economica finanziaria degli ultimi 20-25 anni, non ci sono piu muri, uno può andare dove cavolo gli pare senza problemi, chiudono fabbriche qui e vanno dove si può sfruttare (e ammazzare) la gente per pochi dollari all'ora chiudendo fabbriche qui in Europa, con la scusa che i giovani europei non hanno piu voglia di fare certi lavori.


Intanto Su Repubblica del 28/02/2012 Paul Krugman scrive:


"L'Italia ha avuto deficit negli anni antecedenti alla crisi, ma erano di poco superiori a quelli tedeschi (l'enorme indebitamento dell'Italia è un eredità delle irresponsabili politiche di molti anni fa)"


"Gran Bretagna e Usa possono prendere in prestito capitali a un tasso di interesse che si aggira intorno al 2%,il Giappone solo l'1%"


"Introducendo una valuta unica senza aver preventivamente creato le istituzioni necessarie a farla funzionare a dovere,l'Europa in realtà ha ricreato i difetti del gold Standart,inadeguatezza che rivestirono un ruolo di primo piano nel provocare a far perdurare la grande depressione"


"La creazione dell'Euro ha alimentato un falso senso di sicurezza tra gli investitori che ha dato briglia sciolti a enormi e insostenibili flussi di capitali nelle nazioni di tutta la periferia europea.Le spese e i prezzi sono aumentati,la produzione ha perso in competitività e le nazioni che nel 1999 avevano a stento raggiunto in equilibrio tra importazioni ed esportazioni hanno iniziato invece  a incorrere in ingenti deficit commerciali.Poi la musica si è interrotta".


"Se le nazioni di periferia europeo avessero ancora le loro valute potrebbero ricorrere alla svalutazione,per repristinare quanto prima la propria competitività".


da USCITA DI SICUREZZA-Giulio Tremonti (Rizzoli)


TRE TRAGICI ERRORI


A cinque anni dell'esplosione della crisi è ormai chiaro che in Occidente la politica,tanto quella di destra quanto quella di sinistra,ha commesso tre errori.Tre errori tragici e tra di loro concatenati:non ho capito la differenza tra un normale ciclo economico e una crisi storica;ha pagato con denaro pubblico il conto dell'azzardo privato;ha scambiato regole false per regole vere.In sintesi, ha passivamente accettato la vittoria della finanza sulla politica.
L'ultima grande scelta politica occidentale è stata fatta venti anni fa,lanciando la globalizzazione.La globalizzazione è stata in specie voluta,per compressione e accelerazione della storia,da un'èlite di potere determinata e "illuminata".Con la globalizzazione,il carattere nazionale e particolare,tipico per secoli della politica,è stato prima risucchiato e poi disperso in un mondo nuovo disegnato e dominato dal mercato globale.


Il potere politico è stato per secoli concentrato nella macchina dello Stato-Nazione.Lo Stato controllava il territorio e il territorio era il naturale contenitore della ricchezza,agraria,mineraria,infine industriale.Gli dava titolo per esercitare il suo monopolio politico:battere la moneta,riscuotere le tasse,fare giustizia.
Con i governi rimasti di sotto,sempre piu deboli in sè, per la perdita di valore politico del loro storico dominio territoriale,e dunque sempre meno importanti,sempre meno utili.Con il mercato e la finanza insediati e sviluppati al livello superiore,da questa posizione sempre piu potenti e trascendenti e per questo capaci di risucchiare verso l'alto un enorme quantum di potere.
E così che la politica "classica",formatasi nel mondo dello Stato-nazione,rimasta al livello inferiore,ha cominciato a logorarsi e via via a dissolversi.E' così che la sua curva delle idee e delle categorie,quanto la curva delle specie e delle figure politiche,la galleria umana del suo personale.
Con la globalizzazione e per suo effetto ha preso forma e forza l'altro eccesso,l'eccesso simmetrico opposto:il crescente e dominante potere esercitato sulla politica di finanza ,forte, questa, per la sua capacità di mobilitare e concentrare interessi colossali,forte per la sua vincente ideologia ,forte per la sua capacità di accredito mediatico del mercato,in generale,e del mercato finanziario ,in particolare,sistematicamente presentati come nuovi superefficienti sostituiti della vecchia politica.


 


 

lunedì 27 febbraio 2012

Il libro che Tremonti voleva dare agli economisti MMT (1 parte)

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Leggendo in rete quei pochi articoli che parlavano del summit MMT di Rimini che si è svolto il 24-25-26 al 105 Stadium, è saltato fuori che l'ex ministro dell'economia del governo Berlusconi, Giulio Tremonti, avrebbe telefonato a Paolo Barnard chiedendogli se poteva girare copie del suo libro agli economisti dell'MMT.
Il libro è USCITA DI SICUREZZA che sto leggendo e sono arrivato piu o meno a metà.Nonostante non sia mai stato un tifoso del ministro Tremonti, trovo questo libro molto interessante,  scritto in maniera semplice, utile sopratutto per chi di economia capisce poco.
E' giusto parlare di Euro e di Unione Europea, noi operai (e non solo) abbiamo gli stipendi piu bassi sopratutto dopo essere entrati nella moneta unica perchè con la lira le cose andavano meglio anche se è sempre stata dura arrivare alla fine del mese.Il problema principale però è la globalizzazione finanziaria. La crisi ha potuto espandersi dagli Usa ad altri centri finanziari del mondo grazie alla globalizzazione finanziaria e poi grazie alla politica economica finanziaria degli ultimi 20-25 anni, non ci sono piu muri, uno può andare dove cavolo gli pare senza problemi, chiudono fabbriche qui e vanno dove si può sfruttare (e ammazzare) la gente per pochi dollari all'ora chiudendo fabbriche qui in Europa, con la scusa che i giovani europei non hanno piu voglia di fare certi lavori.
E poi la finanza sempre piu criminale che grazie anche alla nuova tecnologia si può nascondere meglio e fare i propri interessi;con un semplice manda in rovina milioni di persone e purtroppo la maggior parte sono operai.
In questo libro Tremonti dedica anche dei capitoli all'Europa alla Grecia.Non li ho ancora letti,staremo a vedere.Nei prossimi 3-4 giorni pubblicherò qualche pezzo di quello che ho letto.


da USCITA DI SICUREZZA-Giulio Tremonti (Rizzoli)


Alla base del mercato finanziario,c'è un'ideologia potente e dominante che tende ad azzerare la parte migliore della natura umana, riducendo la vita nell'economia e l'economia nella finanza,un mostro che oggi si alimenta divorandoci e infine divorandosi.


Oggi un tipo di ricchezza che via via tende a distruggere le nazioni,fino a distruggere se stessa,nella forma di una doppia distruzione,tanto politica quanto economica.Non ,come in Marx,un capitalismo chiuso nella dialettica e nel conflitto tra il capitale costante e il capitale variabile,il primo fatto dalla somma dei mezzi di produzione e di circolazione delle merci + il capitale circolante,e il secondo costituito dalla forza lavoro.
Un fatto è certo:la crisi che ora vediamo e che viviamo non è venuta,non viene dal nulla,non dal caso,non da un'oscura e imperscrutibile maledizione.Viene dall'azione dell'uomo.


Quando,manovrando il mercato finanziario e gli spread,il potere agisce sulla manopola del volume della paura,la paura di perdere tutto, dal lavoro al risparmio;quando davanti alla crisi il potere,proprio il potere liberale costituito in nome del libero mercato,chiede che per pericolo e necessità sia proclamata.
Quando,manovrando il mercato finanziario e gli spread,il potere agisce sulla manopola del volume al risparmio;quando davanti alla crisi il potere, proprio il potere liberale costituito in nome del libero mercato, chiede che per pericolo e necessità sia proclamato lo "stato deccezione";quando per conservare i suoi interessi la finanza arriva all'ultimo stadio, mettendosi a governare in presa diretta facendo uso di tecnici che,loro sì, sono del tutto diversi dal popolo e perciò sanno cosa è bene per il popolo;quando arriva il Fondo Monetario Internazionale a ridurre la sovranità nazionale;quando è evidente che questo processo,essendo basato sulle stesse meccaniche che hanno causato la crisi,non la interrompe ma all'opposto la prolunga e la aggrava;quando,pur con tutte le sue colpe,chi è eletto non conta mentre conta chi non è eletto e questi conta proprio perchè non eletto. Quando il crepitare degli spread fa vacillare la fiducia in noi stessi e lo spirito dell'Unione Europea,allora è chiaro il rischio che emergano qua e là,e a partire proprio dalla civilissima Europa,i primi segni di un nuovo tipo di fascismo:il fascismo finanziario,il fascismo bianco.
Possiamo farlo partendo dalla separazione radicale e fondamentale tra economia produttiva ed economia speculativa,tutelando la prima e neutralizzando invece la "bisca finanziaria" pianificandole una lunghissima moratoria,come nel biblico sabbatico,o avviandola verso un'ordinata procedura fallimentare,in modo che perda o paghi solo chi deve perdere o pagare e con noi;riportando la moneta nel potere degli Stati,in nome e per conto dei popoli,così tra l'altro stabilizzando i bilanci pubblici;ripristinando l'impero della legge;avviando grandi piani di investimenti pubblici;soprattutto mettendo il cuore,la ragione e lo spirito al posto del saggio di interesse,il pane al posto delle pietre,l'uomo al posto del lupo.


 

domenica 26 febbraio 2012

IL LINGUAGGIO DEI BANCHIERI:festeggiare una perdita di 30 miliardi

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Partirei dalle ultime righe che pubblico in questo post.Per i banchieri, i veri padroni del mondo, contano la legge del denaro e del piu forte. Per uno che che legge libri di economia è una cosa normale, purtroppo in Italia lo fanno in pochi e i programmi televisivi mettono sempre al primo posto dei nemici dei cittadini,i parlamentari che,per carità, se la spassano in maniera vergognosa con i soldi dei contribuenti, però non posso accettare certi silenzi sulla criminalità bancaria.
Questo banchiere corrotto ripete le stesse cose di altri che certi ambienti li hanno frequentati.


da SENZA FONDO-Creso (Rizzoli)


Il medagliato di turno era molto popolare in due arrondissements della capitale."Amico mio di qua","carissimo di là",si parlava solo di lui,sembrava che ci fosse solo lui.Finita l'estate del 2008,in questo inizio di stagione i suoi tanti amici si erano dati appuntamento per celebrare l'uomo che molti giornalisti soprannominavano il "Padrino delle banche".Non era una festicciola di compleanno e neanche la sagra del santo patrono,qui c'erano i rincoglioniti dell'ispettorato delle Finanze che venivano a festeggiare i loro trenta miliardi...di perdite! In fondo,tra di loro continuavano a dirsi che erano stati bravi,alla fin fine.


Nel momento in cui riflettevo sul fatto che la corte,nel nostro Paese,era in grado di sopravvivere a qualunque alternanza,a qualunque risultato elettorale,una specie di toro mi diede uno spintone senza tanti complimenti.Era un uomo enorme,quasi altrettanto largo che alto,come un veliero che bordeggia a destra e sinistra per prendere il vento.Riconobbi immediatamente Antoine Bernheim,autentica leggenda vivente dell'alta finanza mondiale.Non aveva mai avuto contatti con lui,ma sapevo ugualmente un bel pò di cose.Figlio di commercianti,ebreo non piu praticante,aveva cominciato ad arricchirsi nel settore immobiliare,poi era stato assunto presso Lazard,negli anni Sessanta, dal gran capo in persona,l'ambiguo Michel David-Weill.A partire da quel momento,Bernheim aveva saputo combinare ottimi deal,mettendo a segno una serie di fusioni guidate dalla banca d'affari a condizioni soddisfacenti,quanto meno per lui.Il suo patrimonio personale era stato stimato nel 2006 a circa seicento milioni di euro.Un risultato di cui onesto lavoratore salariato può andare fiero,no?
Nel vederlo,il gruppo intorno al presidente della Repubblica si fece meno compatto.Anche se non faceva parte della cerchia dell'ispettorato,l'autodidatta del denaro affascinava la maggior parte dei personaggi d'alto rango presenti quel giorno nel salone delle feste.Colsi l'occasione per arrivare un pò piu vicino al ristretto cenacolo,sulla scia dell'ottantenne presidente del gruppo assicurativo italiano Generali,un impero che Bernheim dirigeva con innegabile successo da una dozzina d'anni.Sarkozy si staccò dal gruppo per dargli il benvenuto,porgendogli entrambi le mani.Bernheim gli abbrancò la destra con un gesto quasi violento,e gliela strinse con un'energia insolita in un uomo di quell'età.Gli altri lo guardavano,in attesa.
"Nicolas,sei il migliore,sei il migliore", proclamò con voce stentorea,ben deciso a imporsi sul clamore circostante.E poi,dopo un attimo di silenzio: "Hai superato tutte le nostre aspettative,tutte le nostre speranze!Le nostre speranze!".
Parlando così apertamente,Bernheim traduceva i pensieri reconditi di tutti quanti i presenti.Tutti quei presidenti e amministratori delegati,banchieri, alti dirigenti delle Finanze e affini avevano finalmente all'Eliseo uno di loro,uno che avrebbe difeso i loro interessi,protetto le loro ricchezze,riformato la wealth tax,la "tassa sui ricchi",elargito sovvenzioni alle loro imprese,cambiato le leggi che non gli andavano piu bene...Insomma,un uomo prezioso.Da TF1 al gruppo Bouygues,dall'impero Pinault a quello di Bernard Arnault,dall'Oreal a Vivendi,da Serge Dassault a Henri de Castries,erano tutti qui, vibranti di ammirazione,pronti a intonare lodi in suo onore per tutta Parigi e a far cantare in coro i giornalisti al loro servizio.Divisi tra ammirazione e irritazione,si erano comunque trovati un nuovo padrone.E alla faccia di tutti i proclami sull'indipendenza,di tutte le interviste che riaffermavano l'autonomia del privato rispetto alla cosa pubblica e l'importanza del ruolo degli azionisti rispetto allo Stato,erano tutti qui,in fila indiana,a presentare i propri omaggi ai piedi del sovrano.
Appartenevo anch'io a quel giro-malavitoso? In cui contavano solo due leggi:la legge del denaro e la legge del piu forte.Allora non sapevo che l'avrei sperimentato di persona,e ben prima di quanto potessi pensare.

venerdì 24 febbraio 2012

Io sto con Giancarlo Caselli


Giancarlo Caselli lo considero uno dei pochi magistrati decenti, uno che fa il proprio dovere a 360 gradi ,che non guarda in faccia a nessuno e infatti è odiato da tutti sia dalla estrema sinistra ma anche dall'estrema destra come potete vedere nel video sopra dove un gruppo di forzanovisti lo sono andati a contestare allo spazio Melampo a Milano mentre presentava un libro con Nando Dalla Chiesa e Umberto Ambrosoli.Una cosa è certa:Giancarlo Caselli è molto piu coraggioso del loro leader Roberto Fiore, che quando un provvedimento del tribunale di Bologna,emesso subito dopo la strage  della stazione di Bologna il 2 agosto 1980, scappò con Massimo Morsello in Inghilterra.
Leggevo una sua intervista ieri su Repubblica e dice:"Vorrei vivere in un posto normale,nel quale ci si confronta ma non ci si divide in fazioni,in tifoserie pro e contro". Purtroppo in questo paese di sottosviluppati è impossibile.



da MANI SPORCHE -Travaglio, Gomez,Barbacetto.(Chiarelettere)


Il 13 marzo 2002  si replica con Eurojust:CASELLI fa già parte dell'organismo embrionale della superprocura europea,Pro-Eurojust,e come tutti i colleghi rappresentati degli Stati Uniti membri attende di essere riconfermato.Ma il governo Berlusconi,unico in Europa,cambia cavallo,nonostante un appello dei vertici di Eurojust che lo invitano a mantenerlo nell'incarico.Estromeso da Bruxelles e sostituito dal procuratore di Terni,CESARE MARTELLINO (gradito-si dice-a CESARE PREVITI),CASELLI viene nominato procuratore generale a Torino.E quando tenterà di concorrere per la Procura antimafia,il governo tornerà a sbarrargli la strada con due leggi contra personam,per estrometterlo dal concorso del Csm.

giovedì 23 febbraio 2012

L'Europa privatizzata.Si parla di MMT in una lettera sul IL RIFORMISTA

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Per piacere ai mercati, alla criminalità unita europea, alla Germania, alle banche,devi privatizzare tutto altrimenti cominciano i guai,non ti mandano piu gli euro (che dobbiamo chiedere in prestito e non possiamo stampare), guerre vere e proprie e come si può leggere sotto (l'elenco lo ha fatto Repubblica lunedi) nel vecchio continente si sta privatizzando tutto.
Privatizzare vuol dire trasferire i servizi pubblici ai privati che pensano solo a guadagnarci peggiorando il servizio, tagliando posti di lavoro, tutto il contrario dei bisogni reali dei cittadini.Quasi tutti i giornali sono d'accordo, quelli che sono contrari,stanno per chiudere.


Sul riformista ho trovato una lettera che parla anche dell'MMT che domani a Rimini comincerà la "tre giorni" con grandi professori americani chiamati da Paolo Barnard.Si attendono piu di 1000 persone, staremo a vedere. Le teorie della MMT sono giuste,ma non risolverebbero i problemi della gente.Purtroppo con la globalizzazione finanziaria neoliberista che ha fatto cadere tutti i muri, le industrie vanno ad aprire nei paesi dove si possono fare enormi profitti sfruttando le persone per pochi euro al mese,come ha fatto la famosa fabbrica di calze ,Golden Lady di Mantova, che ha lasciato a casa molti operai ed è andata ad aprire in Serbia.


 


ITALIA


9.000 edifici


Spiagge


fortini


palazzi e isole



GRAN BRETAGNA


L'arco dell'ammiraglio a Londra


base militari


caserme


edifici del ministero degli esteri e della Difesa


portaerei in disuso



FRANCIA


1700 proprietà pubbliche


casinò di caccia reale


castelli


palazzi



GRECIA


Aereoporto internazionale di Atene


38 aereoporti piu piccoli


compagnia energia e gas


porto del Pireo


porto di Tessalonica


autostrade


ippodromi


fascia cosatiera


isole


energia solare



IRLANDA


Compagnia del gas


linea aerea Aer Lingus


azienda forestale di stato


National stud



PORTOGALLO


Compagnia dell'energia elettrica



OLANDA


18 cacciabombardieri usati



SPAGNA


Compagnia dell'acqua


metropolitana di Madrid



FINLANDIA


Santa park,il parco giochi di babbo natale in Lapponia


LETTONIA


una cittadella militare



da IL RIFORMISTA  del 23/02/2012-lettera di Ascanio De Santcis


L'UE ALLA RICERCA DELL'AUSTERITA'


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La storica paura tedesca dell'inflazione sta bloccando l'Europa che ha seguito in questo ultimo anno la linea dell'austerità attraverso il contenimento del deficit dei paesi membri.Sono contrari a questa impostazione gli economisti della Modern Monetary Theory (MMT) che ritengono inesistente il pericolo dell'inflazione fin tanto che la disoccupazione sia rilevante;essi suggeriscono pertanto di incrementare il deficit pubblico facendo finanziare dalle banche centrali tramite l'acquisto dei titoli di Stato.I risultati negativi dell'Europa nel seguire l'austerità sono evidenti,tra gli insuccessi degli economisti nel prevedere il futuro dell'economia consigliano prudenza anche nel seguire la teoria della MMT.
Concentrarsi solo sulla quantità del debito senza un'attenzione alla sua qualità rischia di provocare l'inflazione prima del previsto;sembra perciò necessario orientare accuratamente il maggior deficit pubblico verso investimenti a redditività superiore al costo del denaro (quali ad esempio:risparmio energetico,prevenzione idrogeologica, stimolo alle esportazioni,ricerca e sviluppo aggiornamento professionale).Per avviare un circolo virtuoso.

mercoledì 22 febbraio 2012

In carcere nel periodo di Mani Pulite (3 parte)

 


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Ancora il periodo di Mani pulite ,però prometto che è l'ultima volta che ne parlo, dalla settimana passerò al momento drammatico dell'Italia e del mondo.
Il Pool facendo rinchiudere in carcere certi importanti imprenditori e politici ,ha cercato di imitare quello che succede in altri paesi dove sono una cosa abbastanza normale, in questo paese catto-comunista però non siamo abituati , non conosciamo la parola "obiettività" e in galera ci deve finire sempre il nostro avversario politico perchè in caso contrario è un complotto.
Io lo dico da tanto tempo,  il nostro non è un paese credibile perchè ci sono troppe divisioni, troppo odio tra nord e sud e finchè non arriveremo a sostituire gli esseri umani con dei computer, non c'è da metterci la mani sul fuoco per nulla, e questo non lo dico io ma i fatti, tante persone finite dentro innocenti ,anche personaggi famosi.
Io sono uno di quelli che sono d'accordo con coloro che non si dimettono quando vengono rinviati a giudizio, perchè non mi fido molto della magistratura italiana, a differenza di altri paesi dove i criteri di scelta sono diversi e danno piu garanzie.Escludo però gli organi internazionali.
Su Tangentopoli si possono dire un sacco di cose: secondo me su alcuni punti di vista hanno fatto un buon lavoro, negli anni successivi hanno fatto di tutto per inquinare la giustizia con leggi assurde.Quello che però trovo strano è che non si analizzano tutte le ipotesi, appena parli di Britannia , tutti zitti, e addirittura volano denunce.Ripeto ancora le domande che fa MARIO DI DOMENICO nel suo libro COLPO ALLO STATO:


1) C'era forse un intento occulto internazionale dietro l'improvviso scoppio di Tangentopoli?


2) Come mai tutto scoppia nel 1992,poco prima delle stragi di Falcone e Borsellino,cioè 10 giorni dopo la firma del Trattato di Maastricht dei 12 paesi membri della futura Ue e dell'Euro?


3) Come mai i Pm che prima non sentivano e non vedevano il grado della malversazione raggiunta nel campo del finanziamento illecito dei partita politici, oppure venivano zittiti dai loro capi,da quel momento in poi possono procedere?


da Eutanasia di un potere -Marco Damilano (Editori Laterza)


L'impatto tra l'universo carcerario,popolato dai vinti della vita,e gli sconfitti di una stagione politica,in molti casi irriducibili,ansiosi di tornare all'esterno per ricominciare da capo, per nulla pentiti,non può che risolversi in una vittoria per i primi,tutti ridotti alla comune condizione di poveri cristi, ignudi, affamati di protezione e carcerati.Come ammette il socialista Marco Carriera,ex presidente dell'Ipab di Milano:"La prima sera in cella l'ho passata con un marocchino,immobilizzato per una sospetta frattura della spina dorsale.Poi sono stato con Luis,un cileno.Grande umanità,mi hanno fatto scoprire una realtà nuova.Andavo a piangere nel bugigattolo,loro accostavano la porta per impedire che dal corridoio qualcuno potesse sentirmi".O come il dc Roberto Mongini,uno dei primi a finire in cella,ai convegni di Sirmione della corrente di Antonio Gava si presentava in Ferrari,diventerà un tifoso di Mani Pulite:"E' piu facile trovare qualcosa di veramente sincero e umano a San Vittore che non in molti altri posti della politica,magari in piazza del Gesù".Ma per scoprirlo,sinceramente,non c'era bisogno di finire in galera.
I politici di peso,ministri,vertici di partito, arrivano in un secondo momento,la Camera dice di no alle richieste di arresto,bisogna aspettare la fine della legislsatura e la mancata rielezione:il primo,meno di venti giorni dopo le elezioni,è il vice-segretario del Psi Giulio Di Donato,il 16 aprile 1994,l'ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo fa il suo ingresso a Poggioreale il 12 maggio 1994,per Paolo Cirino Pomicino bisogna attendere il 6 ottobre 1995,san Bruno Abate:"Mi arrestarono alle cinque del pomeriggio,a differenza di tanti altri non mi vennero a prendere di mattina presto,e fecero bene,perchè di mattina presto io non sono mai di buon umore".
In carcere i detenuti di Mani Pulite leggono moltissimo,perdono peso, si scambiano informazioni sui rispettivi interrogatori con la Madonna (Di Pietro),continuano a trafficare.Come in ogni universo concentrazionario,anche al Grand Hotel San Vittore ci sono i sommersi e i salvati.Ligresti,il piu potente di San Vittore,riesce in poco tempo a farsi trasferire in infermeria."Ogni mattina,appena sveglio, infilava il suo accappatoio verde smeraldo e dopo una rapida doccia (...) si sedeva nella stanzetta del medico di turno e iniziava la chiaccherata sui suoi acciacchi",racconta Zamorani.Con il senatore leghista Achille Ottaviani che lo va a trovare si lascia andare a considerazioni filantropiche:"Il personale del carcere è gente troppo sottovalutata,fa un gran lavoro.E' gente che merita di piu".
Il vero capo resta capo,anche dietro le sbarre."Dopo dieci minuti nell'ufficio della Dia avevo preso così confidenza che stavo già seduto al posto del colonnello",racconta Cirino Pomicino."Arrivai in cella la sera,avevo stabilito la mia strategia.Era un arresto politico,la risposta doveva essere non legale ma politica".O'ministro, carattere solare e tenacia a prova di galera,a Poggioreale organizza di detenuti,riceve raccomandazioni,scrive articoli con gli pseudonimi di Geronimo e di Yanez,spedisce lettere (a De Mita e a Paolo Mieli),canta con il suo compagno di cella Peppino canzoni napoletane (ma fu Lili Marleen che ci fece piangere),fa lo sciopero della fame,acqua, caffè e succo di mele,minaccia:"Vi consegnerò la mia salma impacchettata,ma giorno dopo giorno".Quando lo rilasciano,tirano un sospiro di sollievo.
Spesso si resta in buoni rapporti:Ligresti ,dopo il rilascio,scrive una lettera di ringraziamento al direttore di San Vittore.E,qualche anno dopo,assumerà qualche ex guardia carceraria a lavorare con lui,in azienda,forse per debito di gratitudine.Agli amici del Rolex falso di Di Pietro confiderà un segreto:"Per fortuna che c'ero io.Mattioli,quello della Fiat,sembrava un passerotto ,in carcere lo avrebbero sbranato.L'ho salvato io,l'ho raccomandato a chi poteva proteggerlo.E un giorno,durante un appuntamento ufficiale, lui mi si avvicinò e mi disse solo:grazie".Ligresti,ecco un duro che dal confronto nel carcere esce vittorioso.Non per tutti sarà così.

martedì 21 febbraio 2012

In carcere nel periodo di Mani Pulite (2 parte)

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Ancora il periodo di Mani pulite ,però prometto che è l'ultima volta che ne parlo, dalla settimana passerò al momento drammatico dell'Italia e del mondo.
Il Pool facendo rinchiudere in carcere certi importanti imprenditori e politici ,ha cercato di imitare quello che succede in altri paesi dove sono una cosa abbastanza normale, in questo paese catto-comunista però non siamo abituati , non conosciamo la parola "obiettività" e in galera ci deve finire sempre il nostro avversario politico perchè in caso contrario è un complotto.
Io lo dico da tanto tempo,  il nostro non è un paese credibile perchè ci sono troppe divisioni, troppo odio tra nord e sud e finchè non arriveremo a sostituire gli esseri umani con dei computer, non c'è da metterci la mani sul fuoco per nulla, e questo non lo dico io ma i fatti, tante persone finite dentro innocenti ,anche personaggi famosi.
Io sono uno di quelli che sono d'accordo con coloro che non si dimettono quando vengono rinviati a giudizio, perchè non mi fido molto della magistratura italiana, a differenza di altri paesi dove i criteri di scelta sono diversi e danno piu garanzie.Escludo però gli organi internazionali.
Su Tangentopoli si possono dire un sacco di cose: secondo me su alcuni punti di vista hanno fatto un buon lavoro, negli anni successivi hanno fatto di tutto per inquinare la giustizia con leggi assurde.Quello che però trovo strano è che non si analizzano tutte le ipotesi, appena parli di Britannia , tutti zitti, e addirittura volano denunce.Ripeto ancora le domande che fa MARIO DI DOMENICO nel suo libro COLPO ALLO STATO:


1) C'era forse un intento occulto internazionale dietro l'improvviso scoppio di Tangentopoli?


2) Come mai tutto scoppia nel 1992,poco prima delle stragi di Falcone e Borsellino,cioè 10 giorni dopo la firma del Trattato di Maastricht dei 12 paesi membri della futura Ue e dell'Euro?


3) Come mai i Pm che prima non sentivano e non vedevano il grado della malversazione raggiunta nel campo del finanziamento illecito dei partita politici, oppure venivano zittiti dai loro capi,da quel momento in poi possono procedere?


da Eutanasia di un potere -Marco Damilano (Editori Laterza)


Sarà un percorso choc quello verso la cella.Se finirete in isolamento,da soli,vi apriranno due porte.Una è blindata,grigia,con un piccolo spioncino e l'altra è un cancello di ferro.La sentirete chiudere dietro di voi e non sperate che vi dicano buonanotte.Avrete un attimo di scoramento;si apre di fronte a voi uno spettacolo unico;il nulla in quattro metri per tre.Letto di ferro,arancione,ancorato o no a terra,materasso e cuscino di gomma piuma,ignifughi,di quelli fatti apposta per sudare.Un tavolino di legno con piano arancione di finta formica,uno sgabello con il buco in mezzo per trasportarlo,un armadietto (...) e una piccola mensolina di ferro.Tutt'intorno scritte,pezzi di manifesti, donnine nude o quasi,calendari scritti a mano sul muro.Sarete fortunati se il precedente inquilino vi avrà lasciato la scopa... (Mario Alberto Zamorani,PRIMO:PORTATEMI UN PIGIAMA A RIGHE, "L'Espresso", 11 luglio 1993).
Lo chiamano il Globetrotter di Mani Pulite,il nostro Detenuto Speciale,il Flaneur delle carceri di massima sicurezza.Tra il 1992 e il 1993 se le gira tutte:sessantuno giorni a San Vittore,trentotto giorni a Le Vallette,diciotto giorni a Pordenone...Mario Alberto Zamorani, 45 anni,ex capo ufficio stampa di Ettore Bernabei,ex vice-direttore generale di Italstat,amministratore delegato di Metropolis,presidente del Consorzio Delta del Po,"lobbista potentissimo,piu potente degli stessi parlamentari",come viene definito nelle carte delle inchieste,nel giugno 1992 ha già capito come andrà a finire:"Se va avanti così,arresto dopo arresto, i giudici metteranno in carcere altre mille persone".
Calcolo sbagliato,per difetto.Il 31 marzo 1993,quando dall'arresto numero uno di Mani Pulite,quello dell'ingegner Mario Chiesa,sono passati tredici mesi,gli ordini di custodia cautelare per tangenti sono 1.356, 1.119 gli avvisi di garanzia.E non risparmiano nessuno: 152 parlamentari indagati,852 amministratori locali (465 democristiani, 288 socialisti, 71 pidiessini, 39 del pdsi, 31 repubblicani, 20 liberali, 5 di rifondazione comunista e 4 del Msi), 1.487 tra impenditori, manager, funzionari, tutti i grandi industriali privati e pubblici coinvolti, l'Iri, l'Eni, la Fiat,il gruppo Ferruzzi, Ligresti, Pesenti, l'Enel,l'Anas...In testa alla classifica la Lombardia con il 20% degli indagati,seguita da Veneto,Campania e Lazio.
Saranno,alla fine, 12.000 inquisiti e circa 5.000 arrestati.E le carceri,già vergognosamente sovraffollate di detenuti tossicodipendenti e extracomunitari,si popolano di una nuova tipologia:il colletto bianco d'alto bordo,il miliardario in testa alle classifiche di ricchezza del Paese,l'amministratore pubblico,il politico ladro,interi consigli di amministrazione che potrebbero riunirsi nei raggi,tra le sbarre,e che rappresentano miliardi di lire di fatturato.E di tangenti.A quanto ammonta il giro d'affari di Tangentopoli? "Prendiamo come base i 200 miliardi di finanziamento pubblico dei partiti:se moltiplichiamo questa cifra per quattro,cinque volte non siamo lontani dalla verità", calcola Zamorani,esperto in materia.
L'ex manager pubblico, con il suo girovagare per le carceri italiane,si fa un nome sopratutto come il Silvio Pellico di Tangentopoli.Il vice-direttore dell'Espresso Bruno Manfellotto lo convince a scrivere un manuale per detenuti,pubblicato a puntate dal settimanale nell'estate del 1993,un Baedeker per tangentisti dietro le sbarre sul filo dell'ironia.E non manca nulla: cosa fare quando bussa la polizia,in genere all'alba,tra le 6 e le 7,30 del mattino,l'abbigliamento e gli effetti personali (Due camice,possibilmente con le cifre:danno un tono.Una federa da cuscino:quella che passa il carcere è un po ruvida e non avete ancora la faccia abbruttita da delinquente che mostrerete all'uscita dal carcere.Al secondo arresto anche la federa potrà rimanere a casa),i rapporti con gli altri detenuti,la cucina, gli interrogatori con Di Pietro (in carcere lo chiamano la Madonna),le manette (Un doppio ferro di cavallo,pesantissimi,con uno spunzone su cui si è innestata una vite che,se non metterete bene i polsi,ve li arrosserà subito).E la voglia di farla finita:"Mi sveglio sudato,i capelli incollati.Mi appoggio al lavabo,spompato, e vedo nel piccolo specchietto di plastica una faccia allungata dalla sofferenza.Cerco il vuoto sotto di me...".
Nell'estate 1992 sono oltre cento i detenuti eccellenti che invadono il carcere milanese di San Vittore,una struttura progettata per contenere 700 persone e che ne ospita piu di 2.000.Il 90% finisce nel sesto reparto,lato b.Qui vivono per mesi Mario Chiesa, Salvatore Ligresti, Enzo Papi, Antonio Mosconi, il segretario di De Michelis Giorgio Casadei.Affiancati ,nel reparto clinico,dall'uomo Fiat Mattioli,dal super-latitante Giovanni Manzi e dalla signora Vincenza Tomaselli,la fedelissima signora Enza,segretaria di Bettino Craxi da trent'anni,la donna che riceveva nell'anticamera di piazza Duomo:"Per fortuna mi avevano accordato la loro protezione alcune detenute politiche,forse delle Br.Mi salutavano, s'informavano sulle mie condizioni,mi davano libri da leggere.Ricordo un tomo alto così:la storia della Cina".


 

lunedì 20 febbraio 2012

In carcere nel periodo di Mani Pulite (1 parte)

 


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Ancora il periodo di Mani pulite ,però prometto che è l'ultima volta che ne parlo, dalla settimana passerò al momento drammatico dell'Italia e del mondo.
Il Pool facendo rinchiudere in carcere certi importanti imprenditori e politici ,ha cercato di imitare quello che succede in altri paesi dovesono una cosa abbastanza normale, in questo paese catto-comunista però non siamo abituati , non conosciamo la parola "obiettività" e in galera ci deve finire sempre il nostro avversario politico perchè in caso contrario è un complotto.
Io lo dico da tanto tempo,  il nostro non è un paese credibile perchè ci sono troppe divisioni, troppo odio tra nord e sud e finchè non arriveremo a sostituire gli esseri umani con dei computer, non c'è da metterci la mani sul fuoco per nulla, e questo non lo dico io ma i fatti, tante persone finite dentro innocenti ,anche personaggi famosi.
Io sono uno di quelli che sono d'accordo con coloro che non si dimettono quando vengono rinviati a giudizio, perchè non mi fido molto della magistratura italiana, a differenza di altri paesi dove i criteri di scelta sono diversi e danno piu garanzie.Escludo però gli organi internazionali.
Su Tangentopoli si possono dire un sacco di cose: secondo me su alcuni punti di vista hanno fatto un buon lavoro, negli anni successivi hanno fatto di tutto per inquinare la giustizia con leggi assurde.Quello che però trovo strano è che non si analizzano tutte le ipotesi, appena parli di Britannia , tutti zitti, e addirittura volano denunce.Ripeto ancora le domande che fa MARIO DI DOMENICO nel suo libro COLPO ALLO STATO:


1) C'era forse un intento occulto internazionale dietro l'improvviso scoppio di Tangentopoli?


2) Come mai tutto scoppia nel 1992,poco prima delle stragi di Falcone e Borsellino,cioè 10 giorni dopo la firma del Trattato di Maastricht dei 12 paesi membri della futura Ue e dell'Euro?


3) Come mai i Pm che prima non sentivano e non vedevano il grado della malversazione raggiunta nel campo del finanziamento illecito dei partita politici, oppure venivano zittiti dai loro capi,da quel momento in poi possono procedere?


da Eutanasia di un potere -Marco Damilano (Editori Laterza)


Don Salvatore  ancora oggi lo conserva nella cassaforte della sua casa di Milano.Come una reliquia.Il pezzo pregiato della sua collezione.Unico,irriproducibile.Un Rolex che gli fu consegnato la sera del 16 luglio 1992,il giorno del suo arrivo a San Vittore, su ordine di cattura firmato da Antonio Di Pietro.Al momento dell'arresto Salvatore Ligresti,classe 1932,era uno degli uomini piu ricchi e potenti d'Italia,introdotto in quasi tutti i consigli di amministrazione che contano,da Mediobanca a Pirelli.E quando c'è un ospite con cui ha confidenza ama rievocare quel momento.Fa sempre lo stesso numero,apre la cassaforte,estrae l'orologio con siciliana teatralità e racconta: "Di Pietro mi guardava:"Scommetto che lei parlerà".Io,però,mi stavo zitto.Allora lui si sfilò il suo rolex dal polso:"Guardi,glielo lascio.Lo porti con sè in carcere.Scommetto che lei parlerà?".A questo punto, immancabilmente,don Salvatore fa una pausa.Fa girare l'orologio tra i suoi interlocutori.E conclude,trionfante:"Il Rolex di Di Pietro ce l'ho ancora con me.E guardatelo bene da vicino:è falso!".
Quel che Ligresti  non ha mai piacere di rievocare è la prima notte in cella.Le proteste.Le urla.La richiesta di stare solo.E il compagno che si offre di rifargli il letto."Sa,l'ultima volta che mi sono rifatto il letto è stato quando facevo il militare.E sono passati molti anni...Ormai non sono piu capace", ringrazia Ligresti,nel racconto del suo avvocato Ennio Amodio.Uscirà il 25 novembre,dopo oltre quattro mesi di carcere.E dopo aver confessato.
Li trascinano in catene,in schiavettoni,davanti alle telecamere,come animali al mattatoio.Erano potenti,temuti, in pochi istanti diventano un numero da affidare alle guardie penitenziarie,le telecamere che ne costellavano l'ascesa e solleticavano  la vanità si trasformano in strumenti di tortura.E anche i piu abituati a comandare e a divorare,i piu abili, i piu furbi,quelli che assomigliano a faine,reagiscono in modo insensato.Il presidente dell'Iri,il cattolicissimo Franco Nobili,sulla blindata che lo trascina via prova a coprirsi il volto con i fogli del mandato di cattura,l'effetto davanti ai flash dei fotografi è devastante,peggio di un assassino.Il direttore finanziario della Fiat Francesco Paolo Mattioli,il contrario dell'individuo socialmente pericoloso,esce dal carcere con due valigie e una busta di cartone,arranca chiuso nel cappotto,si arrende trafitto dagli scatti.In galera si entra,si esce,si rientra.Sempre con lo stesso dolore in gola.
Lo sporco,la promiscuità con un'umanità sconosciuta.Il cesso alla turca,il sangue alle pareti.La solitudine,la paura.I topi."I topi,presenti in massima compagine,sfilano al di là di un finestrino", ne ufficializza l'esistenza l'avvocato dell'amministratore delegato della Toro Antonio Mosconi,sbattuto con altri tre detenuti su materassi stesi per terra.Per i dannati di Tangentopoli è il primo girone infernale.Lo sprofondamento nell'abisso.L'inoltrarsi in una terra desolata e disabilitata,il mondo di dentro al posto degli onori,degli orpelli del mondo di fuori.L'ultimo gradino da scendere per espiare le colpe commesse.L'Arcipelago Carcere.

domenica 19 febbraio 2012

Roberto Baggio e gli scontri con Renzo Ulivieri a Bologna (2 parte)

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Roberto Baggio ha litigato con diversi allenatori  nella sua storia, il piu clamoroso è senza dubbio quello con Marcello Lippi che in questo libro spiega e poi anche con Renzo Ulivieri a Bologna.
Io ascolto le versioni di tutti,per carità, non mi dispiacerebbe sentire anche quella del "compagno" Renzo Ulivieri.Roberto Baggio fece impazzire Bologna, lo portò in zone alte con grandi giocate.
Questo libro è stato una decina di anni fa ma è sempre bello da leggere,anche perchè stiamo parlando di Roberto Baggio.



da UNA PORTA NEL CIELO-Robetrto Baggio (Limina)


E CON LA JUVENTUS?


Ah,lì Ulivieri si è superato.A inizio anno giochiamo contro il Brescia,vinciamo 2-1 e faccio due gol.Poi con l'Empoli:un assedio,una partita strana, ma termina 0-0.La domenica dopo,arriva la Juve.Come per il Milan,accade la stessa cosa:parlo con i giornalisti,mi chiedono del mio passato,era logico che fossi protagonista,un pò l'attrazione della giornata.Ero carico,tenevo particolarmente alla partita.Ma,ancora una volta,durante l'allenamento del sabato, scopro che non avrei giocato.Allora non ci ho visto piu.Ho pensato:ah, ma allora questo mi prende per il sedere apposta! E me ne sono andato,incazzato nero.Ero stato anche peggio di tre settimane prima:sapeva quanto tenessi alla partita,mi aveva umiliato apposta.Dopo avermi fatto esporre per una settimana intera, mi aveva colpito a freddo.Di nuovo.Sono arrivato a casa,ho detto ad Andreina che il giorno dopo non sarei andato neanche in panchina,e poi ho telefonato al presidente.Gli ho spiegato chiaramente che ero venuto a Bologna per giocare,non per stare in panchina.In panchina doveva starci Ulivieri,non io.


E' VERO CHE POI SEI TORNATO IN ALBERGO PER UN CONFRONTO DURO CON ULIVIERI?


Si, ero troppo arrabbiato.La squadra era a Casteldebole, all'Amadeus.Stavano cenando.Appena mi vide, Ulivieri cincischiò:"Ti metto in campo quando gli altri sono stanchi, devi capire".E io:"No, io non deo capire proprio niente,sei tu che mi stai prendendo in giro dall'inizio dell'anno!".Lui abbozzò una risposta,mi chiese perchè la facevo così difficile.A quel punto andai di fuori.Gli urlai di tutto.Si,ero davvero andato di fuori.


IN QUALCHE MODO,TI AVEVA FATTO ESPLODERE.


Si,ma meno di quanto credeva.Andò peggio tra Ulivieri e Petrone.Ulivieri ebbe il coraggio di dare la colpa dell'accaduto a Vittorio,che proprio non c'entrava niente.Avevo fatto tutto da solo.Si scontrarono nell'ufficio di Renato Cipollini,a Casteldebole.Fuori i tifosi urlavano la loro rabbia.Per la prima volta dopo tre anni,Ulivieri si sentiva contestato.Cipollini li divise a fatica,Ulivieri aveva quasi preso per Petrone per il collo, e lui stava per partire con un diretto.Ulivieri non aveva mai sopportato Vittorio, e come lui tutti quelli che potevano entrare nello spogliatoio senza il suo permesso.Credo che non sopportasse nemmeno i passaggi del presidente Gazzoni.Fu Cipollini a dividerli.Meno male che c'era lui.Renato è proprio una braba persona.


DA CHE PARTE STAVA LA SQUADRA?


Lo scontro era rimasto in qualche modo privato,comunque gran parte del gruppo stava con me.Non tutti,però.Ulivieri aveva i suoi fedelissimi.Se restava lui,restavano anche loro,avevano il rinnovo del contratto assicurato.Quando circolò la voce di un suo possibile esonero,il nemico numero uno divenni io,per alcuni giocatori:se partiva lui,addio rinnovo.


CHE GIUDUZIO DEFINITIVO DAI,DI ULIVIERI?


L'Ulivieri che ho conosciuto io soffriva di protagonismo.Ci sono allenatori che rifiutano il dialogo, gelosi, che devono far sempre vedere di avere scoperto l'acqua calda.Io ne ho avuti tre.Comunque,nonostante tutto, lui non è stato il peggiore.E che ne so,forse ora,dopo questi anni,si è fatto un'altra idea del sottoscritto.

sabato 18 febbraio 2012

20 anni dopo Mani Pulite.Molta gente costretta a star fuori


C'era molta gente ieri al Teatro Elfio Puccini di Corso Buenos Aires a Milano, purtroppo la capienza non era sufficiente per accontentare tutti e cosi parecchi (io compreso) sono stati costretti a star fuori.A Milano comunque ci sono posti piu grandi tipo in Largo Mahler.
Pubblico pezzi del libro di Marco Damilano.


da EUTANASIA DI UN POTERE-Marco Damilano (Editori Laterza)


Craxi: "Nenni m'insegnò a non fuggire,titola il giorno dopo il Corriere della Sera.Tra le tante lezioni ricevute il segretario del PSI decide di rivelare questa: "Nenni subì maltrattamenti e infamie.Ma non pensò mai da darsela a gambe..."


Via De Mita,a Palazzo Chigi torna Andreotti che mancava da dieci anni,da quando cioè Craxi l'aveva sfrattato con una frase rimasta famosa: "Prima o poi tutte le volpi finiscono in pellicceria".


Craxi è ossessionato dall'autonomia finanziaria del PSI.Ne aveva parlato con Enrico Berlinguer alla Fratocchie,alla vigilia delle elezioni del 1983:"Voi avete le risorse che arrivano da Mosca,io devo organizzarmi da solo,altrimenti mi schiacciate".Nove anni dopo si informa con il compagno Achille:"E ora che l'Urss non c'è piu,come vi finanziate?"

giovedì 16 febbraio 2012

Le condizioni di lavoro nelle fabbriche cinesi (3 parte)

 


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Questo è l'ennesimo articolo che risponde ai tanti tifosi della Cina e del loro sviluppo.Difficilmente però questi signori ti fanno notare in che condizioni vivono gli operai cinesi: orari massacranti, nessun rispetto per la salute, per l'igiene, l'importante sono i profitti.Vedo molta gente strafelice per i negozi cinesi con prodotti che costano poco ,in pochi però si rendono conto che è robaccia tossica ,e si parla tanto della bellezza e della comodità dell'iPhone ma pochissimo di chi lo fa.La Cina ha la propria moneta? Sinceramente me ne frega poco se poi gli operai sono ridotti in questo modo.


I COSTI UMANI DI UN iPAD


Da l'Internazionale numero 934. Charles Duhigg e David Barboza,The New York Times


La Apple afferma che quando scopre una violazione chiede al fornitore di risolvere il problema entro 90 giorni e di introdurre le modifiche necessarie per evitare che si verifichi di nuovo."Se non vuole cambiare le cose,interrompiamo il contratto",scrive sul suo sito web.Non è chiaro,però, quanto sia seria la minaccia.La Apple ha scoperto scorrettezze in centinaia di ispezioni ma, secondo alcuni ex dirigenti,dal 2007 a oggi ha interrotto i rapporti con meno di 15 fornitori per questo motivo.
"Dopo che il contratto è stato firmato e la Foxconn è diventata ufficialmente una delle ditte fornitrici,la Apple non ha fatto piu caso alle condizioni di lavoro e a tutto quello che non riguardava i suoi prodotti",dice Li,un ex dirigente della Foxconn che ha lavorato per sette anni a Shenzhen e ad aprile è stato licenziato perchè aveva rifiutato il trasferimento a Chengdu.La Foxconn ha risposto:"Sia noi sia la Apple abbiamo a cuore il benessere dei dipendenti".
Gli sforzi dell'azienda di Cupertino hanno prodotto qualche cambiamento.Negli impianti che sono stati ispezionati  una seconda volta "è stato notato un continuo miglioramento delle condizioni di lavoro",ha scritto nel suo rapporto sulla responsabilizzazione dei fornitori del 2011.La Apple ha anche organizzato dei corsi per informare milioni di lavoratori sui loro diritti e sui metodi per evitare incidenti e malattie.Qualche anno fa gli ispettori hanno scoperto che alcuni dipendenti erano stati costretti a pagare grosse cifre per essere assunti.Nel 2011 è stato imposto ai fornitori di rimborsare questi soldi per una cifra pari a piu di 6,7 milioni di dollari."La Apple è una delle aziende che combattono di piu il lavoro minorile",afferma Dionne Harrison di Impactt,una società di consulenza che collabora con la Apple per impedire lo sfruttamento dei minori da parte dei suoi fornitori."Sta fecendo tutto il possibile".Altri consulenti non sono d'accordo."Sono anni che segnaliamo problemi seri e consigliamo di intervenire",spiega un dipendente della Business for social responsibility (Bsr)."Non vuole prevenire i problemi,vuole solo evitare di trovarsi in imbarazzo".
Nel 2006,in collaborazione con una divisione della Banca Mondiale e altre organizzazioni,la Bsr ha avviato un progetto per migliorare le condizioni di lavoro negli impianti che fabbricano cellulari e altri dispositivi elettronici in Cina e altrove.La Foxconn ha accettato di partecipare.Per 4 mesi la Bsr e un'altra organizzazione hanno discusso con l'azienda cinese un programma pilota per la creazione di un servizio di assistenza telefonica,una "linea diretta" con cui i lavoratori potevano denunciare condizioni di lavoro illecite,chiedere sostegno psicologico e parlare dei loro problemi.La Apple non partecipava al progetto, ma secondo il consulente della Bsr veniva informata regolarmente.Man mano che le trattative procedevano,la Foxconn cambiava le sue richieste.Innanzitutto ha chiesto di valutare i servizi di assistenza esistenti prima di crearne di nuovi.Poi ha insistito sul fatto che doveva essere escluso il sostegno psicologico.Quindi ha imposto ai partecipanti di firmare un impegno a non rivelare quello che vedevano.Alla fine è stato raggiunto un accordo:il progetto doveva partire nel gennaio del 2008.Ma un giorno prima dell'inizio,l'azienda cinese ha chiesto altre modifiche e allora,secondo un rapporto della Bsr,che però non cita esplicitamente la Foxconn,è apparso chiaro che il progetto non sarebbe andato avanti.


 

mercoledì 15 febbraio 2012

Le condizioni di lavori degli operai cinesi (2 parte)

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Questo è l'ennesimo articolo che risponde ai tanti tifosi della Cina e del loro sviluppo.Difficilmente però questi signori ti fanno notare in che condizioni vivono gli operai cinesi: orari massacranti, nessun rispetto per la salute, per l'igiene, l'importante sono i profitti.Vedo molta gente strafelice per i negozi cinesi con prodotti che costano poco ,in pochi però si rendono conto che è robaccia tossica ,e si parla tanto della bellezza e della comodità dell'iPhone ma pochissimo di chi lo fa.La Cina ha la propria moneta? Sinceramente me ne frega poco se poi gli operai sono ridotti in questo modo.


I COSTI UMANI DI UN iPAD


Da l'Internazionale numero 934. Charles Duhigg e David Barboza,The New York Times


Nell'autunno del 2010,circa sei mesi prima dell'esplosione nella fabbrica degli iPad,Lai Xiaodong aveva avvolto con cura il diploma di laurea con i suoi vestiti perchè non si sgualcisse in valigia.Aveva detto agli amici che non avrebbe piu partecipato alla partita di poker settimanale e aveva salutato i suoi insegnanti.Era in partenza per Chengdu,una città di dodici milioni di abitanti che sta diventando uno dei piu importanti centri manifatturieri del mondo.Lai era fidanzato con una bella studentessa.Lei voleva sposarsi,quindi l'obiettivo principale di Lai era diventato guadagnare abbastanza per comprare un appartamento.
A Chengdu ci sono impianti che fabbricano prodotti per centinaia di aziende.Ma a Lai interessava sopratutto la Foxconn Technology,la piu grande esportatrice cinese,che dà lavoro a 1,2 milioni di persone.L'azienda ha fabbriche in tutta la Cina e assemblea circa il 40% dei prodotti elettronici di consumo del mondo per clienti come Amazon, Dell, Hewlett-Packard, Nintendo,Nokia e Samsung.Lai sapeva che la fabbrica di Chengdu era speciale,perchè li si costruisce l'iPad,l'ultimo e piu importante prodotto della Apple.Quando è stato finalmente assunto come addetto alla manutenzione delle macchine,una delle prime cose che ha notato sono state le luci quasi accecanti:i turni coprivano 24 ore al giorno e la fabbrica era sempre illuminata.In ogni momento c'erano migliaia di operai in piedi alla catena di montaggio,seduti su uno sgabello accanto a un grande macchinario o alle prese con una piattaforma di carico.Alcuni avevano le gambe così gonfie che zoppicavano.Sui muri c'erano cartelli che avvertivano i 120.000 dipendenti:"Se non lavori sodo oggi,domani dovrai faticare per trovarti un altro lavoro".Il codice di condotto stabilito dalla Apple impone che,tranne casi eccezionali,nessuno deve lavorare piu di sessanta ore alla settimana.Ma dalle interviste,dalle buste paga e dalle indagini svolte da organizzazioni indipendenti risulta che alla Foxconn alcuni lavorano di piu.Lai era arrivato a lavorare dodici ore al giorno,sei giorni alla settimana.Secondo gli intervistati,spesso si chiede agli operai di fare due turni consecutivi.
La laurea permetteva a Lai di guadagnare l'equivalente di 22 dollari algiorno,compresi gli straordinari.Piu di molti altri colleghi.Dormiva in una stanza cos' piccola da contenere solo un letto,un armadio e una scrivania.Li si immergeva in un gioco di carte online chiamato Fight the landllord,racconta Luo Xiaohong,la sua ragazza.Quel tipo di alloggio era comunque meglio dei dormitori della Foxconn,in cui vivono 70.000 operai,a volte ammassati in venti in un appartamento di tre stanze.Secondo alcuni testimoni,l'anno scorso una lite sulle buste paga ha provocato una rissa in uno dei dormitori.Gli operai hanno cominciato a lanciare dalle finestre bottiglie,bidoni della spazzatura e pezzi di carta infuocati.Sono arrivati duecento poliziotti,che hanno arrestato otto persone.In seguito i bidoni sono stati rimossi,ma è sorto il problema dei cumuli di spazzatura e dei topi.


 

martedì 14 febbraio 2012

Le condizioni di lavoro degli operai cinesi (1 parte)

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Questo è l'ennesimo articolo che risponde ai tanti tifosi della Cina e del loro sviluppo.Difficilmente però questi signori ti fanno notare in che condizioni vivono gli operai cinesi: orari massacranti, nessun rispetto per la salute, per l'igiene, l'importante sono i profitti.
Si parla tanto della bellezza e della comodità dell'iPhone ma pochissimo di chi lo fa.La Cina ha la propria moneta? Sinceramente me ne frega poco se poi gli operai sono ridotti in questo modo.


I COSTI UMANI DI UN iPAD


Da l'Internazionale numero 934. Charles Duhigg e David Barboza,The New York Times


Negli ultimi dieci anni la Apple è diventata una delle aziende piu potenti e ricche del mondo anche grazie alle sue fabbriche sparse in tutto il pianeta.Le imprese hightech,ma anche quelle di altri settori dell'industria statunitense,introducono innovazioni a un ritmo senza precedenti nella storia moderna.Secondo i dipendenti delle fabbriche e in base ad alcuni documenti pubblicati dalle stesse aziende,però,spesso gli operai che assemblano iPhone, iPad e altri prodotti simili lavorano in condizioni durissime.I problemi vanno dall'inospitalità degli ambienti di lavoro alle pericolose condizioni di sicurezza.I dipendenti lavorano troppo,in alcuni casi sette giorni alla settimana,e vivono in dormitoi affollati.Alcuni raccontano che stando in piedi per tutto quel tempo le loro gambe si gonfiano al punto che hanno difficoltà a camminare.I fornitori della Apple assumono anche minorenni.Secondo i rapporti di organizzazioni che in Cina sono considerate affidabili e indipendenti, queste aziende non rispettano le norme per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e falsificano i documenti.
Ma la cosa piu preoccupante,dicono queste organizzazioni,è che alcune aziende non si curano minimamente della salute dei lavoratori.Due anni fa 137 dipendenti di un fornitore cinese della Apple si sono ammalati a causa di una sostanza chimica tossica usata per pulire gli schermi degli iPhone.L'anno scorso,nel giro di sette mesi, due esplosioni nelle fabbriche dell'iPad,compresa quella di Chengdu,hanno provocato quattro morti e 77 feriti.
Prima degli incidenti,aggiunge l'organizzazione cinese che ha pubblicato lo studio,la Apple era stata avvertita delle pericolose condizioni di lavoro nell'impianto di Chengdu."Se era stata informata e non ha fatto niente,il suo comportamento è da condannare",ha dichiarato Nicholas Ashford,ex presidente della National advisory commitee on occupational safety and health,un organismo di consulenza per la salute e la sicurezza sul lavoro che collabora con il dipartimento del loro degli Stati Uniti. "Ma quello che è ritenuto moralmente inaccettabile in un paese,spesso è considerato normale in un altro,e le aziende ne approfittano".La Apple non è l'unica azienda hight-tech che si serve di fornitori senza troppi scrupoli.Condizioni di lavoro pessime sono state registrate anche in alcuni impianti che fabbricano prodotti per Dell, Hewlett-Packard,Lenovo , Motorola, Nokia, Sony, Toshiba e molte altre aziende.
Il 24 gennaio la Apple ha dichiarato che l'ultimo trimestre del 2011 è stato uno dei piu redditizi della sua storia,e di quella di qualsiasi impresa statunitense,con un utile di 13,06 miliardi di dollari e un fatturato di 46,3 miliardi (il giorno dopo è diventata la piu grande azienda del mondo per valore di borsa,superando il gruppo petrolifero Exxon).Le vendite sarebbero state anche maggiori se le fabbriche all'estero fossero state in grado di produrre di piu.
Anche i dirigenti di altre aziende denunciano tensioni interne simili.Questo sistema non sarà perfetto,dicono, ma una sua riforma rallenterebbe il ritmo dell'innovazione.I consumatori vogliono nuovi prodotti elettronici ogni anno."Sapevamo da 4 anni che in alcune fabbriche le condizioni di lavoro erano disumane,ma non abbiamo fatto nulla,ha dichiarato un ex dirigente della Apple,che,come altri,ha chiesto di restare anonimo."Per noi il sistema funziona bene così.I fornitori cambierebbero tutto anche domani,se la Apple gli dicesse che non hanno altra scelta.Se metà degli iPhone funzionasse male,pensate che l'azienda avrebbe chiuso un occhio per 4 anni?

domenica 12 febbraio 2012

Roberto Baggio e i suoi scontri con Renzo Ulivieri a Bologna (1 parte)

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da notiziariodicalcio.com


 


Roberto Baggio ha litigato con diversi allenatori  nella sua storia, il piu clamoroso è senza dubbio quello con Marcello Lippi che in questo libro spiega e poi anche con Renzo Ulivieri a Bologna.
Io ascolto le versioni di tutti,per carità, non mi dispiacerebbe sentire anche quella del "compagno" Renzo Ulivieri.Roberto Baggio fece impazzire Bologna, lo portò in zone alte con grandi giocate.
Questo libro è stato una decina di anni fa ma è sempre bello da leggere,anche perchè stiamo parlando di Roberto Baggio.


LA SECONDA PARTE ,DOMENICA PROSSIMA.



da UNA PORTA NEL CIELO-Roberto Baggio (Limina)



Bologna è stata un'oasi,l'isola fortunata,la tregua tra un mare in tempesta e un altro.Bologna mi ha abbracciato come solo Firenze aveva fatto.Se dovessi descriverla,direi che Bologna è un abbraccio caldo, forte, che ti rimane dentro.Si dice che a Bologna si può rinascere:a me è successo,a Signori pure.Non è un caso.La Bologna che ho nel cuore è quella che per me si abbonò allo stadio e che per una volta preferì il calcio al basket.
Tutto ciò che accadde tra me e Ulivieri,o meglio,tutto ciò che Ulivieri mi fece,è brusio.Nient'altro che brusio impercettibile,ora,i tentativi di accantonarmi per avere i riflettori,le malcelate invidie,le panchine ingiuste,le sostituzioni a volte avvilenti.Nulla poteva rubarmi quell'anno irripetibile,vissuto con un entusiasmo che non provavo da tempo,e che solo Mazzone ha saputo risvegliare.Quegli affetti veri.


ALLA FINE,IL BOLOGNA.HAI SCIOLTO LA PROGNOSI TRE GIORNI DI RITIRO A MILANELLO COL MILAN.


Avevo preso in considerazione l'idea di andare a Bologna già da febbraio.Era la festa per il mio trentesimo compleanno.Come sempre,ho festeggiato da Peter e Chele,a Casoni Borroni.Un mio amico di Casalecchio di Reno,Giampiero malena,mi ha detto: "Robi,se hai problemi al Milan,perchè non vieni a Bologna? Sono sicuro che a Bologna rinasci.Io sono calabrese,ma Bologna non la cambierei con nessun'altra città al mondo.Per qualità della vita è la numero uno".Alla fine,mi sono fatto convincere.Trovare l'accordo con il presidente Gazzoni non è stato difficile.Ho deciso alla svelta,poi ho lasciato a Vittorio i particolari aspetti del contratto.


OGNI RIFERIMENTO AD ULIVIERI E' PURAMENTE ACCIDENTALE...


Ulivieri non mi voleva,lo aveva detto chiaro e tondo prima che arrivassi.Era andato da Gazzoni per spiegargli che,se il Bologna mi avesse comprato,avrebbe rischiato la serie B.A volermi è stato Gazzoni,non lui.Appena ha saputo del mio acquisto,ha fatto una sceneggiata dimettendosi per finta,giusto per attirare l'attenzione e mettere le mani avanti.


IN UN SECONDO TEMPO,ULIVIERI HA CHIARITO QUELLE AFFERMAZIONI:ERA CONTENTO DI AVERTI MA,SE LO AVESSE SAPUTO PRIMA,AVREBBE IMPOSTATO UNA DIVERSA CAMPAGNA ACQUISTI.


Mi convince poco.Non ha mai dimostrato d'essere contento di avermi.Non nutro rancore nei suoi confronti,ma secondo me lui sapeva di giocarsi la possibilità di allenare una buona squadra,e non voleva che un giocatore famoso gli rubasse il palcoscenico.


SEI UNO CHE NON AMA GLI SCONTRI,DICI, MA,SOPRATUTTO A INIZIO STAGIONE,LE FRIZIONI NON SONO MANCATE.LA TUA PARTE LA DEVI AVERE GIOCATA ANCHE TU...


Intendiamoci, non sono il tipo che porge sempre l'altra guancia,ma gli scontri li ha voluti Ulivieri.La sua era la tecnica che poi adotterà,portandola alle estreme conseguenze,anche Lippi: provocarmi,indurmi alla reazione per poi dire:visto, Baggio è un viziato,uno che spacca lo spogliatoio.Dato che sono uno a cui non si può dire che va in discoteca o ha vizi particolari,l'unico modo per screditarmi agli occhi della gente e dei compagni era quello di mandarmi fuori di testa.Già,i compagni.Ho sempre tenuto troppo,allo spogliatoio.


INSOMMA,IL MOTIVO PER CUI ULIVIERI CE L'HA AVUTA CON TE,ERA LA GELOSIA.


Non ne vedo altri.Io pensavo al Mondiale,ero troppo impegnato a fare bene nel Bologna per pensare al suo umore.Però, la cosa è peggiorata sempre di piu.Una volta che ero squalificato,Ulivieri ha dato la fascia di capitano a Marocchi.Quando sono rientrato,mi ha garantito: "Un'altra settimana e torni capitano".Via così,per tutta la stagione.Non sono piu stato capitano.Di episodi ce ne sono stati tanti,li ho voluti dimenticare.Quello che non ho dimenticato,è stato il trattamento che mi ha riservato prima delle partite che,tra dicembre e gennaio, il Bologna avrebbe giocato contro Milan e Juventus,le mie ex squadre.


RACCONTA


Giocavamo con il Milan.Era prima di Natale.Per tutta la settimana,parlo di quella che per me era la prima partita da ex,contro i rossoneri.Insomma,le solite cose:sarò emozionato,ce la metterò tutta,onorerò la maglia rossoblù senza dimenticare i due anni al Milan.Così per una settimana.Il sabato pomeriggio facciamo la rifinitura,e scopro che sarei andato in panchina...Capisci? Lui mi aveva fatto parlare tutta la settimana,ben sapendo che non sarei partito titolare (perchè queste cose qui le decidi il martedi o il mercoledi,mica due minuti prima della partita),e soltanto alla fine mi aveva fatto capire che non avrei giocato.Mi aveva umiliato,glielo dissi.Con aria decisa,ma con educazione.

venerdì 10 febbraio 2012

CARLO DE BENEDETTI:il PCI fu protetto.Dal libro Eutanasia di un potere

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Leggendo Libero qualche settimana fa ho saputo di questolibro e di quello che ha raccontato Carlo De Benedetti a Marco Damilano. Parla della storia di Tangentopoli e anche prima che scoppiasse.Mi è piaciuto, per carità ce ne sono tanti e le cose scritte si sapevano di già anche perchè basta navigare su internet e trovi milioni di file e di video,però l'ho letto  e poi mi incuriosiva l'opinione della tessera numero 1 del Pd.
Su Mani Pulite si è detto di tutto e di piu, venerdi 17 a Milano ci sarà Antonio Di Pietro che ricorderà l'arresto di Mario Chiesa (17 febbraio 1992) e i due anni successivi.


Prima di pubblicare pezzi del libro di Damilano, riporto le domande che si pone Mario Di Domenico nel suo libro COLPO ALLA STATO (Edizioni Si), e mi piacerebbe sentire anche l'opinione dello stesso Di Pitro e gli atri del pool:


1) C'era forse un intento occulto internazionale dietro l'improvviso scoppio di Tangentopoli?


2) Come mai tutto scoppia nel 1992,poco prima delle stragi di Falcone e Borsellino,cioè dieci giorni dopo la firma del trattato di Maastricht dei dodici paesi membri della futura UE e dell'Euro?


3) Come mai i pm che prima non sentivano e non vedevano il grado della malversazione raggiunta nel campo del finanziamento illecito dei partiti politici,oppure venivano zittiti dai loro capi,da quel momento in poi possono procedere?


da EUTANASIA DI UN POTERE -Marco Damilano (Editori Laterza)


"Nel maggio 1993 concordai con il pool tramite l'avvocato De Luca che mi sarei presentato spontaneamente e che mi sarei assunto tutte le responsabilità,indicando un elenco di quattro o cinque operazioni in cui la Olivetti aveva elargito soldi e a chi.Nessun capo di azienda si comportò come me.La mia esperienza a Regina Coeli fu tutta un'altra storia.C'erano tre mandati di cattura per me, per Gianni Letta e per Adriano Galliani.Il gip Augusta Iannini disse di avere ottimi rapporti di famiglia con Letta e con Galliani,per via del marito Bruno Vespa,e che non poteva essere obiettiva.Io obiettai che questo valeva anche per me, al contrario, tutti erano a conoscenza dei miei pessimi rapporti con Berlusconi.Comunque ci fu un interrogatorio,chiarìì la mia posizione,uscìì di prigione e nel processo venni assolto"


"Di Pietro aveva un'incredibile forza organizzativa,direi perfino fisica, psicologica,me ne resi conto da come faceva le fotocopie o telefonava durante l'interrogatorio.Era un fulmine,una valanga.Il pool era composto da persone molto diverse:Borrelli era molto piu raffinato,Colombo era un magistrato di grande qualità,Davigo era un uomo specchiato che lavorava per far rispettare la legge,Di Pietro aveva una forte carica di esibizionismo personale,di popolarità e di populismo,ognuno aveva la sua parte,fecero saltare il sistema.Era come una catena delle caramelle,un caso ne tirava un altro,e alla fine Di Pietro è entrato in politica.In quell'operazione certamente il PCI è stato protetto,perchè sia Borrelli che D'Ambrosio volevano distruggere un sistema di potere,non tutti i partiti,non la politica.Affondarono il coltello in una marmellata,non trovarono nessuna resistenza,non c'era piu niente.Era un'ondata di piena che si accompagna alla fine di un regime.Incontrai Gardini tre giorni prima che si sparasse,si confidò:" Non posso pensare a finire in carcere,non credo che reggerei.Quando appresi la notizia del suo suicidio,alle otto e mezzo del mattino,chiamai subito l'Avvocato."Gardini si è sparato",gli dissi.Era molto scosso,agitato.Lui restò silenzioso un istante.Era la sua fine,commentò con cinismo assoluto,"perchè lui doveva morire come un eroe del far west".E un avventuriero del far west non finisce con gli avvocati,tra le carte bollate,ma con uno sparo".
Ci fu dal 1992 al 1994 un vuoto totale della politica.E in questo vuoto c'è chi ha guadagnato.Draghi al Tesoro era terrorizzato dal debito pubblico,per lui le privatizzazioni erano la strada maestra per contenerlo.Che poi siano state fatte male non c'è dubbio.Certamente ci fu lo smantellamento ideologico dell'Iri.quella classe politica che ormai era wiped out,cancellata,era anche connotata sul piano economico per aver sostenuto l'Iri".


Gennaio 1994,colazioni nella sua casa di St Moritz,lui e io.Parliamo di Berlusconi e del suo partito.E l'Avvocato fa una previsione:"Farà un buco nell'acqua.Prenderà al massimo il 3%,come i repubblicani.Io ero meno convinto di lui,pensavo che al 10% sarebbe arrivato.Nessuno di noi pensava che sarebbe stato votato da un terzo degli italiani e che avrebbe vinto le elezioni.Eppure Agnelli era un uomo attento,con una grande sensibilità.Quando raccontai il colloquio a Rinaldi mi disse: "Hai ragione tu".Ma anche lui,che pure il pericolo Berlusconi l'aveva segnalato prima di tutti,non immaginava che sarebbe arrivato a Palazzo Chigi".


Subito dopo la sua nomina a premier nel 1994 ci fu una cena organizzata da Agnelli in casa sua,intorno al tavolo c'eravamo io, Marzotto, Romiti e Lucchini.Era una sorta di introduzione del Berlusconi premier di fronte all'establishment confindustriale.Agnelli gli dava del lei:"Adesso che è arrivato a Palazzo Chigi la prima cosa che lei deve fare è la privatizzazione della Stet.Romiti si accodò immediatamente:"Assolutamente d'accordo con l'Avvocato,quello è un simbolo.Berlusconi li bloccò subito: "Quella azienda ora è la mia,va bene,perchè dovrei venderla? Il suo concetto politico era che lui era diventato lo Stato,non capiva perchè bisognasse privatizzare.Rimasi colpito dalla reazione,avrebbe potuto dire che era un'operazione complessa,invece disse semplicemente:la Stet ora è mia".


"Mani Pulite non fu un'operazione studiata a tavolino.E' stata una combinazione di protagonismo dei giudici e di un vaso ormai troppo pieno.Mario Chiesa era un nessuno,Di Pietro poteva esserci o non esserci,il bubbone poteva scopiare da un'altra parte.C'erano stati la fine degli anni Ottanta,la fine dei riferimenti internazionali,la fine di un paese di frontiera,l'Europa che avanzava come soggetto comunitario.Dopo il 1994 nessun politico è venuto piu a chiedermi qualcosa,mai.Alle richieste della politica è subentrata la mafia che oggi ha invaso le grandi città del Nord.Cos'è rimasto di Tangentopoli? Niente.Vista con molto cinismo e con molto distacco e con qualche ammarezza viene da dire che l'operazione Mani Pulite non ha cambiato il Paese.La bufera è passata,l'Italia è rimasta la stessa.E in questa Italia immutabile a lungo ha vinto Berlusconi".

giovedì 9 febbraio 2012

UNO BIANCA:i fratelli Santagata 3 anni in galera da innocenti.I giudici non devono pagare?


BANDA UNO BIANCA:Peter e William Santagata... di anglotedesco


 


Io sono uno di quelli che pensa che i giudici che sbagliano devono pagare,per rispetto di quelle tante persone che ingiustamente hanno dovuto passare anni in galera vedendosi rovinata la propria vita.Trovo assurda la reazione di certi politici, giornali (non c'è bisogno che ripeta quali sono, basta pensare a chi c'era al governo qualche mese fa) e anche dei magistrati.
Ma vi ricordate quello che era successo ad Enzo Tortora? Andatevi a rivedere la splendida puntata di "LA STORIA SIAMO NOI di Giovanni Minoli dedicata ad Enzo Tortora dove il magistrato dice delle cose assurde.
E poi invece ci sono anche le persone normali come i due fratelli Peter e William Santagata che per l'eccidio dei tre carabinieri (Stefanini,Militini e Moneta) del Pilastro nel gennaio del 1990 e furono ritenuti colpevoli ,anche per la testimonianza (falsa) di una ragazza, e condannati all'ergastolo.Nonostante ci fu la confessione dei fratelli Savi, il giudice sparò cazzate enormi (guardate il video sopra);per fortuna poi vengono assolti , intanto però passarono tre anni in carcere. E i giudici non devono pagare?


INDRO MONTANELLI  al CORRIERE DELLA SERA il 24 agosto 1998:


"Nella giustizia c'è un 10% di autentici eroi pronti a sacrificarle carriera e vita:ma sono senza voce in un coro di gaglioffi che c'è da ringraziare Dio quando sono mossi soltanto da smania di protagonismo".



IL FINANCIAL TIMES il 20 giugno 2008:


"In Italia negli ultimi anni i giudici hanno goduto di potere unico nel mondo mondo occidentale".

mercoledì 8 febbraio 2012

Nazisti negli Usa (3 parte)

 


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C'è poco da commentare quando si leggono queste cose.Ripenso ad un commento di un utente su Youtube che ,oltre a ricordarmi che non capisco nulla (lui capisce tutto perchè è un prodiano),s'è permesso di dire che gli Stati Uniti sono un paese oneste e meritano di essere una superpotenza.Mi auguro che leggendo questi pezzi di libro con tanto di documenti,cambi idea e si vergogni della sua ignoranza.
D'altronde gli americani sono questi, pensano sempre e solo ai loro interessi,si schierano con chi gli fa piu comodo,non ci vuole molto a capirlo.
In Italia tutti i governi che si diedero il cambio nei trent'anni dopo la guerra avevano un debito nei confronti della CIA che pagò molti milioni di dollari per far eleggere e sostenere i democristiani e i suoi alleati.



da IL LIBRO CHE NESSUN GOVERNO TI FAREBBE MAI LEGGERE-Jesse Ventura (Newton Compton)



ARTHUR RUDPOLH.UN INGEGNERE MISSILISTICO DECORATO


Già nel luglio 1945, il dipartimento della guerra degli Stati Uniti portò scienziati scelti tedeschi e austriaci in America sotto custodia militare per il loro "sfruttamento a breve termine".L'obiettivo immediato era quello di far procedere la ricerca militare,nel tentativo di velocizzare il conflitto con il Giappone.L'obiettivo a lungo termine era di tenere lontani l'Unione Sovietica e altri Paesi dall'accesso alle informatica e alla conoscenza di molti rappresentanti scelti della comunità scientifica.
Con l'approvazione diretta del Presidente degli Stati Uniti,il programma fu stilato dopo la fine delle ostilità:


"Per permettere alle forze armate americane di trarre vantaggio dai progressi tecnico-scientifici tedeschi in campi della missilistica guidati a aerodinamica ,della formulazione di brevetti di politica governativa per favorire l'ingresso legale a questi e altri specialisti (...) per portare avanti la ricerca e i progetti di sviluppo sia a favore di agenzie militari che civili"


Poi chiamato con il nome in codice Operation Paperclip,il programma fu volto a escludere chiunque fosse piu di un "partecipante nominale" nella attività del partito nazista o fosse stato "un sostenitore attivo del nazismo o del militarismo".Gli scienziati che desideravano stabilirsi definitivamente negli Stati Uniti potevano "in futuro avere garantito lo status di regolari,secondo le leggi sull'immigrazione".
Alla fine,centinaia di scienziati giunsero negli Usa,durante il programma.Coloro che cercavano una residenza permanente dovettero fare domanda per il visto.Una volta emesso, dovevano lasciare il Paese per poi rientrare "formalmente".Generalmente lo facevano passando per una città massicana sul confine.
Durante la guerra.Artgur Rudoplh aveva prestato servizio come direttore delle operazioni nell'enorme complesso industriale spaziale Mittelwerk,nel laboratorio sotteraneo che produceva i v-2.La fabbrica faceva parte del complesso del campo di concentramento di Dora, Nordhausen, e utilizzava i prigionieri politici cechi, polacchi, russi e francesi,come pure ebrei e testimoni di Geova. Gli operai,che indossavano uniformi a righe del campo di concentramento,venivano da lager nazisti come Auschwitz e Bunchenwald.Erano sorvegliati da uomini armati delle SS,come anche da kapo,e lavoravano per turni di dodici ore in gallerie fredde,umide e polverose.Morirono a migliaia,generalmente per malnutrizione, spossatezza e troppo lavoro;alcuni furono uccisi.Finchè Dora non ebbe il proprio crematorio ,i morti venivano bruciati a Buchenwald.
Rudoplh fu uno dei primi tedeschi a entrare negli Stati Uniti per l'Operation Paperclip;arrivò nel dicembre del 1945.Nonostante l'INS sapesse che era stato membro del partito nazista e aveva lavorato al Mittelwerk,non ci sono prove che fosse in qualche modo informato del fatto che avesse utilizzato degli schiavi.Al contrario,aveva vari motivi per caldeggiare Rudoplh.Il funzionario numero due al dipartimento  di Giustizia spinse l'INS (allora era un'agenzia sotto la sua giurisdizione) a farlo entrare.Basandosi sulle informazioni fornite dagli Stati Maggiori riuniti e dal dipartimento militare,il funzionario pensò che,se non l'avesse fatto, ciò sarebbe andato a discapito dell'interesse nazionale".
Nel 1949,Rudoplh si recò a Ciudad Juarez,in Messico, dove ricevette un visto per poi rientrare formalmente negli Stati Uniti,grazie alla legge sull'immigrazione.Nonostante i provvedimenti del DDA e dell'RRA per la "collaborazione nell'arresto" fossero inattuabili,le norme per il visto del dipartimento di Stato proibivano l'ingresso di un estraneo "che si era reso colpevole,o aveva sostenuto o approvato,attività o condotte contrarie alla cibiltà e ai diritti umani,per conto delle Nazioni dell'asse".
Rudoplh fu naturalizzato cittadino statunitense nel 1954 e lavorò nel programma missilistico degli USA fino al pensionamento dalla NASA,nel 1969.E' considerato il padre del razzo Saturno v, che permise agli Stati Uniti di effettuare il primo allunaggio di un equipaggio.Quando andò in pensione, la NASA gli conferì il valore al merito,la sua piu alta onorificenza.

martedì 7 febbraio 2012

Nazisti negli Usa (2 parte)

 


 


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C'è poco da commentare quando si leggono queste cose.Ripenso ad un commento di un utente su Youtube che ,oltre a ricordarmi che non capisco nulla (lui capisce tutto perchè è un prodiano),s'è permesso di dire che gli Stati Uniti sono un paese oneste e meritano di essere una superpotenza.Mi auguro che leggendo questi pezzi di libro con tanto di documenti,cambi idea e si vergogni della sua ignoranza.
D'altronde gli americani sono questi, pensano sempre e solo ai loro interessi,si schierano con chi gli fa piu comodo,non ci vuole molto a capirlo.
In Italia tutti i governi che si diedero il cambio nei trent'anni dopo la guerra avevano un debito nei confronti della CIA che pagò molti milioni di dollari per far eleggere e sostenere i democristiani e i suoi alleati.


 


da IL LIBRO CHE NESSUN GOVERNO TI FAREBBE MAI LEGGERE-Jesse Ventura (Newton Compton)



TRADUZIONE ARTICOLO 3


OTTO VON BOLSCHWING.UN SOCIO DI EICHMANN CHE DIVENNE UN INFORMATORE DELLA CIA


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Otto von Bolschwing lavorava con Adolf Eichmann e lo aiutava a elaborare dei piani per perseguitare e gettare nel terrore la popolazione tedesca di religione ebraica.Come dirigente dei servizi segreti delle SS,prima in Romania e poi in Grecia,Occupava la posizione piu alta tra i tedeschi perseguitati dall'OSI.


Nel 1946,Von Bolshwing fu assoldato dall'organizzazione di Gehlen,un gruppo di agenti dei servizi segreti nazisti,che finì sotto l'egida dell'esercito degli Stati Uniti,dopo la guerra.Il gruppo forniva alla Germania dati e fonti utili nella guerra sul fronte orientale; e all'America interessava sviluppare ed estendere questo materiale durante la Guerra Fredda.Gehlen aveva bisogno di von Bolschwing per procurarsi contatti tra i gruppi etnici tedeschi e la Guardia di Ferro in Romania.
Nel 1949,la CIA assodò qualche membro dell'organizzazione di Gehlen; von Bolschwing era tra i suoi collaboratori scelti.La CIA era a conoscenza del suo partito nazista e dei rapporti con le SD (Sicheheitsdienst,il servizio segreto delle ss,n.d.t).
Sapeva anche che aveva sostenuto la sommossa fatta dalla Guardia di Ferro e che aveva aiutato i capi di questa rivolta a fuggire dalla Romania.Tuttavia,si dipingeva come un nazista "rivoluzionario" e, apparentemente,l'agenzia accettò questa caratterizzazione.L'agenzia non era al corrente del fatto che aveva lavorato nell'ufficio degli affari ebraici e che fosse stata collegato a Eichmann.
Nonostante non divenne mai un "agente di primo piano",la CIA lo apprezzò al punto di aiutarlo a emigrare negli Stati Uniti nel 1954.L'Agenzia informò come lo conoscevano loro.Tuttavia,l'INS acconsentì a farlo entrare.Entrò grazie alla legge sull'immigrazione come parte della quota tedesca.Una volta arrivato qui,ha lavorato come alto dirigente per molte multinazionali;non svolse altre mansioni per i servizi segreti degli Stati Uniti.
Anche prima che von Bolschwing emigrasse,comunque, la CIA temeva che non riuscisse a ottenere la cittadinanza.


Grossbahn (il nome in codice di von Bolschwing) ha posto una domanda a cui non abbiamo replicato.Cosa risponderebbe qualora la faccenda della sua appartenenza al NSDAP (il partito nazista) venisse fuori dopo il suo ingresso negli Stati Uniti,per esempio, (...)


(...) sui moduli di domanda di cittadinanza? Gli abbiamo detto di negare l'affiliazione a qualsiasi partito, ss, sd, Abwehr (servizi segreti militari tedeschi), ecc.La nostra motivazione per tale condotta segue questo ragionamento:il suo ingresso negli Usa è basato sulla nostra autorizzazione segreta.In altre parole, in cambio del fatto che ha un passato opinabile, (...) è disposto a ignorare le loro normali obiezioni basate sulla nostra garanzia che i servizi di Grossbahn... sono stati di una tale portata da valergli questo trattamento straordinario.
Qualora,in seguito, Grossbahn ammettesse-apertamente e pubblicamente,di comparire in un documento NSDAP,ciò ci convincerebbe al limite a farlo uscire (...) con un piccolo ricorso,anzichè espellerlo dagli USA perchè entrato con l'inganno...Al tempo stesso,abbiamo la sensazione che tali misure potrebbero offrire a Grossbahn un livello di controllo su di noi, nel caso in cui dovesse decidere di volere di nuovo il nostro aiuto in futuro:nel complesso,una situazione sgradevole.Quale è stata l'esperienza dei quartieri generali su questa storia? Abbiamo dato istruzioni sbagliate a Grossbahn? Un consiglio a mezzo telegramma sarebbe gradito,dato che il momento della data di partenza prefissata sta per arrivare. La risposta invitava von Bolschwing a dire la verità.
Partendo dal presupposto che non abbia negato le affiliazioni naziste nella sua richiesta di visto, la sua documentazione non dovrebbe assolutamente rinnegarle,qualora venissero fuori nel rapporto con le autorità statunitensi e lui fosse costretto a dare una risposta a bruciapelo.Quindi,nel caso gli venisse chiesto,dovrebbe ammettere la sua iscrizione,ma tentare di giustificarla sulla base di circostanze attenuanti.Se fosse stato sul punto di dichiarare il falso al momento della richiesta di cittadinanza o altre carte ufficiali,si metterebbe nei guai.In realtà, Grossbahn non sta entrando negli Stati Uniti con l'inganno,visto che (...) avrà informazioni riguardanti il suo vecchio verbale in un dossier segreto.