Anglotedesco

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lunedì 31 dicembre 2012

W L'Italia dei clandestini e degli spacciatori...che vengono subito scarcerati




No comment...sono in vacanza,anche se ci sarebbe  molto da dire...

da LA GAZZETTA DI PARMA del 30 dicembre 2012

Due pusher nigeriani della folta e inquietante fauna che ogni sera bazzica in viale Piacenza e dintorni.Entrambi clandestini,pregiudicati e senza fissa dimora.Li hanno arrestati l'altra sera i carabinieri della stazione Parma principale,dopo un inseguimento con relativo lancio di bicicletta addosso ai militari.Una mossa delirante e (purtroppo) già vista decine di volte:i carabinieri hanno rimediato qualche ammaccatura ma hanno comunque arrestato i due stranieri per resistenza a pubblico ufficiale.Processati venerdi mattina per direttissima,sono stati condannati rispettivamente a un anno e otto mesi di reclusione:entrambi rimessi in libertà con la condizionale,piu che probabile che a quest'ora siano tornati a fare la stessa vita in viale Piacenza,insieme a tanti altri compari.
Il doppio arresto risale alla sera di Santo Stefano.Una pattuglia di militari impegnata in controlli di routine,mentre percorre viale Piacenza incrocia un giovane di colore a piedi:alla vista della gazzella il nigeriano non è piu solo,con lui c'è un connazionale "a pedali" ed è lui a scagliare la bicicletta contro i militari.Nonostante la rabbiosa reazione,i due compari vengono bloccati e ammanettati.Perquisiti in loco,a uno trovano un grammo di cocaina in tasca,che gli costa anche una denuncia per detenzione a scopo spaccio di stupefacenti.

domenica 30 dicembre 2012

L'Italia a rischio default.Intervenga Ratzinger! (2 parte)




No comment...sono in vacanza

da SUA SANTITA'-Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere)

La posizione di Gotti Tedeschi è quindi interventista.La Santa Sede dovrebbe caldeggiare presso chi governa in Italia specifiche misure per alleggerire la situazione.Ancora una volta i documenti che fuoriescono dal Vaticano fotografano il pressing delle autorità ecclesiastiche sull'Italia.La cura delle anime prevede di occuparsi anche del loro portafoglio? In quest'ottica suggerisce un intervento pubblico di Benedetto XVI:
"Soluzione è necessario ridimensionare il costo del credito,per riuscirci si deve ridimensionare il "rischio Italia",percepito o imposto a livello internazionale.In pratica ciò si può ottenere guadagnando fiducia sulle capacità di intervenire su riforme dell'economia che sono considerate indispensabili (e ragionevoli) per il famoso riequilibrio del debito pubblico.Esiste un problema di credibilità che sta indebolendo il paese.Potrebbe essere opportuno riflettere su una dichiarazione pubblica (del Santo Padre) di preoccupazione per le soluzioni economiche del paese, sopratutto per le fasce piu deboli soggette al rischio di perdita del posto di lavoro,dovuto all'inerzia con cui sembrano essere affrontati alcuni temi economici e finanziari del paese? (Raccomando ancora una volta ai leader di ricordarsi che leadership è un mezzo e non un fine e che significa occuparsi del bene comune)".
Passa qualche giorno e la crisi irreversibile del governo Berlusconi si aggiunge ai venti di default che arrivano dalla Grecia.Nell'appartamento privato del Papa arriva così un altro report di Gotti Tedeschi,che "annuncia" l'imminente fine del governo.Il presidente dello Ior si rivolge a Don Georg e risponde retoricamente a tre domande generali sull'economia del pianeta:cosa ha causato l'attuale crisi economico-finanziaria come si è evoluta la crisi negli ultimi tre anni?
E,ancora,a che punto siamo oggi? Poi affronta la questione dell'Italia.Gotti Tedeschi indica proprio nel crollo di credibilità di Berlusconi il motivo della sua fine:"In Europa non credono,spiega,alla famosa  "Legge di stabilità" emanata,perchè fatta troppo tardi e con incompletezze,in totale dissidio tra Berlusconi,Bossi e Tremonti.E il maxiemendamento è stato voluto dal Quirinale,non dal governo (...) Berlusconi ha perso credibilità anche per altre ragioni meno evidenti come l'accordo con Putin e il distacco dalla Germania".Spiega così perchè il cavaliere è destinato a uscire di scena, su specifiche pressioni dell'Ue,lasciando spazio ai tecnici.E' l'annuncio al Santo Padre che un'era politica in Italia sta concludendosi.La finanza europea chiede a Berlusconi di fare un passo indietro.Gotti Tedeschi sembra che cerchi di far capire quanto è avvenuto e quanto questo fosse inevitabile: "Oggi l'Europa,prosegue, chiede discontinuità dal governo tecnico; questo governo tecnico di Monti o altri farà le misure impopolari,che un governo politico non farebbe mai".In effetti,è andata proprio così anche se il futuro non si tinge certo di rosa:
"Ora l'Italia non può piu dichiarare la sua "sovranità",l'autonomia e ignorare le raccomandazioni,altrimenti corre il rischio di veder diventare "tossici" i suoi titoli di stato (tipo Grecia) e far fallire l'intero sistema bancario che è pieno di titoli di Stato (Banca Intesa ne ha 60 miliardi,Unicredit ne ha 40 miliardi).Per evitare il default abbiamo bisogno di sottoscrittori stranieri, tipo Bce,Fmi.Questi sottoscriveranno solo se obbediamo subito alle regole: nel 2012 scadono 440 miliardi di titoli,le nostre banche italiane non possono piu comprare titoli, chi li compra? Se nessuno (li acquista nda) andiamo in default....se attuassimo subito il piano delle riforme richieste (la lettera Bce sulle pensioni,lavoro evasione,liberalizzazioni).Si dovrebbe realizzare un impatto positivo ed un ritorno allo spread basso di 250 pb.Ciò avverrebbe perchè si accetta che l'Italia sa controllare il debito e avviare lo sviluppo necessario".

venerdì 28 dicembre 2012

L'Italia a rischio default.Intervenga Ratzinger! (1 parte)




Da oggi fino al 15 gennaio pubblicherò dei post con pezzi di libri che solitamente per motivi di tempo non riesco a fare.Nessun commento,giudicate voi.

da SUA SANTITA'-Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere)

Nel frattempo ,però, fuori da sacri palazzi la situazione percepita.Siamo nell'autunno del 2011 quando lo spread vola toccando i 500 punti, i tassi di raccolta per compensare il rischio default italiano superano il 6% ,il credito delle banche alle imprese si riduce sempre di piu.Gotti Tedeschi è preoccupato.Arriva a chiedere al Papa una linea comune della Santa sede sui temi economici,stando molto attento alla coerenza del Vaticano e anche all'immagine.Va su tutte le furie quando il Ponteficio consiglio giustizia e pace propone con il segretario Monsignor Mario Toso l'istituzione di "un'autorità pubblica a competenza universale,fondata su diritto,regole condivise",che vada a redigere le norme che regolano il sistema monetario e finanziario internazionale.Gotti Tedeschi  trova il documento fuori dal mondo:suggerire regole di trasparenza quando lo Ior è sotto inchiesta per riciclaggio è pericoloso e imprudente.Il banchiere è a favore dei cambiamenti,purchè rientrino in una strategia concordata,che consiste nel rendere pubblico quanto necessario,senza,sopratutto,dare pericolose lezioni di trasparenza,meglio muoversi dietro le quinte,forse.Così il 24 ottobre rivolge le sue rimostranze a Monsignor Georg Gauswein, affinchè intervenga:
"Il documento (del consiglio pontificio nda) analizza superficialmente fatti complessi e da suggerimenti di dubbia consistenza,piu di carattere finanziario che morale.Detti suggerimenti sono fondati su premesse e considerazioni economiche non proprio condivisibili.In piu detto documento è presentato,con un tono anche perentorio,in un momento in cui un ente della Santa Sede (Ior) è ancora "investigato" per presunti sospetti di non trasparenza finanziaria e la stessa Santa Sede è in attesa,con grande impegno,di essere accolta nella cosidetta White List.Dare lezioni di finanza (non di etica) scontate mi pare scarsamente prudente.Il documento riconosce quali origini della crisi economica fatti controversi e molto discutibili ,confondendo cause ed effetti (...).Le proposte di soluzione,conseguenti,del documento sono poi sugli strumenti anzichè su chi li ha usati.E sono proposte discusse da lustri in tutte le sedi competenti: tassazione transazioni finanziarie,ricapitalizzazione le banche (nessuno vuole ricapitalizzare le banche,lo potranno fare solo i governi.Che fa giustizia e pax,propone la nazionalizzazione delle banche)."
Nel foglietto d'introduzione,Gotti Tedeschi precisa che si tratta di "una breve nota,riservata a lei",compiendo così uno strappo rispetto a riti consolidati.Senza infatti entrare nel contenuto qui interessa evidenziare la sicurezza che Gotti Tedeschi mostra nel proporre al segretario del Papa feroci critiche sulle iniziative di un consiglio pontificio,un'istituzione Vaticana di rado in Curia un laico ha l'ultima parola rispetto a una presa di posizione di un ecclesiastico o,addirittura,di un pontificio consiglio.Ma il momento è talmente delicato troppi dossier sono sul tavolo per permettersi voci fuori dal coro.
Se ne ha la piena percezione solo qualche giorno dopo, il 6 novembre, quando Gotti Tedeschi manda un ulteriore appunto "riservato e confidenziale" al segretario del Papa questa volta è per un aggiornamento su quei "problemi di carattere economico-politico-sociale che intendevo proporle come oggetto di discussione permanente".I rischi sono davvero rilevanti, come siamo riusciti a capire dai documenti segreti,tanto da sollecitare l'intervento del Pontefice:
"Il nostro paese sta correndo un rischio di carattere economico con risvolti sociali potenzialmente gravi che potrebbero interessare sua santità e persino meritare una "dichiarazione di preoccupazione (...).Se le imprese non sono sostenute adeguatamente e finanzialmente dal credito bancario,a breve termine potrebbero chiudere o ridurre l'attività.Ciò comporterebbero disoccupazione e conseguenti problemi sociali gravissimi.Si stima che l'impatto del fenomeno descritto possa essere a breve di 100/200.000 posti di lavoro a rischio".

domenica 23 dicembre 2012

ROBERTO MANCINI:"Quei cinque minuti terribili contro il Qpr"




Come sempre quando parlo di calcio,metto da parte il lato umano e mi concentro su quello tecnico.Che dire di Roberto Mancini,ex giocatore straordinario di un periodo d'oro del calcio italiano, fuoriclasse straordinari che adesso si sognano (in attacco nella Sampdoria di oggi c'è Icardi, Pozzi...).Anche da allenatore sta facendo molto bene e consiglio alla dirigenza del Manchester City de tenerlo il piu possibile,per vincere la Champions ci vuole tempo, Abramovich ha speso una barca di soldi e l'ha vinta dieci anni dopo, il Manchester United 31, l'Inter non ne parliamo e l'Arsenal mai.
Sul titolo vinto lo scorso anno ho già scritto, meritato per tutto il campionato ma un Qpr che ti regala la palla per andare a segnare, se fosse successo in Italia saremmo ancora qui a discutere...

da ROBERTO MANCINI.This is football- Alberto Dalla Palma e Paolo Franci (Aliberti Editore)

Roberto Mancini ha perso una Coppa dei Campioni contro il Barcellona a pochi minuti dalla fine dei tempi supplementari ,quando sembrava che la Sampdoria se la sarebbe giocata ai rigori, ma ha conquistato una Premier a pochi secondi dalla conclusione del torneo.Quello che la fortuna gli ha tolto nella primavera del 92',gli è stato restituito esattamente vent'anni dopo,anche se i due titoli non possono essere messi a confronto.Per un giocatore la Coppa dei Campioni,oggi Champions League,è davvero il top: il tecnico ci racconta in questa botta e risposta le sue sensazioni sui due momenti piu importanti della sua carriera.

E QUEI CINQUE MINUTI TERRIBILI CONTRO IL QPR? HA RIVISTO I FANTASMI DI WEMBLEY?

Sono sincero,ero completamente in trance.Stavo pensando al fallimento di una stagione: il City in testa al campionato per sette-otto mesi e tutto rovinato da  una partita folle.Non avevamo mollato in quei minuti finali.Stavamo davvero sbricciolando una stagione fantastica.

SAREBBE STATO DIFFICILE RIPRENDERSI.

Io sono sempre stato un combattente,anche se in campo ero un numero dieci.Conosco le leggi dello sport: alle grandi sconfitte,nascono i trionfi piu belli.Sarei ripartito a testa bassa,certo non sarebbe stato facile,ma la vita continua anche dopo la sconfitta.

MANCANO CINQUE MINUTI ALLA FINE,CE LI RACCONTI.

Speravo almeno di pareggiare,il Qpr era in vantaggio per 2-1,se avessimo fatto il 2-2 avremmo avuto un'altra possibilità.Che pareggiasse anche il Sunderland contro il Manchester United.A punti uguali, come poi è finita,avremmo vinto noi lo scudetto per una migliore differenza reti e questo lo tenevo sempre ben presente.Poi il gol di Dzeco,ho guardato l'orologio,ho guardato i giocatori: ci sono ancora due minuti,ho urlato,forse qualche secondo in piu.Andiamo all'attacco.Al terzo gol,quello di Aguero,ho visto un altro mondo.Nel cuore e nella testa,le emozioni piu travolgenti.

NON E' STATO FACILE ARRIVARE ALLA CONQUISTA DELLA PREMIER.

Non credevo si potesse vincere il campionato in soli due anni.E a chi mi diceva: hai speso centinaia di milioni,rispondevo che comprare non significa mai vincere.Sopratutto perchè il Manchester City non aveva acquistato Messi e Ronaldo,ma giovani di grande valore e prospettiva,con cui ho iniziato a creare una squadra vera.Prima la F.A cup ,poi la Premier:stiamo entrando nel gruppo dei club piu importanti d'Europa.

E' ARRIVATO IN INGHILTERRA ED E' PARTITO QUASI DA ZERO.

Si, piu o meno, come alla Samp e alla Lazio,quando giocavo, e all'Inter quando Moratti mi affidò la panchina nerazzurra.Trovai davvero poco, anche la Pinetina era tutta da rifare.E' stato un crescendo entusiasmante.

UN'ESPERIENZA FINITA MALE.

Moratti aveva il diritto di cambiare,di pensare a Mourinho e di sostituire la guida tecnica.Mi ha ferito il mondo,ma poi abbiamo chiarito.I nostri rapporti sono sempre rimasti buoni.

UN GIORNO VORREBBE VINCERE LA LIGA?

Dovrei arrivare al Real Madrid o al Barcellona del riuscirci ,perchè quello è un campionato a due.In Inghilterra,invece, devi battere lo United,il Chelsea,l'Arsenal,il Liverpool e il Tottenham.Una cavalcata durissima.

MANCINI CON LA BANDIERA ITALIANA SULLE SPALLE SUBITO DOPO LA CONQUISTA DELLA PREMIER:UN'IMMAGINE CHE RIEMPIE DI ORGOGLIO.

Vincere all'estero era sempre stato il mio sogno.Penso che anche in Italia abbiano festeggiato la Premier del City come in precedenza erano stati applauditi i successi di Ancelotti con il Chelsea.Non penso di essere simpatico a molta gente, nel mio paese,eppure ritengo che uno scudetto possa scaldare chiunque.

C'E' MAI STATO UN ATTIMO IN CUI HA PENSATO: ORA MOLLO E TORNO A CASA?

No,mai.Sapevo che sarei andato incontro a momenti difficili,in campo e fuori, ma ormai avevo fatto una scelta di vita e professionale che non ho mai rinnegato.Ho portato a Manchester la mia famiglia,mi mancavano e mi mancano il sole,la pastasciutta,il mio paese,Jesi, e tanti amici.Ma l'emozione che mi ha dato la Premier resta molto forte,in grado di ripagare ogni sacrificio.

I TIFOSI DEL CITY L'ADORANO.

E cantano per me nel Blu dipinto di blu...Fantastico.Voglio fare a questa gente altri regali importanti.

venerdì 21 dicembre 2012

Il calo di produttività dell'Italia con l'ingresso nell'euro



Ennesimo articolo che conferma i danni che ha fatto la moneta unica al nostro paese.Continuo a sentire Pierluigi Bersani ripetere con insistenza che bisogna ringraziare il suo partito perchè ha voluto fortemente l'Italia nell'unione monetaria europea, lo fa perchè chi lo vota o è totalmente ignorante o è della sinistra benestante, la stessa che ha voluto Giuliano Pisapia sindaco di Milano.
Ho scritto molte volte com'era l'Italia prima della separazione Banca d'Italia e Tesoro e dell'ingresso nell'euro :

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/10/17/ora-siamo-dei-pigs-nel-1979-80-molto-meno.html

Certi articoli difficilmente vengono pubblicati su  LA REPUBBLICA che tutti i giorni la gente compra ma solo su REPUBBLICA FINANZA del lunedi che il 90% dei lettori getta nel cestino.Bravi, non avete nulla da invidiare a IL Giornale e Libero!

da REPUBBLICA FINANZA del 10 dicembre 2012-articolo di Giovanni Marabelli

"Come sottolinea il rapporto sul mercato del lavoro 2011/2012,redatto dal Cnel la dinamica della produttività è tale da caratterizzare in maniera inequivocabilmente i risultati delle diverse economiche europee.Si riverbera,infatti, sulla competitività e quindi si traduce in un andamento divergente dei conti con l'estero con i paesi dell'area tedesca in surplus e quelli della periferia,Italia compresa,ad accumulare deficit ampi e crescenti.
Un percorso che il nostro paese ha compiuto nel primo decennio dell'euro  e intese come quella raggiunta il 21 novembre rappresentano il primo tentativo di invertire.Incrociando i dati del Bureau of labour statistics e dell'Istat emerge che l'Italia con un incremento medio del 6,5% annuo nel decennio Settanta tra i paesi sviluppati era quello dove la produttività nel settore manufatturiero cresceva al ritmo piu sostenuto.Dopo i leggeri rallentamenti degli anni 80' e 90' con un incremento annuo rispettivamente dei 3,2% e del 2,6%,il tonfo del decennio dell'euro,quando la crescita della produttività italiana è stata mediamente dello 0,4%."

mercoledì 19 dicembre 2012

L'Italia entra nell'Euro.Dal 17 febbraio 1997 inizia il "calvario" della nuova manovra di aggiustamento



Da oggi fino a venerdi ,per poi riprendere il 28 dicembre,pubblicherò dei pezzi di questo libro scritto da uno dei tanti sostenitori dell'Europa cioè Paolo Deluffo. Il libro del 2007 che ho trovato in biblioteca,contiene  anche interessanti lettere di coloro che si possono definire "traditori della patria" ,hanno svenduto il nostro paese agli stranieri per un pugno di noccioline, ci hanno fatto entrare in Europa nonostante avessimo tutti i conti sballati ,un debito pubblico complessivo ben oltre il 60% come prevede il Trattato di Maastricht.Ci siamo entrati e adesso dobbiamo per forza ridurre il debito e fare sacrifici.Ma chi le fa i sacrifici? Indovinate un po...

da CARLO AZEGLIO CIAMPI.L'uomo e il presidente-Paolo Deluffo (Rizzoli)

Ma il quadro macroeconomico e demografico era ormai profondamente cambiato.Il tasso di crescita in tutta Europa era piu basso di quello degli anni 60-70 e anche 50!.La natalità era scesa in modo drastico.La vita media si allungava.Il mercato del lavoro è cambiato.I giovani hanno un rapporto diverso con l'attività lavorativa,con le nuove tecnologie.Questo è il quadro di fondo,valido per tutta l'Europa.In Italia vi era un problema aggiuntivo,e cioè che per una serie di ragioni storiche il Welfare è cresciuto in modo meno ordinato,meno equilibrato che altrove.Debole nella parte "assistenziale",di fatto delegata alla famiglia.Generoso nella parte previdenziale,con forti differenze tra singole categorie.Le due importantissime riforme,quella del 1992-93 e quella del 1995,disinnescarono il potenziale esplosivo esistente nel sistema previdenziale.Stabilirono procedure di verifica e di correzione.Già in occasione della prima manovra di aggiustamento,giugno 1996,il governo tentò di introdurre misure che producessero un risparmio strutturale nel quadro della riforma del 1995 e nello spirito della concertazione del 1993.Ciampi aveva inizialmente pensato di giocare d'anticipo,con un aggiustamento limitato, di 1500-2000 miliardi di lire,ma strutturale.Non fu possibile superare le opposizioni politiche e sindacali.Tentò qualche mese dopo di impostare il tema in una chiave piu organica,non solo sulle pensioni,ma su tutto il sistema dell'assistenza e della previdenza.Si mise al lavoro una commissione istituita a palazzo Chigi,presieduta da Paolo Onofri.
Al Tesoro molto lavoro era stato fatto dal sottosegretario Laura Pennacchi.Era intenzione del Tesoro anticipare qualche elemento di correzione sul fronte delle pensioni nella manovra di aggiustamento che si stava preparando nel marzo del 1997.Infatti,la "Trimestrale di Cassa" evidenziava un possibile scostamento.Anche in quella occasione mancò il consenso necessario nella maggioranza.Fu un momento davvero difficile,anche perchè concise con il mutato umore dei mercati finanziari.
Dal 17 febbraio 1997 inizia il "calvario" della nuova manovra di aggiustamento.La dimensione era incerta,salì nei giorni a 16.000 miliardi. Per capire il clima di quei giorni,basta ricordare che a fine febbraio i giornali tedeschi parlarono di una missione segreta dell'ex ministro francese, il liberista Madelin,in Lussemburgo per valutare l'idea di una adesione ritardata all'euro addirittura del Belgio,pur di lasciare fuori dalla porta l'Italia e la Spagna.Le stessi fonti di stampa tedesche parlarono di una strenua opposizione di Junkers contro tale ipotesi.Nel mese di febbraio anche Prodi fece diverse interviste internazionali

martedì 18 dicembre 2012

CARLO AZEGLIO CIAMPI:"Non chiederemo sconti per entrare nell'euro!"



Da oggi fino a venerdi ,per poi riprendere il 28 dicembre,pubblicherò dei pezzi di questo libro scritto da uno dei tanti sostenitori dell'Europa cioè Paolo Deluffo. Il libro del 2007 che ho trovato in biblioteca,contiene  anche interessanti lettere di coloro che si possono definire "traditori della patria" ,hanno svenduto il nostro paese agli stranieri per un pugno di noccioline, ci hanno fatto entrare in Europa nonostante avessimo tutti i conti sballati ,un debito pubblico complessivo ben oltre il 60% come prevede il Trattato di Maastricht.Ci siamo entrati e adesso dobbiamo per forza ridurre il debito e fare sacrifici.Ma chi le fa i sacrifici? Indovinate un po...

da CARLO AZEGLIO CIAMPI.L'uomo e il presidente-Paolo Deluffo (Rizzoli)

L'indiscrezione del "Financial Times" provocò un mezzo terremoto.Il portavoce di Kohl dovette smentire ufficialmente.Prodi e Ciampi esclusero subito di poter accettare un ingresso differito.Un commento di Eugenio Scalfari,sulla "Repubblica" del 2 febbraio intitolato "Le colonne corazzate della Buba",puntava il dito sulla banca centrale tedesca,indicata come "mandante politico" dell'attacco all'Italia,con l'obiettivo di far naufragare tutto il progetto dell'euro. Ciampi rispose con una lunghissima intervista a "Der Spiegel" tutta sulla linea di un semplice messaggio: non chiederemo sconti per entrare nell'euro.Quindi volta a rassicurare il pubblico tedesco.Il titolo era DIE ITALIENER SIND EU OPFERN BEREIT,ovvero gli italiani sono pronti a fare sacrifici.L'intervista,che occupava cinque pagine, era ben illustrata dalle tavole alfonso.Il messaggio finale di Ciampi era che un rinvio o una rinuncia al progetto dell'euro "sarebbe la fine dell'Europa".
Tra febbraio e fine marzo del 1997, i tassi d'interesse aumentarono.Per i titoli di Stato in tre aste si ebbe un aumento di un punto e un quarto.Ciampi cominciò a temere che il mercato non ci seguisse piu.Ciampi apriva poi anche un fronte interno.Con una intervista a Fabrizio  Galimberti sul "Il Sole 24 ore" del 4 febbraio (Ciampi:così convincerò Bonn) il ministro annunciava la necessità di anticipare la finanziaria di molti mesi e di affrontare la questione pensioni.
Il 3 febbraio 1997,all'ora di pranzo,giunse finalmente la notizia tanto attesa: il comunicato ufficiale di Eurostat sulla "riclassificazione" di numerose poste del bilancio pubblico italiano.Non se ne accorsero in molti."Le Monde del 4 febbraio pubblicò un trafiletto "Eurostat donne sa benedictions à Rome".
Nelle pagine interne del "Financial Times" venne pubblicato un articoletto di Lionel Barber da Bruxelles che spiegava dettagliatamente come la decisione di Eurostat potesse provocare un miglioramente almeno dello 0,5-0,7% del Pil in termini di disavanzo.Prodi preparò con grande cura l'incontro del 7 febbraio con Kohl e ottenne buoni risultati.Il cancelliere sentì il bisogno prima del vertice con gli italiani di far uscire dichiarazioni rassicuranti.Pubblicò un articolo sulla "Repubblica" del 6 febbraio per rivendicare la piena paternità del progetto europeo.La riunione tra Waigel e Ciampi avvenne alla presenza di cinque o sei collaboratori per parte.Era stato consegnato un documento in inglese predisposto appositamente per l'incontro.Il ministro ne aveva fatto una sintetica presentazione.Ciampi insisteva sul concetto che l'Italia non avrebbe chiesto sconti.Volevamo entrare nell'euro per la via maestra con il 3% di disavanzo,non un centesimo in piu.Quando venne interrotto dal solito stark: "Ma scusi ministro,ma come pensate di poter scendere in dodici mesi da un deficit di poter scendere in dodici mesi da un deficit del 7,4% a un deficit del 3%? Non c'è mai riuscito nessuno! Ci fu un attimo di silenzio tra le due parti del tavolo.Ciampi e Draghi si scambiarono un'occhiata.Poi Ciampi disse:"Certo, lei ha ragione, è un'impresa davvero molto ardua tuttavia le faccio presente che partiamo dal 6,7% di deficit e non dal 7,4%. "Come sarebbe a dire?".Disse piano Stark cambiando colore in viso.E Draghi spiegò come tre giorni prima ci fosse stata la riunione di Eurostat che aveva riconteggiato il nostro bilancio:
"stiamo rifacendo tutta la serie storica anche per gli ultimi 5-6 anni con i nuovi criteri per poter produrre dati omogenei anche per il passato".Ci raccontò poi Augusto Zodda che dopo la riunione con noi partirono telefonate di fuoco da Bonn ai funzionari tedeschi di Eurostat e anche al gabinetto di De Silguy,ma la decisione ormai era presa.
La mattina dopo, Prodi con gli altri ministri tornò a Roma.Ciampi e il governatore Fazio proseguirono per Francoforte.E lì ,l'8 febbraio,in un breve incontro con la stampa entrambi si espressero a favore di un intervento in materia previdenziale.Le reazioni in Italia furono vivacissime,sopratutto da parte di Rifondazione.Prodi fu costretto a smentire Ciampi: "Di pensioni si parla a Roma,non a Bonn".
Il governo tornò in Italia con la consapevolezza che doveva fare subito una manovra di aggiustamento.Ciampi diceva nei suoi colloqui che il rientro nello SME era stato la fine del "sofferto esilio",ma che da allora la strada era in salita.in primo luogo,la partecipazione della lira all'euro fin dall'inizio non rientrava piu nelle previsioni di molti paesi.Si riteneva che l'Italia vi avesse volontariamente rinunciato.si aprì cosi la questione della riforma dello stato sociale.Ciampi si è sempre mosso all'interno di una volontà generale di salvaguardare principi di solidarietà che trovano radici profonde nella cultura dell'Europa occidentale che ha, e vuole conservare,un'attenzione particolare alla sicurezza sociale,alla equità nessuno vuole rinunciare a un modello che è costiuito dalla identità europea.

L'Italia entra nell'euro.Romano Prodi:"Sull'ingresso nell'euro mi gioco il governo"




Da oggi fino a venerdi ,per poi riprendere il 28 dicembre,pubblicherò dei pezzi di questo libro scritto da uno dei tanti sostenitori dell'Europa cioè Paolo Deluffo. Il libro del 2007 che ho trovato in biblioteca,contiene  anche interessanti lettere di coloro che si possono definire "traditori della patria" ,hanno svenduto il nostro paese agli stranieri per un pugno di noccioline, ci hanno fatto entrare in Europa nonostante avessimo tutti i conti sballati ,un debito pubblico complessivo ben oltre il 60% come prevede il Trattato di Maastricht.Ci siamo entrati e adesso dobbiamo per forza ridurre il debito e fare sacrifici.Ma chi le fa i sacrifici? Indovinate un po...

da CARLO AZEGLIO CIAMPI.L'uomo e il presidente-Paolo Deluffo (Rizzoli)

Dal 24 novembre 1996 tutto era cambiato.Ormai, si giocava allo scoperto.Prodi, dopo il ritorno della lira nello SME,aveva dichiarato onestamente:" Sull'ingresso nell'euro mi gioco il governo:se non riesco mi dimetto.La vicenda del 1997 e dei primi mesi del 1998 fu quella di una battaglia di logoramento nella quale il ministero del tesoro dovette fronteggiare ondate successive di attacchi contro l'Italia a confortare ciampiu,vennero i dati del deficit che furono,di mese in mese,migliori delle previsioni.Il gennaio del 1997 iniziò con un imprevisto,avanzo di 2000 miliardi.Era un dato così inatteso che ci sforzammo di minimizzare,attribuendolo a casuali posticipi di incassi.Ma la sorpresa si ripetè nei mesi successivi.Il primo appuntamento importante dell'anno era previsto con il grande vertice bilaterale italo-tedesco a Bonne Francoforte previsto per il 7 febbraio.Per dieci giorni,la direzione generale del Tesoro,con l'aiuto di Piero Giarda e Paolo Onofri,consigliere economico di Prodi,prepararono un bellissimo documento di venti pagine,in inglese,sul bilancio pubblico e sull'economia italiana da presentare ai tedeschi.La mattina del primo febbraio il "Financial Times" sparò in prima pagina,ben corredato da dichiarazioni di fonti rigorosamente anonime,la presunta notizia di un piano segreto per proporre all'Italia un "ingresso  ritardato" presentato come un "compromesso salvafaccia" per venire incontro ai timori tedeschi che "il lancio di un euro forte e stabile al primo gennaio 1999 potrebbe essere a repentaglio e i mercati finanziari. potrebbero essere turbati se l'Italia fosse tra i primi membri dell'Ume".Secondo il "Financial Times" il timore maggiore per il mondo finanziario tedesco sarebbe stato proprio la presenza italiana nel Board della BCE ,che avrebbe potuto spingere per "operare una politica monetaria espansiva".Questo retroscena fece andare Prodi e Ciampi su tutte le furie.Il servizio venne seguito il 5 febbraio da un delizioso commento della direzione del giornale londinese intitolato non a caso Letting Italy Down Gently,stranamente convinto che l'Italia si sarebbe lasciata tenere fuori dalla porta,accettando di buon grado l'eslusione.Non contenti,lo stesso 5 febbraio ,il "Financial Times" dedicò anche la Lex Column al Prodi's Purgatorio",individuando con precisione che il tentativo italiano si basava sul gioco di convincere i mercati delle proprie possibilità e dunque di usare quel cavallo di troia per vincere la partita,come una profezia che si autoavverra.Hugo Dixon stigmatizzò il gioco sulla riduzione del differenziale (ormai la strategia era stata scoperta) per conquistare "il santo Graal dell'Unione monetaria".Dixon concludeva prevedendo che anche dopo un cooking the books il deficit italiano sarà superiore al 4%.Il problema sarà quello di far capire agli italiani che devono restar fuori.
A Davos,il 2 febbraio 1997 il banchiere Urlich Cartellieri aveva dichiarato che se "l'Italia fosse ammessa costituirebbe una bomba a orologeria all'interno dell'Unione".Se c'era davvero il rischio che l'Italia entrasse nell'euro, non era forse meglio rinviare tutto di qualche anno? Il primo febbraio a Davos,l'economista americano Fred Bergstein dichiarò con sincerità che "il dollaro,con l'euro,avrebbe per la prima volta un serio rivale".
Horst Sieber,direttore dell'istituto per l'economia internazionale di Kiel,uno dei quattro saggi consiglieri economici del governo e del parlamento tedesco,aveva dichiarato quello stesso giorno:"C'è una sola possibilità,lasciare partecipare solo i paesi a nord delle Alpi,Francia compresa,oppure lasciare perdere tutto.Moritz Lipp,membro del consiglio di amministrazione della Dresdner Bank, 2 febbraio:"La Spagna ce la può fare,per l'Italia è piu improbabile.Il compito politico della Germania e della Francia è di convincere la Spagna a stare fuori dall'inizio.L'idea di una soluzione ampia e una spada di Damocle sui mercati".Johann Wilhelm Gaddun,vicepresidente della Bundesbank:"Non ci sarà una unione monetaria a tutti i costi".Unica voce favorevole a Italia e Spagna,fu quella del finanziere George Soros.In una intervista eaccolta a Davos da Marco Cecchini e pubblicata il 3 febbraio dal "Corriere della Sera",Siebert insisteva e spiegava:" E' l'opinione pubblica in Germania,non i suoi governi,a essere scettica nei confronti dell'Italia".

lunedì 17 dicembre 2012

10 100 1000 Benito Li Vigni!



Tra i miei contatti di Facebook circola questa straordinaria intervista a Benito Li Vigni collega di Enrico Mattei e autore del libro I PREDATORI DELL'ORO NERO E DELLA FINANZA GLOBALE.
Mercolerdi scorso IL FATTO QUOTIDIANO sul suo sito e su diverse emittenti locali  ha dato lezioni di "libera informazione" con "uomini liberi" come Peter Gomez, Oscar Giannino ,Piero Ricca ,Beatrice Borromeo e Marco Travaglio ,peccato che questi signori giornalisti si dimenticano sempre che nel 1992' ,oltre a Mani Pulite, c'è stata la svendita del patrimonio pubblico italiano  come spiega benissimo nel video Li Vigni. Un vero e proprio crimine ,ma quello non bisogna ricordarlo, deve essere Berlusconi e la sua banda l'unico male di questo pianeta. Aspetto dal Fatto articoli sul Panfilo Britannia  e  su Enrico Mattei che come dice giustamente Li Vigni, è stato il piu grande patriota della storia italiana.
Enrico Mattei fu l'autore di una rivoluzione industriale che trasformò l'Italia, messa malissimo,in una delle nazioni piu evolute del mondo.Tra il 6 e il 9 novembre del 1962 Mattei avrebbe dovuto sottoscrivere due importanti accordi petroliferi.Il 27 ottobre Mattei morì in un incidente aereo, in realtà fu ucciso. I giacimenti petroliferi dell'Iraq e Nigeria con la quale Mattei doveva firmare,sono oggi preziosi sopratutto per le grandi compagnie petrolifere internazionali chiamate le "7 sorelle".
QUI  L'INTERVISTA

domenica 16 dicembre 2012

Quando Colomba,Savoldi,Paris,Zinetti,Dossena cercarono di...



Da piu o meno un mese è uscito nelle librerie il libro di Giancarlo Petrini (figlio di Carlo) "PEDRO-ricordo di mio padre".Non l'ho acquistato,l'ho letto metà alla Feltrinelli di Piazza Duomo a Milano quando la settimana scorso sono andato in piazza della Scala (i video li trovate sul mio canale Youtube).E' bellino, a tratti commuovente quando parla della morte di suo fratello Diego morto per un tumore a 18 anni  (era del 76' come me),sepolto al cimitero di Levanto (La Spezia) dove sono stato in vacanza per 25 anni e che tutti gli anni ,2-3 volte,  vado a farci un giro; però con tutto il rispetto, i libri scritti da suo padre,sopratutto i primi due NEL FANGO DEL DIO PALLONE e IL CALCIATORE SUICIDATO, sono tutt'altra cosa. Ci raccontano com'è veramente l'ambiente del calcio, quello che di deve fare ma che non si deve dire e poi la vergognosa giustizia italiana che ti perdona tutto, che permette a chiunque di commettere reati perchè tanto di verrà data una seconda chance.Gurdate un po quello che è successo recentemente, ntonio Conte fa la vittima quando in realtà avrebbe meritato molti anni di squalifica.
Mi vien da ridere quando sento i telecronisti o giornalisti parlare bene dal punto di vista umano di certi giocatori, un mondo dove c'è dentro tutta la criminalità del pianeta e che devi accettare le regole senza dir nulla fregandosene che ci sia gente poco intelligente ,(tra questi c'ero anch'io fino ad una decina di anni fà)che spenda soldi per assistere alle loro partite.

da NEL FANGO DEL DIO PALLONE-Carlo Petrini (Kaos)

L'ufficio inchieste della Federazione cominciò gli interrogatori.Noi del Bologna, io (Carlo Petrini) ,Colomba,Savoldi,Paris,Dossena e Zinetti,venimmo ascoltati varie volte dal procuratore federale Manin Carabba,negli uffici bolognesi della compagnia di assicurazioni del nostro presidente Fabretti.
Capimmo che gli inquirenti della giustizia sportiva non erano interessati a sapere tutta la verità dei fatti:avevano fretta di chiudere la faccenda al piu presto,volevano solo qualche ammissione di qualche nome da dare in pasto all'opinione pubblica.In base al regolamento federale,non dovevano dimostrare la nostra colpevolezza,dovevamo dimostrare la nostra innocenza.Ma noi eravamo convinti che bastasse tenere duro e negare tutto,anche noi volevamo che l'inchiesta si chiudesse in fretta.
Alla fine del mio primo interrogatorio dichiarai ai giornalisti:"Ho detto che quando giocavo nella Roma Massimo Crucianio era un amico di tutti noi giocatori,potrei fare i nomi di venti miei ex colleghi romanisti che avevano con lui rapporti di cordiale amicizia.Noi gli davamo biglietti gratis per vedere le partite all'Olimpico, e lui ci dava cassette di frutta gratis".Qualche giornale,intanto,scriveva che a Cruciani era stata chiusa la bocca con 300 milioni.
Ricordo come se fosse ieri uno di quegli interrogatori di Carabba.per primo entrò Savoldi, che cinque minuti dopo uscì pallido come un morto.Lo accompagnai in bagno, barcollava,stava per svenire.Quando si riprese mi raccontò che Carabba aveva cominciato l'interrogatorio dicendogli:"Lei ha una famiglia,ha un figlio:tutta questa situazione potrebbe rovinare anche loro".Era vero:a Genova i miei figli Carlo,di 11 anni, e Barbara,di 10 (Diego,per fortuna,ne aveva solo 4),tornavano da scuola raccontando di umiliazioni e insulti da parte dei compagni,e perfino da parte di qualche insegnante.Prima ancora di essere dichiarati colpevoli da una qualunque autorità,eravamo considerati Traditori della Patria,dei personaggi piu schifosi degli assassini.
Davanti al procuratore federale noi sei continuammo a negare tutto.Anche perchè il pareggio con la Juve ce lo aveva ordinato la dirigenza,e non c'era nessuna prova che fosse stato concordato; quanto al pari combinato con l'Avellino,il risultato della partita non era stato il pareggio,per cui non ci potevamo condannare per omicidio senza il morto.
La stampa,intanto,scriveva che Cruciani e Trinca avevano cominciato a rispondere alle domande dei magistrati di Roma.Leggendo queste notizie mi venivano i sudori freddi.Domenica 16 marzo i giornali scrissero che i giudici avevano mandato una prima serie di comunicazioni giudiziarie per truffa: fra gli altri,al presidente e all'allenatore della Juve (Boniperti e Trapattoni) e a quelli del Bologna (Fabretti e Perani) per la partita combinata Bologna-Juventus.
La sera ,alla "Domenica Sportiva",fecero rivedere i due autogol di Bologna-Juve.Bettega,in collegamento da Torino,era indignato, fece una gran bella sceneggiata.Noi, vedendo la scena in Tv,trovammo la forza di ridere:non era solo un ottimo giocatore,l'attaccante della Juve era anche un grande attore.
Il campionato,in mezzo a questo casino,proseguiva come se niente fosse.Fino a domenica 23 marzo.
La sera di sabato 22, vigilia di Catanzaro-Bologna,mi arrivò una telefonata da Roma dell'amico Roberto.Mi consigliava di non andare allo stadio, l'indomani,perchè rischiavo di essere arrestato  insieme a molti altri calciatori:alla fine delle partite sarebbero scattati un certo numero di ordini di cattura  emessi dalla Procura romana.Ero sconvolto,non sapevo cosa fare,passai la notte senza chiudere occhio.Non dissi niente agli altri cinque:avevo paura che a qualcuno cedessero i nervi e crollasse confessando tutto.
Martedi 25 marzo andai a Roma,alla caserma della Guardia di finanza di via dell'Olmata,per l'interrogatorio da  parte del magistrato.Insieme a me c'erano Savoldi,Paris,Colomba,Zinetti,Dossena,e l'allenatore Perani.
Davanti alla caserma c'era una ressa di fotografi,telecamere,giornalisti, curiosi,tifosi che imprecavano o applaudivano mentre noi giocatori entravamo accompagnati dagli avvocati.Sulla mia faccia, e su quella degli altri colleghi presenti là dentro in quel momento,c'era stampata l'incredulità di una categoria che aveva sempre pensato di essere intoccabile.Eravamo tutti accusati di truffa,con il  rischio di una condanna penale a molti anni carcere.
Quando arrivò il mio turno entrai nella stanza del giudice Ciro Monsurrò,che mi interrogò sopratutto a proposito di Cruciani. Mi domandò se nei mesi precedenti fossi stato all'Hotel Midas e se avessi  pagato io il conto.Gli risposi: "Certo,chi vuole che lo sabbia pagato?"E lui,gelido: "Strano:ci risulta che il conto lo abbia pagato Cruciani".La fronte ni si riempì di sudore.Per il resto negai tutto,come al solito.
Dopo essere stato interrogato dal giudice Monsurrò,mi volle sentire anche il secondo magistrato penale che indagava,Vincenzo Roselli.Voleva sapere se avevo mai parlato al telefono con il padre di Massimo,Ferruccio Cruciani.Gli risposi che non lo sapevo,mi telefonava un sacco di gente...Allora lui, molto scocciato,mi ordinò di presentarmi l'indomani nel carcere di Regina Coeli,alle ore 16,per un confronto.Mi tremavano le gambe.
Anche Paris doveva presentarsi l'indomani a Regina Coeli,era terrorizzato.Savoldi, Colomba, Dossena, Zinetti e l'allenatore Perani,invece, dopo l'interrogatorio erano piu sollevati,loro ripartirono subito per Bologna.
Io e Paris passammo la notte in un albergo vicino a piazza Cavour.Una notte pesantissima:lui piangeva come una fontana,mentre io bestemmiavo come un turco...Il giorno dopo dovevamo entrare in carcere,e non sapevamo se ne saremmo usciti.
Arrivammo davanti a Regina Coeli pochi minuti prima delle 16.Paris era così sconvolto che faceva pena,io non riuscivo neanche a parlare.Dentro ci trovammo Cordova accompagnato dall'avvocato Leone:anche Ciccio era a pezzi, ci stringemmo le mani come manichini.Al piano di sopra  una decina di nostri colleghi giocatori stavamo rinchiusi dietro le sbarre,forse noi stavamo per raggiungerli.Dopo mezz'ora di attesa snervante arrivò una guardia:disse che ce ne potevamo andare,che il confronto non era piu necessario.
Fuori dal carcere io e Paris ci mettemmo a correre come due bambini.L'umiliazione della galera ci era stata risparmiata,almeno per il momento.
In serata noi due tornammo a Casteldebole.Gli altri quattro ci accolsero con grande calore.Non ci eravamo mai sentiti così vicini,così legati.
La sera del mio trentaduesimo compleanno arrivarono nella mia stanza Savoldi, Paris,Colomba e Zinetti.Beppe mi diede un bel regalo,una colombina di ceramica con un biglietto:"Pedro,sei libero come questa colomba".Io ero quasi commosso,proprio non me l'aspettavo.Poi Beppe mi domandò: "Quanto prendi di ingaggio?".Lo guardai stupito, fra noi giocatori questo argomento era tabù:"Perchè lo vuoi sapere?"."Rispondi",insistette lui,"quanto ti da il Bologna?". "38 milioni".Loro quattro si guardarono,poi Beppe disse: "Noi siamo disposti a pagarti questa cifra per tre anni piu i premi partita".E da Torino ti faranno avere 200 milioni in Svizzera...".In cambio di cosa? "Devi prenderti tutte le colpe per Bologna-Juventus...Devi dire che ti sei inventato tutto,e che hai detto a Cruciani una balla...Se accetti, arriva subito Manin Carabba a interrogarti,e tutta questa storia finisce".Avrei dovuto dire all'inquisitore federale la balla che Bologna-Juventus non era stata una partita truccata,che quello che aveva detto a Cruciani me l'ero inventato...Mi spiegarono che in fondo la mia carriera di giocatore era quasi arrivata al capolinea,e che non avevo niente da perdere prendendomi tutte le colpe,anzi ci avrei guadagnato parecchi soldi.
Ero senza parole,facevo fatica a credere alle mie orecchie."Pensaci bene",mi raccomandarono prima di uscire dalla mia stanza,"ma decidi in fretta".
Non sapevo proprio cosa fare,quella proposta mi faceva un po schifo,ma piu ci pensavo piu mi tentava:200 milioni in Svizzera,piu tre volte 38 milioni,piu i premi partita...
Era una decisione difficile,e non riuscivo a prenderla.Pensai di consultarmi con mia moglie e mio suocero.Li incontrai a metà strada fra Bologna e Genova,in un bar di  Brugnato (La Spezia).Gli spiegai la faccenda,e loro mi dissero che non dovevo assolutamente accettare,che non mi dovevo fidare perchè poteva essere tutta una manovra per incastrare solo me.
Tornai a Casteldebole e dissi a Savoldi,Dossena, Paris,Zinetti e Colomba che avevo deciso di rifiutare la loro proposta.Sbiancarono in faccia,tentarono in insistere,si incazzarono,ma io non cambiai idea.Non volevo fare il capro espiatorio in cambio di promesse.

venerdì 14 dicembre 2012

Glass-Steagall Act (di Nouriel Roubini)




L'economia spiegata in maniera semplice e...giusta.

da  LA CRISI NON E'FINITA-Nouriel Roubini e Stephen Mihm (Serie Bianca Feltrinelli)

Sulla scia della crisi recente,pensatori illustri come l'ex presidente della Fed Paul Volcker hanno auspicato una sorta di ritorno al Glass-Steagall Act del 1933,che separava le banche commerciali dalle banche d'investimento.Quel muro di divisione è stato intaccato negli anni ottanta  e novanta,per poi sgretolarsi del tutto con il Gramm-Leach Bliley Act del 1999:il risultato è stato l'attuale sistema,in cui operatori finanziari come Citigroup o JPMorgan Chase possono essere al tempo stesso banche commerciali,broker dealer,assicuratori,gestori patrimoniali,hedge fund e fondi di private equity,il tutto inserito all'interno di un'unica organizzazione tentacolare.
La rimozione delle barriere ha permesso alle banche,che hanno accesso all'assicurazione sui depositi e ai prestiti di ultima istanza,di effettuare transazioni ad alto rischio che somigliano piu al gioco d'azzardo che a operazioni bancarie.Questo è stato un male per il sistema finanziario e l'economia nel suo insieme.Come osservò giustamente Keynes nel 1936: "quando lo sviluppo del capitale di un paese diventa un sotto prodotto delle attività di un casinò da gioco,è probabile che vi sia qualcosa che non va bene".
Molti riformatori,comprensibilmente,hanno raccomandato un ritorno al Glass-Steagall Act,e ai primi del 2010 sono state presentate in Congresso alcune proposte di legge che in un modo o nell'altro recepivano questo invito.Grazie alle pressioni di Volcker,l'amministrazione Obama stava valutando se proibire alle holding bancarie,che adesso includono istituti come Goldman Sachs e altri grandi operatori finanziari-di effettuare operazioni di trading proprietario,transazioni  di private equity e speculazioni tipiche degli hedge fund.Ma probabilmente le pressioni del settore finanziario eviteranno l'attuazione di un tale provvedimento.
Queste proposte sono senz'altro positive,ma non certo sufficienti.Ciò che serve è una versione contemporanea di quella storica legge,in grado di creare nuovi muri di divisione,spingendosi oltre una semplice separazione tra banche commerciali e banche d'investimento,per creare un sistema che possa accomodare,e tenere distinti, i diversi tipi di operatori finanziari attualmente esistenti,ponendo altresì  un limite alle operazioni di credito a breve termine che rendono il sistema finanziario "troppo interconnesso per essere lasciato fallire".
Così,le banche commerciali che accettano depositi ed erogano prestiti alle famiglie e alle imprese apparterrebbero a una categoria; le banche d'investimento (broker dealer) apparterrebbero a un'altra.Per evitare commistioni tra i due tipi di istituto bancario,alle banche d'investimento sarebbe vietato contrarre prestiti da banche commerciali assicurate tramite quelle operazioni di pronti contro termine overnight che si sono dimostrate così fragili durante la recente crisi.La divisione tra queste due tipi di banche sarebbe perciò istituzionale oltre che relazionale.
Questo è un inizio.Dato che molte banche ombra si sono cacciate nei guai per aver contratto prestiti liquidi,a breve termine,e poi immobilizzano i fondi in investimenti illiquidi a lungo termine,le autorità di vigilanza dovranno porre un limite alla loro capacità di effettuare operazioni di questo tipo;ciò significa interdire alle banche d'investimento e ai broker dealer qualsiasi forma di indebitamento a breve termine.Per effettuare investimenti a lungo termine in attività illiquide questi operatori dovranno finanziarsi emettendo azioni o debito a lungo termine.Questa riforma renderebbe il sistema finanziario meno interconnesso,e perciò meno incline a quel tipo di reazioni a catena sistemiche che portano a fallimenti diffusi.
Per stabilizzare ulteriormente il sistema, a tutte le banche ,incluse quelle d'investimento,dovrebbe essere vietata ogni forma di trading proprietario rischioso; inoltre,non deve essere consentito loro di operare come hedge fund e società di private equity.Questi istituti finanziari dovrebbero limitarsi alle operazioni che hanno sempre effettuato in passato:raccogliere capitale e sottoscrivere le offerte di titoli.Il trading proprietario oggi effettuato da molte banche d'investimento,insieme alle attività speculative piu rischiose,dovrebbe invece essere trasferito agli hedge fund,i quali,come le banche d'investimento,non sarebbero autorizzati a contrarre finanziamenti a breve termine dagli istituti bancari e finanziari,e dovrebbero invece cercare fonti alternative di finanziamento a lungo termine.
Le compagnie di assicurazione e le società di private equity andrebbero a costituire categorie a sè.Questi due tipi di operatori non sarebbero autorizzati a espandersi in altre forme di intermediazione finanziaria oltre a quelle che costituiscono il nucleo della loro attività.Gli assicuratori non potrebbero darsi al trading proprietario,mentre le banche commerciali,le banche d'investimento e gli hedge fund non sarebbero autorizzati a entrare nel settore assicurativo.Un'organizzazione appartenente a una categoria non potrebbe avventurarsi nel territorio nel territorio occupato dalle imprese appartenenti ad altre.Questo contribuirebbe a eliminare il problema dell'eccessiva interconnessione nel settore finanziario,e libererebbe anche questi operatori dai contorti conflitti d'interessi che invariabilmente nascono quando diverse unità perseguono obiettivi contraddittori.
Un ultimo appunto:soltanto le banche commerciali avrebbero  accesso all'assicurazione sui depositi e a una rete di sicurezza pubblica.Tutti gli altri operatori,banche d'investimento, broker dealer,hedge fund,compagnie di assicurazione e società di private equity,dovrebbero contare unicamente sulle proprie forze.Alcuni di questi istituti finanziari andrebbero inevitabilmente incontro al fallimento;ma non porrebbero un rischio sistemico,poichè non sarebbero altrettanto grandi o interconnessi quanto lo sono oggi.Infine,non essendo autorizzati a operare come banche (indebitandosi a breve e investendo a lungo termine) un loro eventuale dissesto difficilmente sfocerebbe in un'ondata di panico come quella che ha travolto le cosidette "banche ombra" al clou della crisi recente.
Il sistema finanziario che abbiamo descritto è frammentato,sterilizzato e monotono.Ed è proprio questo il punto.Si potrebbe pensare di renderlo ancora piu monotono,costringendo gli istituti di credito a diventare "banche in senso stretto",autorizzate unicamente alla raccolta di depositi e all'investimento in debito a breve termine.Sfortunatamente,una restrizione cos' draconiana avrebbe soltanto l'effetto di spingere l'intermediazione finanziaria nell'ombra,precisamente il problema che ha provocato in origine la crisi.
Per questa ragione,è bene mantenere diversi tipi di istituti finanziari nella loro forma attuale,ma perseguire,in materia di regolamentazione,l'equivalente del divide et impera.Tenendo distinti i servizi finanziari attualmente combinati sotto un tetto unico,si può distogliere il sistema finanziario dall'eccessiva dipendenza dagli operatori troppo grandi e interconnessi per essere lasciati fallire.Ritornando a una versione potenziata del Glass-Steagall Act,e adottando riforme mirate a sottrarre le operazioni finanziarie da strategie di trading opache e a trasferirle in mercati organizzati trasparenti,si può creare un sistema finanziario piu sicuro e piu sano,con l'ulteriore beneficio di privare gli operatori delle capacità di lucrare profitti sproporzionati alle spalle degli investitori illusi.
Gli operatori finanziari lanceranno ululati di fronte a questa prospettiva;che lo facciano pure.Nonostante i loro piagnistei,un fatto resta incontrovertibile:la spregiudicata propensione al rischio di queste organizzazioni ha contribuito a provocare una crisi che ha inflitto profonde sofferenze in tutto il mondo.I grandi istituti finanziari sono complici di quell'enorme disastro,e in futuro dovranno essere tenuti sotto stretto controllo.
Ma non dimentichiamo un ultimo punto.Sarebbe stato possibile impedire agli operatori finanziari di intraprendere quel percorso distruttivo.La maniera piu ovvia sarebbe stato un miglior sistema di regolamentazione e vigilanza.Qualche volta,però,non basta neppure quello:serve invece una soluzione sistemica,come usare il potere delle banche centrali per prevenire il formarsi di bolle speculative.

giovedì 13 dicembre 2012

ECONOMIA.I derivati



L'economia spiegata in maniera semplice.

da ITALIA OGGI del 3 dicembre 2012-Duilio Lui

I derivati dovrebbero servire a coprirsi dai rischi,ma spesso si rivelano autentici moltiplicatori di debiti, che nell'insieme costituiscono la piu grande minaccia alla ripresa occidentale.Negli anni pre-crisi sono stati venduti a piene mani ad aziende ,stato ed enti locali,salvo svelare solo a posteriori la loro portata dirompente"

LE CARATTERISTICHE

Eliminare i derivati, come chiedono alcuni osservatori, è pressochè impossibile, non solo perchè movimentano sul mercato centinaia di miliardi ogni giorno,ma anche perchè in principio si tratta di uno strumento positivo.In finanza,infatti, è denominato strumento derivato,ogni contratto o titolo il cui prezzo sia basato sul valore del mercato di uno o piu beni (azioni,indici finanziari,valute,tassi d'interesse).Per fare un esempio,se un'industria deve acquistare forniture di acciaio ogni sei mesi può acquistare derivati finanziari,che si muovono in direzione opposta rispetto al sottostante (le variabili non sono necessariamente finanziarie alla base della quotazione dei titoli derivati) per corprirsi dal rischio di forti osciliazioni,che potrebbe compromettere i suoi margini.E' un ricorso eccessivo allo strumento,e sopratutto la creazione di meccanismi difficili da comprendere per l'acquirente,a modificare completamente lo scenario.

mercoledì 12 dicembre 2012

EZIO MAURO:"Non siamo un paese a sovranità limitata"



Caro direttor Mauro, le faccio i complimenti perchè le fa veramente un gran bel giornalismo...  di merda.I paesi non sono piu liberi di scegliere la propria politica economica, dobbiamo solo tagliare , quando avevamo la lira eravamo decisamente piu competitivi.La merce italiana esportata attirava molto,costava di meno e dunque tutti venivano a comprare la nostra merce.Piu svalutavamo piu in Italia producevi,la domanda interna supportava i volumi di produzione,eravamo tra i paesi piu ricchi del mondo,con l'euro abbiamo perso il 40% di competitività, ma a lei questo non interessa, è a servizio della finanza, delle banche che dettano legge al suo giornale.
Voi di Repubblica siete tutti grandi difensori della Costituzione  italiana ma vi dimenticate che:
"La Bce e le banche centrali nazionali possono emettere banconote.Le banconote emesse dalla Bce e dalle banche nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella comunità.Questa cessione di sovranità va contro l'articolo 11 della costituzione.Questo articolo consente limitazioni ,e non cessioni,della sovranità nazionale solo in favore di altri stati (la BCE non è uno stato) a condizioni di parità ai soli fini di assicurare  la pace e la giustizia tra le nazioni".
No! voi non lo scrivete questo.Dovete rincoglionire la gente con "i mercati bisogna rispettarli" ,"i mercati dicono questo o quello" ,mai una volta spiegate cosa sono veramente i mercati, non spiegate mai la differenza tra moneta sovrana e moneta non sovrana.Tirate fuori Alba Dorata o Grillo per nascondere i veri criminali che stanno succhiando il sangue agli stati sopratutto del sud Europa.Della situazione della Grecia è colpa di Alba Dorata?
Sono d'accordo che Silvio Berlusconi è una persona indecente,un corruttore ,che è in politica per evitare i processi, che farà di tutto per distruggere la giustizia (in passato D'Alema e Prodi lo hanno aiutato ma lei è sempre stato zitto) ,ma sulla Germania è veramente ridicolo.
Sulla Germania parlo in questi post:

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/10/10/gira-e-rigira-ma-anche-renato-brunetta-e-per-il-rigore-e-il.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/09/13/ma-chi-e-il-comico-beppe-grillo-o-martin-schulz.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/09/06/povero-schulz-cosa-ti-ha-fatto-grillo-ti-ha-toccato-l-euro.html



Aggiungo anche che la Germania e i suoi paesi associati hanno un vantaggio del 30% in termini di costo,che da alle merci tedesche una posizione che domina ai danni dei paesi dell'Europa meridionale.Il dominio del Nord avviene perchè il Sud è paralizzato dalla camicia di di forza della moneta unica e perciò incapaci di migliore la capacità produttive delle loro imprese private sui mercati esteri.Nell'Europa del sud la situazione della disoccupazione è gravissima,della crescita non ne parliamo.E avete il coraggio di occuparvi dei disoccupati voi di Repubblica? Ma piantatela, fate di tutto per nascondere le politiche che permetterebbero di migliorare la situazione cioè con la propria moneta sovrana stampata da una banca centrale pubblica ,senza dover chiedere in prestito soldi ai mercati dei capitali privati.

da REPUBBLICA del 12 dicembre 2012-Ezio Mauro

"In realtà non siamo affatto un paese a sovranità limitata.Gli elettori scelgono liberamente,destra e sinistra si sono alternate al potere piu volte,con piena leggittimità.Solo che la democrazia in consenso bisogna ogni giorno riguadagnarselo,in patria e fuori.E in Occidente bisogna saperlo trasformare in capacità di governare,cioè in politica coerente,efficace e credibile.Il cavaliere e il suo partito dovrebbero dunque domandarsi perchè l'establishment europeo il PPE,le cancellerie e l'opinione pubblica rappresentata dai giornali esprimano queste preoccupazioni.All'idea di un ritorno berlusconiano:quali ricordi e quali tracce hanno lasciato la politica e il governo della destra negli ultimi anni?
Quale effetti hanno prodotto, per il paese e la sua credibilità,i comportamenti piu disinvolti e scandalosi che confondevano pubblico e privato? Quali giudizi hanno provocato le norme ad personam ripetute e insistite nel tentativo, del tutto inedito in Europa,di dimostrare che la legge non è uguale per tutti? Quale memoria resta nel continente della dismisura come regola di vita politica e personale^ E quale promessa di futuro può nascere oggi dall'irrisorie dello spread,unita all'attacco alla Germania e alla nostalgia della Lira?
E' questo che l'Italia paga, ed è tutto questo che deve sentirsi offesa,per il danno subito e per il costo nel suo onore internazionale.

martedì 11 dicembre 2012

JACQUES ATTALI:"Sarebbe una catastrofe l'uscita di scena di Mario Monti"



Per prima cosa ai sostenitori del debito pubblico:con Mario Monti il debito pubblico è aumentato alla media di 15 miliardi di euro al mese, di piu del governo Berlusconi.Poi è normale tutti i giorni leggere queste interviste sui quei giornali in mano alle banche, se danno contro alla finanza rischiano di trovarsi le gambe spezzate.L'Europa si è spezzata grazie sopratutto al modello tedesco basato sui tagli ai salari e la limitazione del mercato interno  e il problema dell'unione monetaria è che gli stati hanno preferenze diverse rispetto alla crescita,occupazione e inflazione.In Germania per esempio preferiscono pensare alla stabilità dei prezzi,mentre la crescita è considerata meno importante.La crisi che ha colpito la zona euro non è una sorpresa ma rappresenta la mentalità che reggono questa zona: il mercato unico dei capitali e la moneta unica.E' la conseguenza della logica europea cioè il primato dato agli interessi delle grandi imprese industriali e finanziarie private,l'enorme promozione degli interessi privati, la guerra tra lavoratori.Tutto questo per favorire enormi profitti privati, altro che democrazia come dicono questi signori.
Grazie a questo fascismo europeo il popolo si è impoverito ,sta perdendo tutto ciò che ha conquistato negli anni d'oro, vengono prese misure economiche per il pareggio di bilancio che consistono nei tagli alla spesa pubblica e aumento delle tasse e purtroppo vanno a colpire i ceti medi e popolari e non l'elitè finanziarie.
Mario Monti garantiva tutto questo , adesso non si sa con il prossimo Premier cosa succederà, magari ci metterà tutta la volontà ma senza ottenere gli stessi risultati.

da IL MESSAGGERO-intervista a Jacques Attali di Francesca Pierantozzi (10 dicembre 2012)

"Un'uscita di scena di Mario Monti sarebbe una vera catastrofe e una bruttissima notizia per l'Europa.Monti incarna il grande vigore democratico,un'utopia europea di cui l'Europa ha tanto bisogno.E' senza alcun dubbio uno degli uomini di stato oggi piu importanti"

"La demagogia è la cosa peggiore che possa succedere in politica.E la cosa peggiore in Europa è il riproporsi di idee strampalate come quelle che ritengono che un paese sta meglio se lascia l'euro,o che si possa uscire dalla crisi da sola.iamo di fronte a un bivio:o scegliamo un'uscita dal basso,come vuole Berlusconi, o invece imbocchiamo un'uscita dall'alto,grazie a un rafforzamento della costruzione europea,che è quello che propone Monti".

"Tutti vogliono la crescita,Monti per primo,ma la crescita non si realizza con un decreto.E in Europa la crescita non tornerà dal 2013,ma quando i debiti saranno sotto controllo e quando sarà avviato un programma di grandi lavori europei.La crescita non può arrivare che da una tappa federale in Europa".

"Lo scenario della catastrofe è ancora possibile.L'Italia potrebbe trovarsi nella necessità di chiedere aiuti all'Europa e in quel caso il prezzo da pagare in termini di sovranità sarebbe molto molto alto".

da IL CORRIERE DELLA SERA dell'11 dicembre 2012-intervista  di Antonella Baccaro a Luigi abete presidente della BNL e membro del comitato esecutivo di quell'Aspen Istitute che fa parte anche la giornalista-moralista Lucia Annunziata

"Questo governo si era impegnato a realizzare un programma di rigore condiviso dai principali partiti.Questa interruzione improvvisa ora può essere interpretata nel mondo come un arresto del percorso che ha portato l'Italia fuori dal guado".

"Una cura di rigore (quella del governo Monti).E quel che ora mi preoccupa è che in campagna elettorale qualcuno pensi di mettere in discussione quel principio.E' inaccettabile:si può discutere su come accellerare la crescita ma il rigore resta necessario per stare in un contesto europeo".

lunedì 10 dicembre 2012

i cassintegrati della Pirelli




Venerdi scorso sono andato a Milano per la "Prima della Scala" , ero curioso di vedere,come lo scorso anno, a contestazioni.Purtroppo la neve ha tenuto lontano da Piazza della Scala molta gente, qualcuno comunque c'era, i centri sociali e anche dei precari , quelli della Pirelli mi hanno consegnato questo volantino che ho trovato interessante e che voglio pubblicare.
"Da inizio anno,noi dipendenti della Pirelli di Bollate (ca. 370 lavoratori) ,stiamo conoscendo periodi di cassa integrazione per un totale di 115 giorni,di cui l'ultimo di circa 50 giorni consecutivi,proprio a cavallo delle feste natalizie.
Ciò chiaramente produce una perdita salariale notevole e,anche se il gruppo Pirelli nel solo anno 2012 ha prodotto utili per circa 300 milioni di euro, con un aumento di oltre il 22% rispetto all'anno precedente,per noi non c'è stata nessuna integrazione economica dell'azienda.
Non parliamo poi per quei dipendenti che lavorano nel nostro stabilimento senza essere lavoratori Pirelli: operatori di magazzino ed operatrici sala mensa,a cui non spetta nemmeno la cassa integrazione.La piu grande preoccupazione riguarda però il nostro futuro, in questi anni l'azienda ha costruito stabilimenti in paesi dove il costo del lavoro è piu basso.Una delocalizzazione a dir poco preoccupante connessa al fatto che per lo stabilimento di Bollate Milano sono stati stanziati pochi fondi,a nostro avviso sufficienti solo alla sopravvivenza del sito.Siamo però al paradosso.Stiamo parlando di una multinazionale italiani,un'azienda considerata virtuosa,che conta in Italia meno del 15% dei dipendenti totali"
Quando si legge che bisogna delocalizzare per fare enormi profitti sfruttando la gente a pochi centesimi l'ora, pensate al PARTITO DEMOCRATICO dei vari Romano Prodi, Massimo D'Alema, Pierluigi Bersani, Enrico Letta ,Piero Fassino.Questi signori,ipocritamente, fanno credere alla gente che sono dispiaciuti per i precari e per la mancanza di lavoro quando in realtà sono tra i piu grandi sostenitori di questa globalizzazione di merda.

dal VOLANTINO DEI LAVORATORI DELLA PIRELLI

Se vi diciamo Pirelli a cosa pensate?
Su,coraggio,chiudete gli occhi e diteci cosa vi viene in mente.Forse la prima cosa che vedrete è quella scritta rossa su sfondo giallo,caratterizzata da quella "P" allungata,divenuta ormai l'emblema dei pneumatici da strada.
Poi vedrete scorrere davanti a voi una lunga serie d'immagini:macchine e moto che gareggiano nelle piste di tutto il mondo, piloti esultanti che innalzano coppe,scritte che campeggiano ovunque,dalle insegne dei gommisti alle magliette dei calciatori,passando per i bordi degli autodromi.Potremmo andare ancora avanti a descriversi il filmato evocato dal marchio Pirelli,ne risulterebbe alla fine l'immagine di un gruppo vincente che ha collezionato successi planetari,una punta d'orgoglio del settore industriale italiano,ma in queste poche righe noi vorremmo parlarvi di ciò che avviene nel retroscena di questo spettacolo.
Da inizio anno,noi dipendenti della Pirelli di Bollate (ca. 370 lavoratori) ,stiamo conoscendo periodi di cassa integrazione per un totale di 115 giorni,di cui l'ultimo di circa 50 giorni consecutivi,proprio a cavallo delle feste natalizie.
Ciò chiaramente produce una perdita salariale notevole e,anche se il gruppo Pirelli nel solo anno 2012 ha prodotto utili per circa 300 milioni di euro, con un aumento di oltre il 22% rispetto all'anno precedente,per noi non c'è stata nessuna integrazione economica dell'azienda.
Non parliamo poi per quei dipendenti che lavorano nel nostro stabilimento senza essere lavoratori Pirelli: operatori di magazzino ed operatrici sala mensa,a cui non spetta nemmeno la cassa integrazione.La piu grande preoccupazione riguarda però il nostro futuro, in questi anni l'azienda ha costruito stabilimenti in paesi dove il costo del lavoro è piu basso.Una delocalizzazione a dir poco preoccupante connessa al fatto che per lo stabilimento di Bollate Milano sono stati stanziati pochi fondi,a nostro avviso sufficienti solo alla sopravvivenza del sito.Siamo però al paradosso.Stiamo parlando di una multinazionale italiani,un'azienda considerata virtuosa,che conta in Italia meno del 15% dei dipendenti totali.
Dietro ai campionati di Formula 1 e superbike,ai prestigiosi calendari e alle esclusive linee di  moda ci sono 370 lavoratori che devono misurarsi ,oggi, con una cassa integrazione a zero ore lunga 50 giorni;e domani, potrebbero dover fare i conti con la perdita del posto di lavoro.
Pirelli è stata fondata a Milano nel 1872,un decennio dopo l'unità d'Italia ,per interderci.Da allora è stata protagonista della storia industriale del Paese,lo stabilimento di Bollate è ciò che è rimasto dello storico sito della Bicocca,è l'ultimo insediamento industriale per la produzione di pneumatici rimasto in provincia di Milano;pneumatici, è bene ricordarlo,che costituiscono il 99% dei ricavi aziendali.

PIRELLI E' IL PNEUMATICO!

PIRELLI E' MILANO

ABBANDONARE SU UN BINARIO MORTO L'ULTIMA FABBRICA MILANESE DI PNEUMATICI ,SIGNIFICA PORRE FINE A UNA STORIA INDUSTRIALE CHE,NELLA NOSTRA PROVINCIA,DURA DA 115 ANNI.SIGNIFICA TOGLIERE A MILANO UNA DELLE ULTIME GRANDI INDUSTRIE.SIGNIFICA ABBANDONARE QUEI LAVORATORI CHE PER OLTRE 20 ANNI,HANNO CONTRIBUITO ALL'OTTENIMENTO DI QUELL'IMMAGINE DI ECCELLENZA CHE HA OGGI PIRELLI NEL MONDO
IL LAVORO NON SI TOCCA! UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO!

Coordinamento lavoratori Pirelli Bollate

domenica 9 dicembre 2012

MICHEL PLATINI:"Sapevo dei morti ma non ci pensavo"





Forse è il miglior libro sull'Heysel. Le dichiarazioni di Michel Platini che sono pubblicate nel libro sono assolutamente normali, stiamo parlando dell'ambiente calcistico dove c'è dentro di tutto e che ai calciatori non gliene frega nulla di chi sta fuori dal loro mondo.Tutti i giocatore della Juventus e del Liverpool sapevano dei morti, hanno festeggiato i bianconeri,avrebbero fatto altrettanto quelli dei Reds se avessero vinto la Coppa Campioni.Quello che mi fa ridere sono le cretinate dette dagli ex giocatori della Juventus e le buffonate su Gaetano Scirea fatto passare per un santo.L'ex Libero era uno di quelli che festeggiò fregandosene di quello che era successo nella curza Z.Ho visto dei video di Stefano Tacconi dove è tra i piu dispiaciuti ma in realtà allora disse altre cose, le trovate all'interno del libro; le  pubblicherò su questo blog prossimamente.

da HEYSEL-Jean Philippe Leclaire (Piemme)

Gampietro Aghus della Gazzetta dello Sport riassume cosi questi comportamenti ambivalenti:"All'Heysel i giocatori hanno sperimentato questa sensazione incredibile,si sono resi conto che delle persone erano morte per loro! Quando sono entrati in campo non erano piu calciatori,ma quasi delle divinità a cui erano stati tributati dei sacrifici.Da qui ,quel miscuglio di euforia e di vergogna".Se l'euforia se ne va sempre in fretta,la vergogna può rimandare per anni.Come unico marcatore dell'incontro,Platini sembra avere sofferto ancora piu violentemente questa lacerazione.La famosa intervista incrociata,organizzata nel 1987 dal giornale LIBERATION tra il calciatore e la scrittrice Marguerite Duras,è forse l'occasione in cui l'autre del gol del 57' minuto si è lasciato andare di piu:"Per prima cosa non avevamo visto l'orrore.E' come quandi dicono: si è schiantato un aereo,37 marti, duecento feriti.Non si vede niente.Bene, dopo si prende lo stesso l'aereo.E poi,quando si è in campo,quando si pensa al calcio,che è la nostra passione,la nostra giovinezza,la nostra adolescenza,non si può pensare mentre si gioca che ci sonostati 35 morti.Quando realizzò il rigore sono felice,in fin dei conti il calcio mi salva dall'infelicità umana.Mi salva completamente,e per meglio dire mi salvava,dato che non gioco piu.Ma è vero che non si pensa e niente quandosi gioca a calcio.Quel giorno sono diventato un uomo! Diciamo che sono passato da un mondo in cui il calcio era un gioco a un mondo in cui il calcio era un gioco a un mondo in cui il calcio è diventato una specie di violenza.In altre parole,fino a un certo momento hai dei giocattoli.Bè quel giorno non avevo piu giocattoli.Ero diventato un uomo".Una confessione sorprendente che Michael Platini aveva già accennato sei mesi prima in un'altra intervista,piu tradizional al giornale "L'EQUIPE".Il giocatore sembrava ancora così spaventato dai propri sentimenti che aveva preferito preavvertire il suo interlocutore:

PLATINI:"Le dirò una cosa terribile:a Bruxelles non ho mai pensato ai morti"

GIORNALISTA: "Perchè non sapeva niente"

PLATINI:"Si sapevo"

GIORNALISTA: "Perchè,allora?"

PLATINI:"Bisognerebbe chiederlo a uno psichiatra"




Questo psichiatra "France Football" lo aveva consultato già il giorno dopo la tragedia.Pierre Barbey aveva fatto la sua diagnosi a caldo:
"Il calcio è nato istituzionalmente per indurre nelle persone uno stato di ipnosi.Quando poi si verificano dei problemi, queste persone vengono condannate.E' una situazione paradossale".All'Heysel non solo i 22 giocatori, ma anche buona parte dei giornalisti e degli spettatori sono stati  "ipnotizzati".Quando sono usciti dallo spogliatoio con la coppa,i giocatori della Juventus avrebbero potuto ricevere un'accoglienza glaciale o persino scioccata da parte dei loro tifosi.Invece i tifosi si sono lasciati andare all'esultanza,hanno ripreso a sventolare le bandiere che avevamo ripiegato,hanno sparato fumogeni e cantato.E cosa dire dei tifosi rimasti a Torino che hanno sfilato trionfalmente per le vie della città? Eppure sapevano perfettamente che a Bruxelles erano morti 38 dei loro, avevano anche visto i cadaveri alla televisione!
Per assurdo,gli ipnotizzati dell'Heysel potevano perlomeno giustificarsi dicendo che sul posto avevano visto molto meno,rispetto ai telespettatori di tutto il mondo.Molto criticato per la sua telecronaca,giudicata troppo "terra terra",Therry Roland,spiega che ha dovuto tornare a Parigi per misurare tutta l'ampiezza del dramma."Mentre parcheggiava davanti a casa mia,in Rue Mirabeau,alle 3,30 del mattino,ho visto le luci del mio appartamento erano ancora accese.Ho pensato che mia moglie si fosse dimenticata di spegnere prima di andare a dormire.Invece mi stava aspettando dietro la porta e non appena sono entrato mi ha sgridato.Mi ha detto: "credevo di conoscerti.Come hai potuto commentare una partita di calcio con tutto quello che si è visto? In realtà,prosegue Thierry Roland,"prima e durante la partita,i nostri monitor di servizio ci mostrano soltanto le immagini girate dalle telecamere fisse sistemate intorno al campo.Abbiamo visto le persone accalcarsi in fondo al settore Z,ma non i cadaveri ripresi dalle troupe mobili.E sono proprio quelle,le immagini che hanno tanto sconvolto i telespettatori".

giovedì 6 dicembre 2012

Articoli contro l'Argentina della Kirchner (2 parte)





Dell'Argentina ho scritto dei post poco tempo fa:

 http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/11/19/in-argentina-si-lamentano-gli-attori-ma-non-chi-vive-in-peri.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/11/14/cari-amici-della-sinistra-ipocrita-ricordatevi-com-era-l-arg.html


Non c'è uno, dico uno, che abbia il coraggio di ammettere che con la Kirchner la disoccupazione è decisamente calata e che anche le famiglie piu povere vivono meglio.La presidente argentina vuole controllare le tv? Ma scusate tanto, adesso le tv sono libere? Fanno informazione a 360 gradi? Sono tutte filoamericane, leccano il culo in maniera pazzesca alla grande finanza internazionale, devono convincere la gente che il rigore è la medicina giusta e che sono pazzi coloro che sostengono certe cose come fa il governo argentino che:
"Definisce illegale e immorale qualunque forma di speculazione finanziaria sui mercati internazionali basata sui derivati; abolisce la possibilità tecnica delle speculazioni finanziarie in borsa perchè sottrae a tutte le banche,a tutte le istituzioni finanziarie operanti nel territorio nazionale,la propria autonomia sul mercato"
"Dal 30 novembre del 2012,il parlamento e il governo argentino si riappropriano della politica economica che individua "legalmente" nella finanza "il braccio operativo dell'economia di cui deve essere subalterna" e impone alla finanza di essere sottoposta al totale controllo dello stato centrale in ogni sua attività".

ARGENTINA INFLAZIONATA

da Panorama del 5 novembre 2012-Di Paolo Manzo

Se gli argentini devono convivere con un'inflazione che sfiora il 25% l'anno,la quarta piu alta del mondo,possono ringraziare il presidente Cristina Kirchner e le sue politiche schizofreniche:cambi controllati,barriere doganali introdotti "a piacere", espropri senza contropartite in denaro,assenza di garanzie giuridiche e conseguente fuga degli investitori.
I soldi nelle casse del governo,inoltre, sembrano adesso finiti.Nessuno è piu a fare credito a Buenos Aires e il default potrebbe avvenire prestissimo.La gente comune,stronzata dalla corsa dei prezzi,è scesa in piazza nel primo sciopero generale dalla crisi del 2002.La disoccupazione è ufficialmente intorno al 7,2%,ma il dato arriva dall'Indel,l'istituto statistica che da tempo Kirchner ha "convinto" a produrre dati piu patriottici.Tanto che la manipolazione del tasso d'inflazione è riconosciuta come prodotto tipico argentino.L'Istat di Buenos Aires fissa l'inflazione ufficiale al 10%,meno della metà di quella reale.

Articoli contro l'Argentina della Kirchner (1 parte)



Dell'Argentina ho scritto dei post poco tempo fa:

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/11/19/in-argentina-si-lamentano-gli-attori-ma-non-chi-vive-in-peri.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/11/14/cari-amici-della-sinistra-ipocrita-ricordatevi-com-era-l-arg.html

Non c'è uno, dico uno, che abbia il coraggio di ammettere che con la Kirchner la disoccupazione è decisamente calata e che anche le famiglie piu povere vivono meglio.La presidente argentina vuole controllare le tv? Ma scusate tanto, adesso le tv sono libere? Fanno informazione a 360 gradi? Sono tutte filoamericane, leccano il culo in maniera pazzesca alla grande finanza internazionale, devono convincere la gente che il rigore è la medicina giusta e che sono pazzi coloro che sostengono certe cose come fa il governo argentino che:
"Definisce illegale e immorale qualunque forma di speculazione finanziaria sui mercati internazionali basata sui derivati; abolisce la possibilità tecnica delle speculazioni finanziarie in borsa perchè sottrae a tutte le banche,a tutte le istituzioni finanziarie operanti nel territorio nazionale,la propria autonomia sul mercato"
"Dal 30 novembre del 2012,il parlamento e il governo argentino si riappropriano della politica economica che individua "legalmente" nella finanza "il braccio operativo dell'economia di cui deve essere subalterna" e impone alla finanza di essere sottoposta al totale controllo dello stato centrale in ogni sua attività".

da LA STAMPA del 2 dicembre 2012-articolo di Emiliano Guanella

La grande paura della bancarotta è passata ma le nubi grigie continuavano a sorvolare sui cieli dell'economia argentina,stretta fra un esplosivo mix di autarchia,rigidi controlli valutari e le scure delle domande giudiziarie ereditate dalla questione mai completamente risolta dei tango-bond.il timore di un nuovo default si è materializzato qualche giorno fa con la sentenza di un giudice statunitense che ha dato ragione ai detentori dei tango bonds rimasti esclusi dalla ristrutturazione del debito conclusasi nel 2010.Secondo Thomas Griesa l'Argentina deve pagare 3,3 miliardi di dollari (tra capitale e interessi) ai quei fondi d'investimento che a Buenos Aires vengono chiamati come "avvoltoi",perchè si specilizzano nel rastrellare titoli di Paesi in Default per poi sperare di recuperare capitale e interessi in via giudiziaria.
La Corte d'appello ha poi accettato il ricorso presentato dal governo della presidente Cristina Fermandez de Kichner,posticipando la soluzione della questione alla fine febbraio e permettendo di fatto il pagamento delle rate a quegli investitori che avevano invece accettato a suo tempo il concambio dei loro titoli e che rischiavano di restare a mani vuote.La Casa Rosada,ora, prende tempo e prepara una nuova offerta,ma è chiaro che le ferite della crisi del 2002 non sono ancora state rimarginate.
"E' stata una settimana dura-ha detto la Kirchner-hanno voluto piegarci,ma non ce l'hanno fatta.Noi non cediamo agli avvoltoi stranieri che vogliono fermare questo processo di emancipazione".A metà settimana, durante un vertice bilaterale con la presidente brasiliana Dilma Roussef,la Kirchner ha esortato i paesi vicini a muoversi compatti contro il "neocolonialismo giudiziario"."Con sentenze come questa cercano di bloccare la nostra crescita,lo sviluppo dei Paesi emergenti dell'emisfero Sud che hanno finalmente rialzato la testa".Dilma Roussef,a suo fianco, non ha fatto una piega,preoccupata molto di piu per i dazi commerciali che l'Argentina impone da tempo al Paese vicino.
Tutto si muove,ma a Buenos Aires da tempo si naviga a vista.La sensazione diffusa è che il giocattolo si possa rompere,nonostante i proclami sempre piu belligeranti della stessa Kirchner.Da un anno il suo governo ha dichiarato la guerra al dollaro,tradizionale bene rifugio degli argentini,unica salvezza davanti alle cicliche ascese e ricadute della valuta locale.Dollari che si tenevano sotto il materasso per poi permettersi un viaggio all'estero o un'acquisto fuori dal comune e che venivano usati in tutte le transazioni importanti,dall'acquisto di case o terreni alla compravendita di auto e prodotti importati.Nei momenti difficili queste riserve evaporavano,una fuga di capitali che ha fatto spesso traballare l'intero sistema.Con le nuove misure imposte dal governo è diventato praticamente impossibile per un argentino giustificare l'acquisto di dollari al cambio ufficiale,un dollaro a 4,50 pesos,e così è schizzato il cambio nero,oggi a 6.50.
I fronti aperti dalla Kirchner sono tanti, in una strategia del muro contro muro verso tutti coloro che si mettono di traverso rispetto al suo progetto "nacional e popular".Il blocco dei prodotti importati per favorire la produzione nazionale crea problemi in diversi settori industriali e commerciali,al punto che numerose catene globali hanno deciso di chiudere le loro filiali.Altra battaglia campale è quella sui media, con la lotta senza esclusioni di colpi verso il gruppo Clarin,oppositore del governo e chiamato ad adeguarsi alla nuova legge sulla concentrazione editoriale che lo obbligherebbe a disfarsi di licenze televisive e radiofoniche.La legge è entrata in vigore tre anni fa,ma il gruppo Clarin ha ottenuto una sospensione temporanea che scade il prossimo sette dicembre,data sventolata come spauracchio nei discorsi presidenziali.
"La legge sui media-spiega Martin Etchvers del gruppo Clarin-è solo uno specchio legale per mettere a tacere le voci critiche.Il governo ha creato un sistema di media amici finanziati dalla pubblicità ufficiale che restano fuori dalle prerogative richieste dalla legge.Giornali,radio e canali televisivi dove determinate questioni come l'inflazione,l'insicurezza, i disservizi della pubblica amministrazione,sono semplicemente ignorate".Cristina ,come la chiamano i suoi,tira dritto.Ispirata forse dal modello chavista in Venezuela ha intensificato l'uso della "Cadenas nacionales" i messaggi a reti unificate che devono essere trasmessi obbligatoriamente.Discorsi in cui attacca i politici dell'opposizione,cita per nome gli editorialistici critici,esalta le conquiste sociali del suo governo.L'ultima è stata in occasione del lancio del film-documentario "Nestor Kirchner", biografia in video del marito ex Presidente deceduto dua anni fa,finanziata con fondi pubblici.Miticismo e culto del leader,nella migliore tradizione peronista.La premiere è stata realizzata nel Luna Park,il mitico palazzetto dello sport degli incontri di box di Carlos Monzon,lo stesso dove si conobbero il generale Juan Domingo Peron e Eva Duarte,per tutti Evita.
L'operazione revival funziona e il film è un successo di botteghino,ma il feeling di parte della tradizionale base peronista con la presidente è scemato.I sindacati sono spaccati,il leader Cgt Hugo Moyano,ai tempi fedelissimo scudiere di Nestor Kirchner,si è ora schierato con l'opposizione e ha organizzato il primo sciopero generale contro l'esecutivo.La grande battaglia è quella della riforma costituzionale,necessaria se la Kirchner volesse candidarsi nel 2015 per un terzo mandato consecutivo.La maggioranza non ha i numeri in Parlamento,dove è richiesto il voto di due terzi di entrambe la Camere,molto dipenderà dalle elezioni legislative del prossimo anno.Ma è difficile pensare a lungo termine.L'unica cosa certa,nelle sabbie mobili dell'Argentina di oggi,è che è impossibile fare previsioni che vadano piu in là di qualche settimana.

mercoledì 5 dicembre 2012

MARIO MONTI:"Con l'EURO meno sovrani ma piu uniti!" (2 parte)





In questo libro di Mario Monti si leggono cose di una gravità enorme.Piu uniti? Il risultato è esattamente il contrario,o forse ha ragione, con l'euro abbiamo perso tutti competitività.Non ho voglia di ripetere sempre le stesse cose sull'euro e l'Europa, quello che penso li trovate in questo post:

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/11/28/in-fila-per-le-primarie-dei-fascisti-democratici.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/11/26/maurizio-landini-non-sarei-contento-se-l-italia-uscisse-dall.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/11/13/che-brava-la-renzina-sara-biagiotti.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/11/10/dati-ocse-interessanti.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/11/05/michael-sturmer-con-berlusconi-sarebbe-la-fine-dell-euro.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/11/01/il-ministro-grilli-i-mercati-non-sono-dei-nemici-ma-rapprese.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/10/31/gianni-alemanno-dobbiamo-restare-in-europa.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/10/29/michael-bloomberg-l-italia-ha-vissuto-al-di-sopra-delle-prop.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/10/15/romano-prodi-e-contento-per-il-premio-dato-all-unione-europe.html

Voglio però rispondere al professor Monti con un pezzo di articolo che trovato su Corriere Economia del 26 novembre,parla della Francia,situazione difficile anche li a dimostrazione che l'euro ha rovinato tutti,colpa anche della crisi per carità ,ma con la moneta unica, tranne la Germania (ancora per pochissimo) ,tutti gli altri hanno perso competitività.

articolo sul CORRIERE ECONOMIA del 26 novembre 2012 di Danilo Taino

La sola statistica che al momento fa piacere al presidente Francois Hollande riguarda la crescita,che non è ancora negativa,la disoccupazione,però supera il 10% e arriva al 25% tra i giovani.E tutti gli indici puntano a una situazione preoccupante.L'ultima volta che Parigi ha bilanciato i conti pubblici,cioè non ha registrato un deficit,era il 1974.Da allora,il debito è salito da meno del 20% del Pil è oltre il 90% alla fine del secondo trimestre di quest'anno.L'obiettivo di disavanzo è il 4,5% del Pil per il 2012 e il 3% per il 2013 (concordato con Bruxelles ma non scontato, molto dipendente dalle dinamiche dell'economia).I numeri che spaventano di più,però,riguardano la capacità di competere dell'economia francese,per mantenere uno stato che spende il 56% del Pil,cifra piu alta in Europa,superiore di cinque punti anche a quella svedese,le tasse superano il 40% del prodotto interno lordo. E gli oneri che le imprese pagano sfiorano il 30% del costo del lavoro e inflessibile e quelli dei servizi e del commercio ancora rigidi.
Risultato,la competitività dell'economia è in netto calo:ormai la Francia ha uno dei saldi commerciali peggiori d'Europa,quasi sei miliardi lo scorso agosto.Questi numeri sono già un problema,indicano tendenze che,se non messe sotto controllo,porterebbero a crisi gravi nel giro di pochi anni. La fotografia piu netta di questa realtà sta nell'enorme difficoltà dell'economia francese a creare aziende private medie e medie-piccole.Mentre in Germania e in Italia,e sempre piu anche in Gran Bretagna,la creazione di imprese è un'attitudine diffusa e spontanea,in Francia l'approccio è sempre dall'alto verso il basso: quando l'ex presidente Nicolas Sarkozy ha voluto intervenire nel settore,ha creato un fondo strategico d'investimento,sostenuto dallo stato,per comprare quote di imprese".

dal libro di Mario Monti LE PAROLE E I FATTI (Rizzoli)

E' raro che a suscitare ammirazione in altri, e intima soddisfazione in ciascuno di noi,sia una buona prova all'intera collettività.Ancora piu raro è ciò che avvenga,come in questo caso, quando la prova riguarda valori non radicati nella nostra società:come la disciplina finanziaria,mantenuta a lungo, e non, ad esempio, uno slancio breve e intenso di solidarietà.Quegli italiani che, leggendo queste righe,ritenessero di non avvertire in sè neppure una pacata soddisfazione,facciano la controprova.Non sarebbero oggi piu a disagio del solito, nel sentirsi italiani,se avessero visto gli spagnoli,i portoghesi, i finlandesi celebrare la fusione delle loro monete nell'euro con il marco tedesco e il franco francese,con l'Italia invitata a restare fuori per qualche anno?
Che cosa penserebbero quegli italiani del loro paese,del loro stato e,se sono sinceri fino in fondo,di se stessi?
Anche l'unità territoriale dell'Italia viene rafforzata ,dal Nord al Sud.Se L'Italia non fosse entrata nell'Unione Monetaria fin dall'inizio, le tendenze secessioniste di una parte del Nord avrebbero subito una spinta obiettiva e una,ancora maggiore,spinta emotiva.
Quanto al mezzogiorno,oggi esso ha almeno una speranza: se l'Italia saprà diventare complessivamente piu competitiva e se certe lacune storiche del meridione saranno affrontate con lo stesso vigore con cui la sfida dell'euro ha fatto affrontare certe lacune storiche dell'intero paese,allora il Mezzogiorno sarà in grado di valorizzare i propri punti di forza su scala europea.Con l'Italia fuori dall'euro,il mezzogiorno sarebbe stato la parte piu esposta alla decadenza di un paese emarginato.
Infine,con l'Italia nell'euro,si rafforza l'unità nazionale nel senso che diviene piu importante di prima,e non meno, come si potrebbe pensare,il ruolo dell'Italia come soggetto unitario. Non solo,cioè, i singoli italiani possono riconoscersi piu volentieri,e le regioni d'Italia coesistere meglio,nel loro paese:ma l'importanza delle decisioni del paese, ma l'importanza delle decisioni del paese come tale è destinata ad aumentare.I singoli cittadini,le singole imprese,le singole aree territoriali,con l'euro,appartengono ora pienamente al mercato unico europeo.La competizione che in esso si svolgerà sarà piu dura di prima.Gli stati non potranno usare,anche se ne avranno piu di prima la tentazione,strumenti preferenziali o discriminatori a favore dei loro cittadini e delle loro imprese.Ma,anche per questo è destinata ad aumentare l'importanza delle politiche volte,nel rispetto delle regole comunitarie,ad accrescere la competitività,a rafforzare la propria economia rispetto a quelle altrui,per proiettarsi con sicurezza nel futuro.